<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; sato</title>
	<atom:link href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/tag/sato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea</link>
	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Mar 2011 18:32:17 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Dalla Collina delle Croci: vediamo un po&#8217; chi le ha portate e chi le ha bruciate?</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/01/31/dalla-collina-delle-croci-vediamo-un-po-chi-le-ha-portate-e-chi-le-ha-bruciate/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/01/31/dalla-collina-delle-croci-vediamo-un-po-chi-le-ha-portate-e-chi-le-ha-bruciate/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 13:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Belinelli]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Knicks]]></category>
		<category><![CDATA[Melli]]></category>
		<category><![CDATA[Mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[Partizan]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[sacchetti]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[Vitucci]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=2083</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla Collina delle Croci, nella contea lituana di Siauliai,dove l’Italia gocherà dal 31 agosto le sue carte per un posto a Londra 2012, Giochi olimpici lasciati al sole di Atene e Sydney, sfidando Serbia, Germania,Lettonia, la più vicina al borgo di Siauliu Apskritis, Francia e Israele. Per qualcuno pesca fortunata, per altri girone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">dalla Collina delle Croci, nella contea lituana di Siauliai,dove l’Italia gocherà dal 31 agosto le sue carte per un posto a Londra 2012, Giochi olimpici lasciati al sole di Atene e Sydney, sfidando Serbia, Germania,Lettonia, la più vicina al borgo di Siauliu Apskritis, </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Francia e Israele</span></strong>. Per qualcuno pesca fortunata, per altri girone di ferro. Dipende dalle croci che ti porti dietro, da quelle che hai in squadra se il tuo pivot è lunatico e pericoloso per il gruppo, da troppe cose perché il destino di molte squadre lo deciderà il nume tutelare che garantisce ai giocatori Nba di starsene a Formentera, <strong>secondo Santi Puglisi questo è il buen retiro</strong> per tutti i cestisti che non hanno voglia di farsi un mazzo tanto, insomma in vacanza attiva come non direbbero Cuzzolin e Bargnani che ci danno dentro davvero nei mesi senza agonismo, piuttosto che rischiare problemi intestinali, digestivi, per cibo e compagni strani che pensano di essere bravi come te che sei stato tritato nel sistema Stern. Insomma <strong>diamo tempo a Simone Pianigiani di</strong> <strong>studiare un po’ la parte</strong> adesso che sembra indeciso fra il rigore messiniano, dopo aver sbattuto sull’ultima paratia stagna del Real quando sembrava che la casa blanca fosse allagata, e <strong>la voglia di farsi odiare alla</strong> <strong>Mourinho</strong> visto che adesso, quando vince in campionato, replica che sono risposte a chi aveva trattato male i campioni in Coppa. A noi va bene e avanza il piccolo figlio della Lupa con la sua giovanile arroganza e la sua meravigliosa modestia immodesta. Non abbiamo letto da nessuno parte critiche vere al Montepaschi. <strong>Sfiga,</strong> sì, sulla sfiga che ci vede sempre benissimo con Siena europea, hanno duellato un po’ tutti, ma la verità è che se giovedì, davanti ai 18000 del <strong>popolo Partizan</strong>, non ci sarà la grande prova, ci troveremo con l’Italia alla finestra, ancora una volta, nell’Eurolega che ci tratta sempre come terzo mondo del sistema anche perché se gli altri fanno incassi, hanno entusiasmo, da noi si scivola sul <strong>bagattismo precoce</strong>, dovendo già sopportare l’eclisse dei sensi seguendo <strong>le filastrocche di Sky.</strong></p>
<p><strong>Se una mattina ti svegli con un Gallinari che ne segna 29 a Detroit, poi scopri che il “ perfido” D’Antoni ha ritrovato in panchina</strong> quello che era il gigantesco prospetto <strong>russo Mozgov</strong>. Dopo tante partite di non entrato per scelta tecnica, cosa che capita anche a Pekovic e Splitter, il biondone ha giocato 40 minuti, segnando 23 punti, restando in campo, dicono dalla Mela Grande, anche dopo i primi 4 minuti di nefandezze. Ispirazione dantoniana e ne siamo felici. <strong>Togliamo</strong> quindi dalla collina lituana, per un giorno, <strong>la croce Knicks</strong>, ma restano tutte le altre e ogni squadra di serie A ha le sue<span id="more-2083"></span> da lucidare, sostenere, abbattere, bruciare come fanno i razzisti. Noi abbiamo individuato le croci che poi Pianigiani andrà a visitare con il suo staff se deciderà davvero di scegliere Belinelli come portatore di palla liberandosi dall’angoscia che l’Italia ,come dice giustamente <strong>Velenino Costa</strong>, oltre ad essere un Paese per vecchi è anche un paese che non riesce a creare più un vero regista, uno che vada oltre <strong>la sincope del pick and roll:</strong> palla parallela al terreno che viaggia veloce e arriva nelle mani del giocatore libero più vicino. Semplice arte del giocare insieme o roba del genere come direbbe Antonio Tritto allenatore che fa volare quello che resta della gloria di Desio, <strong>il mio caro capo sala</strong> nella clinica dove hanno provato un reastauro sull’orso &#8211; a proposito il simbolo di Siauliu Apskritis è proprio un orso &#8211; e dove per sedarmi mi permettevano di vedere<strong> Siena o Sato con il Pana</strong>, quasi mai Milano, assolutamente vietata Roma.</p>
<p>Dunque collina delle croci. Vediamo <strong>chi le ha portate e chi le ha bruciate</strong>:</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">SIENA</span></strong>: la croce di oggi è sapere se Jaric arriverà in tempo a dare un mano. L’altra è Michelori che soffre interiormente e non vuole pensarci perché sarebbe peggio.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MILANO</span></strong>: la croce nuova è il Peterson figlio di maga maghella, quella vecchia è il nano che vede oltre la collina dei Pecherov e dei Greer, che riesce a cambiare la vita ai Melli o ai Ganeto, convincendo Mordente e Rocca che si può navigare guardando le stelle e non le lavagne, senza pensare ai contratti in scadenza, ai Messina in arrivo, a quello che fa dell’Armani la bella rospizzabile.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CANTU&#8217;</span></strong>: la croce è trovarsi così in alto avendo peccato così spesso. Quando tutto sarà a posto attenti a questi lupi di Custer Trinchieri.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">MONTEGRANARO</span></strong>: la croce è sicuramente la presunzione di Allan Ray, ma è croce nazionale anche sapere perché Ford vive questa delizia di società e non salta per chi ha sogni europei. Lasciamo perdere il discorso dalla Virtus.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">BOLOGNA</span></strong>: la croce era ed è l’incompletezza della formazione, questo navigare a vista sentendosi la vera Virtus e sapendo di non poterlo essere per troppi motivi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">AVELLINO</span></strong>: si chiama croce quella che ti senti addosso il giorno in cui trovi gente per fare un bel gruppo, fai miracoli e ti trovi sempre in coda alla Caritas dei canestri.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PESARO:</span></strong> infortuni incrociati, passioni incrociate, bestemmie incrociate con il gioco e l’anima.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CASERTA:</span></strong> la croce è sul tavolo dove gli americani non trovano la loro pepper cola per tutte le partite anche se, rispetto all’inizio, adesso sembrano persino felici.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ROMA</span></strong>: Croce di Washington, croce immensa sull’anima di chi non suda neppure per fare la doccia, su chi vorrebbe parlar male persino di Tanjevic perché in quella società il gioco preferito è far appare come cojoni quelli che ne sanno molto più di te.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">BIELLA:</span></strong> si mette in croce da sola anche se, fra volate vinte e perse, siamo sicuri che nel rosario di Atripaldi c’è anche una madonna nera.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">TREVISO</span></strong>: la croce è nella stessa gioventù che si vorrebbe esaltare. Repesa che rischia per tutti viene trattato come l’orco che strangola i bambini nella culla anche se ti guardano con la faccia furba di Montejunas e Gentile. Siamo alle comiche critiche.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">SASSARI</span></strong>: la vera croce è non avere il vero Diener per almeno tre settimane di fila. Per ora bastano e avanzano i pesci che moltiplica con Meo Sacchetti in lizza per essere allenatore dell’anni insieme a Vitucci.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">CREMONA</span></strong>: la croce è tutta nella resistenza che manca quando c’è da ritirare il bel lavoro di un allenatore di talento.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">BRINDISI</span></strong>: il peccato originale e le troppe croci su uomini che sembrano incatenati a vecchi copioni: non capiscono la parte e il ruolo della città e della poassione che hanno intorno.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">VARESE</span></strong>: la croce di Recalcati è non trovare sempre le stesse motivazioni in giocatori che dovrebbero baciare la terra dove si trovano perché niente, nel basket italiano, si vive come nel consorzio varesino.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">TERAMO</span></strong>: una croce luminosa perché nessuno mollerà la presa prima che suoni l’ultimo gong come succede alle società dove le annate nere restano comunque annate istruttive.</p>
<p>Da questo luogo sacro non hai più vogliia di fare pagelle, ma se vi interessa diciamo che, <strong>Vitucci, Thomas, Ford, Rivers, Ramagli e Sacchetti</strong> sono i cocchi nostri della parte alta, mentre <strong>al rogo mandiamo Peterson</strong> e Pecherov, Varese che scalcia in direzione sbagliata e ai tiratori che pretendono l’ultima boccia e se la tirano in faccia.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=#" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/01/31/dalla-collina-delle-croci-vediamo-un-po-chi-le-ha-portate-e-chi-le-ha-bruciate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storie di Coca Cola, Banda Osiris, Bossi e Acciughino nel basket delle nostre follie</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/26/storie-di-coca-cola-banda-osiris-bossi-e-straordinarie-follie-nella-vecchia-milano/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/26/storie-di-coca-cola-banda-osiris-bossi-e-straordinarie-follie-nella-vecchia-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[La Banda Osiris]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[Cappellari]]></category>
		<category><![CDATA[chiabotti]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[Ferracini]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[Galliani]]></category>
		<category><![CDATA[gamba]]></category>
		<category><![CDATA[Grigoletti]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Pedrazzi]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[pittis]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[Slovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Storari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1873</guid>
		<description><![CDATA[                                                                di CLAUDIO PEA
Ce l’ho qui da un pezzo. Qui, sul gozzo, cosa avevate capito? Precisamente dalla sera della terza finale scudetto, quella che appena cominciata era già finita. Elegantissimo canestro di Romain Sato, luce dei miei occhi: 20-6 (ovviamente) per il Montepaschi, il Forum imbufalito con Pierino Bucchi, che di nuovo non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                               <strong><em><span style="text-decoration: underline;"> di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ce l’ho qui da un pezzo. Qui, sul gozzo, cosa avevate capito? Precisamente dalla sera della terza finale scudetto, quella che appena cominciata era già finita. Elegantissimo canestro di Romain Sato, luce dei miei occhi: 20-6 (ovviamente) per il Montepaschi</span></strong>, il Forum imbufalito con <strong>Pierino Bucchi</strong>, che di nuovo non ci aveva capito un tubo, e più ancora <strong>Luca Chiabotti e Werther Pedrazzi</strong> in mezzo ai quali stavo seduto in prima fila. “<strong>Passami gli steno</strong>”, mi è venuto allora da esclamare sfrontatamente come si diceva una volta, quando non esistevano ancora i cellulari e i personal computer, si dettavano i pezzi a braccio appunto agli stenografi, le rotative già scalpitavano e il redattore di turno la notte aveva solo fretta di chiudere la prima edizione per andare finalmente a mangiare in mensa. Ce l’avevo qui sul gozzo, dicevo, e adesso la sputo. E’ l’intervallo, 36-57, la scorta di <strong>Giorgio Armani</strong> accompagna il patron a fare la pipì, a volte scappa anche a lui, <strong>Adriano Galliani</strong> è assalito dai cronisti in caccia di notizie più sul <strong>decadente Milan</strong> che sulla confusa <strong>Milano del basket</strong>, “Storari resta con noi”, difatti <strong>Storari</strong> è passato alla Juve, <strong>Dino Meneghin</strong> mi avvolge in un abbraccio fraterno e mi fa ad un orecchio: “Adesso che sei tornato tra noi, non ti mollo più”, carino davvero,<strong> Dan Peterson</strong> nella sua giacchetta a quadri che deve avere più anni della coperta di Linus, <strong>Sandro Gamba e la sciura Stella</strong>, splendida creatura, amici che non vedi da una vita, come <strong>Toio Ferracini e Toni</strong> <strong>Cappellari</strong>, ho la golla secca: massì, mi sparo una Coca Cola. “Tre euro e cinquanta”. Non ci posso credere, ma pago e penso: me ne daranno un litro. No, solo un bicchiere di carta. E neanche di<strong> Coca Cola</strong>, ma di Pepsi. Che non è proprio la stessa cosa. All’osteria del Camionista al mio paese con tre euro e mezzo ti danno un piatto di rigatoni al sugo, fidatevi abbondanti e gustosi, e pure un buon bicchier di vino rosso che fa sempre bene al cuore. Però è anche vero che l’altro mese ho comprato<strong> la carrozzina per mio nipote Edoardo</strong>. “Mille e cinquecento euro: carta di credito o bancomat?”, mi ha chiesto la cassiera. “Carta di credito, ma adesso mi tolga lei una curiosità: la carrozzina va a benzina o a gasolio?”.</p>
<p><strong>La Banda Osiris è riuscita ad infiltrare uno dei suoi scagnozzi persino in nazionale: sarà vero? Così pare, ma anche qui non ci posso credere.</strong> In primis perché la Banda Osiris l’ho inventata io qualche anno prima che si entrasse nel Duemila e quindi solo io posso <strong>insindacabilmente </strong>decidere chi fa parte o meno di questa loggia<span id="more-1873"></span> che tanti danni faceva, ha fatto e prova ancora a fare alla pallacanestro italiana. “Sarebbe a dire?”, ho allora domandato, curioso e sereno, ai commensali con me seduti a cena nel dopo partita in quella osteria in zona (ex) <strong>Fiera </strong>dove ci sarò passato davanti un centinaio di volte, quando ancora abitavo a Milano, lavoravo al Giorno, quando <strong>il Giorno</strong> aveva una super redazione sportiva con <strong>Franco Grigoletti</strong> capo ed era il gran giornale <strong>dell’Eni,</strong> e non mi ispirava d’andarci a mangiare. E male facevo. E’ difficile, ma mi posso anch’io sbagliare. Dunque dicevo, ah già: “Chi mai sarebbe l’intruso nella nazionale di <strong>Simone Pianigiani</strong>?” ho chiesto fingendo la più totale indifferenza possibile mentre ci servivano le sei cotolette alla milanese più pestate (quella sera) di <strong>Bulleri e Mordente</strong> messi insieme. “Come, non lo sai che il tuo Acciughino in una bollente riunione di <strong>Sky-basket</strong> è stato l’unico a difendere Flavio a spada tratta e con un calore tale che neanche<strong> Giorgione</strong> <strong>Buzzavo</strong> aveva quando si prendeva a cuore le scelte del suo signore e padrone?”. In effetti che <strong>Riccardo Pittis</strong> sia un po’ cambiato dai tempi in cui aveva l’Angiolini come morosa e <strong>Dino Meneghin</strong> che gli insegnava a vivere, questo è ormai appurato. Ma che fosse saltato sull’altra sponda o, se preferite, sull’altro carro, quello targato <strong>BO, cioè Banda Osiris</strong>, assieme alle oche e ai buoi dei paesi suoi, stento ancora a crederlo. Anche perché un tempo vedeva <strong>Cicciobello Tranquillo e Bicio Frates</strong> come fumo negli occhi. Okappa, facciamo così: parlerò a quattro occhi con Acciughino e gli chiederò spiegazioni. Magari già lunedì nel raduno azzurro di <strong>Monza in</strong> <strong>Villa Reale</strong>. E poi vi farò sapere se ho dovuto davvero inserire a malincuore nella lista nera anche il mio pupillo che è diventato persino un fiero sostenitore della <strong>Lega </strong>del senatore. E pure questo non è certo un punto a suo favore.</p>
<p><strong>Il senatore Umberto Bossi, anzi il Senatur, se ricordate, aveva dichiarato che</strong> <strong>l’altra nazionale, quella di Macello Lippi, sarebbe andata avanti</strong> <strong>nel Mondiale sudafricano</strong> perché le avrebbero comprato la partita con la <strong>Slovacchia</strong>. Difatti stamattina è rientrata in Italia con la coda fra le gambe. Se ne dicono tante nel Belpaese che non sai più chi ascoltare. E se ne scrivono di peggio ancora. Come che Siena sia in guerra con Milano sul mercato della palla nel cestino quando lo sanno anche i somari che<strong> Ferdinando Minucci </strong>ha le idee molto chiare sul futuro di Siena e ha programmato da tempo uscite ed entrate a suo piacere, mentre <strong>il Livi(d)o Proli</strong> non sa quali pesci pigliare se è vero che si è ingolosito di <strong>Marko Jaric</strong>, vorrebbe riprendersi <strong>David Hawkins</strong> e non ha mai pensato a <strong>Eze e McIntyre</strong>. Staremo a vedere. Intanto trovatemi un piccolo editore perché questo benedetto libricino sulla Banda Osiris lo voglio scrivere sul serio vincendo la mia secolare pigrizia al di là del timore che mi piovano sulla testa <strong>centinaia e centinaia di maledizioni</strong>. Così saprete una volta per tutte chi fa parte di questa congrega che si vanta di aver fatto fuori Peterson da Sky perché era <strong>più</strong> <strong>DinDonDan che Dan</strong>. In parole povere un rincoglionito, ma questo non era e non è assolutamente vero. Averne di DinDonDan come Dan. O mi sbaglio? Stavolta assolutamente non credo. Confessandovi per finire quel che ho sussurrato io <strong>all’orecchio di Meneghin</strong> in quel baccano del <strong>Forum:</strong> “Complimenti, ti sei scelto proprio un gran bel allenatore per rifondare la nazionale: <strong>Simone Pianigiani</strong> è davvero speciale”. E lui ridacchiando felice: “Vuoi forse ammettere che ne ho indovinata finalmente una di giusta anche come <strong>presidente di Federazione</strong>?”. Sì. Paragonabile ad un canestro da metà campo più tiro libero aggiuntivo. Ma adesso non me lo tacere: è veramente <strong>Pittis uno della Banda Osiris?</strong> Non ci posso credere…</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Q" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/26/storie-di-coca-cola-banda-osiris-bossi-e-straordinarie-follie-nella-vecchia-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viggiano l&#8217;idolo di Milano, i 91 punti di scarto da Siena e l&#8217;Armani comunque felice: c&#8217;è qualcosa che non ci quadra&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 16:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Audisio]]></category>
		<category><![CDATA[bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[Mc Intyre]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[tanjevic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1859</guid>
		<description><![CDATA[                                                                  di CLAUDIO PEA
Non so se ci avete fatto caso. Io sì, curiosando tra la pila di giornali che la Tigre vorrebbe scaricare fuori dalla finestra nel cortile, dove una volta c’era un tabellone in plexiglas e un canestro con la retina a brandelli e ora ci sono le cucce e le scodelle per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                  <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Non so se ci avete fatto caso. Io sì, curiosando tra la pila di giornali che la Tigre vorrebbe scaricare fuori dalla finestra nel cortile, dove una volta</strong> <strong>c’era un tabellone in plexiglas e un canestro con</strong> <strong>la retina a brandelli</strong> e ora ci sono le cucce e le scodelle per i pointers e i bracchi di mio fratello che non so neanche come si chiamino. Caccia e basket, odio e amore. Succede. Anche nelle stesse famiglie. Un pallino di quattro righe su <strong>Repubblica</strong> di sabato: “Oggi a Siena gara 4 della finale scudetto. Se <strong>Siena batte Milano</strong> sarà il quarto scudetto consecutivo dei toscani”. E così è stato. Peccato che si sia giocato al <strong>Forum di Assago</strong> e non nella città del Palio al <strong>PalaMensSana di viale</strong> <strong>Sclavo</strong>. Può capitare, ci mancherebbe altro, specie nella redazione dove non c’è più amore per la palla nel cestino come quando le penne del basket erano quelle (preziose) di <strong>Walterino Fuochi e Emanuela Audisio</strong>, che magari pendeva dalle labbra del <strong>Vate Bianchini</strong>, ma alla quale era sempre un piacere rispondere per le rime. E come l’anno scorso, canticchiando il vecchio motivetto dell’estate, <strong>“sul mare col patino”,</strong> il <strong>Montepaschi</strong> ha festeggiato in casa di <strong>Giorgio Armani</strong> un altro secco e vaporoso 4-0 tricolore. Una finale che è durata poco: una settimana appena. Peccato sul serio. <strong>Da domenica a sabato.</strong> Tra un temporale e un acquazzone di giugno. Con una serie di risultati da non dimenticare soprattutto a Milano: 100-80, 81-59, 88-75 e 93-69 sempre per la magnifica armata di <strong>Sato e McIntyre, Eze e Stonerook</strong>, ma anche di <strong>Hawkins e Lavrinovic</strong>, <strong>Domercant e Zisis</strong>, <strong>Ress e Carraretto</strong> che sarà convocato in nazionale. Fatti due conti, in totale <strong>372-283</strong>. Uno scarto di 91 punti in quattro gare. Una voragine, un abisso, un’esagerazione. E comunque troppi perché l’Armani possa essere lo stesso felice di un secondo posto che può fare molto ma molto comodo a <strong>Pierino Bucchi</strong>, che solo così poteva e probabilmente ha potuto salvare la panchina, ma che non può piacere al padrone del vapore che ha scucito gli stessi soldi, euro più euro meno, della <strong>Banca che esiste dal 1472</strong> senza riuscire manco con un’unghia a graffiare lo strapotere senese. Come invece <span id="more-1859"></span>è riuscito almeno una volta quest’anno alla<strong> Benetton di Repesa</strong> e alla <strong>Lottomatica di Boniciolli</strong>. Anche questo può accadere nella pallacanestro italiana.</p>
<p><strong>Boniciolli confermato a Roma, Bucchi all’Armani, Repesa alla Benetton, ma nessuno crede al comunicato di Treviso</strong>. Tanto più il neo manager <strong>Claudio Coldebella</strong>, che stimo, non mi ha nascosto tra gli ulivi delle colline senesi, dove c’era mezza Italia d’allenatori nostrani tranne <strong>Giuda</strong>, che non ha alcuna intenzione di far prigioniero un allenatore che sogna il <strong>Topkapi</strong> e non vuol rimanere all’ombra del salice piangente sul <strong>Sile.</strong> <strong>Artiglio Caja o un altro slavo?</strong> Ne riparleremo. Intanto brindo al ritorno di <strong>Tanjevic</strong> nel Belpaese dove ha molti più amici di quel che crede e dove dovrà fare da balia all’ecumenico che va d’accordo con la <strong>Banda Osiris e l’Orso Eleni</strong> facendogli magari capire che, quando si sale le scale, bisogna rispondere al saluto anche di chi le sta scendendo e non girarsi dall’altra parte facendo finta di niente. Non vi pare? <strong>A Roma il Boscia</strong> <strong>troverà un sacco di superboni</strong> ai quali preferirebbe dar fuoco prima ancora di conoscerli, ma ne ha viste talmente tante di cose brutte e turche negli ultimi mesi, come l’acquisto di <strong>Quaresima Quaresma dall’Inter</strong> per sette milioni di euro, che non gli mancherà il coraggio, se serve, di far piazza pulita intorno a lui. Maestro Boscia, mi mancavi. Così come <strong>mi mancherà Romain Sato se dovesse davvero ascoltare le sirene</strong> <strong>della Nba</strong>. Lo capisco, quella è la sua terra cestistica, ma qui lo tratteremo sempre come si merita. Cioè come un papa. <strong>Parola di Ferdinando Minucci</strong>. Che ha una parola sola. Perderemmo invece tempo a trattenere<strong> Eze</strong> che a Siena ha già dato in proporzione eguale a quel che ha ricevuto, cioè moltissimo, ma che ora deve far spazio a Milovan <strong>Rakovic</strong>, il serbo di scuola americana, 2.08 per una montagna di chili, arrivato <strong>dalla Russia con amore</strong> e con la voglia di spaccare anche lui il mondo in due.</p>
<p><strong>Se Milano non fosse fessa e presuntuosa come invece purtroppo è, lo ho</strong> <strong>pensato, ripensato e lo riscrivo, si sarebbe già incartata Eze</strong> e non l’avrebbe lasciato andare via dal Forum prima che non avesse firmato il nuovo contratto milionario con l’Armani. Ricominciare da Eze non sarebbe stato male. Invece dal<strong> Livido Proli</strong> ho appreso con raccapriccio, e un cicinin di sconcerto, che grosso modo così com’è Milano può andare anche bene. Forse a lui. “Al massimo ha bisogno di un paio di ritocchi”, <strong>ha dichiarato a Sky</strong>. Ma dai! Dare di nuovo fiducia a <strong>Hall </strong>significa una cosa: dollari e tempo persi. O no? E poi ancora <strong>Finley e Bulleri</strong> insieme quando non fanno un playmaker in due? Di più: <strong>Maciulis e</strong> <strong>Petroviciu</strong>s vedono Bucchi come fumo negli occhi. E non solo loro. Anche il Forum ha espresso sabato sera coi fischi di migliaia di tifosi contrarietà al piccolo coach che non tutte le ha tentate ad essere sinceri, specie in gara tre, per rendere più difficile la strada verso lo scudetto a Siena. <strong>“Viggiano</strong> <strong>idolo di Milano&#8221;</strong>, diceva per la verità un cartello bene in vista tra gli ultras longobardi. Gli idoli di Milano un tempo erano altri: <strong>D’Antoni e</strong> <strong>Meneghin</strong> per esempio. Per non dire di <strong>Bob McAdoo o Joe Barry Carroll.</strong> E allora si capisce perché in fondo un secondo posto può andare bene all’Armani e al suo popolo pure per l’anno venturo. <strong>Farebbero tre di</strong> <strong>fila</strong>. Evviva! L’importante è che a <strong>quelli di Sky</strong> diciate che stasera alle 20.30 non si gioca gara cinque a Siena come è apparso anche ieri mattina sulla sua guida tv. Altrimenti il rischio è che di nuovo ai botteghini del PalaMensSana qualche lettore di Repubblica che non vede la Rai (e men che meno Mediaset) faccia stasera ancora la fila come sabato per vedere la quinta finale tricolore. Volete mettervelo in testa o no che <strong>il Montepaschi ha già vinto lo scudetto numero cinque della sua storia</strong>? <strong>Vi piaccia o meno.</strong> Fischiettando con le mani affondate in tasca: “E come l’anno scorso, sul mare col patino…”.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=C" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Wada a quel paese chi vuole dare una palla buona agli invidiosi di SuperSiena</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/20/wada-a-quel-paese-chi-vuole-dare-una-palla-buona-agli-invidiosi-di-supersiena/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/20/wada-a-quel-paese-chi-vuole-dare-una-palla-buona-agli-invidiosi-di-supersiena/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 10:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calci e veleni]]></category>
		<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[McIntyre]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Monza]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[stonerook]]></category>
		<category><![CDATA[Wada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1853</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI  dalla tana dello sceriffo, un angolo di meditazione affidato ad un simpatico egiziano dove un tempo c’era la Milano craxiana. Il musicista che sventra la sua pizza ha in mente una musica che noi non sentiamo, sembra pazzo, ma forse siamo noi fuori di testa dopo aver visto al Forum, nell’epilogo della stagione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>OSCAR ELENI</em>  dalla tana dello sceriffo, un angolo di meditazione affidato ad un simpatico egiziano dove un tempo c’era la Milano craxiana.</strong></span> Il musicista che sventra la sua pizza ha in mente una musica che noi non sentiamo, sembra pazzo, ma forse siamo noi fuori di testa dopo aver visto al Forum, nell’epilogo della stagione dove <strong>Siena ha vinto il suo</strong> <strong>quarto scudetto consecutivo</strong>, quinto della storia, la scena madre degli inquisitori del doping, la fila di bambini per avere un autografo da Peterson, <strong>la muraglia del tifo verde così vivace rispetto a quella della Milano che per difendere Bucchi ha bisogno del suggeritore</strong>. Dicevamo dei catecumeni inviati da Roma, ma non dite che Petrucci lo ha fatto apposta perché quelli del doping annusano piscio ad ogni ora, senza bisogno di mandanti vendicativi, tipi che al cinema abbiamo visto nella trasposizione del Nome della Rosa, i feroci ricercatori di verità nel convento dove Umberto Eco ha raccontato la vita di ieri e anche di oggi. <strong>Erano rabbiosi ed insensibili perché pretendevano che i sorteggiati</strong> <strong>per le provette, cominciando da McIntyre il mago, rinunciassero ad andare sotto la curva dei tifosi per festeggiare lo</strong> <strong>scudetto </strong>perché loro avevano fretta di andarsene via da quella baraonda. Il medico di Siena che vedeva così agitato il più truce dei due, un tipo da <strong>Wada a quel paese</strong>, gli ha detto di fare rapporto spiegando bene che alla fine di una partita che dava il massimo trionfo sportivo nel campionato i giocatori preferivano abbracciarsi, festeggiare, saltare e ballare con tifosi, mogli, figli, piuttosto che seguire i<strong> Mabusen</strong> dell’antidoping. Quelli non sanno proprio cosa sia lo sport e la sua fatica, a loro piacciono le carni rosolate sul rogo e non è vero che lo fanno per la salute dei campioni, <strong>lo fanno per la paghetta</strong>, <strong>lo fanno perché non vedono l’ora di dare una</strong> <strong>palla buona agli invidiosi</strong>. Certo che i bari vanno smascherati, ma esistono anche tempi e maniere per farlo. Dicevamo del <strong>Peterson</strong> assalito per farsi firmare un autografo. <strong>Come mai?</strong> Già, bisognerebbe chiederlo a quelli che invece distribuivano <strong>volantini contro il Bucchi</strong> <strong>che si è riparato dietro il Forum dell’assurdo</strong> <strong>dicendo che era contestato perché non faceva giocare</strong> <strong>Becirovic</strong>. Noi ci saremmo fermati al gioco perché era quello a non dare mai emozioni.<span id="more-1853"></span> Lui come tanti altri discreti allenatori di scuola italiana, non certo il tipo di uomo che piace alla stessa piazza dove si ricordano gli allenatori personaggio non quelli abbastanza bravi. Crudeltà della nuova era per i circenses, non senso, dirà qualcuno, perché se non lasci crescere non avrai mai la pianta e i suoi frutti. Può essere, ma<strong> la storia</strong> <strong>va studiata anche da chi mette 18 milioni di euro, proprio come Siena, per arrivare a venti punti dai campioni sul campo e nella classifica</strong>. Epilogo al Forum portando ancora oltre <strong>9000 spettatori</strong>. Viene rabbia pensando che basterebbe davvero poco per averli sempre in tribuna, soprattutto adesso che con i ritardi per i lavori al <strong>PalaLido</strong> si scopre che non esiste un campo disponibile in città e, in caso di <strong>Forum</strong> occupato, si dovrà chiedere ospitalità a <strong>Desio o Monza.</strong></p>
<p><strong>Siena che ha vinto sa già come rinnovare e sa benissimo che se tiene Sato con Stonerook la sua pianta sarà ancora la più bella perché McIntyre</strong> <strong>era magico</strong>, ma lo ha capito lui stesso che sul palco per il premio al migliore voleva portarsi il <strong>Principe africano</strong> e anche <strong>Cespuglione </strong>che, ci hanno confermato, non sarà nell’elenco dei sedici che <strong>Pianigiani</strong> presenterà il 28 e il 29 a Monza come i prescelti per la sua prima avventura con la nazionale, una figlia che, metafora da filosofo di v<strong>erità bugiarde</strong>, ti dà gioia quando nasce, ma poi diventa un tormento perché nella stessa foresta federale ci sarà chi la porterà a bere troppo presto, chi cercherà di deviarla, per non parlare dei ragazzi che cercheranno di vestire i suoi colori. Su Milano il mistero della genialità di chi nelle sue cose vorrebbe fare tutto rischiando d’inciampare sulla coda. <strong>Da confermare sicuramente Maciulis, Rocca, Mordente e Mancinelli</strong>, <strong>da valutare meglio Petravicius</strong>, o almeno la sua schiena, per il resto andremmo a cercare un vero regista, un’ala forte da battaglia europea e non da battaglia alla neuro e se davvero si sta trattando per un talento come il giovane <strong>Nicolò Melli</strong> allora ci dovranno essere garanzie che potrà imparare perché non è pronto per il grande salto, perché ha bisogno di spazio e lezioni serie. Su <strong>Monroe</strong>, l’unico davvero interessante nella pesca finale, si potrebbe fare anche un discorso serio se il suo fisico darà garanzie, tanto per non cominciare <strong>con la scusa degli infortunati che intralcia quando si cerca la verità e Milano questa verità non l’ha mai</strong> <strong>cercata </strong>e forse non la cercherà neppure domani. Per adesso ci lasciamo, chiudiamo sul discorso scudetto e magari amplieremo quando ci sarà la lista degli azzurri dove, purtroppo, ci dicono, devono entrare i pochi che abbiamo, anche quelli che non fanno squadra, che sono impostori, tromboni e ignoranti come dicono oggi dei giocatori di calcio francesi quei cronisti che non li possono proprio sopportare. Anche se la pantera senese <strong>Cappelli</strong> ci aveva tirato nella trappola per odio verso <strong>l’Aquila</strong>, per una vendetta che non meritavamo. Anche se la colpa di quella previsione per un <strong>4-1</strong> finale con Milano vittoriosa in gara tre è tutta della nostra voglia di amarlo ancora il basket e quella smania ci ha fatto andare oltre la logica del <strong>meno 20</strong>, la logica dei grandi di <strong>Pianigiani</strong>, sperando che<strong> l’Armani</strong> trovasse Arianna prima del Minotauro.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post==" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/20/wada-a-quel-paese-chi-vuole-dare-una-palla-buona-agli-invidiosi-di-supersiena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il masai di Bimbo, quel Diavolo di Drazen, il Gallo d&#8217;oro, la Banda Osiris e D&#8217;Antoni</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/01/il-magnifico-masai-di-bimbo-il-gallo-il-diavolo-la-banda-osiris-e-pinocchio-dantoni/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/01/il-magnifico-masai-di-bimbo-il-gallo-il-diavolo-la-banda-osiris-e-pinocchio-dantoni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Dixon]]></category>
		<category><![CDATA[gallinari]]></category>
		<category><![CDATA[gazzetta]]></category>
		<category><![CDATA[ginobili]]></category>
		<category><![CDATA[Indurain]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Nicevic]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[Petrovic]]></category>
		<category><![CDATA[Phoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Rialto]]></category>
		<category><![CDATA[Riis]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[stonerook]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>
		<category><![CDATA[Tour de France]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1767</guid>
		<description><![CDATA[                                                                 di CLAUDIO PEA
Il Ghiro d’Italia ieri ha riposato, eppure la Gazzetta gli ha dedicato ugualmente sette o otto delle sue preziosissime pagine. Non c’è niente da fare: capisco che ognuno è libero in casa propria di fare (più o meno) quel che gli pare e piace, ma non mi rassegno all’idea che uno sport [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>                                                                 <span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Il Ghiro d’Italia ieri ha riposato, eppure la Gazzetta gli ha dedicato</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">ugualmente sette o otto delle sue preziosissime pagine</span></strong>. Non c’è niente da fare: capisco che ognuno è libero in casa propria di fare (più o meno) quel che gli pare e piace, ma non mi rassegno all’idea che uno sport così sputtanato abbia tanto spazio ancora sui giornali e tanti inviati al seguito. A me è bastato seguire un paio di <strong>Tour de France</strong> per disamorarmi del ciclismo che pure su quelle stesse strade mi aveva esaltato con le imprese dei suoi campioni che anch’io (nel branco) non avevo esitato a definire <strong>“epiche&#8221;</strong>. Come quella del 1996 quando un danese dalla bella faccia di contadino sano, forte e robusto, pelato e rubicondo, tolse a un gentiluomo navarro dal viso pallido la possibilità di vincere la sua sesta <strong>Gran Boucle</strong> di fila. Avevo un debole – lo confesso – per Miguel Indurain. Come oggi ce l’ho per <strong>il magnifico masai di Bimbo, Romain Sato</strong>, e il suo allenatore, <strong>Simon Mago Pianigiani</strong>, che è pure juventino doc: un punto in più a suo favore. <strong>Era elegante, sereno, affascinante</strong>: pedalava facile e pareva persino buono. Ed era invincibile al Tour almeno sino al giorno in cui – vi raccontavo – <strong>Bjorne Riis</strong> non gli mise il bastone tra le ruote e stroncò il suo record (dei record). Ma non ce l’ho con Riss per questo e, di riflesso, con il <strong>ciclismo</strong>. Quanto perché una decina d’anni dopo il danese, passato a dirigere la squadra di Ivan Basso, candidamente confessò d’essersi dopato a quel Tour come un indemoniato, avido e dannato.</p>
<p>Adesso, mentre la gente impazza al<strong> Giro</strong> e sogna<strong> Ivan Basso</strong> <strong>in rosa a Verona</strong>, io invece mi domando: <strong>ma sarà davvero pulito dopo aver scontato una pena per doping</strong> <strong>lunga ventiquattro mesi? </strong>E non attendo neanche la risposta. Perchè non me ne importa più nulla: sono ormai nei confronti del ciclismo più disincantato che deluso. <strong>Sono probabilmente anche fatto male</strong>. Nel senso che oggi amo e domani, se fregato, salto a piè pari dal bianco al nero e non torno più indietro. E’ sbagliato. Lo so. <strong>Così si vive male</strong>, ma i manichei sono siffatti ed io sono il più inguaribile – ditelo pure – degli integralisti sportivi. Così è anche nel basket. Guai a chi mi toccava <strong>Michelino D’Antoni</strong>.<span id="more-1767"></span> Ero sempre al suo fianco in qualsiasi battaglia come quella contro <strong>Franco Casalini</strong> quando gli volle far sapere in un’intervista concessami a cuore aperto: o cambi atteggiamento o col cavolo che rivinciamo il tricolore. E così fu: lo ricorda sempre il gran <strong>Dan Peterson</strong> nei suoi deliziosi <strong>amarcord milanesi</strong>. <strong>Un’altra volta passai con Mike una notte interamente insonne</strong>: lui non si capacitava all’idea che <strong>Drazen Petrovic</strong> l’avesse fatto a fettine. “Mi bruciava sempre sul tempo. E con la lingua fuori mi fregava nel tiro o nelle entrate sottomano”. E io invano a spiegargli che quello era un diavolo. Anzi, <strong>il Diavolo</strong>. E che aveva qualche anno in meno. Ma un giorno gli chiesi io a bruciapelo: “<strong>Quelli della Banda Osiris raccontano in giro che lascerai la Benetton e che andrai a Phoenix</strong>. Giurami che non è vero”. E lui mi giurò che erano solo storie. Ebbene il prossimo autunno D’Antoni sarà <strong>al Forum coi Knicks e Gallinari, un altro di buono</strong>. E io me ne andrò lontano, ma molto lontano, a giocare a golf. Magari con <strong>Stonerook </strong>che ieri sera al <strong>Palaverde </strong>non ne ha indovinata una di giusta manco a sparargli dal principio alla fine: zero su sei al tiro, due liberi su quattro e cinque falli, tre di valutazione. <strong>Ma prima di sentirmi parlar male di</strong> <strong>Cespuglio,</strong> ne deve ancora passare d’acqua sotto il <strong>ponte di Rialto</strong> e comunque avranno già disputato <strong>le Olimpiadi a Venezia</strong>. Cioè tra un ventennio minimo.</p>
<p><strong>Di Danilo Gallinari avrò tempo e modo in questo sito di riparlarne a breve.</strong> Intanto vi preannuncio subito che il suo ennesimo no alla nazionale <strong>mi è piaciuto come il cacio sui maccheroni</strong>.<strong> E io odio il formaggio</strong>. Così come non mi sono andate giù molte cose della gara tre con la Benetton che nessuno ha fatto notare. Per esempio <strong>Ferdinando Minucci e signora</strong> pesantemente insultati prima del match da quattro energumeni e costretti ad abbondare in fretta e furia i posti in tribuna-stampa che la Benetton aveva a loro assegnato. O <strong>l’arbitraggio di Cicoria</strong> e compagni che ha permesso ai trevigiani di pestare come si fa di solito con le bistecche prima di scottarle sulla brace. O <strong>l’assenza di Gilberto Benetton</strong> ancora una volta sugli spalti in quella che doveva essere, ed è stata, l’ultima partita della tribolata stagione di <strong>Nicevic e fratelli</strong> riscattata proprio nei duelli finali all’arma bianca con Siena. O di <strong>Giorgione Buzzavo</strong> che, invece di rasserenarsi pensando che la scelta d’affidare la sua squadra a <strong>Repesa</strong> è stata da lui in pieno azzeccata, senza parlare della pace di nuovo fatta coi suoi bollenti aficionados, ha preferito alla<strong> Gazzetta</strong> parlare “di troppa sudditanza psicologica degli arbitri nei confronti dei campioni”. Come avrebbe detto <strong>Totò,</strong> molto affettuosamente: <strong>“Ma mi faccia un piacere”.</strong> O di chi intravede, o spera di vedere, nel <strong>Montepaschi </strong>un netto caldo di condizione e un’allarmante stanchezza fisica e mentale. Semmai psicologica, penso io, di essere sempre costretta a vincere <strong>3-0</strong> rifilando un ventello a qualsiasi avversario del <strong>Belpaese</strong>. E comunque preferisco chiudere magnificando il lunare terzo quarto di <strong>Romain Sato</strong> che mi ha ricordato <strong>Manuel Ginobili nei suoi anni d’oro virtussimi</strong>. Da solo, o quasi, contro tutti: 14 punti realizzati senza una sbavatura dei 19 messi complessivamente insieme dal resto di <strong>Siena</strong> solo dalla lunetta con cinque tiri liberi. E una difesa mostruosa su <strong>Dixon Dixan</strong> che ha fatto canestro non prima del 32esimo minuto. <strong>Chapeau, caro masai degli altipiani.</strong></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/01/il-magnifico-masai-di-bimbo-il-gallo-il-diavolo-la-banda-osiris-e-pinocchio-dantoni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Milano sarà anche criticabile, ma Treviso fa ridere e Biella è finita giù nel fosso&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/11/milano-sara-criticabile-ma-treviso-fa-ridere/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/11/milano-sara-criticabile-ma-treviso-fa-ridere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 14:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Angelico]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[atripaldi]]></category>
		<category><![CDATA[basile]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[Bercy]]></category>
		<category><![CDATA[bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[Borgotaro]]></category>
		<category><![CDATA[Childress]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolino]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[Pasini]]></category>
		<category><![CDATA[pellacani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1737</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal borgo medioevale di Compiano, quello in provincia di Parma, non di Treviso o Reggio Emilia, città che col basket litigano, quel paese dove hanno sopportato una signoria come quella dei Landi per oltre 400 anni dopo i Malaspina, quella dei Visconti, quella che fece del Castello una prigione per carbonari, ma anche la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline"><em>OSCAR ELENI</em> dal borgo medioevale di Compiano, quello in provincia di Parma, non di Treviso o Reggio Emilia, città che col basket litigano</span></strong>, quel paese dove hanno sopportato una signoria come quella dei Landi per oltre 400 anni dopo i <strong>Malaspina,</strong> quella dei <strong>Visconti,</strong> quella che fece del Castello una prigione per carbonari, ma anche la capitale del territorio libero della <strong>Valtaro,</strong> perché la nostra meta è fra <strong>Borgotaro e</strong> <strong>Bedonia</strong>. Compiano per nostalgia di vite precedenti perché se avete pazienza troverete il Museo degli Orsanti, i girovaghi dell&#8217;Ottocento che andavano per l’Europa con orsi e scimmie ammaestrati a fare danze e pirolette. Troverete, in<strong> Compiano</strong>, alla fine di questo mese anche una esposizione di opere dell’artigianato <strong>dedicate alla figura dell’orso</strong>, mentre nelle strade i teatranti faranno sorridere i più tristi con<strong> burattini e tacabanda</strong>, nella speranza che non ci trattengano come orsi ammaestrati quali ci rifiutiamo d&#8217;essere da sempre, anche se appare difficile dimostrarlo, soprattutto adesso che si parla al vento, voce nella valle del Taro senza un eco, perché la compagnia di Barnabò, che domina le feste di questo secolo, ha ben altro a cui pensare e dei nostalgici rompiglioni si fa volentieri a meno. <strong>Nell’ultima scivolata a valle ci è stato detto che eravamo davvero illeggibili ed incomprensibili. Forse era meglio</strong> <strong>dire noiosi</strong>. Pazienza. Succede se invecchi con rabbia e le ciglia diventano più bianche in un Paese che non è più il tuo, non soltanto sportivamente parlando, senza mettersi in ginocchio ascoltando musiche lontane. Come diceva l’avvocato <strong>Washington in Filadelfia</strong> mentre difendeva l’ammalato di Aids? Spiegami le cose come se avessi sei anni. Va bene. <strong>L’orso e gli orsanti applaudono</strong>.<span id="more-1737"></span></p>
<p><strong>Perché tutti tifavamo per il Partizan a Parigi? </strong>Perché quel modo di reclutare giocatori, allevarli, quel bilancio da 3 milioni di euro per chi porta in tribuna anche 22 mila spettatori, sembrano una strada giusta, percorribile anche in Italia. Non lo fanno, non sanno farlo i vecchi, figurarsi questi che per diventare dirigenti <strong>devono leggere il manuale del perfetto idiota</strong> inventato da qualche borosauro federale convinto che i giocatori crescano sugli alberi, indeciso sul fatto se sia più importante conoscere la casistica dei regolamenti astrusi o la parte essenziale dei fondamentali di un gioco che diventa semplice se lo sai insegnare senza lo schema corna. <strong>Perché Siena ha</strong> <strong>già in mente la squadra che tenterà di vincere il quinto scudetto consecutivo,</strong> per il quarto nessun problema come potrebbero dirvi gli allenatori delle famose &#8220;seconde&#8221; in tutto, mentre gli altri grufolano cercando di essere porci con le ali o, almeno, con il pelo come hanno scoperto i vetertani australiani? Perché ha il vantaggio di sapere cosa cerca per se stessa, per il suo allenatore, per un pubblico che smania per l’Europa e <strong>considera lo scudetto una ribollita</strong> con un sapore che diventa sempre meno gradedvole, anche se piace ancora come la prima volta che te la sei mangiata, anche se hai voglia di caio e pepe, di tavolate lunghe al Mugolone. Senti bene orsante col piffero ma cosa ti hanno fatto <strong>questi dell’Armani</strong> che ora pensano al succedaneo Monroe per la volata finale da fare quasi in prima fila? Niente, ma è proprio questo il problema. Non esiste contatto con questo nuovo che avanza perché è una minestrina con pasta glutinata, roba da sacrestie. Hanno giocatori con anima e huevos, ma sono appena tollerati perché hanno salvato la faccia di <strong>Proli, lo sceriffo di Modena</strong> che va a caccia di <strong>tutti i Robin con scarpette rosse</strong>, e del <strong>Bucchi</strong>, <strong>maestrino dalla penna blu che sembra avere soltanto la rabbia del rancore, spaventato dalle critiche come capita a chi</strong> <strong>è troppo permaloso</strong> per considerarsi uno dei tanti discreti allenatori di questa scuola, ma senza essere diverso o migliore di altri, una cosa che Milano non accetta perché, va ricordato, ci si diverte con i <strong>Rubini e i Peterson</strong>, non con i bravi artigiani del borgo. Non ci convinci perché poi questi arrivano proprio dietro a Siena e magari ancora alla finale. Certo che non siamo convincenti e neppure imparziali. Non è colpa del bilancio esagerato e sprecato, non è colpa loro se tutto quello che fanno sembra adatto a qualcosa che è al di là e oltre il giardino del Partizan o del Montepaschi. Insomma a loro piace la musica alta perché uno non possa scambiare un parere con il vicino di sedia, <strong>a loro piace tutto quello che a noi</strong> <strong>non è mai piaciuto</strong> <strong>neppure quando Milano era quella degli scudetti</strong>, quella che fece innamorare, lo sospettiamo, anche se ora non ne siamo più sicuri, il <strong>Giorgio Armani</strong> che poi decise di entrare in proprio nella gestione, fortunatamente per una città matrigna dove non puoi neppure organizzare una finale del campionato di rugby, dove <strong>tutto quello che non è calcio diventa carne da macello.</strong></p>
<p><strong>Te la prendi adesso che hanno spezzato le reni alla Montegranaro esaurita</strong> <strong>dalle frittelle con miele che piacciano agli orsi prima del letargo?</strong> Proprio adesso perché se non pensano al domani in maniera convincente saranno sempre davanti agli allenamenti in coppa del dolce Livio e al fronton pelotero del campionato dove si rimbalza per finire nella cesta senese. Va bene, allora passiamo oltre. <strong>Bologna, già cosa dire di Bologna</strong>? Che non la sentiamo più come vera città dove andare anche soltanto per fare quattro risate. <strong>Certo c’è il Commissario P., c’è Lorenzaccio in esilio dalla sua</strong> <strong>ironia, sfinito dall’imbecillità del contorno</strong>, <strong>c’è Ugo</strong>, <strong>ci sono</strong> <strong>Willy e Sarcastico Pellacani</strong>, ci sono tanti bei ricordi, ma non esiste più sintonia dopo aver visto andare sulla grat anche <strong>Lino Lardo</strong> che ora capirà perché non si va mai in certi posti accettando di essere pagati meno di certi giocatori. <strong>Vi dice niente il fatto che Proli e Sabatini siano spesso sulla</strong> <strong>stessa lunghezza d’onda?</strong> Sì, però, la giovanile Virtus al carnevale di Piombino si è bevuta Siena nel classico per tornei con ragazzi di nuova generazione. Voi dite che Consolini resisterà ancora se, per caso, dovesse diventare più popolare di chi lo paga? Vai avanti con le cose semplici. <strong>Il Gallo che non può curarsi la schiena e giocare per la Nazionale? Una dolorosa</strong> <strong>perdita</strong> perché avremmo rinunciato alle conferenze nel cinema del foro Italico con <strong>Bargnani e Belinelli</strong> per sentire invece qualcosa di meno stucchevole dal Gengis Gallo che gira per<strong> New York</strong> <strong>su una</strong> <strong>carrozza trascinata da topolini</strong> ciechi.</p>
<p><strong>Te la prendi con Proli e Milano e poi fai finta che Atripaldi non sia finito nel fosso con la stessa Biella che l’anno scorso meritava la finale? </strong>Non è vero che facciamo finta di niente, ma se le scuse di Milano valgono, allora ha ragione anche <strong>il presidente dell’Angelico</strong> a chiedere pietà al campo nell’ultima sfida senza domani, anche se ci dispiace che sia <strong>tutto finito con Bechi</strong> che forse non ha mai sentito la fiducia di chi ama poco il ruvido livornese di certe decisioni. <strong>Milano sarà criticabile, ma Treviso fa ridere</strong>, o magari piangere, adesso che tutti urlano per avere una piazza dove alzare il capestro? Disastri mentali di chi pensa di risolvere le cose cacciando tutti. Non si rifanno le squadre ogni anno e agli allenatori si deve dare il tempo di lavorare: noi i Vujosevic li mandiamo via. Come si può giudicare <strong>la nuova infornata di stranieri?</strong> Come l’uva andata male in un campionato dove <strong>la legge di Stonerook e Sato vale sempre</strong>, dove un <strong>Childress </strong>può ancora dare lezioni magistrali a 37 anni, dove un <strong>Bianchini </strong>lo prendono come assistente nel settore femminile al Geas, ma non lo ascoltano là dove avrebbero più bisogno di personaggi che ancora hanno dentro qualcosa da raccontare o da dire agli orsanti del sistema.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Voti tacabanda</span></strong>:</p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">a Luca BASILE</span></strong> che ci ricorda come dovrebbe essere un giocatore di scuola italiana allevato fra le zolle, che ha finalmente la sua coppa da esibire, che ha una storia bellissima che non dovrebbe finire perché dentro non è vecchio e non è storto come tanti suoi ex compagni in azzurro a Sydney, quelli che diedero un calcio alla gloria e alla vita per fare i finti ribelli golosi. E’ l’unico italiano in gloria europea. Teniamocelo caro.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">al professor CHILDRESS</span></strong> che in Italia, dovunque abbia giocato, sarà ricordato come uno dei grandissimi artisti del gioco: anche quando i tempi di recupero diventano difficili lui non dimentica l’arte.</p>
<p><strong>8</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">all’ ULEB</span></strong>, la Lega europea non ha risparmiato sulla fantasia organizzando le finali di Parigi e quelle copie del trofeo consegnate ai vincitori sono stato un tocco di classe in più, ma perché stupirsi che certe cose fioriscano in Spagna? Avete visto i famosi calciatori del Barca in tribuna a Bercy ? Canotta e semplicità. Avete visto i salti del presidente Laporta che nel giorno in cui i suoi fenomeni del calcio sbatterono sul muro interista non fece una piega perché sedeva di fianco a Moratti e aveva il dovere di essere diverso dal tifoso visto a Parigi. Da noi quando succederà una cosa del genere? No, non è la malattia della pietra per tutto quello che è bello soltanto altrove.</p>
<p><strong>7</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al presidente ERCOLINO</span></strong> per come ha cercato di proteggere i suoi due americani che sono andati vicino all’arresto. In America se Gallinari, Bargnani, Belinelli, se uno spagnolo, uno slavo, ma anche un americano avessero avuto una esperienza del genere si sarebbero trovato con le manette e senza sostegno. La difesa dei “ figli” va premiata perché ci aiuta a capire meglio chi siamo e dove andiamo. Ironia? Anche.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">a Valter SCAVOLINI</span></strong> che ha battuto i pugni sul tavolo nello stesso momento in cui ha capito che a Pesaro si stava creando una situazione dove l’unico a dover sempre pagare era lui. Costruire una nuova Pesaro non dovrebbe essere tanto difficile: basta avere i mezzi per sostenere un progetto che copi in tutto quello che è stata la società nei tempi degli scudetti, delle Coppe, della gestione unica di chi pagava e parlava certo meno di un Palazzetti da cui fu rilevata la società.</p>
<p><strong>5</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al Topone Piero PASINI</span></strong> esonerato nelle minors dalla signora Somma perché con la sua storia alle spalle non si può cadere in pieno playoff facendosi congedare da un comunicato che dice tutto, ma, purtroppo, non dice nulla.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">alla TORINO del basket</span></strong> se non si ribella dopo la figuraccia di Parigi dove aspettavano qualcuno degli organizzatori della finale di Eurolega del 2011 assegnato alla città prima di sapere del disatro Juventus, prima ancora che il museo egizio diventasse la sede dove nascondersi per non andare a firmare un contratto che dovrebbe essere valido anche se sono cambiate le teste politiche.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a PIANIGIANI</span></strong> se non chiarisce subito questa situazione degli allenatori per le squadre giovanili azzurre che dovranno crescere seguendo gli stessi principi della squadra che dovra ridarci la dignità europea. Questa tensione che nasce nel solito covo non può andare bene. Si faccia chierezza pubblica e a dire le cose come stanno non deve essere solo il cittì.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al SABATINI</span></strong> che deve pensare una notte prima di decidere sul destino del suo allenatore Lardo colpevole di non aver perso con uno scarto sufficiente per farsi scavalcare in classifica da Roma, in modo da mandare la squadra di Toti nel girone infernale di Siena. Capite a che punto siamo. Il Montepaschi da affrontare soltanto alla fine per potersela raccontare. Questo hanno fatto le rivali dei campioni.</p>
<p><strong>1</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">ai DUBBIOSI</span></strong> che ancora si domandavano come facessero i greci in grave crisi a riempire le tribune del palazzo di Bercy a Parigi? Non era soltanto la passione del basket, era Parigi. In certi paesi, forse anche il nostro, la crisi si sente, ma non si vede mai fino a quando ci tocca la cicoria.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">agli ARBITRI</span></strong> che continuano nella caccia al Tola e alle facce di tola dimenticando che l’entrata nella fase critica porta già tensione. Certo poi se siamo così fragili e deboli capita di vedere relegato Facchini alla finale europea del terzo posto per lasciare spazio a gente che si è dimostrata davvero incapace, ma questo Brazauskas chi lo sostiene e protegge? Non diteci Minucci.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/11/milano-sara-criticabile-ma-treviso-fa-ridere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cominciando da Sato i giocatori scelti da Siena erano forse sconosciuti di Avitar?</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/26/i-giocatori-scelti-da-siena-erano-sconosciuti-di-avitar-no-e-allora-fateci-capire/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/26/i-giocatori-scelti-da-siena-erano-sconosciuti-di-avitar-no-e-allora-fateci-capire/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[bulleri]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[Coldebella]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[gallinari]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Lakers]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pancotto]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[rocca]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Tinchieri]]></category>
		<category><![CDATA[Toronto]]></category>
		<category><![CDATA[Valli]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1541</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal bar parigino Zero Zero dove fanno troppo rumore, ma dove hanno anche uova sode da tirare in faccia ai clienti antipatici, meglio se arrivano dall’Italia, dalla Lega, dalla Federazione, dai campi dove si gela per il freddo e dove, poi, si soffocherà per il caldo, perché nelle guerre paesane pensano a tutto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2009/12/109690_459291_IMG_2847_6_8430545_medium.jpg" alt="" width="178" height="145" /><span style="text-decoration: underline"><strong><em>OSCAR ELENI</em> dal bar parigino Zero Zero dove fanno troppo rumore, ma dove hanno anche uova sode da tirare in faccia ai clienti antipatici, meglio se</strong> </span><strong><span style="text-decoration: underline">arrivano dall’Italia, dalla Lega, dalla</span> <span style="text-decoration: underline">Federazione</span></strong>, dai campi dove si gela per il freddo e dove, poi, si soffocherà per il caldo, perché nelle guerre paesane pensano a tutto, fingono di essere disposti a lavorare per il bene comune e appena devono un po’ di assenzio se la ridono pensando di avere davanti degli allocchi, ma poi al momento di fare le cose si perdono tutti nello stesso bicchiere di latte rancido. Amianto a colazione nell’undicesimo Arrondisement dove abbiamo voluto tenerci un tavolo prenotato nella speranza che a maggio si possa incontrare gente di <strong>Siena </strong>come se fossimo al Grattacielo. Sembra l’unica cosa giusta da fare mentre le nostre cicogne non portano bambini belli al campionato che ha chiuso la prima parte portando alla regina di Saba, <strong>il Montepaschi campione</strong>, i pochi ori rimasti, le velleità di allenatori che fanno proprio come i nostri vicini al Zero Zero: <strong>volano alto e poi cadono a faccia in giù.</strong> Sfidare con le parole i tricampeones ha un senso se sei su <strong>Scherzi a parte</strong>, ma poi bisogna fare i conti <span id="more-1541"></span>con la realtà. Molti non capiscono, soprattutto quelli che vanno spesso a grufolare sulle tribune del calcio: ma come, dicono i maestri cantori del gioco più popolare e biliare, due gambe e due mani i senesi come gli altri e allora perché va sempre alla stessa maniera? Colpa del bayon. <strong>I giocatori scelti dalla Mens Sana erano sconosciuti di</strong> <strong>Avatar? No?</strong> E allora<strong> fateci capire</strong>. Ma cosa ci sarebbe da capire<strong> in un</strong> <strong>mondo dove si mandano via gli allenatori, con formule di crudeltà inaudita, come quella usata da Treviso per liquidare</strong> <strong>Vitucci</strong>, ma si confermano i giocatori e <strong>l’orco Repesa</strong> si sarà reso conto di aver parlato troppo in fretta quando ha detto che gli andavano bene i ragazzi dalla facile depressione in trasferta, i piccoli ramarri che non si possono convertire alla difesa senza rubare loro il poco che hanno, l’istinto dell’attacco. Se sudano a gambe troppo piegate poi scoppiano e allora <strong>può far festa persino Milano</strong> dove qualcuno dovrebbe cominciare a chiedersi perché le cose migliori dell’Armani le vediamo quando non c’è possibilità di equivoco su quello che avrebbe in mente l’allenatore. Tolte certe catene <strong>ecco rifiorire i reprobi: una</strong> <strong>volta Bulleri, una volta Hall, magari una volta persino Maciulis o</strong> <strong>Petravicius.</strong> Repesa e il suo stupore come se avesse passato questi mesi nello stesso convento dove vanno a pentirsi tutti quelli che in questo paese mangiano pernici a colazione e si lamentano se chi ha molto meno gira con la faccia incazzata.</p>
<p>Chiusura della prima parte con tre cose da mettere sulla lapide della stagione:</p>
<p><strong>1. qui giace il basket</strong> che una Lega impenitente e quindi impotente ha ridotto ai minimi termini, sbagliando tutto, litigando su troppe cose, senza un progetto che scongiuri il famoso campionato elitario, anche perché l’Europa non è più tanto contenta di avere quattro squadre italiane fisse in gioco. Le parole al vento di Milano, i vuoti del <strong>Forum </strong>e di Roma hanno spinto l’<strong>Uleb </strong>verso la cassazione per mandare fuori dal gioco chi non se lo merita, quindi chi ha sprecato quattrini e parole senza migliorare, anzi, peggiorando.</p>
<p><strong> 2. qui giace la nazionale italiana</strong> caduta in quarta fascia, quella dei derelitti, sempre prigioniera della stessa gente che ne ha inaridito la fonte tecnica senza fare niente per la strutturazione moderna dei vivai, lasciando ai ricchi scemi l’illusione che spendere per tirare su giocatori è da fessi, lasciando che la crisi colpisse i salari per gli allenatori dei giovani, lasciando che anche adesso, dopo aver convinto <strong>Pianigiani </strong>ad accettare la sfida, siano i razziatori di gomme e pennini a dettare legge, sedi del raduno, nomi dei collaboratori. Speriamo che non sia vero.</p>
<p><strong>3. qui giace l’illusione</strong> che se una società punta sui “ragazzi italiani”, tutti più costosi degli stranieri, poi avrà anche un ritorno d&#8217;immagine e risultati. Roma e Treviso, le benedette <strong>da San Gianni Petrucci il pio,</strong> il re dei permalosi come dice la <strong>Gazzetta</strong> valutando la sua schermaglia con il Crimi dispettoso, hanno dovuto cambiare allenatore a metà corsa, hanno in mente altre diavolerie, ma nella sostanza sembrano pentite, certo più Roma che avrebbe giocatori fatti, anche finiti prima di cominciare?, della Benetton che invece deve ancora costruire davvero quei talenti che ha selezionato.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE</span> </strong>prima di perdere l’equilibrio, prima di cadere nella fossa dell’amianto, prima di consigliare a <strong>Meneghin,</strong> in partenza per gli Stati Uniti, di andare prima <strong>a Toronto e poi a New York,</strong> perché in casa <strong>Raptors,</strong> dopo la vittoria sui<strong> Lakers</strong> sono quasi tutti contenti e Belinelli riesce persino a sorridere, mentre in casa dei Knicks il disastro contro Dallas, scarto record, Gallinari nel buio, potrebbe far scattare meccanismi che allontanerebbero ancora di più il Gengis Gallo da Azzurra. <strong>Voti alle squadre, voti alle società, voti ai giocatori:</strong></p>
<p><strong>10 a SIENA e poi basta</strong>. Visto Romain <strong>Sato</strong>? Gli hanno detto guarda che oggi hai contro Moss, il giocatore che ti sostituirà. Certo che lo sapeva e poi se lo è mangiato come un se fosse una rana.</p>
<p><strong>9 a Pino SACRIPANTI</strong>, a <strong>Caserta,</strong> a <strong>Coldebella,</strong> anche se le hanno prese davvero sode a Roma. Dipende dalla salute, dalle influenze, ma il progetto è buono e il lavoro ottimo.</p>
<p><strong>8 al TRINCHIERI che ha portato Cantù al quarto posto</strong> dopo 15 giornate. Per chi è abituato alle magie arrigoniane nessuna sorpresa, ma non era facile uscire bene anche questa volta dall’inverno dove tutto congela, dove ti scappa un giocatore, dove del domani non esiste certezza.</p>
<p><strong>7 a  Mike HALL</strong>, a <strong>Mordente</strong>, a <strong>Bulleri</strong>, a Mason<strong> Rocca</strong>, al <strong>Mancinelli </strong>passaggi come baci di dama, al Viaggiano che ha fuoco dentro. Basta trovare le parole e le motivazioni giuste per ottenere qualcosa che si possa avvicinare alla storia Olimpia. Certo resta il corpicino insano di una squadra che appena trova affollamento a colazione, in allenamento, si perde e si disunisce.</p>
<p><strong>6 a</strong><strong> Lino LARDO , Fabrizio FRATES e Cesare PANCOTTO</strong> per essere arrivati dove nessuno li aspettava. La Virtus ha sofferto e soffrirà ancora tanto perché potrà essere una buona comprimaria, mai una squadra di primo piano visto che esistono bilanci da rispettare, fortunatamente dicono alla Fortitudo, ma esiste anche la certezza che il pilota è quello giusto e alla fine sarà ancora lui a stupirci come a Reggio calabra, Verona, Milano, Rieti. Per il veterano Panc degli otto un bel salto dalla rupe più alta, ma sembra che la sua dolcezza abbia ammansito anche gli ultimi lupi rimasti. Su Frates non mettevamo un euro perché, conoscendo il tipo, visto come andavano le cose, era facile vederlo esplodere, ma la sua fortuna sembra sia stato proprio il Tony Manero che fa da manager. Ci ha sorpreso la resistenza al freddo.</p>
<p><strong>5 a Luca BECHI e all’angosciato CAPOBIANCO</strong> perché non avevano valutato bene la fatica doppia fra campionato e coppe. Hanno avuto sfortune varie, lavativi diversi, ma crediamo ancora nella loro forza di resurrezione.</p>
<p><strong>4 a TREVISO</strong> globalmente intesa perchè non esistono giustificazioni per certi flop, per certi ragazzi con ali di cera come il Daniel <strong>Hackett</strong> sparito nel gioco duro, lui che pensava in grande ma viveva da piccolo principe incompreso. Ve li raccomando poi i tipi del gruppo slavo, quelli che prima di Milano dissero: vedrete una squadra diversa. Già.</p>
<p><strong>3 a ROMA e alle sue troppe bocche della verità</strong>. Tanti quattrini e tanto tempo buttato via. Ve li raccomando i giocatori italiani, ma anche gli altri avrebbe bisogno di cure a Villa Triste, certo dovrebbero pagarsi la retta e forse è stata questa la regola non rispettata al Nord e al Sud con i lavativi. Il famoso potere coercitivo che le società hanno o dovrebbero avere.</p>
<p><strong>2 a VARESE e PESARO perché hanno illuso il loro popolo</strong> per vie diverse: la Cimberio partendo alla grande, la Scavolini giocando bene anche nelle sconfitte. Pillastrini è un saggio e sa che per arrivare al mare della tranquillità ci deve essere coesione. Dalmonte è un gatto che graffia bene, saprà trovare la stanza per i sogni tranquilli.</p>
<p><strong>1 a FERRARA per aver dubitato di Valli</strong> che era ed è un eccellente allenatore. Tutto quel nervosismo, tutti quegli ultimatum non hanno fatto del bene e forse è troppo tardi per rimettersi a correre. Stessa categoria per CREMONA che ha subito messo Cioppi sotto processo pur sapendo che in questo mare tutto plastica ed amianto ci si avvelena in fretta.</p>
<p><strong>0 a PAPALIA , alla Napoli sfasciata</strong>, senza risorse, che va alla deriva e si porta dietro troppa gente, avvelenando persino l’aria dell’unica società, quella del maestro Di Lorenzo, che lavora davvero sulla base.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/26/i-giocatori-scelti-da-siena-erano-sconosciuti-di-avitar-no-e-allora-fateci-capire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meneghin e Recalcati seduti allo stesso tavolo senza rivolgersi mai la parola&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/10/meneghin-e-recalcati-seduti-allo-stesso-tavolo-senza-rivolgersi-la-parola/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/10/meneghin-e-recalcati-seduti-allo-stesso-tavolo-senza-rivolgersi-la-parola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[Blatt]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Crosariol]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Knicks]]></category>
		<category><![CDATA[maifredi]]></category>
		<category><![CDATA[Marconato]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[Natali]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[Palalido]]></category>
		<category><![CDATA[pancotto]]></category>
		<category><![CDATA[recalcati]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[rocca]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[Soragna]]></category>
		<category><![CDATA[Teramo]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[Vitucci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1335</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal set romano di Pedro Almodovar per dimenticare etere e punti incrociati sulla pelle, per non scordarsi che se vai in un ospedale pubblico, tipo il San Paolo a Milano, se trovi una squadra come quella di Franco Disperati, allora puoi anche soffrire, ma sei sicuro d&#8217;essere in buone mani e il chirurgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://blog.blogosfere.it/blogs/basketcase/images/Recalcati%20sembra%20scrutare%20il%20futuro%20della%20sua%20nazionale....jpg" alt="" width="151" height="134" /></strong></em><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>dal set romano di Pedro Almodovar per dimenticare</strong> <strong>etere e punti incrociati sulla pelle</strong>, per non scordarsi che se vai in un ospedale pubblico, tipo il <strong>San Paolo a Milano</strong>, se trovi una squadra come quella di <strong>Franco Disperati</strong>, allora puoi anche soffrire, ma sei sicuro d&#8217;essere in buone mani e<strong> il</strong> <strong>chirurgo meriterebbe un premio</strong>, ma, per adesso, deve tenersi le maledizioni di chi ogni mattina si alza e vede nero, di chi risponde con la voce che arriva da molto lontano, dai giardini della disperazione anziana, da chi magari sembra più scortese del solito con i pochi amici che lo hanno chiamato dopo essersi allarmati per le notizie non buonissime dal fronte della chirurgia dove l’uomo diventa cicatrice. <strong>Scusa Santi, scusa Sandro, scusa Toto, anche se la digressione sul golf ci</strong> <strong>ha fatto venire i brividi. </strong>Sono giorni di abbracci rotti nel basket che non ha una <strong>Penelope Cruz</strong> da stringere fra le braccia, ma soltanto gente che ha voglia di litigare senza averne la forza intellettuale per reggere l’urto. <strong>Carlo Recalcati</strong> conferma che soltanto il suo avvocato ha rapporti con <strong>Meneghin e La Guardia</strong>, ormai il vicepresidente vicario, bisogna citarlo sempre perché sembra lui il pilota del barcone federale, come dicono nel generone romano che riabbraccia <strong>Gino Natali</strong>,<strong> tornato a casa Toti</strong> da dove era uscito, se ricordiamo bene, sbattendo la porta. <strong>Milano respira</strong>. Recalcati, invece, non conferma le cifre sopra gli <strong>800 mila euro</strong> dell’ultimo contratto perché, come sanno bene<strong> all’ufficio imposte di Cantù</strong> dove lui è il quinto contribuente, non va oltre i <strong>512 mila lordi</strong>, quindi restando sotto quello che invece incassa al netto qualche suo collega. <strong>Abbracci rotti fra Pesaro e una proprietà che non ha mai voluto credere al valore delle</strong> <strong>tradizioni,</strong> ma questo sembra un malessere che prende tanti per la gola. Spezzatino d&#8217;affetti anche a Milano dove i maligni avevano persino visto <strong>David Blatt</strong> <strong>gironzolare</strong> intorno alla piscina vuota del <strong>Palalido<span id="more-1335"></span>,</strong> dove qualcuno pensava che una sconfitta con la Virtus avrebbe aperto i cancelli all’ex cittì della nazionale, <strong>Recalcati Carlo di via Giusti</strong>. <strong>Piero Bucchi</strong> <strong>resiste</strong> anche al dopo partita non proprio allegro della Futur Station dove i perfidi spiegano che proprio quella vittoria dimostra quali sono i grandi equivoci di una squadra costruita senza sapere se il cemento armato per proteggere l’ingegnere era di quello buono. Certo se ci si chiude pensando che gli altri siano soltanto gelosi allora capita di dove mandare via i <strong>Vitali</strong>, i generi manager ingaggiati prima di scoprire che il ruolo non era utile, succede che i giocatori facciano una cura zen tutta loro per fingere di non capire che chi urla troppo si sente fragile e ha poco da trasmettere a chi sembra ricominciare sempre una vita nuova. Ci vuole pazienza dice la gente, ma intanto aspettiamo la settimana della verità milanese con il <strong>Khimki e Cantù</strong> per leggere la mano della solita addormentata d’inizio stagione: sembra che l’estate porti sempre e soltanto guai fisici, mentali, sembra che le colpe siano sempre degli altri e, ovviamente, dal bayon. La stessa cosa che succede a Pesaro, che sta per accadere a<strong> Montegranaro</strong>, che forse <strong>accadrà a</strong> <strong>Roma se Nando Gentile andrà a sbattere sulle stesse rocce</strong> dove l’anno scorso naufragò<strong> la barca di Repesa</strong>, dove <strong>Jennings </strong>sembrava un naufrago nel rimpianto di chi, adesso, lo vede giocare bene nella Nba, che sarà anche il più bel campionato del mondo, ma se è vero quello che dicono certe cifre, certe giocate, allora siamo anche davanti al grande inganno e prima di ululare <strong>inneggiando a Bargnani</strong> valutiamo bene tutto, prima di scoprire che anche<strong> a</strong> <strong>Toronto Belinelli</strong> potrebbe avere qualche problema, prima di <strong>benedire i giorni del Gallo nella Grande Mela</strong> facciamo la tara su tutto. Certo meno sul valore di <strong>Mike D’Antoni</strong>, anche se adesso lo prendono in giro per il disastro coi <strong>Knicks</strong>, anche se chi temeva che fosse lui l’allenatore della nazionale già mette il pepe sul cacio e si fa grandi risate. Ci sarebbe da piangere per tutti gli abbracci rotti in una Federazione che non ha ancora un piano per il settore tecnico, che lascia andare tutto alla deriva perché gli stessi che vollero la testa di <strong>Maifredi </strong>ora urlano che è meglio il diluvio se loro non potranno contare come un tempo. <strong>Abbracci rotti con quelli che non capiscono il messaggio di Avellino</strong>: quando i giocatori erano gelosi e golosi tutto quello che aveva costruito Boniciolli era andato in vacca, quando il proprietario ha voluto gente che amava persino i lupi dell’Irpinia allora ecco risorgere un tipo di sole. <strong>Abbracci spezzati per chi non voleva più Bechi</strong> a Biella e adesso ha scoperto che se esiste una possibilità di far cadere Siena in campionato quella è proprio nella prossima domenica piemontese. Tenetevi la gente come Smith e fate attenzione al resto.</span></p>
<p><strong>Pagelle dalla fattoria virtuale</strong> dove si confonde ancora Bush con Obama, dove Lebron James, Bryant, i Boston, sono una cosa mentre tutto il resto è pollaio per i tipi alla Iverson già scaricato da Memphis:</p>
<p><strong>10 a Cesare PANCOTTO</strong> perché si meritava una soddisfazione del genere, perché se la sua Avellino è stata costruita con gli stessi criteri delle altre sue squadre, dei diesel che alla fine mandavano fuori strada finte Ferrari, allora spettiamoci di scoprire qualcosa di speciale anche da questo campionato che sembra animarsi soltanto quando dimentichi che Siena vive su un altro pianeta. Certo a casa Snaidero piangeranno un po’. Ma sono abituati dai tempi del san Matteo che li fece promuovere.</p>
<p><strong>9 a Romani SATO</strong> principe nel regno Mens Sana e dell’euriobasket che fa capire quanta distanza può esserci fra i giocatori veri e quelli che dovrebbero sostituirli come direbbero a Bologna dopo aver visto Moss andare per funghi sulla collina di San Luca dove Lardo è andato ad espiare per aver parlato bene troppo in fretta della Virtus, un peccato che nel tempo costa sempre caro. Possibile che nessuno impari certe lezioni?</p>
<p><strong>8 a Mason ROCCA</strong> e, per conoscenza, a chi considera Mordente soltanto un gregario fra previtoccioli con la coda, perché prima di trattare male certi giocatori, prima di avere dei dubbi è meglio tenerseli anche se non si sono allenati tanto. Lui serve anche da rotto, ma certo se chi costruisce la casa sa di cosa stiamo parlando.</p>
<p><strong>7 a Frank VITUCCI</strong> se davvero ha convinto Neal a diventare un giocatore per tutte le stagioni di un campionato, per tutte le tempeste di una partita. Non eravamo sicuri che potesse riuscirci, ma per ora le cose vanno bene e nessuno si accorge di Kus, ma piuttosto si alza in piedi per applaudire il giovane Gentile.</p>
<p><strong>6 a Pino SACRIPANTI</strong> che ha spiegato bene a quelli di Pesaro perché prima di mandare via gli allenatori bisogna fare esami di coscienza dove tutti si prendono le giuste responsabilità.</p>
<p><strong>5 ai tipi come Mike HALL</strong> che tornano umili soltanto quando scoprono che potrebbero perdere il lavoro. Succede troppo spesso e su questo le società dovrebbero ragionarci bene, invece di mettersi a cantare per il ritorno a casa del figliol prodigo.</p>
<p><strong>4 a CROSARIOL, SORAGNA, ARADORI, MORDENTE</strong> che ci stanno illudendo sul futuro di Azzurra: se vanno sempre così non è vero che siamo all’anno zero.</p>
<p><strong>3 a chi sottovaluta l’acquisto di MARCONATO </strong>che rappresenta per Siena una garanzia che purtroppo non trovi in altri giocatori italiani. Attenti a lasciare fuori dal gioco Chiacig e Fucka, va a finire che chi li recupera fa tredici, certo un tredici costoso, ma l’usato sicuro serve come direbbero al Cus Bari dopo aver ingaggiato il quarantunenne Stefano Rusconi.</p>
<p><strong>2 a MENEGHIN, LA GUARDIA e RECALCATI</strong> che anche seduti allo stesso tavolo non si sono rivolti la parola. Questo è il vero disastro.</p>
<p><strong>1 a TERAMO</strong>, intesa come società, se lascerà spazio a chi non comprende il momento difficile nei rapporti interni di un gruppo dove qualche galletto meriterebbe la pentola invece delle carezze.</p>
<p><strong>0 all’INFLUENZA</strong> che ci ha portato nel villaggio delle scelte ridicole sospendendo Cremona- Napoli. Giusto far recuperare con i tesserati al 7 novembre, giusto non farsi prendere in giro sempre dalla stessa gente.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=7" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/10/meneghin-e-recalcati-seduti-allo-stesso-tavolo-senza-rivolgersi-la-parola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Siena se la ride pensando a tutti quelli che pensano che il Mps sia battibile&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/06/02/lunedi-1-giugno/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/06/02/lunedi-1-giugno/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 21:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[B2]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardi]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[Fadini]]></category>
		<category><![CDATA[Faina]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Moss]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1021</guid>
		<description><![CDATA[di OSCAR ELENI  LUNEDI&#8217; 1 GIUGNO &#8211; Come promesso, dopo il te verde sul tappeto persiano, l&#8217;Oscar da bagno va avanti ad oltranza ringraziando le radio che chiamano, grazie Fallucca, grazie Rai. Dicono che a Siena, dopo l&#8217;angolo dell&#8217;Unto, abbiano inventato anche quello delle risate pensando a tutti quelli che si danno da fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/pescod/3523357934/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3596/3523357934_424cbf9b18.jpg?v=0" alt="" width="195" height="214" /></a><strong>di OSCAR ELENI  LUNEDI&#8217; 1 GIUGNO</strong> &#8211; Come promesso, dopo il te verde sul tappeto persiano, l&#8217;Oscar da bagno va avanti ad oltranza ringraziando le radio che chiamano, grazie Fallucca, grazie Rai. Dicono che a Siena, dopo l&#8217;angolo dell&#8217;Unto, abbiano inventato anche quello delle risate pensando a tutti quelli che si danno da fare per dirti che il Montepaschi è battibile, avvicinabile. L&#8217;assenza di specchi impedisce una visione corretta. Treviso ha dato tutto quello che aveva, molto in attacco, poco in difesa, ha fatto il massimo, ma è sempre a 20 punti di distanza, lei come tutte le altre, anche quando Pianigiani non ha in mano una squadra completamente in salute fisica e mentale. Si vede, si nota, si intuisce dai complimenti esagerati. Grande Romain Sato e di sicuro professionisti di questo genere si devono tenere ad immagine e somiglianza di una società e di una squadra. Al momento non esiste paragone fra lui e Moss che potrebbe comunque essere pedina di scambio per Siena, se è vero che lo controlla già da tempo. Verona e Trieste sono salite di categoria. Quattromila persone a vedere le partite decisive in B2. Vi sembra poco? No di certo. Trieste ed il progetto Boniciolli sviluppato da Bernardi. Verona ed il progetto Fadini sviluppato da Filippo Faina. Ve lo abbiamo detto che i buoni allenatori non mancano, che la scuola di ieri può aiutare, sul campo, quella di oggi.  (2-continua)</span></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/06/02/lunedi-1-giugno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Potete continuare ad amare il basket anche senza sapere cos&#8217;è un pick and roll</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/01/31/potete-continuare-ad-amare-il-basket-anche-senza-sapere-cose-un-pick-and-roll/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/01/31/potete-continuare-ad-amare-il-basket-anche-senza-sapere-cose-un-pick-and-roll/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 11:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[carraretto]]></category>
		<category><![CDATA[danilovic]]></category>
		<category><![CDATA[ecke]]></category>
		<category><![CDATA[fuckas]]></category>
		<category><![CDATA[kaukenas]]></category>
		<category><![CDATA[limardi]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[montorro myers]]></category>
		<category><![CDATA[Porelli]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[savic]]></category>
		<category><![CDATA[Scavolini]]></category>
		<category><![CDATA[seragnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Skansi]]></category>
		<category><![CDATA[superbasket]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=358</guid>
		<description><![CDATA[Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po&#8217; voi. Ho scoperto solo oggi che Franco Montorro non √® pi√π il direttore di Super Basket. Ne ha dato l&#8217;annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E&#8217; grave? Forse s√¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po&#8217; voi. Ho scoperto solo oggi che <strong>Franco Montorro</strong> non √® pi√π il direttore di Super Basket. Ne ha dato l&#8217;annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E&#8217; grave? Forse s√¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli andava a fagiolo. Io non posso dire altrettanto. Al contrario. Franco mi¬†ha fatto scrivere su <strong>Super Basket</strong> quando tutti gli¬†chiedevano se sapeva che si tirava in casa un matto pericoloso. Compreso<a class="flickr-image" title="Some Basketball Game" rel="flickr-mgr" href="http://www.flickr.com/photos/40646519@N00/2230256310/"><img class="flickr-medium alignleft" style="border: 1px solid black;margin: 3px" src="http://farm3.static.flickr.com/2055/2230256310_08e04ea5a1_m.jpg" alt="Some Basketball Game" width="240" height="158" /></a> qualche suo¬†(misero) sottopancia che¬†pensava, e ancora pensa,¬†di¬†far ridere: forse i polli, ma probabilmente neanche quelli. Per due anni mi sono divertito: avevo la mia settimanale rubrichetta (Peanuts),¬†carina dicevano,¬†in pi√π¬†andavo a bussare alle porte dei potenti¬†(o ex) del basket e li intervistavo a modo mio. O forse come solo piaceva a me.¬†Non guadagnavo male: centomila lire (pulite) a pezzo. Che mi andavano per√≤ spesso tutte in spese.¬†Ma volete mettere la libidine di farmeli tutti? O quasi.¬†Dal buon <strong>Gilberto Benetton</strong> a <strong>Walter Scavolini</strong>, da <strong>Claudio Toti</strong> all&#8217;avvocato <strong>Pierluigi Porelli</strong>. Solo <strong>Giorgio Seragnoli</strong> disse prima s√¨ e poi no.¬†Ma l&#8217;Emiro era l&#8217;Emiro. Mi sarebbe piaciuto chiedergli se era vero¬†di quella volta che, se non sbaglio nel maggio del 1998, la sua <strong>Fortitudo</strong> perse¬†3-2 la sfida dei playoff-scudetto con la Virtus di¬†<strong>Messina, Danilovic, Savic e Rigaudeau</strong> e lui scomparve per tre giorni e tre notti. Si disse che li pass√≤ barricato in una camera d&#8217;albergo a Rimini. Solo e disperato. Senza contatti col resto del mondo. Macerandosi a¬†domandarsi perch√® Dominique Wilkins e Carlton Myers avessero potuto fargli un torto simile. Lo ritrov√≤ la sorella. Ma forse √® soltanto una leggenda metropolitana. Anche se mi piace ancora pensare che sia andata proprio cos√¨: il ricco Emiro che si strugge¬†per le pene d&#8217;amore¬†che gli aveva¬†dato l&#8217;infedele¬†Teamsystem di <strong>Pero Skansi</strong> e <strong>Gregor Fucka</strong>. Montorro tifava Virtus¬†ovviamente. E io Fortitudo.¬†Ma si riusciva ad andare<span id="more-358"></span> d&#8217;accordo lo stesso. Anche in tiv√π. Poi¬†un¬†giorno mi disse a malincuore che forse era meglio lasciar perdere. Su Super Basket¬†leggevano solo le mie stronzate, mi spieg√≤, ed un paio di suoi redattori, istigati dalla Banda Osiris, se ne erano lamentati anche con l&#8217;editore. Mass√¨. Ognuno per la sua strada. Cosa faccia Franco oggi non so, ma lo sapr√≤: √® mio amico su Facebook e quindi non mi sar√† difficile contattarlo. Ovviamente chattando.¬†Se poi vuole gli dar√≤ anche ospitalit√† su questo blog. Dove l&#8217;invidia non esiste¬†e c&#8217;√® la libert√† (assoluta se garbata)¬†di non pensarla tutti in eguale modo. Per esempio¬†credevo che delle tre squadre italiane impegnate tra mercoled√¨ e gioved√¨ nella Top 16 di Eurolega il compito pi√π¬†difficile lo avesse Milano.¬†Che invece¬†ha vinto. Mentre Siena e Roma¬†sono¬†cadute. E neanche in piedi. D&#8217;accordo, a Zagabria gli arbitri (guarda caso due spagnoli) hanno infierito sul <strong>Montepaschi</strong>, specie con <strong>Sato </strong>e <strong>Eze,</strong> ma per una volta Pianigiani ci ha messo¬†del suo esagerando con <strong>Kaukenas </strong>e dimenticandosi <strong>Carraretto</strong>. Pu√≤ succedere, ma non dovr√† pi√π capitare. Se non a Mosca col Cska. Altrimenti, te li do io i quarti di finale.¬†Peggio ancora sta la <strong>Lottomatica </strong>che ha gi√† un piede (e mezzo)¬†nella fossa: perdere del resto la prima in casa con¬†Malaga, e magari anche con onore, ma questo lo pensa solo <strong>Franco Casalini</strong>, √® in Eurolega¬†comunque un peccato mortale. L&#8217;uno su tredici al tiro di <strong>Sani Becirovic</strong> √® stata invece sabbia nei miei occhi¬†che stravedono per lui.¬†E passi. Ma pi√π ancora √® stata¬†pietra al collo di una Roma gentile che troppo tardi si √® tirata su le maniche in difesa quando cio√®,¬†nell&#8217;ultimo quarto, si √® stufata di averle prese di santa ragione. Infine <strong>l&#8217;Armani:</strong> dopo il Cska di <strong>Ettore Messina</strong> ha messo in croce un&#8217;altra big d&#8217;Europa: l&#8217;Olympiacos dell&#8217;omerico, stupendo Yannakis. Eppure mi √® ugualmente difficile pensare in positivo perch√® ancora non mi fido di una squadra che improvvisa moltissimo, esagera nel tiro da tre punti, non ha sicuri punti di riferimento costanti, ma almeno ci mette un sacco pi√π di cuore e non fa pi√π finta di difendere. Mancava<strong> Mordente</strong>. Eppure <strong>Bulleri </strong>ha visto il parquet con il binocolo. A conferma che meno gicatori ha <strong>Bucchi </strong>da far ruotare meglio gli riescono i cambi. O no? Dimenticavo: magari lo avrete senz&#8217;altro gi√† saputo, ma il nuovo direttore di Super Basket √® <strong>Claudio Limardi</strong> che ha cambiato molto, e non solo¬†la grafica, del giornale fondato da <strong>Aldo Giordani</strong>. Se in bene o in male, lasciatemi vedere qualche altro numero e poi vi sapr√≤ dire. Intanto l&#8217;edicolante mi ha servito a casa SB¬†alle otto del mattino di mercoled√¨, ovvero ventiquattr&#8217;ore almeno prima del solito.¬†Per√≤ c&#8217;√® anche la solita intervista a <strong>Pozzecco</strong>: uffa, che barba!¬†E a Luca <strong>Vitali </strong>che scimmiotta <strong>Mourinho</strong>.¬†Mancano sempre le rubriche, perch√® no di satira e costume. Cos√¨ come non guasterebbe un cicinin in pi√π di gossip¬†e di prezzemolo. Ma nella redazione di Castel Maggiore, tra parentesi Bologna,¬†mi d√† l&#8217;idea che si rida sempre poco e che qualcuno continui a prendersi ancora troppo sul serio. Ragazzi, scrivete di basket, non d&#8217;alta finanza. E se anche, caro il mio direttore,¬†il pick¬†and roll resta per me un normalissimo dai e vai che il <strong>Paron Zorzi</strong> insegnava alla Misericordia¬†senza aiutarsi a nessuna lavagnetta di Sky:¬†tranquillo, continuer√≤ a vivere beato capendone volentieri sempre poco e meno di basket&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=f" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/01/31/potete-continuare-ad-amare-il-basket-anche-senza-sapere-cose-un-pick-and-roll/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

