YouTube: il sito che vanta innumerevoli tentativi di imitazione…
Posted on March 15, 2008
Seguendo il trend dettato dall’affermarsi di Youtube, sono spuntati come funghi siti clone che cercavano di affrontarne la concorrenza con:
- migliorie tecniche: come per esempio la qualità superiore del player di Brightcove
- differenziazioni di contenuto :da Blinx per i soli produttori professionisti a Current cui al Gore dona gentilmente faccia e idee per finire con
, che si commenta da solo e guarda caso è l’unico che prospera tanto da scavalcare nelle classifiche di utenza siti blasonati come Flickr e Amazon. Non ci credete? Guardate qui… - promesse di guadagno..
In particolare quest’ultima opzione mi sembra importante, anche perché la domanda se l’era già posta qualche utente più veniale: perchè io produttore di contenuti dovrei fornire gratuitamente i miei servizi alla multinazionale della comunicazione più potente e indiscreta al mondo (sto parlando di Google, o non ve ne siete accorti?) invece di guadagnare quei pochi ma sudati centesimi che il mio capolavoro merita?
Può il mio film nel cassetto da dieci anni, realizzato con una videocamera in saldo di seconda mano (o pagata da papà per la laurea breve o il diploma o quello che è) e montato col moviemaker di un XP piratato non beneficiare delle innovazioni della nuova economia?
No, non può.
No, non per ora, o meglio, se vuoi…ci sono le briciole.
Perché Google detta le regole e, se vuoi partecipare al gioco, devi stare alle loro regole: revenue sharing su Youtube solo per UK, USA e Canada…e La7.
Perché chi ha provato a mettere regole diverse si è rovinosamente autodistrutto: Megavideo è stata scavalcato dalla gemella osè Megarotic e Revver è già acquistabile sul mercato per soli 300.000 dollari (oggettivamente spiccioli, a patto che tu sia poi disposto a corrispondere un milione di dollari di debiti per percentuali di revenue promesse e mai pagate).
Quando un uomo con una pistola incontra un uomo con un fucile, quello con la pistola è morto (diceva qualcuno nel West)
» Filed Under YouTube, macromedia, struzzo
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