By peaclaudio | Marzo 2, 2010 - 4:47 pm - Posted in I lunedì da Oscar

OSCAR ELENI in fuga da Vancouver, dai tranquillanti per le notti nella sempre troppo affollata Casa Italia dove cominciano le vere sconfitte, dalla città dove acqua vetro e vento aiutano a dimenticare le cadute sul ghiaccio di Carolina, le cadute di stile verso l’angelica Kostner del presidente Petrucci, il numero uno del Coni che, come sappiamo, quando lo fai arrabbiare, non porge mai l’altra guancia e ti aspetta al varco per darti una stangata. In Canada ha colpito una stella caduta e forse cadente, oltre al presidente federale dello sci che gli fece la guerra, nel basket lo trovammo crudele ed esagerato anche con Sandro Gamba, poi ha continuato e non si è fermato neppure quando ha visto i “suoi uomini” dalla schiena dritta, lo dicono loro però, tormentare il povero Maifredi che aveva osato, per una volta, non essere d’accordo su certe scelte che puzzavano di greggio, di maso, di stallatico. Venuta l’ora d’abbandonare West Broadway e il sushi di Tojo Hidekazu, ci siamo chiesti, come sempre, perché le luci della ribalta, una volta ogni quattro anni, accecano ragazzi che si vantano di essere diversi da quelli del calcio, ma poi fanno le stesse cose appena vedono un microfono, una ballerina, un dollaro: la verità è che anime semplici si complicano tutte le volte che provi a studiarle, a giustificarle, a cercare una motivazione più forte del pecorino toscano. Siamo nati per le imprese, partire da sfavoriti aiuta sempre, il coraggio oltre l’ostacolo, ma se non mi autorizzate a perdere allora sbrago. Succede anche nel piccolo mondo del nostro basket dove nel pensatoio per la riforma campionati Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

By oscareleni | Dicembre 22, 2009 - 4:55 pm - Posted in I lunedì da Oscar

OSCAR ELENI incantato da Paolo Rumiz che, volendo fuggire dal mondo, ha finito per trovarne uno a sorpresa, una epifania nell’Italia vitale e segreta, quella che Simone Pianigiani dovrà esplorare con pazienza, seguendo le tracce di vomito lasciate da Meneghin ( grande Dino sparagliele in faccia a quei sepolcri imbiancati) quando si è accorto che i naufraghi sperduti nell’isola di Circe, quelli che sono Proci a prescindere, erano gli stessi disperati arrivati a casa sua per chiedere aiuto, per obbligarlo a coprire la lettiera federale sporcata dal tradimento di chi sapeva, ma taceva, di chi non voleva vedere, di chi ha scelto il veleno delle parole e della calunnia, la stessa che ora monta in una federazione dove chi sognava il posto di un Bertea e di altri gingilli romani sta facendo il diavolo a quattro, su e giù per le montagne inventandosi persino lettere di rinuncia alla nazionale di Stonerook in inglese, no sembra aramaico ai calunniatori, forse lo hanno preso per un russo e hanno letto niet, forse hanno sbagliato cinema e si sono trovati davanti al gran rifiuto di un giocatore che da Siena aveva fatto sapere di non essere pronto per una stagione completa (parola di Recalcati quando volle giustificare la non chiamata per la Spagna dopo l’infortunio di Rocca ad inizio preparazione europea), questione di età e fisico, ma che nascondeva anche tensioni antiche e chi frequentava Azzurra doveva ben saperlo. Fiabesca bellezza dei paesaggi, umani e naturali, dice Rumiz nel suo libro edito da Feltrinelli, rabbia per il potere che lo ignora perché bisogna partire dai monti naviganti per scoprire un paese diverso e , forse, bisogna partire dai ragazzini che in un angolo del palazzotto di Brescia, serie A dilettanti, inseguivano felici un palloncino da buttare nel canestro appeso al muro, mentre sul campo i “ grandi” si davano da fare per la gloria di un campionato minore dove quasi tutti sembrano divertirsi più che nelle gelide arene della serie A. Per solidarietà con Avellino hanno spento le caldaie al Palalido Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

OSCAR ELENI dal prato della Ghirada, in Treviso, dove la Verde Sport organizzerà il campo dedicato ai bambini, all’intelligenza motoria, un’iniziativa, si dice, buona, per i virgulti da zero a sei anni, ma, considerando il paese dove siamo, la scuola che abbiamo, facciamo pure da zero a venti e anche oltre, perché su quel campo si possono anche curare ferite da taglio chirurgico.Servirebbe a tutti avere campi del genere dove valutare certe attitudini e a Milano, quella che un tempo vinceva e parlava pochissimo, quella che sembra fuori da tutto ma ancora energie per creare qualcosa di bello, stanno pensando di imitare il progetto illustrato da Gilberto Benetton in un convegno stranamente disertato da chi doveva almeno renderne conto ai lettori prima delle brevi, della disfida fra Roma e Venezia per le Olimpiadi, delle notti passate sognando il poker e la California. I soliti problemi sugli inviti sbagliati, perché questo è un carnaio dove tutto funziona per simpatia, inviti, eppure si sapeva che c’era un ministro, si sapeva da tanto tempo del progetto, come del resto è noto che quando Gilberto Benetton scende in campo nello sport lo fa per amore vero, senza secondi fini come abbiamo sempre ricordato anche al Minucci, prima delle liti e delle divisioni che ci hanno lasciato con i quaquaraquà, come potrebbero testimoniare persino quelli che nella Marca fingono di non sapere chi ha sostenuto l’attività di alto livello, al di fuori del calcio, ovviamente. Ma come ti sei svegliato se ti metti a parlare bene di Benetton adesso che la Benetton basket ha preso due rimpalli che mandano un messaggio preciso ai vari Petrucci del quartierino? Mi sono svegliato male dopo aver visto D’Antoni guidare New York, guidare si fa per dire, una banda di sciagurati che neppure lo ascoltano, che vanno per il campo seguendo il profumo dell’oro, gente che ha ridotto Danilo Gallinari a fare la sponda invisibile o, al massimo, a tirare con i piedi sempre per terra, il contrario dell’evoluzione tecnica che ci aspettavamo, soprattutto adesso che fa il Larry Bird dell’oro Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

                                  di FRANCESCO SARTI

Vorremmo vedere più spesso Daniel Hackett stoppare da fermo Casey Shaw. O celebrare un canestro con urla belluine, per poi tornare in difesa battendo le mani sul parquet, a sfidare l’avversario diretto. Anche se l’imprendibile Marques Green lo incenerisce da tre punti. Anche se pure il suo cambio, il coraggioso Daniele Tomassini, classe 1988, non ha paura di tirargli da lontano. Perché Hackett, col piglio e i tatuaggi da rockstar, è un’ottima copertina per una giornata, la terza, che ha proposto qualche italiano protagonista. Certo, non sarà stato il migliore in campo della matinee Benetton-Scavolini, perché per il titolo bisogna rivolgersi ancora a Gary Neal, 22 punti con tanto di allungo decisivo (nonostante una sua scriteriata scelta offensiva abbia dato al team di Dalmonte il pallone per vincere), ma almeno ci ha ricordato che nel nostro campionato non esistono solo stranieri. Poi, il dovere di cronaca impone di parlare della doppia doppia di Wallace, dei bombardieri Sakota e Van Rossom, di un buon Simone Flamini, di Hicks che ha sbagliato un po’ troppo per acciuffare la partita. E di questa Pesaro che non merita di stare a zero, come pure questa Treviso di definirsi giovane, se l’unico del vivaio ad essere davvero utilizzato da Vitucci è stato De Nicolao, una manciata di minuti mozzafiato a inseguire Green. Comunque. Per restare in tema anticipi, Siena ha, come previsto, macinato Teramo, nonostante il lavoro sottocanestro di Thomas e i punti di Poeta (che luccicherà meno dei compaesani Nba, ma resta terribilmente concreto). Ci chiediamo solo che incantesimo usi Pianigiani per integrare con simile facilità i nuovi arrivi: Zisis e Hawkins si stanno già divertendo, senza che i leader McIntyre e Sato Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

By peaclaudio | Aprile 1, 2009 - 3:37 pm - Posted in Il basket nel cestino, La Banda Osiris, Pea Nuts

Non me ne intenderò di basket come Barack Obama che ha pronosticato North Carolina quando le squadre in lizza per il titolo Ncaa erano ancora sessantacinque. E vuoi vedere che c’azzecca? Sinceramente lo spero. Ho sempre avuto un debole per la squadra universitaria di Michael Jordan e Bob McAdoo, allenata dal mitico Dean Smith che un giorno (di qualche lustro fa) Sandro Gamba, in tournée con la nazionale azzurra negli States, mi presentò dopo l’allenamento del mattino. E ci sparammo anche poi un hotdog tutti e tre insieme. North Carolina nelle final four di Detroit affronterà sabato notte Villanova, che ha eliminato la favoritissima Pittsburgh, e poi lunedì, toccando ferro, la vincente tra Connceticut e Michigan State. Dai, Presidente, che pure questa volta ce la fai. Però, detto tra noi, non ne capirò anche niente di pallacanestro, ma un fallo su un virtussino qualsiasi a dieci secondi dalla sirena o anche sullo stesso Vukcevic, prima che tentasse la tripla e infilasse il fantastico canestro della vittoria nel derby di Bologna, io al posto di Cesare Pancotto durante il time out l’avrei anche ordinato di fare. O no? Male che andasse, la Virtus avrebbe segnato due tiri liberi e la Fortitudo se la sarebbe ancora potuta giocare con l’ultimo possesso o comunque aggrappandosi al paracadute del supplementare. Così invece ha perso e buttato via una furiosa, appassionante e generosa rimonta. A Pancotto, viva Dio, non si può che voler bene, e io gliene voglio, ma tre partite vinte su quattordici, anche se a Milano e con Siena, mi sembrano tanto tanto poche. Dragan Sakota aveva fatto assai meglio: quattro vinte e cinque perse. E non vorrei dire, ma fu mandato in quattro e quattr’otto al diavolo. Cambiando temporaneamente discorso, che poi arriva la bomba, che scoppia e rimbomba, l’Orso Eleni mi ha tolto la parola di bocca. Avrei voluto infatti magnificare la telecronaca senza urli e lavagnette da Pesaro di Luca Corsolini e Mario Boni, ma l’ha già fatto lunedì Oscar e quindi non posso fare pure io il pappagallo come Acciughino Pittis, mia croce (su Sky) e delizia (quando era un bambino e vinceva le Coppe Campioni). Dirò allora che mi è piaciuta anche Chiara Baroni, abbastanza disinvolta nel prepartita di Scavolini-Benetton: una donna finalmente in uno spogliatoio di soli uomini. Peccato che sia poi scivolata su una buccia di banana Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po’ voi. Ho scoperto solo oggi che Franco Montorro non √® pi√π il direttore di Super Basket. Ne ha dato l’annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E’ grave? Forse s√¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli andava a fagiolo. Io non posso dire altrettanto. Al contrario. Franco mi¬†ha fatto scrivere su Super Basket quando tutti gli¬†chiedevano se sapeva che si tirava in casa un matto pericoloso. CompresoSome Basketball Game qualche suo¬†(misero) sottopancia che¬†pensava, e ancora pensa,¬†di¬†far ridere: forse i polli, ma probabilmente neanche quelli. Per due anni mi sono divertito: avevo la mia settimanale rubrichetta (Peanuts),¬†carina dicevano,¬†in pi√π¬†andavo a bussare alle porte dei potenti¬†(o ex) del basket e li intervistavo a modo mio. O forse come solo piaceva a me.¬†Non guadagnavo male: centomila lire (pulite) a pezzo. Che mi andavano per√≤ spesso tutte in spese.¬†Ma volete mettere la libidine di farmeli tutti? O quasi.¬†Dal buon Gilberto Benetton a Walter Scavolini, da Claudio Toti all’avvocato Pierluigi Porelli. Solo Giorgio Seragnoli disse prima s√¨ e poi no.¬†Ma l’Emiro era l’Emiro. Mi sarebbe piaciuto chiedergli se era vero¬†di quella volta che, se non sbaglio nel maggio del 1998, la sua Fortitudo perse¬†3-2 la sfida dei playoff-scudetto con la Virtus di¬†Messina, Danilovic, Savic e Rigaudeau e lui scomparve per tre giorni e tre notti. Si disse che li pass√≤ barricato in una camera d’albergo a Rimini. Solo e disperato. Senza contatti col resto del mondo. Macerandosi a¬†domandarsi perch√® Dominique Wilkins e Carlton Myers avessero potuto fargli un torto simile. Lo ritrov√≤ la sorella. Ma forse √® soltanto una leggenda metropolitana. Anche se mi piace ancora pensare che sia andata proprio cos√¨: il ricco Emiro che si strugge¬†per le pene d’amore¬†che gli aveva¬†dato l’infedele¬†Teamsystem di Pero Skansi e Gregor Fucka. Montorro tifava Virtus¬†ovviamente. E io Fortitudo.¬†Ma si riusciva ad andare Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , ,

By peaclaudio | Novembre 6, 2008 - 7:25 pm - Posted in Il basket nel cestino

Ho una grossa sorpresa chiusa a chiave nel cassetto, ma non aprir√≤ il cassetto prima di luned√¨. Altrimenti di che cavolo di sorpresa potrei parlare? Lapalissiano. Non la svelerebbe nemmeno Jacques Chabannes, signore de La Palice ed eroico maresciallo francese caduto in battaglia (Pavia, 1535),¬†al quale i soldati dedicarono una canzoncina che faceva pi√π o meno cos√¨: “Un quarto¬†d’ora prima della morte era ancora in vita”.¬†Tempo al tempo.¬†Sorprendentemente invece Milano ha perso ancora.¬†E per due volte di fila in casa.¬†Prima con l’Efes e poi con Montegranaro. Ma se la¬†sconfitta in Eurolega ci pu√≤ forse, sottolineo forse,¬†anche stare, quella con¬†la Premiata di Alessandro Finelli non √® spiegabile nemmeno dalle assenze di un ex come Luca Vitali o di Massimo Bulleri o di Pape Sow, il¬†due e otto di¬†Dakar che non viene da Parigi, ma dalla Polonia (Sopot).¬†Ma c’erano Sangar√®, Thomas, Hawkins, Hall, Rocca, oltre a Mordente, Katelynas e Beard. Insomma quanto¬†sarebbe dovuto bastare per sculacciare i ragazzini del caro vecchio¬†Garris,¬†trentaquattro marie,¬†71 punti realizzati in due stagioni Nba (Denver e Orlando), ripudiato due anni fa dalla Milano dei Corbelli e dei Natali. Ieri sera a Belgrado¬†il buon Mason Rocca non¬†ha nemmeno messo il naso sul parquet e Yohann Sangar√® ha giocato con 38¬∞ di febbre, eppure dopo un quarto d’ora di partita quasi perfetta (sul pi√π 23) mi sono illuso che l’Armani potesse tornare a vincere dopo quasi un mese d’abbondanti vacche magre. E invece ci ha pensato Mike Hall nel finale a consegnare¬†la vittoria al Partizan sull’ennesimo piatto d’argento. Ora leggo che anche dalla Serbia sono arrivati segnali incorraggianti per¬†il futuro della squadra del secondo stilista pi√π ricco del mondo¬†(dopo Ralph Lauren) e il quarto (uomo) pi√π ricco del Belpaese. E ancora che l’ennesima sconfitta dei giovanottoni di Pierino Bucchi, per quanto amara, √® stata comunque confortante. Sar√† anche cos√¨. Per√≤ scusate se insisto, ma dall’Armani di Armani Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , ,