E-book: c’è sempre una mamma del fallimento (ovvero: non ci sono più le famiglie di una volta)
Posted on January 11, 2008
Premesso che non sono ancora riuscito a mettere le mani su un e-book o meglio ancora un kindle, mi sto domandando perchè finora questo mercato (che ha tutto per esplondere, in primis una quantità sterminata di contenuti di qualità) è sempre rimasto al palo.
Immagino che i nuovi hardware di e-book siano eccellenti come leggibilità, batteria, connettività, facilità d’uso, affidabilità, ecc. . Ma è mai possibile che nessuno abbia ancora pensato che 4/500$ sono troppi per un aggeggio che permette di fare una sola cosa? Nell’era delle piattaforme tecnologiche multimediali questo mi pare un grave punto di debolezza.
Certo, se si riesce a trasformare questi pezzi di ferro in oggetti di culto allora il discorso cambia: il prezzo non ha più senso ma conta l’appagamento del possesso. Ed in questo senso una bella joint Amazon-Apple potrebbe fare faville ( se a mr.Bezos e mr.Jobs serve qualche ideuzza di marketing possono scrivermi a questo blog…)
Ma altrimenti credo sia assolutamente critica la componente di servizio che deve incorporare l’e-book, una componente tale da giustificare un prezzo superiore a quello del Nintendo Wii, facendo un esempio non casuale.
Tutto questo magma che chiamiamo “sistema dei media” non fa altro che competere per il tempo delle persone, tempo che è la vera risorsa scarsa e che pertanto è fortemente contesa da moltissimi competitors (gratuiti o meno). In questo senso, pur facendo la tara ad alcune americanate, ho trovato interessante il libro “4 hours workweek” di T.Ferriss del quale ha parlato anche il Corsera circa un mese fa. Ma questo libro merita un post a parte.
Per i curiosi il sito da guardare è questo: http://www.fourhourworkweek.com/
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