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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Rieti</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Americani vecchi e nuovi, anche troppi nei canestri della seconda domenica di A</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 22:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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Il campionato odora ancora di vernice fresca, e mettersi a dare giudizi (come fanno al New York Post, dove giÃ  si sentenzia che Gallinari Ã¨ in crisi) pare sbagliato, piÃ¹ che prematuro. PerÃ², le sensazioni esistono, e tanto vale parlarne, a partire dal retrogusto dâ€™antan di certe scelte di mercato: da tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/32591938@N06/3153709178/"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3128/3153709178_2bea6c5415.jpg" alt="" width="145" height="214" /></strong></em></a>Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â  <strong><em>di FRANCESCO SARTI</em></strong></span></p>
<p><strong>Il campionato odora ancora di vernice fresca, e mettersi a dare giudizi (come fanno al New York Post, dove giÃ  si sentenzia che Gallinari</strong> <strong>Ã¨ in crisi)</strong> pare sbagliato, piÃ¹ che prematuro. PerÃ², le sensazioni esistono, e tanto vale parlarne, a partire dal retrogusto dâ€™antan di certe scelte di mercato: da tempo non spendevamo cosÃ¬ tanta fiducia sui reduci dellâ€™Nba, piÃ¹ o meno onusti di serio praticantato. Per esempio, <strong>Biella si Ã¨ affidata al veterano Fred</strong> <strong>Jones,</strong> una vita a correre e schiacciare negli States, prima di essere chiamato dal <strong>team di Bechi</strong>. Ripagandolo, nellâ€™esordio casalingo <strong>contro la Virtus</strong>, con le mani ferme dalla lunetta nei minuti decisivi (per contro,<strong> Scoonie Penn</strong>, che lâ€™America lâ€™ha vista poco ma lâ€™Europa tanto, continua a sparacchiare un poâ€™ troppo, anche per un contratto a gettone). Poi, <strong>ci sarebbe Ferrara</strong>, che ha tentato di redimere <strong>Luke Jackson</strong>, scartato dai pro perchÃ© non abbastanza sfavillante, ma non esattamente uno sprovveduto, come appurato nella prima giornata. Pazienza che poi, alla prova del nove milanese, non si sia ripetuto, <strong>lasciando il palco al collega Grundy</strong>: piuttosto, ci chiediamo se allâ€™Armani, vittoria a parte, preferiscano il Finley che segna da solo, neanche fosse una guardia, o <strong>il play che fa il boia e</strong> <strong>lâ€™impiccato</strong>. Certo, visto <strong>il Bulleri trevigiano</strong> dellâ€™altrâ€™anno, viene da chiedersi se non fosse piÃ¹ opportuno sperimentarlo in quintetto<span id="more-1277"></span>, <strong>con Mordente cambio dei piccoli</strong>. Ma sono preferenze, come per <strong>Mancinelli</strong>, che non ci pare uno specialista da panchina ma un titolare da accendere subito. Invece, tornando al tema nostalgia, non si puÃ² dimenticare <strong>lo strano caso di Napoli</strong>, che una volta si chiamava <strong>Rieti</strong> ma non aveva cosÃ¬ tanti amici su Facebook, come testimonia la relativa pagina di Gaetano Papalia. Non essendo iscritti alla lista delle sue figurine, non abbiamo letto in diretta <strong>dellâ€™arrivo di</strong> <strong>Damon Jones</strong>, giÃ  salutato nuovo salvatore della patria, nella speranza che sia ancora quello degli Heat, <strong>e non faccia la figura del Ciuchino</strong>, come lo chiamava <strong>Shaquille </strong>ispirandosi a <strong>Shrek</strong>. Difficile dire se lui e <strong>Gabini </strong>risolleveranno la baracca, ma nel caso, spiacenti per <strong>Marcelletti,</strong> ci vorrÃ  non poco tempo, visti gli agghiaccianti risultati iniziali: <strong>prima il trentello</strong> (abbondante) <strong>a Siena, poi il ventello</strong> (abbondante) in casa <strong>con Avellino</strong>. Dove <strong>Akyol,</strong> di cui al debutto giÃ  si scrivevano meraviglie, ha preferito il basso profilo, ed emerge unâ€™inconsueta, ma efficace, front line polacca. Chi invece ama la <strong>mitragliatrice</strong> si rilegga i report da Treviso, in cui <strong>Neal e Jaaber</strong> si sono sfidati a fionda, con non poco compiacimento reciproco. Intriganti interrogativi: se il primo saprÃ  essere leader, al cospetto di tanti compagni nuovi e giovani, e se il secondo non nasconda, con le sue prime performance, dei problemi offensivi altrove. Nel dubbio, <strong>Gentile ha preferito farsi espellere dopo otto minuti, cosÃ¬ da perdersi la prima vincente del figlio contro di lui</strong>. In panchina Ã¨ rimasto invece <strong>Capobianco</strong>, che nellâ€™altro anticipo del sabato <strong>ha sgonfiato gli entusiasmi varesini,</strong> orfani della prestazione-monstre di <strong>Ron Slay</strong> contro Milano, e dotati, come temuto, di sua <strong>stanca controfigura.</strong> <strong>Idem Childress</strong>, ma non stiamo a speculare. Piuttosto, siamo lieti che nella mischia, <strong>sponda Teramo</strong>, sia finito il <strong>giovane Polonara</strong>, classe 1991, e che a <strong>Biella,</strong> per rimanere in tema, abbia messo due liberi <strong>Chessa</strong>, classe 1988. Poi, ci sarebbe da parlare di <strong>Montegranaro,</strong> che ha scoperto la verve realizzatrice di <strong>Robert Hite,</strong> uno che pure Ã¨ stato respinto dallâ€™Nba, a dispetto di una<strong> Caserta</strong> tosta, <strong>Sacripanti-style</strong>, in cui anche <strong>Di Bella</strong> recita da protagonista. E magari potremmo accennare al supplementare lombardo, dove <strong>CantÃ¹ ha espugnato lâ€™entusiasta Cremona</strong> mettendo le chiavi dellâ€™attacco nelle mani dellâ€™atteso <strong>Jeffers </strong>(pessimo contro Treviso) e del solido <strong>Mazzarino. </strong>E&#8217; buona solo per i titoli di coda, infine, la <strong>vittoria (quasi) sul velluto di Siena</strong>, che <strong>a Pesaro</strong> ha ritrovato <strong>McIntyre,</strong> e ci ha lasciato nel dubbio se sia piÃ¹ inconcepibile, almeno per i trend italici, che dalla panchina si alzi <strong>Zisis o Lavrinovic</strong>. In ogni caso, i risultati non cambiano, e la noia neppure. Anche se <strong>Minucci,</strong> gli americani<strong>, Ã¨ solito pescarli al di qua dellâ€™Oceano</strong>.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=ý" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Il declino delle bolognesi, dalle Stelle alle Stalle, ricordando Michael Jackson&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di LEONARDO IANNACCI
Spesso la notte porta consiglio. Qualche volta anche bruttissime notizie, come quella della morte a soli 50 anni di Michael Jackson, tormentoso e tormentato divo del pop stroncato da un infarto a Los Angeles. L&#8217;uomo che volle farsi zombie per stupire e alla fine per morire se ne Ã¨ andato cosÃ¬, troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><em><strong><a href="hhttp://www.flickr.com/photos/artwerk/3674744581/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2437/3674744581_af5bbc1fe6.jpg?v=0" alt="" width="153" height="180" /></a> </strong></em></span><strong><em>di LEONARDO IANNACCI</em></strong></p>
<p><strong>Spesso la notte porta consiglio. Qualche volta anche bruttissime notizie, come quella della morte a soli</strong> <strong>50 anni di Michael Jackson</strong>, tormentoso e tormentato divo del pop stroncato da un infarto a <strong>Los Angeles</strong>. L&#8217;uomo che volle farsi zombie per stupire e alla fine per morire se ne Ã¨ andato cosÃ¬, troppo giovane per spiegarci le sue debolezze intrise in un talento musicale raro. <strong>Il dramma si Ã¨ consumato in California</strong>, a pochi chilometri dallo <strong>Staple Center dei Lakers</strong>, nelle ore in cui nel piccolo mondo antico dei canestri di Bologna, <strong>Claudio</strong> <strong>Sabatini,</strong> annunciava la rottura delle trattative per<strong> la vendita della</strong> <strong>Virtus.</strong> E nel giorno in cui, dopo un turbinio di notizie sconsolanti per la <strong>Fortitudo</strong>, alcuni manager di ex allenatori e giocatori annunciavano che <strong>il club dell&#8217;Aquila non aveva ancora adempiuto a pagamenti arretrati</strong>. Una figuraccia secolare per la societÃ  <strong>dell&#8217;Emiro Giorgio</strong> <strong>Seragnoli</strong> che negli anni &#8216;90Â aveva virilmente infilato dieci finali scudetto e vinto due scudetti, diventando l&#8217;alter-ego nobile della Virtus. Direte voi, ma che c&#8217;azzecca <strong>Michael Jackson </strong>con <strong>le</strong> due squadre di basket bolognese? Poco, forse, se non il fatto che questo genio della musica ha incarnato la quintessenza di una triste decadenza, artistica e umana: dalle 110 milioni di copie vendute di <strong>&#8220;Thriller&#8221;,</strong> <span id="more-1122"></span>il suo album piÃ¹ famoso, Ã¨ precipitato in una crisi personale che ha fatto il paio con la sua trasformazione facciale, vittima d&#8217;innumerevoli operazioni e sbiancature della pelle. Al contempo, Virtus e Fortitudo, soltanto dieci anni fa regine del basket italiano e presenti, anno di grazia 1999, entrambe alle <strong>Final Four di Monaco di Baviera, </strong>hanno vissuto negli ultimi anni una recessione senza pari. Salvato dal fallimento, il club bianconero si sta faticosamente ritirando su anche se il suo patron vulcanico e furbissimo, Claudio Sabatini, ha annunciato ai quattro venti intenzioni di cedere la mano dopo essere stato tradito dai suoi giocatori (<strong>out nei quarti dei</strong> <strong>playoff contro la Benetton</strong>) e soprattutto dagli abbonati. Un acquirente l&#8217;aveva trovato, <strong>l&#8217;imprenditore riminese Stefano Tonelli</strong>. Ma nelle ultime ore i soldi promessi da costui non sono arrivati nelle tasche di Sabatini, che una ne pensa e cento ne fa&#8230; Anzi, tra i portici bolognesi circolava pure la barzelletta che con i soldi della cessione della Virtus <strong>avrebbe acquistato la Fortitudo</strong>! Ma va lÃ . Un giorno vi racconteremo anche una curiosa storiella su questo strano rapporto tra Sabatini e il club dell&#8217;Aquila, ma intanto il VulcanoÂ ha fatto marcia indietro e presentato<strong> il nuovo allenatore Lino Lardo</strong>. Sull&#8217;altra sponda, <strong>Gilberto Sacrati, </strong>dopo aver speso parole e promesse per la realizzazione del <strong>Parco delle Stelle,</strong> ha portato il club dell&#8217;Aquila a una vergognosa retrocessione. Ora, soltanto una rinuncia della <strong>povera Rieti</strong>, che non ha soldi neppure per un cappuccino, potrebbe portare a un clamoroso, ma altrettanto vergognoso, ripescaggio.<br />
<strong>Mala tempora currunt</strong>, dicevano quelli che avevano studiato. Chi ricorda <strong>le magie di Danilovic e Myers</strong>, il palasport di <strong>Casalecchio di</strong> <strong>Reno</strong> pieno per le incendiarie finali-derby del 1998, le sfide incredibili che queste due squadre avevano portato <strong>all&#8217;Europa dei canestri</strong> negli anni in cui le radio di tutto il mondo mandavano <strong>gli hit del grande Michael</strong>, non puÃ² che arrendersi all&#8217;evidenza. La chirurgia plastica ha fatto malino alla Virtus e malissimo alla Fortitudo. <strong>Dalle Stelle alle Stalle</strong>, il passo Ã¨ stato troppo breve. E si Ã¨ trasformato in un angosciante <strong>Thriller.</strong></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=b" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar con gli occhi del geco&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 14:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Â OSCAR ELENI Â dall&#8217;universitÃ  svedese di Lund dove stanno studiando le maraviglie del Geco, l&#8217;unico animale che in estate vorresti sempre sul muro di casa tua, perchÃ© lui vede tutto, vede anche dietro la testa, non dÃ  speranza alle zanzare e , se lo fai arrabbiare, ti assale e quindi andrebbe bene anche in certe sale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Â <a href="http://www.flickr.com/photos/esteve1/2567679817/"><span class="flickr-image"><strong><em><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3097/2567679817_76e52caf4e.jpg?v=0" alt="" width="237" height="206" /></em></strong></span></a><span class="flickr-image"><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> Â <strong>dall&#8217;universitÃ  svedese di</strong> <strong>Lund dove stanno studiando le</strong> <strong>maraviglie del</strong> <strong>Geco</strong>, l&#8217;unico animale che in estate vorresti sempre sul muro di casa tua, perchÃ© lui vede tutto, vede anche dietro la testa, non dÃ  speranza alle zanzare e , se lo fai arrabbiare, ti assale e quindi andrebbe bene anche in certe sale stampa dove gli allenatori straparlano, spingono piÃ¹ in lÃ  colpe che sono soltanto loro, dei giocatori e della societÃ . </span><strong>Viva il geco che saltava per la banda di Ocean</strong>, viva questo animaletto di origini preistoriche che non se la prende se qualcuno scambia le amichevoli per vere partite di campionato come Ã¨ accaduto a Milano, se chi non ha piÃ¹ niente da dire per salvarsi scopre che<strong> &#8220;tutto Ã¨</strong> <strong>strano&#8221;,</strong> che bisogna assolutamente fare ricorso, se chi ha vissuto una stagione grama, con giocatori in fuga tenuti insieme da un grande allenatore come Ã¨ avvenuto <strong>a Rieti</strong>, ci piange sopra e giura di voler iscrivere la squadra al prossimo campionato sapendo che davanti alla sua porta c&#8217;Ã¨ giÃ  una lunga fila di acquirenti, una colonna berciante che, invece, manca davanti agli uffici della<strong> Lega</strong> dove si prova quasi vergogna a rendere bello chiaro e pubblico il calendario dei play off con la minestra da scaldare per le ventuno, scaricando cosÃ¬ su <strong>Sky</strong> anche le ultime colpe adesso che i puffi dell&#8217;iperbole si morsicano fra loro sapendo che del domani non puÃ² esserci certezza se a governare, grazie al <strong>Franco Lauro</strong> smanioso, tornerÃ  ad essere la Rai bicamerale, quella del campo lungo e dalla grafica informativa, se possibile, anche peggiore e piÃ¹ difficile da leggere di quella dei ragazzi che erano in un cielo tranquillo e adesso sono una ellisse vagante fino allo sballo del 2012, dove ci aspettano gli atzechi che giÃ  sapevano di una eventuale fine del mondo. SarÃ  per questo che <strong>Pianigiani continua a voler vincere ogni maledetta domenica</strong> e nei giorni comandati per il basket che da questa settimana ha deciso di giocare quasi tutti i giorni. Lui vuole ogni tipo di record cantabile dagli statistici, per cui quando il mondo tornerÃ  a vivere, dopo la collisione cosmica, si troveranno <strong>una stele in piazza del Campo</strong> con il record di vittorie sopra il 90 per cento. Finale atroce, dice qualcuno, perchÃ© <strong>a Roma</strong> i giocatori di <strong>CantÃ¹</strong> sono stati inseguiti dai loro tifosi, perchÃ© <strong>a</strong> <strong>Teramo</strong> la disperazione <strong>Fortitudo</strong> ha scatenato la rabbia di chi <span id="more-961"></span>si accontentava anche di una pena minima per giocatori giÃ  processati in curva, per una societÃ  giÃ  fotografata nel parco delle stelle. Certo le cose sono andate malamente, il <strong>blocco illegale di Brown</strong> che manda fuori posto <strong>la spalla di Gordon</strong> dopo 22&#8243;, o <strong>Cerebuch</strong> che vedi i nanosecondi come Ã¨ sfuggito il colpo?, i tiri sulle sirene, ma anche le troyadas variadas in un gruppo dove hanno continuato a credere che <strong>Huertas </strong>potesse davvero guidare un attacco, dove si Ã¨ preferito, troppe volte,<strong> Cittadini a Fu</strong>cka, dove non hanno lavorato abbastanza sull&#8217;ego del <strong>Mancinelli </strong>che anche a<strong> Teramo</strong> ha voluto fare il tiro da tre che Ã¨ diventato condanna, dove hanno creduto a tutte le promesse che arrivavano persino da americani in fuga che, come hanno confessato poi, facevano banda e se ne sbattevano delle lacrime di chi oggi piange in A1 la perdita di una grande societÃ  come quella che si erano inventati<strong> Tesini,</strong> <strong>Lamberti e Parisini</strong>, come quella che <strong>Giorgio Seragnoli</strong> ha portato alla gloria nazionale ed europea.</p>
<p>Caro Geco aiutaci tu a sopportare <strong>le feste di Pesaro</strong> perchÃ© una stagione cosÃ¬ balorda, mettiamoci pure infortuni gravi, Ã¨ nata soltanto dalla cattiva coscienza di giocatori che si guardavano in cagnesco e non avevano nessun rispetto per un allenatore alla <strong>Pino Sacripanti</strong> che ti dÃ  tutto e in cambio non vuole neppure essere ringraziato. Fino a giugno tutte le sere insieme mandando a quel paese chi sputa a <strong>Bonamico</strong>, come Ã¨ successo a Scafati, mandando un telegramma di adesione a <strong>Claudio Sabatini</strong> quando dice &#8221; siamo un gruppo di fasulli&#8221; riferendosi alla <strong>Virtus</strong> che, come ogni stagione, a fine campionato, perde conoscenza di se stessa, della sua storia, nella speranza che siano sempre gli altri a salvarla come ha tentato di fare <strong>Cazzo</strong>la scatenando la rivolta di chi sapeva e di chi sa che tipo di Virtus Ã¨ passata da <strong>Porelli a Gualandi</strong> e poi al candidato sindaco, di chi conosceva il patrimonio ideale e non soltanto immobiliare delle vere Vu nere. A proposito di politica siamo sbalorditi sapendo che <strong>Magnifico </strong>giocherÃ  nel Pdl contro Giorgio Giommi, la voce Vuelle, schierato col PD. E&#8217; tempo di nespole politiche, ci giocano in tanti, peccato che nessuno abbia peso per aiutare il basket a scegliere bene il suo partner televisivo adesso che in Rai potrebbe essere messo da parte il De Luca che era amico sincero, anche se non gli permettevano di dimostrarlo sempre. Dicono che il nuovo sia un altro De legato altri Fidipu. Vigilate gente.</p>
<p>Prima del pagellarrium finale voci dal sen fuggite in base alla classifica: Siena Ã¨ furente perchÃ© ancora non sa come organizzare la squadra del futuro attacco europeo, ma appare certo che si rinforzerÃ  nei lunghi e quindi punterÃ  su italiani da centro campo. Roma ha visto tutte le carte che puÃ² giocarsi Gentile, forse farebbe bene a confermarlo, ma prima deve avere garanzie che gli faranno una squadra equilibrata e forte dove Siena Ã¨ forte. Teramo in festa, allenatore dell&#8217;anno, americano Moss che ora vogliono tutti, si tratta soltanto di ragionare adesso che per Poeta si sveneranno da Milano in giÃ¹. Treviso Ã¨ squadra strana perchÃ© reagisce sempre quando diventa quasi sicuro che Mahmuti non sarÃ  l&#8217;allenatore dell&#8217;anno prossimo visto che sono stati allertati Vujosevic e Perasovic e forse anche Repesa.Virtus Bologna con il mal di denti, giÃ  separata in casa da un allenatore che vorrebbe sostituire con Valli o, cosa forse piÃ¹ logica, con Lino Lardo altro allenatore da premio, ma lo era anche Bonicciolli prima di smarrire il bigino per salvarsi dalla creativitÃ  e dalla passione smisurata di chi crede di poter sempre spiegare come funzionano le cose nello sport e in questo gioco. Su Milano una nube tossica permanente che dovrebbe essere liberata con alcune variazioni sullo spartito del primo anno vero della firma Armani. Si annuncia Crippa come manager in arrivo da Mosca e allora perchÃ© non credere anche in un Messina di ritorno? Basta colori tenui, meglio quelli forti. Da collezione primavera-estate. Biella tutto bene, Bechi da confermare, americani da sostituire meglio, spogliatoi da riverniciare e allargare perchÃ© il palazzo nuovo Ã¨ meraviglioso, ma carente dove fumano le docce. Pesaro davanti al dilemma: chi resta e con chi. Come sempre. Il play off ha rimandato al largo i mosconi, ma durerÃ  poco. Nel sottoscala senza playoff sicura la partenza da Caserta del Frates, insultato dal primo all&#8217;ultimo minuto nelle ultime partite, dell&#8217;allenatore che forse tornerÃ  a Reggio Emilia dove ancora si chiedono chi Ã¨ il genio che ha cacciato Marcelletti via telefono. Certa la fuga di Markovski da Avellino con destinazione probabile Venezia, anche se un uccellino federale ha spiegato che il Meneghin prigioniero della riconoscenza ottica, non potendo garantire un rinnovo di contratto a Recalcati, perchÃ© poi sarebbe imbarazzante spiegare la mossa in caso di eliminazione europea, di limbo internazionale, ha forse trovato una via d&#8217;uscita con il part-time, liberando quindi l&#8217;allenatore per eventuali agganci e Venezia potrebbe pure pensarci. L&#8217;agente Ã¨ giÃ  in movimento. Difficile capire quanto Ã¨ successo a Montegranaro, speriamo che Finelli si riprenda, speriamo che non vengano fuori altri maghi con giocatori fasulli da mettere in vetrina. Chi si prende la Fortitudo? Repesa lo farebbe in A2? Lo farebbe con Savic? Ma ci sarÃ  ancora una Fortitudo se non troverÃ  la finestra per rientrare in A1? Bella scommessa. A Udine tutti in piedi per ringraziare la famiglia Snaidero, ma forse era meglio farlo prima, dai giorni in cui una bella squadra venne smantellata per gelosia.</p>
<p><strong>Pagelle al pistacchio:</strong></p>
<p><strong>10Â a CAPOBIANCO</strong> allenatore di Teramo, allenatore dell&#8217;anno: non ci riferiamo soltanto al meraviglioso terzo posto, ma a quella febbre che sembra guidarlo in panchina come succede al rabdomante che va alla scoperta dell&#8217;acqua santa. Lavagne al rogo.</p>
<p><strong>9Â a Lino LARDO</strong> che meritava di poter guidare la rinascita di Milano, che merita una grande panchina, che ha fatto un capolavoro nel nome della passione di una cittÃ  come Rieti che ora dovrebbe mobilitarsi per davvero.</p>
<p><strong>8 al greco KALAMPOKIS</strong>, nuova gioia della Benetton, perchÃ© ci ha dimostrato che in certe squadre, con determinati allenatori, Ã¨ sempre l&#8217;ultimo arrivato a fare bella figura, perchÃ© non ha pregiudizi, non ha ricordi del passato, non conosce ancora bene le gerarchie interne.</p>
<p><strong>7Â a Denis MARCONATO</strong> che era davvero emozionato per il suo esordio con la maglia Armani. Certo un bel ritorno per uno che si Ã¨ goduto la vera Spagna di Barcellona e quella splendida di San Sebastiano, anche se ci ha sempre lasciato perplessi sentire il cammellone che si lamentava perchÃ© fra i baschi la pizza Ã¨ diversa da quella di Treviso. Speriamo che a Milano capisca la differenza fra il risotto e la&#8230;.</p>
<p><strong>6Â a Pino SACRIPANTI</strong> uscito bello rubicondo da una trappola dove sarebbero caduti in tanti, uscito bello come il sole anche se non era lo stesso che scaldava i cuori di certi giocatori infidi.</p>
<p><strong>5 a MARKOVSKI e FRATES</strong> che dovevano prendersi a braccetto per andarsene insieme lontano da chi li insultava, da chi non li ha mai potuto sopportare e, quindi, non gli ha mai fatti lavorare come volevano, senza nascondere che molte colpe sono anche degli allenatori testardi.</p>
<p><strong>4 alla NGC CantÃ¹</strong> che Ã¨ andata verso il suicidio sportivo senza potersi difendere perchÃ© Ã¨ facile scoprire i giocatori che hanno fretta di vacanze, sono quelli che ti dicono di essere preoccupati, sotto pressione e con un parente da operare in America, una multa stratosferica da pagare in Svizzera.</p>
<p><strong>3Â a Matteo BONICIOLLI</strong> per non aver trovato la collina del silenzio sotto San Luca, per non essersi accorto che sarebbe stato nudo molto presto, per non aver valutato che certe veritÃ  sarebbero tornare indietro per tagliargli la lingua e non soltanto quella: se avvicinarsi a Siena vuol dire perdere 5 partite in fila, allora era meglio restare distanti e magari al secondo posto.</p>
<p><strong>2Â a Zoran SAVIC</strong> che pensa di potersela cavare con il reclamo per errori arbitrali mentre la Bolgona Fortitudo ha pronto un verbale lungo come il Navile, mentre al processo contro incapacitÃ  gestionale i testimoni superano il numero degli abbonati di oggi e, purtroppo, anche quelli di domani.</p>
<p><strong>1 alla RAI</strong> che non ci puÃ² riconquistare con le sue dirette tipo la finale scudetto femminile vinta da Taranto, con la baraonda della A2, che non puÃ² farci vedere un orizzonte migliore di questa SKY permalosa, verbosa, da vedere con rigoroso spegnimento dell&#8217;audio, di questa televisione a pagamento che ammazza le notti e pensa di farti un favore. Si Ã¨ ribellata persino la Gazza degli orgasmi che non ha neppure lo spazio per il calendario play off.</p>
<p><strong>0 alla LEGA</strong> che deve battere colpi forti in questi pochi giorni prima della mattanza play off. Troppe voci fuori dal coro, troppe anomalie, troppe notturne senza senso. Il Renzi che andava cosÃ¬ bene in A2 non puÃ² essere cambiato a contatto con questi della A1 che pensano di vivere con luce propria quando, per la maggioranza, invece, sono soltanto pianeti senza sole.</p>
<p><a><span><br />
</span></a></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Á" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultimo film muto dell&#8217;Armani a Biella</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 16:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a title="Dave Bing" href="http://www.flickr.com/photos/lucafabbri/3511374420/"><span class="flickr-image"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3628/3511374420_a3482f101b.jpg?v=0" alt="" width="250" height="177" /></span></a><strong>OSCAR ELENI dalla gondola veneziana di Lance Armstrong sul Canal Grande</strong> per capire come sono fatti dentro davvero i grandi, quelli che combattono il cancro e anche gli stupidi bigotti, perchÃ© dopo la penultima giornata del campionato di basket abbiamo fatto fatica ad interpretare certe cose, dallo scatto &#8220;miracoloso&#8221; di un giocatore di Biella sulla prima palla a due, <strong>parola e verbo Sky</strong>, dalla soddisfazione di <strong>Gentile</strong> che ha scoperto di avere una squadra, quella di <strong>Roma</strong>, con grande carattere, al compiacimento di <strong>Cesare Pancotto</strong> che nell&#8217;intervallo, ma soltanto nell&#8217;intervallo della partita con <strong>Caserta</strong>, ha fatto capire ai suoi eroi che avrebbero dovuto combattere fino alla fine.<br />
Non ci stiamo piÃ¹ con la testa e non riusciamo a dare un peso giusto alle parole, ma questo dipende soltanto dal nostro pregiudizio, come capita ai vecchi, non a tutti, certo, come saprete registrando le voci che arrivano dall&#8217;alto, da molto in alto, quando scoprono che non Ã¨ piÃ¹ un paese, uno sport, fatto per loro. <strong>Difficile interpretare l&#8217;ottimismo</strong> di <strong>Boniciolli per la Virtus da play</strong><strong>off</strong>, ma perlomeno questa volta evita di ragionare a voce alta, la cosa piÃ¹ pericolosa in posti dove le societÃ  non arginano, ma incendiano, dove se dici certe veritÃ  evidenti scopri subito che c&#8217;Ã¨ la coda dei delatori per far andare fuori di testa chi la testa non la tiene proprio in considerazione.<br />
Impossibile decrittare <strong>il messaggio di Livio Proli</strong> quando parla di <strong>un&#8217;Armani scoppiata mentalmente</strong>, di un gruppo che ha bisogno della scossa playoff, perchÃ© <strong>a Roma e Biella abbiamo visto il seguito di un</strong> <strong>film muto</strong> giÃ  andato sugli schermi: le squadre che si fidano troppo della difesa a zona, che pregano di avere sempre alte percentuali da tre non sono sotto stress, nÃ© fisico, nÃ© mentale, perchÃ© aspettano che siano gli altri a sbagliare come vi direbbe anche il <strong>Marconato</strong> Sutherland appena <strong>arrivato da San Sebastiano</strong> per dare una mano, meglio due direbbe <strong>il sciur Gamba</strong>. SarÃ  per questo che <strong>l&#8217;Olimpia</strong> non emoziona <span id="more-941"></span>anche se, ne siamo sicuri, potrebbe essere la seconda squadra a battere <strong>Siena</strong> in questa stagione perchÃ© al <strong>Forum</strong> i campioni non saranno davvero affamati, poi lo sanno tutti che una <strong>Milano </strong>in buona posizione playoff alimenterÃ  rotative che non si muovono spesso per il basket a meno che ci sia uno scandalo, a meno che in America non diventino sindaci ex grandi di questo sport come<strong> Dave Bing</strong> che ora guiderÃ  <strong>Detroit </strong>negli anni della grande crisi. Milano, va ricordato, ha rischiato di vedere in finale europea due squadre che aveva battuto: <strong>Cska e</strong> <strong>Olimpiakos.</strong> Vi sembra poco? Inutile mettersi a discutere per l&#8217;ennesimo finale controverso, in questo caso quello di <strong>Rieti</strong> dove <strong>Ferrara</strong> ha vinto su un secondo che forse Ã¨ stato regalato: certo cronometri(sti?) sono di merda, ma le difese, vogliamo parlarne, sia ricordando <strong>Fortitudo-Montegranaro</strong>, sia pensandod al derby, sia guardando le fotografie di questo epilogo che rende imbarazzante il finale del campionato anche in coda come scopriremo domenica.<br />
Eh sÃ¬, <strong>Rieti andrÃ  ad Udine dove la Snaidero</strong> <strong>Ã¨ come sparita</strong>, gente che non vede l&#8217;ora di fare le valige, anche adesso che sembra uscita allo scoperto la cordata di salute pubblica nel nome della friulanitÃ . Se vince la <strong>Solsonica</strong>, considerando che difficilmente <strong>la Fortitudo</strong> potrÃ  farcela contro <strong>Teramo</strong> che si vuole tenere ben stretto il terzo posto, avremo la squadra di Rieti ancora in serie A per differenza canestri con le aquile abbandonate. In quelle due partite nessuno aveva compreso che ci si doveva battere fino in fondo? Voi capite come stanno le cose e questi ci sparano cannonate di aria fritta in un dialogo che comprende tanti sordi come potrebbe giurare il viandante passato in una tabaccheria di Bologna, vicino al PalaDozza, proprio un&#8217;ora prima della sfida salvezza. Che tipo di dialogo?<br />
Lui, con le mani in tasca e una piccola bara blu come portafortuna, per non parlare del vicino di posto che si era scelto, lo racconta cosÃ¬:<br />
Cliente (una bella signora, arzilla e disinformata): &#8220;Come mai tanta confusione?&#8221;. Tabaccaio: &#8220;C&#8217;Ã¨ la partita di basket, la Fortitudo contro Caserta&#8221;. C: &#8220;Ah, Caserta, bellissima terra, poi la reggia, la nostra Versailles&#8230;&#8221;. T: &#8220;Si, sÃ¬, sono i nostri avversari&#8230;&#8221;. Deve andare piÃ¹ meno cosÃ¬ in tante sale stampa, in molti spogliatoi. La veritÃ  va nascosta, gattini amorosi che sanno come utilizzare l&#8217;ultima terra.<br />
<strong>Volete sapere come potrebbe andare a finire domenica?<br />
1. Siena</strong> e qui ci prendono tutti, <strong>2. Roma</strong>, ma <strong>Gentile </strong>non ci venga a dire che avrebbe firmato, nel dopo <strong>Repesa</strong>, per un risultato del genere perchÃ© gli avversari della corsa li conosciamo tutti e lui prima degli altri perchÃ© con Gelsomino aveva fatto dei piani a lunga scadenza, <strong>3. Teramo</strong> e via con il premio per l&#8217;allenatore dell&#8217;anno a <strong>Capobianco</strong>, <strong>4. Virtus Bologna</strong> che sarÃ  anche l&#8217;unica ad aver vinto in Europa, ma qui da noi s&#8217;inceppa troppo spesso fra un viaggio e l&#8217;altro dei suoi maghetti, <strong>5. Milano</strong> perchÃ© sarebbe un bene per tutti se a battere i campioni, i grandi favoriti, fosse anche una squadra ricca, con ambizioni che assomigliano a certi vestiti di scena, perchÃ© ci sarebbe da ridere e piangere se alla fine di ternta partite l&#8217;unica ad avere lo scalpo del Montepaschi fosse la Fortitudo fortemente indiziata per la retrocessione, <strong>6. Treviso</strong> anche se, fossimo la Virtus, questa Virtus del dopo coppa con allenatore alla gogna, squadra non proprio compatta, andremmo cauti, <strong>7. Biella</strong> che si merita ogni elogio per come ha rimontato, per come ha sviluppato il progetto palazzo, squadra, per come ha sopportato i tipi alla Gaines, <strong>8. Scavolini</strong> a patto che vengano disinnescati in due giorni quelli che giocano apertamente contro.<br />
<strong>La retrocessione?</strong> La Fortitudo dipende da Udine, ma tutti sappiamo che al Carnera sarÃ  una sfida fra reduci, fra gente che Ã¨ rimasta soltanto perchÃ© non sapeva dove andare, da una parte e anche dall&#8217;altra, perchÃ© i primi a perdere pezzi lungo la strada sono stati quelli di Rieti che ora, perÃ², hanno la possibilitÃ  della salvezza, anche se tutti sanno che il difficile verrÃ  dopo e l&#8217;idea comune Ã¨ che questa serie A conquistata sul campo possa essere venduta per ripianare. Siamo male informati? Vi abbiamo detto che questo non Ã¨ un paese per orecchie di anziani borbottanti e bavosi.<br />
<strong>Chiusura senza pagelle</strong>, quelle le daremo lunedÃ¬ tenendo aperto il negozio dove il fine campionato impone almeno barba e capelli per i piccoli indiani che nell&#8217;isola s&#8217;inseguiranno fino a quando ne resterÃ  uno soltanto.<br />
<strong>Post scriptum</strong>: l&#8217;allenatore di San Antonio, mister Pi, avante del buon vino, era a Biella per vedere cosa vale davvero questo Gist, ma non era stato informato che gli arbitri angosciati non avrebbero fatto favori a nessuno, quindi neppure al gommolo di<strong> Bechi</strong> che si Ã¨ trovato il cioccolato soltanto alla fine.<br />
<strong>Secondo p.s.:</strong> l&#8217;Uleb ha scoperto, dopo indagine interna, non certo su testimonianza degli inviati impegnati con la santa statistica, che nelle finali di Berlino, quelle che per moltissimi sono state migliori di molte partite Nba, con travaso di bile rosa scarlatto tendente al giallo, i tifosi greci si sono comunque comportati male e questo in aggiunta alle sconcezze dei play off col laser, con la baraonda a bordo campo, con gli arbitri confusi, tanto per non dare altri argomenti alla magistratura che da Reggio Calabria ha spedito fiale al veleno per un basket che pensa di cavarsela col silenzio nella speranza che tutto diventi erba nello stato prato di calciopoli. Si prevedono sanzioni. SarÃ  vero?<br />
<strong>Terzo p.s.:</strong> Silenzio di tomba, sembra di essere davvero di essere nel cimitero degli arbitri come testimonierebbe il veterano Sidoli ricordando che anche in passato pretendevano genuflessioni in cambio di promozioni, sulla vicenda direttori di gara italiani, i migliori d&#8217;Europa vi avranno urlato i telecronisti della rete per non vedenti e non pensanti, ignorati e quindi non scelti per le finali di Berlino dove non avevamo squadre nostre. Nessuno che abbia chiesto una spiegazione, eppure Rigas, Bianchini, il sindacato arbitri, avranno pure qualche cosa da dire che vada al di lÃ  della cresima di un parente, nel caso di Elettrino Facchini.</p>
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		<title>Pasqua di resurrezione per pochissimi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 15:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/sparkytheneoncat/2973713754/"><img class="alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="vulcano la cumbre" src="http://farm4.static.flickr.com/3193/2973713754_d5a6d7a5ff.jpg?v=0" alt="" width="200" height="140" /></a></span><strong>OSCAR ELENI costretto a seguire Conopo</strong>, la stella piÃ¹ luminosa a Sud del Cane, per sfuggire al fiume di miele che accompagna finti giocatori travestiti da registi che stanno portando al fosso le loro squadre, guardare classifica e non comprare piÃ¹ quel cammello, per stare lontano dalla mattanza dell&#8217;agnello che Ã¨ in noi. La base di osservazione giusta Ã¨ alle <strong>Galapagos,</strong> meglio, era alle Galapagos, almeno fino a quando il vulcano La Cumbre non ha reso impossibile la vita sull&#8217;isola disabitata Fernandina dove le partite di campionato si giocano in ora decente alla vigilia di Pasqua, dove il re dei ramarri ha mandato a casa tutti quelli che volevano fare il consigliere federale, dopo aver messo in trappola il <strong>Dinosauro Meneghin</strong>,<span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/zona131/86969274/"><img class="alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Dinosauro Meneghin" src="http://farm1.static.flickr.com/37/86969274_953bcc5f9e.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a><strong>il regno Nba</strong> benedetto nei secoli, dove si valutano le categorie dei giocatori professionisti, perchÃ© non Ã¨ vero che andare di lÃ , come squittiscono alla televisione lecca lecca, vuol dire emancipazione, vuol dire successo. Che successo sarÃ  mai quello di giocare nei <strong>Knicks </strong>penultimi a Est? Quale ricordo storico ci potrÃ  mai essere se hai avuto gloria nei <strong>Raptors </strong>tredicesimi sui quindici squadre? Che senso avrÃ  mai avuto l&#8217;estate torrida del povero <strong>Belinelli</strong>, rimbalzato sulla milza di un allenatore crudele, se quei guerrieri hanno vinto 30 partite in tutto e sono nello stesso lago artificiale delle altre deluse dal campionato dove le trote costano un dollaro? Lo stesso lago dove hanno finalmente scoperto che mandare via gli allenatori Ã¨ uno sfizio costoso, ammesso che poi tutti paghino e non mandino a casa tua il gaglioffo di turno che consiglia il trasloco immediato senza avanzare pretese per il nero firmato in bianco, dove si sono resi conto che l&#8217;allenatore senza societÃ  alle spalle Ã¨ una vittima predestinata. Eh sÃ¬, se tu cominci risparmiando sugli stipendi degli assistenti, lo hanno fatto, lo fanno, lo faranno, se prendi il primo che passa e mandi a spasso chi ha studiato davvero, se costruisci un grande progetto giovanile, almeno per i lucci della stampa, e poi ti affidi a chi neppure conosce il territorio, o, peggio, se agli allenatori delle giovanili dai soltanto un buono spesa, allora non avrÃ  piÃ¹ senso aspettare la rivoluzione Meneghin di maggio. Cosa conta cambiare le formule, dare possibilitÃ  e spazi ai giocatori italiani, anche quelli che meriterebbero di essere lasciati fuori dalla porta di una palestra secondaria, se poi si permetterÃ  di sprecare tutto, di perdere talenti, di avere bestie da minibasket che non prendono un ragazzo di 10 anni perchÃ© sono giÃ  avanti con il programma? La bonifica, cari <strong>Recalcati </strong>e soci, va fatta cominciando dal campo dove si fa la semina<span id="more-851"></span>, dal vostro campo, bella gente. Se trovi i bacarozzi e non li bruci sei rovinato. In questa <strong>Pasqua</strong> di resurrezione per qualche giocatore italiano, preferito a certi <strong>Barabba </strong>dell&#8217;altro mondo, abbiamo celebrato tre eventi che dovrebbero farci sentire molto arzilli perchÃ© la base esiste, la passione Ã¨ tanta, la gente con buona volontÃ  superiore a quella che ti guarda con occhio cattivo. Al <strong>Memorial Garbosi</strong> sono state coinvolte 20 mila persone, nel tre contro tre scolastico che aveva sviluppato l&#8217;organizzazione di Meneghin sono stati regitstrati 100 mila partecipanti, la festa per la generazione basket del <strong>Montepaschi </strong>ha portato migliaia di ragazzi nelle palestre. Ora per questa nuova generazione come si Ã¨ organizzata la Federazione alla porta di accoglienza? Il problema sembra soltanto questo dicono i fuggiaschi da La Cumbre, quelli che hanno trovato casa all&#8217;isola Isabella, dove ci sono allenatori cresciuti nel mito del <strong>signor Darwin</strong>, quello che considerava fondamentale l&#8217;evoluzione della specie. Da noi come si evolve la specie allenatore, quella che Ã¨ giusto onorare nei giorni di paga? Come cresce la specie dirigente? Come migliora la specie giocatore? Ai posteri le solite sentenze, anche se, lo ripetiamo, sarebbe meglio radunarsi prima di maggio, prima del diktat Meneghin sul futuro assetto del basket professionistico per capire se puÃ² esistere un legame fra mondi cosÃ¬ distanti, in lite per un una faraona, mondi diversi, cosÃ¬ vanagloriosi da non capire e non vedere, ma certo siamo nel paese che accetta tutto e se uno arriva dalla <strong>Spagna </strong>di Rubio e dice che stranamente qui non rende mentre dagli Iberi era considerato il miglior play, allora qualcuno mente e <strong>all&#8217;Hidalgo Scariolo</strong> diciamo mandaci la conferma di quello che dicono i fanatici del tuo convento televisivo. Vedete come corrono le notizie fasulle, le stesse che fanno girare i soliti noti, quelli che ti mandano un giocatore tipo <strong>Holland </strong>pregandoti di prenderlo perchÃ© il passato Ã¨ passato e perchÃ© se lo tesseri tu lo togli agli avversari. Ragionamenti a pene di segugio che avviliscono come direbbero quelli di <strong>Udine</strong>, come vanno urlando quelli che <strong>in via San Felice</strong> stanno preparando una <strong>marcia verso San Luca</strong> per essere perdonati con tutti quelli che un tempo prendevano in giro<strong> Giorgio Seragnoli</strong>, con la gente di <strong>Rimini </strong>che ha riscoperto il piacere della compagnia pubblica sul progetto corbelliano, con quelli di <strong>Rieti</strong> che si domandano cosa servono tanti costosi studi se poi non ci sono i soldi per pagare chi deve essere ricompensato.<br />
Peccatori che stanno anche bene in questi giorni ed Ã¨ stato un piacere vedere l&#8217;<strong>Atripaldi</strong> uscire in trionfo dalla Treviso che lo aveva considerato da panchina segata, come insegna <strong>Gentilini</strong>, l&#8217;ex sindaco, ma sindaco per sempre, ha un valore, soprattutto perchÃ© <strong>Biella </strong>si Ã¨ messa comoda a guardare il mondo sopra di lei, lasciando perdere quello che c&#8217;Ã¨ sotto, visto che lo scudetto grande Ã¨ giÃ  stato vinto con il nuovo Palazzo, che noi dedicheremmo al professor<strong> Bonali</strong>, un palazzo che <strong>CantÃ¹</strong> continua a sognare, che Milano non avrÃ  mai, che Roma avrÃ  in aggiunta all&#8217;Eur , senza sapere come riempire una tribuna perchÃ© per avere grandi palazzi servono societÃ  che sono grandi dentro. Atripaldi e il <strong>suo Gaines</strong> che a <strong>Treviso</strong>, guarda un po&#8217;, ha giocato anche per gli altri. Ora se si passa sopra a questa metamorfosi negata a <strong>Milano </strong>e alla stessa Treviso, alle molte partite della Biella disperata che cercava salvezza fino a qualche giorno fa, fino alla fiesta trevigiana, se non si prende nota che certi giocatori fanno dispetti in nome del loro smisurato ego da difendere nelle province dell&#8217;impero Nba, allora non riusciremo a decifrare bene il prossimo cartellone play off che premia i virtuosi e caccia all&#8217;inferno i peccatori, quelli che secondo i manifesti apparsi nella Bologna tormentata di questi giorni, calcio e basket, <strong>Virtus </strong>a parte, per ora?, fanno sapere attraverso la fantasia di <strong>Andrea Ruggeri</strong> che ci sono in giro personaggi vampiro capaci di segare i canestri, di mettere piombo ai piedi del baloncesto.<br />
A proposito ecco una sfera per leggere il finale del gioco a quattro turni dalla fine, con tanti recuperi da aspettare, ma non cosÃ¬ vincolanti: <strong>1. Siena</strong> <strong>56, 2. Virtus Bologna e Milano 38, 4. Roma e Teramo 36, 6. CantÃ¹ </strong><strong>e</strong> <strong>Treviso 32</strong>, <strong>8. Avellino e Ferrara 28</strong>. E in coda? <strong>Fortitudo 18, Udine</strong> <strong>e Rieti 16</strong>. SarÃ  vero ? Una settimana fa avremmo detto di sÃ¬, ma l&#8217;ultimo turno criptato alle 20.30 ci ha fatto sballare su almeno tre partite e allora perchÃ© immergersi nel fiume dei pesci pernacchia?<br />
<strong>Le pagelle</strong> con preghiera all&#8217;associazione allenatori di chiarire subito questa storia dei tecnici benemeriti perchÃ© il <strong>Corsolini canaglia</strong> fa sapere che l&#8217;ultima nomina arriva almeno quattro anni dopo la vera nomina fatta da chi ruminava sui futuri padri della patria conoscitiva. Burocrazia maiala.<br />
<strong>10 al Piero BUCCHI</strong> che non fa una piega se la gente ancora non si Ã¨ convinta che Ã¨ davvero lui l&#8217;uomo per la resurrezione della cara Olimpia che ha lasciato tutti i fantasmi in via Caltanisetta e ora brinda sull&#8217;autostrada del Sole, si apre all&#8217;America dove certo sanno tutto delle minors milanesi, si espande ballando con le stelle e puÃ² pensare davvero al secondo posto avendo resistito alle epurazioni invernali che volevano in tanti.<br />
<strong>9 a Allan RAY</strong> perchÃ© se da Boston ci avessero fatto sapere prima che il ragazzo amava le cittÃ  d&#8217;arte, ma quelle un po&#8217; meno dispersive di Roma, quelle dove esistono societÃ  che sanno fare stare al caldo i loro campioni, allora ci saremmo risparmiati tante domande assurde sui peana Sky, avremmo forse salvato il metabolismo del povero <strong>Repesa </strong>giÃ  messo a dura prova da certi nazionali croati in fuga come il Bagaric a cui nessuno sembra voler chiedere cosa ci fa in una squadra piena di peccatori.<br />
<strong>8Â a</strong> <strong>Joe SMITH</strong> la piÃ¹ bella realtÃ  nel sistema biellese di Luca Bechi. Lo preferiamo a Gist, che pure elettrizza quando non fa incazzare, non lo consideriamo neppure parente di Gaines, mentre Ã¨ sicuramente la guida per Jerebko, forse anche il modello da imitare per Spinelli, Garri e l&#8217;Aradori a calza lunga.<br />
<strong>7 a Zare MARKOVSKI</strong> per essersi pentito in tempo quando voleva fare fuori <strong>Williams</strong>, che in silenzio sta risalendo la montagna e potrebbe trovarsi anche nel giardino play off dopo averne viste e sentite di tutti colori.<br />
<strong>6Â a Sani BECIROVIC</strong> che sembra aver ritrovato almeno la salute per la consolazione del povero <strong>Nando Gentile</strong> che non scherzava davvero quando faceva Amleto perchÃ© guidare quella Roma dove non sai mai con che tipo di giocatori hai a che fare, con che tipo di societÃ  devi muoverti, insomma essere sopra questa onda non Ã¨ proprio facile per un esordiente come potrebbero spiegare altri ex campioni che hanno cercato subito la bella panchina con il rischio zeru tituli.<br />
<strong>5 a Dino MENEGHIN</strong> se si fa prendere dall&#8217;ansia adesso che lo tirano tutti per la giacchetta, adesso che molti fingono di non avergli fatto certe promesse, adesso che tutti sembrano distratti perchÃ© il santo Ã¨ stato gabbato nella festa elettiva dove la tribÃ¹ della schiena dritta ha mandato i suoi vassalli convinta che poi avrebbe potuto rientrare dalla finestra, magari una Lega, femminile o quasi. Tenga duro e dica a voce alta come stanno le cose, subito, senza aspettarsi consigli da chi Ã¨ giÃ  mal consigliato.<br />
<strong>4Â a Valentino RENZI</strong>, nuovo reggente della Lega, perchÃ© pensavamo che avrebbe ridato una logica alle nottrune del basket e se Ã¨ nel gruppo di quelli che chiedono visibilitÃ , lontano dalla ricchezza di una parabola e di un decoder Sky come dice il <strong>Bianchini </strong>che cambia sito, ma non lo dice, allora dovrebbe essere anche nella dozzina di teste pensanti che hanno compreso l&#8217;importanza della carta stampata, perchÃ© se si andrÃ  avanti nel conflitto presto le redazioni avranno soltanto esperti Nba, come del resto succede anche adesso, perchÃ© i direttori che danno pagine al poker se ne fottono se voi cestomanti siete alla ricerca del pallino con la lente dei poveri.<br />
<strong>3 al giovane SANDRI di Treviso</strong> perchÃ© vedere un giocatore di scuola italiana che difende sul serio, che usa gambe e braccia e non beve di tutto, non dice troiate su tutto, vederlo aiutare anche compagni che neppure sprecano la voce per avvisarlo che lo aspetta un posto di blocco, fa venire il dubbio che se hai buoni tecnici nelle giovanili Ã¨ molto meglio che urlare alla luna americana dei barlafus che impestano uno spogliatoio come diceva il Galleani prima di mandare al diavolo i fenomeni che lo irridevano guardando le loro statistiche e fregandosene della retrocessione imminente. Troppo virtuoso e di talento questo ragazzo per essere veramente nostro.<br />
<strong>2 al galletto HACKETT</strong> che ha deciso di entrare nelle scelte Nba anche se tutti gli dicono che sarÃ  da secondo giro, uno da rivedere nelle kermesse estive. L&#8217;Italia ne ha bisogno, prima la nazionale poi il campionato, perchÃ© non accettare questa come scuola di vita? Aiutatelo a non sbagliare.<br />
<strong>1 al crudele FACCHINI</strong> che ha colpito con il solito anatema il povero <strong>Giorgio Buzzavo</strong> che brontolava nella buca del suggeritore al Palaverde. Un mese di squalifica, molto piÃ¹ di quello che tocca alle bestie lanciatrici, a chi usa fischietti, a chi entra in campo per sputare i minacciare. Va bene assecondare un bravo arbitro, ma non un bravo e basta.<br />
<strong>0 a Mario BLASONE</strong> per aver accettato l&#8217;ibrido friulano, lui che sa come vanno le cose del mondo, lui che era al corrente delle risatine ghiacciate quando furono altri a proporlo come senior assistant, lui che dovrebbe avere la libertÃ  di parlare con Snaidero per spiegargli che il futuro non Ã¨ nella fuga, ma nella costruzione solida in una regione dove con i disastri di <strong>Gorizia</strong>, i tentennamenti di <strong>Trieste</strong>, ci fanno dimenticare che la culla vera dei talenti era proprio quella. Anche questo sarebbe un caso da discutere in una Federazione dove il professionismo si discute con i professionisti e dove gli eterni volontari del pennino devono assolutamente farsi carico delle regioni estinte, cercando di rimettere pianete dove un tempo c&#8217;era aria buona.</span></p>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: un mondo fluttuante</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 17:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/43686206@N00/25827602/"><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm1.static.flickr.com/22/25827602_e9c9c80f1a.jpg?v=0" alt="Pellegrini" width="153" height="217" /></strong></a><strong>OSCAR ELENI</strong> dal mondo fluttuante del maestro Hiroshige nell&#8217;accademia delle arti alle <strong>Hawaii </strong>perchÃ© non bastano le opere esposte a Roma per toglierci la sete, la voglia di stare in un posto dove esiste ancora acqua limpida, un bel prato, dove puoi sdraiarti sull&#8217;erba e maledire, come diceva il <strong>Celentano</strong>, chi ha deciso di liberare le licenze per cementificare tutto, per sparare a tutto. Un quadro di Hirosoghe per sentire il suono vibrato del sassofono di Charlie<strong> Yelverton </strong>nel suo miglio verde, andatavelo a leggere sul Giornale, per ascoltare le storie vere e quelle finte del basket italiano dove devi essere della vecchia scuola, come dicono i dottori delle nuove bibbie, per farti una domanda che in questo momento stordisce gli aquilotti <strong>Fortitudo</strong> e tutti quelli che sperano davvero di vederli salvi: come mai il migliore in campo Ã¨ sempre l&#8217;ultimo arrivato? Si cominciÃ² con <strong>Forte,</strong> si andÃ² avanti con <strong>Strawberry,</strong> poi vennero <strong>Fucka</strong> e il gigantone greco e adesso questo <strong>Scales.</strong> Non vi sembra strano che poi, col passare dei giorni in cittÃ , dentro la squadra, questi peggiorino, invecchino precocemente, vengano cacciati, finiscano in fondo alla panchina come mister fragola. Chi era esperto di truffe scolastiche spiega che, da sempre, i cambi, di maestro, allenatore, presidente, compagno, creano l&#8217;illusione della purezza ritrovata, del sollievo per poter ricominciare senza pregiudizio. Se lo augurano tutti quelli che hanno dovuto cambiare e a <strong>Ferrara</strong> dopo aver visto l&#8217;Allan <strong>Ray</strong> di Caserta tremano perchÃ© ci avevano creduto, alla conversione da cappellaccio profumato, sentendo il ragazzo triste che raccontava la nuova vita lontano dall&#8217;orco <strong>Repesa</strong>, dalla <strong>Roma </strong>ingrata, come direbbe l&#8217;<strong>Hawkins </strong>dalla nuvola dove cadde per aver fumato sbagliato, avevano la certezza che l&#8217;abbaglio fosse degli altri. Esiste un cinema dove ripropongono l&#8217;Horror Picture Show a tutte le ore. Qui potete trovarlo quando andate a cercare i soliti noti che fanno le solite bizze, le solite partitacce quando ti aspetteresti di vederli finalmente liberi e felici come direbbe il povero Zare <strong>Markovski</strong> che ad un certo punto era cosÃ¬ esasperato con i ragazzi sciagura, da <strong>Diener</strong> a <strong>Slay</strong>, da <strong>Porta</strong> a <strong>Warren</strong>, per non parlare di <strong>Radulovic</strong>, che ha scelto una strada sicura nel cuore del Pallido per fingere di avercela con Spartaco <strong>Tola</strong> che, sicuramente, vale piÃ¹ come sindacalista che come arbitro<span id="more-697"></span>, che, ora piÃ¹ che mai, deve tenere compatta la categoria perchÃ© si avvicina la primavera e i nostri fischietti, finalmente liberi di raccontarci la loro vita, i loro sogni, di giocare con noi con la stessa allegria dei giocatori, non sembrano piÃ¹ i migliori d&#8217;Europa come diciamo sempre adesso che la <strong>Fiba</strong> ha rimesso le mani sui direttori di gara e nelle coppe abbiamo scoperto che non esiste piÃ¹ vergogna, anche se con le nuove regole, i ragazzi col fischio al naso arrivano in segreto, si muovono &#8220;segretamente&#8221;, non sfiorano le sirene di un tempo, non scartano nessun regalo, non sentono freddo da cachemire, non sbagliano orario per colpa di orologi che andrebbero rinnovati con energia solare. Commovente scoprire ancora oggi che esistono giocatori come Omar <strong>Thomas </strong>che sanno riconoscere un allenatore, un uomo, e quando ci fa le lodi del Lino <strong>Lardo</strong> che tiene <strong>Rieti </strong>all&#8217;onore del mondo e dello sport, anche senza la certezza dello stipendio dovrebbe anche obbligare tutti noi, vecchia o nuova scuola che sia, a garantire a questi ragazzi che se il titolo della Sebastiani verrÃ  ceduto a fine anno in A1, perchÃ© se la sono cavata, allora tutti i protagonisti dell&#8217;impresa del cavalier Alatriste delle terre liguri dovranno essere ingaggiati da chi acquisterÃ  quel bene prezioso che non Ã¨ nelle statistiche, nei sottopancia televisivi, ma soltanto nelle facce, nei muscoli, nei nervi di quei ragazzi che magari adesso crolleranno di schianto, magari giÃ  domenica, proprio quando a Rieti arriverÃ  l&#8217;<strong>Armani </strong>che doveva essere di Lino Lardo e invece Ã¨ del Piero <strong>Bucchi</strong> degli allenamenti a porte chiuse soltanto per ex amici ed ex colleghi, dell&#8217;Olimpia che, con Alatriste, era arrivata alla finale scudetto, ma adesso sogna in grande se vede reazioni positive in un supplementare contro l&#8217; <strong>Avellino</strong> di pelo corto arrivata senza testa, perchÃ¨ <strong>Best</strong> Ã¨ la sua unica guida, e partita con la sesta sinfonia della sconfitta da cantare in coro dopo aver regalato di tutto e di piÃ¹.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image">Mondo fluttuante ascoltando il furente ruggito del Piemonte dove il comitato regionale sembra arrivato in zona ciclonica come succede a tutte le organizzazioni locali, quelle che vorrebbero governare le Federazioni, il grande movimento professionistico, appena devono fare qualcosa d&#8217;intelligente. Ora <strong>Meneghin</strong> avrÃ  la relazione del Ragnolini sul caso Piemonte, del rogo appena spento dove volevano bruciare uno del valore di Federico Danna, sperando che sia una relazione fatta bene e non rivista con occhi speciali da chi non doveva esserci piÃ¹ nel palazzo, ma che ha trovato una sistemazione nella casa del custode, poco lontano da dove si decide e si dovrebbe pensare, non tanto lontano da far cadere le connessioni. Gloria alla base quando, come a <strong>Varese</strong>, coinvolge ventimila persone, poco meno degli spettatori che sono andati a vedere il <strong>Partizan Belgrado </strong>in coppa, per i tornei giovanili Rizzi e Garbosi, quando il pilota Ã¨ il Paolo <strong>Vittori </strong>che, come tutti noi, si chiede dove sarÃ  mai questa Casa della gloria del basket italiano dove lui Ã¨ entrato giÃ  al primo giorno e che ora deve pensare ai grandi dirigenti tipo Bogoncelli, ad onorare i tre allenatori americani che hanno fatto storia come <strong>Van Zandt</strong>, <strong>McGregor</strong> e <strong>Peterson</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>Pagelle</strong> e tortillas brindando all&#8217;America dei liberi anche se <strong>D&#8217;Antoni</strong> ha chiuso a<strong> Cleveland</strong> la striscia vincente, anche se i semplificatori della nuova scuola fanno sempre notare che i <strong>Knicks</strong> perdono quando il <strong>Gallo</strong> gioca pochi minuti, pur sapendo che questo succede perchÃ© purtroppo non sta bene e, purtroppo, come dice il caro Arsenio, non puÃ² essere il migliore giocatore di <strong>New York </strong>anche se ne ha le qualitÃ  mentali: per fisico e tecnica serve ancora qualcosa, serviva ancora un anno di tirocinio, ma chi doveva e poteva spiegarglielo bene non Ã¨ risultato credibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>10 a Daniel HACKETT</strong> il peperino che ha fatto la stroria con i suoi Trojans nel torneo della PAC 10 guadagnandosi un posto per le follie di marzo. Ci serviva per la nazionale, ci servirebbe moltissimo, ma nessuno riesce a convincerlo perchÃ©, caso strano, Ã¨ piÃ¹ facile fare la voce grossa con le societÃ  qui in Italia perchÃ© non danno fiducia ai ragazzi di talento, ma poi non si hanno armi, nÃ© si riesce a scuotere la nuova fibra professionistica dei ragazzi d&#8217;oro, quando vanno guadagnare di piÃ¹ altrove, quando hanno fatto il grande salto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>9 ad Antonello RIVA</strong> che ancora non capisce perchÃ© esistono giocatori che non vogliono andare in nazionale e perchÃ© un Nowizki si paga personalmente le altissime cifre chieste dalle assicurazioni e dai club per partecipare alla vita europea. Bisogna essere davvero sognatori, avere anima candida per non rendersi conto che i conti non quadrano per chi deve faticare tanto a trovare un posto dove tutti, a parte certi grandissimi come Bodiroga, vorrebbero essere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>8 al SACRATI della Fortitudo</strong> che insiste con il Parco delle stelle, mentre la sua squadra attraversa il fiume infernale dove potrebbe trovare i diavoli della retrocessione, perchÃ© si dice che potrebbe riportare nel basket il Corbelli, uno che, come il Gaucci appena rientrato dall&#8217;esilio, un giorno disse: mai piÃ¹ con voi. Sarebbe interessante vedere la reazione generale, sarebbe meraviglioso sentire il motivo del ritorno a Canossa senza stare ore sulla neve, in ginocchio, sarebbe tutto speciale, come direbbe chi magari lo ritroverÃ  in qualche aula dove si spiega il danno d&#8217;immagine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>7 a Marko JARIC</strong> se eviterÃ  di portare in tribunale chi lo ha messo in prima pagina come stupratore prima ancora di avere delle prove certe. Meglio affidarsi al suo buon cuore, ammesso che sia diventato tenero, una volta non lo era di certo, piuttosto che farsi accusare della solita perfida superficialitÃ  visto che Ã¨ stato subito scoperto che era tutta una bufala. Certo quell&#8217;accanimento sull&#8217;ex giocatore di Bologna era qualcosa che faceva davvero venire il nervoso, ma, si sa, il basket da noi, per certe teste, conta soltanto se Ã¨ a luci rosse, se Ã¨ da galera, se Ã¨ da manicomio. Basta che siano personaggi marginali, perchÃ© quelli veramente da galera, si sa, non li sfioriamo neppure.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>6 a Luigi DATOME</strong> che si arrampica con eleganza sull&#8217;albero della cuccagna dove i giocatori che hanno qualcosa da mostrare troveranno fiducia, contratti, gloria. Come il Gigli che risale forte era partito bene con Repesa, si Ã¨ fatto male, ha ripreso lentamente con l&#8217;orco e poi Ã¨ migliorato con Gentile, adesso sembra pronto a fare il primo grande passo perchÃ© ha giÃ  sulla pistola le tacche per due o tre buone partite in fila. Il problema con i talenti in progresso sembra sempre questo come vi direbbero quelli che rischiano sull&#8217;americano tracotante, mai sull&#8217;italianuzzo petulante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>5 a Romain SATO</strong> che ha reagito subito appena ha sentito dire in giro che Siena poteva essere interessata a David MOSS l&#8217;immenso. Non si fa cosÃ¬. Da noi si va a chiamare il giornalista compiacente, si mette il muso, si fa diventare matto l&#8217;allenatore, si fanno i capricci, si chiama l&#8217;agente perchÃ© svegli di notte proprietÃ  e tecnici. Questo modo di reagire da grandissimo principe, quale Ã¨ sempre stato, crea un precedente che sarÃ  sicuramente stigmatizzato dall&#8217;associazione giocatori, soprattutto adesso che deve stare un po&#8217; zitta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>4 al professor MARCELLETTI</strong>, altro cattivo esempio di professionista esemplare, che non ha mai aperto bocca sulla scelta geniale di Reggio Emilia di mandarlo via dopo aver scoperto che con lui non ci sarebbe stata promozione. Non si fa cosÃ¬. Certo faranno fatica alla Trenkwalder a spiegare bene questa rivoluzionaria scoperta che invece di portare alla sicura promozione sta trascinando la squadra nella probabile caienna della retrocessione visto che Ã¨ soltanto a due punti la Venezia rivitalizzata dal sorriso di un Rombaldoni, siamo sicuri che in A1 hanno italiani cosÃ¬ forti come questo pittore urbinate che viene da Sant&#8217;Elpidio, che le ultime sono a 4 punti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>3 a WILLIAMS</strong> l&#8217;omone e <strong>HALL</strong> il gattino per essere venuti alle mani togliendoci il piacere di scoprire se il pivottone di Avellino era davvero cosÃ¬ invisibile per i suoi compagni impegnati nel focoso tiro alla volpe di paglia, se l&#8217;amletico Robin Hood del Pianella era davvero l&#8217;uomo per risolvere i finali complessi dell&#8217;Armani prima che l&#8217;anima dell&#8217;Olimpia venisse fuori nel supplementare della quaresima.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>2 ai GIUDICI FIP</strong> che ancora rimuginano sul finale della partita fra Fortitudo e Montegranaro perchÃ© quei due punti diventano la chiave nel territorio delle squadre che bussano al pianeta Montepaschi senza avere il diritto di cittadinanza, sono fondamentali per sapere chi dovrÃ  retrocedere. Ora non vogliamo fare come quelli che se la prendono con l&#8217;ex Maifredi anche adesso, per tutto quello che va male o andrÃ  male, non ce la sentiamo di dire che le dormite negli uffici federali hanno portato al disastro Lorbek, ma questa mancanza di coraggio Ã¨ un brutto segno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>1 ai TERRORISTI </strong>che mandano filmati sulle dirette basket della Rai adesso che anche i ragazzi d&#8217;oro di Ski, quelli che, bisogna ammetterlo, contano come il due di briscola, temono che la passione della Lega per il ritorno in chiaro, in chiaro?, possa far morire l&#8217;accordo per i prossimi anni, riportandoci i tempi in cui eravamo costretti a viaggiare pur di vedere il meglio. Il problema non sono i telecronisti, in Rai se la cavano bene, sono bravi a dire quasi le stesse cose dei preferiti da Maometto, ma regia e numero di telecamere. Una catastrofe per chi si era abituato bene, scoprendo che senza audio migliora tutto, persino il gioco, anche se abbiamo sempre trovato difficile condividere i balli del qua qua tipo partite come Armani-Avellino che non sono e non saranno l&#8217;essenza di questo gioco come ha detto giustamente il tifoso Bergomi prima di correre verso San Siro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>0 a Matteo BONICIOLLI</strong> per aver detto con tanta chiarezza agli imbecilli che sono soltanto imbecilli. Ma che maniere. Doveva fare un bel giro di parole, stare alla larga dalla vendetta dei frustrati, dei miseri che non gli concedono neppure la giustificazione della fatica mentale, non diciamo fisica, quando gioca, viaggia, rigioca, riviaggia e, in piÃ¹, deve decodificare l&#8217;alfabeto Sabatini sull&#8217;impegno nelle coppe. Caro il mio bel Candido dall&#8217;entusiasmo a prova di quasi tutto, come racconta la sua vita da Trieste in sÃ¹, da Udine ad Avellino, passando per Ostenda, se non ti lasciano in pace anche dopo una stagione come il 2008 della coppa Italia, se non ricordano il salto Snaidero dal nulla alla serie A, come potrebbero essere meno imbecilli oggi che sanno benissimo come la Virtus resti comunque la sacra polveriera d&#8217;Italia perchÃ© le grandi storie obbligano, sempre, a grandi risultati, grandi fatiche e non tutti hanno la leggerezza della Milano di Proli.</span></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=¹" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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