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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Teramo</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>A Roma non sono ancora contenti di essersi mangiati così tanti allenatori</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:20:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da Saletto, Veneto Nord orientale, il paese dove è nato Tiziano Zancanella nuovo presidente degli arbitri, un omone simpatico che sul campo diventava tutto rosso inseguendo quelle ballerine che lo facevano impazzire.Bella carriera, bella storia sportiva, bellissimo anche il dopo perché chi viaggia nel Nord va spesso a cercare i famosi tramezzini del diavolo Tiziano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">da Saletto, Veneto Nord orientale, il paese dove è nato Tiziano Zancanella nuovo presidente degli arbitri, un omone simpatico </span><span style="text-decoration: underline;">che sul campo diventava tutto rosso</span> <span style="text-decoration: underline;">inseguendo quelle ballerine che lo facevano impazzire.Bella carriera, bella storia sportiva, bellissimo anche il dopo perché chi viaggia nel Nord va spesso a cercare i famosi tramezzini</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span><strong><span style="text-decoration: underline;">del</span> <span style="text-decoration: underline;">diavolo Tiziano</span></strong> che ospita tutti, brinda con tutti, anche con quelli che non gli perdoneranno mai certi fischi in partite importanti, ma per lui sono amici del basket gente del suo mondo, gente che ha onorato comunque ad alto livello, arbitrando nelle grandi manifestazioni. <strong>Perché il Veneto, perché la casa</strong> <strong>dei Zancanella?</strong> Così, tanto per capire cosa succederà domani visto che tutti davano per vincente nella corsa al papato arancione <strong>il Porcari dalla storia ugualmente interessante</strong> e che piaceva tantissimo al nostro amico Fallucca a cui dobbiamo una bella intervista con il Maifredi che resta appassionato di basket e che sa leggere ancora fra le righe del puttanaio dei comitati. Si comincia con facce contuse e questo dovrebbe preoccupare, a meno che Zancanella non scelga l’arbitraggio allargato e chieda collaborazione a chi ha battuto nella elezione. <strong>Meneghin gli ha telefonato per congratularsi</strong> e non per ricordargli che sul campo, spesso, non erano d’accordo, ma ora deve sostenerlo in tutte le maniere per non arrivare al deserto Tola<span id="more-2012"></span>, ad una nuova crisi perché questi arbitri hanno voluto autonomia totale, salvo poi mettersi subito a litigare. Lavorino insieme, tutelando chi va sui campi e comincia già a vacillare, tutelando la crescita dei giovani, cambiando regole che potrebbero toglierci, ad esempio, uno come Facchini , una cosa davvero ridicola. Forza Zancanella, <strong>fai un panino orientale e mettici dentro tutto,</strong> lo mangeremo insieme.</p>
<p><strong>E’ arrivato il giorno del riaggancio tipo Armageddon anche se Milano sapeva di aver finito il carburante mentale per restare in fuga sulla prima</strong> <strong>luna perché sul fronte dell’Est non ha salute</strong>, perché sul fronte europeo non sembra avere amici se il Pana di Obradovic ha lasciato due punti in casa al Valencia del maestro Pesic, perché non si può chiedere alle terze linee di essere subito pronte quando decidi di risparmiare qualche titolare. Era questo il pericolo nella gestione e Milano è caduta nella trappola emotiva proprio adesso che le servirebbe avere tutto intatto nel suo sistema. Vedi perdere l’Armani, o magari vincere conto<strong> l’ex Cska che si è mangiato persino Vujosevic</strong> con la stessa frenesia che in Italia tormentò il grande allenatore dei miracoli Partizan, e capisci i motivi. Vedi vincere, come in casa del Bamberg, e perdere Roma senza mai capire chi sono nè chi saranno mai <strong>questi lottofagi in maglia</strong> <strong>Virtus Roma</strong> perché capisci la natura di un gruppo dove chi sbaglia pensa sempre che sia stato un altro a fargli commettere la troiadas. Occhi che non s’incrociano quasi mai, gruppo senza desiderio di vita in comune, gente che respira l’aria dove comandano i Proximo, quelli che vogliono sempre la testa dell’allenatore, <strong>non contenti di essersene mangiati tanti</strong>, ma questo sono gli stessi che davanti alla caduta di un Pesic o di un Repesa pensano di essere davanti al fallimento di un Gentile. Non distinguono. La stessa cosa fanno i giocatori: scelgono la vittima che sembra più debole e poi fanno quello che i pochi dell’Eur hanno registrato <strong>mentre Tomo Mahoric si beveva la china</strong> e dava biglietti per la rupe a molti dei ragazzi che Boniciolli adesso, soltanto adesso?, non capisce più. Così come sarebbe assurdo pensare che già domenica all’ora di pranzo sapremo se <strong>Siena è pronta ad imporre la lex-Pianigiani</strong> anche su questo campionato. Milano ha degli alibi e non si farà spingere via anche perché adesso si creano i partiti: chi,<strong> come il sciur Gamba</strong>, l’ha vista molle con Montegranaro e altri che, invece, l’hanno scoperta più forte nel giorno in cui ha perso la prima partita.</p>
<p><strong>Troppa fretta gente e da Sassari, 8 punti, a Caserta e Roma, 4, faranno bene starsene tranquilli tutti senza dare da mangiare a chi si ciba</strong> <strong>esclusivamente della testa di allenatori</strong> che in altre circostanze hanno lavorato benissimo: Capobianco era e resta bravissimo, Perdichizzi ha fatto miracoli sempre e adesso si trova confuso, Sacripanti sa come uscire dalle trappole di una stagione iniziata pensando troppo in grande, Boniciolli resta quello di Avellino, di Udine, di tanti assalti alla baionetta e l’unico colore, per tutti, è che in questa comica petroliniana sia stato tirato dentro<strong> il Boscia Tanjevic</strong> che dovrebbe soltanto pensare alla vera battaglia. <strong>Non diteci che Vitucci e Zorzi vi stanno deludendo ad</strong> <strong>Avellino perché sono a quota sei come il Repesa</strong> che fa benissimo a diffidare della spavalda gioventù trevigiana chiedendo di valutarla con l’asticella sempre un po’ più in alto. Stanno bene quelle a quota 8? Quasi tutte, ma date retta a Charlie Recalcati che è addirittura a 10, <strong>meglio non prendere tutto per oro colato</strong>, in mezzo ci troverete oro matto e presidenti di bocca larga che restano in agguato e fingono di non capire di aver fatto squadre farlocche.</p>
<p><strong>Pagelle e tramezzini:</strong></p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline;">a Tiziano ZANCANELLA</span></strong> nuovo capo degli arbitri perché se sarà il suo sorriso a fare da guida nel papato arancione forse avremo presto anche una nuova generazione di arbitri di buon livello.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">a Alex RIGHETTI</span></strong> uno che l’anno scorso la Virtus Bologna, per sfiancarlo, obbligava ad allenamenti mattutini da solo. Certo che Ford e Rigo non giocano sempre con il “veleno” mostrato per battere le Vu nere, ma le squadre forti non si potranno mai fare decimando i gruppi a caso e mettendo gli allenatori nelle peggiori condizioni per lavorare.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">all’ARADORI</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>che sul campo di Teramo è uscito dal bozzolo senese. Ora non gli resta che fortificarsi all’aria aperta e durissima che troverà camminando con i campioni che sanno bene di non essere forti abbastanza per dominare come in passato e sanno di aver bisogno del rendimento super per reggere nella durissima Europa.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">ai fratelli CINCIARINI</span></strong>, pazienza se quello di Pesaro ha bevuto acqua salmastra a Treviso, perché il capitano di Montegranaro sembra un tipo con le idee chiare, la testa a posto e la voglia di fare un passo avanti ogni giorno, lavorando, non chiaccherando.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">a Tomo MAHORIC</span></strong> che le lingue lunghe di casa nostra avevano accolto come un profugo tecnico e che adesso sta impartendo lezioni che fanno pensare a Bucchi e Trinchieri di averla scampata bella quando hanno sconfitto Cremona.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">a MESSINA ed OBRADOVIC</span></strong> due grandi allenatori che capisci sempre quando vincono e perché ci riescono, ma che non comprendi, come capita con Mourinho, se uno fa 49 punti a Charleroi e l’altro si fa battere in casa da Valencia. Vigilate gente. A tutti i livelli.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">ai VUOTI</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>sulle tribune per le partite</strong></span> di mezzogiorno che s’incrociano con il calcio. Lo sapevamo che sarebbe stata una porcata, ma hanno voluto andare avanti lo stesso e poi ci sbatteranno in faccia le cifre del disastro.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">al DIGITALE</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>terrestre</strong></span> che da molti parti ha tolto dallo schermo Sportitalia la vera televisione degli sport che cercano spazio e felicità. Dite a Peterson che non lo si vede più in molti posti così qualcuno provvederà. Care Leghe fatevi avanti e protestate.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">a TERAMO</span></strong> per non aver resistito alla banale soluzione dell’esonero di un allenatore come Capobianco pur sapendo perché la situazione va così male e potrebbe anadare anche peggio. Se parti da gente come Mike Hall non arrivi da nessuna parte per costruire una squadra nuova.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">all’immenso Pilla PILLASTRINI</span></strong> se si ferma pure a rispondere quando gli chiedono perché nel finale di partita mancano spesso i presunti assi. Purtroppo altri suoi colleghi che non hanno la sua personalità cadono nella trappola e arrivano a giustificare il peggio dando il peggio.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">alla LOTTOMATICA Roma</span></strong>, ai suoi incubi, alle idee confuse che cominciano con l’amico Smith e finiscono con i troppi amici Fritz di giocatori senza anima e core.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Le pagelle di Natale: 10 a Siena e Cantù</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:55:19 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://static.blogo.it/booksblog/Paolo_Rumiz.jpg" alt="" width="137" height="191" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>incantato da Paolo Rumiz che, volendo fuggire dal mondo,</strong> <strong>ha finito per trovarne uno a sorpresa, una epifania nell’Italia vitale e segreta, quella che Simone</strong> <strong>Pianigiani dovrà esplorare con pazienza</strong>, seguendo le tracce di vomito lasciate da Meneghin ( grande Dino sparagliele in faccia a quei sepolcri imbiancati) quando si è accorto che i naufraghi sperduti <strong>nell’isola di Circe</strong>, quelli che sono<strong> Proci</strong> a prescindere, erano gli stessi disperati arrivati a casa sua per chiedere aiuto, per obbligarlo a coprire la lettiera federale sporcata dal tradimento di chi sapeva, ma taceva, di chi non voleva vedere, di chi ha scelto il veleno delle parole e della calunnia, la stessa che ora monta in una federazione dove chi sognava il posto di un Bertea e di altri gingilli romani sta facendo il diavolo a quattro, su e giù per le montagne <strong>inventandosi persino lettere</strong> <strong>di rinuncia alla nazionale di Stonerook in inglese</strong>, no sembra aramaico ai calunniatori, forse lo hanno preso per un russo e hanno letto niet, forse hanno sbagliato cinema e si sono trovati davanti al gran rifiuto di un giocatore che da Siena aveva fatto sapere di non essere pronto per una stagione completa (<strong>parola di Recalcati</strong> quando volle giustificare la non chiamata per la<strong> Spagna</strong> dopo l’infortunio di <strong>Rocca </strong>ad inizio preparazione europea), questione di età e fisico, ma che nascondeva anche tensioni antiche e chi frequentava Azzurra doveva ben saperlo. <strong>Fiabesca bellezza dei paesaggi, umani e naturali,</strong> dice Rumiz nel suo libro edito da <strong>Feltrinell</strong>i, rabbia per il potere che lo ignora perché bisogna partire dai monti naviganti per scoprire un paese diverso e , forse, bisogna partire dai ragazzini che in un angolo del palazzotto di <strong>Brescia</strong>, serie A dilettanti, inseguivano felici un palloncino da buttare nel canestro appeso al muro, mentre sul campo i “ grandi” si davano da fare <strong>per la gloria di un campionato</strong> <strong>minore dove quasi tutti sembrano divertirsi più che nelle gelide arene</strong> <strong>della serie A.</strong> Per solidarietà con <strong>Avellino</strong> hanno spento le caldaie al Palalido<span id="more-1412"></span> costringendo persino <strong>Armani </strong>a guanti, sciarpa e vino speziato, hanno reso gelide le tribune che non dovevano essere ripulite dalla neve, ma soltanto dalla polvere.</p>
<p><strong>Dal mare alla Drava, dal Tagliamento al Vajont, dal Piave all’Adige e poi</strong> <strong>all’Inn,Valtellina, Chiavenna, Ticino, dal Rosa al</strong> <strong>Bianco, da Savona al Trebbia, dal Sannio all’Ofanto, dagli Alburni al</strong> <strong>Pollino. </strong>Bel giro, belle visioni, lontano da tutto dagli arbitri superuomini che fischiano da dietro, vedono quello che altri non possono individuare e poi scatenano tempeste come quella di <strong>Bologna</strong>, anche se <strong>Treviso </strong>aveva dominato e la Virtus ha scoperto di essere una squadra con poco talento offensivo che avrebbe bisogno, sempre, di super mastini difensivi per salvare le sue partite quando entra soltanto il tiro di Vukcevic. Monti Naviganti per le tattiche “ ripugnanti” di<strong> Matteo Boniciolli</strong> uno che alla fine della corsa, speriamo il più tardi possibile, ci racconterà davvero cosa lo spinge a cercare l’anima di giocatori e di società che non sanno nemmeno da che parte si comincia e, come urla l’amareggiato Attilio Caja, faccia attenzione all’incompetenza che circonda <strong>Toti</strong> (lui, <strong>Artiglio,</strong> cita il solito avvocato che comincia per Ti, ma questo lo ha aggiunto l’autore dell’articolo sul giornale romano, e <strong>il Bottai che guarda gelido la</strong> <strong>prateria dell’Eur</strong>, ma che non sembra avere la competenza, anche se la bocciatura alla Virtus non dovrebbe fare testo). Siamo felici per il ritorno sulla sabbia dorata di baia Flaminia della <strong>Scavolini </strong>che ha resistito sull’orlo del burrone di Monte Ardizio e aspettando Williams, credendo ancora in Van Rossom, è uscita dalla buca portandosi dietro anche il sorriso di Green. Non avendo voglia di aspettare l’assemblea di Lega, dove non hanno portato un maestro Muti per cambiare certe facce e certi umori, legati, parlando di organizzazione delle società, soltanto <strong>alla cena del Diana dove Paola Porelli non ha voluto</strong> <strong>dimenticare chi aveva voluto davvero bene all’avvocatone</strong>, soltanto a quei personaggi che brindavano nell’ultimo tavolo in fondo, vi serviamo le pagelle per la sosta infame, quella che il basket non avrebbe mai dovuto fare perché i calciatori hanno un motivo per fermarsi, considerando la neve ed il resto, mentre chi gioca nelle palestre aveva il dovere di rendere meno noiose le feste come direbbe il commissario Adamsberg che faceva il turno di notte fra il 24 e il 25 ottobre, giornate per litigi, omicidi e suicidi. Per fortuna i peccatori andranno comunque in palestra, peggio per noi se non abbiamo alternative e certo non perdoneremo mai chi ci propone dal solito trespolo il grande sport di <strong>Sky</strong> partendo dall’amichevole per beneficenza della <strong>Miccoli All Star</strong> contro non sappiamo cosa. <strong>Roba da</strong> <strong>matti, da restituzione di una quota dell’abbonamento</strong>. Certo, direte voi, in certe palazzi l’inverno si sente e come, ma la rabbia viene pensando che soltanto il basket regala tante vacanze spesate ai suoi professionisti tutelati dalla <strong>Giba</strong>, a proposito abbiamo fatto il conto degli italiani obbligatori in squadra e della loro <strong>targa più nota</strong> <strong>come n.e.,</strong> un bel gruppo accidenti, tanta gente da pagare ogni mese per fare la controfigura in allenamento. Per i cestisti non da nazionale esiste un’estate bella lunga, quella dove in tanti hanno organizzato campi di non istruzione per bambini incanti dal nome e non in grado di farsi restituire, nella maggioranza dei casi <strong>come tuonava il professor</strong> <strong>Nikolic</strong>, la quota lasciata nell’ufficio reclutamento. L’inverno doveva essere soltanto di piacere agonistico. Pazienza. Ci si rivede a gennaio anche se <strong>Biella </strong>ha organizzato per <strong>il 30 dicembre</strong> una <strong>amichevole con il Maccabi</strong> che farà bene ad una squadra andata fuori giri appena l’incenso è arrivato nella nuova arena.</p>
<p><strong>PAGELLE di squadra</strong>, scegliendo l’uomo della prima parte nella stagione, segnalando il voto all’allenatore in base alla formula <strong>Peterson</strong>, dieci a prescindere da certe ripetizioni in telecronaca, dieci a lui, a <strong>Caja e Boni</strong>, <strong>vere novità catodiche</strong>, una formula che considera zero e quindi ben fatto il lavoro senza sorprese, per questo <strong>Pianigiani </strong>avrà poco più di zero, mentre si andrà su più o meno uno e due per chi sbraca quando deve fare il suo. <strong>Pagelle, </strong>cari amici, ma noi ci sentiremo ogni settimana, a meno che i titolari dei siti che ospitano queste lacrime di Allah non vadano in vacanza godendosi le peggiori feste possibili, alla ricerca dell’angolo oscuro che un giorno ci proposero da Treviso e che mai abbiamo visto illuminato.</p>
<p><strong>SIENA 10</strong>, meglio 11 come le vittorie in un campionato dove chi doveva sfidarla ha preferito ignorare l’ostacolo, insomma in giro non c’è stato nessun presidente con il coraggio di Ettore per scendere davanti alle porte di Ilio affrontando il pelide Achille che, come sappiamo aveva un tallone da colpire, ma sembra che al Montepaschi non abbiano talloni adesso che hanno domato persino il tipo Hawkins. Per Pianigiani il più 5 petersoniano che nel suo caso è il massimo dei massimi. Adesso gli toccherà fingere di essere felice per la fatica con Azzurra, almeno fino al giorno in cui scoprirà che non abbiamo un regista ed un pivot decenti.</p>
<p><strong>CASERTA 9</strong> alla società, 8 alla squadra, più 5 a Sacripanti, una lode per la coppia italiana Di Bella- Michelori, con tanti saluti a chi li ha scaricati in passato.</p>
<p><strong>MILANO 8</strong> perché è uscita dalla buca dove non sentiva gli ordini del maestro Bucchi ( più 4), perché pur non regalando emozione si è scoperta comunque squadra appena la natura ha eliminato il doppione più pericoloso, quell’Acker che ora aspettano, ma che non aggiungerà niente se toglierà qualcosa al Bulleri appena ritrovato. Uomini della squadra Mordente, altro ripudiato da chi non ha mai meritato niente, e il Mason Rocca che ci avrebbe aiutato con Azzurra se soltanto i tornei internazionali non si giocassero senza pause.</p>
<p><strong>AVELLINO 7</strong> alla squadra, 9 ad Ercolino e al suo eterno sorriso che non vuol dire essere sempre contenti, un applauso al veterano Pancotto ( +1), un bentornato ad Akyol che è la chiave navigante.</p>
<p><strong>CANTU’ 10</strong> al Trinchieri (+4) coraggioso, al solito Arrigoni che borbotta, ma sa dove mettere la pila per scoprire il sommerso. Lode al Mazzarino speciale.</p>
<p><strong>TREVISO 9</strong> al progetto, 9 ai ragazzi buttati nella mischia partendo da Alessandro Gentile, 6 al Vitucci (-1) che non deve avere pietà per chi sgarra, per chi è troppo bambino anche da grande. Uomo chiave Neal e ci ha smentito, così come Kus.</p>
<p><strong>VIRTUS 6</strong> per la fatica di mettere insieme arte e sudore, bravo come sempre Lino Lardo (0 petersoniano). Bravissimo Vukcevic, ma per questo gruppo occorre un ritocco per la nuova annata, altrimenti saranno dolori e non ci vengano a dire che manca il pubblico per poi investire.</p>
<p><strong>BIELLA 5</strong> globale per le cadute e le risalite, Bechi (+2) torni ad usare il rostro anche con quelli che non lasciano tranquilli i giocatori attesi dalla fatica prima che dalle belle copertine. Voto Chessa più di Aradori, ma certo Soragna insegna ancora a stare al mondo.</p>
<p><strong>TERAMO 7</strong> e un bel 9 a Capobianco (-1) che ha resistito a tutto, anche alla tentazione di prendere per il collo i ragazzi d’oro. Il suo uomo chiave è stato Hoover o, forse, Carlo Antonetti.</p>
<p><strong>MONTEGRANARO 6</strong> per la dura digestione del sistema Frates (-2), di situazioni complicate dal dolore fisico. Ci leghiamo a Brunner a farebbero bene a farlo anche i suoi compagni.</p>
<p><strong>ROMA 3, 5</strong> e a Gentile 5- per non aver capito subito che le cose si sarebbero messe male dopo lo slancio in partenza, perché gli manca ancora l’arte per insegnare, non certo quella per farsi seguire. Solo Winston ha retto l’urto, ma che pena. Per Boniciolli un + 2 conquistato a Varese, ma anche un più 10 sulla fiducia.</p>
<p><strong>CREMONA 7</strong> per l’entusiasmo che spinge una squadra amante dell’attacco, con un allenatore come Cioppi (+2) che non si è fatto spaventare dalla nuova arena. Bene gli americani, ma del Cusin da 0 su 6 a Milano cosa dire? Già caro Pianigiani.</p>
<p><strong>VARESE 6</strong> per il lavoro di ricostruzione tenendo presente la varesinità, bravo Pillastrini ( &#8211; 1) anche se qualcosa gli sfugge e gli manca da quando Slay è diventato un fantasma nell’opera dove difendiamo Childress dalla vecchiaia.</p>
<p><strong>PESARO 6</strong> perché anche quando perdeva non giocava mai male, resistente il Dalmonte (-3) cocciuto che non ha mai fatto un passo indietro anche quando tutto andava male. La sorpresa Van Rossom come bibita per andare al mare con Williams.</p>
<p><strong>FERRARA 4</strong> come i punti accumulati, anche se crediamo sempre in Valli (-7) che è lo stesso della promozione e dell’ultima stagione. Gli aut aut presidenziali hanno fatto davvero male, forse come il Jackson che nascondeva la debolezza mentale del gruppo senza un vero regista.</p>
<p><strong>NAPOLI</strong> ci asteniamo da qualsiasi commento, questa è proprio gente da <strong>meno 8</strong>, a parte l’allenatore giovane che ha resistito, a parte quelli che sono andati in campo a Teramo evitando la farsa.</p>
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		<title>Meneghin e Recalcati seduti allo stesso tavolo senza rivolgersi mai la parola&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:43:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://blog.blogosfere.it/blogs/basketcase/images/Recalcati%20sembra%20scrutare%20il%20futuro%20della%20sua%20nazionale....jpg" alt="" width="151" height="134" /></strong></em><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>dal set romano di Pedro Almodovar per dimenticare</strong> <strong>etere e punti incrociati sulla pelle</strong>, per non scordarsi che se vai in un ospedale pubblico, tipo il <strong>San Paolo a Milano</strong>, se trovi una squadra come quella di <strong>Franco Disperati</strong>, allora puoi anche soffrire, ma sei sicuro d&#8217;essere in buone mani e<strong> il</strong> <strong>chirurgo meriterebbe un premio</strong>, ma, per adesso, deve tenersi le maledizioni di chi ogni mattina si alza e vede nero, di chi risponde con la voce che arriva da molto lontano, dai giardini della disperazione anziana, da chi magari sembra più scortese del solito con i pochi amici che lo hanno chiamato dopo essersi allarmati per le notizie non buonissime dal fronte della chirurgia dove l’uomo diventa cicatrice. <strong>Scusa Santi, scusa Sandro, scusa Toto, anche se la digressione sul golf ci</strong> <strong>ha fatto venire i brividi. </strong>Sono giorni di abbracci rotti nel basket che non ha una <strong>Penelope Cruz</strong> da stringere fra le braccia, ma soltanto gente che ha voglia di litigare senza averne la forza intellettuale per reggere l’urto. <strong>Carlo Recalcati</strong> conferma che soltanto il suo avvocato ha rapporti con <strong>Meneghin e La Guardia</strong>, ormai il vicepresidente vicario, bisogna citarlo sempre perché sembra lui il pilota del barcone federale, come dicono nel generone romano che riabbraccia <strong>Gino Natali</strong>,<strong> tornato a casa Toti</strong> da dove era uscito, se ricordiamo bene, sbattendo la porta. <strong>Milano respira</strong>. Recalcati, invece, non conferma le cifre sopra gli <strong>800 mila euro</strong> dell’ultimo contratto perché, come sanno bene<strong> all’ufficio imposte di Cantù</strong> dove lui è il quinto contribuente, non va oltre i <strong>512 mila lordi</strong>, quindi restando sotto quello che invece incassa al netto qualche suo collega. <strong>Abbracci rotti fra Pesaro e una proprietà che non ha mai voluto credere al valore delle</strong> <strong>tradizioni,</strong> ma questo sembra un malessere che prende tanti per la gola. Spezzatino d&#8217;affetti anche a Milano dove i maligni avevano persino visto <strong>David Blatt</strong> <strong>gironzolare</strong> intorno alla piscina vuota del <strong>Palalido<span id="more-1335"></span>,</strong> dove qualcuno pensava che una sconfitta con la Virtus avrebbe aperto i cancelli all’ex cittì della nazionale, <strong>Recalcati Carlo di via Giusti</strong>. <strong>Piero Bucchi</strong> <strong>resiste</strong> anche al dopo partita non proprio allegro della Futur Station dove i perfidi spiegano che proprio quella vittoria dimostra quali sono i grandi equivoci di una squadra costruita senza sapere se il cemento armato per proteggere l’ingegnere era di quello buono. Certo se ci si chiude pensando che gli altri siano soltanto gelosi allora capita di dove mandare via i <strong>Vitali</strong>, i generi manager ingaggiati prima di scoprire che il ruolo non era utile, succede che i giocatori facciano una cura zen tutta loro per fingere di non capire che chi urla troppo si sente fragile e ha poco da trasmettere a chi sembra ricominciare sempre una vita nuova. Ci vuole pazienza dice la gente, ma intanto aspettiamo la settimana della verità milanese con il <strong>Khimki e Cantù</strong> per leggere la mano della solita addormentata d’inizio stagione: sembra che l’estate porti sempre e soltanto guai fisici, mentali, sembra che le colpe siano sempre degli altri e, ovviamente, dal bayon. La stessa cosa che succede a Pesaro, che sta per accadere a<strong> Montegranaro</strong>, che forse <strong>accadrà a</strong> <strong>Roma se Nando Gentile andrà a sbattere sulle stesse rocce</strong> dove l’anno scorso naufragò<strong> la barca di Repesa</strong>, dove <strong>Jennings </strong>sembrava un naufrago nel rimpianto di chi, adesso, lo vede giocare bene nella Nba, che sarà anche il più bel campionato del mondo, ma se è vero quello che dicono certe cifre, certe giocate, allora siamo anche davanti al grande inganno e prima di ululare <strong>inneggiando a Bargnani</strong> valutiamo bene tutto, prima di scoprire che anche<strong> a</strong> <strong>Toronto Belinelli</strong> potrebbe avere qualche problema, prima di <strong>benedire i giorni del Gallo nella Grande Mela</strong> facciamo la tara su tutto. Certo meno sul valore di <strong>Mike D’Antoni</strong>, anche se adesso lo prendono in giro per il disastro coi <strong>Knicks</strong>, anche se chi temeva che fosse lui l’allenatore della nazionale già mette il pepe sul cacio e si fa grandi risate. Ci sarebbe da piangere per tutti gli abbracci rotti in una Federazione che non ha ancora un piano per il settore tecnico, che lascia andare tutto alla deriva perché gli stessi che vollero la testa di <strong>Maifredi </strong>ora urlano che è meglio il diluvio se loro non potranno contare come un tempo. <strong>Abbracci rotti con quelli che non capiscono il messaggio di Avellino</strong>: quando i giocatori erano gelosi e golosi tutto quello che aveva costruito Boniciolli era andato in vacca, quando il proprietario ha voluto gente che amava persino i lupi dell’Irpinia allora ecco risorgere un tipo di sole. <strong>Abbracci spezzati per chi non voleva più Bechi</strong> a Biella e adesso ha scoperto che se esiste una possibilità di far cadere Siena in campionato quella è proprio nella prossima domenica piemontese. Tenetevi la gente come Smith e fate attenzione al resto.</span></p>
<p><strong>Pagelle dalla fattoria virtuale</strong> dove si confonde ancora Bush con Obama, dove Lebron James, Bryant, i Boston, sono una cosa mentre tutto il resto è pollaio per i tipi alla Iverson già scaricato da Memphis:</p>
<p><strong>10 a Cesare PANCOTTO</strong> perché si meritava una soddisfazione del genere, perché se la sua Avellino è stata costruita con gli stessi criteri delle altre sue squadre, dei diesel che alla fine mandavano fuori strada finte Ferrari, allora spettiamoci di scoprire qualcosa di speciale anche da questo campionato che sembra animarsi soltanto quando dimentichi che Siena vive su un altro pianeta. Certo a casa Snaidero piangeranno un po’. Ma sono abituati dai tempi del san Matteo che li fece promuovere.</p>
<p><strong>9 a Romani SATO</strong> principe nel regno Mens Sana e dell’euriobasket che fa capire quanta distanza può esserci fra i giocatori veri e quelli che dovrebbero sostituirli come direbbero a Bologna dopo aver visto Moss andare per funghi sulla collina di San Luca dove Lardo è andato ad espiare per aver parlato bene troppo in fretta della Virtus, un peccato che nel tempo costa sempre caro. Possibile che nessuno impari certe lezioni?</p>
<p><strong>8 a Mason ROCCA</strong> e, per conoscenza, a chi considera Mordente soltanto un gregario fra previtoccioli con la coda, perché prima di trattare male certi giocatori, prima di avere dei dubbi è meglio tenerseli anche se non si sono allenati tanto. Lui serve anche da rotto, ma certo se chi costruisce la casa sa di cosa stiamo parlando.</p>
<p><strong>7 a Frank VITUCCI</strong> se davvero ha convinto Neal a diventare un giocatore per tutte le stagioni di un campionato, per tutte le tempeste di una partita. Non eravamo sicuri che potesse riuscirci, ma per ora le cose vanno bene e nessuno si accorge di Kus, ma piuttosto si alza in piedi per applaudire il giovane Gentile.</p>
<p><strong>6 a Pino SACRIPANTI</strong> che ha spiegato bene a quelli di Pesaro perché prima di mandare via gli allenatori bisogna fare esami di coscienza dove tutti si prendono le giuste responsabilità.</p>
<p><strong>5 ai tipi come Mike HALL</strong> che tornano umili soltanto quando scoprono che potrebbero perdere il lavoro. Succede troppo spesso e su questo le società dovrebbero ragionarci bene, invece di mettersi a cantare per il ritorno a casa del figliol prodigo.</p>
<p><strong>4 a CROSARIOL, SORAGNA, ARADORI, MORDENTE</strong> che ci stanno illudendo sul futuro di Azzurra: se vanno sempre così non è vero che siamo all’anno zero.</p>
<p><strong>3 a chi sottovaluta l’acquisto di MARCONATO </strong>che rappresenta per Siena una garanzia che purtroppo non trovi in altri giocatori italiani. Attenti a lasciare fuori dal gioco Chiacig e Fucka, va a finire che chi li recupera fa tredici, certo un tredici costoso, ma l’usato sicuro serve come direbbero al Cus Bari dopo aver ingaggiato il quarantunenne Stefano Rusconi.</p>
<p><strong>2 a MENEGHIN, LA GUARDIA e RECALCATI</strong> che anche seduti allo stesso tavolo non si sono rivolti la parola. Questo è il vero disastro.</p>
<p><strong>1 a TERAMO</strong>, intesa come società, se lascerà spazio a chi non comprende il momento difficile nei rapporti interni di un gruppo dove qualche galletto meriterebbe la pentola invece delle carezze.</p>
<p><strong>0 all’INFLUENZA</strong> che ci ha portato nel villaggio delle scelte ridicole sospendendo Cremona- Napoli. Giusto far recuperare con i tesserati al 7 novembre, giusto non farsi prendere in giro sempre dalla stessa gente.</p>
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		<title>Volete capirlo che Siena è strafavorita? Anche se Milano in difesa ha buone armi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 20:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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<strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>dal Belize meridionale, alla ricerca dei teschi di cristallo lasciati a Lubaantun, il luogo delle pietre perdute, per</strong> <strong>capire se</strong> dobbiamo ancora perdere tempo a guardare il futuro visto che i <strong>Maya </strong>ci assicurano la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012. Inutile chiedersi se davvero <strong>Sabatini</strong> cederà un giorno <strong>la Virtus</strong>, se davvero l&#8217;uomo di futur station lascerà il posto in serie A alla<strong> Fortitudo</strong>, se ci saranno crociate contro i Maya galattici di <strong>Siena</strong>, contro la strategia <strong>Minucci,</strong> se ci saranno dirigenti capaci di ascoltare quello che <strong>Alberto Bucci </strong>ed <strong>Ettore Messina</strong> dicono alla gente di <strong>Bologna</strong>: inutile prendersela sempre con gli allenatori, sono le società che devono funzionare, avere progetti da portare avanti e difendere. Certo se a <strong>Milano </strong>ci fossero stati  <strong>Sacrati, Savic, Sabatini</strong> e<strong> Corbelli</strong>, quelli di <strong>Pesaro </strong>o di <strong>Udine,</strong> il povero <strong>Piero Bucchi</strong> non avrebbe superato le idi di marzo, sarebbe stato fatto fuori perché la gente dubitava di lui, perché la squadra non funzionava, perché il mondo dello sport, come lo vedono loro e <strong>Zamparini</strong>, loro e <strong>Cellino o Corioni</strong>, è sempre diverso da quello dove seminano e raccolgono i tipi alla <strong>Buzzavo,</strong> alla <strong>Minucci</strong>, alla <strong>Livio Proli </strong>e non è un caso che siano proprio <strong>Siena e Milano</strong> a trovarsi davanti al teschio di cristallo dove si nasconde lo scudetto. Prima di pensare alla finale che non puoi affrontare con leggerezza, come dicono a Milano, magari soltanto per farsi coraggio. Leggeri come?, direbbe <strong>Calvino.</strong> Prima di fermarsi a valutare quello che tutti vedono bene, nessuno concede a Milano più di una vittoria nella serie su sette partite, giriamo un po&#8217; nel pianeta per ridere di certa ottusità.<br />
Ci sapete dire chi gioca la finale del campionato under 19 da tre anni di fila? <strong>Benetton e Montepaschi</strong>, due belle società che se la smettono di litigare potrebbero trainare insieme il sistema legaiolo che produce demenzialità come gli orari delle finali, assegnando lo scudetto con partite che si iniziano alle 21 a meno che Siena non chiuda tutto alla quarta sul legno del <strong>Forum</strong> o alla settima in casa sua. La prima previsione ha un senso, l&#8217;ultimo no di certo.<br />
A<strong> Salsomaggiore</strong> il responsabile della nazionale giovanile, il <strong>Ramagli</strong> che ancora deve riprendersi dalla sbornia trevigiana, visto come sono andate le cose a <strong>Reggio Emilia</strong>, ha visto ragazzi da grande Europa e speriamo che la sua vista sia migliore di certi scettici blu amaranto ed incoraggi le società a puntare su ragazzi che hanno soltanto bisogno di giocare quando fare canestro, passare bene, difendere forte, conta qualcosa. Da Salsomaggiore ci propongono il quintetto del 2009 e il fatto che a guidarlo sia <strong>Alessandro Gentile</strong>, figlio di <strong>Nando</strong>, aiuta a credere in tante cose, magari nei geni che ti porti dentro. Con lui il Davide <strong>Pascolo </strong>di Udine, il Claudio <strong>Tommasini </strong>della Virtus Bologna, poi il <strong>Metreveli </strong>senese e il <strong>Wojciechowski </strong>trevigiano a cui auguriamo di diventare bravissimo, ma di non meritarsi mai un titolo di giornale perché avrebbe contro un&#8217;intera redazione<span id="more-1086"></span>, e molti che in tipografia smadonnano a prescindere. Nel gruppo, purtroppo non c&#8217;era Niccolò <strong>Melli</strong>, ma ci si augura che possa avere tutto il tempo per riprendersi dall&#8217;operazione, assestare il fisico in divenire, ritrovando passione, entusiasmo, sorriso. Nel quintetto alto manca Stefano <strong>Potì </strong>che invece ha vinto il titolo juniores con <strong>Pistoia</strong>, nella sezione diciamo società non professionistiche, battendo il <strong>Casalpusterlengo</strong> del <strong>Curioni </strong>che sta facendo grandi cose e se anche gli vanno male certe finali o semifinali bisogna dire che tutti tifiamo per lui nella speranza che qualcuno gli ceda davvero un posto in serie A: i nostalgici dell&#8217;<strong>All&#8217;Onestà</strong>, della <strong>Xerox</strong>, speravano che fosse lui a rivitalizzare il progetto seconda squadra di Milano, ma la cosa si è allontanata, mentre si avvicinano altre possibilità tipo quella di <strong>Pavia,</strong> in attesa di sapere se a Soresina, dove hanno una proprietà ricca e forte davvero, hanno qualcosa in mente per il campionato di A1 che dovranno giocare l&#8217;anno prossimo anche se il <strong>Cioppi</strong> in trionfo dovesse lasciarli per la sua <strong>Pesaro</strong>. Per malvagità di gente che dice di esserti amica, ma poi ti abbandona, finge d&#8217;essersi dimenticata, non siamo riusciti a salutare <strong>D&#8217;Antoni </strong>che girava sul <strong>Sile </strong>sulla barchetta <strong>Benetton </strong>nei giorni del Camp dove molti sono tornati in ginocchio dopo aver negato di conoscere Buzzavo, la Benetton , la Verde Sport. Pazienza, lo raggiungeremo via posta elettronica, alla faccia di questi malmostosi che poi hanno sempre una scusa pronta.<br />
La stessa che ci obbliga alla solitudine senese. A ripazienza. <strong>Dunque la</strong> <strong>finale scudetto</strong>. <strong>Perché Siena favorita? </strong>Perché è la più forte tecnicamente, mentalmente, perché ha un sistema di gioco che permette di rimediare con la difesa quando l&#8217;attacco, magari, batte in testa. E&#8217; successo dopo l&#8217;incidente di <strong>Lavrinovic,</strong> lo si è visto con <strong>McIntyre </strong>non sempre in tiro, lo si capisce quando <strong>Kaukenas</strong> va a sbattere per ansia da canestro inventato e non costruito. Beh, anche Milano ha fatto la sua strada risolvendo bene il problema della difesa? Tutta un&#8217;altra cosa, perché contro Siena la zona classica , a fronte pari o dispari come squittiscono al lavatoio, non paga dividendi, perché serviranno mastini in ogni angolo e se avessero sfruttato meglio <strong>Sangarè</strong>, invece di avvilirlo, forse avrebbero anche avuto l&#8217;uomo per la marcatura giusta al fronte. Comunque è vero, <strong>l&#8217;Armani </strong>in difesa ha buone armi, ma non ci sembrano ancora sufficienti come dice Messina: la differenza fra una grande d&#8217;Europa e una delle 16 d&#8217;Europa. E&#8217; pazzo chi pensa che Milano potrebbe sfondare al centro? Non tanto, ma il problema, visto l&#8217;ultimo <strong>Price,</strong> valutando il <strong>Vitali</strong> anemico dell&#8217;ultimo serie, sarà quello di far arrivare la palla ai centri, meglio Mo <strong>Taylor </strong>di un Marconato che comunque avanza deciso verso il cuore di <strong>Recalcati,</strong> magari anche soltanto per 5 minuti azzurri, ma se fra i due s&#8217;infilasse pure <strong>Rocca</strong> si potrebbe dire che il povero <strong>Eze </strong>avrebbe le mani piene e sarebbe in vera difficoltà come è capitato in eurolega contro chi aveva più di un centro. La fortuna ha aiutato Bucchi a scegliere il meglio, adesso deve solo capire se <strong>Hall e Katelinas</strong> hanno la testa e le braccia per far stancare <strong>Stonerook. </strong>Dite tutti Siena favorita e poi sembra che siano i campioni a doversi preoccupare? Avete capito male. <strong>Siena è strafavorita</strong>, ma se devi pensare ad un risultato diverso dal quattro a zero allora hai necessità di cercare soluzioni sul tavolo bisunto del tuo bar, con la presunzione di poter dire cose che nel pensatoio Armani si saranno ripetuti mille ed una volta.<br />
<strong>Vaticini al latte di giugno</strong>:<br />
<strong>10 a  Corbani</strong>, allenatore giovanili Benetton, per aver vinto lo spareggio con il Montepaschi alla terza sfida nelle finali juniores. Lui, l&#8217;allenatore di Siena, il Giordano Consolini che non deve accettare nessun incarico pericoloso e futuribile, quelli che a Salsomaggiore hanno lavorato per il bene comune, il Francesco Aniello che ha mandato comunicati completi, competenti, insomma questo mondo merita e meritava la massima visibilità. Dieci a tutti.<br />
<strong>9 al Pino Sacripanti</strong> perché non siamo stupiti che abbia divorziato da Pesaro, ma siamo addirittura sbalorditi dalla dichiarazione dei dirigenti che per spiegare la separazione hanno detto che il compenso richiesto era fuori dal loro budget. Piccoli Mou crescono.<br />
<strong>8 a Recalcati e Meneghin</strong> che si sono accordati per andare avanti in un momento in cui non potevano esserci altre soluzioni, sapendo che il domani è senza certezze sia se andremo agli Europei e, soprattutto, se li dovremo guardare dalla spiaggia.<br />
<strong>7 al Baiesi</strong> che ha lasciato <strong>Biella </strong>perché vuol tornare ad una vita normale dopo le tante sfide vinte con l&#8217;Angelico, con Atripaldi, con Savio, con Forni, con tutti quelli che hanno contribuito alla stagione del cacao meravigliao. Diciamo sette per dire settemila.<br />
<strong>6 ad Andrea Niccolai</strong> che ha trovato un posto nella selezione Giba, che ha partecipato con l&#8217;entusiasmo che manca a molti dei ragazzi di oggi. Come dice Saturnino, come dicono <strong>Sconochini e Boni</strong>, perché mettere fuori chi ha 40 anni e andare dietro a ventenni che in palestra non ci vorrebbero mai andare come dimostrano le troppe estati dove i nostri virgulti hanno trascurato di cercare un difetto nella loro disastrosa cartelletta tecnica. Questa gente, se avesse dei sostegni giusti, dice il Ponzoni anima della nazionale over 45 che andrà a al mondiale di Praga, potrebbe ancora insegnare una strada.<br />
<strong>5 all&#8217;associazione arbitri</strong> che per le finali juniores doveva mandare in campo tre direttori di gara, tanto per abituare i ragazzi a capire meglio, tanto per fare chiarezza su certi tabellini dove i tiri liberi sono una esagerazione, proprio come i tiri da 3 della finalissima Siena- Treviso. Aggiungere ed abolire, questo farebbe un settore tecnico attivo che non vive di crocette.<br />
<strong>4 alla Lottomatica Roma</strong> che deve fare chiarezza subito adesso che circolano voci sull&#8217;ingaggio di un Blatt e sulla scelta di Lardo al posto di Gentile. Partire con qualche dubbio sarebbe peggio che partire con un&#8217; altra squadra sbagliata.<br />
<strong>3 a Mike D&#8217;Antoni</strong> perchè non ha avuto un minimo di comprensione davanti a domande da sacrestia, perché non ci ha detto davvero a qual distanza stanno il fisico del ragazzo Gallinari e la testa del cinquantenne Danilo.<br />
<strong>2 all&#8217;arbitro Paternicò</strong> perché dovevamo ancora dare un voto per quella chiamata sulla rimessa di Moss, per quei 5 secondi che erano 4 al massimo, per una decisione che ha cambiato la storia di una serie e forse di una stagione. Conoscendo il personaggio e avendolo visto allegro sul campo pochi giorni dopo diciamo che ha superato l&#8217;angoscia. Lui. Soltanto lui dicono a Teramo dove pure guardano in cagnesco il Moss prenotato da Siena.<br />
<strong>1 a Marcello Lippi</strong> perché con la sua Italia due ha cercato di farci morire d&#8217;invidia pensando all&#8217;Italia tre presentata nell&#8217;amichevole di Bologna. Anche il calcio è prigioniero dei troppi stranieri, ma gli italiani crescono dove possono giocare e servire. Voi pensate che Lechthaler abbia fatto più progressi quest&#8217;anno a Siena o l&#8217;anno scorso a Montegranaro.<br />
<strong>0 al capestro Sky</strong> per gli orari della finale, per questa battaglia impari con altre televisioni che ti propongono basket in vacca. Siamo avviliti e sfiniti. Ma lorsignori frega un tubo. Se insistete vi mandiamo in campo l&#8217; espontaneo di <strong>Barcellona </strong>che ha inseguito <strong>Federer </strong>mentre faceva il suo garrulo capolavoro parigino.</p>
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		<title>Benetton, una bella stagione, ma ancora molto lontana dalla vetta dove sta Siena</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 14:25:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di OSCAR ELENI
Viaggio senza soste nel basket che s&#8217;illude di avere attenzione giocando ogni giorno. No, quella tocca al tennis. Un mistero. Ma ci pensate cosa accadrebbe se avessimo anche qualche italiano da quarti di finale, non diciamo da turni nobili? Facendo i conti su certi giornali bisogna essere grati dell&#8217;attenzione anche se regna la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><em><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/pescod/3456424601/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3655/3456424601_474369f5ed.jpg?v=0" alt="" width="161" height="208" /></a></strong></em></span><strong><em>di OSCAR ELENI<br />
</em>Viaggio senza soste nel basket che s&#8217;illude di avere attenzione giocando</strong> <strong>ogni giorno</strong>. No, quella tocca al <strong>tennis</strong>. Un mistero. Ma ci pensate cosa accadrebbe se avessimo anche <strong>qualche italiano da quarti </strong>di finale, non diciamo da turni nobili? Facendo i conti su certi giornali bisogna essere grati dell&#8217;attenzione anche se regna la notizia in breve. Righe contate, scontate, tagliate. Uno si domanda, lo chiede umilmente ai capiservizio che tutto sanno e tutto vedono, se non c&#8217;erano lettori di giornale interessati ad opinioni diverse da quelle <strong>Sky,</strong> da quelle scambiate con il vicino di posto, con gli amici al bar, <strong>fra i novemila di Milano</strong>,<strong> i</strong> <strong>cinquemila di Biella</strong>, se non ci fossero curiosi indagatori fra il bel pubblico di <strong>Treviso</strong> e, naturalmente, quello di <strong>Siena</strong>. Ti diranno che alla gente il basket, soprattutto notturno, interessa poco. Ti diranno di tutto pur di umiliare la richiesta di spazio. Forse hanno ragione.<strong> Nessuno</strong> <strong>protesta</strong>, scrive due righe, si fa sentire, ma forse l&#8217;iniziativa dovrebbe partire da chi gioca con i nuovi assetti dei computer, non dalla gente che pure mette sul tavolo tanti euro anche per guardare dei mercenari senza testa e dignità.<br />
<strong>In Lega</strong> <strong>fingono di non vedere</strong>, non capire, non sentire. Pazienza. La rotativa di questo sito gira comunque e per il <strong>mercoledì 3 giugno</strong> vi dobbiamo fare una confessione che, magari, offenderà il suscettibile <strong>Pianigiani,</strong> l&#8217;unico che non considerava scontata la vittoria ed il passaggio alla finale dei suoi campioni: insomma dopo un quarto e mezzo abbiamo deviato su <strong>Morgan Freeman</strong>, perché anche rivedere <strong>&#8220;Nella</strong> <strong>morsa del ragno&#8221;</strong> sembrava più divertente che stare dietro a gara tre fra <strong>il Montepaschi</strong> <span id="more-1036"></span>che spiega al colto, all&#8217;inclita, ai presidenti burloni che ogni estate organizzano la caccia ai migliori senza riuscirci, ovviamente, e <strong>la Benetton</strong> che ha chiuso una bella stagione, ma si sarà certamente resa conto d&#8217;essere molto distante dalla vetta. Questo è un pensiero che dovrebbe tormentare tutti gli altri, ma per adesso li senti frinire in attesa che l&#8217;inverno si porti via le loro solite frasi: <strong>Siena è ricca, Siena è avanti</strong>, <strong>Siena ha progetti a lunga scadenza che noi non possiamo</strong> <strong>permetterci.</strong> Pallonicini da luna park pieni di umor nero. La verità di Siena che, come sappiamo, non ha certo i migliori in <strong>Europa</strong>, è che sul campo la palla viaggia, tocca i polpastrelli dorati per mezzo secondo: dignità nel gioco a tutti quelli sul campo, non gregari, non privilegiati che fanno sudare la palla, ma non vogliono sudare per recuperarla quella palla. Se costruisci una squadra in questo modo, ti direbbe <strong>Andrea Capobianco</strong> che lo ha fatto <strong>a Teramo</strong> e sapete dove è arrivato, allora puoi cominciare a discutere anche con Siena. Se invece credi più ai <strong>Boykins </strong>di passaggio, se dai retta a tutti i ragazzi fragili che tirano bene, ma non passano bene, che fanno qualche punto ma ne subiscono il doppio, che straparlano sognando mondi impossibili, sputando su questi che pure li mantengono e anche bene, allora finirai male.<br />
Ieri ci eravamo dimenticati di fare gli <strong>auguri a Spartaco</strong> <strong>Gamba</strong>, <strong>77 anni di roccia</strong> non deteriorabile, salvo qualche ruggine quando deve fare il passo dell&#8217;oca, ci eravamo dimenticati di rendere omaggio ad un grande, ad uno della <strong>hall of fame</strong>, a uno che va in giro ancora ad insegnare, ma che i nuovi turchi guardano senza capirne la sostanza, impegnati come sono a trovare la giacca giusta ed il grembiule adatto per servire in tavola piatti che sanno di trielina.<br />
<em>(4-continua)</em></p>
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		<title>Quei cinque secondi di vergogna pura</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 18:54:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teramobasket.it/sezione.asp?sezione=7&amp;j=1&amp;id=1131&amp;cat="><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://www.teramobasket.it/public/fotostatica/marketing/buscomm.jpg" alt="" width="264" height="180" /></strong></em></span></a>Cinque secondi sono lunghi da morire. Non per <span class="flickr-image"><strong>Carmelo Paternicò</strong>, l&#8217;arbitro che ha segnato le sorti di <strong>Teramo</strong> (cornuta e mazziata) e di <strong>Milano </strong>(brigante e neanche imbarazzata). Al massimo io ne ho contati quattro e comunque fischiare un&#8217;infrazione di quel tipo a <strong>David</strong> <strong>Moss </strong>a quattordici secondi dalla fine, la palla in mano e due punti di vantaggio, è un&#8217;enorme vigliaccata, è un colpo basso ai testicoli degli impotenti, è un abuso di potere esagerato. E&#8217; insomma <strong>la vergogna delle</strong> <strong>vergogne</strong>. Sull&#8217;episodio <strong>Sky </strong>ovviamente ci ha messo in fretta una bella pietra sopra. Fosse successa la stessa cosa all&#8217;<strong>Armani Jeans</strong>: apriti cielo, ci avrebbe inondato di replay sino alla prossima estate. La <strong>Banda Osiris</strong> avrebbe gridato allo scandalo, <strong>la Gazzetta</strong> si sarebbe incazzata e Paternicò non avrebbe più arbitrato Milano per una vita intera. Invece tutti hanno applaudito la tripla di <strong>Katelynas,</strong> bravo, anzi bravissimo, ma il vero eroe del Palalido e della domenica è stato &#8211; poche storie &#8211; quel signore che, giocando alla morra, ha contato i cinque secondi più veloci della luce e della storia dei playoff del basket italiano. Bravo solo <strong>Claudio Limardi </strong>che ha scritto sul <strong>SuperBasket</strong> che (ben) dirige: &#8220;Teramo è stata troppo bella per accettare di vederla morire così. E&#8217; questo che angoscia&#8221;. Già. Come il temporale che è nell&#8217;aria da stamattina e non è ancora riuscito a sfogarsi quando ormai il sole va a tramontare e la <strong>Benetton</strong> va a incrociare le spade con la <strong>Virtus di Bologna</strong> nel quinto e ultimo dei quarti. Al <strong>Palaverde</strong> farà stasera meno caldo, ma la tensione sarà alta lo stesso. Mentre <strong>Venezia</strong> annuncia d&#8217;aver messo <strong>un Tigre nel</strong> (suo) <strong>motore</strong> e sono felice che a guidare <strong>la Reyer</strong> nella prossima <strong>Lega Due</strong> sia il mio grande amico <strong>Sandro Dell&#8217;Agnello</strong>, uomo vero e adorabile guerriero. Se poi l&#8217;affiancasse <strong>Tonino Zorzi</strong> sarei più contento ancora. Staremo a vedere. Intanto Milano è in semifinale e con un piede e mezzo già in finale. <strong>Bucchi </strong>magari non sarà un fenomeno, ma ha più culo di Righetto Sacchi e dunque è giusto che sia riconfermato. A meno che non arrivi <strong>Ettore Messina</strong> e allora anche l&#8217;invicibile <strong>Siena</strong> potrebbe cominciare a tremare, ma solo dalla stagione ventura. Non prima. Di <strong>Roma</strong> non dico niente: mi ha profondamente deluso e non aggiungo altro per il bene che voglio a <strong>Dejan Bodiroga</strong>, ma anche lui ha sbagliato tutto o quasi, ma non c&#8217;è bisogno che glielo dica nessuno: lui lo sa per primo. E qui chiudo perchè in tv c&#8217;è <strong>Barcellona-Manchester</strong> e devo tifare per <strong>Leo Messi.</strong> Come ho fatto per il Grande <strong>Poeta</strong> Peppe e per Coach (dell&#8217;anno) Andrea <strong>Capobianco</strong>, nonchè per il presidente <strong>Carlo Antonetti</strong> che ha fatto buon viso a cattiva sorte ed è stato un vero signore. Mentre io, a voler essere sincero sino in fondo, non so cosa avrei fatto a Carmelo Paternicò se mi fosse capitato tra le mani, ma preferisco lasciarvelo immaginare. Alla prossima&#8230;</span></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Playoff: quando l&#8217;Armani è smutandata e Teramo ha vinto comunque lo scudetto&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 16:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> <a href="http://www.flickr.com/photos/22618457@N07/2921005287/"><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3118/2921005287_04f246788b.jpg?v=0" alt="" width="264" height="180" /></strong></em></span></a><span class="flickr-image"><strong><em>OSCAR  ELENI </em> dalla centralina elettrica di una montagna</strong> <strong>giapponese</strong> <strong>dove mandi al</strong> diavolo tutti i congegni moderni perché, se il computer mangia tutte le idee cattive del primo mattino, allora è  proprio inutile dare ascolto a chi vorrebbe leggere qualcosa che vada oltre la terra di mezzo, quella dove ruttano i mostri che hanno fischiato <strong>Paolo Maldini</strong> nel giorno dell&#8217;addio, dove il fuoco amico affonda squadre che non lo sono mai state, dove <strong>arbitri trinariciuti</strong> attaccano il fischietto dove vuole il commissario del momento, come ci suggerisce la magistratura, minacciando anche, ma era meglio se fosse stata un promessa, di lasciarci beatamente liberi di fare come nei campetti, cioè con l&#8217;arbitraggio interno, fatto direttamente dagli stessi giocatori che oggi piagnucolano e borbottano dopo ogni fischio. Sarebbe più leale dicono in <strong>Giamaica </strong>adesso che <strong>Bolt</strong> è rimasto confuso vedendo <strong>il conteggio dei cinque secondi</strong> per una rimessa, così come è stato interpretato nella pentola a pressione del <strong>Palalido di Milano</strong>, vecchia tenda, vecchio teatro storico in ristrutturazione con uso sede e foresteria, ma non certo campo da playoff per una nazione che adesso va in giro a chiedere la testa di chi l&#8217;avrebbe <strong>tradita nell&#8217;urna svizzera</strong>, pur sapendo che i nostri palazzi di carta, con aria viziata più che condizionata, non erano niente contro i monumenti presentati dagli spagnoli. </span>Certo che siamo stati traditi da qualcuno, ma già nelle visite pastorali erano stati chiari: <strong>dipende dai soldi, dal dinero</strong>. Prometterli e averli già in tavola è tutta un&#8217;altra cosa. Domandarsi perché contiamo così poco a livello internazionale è come rubare le rime al poeta di montagna quando ti fa sapere che: <strong>In questo mondo, è un&#8217;assurda frenesia anche la vita</strong> <strong>dell&#8217;insetto</strong>&#8230;<span id="more-985"></span>Certo che nei comitati regionali la vita è frenetica per il bene della base, per il bene comune, tutti volontari che, al massimo, perdono il senso della giustizia per un pennino, per un bel timbro, per un francobollo raro, ma, di certo, se devono incrociare gente da federazione europea o mondiale, non sanno dove rifugiarsi. Salvo ridere magari non avendo capito che quello davanti è molto serio soltanto perché gli è appena morto il cane, cosa che non ha medicine anche se ti eri appena sentito molto felice per la perdita della suocera. <strong>Meneghin </strong>è arrivato da poco tempo e <strong>i lillipuziani</strong> che lo hanno preso per <strong>Gulliver</strong> possono aiutarlo davvero poco se poi dobbiamo leggere comunicati federali di risposta scritti dai comitati regionali nel momento in cui tutti sparano sul pianista, lo accusano di essere ostaggio di chi si è inventato il bene nazionale senza aver mai messo piede in una società dove per andare avanti devi trovare quattrini veri, dove non puoi andare dagli sponsor spiegando che in Europa, l&#8217;anno prossimo, combatterai per l&#8217;onore, ma non certo per i premi, perché prima bisogna arricchire le tasche degli agenti che hanno avuto la fortuna, la lungimiranza, di legarsi ai giocatori italiani, gente che si era già inventata fondazioni pro domo propria, anche quelli che vedi nelle minori, quelli che stanno a bocca aperta non diciamo davanti a <strong>Sconochini, Boni</strong> o <strong>Naumoski</strong>, ma persino a <strong>Longobardi. </strong>Certo che ci deve essere pane e gioco per tutti,dove esistono regole che legano non ci sarà mai libertà di creare per vera e pura passione. Voi dite che i giocatori si costruiscono sui campi della fatica e allora perché i <strong>Dante Gu</strong>rioli allenano in serie C e i ragionieri con le mezze maniche fanno da assistente nei campionati maggiori soltanto perché il manager di nuova scuola si metta a raccontare balle iraniche a chi non ne può più di questo basket che gioca di sera persino alla domenica, che tiene in ansia le redazioni anche quando potrebbe dare un piccolo sollievo?</p>
<p>Ma come, diranno a <strong>Sky</strong> e nelle isole limitrofe, vi abbiamo anticipato l&#8217;evento alle 20.30, state un po&#8217; buoni adesso che <strong>Tranquillo è</strong> <strong>sull&#8217;Aventino Nba</strong> e che in casa <strong>Murdoch </strong>sono tutti presi da altre cose e con il basket finiranno per litigare, anche perchè <strong>Iago gioca sotto rete</strong> e non ne vuole più sapere di chi aveva fatto tredici al totolavoro, ma poi ha deciso che non si sarebbe sporcato le manine in altre faccende. Questo è un periodo nero per chi vorrebbe fare il giornalista e lo diciamo ad una professoressa universitaria che ci chiede se deve assecondare la passione del ragazzo bene preparato che vorrebbe interessarsi di giornalismo nello sport. Chiedere in giro se è vero, ma speriamo siano bufale, come certi arbitraggi di queste giornate torride, che a <strong>Tuttosport</strong> uno bravo, appassionato, competente e informato come il <strong>Piero Guerini</strong> sarà costretto ad occuparsi di calcio perché sulle varie non si campa, non si tira avanti. Già con questa storia dei dati ascolto Sky sulle partite di basket stiamo diventando pazzi, ma non volendo darla vinta al <strong>Gianni Decleva</strong> che segue per la radio i playoff, gli abbiamo urlato che faremo le barricate, ci terremo la cera soltanto per non sentire chi parla dalle aree pitturate, chi ha palloni medicinali da servire bolliti a chiunque vada per i tiri decisivi, che accetteremo ogni balletto, ogni scemata, ogni perfetta parità raccontata da gente imperfetta, ogni racconto che finisce con un cane ubriacato dai loro eroi, pur di non mollare la felicità della vita per uno che il basket ama vederlo, che lo aspetta con ansia, sapendo che verrà servito bene da registi giusti, da telecamere che sanno guardare nella partita. E pazienza se fuori da quella ci vorrebbe la sensibilità di chi, invece, snobba il contorno, attento a non farsi prendere in zona critica da chi minaccia senza minacciare.</p>
<p>Cosa dire di questo sport, difeso così bene adesso da una trincea come quella di <strong>Superbasket</strong>, se poi un campionato in brodo, lungo e allungato senza senso, viene spalmato su tutte le giornate della settimana rovinando chi dovrebbe inventarsi copertine, chi cerca lettori? Sempre a lamentarsi, direte voi. Ma certo che ci si lamenta, ma non per non aver avuto i <strong>Mondiali di carta</strong> mentre gli altri presentavano roba vera, gente forte, città fortificate nel basket, ma per questa atmosfera velenosa dove ancora si pagano multe salate, magari 3000 euro, per una bestia che usa il fischietto simile a quello degli arbitri, senza che i vicini lo scaraventino giù dalle tribune,senza che gli arbitri sospendano davvero. Correre da una parte all&#8217;altra senza aver capito perché nei <strong>quarti di finale</strong> e in semifinale non sono state giocate le partite doppie, no, gli arbitri non c&#8217;entrano, questa volta, evitando viaggi e colonne, evitando l&#8217;assurdità del bioritmo sconvolto. Sarebbe stato un segno di nuova civiltà, un risparmio di energie e forse anche di soldi. Non ci hanno pensato. Sono tutti <strong>impegnati a dare lezione agli altri</strong>, ad insegnare come si fa questo, quello, salvo non fare niente per migliorare il proprio giardino: persino i ciclisti hanno scarpe uguali, combinazioni in tinta, persino loro che faticano davvero ci tengono all&#8217;eleganza. Prendete lo spettacolo a bordo campo: vorremmo vedere tanti ragazzini e la scusa per averli è semplice, basterebbe utilizzarne di più e meglio per pulire le macchie di sudore, per raccogliere le tute lanciate con disprezzo da duri che non durano. Puttanatine direbbero da Ugo mentre si commenta il giorno della <strong>retrocessione fortitudina</strong> che ci ha ricordato <strong>i raduni della sinistra</strong> perdente mentre gli altri festeggiano e tirano righe su tutto, persino sulle indecenze.</p>
<p>Anche questa rubrica è in sofferenza, perché la palla gira e rotola sempre, ma poi senti piagnucolare che qualcosa va pure detto dopo il bagno nell&#8217;acqua gelata di un lago svizzero. Certo avere i Mondiali, riavere la certezza di una nazionale italiana in mezzo a chi se lo era meritato poteva aiutare, ma adesso pensiamo al resto. <strong>Recalcati</strong> ha fatto sapere che lo cercano all&#8217;estero, ha fatto notare che il part-time piace persino agli spagnoli, ha spiegato tante cose per evitare di doversi fermare a pensare sugli azzurri da qualificazione europea, sui giocatori che dovranno guardare in faccia i francesi. Ogni tanto senti ululare che azzurro è bello, che ci sono giocatori forti anche da noi, ma nessuno si spinge oltre perché quando, ad esempio, ti esalti per <strong>Poeta</strong>, quando ti alzi per applaudirlo, per dargli coraggio mentre ciondola sfinito, anche se non gli abbiamo sempre creduto mentre avanzava verso la rosea trincea dell&#8217;<strong>Armani</strong> palleggiando fino a sfinire la pazienza dei bestemmiatori, insomma quando punti su di lui, o su<strong> Bulleri</strong>, o magari l&#8217;<strong>Aradori </strong>reinventato a <strong>Biella</strong>, se ascolti il canto dei <strong>Garri,</strong> ti chiedi sempre se questa gente, vista cadere contro i bulgari, ce la farà davvero nei giorni del giudizio senza domani. Lo capiamo Recalcati, <strong>euroeroe in Svezia</strong>, principe di <strong>Atene</strong>, tre scudetti in tre contrade diverse, ma cerchiamo di capire anche Meneghin che non ne può più di sentire gente che ha soltanto richieste da fargli e nessuna proposta per andare oltre la palude tutti insieme. Sì, anche quelli della <strong>Lega</strong> se lasceranno parlare troppo spesso chi ama autoaffondarsi piuttosto di far vedere cosa teneva nel sottomarino sotto casa. Contatto interlocutorio salutando due squadre già eliminate, osservando <strong>Siena </strong>che sembra la barca dei fratelli svedesi che sfida<strong> il Mare del Nord</strong> mentre gli altri si dibattono nel cerchio celtico delle chiuse. Pensare che possano perdere lo scudetto sarebbe come prendere sul serio questi consiglieri federali, questa politica del ventunesimo secolo, questa vita da pidocchi. Una volta, un caro amico che avremmo visto volentieri a <strong>Varese</strong>, mentre <strong>Bob Morse</strong> riceveva la cittadinanza onoraria della città che più gli ha voluto bene, scrisse che la grande <strong>Ignis </strong>di <strong>Sandro Gamba</strong> avrebbe potuto perdere contro la meravigliosa <strong>Virtus di Dan Peterson</strong> soltanto se fosse caduto il tetto di Masnago. Non cadde, ma vinse la <strong>Virtus </strong>come diceva a voce non tanto alta <strong>l&#8217;avvocato Porelli</strong> prendendo appuntamento per le cena delle beffe col <strong>Grigo</strong>, con tutti noi, perché una volta si litigava, ci si divideva, ma il rispetto restava, la voglia di stare insieme non portava sceneggiate spagnole fra i buoni e cattivi, non portava a recite goffe come quelle di queste giornate da vagabondi.</p>
<p><strong>Salute e trecento brindisi per Andrea Capobianco</strong>, il nostro caro cinghiale da combattimento, uno che sudava davvero perché pensava e guidava, perché non è un ragioniere, perché conosce le sceneggiate di ragazzi che vogliono essere eroi ad ogni costo, ma conosce anche la loro dedizione alla causa comune perché li ha visti lavorare davvero. <strong>Teramo </strong>chiude al sesto posto, ma per noi lo scudetto dell&#8217;anno è suo perché alla fine la scoppiatura fisica di <strong>Moss</strong>, incapace di reagire, ma soltanto di agire, la difficoltà per<strong> Brown</strong> di liberare la testa, hanno tolto una vittoria sulla presunzione <strong>dell&#8217;Armani smutandata</strong>, dei golfini attillati, delle anime candide che giocano bene quando hanno paura, ma sono inguardabili se cominciano a fare i bauscia come in gara quattro nel torrido del Palalido. Vedremo in semifinale adesso che ogni timore di non eguagliare le stagioni con il <strong>Corbelli </strong>al timone sembra svanito, anche se quello vi dirà che una finale scudetto lui l&#8217;ha giocata, ma gli manca la finale a sedici europea. Insomma roba minima direbbero a <strong>Siena</strong> dove adesso rischiano d&#8217;avere anche una squadra in A2 da quando la Mens Sana è diventata contrada amica per tutti quelli che amano il basket a Siena, in Toscana, in Italia, persino in federazione. <strong>Premi speciali a Poeta</strong>, all&#8217;indio <strong>Ciaparal Ciarella</strong>, <strong>a Piazza e Lulli</strong>, l&#8217;unico che sapeva riconoscere i finti duri, i palleggiatori ossessionanti, Super Coppa d&#8217;oro alla società, grande presidente, grande manager, senese anche lui, accidenti, grande gruppo e con loro pestiamo le castagnole sul legno duro. A <strong>Pesaro </strong>nessun premio o ricordo speciale, salvo che per il <strong>Pino Sacripanti che forse tornerà a Cantù</strong>. A proposito la separazione con <strong>Dalmonte</strong> apre un mondo nuovo, ma siamo sicuri che il miglior affare lo farà chi prenderà per primo <strong>Lino Lardo</strong>, chi non lascerà a piedi <strong>Markovski</strong>, chi darà una vera società ed una bella squadra a <strong>Boniciolli,</strong> chi convincerà <strong>Messina </strong>che si può anche tornare in un Paese dove insultano i Paolo Maldini, a patto che si abbia dentro quello che ha reso questo ragazzo straordinario un fuoriclasse assoluto: coglioni e senso delle proporzioni. Messina dovrebbe avere tutto e Milano, più di Roma, ha bisogno di uno come lui, anche se la mossa di <strong>Treviso </strong>potrebbe spiazzare tutti e un <strong>Repesa </strong>nel mare non lo sottovaluteremmo troppo. Quanti buoni allenatori da piazzare. Questo sarà il gioco dell&#8217;estate, mentre troviamo singolare che una delle battaglie playoff più dure sia stata combattuta da due allenatori che avevano la quasi certezza d&#8217;essere esonerati alla fine della corsa. <strong>Roba da italioti</strong>. Roba brutta, ma qui le pulci si attaccano a tutto.</p>
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		<title>I lunedì da Oscar con gli occhi del geco&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 14:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ OSCAR ELENI  dall&#8217;università svedese di Lund dove stanno studiando le maraviglie del Geco, l&#8217;unico animale che in estate vorresti sempre sul muro di casa tua, perché lui vede tutto, vede anche dietro la testa, non dà speranza alle zanzare e , se lo fai arrabbiare, ti assale e quindi andrebbe bene anche in certe sale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> <a href="http://www.flickr.com/photos/esteve1/2567679817/"><span class="flickr-image"><strong><em><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3097/2567679817_76e52caf4e.jpg?v=0" alt="" width="237" height="206" /></em></strong></span></a><span class="flickr-image"><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>  <strong>dall&#8217;università svedese di</strong> <strong>Lund dove stanno studiando le</strong> <strong>maraviglie del</strong> <strong>Geco</strong>, l&#8217;unico animale che in estate vorresti sempre sul muro di casa tua, perché lui vede tutto, vede anche dietro la testa, non dà speranza alle zanzare e , se lo fai arrabbiare, ti assale e quindi andrebbe bene anche in certe sale stampa dove gli allenatori straparlano, spingono più in là colpe che sono soltanto loro, dei giocatori e della società. </span><strong>Viva il geco che saltava per la banda di Ocean</strong>, viva questo animaletto di origini preistoriche che non se la prende se qualcuno scambia le amichevoli per vere partite di campionato come è accaduto a Milano, se chi non ha più niente da dire per salvarsi scopre che<strong> &#8220;tutto è</strong> <strong>strano&#8221;,</strong> che bisogna assolutamente fare ricorso, se chi ha vissuto una stagione grama, con giocatori in fuga tenuti insieme da un grande allenatore come è avvenuto <strong>a Rieti</strong>, ci piange sopra e giura di voler iscrivere la squadra al prossimo campionato sapendo che davanti alla sua porta c&#8217;è già una lunga fila di acquirenti, una colonna berciante che, invece, manca davanti agli uffici della<strong> Lega</strong> dove si prova quasi vergogna a rendere bello chiaro e pubblico il calendario dei play off con la minestra da scaldare per le ventuno, scaricando così su <strong>Sky</strong> anche le ultime colpe adesso che i puffi dell&#8217;iperbole si morsicano fra loro sapendo che del domani non può esserci certezza se a governare, grazie al <strong>Franco Lauro</strong> smanioso, tornerà ad essere la Rai bicamerale, quella del campo lungo e dalla grafica informativa, se possibile, anche peggiore e più difficile da leggere di quella dei ragazzi che erano in un cielo tranquillo e adesso sono una ellisse vagante fino allo sballo del 2012, dove ci aspettano gli atzechi che già sapevano di una eventuale fine del mondo. Sarà per questo che <strong>Pianigiani continua a voler vincere ogni maledetta domenica</strong> e nei giorni comandati per il basket che da questa settimana ha deciso di giocare quasi tutti i giorni. Lui vuole ogni tipo di record cantabile dagli statistici, per cui quando il mondo tornerà a vivere, dopo la collisione cosmica, si troveranno <strong>una stele in piazza del Campo</strong> con il record di vittorie sopra il 90 per cento. Finale atroce, dice qualcuno, perché <strong>a Roma</strong> i giocatori di <strong>Cantù</strong> sono stati inseguiti dai loro tifosi, perché <strong>a</strong> <strong>Teramo</strong> la disperazione <strong>Fortitudo</strong> ha scatenato la rabbia di chi <span id="more-961"></span>si accontentava anche di una pena minima per giocatori già processati in curva, per una società già fotografata nel parco delle stelle. Certo le cose sono andate malamente, il <strong>blocco illegale di Brown</strong> che manda fuori posto <strong>la spalla di Gordon</strong> dopo 22&#8243;, o <strong>Cerebuch</strong> che vedi i nanosecondi come è sfuggito il colpo?, i tiri sulle sirene, ma anche le troyadas variadas in un gruppo dove hanno continuato a credere che <strong>Huertas </strong>potesse davvero guidare un attacco, dove si è preferito, troppe volte,<strong> Cittadini a Fu</strong>cka, dove non hanno lavorato abbastanza sull&#8217;ego del <strong>Mancinelli </strong>che anche a<strong> Teramo</strong> ha voluto fare il tiro da tre che è diventato condanna, dove hanno creduto a tutte le promesse che arrivavano persino da americani in fuga che, come hanno confessato poi, facevano banda e se ne sbattevano delle lacrime di chi oggi piange in A1 la perdita di una grande società come quella che si erano inventati<strong> Tesini,</strong> <strong>Lamberti e Parisini</strong>, come quella che <strong>Giorgio Seragnoli</strong> ha portato alla gloria nazionale ed europea.</p>
<p>Caro Geco aiutaci tu a sopportare <strong>le feste di Pesaro</strong> perché una stagione così balorda, mettiamoci pure infortuni gravi, è nata soltanto dalla cattiva coscienza di giocatori che si guardavano in cagnesco e non avevano nessun rispetto per un allenatore alla <strong>Pino Sacripanti</strong> che ti dà tutto e in cambio non vuole neppure essere ringraziato. Fino a giugno tutte le sere insieme mandando a quel paese chi sputa a <strong>Bonamico</strong>, come è successo a Scafati, mandando un telegramma di adesione a <strong>Claudio Sabatini</strong> quando dice &#8221; siamo un gruppo di fasulli&#8221; riferendosi alla <strong>Virtus</strong> che, come ogni stagione, a fine campionato, perde conoscenza di se stessa, della sua storia, nella speranza che siano sempre gli altri a salvarla come ha tentato di fare <strong>Cazzo</strong>la scatenando la rivolta di chi sapeva e di chi sa che tipo di Virtus è passata da <strong>Porelli a Gualandi</strong> e poi al candidato sindaco, di chi conosceva il patrimonio ideale e non soltanto immobiliare delle vere Vu nere. A proposito di politica siamo sbalorditi sapendo che <strong>Magnifico </strong>giocherà nel Pdl contro Giorgio Giommi, la voce Vuelle, schierato col PD. E&#8217; tempo di nespole politiche, ci giocano in tanti, peccato che nessuno abbia peso per aiutare il basket a scegliere bene il suo partner televisivo adesso che in Rai potrebbe essere messo da parte il De Luca che era amico sincero, anche se non gli permettevano di dimostrarlo sempre. Dicono che il nuovo sia un altro De legato altri Fidipu. Vigilate gente.</p>
<p>Prima del pagellarrium finale voci dal sen fuggite in base alla classifica: Siena è furente perché ancora non sa come organizzare la squadra del futuro attacco europeo, ma appare certo che si rinforzerà nei lunghi e quindi punterà su italiani da centro campo. Roma ha visto tutte le carte che può giocarsi Gentile, forse farebbe bene a confermarlo, ma prima deve avere garanzie che gli faranno una squadra equilibrata e forte dove Siena è forte. Teramo in festa, allenatore dell&#8217;anno, americano Moss che ora vogliono tutti, si tratta soltanto di ragionare adesso che per Poeta si sveneranno da Milano in giù. Treviso è squadra strana perché reagisce sempre quando diventa quasi sicuro che Mahmuti non sarà l&#8217;allenatore dell&#8217;anno prossimo visto che sono stati allertati Vujosevic e Perasovic e forse anche Repesa.Virtus Bologna con il mal di denti, già separata in casa da un allenatore che vorrebbe sostituire con Valli o, cosa forse più logica, con Lino Lardo altro allenatore da premio, ma lo era anche Bonicciolli prima di smarrire il bigino per salvarsi dalla creatività e dalla passione smisurata di chi crede di poter sempre spiegare come funzionano le cose nello sport e in questo gioco. Su Milano una nube tossica permanente che dovrebbe essere liberata con alcune variazioni sullo spartito del primo anno vero della firma Armani. Si annuncia Crippa come manager in arrivo da Mosca e allora perché non credere anche in un Messina di ritorno? Basta colori tenui, meglio quelli forti. Da collezione primavera-estate. Biella tutto bene, Bechi da confermare, americani da sostituire meglio, spogliatoi da riverniciare e allargare perché il palazzo nuovo è meraviglioso, ma carente dove fumano le docce. Pesaro davanti al dilemma: chi resta e con chi. Come sempre. Il play off ha rimandato al largo i mosconi, ma durerà poco. Nel sottoscala senza playoff sicura la partenza da Caserta del Frates, insultato dal primo all&#8217;ultimo minuto nelle ultime partite, dell&#8217;allenatore che forse tornerà a Reggio Emilia dove ancora si chiedono chi è il genio che ha cacciato Marcelletti via telefono. Certa la fuga di Markovski da Avellino con destinazione probabile Venezia, anche se un uccellino federale ha spiegato che il Meneghin prigioniero della riconoscenza ottica, non potendo garantire un rinnovo di contratto a Recalcati, perché poi sarebbe imbarazzante spiegare la mossa in caso di eliminazione europea, di limbo internazionale, ha forse trovato una via d&#8217;uscita con il part-time, liberando quindi l&#8217;allenatore per eventuali agganci e Venezia potrebbe pure pensarci. L&#8217;agente è già in movimento. Difficile capire quanto è successo a Montegranaro, speriamo che Finelli si riprenda, speriamo che non vengano fuori altri maghi con giocatori fasulli da mettere in vetrina. Chi si prende la Fortitudo? Repesa lo farebbe in A2? Lo farebbe con Savic? Ma ci sarà ancora una Fortitudo se non troverà la finestra per rientrare in A1? Bella scommessa. A Udine tutti in piedi per ringraziare la famiglia Snaidero, ma forse era meglio farlo prima, dai giorni in cui una bella squadra venne smantellata per gelosia.</p>
<p><strong>Pagelle al pistacchio:</strong></p>
<p><strong>10 a CAPOBIANCO</strong> allenatore di Teramo, allenatore dell&#8217;anno: non ci riferiamo soltanto al meraviglioso terzo posto, ma a quella febbre che sembra guidarlo in panchina come succede al rabdomante che va alla scoperta dell&#8217;acqua santa. Lavagne al rogo.</p>
<p><strong>9 a Lino LARDO</strong> che meritava di poter guidare la rinascita di Milano, che merita una grande panchina, che ha fatto un capolavoro nel nome della passione di una città come Rieti che ora dovrebbe mobilitarsi per davvero.</p>
<p><strong>8 al greco KALAMPOKIS</strong>, nuova gioia della Benetton, perché ci ha dimostrato che in certe squadre, con determinati allenatori, è sempre l&#8217;ultimo arrivato a fare bella figura, perché non ha pregiudizi, non ha ricordi del passato, non conosce ancora bene le gerarchie interne.</p>
<p><strong>7 a Denis MARCONATO</strong> che era davvero emozionato per il suo esordio con la maglia Armani. Certo un bel ritorno per uno che si è goduto la vera Spagna di Barcellona e quella splendida di San Sebastiano, anche se ci ha sempre lasciato perplessi sentire il cammellone che si lamentava perché fra i baschi la pizza è diversa da quella di Treviso. Speriamo che a Milano capisca la differenza fra il risotto e la&#8230;.</p>
<p><strong>6 a Pino SACRIPANTI</strong> uscito bello rubicondo da una trappola dove sarebbero caduti in tanti, uscito bello come il sole anche se non era lo stesso che scaldava i cuori di certi giocatori infidi.</p>
<p><strong>5 a MARKOVSKI e FRATES</strong> che dovevano prendersi a braccetto per andarsene insieme lontano da chi li insultava, da chi non li ha mai potuto sopportare e, quindi, non gli ha mai fatti lavorare come volevano, senza nascondere che molte colpe sono anche degli allenatori testardi.</p>
<p><strong>4 alla NGC Cantù</strong> che è andata verso il suicidio sportivo senza potersi difendere perché è facile scoprire i giocatori che hanno fretta di vacanze, sono quelli che ti dicono di essere preoccupati, sotto pressione e con un parente da operare in America, una multa stratosferica da pagare in Svizzera.</p>
<p><strong>3 a Matteo BONICIOLLI</strong> per non aver trovato la collina del silenzio sotto San Luca, per non essersi accorto che sarebbe stato nudo molto presto, per non aver valutato che certe verità sarebbero tornare indietro per tagliargli la lingua e non soltanto quella: se avvicinarsi a Siena vuol dire perdere 5 partite in fila, allora era meglio restare distanti e magari al secondo posto.</p>
<p><strong>2 a Zoran SAVIC</strong> che pensa di potersela cavare con il reclamo per errori arbitrali mentre la Bolgona Fortitudo ha pronto un verbale lungo come il Navile, mentre al processo contro incapacità gestionale i testimoni superano il numero degli abbonati di oggi e, purtroppo, anche quelli di domani.</p>
<p><strong>1 alla RAI</strong> che non ci può riconquistare con le sue dirette tipo la finale scudetto femminile vinta da Taranto, con la baraonda della A2, che non può farci vedere un orizzonte migliore di questa SKY permalosa, verbosa, da vedere con rigoroso spegnimento dell&#8217;audio, di questa televisione a pagamento che ammazza le notti e pensa di farti un favore. Si è ribellata persino la Gazza degli orgasmi che non ha neppure lo spazio per il calendario play off.</p>
<p><strong>0 alla LEGA</strong> che deve battere colpi forti in questi pochi giorni prima della mattanza play off. Troppe voci fuori dal coro, troppe anomalie, troppe notturne senza senso. Il Renzi che andava così bene in A2 non può essere cambiato a contatto con questi della A1 che pensano di vivere con luce propria quando, per la maggioranza, invece, sono soltanto pianeti senza sole.</p>
<p><a><span><br />
</span></a></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultimo film muto dell&#8217;Armani a Biella</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 16:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla gondola veneziana di Lance Armstrong sul Canal Grande per capire come sono fatti dentro davvero i grandi, quelli che combattono il cancro e anche gli stupidi bigotti, perché dopo la penultima giornata del campionato di basket abbiamo fatto fatica ad interpretare certe cose, dallo scatto &#8220;miracoloso&#8221; di un giocatore di Biella sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a title="Dave Bing" href="http://www.flickr.com/photos/lucafabbri/3511374420/"><span class="flickr-image"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3628/3511374420_a3482f101b.jpg?v=0" alt="" width="250" height="177" /></span></a><strong>OSCAR ELENI dalla gondola veneziana di Lance Armstrong sul Canal Grande</strong> per capire come sono fatti dentro davvero i grandi, quelli che combattono il cancro e anche gli stupidi bigotti, perché dopo la penultima giornata del campionato di basket abbiamo fatto fatica ad interpretare certe cose, dallo scatto &#8220;miracoloso&#8221; di un giocatore di Biella sulla prima palla a due, <strong>parola e verbo Sky</strong>, dalla soddisfazione di <strong>Gentile</strong> che ha scoperto di avere una squadra, quella di <strong>Roma</strong>, con grande carattere, al compiacimento di <strong>Cesare Pancotto</strong> che nell&#8217;intervallo, ma soltanto nell&#8217;intervallo della partita con <strong>Caserta</strong>, ha fatto capire ai suoi eroi che avrebbero dovuto combattere fino alla fine.<br />
Non ci stiamo più con la testa e non riusciamo a dare un peso giusto alle parole, ma questo dipende soltanto dal nostro pregiudizio, come capita ai vecchi, non a tutti, certo, come saprete registrando le voci che arrivano dall&#8217;alto, da molto in alto, quando scoprono che non è più un paese, uno sport, fatto per loro. <strong>Difficile interpretare l&#8217;ottimismo</strong> di <strong>Boniciolli per la Virtus da play</strong><strong>off</strong>, ma perlomeno questa volta evita di ragionare a voce alta, la cosa più pericolosa in posti dove le società non arginano, ma incendiano, dove se dici certe verità evidenti scopri subito che c&#8217;è la coda dei delatori per far andare fuori di testa chi la testa non la tiene proprio in considerazione.<br />
Impossibile decrittare <strong>il messaggio di Livio Proli</strong> quando parla di <strong>un&#8217;Armani scoppiata mentalmente</strong>, di un gruppo che ha bisogno della scossa playoff, perché <strong>a Roma e Biella abbiamo visto il seguito di un</strong> <strong>film muto</strong> già andato sugli schermi: le squadre che si fidano troppo della difesa a zona, che pregano di avere sempre alte percentuali da tre non sono sotto stress, né fisico, né mentale, perché aspettano che siano gli altri a sbagliare come vi direbbe anche il <strong>Marconato</strong> Sutherland appena <strong>arrivato da San Sebastiano</strong> per dare una mano, meglio due direbbe <strong>il sciur Gamba</strong>. Sarà per questo che <strong>l&#8217;Olimpia</strong> non emoziona <span id="more-941"></span>anche se, ne siamo sicuri, potrebbe essere la seconda squadra a battere <strong>Siena</strong> in questa stagione perché al <strong>Forum</strong> i campioni non saranno davvero affamati, poi lo sanno tutti che una <strong>Milano </strong>in buona posizione playoff alimenterà rotative che non si muovono spesso per il basket a meno che ci sia uno scandalo, a meno che in America non diventino sindaci ex grandi di questo sport come<strong> Dave Bing</strong> che ora guiderà <strong>Detroit </strong>negli anni della grande crisi. Milano, va ricordato, ha rischiato di vedere in finale europea due squadre che aveva battuto: <strong>Cska e</strong> <strong>Olimpiakos.</strong> Vi sembra poco? Inutile mettersi a discutere per l&#8217;ennesimo finale controverso, in questo caso quello di <strong>Rieti</strong> dove <strong>Ferrara</strong> ha vinto su un secondo che forse è stato regalato: certo cronometri(sti?) sono di merda, ma le difese, vogliamo parlarne, sia ricordando <strong>Fortitudo-Montegranaro</strong>, sia pensandod al derby, sia guardando le fotografie di questo epilogo che rende imbarazzante il finale del campionato anche in coda come scopriremo domenica.<br />
Eh sì, <strong>Rieti andrà ad Udine dove la Snaidero</strong> <strong>è come sparita</strong>, gente che non vede l&#8217;ora di fare le valige, anche adesso che sembra uscita allo scoperto la cordata di salute pubblica nel nome della friulanità. Se vince la <strong>Solsonica</strong>, considerando che difficilmente <strong>la Fortitudo</strong> potrà farcela contro <strong>Teramo</strong> che si vuole tenere ben stretto il terzo posto, avremo la squadra di Rieti ancora in serie A per differenza canestri con le aquile abbandonate. In quelle due partite nessuno aveva compreso che ci si doveva battere fino in fondo? Voi capite come stanno le cose e questi ci sparano cannonate di aria fritta in un dialogo che comprende tanti sordi come potrebbe giurare il viandante passato in una tabaccheria di Bologna, vicino al PalaDozza, proprio un&#8217;ora prima della sfida salvezza. Che tipo di dialogo?<br />
Lui, con le mani in tasca e una piccola bara blu come portafortuna, per non parlare del vicino di posto che si era scelto, lo racconta così:<br />
Cliente (una bella signora, arzilla e disinformata): &#8220;Come mai tanta confusione?&#8221;. Tabaccaio: &#8220;C&#8217;è la partita di basket, la Fortitudo contro Caserta&#8221;. C: &#8220;Ah, Caserta, bellissima terra, poi la reggia, la nostra Versailles&#8230;&#8221;. T: &#8220;Si, sì, sono i nostri avversari&#8230;&#8221;. Deve andare più meno così in tante sale stampa, in molti spogliatoi. La verità va nascosta, gattini amorosi che sanno come utilizzare l&#8217;ultima terra.<br />
<strong>Volete sapere come potrebbe andare a finire domenica?<br />
1. Siena</strong> e qui ci prendono tutti, <strong>2. Roma</strong>, ma <strong>Gentile </strong>non ci venga a dire che avrebbe firmato, nel dopo <strong>Repesa</strong>, per un risultato del genere perché gli avversari della corsa li conosciamo tutti e lui prima degli altri perché con Gelsomino aveva fatto dei piani a lunga scadenza, <strong>3. Teramo</strong> e via con il premio per l&#8217;allenatore dell&#8217;anno a <strong>Capobianco</strong>, <strong>4. Virtus Bologna</strong> che sarà anche l&#8217;unica ad aver vinto in Europa, ma qui da noi s&#8217;inceppa troppo spesso fra un viaggio e l&#8217;altro dei suoi maghetti, <strong>5. Milano</strong> perché sarebbe un bene per tutti se a battere i campioni, i grandi favoriti, fosse anche una squadra ricca, con ambizioni che assomigliano a certi vestiti di scena, perché ci sarebbe da ridere e piangere se alla fine di ternta partite l&#8217;unica ad avere lo scalpo del Montepaschi fosse la Fortitudo fortemente indiziata per la retrocessione, <strong>6. Treviso</strong> anche se, fossimo la Virtus, questa Virtus del dopo coppa con allenatore alla gogna, squadra non proprio compatta, andremmo cauti, <strong>7. Biella</strong> che si merita ogni elogio per come ha rimontato, per come ha sviluppato il progetto palazzo, squadra, per come ha sopportato i tipi alla Gaines, <strong>8. Scavolini</strong> a patto che vengano disinnescati in due giorni quelli che giocano apertamente contro.<br />
<strong>La retrocessione?</strong> La Fortitudo dipende da Udine, ma tutti sappiamo che al Carnera sarà una sfida fra reduci, fra gente che è rimasta soltanto perché non sapeva dove andare, da una parte e anche dall&#8217;altra, perché i primi a perdere pezzi lungo la strada sono stati quelli di Rieti che ora, però, hanno la possibilità della salvezza, anche se tutti sanno che il difficile verrà dopo e l&#8217;idea comune è che questa serie A conquistata sul campo possa essere venduta per ripianare. Siamo male informati? Vi abbiamo detto che questo non è un paese per orecchie di anziani borbottanti e bavosi.<br />
<strong>Chiusura senza pagelle</strong>, quelle le daremo lunedì tenendo aperto il negozio dove il fine campionato impone almeno barba e capelli per i piccoli indiani che nell&#8217;isola s&#8217;inseguiranno fino a quando ne resterà uno soltanto.<br />
<strong>Post scriptum</strong>: l&#8217;allenatore di San Antonio, mister Pi, avante del buon vino, era a Biella per vedere cosa vale davvero questo Gist, ma non era stato informato che gli arbitri angosciati non avrebbero fatto favori a nessuno, quindi neppure al gommolo di<strong> Bechi</strong> che si è trovato il cioccolato soltanto alla fine.<br />
<strong>Secondo p.s.:</strong> l&#8217;Uleb ha scoperto, dopo indagine interna, non certo su testimonianza degli inviati impegnati con la santa statistica, che nelle finali di Berlino, quelle che per moltissimi sono state migliori di molte partite Nba, con travaso di bile rosa scarlatto tendente al giallo, i tifosi greci si sono comunque comportati male e questo in aggiunta alle sconcezze dei play off col laser, con la baraonda a bordo campo, con gli arbitri confusi, tanto per non dare altri argomenti alla magistratura che da Reggio Calabria ha spedito fiale al veleno per un basket che pensa di cavarsela col silenzio nella speranza che tutto diventi erba nello stato prato di calciopoli. Si prevedono sanzioni. Sarà vero?<br />
<strong>Terzo p.s.:</strong> Silenzio di tomba, sembra di essere davvero di essere nel cimitero degli arbitri come testimonierebbe il veterano Sidoli ricordando che anche in passato pretendevano genuflessioni in cambio di promozioni, sulla vicenda direttori di gara italiani, i migliori d&#8217;Europa vi avranno urlato i telecronisti della rete per non vedenti e non pensanti, ignorati e quindi non scelti per le finali di Berlino dove non avevamo squadre nostre. Nessuno che abbia chiesto una spiegazione, eppure Rigas, Bianchini, il sindacato arbitri, avranno pure qualche cosa da dire che vada al di là della cresima di un parente, nel caso di Elettrino Facchini.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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