Into The Wild Syndication

Posted on March 17, 2008

bliptv-logo.gifOppure c’è un’altra via percorribile…non che abbia alle mie spalle una case history in particolare, ma un paio di interessanti riscontri sì.

Qui si parla di tecnologia ma non la si vende, né la si pubblicizza, qui si cerca un modus operandi, un sistema mentale che permette di adattare ai tempi veloci che viviamo le strategie di comunicazione.

Youtube è una vetrina indispensabile in questo senso ed è stupido e insensato farle concorrenza con le sue stesse armi..si può ricorrere a tutto il resto che la rete propone di interessante.

Qui entrano in ballo gli ultimi due nati in questo campo, Blip.Tv e Tubemogul..e l’affare si fa un po’ più articolato.

Oltre alle voci che vogliono l’unico altro grosso soggetto del web, ovvero Yahoo, a finanziare le tecnologie di Blip, effettivamente stiamo assistendo ad uno scarto di caratteristche tra questi player e corrispondenti siti rispetto al modello Youtube. A primo acchito colpisce la capacità di poter caricare filmati ad elevato bitrate e quindi poter garantire una qualità d’immagine superiore alla media dei video che si trovano in genere su internet.

Ma non si tratta di trovare solo una maggior qualità d’immagine,quanto di poter garantire una grande capacità di diffusione e propagazione dei contenuti.

In questo introduco senza soffermarmi troppo il loro sistema di Syndication che tra appassionati non abbiamo esitato a definire “selvaggia”: i tuoi contenuti possono diffondersi contemporaneamente su varie decine di piattaforme video tra le più frequentate, tra cui, udite udite, persino le liste i-Tunes per la Apple-Tv..

Certo tutto questo apre una considerazione ulteriore ed indispensabile, ovvero che se una syndication è possibile tramite le tecnologie offerte da queste due piattaforme per cui un solo upload può essere ridistribuito su una vasta scelta di siti web, bisogna comunque considerare che tra 50 piattaforme esistono molte differenze di parametri di formato, per cui è indispensabile una grande dimestichezza con i trattamenti tecnici cui sottoporre i prodotti digitali.

La considerazione più importante però va fatta sulla natura non solo tecnica dei contenuti, solo una produzione di buona qualità per temi e realizzazione può essere accettata da alcune piattaforme come per esempio i-Tunes.

Un motivo in più per ribadire che siamo di fronte ad un nuovo media tecnicamente ed organizzativamente parlando, che può aprire le porte di un mercato mondiale ma che dipende in tutto e per tutto dalla qualità delle idee messe in campo e dalla capacità di saperle realizzzare ad alti livelli. Non è (ancora)un gioco da ragazzi..

» Filed Under YouTube, content management, evergreen, macromedia, media marketing, progetti

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