Qtrax: tanto rumore per nulla
Posted on January 30, 2008
In questi ultimi giorni abbiamo assistito prima al roboante annuncio di Qtrax (musica gratis per tutti!!) e poi alle successive smentite di chi (incidentalmente…) deve/doveva fornire i contenuti per il primo sito di music downloading legale.
Mi sembra l’ennesimo falso problema.
Che le Case (discografiche, cinematografiche, ecc) possano pensare di bloccare lo tsunami del trasferimento di contenuti digitali è un’idea veramente bislacca: se hanno inventato perfino il nome “marketing virale” ci sarà un perchè…. Alzi la mano chi nel proprio lettore di MP3 ha solo ed esclusivamente musica legalmente posseduta od acquistata….
Che gli Editori si sentano minacciati nella tutela di un patrimonio costruito nel tempo è naturale: finora ha sempre funzionato così, garantendo loro rendite di posizione possibili solo per le strozzature ed inefficienze della catena del valore (produrre, immagazzinare e distribuire contenuti aveva un costo significativo tale da costringere a perseguire economie di scala e quindi pochissimi prodotti di grandissimo successo: tutte cose spazzate via dalla digitalizzazione dei contenuti).
Credo che il punto vero sia un altro: se sono una media company mi interessa creare valore per gli azionisti, facendo crescere l’azienda, riuscendo cioè a gestire in modo intelligente la naturale ciclicità dei prodotti (strategia di portafoglio).
Che la crescita aziendale sia raggiunta attraverso la vendita di diritti su musica, cinema e videogiochi (= CONTENUTI cioè software) piuttosto che attraverso la vendita di apparecchiature per sentire/vedere contenuti (cioè hardware) non è forse la stessa cosa dal punto di vista economico? Qualcuno li avrà ben venduti tutti ’sti milioni di lettori di MP3?!
Al lettore distratto è forse il caso di ricordare che Sony, per fare solo un esempio, è non solo uno dei più grandi produttori di elettronica di consumo ma anche proprietario di moltissimi cataloghi di musica, film e videogioco?
Semmai il problema (per le aziende) è continuamente innovare i prodotti in modo che sia più rapido il ciclo di sostituzione, aggiungendo irrinunciabili miglioramenti tali da rendere realmente “necessaria” per il consumatore la sostituzione dell’hardware molto prima della fine “fisica” del prodotto (qualcuno lo chiama consumismo…).
In quest’ambito i produttori di cellulari sono oggettivamente dei maghi, considerando che la killer application in questo settore è ancora l’sms, cioè un’applicazione che necessita di un telefono veramente molto molto basic per funzionare (senza wi-fi, bluetooth, infrarossi, memorie mega, ecc. ecc.)
» Filed Under content management, media marketing
Comments
Leave a Reply






