di OSCAR ELENI

Ci voleva un giardiniere ostinato come Jobey Thomas per togliere dalle spalle dell’Armani la scimmietta delle scelte superficiali: lui ha bagnato il giardino ogni giorno della sua vita milanese, anche quando la gente gli gridava cose incredibili, anche quando Bucchi lo teneva fuori, anche quando Livio Proli taceva dopo aver dichiarato, all’inizio della stagione, che avrebbe voluto avere in squadra tutta gente come questo predicatore di Charlotte. Ci voleva fede, bisognava essere tosti, ma il tipo deve essere proprio così se ha resistito a tutto, alle lune di Saw, alle lune dell’allenatore che non ha mai voluto tirare sotto con l’automobile, alle lune di una squadra che doveva ascoltare prima Hawkins, poi Vitali, che ancora non sapeva di aver avuto dalla sorte il regalo di una buona base sotto canestro perché se a Marconato e Taylor aggiungete Beard e Rocca potrebbe venir fuori una miscela esplosiva anche per le partite contro il Montepaschi che vede all’orizzonte un quattro a zero bello rotondo, ma, se dovesse avere un dubbio, tanto per rendere più affascinante la finale, potrebbe farselo venire pensando che il solo Eze è poco in una battaglia giocata con il senso di Thomas per il basket e la neve che c’era intorno a lui. A proposito del Jobey scoperto a Imola, allevato bene a Ferrara, diventato idolo a Montegranaro, vi diciamo che è un tipo speciale perché parla persino l’italiese in mezzo a tanti american beoti che pur con il passaporto della Repubblica ancora fingono di non riuscire a dire buon giorno e buona sera.
Ci lascia Biella e allora applausi a scena aperta per la società che ci ha dato tanto ed un palazzo nuovo, per il Luca Bechi che ha camminato nella grande valle dei sospiri facendo cose che qualificano un vero allenatore, un buon allenatore Read The Full Story…

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By oscareleni | Gennaio 5, 2009 - 3:02 pm - Posted in I lunedì da Oscar

Oscar Eleni dal colle Ardizio, sopra Pesaro, per trovare i fiori da portare verso il mare nel ricordo della Tina, la madre di Alceo Rapa. Avremmo voluto esserci nel giorno dell’addio perch√© quella donna aveva sempre rappresentato la speciale magia di Pesaro quando ci si andava per lavoro, quando si viveva la notte per litigare davvero, ma anche per volersi un po’ pi√π bene. La Tina sapeva delle rivalit√† fra i giornalisti, forse pi√π di Alceo, ma ci metteva il peperoncino soltanto quando serviva. Il colle Ardizio ci √® venuto in mente vedendo la Scavolini, quella che adesso i clonati Sky chiamano Scavo-Spar senza sentirne lo stridio musicale come il famoso Unicaca, scappare di mano al suo eccellente allenatore con l’egoismo che nei tempi aveva rovinato tanti bei progetti prima d’arrivare a risolvere tutto con la spada di Valerio il Bianchinissimo. Ci √® venuto in mente Alceo perch√© al telefono, dalla fattoria ducale in Toscana, ci ha chiamato il conte Guido Carlo Gatti, uno di quelli che aveva un debole per Ecc√¨, il Campana gazzettiero, molto eccitato dal progetto di Stefano Olivari e di Specchia per far rivivere, almeno in un libro, la storia della Pallacanestro Milano, gli “Straccioni” che animavano la grande citt√†, che diedero una spinta forte al movimento nei 16 anni di vita e battaglia, di lotta dura dietro a Jura, dopo quella dietro a Joe Isaac. La verit√† √® che se Milano ha aspettato gli angeli di Giorgio Armani, scoprendo che parlano tutti un linguaggio incomprensibile alla grande citt√†, che non sembrano adatti alla ribalta dove ti bevi tutto, anche la feccia, bisogna dire che √® venuto il momento per aspettare altri angeli con in mano le carte e i permessi per far giocare in citt√† una seconda squadra di basket. Speriamo che gli angeli non passino prima dai simil Corbelli, auguriamoci che Read The Full Story…

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By peaclaudio | Dicembre 5, 2008 - 1:31 pm - Posted in Il basket nel cestino

Cosa deve mai fare il basket per finire in prima pagina sulla Gazzetta dello sport? Chi mi segue anche saltuariamente su questo blog, sa che me lo vado chiedendo con angoscia ormai da un sacco di tempo senza riuscire a capacitarmene. Ma come? Basta che un ciclista qualsiasi si doppi, la qual cosa √® d’estate quasi all’ordine del giorno, ecco che si ritrova facilmente sbattuto in prima pagina sul giornale che organizza il Giro d’Italia e che per la prossima corsa a tappe¬†si √® gi√† garantito la straordinaria partecipazione del chiacchieratissimo Lance Armstrong. Ma soprattutto non riesco a darmi pace quando invece vedo che Belen Rodriguez ce la fa ad ogni capezzolo offerto al vento. Cio√® sempre. E’ bastato infatti che la sviluppatissima modella argentina rivelasse con grande intuito: “Pensavo che Marco fosse pi√π intelligente” o soltanto che confessasse col cuore in mano: “Sogno ancora d’avere un figlio con Marco” perch√® prima Chi e poi Oggi le offrissero subito le loro copertine e Gene Gnocchi le dedicasse addirittura una pillola rosa del suo preziosissimo Rompipallone. Ovviamente Marco √® Marco Borriello, il bomber – si fa per dire – del Milan, che ha rotto il fidanzamento con Belen dopo che all’Isola dei famosi – scrive Repubblica - Luxuria aveva denunciato una presunta storia di sesso tra l’argentina e Rossano Rubicondi, diventato nel frattempo ex marito di Ivana Trump. E comunque, ringraziando il cielo,¬†il¬†mio tormento √® finito giusto ieri mattina quando in un piedino (arancio) della prima¬†pagina della Gazzetta dello Sport mi √® balzata all’occhio una foto-fotina di Massimo Bulleri che s’accompagnava a questo titoletto su due righe: “Impresa Milano: il Cska va ko”. Alleluja, brava gente.¬†Me ne ero ormai fatta una ragione, non ci speravo proprio pi√π. Ed √® per questo, cospargendomi di cenere il capo, che imploro in ginocchio, e a mani giunte, il perdono dell’Armani Jeans per aver¬†di recente dubitato della sua bont√† e della sua magnificenza.¬†Una forza della natura David Hawkins. In¬†grazia di Dio il tiro da tre, ma solo quello, di Luca Vitali. La rinascita del Bullo che, solamente quando √® con l’acqua alla gola,¬†la smette di far capricci e di contare i minuti nei quali √® impiegato da Pierino Bucchi. E poi la difesa e la¬†voglia di vincere di Milano che¬†sono riuscite non tanto nel miracolo di battere l’invincibile Armata Rossa di Ettore Messina, quanto¬†in quello di rubare alla Gazzetta un francobollo di spazio in prima pagina come non accadeva ormai da secoli e secoli. Amen.¬†Appagatissimo, non ho altro da aggiungere se non¬†segnalare l’arrivo (imminente) di Alessandro Ramagli alla guida tecnica della Reyer dopo che Fassotuttomi Brugnaro ha dato un calcio nel sedere al povero Dalmasson che solo tre mesi fa aveva riportato in auge il basket a Venezia dopo anni e anni d’acqua alta e di lacrime amare. Ma lo si sa bene: la rinoscenza non √® di questo mondo. E forse neanche dell’altro…

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By oscareleni | Novembre 17, 2008 - 2:24 pm - Posted in I lunedì da Oscar

Oscar Eleni dal vulcano nell’isola dove i Maifredi diventano geniali, dove i Tranquillo diventano Variale senza mai trovare il loro Zenga bitorzoluto, dove chi ha fatto saltare il banco pensa di non aver mai barato, dove le vittorie anche quelle prese per la coda sono ritorno verso il sole invece che momenti di amara riflessione sul passato, sul presente, ma , purtroppo, per loro, anche sul futuro come avrebbero detto quelli che a Milano si rotolavano dal ridere in tribuna dopo i primi 10 minuti, dopo aver visto Bozo Malikovic scuotere il testone parlando con Sasha Djordjevic, dopo aver visto la cenere come cipria per troppe facce. Intorno al vulcano dove, per fortuna, non predicano quelli che scoprono in ogni taverna gente con la schiena dritta, i rivoluzionari con il bastoncino di zucchero filato come unica arma, quelli che si domandano perplessi chi conosce la lingua universale per farsi ascoltare a Cinisello e New York, sull’erba tenera di questo isolotto scaldato dalla lava sottostante una dea prova a cantarci la poesia haiku del montanaro Issa che servir√† per dormire sereni: Oh! Potessi almeno salire / Da questi fiori di palude / Fino a quella nuvola.

Gi√† √® questo il desiderio adesso che Dino Meneghin ha accettato di candidarsi alla presidenza per una pallacanestro, lo dice lui con il suo bel vocione, da migliorare non da salvare. Se siamo tutti d’accordo su questo, allora andiamo avanti e non facciamo i conti in tasca, ad esempio, alla serie B di calcio, che incassa molto meno della serie A di basket anche se, come si vede da certi incassi, inferiori di molte migliaia di euro rispetto ad arene che tenevano meno spettatori, sembrano crescere a dismisura gli inviti, gli ingressi omaggio. Col basket non ti arricchisci e allora puoi cercare almeno il consenso cittadino, puoi cercare pubblico dove se ne trova sempre, scuole, oratori, piccole societ√†. Basket da migliorare e non da salvare facendoci credere che ogni partita del campionato √® vicina al sublime come tentano di urlare i ragazzi della televisione lecca lecca, dell’eco spacciato per opinione tecnica, del consenso anche alla lavagna che intanto non ti fa sentire il cuore di un palazzo, di un ambiente, perch√© a loro piace solo spiegare quello che tutti vedono anche senza lenti d’ingrandimento, diciamo tutti, anche quelli incompetenti come diceva il furbin dopo aver visto saltare Beamon a Citt√† del Messico nel lago del primato mondiale a m. 8.90: Bella forza, ha preso la rincorsa!¬† Migliorare e non salvare il campionato Read The Full Story…

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By peaclaudio | Ottobre 29, 2008 - 7:22 pm - Posted in La Banda Osiris

Ve l’avevo promesso e per una volta sono di parola. La cena di pesciolino (lagunare) alla Trattoria Castellana di Zelarino (Venezia) √® stata ieri sera davvero super (e abbondante). “Il mare in terra”, come dice il mio amico Nico. Dolcissimi gli scampi (crudi) e le sogliole (ai ferri). Notevoli le “schie” con polenta. E poi gamberetti, granseola, cappe lunghe e canestrelli… Due spaghetti con le telline (al pomodoro). Sublimi le “masanete” all’aglio. Pesce nostrano, di prima qualit√†, freschissimo. Buon prezzo, cio√® non esagerato. Si pu√≤ bere un miglior prosecco e comunque: provare per credere. Bene, bravo (Andrea), sette pi√π. Pubblicit√† occulta, per√≤ meritata. Ma torniamo a noi. Dicevo dell’intervista di Superbasket a Sergio Tavcar che non ha perso il coraggio di dire (ancora e sempre) pane al pane e vino al vino. “Capisco che una tv commerciale come Sky debba vendere un prodotto anche magnificando o sopravvalutando cose che non valgono. Penso per√≤ che cos√¨ facendo si crei una sorta di schizofrenia per cui non credo che in fondo si faccia del bene al basket dando la convinzione che le cose siano migliori di quanto in realt√† non siano. Ritengo invece che sarebbe meglio avere il coraggio di raccontare le cose come stanno, anzich√® pompare eventi che in realt√† non sono poi di cos√¨ alto livello e interesse…”. Parole sante che sottoscrivo in pieno e che sono in fondo da anni la mia donchisciottesca battaglia contro la Banda Osiris. O no? Perch√® se Sanremo √® Sanremo, √® pure vero che Vitali non sar√† mai Delibasic o che Bellinelli non sfonder√† mai nella Nba come ha fatto Kukoc. Perch√® Drazen Petrovic era Drazen Petrovic, Cosic era Cosic, Dalipagic era Dalipagic e nessun giocatore italiano √® mai stato pi√π grande di loro. Insomma, come conclude l’amico Sergio, “non possiamo prendere in giro nessuno, tanto meno noi stessi”. O no? Aspettando comunque che l’Armani torni a vincere almeno con l’Efes, mi sono sparato (non in vena, ma alla tempia) la prima della Nba. Fuori pioveva che Dio la mandava e quindi non avevo proprio niente, ma niente, di meglio da fare che vedere Boston-Cleveland. Un tempo tifavo Celtic Read The Full Story…

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By peaclaudio | Ottobre 13, 2008 - 6:42 pm - Posted in Il basket nel cestino
hawkins
David Hawkins

Ho cominciato male. Sbagliando il pronostico di Scavolini-Armani. Spernacchietemi pure. Mi ero fidato di Repesa che mi aveva indicato Pesaro come una delle possibili mine vaganti del campionato. D’accordo, una partita, specie se la prima, si pu√≤ anche sbagliare, ma questa (contro Milano) la squadra del buon Sacripanti l’ha sbagliata davvero in toto. Inguardabile Stanic. E peggio ancora Shaw. Per non parlare di Zukauskas, inesistente. Mi √® piaciuto il Niger Akindele. Pensavo meglio Curry, mi aspettavo molto di pi√π dal decantatissimo Hicks, pupillo della Banda Osiris. Il resto √® quasi tutto da dimenticare, se non gi√† da buttare. E l’Armani? Strepitoso David Hawkins che ha vinto il match da solo. Cos√¨ ora qualcuno potr√† dire: come ha fatto Roma a farselo soffiare da Milano? Dubbio pertinente, ma ricordiamoci anche per favore quante volte Hawkins nella Lottomatica ha sbagliato l’ultimo tiro. Un’infinit√† di volte. S√¨, va bene, ma l’Armani? Solo il tempo di andare a prendere la mannaia e gi√π: se questa √® la squadra che deve grattare la pancia al Montepaschi, mettetevi il cuore in pace: non riuscir√† a fargli il solletico sotto ai piedi neanche nel sonno. Qualitativamente i quattro italiani da un miliardo (ciascuno) delle vecchie lire non valgono il Gallo fuggito nella Nba su una gamba sola. Montato Vitali, anche se, poveretto, ha una mano che gli duole. Opaco Mordente, timido Bulleri, caotico Rocca. Ma questo purtroppo √® il livello (penoso) del nostro basket. Zero Thomas, due (punti) Hall. E dunque? Siena √® tutta un’altra cosa. Quanto a Flavio Tranquillo, supertifoso delle scarpette rosse, √® partito fortissimo arrivando testualmente a dire a trequarti di partita con un punteggio da femminucce e queste spaventose percentuali milanesi al tiro (Thomas 0 su 8, Hall 1 su 8, Vitale 0 su 6, Mordente 0 su 4): “Qui non si segna mai, ma questa √® la pallacanestro: una partita divertentissima da vedere”. Per favore, rinchiudetelo in cantina. Anche se √® astemio e beve solo (ruttando) Coca Cola. E buttate via la chiave. Per sempre.¬†Ve ne saremo infinitamente grati.

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