Digitale Terrestre: a volte ritornano… (prima parte)
Posted on February 14, 2008
Con l’approssimarsi delle elezioni e del cambio di governo, ho la sensazione che risentiremo parlare presto della Grande Innovazione nella comunicazione rappresentata dal Digitale Terrestre.
Francamente mi pare una grande bufala per vari e numerosi motivi e mi pare, ahimè, l’ennesima dimostrazione di quanto siamo un Paese isolato, autoreferenziale e nel quale qualcuno (sveglio…) cerca di fare i propri interessi alle spalle del cittadino e del contibuente (per carità, anche questa una cosa mica del tutto originale)
Il passaggio al Digitale Terrestre (DTT per gli amici) è in sostanza lo stesso tipo di evoluzione che c’è stato anni fa quando è avvenuta la naturale migrazione dalla musica su vinile (analogica) a quella sul CD (digitale) ed oggi agli MP3 ed ai file musicali: serve una legge per sancire questo o basta il naturale evolversi del mercato? A qualcuno è mai venuto in mente di abolire per legge i 33 giri (i dischi in vinile per i lettori più giovani…).
In fondo è la stessa cosa che è ormai avvenuta per i monitor di computer, disponibili oggi in LCD (= digitali) e non più a tubo catodico. (= analogici). Certo se il Governo vuole spingere a questo passaggio avrà i suoi buoni motivi. O forse li ha qualcuno che è al Governo? Boh….
Intanto date un’occhiata a questo simpatico apparecchio, il TiVo (www.tivo.com), diffusissimo in USA e del quale in Italia non se ne sente mai parlare. Non me ne spiego proprio il motivo! ?
» Filed Under Dtt, media marketing, politica
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