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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Scavolini</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Cari eroi senesi, restate comunque i migliori anche dopo che Alì Boniciolli ha preso a cazzotti Foreman Pianigiani</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 18:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>dalla Sierra Madre della costa cubana dove si possono leggere in pace i diari della motocicletta del dottora Bogdan Tanjevic, in</strong> <strong>arte Boscia dei miracoli, da qualsiasi Puerto Escondido dove poter meditare sulle malattie</strong> <strong>ingiuste,</strong> da un ospedale dove curano tutti, senza lamentarsi se la mutua nazionale non paga in fretta, se quella dei privati fa tante storie come succede a molti medici che ci sono pure simpatici. La malattia, il dolore, il disagio. Tutte cose che ti vengono in mente mentre chiedi una sedia comoda nella sala ovale della Casa Bianca dove <strong>abbiamo chiesto udienza a Barak Obama</strong> per avere e per dargli conforto. Sta lottando contro la grande ipocrisia di chi incatena sempre i più deboli, prova ad imporre agli avidi senza anima la riforma sanitaria, ma, come è successo a Siena nella prima domenica di primavera, ma anche domenica di Quaresima, gli ricorderanno che intanto <strong>ha sbagliato il</strong> <strong>pronostico per il marzo pazzo del torneo Ncaa, che non ci ha preso, come l’anno scorso, perché i ragazzi</strong> <strong>di Kansas</strong> <strong>sono saltati sulla mina di</strong> <strong>Northern Iowa</strong>, una università che ci ha ricordato viaggi di studio veri anche se noi andavamo dal guru di un’altra Iowa, uno alla Mou, uno che guidava altri falchi come quelli che <strong>l’Italia sperimentale</strong> affrontava quando <strong>Gamba e Rubini organizzavano negli Stati Uniti</strong> per svezzare giocatori <span id="more-1664"></span>che erano bravi, ma avevano bisogno di sbattere la faccia su realtà diverse, magari maledicendo il pressing dei giovani di coach Key, ehi ehi direbbero a Sky, <strong>quando Duke impazziva se a Della Valle</strong> veniva fischiata una palla accompagnata in palleggio. Palming dei tempi belli. Giorni in cui potevamo mettere in discussione persino <strong>Antonello Riva</strong>, noi che adesso preghiamo perché Azzurra ritrovi il colore giusto della maglia, sapendo che anche i migliori di queste ultime covate sono distanti una luce dal gruppo americano di Gamba, due dai giorni della gloria a<strong> Nantes</strong> e poi di quelli a <strong>Parigi </strong>con Boscia, eh sì, proprio con lui maistore dell’anima che ora ha bisogno di chirurghi attenti perché altrimenti li andremo a prendere sguianando il bisturi della vendetta. Lasciateci perdere sul nome giusto di quelli che hanno eliminato i favoriti numero uno di tutta l’America, non soltanto di Obama, di sicuro <strong>Kansas è fuori</strong>, ma non per questo vi diremo che il Presidente degli Stati Uniti non capisce di basket, che porta sfortuna come farebbero da noi quelli che non facendo mai pronostici evitano di sbagliarli. Magari avessimo da noi presidenti che si occupano di fare dichiarazioni che vadano oltre <strong>Lapo,</strong> oltre il calcio e le sue maledizioni.</p>
<p><strong>Confusione fra pantere, falchi, uccelli e animali da cortile,</strong> quelli che ci ordinano di ricordare come diversi da questi azzurri tenebra <strong>i ragazzi</strong> <strong>d’argento di Atene</strong>, ci mancherebbe, ma erano comunque tipi diversi dai nostri, lo dicono tutti gli anziani in decomposizione, la confusione che ci ha preso <strong>guardando Alì Boniciolli colpire Foreman Pianigiani</strong> nel momento in cui il più forte si era stancato di ascoltare il coro in fondo alla santa chiesa del cestello bagattiano. <strong>Smettetela di vincere, lasciate qualcosa</strong> <strong>anche agli altri</strong>, prendetevi il tempo giusto per far rifiatare i veterani, dovevate farlo anche avvicinandovi alla fase decisiva dell’eurolega e non è vero che avete dato <strong>a Mac e a Ston</strong> più riposo che negli altri anni. Il riposo è quello che si deve dare alla mente direbbe <strong>il sciur Gamba impegnato</strong> <strong>nelle lezioni di psicologia applicate allo sport</strong>. Non è stato fatto, e il ricciolone Shaun che tira una bottiglietta lontano, rabbioso per la sconfitta che chiude il record, dimostra che non c’è mai stata una vera volontà di allentare le briglie, lasciando che il cavallo se la godesse un po’ nel giardino dei Varenne. Confusione per affollamento di cifre e ascoltando l’erinni che spara sul pianista parlandoci dei 649 giorni dalla sconfitta di Siena contro <strong>Repesa nel play off più duro per il periodo d’oro legato al giovane Pianigiani, abbiamo tolto a Cesare Pancotto</strong> <strong>una delle sue medaglie</strong>, perché in effetti era stato lui, il primo di marzo del 2009, quindi poco più di un anno fa, a battere per l’ultima volta i campioni di tutto quello che è basket italiano negli ultimi quattro campionati: suo il premio, anche se poi la Fortitudo retrocesse, anche se poi le aquile hanno trovato un cielo più basso dove volare sole fino al giorno in cui, i soliti disguidi di cassa, hanno portato alla caduta libera che fa pensare ad altri anni di purgatorio, ammesso che non arrivi l’inferno del fallimento. Facta non verba dice il corto sulle Aquile. <strong>E’ ora di sedersi</strong> <strong>in piazza Azzarita</strong> incatenati al garante dei tiufosi, al commissario del Comune, ai candidati alle prossime elezioni. Non ci si muove se prima non si risolove ilk problema come direbbe Curreri con la sua musica.</p>
<p><strong>Per Siena, dicevamo, un bagno caldo, per i veterani del Simmenthal di Rubini,</strong> <strong>quelli che nel 1961-62 vinsero 26 partite su 26, quelli che arrivarono a 47 successi consecutivi </strong>in campionato, un giorno da ricordare tutti insieme, per chi resta naturalemnte, magari nella festa dei maturi baskettari cha Magnoni sta organizzando a <strong>Castrocaro </strong>per aprile, una settimana prima della giornata sul lago con Willy the King che radunerà poi altri amici veri, cominciando dai campioni dell’anima tipo il <strong>Sasha Djordjevic</strong> che è davvero di un altro mondo, come direbbe Boscia parlando della scuola dove si insegnava alla gente ad essere gente, ma anche ad essere numeri uno, senza controfigure in panchina. Ci viene in mente quel gruppo per la foto sull’annuario Panini: <strong>Rubini con un bel doppiopetto</strong> <strong>blu</strong>, così diverso da quel golfino per carni bianche e mani prensili che vedi oggi, il Principe nella prima fila in alto, a destra, mentre a sinistra c’era<strong> Angelo</strong> <strong>Cattaneo, il dutur dalle mani calde, che ha compiuto novant’anni</strong> da qualche giorno, nel marzo degli acquari e dei pesci, della follia, e del sentimento. Chi erano i ragazzi del record? Tutta gente che adesso non baratteremmo con nessuno dei giocanti-viventi, a parte forse <strong>il Gallo di New</strong> <strong>York,</strong> a parte i ragazzi dell’oro di Parigi e, naturalmente, quelli di Nantes e Mosca più che su quelli d’argento ad Atene. Comunque sia ce la giocheremmo con tutti anche adesso, naturalmente con i mezzi e gli allenamenti di oggi <strong>se potessimo schierare Riminucci, Gamba, Sardagna,Pieri,Volpato, Vescovo,Vittori, Vianello</strong> e se i ragazzi del vivaio da mettere in prima squadra si chiamassero <strong>Binda e Giandomenico</strong> <strong>Ongaro.</strong> Insomma cari eroi senesi non avete battuto il record di una grande squadra, ma <strong>restate lo stesso i migliori</strong> e lo sarete fino alla fine dell’anno perché da oggi in poi potrete respirare vivo, prendendo i tempi giusti per aggiustare schiene, ginocchia, ma soprattutto la mente. Certo i malanni sono sempre una trappola e per questo ha ragione <strong>Cartesio Boniciolli</strong> a cercare coordinate per dare speranze: se non ci provi mai resti col cerino acceso e farai la fine di quel poveraccio che dopo aver giocato per anni gli stessi numeri lotto si è trovato senza i miliardi perché il tabaccaio infedele non gli aveva giocato la solita scheda.</p>
<p><strong>Avanti nel Puerto Escondido dove vi aspetta Boscia che sta già facendo impazzire i chirurghi</strong>, <strong>che sfida il cancro al colon</strong> come il ragazzo del Montenegro che arrivato a Belgrado andò sui campi all’aperto dove <strong>Korac insegnava la vita</strong>, dove <strong>Stankovic insegnava a vivere</strong>, dove una scuola immensa dava a tutti la speranza che un giorno sarebbe stato come lo sognavano <strong>Nikolic o Zeravica, Novosel o Kristiancic</strong>. In piedi cara gente. Siena è vulnerabile, se stanno male in tanti, <strong>Siena è battibile</strong> se tu non sbagli quasi niente, il Montepaschi ha punti deboli se provi a pensarci un po’ e non vai in campo sempre come l’agnello sacrificale, sapendo di essere già vittima perché loro ti hanno studiato il costato debole. <strong>Esistono debolezze</strong> <strong>dicono nell’Iowa</strong>, esistono momenti speciali da sfruttare, si chiamano attimi fuggenti, roba da poeti estinti, allora corona d’alloro per Matteo <strong>Boniciolli prima che si metta a camminare sulla Cassia a piedi nudi domandandosi perché i farisei del sinedrio romano</strong> <strong>gli hanno</strong> <strong>battuto le mani nello stesso momento in cui cercavano una croce dove appenderlo,</strong> perché andrà proprio così. Come alla <strong>Virtus </strong>o in altre squadre dove ha fatto bene. Successe persino a Udine che gli doveva tutto, ma lui serviva assisti molti più facili da trasformare di quelli che adesso <strong>Giachetti serve a Roma</strong>, serve alla causa azzurra dopo aver scoperto che Poeta non sta migliorando tanto, non ha fatto passi avanti perché si è innamorato della sua figura di giocatore affaticato e sempre addolorato dal passaggio che non viene facile.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE </span></strong>dalla sala ovale della casa Bianca, dalla sala con il samovar dietro l’arena di Verona dove si disseta Paolo Conte che canta per Bartali e Boscia Tanjevic:</p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">a Ferdinando MINUCCI</span></strong> che al primo segno di tempesta ha messo subito in chiaro come sarà Siena nelle prossime edizioni. Idee molto concrete, progetti studiati e non deve esere un caso se chi voleva imporgli altre strategie si è trovato spiazzato sul prolungamento fino al 2013 per lo staff tecnico. Sulla parola, dicono quelli che si erano illusi di darci buchi con i coriandoli dei calciatori, ma il problema non è questo. La parola vale come una firma da Chiusdino alla contrada dell’Istrice, poi si discute dopo, intanto lui ha già pronto il piano Tora Tora Tora. Attenti a voi di Pearl Harbour anche se vi chiamate Moss o Jaaber.</p>
<p><strong>9</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al MAESTRANZI</span></strong> <strong>che fa volare Montegranaro</strong> perché ci dimostra come soltanto le squadre senza una vera società alle spalle fanno diventare gelatina giocatori che avrebbero bisogno prima di fiducia e idee e poi di bei contratti, senza cercare il compromesso con la paura.</p>
<p><strong>8</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al serbo DRAGIGEVIC</span></strong> non tanto per essere stato un coprotagonista della vittoria romana contro Siena, anche perché gli è andato tutto male, quanto per aver azzeccato, primo dopo tanti incauti la previsione: Siena non è imbattibile. Certo, ma, come diceva un tale a Roma, attenti ai vinti, soprattutto se sono quei tipi là.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline">a Jumaine JONES</span></strong> perché anche quando vorrebbe togliersi le scarpe, scappare dalla sua noia, riesce sempre a trovare motivazioni per una cosa importanate e , purtroppo, per Cremona, la sua rabbia ha contagiato una Pepsi senza gas, fino a quando Di Bella non ha visto il traditore di Caja che gli apriva le porte di un palazzo da basket minore.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">a Michelle HUNZIKER</span></strong> che porta in copertina su un settimanale a larga diffusione, ma sì è Sport Week, anche se nel titolo c’è un falso, l’Armani, che ci racconta come dovrebbe essere lo sport a scuola, che non le manda dire ai calciofili come il suo ex marito, inneggiando al basket e alle sue emozioni. Teniamola in considerazione per le prossime feste. O la lasciamo a Striscia?</p>
<p><strong>5</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al TRIANO</span></strong> <strong>allenatore di Toronto</strong> che ha urlato troppo tardi contro il Bargnani spesso abulico. Doveva farlo anche nei giorni in cui dall’Italia il micione Recalcati cercava di spiegargli che il tipo non è sempre affidabile. Se lo ricoirdi anche Pianigiani quando pregherà per avere lui e Belinelli, pregare per Gallo è diverso.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">alla SCAVOLINI</span></strong> <strong>Pesaro</strong> <strong>sull’orlo del baratro</strong> a colle Ardizio perché se non bastano neppure le cene con Scavolini, se non sono motivati dall’idea che sarebbe sacrilego tradire una piazza del genere, allora, come dice Dalmonte, vanno portati tutti in spiaggia e spediti, via moscone, dove li pagheranno con pietre e non in euro.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline">al giudice</span></strong> <strong>ALABISIO, o come si chiama, per aver deferito il capo degli</strong> <strong>arbitri</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">TOLA</span></strong>. Ci sono altre urgenze in questi giorni dove imperano gli arbitri senza un senso del gioco, quelli che decidono partite nei secondi finali per sospiri incauti da palla prigioniera. Lasciamoli tranquilli, c’è tutta l’estate per chiedere chiarimenti allle facce di tola che sono sono in serie A per raccomandazione.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">a Gianmarco POZZECCO</span></strong> che, dopo aver detto a Tuttosport cose giuste sull’atteggiamento da tenere verso gli italiani NBA chiamati a gran voce per salvare Azzurra, si pente e si arrampica sui soliti specchi. Gli capitava anche quando esaltava le folle sul campo, speriamo che non gli capiti troppo spesso quando si occuperà davvero di giovani e Milano.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">al povero CAPOBIANCO</span></strong> che si trova insieme a Biella nel posto più sgradevole della classifica proprio nella stagione dove ci aspettavamo che Teramo e Biella potessero fare il grande salto di qualità. Come direbbe il Sacripanti, bruciato da due sconfitte in casa da maledizione solenne, come direbbe Lino Lardo quando prega perché ci siano sempre più occasioni per stare in gruppo, lontana dal vento del futuro, non bisogna mai staccare i piedi da terra.</p>
<p><strong>0<span style="text-decoration: underline"> a Mo TAYLOR</span></strong> un altro che pensa di trovare gente con anello al naso mentre rientra dalla Cina e va a lucrare un contratto con Treviso. Certo non è la prima partita a spiegare tante cose, ma di sicuro la Benetton, anche quest’anno, dovrà fare un bel pellegrinaggio a Santiago, nel porto escondido dove soltanto Tanjevic può indicare una via per puntare davvero sui giovani, senza false speranze.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Il guaio di chi crede d&#8217;essere un numero 1</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>in fuga da Vancouver, dai tranquillanti per le notti nella sempre troppo affollata Casa Italia dove cominciano le vere sconfitte, dalla</strong> <strong>città dove acqua vetro e vento aiutano a dimenticare le</strong> <strong>cadute sul ghiaccio di Carolina</strong>, le cadute di stile verso <strong>l’angelica Kostner</strong> del presidente <strong>Petrucci, il numero uno del Coni</strong> che, come sappiamo, quando lo fai arrabbiare, non porge mai l’altra guancia e ti aspetta al varco per darti una stangata. In <strong>Canada</strong> ha colpito una stella caduta e forse cadente, oltre al presidente federale dello sci che gli fece la guerra, nel basket lo trovammo crudele ed esagerato anche con<strong> Sandro</strong> <strong>Gamba,</strong> poi ha continuato e non si è fermato neppure quando ha visto i &#8220;suoi uomini&#8221; dalla schiena dritta, lo dicono loro però, tormentare il povero <strong>Maifredi</strong> che aveva osato, per una volta, non essere d’accordo su certe scelte che puzzavano di greggio, di maso, di stallatico. <strong>Venuta l’ora d&#8217;abbandonare</strong> <strong>West Broadway e il sushi di Tojo Hidekazu</strong>, ci siamo chiesti, come sempre, perché le luci della ribalta, una volta ogni quattro anni, accecano ragazzi che si vantano di essere diversi da quelli del calcio, ma poi fanno le stesse cose appena vedono un microfono, una ballerina, un dollaro: la verità è che anime semplici si complicano tutte le volte che provi a studiarle, a giustificarle, a cercare una motivazione più forte del pecorino toscano. Siamo nati per le imprese, partire da sfavoriti aiuta sempre, il coraggio oltre l’ostacolo, ma se non mi autorizzate a perdere allora sbrago. <strong>Succede anche</strong> <strong>nel piccolo mondo del nostro basket</strong> dove nel pensatoio per la riforma campionati <span id="more-1640"></span>devono aver fatto entrare un cameriere “ briao” che, sul vassoio, aveva oltre alla hierba buena anche sostanze che poi hanno fatto nascere questa idea delle squadre da mettere insieme non per meriti tecnici, per doti morali, per qualità fisiche, ma soltanto sommando l’età dei giocatori. Roba arcaica <strong>nel paese deell’imbroglio</strong> dove, come abbiamo visto si ride sui terremotati, si fanno statistiche sulle stragi degli innocenti, in questo caso vedi Napoli e poi li fai morire tutti quelli che non hanno trovato una regola per lasciare sotto la torre di Londra la testa di chi ha fatto il disastro. <strong>Non bisogna</strong> <strong>essere scienziati per capire cosa manca al giocatore italiano medio</strong> quando esce dalle giovanili, non serve avvilire la passione vera di molti per assecondare l’avidità di pochi, la faccia da cartongesso di chi giura di avere progetti per i giovani e poi fa strage. Insomma rendiamoci conto che siamo al punto in cui <strong>l’Armani</strong>, diciamo un colosso, una società che sbandiera su ogni muro il suo progetto per la propaganda del gioco e il reclutamento, <strong>un gruppo che si affida ai Pozzecco</strong>, <strong>non ai Zagharia del</strong> <strong>Palalido,</strong> ha dovuto fare allenamento con 8 giocatori nella settimana prima di andare a<strong> Siena</strong> perché non aveva ragazzi presentabili nella prima squadra giovanile, gente che potesse almeno prendersi schiaffi come capitava un tempo a tutti prospetti nelle maggiori società di serie A, <strong>dai Pittis in giù. </strong>Questo capitolo lo abbiamo chiamato manifesta inferiorità, in opposizione ai verdetti del pugilato quando un artista del ring veniva riconosciuto campione per manifesta superiorità. No, qui <strong>siamo davanti alla gleba infelice che</strong> <strong>domanda pane a Siena</strong> e, pur ricevendo perle, come è capitato all’Armani sul campo degli invincibili, <strong>dura da un anno in Italia questa striscia senza veri</strong> <strong>peccati del Montepaschi</strong> sfinito da una golosità che, lo dicemmo in tempi non sospetti, poteva costare anche cara, insomma con queste meraviglie da mettersi al collo <strong>i ragazzi del Bucchi</strong>, che cerca sempre l’illuminazione lontano dalle origini del sistema <strong>Olimpia</strong>, hanno pianto sulle loro disgrazie, non si sono accorti del regalo e hanno lasciato l’impresa che sicuramente avrebbe allargato le solite bocche da &#8220;fuoco mediatico&#8221; quelle che bastano ed avanzano, <strong>nel paciugo del giornalismo</strong> <strong>sportivo malvestito</strong>, <strong>presuntuoso, invidioso e inginocchiato</strong>, per nascondere errori di base nella costruzione della nuova casa che ricordano tanto la casa dello studente dell’Aquila.</p>
<p><strong>Milano avrebbe potuto scrivere un paginetta in più nella nuova storiella da</strong> <strong>lupo Artusio, ma non ci è riuscita</strong>. Siena fuori di testa, Milano fuori dal mondo. Occhi febbricitanti quelli della <strong>Mens Sana in un</strong> <strong>corpore non tanto sano, consumato</strong>, ma se guardavi gli occhi dei giocatori Armani c’era da spaventarsi: <strong>ragazzi col pigiama a strisce</strong>. Eppure dicono che in settimana ci sarà il ritorno alla gioia, al divertimento negli allenamenti, una spinta forte per staccare di nuovo <strong>la Virtus dell’ex Lino</strong> <strong>Lardo</strong> che già aveva regalato sali nella partita di andata. Il mezzogiorno al <strong>Forum </strong>sarà aperto alle famiglie, prezzi stracciati. Poi non veniteci a dire che mancano iniziative per far amare le scarpette di vetro che oggi sono sotto i piedi dei ragazzi Olimpia. Ci sarà reazione, certo bisognerà anche studiare molto perché il marinaio che ora guida il brigantino del <strong>Sabatini </strong>perfidamente ispirato dalla pochezza dei suoi avversari, parliamo dei dirigenti con le palle gol che, purtroppo, continuano a passargli <strong>la Lega e la Fortitudo</strong>, quel Lino Lardo, dicevamo, fatto tornare dall’America e poi lasciato nell’isola che non c’è dal<strong> Tito Livio Proli della Modena</strong> <strong>swinging</strong>, ha conoscenze per creare problemi, magari non uomini forti come quelli di Bucchi, ma il sistema di gioco funziona. Come funziona tutto nel giardino <strong>dell’architetto Fabrizio Frates</strong> che ora dovrà spiegarci cosa succede alle squadre di <strong>Repesa</strong> che sembrano sempre subire il massimo pur impegnandosi per subire il minimo. C’è qualcosa nell’aria che confonde i giocatori quando un allenatore insiste su certi principi difensivi? Si apra una inchiesta. <strong>Montegranaro meravigliosa, Scavolini più bella che mai</strong> e per fortuna in tempo utile a far <strong>diventare cicuta il caffè dei soliti che a Pesaro</strong> risolvono tutto preparando un moscone su cui caricare allenatori e giocatori che non vincono abbastanza. Ma siamo sempre nella retroguardia e la lotta per la retrocessione diventerà qualcosa di tormentato da non affidare, certo, ad <strong>arbitrini che fischiano i sospiri</strong>, come abbiamo visto nell’ultima settimana italiana, così diversa, purtroppo, dall’ultima settimana europea. <strong>Basket gioco di contatto? Deve esserlo per non farlo diventare palla</strong> <strong>prigioniera o tiro</strong> (da tre, tiro che ora maledicono tutti) <strong>al bersaglio</strong> sul quale si costruiscono carriere nobili e vassallaggi umilianti. Non ne possiamo più dei falli fischiati sui palleggiatori, dipende se sono in casa o fuori, dipende da certe simpatie, dal solito bajon, che girano le spalle alla difesa e avanzano a mezze culate, pronti a sbracciare appena vengono sfiorati. Stessa cosa nella battaglia per prendere posizione vicino al canestro. <strong>Tutta una recita</strong> da mini cestisti. Certo fidarsi degli arbitri è dura e in Italia, come in Europa, certe cose fanno capire che il pesce puzza sempre dalla testa se, ad esempio, anche questa volta, i prescelti per la grande manifestazione sono <strong>Cerebuch e Lamonica,</strong> certo direttori di gara di valore, mentre restano a casa i migliori in assoluto e cioè <strong>Sahin</strong> (conta il fatto che è di scuola turca?) e quel<strong> Facchini</strong> che continua ad essere il fra Bastiano (il super prete spretato del <strong>Marchese del</strong> <strong>Grillo interpretato</strong> <strong>dal Bucci attore</strong>, anche se <strong>l’Albertone della Virtus</strong> tricolore, ai suoi tempi, sarebbe stato magnifico su qualsiasi palcoscenico) del sistema, con questa mania di scartare le caramelle per i <strong>telecronisti</strong> che ne sanno una più del diavolo, quelli che decifrano per la <strong>sora Maria</strong> ogni chiamata corna, ogni linguaggio del corpo statistico dello sport fatto <strong>di numeri e mai di uomini, ominicchi e quaqquaraqua</strong>. La peste a tutte e due le famiglie (della <strong>Roma beona</strong> dicisa nel basket da piccole idee molto confuse) <strong>gridava Mercuzio</strong> mentre <strong>Boniciolli ci diceva che questo Giachetti vale Poeta</strong>. Il suo concittadino <strong>Nereo Rocco</strong> davanti ai pavidi che sussurravano &#8220;vinca il migliore&#8221; rispondeva secco: Speremo de no. Ecco.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE</span> e andate voi sul ring a farvi dire che non potete mai vincere per</strong> <strong>manifesta inferiorità:</strong></p>
<p><strong>10</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a Giancarlo ASTEO</span></strong>, un grandissimo allenatore, un uomo di basket che ci manca come Aido Fava, Mario Borella, Beppe Lamberti, come tutti i veri maestri, uno che, per fortuna, hanno deciso di ricordare con una manifestazione per squadre giovanili del Sud. Se cercate esempi, maestri, non vi mancano cari federalotti. Basta rileggere non credete ai fessi che danno soltanto calci al passato.</p>
<p><strong>9 al genietto CAVALIERO </strong>che ispira, con Maestranzi, le rotte di Montegranaro facendo le scarpe a chi credeva e crede che le squadre si possono fare con le figurine. La scelta di rinunciare ad uno straniero per dare spazio e fiducia alla gente con fosforo è un capolavoro e pensate che è riuscita al Manero Vacirca che, ogni tanto, si domanda, se non avrebbe fatto meglio a continuare nel tennis: no, meglio resti col basket, ricordando, appunto, che non è tennis e non si gioca mai da soli come pensano e pensavano alcuni “ grandi” giocatori, come ci urlano quelli che hanno l’aggettivo prontoi appena uno fa canestro dopo un elemntare arresto e tiro per inciucchire difensori dalle gambe torpide.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">alla SQUADRA SERBATOIO</span></strong>, progetto spagnolo che vorrebbero adottare anche molte società italiane (Milano e Bologna, oltre a Siena hanno già il piano sopra la scrivania) per mandare i migliori giovani a farsi le ossa nel campionato sotto quello del presunto spettacolo per ciechi che propinano al piano superiore. Snellire la burocrazia, mandare in palude il genio che sta inventando una serie B con squadre che non superano i 245 anni. Fermateli voi che potete. Meneghin non farti bacchettare da tutti ne i vedovi delle peggiori gestioni di questo sport.</p>
<p><strong>7</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a quel testone di Attilio CAJA</span></strong> che si è stancato di aspettare l’investitura federale e ha accettato l’impresa difficile, non impossibile, caro Artiglio, di salvare Cremona, i progetti di Cremona, la nuoa fede di una città che ama il gioco persino dai tempi in cui Gusman e De Mattei svernavano fra cotechini e canestri ben fatti.</p>
<p><strong>6</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a Marco BONAMICO</span></strong>, presidente della Lega due, se riuscirà a difendere il territorio dai lupi che vanno nelle sue città perché nelle loro li prendono a sassate. Settimana di Coppa Italia a Sassari, di cari ricordi, di frontiera nuova per Meo Sacchetti e la Sardegna che ha tanto desiderio di massima serie, pur sapendo che servono banche e Regioni amiche per farcela, ma lo dicano subito e non scoprano dopo che era troppo lungo il passo da fare.</p>
<p><strong>5</strong> <span style="text-decoration: underline"><strong>al MANCINELLI</strong></span> mumero uno, lui ci credeva ed è stato un guaio, che ogni tanto ritarda nel ricreatorio Armani, che perde concentrazione e ferocia nel momento in cui stava convincendo tutti. Ora arriva la Virtus nella sua casa fredda del Forum e lui potrebbe riscattarsi. Certo l’Armani lo dice da molte settimana e, magari, questa volta, le andrà bene.</p>
<p><strong>4</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a CAPOBIANCO e BECHI</span></strong>, allenatori che, pur per strade diverse e filosofie differenti, ci sono sempre piaciuti perché la crisi delle loro squadre finirà per darla vinta a chi già storceva il naso per il Capo vice capo, con Dalmonte, del Pianigiani sulla strada di Damasco, per chi ha fatto molto bloccando la candidatura del livornese da Ovo Sodo.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al veterano SORAGNA</span></strong> che ha buttato giù dal letto i cicisbei del sistema ricordando che quando le cose vanno male in attacco allora bisogna lasciare la pelle delle ginocchia in difesa e, quando si torna verso il canestro nemico, si cerca di passare la palla per trovare tiri facili e non mortaretti da capodanno cinese. Caro “Ciglione” ti sei fatto dei nemici, e già in Nazionale ti guardavano storto se dicevi queste verità anche al tuo amicone Bargnani.</p>
<p><strong>2<span style="text-decoration: underline"> al Marco BELINELLI</span></strong> che ha perso qualche giro nelle rotazione dei Raptors, che sembra un po’ sperduto nel sistema Triano: non ci dica che dobbiamo rimandare in America l’unità di crisi per consolarlo e presentargli un programma personalizzato da svolgere nella dolcezza di casa Pini a Bormio, programma furbo e rigenerativo come si farà per lo &#8220;svogliato&#8221; Gallinari, inciucchito da luci fasulle delle Gazze con coriandoli, per il Bargnani a cui si garantirà il preparatore atletico di fiducia. Voi direte che sono soldi buttati tanto quelli all’Azzurro pensano come quelli che raccolgono sempre fondi per gli altri, mai per il povero che hanno vicino a casa. Ma dai.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">alle SCHIENE LITUANE</span></strong>, per non parlare delle teste da bosco verde, per non ricordare la loro cattiva attitutine difensiva, perché Lavrinovic e Petravicius stanno complicando molto i progetti di Siena, progetti da grande squadra, e quelli dell’Armani, progetti che non prevedono una visita nelle 1679 partite vinte dall’Olimpia, fra campionato e coppe. Avanti con il chiropratico, magari quello che ha miracolato lo slalomista Razzoli.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">ai Sacrati, ai PAPALIA</span></strong>, a quelli furbi , ai vecchi marpioni che hanno portato al fallimento società gloriose, se non riusciranno a spiegarci cosa li spinge a rovinare e rovinarsi la vita, a cercare luce dove, al massimo, trovano delle pile quasi scariche. Non può essere la stessa passione dei pionieri, dei tanti volontari che mandano avanti il basket di frontiera, non può esserlo perché, ad esempio, se la Fortitudo vincesse il campionato di A nazionale poi non potesse salire di categoria allora sarebbe sacrilegio, profanazione. Stiamo già molto male come quando leggiamo su sito di Lega i punti segnati contro le “creature” della Napoli che non c’è della Rieti che fu.</p>
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		<title>Le pagelle di Natale: 10 a Siena e Cantù</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://static.blogo.it/booksblog/Paolo_Rumiz.jpg" alt="" width="137" height="191" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>incantato da Paolo Rumiz che, volendo fuggire dal mondo,</strong> <strong>ha finito per trovarne uno a sorpresa, una epifania nell’Italia vitale e segreta, quella che Simone</strong> <strong>Pianigiani dovrà esplorare con pazienza</strong>, seguendo le tracce di vomito lasciate da Meneghin ( grande Dino sparagliele in faccia a quei sepolcri imbiancati) quando si è accorto che i naufraghi sperduti <strong>nell’isola di Circe</strong>, quelli che sono<strong> Proci</strong> a prescindere, erano gli stessi disperati arrivati a casa sua per chiedere aiuto, per obbligarlo a coprire la lettiera federale sporcata dal tradimento di chi sapeva, ma taceva, di chi non voleva vedere, di chi ha scelto il veleno delle parole e della calunnia, la stessa che ora monta in una federazione dove chi sognava il posto di un Bertea e di altri gingilli romani sta facendo il diavolo a quattro, su e giù per le montagne <strong>inventandosi persino lettere</strong> <strong>di rinuncia alla nazionale di Stonerook in inglese</strong>, no sembra aramaico ai calunniatori, forse lo hanno preso per un russo e hanno letto niet, forse hanno sbagliato cinema e si sono trovati davanti al gran rifiuto di un giocatore che da Siena aveva fatto sapere di non essere pronto per una stagione completa (<strong>parola di Recalcati</strong> quando volle giustificare la non chiamata per la<strong> Spagna</strong> dopo l’infortunio di <strong>Rocca </strong>ad inizio preparazione europea), questione di età e fisico, ma che nascondeva anche tensioni antiche e chi frequentava Azzurra doveva ben saperlo. <strong>Fiabesca bellezza dei paesaggi, umani e naturali,</strong> dice Rumiz nel suo libro edito da <strong>Feltrinell</strong>i, rabbia per il potere che lo ignora perché bisogna partire dai monti naviganti per scoprire un paese diverso e , forse, bisogna partire dai ragazzini che in un angolo del palazzotto di <strong>Brescia</strong>, serie A dilettanti, inseguivano felici un palloncino da buttare nel canestro appeso al muro, mentre sul campo i “ grandi” si davano da fare <strong>per la gloria di un campionato</strong> <strong>minore dove quasi tutti sembrano divertirsi più che nelle gelide arene</strong> <strong>della serie A.</strong> Per solidarietà con <strong>Avellino</strong> hanno spento le caldaie al Palalido<span id="more-1412"></span> costringendo persino <strong>Armani </strong>a guanti, sciarpa e vino speziato, hanno reso gelide le tribune che non dovevano essere ripulite dalla neve, ma soltanto dalla polvere.</p>
<p><strong>Dal mare alla Drava, dal Tagliamento al Vajont, dal Piave all’Adige e poi</strong> <strong>all’Inn,Valtellina, Chiavenna, Ticino, dal Rosa al</strong> <strong>Bianco, da Savona al Trebbia, dal Sannio all’Ofanto, dagli Alburni al</strong> <strong>Pollino. </strong>Bel giro, belle visioni, lontano da tutto dagli arbitri superuomini che fischiano da dietro, vedono quello che altri non possono individuare e poi scatenano tempeste come quella di <strong>Bologna</strong>, anche se <strong>Treviso </strong>aveva dominato e la Virtus ha scoperto di essere una squadra con poco talento offensivo che avrebbe bisogno, sempre, di super mastini difensivi per salvare le sue partite quando entra soltanto il tiro di Vukcevic. Monti Naviganti per le tattiche “ ripugnanti” di<strong> Matteo Boniciolli</strong> uno che alla fine della corsa, speriamo il più tardi possibile, ci racconterà davvero cosa lo spinge a cercare l’anima di giocatori e di società che non sanno nemmeno da che parte si comincia e, come urla l’amareggiato Attilio Caja, faccia attenzione all’incompetenza che circonda <strong>Toti</strong> (lui, <strong>Artiglio,</strong> cita il solito avvocato che comincia per Ti, ma questo lo ha aggiunto l’autore dell’articolo sul giornale romano, e <strong>il Bottai che guarda gelido la</strong> <strong>prateria dell’Eur</strong>, ma che non sembra avere la competenza, anche se la bocciatura alla Virtus non dovrebbe fare testo). Siamo felici per il ritorno sulla sabbia dorata di baia Flaminia della <strong>Scavolini </strong>che ha resistito sull’orlo del burrone di Monte Ardizio e aspettando Williams, credendo ancora in Van Rossom, è uscita dalla buca portandosi dietro anche il sorriso di Green. Non avendo voglia di aspettare l’assemblea di Lega, dove non hanno portato un maestro Muti per cambiare certe facce e certi umori, legati, parlando di organizzazione delle società, soltanto <strong>alla cena del Diana dove Paola Porelli non ha voluto</strong> <strong>dimenticare chi aveva voluto davvero bene all’avvocatone</strong>, soltanto a quei personaggi che brindavano nell’ultimo tavolo in fondo, vi serviamo le pagelle per la sosta infame, quella che il basket non avrebbe mai dovuto fare perché i calciatori hanno un motivo per fermarsi, considerando la neve ed il resto, mentre chi gioca nelle palestre aveva il dovere di rendere meno noiose le feste come direbbe il commissario Adamsberg che faceva il turno di notte fra il 24 e il 25 ottobre, giornate per litigi, omicidi e suicidi. Per fortuna i peccatori andranno comunque in palestra, peggio per noi se non abbiamo alternative e certo non perdoneremo mai chi ci propone dal solito trespolo il grande sport di <strong>Sky</strong> partendo dall’amichevole per beneficenza della <strong>Miccoli All Star</strong> contro non sappiamo cosa. <strong>Roba da</strong> <strong>matti, da restituzione di una quota dell’abbonamento</strong>. Certo, direte voi, in certe palazzi l’inverno si sente e come, ma la rabbia viene pensando che soltanto il basket regala tante vacanze spesate ai suoi professionisti tutelati dalla <strong>Giba</strong>, a proposito abbiamo fatto il conto degli italiani obbligatori in squadra e della loro <strong>targa più nota</strong> <strong>come n.e.,</strong> un bel gruppo accidenti, tanta gente da pagare ogni mese per fare la controfigura in allenamento. Per i cestisti non da nazionale esiste un’estate bella lunga, quella dove in tanti hanno organizzato campi di non istruzione per bambini incanti dal nome e non in grado di farsi restituire, nella maggioranza dei casi <strong>come tuonava il professor</strong> <strong>Nikolic</strong>, la quota lasciata nell’ufficio reclutamento. L’inverno doveva essere soltanto di piacere agonistico. Pazienza. Ci si rivede a gennaio anche se <strong>Biella </strong>ha organizzato per <strong>il 30 dicembre</strong> una <strong>amichevole con il Maccabi</strong> che farà bene ad una squadra andata fuori giri appena l’incenso è arrivato nella nuova arena.</p>
<p><strong>PAGELLE di squadra</strong>, scegliendo l’uomo della prima parte nella stagione, segnalando il voto all’allenatore in base alla formula <strong>Peterson</strong>, dieci a prescindere da certe ripetizioni in telecronaca, dieci a lui, a <strong>Caja e Boni</strong>, <strong>vere novità catodiche</strong>, una formula che considera zero e quindi ben fatto il lavoro senza sorprese, per questo <strong>Pianigiani </strong>avrà poco più di zero, mentre si andrà su più o meno uno e due per chi sbraca quando deve fare il suo. <strong>Pagelle, </strong>cari amici, ma noi ci sentiremo ogni settimana, a meno che i titolari dei siti che ospitano queste lacrime di Allah non vadano in vacanza godendosi le peggiori feste possibili, alla ricerca dell’angolo oscuro che un giorno ci proposero da Treviso e che mai abbiamo visto illuminato.</p>
<p><strong>SIENA 10</strong>, meglio 11 come le vittorie in un campionato dove chi doveva sfidarla ha preferito ignorare l’ostacolo, insomma in giro non c’è stato nessun presidente con il coraggio di Ettore per scendere davanti alle porte di Ilio affrontando il pelide Achille che, come sappiamo aveva un tallone da colpire, ma sembra che al Montepaschi non abbiano talloni adesso che hanno domato persino il tipo Hawkins. Per Pianigiani il più 5 petersoniano che nel suo caso è il massimo dei massimi. Adesso gli toccherà fingere di essere felice per la fatica con Azzurra, almeno fino al giorno in cui scoprirà che non abbiamo un regista ed un pivot decenti.</p>
<p><strong>CASERTA 9</strong> alla società, 8 alla squadra, più 5 a Sacripanti, una lode per la coppia italiana Di Bella- Michelori, con tanti saluti a chi li ha scaricati in passato.</p>
<p><strong>MILANO 8</strong> perché è uscita dalla buca dove non sentiva gli ordini del maestro Bucchi ( più 4), perché pur non regalando emozione si è scoperta comunque squadra appena la natura ha eliminato il doppione più pericoloso, quell’Acker che ora aspettano, ma che non aggiungerà niente se toglierà qualcosa al Bulleri appena ritrovato. Uomini della squadra Mordente, altro ripudiato da chi non ha mai meritato niente, e il Mason Rocca che ci avrebbe aiutato con Azzurra se soltanto i tornei internazionali non si giocassero senza pause.</p>
<p><strong>AVELLINO 7</strong> alla squadra, 9 ad Ercolino e al suo eterno sorriso che non vuol dire essere sempre contenti, un applauso al veterano Pancotto ( +1), un bentornato ad Akyol che è la chiave navigante.</p>
<p><strong>CANTU’ 10</strong> al Trinchieri (+4) coraggioso, al solito Arrigoni che borbotta, ma sa dove mettere la pila per scoprire il sommerso. Lode al Mazzarino speciale.</p>
<p><strong>TREVISO 9</strong> al progetto, 9 ai ragazzi buttati nella mischia partendo da Alessandro Gentile, 6 al Vitucci (-1) che non deve avere pietà per chi sgarra, per chi è troppo bambino anche da grande. Uomo chiave Neal e ci ha smentito, così come Kus.</p>
<p><strong>VIRTUS 6</strong> per la fatica di mettere insieme arte e sudore, bravo come sempre Lino Lardo (0 petersoniano). Bravissimo Vukcevic, ma per questo gruppo occorre un ritocco per la nuova annata, altrimenti saranno dolori e non ci vengano a dire che manca il pubblico per poi investire.</p>
<p><strong>BIELLA 5</strong> globale per le cadute e le risalite, Bechi (+2) torni ad usare il rostro anche con quelli che non lasciano tranquilli i giocatori attesi dalla fatica prima che dalle belle copertine. Voto Chessa più di Aradori, ma certo Soragna insegna ancora a stare al mondo.</p>
<p><strong>TERAMO 7</strong> e un bel 9 a Capobianco (-1) che ha resistito a tutto, anche alla tentazione di prendere per il collo i ragazzi d’oro. Il suo uomo chiave è stato Hoover o, forse, Carlo Antonetti.</p>
<p><strong>MONTEGRANARO 6</strong> per la dura digestione del sistema Frates (-2), di situazioni complicate dal dolore fisico. Ci leghiamo a Brunner a farebbero bene a farlo anche i suoi compagni.</p>
<p><strong>ROMA 3, 5</strong> e a Gentile 5- per non aver capito subito che le cose si sarebbero messe male dopo lo slancio in partenza, perché gli manca ancora l’arte per insegnare, non certo quella per farsi seguire. Solo Winston ha retto l’urto, ma che pena. Per Boniciolli un + 2 conquistato a Varese, ma anche un più 10 sulla fiducia.</p>
<p><strong>CREMONA 7</strong> per l’entusiasmo che spinge una squadra amante dell’attacco, con un allenatore come Cioppi (+2) che non si è fatto spaventare dalla nuova arena. Bene gli americani, ma del Cusin da 0 su 6 a Milano cosa dire? Già caro Pianigiani.</p>
<p><strong>VARESE 6</strong> per il lavoro di ricostruzione tenendo presente la varesinità, bravo Pillastrini ( &#8211; 1) anche se qualcosa gli sfugge e gli manca da quando Slay è diventato un fantasma nell’opera dove difendiamo Childress dalla vecchiaia.</p>
<p><strong>PESARO 6</strong> perché anche quando perdeva non giocava mai male, resistente il Dalmonte (-3) cocciuto che non ha mai fatto un passo indietro anche quando tutto andava male. La sorpresa Van Rossom come bibita per andare al mare con Williams.</p>
<p><strong>FERRARA 4</strong> come i punti accumulati, anche se crediamo sempre in Valli (-7) che è lo stesso della promozione e dell’ultima stagione. Gli aut aut presidenziali hanno fatto davvero male, forse come il Jackson che nascondeva la debolezza mentale del gruppo senza un vero regista.</p>
<p><strong>NAPOLI</strong> ci asteniamo da qualsiasi commento, questa è proprio gente da <strong>meno 8</strong>, a parte l’allenatore giovane che ha resistito, a parte quelli che sono andati in campo a Teramo evitando la farsa.</p>
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		<title>Lo sceriffo Proli, il Micione, Michelino nei guai e Dan Peterson, sempre il numero 1</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:27:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline"><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.loudsportsshorts.com/basketball/players/larry_bird.jpg" alt="" width="178" height="243" /></strong></em><strong>OSCAR ELENI</strong></span> <strong>dal prato della Ghirada, in Treviso, dove la Verde Sport</strong> <strong>organizzerà il campo dedicato ai bambini</strong>, all’intelligenza motoria, un&#8217;iniziativa, si dice, buona, per i virgulti da zero a sei anni, ma, considerando il paese dove siamo, la scuola che abbiamo, facciamo pure da zero a venti e anche oltre, perché su quel campo si possono anche curare ferite da taglio chirurgico.Servirebbe a tutti avere campi del genere dove valutare certe attitudini e a <strong>Milano</strong>, quella che un tempo vinceva e parlava pochissimo, quella che sembra fuori da tutto ma ancora energie per creare qualcosa di bello, stanno pensando di imitare il progetto illustrato da <strong>Gilberto Benetton</strong> in un convegno stranamente disertato da chi doveva almeno renderne conto ai lettori prima delle brevi, della <strong>disfida fra Roma e Venezia per le Olimpiadi</strong>, <strong>delle notti passate</strong> <strong>sognando il poker e la California. </strong><strong>I soliti problemi sugli inviti</strong> <strong>sbagliati</strong>, perché questo è un carnaio dove tutto funziona per simpatia, inviti, eppure si sapeva che c’era un ministro, si sapeva da tanto tempo del progetto, come del resto è noto che quando Gilberto Benetton scende in campo nello sport lo fa per amore vero, senza secondi fini come abbiamo sempre ricordato anche al <strong>Minucci</strong>, prima delle liti e delle divisioni che ci hanno lasciato con i quaquaraquà, come potrebbero testimoniare persino quelli che nella Marca fingono di non sapere chi ha sostenuto l’attività di alto livello, al di fuori del calcio, ovviamente. <strong>Ma come ti sei svegliato se ti</strong> <strong>metti a parlare bene di Benetton adesso che la Benetton basket ha preso due rimpalli che mandano un messaggio preciso</strong> <strong>ai vari Petrucci del quartierino?</strong> Mi sono svegliato male dopo aver visto <strong>D’Antoni </strong>guidare <strong>New York</strong>, guidare si fa per dire, una banda di sciagurati che neppure lo ascoltano, che vanno per il campo seguendo il profumo dell’oro, gente che ha ridotto <strong>Danilo Gallinari</strong> a fare la sponda invisibile o, al massimo, a tirare con i piedi sempre per terra, il contrario dell’evoluzione tecnica che ci aspettavamo, soprattutto adesso che fa il <strong>Larry Bird dell’oro<span id="more-1369"></span> olimpico</strong>, ma soltanto quando va in panchina, sdraidonsi a terra per dare sollievo alla <strong>schiena che non sembra guarita</strong> come dicevano e dicono gli avidi e i frettolosi che fanno gattini ciechi. <strong>I Knicks dei tatuati</strong>, te le raccomando le regole Nba su giacca a cravatta, puttanate, hanno perso il terzo supplementare in una stagione dove le sconfitte fanno malissimo, dove <strong>Michelino è nei guai seri</strong> perché la gente fa presto a sbatterti contro il muro. La gente è feroce da tutte le parti. <strong>Ricordiamo il pubblico del Real che urlava &#8220;Scariolo dimission&#8221;,</strong> quello della Virtus che sembrava insofferente al realismo di <strong>Lino Lardo</strong>, al faticoso tirocinio dell’husky <strong>Koponen</strong>, quello di Milano che non sente <strong>Bucchi </strong>come <strong>il vero Cid</strong> di una squadra che ha bisogno del grande guru per nascondere tutto il resto, quello di<strong> Mosca che già non sopporta il sostituto di Messina, quello di Malaga che non perdona</strong> <strong>Aito,</strong> quello che ti mangia per essere a posto con la coscienza, quello che diventa <strong>Peterson o Baratta</strong> dal film, purtroppo non film muto, a seconda delle musiche che sente in cuffia, quello che risolverebbe sempre tutto mandando via l’allenatore, il presidente, quello che se la prende con <strong>Claudio Toti</strong> e lo invita ad andarsene sapendo che del domani, a <strong>Roma,</strong> come a <strong>Milano,</strong> e certamente a <strong>Bologna</strong>, non c’è una certezza. Dovrebbero saperlo anche a <strong>Pesaro </strong>dove adesso sono davvero spaventati perché sembra che <strong>Napoli </strong>possa arrivare a fare una squadra normale e quasi competitiva a certi livelli entro la fine del girone di andata, pronta a rimontare almeno sulla penultima.</p>
<p><strong>La gente è feroce. È cattiva, noi critici siamo dei bestioni con la bava alla bocca come i bevitori di vodka macerata con l’erba dei bisonti, sempre</strong> <strong>pronti a vedere il male in tutto</strong>, anche se esiste il diritto di replica, il diritto di <strong>non essere sempre d’accordo con i Proli</strong> della situazione, con quelli che arrivano in città e ti dicono c’è un <strong>nuovo sceriffo</strong>, del vostro passato me ne impippo, con i fenomeni che scelgono i sarti, i cuochi, persino i medici , fuori dalla città e poi si chiedono perché la città reagisce freddamente. Beh, <strong>a parte Pittis</strong> <strong>che confonde</strong> ancora l’eccellente <strong>Jumaine Jones con il principesco McAdoo</strong>, Milano, ad esempio, era abituata bene, aveva il meglio e per emozionarsi chiede proprio questo, non certo <strong>Iverson </strong>spinto da chi si confonde fra il risotto e le deiezioni dei cani. Certo che Iverson farebbe notizia, muoverebbe il cielo sopra Milano, ma per quanto tempo prima di pentirsi ci chiedono da Memphis e dintorni? Questo è il problema con chi si vanta di avere solida competenza, grandi maestri: <strong>erano sempre in bagno a fumare quando</strong> <strong>c’erano lezioni vere. </strong><strong>Settimana di purificazione nel distacco</strong> <strong>da Carlo Recalcati</strong>. Piangono i coccodrilli e i delfini di fiume. Non se ne poteva più di una situazione malata e insistere troppo per avere <strong>Pianigiani alla guida di Azzurra</strong> sembra voler fare un torto al quarantenne lupo della <strong>Mens Sana</strong> che certo sbalordisce il mondo con questa voracità, con questo record di <strong>10 sconfitte su 136 partite</strong>, perché <strong>ai cari Petrucci e Meneghin</strong> vorremmo dire che per un Chessa o un Martinoni al risveglio bisogna poi segnalare le prove dei titolari dell’ultima frana europea e il premio a <strong>Capobianco</strong> come allenatore dell’anno è strameritato perché bisogna davvero essere pazienti per sopportare<strong> Teramo</strong> così come la vediamo oggi, per non prendersela troppo davanti a certe prestazioni come quelle dei ragazzi d’oro <strong>Poeta e Amoroso che certo meritano affetto</strong>, ma dovrebbero anche <strong>smetterla di fare recite fuori tema</strong>: il regista è spesso stonato e monocorde, ma sembra sempre che sia soltanto lui a tirare la carretta della Tercas, l’ala forte ha uno strano modo di combattere, un modo che piace quasi a tutti, ma poi lo vedi cedere di nervi quando servirebbero braccia solide per tenere su il tetto. Meglio allora <strong>i Michelori e Di Bella</strong>, i <strong>Mordente</strong>, che non se la tirano, ma in campo ci mettono sempre la faccia e non chiedono sconti se arricci il naso perché non fanno tutto bene.</p>
<p><strong>PAGELLE sulle ferite nella settimana europea che mette Siena e Milano</strong> <strong>contro le grandi di Spagna</strong> dove la Acb ha chiuso i conti con tanti soldi nelle casse, tanti progetti, ma certo loro ci prendono il mondiale che è vero zucchero e ci appoggiano per l’europeo che, ormai, è vero tormento anche giocato in casa propria come vi direbbero i polacchi che non sono certo tanto più deboli di Azzurra allo sbando, di questo basket dove tutti guardano in alto e non si accorgono che il resto del sistema è nella palude, nel giardino dei poveri di idee e quattrini.</p>
<p><strong>10 a  ZIZIS e MORDENTE</strong>, compagnoni ai tempi di Treviso, produttori di vino rosso e bianco, il non ancora famoso Zimor che contiamo di stappare presto ringraziando questi due galantuomini, questi ragazzi che hanno cervello e cuore, che sono uomini veri e che al momento sono anche la gioia e la fortuna dell’Armani e di Siena.</p>
<p><strong>9 a Carlo RECALCATI</strong> se troverà subito una nazionale da allenare, se tornerà presto su una panchina di serie A, se chiederà un po’ di silenzio e di rispetto su questa vicenda sgradevole che lo ha separato nella casa dell’ex amico Meneghin. A noi piace Micione Charlie quando lavora, non quando trama.</p>
<p><strong>8 all’ ALTRA MILANO</strong> che domenica porterà Chuck Jura il magnifico sul legno del Palalido per una premiazione solenne prima che vadano in campo Armani e Scavolini. Dovrebbe presentare il tutto un Dan Peterson che anche quando deve fare giochi a due con gente sbagliata, gli succedeva a Sky, gli capita anche oggi, è sempre il numero uno, quello che sa cosa bere quando il sole delle parole al vento spacca le pietre che non hanno trovato le teste giuste da rompere.</p>
<p><strong>7 a Massimo CHESSA</strong>, sassarese di Biella, classe 1988,  <strong>e Nicolò</strong> <strong>MARTINONI</strong>, varesino Cimberio, classe 1989, prestato dalla Benetton a chi nell’ultima giornata ha mandato in campo di lavoro chi pensava di essere già pronto alla beatificazione per aver rischiato nella costruzione della squadra. Due giovani che danno speranza per il 2011, speriamo che con Melli ci diano qualcosa di più di quello che assurdamente ci aspettiamo dai ragazzi NBA.</p>
<p><strong>6 alla NBA</strong> che coltiva l’Europa alla sua maniera, che ti offre l’elenco giocatori mettendo di fianco a ciascun nome l’ingaggio. Un suggerimento che la Lega dovrebbe seguire in fretta, prima che al Coni scoprano certe cifre per certi italiani.</p>
<p><strong>5 al grande MASCELLANI</strong>, presidente di Ferrara, per aver fatto sapere ai suoi giocatori che per quello che ha speso si aspetterebbe d&#8217;avere risultati migliori. Non è questa la strada per ridare energia e fiducia ad un gruppo che ha pagato anche momenti di esaltazione collettiva esagerati.</p>
<p><strong>4 a Massimo BULLERI</strong> perché se è fra i migliori ogni volta che è in dubbio, ogni volta che deve fare un test pre gara per sapere se potrà andare in campo, allora le gente comincerà a sospettare che non tutti i mali vengono per nuocere e non tutti gli allenamenti saltati fanno perdere la buona predisposizione ad essere creativi, a tirare dal perimetro quando l’allenatore chiede più palloni per i centri.</p>
<p><strong>3 a Maurizio GHERARDINI</strong> che dopo le uscite di curva della Toronto dove Bargnani resta, inutile litigarci ancora, quello che in Spagna e nella qualificazione europea lasciava perplessi tutti quelli che avevano già capito come non esistesse un feeling fra allenatore e giocatore, fra giocatore e basket con pelotas, dopo questo inizio stagione NBA con molti scuri, non ha ancora sentito i suoi personalissimi tifosi italiani urlare che la colpa non è del geniale forlivese, ma di chi non lo ascolta come fanno nella federazione canadese. Uhm.</p>
<p><strong>2 a Dino MENEGHIN</strong> per quel comunicato senza dentro niente con il quale la Federazione si congedava da Recalcati, per questo silenzio sul futuro tecnico, il settore più delicato ed importante di una Federazione che ha bisogno di idee, di gente con voglia di lavorare, di esplorare il territorio, di fare battaglie rusticane con quelli della pallavolo e dell’atletica per avere gente da educare sui campi di basket nei posti giusti, con le giuste esperienze e f dolorose fatiche. Non vi salvate solo con le azzurrine della femminile volute dal Ticchi. Comunque meglio lacrime finte delle cause in tribunale come si rischiava anche adesso, dopo la vergogna della causa contro Riccardo Sales di quel tipo che oggi, per fortuna, cerca tartufi in una terra dove nascono soltanto fichi.</p>
<p><strong>1 alla BENETTON</strong> cucinata in salsa parilla da Pillastrini e dalla Cimberio perché non basta avere coraggio nelle scelte, bisogna anche rischiare a spendere qualcosa in più per sostenere l’esperimento. I giovani meritano spazio, ma pure bastone oltre a piatti di carote. Se cominciano con dei difetti poi non se li toglono più. Nei vivai bisogna investire partendo dai buoni stipendi per chi istruisce i giovani.</p>
<p><strong>0 a Nando GENTILE</strong> che non può iniziare con cinque stranieri cinque sul campo di Siena, non può reggere due tempi sfruttando il meno possibile i ragazzi italiani dopo aver visto che tipo di purgante è il tifo del presidente Petrucci per chi predica bene e finisce per razzolare malissimo.</p>
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		<title>Coraggio, qualcosa di buono bolle anche nella nostra pentola: Di Bella per esempio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 00:34:20 +0000</pubDate>
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<p><strong>Vorremmo vedere più spesso Daniel Hackett stoppare da fermo Casey</strong> <strong>Shaw.</strong> <strong>O celebrare un canestro con urla belluine</strong>, per poi tornare in difesa battendo le mani sul parquet, a sfidare l’avversario diretto. Anche se<strong> l’imprendibile Marques Green</strong> lo incenerisce da tre punti. Anche se pure il suo cambio, il coraggioso <strong>Daniele Tomassini</strong>, classe 1988, non ha paura di tirargli da lontano. Perché <strong>Hackett</strong>, col piglio e i tatuaggi da rockstar, <strong>è un’ottima copertina</strong> per una giornata, la terza, che <strong>ha proposto qualche italiano</strong> <strong>protagonista.</strong> Certo, non sarà stato il migliore in campo della matinee <strong>Benetton-Scavolini,</strong> perché per il titolo bisogna rivolgersi ancora a <strong>Gary Neal</strong>, <strong>22 punti</strong> con tanto di allungo decisivo (nonostante una sua scriteriata scelta offensiva abbia dato al team di <strong>Dalmonte </strong>il pallone per vincere), ma almeno ci ha ricordato che <strong>nel nostro campionato non esistono solo stranieri</strong>. Poi, il dovere di cronaca impone di parlare della <strong>doppia doppia di Wallace</strong>, dei bombardieri <strong>Sakota e Van Rossom</strong>, di un buon <strong>Simone Flamini</strong>, <strong>di Hicks</strong> che ha sbagliato un po’ troppo per acciuffare la partita. E di questa<strong> Pesaro</strong> che non merita di stare a zero, come pure questa <strong>Treviso </strong>di definirsi giovane, se <strong>l’unico del vivaio</strong> ad essere davvero <strong>utilizzato da Vitucci è stato De Nicolao</strong>, una manciata di minuti mozzafiato a inseguire Green. Comunque. Per restare in tema anticipi, <strong>Siena ha</strong>, come previsto, <strong>macinato Teramo</strong>, nonostante il lavoro sottocanestro di <strong>Thomas e i punti di Poeta</strong> (che luccicherà meno dei compaesani Nba, ma resta terribilmente concreto). Ci chiediamo solo che<strong> incantesimo</strong> usi <strong>Pianigiani</strong> per integrare con simile facilità i nuovi arrivi: <strong>Zisis e Hawkins</strong> <strong>si stanno già divertendo</strong>, senza che <strong>i leader McIntyre e Sato<span id="more-1307"></span></strong> battano ciglio. Dall’altra parte, peraltro, attendiamo fiduciosi <strong>il recupero di Amoroso</strong>, che per il momento ha spedito in quintetto base la sua controfigura. Sempre in chiave cinematografica, si registra inoltre il successo di <strong>Cantù su</strong> <strong>Montegranaro, per la gioia di coach Trinchieri</strong>, finalmente lieto delle statistiche dopo la pornografia offensiva (<strong>ipse dixit</strong>) dell’esordio. Sulla ribalta, oltre all’usuale, <strong>mortifero </strong><strong>Mazzarino</strong>, anche il redivivo <strong>Markoishvili</strong>. Noi, però, con chiara partigianeria, spezziamo una lancia per lo sconfitto <strong>Greg Brunner</strong>, che non sarà l’estetica del basket, ma produce 15 punti e quasi 8 rimbalzi a gara, sbattendosi come un matto. Forse è <strong>sottovalutato.</strong> Chi invece ha fatto sapere di esistere, dopo l’inizio impalpabile, è <strong>Pietro Aradori</strong>, che insieme al veterano Nba<strong> Fred Jones</strong> ha trascinato <strong>Biella</strong> alla <strong>vittoria esterna su</strong> <strong>Varese </strong>a suon di tiri da fuori. Se non altro, in assenza di <strong>Slay</strong>, con la schiena bloccata, <strong>alla Cimberio si sono esaltati i ventenni nostrani</strong> <strong>Martinoni (</strong>18 e 8 in 29’) e <strong>Antonelli</strong> (10 e 3 in 17’). La speranza, l’ennesima, è <strong>che non sia un fuoco di paglia</strong>. A proposito di polveri, <strong>Damon Jones,</strong> sedicente miglior tiratore al mondo, ha fatto il suo <strong>esordio a</strong> <strong>Napoli, sconfitto in trasferta da Bologna</strong>. Che non fosse <strong>San Gennaro</strong> lo si sapeva, benché abbia sciorinato un po’di repertorio, di certo anche i santi perderebbero la pazienza con una dirigenza che esonera Marcelletti (dopo due giornate) nello stesso momento in cui presenta il nuovo straniero. Non sappiamo se dovremo consultare Facebook per intendere<strong> le strategie di Papalia</strong>, per il momento nella <strong>Martos</strong> vanno a referto in sei e ovviamente non bastano contro una Virtus più solida dentro e fuori dall’area (vedasi <strong>Fajardo e Moss</strong>, per le rispettive competenze). Peraltro, se vi piace quel social network, non fatene l’uso sconsiderato di <strong>Mike Hall</strong>, che per restare fuori squadra <strong>ha ben pensato di lamentarsi pubblicamente</strong> <strong>della panchina e dello stipendio che riceve</strong> <strong>all’Armani Jeans</strong>. Al suo posto, <strong>Bucchi </strong>è stato costretto a inserire <strong>Mancinelli</strong>, che in una disfida degna di tempi antichi a Caserta ha anche avuto tra le mani la bomba del successo, mancandola. Alla fine, il tabellino dice <strong>due tempi supplementari</strong>, molteplici momenti caldi (compresi<strong> i due liberi di Michelori</strong> che hanno tenuto in vita la Pepsi), e una gara memorabile di <strong>Ere, Bowers</strong> e del nostro <strong>Fabio Di Bella</strong> (22, anche con 7 rimbalzi). <strong>Con Sacripanti</strong> alla guida della nazionale non crediamo sarebbe difficile trovargli posto, benché quello delle guardie sia l’unico reparto dove soffriamo problemi di abbondanza. <strong>Quanto a Milano</strong>, <strong>menzione per Finley</strong>, <strong>che continua a segnare e a perdere</strong>, e <strong>Petravicius</strong>, solido sotto i tabelloni. Le cronache riportano poi che <strong>a Roma, dove Avellino</strong> <strong>ha espugnato il Palalottomatica</strong> mantenendo la testa della classifica, il <strong>presidente irpino Ercolino</strong> sia stato colpito a fine gara da una moneta nell’occhio. Nella Capitale, quasi vent’anni fa, accadde lo stesso a <strong>Toni Kukoc</strong>: non risulta però che, poco prima, <strong>avesse mimato</strong> <strong>l’ombrello all’indirizzo del pubblico di casa</strong>. Il quale, prima di delirare, aveva visto una partita serrata, in cui alle scorribande di <strong>Jaaber (</strong>meno mostruoso delle ultime uscite ma sempre produttivo) aveva fatto eco una grande prova delle guardie ospiti, <strong>Brown e Nelson</strong>, micidiali da fuori, e <strong>la freddezza di Porta nei momenti decisivi</strong>. D’obbligo l’avviso ai naviganti:<strong> l’Air di Pancotto</strong> <strong>sembra avere tanti, tanti interpreti</strong>. E forse farà anche primavera, polacca, americana o argentina che sia. In chiusura, <strong>complimenti a Cremona</strong> che ha battuto a domicilio <strong>Ferrara</strong>. Nonostante il solito <strong>Grundy,</strong> e la prova-monstre di <strong>Jamison </strong>(21 in 24’, mentre Luke Jackson non è stato irresistibile), <strong>la squadra di Cioppi </strong>è salita <strong>in cattedra</strong> nella ripresa, col bilanciato contributo di <strong>Forbes, Bell,</strong> <strong>Rowland, Brown e Sklavos</strong>. E pazienza se con questi nomi ci sembra di commentare una partita di <strong>D-League.</strong></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>All&#8217;eroico Tranquillo neanche un graffio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 14:37:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px;" src="http://www.digital-sat.it/UserFiles/Tranquillo.jpg" alt="" width="200" height="140" /></span>Non me ne intenderò di basket come <strong>Barack Obama</strong> che ha pronosticato <strong>North Carolina</strong> quando le squadre in lizza per il <strong>titolo Ncaa</strong> erano ancora sessantacinque. E vuoi vedere che c&#8217;azzecca? Sinceramente lo spero. Ho sempre avuto un debole per la squadra universitaria <strong>di Michael Jordan e Bob McAdoo, </strong>allenata dal mitico <strong>Dean Smith</strong> che un giorno (di qualche lustro fa) <strong>Sandro Gamba</strong>, in tournée con la nazionale azzurra negli States, mi presentò dopo l&#8217;allenamento del mattino. E ci sparammo anche poi un hotdog tutti e tre insieme. North Carolina nelle final four di <strong>Detroit </strong>affronterà sabato notte <strong>Villanova</strong>, che ha eliminato la favoritissima <strong>Pittsburgh</strong>, e poi lunedì, toccando ferro, la vincente tra <strong>Connceticut e Michigan State</strong>. Dai, Presidente, che pure questa volta ce la fai. Però, detto tra noi, non ne capirò anche niente di pallacanestro, ma un fallo su un virtussino qualsiasi a dieci secondi dalla sirena o anche sullo stesso <strong>Vukcevic</strong>, prima che tentasse la tripla e infilasse il fantastico canestro della vittoria nel <strong>derby di Bologna</strong>, io al posto di <strong>Cesare Pancotto</strong> durante il time out l&#8217;avrei anche ordinato di fare. O no? Male che andasse, la Virtus avrebbe segnato due tiri liberi e la Fortitudo se la sarebbe ancora potuta giocare con l&#8217;ultimo possesso o comunque aggrappandosi al paracadute del supplementare. Così invece ha perso e buttato via una furiosa, appassionante e generosa rimonta. A Pancotto, viva Dio, non si può che voler bene, e io gliene voglio, ma tre partite vinte su quattordici, anche se a Milano e con Siena, mi sembrano tanto tanto poche. <strong>Dragan Sakota </strong>aveva fatto assai meglio: quattro vinte e cinque perse. E non vorrei dire, ma fu mandato in quattro e quattr&#8217;otto al diavolo. Cambiando temporaneamente discorso, che poi arriva la bomba, che scoppia e rimbomba, l&#8217;<strong>Orso Eleni</strong> mi ha tolto la parola di bocca. Avrei voluto infatti magnificare la telecronaca senza urli e lavagnette da Pesaro di <strong>Luca Corsolini</strong> e<strong> Mario Boni</strong>, ma l&#8217;ha già fatto lunedì Oscar e quindi non posso fare pure io il pappagallo come <strong>Acciughino Pittis</strong>, mia croce (su<strong> Sky</strong>) e delizia (quando era un bambino e vinceva le Coppe Campioni). Dirò allora che mi è piaciuta anche <strong>Chiara Baroni</strong>, abbastanza disinvolta nel prepartita di <strong>Scavolini-Benetton</strong>: una donna finalmente in uno spogliatoio di soli uomini. Peccato che sia poi scivolata su una buccia di banana<span id="more-796"></span> domandando a Mario Boni il pronostico del match e sottolineando con lui che la Scavolini veniva in fondo da una vittoria importante all&#8217;overtime con una squadra non da poco come <strong>Pesaro</strong>. Magari <strong>Teramo</strong>, ma fa lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi racconterò allora di <strong>Alibegovic </strong>che tutte le ha tentate, e ha fatto bene, per convincere <strong>Artiglio Caja</strong> a tornare a<strong> Udine</strong>. &#8220;Se vuoi, obbedisco, caro buon Teo, ma mi sembra che i buoi siano già scappati dalle stalle&#8221;, è stata più o meno la risposta dell&#8217;allenatore che l&#8217;anno scorso guidò <strong>Milano </strong>ai playoff e la riportò in <strong>Eurolega</strong> con la metà dei soldi che quest&#8217;anno il prode <strong>Livi(d)o Proli </strong>ha speso per un&#8217;<strong>Armani </strong>che farà fatica ad arrivare tra le prime tre e che può comunque solo sperare in una gran bella bufera di metà primavera per giocare al <strong>Forum,</strong> ovviamente sepolto di neve, la finale-scudetto che gli garantirebbe ancora un posto nei preliminari della prossima Eurolega. <strong>Superbasket</strong> esulta: cinque vittorie di fila non sono uno scherzo, ma di grazia con chi le ha vinte Milano queste partite? Con nessuna squadra che probabilmente disputerà i playoff. A parte Cantù che, con tutto il rispetto per il tifoso <strong>Werther Pedrazzi</strong>, non è il<strong> Real Madrid</strong>. E giocando come? Meglio lasciar perdere. Piuttosto ora l&#8217;Armani dovrà affrontare in casa Teramo, Treviso e Siena. E fuori Fortitudo, Roma e Biella. Non so se mi spiego e comunque, anche le vincesse tutte, non arriverà mai prima e difficilmente seconda. A proposito del <strong>Mps</strong>, non voglio proprio parlare della partita di ieri sera. Mi ha già fatto molto male al cuore. Ma una cosa la voglio dire: il <strong>Panathinaikos</strong> di <strong>Obradovic</strong> ha difeso come neanche nel paradiso della Nba sempre succede. Ma veniamo a bomba non prima d&#8217;aver messo in guardia l&#8217;amico <strong>Zanca</strong>: attento Lucio, la Banda Osiris sta spingendo per portare <strong>Claudio Crippa</strong> a Milano. E non credere che la Banda non abbia meno potere di <strong>Recalcati</strong> (con <strong>Meneghin</strong>) in nazionale. A buon intenditor poche parole. <strong>Ettore Messina</strong> ha chiuso con il <strong>Cska </strong>e, se non va a <strong>Toronto</strong> con<strong> Gherardini</strong>, si prenderà un anno sabatico. L&#8217;ha dichiarato lui e gli voglio credere. Quindi cosa ci sta a fare ancora Crippa a <strong>Mosca</strong>? Niente. O quasi. E l&#8217;Armani gli fa molta gola. A Udine hanno affiancato <strong>Bisonte Blasone a Sacchetti</strong> come aveva chiesto Caja ed era stato spernacchiato da Edi Snaidero e consorte Sandra. Artiglio aveva anche consigliato d&#8217;acquistare un playmaker che fosse un po&#8217; meglio di Jermaine Jackson, poi tagliato, e di prendere Booker. Parole al vento. E così Udine, mi spiace, ma non la salverà dalla retrocessione neanche Alibegovic.</p>
<p style="text-align: justify;">Di pronostico in pronostico, come le ciliege che non vedo l&#8217;ora che maturino:<strong> La</strong> <strong>Fortezza</strong> dovrebbe chiudere al secondo posto la regular season. Un&#8217;altra impresa di Matteo <strong>Boniciolli</strong> e del Paron <strong>Zorzi</strong>. Uomini di poca fede. Tanto più che Roma mi sembra un po&#8217; cotta e Teramo ha di qui alla fine un calendario terribile (Milano e Treviso fuori, le due Bologna assatanate in casa, oltre ad Avellino e Montegranaro). A Caserta avrebbero già mandato via da un pezzo<strong> Frates </strong>e pure a Pesaro c&#8217;è una panchina sulla quale <strong>Sacripanti </strong>si sta bruciando il sedere, ma non ci sono più allenatori liberi in giro. E allora si cambierà al termine della primavera. Però adesso vi racconto quello che più d&#8217;un uccellino mi ha raccontato sia accaduto domenica al termine del derby di mezzogiorno. Un gruppo di tifosi della Fortitudo ha attorniato <strong>Flavio Tranquillo </strong>che stava preparando a bordo parquet il suo servizio per <strong>Sky Sport 24</strong> nel quale ritornava prepotentemente sull&#8217;episodio della monetina sparata in testa del povero Terry. Ora anch&#8217;io ho difeso a spada tratta Meneghin nella famosa semifinale di Pesaro quando il grande Dino disse &#8220;adesso basta, non torno più in campo&#8221;, e Milano vinse a tavolino, ma non andai a cercar rogne con gli ultras inferociti della <strong>Scavolini. </strong>Anzi scappai di corsa dal vecchio palazzetto e mi rifugiai nel furgoncino blindato della polizia con <strong>Carlo Gatti</strong> che se la rideva di gusto. Già lo sa il mondo intero che Tranquillo non può vedere <strong>la Fossa</strong>. In più quelli della Fossa sono benissimo a conoscenza del comunicato che <strong>Montegranaro </strong>ha diffuso il 20 marzo scorso nel quale testualmente si ringraziava in particolare Flavio Tranquillo per il &#8220;senso di giustizia&#8221; con il quale lui e Sky avevano contribuito attraverso le immagini a convincere la corte federale della Federbasket a far ripetere la partita con la Fortitudo. Insomma va bene vincere, ma stravincere no. E comunque la Banda Osiris non si disperi: il suo leader massimo se l&#8217;è data a gambe e se l&#8217;è cavata neanche con un graffio. Per fortuna. Altrimenti l&#8217;avrebbero sicuramente fatto anche eroe e martire del basket italiano.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Potete continuare ad amare il basket anche senza sapere cos&#8217;è un pick and roll</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:52:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po&#8217; voi. Ho scoperto solo oggi che Franco Montorro non √® pi√π il direttore di Super Basket. Ne ha dato l&#8217;annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E&#8217; grave? Forse s√¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po&#8217; voi. Ho scoperto solo oggi che <strong>Franco Montorro</strong> non √® pi√π il direttore di Super Basket. Ne ha dato l&#8217;annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E&#8217; grave? Forse s√¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli andava a fagiolo. Io non posso dire altrettanto. Al contrario. Franco mi¬†ha fatto scrivere su <strong>Super Basket</strong> quando tutti gli¬†chiedevano se sapeva che si tirava in casa un matto pericoloso. Compreso<a class="flickr-image" title="Some Basketball Game" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/40646519@N00/2230256310/"><img class="flickr-medium alignleft" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://farm3.static.flickr.com/2055/2230256310_08e04ea5a1_m.jpg" alt="Some Basketball Game" width="240" height="158" /></a> qualche suo¬†(misero) sottopancia che¬†pensava, e ancora pensa,¬†di¬†far ridere: forse i polli, ma probabilmente neanche quelli. Per due anni mi sono divertito: avevo la mia settimanale rubrichetta (Peanuts),¬†carina dicevano,¬†in pi√π¬†andavo a bussare alle porte dei potenti¬†(o ex) del basket e li intervistavo a modo mio. O forse come solo piaceva a me.¬†Non guadagnavo male: centomila lire (pulite) a pezzo. Che mi andavano per√≤ spesso tutte in spese.¬†Ma volete mettere la libidine di farmeli tutti? O quasi.¬†Dal buon <strong>Gilberto Benetton</strong> a <strong>Walter Scavolini</strong>, da <strong>Claudio Toti</strong> all&#8217;avvocato <strong>Pierluigi Porelli</strong>. Solo <strong>Giorgio Seragnoli</strong> disse prima s√¨ e poi no.¬†Ma l&#8217;Emiro era l&#8217;Emiro. Mi sarebbe piaciuto chiedergli se era vero¬†di quella volta che, se non sbaglio nel maggio del 1998, la sua <strong>Fortitudo</strong> perse¬†3-2 la sfida dei playoff-scudetto con la Virtus di¬†<strong>Messina, Danilovic, Savic e Rigaudeau</strong> e lui scomparve per tre giorni e tre notti. Si disse che li pass√≤ barricato in una camera d&#8217;albergo a Rimini. Solo e disperato. Senza contatti col resto del mondo. Macerandosi a¬†domandarsi perch√® Dominique Wilkins e Carlton Myers avessero potuto fargli un torto simile. Lo ritrov√≤ la sorella. Ma forse √® soltanto una leggenda metropolitana. Anche se mi piace ancora pensare che sia andata proprio cos√¨: il ricco Emiro che si strugge¬†per le pene d&#8217;amore¬†che gli aveva¬†dato l&#8217;infedele¬†Teamsystem di <strong>Pero Skansi</strong> e <strong>Gregor Fucka</strong>. Montorro tifava Virtus¬†ovviamente. E io Fortitudo.¬†Ma si riusciva ad andare<span id="more-358"></span> d&#8217;accordo lo stesso. Anche in tiv√π. Poi¬†un¬†giorno mi disse a malincuore che forse era meglio lasciar perdere. Su Super Basket¬†leggevano solo le mie stronzate, mi spieg√≤, ed un paio di suoi redattori, istigati dalla Banda Osiris, se ne erano lamentati anche con l&#8217;editore. Mass√¨. Ognuno per la sua strada. Cosa faccia Franco oggi non so, ma lo sapr√≤: √® mio amico su Facebook e quindi non mi sar√† difficile contattarlo. Ovviamente chattando.¬†Se poi vuole gli dar√≤ anche ospitalit√† su questo blog. Dove l&#8217;invidia non esiste¬†e c&#8217;√® la libert√† (assoluta se garbata)¬†di non pensarla tutti in eguale modo. Per esempio¬†credevo che delle tre squadre italiane impegnate tra mercoled√¨ e gioved√¨ nella Top 16 di Eurolega il compito pi√π¬†difficile lo avesse Milano.¬†Che invece¬†ha vinto. Mentre Siena e Roma¬†sono¬†cadute. E neanche in piedi. D&#8217;accordo, a Zagabria gli arbitri (guarda caso due spagnoli) hanno infierito sul <strong>Montepaschi</strong>, specie con <strong>Sato </strong>e <strong>Eze,</strong> ma per una volta Pianigiani ci ha messo¬†del suo esagerando con <strong>Kaukenas </strong>e dimenticandosi <strong>Carraretto</strong>. Pu√≤ succedere, ma non dovr√† pi√π capitare. Se non a Mosca col Cska. Altrimenti, te li do io i quarti di finale.¬†Peggio ancora sta la <strong>Lottomatica </strong>che ha gi√† un piede (e mezzo)¬†nella fossa: perdere del resto la prima in casa con¬†Malaga, e magari anche con onore, ma questo lo pensa solo <strong>Franco Casalini</strong>, √® in Eurolega¬†comunque un peccato mortale. L&#8217;uno su tredici al tiro di <strong>Sani Becirovic</strong> √® stata invece sabbia nei miei occhi¬†che stravedono per lui.¬†E passi. Ma pi√π ancora √® stata¬†pietra al collo di una Roma gentile che troppo tardi si √® tirata su le maniche in difesa quando cio√®,¬†nell&#8217;ultimo quarto, si √® stufata di averle prese di santa ragione. Infine <strong>l&#8217;Armani:</strong> dopo il Cska di <strong>Ettore Messina</strong> ha messo in croce un&#8217;altra big d&#8217;Europa: l&#8217;Olympiacos dell&#8217;omerico, stupendo Yannakis. Eppure mi √® ugualmente difficile pensare in positivo perch√® ancora non mi fido di una squadra che improvvisa moltissimo, esagera nel tiro da tre punti, non ha sicuri punti di riferimento costanti, ma almeno ci mette un sacco pi√π di cuore e non fa pi√π finta di difendere. Mancava<strong> Mordente</strong>. Eppure <strong>Bulleri </strong>ha visto il parquet con il binocolo. A conferma che meno gicatori ha <strong>Bucchi </strong>da far ruotare meglio gli riescono i cambi. O no? Dimenticavo: magari lo avrete senz&#8217;altro gi√† saputo, ma il nuovo direttore di Super Basket √® <strong>Claudio Limardi</strong> che ha cambiato molto, e non solo¬†la grafica, del giornale fondato da <strong>Aldo Giordani</strong>. Se in bene o in male, lasciatemi vedere qualche altro numero e poi vi sapr√≤ dire. Intanto l&#8217;edicolante mi ha servito a casa SB¬†alle otto del mattino di mercoled√¨, ovvero ventiquattr&#8217;ore almeno prima del solito.¬†Per√≤ c&#8217;√® anche la solita intervista a <strong>Pozzecco</strong>: uffa, che barba!¬†E a Luca <strong>Vitali </strong>che scimmiotta <strong>Mourinho</strong>.¬†Mancano sempre le rubriche, perch√® no di satira e costume. Cos√¨ come non guasterebbe un cicinin in pi√π di gossip¬†e di prezzemolo. Ma nella redazione di Castel Maggiore, tra parentesi Bologna,¬†mi d√† l&#8217;idea che si rida sempre poco e che qualcuno continui a prendersi ancora troppo sul serio. Ragazzi, scrivete di basket, non d&#8217;alta finanza. E se anche, caro il mio direttore,¬†il pick¬†and roll resta per me un normalissimo dai e vai che il <strong>Paron Zorzi</strong> insegnava alla Misericordia¬†senza aiutarsi a nessuna lavagnetta di Sky:¬†tranquillo, continuer√≤ a vivere beato capendone volentieri sempre poco e meno di basket&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=f" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Armani, le sorprese non finiscono mai</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 18:25:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://www.corrieredellosport.it/images/37/C_3_Media_20237_immagine_det.jpg" alt="" width="226" height="138" />Ho una grossa sorpresa chiusa a chiave nel cassetto, ma non aprir√≤ il cassetto prima di luned√¨. Altrimenti di che cavolo di sorpresa potrei parlare? Lapalissiano. Non la svelerebbe nemmeno Jacques Chabannes, signore de <strong>La Palice</strong> ed eroico maresciallo francese caduto in battaglia (Pavia, 1535),¬†al quale i soldati dedicarono una canzoncina che faceva pi√π o meno cos√¨: &#8220;Un quarto¬†d&#8217;ora prima della morte era ancora in vita&#8221;.¬†Tempo al tempo.¬†Sorprendentemente invece Milano ha perso ancora.¬†E per due volte di fila in casa.¬†Prima con l&#8217;<strong>Efes</strong> e poi con Montegranaro. Ma se la¬†sconfitta in Eurolega ci pu√≤ forse, sottolineo forse,¬†anche stare, quella con¬†la <strong>Premiata</strong> di Alessandro <strong>Finelli</strong> non √® spiegabile nemmeno dalle assenze di un ex come Luca <strong>Vitali </strong>o di Massimo <strong>Bulleri </strong>o di Pape <strong>Sow</strong>, il¬†due e otto di¬†Dakar che non viene da Parigi, ma dalla Polonia (Sopot).¬†Ma c&#8217;erano Sangar√®, <strong>Thomas</strong>, <strong>Hawkins</strong>, Hall, Rocca, oltre a Mordente, Katelynas e Beard. Insomma quanto¬†sarebbe dovuto bastare per sculacciare i ragazzini del caro vecchio¬†<strong>Garris</strong>,¬†trentaquattro marie,¬†71 punti realizzati in due stagioni Nba (Denver e Orlando), ripudiato due anni fa dalla Milano dei <strong>Corbelli </strong>e dei Natali. Ieri sera a Belgrado¬†il buon Mason <strong>Rocca </strong>non¬†ha nemmeno messo il naso sul parquet e Yohann <strong>Sangar√® </strong>ha giocato con 38¬∞ di febbre, eppure dopo un quarto d&#8217;ora di partita quasi perfetta (sul pi√π 23) mi sono illuso che l&#8217;Armani potesse tornare a vincere dopo quasi un mese d&#8217;abbondanti vacche magre. E invece ci ha pensato Mike <strong>Hall </strong>nel finale a consegnare¬†la vittoria al Partizan sull&#8217;ennesimo piatto d&#8217;argento. Ora leggo che anche dalla Serbia sono arrivati segnali incorraggianti per¬†il futuro della squadra del secondo stilista pi√π ricco del mondo¬†(dopo <strong>Ralph Lauren</strong>) e il quarto (uomo) pi√π ricco del Belpaese. E ancora che l&#8217;ennesima sconfitta dei giovanottoni di Pierino <strong>Bucchi, </strong>per quanto amara, √® stata comunque confortante. Sar√† anche cos√¨. Per√≤ scusate se insisto, ma dall&#8217;Armani di <strong>Armani <span id="more-120"></span></strong>mi sarei francamente aspettato qualcosina di pi√π di un&#8217;unica vittoria (per sbaglio) con la Scavolini in¬†sette partite (quattro di campionato e tre di Coppa). Per molto meno¬†l&#8217;anno scorso, giusto ¬†di questi tempi, Zare <strong>Markowski</strong> fu segato di brutto, Ginetto <strong>Natali</strong> dovette togliere il disturbo (assieme a <strong>Galliani</strong>) e Corbelli dei miei Corbelli fu messo alla gogna. O forse mi sbaglio? Invece prima di oggi hanno pagato solo quattro dirigenti dell&#8217;Olimpia, ovvero i signori <strong>Baratti-Ceola-Colombo-e-Zucchiati</strong>, ai quali era stato promesso d&#8217;essere liquidati del loro cinque per cento e invece sono stati cacciati dal gran consiglio milanese perch√® non avevano sottoscritto l&#8217;aumento di capitale. Senza parole. O se invece vogliamo parlarne: le sorprese all&#8217;Armani non finiscono proprio mai.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=x" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Alla prima si è divertito solo Tranquillo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 17:42:43 +0000</pubDate>
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David Hawkins


Ho cominciato male. Sbagliando il pronostico di Scavolini-Armani. Spernacchietemi pure. Mi ero fidato di Repesa che mi aveva indicato Pesaro come una delle possibili mine vaganti del campionato. D&#8217;accordo, una partita, specie se la prima, si pu√≤ anche sbagliare, ma questa (contro Milano) la squadra del buon Sacripanti l&#8217;ha sbagliata davvero in toto. Inguardabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
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<p style="text-align: justify">Ho cominciato male. Sbagliando il pronostico di Scavolini-Armani. Spernacchietemi pure. Mi ero fidato di <strong>Repesa </strong>che mi aveva indicato <strong>Pesaro</strong> come una delle possibili mine vaganti del campionato. D&#8217;accordo, una partita, specie se la prima, si pu√≤ anche sbagliare, ma questa (contro <strong>Milano</strong>) la squadra del buon <strong>Sacripanti </strong>l&#8217;ha sbagliata davvero in toto. Inguardabile <strong>Stanic</strong>. E peggio ancora <strong>Shaw</strong>. Per non parlare di <strong>Zukauskas</strong>, inesistente. Mi √® piaciuto il Niger <strong>Akindele.</strong> Pensavo meglio <strong>Curry</strong>, mi aspettavo molto di pi√π dal decantatissimo <strong>Hicks</strong>, pupillo della Banda Osiris. Il resto √® quasi tutto da dimenticare, se non gi√† da buttare. E l&#8217;Armani? Strepitoso David <strong>Hawkins</strong> che ha vinto il match da solo. Cos√¨ ora qualcuno potr√† dire: come ha fatto Roma a farselo soffiare da Milano? Dubbio pertinente, ma ricordiamoci anche per favore quante volte Hawkins nella Lottomatica ha sbagliato l&#8217;ultimo tiro. Un&#8217;infinit√† di volte. S√¨, va bene, ma l&#8217;Armani? Solo il tempo di andare a prendere la mannaia e gi√π: se questa √® la squadra che deve grattare la pancia al Montepaschi, mettetevi il cuore in pace: non riuscir√† a fargli il solletico sotto ai piedi neanche nel sonno. Qualitativamente i quattro italiani da un miliardo (ciascuno) delle vecchie lire non valgono il Gallo fuggito nella Nba su una gamba sola. Montato <strong>Vitali</strong>, anche se, poveretto, ha una mano che gli duole. Opaco <strong>Mordente</strong>, timido <strong>Bulleri</strong>, caotico <strong>Rocca</strong>. Ma questo purtroppo √® il livello (penoso) del nostro basket. Zero <strong>Thomas</strong>, due (punti) <strong>Hall</strong>. E dunque? Siena √® tutta un&#8217;altra cosa. Quanto a Flavio <strong>Tranquillo</strong>, supertifoso delle scarpette rosse, √® partito fortissimo arrivando testualmente a dire a trequarti di partita con un punteggio da femminucce e queste spaventose percentuali milanesi al tiro (Thomas 0 su 8, Hall 1 su 8, Vitale 0 su 6, Mordente 0 su 4): &#8220;Qui non si segna mai, ma questa √® la pallacanestro: una partita divertentissima da vedere&#8221;. Per favore, rinchiudetelo in cantina. Anche se √® astemio e beve solo (ruttando) Coca Cola. E buttate via la chiave. Per sempre.¬†Ve ne saremo infinitamente grati.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=?" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Dieci buoni motivi per essere felici</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 09:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/frazer4eos/2577288735/"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3126/2577288735_cfe0e2c6a5.jpg?v=0" alt="" width="300" height="200" /></a>Sono felice perch√® domenica comincia il campionato di basket di serie A con l&#8217;anticipo su Sky a mezzogiorno tra Pesaro e Milano che la <strong>Scavolini </strong>vincer√† all&#8217;82 per cento. Facciamo per 82-77. E se sbaglier√≤ pronostico, meglio: avrete cos√¨ subito modo di dire spernacchiandomi: &#8220;Eccolo di nuovo: sbruffone e incompetente come sempre&#8221;. Son contento perch√® la mamma (85) sta bene. Grazie. E pure i miei figli Giorgia e Bicione (37, gemelli)¬†che proprio non¬†vogliono farmi diventar nonno e quindi sentir vecchio. Sono contento perch√®¬†non mi sono svegliato con la¬†luna storta,¬†ho vinto la mia atavica pigrizia e mi √® tornata la voglia di scrivere su questo blog. Son contento perch√® a settembre ho passato qualche giorno in Trentino, a Folgaria, con la <strong>Fortitudo</strong> e la <strong>Lottomatica </strong>in ritiro e dopo anni ho respirato di nuovo a pieni polmoni l&#8217;aria sana e pulita di un basket che credevo non esistesse pi√π. E ovviamente mi sono innamorato di <strong>Savic </strong>e di <strong>Repesa</strong>, di <strong>Marcelinho </strong>e di <strong>Sani </strong>(Becirovic), dei capitani (<strong>Lamma</strong> e <strong>Tonolli</strong>) e dei matti (<strong>Woods</strong> e <strong>Forte</strong>). Capirai lo sforzo. Per√≤ anche mi sono piaciuti¬†gli inseparabili¬†Guido diesse <strong>Pastori</strong> e Gerardo¬†digi <strong>Guarino</strong>. Michele <strong>Forino </strong>√® super, ma questo gi√† lo sapevo. Ho scoperto Jamont <strong>Gordon</strong> in palestra: due molle ai piedi e una sinistra tenera-tenera. Mi √® piaciuto Roberto <strong>Gabini</strong> per l&#8217;omone che √®. Non ho visto <strong>Bodiroga </strong>perch√® non si √® fatto mai (e pi√π) vivo: cartellino giallo. Lo scudetto lo vincer√† sempre <strong>Siena</strong>, ma Roma con Brandon <strong>Jennigs </strong>pu√≤ provarci a rovinarle la festa. Vi sorprenderanno (positivamente) l&#8217;aquila con lo scudo e l&#8217;orso Dragan <strong>Sakota </strong>che mi ha promesso¬†di parlare in italiano prima della Befana. Sono felice perch√® la Banda Osiris di Flavio <strong>Tranquillo </strong>e Andrea <strong>Bassani</strong> non √® ancora riuscita a distruggere del tutto la nostra pallacanestro pur avendoci provato negli ultimi tre lustri in tutti i modi. Sono felice perch√® sono un fiume in piena<span id="more-50"></span>¬†e perch√® le cose che andavo dicendo¬†pi√π di dieci anni fa si sono purtroppo verificate: siamo riusciti infatti a perdere¬†anche con l&#8217;Ungheria che, come dice Nando <strong>Gentile</strong>, &#8220;non sapevo neanche che giocasse a basket&#8221; e¬†i giornali di regime, la Gazza in testa,¬†non si sono nemmeno sognati d&#8217;impiccare i fricchettoni azzurri e¬†di prendere a calci in culo <strong>Gallo</strong>-<strong>Bargnani</strong>-e-<strong>Bellinelli</strong> che nella Nba centrano &#8211; sia chiaro &#8211; come i cavoli a merenda. Sono contento perch√®, come scrive il grandissimo Giorgio <strong>Bocca</strong> oggi sul Venerd√¨, in fondo poco ci piace che l&#8217;intelligenza¬†ci distingua dalle bestie. E siamo in molti per fortuna ancora in Italia a pensarla allo stesso modo. Son contento perch√® magari domenica mattina gioco a golf col mio Paron, Tonino <strong>Zorzi</strong>, a Villa Condulmer. Poi, sul far della sera, lui andr√† al Palaverde (Treviso-Avellino) e io pi√π umilmente forse sar√≤ a vedere la <strong>Reyer</strong> (Legadue) che alla prima di campionato spero abbia imparato la lezione che il professor <strong>Marcelletti </strong>le ha dato con la sua giovane e promettente <strong>Reggio</strong> padana. Sono felice perch√® mi sarei giocato le palle che il buon Carletto <strong>Recalcati</strong> non avrebbe dato le dimissioni da citt√¨ e perch√® Maifredi √® stato costretto a darle da presidente di una Federazione che, da quel che ho capito, non cambier√† registro nemmeno col commissario¬†<strong>Meneghin</strong>. Son contento perch√® <strong>Curry </strong>(Scavo) preferisce¬†gli Yankees (baseball) ai Knicks di <strong>D&#8217;Antoni</strong> e perch√® <strong>Repesa </strong>non guarda mai la Nba in tv se non durante i playoff. Son felice (e dieci) perch√® nel basket ho tantissimi nemici,¬†ma anche un paio d&#8217;amici che ancora mi sosterrano in questa mia nuova avventura (Mors tua vita Pea) contro i mulini a vento. Arrivederci a domenica. E buon campionato a tutti. Anche a Giorgione <strong>Buzzavo</strong>&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=2" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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