<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; sacripanti</title>
	<atom:link href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/tag/sacripanti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea</link>
	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 Jul 2010 08:32:52 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Nella reggia di Caserta ha vinto soprattutto Re Giorgio, poi quella ricca signora finalmente con un&#8217;anima</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/nella-reggia-di-caserta-ha-vinto-soprattutto-re-giorgio-poi-quella-ricca-signora-finalmente-con-unanima/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/nella-reggia-di-caserta-ha-vinto-soprattutto-re-giorgio-poi-quella-ricca-signora-finalmente-con-unanima/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 18:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardi]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Caputo]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Armani]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Lucas]]></category>
		<category><![CDATA[mens sana]]></category>
		<category><![CDATA[Michelori]]></category>
		<category><![CDATA[Montenegro]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[Vanvitelli]]></category>
		<category><![CDATA[Zorzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1837</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla reggia di Caserta dove Giorgio Armani beve alle cascatelle dedicate a Venere e Adone, purificando la mente, lo spirito, dopo essere stato nella reggia del basket. Diciamo che è stato lui a rigenerare le cellule grige della ciurma Armani con l’aperitivo giusto, sicuramente la sua spalla, tonificata alle terme di Ischia, ha dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>OSCAR ELENI</strong></em> <strong>dalla reggia di Caserta dove Giorgio Armani beve alle</strong> <strong>cascatelle dedicate a Venere e Adone</strong></span>, purificando la mente, lo spirito, dopo essere stato nella reggia del basket. Diciamo che<strong> è stato lui a</strong> <strong>rigenerare le cellule grige della ciurma Armani</strong> con l’aperitivo giusto, sicuramente la sua spalla, tonificata alle terme di Ischia, <strong>ha dato conforto al maresciallo Proli</strong> che magari sbaglia, ma sa riprendersi dalla sfortuna e poi trova anche combinazioni giuste quando gli avversari non sanno più dove cercare ossigeno: <strong>l’anno scorso con Biella, quest’anno con la</strong> <strong>Pepsi</strong> che avrà pure fatto una stagione straordinaria, ma ha mancato tutte le porte d’entrata. <strong>In Coppa Italia fuori contro la Virtus</strong> a pochi chilometri da casa, in campionato<strong> meno</strong> <strong>41 contro Siena</strong>, nei plaoff due sconfitte in casa contro la Milano che sembrava <strong>prigioniera del caporale</strong> <strong>Bucchi </strong>prima di liberarsi dal cerchio di ferro che la legava come gruppo, che la faceva sembrare una <strong>bella senza l’anima</strong>, una ricca signora, perché bisognerà pure ricordare che <strong>questa Armani costa come</strong> <strong>Siena,</strong> che la squadra buttata fuori dall’Europa e dalla Coppa Italia ha fatto cose discrete, ma sul discorso qualità prezzo soltanto questa finale, la seconda consecutiva, <strong>vale davvero per differenziarla da Roma</strong> che ha speso altrettanto raccogliendo in pratica solo il titolo di signora omicidi per i grandi record della <strong>Mens Sana</strong> fermata nei giorni in cui<strong> Boniciolli</strong> si era illuso di avere in squadra italiani con la stessa fame e la stessa rabbia di <strong>un Michelori, un Di Bella, un Mordente. </strong>A Caserta la quinta partita è stata <strong>vinta non da chi è stato perfetto</strong>, perché se Bucchi trova perfetta una squadra che ha perduto <strong>18 palloni</strong> e si è trovata sul velluto perché gli altri, sfiniti, facevano poco più del 50 per cento ai tiri liberi, un 14 su 27 che dice abbastanza a chi non ama imbrodarsi autolodandosi, allora siamo davvero davanti a quella parete casertana dove <strong>nel 1876 i delegati sabaudi</strong> <strong>scoprirono il bidet. </strong>Eh sì, nel rapporto a casa Savoia<span id="more-1837"></span> fecero sapere di aver trovato bacili a forma di chitarra dall’uso sconosciuto dentro la Reggia del <strong>Vanvitelli</strong> dove è passata tanta storia. Diciamo che il Bucchi si è sentito uno dei grandi esploratori del <strong>pianeta Naboo</strong>, quello dove <strong>il regista Lucas</strong> faceva nascere il mondo di Star Trecks ispirandosi al barocco italiano di Caserta. Lui che fino alla bella vittoria di giovedì notte sembrava più adatto ad interpretare un film diventato famoso e girato sempre a Caserta: <strong>un po’ Papocchio di Arbore, un po’ Speriamo che io me la cavo</strong>. Gli è andata bene e, come diceva Napoleone, se hai al servizio gente che se la cava a prescindere allora è giusto che ora Milano vada verso le finali di Siena con questo slogan mourignano: &#8220;La pressione è tutta sulle loro spalle&#8221;.</p>
<p><strong>E’ proprio vero che sul carro delle vittorie salgono in tanti, è verissimo che il</strong> <strong>successo fa straparlare e stupisce che Mordente</strong>, proprio lui che un tempo ciondolava la testa pensando alla sua vita in quella Milano dove era tornato dopo l’esilio a cui lo avevano obbligato i Corbelli’s boys, si sia sfogato nel dopo gara <strong>contro la Milano che sputava addosso alla squadra</strong>. E’sicuro che sputassero a lui, a Rocca, in certi giorni a Bulleri, ultimamente a Maciulis? Momenti di luce e di ombra mentale come direbbe <strong>il re Giorgio</strong> che ha dato una bella prova a tanti proprietari presentandosi ovunque, anche dove sapeva che lo avrebbero insultato o preso in giro. <strong>Gli piace la battaglia e poi a Caserta lo hanno</strong> <strong>trattato proprio come devono essere omaggiati gli artisti</strong>. Comunque sia questa vittoria e questa seconda finale consecutiva, la terza da quando ha deciso di occuparsi del basket milanese, dovrebbe garantire tutti sul futuro dell’Olimpia. Dopo emozioni del genere, dopo aver scelto i suoi uomini e condiviso con loro critiche e festeggiamenti non ci sono più dubbi: resterà per sempre. <strong>Una fortuna per tutti</strong>, così come non meriterebbe una Lega che avrà sicuramente fatto i conti su come rimbalza nel mondo intorno a lei questa programmazione demenziale che ora tocca il suo <strong>Everest </strong>con le finali notturne alla stessa ora e in pieno mondiale calcistico. Per fortuna l’Italia non incrocia, ma <strong>Brasile, Francia, Inghilterra</strong>,<strong> Spagna, Argentina purtroppo sì.</strong> Pazienza dicono i fedelissimi di chi ha scoperto i bacili a forma di chitarra e prima <strong>non si era mai lavato a fondo e in</strong> <strong>fondo.</strong></p>
<p><strong>Pagelle di fretta per lasciari i direttori dei siti alle loro buche:</strong></p>
<p><strong>10<span style="text-decoration: underline;"> a AVELLINO</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>che rimette in pista il Paron ZORZI</strong></span> “ rubandolo” alla sua Reyer. Una bella scelta per chi dovrebbe entrare nella porssima Hall of Fame italiana che festeggerà i suoi grandi, quelli scelti nel 2009, a Monza quando sarà presentata la Nazionale.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">al presidente CAPUTO</span></strong> di Caserta perché quando ha capito che i suoi avevano dato proprio tutto, quando ha visto Jones andare in sala rianimazione, lontano da elogi esagerati, si è messo in trincea, ha aspettato il gong, si è battuto e, alla fine, ha ringraziato, meditando sul domani che sarà senza il muro di ferro del Coldebella che in una stagion e ha co nvinto Treviso di essere l’uomo giusto.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">a Mike HALL</span></strong> tornato nel mondo delle parabole giuste uscendo dalla sua personalisasima guerra delle stelle. Glielo auguravamo dal giorno in cui lui e Michelori accompagnarono Beppe Boggio al camposanto. Pazientare con lui, sperare con lui è stato il segreto del Bucchi che ora se la ride.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">al SABATINI</span></strong> che gira per le grandi chiese del basket avendo accettato adesso di tesserarsi finalmente come presidente del Gira. Se va in porto questa operazione alla spagnola, con la società satellite che prepara davvero i giocatori per la serie A avrà vinto molto più di tanti altri suoi avversari, anche se l’operazione è già avanti nella solita Siena. Quando agisce, crea e non straparla ha pochi rivali.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">a Barbapapà SACRIPANTI</span></strong> per la bellissima stagione, per aver finalmente tirato un calcione ad una sedia quando ha visto i suoi re magi sbagliare di tutto e di più nella partita dove, forse, sarebbe bastato sbagliare di meno per uscire a raccontarci la storia del basket visto dal monte Ida.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">agli ALLENATORI</span></strong> se riusciranno a spiegarci, come se avessimo dei anni direbbe l’avvocato di Filadelfia che se la prende con Peterson appagato dal successo nell’hockey della sua Chicago, cosa succede visto che le società liquidano anche quelli che hanno fatto bene. Una questione di soldi? Di pelle? Di palle? Ce lo spiegherà Virginio Bernardi nella convention dei suoi assistiti a Siena fra la prima e la seconda finale? Speriamo.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">al MONTENEGRO di Vujosevic</span></strong>, avversario durissimo di Azzurra, che vorrebbe spaventarci arruolando tutti i migliori, dal naturalizzato Cook e Pekovic. Non sanno che noi abbiamo ragazzi armati dal sacro fuoco. Non si sono allenati anche se erano sotto contratto, ma si sono finalmente riposati e vedrete che faranno strage.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">a Simone PIANIGIANI</span></strong> per averci fatto sapere che in nazionale vuole soltanto gente che sappia farlo vincere perché in questo modo i suoi colleghi diranno che è troppo facile, perché dovrà davvero spiegare tante cose a chi pensava che si alzasse al mattino e guardasse verso la Val Montone aspettando la paga di Minucci.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">al leone MORDENTE</span></strong> che non vedeva l’ora di schiacciare in faccia a chi era stato troppo critico con l’Armani. Secondo lui Eurolega, Coppa Italia e campionato erano stati momenti di purificazione incompresi da chi, negli anni, sapeva valutare i Rocca, i Mordente, ma anche i McAdoo e i Meneghin. Da chi non riesce ancora a credere che sia questo il massimo per una squadra che costa così tanto e che è amata così tanto, ma non a prescindere.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">ai &#8220;PRODIGI&#8221; </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">dei campionati giovanili</span></strong> che vanno in campo con la faccia da Kobe Bryant e non fanno niente per aiutare compagni sfigati costretti a chiudere la loro carriera nel rimpianto che imprigiona i non talentuosi. Dire che certa gente tira come nessun altro, succede per Balotelli, per Ale Gentile, non vuol dire aiutarli a crescere. Il campo pretende anche tante altre cose e anche la vita.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">a superleone MICHELORI</span></strong> che davanti al microfono, dopo l’eliminazione, ha fatto sapere che a 32 anni si sente vecchio per andare a faticare in nazionale. Lo capiamo, ma non può lasciarci coi cicisbei capaci di illudere soltanto i Petrucci, gli agenti petosi e lucragnosi, i presidenti esposti ogni giorno al canto dei loro dirigenti Circe, alle bande cantanti di tuttta Italia. Quando venne per l’ultimo viaggio di Beppe Boggio, uno che era niente, ma sicuramente era tutto in una società, ci sembrava di ferro. Non vogliamo essere delusi.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=-" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/nella-reggia-di-caserta-ha-vinto-soprattutto-re-giorgio-poi-quella-ricca-signora-finalmente-con-unanima/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Da Bucchi a Wallace: i Beati del basket</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/09/da-bucchi-a-wallace-i-beati-del-nostro-basket/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/09/da-bucchi-a-wallace-i-beati-del-nostro-basket/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Amoroso]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Bonamico]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[ettore messina]]></category>
		<category><![CDATA[Forino]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta dello sport]]></category>
		<category><![CDATA[giachetti]]></category>
		<category><![CDATA[Giba]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Le Bron James]]></category>
		<category><![CDATA[Michelori]]></category>
		<category><![CDATA[Novosel]]></category>
		<category><![CDATA[Obradovic]]></category>
		<category><![CDATA[pancotto]]></category>
		<category><![CDATA[Partizan]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[seragnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vasco Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Wallace]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1569</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da Vicchio, nel Mugello, dove è nato Guido Di Pietro, meglio conosciuto come il pintore Beato Angelico. Camminata sui marroni rimasti dopo aver visto i Santi di New Orleans prendersi la Super Coppa del football, dopo aver girovagato nei chiostri del convento di San Domenico, zona di Fiesole, per capire se il blu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://www.basketcaffe.com/wp-content/uploads/cj-wallace-benetton-basket.jpg" alt="" width="178" height="250" /><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">da Vicchio, nel Mugello, dove è nato Guido Di Pietro,</span> <span style="text-decoration: underline">meglio</span></strong><span style="text-decoration: underline"> <strong>conosciuto come il pintore Beato Angelico</strong>. <strong>Camminata sui</strong> <strong>marroni rimasti dopo aver visto i Santi di New Orleans prendersi la</strong></span> <strong><span style="text-decoration: underline">Super Coppa del football</span></strong>, dopo aver girovagato nei chiostri del convento di San Domenico, zona di <strong>Fiesole,</strong> per capire se il blu di lapislazzuli del nostro artista, se il suo oro in foglia, possono aiutarci a comprendere meglio la sua Annunciazione che si presenta sempre come primo incanto se entri al <strong>museo madrileno del Prado</strong> dove <strong>Ettore Messina</strong> va a disintossicare l’anima quando<strong> il Real</strong> le prende e si fa male <strong>come a Tel Aviv</strong>, quando si ferma meditando nella sala degli impressionisti chiedendo al povero<strong> Molin</strong> se sogna o se è sveglio adesso che deve andare <strong>a Siena</strong> per capire cosa resta del sogno europeo dei campioni d’Italia. Viaggio nella beatitudine e scusate se è poco, cominciando dalla <strong>partita d’addio di Gus Binelli</strong> a cui vorrebbe partecipare persino il presidente federale <strong>Dino Meneghin</strong> che avrebbe tanta voglia di spintoni onesti , stanco di questi sgambetti alla carbonara, <strong>sfinito come succedeva al Beato</strong> mentre lo obbligavano alla povertà e all’ascetismo nell’ordine dei domenicani osservanti. <strong>Beato Fabrizio Frates</strong> <strong>che ha scoperto di avere una squadra vera</strong>, d&#8217;avere intorno uomini giusti, gente che <strong>gli ha curato con una grande partita la cirrosi</strong> per quei fischi di chi l’anno scorso a <strong>Caserta</strong> lo tomentava, destino da Alatriste che, però, si toglie anche sassoloni dagli scarponi. <strong>Beato Manero Vacirca</strong> per aver portato nel borgo delle tomaie nobili il bulgaro <strong>Ivanov,</strong> uno che giura di saltare bene a rimbalzo d’attacco perché lo vuole il dio di Varna. <strong>Beato Boniciolli</strong> <span id="more-1569"></span><strong>che scopre come si possa avere il massimo dalla fascite di</strong> <strong>Giachetti,</strong> come l’aroma <strong>Repesa</strong> dia vitalità a tutti, salvo le facce dei tipi come <strong>Winston </strong>che ancora non hanno scoperto che in città <strong>è arrivato un nuovo sceriffo</strong>. Deve essersene accorto anche<strong> il presidente Toti</strong> confrontando il poeta <strong>Tourè</strong> con questo <strong>Dragicevic</strong> che va comunque preso con le molle perché dobbiamo ancora capire come ha organizzato<strong> la fuga dalla Stella Rossa. Beato Repesa</strong> che, contrariamente a Frates, quando torna nei posti dove ha lavorato, lo applaudono, lo baciano, gli regalano fiori, ma poi sono legnate: <strong>alla Fortitudo non giocarono mai così bene come contro Gelsomino</strong> per la gioia delle vedove bugiarde, alla <strong>Lottomatica</strong> non vedevano da tempo una Roma così armonica, certo non avevano da portarsi dietro le promesse del <strong>marinaio Nicevic</strong>, quello che all’arrivo di <strong>Rep </strong>assicurò il mondo verde per una nuova era. Non aveva aggiunto che lui avrebbe fatto soltanto lo spettatore. Certo <strong>alla Benetton</strong> non farà in fretta a capire tutti quei ragazzi che guardano per terra, che senza palla non si muovono, cominciando dal giovane <strong>Gentile </strong>che sarà anche convalescente, ma deve almeno provare a graffiare.</p>
<p><strong>Beato Wallace, nome da eroe scozzese,</strong> <strong>che ha scoperto come si viva nel</strong> <strong>mondo dei due pesi e delle due misure prendendosi due intenzionali</strong> che non erano niente di più di quello che facevano i difensori del Lotto pontificio. Stessa scoperta <strong>dell’Amoroso chiaccherone di</strong> <strong>Varese,</strong> del Minucci che ad Istanbul si è reso conto che girano le palle se gli arbitri hanno la bilancia truccata a <strong>Brazauskas</strong>, più del solito finlandese, è un tipo da sorrisino carogna e da fischiata punitiva. <strong>Beato Capobianco</strong> che perdona la sua<strong> Teramo</strong> ingolfata sapendo che se ci sarà salute, ma soprattutto difesa seria, se tutti salteranno nel tempo giusto, i playoff non saranno chimera, ma, per favore non date per certa la presenzas in nazionale dei suoi allievi prediletti. Devono sudarsela e migliorare tanto. <strong>Beato Bucchi</strong>, l’unico che riesce a godere se la sua corazzata milionaria fa segnare meno di 60 punti alla penultima in classifica, felice del secondo posto in solitudine ora <strong>che aspetta Caserta al Palalido visto che al Forum canta Vasco Rossi</strong>. Una sfida importante nella piccola arena dei sospiri, ma questa è Milano, questa è la vera realtà della città meno europea che ci sia, come del resto sapete dopo aver visto gli allenamenti in Eurolega. <strong>Beato Sacripanti </strong>che ieri ha radunato la under 20 a Caserta, ma ancora non aveva bruciato il ramo dove la sua Pepsi si era appesa per bere in santa pace la gioiosa festa dei complimenti anticipati lasciando soltanto <strong>il povero Michelori </strong>in mezzo alla tonnara di santo <strong>Brunner</strong>, di santo <strong>Maestranzi</strong>, di santo <strong>Cavaliero.</strong> Meglio se si torna alla politica dove i santi bevitori, avidi di tutto, dimenticano le mozzarelle sontuose e si adattano al pane dei pastori. <strong>Beati italiani in giro per l’Italia senza che nessuno riesca a spiegarci perché, ad esempio, uno come</strong> <strong>Antonutti non fa mai passi decisivi</strong> per essere vero zogador, perché Macigno <strong>Lechthaler</strong> si intestardisce a voler fare<strong> Nureyev</strong> quando andrebbe bene anche se soltanto decidess e di essere il doganiere nella difesa <strong>Montegranaro. </strong></p>
<p><strong>Beato Pianigiani</strong> che si trova nel momento più delicato con Lavrinovic in pezzi. Dire che si dovevano centellinare le forze quando era più facile perdere qualche partita sembra brutto, ma quella smania di voler sempre essere spietato adesso gli sta arrivando contro perché da via Vitorchiano il boomerang sta tornando e vedrete che presto avremo la solita corale guelfa per farci sapere che il basket italiano è in quarta fascia come nazionale, ma anche come club rischia di essere persino fuori dalle prime otto europee, anche se per adesso, fa più impressione la crisi del Panathinaikos dove i tifosi pregano Obradovic di restare comunque. Che ci sia connessione sulla chiantigiana. <strong>Beato Vujosevic, beata Belgrado, beato Partizan</strong>. Diciamo che quando vai dove i maestri si chiamavano <strong>Novosel, Nikolic, Zeravica</strong>, <strong>da Belgrado</strong> <strong>a Zagabria</strong>, passando per <strong>Lubiana </strong>e la <strong>Bosnia,</strong> allora scopri che non ti serve soltanto la potenza economica. Si lavora, gente, certo hanno più fame di questi bamboccioni, ma se poi andate a vederli in palestra, in certe palestre piene di lustrini, di progetti a voce, allora capirete la differenza e scoprirete perché far giocare i ragazzi della corale oratoriana è così difficile. <strong>Beata gente</strong> <strong>che ancora date ascolto ai Papalia</strong>. Quello che finge persino di rifiutare la A dilettanti per uscirsene senza troppi danni per la società, insomma un lodo Fortitudo allargato. A proposito di Fortitudo Bologna.<strong> Beato Forino</strong> <strong>che lavora sempre come se le Aquile fossero pronte a tornare</strong> <strong>nel grande nido</strong>. Chi conosce regole e bilancia trema e vorrebbe sfregare una lampada per trovare in <strong>Seragnoli</strong> qualcosa che pure deve essergli rimasto dopo gli anni splendidamente sofferti con quella società. Tutti dicono che non avremo miracoli, ma soltanto processioni e proteste. Dolore. <strong>Beato Bonamico, presidente della Legadue,</strong> che a dispetto degli altri consiglieri federali, diavoli dentro e fuori, diavoli ma non cervelloni da machiavellico certame, se ne sbatte se gli organizzano un consiglio quando lui è costretto altrove dalla sua carica nella seconda lega. Lui tira dritto e se avrà qualcosa da dire vedrete che troverà la cassa di risonanza per far saltare tutte la case matte dove si annidano i fedeli della confraternita gomme e pennini.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE </span>per la gola:</strong></p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">ai NUOVI ELETTI</span></strong> nella casa della gloria che sono riusciti a vincere la battaglia del decentramento.Non andranno ad Avellino, ma aspettano fiori e spumante nella prima occasione dove all’anziano campione, alla gente che fatica a viaggiare sarà offerto un trasferimento comodo, un atterraggio semplice.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">a Fabrizio FRATES</span></strong> e alla sua bella squadra perché quello che ha fatto a Caserta è un capolavoro del gruppo. Non dite che vi ha sorpreso, non dite che avete dimenticato quello che ha fatto quando non doveva litigare col mondo. Persino in nazionale ha dovuto travestirsi.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">al GIACHETTI</span> rivisitato</strong> dall’ispirazione quando doveva confermare sul campo quello che aveva detto del suo ex allenatore a cui riconosce il merito di avergli almeno cambiato la testa, cosa che si rifiutano di capire soltanto quelli che vanno dietro alla corale del cielo, quella dove la superbia non lascia spazio, quela dove le malie di Amelia vorrebbero far diventare principi anche i rospi che , magari, segnano tanto, ma usano il piumino in difesa.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline">a LE BRON JAMES</span></strong> che per una partita ha accettato anche di giocare come regista, distributore di gioco e caramelle in quel circo dove si può tutto. Bel segnale per Pianigiani e Bucchi: se proprio non sanno come risolvere il problema architetto in nazionale all’Armani provino a fare sondaggi nella testa di Mancinelli, potrebbe essere una soluzione interessante, nuova, basta convincerlo che il tiro non è nel suo dna.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">a Mike HALL</span></strong> perché non esiste giocatore capace di far venire i sudori freddi nello stesso momento in cui si preparano feste per celebrare il suo ritorno nella casa del sidro, quella dove tutti si sentono principi perché pensano di aver ereditato qualcosa da chi fu veramente grande, veramente re del sistema costruito in città e non prendendo braccianti da fuori.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">alla GAZZETTA</span></strong> <strong>degli orgasmi</strong> che ulula contro i record fasulli delle partita dove i bambini di Papalia si fanno sculacciare e poi gli spara un bel titolo di taglio a tutta pagina sui 172 gnocchi del crudele Pancotto, sui 102 di scarto dei lupi affamati di gloria effimera.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Jasmin REPESA</span></strong> perché scoprire adesso che la Benetton ha problemi fisici e psicologici è un po’ come andare in un ospedale e scoprire che c’è gente in sofferenza. Certo Vitucci avrà avuto la colpa di non rendere subito difficile la vita ai ragazzi d’oro, ma quello che non torna è il conto sulla voglia di lasciare un po’ di pelle sul campo e i primi a far ridere sono quelli del gruppo slavo che certo fa fatica a capire i tormenti di Daniel Hackett perduto nel suo mare di presunzione, ora che dovrebbe ricominciare tutto dal principio.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">alla GIBA</span>, associazione giocatori</strong> (spalla armata degli agenti famelici) se non riconosce che lo studio del diacono Chiabotti sull’utilizzazione degli italiani con le nuove regole si è rivelata una bella denuncia davanti a certe battaglie demagogiche: giocano di meno, si sentono poco, come sempre. Chiediamo in giro perché restano sempre allo stesso punto ragazzi che pure hanno minuti e responsabilità, chiediamo come fingono di allenarsi sempre: certo che vanno in palestra ma ascoltando altra musica.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al FALLO INTENZIONALE</span></strong> che è diventato stricnina nelle mani di arbitri che amano il due pesi e due misure, che sanno benissimo di decidere il destino di una partita e fingono di essere stati costretti alla mannaia perché lo impone il regolamento.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">all’IPOCRISIA</span></strong> di chi insiste, microfono all’altezza dell’ombelico, forse più sotto e più indietro, a spiegare la dura vita degli arbitri, il tremendo impatto con il fischio senza avere la moviola a disposizione. Nessuno lo ha mai negato, ma non esiste neppure un ordine dei grandi dottori nella comunicazione, da Caressa in giù, che obbligano chi commenta ad andare oltre la pura sensazione, lasciando anche chi guarda a casa faccia lo stesso. Fare come con i vigili nel giorno della Befana, dopo averli maledetti tutta le vita , è patetico. O dite che quello ha sbagliato in malafede o state zitti.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">a CREMONA e FERRARA</span></strong> che continuano a cercare salvatori della patria, prima Anderson, adesso Schultze, per evitare la retrocessione, per sfuggire al destino di chi è comunque partito con qualcosa in meno. La formula ha quella crudeltà che la Nba si è tolta da tempo, ma da noi dicono che non è possibile e forse è vero: se notate la gente sulle tribune fischia, insulta, urla contro, vuole il rogo, non si diverte quasi mai e se vince male è più contenta di quando domina. Andare in fondo con quello che si ha, pensando a costruirsi qualcosa di diverso in casa, considerando il Partizan Belgrado non come chimera, ma come vero modello. Cari presidenti, la strada è quella, ma da noi la gente come Vujosevic voi la mandate via.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=!" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/09/da-bucchi-a-wallace-i-beati-del-nostro-basket/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pomodori acerbi per Frates a Caserta</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/06/pomodori-acerbi-per-frates-che-torna-a-caserta/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/06/pomodori-acerbi-per-frates-che-torna-a-caserta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 11:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Bari]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cremona]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmonte]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[Grignolino]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[montegranaro]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[Scariolo]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Vanoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ventura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1561</guid>
		<description><![CDATA[                         di OSCAR ELENI
Ti svegliano per dirti che i re magi del basket italiano, Messina, Scariolo, Pianigiani, hanno sbattuto il muso sulle onde europee, ma non prendi paura. Succede. I giocatori sono come i topi e le lucciole e nelle case dei buoni allenatori devono vivere spesso insieme. Per farli andare bene devi avere orecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2009/06/71305_865869_Trinchieri_8063944_medium.jpg" alt="" width="178" height="200" /><strong><em>                         <span style="text-decoration: underline">di OSCAR ELENI</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Ti svegliano per dirti che i re magi del basket italiano, Messina, Scariolo,</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">Pianigiani, hanno sbattuto il muso sulle onde europee, ma non prendi paura</span></strong>. Succede. I giocatori sono come i topi e le lucciole e nelle case dei buoni allenatori devono vivere spesso insieme. Per farli andare bene devi avere orecchio e, magari, il formaggio o la pianta giusta. Chiedete a <strong>Trinchieri</strong> se non stava bene fra i profumi cremonesi dove torrone torrazzo e tettazze hanno un significato metafisico.<strong> Per il giovane Custer</strong> domani <strong>contro</strong> <strong>Cremona</strong> è giornata difficile. Diciamo che questo è il turno dei sentimenti violati. <strong>Repesa va a Roma</strong> dove ha fatto la fine del cardinale Colombo nel Papa Re. Ci porta la <strong>Treviso</strong> un po’ sorda al nuovo guidatore, ma incontra una squadra che sembra sentire poco anche le poesie di <strong>Boniciolli, l’anarchico testabalorda</strong>, buono come il <strong>Grignolino</strong>. A <strong>Caserta </strong>hanno raccolto pomodoro acerbi per ricevere il <strong>Fabrizio Frates</strong> che guida i pirati di <strong>Montegranaro</strong>. Dipendesse da <strong>Sacripanti </strong>e dall’architetto sarebbe sfida fraterna. Sarà invece una battaglia durissima. Tanto per restare in <strong>zona Cantuki</strong> perché non tifare <strong>Dalmonte che osa</strong> <strong>sfidare Siena</strong>, appena uscita dal bagno turco, che va a trovare il suo ex assistente che ora lo vuole come<strong> aiuto per la nazionale insieme a Capobianco</strong>. Ci vuole cuore per stare su questo mare vi direbbe <strong>Capitan Ventura</strong>, <strong>l’allenatore del Bari</strong> <strong>sette bellezze che</strong> <strong>a 61 anni</strong> <strong>ha molto da</strong> <strong>insegnare ai giovani fringuelli del pallone</strong>, che sia da calcio o da basket poco interessa. Lo sa Trinchieri, lo sa Stefano<strong> Cioppi</strong> dopo aver scoperto che <strong>alla Vanoli</strong> vedono il cielo blu anche quando<span id="more-1561"></span> tende al nero. Questo<strong> la Ngc</strong> dovrà ricordarlo senza girare intorno al problema raccontandovi favole su zona oro e zona retrocessione: dopo le ultime quattro giornate, velenose e ingiuste, perdere sarebbe doloroso. Ve lo potrebbe dire il <strong>Kim Hughes</strong> che ora guiderà <strong>i Clippers di Los Angeles</strong>, uno che che in Italia ha visto di tutto e regalato molto, anche se a Roma il <strong>Bianchini</strong>, filosofo dell’uovo oggi da preferire alla gallina di domani come ricordano a <strong>Cantù</strong>, lo inserì nella lista infortunati per fare posto al due ante <strong>Clarence Kea</strong> che era adatto, più di quel mancino lungo e filiforme, ad entrare in collisione con il presidente <strong>Dino Meneghin</strong> che ora crede di essere nel mare di quiete e non sa che <strong>sotto il materasso</strong> <strong>federale </strong>ci sono <strong>vipere </strong>in servizio permanente effettivo.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/06/pomodori-acerbi-per-frates-che-torna-a-caserta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cominciando da Sato i giocatori scelti da Siena erano forse sconosciuti di Avitar?</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/26/i-giocatori-scelti-da-siena-erano-sconosciuti-di-avitar-no-e-allora-fateci-capire/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/26/i-giocatori-scelti-da-siena-erano-sconosciuti-di-avitar-no-e-allora-fateci-capire/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[bulleri]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[Coldebella]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[gallinari]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Lakers]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[pancotto]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[rocca]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Tinchieri]]></category>
		<category><![CDATA[Toronto]]></category>
		<category><![CDATA[Valli]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1541</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal bar parigino Zero Zero dove fanno troppo rumore, ma dove hanno anche uova sode da tirare in faccia ai clienti antipatici, meglio se arrivano dall’Italia, dalla Lega, dalla Federazione, dai campi dove si gela per il freddo e dove, poi, si soffocherà per il caldo, perché nelle guerre paesane pensano a tutto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2009/12/109690_459291_IMG_2847_6_8430545_medium.jpg" alt="" width="178" height="145" /><span style="text-decoration: underline"><strong><em>OSCAR ELENI</em> dal bar parigino Zero Zero dove fanno troppo rumore, ma dove hanno anche uova sode da tirare in faccia ai clienti antipatici, meglio se</strong> </span><strong><span style="text-decoration: underline">arrivano dall’Italia, dalla Lega, dalla</span> <span style="text-decoration: underline">Federazione</span></strong>, dai campi dove si gela per il freddo e dove, poi, si soffocherà per il caldo, perché nelle guerre paesane pensano a tutto, fingono di essere disposti a lavorare per il bene comune e appena devono un po’ di assenzio se la ridono pensando di avere davanti degli allocchi, ma poi al momento di fare le cose si perdono tutti nello stesso bicchiere di latte rancido. Amianto a colazione nell’undicesimo Arrondisement dove abbiamo voluto tenerci un tavolo prenotato nella speranza che a maggio si possa incontrare gente di <strong>Siena </strong>come se fossimo al Grattacielo. Sembra l’unica cosa giusta da fare mentre le nostre cicogne non portano bambini belli al campionato che ha chiuso la prima parte portando alla regina di Saba, <strong>il Montepaschi campione</strong>, i pochi ori rimasti, le velleità di allenatori che fanno proprio come i nostri vicini al Zero Zero: <strong>volano alto e poi cadono a faccia in giù.</strong> Sfidare con le parole i tricampeones ha un senso se sei su <strong>Scherzi a parte</strong>, ma poi bisogna fare i conti <span id="more-1541"></span>con la realtà. Molti non capiscono, soprattutto quelli che vanno spesso a grufolare sulle tribune del calcio: ma come, dicono i maestri cantori del gioco più popolare e biliare, due gambe e due mani i senesi come gli altri e allora perché va sempre alla stessa maniera? Colpa del bayon. <strong>I giocatori scelti dalla Mens Sana erano sconosciuti di</strong> <strong>Avatar? No?</strong> E allora<strong> fateci capire</strong>. Ma cosa ci sarebbe da capire<strong> in un</strong> <strong>mondo dove si mandano via gli allenatori, con formule di crudeltà inaudita, come quella usata da Treviso per liquidare</strong> <strong>Vitucci</strong>, ma si confermano i giocatori e <strong>l’orco Repesa</strong> si sarà reso conto di aver parlato troppo in fretta quando ha detto che gli andavano bene i ragazzi dalla facile depressione in trasferta, i piccoli ramarri che non si possono convertire alla difesa senza rubare loro il poco che hanno, l’istinto dell’attacco. Se sudano a gambe troppo piegate poi scoppiano e allora <strong>può far festa persino Milano</strong> dove qualcuno dovrebbe cominciare a chiedersi perché le cose migliori dell’Armani le vediamo quando non c’è possibilità di equivoco su quello che avrebbe in mente l’allenatore. Tolte certe catene <strong>ecco rifiorire i reprobi: una</strong> <strong>volta Bulleri, una volta Hall, magari una volta persino Maciulis o</strong> <strong>Petravicius.</strong> Repesa e il suo stupore come se avesse passato questi mesi nello stesso convento dove vanno a pentirsi tutti quelli che in questo paese mangiano pernici a colazione e si lamentano se chi ha molto meno gira con la faccia incazzata.</p>
<p>Chiusura della prima parte con tre cose da mettere sulla lapide della stagione:</p>
<p><strong>1. qui giace il basket</strong> che una Lega impenitente e quindi impotente ha ridotto ai minimi termini, sbagliando tutto, litigando su troppe cose, senza un progetto che scongiuri il famoso campionato elitario, anche perché l’Europa non è più tanto contenta di avere quattro squadre italiane fisse in gioco. Le parole al vento di Milano, i vuoti del <strong>Forum </strong>e di Roma hanno spinto l’<strong>Uleb </strong>verso la cassazione per mandare fuori dal gioco chi non se lo merita, quindi chi ha sprecato quattrini e parole senza migliorare, anzi, peggiorando.</p>
<p><strong> 2. qui giace la nazionale italiana</strong> caduta in quarta fascia, quella dei derelitti, sempre prigioniera della stessa gente che ne ha inaridito la fonte tecnica senza fare niente per la strutturazione moderna dei vivai, lasciando ai ricchi scemi l’illusione che spendere per tirare su giocatori è da fessi, lasciando che la crisi colpisse i salari per gli allenatori dei giovani, lasciando che anche adesso, dopo aver convinto <strong>Pianigiani </strong>ad accettare la sfida, siano i razziatori di gomme e pennini a dettare legge, sedi del raduno, nomi dei collaboratori. Speriamo che non sia vero.</p>
<p><strong>3. qui giace l’illusione</strong> che se una società punta sui “ragazzi italiani”, tutti più costosi degli stranieri, poi avrà anche un ritorno d&#8217;immagine e risultati. Roma e Treviso, le benedette <strong>da San Gianni Petrucci il pio,</strong> il re dei permalosi come dice la <strong>Gazzetta</strong> valutando la sua schermaglia con il Crimi dispettoso, hanno dovuto cambiare allenatore a metà corsa, hanno in mente altre diavolerie, ma nella sostanza sembrano pentite, certo più Roma che avrebbe giocatori fatti, anche finiti prima di cominciare?, della Benetton che invece deve ancora costruire davvero quei talenti che ha selezionato.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE</span> </strong>prima di perdere l’equilibrio, prima di cadere nella fossa dell’amianto, prima di consigliare a <strong>Meneghin,</strong> in partenza per gli Stati Uniti, di andare prima <strong>a Toronto e poi a New York,</strong> perché in casa <strong>Raptors,</strong> dopo la vittoria sui<strong> Lakers</strong> sono quasi tutti contenti e Belinelli riesce persino a sorridere, mentre in casa dei Knicks il disastro contro Dallas, scarto record, Gallinari nel buio, potrebbe far scattare meccanismi che allontanerebbero ancora di più il Gengis Gallo da Azzurra. <strong>Voti alle squadre, voti alle società, voti ai giocatori:</strong></p>
<p><strong>10 a SIENA e poi basta</strong>. Visto Romain <strong>Sato</strong>? Gli hanno detto guarda che oggi hai contro Moss, il giocatore che ti sostituirà. Certo che lo sapeva e poi se lo è mangiato come un se fosse una rana.</p>
<p><strong>9 a Pino SACRIPANTI</strong>, a <strong>Caserta,</strong> a <strong>Coldebella,</strong> anche se le hanno prese davvero sode a Roma. Dipende dalla salute, dalle influenze, ma il progetto è buono e il lavoro ottimo.</p>
<p><strong>8 al TRINCHIERI che ha portato Cantù al quarto posto</strong> dopo 15 giornate. Per chi è abituato alle magie arrigoniane nessuna sorpresa, ma non era facile uscire bene anche questa volta dall’inverno dove tutto congela, dove ti scappa un giocatore, dove del domani non esiste certezza.</p>
<p><strong>7 a  Mike HALL</strong>, a <strong>Mordente</strong>, a <strong>Bulleri</strong>, a Mason<strong> Rocca</strong>, al <strong>Mancinelli </strong>passaggi come baci di dama, al Viaggiano che ha fuoco dentro. Basta trovare le parole e le motivazioni giuste per ottenere qualcosa che si possa avvicinare alla storia Olimpia. Certo resta il corpicino insano di una squadra che appena trova affollamento a colazione, in allenamento, si perde e si disunisce.</p>
<p><strong>6 a</strong><strong> Lino LARDO , Fabrizio FRATES e Cesare PANCOTTO</strong> per essere arrivati dove nessuno li aspettava. La Virtus ha sofferto e soffrirà ancora tanto perché potrà essere una buona comprimaria, mai una squadra di primo piano visto che esistono bilanci da rispettare, fortunatamente dicono alla Fortitudo, ma esiste anche la certezza che il pilota è quello giusto e alla fine sarà ancora lui a stupirci come a Reggio calabra, Verona, Milano, Rieti. Per il veterano Panc degli otto un bel salto dalla rupe più alta, ma sembra che la sua dolcezza abbia ammansito anche gli ultimi lupi rimasti. Su Frates non mettevamo un euro perché, conoscendo il tipo, visto come andavano le cose, era facile vederlo esplodere, ma la sua fortuna sembra sia stato proprio il Tony Manero che fa da manager. Ci ha sorpreso la resistenza al freddo.</p>
<p><strong>5 a Luca BECHI e all’angosciato CAPOBIANCO</strong> perché non avevano valutato bene la fatica doppia fra campionato e coppe. Hanno avuto sfortune varie, lavativi diversi, ma crediamo ancora nella loro forza di resurrezione.</p>
<p><strong>4 a TREVISO</strong> globalmente intesa perchè non esistono giustificazioni per certi flop, per certi ragazzi con ali di cera come il Daniel <strong>Hackett</strong> sparito nel gioco duro, lui che pensava in grande ma viveva da piccolo principe incompreso. Ve li raccomando poi i tipi del gruppo slavo, quelli che prima di Milano dissero: vedrete una squadra diversa. Già.</p>
<p><strong>3 a ROMA e alle sue troppe bocche della verità</strong>. Tanti quattrini e tanto tempo buttato via. Ve li raccomando i giocatori italiani, ma anche gli altri avrebbe bisogno di cure a Villa Triste, certo dovrebbero pagarsi la retta e forse è stata questa la regola non rispettata al Nord e al Sud con i lavativi. Il famoso potere coercitivo che le società hanno o dovrebbero avere.</p>
<p><strong>2 a VARESE e PESARO perché hanno illuso il loro popolo</strong> per vie diverse: la Cimberio partendo alla grande, la Scavolini giocando bene anche nelle sconfitte. Pillastrini è un saggio e sa che per arrivare al mare della tranquillità ci deve essere coesione. Dalmonte è un gatto che graffia bene, saprà trovare la stanza per i sogni tranquilli.</p>
<p><strong>1 a FERRARA per aver dubitato di Valli</strong> che era ed è un eccellente allenatore. Tutto quel nervosismo, tutti quegli ultimatum non hanno fatto del bene e forse è troppo tardi per rimettersi a correre. Stessa categoria per CREMONA che ha subito messo Cioppi sotto processo pur sapendo che in questo mare tutto plastica ed amianto ci si avvelena in fretta.</p>
<p><strong>0 a PAPALIA , alla Napoli sfasciata</strong>, senza risorse, che va alla deriva e si porta dietro troppa gente, avvelenando persino l’aria dell’unica società, quella del maestro Di Lorenzo, che lavora davvero sulla base.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/26/i-giocatori-scelti-da-siena-erano-sconosciuti-di-avitar-no-e-allora-fateci-capire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chiudeteli nel bagno e buttate la chiave</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/19/chiudeteli-nel-bagno-e-buttate-via-la-chiave/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/19/chiudeteli-nel-bagno-e-buttate-via-la-chiave/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[aradori]]></category>
		<category><![CDATA[Armani Jeans]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[Bottai]]></category>
		<category><![CDATA[Cavaliero]]></category>
		<category><![CDATA[fortitudo]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Koponen]]></category>
		<category><![CDATA[Lottomatica]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Manero]]></category>
		<category><![CDATA[McIntyre]]></category>
		<category><![CDATA[Melli]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[Poeta]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzecco]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[recalcati]]></category>
		<category><![CDATA[Righetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rubio]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1527</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da un posto che non esiste, quello dove si taglia la lingua agli allenatori che trovano fiori dove hanno coltivato soltanto ortiche, Roma e Milano sono le nuove serre della pruriginosa su grandi labbra, quello dove chi legge sembra capire, dove i consiglieri di chi ha sbagliato tanto sono appesi per le palline [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.maracana.it/img/NENCINI/impianto_basket_mod_usa.jpg" alt="" width="178" height="145" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span> da un posto</em></strong> <strong>che non esiste, quello dove si taglia la lingua</strong> <strong>agli allenatori che trovano fiori dove hanno coltivato soltanto ortiche</strong>, <strong>Roma e Milano</strong> sono le nuove serre della pruriginosa su grandi labbra, quello dove chi legge sembra capire, dove i consiglieri di chi ha sbagliato tanto sono appesi per le palline sul ponte Milvio, sul ponte della <strong>Ghisolfa,</strong> su ogni ponte dove ci sia la possibilità di leggere oggi, domani, quello che ieri ci faceva godere, ad esempio, nei giorni in cui la<strong> Lega</strong> era qualcosa di speciale e non questa nebulosa che si fa stangare in pubblico dai suoi associati, che sbaglia quasi tutto, che non comunica, non si commuove, non fa più tenerezza, a parte i samaritani che ci lavorano dando tutto quello che hanno per avere in cambio ringhi scomposti. <strong>Scoprendo che il male non ti</strong> <strong>lascia anche se provi a tagliarlo</strong> abbiamo provato a farci chiudere nella stanza dei giochi, al sole, scegliendo il giallo ravvivante con accenti al color gelato, vaniglia o lampone, aggiungendo blu navy e blu ceramica, anche se, dicono, sarebbe bello svegliarsi al mattino in una stanza dove non vedi<strong> i</strong> <strong>fantasmi di Proli, Bottai, Papalia</strong>, degli arbitri infelici, dei giocatori italiani sostenuti da <strong>Petrucci</strong>, ma non più dai poveri allenatori che puntano su di loro, <strong>speriamo che Pianigiani cambi il mondo intorno a noi</strong>, dove non senti cazzate sui prossimi ragazzi da mandare nella Nba se <strong>nell’elenco del Poz ci mettono Mancinelli e Poeta, su Aradori muovetevi più piano,</strong> dove non tutti quelli che dovrebbero cambiare il nostro destino di nazionale con la quarta fascia scritta in faccia hanno il colore del Crocus e delle Primule che abbiamo visto sul volto di<strong> Nicolò Melli</strong>. Che la fortuna lo salvi dalla piaggeria, che sia protetto bene dalla famiglia, gente tosta, madre americana, argento olimpico di pallavolo, padre a gomiti larghi come quando giocava, che la testa, una bella testa, gli serva per schivare la slavina dei leccaculi che ai talenti prospettano <strong>soltanto veline<span id="more-1527"></span></strong>, auto veloci, serate in discoteca, agenti sbrodoloni, un confuso misto di colori fasulli quando invece a questa generazione nuova servirebbe l’avorio, il color menta vivace o il verde felce da accarezzare con pennellate color pesca.</p>
<p><strong>Anatemi del giorno</strong>, nel sessantesimo compleanno di un presidente federale che si chiama<strong> Dino Meneghin</strong>. Sulla solita torta federale, crema acida, scaduta, ha trovato di tutto e non soltanto il Barnaba che dal ponte dei sospiri ascolta il messaggio dal minareto degli ottici: fatti sentire, urlano al navigatore pugliese, contano i dirigenti, non gli allenatori, quelli, se gli va bene, si prendono un ricco stipendio e trottano nella direzione che diciamo noi. <strong>Recalcati è vero?, </strong>o lo dicono soltanto perché se sceglieranno lui come futuro presidente sono convinti di riavere gli stessi locali dei giorni oscuri?Loro pensano così dai tempi di <strong>Tanjevic</strong>, noi pensiamo così da quando abbiamo capito che con la nazionale vai a sbattere anche se sei bravissimo. <strong>Chiedere a Messina</strong>, che pure era protetto da grandi dirigenti, vi bastano <strong>Petrucci e Porelli</strong> come garanzia, giganti veri in confronto a questo pigmei, <strong>Meneghin e Bonamico</strong> esclusi, si capisce, nei giorni dell’europeo in Germania, quello dove il nostro Tancredi si rovinò le notti pensando che con Azzurra manca il potere di coercizione che esiste in una società ben organizzata. Lo disse in faccia tutti e oggi lo dimentica spesso<strong> il Pittis che</strong> <strong>confonde ancora McAdoo</strong> con il resto degli americani d’Italia, pur sapendo che si rivolgeva anche a lui. Non pensate subito a Roma per mettervi a ridere. Caro Simone sarà così anche per la tua<strong> nazionale</strong>, ma se bisogna affondare, lo diciamo al presidente sessantenne, all’allenatore quarantenne, allora fatelo da grandi quali siete: una botta al muro, avanti diritti, pazienza se intorno ci sarà il deserto dei sorrisi, se i professionisti di un gioco che <strong>Rubini </strong>chiamava ruba pennino si raduneranno in sala mensa per contare i voti del dopo Londra.</p>
<p><strong>Quelli non cadono mai, ti fanno terra bruciata intorno e ti silurano</strong>. Succede in ogni organizzazione mal nata. Bocciarono persino Rubini, persino Porelli, non hanno voluto Bulgheroni, fanno finta di non sapere che esiste nel giardino delle pensioni attive un certo <strong>Dorigo.</strong> Schivano tutto, dopo aver mandato fuori dal loro bosco morto quelli che potevano ridargli la vita. Invidiosi al potere, nullafacenti sull’aia dove gli altri fanno balli celtici e loro si tolgono il pidocchio dell’incapacità, convinti che non abbia lasciato le uova. <strong>Chiudeteli nel bagno e buttate via la chiave.</strong> Non succederà. Così come non avremo il ritiro della Napoli poveraccia dal gioco dove il Papalia ci fa sapere di essere comunque un laureato, anche se alla <strong>Bocconi di Milano</strong> spiegano che giurisprudenza non è certo una delle loro specialità, meglio, negano che esista. Studiare bene Dan Peterson che non vuole guardare chi porta a spalla la bara di <strong>John Mc Millen</strong> dentro la chiesa bolognese dove lo hanno salutato quelli che gli volevano davvero bene, erano tanti, pazienza se altri hanno preso scuse banali per non esserci, accadde anche quando portarono via <strong>Riccardo Sales</strong>. Lo interroghi con gli occhi e lui si perde verso via Ugo Bassi. Risponderà soltanto sull’auto di <strong>Tony Cappellari</strong> tornando verso Milano: &#8220;Se non guardi quando portano la bara puoi sempre illuderti che non sia accaduto niente. Io la vivo così e John resterà sempre con me. Era più di un figlio. Perché non sono entrato in chiesa? Perché mi è bastata la rabbia accumulata sentendo quel prete che parlava del Barone Sales senza saperne niente. No, quando me ne andrò io la camera ardente la farete al Palalido, mi va bene anche la secondaria. Fate parlare chi volete, nel bene e nel male, ma dite chi ero e non fermatevi al numero dei caffè mai offerti&#8221;.</p>
<p><strong>Grande Dan</strong>, ma sul sogno <strong>Palalido</strong>, che passerà in gestione al gruppo gnocco fritto e tigella appassita, siamo pessimisti perché nella <strong>Armani </strong>nova, quella che si fida di tutti, basta che vengano da fuori, meno di quelli che hanno fatto davvero grande la più titolata delle società, il nome del grande capo indiano con origini irlandesi non viene preso in considerazione. Lo abbiamo capito quando avrebbe dovuto presentare<strong> Jura</strong> al suo vecchio popolo. Stranezze della vita. Lo capiranno in futuro <strong>Repesa, Boniciolli</strong>, lo stesso <strong>Lino Lardo, magari Bechi e Capobianco</strong>, forse anche Pianigiani appena troverà sulla strada una mina blaugrana come quella delle settimana appena trascorsa al cimitero del basket italiano cacciato dall’Europa. <strong>Non esiste la memoria</strong>, quelli guardano in cagnesco <strong>persino Gamba</strong> che sulla <strong>Repubblica dice</strong> spesso la verità e, molto più spesso, si commuove ancora vedendo quei colori, perdonando tutto, fingendo di non capire che certe cose non cambiano se fai la faccia di quelli duri, puri, di quelli bravi sul serio e dentro sei un rispetta come direbbero alla Bovisa. Manca la comunicazione interna a Roma, come a Milano. Quella esterna la garantiscono benissimo la ragazza Mei e Mantica, ma dentro, fra i giocatori, c’è un gelo che non si può nascondere mangiando insieme al cinese, all’Emporio, dalla sora Lella, dal buiacaro. <strong>Ve lo immaginate Hall in sciopero nelle mani della squadra di</strong> <strong>Peterson?</strong> Riuscite a pensare come sarebbe uscito dallo spogliatoio Crosariol dopo aver urlato contro il suo compagno Gigli che gli “ rubava” due punti, convinto, come tanti, che quel tiro asfittico non avrebbe trovato il canestro. Ecco dove esiste la malattia. Cambi il vestito, provi a truccare tutto, ma la pelle resta quella e certi giocatori non andrebbero mai incoraggiati ad essere più brutti di quello che sono. Eppure lo fanno in tanti e ora aspettiamo di capire come <strong>Meneghin e Pianigiani</strong> risolveranno il “ni” alla nazionale dei tre americani che hanno consigliori Nba, ma anche in Italia, gente che ricatta: loro vengono se ci saranno nella quadriglia quelli che diciamo noi. Speriamo non sia così.</p>
<p><strong>PAGELLE e andate a friggervi sul lago</strong> dove l’aurora boreale vi fa credere che vivrete per sempre nel cuore degli amici e anche degli sciattoni che neppure allungano la mano unta per paura di essere smascherati:</p>
<p><strong>10 a Tyrrel MCINTYRE</strong> che tuffandosi sul campo di Cantù, avanti di oltre venti punti, sconvolge l’orianone in rosa, il più fanatico dei sostenitori di Boston e quindi dello stile Bird, così distante dallo stile dei giullari fanfaroni che invece sono nei suoi sogni giornalieri. Siena non è quella che è soltanto per un fortunate combinazioni astrali. Devi leggere nella testa della gente prima dio prenderla, poi farai la tua squadra vi direbbe Stonerook che, non per caso, si teneva lontano da Azzurra.</p>
<p><strong>9 al CAVALIERO</strong> testa fina che ha piantato una banderillas sulla schiena della mucca carolina Armani, ricordando che lui doveva rimanere in città, che lui ha mani piccole, ma cervello grande come dicevano i suoi allenatori quando è nato.</p>
<p><strong>8 al Pino SACRIPANTI</strong> che tiene Caserta nel cielo alto se riuscirà a non soffrire troppo scoprendo che a Pianigiani piacciono di più altri tipi di allenatore. Può accadere. Chieda in giro e non soltanto a Boniciolli che in questa settimana di purghe avrà già pensato a mandare dolci a chi proprio non lo può vedere.</p>
<p><strong>7 al Tony MANERO di Montegranaro</strong> che commosso è andato verso Lechthaler per abbracciarlo, per fargli sapere che se resisti in campo, anche con 4 falli, hai già fatto un passo avanti per diventare quasi giocatore. Ci voleva fede per resistere, ci vuole fede per stare ancora in sella dopo aver letto che a Porto San Giorgio la Sigma, che pure ha battuto Milano, ha avuto un incasso di 8000 euro. Roba dal pallavolo minore.</p>
<p><strong>6 a Ricky RUBIO,</strong> meraviglia del Barcellona e della Nazionale spagnola, perché ha rifiutato la NBA del basso impero, perché ha voluto godersi le ramblas e non i fast food, perché impara ogni giorno qualcosa per diventare uno a cui la NBA chiederà davvero di accettare una buona offerta e in una buona squadra. Magari giocasse con i Knicks del futuro, non certo in questi che sono da angoscia. Guardare tipi come lui è il consiglio che diamo a Nicolò Melli, felici che abbia deciso di andare in palestra alle 6 del mattino per combinare bene scuola e basket. Un tempo a Trieste si inventò la cosa il Boniciolli e lo stanno ancora perseguitando.</p>
<p><strong>5 a Petteri KOPONEN</strong> che migliora dopo ogni partita, che ha trovato un ruolo, che ha trovato una dimensione giusta, che, purtroppo, andrà avanti così fino ad agosto quando ce lo troveremo contro nelle qualificazioni all’europeo e qualcuno urlerà che non possiamo allevare noi i giocatori che poi, con gli altri, ci faranno del male. Basta cercare la gente giusta per i giocatori giusti.</p>
<p><strong>4 ai RIGHETTI</strong> della situazione che non trovano più un posto dove giocare. Sono italiani, sono stati azzurri, hanno fatto anche bene, ma adesso sono fuori da tutto, persino nell’emergenza stanno a guardare eppure sognano di tornare indietro. Questo è il sistema, ma per fortuna ci sono ancora in giro tipi come Fucka che, come i gatti, sanno dove trovare conforto: un amico allenatore bravo come Moretti, un posto dove c’è entusiasmo come Pistoia. Sì, in A2, ma cara gente quello è il campionato dove si sta meglio e dove non devono sorbirsi un giorni sì e l’altro pure l’anatema del Sabatini che vuole davvero vestirsi da Sansone nel tempio dei filistei che lui stesso ha puntellato ogni volta che voleva mandare via un presidente scomodo.</p>
<p><strong>3 a Matteo BONICIOLLI</strong> per la gioia di chi non vedeva l’ora di trovarlo impiccato, ancora una volta, nel posto giusto al momento sbagliato. Dire che Roma è bene organizzata, anche da aziendalista, fa ridere, dire che bisogna salvare il soldato Totti ha un senso se, prima, allo stesso soldato si dice la verità e soltanto quella.</p>
<p><strong>2 a Mike HALL</strong> che secondo il suo presidente Proli è stato davvero fastidioso sul campo di Montegranaro. Sarà stato l’unico davvero fastidioso in quel gruppo dove in molti vanno per la tangente, una enormità pensando al cambio quasi totale della squadra rispetto all’ultimo anno?</p>
<p><strong>1 alla FORTITUDO Bologna</strong> prima in classifica nella A dilettanti perché ogni volta che pensiamo a questo bene popolare svenduto e perduto ci viene la nausea, soprattutto dopo aver sentito, da gente che non imbroglia sugli affetti e su certe cose, un bollettino dei disastri fin troppo accurato che porta verso il fallimento. Gente di piazza Azzarita è l’ora dello sciopero da incatenati, è ora di cercare uno che sia disponibile a soffrire con voi. Non accettate il verdetto dei ragionieri e degli insolventi.</p>
<p><strong>0 agli ITALIANI della LOTTOMATICA</strong>, la speranza del Petrucci che considerava coraggiosa la scelta di Roma confondendola con quella di Treviso, perché sul campo della Virtus li avete potuti pesare e valutare, perché fra di loro scorre il veleno che non si nasconde su una vettura capace di frenare da sola davanti all’ostacolo. Quelli non hanno dentro niente, cominciando dal Vitali che, come a Milano, vorrebbe sempre cavarsela pensando di essere incompreso, lui che ancora si illude di passare inosservato se fa lo spettatore in difesa. Non è questo il problema. Conti quanti amici veri si è fatto da Montegranaro in poi e tiri le somme, senza illudersi che la gente sia minchiona e non sappia dove metterlo nel presepio delle squadre sbagliate.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/19/chiudeteli-nel-bagno-e-buttate-via-la-chiave/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dai, su, forza! non basta più, ma adesso spiegateci perchè l&#8217;Armani ha ripudiato Coldebella che ha reinventato Caserta&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/01/dai-su-forza-non-basta-piu-ma-adesso-spiegateci-perche-milano-ha-ripudiato-coldebella/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/01/dai-su-forza-non-basta-piu-ma-adesso-spiegateci-perche-milano-ha-ripudiato-coldebella/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Amoroso]]></category>
		<category><![CDATA[aradori]]></category>
		<category><![CDATA[Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[bulgheroni]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Coldebella]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmonte]]></category>
		<category><![CDATA[danilovic]]></category>
		<category><![CDATA[Farina]]></category>
		<category><![CDATA[fortitudo]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli Molinari]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Armani]]></category>
		<category><![CDATA[golf]]></category>
		<category><![CDATA[Guerrieri]]></category>
		<category><![CDATA[Guidali]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Jura]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[Natucci]]></category>
		<category><![CDATA[Palalido]]></category>
		<category><![CDATA[Pero Skansi]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[Rcs]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[seragnoli]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[Sport Italia]]></category>
		<category><![CDATA[virtus]]></category>
		<category><![CDATA[Wilkins]]></category>
		<category><![CDATA[Zanatta]]></category>
		<category><![CDATA[Zancanella]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1382</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla cantina del basket dove Gianni Petrucci consiglia e scomunica, adesso lo ha fatto a Scauri sputando su una serie A che comunque incassa e fa pubblico, ultimo rifugio per dimenticare le cicatrici di un corpo invecchiato dopo aver inseguito, purtroppo soltanto con la mente, Chuck Jura nel suo viaggio del ricordo, lui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://2.bp.blogspot.com/_a_XhMeHPzQ0/Swe_ZMsAdJI/AAAAAAAAB4w/O9QTJ7jvkUI/s1600/jura1.bmp" alt="" width="178" height="243" /></strong></em><span style="text-decoration: underline"><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> </span><strong>dalla cantina del basket dove Gianni Petrucci consiglia e scomunica, adesso lo ha fatto a Scauri sputando su una</strong> <strong>serie A</strong> <strong>che comunque incassa e fa</strong> <strong>pubblico</strong>, ultimo rifugio per dimenticare le cicatrici di un corpo invecchiato dopo aver inseguito, purtroppo soltanto con la mente, <strong>Chuck Jura</strong> nel suo viaggio del ricordo, lui che gioca ancora per vincere titoli da over 50 e che sfida volentieri <strong>Bucci e i veterani di Natucci</strong> e de l mio cerusico <strong>Max Barbieri</strong>. Eravamo idealmente con lui quando si è seduto al tavolo <strong>del Camionista di Forte Marghera</strong> dove lo festeggiavano <strong>gli amici di Mestre</strong> che per quella mano sinistra de deus avevano ritrovato lo slancio dei tempi in cui <strong>Villalta filava e Augusto Giomo</strong> <strong>sentiva musica celestiale in palestra</strong>. Abbiamo lasciato l’allegra compagnia incuriositi dal fatto che su una strada del Nord Est, <strong>al Baraonda</strong>, <strong>l’ex arbitro Zancanella ci proponeva i migliori</strong> <strong>tramezzini del Nord Est</strong>, ma non volevamo più mangiare o bere, eravamo in spedizione sensoriale per poter rispondere ad <strong>un tifoso</strong> <strong>Fortitudo</strong> che legge queste righe, incuriosito dal fatto che il commissario che oggi siede al tavolo dei giudici di campo, bello rubizzo, bello rotondo, bello e basta, <strong>altro che Brunetta</strong>, tiene nel suo locale dove lo vedi sorridere, lo vedi brindare alla vita con il suo grembiulone da oste, mentre crea i famosi tramzan, le foto di una carriera arbitrale onoratissima e fra queste c’è <strong>la famosa finale scudetto</strong> <strong>Virtus- Fortitudo</strong>, <strong>quella della beatificazione di Messina e</strong> <strong>Danilovic,</strong> quella del tiro da tre tramutato in vino da quattro <strong>per il fallo-non fallo di Wilkins</strong>, per l’azione che ha cambiato la vita di tantissima gente, <strong>dal Seragnoli che ha cominciato ad odiare davvero il basket, al Pero Skansi che era vicino alla gloria</strong> <strong>eterna, al Dominique fanfaron</strong>. <span id="more-1382"></span>Quel tifoso non riesce a capire che cosa ci sia da ricordare con quel fischio, salvo le lacrime di chi ha vinto e di chi ha perduto. Mistero, ma eravamo sullo stradone soltanto con il pensiero perché si doveva tornare a <strong>Milano </strong>perché dall’ex Mico <strong>gli amici di Chuck</strong>, quelli con la maglietta Jura is back erano pronti a brindare nelle vecchie sale dove un tempo<strong> Giordani</strong> aveva aperto la sua università della vita, la casa dell’altra Milano. <strong>Grande mangiata</strong>, brindisi stupendi <strong>con Zanatta, Caspani,</strong> <strong>Farina, Maccheroni,Pampana, Brambilla</strong>, <strong>Crippa</strong> che organizza tornei giovanili stupendi, il dottor <strong>Papetti,</strong> dottore oggi, giocatore ieri, <strong>Dante Gurioli</strong> con la stessa faccia angelica della sera in cui il <strong>Chuck furente</strong> con tutti aveva fatto inventare al professor<strong> Guerrieri</strong> la scenetta:  &#8220;Ma con chi se la prende?” avendo come risposta serafica e risolino ironico: “Sicuramente non con lei o caro professore”. Nel gruppo anche il fisio dalle mani a cento gradi <strong>Natale Redaelli </strong>che aveva mancato il primo raduno straccionato, il <strong>Guidali </strong>sempre vivace con <strong>Veronesi,</strong> un gruppo che faceva festa sul serio e non sapeva della goffa comparsata <strong>Armani al Palalido</strong>, quando senza avvisare nessuno, quindi giocandosi almeno 200 persone in più nel Lido ancora da ritoccare ( speriamo ci riescano davvero visto che la Milano da bere e non da mangiare ha soltanto il Forum per i grandi artisti), <strong>è stato omaggiato il grande avversario spesso preso a pallate e fischi, ma salutato in piedi anche dai giovani della curva</strong> che avevano appena emozionato <strong>Giorgio Armani</strong> e si erano almeno documentati sul <strong>figlio dello sceriffo</strong>, cosa che certo non potevano fare i pendolari dell’autostrada, quelli che ieri hanno portato <strong>Bucchi ad Urbino</strong> per una lezione che sicuramente farà epoca perché <strong>non capita spesso di ricevere consigli da chi ancora sembra averne</strong> <strong>tanto bisogno</strong> per fare dell’Olimpia una squadra con una testa e una sostanza. <strong>Cattiveria gratuita per chi vince da quattro partite</strong> <strong>in fila? </strong>Può darsi, ma tanto a loro cosa può interessare eppure il Pierino bolognese una volta accettava di parlare con la gente e non chiudeva le porte spaventato. Sono voci che arrivano dalla cantina dove devi nasconderti inseguito da quel sommelier che offre una insalata di erbe aromatiche con pinoli tostati e burro all’ olio( vacca boia anche questo dice il fauno colesterolo) e pretende pure che al posto del vino tu ci beva sopra un Tè verde cinese con note di cioccolato bianco e leggero aroma di ginger.</p>
<p><strong>A proposito di cioccolato perché Meneghin non si ferma a casa Bulgheroni e chiede al Toto se gli può dare una mano anche col</strong> <strong>basket dopo il capolavoro nel golf delle donne e dei fratelli</strong> <strong>Molinari</strong>. Forse si può partire da lui, più che da altri soggetti non identificabili e non dia ascolto a chi suggerisce il tempo pieno soltanto per arrivare al conflitto con <strong>Siena</strong>. Certo che è meglio il tempo pieno, ma non puoi neppure andare in casa d’altri a dettare legge, anche perché, come si è visto, certe simpatie portano al disastro. Lo stesso disastro della riunione di <strong>Lega finita</strong> <strong>con tanto odio</strong> <strong>bruciato per</strong> <strong>scegliere la sede della finale ad otto di Coppa Italia</strong>. Era l’occasione per far diventare la manifestazione un brigantino da far volare nel cuore della passione. Non ci sono riusciti anche perché amano farsi dispetti, andare in Rcs per dire che gli altri sono tutti fessi, per far sapere che al pubblico bisogna raccontare la bugia del bilancio in rosso, ma nella sostanza non è vero e guarda caso l’ultima scaramuccia sul fiume è avvenuta proprio per poter bussare alla porta di chi organizzando il Giro, il grande rugby e si è degnato di prestare attenzione anche al basket. Giornata per rompere l’argine, lasciando passare <strong>il fiume Mens Sana</strong>. Gli altri chiedendo aiuto, avendo scoperto che si sbaglia tanto, si sbaglia troppo se davvero Milano vince e fa il meglio senza poter utilizzare i due grandi acquisti dell’estate <strong>Acker e Petravicius</strong>, se gli viene bene ogni cosa con <strong>Rocca, Mordente e quel che resta di Bulleri</strong>, se scopre<strong> l’orgoglio</strong> <strong>di Hall il peccatore</strong>, se al regista <strong>Finley</strong> chiede una scialuppa , senza passare e pensare più agli altri, per mettere sotto<strong> il mare di Pesaro</strong> il povero <strong>Luca Dalmonte</strong> che farà bene a chiedere qualche danno a chi gli garantiva un tale <strong>Cvtekovic da 1 su 10</strong>, anche se all’esordio non è cosa nuova quando sei costretto a rimediare agli errori. A proposito di errori qualcuno sa spiegare perché <strong>il manager Coldebella</strong> <strong>ha fatto</strong> <strong>diventare Caserta la seconda forza</strong> <strong>del campionato</strong>, mentre Milano lo allontanava dopo averlo allevato con l’illusione che avrebbe potuto continuare come dirigente se non come assistente allenatore? <strong>Anche qui mistero</strong>, ma è lo stesso mistero che devono risolvere a Pesaro dove hanno mandato via <strong>Pino Sacripanti</strong> che ora da Caserta sventola il vessillo della Brianza non alcolica, felice di aver messo un tarlo nella testa, anche nostra, per quella candidatura al dopo Recalcati che lasciava un po’ storditi, che ha portato confusione anche in terra di lavoro. Ultima nota vellutata, emozionante <strong>i ragazzi visti in campo a</strong> <strong>Biella</strong>: <strong>Capobianco con Marino e Poeta in panca</strong> è arrivato alla volata vincente, <strong>Bechi con Aradori</strong>, super fino a quando non è tornato l’ego letale, con <strong>Chessa molto bravo</strong> anche se non doveva avere in mano lui il cerino nelle ultime due azioni. Questo è voler rischiare, voler lanciare giovani talenti, il resto è fufferia petrucciana. Lo dicono i giocatori stessi: fateci andare in campo se ce lo siamo meritato in allenamento e <strong>gli Amoroso piacciono</strong> <strong>se usano la testa e</strong> <strong>mai i piedi.</strong></p>
<p><strong>PAGELLE </strong>accidenti che sul ponte del Camionista sventola la bandiera che una volta a Mestre era <strong>il regno dei Veterani:</strong></p>
<p><strong>10 a Toto BULGHERONI</strong> che, da quando si occupa come responsabile tecnico nella federgolf del Chimenti che ha fatto infuriare in tempo elettorale il pontefice del Foro Italico, forse potrebbe essere utile anche al basket, alla Nazionale, ma che, per adesso, se la gode e non pontifica.</p>
<p><strong>9 a Pino SACRIPANTI</strong> per il suo capolavoro a Bologna dove come braccio armato ha scatenato il Di Bella che non ha mai smesso di essere l’elettrino portafortuna delle squadre dove ha giocato, che non ha mai voluto rispondere al proprietario delle Vu nere che avrà inventiva, ma ancora non sa distinguere la gente vera da quella che fa soltanto notizia.</p>
<p><strong>8 al CAPOBIANCO</strong> uscito vincitore da giornate difficili, da una partita dura come quella di Biella tenendo seduto in panchina, nel finale, il figlioccio Poeta che parla benissimo, che incanta la sciura Ellisse, ma che dal periodo di Azzurra ha perso il senso del ritmo e del sacrificio per diventare un giocatore al servizio degli altri.</p>
<p><strong>7 a Gian Matteo SIDOLI</strong>, ex arbitro di serie A, generazione d’oro del basket reggiano, per la sua fede nel premio Riverberi-Quattro Castella che va a cercare i personaggi dove si devono trovare, ma che non dimentica la base se deve dire alla federazione che certe regole, certi risultati a tavolino dimostrano che chi comanda non ha mai messo piede sui campi giovanili, sui campi in generale.</p>
<p><strong>6 alla memoria di Red ROBBINS</strong> guerriero dell’epoca d’oro nel Simmenthal scippato di una Coppa Campioni a Madrid nel 1967, vecchio pirata che nell’intervallo considerava la birra l’unica vitamina utile per avere ancora energie nella Cinzano retrocessa in A2 nello stesso anno in cui, però, con Silvestre straniero extra, vinse la coppa delle coppe a Torino. Per lui il canto di una curva che doveva onorarlo, di una società che doveva almeno mettersi il lutto.</p>
<p><strong>5 a Paolo MAZZOLENI</strong>, arbitro di calcio, che si è fatto contestare dal solito Zamparini proprio nella settimana in cui avremmo voluto dargli un dieci per questa passione verso il basket. Pazienza, direte voi, se tifa Fortitudo e come tanti al rivede in A dilettanti con lo spirito di un tempo, dove la palla gira e non ti girano le palle, per avere più informazioni sulle partitelle del gruppo Aquila, composto anche dal designatore Collina e da Romero contro Rizzoli ( Virtus), Trefoloni ( Siena) e dal segretario Marinelli ( Brindisi).</p>
<p><strong>4 a Lino LARDO</strong> per non aver ascoltato chi lo invitava a non esaltarsi mai per i risultati Virtus perché nell’euforia qualcosa va sempre perduto, perché nelle ultime stagioni appena usciva il turibolo c’era intossicazione. Chieda in giro e non soltanto al Boniciolli che sembra dimenticato.</p>
<p><strong>3 a Gregor FUCKA</strong> che vedevamo ancora bene in Auno, ma che da quando è andato a Pistoia dall’amico Moretti conosce soltanto domeniche tristi. Speriamo si riprenda e faccia venire il rimorso a chi ha lasciato scendere i di categoria lui e Chiacig.</p>
<p><strong>2 alla SCAVO SPAR</strong> che non trova la strada per uscire dalla crisi di risultati, che ha fatto venire dubbi a Valter Scavolini, che ha fatto piangere la mascotte Andrea Rinaldi, l’Ape che vola sulla passione e che non ne poteva più delle contestazioni.</p>
<p><strong>1 alla RAI</strong> che insiste con la grafica peggiore e con le luci più basse. Certo anche Sky non fa molto per chi ci vede poco, mentre Sport Italia sta migliorando tutto, anche se per la A dilettanti serve ancora uno sforzo e un vocabolario non prestato dall’eco di Sky o dal Bagattino che considera l’argento europeo di Messina un cattivo risultato.</p>
<p><strong>0 a Nando GENTILE</strong> che non può continuare a fingere di non essere addolorato per le contestazioni, che fa bene a battersi perché certe polemiche danneggiano una squadra dove, lo dovrebbe sapere lui meglio di altri, i giocatori regrediscono cominciando dal Jaaber che non era e non sarà mai un vero regista. Era la stessa malattia dei giorni in cui Repesa insegnava, seminava, aveva un vero progetto e sapeva dire qualcosa di più concreto del solito dai, su, forza.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=f" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/01/dai-su-forza-non-basta-piu-ma-adesso-spiegateci-perche-milano-ha-ripudiato-coldebella/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meneghin e Recalcati seduti allo stesso tavolo senza rivolgersi mai la parola&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/10/meneghin-e-recalcati-seduti-allo-stesso-tavolo-senza-rivolgersi-la-parola/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/10/meneghin-e-recalcati-seduti-allo-stesso-tavolo-senza-rivolgersi-la-parola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 10:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[Blatt]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Crosariol]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Knicks]]></category>
		<category><![CDATA[maifredi]]></category>
		<category><![CDATA[Marconato]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[Natali]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[Palalido]]></category>
		<category><![CDATA[pancotto]]></category>
		<category><![CDATA[recalcati]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[rocca]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[Soragna]]></category>
		<category><![CDATA[Teramo]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[Vitucci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1335</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal set romano di Pedro Almodovar per dimenticare etere e punti incrociati sulla pelle, per non scordarsi che se vai in un ospedale pubblico, tipo il San Paolo a Milano, se trovi una squadra come quella di Franco Disperati, allora puoi anche soffrire, ma sei sicuro d&#8217;essere in buone mani e il chirurgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://blog.blogosfere.it/blogs/basketcase/images/Recalcati%20sembra%20scrutare%20il%20futuro%20della%20sua%20nazionale....jpg" alt="" width="151" height="134" /></strong></em><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>dal set romano di Pedro Almodovar per dimenticare</strong> <strong>etere e punti incrociati sulla pelle</strong>, per non scordarsi che se vai in un ospedale pubblico, tipo il <strong>San Paolo a Milano</strong>, se trovi una squadra come quella di <strong>Franco Disperati</strong>, allora puoi anche soffrire, ma sei sicuro d&#8217;essere in buone mani e<strong> il</strong> <strong>chirurgo meriterebbe un premio</strong>, ma, per adesso, deve tenersi le maledizioni di chi ogni mattina si alza e vede nero, di chi risponde con la voce che arriva da molto lontano, dai giardini della disperazione anziana, da chi magari sembra più scortese del solito con i pochi amici che lo hanno chiamato dopo essersi allarmati per le notizie non buonissime dal fronte della chirurgia dove l’uomo diventa cicatrice. <strong>Scusa Santi, scusa Sandro, scusa Toto, anche se la digressione sul golf ci</strong> <strong>ha fatto venire i brividi. </strong>Sono giorni di abbracci rotti nel basket che non ha una <strong>Penelope Cruz</strong> da stringere fra le braccia, ma soltanto gente che ha voglia di litigare senza averne la forza intellettuale per reggere l’urto. <strong>Carlo Recalcati</strong> conferma che soltanto il suo avvocato ha rapporti con <strong>Meneghin e La Guardia</strong>, ormai il vicepresidente vicario, bisogna citarlo sempre perché sembra lui il pilota del barcone federale, come dicono nel generone romano che riabbraccia <strong>Gino Natali</strong>,<strong> tornato a casa Toti</strong> da dove era uscito, se ricordiamo bene, sbattendo la porta. <strong>Milano respira</strong>. Recalcati, invece, non conferma le cifre sopra gli <strong>800 mila euro</strong> dell’ultimo contratto perché, come sanno bene<strong> all’ufficio imposte di Cantù</strong> dove lui è il quinto contribuente, non va oltre i <strong>512 mila lordi</strong>, quindi restando sotto quello che invece incassa al netto qualche suo collega. <strong>Abbracci rotti fra Pesaro e una proprietà che non ha mai voluto credere al valore delle</strong> <strong>tradizioni,</strong> ma questo sembra un malessere che prende tanti per la gola. Spezzatino d&#8217;affetti anche a Milano dove i maligni avevano persino visto <strong>David Blatt</strong> <strong>gironzolare</strong> intorno alla piscina vuota del <strong>Palalido<span id="more-1335"></span>,</strong> dove qualcuno pensava che una sconfitta con la Virtus avrebbe aperto i cancelli all’ex cittì della nazionale, <strong>Recalcati Carlo di via Giusti</strong>. <strong>Piero Bucchi</strong> <strong>resiste</strong> anche al dopo partita non proprio allegro della Futur Station dove i perfidi spiegano che proprio quella vittoria dimostra quali sono i grandi equivoci di una squadra costruita senza sapere se il cemento armato per proteggere l’ingegnere era di quello buono. Certo se ci si chiude pensando che gli altri siano soltanto gelosi allora capita di dove mandare via i <strong>Vitali</strong>, i generi manager ingaggiati prima di scoprire che il ruolo non era utile, succede che i giocatori facciano una cura zen tutta loro per fingere di non capire che chi urla troppo si sente fragile e ha poco da trasmettere a chi sembra ricominciare sempre una vita nuova. Ci vuole pazienza dice la gente, ma intanto aspettiamo la settimana della verità milanese con il <strong>Khimki e Cantù</strong> per leggere la mano della solita addormentata d’inizio stagione: sembra che l’estate porti sempre e soltanto guai fisici, mentali, sembra che le colpe siano sempre degli altri e, ovviamente, dal bayon. La stessa cosa che succede a Pesaro, che sta per accadere a<strong> Montegranaro</strong>, che forse <strong>accadrà a</strong> <strong>Roma se Nando Gentile andrà a sbattere sulle stesse rocce</strong> dove l’anno scorso naufragò<strong> la barca di Repesa</strong>, dove <strong>Jennings </strong>sembrava un naufrago nel rimpianto di chi, adesso, lo vede giocare bene nella Nba, che sarà anche il più bel campionato del mondo, ma se è vero quello che dicono certe cifre, certe giocate, allora siamo anche davanti al grande inganno e prima di ululare <strong>inneggiando a Bargnani</strong> valutiamo bene tutto, prima di scoprire che anche<strong> a</strong> <strong>Toronto Belinelli</strong> potrebbe avere qualche problema, prima di <strong>benedire i giorni del Gallo nella Grande Mela</strong> facciamo la tara su tutto. Certo meno sul valore di <strong>Mike D’Antoni</strong>, anche se adesso lo prendono in giro per il disastro coi <strong>Knicks</strong>, anche se chi temeva che fosse lui l’allenatore della nazionale già mette il pepe sul cacio e si fa grandi risate. Ci sarebbe da piangere per tutti gli abbracci rotti in una Federazione che non ha ancora un piano per il settore tecnico, che lascia andare tutto alla deriva perché gli stessi che vollero la testa di <strong>Maifredi </strong>ora urlano che è meglio il diluvio se loro non potranno contare come un tempo. <strong>Abbracci rotti con quelli che non capiscono il messaggio di Avellino</strong>: quando i giocatori erano gelosi e golosi tutto quello che aveva costruito Boniciolli era andato in vacca, quando il proprietario ha voluto gente che amava persino i lupi dell’Irpinia allora ecco risorgere un tipo di sole. <strong>Abbracci spezzati per chi non voleva più Bechi</strong> a Biella e adesso ha scoperto che se esiste una possibilità di far cadere Siena in campionato quella è proprio nella prossima domenica piemontese. Tenetevi la gente come Smith e fate attenzione al resto.</span></p>
<p><strong>Pagelle dalla fattoria virtuale</strong> dove si confonde ancora Bush con Obama, dove Lebron James, Bryant, i Boston, sono una cosa mentre tutto il resto è pollaio per i tipi alla Iverson già scaricato da Memphis:</p>
<p><strong>10 a Cesare PANCOTTO</strong> perché si meritava una soddisfazione del genere, perché se la sua Avellino è stata costruita con gli stessi criteri delle altre sue squadre, dei diesel che alla fine mandavano fuori strada finte Ferrari, allora spettiamoci di scoprire qualcosa di speciale anche da questo campionato che sembra animarsi soltanto quando dimentichi che Siena vive su un altro pianeta. Certo a casa Snaidero piangeranno un po’. Ma sono abituati dai tempi del san Matteo che li fece promuovere.</p>
<p><strong>9 a Romani SATO</strong> principe nel regno Mens Sana e dell’euriobasket che fa capire quanta distanza può esserci fra i giocatori veri e quelli che dovrebbero sostituirli come direbbero a Bologna dopo aver visto Moss andare per funghi sulla collina di San Luca dove Lardo è andato ad espiare per aver parlato bene troppo in fretta della Virtus, un peccato che nel tempo costa sempre caro. Possibile che nessuno impari certe lezioni?</p>
<p><strong>8 a Mason ROCCA</strong> e, per conoscenza, a chi considera Mordente soltanto un gregario fra previtoccioli con la coda, perché prima di trattare male certi giocatori, prima di avere dei dubbi è meglio tenerseli anche se non si sono allenati tanto. Lui serve anche da rotto, ma certo se chi costruisce la casa sa di cosa stiamo parlando.</p>
<p><strong>7 a Frank VITUCCI</strong> se davvero ha convinto Neal a diventare un giocatore per tutte le stagioni di un campionato, per tutte le tempeste di una partita. Non eravamo sicuri che potesse riuscirci, ma per ora le cose vanno bene e nessuno si accorge di Kus, ma piuttosto si alza in piedi per applaudire il giovane Gentile.</p>
<p><strong>6 a Pino SACRIPANTI</strong> che ha spiegato bene a quelli di Pesaro perché prima di mandare via gli allenatori bisogna fare esami di coscienza dove tutti si prendono le giuste responsabilità.</p>
<p><strong>5 ai tipi come Mike HALL</strong> che tornano umili soltanto quando scoprono che potrebbero perdere il lavoro. Succede troppo spesso e su questo le società dovrebbero ragionarci bene, invece di mettersi a cantare per il ritorno a casa del figliol prodigo.</p>
<p><strong>4 a CROSARIOL, SORAGNA, ARADORI, MORDENTE</strong> che ci stanno illudendo sul futuro di Azzurra: se vanno sempre così non è vero che siamo all’anno zero.</p>
<p><strong>3 a chi sottovaluta l’acquisto di MARCONATO </strong>che rappresenta per Siena una garanzia che purtroppo non trovi in altri giocatori italiani. Attenti a lasciare fuori dal gioco Chiacig e Fucka, va a finire che chi li recupera fa tredici, certo un tredici costoso, ma l’usato sicuro serve come direbbero al Cus Bari dopo aver ingaggiato il quarantunenne Stefano Rusconi.</p>
<p><strong>2 a MENEGHIN, LA GUARDIA e RECALCATI</strong> che anche seduti allo stesso tavolo non si sono rivolti la parola. Questo è il vero disastro.</p>
<p><strong>1 a TERAMO</strong>, intesa come società, se lascerà spazio a chi non comprende il momento difficile nei rapporti interni di un gruppo dove qualche galletto meriterebbe la pentola invece delle carezze.</p>
<p><strong>0 all’INFLUENZA</strong> che ci ha portato nel villaggio delle scelte ridicole sospendendo Cremona- Napoli. Giusto far recuperare con i tesserati al 7 novembre, giusto non farsi prendere in giro sempre dalla stessa gente.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=7" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/10/meneghin-e-recalcati-seduti-allo-stesso-tavolo-senza-rivolgersi-la-parola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Coraggio, qualcosa di buono bolle anche nella nostra pentola: Di Bella per esempio</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/10/27/coraggio-qualcosa-di-buono-bolle-anche-nella-nostra-pentola/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/10/27/coraggio-qualcosa-di-buono-bolle-anche-nella-nostra-pentola/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 00:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sarti poeti e navigatori]]></category>
		<category><![CDATA[Amoroso]]></category>
		<category><![CDATA[Antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[aradori]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Cimberio]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Hackett]]></category>
		<category><![CDATA[Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolino]]></category>
		<category><![CDATA[Flamini]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Jabber]]></category>
		<category><![CDATA[Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Kukoc]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Martinoni]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzarino]]></category>
		<category><![CDATA[Michelori]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Neal]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[Scavolini]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Tomassini]]></category>
		<category><![CDATA[Trincheri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1307</guid>
		<description><![CDATA[                                  di FRANCESCO SARTI 
Vorremmo vedere più spesso Daniel Hackett stoppare da fermo Casey Shaw. O celebrare un canestro con urla belluine, per poi tornare in difesa battendo le mani sul parquet, a sfidare l’avversario diretto. Anche se l’imprendibile Marques Green lo incenerisce da tre punti. Anche se pure il suo cambio, il coraggioso Daniele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/francesco_graficante/3099440455/"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3282/3099440455_c831988086.jpg" alt="" width="150" height="239" /></strong></em></a>                                  <strong>di FRANCESCO SARTI</strong> </span></p>
<p><strong>Vorremmo vedere più spesso Daniel Hackett stoppare da fermo Casey</strong> <strong>Shaw.</strong> <strong>O celebrare un canestro con urla belluine</strong>, per poi tornare in difesa battendo le mani sul parquet, a sfidare l’avversario diretto. Anche se<strong> l’imprendibile Marques Green</strong> lo incenerisce da tre punti. Anche se pure il suo cambio, il coraggioso <strong>Daniele Tomassini</strong>, classe 1988, non ha paura di tirargli da lontano. Perché <strong>Hackett</strong>, col piglio e i tatuaggi da rockstar, <strong>è un’ottima copertina</strong> per una giornata, la terza, che <strong>ha proposto qualche italiano</strong> <strong>protagonista.</strong> Certo, non sarà stato il migliore in campo della matinee <strong>Benetton-Scavolini,</strong> perché per il titolo bisogna rivolgersi ancora a <strong>Gary Neal</strong>, <strong>22 punti</strong> con tanto di allungo decisivo (nonostante una sua scriteriata scelta offensiva abbia dato al team di <strong>Dalmonte </strong>il pallone per vincere), ma almeno ci ha ricordato che <strong>nel nostro campionato non esistono solo stranieri</strong>. Poi, il dovere di cronaca impone di parlare della <strong>doppia doppia di Wallace</strong>, dei bombardieri <strong>Sakota e Van Rossom</strong>, di un buon <strong>Simone Flamini</strong>, <strong>di Hicks</strong> che ha sbagliato un po’ troppo per acciuffare la partita. E di questa<strong> Pesaro</strong> che non merita di stare a zero, come pure questa <strong>Treviso </strong>di definirsi giovane, se <strong>l’unico del vivaio</strong> ad essere davvero <strong>utilizzato da Vitucci è stato De Nicolao</strong>, una manciata di minuti mozzafiato a inseguire Green. Comunque. Per restare in tema anticipi, <strong>Siena ha</strong>, come previsto, <strong>macinato Teramo</strong>, nonostante il lavoro sottocanestro di <strong>Thomas e i punti di Poeta</strong> (che luccicherà meno dei compaesani Nba, ma resta terribilmente concreto). Ci chiediamo solo che<strong> incantesimo</strong> usi <strong>Pianigiani</strong> per integrare con simile facilità i nuovi arrivi: <strong>Zisis e Hawkins</strong> <strong>si stanno già divertendo</strong>, senza che <strong>i leader McIntyre e Sato<span id="more-1307"></span></strong> battano ciglio. Dall’altra parte, peraltro, attendiamo fiduciosi <strong>il recupero di Amoroso</strong>, che per il momento ha spedito in quintetto base la sua controfigura. Sempre in chiave cinematografica, si registra inoltre il successo di <strong>Cantù su</strong> <strong>Montegranaro, per la gioia di coach Trinchieri</strong>, finalmente lieto delle statistiche dopo la pornografia offensiva (<strong>ipse dixit</strong>) dell’esordio. Sulla ribalta, oltre all’usuale, <strong>mortifero </strong><strong>Mazzarino</strong>, anche il redivivo <strong>Markoishvili</strong>. Noi, però, con chiara partigianeria, spezziamo una lancia per lo sconfitto <strong>Greg Brunner</strong>, che non sarà l’estetica del basket, ma produce 15 punti e quasi 8 rimbalzi a gara, sbattendosi come un matto. Forse è <strong>sottovalutato.</strong> Chi invece ha fatto sapere di esistere, dopo l’inizio impalpabile, è <strong>Pietro Aradori</strong>, che insieme al veterano Nba<strong> Fred Jones</strong> ha trascinato <strong>Biella</strong> alla <strong>vittoria esterna su</strong> <strong>Varese </strong>a suon di tiri da fuori. Se non altro, in assenza di <strong>Slay</strong>, con la schiena bloccata, <strong>alla Cimberio si sono esaltati i ventenni nostrani</strong> <strong>Martinoni (</strong>18 e 8 in 29’) e <strong>Antonelli</strong> (10 e 3 in 17’). La speranza, l’ennesima, è <strong>che non sia un fuoco di paglia</strong>. A proposito di polveri, <strong>Damon Jones,</strong> sedicente miglior tiratore al mondo, ha fatto il suo <strong>esordio a</strong> <strong>Napoli, sconfitto in trasferta da Bologna</strong>. Che non fosse <strong>San Gennaro</strong> lo si sapeva, benché abbia sciorinato un po’di repertorio, di certo anche i santi perderebbero la pazienza con una dirigenza che esonera Marcelletti (dopo due giornate) nello stesso momento in cui presenta il nuovo straniero. Non sappiamo se dovremo consultare Facebook per intendere<strong> le strategie di Papalia</strong>, per il momento nella <strong>Martos</strong> vanno a referto in sei e ovviamente non bastano contro una Virtus più solida dentro e fuori dall’area (vedasi <strong>Fajardo e Moss</strong>, per le rispettive competenze). Peraltro, se vi piace quel social network, non fatene l’uso sconsiderato di <strong>Mike Hall</strong>, che per restare fuori squadra <strong>ha ben pensato di lamentarsi pubblicamente</strong> <strong>della panchina e dello stipendio che riceve</strong> <strong>all’Armani Jeans</strong>. Al suo posto, <strong>Bucchi </strong>è stato costretto a inserire <strong>Mancinelli</strong>, che in una disfida degna di tempi antichi a Caserta ha anche avuto tra le mani la bomba del successo, mancandola. Alla fine, il tabellino dice <strong>due tempi supplementari</strong>, molteplici momenti caldi (compresi<strong> i due liberi di Michelori</strong> che hanno tenuto in vita la Pepsi), e una gara memorabile di <strong>Ere, Bowers</strong> e del nostro <strong>Fabio Di Bella</strong> (22, anche con 7 rimbalzi). <strong>Con Sacripanti</strong> alla guida della nazionale non crediamo sarebbe difficile trovargli posto, benché quello delle guardie sia l’unico reparto dove soffriamo problemi di abbondanza. <strong>Quanto a Milano</strong>, <strong>menzione per Finley</strong>, <strong>che continua a segnare e a perdere</strong>, e <strong>Petravicius</strong>, solido sotto i tabelloni. Le cronache riportano poi che <strong>a Roma, dove Avellino</strong> <strong>ha espugnato il Palalottomatica</strong> mantenendo la testa della classifica, il <strong>presidente irpino Ercolino</strong> sia stato colpito a fine gara da una moneta nell’occhio. Nella Capitale, quasi vent’anni fa, accadde lo stesso a <strong>Toni Kukoc</strong>: non risulta però che, poco prima, <strong>avesse mimato</strong> <strong>l’ombrello all’indirizzo del pubblico di casa</strong>. Il quale, prima di delirare, aveva visto una partita serrata, in cui alle scorribande di <strong>Jaaber (</strong>meno mostruoso delle ultime uscite ma sempre produttivo) aveva fatto eco una grande prova delle guardie ospiti, <strong>Brown e Nelson</strong>, micidiali da fuori, e <strong>la freddezza di Porta nei momenti decisivi</strong>. D’obbligo l’avviso ai naviganti:<strong> l’Air di Pancotto</strong> <strong>sembra avere tanti, tanti interpreti</strong>. E forse farà anche primavera, polacca, americana o argentina che sia. In chiusura, <strong>complimenti a Cremona</strong> che ha battuto a domicilio <strong>Ferrara</strong>. Nonostante il solito <strong>Grundy,</strong> e la prova-monstre di <strong>Jamison </strong>(21 in 24’, mentre Luke Jackson non è stato irresistibile), <strong>la squadra di Cioppi </strong>è salita <strong>in cattedra</strong> nella ripresa, col bilanciato contributo di <strong>Forbes, Bell,</strong> <strong>Rowland, Brown e Sklavos</strong>. E pazienza se con questi nomi ci sembra di commentare una partita di <strong>D-League.</strong></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/10/27/coraggio-qualcosa-di-buono-bolle-anche-nella-nostra-pentola/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Americani vecchi e nuovi, anche troppi nei canestri della seconda domenica di A</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/10/18/americani-vecchi-e-nuovi-viaggiando-tra-i-canestri-della-seconda-di-serie-a/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/10/18/americani-vecchi-e-nuovi-viaggiando-tra-i-canestri-della-seconda-di-serie-a/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 22:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sarti poeti e navigatori]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[bulleri]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cremona]]></category>
		<category><![CDATA[Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[gallinari]]></category>
		<category><![CDATA[Jaaber]]></category>
		<category><![CDATA[Marcelletti]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzarino]]></category>
		<category><![CDATA[montegranaro]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[Neal]]></category>
		<category><![CDATA[New York Post]]></category>
		<category><![CDATA[Polonara]]></category>
		<category><![CDATA[Rieti]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[Shaquille]]></category>
		<category><![CDATA[Shrek]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>
		<category><![CDATA[virtus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1277</guid>
		<description><![CDATA[                                       di FRANCESCO SARTI
Il campionato odora ancora di vernice fresca, e mettersi a dare giudizi (come fanno al New York Post, dove già si sentenzia che Gallinari è in crisi) pare sbagliato, più che prematuro. Però, le sensazioni esistono, e tanto vale parlarne, a partire dal retrogusto d’antan di certe scelte di mercato: da tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/32591938@N06/3153709178/"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3128/3153709178_2bea6c5415.jpg" alt="" width="145" height="214" /></strong></em></a>                                       <strong><em>di FRANCESCO SARTI</em></strong></span></p>
<p><strong>Il campionato odora ancora di vernice fresca, e mettersi a dare giudizi (come fanno al New York Post, dove già si sentenzia che Gallinari</strong> <strong>è in crisi)</strong> pare sbagliato, più che prematuro. Però, le sensazioni esistono, e tanto vale parlarne, a partire dal retrogusto d’antan di certe scelte di mercato: da tempo non spendevamo così tanta fiducia sui reduci dell’Nba, più o meno onusti di serio praticantato. Per esempio, <strong>Biella si è affidata al veterano Fred</strong> <strong>Jones,</strong> una vita a correre e schiacciare negli States, prima di essere chiamato dal <strong>team di Bechi</strong>. Ripagandolo, nell’esordio casalingo <strong>contro la Virtus</strong>, con le mani ferme dalla lunetta nei minuti decisivi (per contro,<strong> Scoonie Penn</strong>, che l’America l’ha vista poco ma l’Europa tanto, continua a sparacchiare un po’ troppo, anche per un contratto a gettone). Poi, <strong>ci sarebbe Ferrara</strong>, che ha tentato di redimere <strong>Luke Jackson</strong>, scartato dai pro perché non abbastanza sfavillante, ma non esattamente uno sprovveduto, come appurato nella prima giornata. Pazienza che poi, alla prova del nove milanese, non si sia ripetuto, <strong>lasciando il palco al collega Grundy</strong>: piuttosto, ci chiediamo se all’Armani, vittoria a parte, preferiscano il Finley che segna da solo, neanche fosse una guardia, o <strong>il play che fa il boia e</strong> <strong>l’impiccato</strong>. Certo, visto <strong>il Bulleri trevigiano</strong> dell’altr’anno, viene da chiedersi se non fosse più opportuno sperimentarlo in quintetto<span id="more-1277"></span>, <strong>con Mordente cambio dei piccoli</strong>. Ma sono preferenze, come per <strong>Mancinelli</strong>, che non ci pare uno specialista da panchina ma un titolare da accendere subito. Invece, tornando al tema nostalgia, non si può dimenticare <strong>lo strano caso di Napoli</strong>, che una volta si chiamava <strong>Rieti</strong> ma non aveva così tanti amici su Facebook, come testimonia la relativa pagina di Gaetano Papalia. Non essendo iscritti alla lista delle sue figurine, non abbiamo letto in diretta <strong>dell’arrivo di</strong> <strong>Damon Jones</strong>, già salutato nuovo salvatore della patria, nella speranza che sia ancora quello degli Heat, <strong>e non faccia la figura del Ciuchino</strong>, come lo chiamava <strong>Shaquille </strong>ispirandosi a <strong>Shrek</strong>. Difficile dire se lui e <strong>Gabini </strong>risolleveranno la baracca, ma nel caso, spiacenti per <strong>Marcelletti,</strong> ci vorrà non poco tempo, visti gli agghiaccianti risultati iniziali: <strong>prima il trentello</strong> (abbondante) <strong>a Siena, poi il ventello</strong> (abbondante) in casa <strong>con Avellino</strong>. Dove <strong>Akyol,</strong> di cui al debutto già si scrivevano meraviglie, ha preferito il basso profilo, ed emerge un’inconsueta, ma efficace, front line polacca. Chi invece ama la <strong>mitragliatrice</strong> si rilegga i report da Treviso, in cui <strong>Neal e Jaaber</strong> si sono sfidati a fionda, con non poco compiacimento reciproco. Intriganti interrogativi: se il primo saprà essere leader, al cospetto di tanti compagni nuovi e giovani, e se il secondo non nasconda, con le sue prime performance, dei problemi offensivi altrove. Nel dubbio, <strong>Gentile ha preferito farsi espellere dopo otto minuti, così da perdersi la prima vincente del figlio contro di lui</strong>. In panchina è rimasto invece <strong>Capobianco</strong>, che nell’altro anticipo del sabato <strong>ha sgonfiato gli entusiasmi varesini,</strong> orfani della prestazione-monstre di <strong>Ron Slay</strong> contro Milano, e dotati, come temuto, di sua <strong>stanca controfigura.</strong> <strong>Idem Childress</strong>, ma non stiamo a speculare. Piuttosto, siamo lieti che nella mischia, <strong>sponda Teramo</strong>, sia finito il <strong>giovane Polonara</strong>, classe 1991, e che a <strong>Biella,</strong> per rimanere in tema, abbia messo due liberi <strong>Chessa</strong>, classe 1988. Poi, ci sarebbe da parlare di <strong>Montegranaro,</strong> che ha scoperto la verve realizzatrice di <strong>Robert Hite,</strong> uno che pure è stato respinto dall’Nba, a dispetto di una<strong> Caserta</strong> tosta, <strong>Sacripanti-style</strong>, in cui anche <strong>Di Bella</strong> recita da protagonista. E magari potremmo accennare al supplementare lombardo, dove <strong>Cantù ha espugnato l’entusiasta Cremona</strong> mettendo le chiavi dell’attacco nelle mani dell’atteso <strong>Jeffers </strong>(pessimo contro Treviso) e del solido <strong>Mazzarino. </strong>E&#8217; buona solo per i titoli di coda, infine, la <strong>vittoria (quasi) sul velluto di Siena</strong>, che <strong>a Pesaro</strong> ha ritrovato <strong>McIntyre,</strong> e ci ha lasciato nel dubbio se sia più inconcepibile, almeno per i trend italici, che dalla panchina si alzi <strong>Zisis o Lavrinovic</strong>. In ogni caso, i risultati non cambiano, e la noia neppure. Anche se <strong>Minucci,</strong> gli americani<strong>, è solito pescarli al di qua dell’Oceano</strong>.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/10/18/americani-vecchi-e-nuovi-viaggiando-tra-i-canestri-della-seconda-di-serie-a/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Volete capirlo che Siena è strafavorita? Anche se Milano in difesa ha buone armi</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/06/08/volete-capirlo-o-no-che-siena-e-strafavorita/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/06/08/volete-capirlo-o-no-che-siena-e-strafavorita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 20:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[Boni]]></category>
		<category><![CDATA[Buzzavo]]></category>
		<category><![CDATA[Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Cellino]]></category>
		<category><![CDATA[corbelli]]></category>
		<category><![CDATA[Corioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[kaukenas]]></category>
		<category><![CDATA[Lavrinovic]]></category>
		<category><![CDATA[Lippi]]></category>
		<category><![CDATA[Marconato]]></category>
		<category><![CDATA[McIntyre]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Niccolai]]></category>
		<category><![CDATA[Paternicò]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia]]></category>
		<category><![CDATA[Price]]></category>
		<category><![CDATA[recalcati]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[Sacrati]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[Salsomaggiore]]></category>
		<category><![CDATA[savic]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[stonerook]]></category>
		<category><![CDATA[Taylor]]></category>
		<category><![CDATA[Teramo]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Vitali]]></category>
		<category><![CDATA[Zamparini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1086</guid>
		<description><![CDATA[
OSCAR ELENI dal Belize meridionale, alla ricerca dei teschi di cristallo lasciati a Lubaantun, il luogo delle pietre perdute, per capire se dobbiamo ancora perdere tempo a guardare il futuro visto che i Maya ci assicurano la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012. Inutile chiedersi se davvero Sabatini cederà un giorno la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="540" height="285"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/flazK2mUTeg&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/flazK2mUTeg&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="540" height="285"></embed></object><br />
<strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>dal Belize meridionale, alla ricerca dei teschi di cristallo lasciati a Lubaantun, il luogo delle pietre perdute, per</strong> <strong>capire se</strong> dobbiamo ancora perdere tempo a guardare il futuro visto che i <strong>Maya </strong>ci assicurano la fine del mondo per il 21 dicembre del 2012. Inutile chiedersi se davvero <strong>Sabatini</strong> cederà un giorno <strong>la Virtus</strong>, se davvero l&#8217;uomo di futur station lascerà il posto in serie A alla<strong> Fortitudo</strong>, se ci saranno crociate contro i Maya galattici di <strong>Siena</strong>, contro la strategia <strong>Minucci,</strong> se ci saranno dirigenti capaci di ascoltare quello che <strong>Alberto Bucci </strong>ed <strong>Ettore Messina</strong> dicono alla gente di <strong>Bologna</strong>: inutile prendersela sempre con gli allenatori, sono le società che devono funzionare, avere progetti da portare avanti e difendere. Certo se a <strong>Milano </strong>ci fossero stati  <strong>Sacrati, Savic, Sabatini</strong> e<strong> Corbelli</strong>, quelli di <strong>Pesaro </strong>o di <strong>Udine,</strong> il povero <strong>Piero Bucchi</strong> non avrebbe superato le idi di marzo, sarebbe stato fatto fuori perché la gente dubitava di lui, perché la squadra non funzionava, perché il mondo dello sport, come lo vedono loro e <strong>Zamparini</strong>, loro e <strong>Cellino o Corioni</strong>, è sempre diverso da quello dove seminano e raccolgono i tipi alla <strong>Buzzavo,</strong> alla <strong>Minucci</strong>, alla <strong>Livio Proli </strong>e non è un caso che siano proprio <strong>Siena e Milano</strong> a trovarsi davanti al teschio di cristallo dove si nasconde lo scudetto. Prima di pensare alla finale che non puoi affrontare con leggerezza, come dicono a Milano, magari soltanto per farsi coraggio. Leggeri come?, direbbe <strong>Calvino.</strong> Prima di fermarsi a valutare quello che tutti vedono bene, nessuno concede a Milano più di una vittoria nella serie su sette partite, giriamo un po&#8217; nel pianeta per ridere di certa ottusità.<br />
Ci sapete dire chi gioca la finale del campionato under 19 da tre anni di fila? <strong>Benetton e Montepaschi</strong>, due belle società che se la smettono di litigare potrebbero trainare insieme il sistema legaiolo che produce demenzialità come gli orari delle finali, assegnando lo scudetto con partite che si iniziano alle 21 a meno che Siena non chiuda tutto alla quarta sul legno del <strong>Forum</strong> o alla settima in casa sua. La prima previsione ha un senso, l&#8217;ultimo no di certo.<br />
A<strong> Salsomaggiore</strong> il responsabile della nazionale giovanile, il <strong>Ramagli</strong> che ancora deve riprendersi dalla sbornia trevigiana, visto come sono andate le cose a <strong>Reggio Emilia</strong>, ha visto ragazzi da grande Europa e speriamo che la sua vista sia migliore di certi scettici blu amaranto ed incoraggi le società a puntare su ragazzi che hanno soltanto bisogno di giocare quando fare canestro, passare bene, difendere forte, conta qualcosa. Da Salsomaggiore ci propongono il quintetto del 2009 e il fatto che a guidarlo sia <strong>Alessandro Gentile</strong>, figlio di <strong>Nando</strong>, aiuta a credere in tante cose, magari nei geni che ti porti dentro. Con lui il Davide <strong>Pascolo </strong>di Udine, il Claudio <strong>Tommasini </strong>della Virtus Bologna, poi il <strong>Metreveli </strong>senese e il <strong>Wojciechowski </strong>trevigiano a cui auguriamo di diventare bravissimo, ma di non meritarsi mai un titolo di giornale perché avrebbe contro un&#8217;intera redazione<span id="more-1086"></span>, e molti che in tipografia smadonnano a prescindere. Nel gruppo, purtroppo non c&#8217;era Niccolò <strong>Melli</strong>, ma ci si augura che possa avere tutto il tempo per riprendersi dall&#8217;operazione, assestare il fisico in divenire, ritrovando passione, entusiasmo, sorriso. Nel quintetto alto manca Stefano <strong>Potì </strong>che invece ha vinto il titolo juniores con <strong>Pistoia</strong>, nella sezione diciamo società non professionistiche, battendo il <strong>Casalpusterlengo</strong> del <strong>Curioni </strong>che sta facendo grandi cose e se anche gli vanno male certe finali o semifinali bisogna dire che tutti tifiamo per lui nella speranza che qualcuno gli ceda davvero un posto in serie A: i nostalgici dell&#8217;<strong>All&#8217;Onestà</strong>, della <strong>Xerox</strong>, speravano che fosse lui a rivitalizzare il progetto seconda squadra di Milano, ma la cosa si è allontanata, mentre si avvicinano altre possibilità tipo quella di <strong>Pavia,</strong> in attesa di sapere se a Soresina, dove hanno una proprietà ricca e forte davvero, hanno qualcosa in mente per il campionato di A1 che dovranno giocare l&#8217;anno prossimo anche se il <strong>Cioppi</strong> in trionfo dovesse lasciarli per la sua <strong>Pesaro</strong>. Per malvagità di gente che dice di esserti amica, ma poi ti abbandona, finge d&#8217;essersi dimenticata, non siamo riusciti a salutare <strong>D&#8217;Antoni </strong>che girava sul <strong>Sile </strong>sulla barchetta <strong>Benetton </strong>nei giorni del Camp dove molti sono tornati in ginocchio dopo aver negato di conoscere Buzzavo, la Benetton , la Verde Sport. Pazienza, lo raggiungeremo via posta elettronica, alla faccia di questi malmostosi che poi hanno sempre una scusa pronta.<br />
La stessa che ci obbliga alla solitudine senese. A ripazienza. <strong>Dunque la</strong> <strong>finale scudetto</strong>. <strong>Perché Siena favorita? </strong>Perché è la più forte tecnicamente, mentalmente, perché ha un sistema di gioco che permette di rimediare con la difesa quando l&#8217;attacco, magari, batte in testa. E&#8217; successo dopo l&#8217;incidente di <strong>Lavrinovic,</strong> lo si è visto con <strong>McIntyre </strong>non sempre in tiro, lo si capisce quando <strong>Kaukenas</strong> va a sbattere per ansia da canestro inventato e non costruito. Beh, anche Milano ha fatto la sua strada risolvendo bene il problema della difesa? Tutta un&#8217;altra cosa, perché contro Siena la zona classica , a fronte pari o dispari come squittiscono al lavatoio, non paga dividendi, perché serviranno mastini in ogni angolo e se avessero sfruttato meglio <strong>Sangarè</strong>, invece di avvilirlo, forse avrebbero anche avuto l&#8217;uomo per la marcatura giusta al fronte. Comunque è vero, <strong>l&#8217;Armani </strong>in difesa ha buone armi, ma non ci sembrano ancora sufficienti come dice Messina: la differenza fra una grande d&#8217;Europa e una delle 16 d&#8217;Europa. E&#8217; pazzo chi pensa che Milano potrebbe sfondare al centro? Non tanto, ma il problema, visto l&#8217;ultimo <strong>Price,</strong> valutando il <strong>Vitali</strong> anemico dell&#8217;ultimo serie, sarà quello di far arrivare la palla ai centri, meglio Mo <strong>Taylor </strong>di un Marconato che comunque avanza deciso verso il cuore di <strong>Recalcati,</strong> magari anche soltanto per 5 minuti azzurri, ma se fra i due s&#8217;infilasse pure <strong>Rocca</strong> si potrebbe dire che il povero <strong>Eze </strong>avrebbe le mani piene e sarebbe in vera difficoltà come è capitato in eurolega contro chi aveva più di un centro. La fortuna ha aiutato Bucchi a scegliere il meglio, adesso deve solo capire se <strong>Hall e Katelinas</strong> hanno la testa e le braccia per far stancare <strong>Stonerook. </strong>Dite tutti Siena favorita e poi sembra che siano i campioni a doversi preoccupare? Avete capito male. <strong>Siena è strafavorita</strong>, ma se devi pensare ad un risultato diverso dal quattro a zero allora hai necessità di cercare soluzioni sul tavolo bisunto del tuo bar, con la presunzione di poter dire cose che nel pensatoio Armani si saranno ripetuti mille ed una volta.<br />
<strong>Vaticini al latte di giugno</strong>:<br />
<strong>10 a  Corbani</strong>, allenatore giovanili Benetton, per aver vinto lo spareggio con il Montepaschi alla terza sfida nelle finali juniores. Lui, l&#8217;allenatore di Siena, il Giordano Consolini che non deve accettare nessun incarico pericoloso e futuribile, quelli che a Salsomaggiore hanno lavorato per il bene comune, il Francesco Aniello che ha mandato comunicati completi, competenti, insomma questo mondo merita e meritava la massima visibilità. Dieci a tutti.<br />
<strong>9 al Pino Sacripanti</strong> perché non siamo stupiti che abbia divorziato da Pesaro, ma siamo addirittura sbalorditi dalla dichiarazione dei dirigenti che per spiegare la separazione hanno detto che il compenso richiesto era fuori dal loro budget. Piccoli Mou crescono.<br />
<strong>8 a Recalcati e Meneghin</strong> che si sono accordati per andare avanti in un momento in cui non potevano esserci altre soluzioni, sapendo che il domani è senza certezze sia se andremo agli Europei e, soprattutto, se li dovremo guardare dalla spiaggia.<br />
<strong>7 al Baiesi</strong> che ha lasciato <strong>Biella </strong>perché vuol tornare ad una vita normale dopo le tante sfide vinte con l&#8217;Angelico, con Atripaldi, con Savio, con Forni, con tutti quelli che hanno contribuito alla stagione del cacao meravigliao. Diciamo sette per dire settemila.<br />
<strong>6 ad Andrea Niccolai</strong> che ha trovato un posto nella selezione Giba, che ha partecipato con l&#8217;entusiasmo che manca a molti dei ragazzi di oggi. Come dice Saturnino, come dicono <strong>Sconochini e Boni</strong>, perché mettere fuori chi ha 40 anni e andare dietro a ventenni che in palestra non ci vorrebbero mai andare come dimostrano le troppe estati dove i nostri virgulti hanno trascurato di cercare un difetto nella loro disastrosa cartelletta tecnica. Questa gente, se avesse dei sostegni giusti, dice il Ponzoni anima della nazionale over 45 che andrà a al mondiale di Praga, potrebbe ancora insegnare una strada.<br />
<strong>5 all&#8217;associazione arbitri</strong> che per le finali juniores doveva mandare in campo tre direttori di gara, tanto per abituare i ragazzi a capire meglio, tanto per fare chiarezza su certi tabellini dove i tiri liberi sono una esagerazione, proprio come i tiri da 3 della finalissima Siena- Treviso. Aggiungere ed abolire, questo farebbe un settore tecnico attivo che non vive di crocette.<br />
<strong>4 alla Lottomatica Roma</strong> che deve fare chiarezza subito adesso che circolano voci sull&#8217;ingaggio di un Blatt e sulla scelta di Lardo al posto di Gentile. Partire con qualche dubbio sarebbe peggio che partire con un&#8217; altra squadra sbagliata.<br />
<strong>3 a Mike D&#8217;Antoni</strong> perchè non ha avuto un minimo di comprensione davanti a domande da sacrestia, perché non ci ha detto davvero a qual distanza stanno il fisico del ragazzo Gallinari e la testa del cinquantenne Danilo.<br />
<strong>2 all&#8217;arbitro Paternicò</strong> perché dovevamo ancora dare un voto per quella chiamata sulla rimessa di Moss, per quei 5 secondi che erano 4 al massimo, per una decisione che ha cambiato la storia di una serie e forse di una stagione. Conoscendo il personaggio e avendolo visto allegro sul campo pochi giorni dopo diciamo che ha superato l&#8217;angoscia. Lui. Soltanto lui dicono a Teramo dove pure guardano in cagnesco il Moss prenotato da Siena.<br />
<strong>1 a Marcello Lippi</strong> perché con la sua Italia due ha cercato di farci morire d&#8217;invidia pensando all&#8217;Italia tre presentata nell&#8217;amichevole di Bologna. Anche il calcio è prigioniero dei troppi stranieri, ma gli italiani crescono dove possono giocare e servire. Voi pensate che Lechthaler abbia fatto più progressi quest&#8217;anno a Siena o l&#8217;anno scorso a Montegranaro.<br />
<strong>0 al capestro Sky</strong> per gli orari della finale, per questa battaglia impari con altre televisioni che ti propongono basket in vacca. Siamo avviliti e sfiniti. Ma lorsignori frega un tubo. Se insistete vi mandiamo in campo l&#8217; espontaneo di <strong>Barcellona </strong>che ha inseguito <strong>Federer </strong>mentre faceva il suo garrulo capolavoro parigino.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=>" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/06/08/volete-capirlo-o-no-che-siena-e-strafavorita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
