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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; tranquillo</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Storie di Coca Cola, Banda Osiris, Bossi e Acciughino nel basket delle nostre follie</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                di CLAUDIO PEA
Ce l’ho qui da un pezzo. Qui, sul gozzo, cosa avevate capito? Precisamente dalla sera della terza finale scudetto, quella che appena cominciata era già finita. Elegantissimo canestro di Romain Sato, luce dei miei occhi: 20-6 (ovviamente) per il Montepaschi, il Forum imbufalito con Pierino Bucchi, che di nuovo non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                               <strong><em><span style="text-decoration: underline;"> di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ce l’ho qui da un pezzo. Qui, sul gozzo, cosa avevate capito? Precisamente dalla sera della terza finale scudetto, quella che appena cominciata era già finita. Elegantissimo canestro di Romain Sato, luce dei miei occhi: 20-6 (ovviamente) per il Montepaschi</span></strong>, il Forum imbufalito con <strong>Pierino Bucchi</strong>, che di nuovo non ci aveva capito un tubo, e più ancora <strong>Luca Chiabotti e Werther Pedrazzi</strong> in mezzo ai quali stavo seduto in prima fila. “<strong>Passami gli steno</strong>”, mi è venuto allora da esclamare sfrontatamente come si diceva una volta, quando non esistevano ancora i cellulari e i personal computer, si dettavano i pezzi a braccio appunto agli stenografi, le rotative già scalpitavano e il redattore di turno la notte aveva solo fretta di chiudere la prima edizione per andare finalmente a mangiare in mensa. Ce l’avevo qui sul gozzo, dicevo, e adesso la sputo. E’ l’intervallo, 36-57, la scorta di <strong>Giorgio Armani</strong> accompagna il patron a fare la pipì, a volte scappa anche a lui, <strong>Adriano Galliani</strong> è assalito dai cronisti in caccia di notizie più sul <strong>decadente Milan</strong> che sulla confusa <strong>Milano del basket</strong>, “Storari resta con noi”, difatti <strong>Storari</strong> è passato alla Juve, <strong>Dino Meneghin</strong> mi avvolge in un abbraccio fraterno e mi fa ad un orecchio: “Adesso che sei tornato tra noi, non ti mollo più”, carino davvero,<strong> Dan Peterson</strong> nella sua giacchetta a quadri che deve avere più anni della coperta di Linus, <strong>Sandro Gamba e la sciura Stella</strong>, splendida creatura, amici che non vedi da una vita, come <strong>Toio Ferracini e Toni</strong> <strong>Cappellari</strong>, ho la golla secca: massì, mi sparo una Coca Cola. “Tre euro e cinquanta”. Non ci posso credere, ma pago e penso: me ne daranno un litro. No, solo un bicchiere di carta. E neanche di<strong> Coca Cola</strong>, ma di Pepsi. Che non è proprio la stessa cosa. All’osteria del Camionista al mio paese con tre euro e mezzo ti danno un piatto di rigatoni al sugo, fidatevi abbondanti e gustosi, e pure un buon bicchier di vino rosso che fa sempre bene al cuore. Però è anche vero che l’altro mese ho comprato<strong> la carrozzina per mio nipote Edoardo</strong>. “Mille e cinquecento euro: carta di credito o bancomat?”, mi ha chiesto la cassiera. “Carta di credito, ma adesso mi tolga lei una curiosità: la carrozzina va a benzina o a gasolio?”.</p>
<p><strong>La Banda Osiris è riuscita ad infiltrare uno dei suoi scagnozzi persino in nazionale: sarà vero? Così pare, ma anche qui non ci posso credere.</strong> In primis perché la Banda Osiris l’ho inventata io qualche anno prima che si entrasse nel Duemila e quindi solo io posso <strong>insindacabilmente </strong>decidere chi fa parte o meno di questa loggia<span id="more-1873"></span> che tanti danni faceva, ha fatto e prova ancora a fare alla pallacanestro italiana. “Sarebbe a dire?”, ho allora domandato, curioso e sereno, ai commensali con me seduti a cena nel dopo partita in quella osteria in zona (ex) <strong>Fiera </strong>dove ci sarò passato davanti un centinaio di volte, quando ancora abitavo a Milano, lavoravo al Giorno, quando <strong>il Giorno</strong> aveva una super redazione sportiva con <strong>Franco Grigoletti</strong> capo ed era il gran giornale <strong>dell’Eni,</strong> e non mi ispirava d’andarci a mangiare. E male facevo. E’ difficile, ma mi posso anch’io sbagliare. Dunque dicevo, ah già: “Chi mai sarebbe l’intruso nella nazionale di <strong>Simone Pianigiani</strong>?” ho chiesto fingendo la più totale indifferenza possibile mentre ci servivano le sei cotolette alla milanese più pestate (quella sera) di <strong>Bulleri e Mordente</strong> messi insieme. “Come, non lo sai che il tuo Acciughino in una bollente riunione di <strong>Sky-basket</strong> è stato l’unico a difendere Flavio a spada tratta e con un calore tale che neanche<strong> Giorgione</strong> <strong>Buzzavo</strong> aveva quando si prendeva a cuore le scelte del suo signore e padrone?”. In effetti che <strong>Riccardo Pittis</strong> sia un po’ cambiato dai tempi in cui aveva l’Angiolini come morosa e <strong>Dino Meneghin</strong> che gli insegnava a vivere, questo è ormai appurato. Ma che fosse saltato sull’altra sponda o, se preferite, sull’altro carro, quello targato <strong>BO, cioè Banda Osiris</strong>, assieme alle oche e ai buoi dei paesi suoi, stento ancora a crederlo. Anche perché un tempo vedeva <strong>Cicciobello Tranquillo e Bicio Frates</strong> come fumo negli occhi. Okappa, facciamo così: parlerò a quattro occhi con Acciughino e gli chiederò spiegazioni. Magari già lunedì nel raduno azzurro di <strong>Monza in</strong> <strong>Villa Reale</strong>. E poi vi farò sapere se ho dovuto davvero inserire a malincuore nella lista nera anche il mio pupillo che è diventato persino un fiero sostenitore della <strong>Lega </strong>del senatore. E pure questo non è certo un punto a suo favore.</p>
<p><strong>Il senatore Umberto Bossi, anzi il Senatur, se ricordate, aveva dichiarato che</strong> <strong>l’altra nazionale, quella di Macello Lippi, sarebbe andata avanti</strong> <strong>nel Mondiale sudafricano</strong> perché le avrebbero comprato la partita con la <strong>Slovacchia</strong>. Difatti stamattina è rientrata in Italia con la coda fra le gambe. Se ne dicono tante nel Belpaese che non sai più chi ascoltare. E se ne scrivono di peggio ancora. Come che Siena sia in guerra con Milano sul mercato della palla nel cestino quando lo sanno anche i somari che<strong> Ferdinando Minucci </strong>ha le idee molto chiare sul futuro di Siena e ha programmato da tempo uscite ed entrate a suo piacere, mentre <strong>il Livi(d)o Proli</strong> non sa quali pesci pigliare se è vero che si è ingolosito di <strong>Marko Jaric</strong>, vorrebbe riprendersi <strong>David Hawkins</strong> e non ha mai pensato a <strong>Eze e McIntyre</strong>. Staremo a vedere. Intanto trovatemi un piccolo editore perché questo benedetto libricino sulla Banda Osiris lo voglio scrivere sul serio vincendo la mia secolare pigrizia al di là del timore che mi piovano sulla testa <strong>centinaia e centinaia di maledizioni</strong>. Così saprete una volta per tutte chi fa parte di questa congrega che si vanta di aver fatto fuori Peterson da Sky perché era <strong>più</strong> <strong>DinDonDan che Dan</strong>. In parole povere un rincoglionito, ma questo non era e non è assolutamente vero. Averne di DinDonDan come Dan. O mi sbaglio? Stavolta assolutamente non credo. Confessandovi per finire quel che ho sussurrato io <strong>all’orecchio di Meneghin</strong> in quel baccano del <strong>Forum:</strong> “Complimenti, ti sei scelto proprio un gran bel allenatore per rifondare la nazionale: <strong>Simone Pianigiani</strong> è davvero speciale”. E lui ridacchiando felice: “Vuoi forse ammettere che ne ho indovinata finalmente una di giusta anche come <strong>presidente di Federazione</strong>?”. Sì. Paragonabile ad un canestro da metà campo più tiro libero aggiuntivo. Ma adesso non me lo tacere: è veramente <strong>Pittis uno della Banda Osiris?</strong> Non ci posso credere…</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Q" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Se a Pierino Bucchi magari togli le bende dagli occhi e gli proibisci di giocare a mosca cieca, forse l&#8217;Armani va in finale</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 16:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                          di CLAUDIO PEA
Chi Diego Armando Maradona insulterà per primo ai Mondiali di calcio che venerdì andranno ad iniziare? Queste le quote sulla lavagnetta dei bookmaker inglesi: 2,38 l’arbitro, che per Argentina-Nigeria di sabato sarà il povero tedesco Stark, 3 e mezzo il Sudafrica come Paese organizzatore, 4 i giornalisti della carta stampata o della televisione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                          <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Chi Diego Armando Maradona insulterà per primo ai Mondiali di calcio che venerdì andranno ad iniziare? Queste le quote sulla lavagnetta</strong> <strong>dei bookmaker inglesi</strong>: <strong>2,38</strong> l’arbitro, che per Argentina-Nigeria di sabato sarà il povero tedesco Stark, <strong>3 e mezzo</strong> il <strong>Sudafrica</strong> come Paese organizzatore, <strong>4 i giornalisti</strong> della carta stampata o della televisione, tutto fa brodo,<strong> 9 la Fifa di Blatter</strong> e la sua cricca. Non sapendo bene su cosa puntare, ho chiamato allora il mio fido allibratore londinese e gli ho chiesto per favore di darmi una buona quota sul<strong> Pibe de Oro</strong> che, prima che finisca il Mondiale, ha già vaffanculato arbitri, Sudafrica, media e Fifa, tutti insieme. <strong>E pure Raffaella Carrà e Heater Parisi</strong>, oltre a suo genero <strong>Sergio Aguero</strong>, che si è mangiato un gol grande come una casa, e <strong>la figlia</strong> <strong>Giannina</strong> perchè si è sposata un cabron del genere. Ebbene il bookmaker amico mi ha risposto se l’avevo preso per scemo dal momento che questo tipo di scommessa nessuno nel<strong> Regno Unito</strong> l’ha mai presa in considerazione: è troppo facile da azzeccare, mi ha detto irretito e mi ha buttato giù il telefono mandandomi a quel paese. Peccato perché dieci euro me li sarei giocati volentieri anche su <strong>Marco Carraretto da Treviso</strong> che non mi tradisce mai al picchetto: mette il piede sul parquet e fa canestro, ovviamente da tre punti, entro un minuto, al massimo due, e spesso al primo tentativo. Come è successo <strong>al Palaverde </strong>nei quarti di finale e sabato al <strong>Pianella</strong> proprio nell’unico momento in cui Cantù è stata avanti nel punteggio (15-14) e poi mai più dopo la tripla del caro e fedele soldatino senese.</p>
<p><strong>Provando a fare i seri, se mi riesce, ma è dura, petto in fuori e pancia in dentro, Carraretto è dell’armata Montepaschi il mio preferito.</strong> Tant’è che se <strong>Simon Mago Pianigiani</strong> non me lo convoca in nazionale, giuro che non gli racconto più nulla della nostra<strong> Juve</strong> che mi sbaglierò anche, ma sta facendo una gran confusione al mercato dei pani e dei pesci dove, sia chiaro, nessuno può inventarsi i miracoli, ma se un po’ di <strong>Pepe</strong> mi sta anche bene, la prima cosa che doveva fare <strong>Marotta</strong> era vendere Palla-al-piede Diego<span id="more-1825"></span> che, come diceva il professor <strong>Faina </strong>di Davide <strong>Pessina</strong>, è la mozzarella di bufala più cara della terra e poi, già che c’era, poteva pure spedire <strong>Del Piero</strong> in America o negli Emirati Arabi insieme a <strong>Cannavaro</strong>. Sia chiaro, di calcio possono parlare tutti, anche Piero <strong>Ostellino</strong> (oggi) sulla Gazzetta dello sport. Di basket un po’ meno. L’ex direttore del Corriere ha scritto che <strong>De Ceglie</strong> non è inferiore a <strong>Ziegler</strong> e che <strong>Diego</strong> potrebbe essere utilizzato da Delneri come<strong> Cassano</strong>. E ha dato del “vecchio saggio” a <strong>Zaccheroni </strong>che è stato il peggior allenatore di tutta la storia bianconera. Peggio anche di Bollicine<strong> Maifredi</strong> e di <strong>Heriberto Herrera</strong>. Difatti stasera che non c’è pallacanestro in televisione avevo pensato di andare al cinema per vedermi un filmettino leggero-leggero. Invece mi rileggerò il pezzo di Ostellino e sono sicuro che andrò a letto divertito e felice come un bambino al quale la nonna ha raccontato una favola a lieto fine.</p>
<p><strong>Non so come finirà piuttosto tra Caserta e Milano. Penso e spero che vada in finale Caserta perché se lo merita sul serio </strong>e comunque più dell’<strong>Armani </strong>che, a conferma di quanto ho scritto in tempi non sospetti, è una squadra pensata male, figlia più dell’improvvisazione che di un progetto vero, però la <strong>Pepsi </strong>non è nemmeno il demonio e, se a <strong>Pierino Bucchi</strong> magari togli le bende dagli occhi e gli proibisci di giocare a mosca cieca quando deve pescare un giocatore dalla panchina, non è detto che alla quinta partita Milano non possa andare a vincere sulla piana del <strong>Volturno</strong> tra i noci e gli ulivi. Soprattutto se avrà lasciato a casa <strong>Mike Hall</strong> che è una palla-al-piede come Diego alla Juve e nessuno glielo ha ancora detto a Bucchi. Il quale ha affidato a Hall addirittura l’ultimo tiro nella gara tre di ieri sera dopo che <strong>l’indisponente di Chicago</strong> aveva infilato per sbaglio un canestro in tutta la partita su sette tentativi. E l’ha ovviamente fallito. Al contrario di <strong>Jumaine Jones</strong> che, piaccia o non piaccia a Hall, è tutta un’altra storia. Lui infatti può anche spadellare fuori nove o dieci palloni di fila, ma l’ultimo, quello che vale una finale dei playoff, può metterlo nel cestino anche se lo spara <strong>dalla Bovisa nel Forum</strong>. Perché ha soprattutto un cuore.</p>
<p><strong>Stamane comunque il basket è ritornato in prima pagina sul giornale in rosa</strong> come non accadeva, non ricordo bene, se dalla prima o dalla seconda guerra punica. Uno scacchetto, per carità, non montiamoci la zucca (“Gioia Caserta: vince a Milano e conduce 2-1”) tra tanta Inter <strong>(Benitez, Mou, Mascherano, Maicon, Moratti, Cavani)</strong> e un cicinin di Juve (Criscito, ma non era già bianconero?), calcio mercato e calcio degli orrori, <strong>Lippi e la Schiavone</strong> e la “gran finale”, pensate un po’, di serie B tra <strong>Torino e Brescia</strong>. Mentre il giorno prima, cioè sulla Gazzetta di domenica, non ho letto neanche un rigo del <strong>Montepaschi </strong>che ancora per 3-0 ha conquistato la finale della palla nel cestino per il quarto anno di fila. Ah già, questa non è più una notizia. Mica è vero, ma vaglielo a spiegare. E allora fate come me, brava gente senese: andate diritti per la vostra strada e se anche vi capita, come è successo a me, nel cuore della notte d’imbattervi nella telecronaca dei fratelli De Rege, al secolo <strong>Cicciobello Tranquillo-CosaBuffa</strong>, togliete l’audio e godetevi lo stesso la nostra beneamata pallacanestro, la tripla doppia di<strong> Rondo</strong> (19 punti, 12 rimbalzi, 10 assist) e i trentadue di <strong>Ray Allen</strong> (otto triple a 34 anni) , la vittoria dei <strong>Celtics </strong>(103-94) a Los Angeles e <strong>un altro titolo che ha preso la strada di Boston</strong>. Evviva! E in bocca al lupo a <strong>Paron Zorzi</strong> che è tornato ad <strong>Avellino con</strong> <strong>Frank Vitucci</strong>. Venezia ingrata? Sicuro che sì risponderebbe <strong>Acciughino Pittis</strong> sempre sull’attenti quando lo interroga <strong>Claudia Angiolini</strong>. Che debba farsi perdonare qualcosa? Sicuro che sì, ma era ancora un ragazzino…</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=!" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Special One, tacchi a spillo, il Livido Proli e quel pallone a forma di coglione&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 08:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                    di CLAUDIO PEA
Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho che da Madrid ci fa sapere all’ora di pranzo d’essere il più bravo allenatore al mondo. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho </span><span style="text-decoration: underline;">che da Madrid ci fa sapere all’ora di</span> <span style="text-decoration: underline;">pranzo</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>d’essere il più bravo allenatore al mondo</strong></span>. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe il caso che lo lasciasse dire al resto del mondo. Lui invece ha appena affermato nella conferenza-stampa del <strong>Bernabeu</strong> che, se<strong> l’Inter</strong> ha potuto giocare con tre punte <strong>(Milito-Eto’o-Pandev)</strong> più <strong>Sneijder</strong> e ha vinto tutto, è perché aveva un grande allenatore in panchina. E non un pirla. Ora, come ha scritto <strong>Gianni Mura su Repubblica</strong>, lo Special One è pari in autostima solo al nostro Silvio: in effetti non basta il <strong>Giro d’Italia</strong> per contornare il perimetro del loro ego, ma la differenza tra i due personaggi è invero abissale. Mourinho è da oggi al Real e già ci manca come giustamente sostiene <strong>Mario Boni</strong> che è un interista suo genere, cioè simpatico e gradevole, al contrario di quasi tutti i suoi fratelli nerazzurri. <strong>Berlusconi</strong> è invece in politica da oltre sedici anni, ma se andasse in vacanza a <strong>Villa Grazioli in Sardegna</strong> e vi rimanesse per qualche lustro, giuro che io di lui non sentirei la mancanza nei secoli dei secoli. Amen. E comunque devono essere gli altri a stabilire se sei davvero tu il più bravo al mondo. Altrimenti non vale e fai come <strong>quelli del rugby</strong> che considerano il loro sport una spanna superiore a tutti gli altri. Non solo, pure s’arrabbiano se non la pensi come loro. E dunque, siccome sono un attaccabrighe o, se preferite, un guerrafondaio, li faccio subito imbufalire sostenendo che in uno sport di squadra che si rispetti la palla è quanto meno rotonda e non sicuramente bislunga, cioè <strong>somigliante più a un coglione che a una pera</strong>. O mi sbaglio?<span id="more-1801"></span></p>
<p><strong>Anch’io vado matto per la palla nel cestino, però non mi sentirete mai dire, come ripete ogni due per tre Flavio Tranquillo, che il basket è sicuramente la cosa più bella</strong> che è stata inventata dopo <strong>Adamo e Eva</strong> dal Padreterno col quale per la verità <strong>Cicciobello </strong>ha un rapporto molto stretto e direi quasi fraterno. Personalmente preferisco le donne, meglio se coi <strong>tacchi a spillo</strong> e appassionate di<strong> golf</strong>, così non rompono se ti perdi dietro a una pallina butterata e a diciotto piccolissime buche, e comunque magari in <strong>Australia e Nuova Zelanda</strong> è un’altra cosa, come in <strong>Francia</strong> <strong>o in Gran Bretagna</strong>, ma nel Belpaese il rugby è proprio sottostimato se per la finale-scudetto di sabato a <strong>Padova</strong>, cioè in una delle culle venete della palla ovale,<strong> il Gazzettino</strong> ha parlato di flop organizzativo e di minimo storico di spettatori (poco più di quattromila) quando ieri per <strong>Padova-Brescia di serie B</strong> di calcio ne sono stati contati almeno tre volte e mezzo tanti. In più leggo che ai giornalisti al seguito è stata staccata la corrente mentre ancora stavano scrivendo al computer poche righe di una partita tra <strong>Treviso e Calvisano</strong> con <strong>una sola meta</strong> in tutto, però trasformata. E allora sapete che vi dico? Tenetevi pur stretta la vostra collezione di cucchiai di legno (e non d’argento) del <strong>Sei Nazioni</strong>, ma per favore smettetela almeno di dire che siete i numeri uno al mondo. Coi suoi guai e i quattro gatti al <strong>Forum, i Sabatini e i Frates, i Vitali e gli altri Alvaro</strong> <strong>azzurri, il Livi(d)o Proli o l’Atripaldi intrippato</strong>, il nostro basket non è comunque tanto peggio del vostro grande rugby. Così come <strong>Fabio Capello o Carletto Ancelotti</strong> non sono in fondo molto peggio del mitico Mourinho. O <strong>Simone Pianigiani dell’intoccabile Mike D’Antoni</strong> che a <strong>New York</strong> teneva in naftalina il Nano <strong>Robinson</strong> che invece da giovedì si giocherà l’anello <strong>Nba</strong> (al dito) coi <strong>Celtics contro i Lakers.</strong> O mi sbaglio?</p>
<p><strong>Tiferò Boston: mi pare ovvio. A patto che Doc Rivers non dichiari: sono il più bravo allenatore al mondo. Magari lo è come da quattro anni il Montepaschi in Italia</strong>, ma avete mai sentito <strong>Ferdinando</strong> <strong>Minucci</strong> sbandierarlo ai quattro venti? Non mi risulta. Così come non mi ricordo che si sia a muso duro mai lamentato di un arbitraggio del nostro convento. Quanto a <strong>Claudio Sabatini</strong>, rovesciatemi pure addosso il peggio del peggio, ma a me non dispiace sempre il suo modo di fare spesso strafottente e provocatorio. <strong>Alla Mourinho</strong>. Perché tutto sommato non è poi sistematicamente dalla parte del torto. Come quando ha accusato i dirigenti canturini d’essere stato costretto a vedere l’eliminazione dai<strong> playoff</strong> della sua <strong>Virtus </strong>protetto da dieci guardie del corpo in un <strong>Pianella </strong>esagitato e li ha minacciati di provare ad ingaggiare dopo il primo luglio i pezzi migliori raccolti con tanto amore da <strong>Brunetto Arrigoni</strong>. Ebbene, se lo farà, e cioè se porterà sul serio a Bologna<strong> Markoishvili-Micov</strong>-<strong>e-Leunen</strong>, oltre a mettere insieme un’ottima squadra, sarà davvero un grande. O mi sbaglio? E lo diremo noi, non lui. Oggi  intanto cominciano le semifinali dei playoff partendo da<strong> Siena-Cantù</strong>, ma ora per favore non chiedetemi un pronostico: lo sapete benissimo chi tra le due andrà in finale. Piuttosto dico di cuore, più che di testa: <strong>Pepsi 3-2 sull’Armani</strong>. E, già che ci sono, concludendo vi confesso che terrò d’occhio anche <strong>l’Andrea Trichieri</strong> come mi ha consigliato di fare un aficionado senese. A pelle l’erede (nel suo piccolo) del <strong>Vate Bianchini</strong> mi fa tenerezza e quindi non credo che ci sia <strong>più spocchia che sostanza</strong> nella sua pallacanestro. Ovvero più fumo che arrosto. Ma se trovassi tra i suoi pannolini davvero più boria che talco, tranquillo: non esiterei a chiamarlo <strong>Boriatalco</strong>. Senza offesa. E amici come prima. Più di prima.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=	" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Minucci rinchiuso nello sgabuzzino dove Repesa manda Gentile a far la sauna&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 17:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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Fatemi capire perché mi potrò anche sbagliare ma non ci capisco più un tubo. O quasi. Ferdinando Minucci, il signore del Montepaschi Siena, e la sua signora Rosanna sono coperti eufemisticamente d’improperi mentre prendono posto alle mie spalle sui banchetti di scuola della tribuna-stampa del Palaverde qualche minuto prima della palla a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                   <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fatemi capire perché mi potrò anche sbagliare ma non ci capisco più un tubo. O quasi. Ferdinando Minucci, il signore</strong> <strong>del Montepaschi Siena,</strong> <strong>e la sua signora Rosanna sono coperti</strong></span> <strong><span style="text-decoration: underline;">eufemisticamente d’improperi</span></strong> mentre prendono posto alle mie spalle sui banchetti di scuola della tribuna-stampa del <strong>Palaverde</strong> qualche minuto prima della palla a due <strong>tra Nicevic e Eze</strong> di gara tre dei quarti di finale. Il tempo neanche di sedersi che si devono già alzare e di lì sloggiare su due piedi perché l’atmosfera intorno è a dir poco greve o, come direbbero quelli della<strong> Banda Osiris</strong>, il clima è più da corrida che salottiero. Succede. Magari non nelle migliori famiglie, ma può succedere. Segnalare comunque lo sgradevole episodio mi pare il minimo che dovesse fare<strong> chi fa il mestiere del</strong> <strong>cronista e non dell’incensatore</strong>. Così come mi sarei aspettato le pronte scuse dei benettoniani a Minucci <strong>rinchiuso a vedere la partita in uno</strong> <strong>sgabuzzino della soffitta del custode dove Repesa</strong> manda di solito <strong>Alessandro Gentile</strong> per far la sauna e dimagrire di quei chili che il bravo figliolo di Nando sta mettendo insieme sui fianchi ma anche sul sedere. E<strong> invece a Treviso fanno addirittura gli offesi</strong> precisando sul sito del mio amico<strong> Hruby</strong> che i tifosi beceri sono dalla parte opposta della tribuna dei giornalai, mentre in quella curva siedono vecchi abbonati e persone per bene. Sì, è vero, ma con le vene del collo gonfie a dismisura, gli <strong>sputi dei lama</strong> ed un linguaggio più da camionista d’osteria che da sagrestano della parrocchia di <strong>Carità</strong>, frazione di <strong>Villorba</strong>, dove <strong>Gilberto Benetton</strong> ha costruito la sua chiesa consacrata al basket e alla pallavolo.</p>
<p><strong>Fatemi capire perché mi è difficile comprendere perché Cremona non ha</strong> <strong>confermato Caja</strong> alla guida di una squadra che era già con un piede in<strong> Legadue</strong> (8 punti in 16 partite) quando l’Artiglio pavese l’ha presa per i capelli e l’ha salvata dal gorgo dei dannati vincendo sei volte su dodici ed espugnando proprio il <strong>Palaverde </strong>e addirittura il tempio delle <strong>V nere di</strong> <strong>Claudio Sabatini</strong> con il <strong>Milic</strong> che nessuno più poteva vedere. Ora non ho il piacere di conoscere il presidente <strong>Secondo Triboldi della Vanoli</strong> e quindi non ho la confidenza di chiedergli cosa gli abbia mai fatto <strong>Caja</strong> di così tremendo per mandarlo via e pagargli lo stipendio per un’altra stagione, ma ho letto una sua dichiarazione che mi ha fatto strabuzzare gli occhi e capire molte cose: <strong>“Mi dispiace non aver vinto a Siena così ci saremmo potuti</strong> <strong>salvare prima dell’ultima di campionato&#8221;</strong>. Come no? Difatti al <strong>PalaMensSana </strong>ha vinto in quattro anni di regular season solo <strong>la Benetton</strong> <strong>di Repesa</strong> flagellando il canestro di Siena anche dall’oratorio della <strong>contrada della Tartuga</strong>. Evviva! <span id="more-1795"></span>E’ che dovremmo farci tutti una bella scorpacciata di pastiglie al fosforo per la memoria e ricordarci come stavamo male prima di aver dato retta al medico che ci consigliava di buttar via le <strong>Marlboro</strong>. Adesso infatti che scoppiamo di salute potremmo anche riprendere a fumare: tanto a smettere che ci vuole?</p>
<p><strong>Aspettando la bella tra Cantù e Bologna per sapere chi affronterà il</strong> <strong>Montepaschi in semifinale</strong>, credo il team di <strong>LardoLino,</strong> anche se più se lo meriterebbe la <strong>Ngc di Andrea Trinchieri</strong>, <strong>l’Ivan Basso</strong> si veste di rosa <strong>sull’Aprica,</strong> il Belpaese della bici sventola i tricolori e si dimentica di quando lo pizzicarono con le dita nella marmellata. Fatemi capire pure questa che dopo potrò anche impazzire. Oppure vogliamo parlare dell&#8217;<strong>ecumenico Boniciolli</strong> che riceve consensi dalla destra e dalla sinistra del basket nel cestino e non è messo in discussione nemmeno se becca nei quarti <strong>un secco 3-0 da Caserta</strong>? Quando arrivò nella capitale per sostituire <strong>Nando Gentile</strong> disse a <strong>Claudio Toti</strong> davanti a fidati consiglieri: “Io con questa squadra arrivo in semifinale a occhi bendati”. Difatti. Ed ebbe il coraggio pure d’aggiungere: <strong>“Se non sono poi un coglione, mi gioco lo</strong> <strong>scudetto con</strong> <strong>Siena”.</strong> Sì, a tressette col morto. Quando riuscì a mettere sotto Siena, sparò convinto e serio: “Oggi è probabilmente finito il ciclo vincente del Montepaschi ed forse è iniziata la nuova era romana sotto il segno della<strong> Lottomatica</strong>”. O kappa, ma intanto <strong>Giachetti e Gigli</strong> sono già al mare e aspettano ansiosi solo la chiamata di <strong>Pianigiani </strong>per spararsi nelle vene anche un po’ d’aria pura di montagna <strong>nel ritiro di Bormio</strong> con la nazionale. Dove spero Simon Mago chiami <strong>Marco Carraretto</strong> e lasci perdere <strong>Superbone Vitali</strong> che ha saltato la terza sfida dei playoff con la Pepsi, ma che non è servito neanche in questa occasione a <strong>Boniciolli</strong> almeno come alibi per giustificare l’incredibile e<strong> ingiustificata resa a Caserta.</strong> Sarebbe stato il massimo dei massimi che forse neanche <strong>Cicciobello Tranquillo e l’Orso Eleni</strong> gli avrebbero stavolta fatto passare per una scusa buona.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Una tranquilla domenica a tutto basket tra il Palaverde e Roma riscoprendo che di Siena ce n&#8217;è purtroppo sempre una sola</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 20:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                          di CLAUDIO PEA
Una domenica di basket  esagerato dopo tanto calcio-panettone. Sin troppo. Un mezzogiorno di sole dopo tanto gelo. Già troppo. Al Palaverde di Villorba. Così, tanto per vedere che effetto (mi) fa Siena. Da bordo parquet. Dopo tanta pallacanestro in televisione. Mai troppa, come direbbe il Grande Orso Eleni che mi ha appena spedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.benettonbasket.it/images/palaverde.jpg" alt="" width="222" height="145" />                          <strong><em><span style="text-decoration: underline">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Una domenica di basket  esagerato dopo tanto calcio-panettone</strong>. Sin troppo. Un mezzogiorno di sole dopo tanto gelo. Già troppo. <strong>Al Palaverde di</strong> <strong>Villorba.</strong> Così, tanto per vedere che effetto (mi) fa Siena. Da bordo parquet. Dopo tanta pallacanestro in televisione. Mai troppa, come direbbe<strong> il Grande Orso Eleni </strong>che mi ha appena spedito il primo pezzo del 2010, lungo dieci cartelle, che divoro goloso e mando subito geloso in rete. Respirando l&#8217;aria della campagna intorno. Gustando sapori antichi e cari anche ai barbagianni della Serenissima Repubblica dei miei avi. Frugando nei ricordi per cercare di capire se quello sia ancora il nostro,  il mio mondo. Aiuto, rileggendomi già m&#8217;annoio. E allora m&#8217;affretto, corro, entro al calduccio. Non c&#8217;è <strong>Superbone</strong> <strong>Tranquillo </strong>ed è questo già un sollievo.<strong> </strong>Cerco <strong>Tonino Zorzi trombato </strong><strong>dall&#8217;ecumenico Boniciolli.</strong> Pensavo ci fosse. E invece niente. Peccato,  avrei visto volentieri la partita accanto al mio saggio Paron parlando anche d&#8217;altro. Di golf e dei fratelli Molinari per esempio. Ma l&#8217;avrei visto soprattutto ancora bene a Roma a fianco di quel Matt(e)o di Trieste che ha troppi amici fasulli  che gli ruotano attorno. Per carità,  posso sempre anche sbagliarmi, ma non credo. Non c&#8217;erano soldi per entrambi, mi dicono.<span id="more-1421"></span> Per <strong>Ginettaccio Natali</strong> invece sì. O per<strong> Luca Vitali</strong> pure. E assai m&#8217;adombro. A proposito di Roma, c&#8217;è <strong>Nando Gentile</strong> al Palaverde con signora: è spaesato, ammutolito, strano. Si capisce che c&#8217;è rimasto molto male, ma neanche provo a consolarlo.<strong> Penso a quel che fecero a Repesa prima che al Bonsai di Caserta e allora cerco spensierato una seggiola accanto a Bicio Pungetti </strong>che sabato era a Pistoia, adesso è qui a Treviso e alla sei di sera sarà a Faenza per <strong>Imola-Venezia </strong>finita 92-88. La nona sconfitta della <strong>Reyer</strong> in quattordici giornate: vogliamo parlarne? Magari più tardi. Pungio mi dà gioia, entusiasmo, voglia di basket come pochi altri sulla terra. Da quando c&#8217;è lui in Legadue non perdo di vista neanche quel campionato che ha in <strong>Marco Bonamico</strong> un sorprendente presidente e in <strong>Attilio Caja</strong> un narratore sapiente. Tifo ovviamente per <strong>Myers, il nuovo Evangelista</strong>, e per la sua Rimini, che è un <strong>Sacco </strong>bella in attacco, ma in difesa non punge, non graffia, fa flanella. Eppure sono sicuro che prima o poi risorgerà con lo spirito giusto del meraviglioso <strong>Renzo Vecchiato</strong>. Ho visto in tv <strong>San Gregorio</strong> <strong>Fucka</strong> prendere per manina Pistoia e indicargli la strada della vittoria proprio contro Rimini. Ed è qui allora che vi chiedo come sia possibile che per lui non si sia trovata un&#8217;altra cittadinanza nella massima serie. Coraggio, rispondete, <strong>sciagurati manager</strong> ai quali è stata data la combinazione per aprire <strong>le cassaforti di Milano e Roma</strong>, ma non per spendere e spandere senza neanche arrossire di fronte a Siena che vi saluta piantandovi in asso <strong>ancor prima che arrivi la</strong> <strong>Befana </strong>con le calze piene di carbone tutto per voi. Almeno a Treviso hanno fatto le cose (abbastanza) per bene rivelando subito con chiarezza programmi non più faraonici e ambizioni non più esagerate. Puntiamo ad un posto tra le prime quattro, disse in autunno l&#8217;orgoglioso <strong>Giorgione Buzzavo</strong> e, visto che <strong>Siena, Milano e Roma</strong> hanno speso più della Benetton, in pratica puntiamo alla quarta piazza. I tifosi con orgoglio strillano &#8220;Benetton&#8221; anche quando la squadra di <strong>Frank Vitucci</strong> è sotto di un ventello, o giù di lì, comprendendo che la Mens Sana è comunque di un&#8217;altra categoria. Forse ho corso troppo. D&#8217;accordo, mi scuso e torno indietro. Dunque dicevo, già, mi siedo accanto a Pungetti, alle spalle del buon <strong>Simone Fregonese</strong> in focosa telecronaca diretta e di <strong>Andrea Tosi</strong>, cuore fortitudino ma non raccontatelo in giro, che sabato ha fatto una gran bella intervista a <strong>Carletto Myers</strong> nella quale il migliore realizzatore italiano di Legadue, che perderà magari il pelo ma mai il vizio di strapazzare i canestri, ha infilato anche perle su perle di saggezza riuscendo a riscaldare persino la minestrina insipida che da qualche anno è diventato il primo piatto di basket sulla <strong>Gazzetta.</strong> Riconoscendo soprattutto che da <strong>Bianchini, Tanjevic e Caja</strong> ha avuto tantissimo. Non schemi fatui, ma veri insegnamenti di vita. Non<strong> l&#8217;insopportabile lavagnetta</strong> dei Tranquillo o il pic and roll esasperato dai mediocri allenatori, ma ricette buone per crescere prima come uomo e poi come campione.  Anche la mia compagnia a bordo parquet è ottima e abbondante, prendo dunque appunti leggeri. Il  primo è che la Benetton è diventata a me e a molti fuori le Mura una squadra simpatica come lo è il <strong>Chievo</strong> e come non lo era mai stata in passato se non negli anni difficili del <strong>Barone Sales</strong> o delle giovanili acrobazie di<strong> Toni</strong> <strong>Kukoc.</strong> La gente di Treviso applaude <strong>Zisis</strong> e questo è molto bello. Poi magari anche sbaglia ad offendere ripetutamente la moglie di <strong>Minucci,</strong> ma il palasport è quasi pieno e quattro o cinque imbecilli si possono anche tollerare tra quattro o cinquemila persone normali. Un veloce esame finestra pure alle due panchine: su quella di Frank Vitucci stanno seduti <strong>De Nicolao</strong> (1991), <strong>Sandri </strong>(1990), <strong>Motiejunas </strong>(1990), <strong>Hukic</strong> (mai visto) e <strong>Hackett </strong>(1987, inguardabile). Non bastasse  non c&#8217;è neanche il rampollo di Nando cresciuto più del padre, il talentuoso <strong>Alessandro Gentile</strong> (1992) che s&#8217;è infortunato e starà fuori un paio di mesi. Sull&#8217;altra fremono <strong>Zisis, Domercant, Carraretto, Lavrinovic, Marconato e</strong> <strong>Ress.</strong> Non so se mi spiego. Dico solo che solamente con il ritorno di Zisis in maglia biancoverde la Benetton potrebbe sul serio come minimo centrare il quarto posto. Del resto lo vedrebbe anche un cieco che a questa squadra <strong>manca</strong> soprattutto <strong>un playmaker</strong> che le possa garantire con continuità gioco e sicurezza. L&#8217;avrei detto anche a <strong>Gilberto Benetton</strong> se non fosse rimasto in vacanza. Forse a <strong>Cortina </strong>d&#8217;Ampezzo. Sforare il budget a volte si deve e si può. Innamorarsi del <strong>Monte Paschi Siena</strong> è invece molto più facile ancora. Non tanto per il suo forziere e la sua forza d&#8217;urto, ma per quel ragazzo che è diventato grande e ora finalmente anche cittì. <strong>Un tesoro di</strong> <strong>ragazzo</strong> del quale tutti dobbiamo essere orgogliosi come lo siamo di <strong>Ettore Messina</strong> e di pochi altri che abbiamo visto crescere in casa senza perdersi per strada. Come Messina il nostro <strong>Simone Pianegiani</strong>, che non facevo<strong> juventino al mio pari</strong>, sa parlare agli arbitri e farsi rispettare da loro. Pure questa è una qualità che magari può fare arrabbiare Buzzavo che ogni tanto fa capolino dal sottopassaggio della tribuna e urla di tutto mostrando la faccia cattiva al mondo. Lo capisco, sarei eguale anch&#8217;io nei suoi panni (d&#8217;avversario), ma tale e quale era anche <strong>l&#8217;Ettore fiero-zitti-e-mosca</strong> quando allenava Treviso e non è che la cosa dispiacesse poi molto al <strong>presidente nei secoli dei secoli benettoniano</strong> che ama comunque più gli allenatori stranieri dei nostrani. E allora teniamocelo ben stretto <strong>il </strong><strong>Paggio della contrada della Lupa</strong>. Lo dico con il cuore in mano rivolgedomi soprattutto a <strong>Dino Meneghin</strong>, del quale sono fratello maggiore per qualche mese: aiutiamolo, se occorre, a scegliersi  i compagni d&#8217;avventura in nazionale <strong>senza inciuci politici e raccomandazioni craxiane</strong>. Non lo nascondo: al suo fianco ci vedrei bene <strong>Attilio Caja</strong>, come il Paron stava ad hoc vicino a Boniciolli, ma qui sono troppo di parte e quindi mi ritiro in buon ordine aggiungendo appena un paio d&#8217;altre osservazioni ancora sulla bontà di Siena e del suo giovane principesco trascinatore. Da quando è al Monte dei Paschi persino <strong>Hawkins, che non mi ha mai fatto impazzire</strong>, è diventato un giocatore che m&#8217;appassiona per l&#8217;acquisita concretezza estrema. Infine non so se ci abbiate fatto caso, ma Siena ha punito <strong>la generosa Treviso</strong> nello stesso momento in cui la Benetton, negli ultimi minuti del primo tempo, aveva in campo il suo miglior quintetto, mentre Pianigiani s&#8217;era affidato a <strong>Carraretto, Domercant, Ress e Marconato più l&#8217;imbarazzante McIntyre</strong> del primo quarto d&#8217;ora. Meditate gente, meditate e intanto me ne vo dal Palaverde sotto un cielo che già macina neve augurando buon anno a chi non vedevo da tempo e mi fa comunque capire di volermi ancora bene anche se ho sempre la fissa &#8211; dice &#8211; per <strong>Milano</strong>. Niente di meno vero. Solo Superbone Tranquillo può essere ancora orbo di una squadra costruita con i piedi per arrivare seconda e<strong> tenuta insieme con lo scotch da sette</strong> <strong>successi consecutivi</strong> contro sei squadre, esclusa Bologna, che avrei potuto battere anch&#8217;io standomene all&#8217;ora della partita comodamente sprofondato in pantofole sul sofà davanti alla televisione. O bisogna essere fenomeni per vincere in casa con <strong>Cantù, Pesaro</strong> (al supplementare), <strong>Napoli e Cremona</strong> e per grazia ricevuta a Teramo? Non credo. Bisogna piuttosto essere molto bravi a segnare <strong>la bellezza di ventun punti in venti minuti a Roma</strong> e fare pena come <strong>Mancinelli</strong> e<strong> Hall</strong> per tutta la gara. O avere gli stessi punti in classifica della <strong>diabolica Cantù</strong> che con gli stipendi di <strong>Mordente</strong> e <strong>Bulleri</strong> non solo ha costruito una signora squadra, ma le sarebbero avanzati pure i quattrini per pagare da bere alla <strong>Brianza </strong>intera. D&#8217;accordo, non sono i soldi a dare la felicità nemmeno nel piccolo mondo della palla nel cestino. Altrimenti il buon <strong>Gigi Brugnaro</strong>, opulento <strong>presidente della Reyer</strong>, si sarebbe già dovuto sparare a fronte delle<strong> misere</strong> <strong>cinque vittorie</strong> che gli ha sinora regalato una squadra che gli è costata una fortuna e che anche Dan <strong>Peterson</strong> avrebbe giurato che sarebbe volata in serie A a occhi chiusi sulle ali di <strong>Garris e Janicenoks</strong>. <strong>Con il Tigre nel motore</strong>. E invece.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Non voglio più leggere ancora certe cose</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 17:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/29048029@N04/3112874116/"><span class="flickr-image"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3178/3112874116_72955aeacd.jpg?v=0" alt="" width="219" height="191" /></span></a> <strong><em>di FRANCESCO SARTI </em></strong></p>
<p><strong>Ci sono cose che non voglio leggere</strong>. Per esempio, non voglio leggere che all&#8217;indomani dell&#8217;acquisto di <strong>Poulsen,</strong> un giocatore che passa la palla solo in orizzontale,<strong> il presidente della Juve</strong> ha il coraggio di affermare, tra un saltello e l&#8217;altro, che i tifosi ameranno il guerriero. Non voglio leggere che il suo allenatore ha realmente creduto si potesse vincere lo scudetto schierando <strong>Camoranesi e Nedved</strong> titolari fissi. Non voglio leggere che Nedved, anziché ritirarsi, come la sua storia imporrebbe, giocherà ancora per anni. E che <strong>Nesta</strong>, purtroppo, rinuncerà a farlo per problemi alla schiena. Non voglio leggere che <strong>Gallinari</strong> si è operato e non è ancora tornato quello che era, e che sarà. Non voglio leggere di <strong>Bargnani, Belinelli e Hackett</strong> prima che abbiano buttato fuori dagli Europei <strong>la Francia</strong>, quella di <strong>Tony Parker e Boris Diaw</strong>. Non voglio leggere che magari ci ha fatto fessi <strong>Turiaf </strong>con un canestro di tabella all&#8217;ultimo secondo. Non voglio leggere che quella partita la commenterà <strong>Franco Lauro,</strong> con le sue difese a presepe e i movimenti &#8220;in da peint&#8221;, perché lo so già. O che, insospettabilmente, tornerà <strong>Gianni Decleva</strong>, con la sua voce rotonda e i canestri dalla linea dei seimetrieventicinque. Sarebbe un&#8217;utopia, come quella di vedere chiaramente il punteggio sul televisore durante una partita di basket <strong>trasmessa dalla Rai</strong>. D&#8217;altra parte, non vorrei mai leggere che <strong>Sky</strong>, dove i punti si vedono bene, al momento di assumere <strong>Alessandro Mamoli</strong> gli ha imposto come clausola contrattuale di parlare in modo identico a <strong>Flavio Tranquillo</strong>, pause comprese. E che lui ha accettato, con entusiasmo. <strong>Non voglio più leggere</strong> che una bandiera come <strong>Javier Zanetti</strong> pensa sul serio che <strong>l&#8217;Inter</strong>, con i suoi scudetti a tavolino, possa diventare come il <strong>Grande Torino</strong>. O che <strong>sulla collina di Superga</strong> hanno contestato <strong>Rosina </strong>durante la commemorazione dei sessant&#8217;anni dello schianto, interrompendosi solo quando scandiva i nomi.<span id="more-949"></span></p>
<p>Non voglio leggere quanti nomi saranno saltati fuori dalla Procura di <strong>Reggio Calabria </strong>nell&#8217;indagine sui fischietti truccati. E che pure nel basket esistono i sistemi, le cupole e le triadi. Non voglio leggere di <strong>Cannavaro</strong>, che si può ingaggiare in un taxi, promettendogli perfino un futuro da dirigente, anche se è scappato quando la nave stava affondando, come i topi. Non voglio leggere di focacce al formaggio, di <strong>Lippi a pranzo con Blanc</strong>, di ingranaggi di spogliatoio che s&#8217;incrinano, senza che i diretti interessati giurino che hanno parlato solo di <strong>Amauri.</strong> Non voglio leggere che <strong>Dunga </strong>lo snobba, se poi al suo posto, come attaccante di peso, deve arrivare <strong>Ronaldo.</strong> O che non ha cambiato stilista, perché le sue camicie sono troppo brutte per essere vere. Non voglio leggere che, nonostante lo stile, <strong>Armani </strong>non farà la storia della pallacanestro a <strong>Milano</strong>. Che <strong>Siena</strong> continuerà a vincere, e noi a chiederci come sarebbe da un&#8217;altra parte <strong>Pianigiani</strong>. Non voglio leggere che <strong>Messina andrà ai Raptors</strong>, semplicemente perché è da anni che lo leggo. Che ce lo mandino. E già che ci sono, ci facciano pure il favore di vendere <strong>Chris Bosh</strong> per una guardia, così da mettere il Mago con le spalle al muro, e far nascere, forse, una stella. Non voglio leggere di stelle prima del tempo, come i vari <strong>Santon e Balotelli</strong>. Lasciate che lo diventino, altrimenti poi si scopre che erano morte, da tanti anni, come <strong>Adriano.</strong> Non voglio leggere sugli stessi giornali, a seconda dei giorni, ironie o rispetto sulla depressione di un uomo.</p>
<p><strong>Non voglio leggere, ancora, di doping</strong>. Di <strong>Rebellin</strong> che è andato sul podio olimpico parlando di vittoria del ciclismo pulito, e adesso, a 37 anni, è guardato con incredulità. Non voglio leggere che ci si continua a sorprendere. Che ci si indigna per il razzismo, ma non per gli auguri di morte al giocatore per terra. Che ci si può ancora rassicurare del fatto che gli insulti non c&#8217;entrano con il colore, ma con l&#8217;ignoranza. Che non sarebbe ignoranza, ma gioventù allegra, l&#8217;atteggiamento di chi scalcia il proprio avversario e gli ride dietro. Non voglio leggere che <strong>a Firenze</strong> abbattono le barriere allo stadio, mentre ad <strong>Arezzo</strong> si giudica del tifoso ucciso all&#8217;autogrill. Mi fa ridere.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;eroico Tranquillo neanche un graffio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 14:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px;" src="http://www.digital-sat.it/UserFiles/Tranquillo.jpg" alt="" width="200" height="140" /></span>Non me ne intenderò di basket come <strong>Barack Obama</strong> che ha pronosticato <strong>North Carolina</strong> quando le squadre in lizza per il <strong>titolo Ncaa</strong> erano ancora sessantacinque. E vuoi vedere che c&#8217;azzecca? Sinceramente lo spero. Ho sempre avuto un debole per la squadra universitaria <strong>di Michael Jordan e Bob McAdoo, </strong>allenata dal mitico <strong>Dean Smith</strong> che un giorno (di qualche lustro fa) <strong>Sandro Gamba</strong>, in tournée con la nazionale azzurra negli States, mi presentò dopo l&#8217;allenamento del mattino. E ci sparammo anche poi un hotdog tutti e tre insieme. North Carolina nelle final four di <strong>Detroit </strong>affronterà sabato notte <strong>Villanova</strong>, che ha eliminato la favoritissima <strong>Pittsburgh</strong>, e poi lunedì, toccando ferro, la vincente tra <strong>Connceticut e Michigan State</strong>. Dai, Presidente, che pure questa volta ce la fai. Però, detto tra noi, non ne capirò anche niente di pallacanestro, ma un fallo su un virtussino qualsiasi a dieci secondi dalla sirena o anche sullo stesso <strong>Vukcevic</strong>, prima che tentasse la tripla e infilasse il fantastico canestro della vittoria nel <strong>derby di Bologna</strong>, io al posto di <strong>Cesare Pancotto</strong> durante il time out l&#8217;avrei anche ordinato di fare. O no? Male che andasse, la Virtus avrebbe segnato due tiri liberi e la Fortitudo se la sarebbe ancora potuta giocare con l&#8217;ultimo possesso o comunque aggrappandosi al paracadute del supplementare. Così invece ha perso e buttato via una furiosa, appassionante e generosa rimonta. A Pancotto, viva Dio, non si può che voler bene, e io gliene voglio, ma tre partite vinte su quattordici, anche se a Milano e con Siena, mi sembrano tanto tanto poche. <strong>Dragan Sakota </strong>aveva fatto assai meglio: quattro vinte e cinque perse. E non vorrei dire, ma fu mandato in quattro e quattr&#8217;otto al diavolo. Cambiando temporaneamente discorso, che poi arriva la bomba, che scoppia e rimbomba, l&#8217;<strong>Orso Eleni</strong> mi ha tolto la parola di bocca. Avrei voluto infatti magnificare la telecronaca senza urli e lavagnette da Pesaro di <strong>Luca Corsolini</strong> e<strong> Mario Boni</strong>, ma l&#8217;ha già fatto lunedì Oscar e quindi non posso fare pure io il pappagallo come <strong>Acciughino Pittis</strong>, mia croce (su<strong> Sky</strong>) e delizia (quando era un bambino e vinceva le Coppe Campioni). Dirò allora che mi è piaciuta anche <strong>Chiara Baroni</strong>, abbastanza disinvolta nel prepartita di <strong>Scavolini-Benetton</strong>: una donna finalmente in uno spogliatoio di soli uomini. Peccato che sia poi scivolata su una buccia di banana<span id="more-796"></span> domandando a Mario Boni il pronostico del match e sottolineando con lui che la Scavolini veniva in fondo da una vittoria importante all&#8217;overtime con una squadra non da poco come <strong>Pesaro</strong>. Magari <strong>Teramo</strong>, ma fa lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi racconterò allora di <strong>Alibegovic </strong>che tutte le ha tentate, e ha fatto bene, per convincere <strong>Artiglio Caja</strong> a tornare a<strong> Udine</strong>. &#8220;Se vuoi, obbedisco, caro buon Teo, ma mi sembra che i buoi siano già scappati dalle stalle&#8221;, è stata più o meno la risposta dell&#8217;allenatore che l&#8217;anno scorso guidò <strong>Milano </strong>ai playoff e la riportò in <strong>Eurolega</strong> con la metà dei soldi che quest&#8217;anno il prode <strong>Livi(d)o Proli </strong>ha speso per un&#8217;<strong>Armani </strong>che farà fatica ad arrivare tra le prime tre e che può comunque solo sperare in una gran bella bufera di metà primavera per giocare al <strong>Forum,</strong> ovviamente sepolto di neve, la finale-scudetto che gli garantirebbe ancora un posto nei preliminari della prossima Eurolega. <strong>Superbasket</strong> esulta: cinque vittorie di fila non sono uno scherzo, ma di grazia con chi le ha vinte Milano queste partite? Con nessuna squadra che probabilmente disputerà i playoff. A parte Cantù che, con tutto il rispetto per il tifoso <strong>Werther Pedrazzi</strong>, non è il<strong> Real Madrid</strong>. E giocando come? Meglio lasciar perdere. Piuttosto ora l&#8217;Armani dovrà affrontare in casa Teramo, Treviso e Siena. E fuori Fortitudo, Roma e Biella. Non so se mi spiego e comunque, anche le vincesse tutte, non arriverà mai prima e difficilmente seconda. A proposito del <strong>Mps</strong>, non voglio proprio parlare della partita di ieri sera. Mi ha già fatto molto male al cuore. Ma una cosa la voglio dire: il <strong>Panathinaikos</strong> di <strong>Obradovic</strong> ha difeso come neanche nel paradiso della Nba sempre succede. Ma veniamo a bomba non prima d&#8217;aver messo in guardia l&#8217;amico <strong>Zanca</strong>: attento Lucio, la Banda Osiris sta spingendo per portare <strong>Claudio Crippa</strong> a Milano. E non credere che la Banda non abbia meno potere di <strong>Recalcati</strong> (con <strong>Meneghin</strong>) in nazionale. A buon intenditor poche parole. <strong>Ettore Messina</strong> ha chiuso con il <strong>Cska </strong>e, se non va a <strong>Toronto</strong> con<strong> Gherardini</strong>, si prenderà un anno sabatico. L&#8217;ha dichiarato lui e gli voglio credere. Quindi cosa ci sta a fare ancora Crippa a <strong>Mosca</strong>? Niente. O quasi. E l&#8217;Armani gli fa molta gola. A Udine hanno affiancato <strong>Bisonte Blasone a Sacchetti</strong> come aveva chiesto Caja ed era stato spernacchiato da Edi Snaidero e consorte Sandra. Artiglio aveva anche consigliato d&#8217;acquistare un playmaker che fosse un po&#8217; meglio di Jermaine Jackson, poi tagliato, e di prendere Booker. Parole al vento. E così Udine, mi spiace, ma non la salverà dalla retrocessione neanche Alibegovic.</p>
<p style="text-align: justify;">Di pronostico in pronostico, come le ciliege che non vedo l&#8217;ora che maturino:<strong> La</strong> <strong>Fortezza</strong> dovrebbe chiudere al secondo posto la regular season. Un&#8217;altra impresa di Matteo <strong>Boniciolli</strong> e del Paron <strong>Zorzi</strong>. Uomini di poca fede. Tanto più che Roma mi sembra un po&#8217; cotta e Teramo ha di qui alla fine un calendario terribile (Milano e Treviso fuori, le due Bologna assatanate in casa, oltre ad Avellino e Montegranaro). A Caserta avrebbero già mandato via da un pezzo<strong> Frates </strong>e pure a Pesaro c&#8217;è una panchina sulla quale <strong>Sacripanti </strong>si sta bruciando il sedere, ma non ci sono più allenatori liberi in giro. E allora si cambierà al termine della primavera. Però adesso vi racconto quello che più d&#8217;un uccellino mi ha raccontato sia accaduto domenica al termine del derby di mezzogiorno. Un gruppo di tifosi della Fortitudo ha attorniato <strong>Flavio Tranquillo </strong>che stava preparando a bordo parquet il suo servizio per <strong>Sky Sport 24</strong> nel quale ritornava prepotentemente sull&#8217;episodio della monetina sparata in testa del povero Terry. Ora anch&#8217;io ho difeso a spada tratta Meneghin nella famosa semifinale di Pesaro quando il grande Dino disse &#8220;adesso basta, non torno più in campo&#8221;, e Milano vinse a tavolino, ma non andai a cercar rogne con gli ultras inferociti della <strong>Scavolini. </strong>Anzi scappai di corsa dal vecchio palazzetto e mi rifugiai nel furgoncino blindato della polizia con <strong>Carlo Gatti</strong> che se la rideva di gusto. Già lo sa il mondo intero che Tranquillo non può vedere <strong>la Fossa</strong>. In più quelli della Fossa sono benissimo a conoscenza del comunicato che <strong>Montegranaro </strong>ha diffuso il 20 marzo scorso nel quale testualmente si ringraziava in particolare Flavio Tranquillo per il &#8220;senso di giustizia&#8221; con il quale lui e Sky avevano contribuito attraverso le immagini a convincere la corte federale della Federbasket a far ripetere la partita con la Fortitudo. Insomma va bene vincere, ma stravincere no. E comunque la Banda Osiris non si disperi: il suo leader massimo se l&#8217;è data a gambe e se l&#8217;è cavata neanche con un graffio. Per fortuna. Altrimenti l&#8217;avrebbero sicuramente fatto anche eroe e martire del basket italiano.</p>
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		<title>Siena asfalta ad Atene il Panathinaikos alla faccia di tre fischietti scandalosi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 23:24:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.flickr.com/photos/azamanis/3093593226/"><span class="flickr-image"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" title="Pao fans" src="http://farm4.static.flickr.com/3187/3093593226_955d8019b3.jpg?v=0" alt="PAO" width="240" height="180" /></span></a>Non ci credevo più, uomo di poca fede. E difatti mi sono infilato il pigiama. <strong>Panathinaikos</strong> a più  sedici. Meglio metterci una pietra sopra o, meglio,  al collo e buttarsi a letto maledicendo <strong>Sky </strong>che i soldi li spende per <strong>Fiorello </strong>e la <strong>Champions League</strong>, mentre non scuce più mezzo euro per quei poveri cristi di <strong>Geri De Rosa</strong> e <strong>Frank Casalini </strong>che devono commentare in studio una partita che si gioca ad Atene e non proprio del tubo, ma la più delicata, la numero 2, dei quarti di finale di Eurolega. Mi dicono che Sky voglia chiudere anche la redazione di Roma e ricicciare tutti nel retrobottega di Cologno Monzese. Un piatto di minestra ci sarà comunque sempre a casa mia per <strong>Rupert Murdoch</strong> e persino per <strong>Flavio Tranquillo</strong> che ho visto l&#8217;altra sera: sfondava con tutto il suo faccione lo schermo del televisore a 16 noni e mi sembrava sul serio eguale alla sorella (minore) di <strong>Platinette</strong>. Non si sarà mica mangiato pure<strong> Davide Pessina</strong>? Mi auguro proprio di no. Ma torniamo a bomba che sarà il caso. Grande <strong>Siena</strong>. Di più: grandissima, immensa, unica, mitica, ciclopica, spaziale. Scrivo a caldo e in pigiana. Lo giuro. E godo da morire. Perchè al<strong> Mps</strong> stavolta &#8211; come dice<strong> Mario Boni</strong> &#8211; è riuscita un&#8217;impresa che passerà alla storia della nostra misera pallacanestro che solo Siena è riuscita ancora a tenere in vita in Europa. Ha vinto contro tutto e tutti: i diciottomila demoni ateniesi che ti vomitavano addosso il peggio di loro, quell&#8217;odioso di un <strong>Obradovic </strong>che non potevo vedere neanche quando allenava a <strong>Treviso</strong> e soprattutto quei tre arbitri vergognosi. In totale malafede. Ha ragione da vendere Mario Boni, sempre il numero uno se in diretta ha trovato di nuovo  il coraggio di dire: &#8221; Siena in cinque, con Lavrinovic per giunta con una mano rotta, ha asfaltato nel quarto quarto  il Panathinaikos che ha giocato per tutto il match in otto: cinque giocatori più tre inguardabili direttori di gara&#8221;. Domani Tranquillo gli tirerà le orecchie: scommettiamo? &#8220;Certe cose sugli arbitri non si devono nemmeno pensare&#8221; lo rimprovererà schiumando veleno. Lo sanno infatti tutti gli addetti ai lavori che la sorella (minore) di Platinette odia il <strong>Montepaschi</strong> anche più della <strong>Fortitudo</strong> e dell&#8217;<strong>Ellisse </strong>messe insieme, ma il livore sa mascherarlo bene nel suo cocktail penoso di gridolini isterici e di parole senza amore. Domani  sulla Gazzetta non si parlerà ovviamente di fischietti scandalosi, ma soprattutto della grande impresa che stavolta, o mai più, stramerita un bel titolone in prima pagina. Ci conto e ci spero. Altrimenti m&#8217;incazzo sul serio. Mentre rivedo ad uno ad uno i canestri della magnifica rimonta di <strong>McIntyre e Kaukenas</strong> esaltati dallo stoicismo di <strong>Lavrinovic</strong>.  E adesso posso andare a dormire sereno. Pensando ad una squadra perfetta. E penso a Siena. Il Mps di <strong>Simone Pianigiani</strong> e di chi l&#8217;ha promosso primo allenatore: <strong>Ferdinando Minucci</strong>. O forse ho sparato un&#8217;altra delle mie eresie? Stavolta assolutamente non credo.</p>
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		<title>I lunedi da Oscar: viva il Musical ciccione</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 14:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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Oscar Eleni dal camerino di Stefano Masciarelli, nel cuore del teatro Smeraldo a Milano, angolo del peccato dove se fai la guardia vedi passare tutti gli eroi sportivi della movida, gli sciampagnini alla Poz, dopo aver applaudito il &#8220;Musical ciccione&#8221;, dopo aver dimenticato tutto quello che ci √® toccato sentire sull&#8217;incontro fra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†di <em>OSCAR ELENI </em></p>
<p style="text-align: justify"><em><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm2.static.flickr.com/1398/1029809221_173f24d691.jpg?v=0" alt="" width="232" height="350" /><strong>Oscar Eleni</strong> dal camerino</em> di <strong>Stefano Masciarelli</strong>, nel cuore del teatro Smeraldo a Milano, angolo del peccato dove se fai la guardia vedi passare tutti gli eroi sportivi della movida, gli sciampagnini alla Poz, dopo aver applaudito il &#8220;Musical ciccione&#8221;, dopo aver dimenticato tutto quello che ci √® toccato sentire sull&#8217;incontro fra <strong>Dino Meneghin</strong> e queste Leghe che legano quando vogliono diventare meno popolari, ma forse hanno ragione loro perch√© si sono accorti tutti che si vorrebbe cambiare per non cambiare nulla. Giusto mettere il giocatore al centro di ogni problema, ma persino quelli che hanno un ottico di fiducia si sono resi conto che minuti in campo se ne trovano se tu hai dentro qualcosa, perch√© altrimenti rischi di essere un <strong>Garri</strong> o un <strong>Aradori</strong> qualsiasi. Vedrete che insorgeranno i difensori dei ragazzi stuprati dal sistema, ma allora meglio mandarli sul palcoscenico di Hairspray cos√¨ si divertono e possono raccontare la loro verit√†. Seguano l&#8217;esempio del grande menestrello, il <strong>Poz</strong> che troviamo su <strong>Sky</strong>, il palazzo di vetro-cemento dove il basket √® tenuto in una prigione dorata, oggetto del loro feticistico amore per le cifre che non tornano mai quando √® l&#8217;ora di tirare fuori un lecca lecca per raccontarci cose che sembrano evidenti, per stordirci con parole che non servono nelle didascalie ben fatte, dove c&#8217;√® competenza, ironia. Ma a Sky non sembrano rendersene conto e adesso dovranno risolvere anche una bega interna perch√© agli ascoltatori sembra piacere pi√π <strong>De Rosa, </strong>l&#8217;archeologo, che <strong>Tranquillo</strong>,il grande dantista che ogni tanto ti porta sulla sedia del dentista con lavagna e ti strappa urli come se davvero i molari fossero in pericolo. Ma non era questo l&#8217;argomento, tanto poi sulla cosa si sfogher√† il titolare del sito, quello che va a Parigi mentre gli altri lavorano, sbagliano, perch√© lavorano, sperando nelle sante correzioni. Il problema, sollevato dagli stessi gnomi che poi danno al basket dei calcioni negli stinchi se soltanto parli male dei loro piccoli amici, √® che</p>
<p><span id="more-198"></span>la professionalit√† nell&#8217;informazione, sportiva e non, passa nelle mani di persone che, non avendo niente da guadagnare e nulla da perdere, visto che il mondo a spicchi si lacera all&#8217;interno e non apre bocca all&#8217;esterno, non offre settimane bianche, fingono di non sapere che almeno i risultati vanno dati e non ci dicano che mancano i mille euro al minuto per mettere insieme qualche immagine come li ha accusati il Pedrazzi che sembra l&#8217;ultimo a resistere nella lotta alla banalit√†, anche se gli viene prposta da chi √® amico soltanto quando ha bisogno di aiuto. Insomma siamo alla resa dei conti. Il basket si ostina a giocare in orari demenziali, mette in crisi le redazioni, non stuzzica l&#8217;appetito di chi non &#8221; ha i diritti&#8221;, pensa di avere luce da chi vede soltanto mani educatissime e di chi spaccia un passaggio dovuto per un gesto tecnico di bellezza a cento strati. Cari legaioli fate bene a non farvi prendere in giro da chi manda avanti i monumenti e si nasconde in attesa dell&#8217;agguato della seggiolina, quanto avremmo pagato per ascoltare il dialogo di Sabatini a Cant√π con <strong>Ragnolini</strong> e <strong>Recalcati</strong>, pagheremmo anche se ci dicessero che si sono fatti gli auguri di Natale, della diaria maggiorata, ma pensate un po&#8217; anche a quello che avete seminato intorno all&#8217;attivit√† societaria e non fatevi spaventare da chi pensa che siate tutti allocchi minacciando di andare ad avvertire i grandi proprietari sul niente intorno al tutto.</p>
<p style="text-align: justify">Giornata di campionato dove, finalmente, <strong>Pianigiani</strong>, dominatore assoluto, imbattuto, dichiara di non essere soddisfatto. Figurarsi gli altri allora. Prendete <strong>Repesa</strong> che dovr√† pur domandarsi perch√© contro le sue squadre, sin dai tempi della Fortitudo, gli avversari tirano fuori la prestazione migliore dell&#8217;anno o, addirittura, della carriera. Da <strong>Antonutti</strong>, poi sparito, ai 5 di Pesaro che ora <strong>Sacripanti</strong> spera di ritrovare gi√† nella prossima partita. Qualcosa non funziona. Gli era stato detto che troppa gente presuntuosa in una citt√† che non fa pressione, che non giudica, diventa un boomerang appena le cose non funzionano. Ora per <strong>Gelsomino </strong>vengono gli esami difficili, col pericolo che il cavallo di <strong>Toti</strong> lo scalci, perch√© prima trova <strong>Tanjevic</strong> e i ragazzi del <strong>Fener</strong>, poi dovr√† risolvere la questione con la <strong>Virtus del Boniciolli</strong> inseguito dagli avellinesi, tormentato dai nescio nomen che lo fanno perdere anche quando non allena, tipo Trieste, e lo non lo fanno mai vincere da solo. Curiosa la situazione di Milano, dove il gattino <strong>Bucchi</strong> copre ogni deiezione biancorossa con sabbia nera, rigorosamente armanica. Dicono che in questo filotto di partite in casa avremo le ultime risposte. Se lo augurano un po&#8217; tutti come del resto hanno cantato quelli della <strong>Fortitudo</strong> vedendo tornare in societ√† il carissimo Gregor che anni fa aveva perso la Effe e si chiava soltanto Ucka come dicevano da Ugo prima che <strong>Lorenzo Sani</strong> scoprisse che la squadra di Sakota gioca sempre meglio quando perde certi pezzi da novanta. Povero Ugo, gi√† stressato dal Pastori che adesso incolperanno anche se i nuovi acquisti non potranno giocare subito in coppa, gi√† stremato dalle confessioni degli ex ballerini che vanno da lui per il solito tango, le solite tigelle, la solita fratellanza oscura.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>PAGELLE, </strong>accidenti che viene ora del cotechino:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10¬†</strong>a <strong>Zare Markovski</strong> che si √® preso la bella rivincita su quella Milano dove lo hanno calpestato dopo averlo obbligato a portare in giardino i cani del vecchio condominio. Sulla rivolta di Tusek chiedere a chi non lo ha mai capito, ma il ciccio bello ammetter√† che ci ha messo anche del suo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> a <strong>Tonino ZORZI</strong> che, fra baci ed abbracci nel Cantuki, ha masticato di nuovo il dolce della vita che pi√π gli piace, prendendo anche le pinze per far sorridere il Matteo sempre alla ricerca di qualcosa in pi√π, masticando gomma come soltanto fanno i portatori di dentature non mobilissime, tenendo la cravatta fuori dal pullover come schiaffo al povero Arrigoni che √® ancora convinto di essere un maestro d&#8217;eleganza, seppure a due piazze, che ha scoperto di aver fatto una squadra che non funziona nell&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8</strong>¬†a <strong>Lino LARDO</strong> per aver raggiunto il quinto posto nella lista degli allenatori vincenti di Rieti. Si mette di fianco a Claudio Vandoni che abbiamo perduto di vista, come del resto il suo grande guru Ecc√¨, si mette sulla scia del grande Elio Pentassuglia che, come Sojurner, meriter√†, prima o poi una dedica della citt√† e del nostro basket.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong>¬†a <strong>Nicol√≤ MELLI</strong> che rappresenta la nuova bella speranza del nostro basket, diciassettenne che deve ancora lavorare molto, ma, per fortuna sua, lo potr√† fare a reggio Emilia con il professor Marcelletti e questo lo dovrebbero ammettere persino i sapientoni dalla schiena quasi diritta. Diciotto rimbalzi sul campo di Brindisi ed ecco che torna in mente altra storia. Sempre zio Elio, Puglisi, una citt√† appassionata che ha dato persino giornalisti importanti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6</strong>¬†a <strong>Pino SACRIPANTI</strong> per aver fatto vibrare nuovamente il palazzo pescarese come ai tempi belli. Chi lavora seriamente conquista la gente, anche se poi ti capitano giornate balorde, anche se devi guidare dei balordi che un giorno ci sono con la testa e quello dopo attraversano gli incroci con il rosso, anche se devi fingere di credere a tutti quelli che dicono di remare con te.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5</strong>¬†a <strong>Maurizio GHERARDINI</strong> che da Toronto fa sapere di aver compreso bene cosa sta accadendo in questa finta rivoluzione federale: una operazione di lifting, tanto per cancellare qualche ruga, indurire qualche bella tetta, rassodare qualche didietro afflosciato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4</strong>¬†a <strong>Davide LAMMA</strong> che si √® iscritto al partito dei pentiti, quelli che ti dicono ora non abbiamo pi√π scusanti, quelli come il direttore generale della Snaidero Ghiacci che davanti a certe sfortunate coincidenze ripete la litania gi√† ascoltata nell&#8217;ultima stagione: siamo tutti in discussione. E ci mancherebbe altro.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3</strong>¬†a <strong>Piero BUCCHI</strong> non perch√© gli vogliamo creare problemi in un momento dove ne ha gi√† tanti, ma soltanto per invitarlo a non dichiarare mai pi√π che l&#8217;Armani ad Avellino ha giocato per vincere. Non per il pari?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2</strong>¬†a <strong>Dan PETERSON</strong> che urlando &#8221; te la do io l&#8217;America&#8221; s&#8217;insinua nella tua vita ogni volta che vai a guardare la progressione dei risultati sul sito della Lega. Non gli basta la televisione per deliziarci?</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong>¬†a <strong>Reece GAINES</strong>, l&#8217;uomo che ha fatto delirare il primo anno a Biella, che ha fatto imbufalire il primo anno a Milano, che ha fatto perdere la speranza il primo anno a Treviso, il giocatore che Biella ha rimesso nel motore, perch√© scoprire che non ha mai preso un rimbalzo offensivo da quando √® in questo bel paese ci tormenta e ci manda in estasi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong>¬†a <strong>Gelsomino REPESA</strong> perch√© si √® convinto troppo presto d&#8217;avere la macchina giusta, di essere nel posto giusto al momento opportuno. Lui √® nato per soffrire e per esaltare giocatori che abbiano la sua stessa voglia. Se si accontenta del primo sole romano quando gli altri hanno la neve far√† una brutta caduta e questo √® il paese sportivo dove passi da re degli allenatori a quello degli ignoranti appena si alza il vento del nano pensiero che accende televisioni e radio, non rigorosamente locali.</p>
<p style="text-align: justify">¬†</p>
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		<title>I lunedì da Oscar: questi fiori di palude</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm1.static.flickr.com/226/448154124_db669cd233.jpg?v=0" alt="" width="300" height="225" />Oscar Eleni</strong> dal vulcano nell&#8217;isola dove i Maifredi diventano geniali, dove i <strong>Tranquillo </strong>diventano <strong>Variale</strong> senza mai trovare il loro <strong>Zenga </strong>bitorzoluto, dove chi ha fatto saltare il banco pensa di non aver mai barato, dove le vittorie anche quelle prese per la coda sono ritorno verso il sole invece che momenti di amara riflessione sul passato, sul presente, ma , purtroppo, per loro, anche sul futuro come avrebbero detto quelli che a Milano si rotolavano dal ridere in tribuna dopo i primi 10 minuti, dopo aver visto Bozo <strong>Malikovic </strong>scuotere il testone parlando con Sasha <strong>Djordjevic</strong>, dopo aver visto la cenere come cipria per troppe facce. Intorno al vulcano dove, per fortuna, non predicano quelli che scoprono in ogni taverna gente con la schiena dritta, i rivoluzionari con il bastoncino di zucchero filato come unica arma, quelli che si domandano perplessi chi conosce la lingua universale per farsi ascoltare a Cinisello e New York, sull&#8217;erba tenera di questo isolotto scaldato dalla lava sottostante una dea prova a cantarci la poesia haiku del montanaro Issa che servir√† per dormire sereni: Oh! <em>Potessi almeno salire / Da questi fiori di palude / Fino a quella</em> <em>nuvola.</em></p>
<p style="text-align: justify">Gi√† √® questo il desiderio adesso che Dino <strong>Meneghin </strong>ha accettato di candidarsi alla presidenza per una pallacanestro, lo dice lui con il suo bel vocione, da migliorare non da salvare. Se siamo tutti d&#8217;accordo su questo, allora andiamo avanti e non facciamo i conti in tasca, ad esempio, alla serie B di calcio, che incassa molto meno della serie A di basket anche se, come si vede da certi incassi, inferiori di molte migliaia di euro rispetto ad arene che tenevano meno spettatori, sembrano crescere a dismisura gli inviti, gli ingressi omaggio. Col basket non ti arricchisci e allora puoi cercare almeno il consenso cittadino, puoi cercare pubblico dove se ne trova sempre, scuole, oratori, piccole societ√†. Basket da migliorare e non da salvare facendoci credere che ogni partita del campionato √® vicina al sublime come tentano di urlare i ragazzi della televisione lecca lecca, dell&#8217;eco spacciato per opinione tecnica, del consenso anche alla lavagna che intanto non ti fa sentire il cuore di un palazzo, di un ambiente, perch√© a loro piace solo spiegare quello che tutti vedono anche senza lenti d&#8217;ingrandimento, diciamo tutti, anche quelli incompetenti come diceva il furbin dopo aver visto saltare <strong>Beamon </strong>a Citt√† del Messico nel lago del primato mondiale a m. 8.90: Bella forza, ha preso la rincorsa!¬† Migliorare e non salvare il campionato<span id="more-181"></span>¬†prendendo i giocatori giusti senza illudersi per una buona partita. <strong>Siena</strong> padrona, Siena meraviglia di tenuta mentale, Siena venti punti avanti al gregge. Non √® colpa di <strong>Pianigiani</strong> se lo vogliono sfidare con gente che ha il temperamento di Allan <strong>Ray</strong>, i piumini della cipria in mano di un Brezec, i cali di tensione normali per un Becirovic mai leone in vita sua, i salti sul tappeto elastico nel campo giochi per bambini del Jennings che per imparare qualcosa dovrebbe mandare via dalla tribuna, dai microfoni, dalle redazioni, quelli che dopo avergli detto che √® stato bravo, coraggioso a scegliere uno stipendio vero in euro, piuttosto che la carne salata con dentro nascosti dollari degli ex alunni, ora dovrebbero anche spiegargli che quando si fa sul serio sarebbe meglio considerare amici quelli che hanno la tua stessa maglia.</p>
<p style="text-align: justify">Ci fa piacere che Boniciolli abbia vinto la sua prima partita con la <strong>Virtus</strong>, ma doveva fare attenzione a quello che diceva mentre tornava a Bologna, mentre lasciava <strong>Trieste,</strong> dopo <strong>Avellino</strong>, perch√© poi non √® difficile riunire i soci del club che odia Matteo il filosofo, la societ√† che ti dice con chiarezza: se parli bene di lui non puoi scrivere per noi. Una cosa davvero incredibile per chi era sfuggito persino agli ordini di qualche editore importante, di qualche direttore che meritava anche di essere ascoltato, pur non seguendone mai i consigli come si vede dopo l&#8217;atterraggio su questo sito che soltano il nostro gigantone <strong>Dellera </strong>non aveva ancora scoperto e di questo il<strong> Pea</strong> deve almeno pentirsi. Dicevamo di Meneghin e dell&#8217;incontro con i presidenti delle varie leghe sventolando il libricino del nuovo codice scritto per evitare conflitto d&#8217;interessi nel calcio, con evidenziatore giallo sulla regola che impedisce ai numeri uno delle organizzazioni, diciamo d elle categorie che spesano tutto e tutti senza poter dire quasi niente, di essere eletti nel consiglio federale prossimo venturo. Sar√† furbo Maifredi, ma anche i suoi avversari non scherzano quando fingono di voler dialogare con quelli a cui danno la colpa da anni perch√© mettono la benzina e lasciano guidare i piloti da comitato regionale, benemeriti di sicuro, ma anche gli altri qualcosa fanno, hanno fatto, lasciando al volante tipi arroganti senza avere una patente decente come vi dir√† chi conosce quei bei tipi. E ora le <strong>pagelle</strong> per non farvi odiare il sito e la lunghezza del brodo:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10</strong>¬†a Simone <strong>PIANIGIANI</strong> per come √® uscito dalle due settimane infernali, per il gioco, la mentalit√† di Siena, non per i record. Lui punta a Berlino pi√π che a Roma e fa benissimo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> al <strong>CROVETT</strong>I che dopo la prima vittoria in trasferta delle neopromossa Ferrara fa sapere anche al suo presidente che il merito √® tutto di peperino Valli. Come ci manca l&#8217;uomo che una bella societ√† ha scoperto in Africa e che adesso lo lascia libero soltanto se va in Grecia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8¬†a</strong> Luca <strong>VITALI</strong> che pensavamo fosse soltanto uno sborone capace di inventarsi dimensioni che non aveva, capace di vedere macerie anche dove pure gli avevano lasciato il quarto posto e l&#8217;eurolega, perch√© contro Cant√π, dopo aver fatto arrabbiare tutti con la sua strafottenza, √® riuscito poi a mettersi sotto i piedi chi lo ha sottovalutato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong>¬†a Marco <strong>BONAMICO</strong> che naviga felice fra il campionato di A2 e quello femminile dicendo almeno le cose che pensa e non quelle che altri suoi ex colleghi, non diciamo amici o estimatori, si fanno suggerire dai maestrini con la penna rossa famosi in prima divisione e non oltre, al marine di Peterson che scopre qualcosa che va oltre il rincoglionimento delle ‚Äòet√† quando si accorge che tutti hanno ben capito la rivoluzione gattopardesca di questo basket.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6</strong> al <strong>WALLACE</strong> cuore intrepido che scalda Treviso, riportando un guerriero vero nel cuore della gente. Bastava poco per accorgersi che fra i tanti lanzichenecchi scesi in Italia c&#8217;erano tipi veri, da prendere subito, mentre ce ne sono tanti da mandare subito a casa, prima ancora che si accorgano che certi stipendi non li prenderebbero in America o nei fast food.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5</strong>¬†a Lino <strong>LARDO </strong>che per la seconda volta in poche settimane fa soffrire le squadre bolognesi fermandosi sempre sul pi√π bello per mancanza di benzina. Ammiriamo la sua fede, ma un giorno dovr√† pur raccontare come si vivono certe situazioni, come si torna dagli Stati Uniti per allenare Milano e ci si ritrova ancora a Rieti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4</strong> a Bruno <strong>ARRIGONI</strong> se davvero ha fatto partecipare la nuova Cant√π all&#8217;asta con Caserta per portare via carta velina Pinkney a Biella. Tutta Milano √® ancora in piedi per la sua schiacciata mancata. Tutti si chiedono se non era il caso di seguire la vecchia strada prendendo soltanto gente affamata davvero.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3¬†a</strong> Mason <strong>ROCCA</strong> che nella prima vittoria dell&#8217;Armani davanti al suo pubblico ha fatto vedere grandi cose smentendo cos√¨ chi ci ha spiegato in tutte le maniere perch√© non sarebbe mai stato recuperabile, prima per la Nazionale e poi per il club. A meno che non sia un caso dovuto anche al livello degli avversari.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2</strong> al presunto talento <strong>ANTONUTTI </strong>implacabile contro Roma, inguardabile contro Pesaro. Succede speso con i ragazzi della nostra rinomata scuola, certo succede anche a tipi come lo Slay di Caserta, convincendo i critici ad oltranza che i mezzi fisici e tecnici non mancano, ma √® il resto, quello che nasce quando hai sempre voglia di progredire, che difetta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong> a <strong>NAUMOSKI, SCONOCHINI, BONI, RUSCONI</strong> che pur divertendosi come pazzi nelle serie minori non fermano il coro dei finti indignati che si domandano sempre a cosa serve la loro presenza. Dicano ad alta voce che loro sono missionari invece di spacciarsi per amici professionisti dei presidenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong>¬†a Zoran <strong>SAVIC</strong> perch√© pensavamo davvero che potesse ridare alla Fortitudo qualcosa che ricordasse pi√π i periodi degli scudetti o delle finali perdute che una fase dove il cuore dei tifosi pi√π caldi d&#8217;Italia viene regolarmente saccheggiato da gente che non si spaventa certo se sui muri trovano scritte di denuncia per le loro notti in discoteca. Canditi in citt√†, mozzarelle in trasferte.</p>
<p style="text-align: justify">¬†</p>
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