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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; savic</title>
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		<title>Gloria a Bucci e ai suoi mohicani</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 21:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/schlichtherle/3049749313/"><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3136/3049749313_37d2c3f365.jpg?v=0" alt="" width="211" height="164" /></strong></em></a></span><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>, <strong>travestito da boccale di birra, cosa non difficile</strong> <strong>considerando il giro vita</strong>, nella stanza piÃ¹ affollata di <strong>U Fleku</strong>, speriamo di averlo scritto giusto, <strong>il tempio del luppolo</strong> dove non puoi stare a guardare gli altri che devono se arrivi a piedi fino a <strong>Praga,</strong> attraversi <strong>il ponte Carlo</strong>, ti nascondi nella cittÃ  vecchia, se hai deciso di scoprire se i veterani del <strong>colonnello Natucci</strong> hanno davvero cambiato <strong>il dottor Stranamore Alberto Bucci</strong>. Una volta, quando era re, sembrava il piÃ¹ divertente e divertito, gli piaceva stupire con giacche colorate, era spiritoso, brillante, una volta, quando allenava il <strong>Cus Bologna</strong> e non pensava di poter diventare sindaco, mandÃ² nei matti il <strong>povero Sales</strong> facendo diventare Buzzavo il cannoniere della finale. Erano altri tempi, la storia <strong>Virtus</strong> lo esaltÃ², ma lo cambiÃ² anche, in peggio dicono gli amici dei tempi buoni, ma era un re, vinse lo scudetto, era in prima linea, pazienza se poi alla fine non si Ã¨ piÃ¹ capito con <strong>Alfredo Cazzola</strong> che non ricordava bene, secondo lui, certi accordi. <strong>A Bologna</strong>, in questi tempi, Ã¨ cosÃ¬. Molti dimenticano gli accordi e persino la veritÃ  come direbbero gli sbalorditi avventori della collina di Ugo leggendo certe dichiarazioni che arrivano dall&#8217;iperuraneo abruzzese. <strong>Chiedetelo a Savic, a Sconochini, allo</strong> <strong>stesso Bucci</strong>, ai creditori di oggi della <strong>Fortitudo</strong>, chiedete un po&#8217; in giro, anche se siamo al canto delle anatre: provano per <strong>Sanremo</strong>, ma non vanno bene neppure per una sagra. Tanti <strong>amarcord</strong> con inganno nascosto: manager con una promozioncina da mettere in bacheca che urlano al mondoÂ  &#8220;ma non capite che avete messo da parte un genio&#8221;. Succede. Non esiste misura della prestazione sportiva negli sport di squadra. In atletica misuri, cronometri, nelle altre discipline vai a spanne e allora scopri fenomeni anche se hanno soltanto fatto passare le acqua in qualche brefotrofio. Sono indignati gli estromessi di oggi e allora <strong>cosa dovrebbero dire quelli che ieri hanno vinto davvero</strong> tanto, hanno fatto societÃ  capolavoro e ora non hanno piÃ¹ ingaggi e neppure credibilitÃ , per un mistero glorioso che piace al basket creativo dove si promuove per rimuovere, dove si rinnova sempre senza sapere poi dove andare? Sono giorni per queste anatre che volano basse, ma cantano a squarciagola. <strong>Diventa storica la vittoria della femminile ai Mediterranei</strong> contro la Under della <strong>Serbia</strong>. Tutti a ballare, con <strong>Franco Lauro</strong> che ci risveglia dal riposo meritato invitandoci a brindare con e per <strong>Ticchi il farmacista</strong>. Nessun problema, sapevamo che era bravo<span id="more-1139"></span>, sapevamo che era vaccinato per pedalate vere in salita, che avrebbe resistito a tutto, ma non umiliamolo facendogli dire che ha raggiunto un oro storico dopo tante delusioni. Un passettino avanti, ma certo sarÃ  ricordato molto meglio per il sesto posto Europeo rovinato per eccessiva furbizia alla pesarese, quando pensava di poter tenere <strong>Macchi seduta</strong> mentre <strong>la Grecia</strong> rimontava e si trasformava in squadra di megere dal braccio caldo.<br />
Ma non divaghiamo e torniamo a <strong>casa Bucci</strong>, <strong>alla birreria di Praga</strong> dove<strong> la nazionale</strong> <strong>Over 45 ha vinto il Mondiale</strong>. Anche qui enfatici messaggi dal fronte sul fatto che l&#8217;Italia non vinceva a livello mondiale da sempre. CosÃ¬ vanno le cose nel nostro mondo e lo puÃ² capire un boccale di birra travestito da giornalista se il suo medico curante non si Ã¨ affatto preoccupato del labirinto andato, ma, fuggendo verso la gloria mondiale, lui il Max che si considera medico sportivo al sevizio della <strong>cittÃ  di Milano</strong>, ha voluto soltanto sapere se nei giorni della gloria ci sarebbe stato spazio sui giornali. Qualcosa Ã¨ stato scritto, chi poteva lo ha fatto volentieri, ma insomma stiamo calmi anche se ci fa piacere onorare chi ha vinto con un bel sei su sei, ma la curiositÃ  era scoprire la nuova faccia di Bucci, piÃ¹ arcigna oggi di quando correva verso titoli meritati, verso scudetti svaniti in un nanosecondo come gli avrÃ  ricordato sempre <strong>Fantozzi</strong>, il registe degli over a Praga, cittÃ  amata da tutti meno che dai veneti, si dice, perchÃ© con la famosa pace del 1866 gli austriaci diedero la regione a<strong> Napoleone </strong>che la girÃ² all&#8217;Italia cambiando il destino e l&#8217;educazione civica di tanta gente.<br />
<strong>Gloria a Bucci e ai suoi mohicani</strong> dove si nasconde anche il <strong>Montecchi cubano</strong>, dove <strong>Carera </strong>non lascia un pallone, dove scopri <strong>Frascolla</strong>, riscopri <strong>Terenzi e Binelli</strong>, <strong>Dal Seno e Teso</strong>, dove il motore Ã¨ <strong>Ponzoni</strong>, dove c&#8217;Ã¨ lo spirito che in questi giorni sembra animare l&#8217;altro basket e premia gli <strong>Antonello Riva</strong>. A Genova si nono radunati per il trofeo Panichi i reduci di grandi stagioni in una cittÃ  che amava questo gioco e ora lo vede lontano, troppo in alto. A Milano, in via Procaccini, la via dove aveva la sede<strong> l&#8217;All&#8217;OnestÃ  poi diventata Mobilquattro</strong>, stampata <strong>Xerox</strong>, morta <strong>Isolabella</strong>, due giornalisti dal cuore grande, <strong>Olivari e Specchia</strong>,, forse bugiardi per troppo amore direbbero loro nella ricostruzione di certe cose e qui <strong>il commissario Parisini</strong>, chiamato in causa per un tarocchino Alco, dovrebbe rispondere, hanno presentato<strong> la storia dell&#8217;Altra Milano</strong> lasciando sbalorditi i ricconi <strong>Armani</strong>, lasciando senza parole che non ha mai avuto la loro fede, la loro speranza in un mondo diverso. Tutte riunioni da frequentare come direbbe l&#8217;ex presidente<strong> Maifredi</strong> che ancora si fa guidare da una vecchia passione, anche se lui la deve vivere a schiena piegata mentre in giro ci sono <strong>altri che raccontano balle storiche</strong>, gente di cui non senti la mancanza, ma che vorrebbe farti credere che ci mancano davvero.<br />
Niente da dire, qualcuno ci manca, altri ci intrigano, perchÃ© vorremmo davvero conoscere la metamorfosi di <strong>Natali</strong> quando siede sotto la linea gotica rappresentata da <strong>Galliani</strong>, vorremmo scoprire cosa ha spinto <strong>Atripaldi </strong>a cavalcare davanti ai tartari che hanno scelto i ragazzini come ostaggio per farsi ascoltare da una Federazione che non potrÃ  cambiare se le regole d&#8217;ingaggio sono queste. Misteri gloriosi di chi ti applaude se vinci, se sei promosso, ma poi, come primo premio ti offre un contratto al ribasso. Questi sono gli uomini delle rivoluzioni in un basket dove gli aerei per le Americhe sono sempre stracarichi quando qui ci sarebbe da fare la <strong>ola per Siena</strong>, campione con i campioni, campione con i giovani, campione, adesso, con la under 15 della <strong>Virtus del presidente Bruttini</strong> che ha scoperto nuova vita, nuova forza unendosi ai progetti di <strong>Minucci</strong>, non contrastandoli a prescindere, anche se i mondi restano giustamente diversi.<br />
<strong>Il basket che danza col tutÃ¹ delle vergini dai candidi manti</strong> spiegando che l&#8217;organizzazione cooperazione per lo sviluppo economico, la OCSE, ha scoperto che il riciclaggio del denaro sporco viene fatto piÃ¹ facilmente nel calcio, ben sapendo che anche altri sport riciclano e hanno in soffitta riciclatori nati come spiegherebbero certe folgorazioni sulla via della salvezza societaria ai tempi dei tacopinatori riuniti. Anatre in volo sotto il tiro delle doppiette di chi sapeva bene che <strong>Stonerook </strong>non si sarebbe presentato a <strong>Bormio</strong>, per favore risparmiateci la guerra dei bottoni con squalifica e polemica aggiornata, di chi invece si domanda perchÃ© <strong>Bulleri </strong>ha deciso di rinunciare anche se sa benissimo che il suo posto Ã¨ sicuro e che nel gruppo non resteranno per molto quelli che non ci sanno stare come cercano di spiegare a Milano adesso che devono proprio risolvere <strong>il caso Vitali</strong>, cigno dell&#8217;estate diventato brutto anatroccolo nei playoff. A proposito del raduno a Bormio nella terra del balivo Pini, un gigante nella storia di questo gioco, fa impressione la scritta free agent di fianco al nome di <strong>Matteo Soragna</strong> lasciato libero da<strong> Treviso</strong>. A proposito di Treviso qualcuno prenda in considerazione il caso <strong>Pausich</strong> che ha lasciato dopo oltre trent&#8217;anni la societÃ  che ha vissuto con lei, per lei, perchÃ© c&#8217;era interesse soltanto verso la prima squadra, mentre a lei interessa il basket giovanile, quello di oltre 100 ragazzine da far correre e divertire, quello del gruppo speciale della Montelatici. In Federazione il nostro presidente accerchiato dia incarico a qualcuno d&#8217;interessarsi davvero dei problemi esistenti quando devi organizzare un vivaio, ma sappiamo che la cosa non fa diventare piÃ¹ importanti, non ti porta al ballo del qua qua davanti al monitor. Una volta a Milano c&#8217;era uno che prima di frequentare il gruppo schiena dritta <strong>aveva promesso che il campo</strong> <strong>all&#8217;aperto di via Dezza sarebbe stato intitolato a Mario Borella</strong>, allenatore e maestro per tanti a Milano, basterebbe chiedere a cinque o sei generazioni di giocatori, dirigenti, arbitri, allenatori, poi ci fece sapere che la burocrazia bloccava tutto, poi lo vediamo questo campo: da due mesi retine strappate, ma per fortuna i ragazzi ci giocano lo stesso. Ma Ã¨ anche la storia vero di uno sport che barcolla e non sa ancora che la guerra dei bambini lo porterÃ  alla maledizione.<br />
<strong>Restando a Treviso ci addolora che Toronto</strong>, quindi <strong>Gherardini</strong>, abbiano portato via il <strong>Cuzzolin </strong>che sapeva davvero costruire atleti sul telai che promettevano soltanto di poter diventare aerei da combattimento cestistico. <strong>Tutti a Las Vegas</strong>, pochi a Bormio, ma Ã¨ normale. Il caldo verrÃ  piÃ¹ avanti quando anche la figuraccia nella finale per il terzo posto ai <strong>Mediterranei</strong> sarÃ  digerita con lo stesso sgroppino di chi ci vuole convincere che si deve arrivare allo scisma per proteggere un certo tipo di giocatori, per rendere piÃ¹ ricchi gli incassi di un certo tipo di agenti. <strong>Speriamo che la montagna valtellinese faccia del bene a tutti</strong>, anche se nella batteria dei centri che, fortunatamente, troverÃ  in <strong>Hackett</strong> un bel fornitore di palloni, vediamo lo spettro della eliminazione prossima ventura, quella del buio oltre la siepe di un europeo che difficilmente ci vedrÃ  in campo, anche se dicendo questo, con le squadre italiane, in ogni sport, si arriva al massimo, persino ai titoli piÃ¹ importanti.</p>
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		<title>Volete capirlo che Siena Ã¨ strafavorita? Anche se Milano in difesa ha buone armi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 20:55:39 +0000</pubDate>
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<strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>dal Belize meridionale, alla ricerca dei teschi di cristallo lasciati a Lubaantun, il luogo delle pietre perdute, per</strong> <strong>capire se</strong> dobbiamo ancora perdere tempo a guardare il futuro visto che i <strong>Maya </strong>ci assicurano la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012. Inutile chiedersi se davvero <strong>Sabatini</strong> cederÃ  un giorno <strong>la Virtus</strong>, se davvero l&#8217;uomo di futur station lascerÃ  il posto in serie A alla<strong> Fortitudo</strong>, se ci saranno crociate contro i Maya galattici di <strong>Siena</strong>, contro la strategia <strong>Minucci,</strong> se ci saranno dirigenti capaci di ascoltare quello che <strong>Alberto Bucci </strong>ed <strong>Ettore Messina</strong> dicono alla gente di <strong>Bologna</strong>: inutile prendersela sempre con gli allenatori, sono le societÃ  che devono funzionare, avere progetti da portare avanti e difendere. Certo se a <strong>Milano </strong>ci fossero statiÂ  <strong>Sacrati, Savic, Sabatini</strong> e<strong> Corbelli</strong>, quelli di <strong>Pesaro </strong>o di <strong>Udine,</strong> il povero <strong>Piero Bucchi</strong> non avrebbe superato le idi di marzo, sarebbe stato fatto fuori perchÃ© la gente dubitava di lui, perchÃ© la squadra non funzionava, perchÃ© il mondo dello sport, come lo vedono loro e <strong>Zamparini</strong>, loro e <strong>Cellino o Corioni</strong>, Ã¨ sempre diverso da quello dove seminano e raccolgono i tipi alla <strong>Buzzavo,</strong> alla <strong>Minucci</strong>, alla <strong>Livio Proli </strong>e non Ã¨ un caso che siano proprio <strong>Siena e Milano</strong> a trovarsi davanti al teschio di cristallo dove si nasconde lo scudetto. Prima di pensare alla finale che non puoi affrontare con leggerezza, come dicono a Milano, magari soltanto per farsi coraggio. Leggeri come?, direbbe <strong>Calvino.</strong> Prima di fermarsi a valutare quello che tutti vedono bene, nessuno concede a Milano piÃ¹ di una vittoria nella serie su sette partite, giriamo un po&#8217; nel pianeta per ridere di certa ottusitÃ .<br />
Ci sapete dire chi gioca la finale del campionato under 19 da tre anni di fila? <strong>Benetton e Montepaschi</strong>, due belle societÃ  che se la smettono di litigare potrebbero trainare insieme il sistema legaiolo che produce demenzialitÃ  come gli orari delle finali, assegnando lo scudetto con partite che si iniziano alle 21 a meno che Siena non chiuda tutto alla quarta sul legno del <strong>Forum</strong> o alla settima in casa sua. La prima previsione ha un senso, l&#8217;ultimo no di certo.<br />
A<strong> Salsomaggiore</strong> il responsabile della nazionale giovanile, il <strong>Ramagli</strong> che ancora deve riprendersi dalla sbornia trevigiana, visto come sono andate le cose a <strong>Reggio Emilia</strong>, ha visto ragazzi da grande Europa e speriamo che la sua vista sia migliore di certi scettici blu amaranto ed incoraggi le societÃ  a puntare su ragazzi che hanno soltanto bisogno di giocare quando fare canestro, passare bene, difendere forte, conta qualcosa. Da Salsomaggiore ci propongono il quintetto del 2009 e il fatto che a guidarlo sia <strong>Alessandro Gentile</strong>, figlio di <strong>Nando</strong>, aiuta a credere in tante cose, magari nei geni che ti porti dentro. Con lui il Davide <strong>Pascolo </strong>di Udine, il Claudio <strong>Tommasini </strong>della Virtus Bologna, poi il <strong>Metreveli </strong>senese e il <strong>Wojciechowski </strong>trevigiano a cui auguriamo di diventare bravissimo, ma di non meritarsi mai un titolo di giornale perchÃ© avrebbe contro un&#8217;intera redazione<span id="more-1086"></span>, e molti che in tipografia smadonnano a prescindere. Nel gruppo, purtroppo non c&#8217;era NiccolÃ² <strong>Melli</strong>, ma ci si augura che possa avere tutto il tempo per riprendersi dall&#8217;operazione, assestare il fisico in divenire, ritrovando passione, entusiasmo, sorriso. Nel quintetto alto manca Stefano <strong>PotÃ¬ </strong>che invece ha vinto il titolo juniores con <strong>Pistoia</strong>, nella sezione diciamo societÃ  non professionistiche, battendo il <strong>Casalpusterlengo</strong> del <strong>Curioni </strong>che sta facendo grandi cose e se anche gli vanno male certe finali o semifinali bisogna dire che tutti tifiamo per lui nella speranza che qualcuno gli ceda davvero un posto in serie A: i nostalgici dell&#8217;<strong>All&#8217;OnestÃ </strong>, della <strong>Xerox</strong>, speravano che fosse lui a rivitalizzare il progetto seconda squadra di Milano, ma la cosa si Ã¨ allontanata, mentre si avvicinano altre possibilitÃ  tipo quella di <strong>Pavia,</strong> in attesa di sapere se a Soresina, dove hanno una proprietÃ  ricca e forte davvero, hanno qualcosa in mente per il campionato di A1 che dovranno giocare l&#8217;anno prossimo anche se il <strong>Cioppi</strong> in trionfo dovesse lasciarli per la sua <strong>Pesaro</strong>. Per malvagitÃ  di gente che dice di esserti amica, ma poi ti abbandona, finge d&#8217;essersi dimenticata, non siamo riusciti a salutare <strong>D&#8217;Antoni </strong>che girava sul <strong>Sile </strong>sulla barchetta <strong>Benetton </strong>nei giorni del Camp dove molti sono tornati in ginocchio dopo aver negato di conoscere Buzzavo, la Benetton , la Verde Sport. Pazienza, lo raggiungeremo via posta elettronica, alla faccia di questi malmostosi che poi hanno sempre una scusa pronta.<br />
La stessa che ci obbliga alla solitudine senese. A ripazienza. <strong>Dunque la</strong> <strong>finale scudetto</strong>. <strong>PerchÃ© Siena favorita? </strong>PerchÃ© Ã¨ la piÃ¹ forte tecnicamente, mentalmente, perchÃ© ha un sistema di gioco che permette di rimediare con la difesa quando l&#8217;attacco, magari, batte in testa. E&#8217; successo dopo l&#8217;incidente di <strong>Lavrinovic,</strong> lo si Ã¨ visto con <strong>McIntyre </strong>non sempre in tiro, lo si capisce quando <strong>Kaukenas</strong> va a sbattere per ansia da canestro inventato e non costruito. Beh, anche Milano ha fatto la sua strada risolvendo bene il problema della difesa? Tutta un&#8217;altra cosa, perchÃ© contro Siena la zona classica , a fronte pari o dispari come squittiscono al lavatoio, non paga dividendi, perchÃ© serviranno mastini in ogni angolo e se avessero sfruttato meglio <strong>SangarÃ¨</strong>, invece di avvilirlo, forse avrebbero anche avuto l&#8217;uomo per la marcatura giusta al fronte. Comunque Ã¨ vero, <strong>l&#8217;Armani </strong>in difesa ha buone armi, ma non ci sembrano ancora sufficienti come dice Messina: la differenza fra una grande d&#8217;Europa e una delle 16 d&#8217;Europa. E&#8217; pazzo chi pensa che Milano potrebbe sfondare al centro? Non tanto, ma il problema, visto l&#8217;ultimo <strong>Price,</strong> valutando il <strong>Vitali</strong> anemico dell&#8217;ultimo serie, sarÃ  quello di far arrivare la palla ai centri, meglio Mo <strong>Taylor </strong>di un Marconato che comunque avanza deciso verso il cuore di <strong>Recalcati,</strong> magari anche soltanto per 5 minuti azzurri, ma se fra i due s&#8217;infilasse pure <strong>Rocca</strong> si potrebbe dire che il povero <strong>Eze </strong>avrebbe le mani piene e sarebbe in vera difficoltÃ  come Ã¨ capitato in eurolega contro chi aveva piÃ¹ di un centro. La fortuna ha aiutato Bucchi a scegliere il meglio, adesso deve solo capire se <strong>Hall e Katelinas</strong> hanno la testa e le braccia per far stancare <strong>Stonerook. </strong>Dite tutti Siena favorita e poi sembra che siano i campioni a doversi preoccupare? Avete capito male. <strong>Siena Ã¨ strafavorita</strong>, ma se devi pensare ad un risultato diverso dal quattro a zero allora hai necessitÃ  di cercare soluzioni sul tavolo bisunto del tuo bar, con la presunzione di poter dire cose che nel pensatoio Armani si saranno ripetuti mille ed una volta.<br />
<strong>Vaticini al latte di giugno</strong>:<br />
<strong>10Â a Â Corbani</strong>, allenatore giovanili Benetton, per aver vinto lo spareggio con il Montepaschi alla terza sfida nelle finali juniores. Lui, l&#8217;allenatore di Siena, il Giordano Consolini che non deve accettare nessun incarico pericoloso e futuribile, quelli che a Salsomaggiore hanno lavorato per il bene comune, il Francesco Aniello che ha mandato comunicati completi, competenti, insomma questo mondo merita e meritava la massima visibilitÃ . Dieci a tutti.<br />
<strong>9 al Pino Sacripanti</strong> perchÃ© non siamo stupiti che abbia divorziato da Pesaro, ma siamo addirittura sbalorditi dalla dichiarazione dei dirigenti che per spiegare la separazione hanno detto che il compenso richiesto era fuori dal loro budget. Piccoli Mou crescono.<br />
<strong>8Â a Recalcati e Meneghin</strong> che si sono accordati per andare avanti in un momento in cui non potevano esserci altre soluzioni, sapendo che il domani Ã¨ senza certezze sia se andremo agli Europei e, soprattutto, se li dovremo guardare dalla spiaggia.<br />
<strong>7 al Baiesi</strong> che ha lasciato <strong>Biella </strong>perchÃ© vuol tornare ad una vita normale dopo le tante sfide vinte con l&#8217;Angelico, con Atripaldi, con Savio, con Forni, con tutti quelli che hanno contribuito alla stagione del cacao meravigliao. Diciamo sette per dire settemila.<br />
<strong>6 ad Andrea Niccolai</strong> che ha trovato un posto nella selezione Giba, che ha partecipato con l&#8217;entusiasmo che manca a molti dei ragazzi di oggi. Come dice Saturnino, come dicono <strong>Sconochini e Boni</strong>, perchÃ© mettere fuori chi ha 40 anni e andare dietro a ventenni che in palestra non ci vorrebbero mai andare come dimostrano le troppe estati dove i nostri virgulti hanno trascurato di cercare un difetto nella loro disastrosa cartelletta tecnica. Questa gente, se avesse dei sostegni giusti, dice il Ponzoni anima della nazionale over 45 che andrÃ  a al mondiale di Praga, potrebbe ancora insegnare una strada.<br />
<strong>5 all&#8217;associazione arbitri</strong> che per le finali juniores doveva mandare in campo tre direttori di gara, tanto per abituare i ragazzi a capire meglio, tanto per fare chiarezza su certi tabellini dove i tiri liberi sono una esagerazione, proprio come i tiri da 3 della finalissima Siena- Treviso. Aggiungere ed abolire, questo farebbe un settore tecnico attivo che non vive di crocette.<br />
<strong>4 alla Lottomatica Roma</strong> che deve fare chiarezza subito adesso che circolano voci sull&#8217;ingaggio di un Blatt e sulla scelta di Lardo al posto di Gentile. Partire con qualche dubbio sarebbe peggio che partire con un&#8217; altra squadra sbagliata.<br />
<strong>3 a Mike D&#8217;Antoni</strong> perchÃ¨ non ha avuto un minimo di comprensione davanti a domande da sacrestia, perchÃ© non ci ha detto davvero a qual distanza stanno il fisico del ragazzo Gallinari e la testa del cinquantenne Danilo.<br />
<strong>2 all&#8217;arbitro PaternicÃ²</strong> perchÃ© dovevamo ancora dare un voto per quella chiamata sulla rimessa di Moss, per quei 5 secondi che erano 4 al massimo, per una decisione che ha cambiato la storia di una serie e forse di una stagione. Conoscendo il personaggio e avendolo visto allegro sul campo pochi giorni dopo diciamo che ha superato l&#8217;angoscia. Lui. Soltanto lui dicono a Teramo dove pure guardano in cagnesco il Moss prenotato da Siena.<br />
<strong>1 a Marcello Lippi</strong> perchÃ© con la sua Italia due ha cercato di farci morire d&#8217;invidia pensando all&#8217;Italia tre presentata nell&#8217;amichevole di Bologna. Anche il calcio Ã¨ prigioniero dei troppi stranieri, ma gli italiani crescono dove possono giocare e servire. Voi pensate che Lechthaler abbia fatto piÃ¹ progressi quest&#8217;anno a Siena o l&#8217;anno scorso a Montegranaro.<br />
<strong>0 al capestro Sky</strong> per gli orari della finale, per questa battaglia impari con altre televisioni che ti propongono basket in vacca. Siamo avviliti e sfiniti. Ma lorsignori frega un tubo. Se insistete vi mandiamo in campo l&#8217; espontaneo di <strong>Barcellona </strong>che ha inseguito <strong>Federer </strong>mentre faceva il suo garrulo capolavoro parigino.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=>" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Vengo anch&#8217;io pur rischiando la doppia&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 16:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Â Â  Â  Â  Â  Â  Â  Â Â diÂ LEONARDO IANNACCIÂ Â Â Â Â Â Â 
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Â Â  Â  Â  Â  Â  Â  Â Â <span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/32165283@N03/3379308186/"><img class="alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="MIhajlovic" src="http://farm4.static.flickr.com/3603/3379308186_e6f5f8b2d9.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a></span><em><strong>diÂ LEONARDO </strong><strong>IANNACCI</strong></em>Â Â Â Â Â Â Â </p>
<p style="text-align: justify;">Â Anche se Ã¨ matematicamente inattaccabile il vecchio teorema del bar, inventato da quel gran genio di <strong>Mirko Lanzi</strong>, detto <strong>l&#8217;Ugo Tognazzi</strong> della bassa (&#8220;Non Ã¨ cosÃ¬ grave quando per la prima volta non fai la seconda, lo Ã¨ quando per la seconda volta non fai la prima&#8230;&#8221;), una certezza la posso candidamente confessare: da parecchio non concedo il bis. Il sipario &#8211; diciamo cosÃ¬ &#8211; si alza una sola volta e, al fin della licenza, si chiude, senza piÃ¹ dar segni di vita. L&#8217;esibizione Ã¨ unica e secca. In talune occasioni robusta e vitaminica (ehm&#8230;), in altri casi ben piÃ¹ sofferta: fate conto di vedere un marine, visibilmente appesantito, che cerca di raggiungere la sua buca sulla spiaggia di <strong>Okinawa</strong>. Arranca, suda come una bestia, si aiuta con i gomiti. Ce la fa, non ce la fa, alla fine ce la fa. Ma il bis, a quel punto, diventa fugace, francamente impossibile. Questione di anagrafe? Il prossimo luglio sono 47, mica 90. Ma come ricordava il grande <strong>TotÃ²,</strong> a questa etÃ  Ã¨ piÃ¹ facile imbattersi in un morto che parla una sola volta, piÃ¹ che in un fringuello in forma clamorosa. Tant&#8217;Ã¨. I giorni ormonici di un tempo sono passati da troppe primavere e, cosÃ¬, il sottoscritto &#8211; povero disgraziato &#8211; si appresta a vivere una &#8220;doppia&#8221; di ben altro tenore: quella della possibile <strong>retrocessione in parallelo</strong> delle sue squadre del cuore:<strong> il Bologna calcio e la Fortitudo </strong><strong>basket</strong>. Si scherza e si ride per non piangere. Ovvero, scherzo e rido per non piangere.<span id="more-862"></span>Â Ma se il vecchio Bologna Ã¨ sotto la tenda d&#8217;ossigeno (terz&#8217;ultimo dopo l&#8217;umiliante 1-4 subito contro il <strong>Siena </strong>(non contro il <strong>Manchester United</strong>) e se l&#8217;Aquila Ã¨ spennacchiata piÃ¹ che mai dopo il blitz bolognese della burrosa <strong>Armani Jeans</strong> (mica il <strong>Panathinaikos di Mago</strong> <strong>Obradovic</strong>&#8230;), pure io non sto tanto bene. E rischio la doppia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AL PARCO DELLE STALLE</strong> &#8211; Morire cosÃ¬, per l&#8217;ennesima volta in casa, con una squadra costruita (?) in questi mesi dall&#8217;irriconoscibile <strong>Zoran Savic</strong> con la parte del corpo chenon vede mai il sole, Ã¨ irritante.<strong> La G-Mac</strong> delle 7 vittorie e 18, avete capito bene, <strong>18 ko</strong>, sei dei quali consecutivi, ha un piede e altre quattro dita in <strong>Lega Due</strong>. <strong>Cesare Pancotto</strong>, un uomo e un allenatore onesto che per mesi ha vissuto a Bologna in hotel perchÃ© la societÃ  non gli aveva messo a disposizione neppure un appartamento (!), pare imbananito pure lui: non Ã¨ riuscito ancora a capire che <strong>Fucka </strong>Ã¨ un ex, che <strong>Huertas</strong> un playmaker che non ragiona, che <strong>Mancinelli </strong>non ha il cuore da capitano, che di cinque lunghi non se fa uno, che i mori del roster sono da appendere al muro e non da lisciare. Che gli altri italiani vanno inseguiti con un randello nodoso. <!--more-->Non si puÃ² giocare i minuti finali di partite che valgono una vita come ha fatto la <strong>Fortitudo </strong>nel derby e contro Milano. Ora i casi sono due: o <strong>Rieti (</strong>16 punti) le perde tutte mentre gli aquilotti (14 ma -4 per lo scontro diretto) portano nel nido due vittorie da qui alla fine. Oppure la F sprofonderÃ . AltrochÃ¨ Parco delle Stelle, come promesso dai vertici del club. <strong>Il signor Sacrati</strong> potrÃ  aspirare a centrare un altro obiettivo: quello di costruire il Parco delle Stalle. Il letame non manca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MAI FIDARSI DI UN SERBO &#8211; </strong>Ce la buttÃ² lÃ¬ una volta, ridacchiando, il grande violinista di Belgrado <strong>Sale Djordjevic</strong>, quando era il faro della Fortitudo: &#8220;Mai fidarsi di un serbo!&#8221;. Il fatto Ã¨ che <strong>Sinisa Mihajlovic</strong>, ex terrificante leader in campo di <strong>Sampdoria, Roma, Lazio e Inter</strong>, l&#8217;allenatore che a sette giornate dalla fine Ã¨ riuscito a portare <strong>il Bologna</strong> in zona retrocessione dopo aver vivacchiato per mesi nella terrificante e illusiva zona vicina al quart&#8217;ultimo posto, Ã¨ un serbo sui generis. E&#8217; un furbacchone di sette cotte, amico di <strong>Roberto Mancini</strong> e di qualche giornalista che crede di essere influente e invece non ne combina una buona. E&#8217; un mister che non sa ancora come si allena una squadra che deve salvarsi. Questa Ã¨ la veritÃ . PotrÃ  anche diventare un grande condottiero, ma ora ha dimostrato di non avere le stigmate tattiche nÃ¨ il mestiere per gestire uno spogliatoio come quello del Bologna. Dopo la terribile bastonata contro il Siena e il faccia a faccia con i tifosi fuori dallo stadio (&#8220;Tutta colpa mia&#8221;, ha detto Sinisa. <strong>&#8220;E allora </strong><strong>sparisci&#8221;</strong> hanno replicato i nerboruti della curva) tutti si attendevano il colpo di scena: via il serbo. O no? E cosÃ¬ Ã¨ stato dopo Pasqua e Pasquetta e tre notti insonni. <strong>Francesca Menarini,</strong> la Presidentessa subentrata all&#8217;ex mister <strong>Motor Show</strong> e ex patron della <strong>Virtus di Danilovic</strong>, <strong>l&#8217;Alfredo Cazzola</strong> che adesso vorrebbe persino fare il sindaco a Bologna, avrebbe per la veritÃ  ancora voluto concedere a Sinisa l&#8217;ultima sigaretta. Anche a costo di sfidare una cittÃ  che non lo voleva piÃ¹ vedere neanche col binocolo e che soprattutto non gli perdonava l&#8217;indecorosa campagna acquisti di gennaio che il serbo aveva suggerito alla padrona: <strong>Cesar </strong>si Ã¨ difatti praticamente giÃ  ritirato dal calcio; <strong>Mutarelli</strong> Ã¨ ridicolo; <strong>Belleri </strong>sta a sedere in panca; <strong>Osvaldo</strong> Ã¨ un cavallo che scalcia e sbuffa. Risultato: la squadra ha subito 53 reti facendo peggio di tutte in difese del campionato di A. Nel girone di ritorno ne ha vinte tre e perse una marea. Ma per fortuna in famiglia c&#8217;Ã¨ ancheÂ chi parla poco e non vuol passare per il Pantalone di turno che rischia il flop proprio quando il club &#8211; fondato nel 1909 &#8211; si appresta a festeggiare i suoi cento anni di vita. E&#8217; il geometra <strong>Renzo Menarini</strong>, padre della signorina Francesca, che da buon patriarca ha preso, anche se non proprio su due piedi, la decisione di licenziare Mihajlovic e d&#8217;affidare la squadra a un vecchioÂ mestierante come Giuseppe Papadopulo, ex Lecce. E adesso? Staremo a vedere. Intanto noi, forse prossimi alla famigerata &#8220;doppia&#8221;, non rinunciamo a continuareÂ aÂ sperare (e a tifare). E cosÃ¬ domenica lo stesso si va a <strong>Palermo,</strong> non dietro l&#8217;angolo. Noi ci saremo, alla Favorita. Insieme al nostro amico <strong>Gianni Morandi</strong>, un tifoso vero, non finto come i tanti Vip o presunti tali che sfilano da anni a &#8220;Quelli che il calcio&#8221; e s&#8217;inventano una fede calcistica soltanto per apparire o presentare il prossimo film. Bologna, noi domenica saremo davvero in ginocchio da te. E ci toccheremo. Molto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P.S.</strong> Ho rubato il titolo di questa rubrica &#8220;Vengo anch&#8217;io&#8230;&#8221; ispirandomi a una canzone del grandissimo <strong>Enzo Jannacci</strong>. Un quasi omonimo. Un genio, un intellettuale delle sette note che presto tornerÃ  in tour a deliziarci con le sue meravigliose poesie.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=^" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Potete continuare ad amare il basket anche senza sapere cos&#8217;Ã¨ un pick and roll</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:52:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po&#8217; voi. Ho scoperto solo oggi che <strong>Franco Montorro</strong> non âˆšÂ® piâˆšÏ€ il direttore di Super Basket. Ne ha dato l&#8217;annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E&#8217; grave? Forse sâˆšÂ¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli andava a fagiolo. Io non posso dire altrettanto. Al contrario. Franco miÂ¬â€ ha fatto scrivere su <strong>Super Basket</strong> quando tutti gliÂ¬â€ chiedevano se sapeva che si tirava in casa un matto pericoloso. Compreso<a class="flickr-image" title="Some Basketball Game" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/40646519@N00/2230256310/"><img class="flickr-medium alignleft" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://farm3.static.flickr.com/2055/2230256310_08e04ea5a1_m.jpg" alt="Some Basketball Game" width="240" height="158" /></a> qualche suoÂ¬â€ (misero) sottopancia cheÂ¬â€ pensava, e ancora pensa,Â¬â€ diÂ¬â€ far ridere: forse i polli, ma probabilmente neanche quelli. Per due anni mi sono divertito: avevo la mia settimanale rubrichetta (Peanuts),Â¬â€ carina dicevano,Â¬â€ in piâˆšÏ€Â¬â€ andavo a bussare alle porte dei potentiÂ¬â€ (o ex) del basket e li intervistavo a modo mio. O forse come solo piaceva a me.Â¬â€ Non guadagnavo male: centomila lire (pulite) a pezzo. Che mi andavano perâˆšâ‰¤ spesso tutte in spese.Â¬â€ Ma volete mettere la libidine di farmeli tutti? O quasi.Â¬â€ Dal buon <strong>Gilberto Benetton</strong> a <strong>Walter Scavolini</strong>, da <strong>Claudio Toti</strong> all&#8217;avvocato <strong>Pierluigi Porelli</strong>. Solo <strong>Giorgio Seragnoli</strong> disse prima sâˆšÂ¨ e poi no.Â¬â€ Ma l&#8217;Emiro era l&#8217;Emiro. Mi sarebbe piaciuto chiedergli se era veroÂ¬â€ di quella volta che, se non sbaglio nel maggio del 1998, la sua <strong>Fortitudo</strong> perseÂ¬â€ 3-2 la sfida dei playoff-scudetto con la Virtus diÂ¬â€ <strong>Messina, Danilovic, Savic e Rigaudeau</strong> e lui scomparve per tre giorni e tre notti. Si disse che li passâˆšâ‰¤ barricato in una camera d&#8217;albergo a Rimini. Solo e disperato. Senza contatti col resto del mondo. Macerandosi aÂ¬â€ domandarsi perchâˆšÂ® Dominique Wilkins e Carlton Myers avessero potuto fargli un torto simile. Lo ritrovâˆšâ‰¤ la sorella. Ma forse âˆšÂ® soltanto una leggenda metropolitana. Anche se mi piace ancora pensare che sia andata proprio cosâˆšÂ¨: il ricco Emiro che si struggeÂ¬â€ per le pene d&#8217;amoreÂ¬â€ che gli avevaÂ¬â€ dato l&#8217;infedeleÂ¬â€ Teamsystem di <strong>Pero Skansi</strong> e <strong>Gregor Fucka</strong>. Montorro tifava VirtusÂ¬â€ ovviamente. E io Fortitudo.Â¬â€ Ma si riusciva ad andare<span id="more-358"></span> d&#8217;accordo lo stesso. Anche in tivâˆšÏ€. PoiÂ¬â€ unÂ¬â€ giorno mi disse a malincuore che forse era meglio lasciar perdere. Su Super BasketÂ¬â€ leggevano solo le mie stronzate, mi spiegâˆšâ‰¤, ed un paio di suoi redattori, istigati dalla Banda Osiris, se ne erano lamentati anche con l&#8217;editore. MassâˆšÂ¨. Ognuno per la sua strada. Cosa faccia Franco oggi non so, ma lo saprâˆšâ‰¤: âˆšÂ® mio amico su Facebook e quindi non mi sarâˆšâ€  difficile contattarlo. Ovviamente chattando.Â¬â€ Se poi vuole gli darâˆšâ‰¤ anche ospitalitâˆšâ€  su questo blog. Dove l&#8217;invidia non esisteÂ¬â€ e c&#8217;âˆšÂ® la libertâˆšâ€  (assoluta se garbata)Â¬â€ di non pensarla tutti in eguale modo. Per esempioÂ¬â€ credevo che delle tre squadre italiane impegnate tra mercoledâˆšÂ¨ e giovedâˆšÂ¨ nella Top 16 di Eurolega il compito piâˆšÏ€Â¬â€ difficile lo avesse Milano.Â¬â€ Che inveceÂ¬â€ ha vinto. Mentre Siena e RomaÂ¬â€ sonoÂ¬â€ cadute. E neanche in piedi. D&#8217;accordo, a Zagabria gli arbitri (guarda caso due spagnoli) hanno infierito sul <strong>Montepaschi</strong>, specie con <strong>Sato </strong>e <strong>Eze,</strong> ma per una volta Pianigiani ci ha messoÂ¬â€ del suo esagerando con <strong>Kaukenas </strong>e dimenticandosi <strong>Carraretto</strong>. Puâˆšâ‰¤ succedere, ma non dovrâˆšâ€  piâˆšÏ€ capitare. Se non a Mosca col Cska. Altrimenti, te li do io i quarti di finale.Â¬â€ Peggio ancora sta la <strong>Lottomatica </strong>che ha giâˆšâ€  un piede (e mezzo)Â¬â€ nella fossa: perdere del resto la prima in casa conÂ¬â€ Malaga, e magari anche con onore, ma questo lo pensa solo <strong>Franco Casalini</strong>, âˆšÂ® in EurolegaÂ¬â€ comunque un peccato mortale. L&#8217;uno su tredici al tiro di <strong>Sani Becirovic</strong> âˆšÂ® stata invece sabbia nei miei occhiÂ¬â€ che stravedono per lui.Â¬â€ E passi. Ma piâˆšÏ€ ancora âˆšÂ® stataÂ¬â€ pietra al collo di una Roma gentile che troppo tardi si âˆšÂ® tirata su le maniche in difesa quando cioâˆšÂ®,Â¬â€ nell&#8217;ultimo quarto, si âˆšÂ® stufata di averle prese di santa ragione. Infine <strong>l&#8217;Armani:</strong> dopo il Cska di <strong>Ettore Messina</strong> ha messo in croce un&#8217;altra big d&#8217;Europa: l&#8217;Olympiacos dell&#8217;omerico, stupendo Yannakis. Eppure mi âˆšÂ® ugualmente difficile pensare in positivo perchâˆšÂ® ancora non mi fido di una squadra che improvvisa moltissimo, esagera nel tiro da tre punti, non ha sicuri punti di riferimento costanti, ma almeno ci mette un sacco piâˆšÏ€ di cuore e non fa piâˆšÏ€ finta di difendere. Mancava<strong> Mordente</strong>. Eppure <strong>Bulleri </strong>ha visto il parquet con il binocolo. A conferma che meno gicatori ha <strong>Bucchi </strong>da far ruotare meglio gli riescono i cambi. O no? Dimenticavo: magari lo avrete senz&#8217;altro giâˆšâ€  saputo, ma il nuovo direttore di Super Basket âˆšÂ® <strong>Claudio Limardi</strong> che ha cambiato molto, e non soloÂ¬â€ la grafica, del giornale fondato da <strong>Aldo Giordani</strong>. Se in bene o in male, lasciatemi vedere qualche altro numero e poi vi saprâˆšâ‰¤ dire. Intanto l&#8217;edicolante mi ha servito a casa SBÂ¬â€ alle otto del mattino di mercoledâˆšÂ¨, ovvero ventiquattr&#8217;ore almeno prima del solito.Â¬â€ Perâˆšâ‰¤ c&#8217;âˆšÂ® anche la solita intervista a <strong>Pozzecco</strong>: uffa, che barba!Â¬â€ E a Luca <strong>Vitali </strong>che scimmiotta <strong>Mourinho</strong>.Â¬â€ Mancano sempre le rubriche, perchâˆšÂ® no di satira e costume. CosâˆšÂ¨ come non guasterebbe un cicinin in piâˆšÏ€ di gossipÂ¬â€ e di prezzemolo. Ma nella redazione di Castel Maggiore, tra parentesi Bologna,Â¬â€ mi dâˆšâ€  l&#8217;idea che si rida sempre poco e che qualcuno continui a prendersi ancora troppo sul serio. Ragazzi, scrivete di basket, non d&#8217;alta finanza. E se anche, caro il mio direttore,Â¬â€ il pickÂ¬â€ and roll resta per me un normalissimo dai e vai che il <strong>Paron Zorzi</strong> insegnava alla MisericordiaÂ¬â€ senza aiutarsi a nessuna lavagnetta di Sky:Â¬â€ tranquillo, continuerâˆšâ‰¤ a vivere beato capendone volentieri sempre poco e meno di basket&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=f" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: scarpate in faccia</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 14:22:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€  diÂ¬â€ OSCAR ELENI
Dal nido del cuculo dove i giornalisti tirano le scarpe in faccia a chi li ha presi un po&#8217; in giro. Dovrebbe accadere anche qui, mentre l&#8217;ondata contro la scuola slava porta alla vendetta sommaria, i nani e le ballerine che non riconoscono i meriti per risultati acquisiti, visibili su qualsiasi annuario, persino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/drlopezfranco/999567242/"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm2.static.flickr.com/1234/999567242_8d6403f950.jpg?v=0" alt="" width="300" height="183" /></a>Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€  <em>diÂ¬â€ </em><em><strong>OSCAR ELENI</strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Dal nido del cuculo dove i giornalisti tirano le scarpe in faccia a chi li ha presi un po&#8217; in giro. Dovrebbe accadere anche qui, mentre l&#8217;ondata contro la scuola slava porta alla vendetta sommaria, i nani e le ballerine che non riconoscono i meriti per risultati acquisiti, visibili su qualsiasi annuario, persino sulle pubblicazioni che erano diventate quasi clandestine, neppure ai <strong>Pesic</strong>, ai <strong>Repesa</strong>, a <strong>Markovski</strong> sâˆšÂ¨, basta che sia lontano da loro. Meritato il rogo. Hanno pensato a tutto meno alla difesa del buon senso e per <strong>Gelsomino Repesa</strong> il castigo doppio âˆšÂ® sentir dire ad uno come <strong>Jennings</strong>, uno che viene dalle elementari, che finalmente la testa dei giocatori era libera. Avessero mandato via prima <strong>Allan Ray</strong>, avessero chiarito prima il ruolo di finto pivot, avessero parlato tutti piâˆšÏ€ chiaro, forse non saremmo arrivati alle dimissioni farsa. Ora tutto riparte e sembra che <strong>Nando Gentile</strong>, accusato da molti di non aver difeso abbastanza <strong>Jasko </strong>con i giocatori, giura che, come promesso in estate, non siederâˆšâ€  sulla panchina che ora <strong>Bodiroga </strong>vorrebbe dare a <strong>Djordjevic</strong>. Le botte che si âˆšÂ® preso faccia d&#8217;angelo sono quasi simili a quelle di <strong>Repesa</strong> e allora capisci cosa âˆšÂ® accaduto davvero nella Roma bella che si parla via radio. <strong>Bodiroga</strong>, come <strong>Savic</strong>, sul rogo, ma piâˆšÏ€ grande perchâˆšÂ© Dejan âˆšÂ® un gentile e non âˆšÂ® vero che parla soltanto serbo come potrebbero giurare in Spagna, nella stessa Italia, come sanno gli americani, come testimoniano i greci. Certo Zoran picchia piâˆšÏ€ duro, poi lo si vede piâˆšÏ€ spesso dove piâˆšÏ€ spesso se la prendono con qualcuno perchâˆšÂ© il colpevole a prescindere piace tantissimo e questo lo denuncia gentilmente <strong>Markovski</strong> a <strong>Diego Costa</strong>, uno che non ha partecipato al linciaggio degli aquilotti smarriti, che ha dovuto ammettere che Avellino aveva qualcosa, anzi, aveva molto di piâˆšÏ€, e si vedeva. Festa nel borgo milanese perchâˆšÂ© le cose sembrano funzionare bene anche con la squadra in grigio sostenuta fino alla notte con il <strong>CSKA</strong>, nata in quella serata speciale, vista bene da chi ne pensava giâˆšâ€  bene alla nascita, pazienza se non âˆšÂ® quella che molti si aspettavano e adesso, se dovesse arrivare un nuovo periodo di dubbi, non veniteci a dire che la pazienza dell&#8217;inverno era obbligatoria perchâˆšÂ© in certe situazioni, si dice, devi fare di necessitâˆšâ€  virtâˆšÏ€. Mah nooo: e al diavolo i luoghi comuni. Dicevamo delle scarpe tirate in faccia e sembra che nelle elezioni dei comitati regionali importanti non sia avvenuto. Festa a <strong>Bologna</strong>, lacrime e applausi a <strong>Milano</strong> dove il rieletto <strong>Enrico Ragnolini</strong>, candidato alla presidenza federale fino al giorno in cui <strong>Meneghin </strong>ha detto ci stâˆšâ‰¤, ha ringraziato l&#8217;ex numero uno relegato nelle file di coda al Leonardo da Vinci, prima di rendere omaggio al <strong>Mattioli</strong> schiena dritta e al <strong>Valsecchi</strong> che non âˆšÂ® stato ancora radiografato dai sostenitori del nuovo corso che pure conoscevano i suoi salti sulla pertica quando si fece eleggere consigliere federale in quota atleti prima di pentirsi e dimettersi. Scarpe in faccia a <strong>Boniciolli</strong> che cosâˆšÂ¨ la smette di propagandare questa odiosa storia del basket col sorriso perchâˆšÂ© certi giocatori, poi, abusano e se telefona all&#8217;<strong>Inter </strong>spiegheranno quanto hanno riso seguendo <strong>Vieri</strong>, <strong>Adriano </strong>e compagnia cantante. Scarponi sulla testa a chi tirerâˆšâ€  ancora in ballo <strong>Ettore Messina</strong> che ha capito in quale trappola lo volevano portare. Scarpe sul muso a<strong> Meneghin </strong>se non la smette di fare il piacione<span id="more-280"></span>Â¬â€ che ha sempre la battuta pronta e non fa vedere scritto per bene cosa ha in mente di fare per questo basket che non Ã¨ poi cosÃ¬ malridotto se, in concomitanza con <strong>Juventus-Milan</strong>, qualcuno a <strong>Pesaro </strong>e <strong>Montegranaro</strong> âˆšÂ® andato a vedere, erano oltre 5000, lo scontro <strong>Scavolini-Sutor</strong> che Ã¨ diventato il trionfo per <strong>Finelli</strong>, <strong>Garris </strong>e <strong>Flamini</strong>, arsenico per <strong>Sacripanti</strong>. C&#8217;era anche il vescovo <strong>Piero Coccia</strong>, omonimo di un buon presidente federale, di un buon avvocato, a cui tutti hanno fatto festa, ritrovando ironia, ma trattenendosi dal mandare dove sappiamo in troppi gli avversari come invece accadeva a Torino dove intanto sacramentava il cesellator cortese degli inizi a cui avevano tolto l&#8217;audio, quello che non ha ancora chiesto la testa di <strong>Mario Sconcerti</strong>, allenatore sconfitto della corazzata SKY nel partitone contro la nazionale cantanti che a Cagliari ha portato in tribuna 1000 spettatori in piâˆšÏ€ della partita contro la Juventus. Questa âˆšÂ® la realtâˆšâ€ . Meglio i cantanti, altro che storie e se SKY deciderâˆšâ€  di mettere insieme la sua nazionale anche per il basket, allenatore Tranquillo con lavagnone, con <strong>Pozzecco</strong> creativo, chiedendo a <strong>Gherardini</strong> di organizzare una partita benefica contro la stampa di Toronto, tanto per provare, puntando poi altrove, nella speranza che i Cantanti italiani, stuzzicati dal <strong>Bagatta</strong> riapparso con la sua ironica ironia oleosa su SportItalia, chiedano rinforzi, per il basket, si capisce, all&#8217;estero e siano pronti per la vera notte delle stelle che non compete piâˆšÏ€ alla Lega, ormai decisa a combattere su altri fronti ora che potrebbe dire andate al diavolo e avere chi âˆšÂ® capace di dirlo e scriverlo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LE PAGELLE</strong> oraÂ¬â€ e non se ne parli piâˆšÏ€:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10Â¬â€ </strong>a <strong>Alessandro FINELLI</strong> perchâˆšÂ© avevamo giâˆšâ€  avuto il sospetto che fosse un grande allenatore nella stagione di Montegranaro dove subentrâˆšâ‰¤ a Pillastrini, ma poi altri si presero tutti i meriti e lui andâˆšâ‰¤ avanti, resistendo alle chimere, senza scomporsi quando gli hanno disfatto la squadra. Adesso va al massimo, strano che in estate non sia diventato lui il piâˆšÏ€ richiesto sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9 </strong>a<strong> Zare MARKOVSKI</strong> che quando vince a Bologna non infierisce mai. Gli piace avere uno stile, gli piace avere qualcosa da insegnare. Peccato che con Milano non possa fare le stesse cose perchâˆšÂ© se deve andare a cercare qualcuno di quelli che gli fecero il pacco regalo deve andarselo a cercare nello stadio di San Siro o nei dintorni e in questi giorni, aspettando Beckham, digerendo Torino e i punti di ritardo, non âˆšÂ® aria.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8Â¬â€ </strong>a<strong> Marc IAVARONI</strong>, allenatore di Memphis che sta andando bene con i giovani orsi, che sta facendo il massimo confermando quello che ci diceva Riccardo Sales una volta quando parlava di Iava e Laimbeer, scoprendone il lato intellettuale dietro a quello del manovale pagato un tanto a canestro. Una scusa per ricordare il barone mentre altri lo dimenticano e altri cercano ancora un posto nel settore dove lui portâˆšâ‰¤ medaglie e loro rovine.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7 a</strong>ll&#8217;arcivescovo di Pesaro, <strong>Piero</strong> <strong>COCCIA</strong>, che ha voluto godersi dalla tribuna la sfida Scavolini-Montegranaro, che ha benedetto tutti, anche quelli che alla fine si cucivano le labbra con il filo di ferro perchâˆšÂ© erano giâˆšâ€  convinti di aver vinto la partita e poi si sono trovati sull&#8217;uscio il Garris ripudiato con troppa fretta da Bologna e Milano, il Flamini che aveva fatto bene a Napoli anche se non lo utilizzavano spesso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6 </strong>a <strong>Mike HALL </strong>vero simbolo della nuova Armani, uno che ha resistito al vento della sfiducia, uno che ha tenuto il posto in squadra anche se alla porta bussavano cento agenti per cinquanta americani piâˆšÏ€ forti di lui, sulla carta, si capisce, uno che ha fatto squadra con tanti compagni messi sotto schiaffo, persino con il Bulleri che non sarebbe rimasto se altri avessero pagato almeno metâˆšâ€  dei suoi compensi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5Â¬â€ </strong>a<strong> Gelsomino REPESA </strong>che ha lasciato per sfinimento la trincea di Roma spiegando di averlo fatto per amore, soltanto per amore, anche se appena ha lasciato la sua panchina si âˆšÂ® visto che non âˆšÂ® mai piaciuto a tutti, ai fabbri e agli elettricisti, agli avvocati e ai sapientoni sapientini anche se nell&#8217;omaggio di chi, comunque, ricordava una finale scudetto raggiunta dopo 25 anni, si âˆšÂ® visto che la maggioranza aveva preso le parti dei giocatori. Peccato che Allan Ray non ci fosse a spiegare cosa non capiva del nostro caro Shreq.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4Â¬â€ </strong>a<strong> Dino MENEGHIN </strong>se non la smette di andare per assemblee spiegando che non âˆšÂ® il mago ZurlâˆšÂ¨. Non âˆšÂ® questo che vogliono i ragazzi dalla schiena dritta e con la scoliosi, a loro piacerebbe che lui avesse i lustrini in testa, un barzelletta sempre pronta mentre sul campo lavorano altri, quelli che sanno cosa valgono i voti e le societâˆšâ€  di base, quelli che sanno che se si deve sputare su qualcuno âˆšÂ® piâˆšÏ€ facile farlo sulle societâˆšâ€  professionistiche, almeno fino a quando pagheranno le spese per tutti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3 </strong>all&#8217;<strong>ASSOGIOCATORI </strong>per non essersi ancora ribellata davanti alla scarsa utilizzazione o, addirittura, alla eliminazione dal roster, dei ragazzi italiani con talento. Neanche una piega se Sacchetti preferisce Duskevics a D&#8217;Ercole, se Binetti viene piâˆšÏ€ utilizzato di Berti, se Lechthaler resta seduto anche in partite dove potrebbe avere almeno 5 minuti, se gli italiani in formazione restano tutti a guardare. Fate sciopero, protestate, non aspettate di dare una scusa alla prossima Azzurra, anche se speriamo che non sia quella Scherzi a parte.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2 </strong>al <strong>PRANDI</strong> che, dopo aver partecipato alla fiesta per la caduta di Maifredi, dopo aver presentato persino un programma, âˆšÂ® sparito dai giochi e per lui neppure piangono i Tigellino di turno, i Bruto e i Cassio da ortofrutticolo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1 </strong>al <strong>GORDON</strong> fortitudino che guardava stupito quel tifoso che ha cercato di sapere come erano fatte le sue tonsille. Possibile che in America non conoscano le regole del gioco? Anche da loro sono sempre di piâˆšÏ€ quelli che mandano a quel paese gli allenatori, prendendo in giro i giocatori. Non facciano le vergini e se devono proprio arrabbiarsi ci mostrino perchâˆšÂ©.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0 </strong>a<strong> SKY</strong> che va benedetta per la proposta di una giornata basket il 4 gennaio, ma che va maledetta perchâˆšÂ© ci farâˆšâ€  scoprire che non esiste pace famigliare per poter dimostrare che la fidelizazione ellittica âˆšÂ® completa, pazienza se si lamentano figli, nipoti, mogli. Noi ci saremo anche a costo di svenire ogni volta che sentiremo l&#8217;eco della saggezza tattica. CioâˆšÂ® quasi sempre.</p>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: questi fiori di palude</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oscar Eleni dal vulcano nell&#8217;isola dove i Maifredi diventano geniali, dove i Tranquillo diventano Variale senza mai trovare il loro Zenga bitorzoluto, dove chi ha fatto saltare il banco pensa di non aver mai barato, dove le vittorie anche quelle prese per la coda sono ritorno verso il sole invece che momenti di amara riflessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm1.static.flickr.com/226/448154124_db669cd233.jpg?v=0" alt="" width="300" height="225" />Oscar Eleni</strong> dal vulcano nell&#8217;isola dove i Maifredi diventano geniali, dove i <strong>Tranquillo </strong>diventano <strong>Variale</strong> senza mai trovare il loro <strong>Zenga </strong>bitorzoluto, dove chi ha fatto saltare il banco pensa di non aver mai barato, dove le vittorie anche quelle prese per la coda sono ritorno verso il sole invece che momenti di amara riflessione sul passato, sul presente, ma , purtroppo, per loro, anche sul futuro come avrebbero detto quelli che a Milano si rotolavano dal ridere in tribuna dopo i primi 10 minuti, dopo aver visto Bozo <strong>Malikovic </strong>scuotere il testone parlando con Sasha <strong>Djordjevic</strong>, dopo aver visto la cenere come cipria per troppe facce. Intorno al vulcano dove, per fortuna, non predicano quelli che scoprono in ogni taverna gente con la schiena dritta, i rivoluzionari con il bastoncino di zucchero filato come unica arma, quelli che si domandano perplessi chi conosce la lingua universale per farsi ascoltare a Cinisello e New York, sull&#8217;erba tenera di questo isolotto scaldato dalla lava sottostante una dea prova a cantarci la poesia haiku del montanaro Issa che servirâˆšâ€  per dormire sereni: Oh! <em>Potessi almeno salire / Da questi fiori di palude / Fino a quella</em> <em>nuvola.</em></p>
<p style="text-align: justify">Giâˆšâ€  âˆšÂ® questo il desiderio adesso che Dino <strong>Meneghin </strong>ha accettato di candidarsi alla presidenza per una pallacanestro, lo dice lui con il suo bel vocione, da migliorare non da salvare. Se siamo tutti d&#8217;accordo su questo, allora andiamo avanti e non facciamo i conti in tasca, ad esempio, alla serie B di calcio, che incassa molto meno della serie A di basket anche se, come si vede da certi incassi, inferiori di molte migliaia di euro rispetto ad arene che tenevano meno spettatori, sembrano crescere a dismisura gli inviti, gli ingressi omaggio. Col basket non ti arricchisci e allora puoi cercare almeno il consenso cittadino, puoi cercare pubblico dove se ne trova sempre, scuole, oratori, piccole societâˆšâ€ . Basket da migliorare e non da salvare facendoci credere che ogni partita del campionato âˆšÂ® vicina al sublime come tentano di urlare i ragazzi della televisione lecca lecca, dell&#8217;eco spacciato per opinione tecnica, del consenso anche alla lavagna che intanto non ti fa sentire il cuore di un palazzo, di un ambiente, perchâˆšÂ© a loro piace solo spiegare quello che tutti vedono anche senza lenti d&#8217;ingrandimento, diciamo tutti, anche quelli incompetenti come diceva il furbin dopo aver visto saltare <strong>Beamon </strong>a Cittâˆšâ€  del Messico nel lago del primato mondiale a m. 8.90: Bella forza, ha preso la rincorsa!Â¬â€  Migliorare e non salvare il campionato<span id="more-181"></span>Â¬â€ prendendo i giocatori giusti senza illudersi per una buona partita. <strong>Siena</strong> padrona, Siena meraviglia di tenuta mentale, Siena venti punti avanti al gregge. Non âˆšÂ® colpa di <strong>Pianigiani</strong> se lo vogliono sfidare con gente che ha il temperamento di Allan <strong>Ray</strong>, i piumini della cipria in mano di un Brezec, i cali di tensione normali per un Becirovic mai leone in vita sua, i salti sul tappeto elastico nel campo giochi per bambini del Jennings che per imparare qualcosa dovrebbe mandare via dalla tribuna, dai microfoni, dalle redazioni, quelli che dopo avergli detto che âˆšÂ® stato bravo, coraggioso a scegliere uno stipendio vero in euro, piuttosto che la carne salata con dentro nascosti dollari degli ex alunni, ora dovrebbero anche spiegargli che quando si fa sul serio sarebbe meglio considerare amici quelli che hanno la tua stessa maglia.</p>
<p style="text-align: justify">Ci fa piacere che Boniciolli abbia vinto la sua prima partita con la <strong>Virtus</strong>, ma doveva fare attenzione a quello che diceva mentre tornava a Bologna, mentre lasciava <strong>Trieste,</strong> dopo <strong>Avellino</strong>, perchâˆšÂ© poi non âˆšÂ® difficile riunire i soci del club che odia Matteo il filosofo, la societâˆšâ€  che ti dice con chiarezza: se parli bene di lui non puoi scrivere per noi. Una cosa davvero incredibile per chi era sfuggito persino agli ordini di qualche editore importante, di qualche direttore che meritava anche di essere ascoltato, pur non seguendone mai i consigli come si vede dopo l&#8217;atterraggio su questo sito che soltano il nostro gigantone <strong>Dellera </strong>non aveva ancora scoperto e di questo il<strong> Pea</strong> deve almeno pentirsi. Dicevamo di Meneghin e dell&#8217;incontro con i presidenti delle varie leghe sventolando il libricino del nuovo codice scritto per evitare conflitto d&#8217;interessi nel calcio, con evidenziatore giallo sulla regola che impedisce ai numeri uno delle organizzazioni, diciamo d elle categorie che spesano tutto e tutti senza poter dire quasi niente, di essere eletti nel consiglio federale prossimo venturo. Sarâˆšâ€  furbo Maifredi, ma anche i suoi avversari non scherzano quando fingono di voler dialogare con quelli a cui danno la colpa da anni perchâˆšÂ© mettono la benzina e lasciano guidare i piloti da comitato regionale, benemeriti di sicuro, ma anche gli altri qualcosa fanno, hanno fatto, lasciando al volante tipi arroganti senza avere una patente decente come vi dirâˆšâ€  chi conosce quei bei tipi. E ora le <strong>pagelle</strong> per non farvi odiare il sito e la lunghezza del brodo:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10</strong>Â¬â€ a Simone <strong>PIANIGIANI</strong> per come âˆšÂ® uscito dalle due settimane infernali, per il gioco, la mentalitâˆšâ€  di Siena, non per i record. Lui punta a Berlino piâˆšÏ€ che a Roma e fa benissimo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> al <strong>CROVETT</strong>I che dopo la prima vittoria in trasferta delle neopromossa Ferrara fa sapere anche al suo presidente che il merito âˆšÂ® tutto di peperino Valli. Come ci manca l&#8217;uomo che una bella societâˆšâ€  ha scoperto in Africa e che adesso lo lascia libero soltanto se va in Grecia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8Â¬â€ a</strong> Luca <strong>VITALI</strong> che pensavamo fosse soltanto uno sborone capace di inventarsi dimensioni che non aveva, capace di vedere macerie anche dove pure gli avevano lasciato il quarto posto e l&#8217;eurolega, perchâˆšÂ© contro CantâˆšÏ€, dopo aver fatto arrabbiare tutti con la sua strafottenza, âˆšÂ® riuscito poi a mettersi sotto i piedi chi lo ha sottovalutato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong>Â¬â€ a Marco <strong>BONAMICO</strong> che naviga felice fra il campionato di A2 e quello femminile dicendo almeno le cose che pensa e non quelle che altri suoi ex colleghi, non diciamo amici o estimatori, si fanno suggerire dai maestrini con la penna rossa famosi in prima divisione e non oltre, al marine di Peterson che scopre qualcosa che va oltre il rincoglionimento delle â€šÃ„Ã²etâˆšâ€  quando si accorge che tutti hanno ben capito la rivoluzione gattopardesca di questo basket.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6</strong> al <strong>WALLACE</strong> cuore intrepido che scalda Treviso, riportando un guerriero vero nel cuore della gente. Bastava poco per accorgersi che fra i tanti lanzichenecchi scesi in Italia c&#8217;erano tipi veri, da prendere subito, mentre ce ne sono tanti da mandare subito a casa, prima ancora che si accorgano che certi stipendi non li prenderebbero in America o nei fast food.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5</strong>Â¬â€ a Lino <strong>LARDO </strong>che per la seconda volta in poche settimane fa soffrire le squadre bolognesi fermandosi sempre sul piâˆšÏ€ bello per mancanza di benzina. Ammiriamo la sua fede, ma un giorno dovrâˆšâ€  pur raccontare come si vivono certe situazioni, come si torna dagli Stati Uniti per allenare Milano e ci si ritrova ancora a Rieti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4</strong> a Bruno <strong>ARRIGONI</strong> se davvero ha fatto partecipare la nuova CantâˆšÏ€ all&#8217;asta con Caserta per portare via carta velina Pinkney a Biella. Tutta Milano âˆšÂ® ancora in piedi per la sua schiacciata mancata. Tutti si chiedono se non era il caso di seguire la vecchia strada prendendo soltanto gente affamata davvero.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3Â¬â€ a</strong> Mason <strong>ROCCA</strong> che nella prima vittoria dell&#8217;Armani davanti al suo pubblico ha fatto vedere grandi cose smentendo cosâˆšÂ¨ chi ci ha spiegato in tutte le maniere perchâˆšÂ© non sarebbe mai stato recuperabile, prima per la Nazionale e poi per il club. A meno che non sia un caso dovuto anche al livello degli avversari.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2</strong> al presunto talento <strong>ANTONUTTI </strong>implacabile contro Roma, inguardabile contro Pesaro. Succede speso con i ragazzi della nostra rinomata scuola, certo succede anche a tipi come lo Slay di Caserta, convincendo i critici ad oltranza che i mezzi fisici e tecnici non mancano, ma âˆšÂ® il resto, quello che nasce quando hai sempre voglia di progredire, che difetta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong> a <strong>NAUMOSKI, SCONOCHINI, BONI, RUSCONI</strong> che pur divertendosi come pazzi nelle serie minori non fermano il coro dei finti indignati che si domandano sempre a cosa serve la loro presenza. Dicano ad alta voce che loro sono missionari invece di spacciarsi per amici professionisti dei presidenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong>Â¬â€ a Zoran <strong>SAVIC</strong> perchâˆšÂ© pensavamo davvero che potesse ridare alla Fortitudo qualcosa che ricordasse piâˆšÏ€ i periodi degli scudetti o delle finali perdute che una fase dove il cuore dei tifosi piâˆšÏ€ caldi d&#8217;Italia viene regolarmente saccheggiato da gente che non si spaventa certo se sui muri trovano scritte di denuncia per le loro notti in discoteca. Canditi in cittâˆšâ€ , mozzarelle in trasferte.</p>
<p style="text-align: justify">Â¬â€ </p>
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