<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Proli</title>
	<atom:link href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/tag/proli/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea</link>
	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Mar 2011 18:32:17 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>False le stelle del Forum, falsa la magia di Peterson, false le dimissioni di Messina, falso il commento di Sky&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/03/11/false-le-stelle-del-forum-e-falsa-la-magia-di-peterson-il-falso-e-tutto-come-cantava-gaber/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/03/11/false-le-stelle-del-forum-e-falsa-la-magia-di-peterson-il-falso-e-tutto-come-cantava-gaber/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 14:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[Bertini]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Colangelo]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolino]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[gamba]]></category>
		<category><![CDATA[gherardini]]></category>
		<category><![CDATA[Gianna Nannini]]></category>
		<category><![CDATA[Harlem]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[Melli]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Paron Zorzi]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[sacchetti]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[Vitucci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=2142</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da Hillsboro, stato dell’Oregon, dove nell’istituto per la ricerca sui primati stanno studiando qualcosa che possa aiutare l’uomo a non diventare obeso. Ci sentivamo chiamati direttamente in causa dopo aver ascoltato la musica del bosco, in California, nella Muir Wood National Monument dove potevamo giurare di essere scesi sotto i 100 chili senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">da Hillsboro, stato dell’Oregon, dove nell’istituto per la ricerca sui primati stanno studiando qualcosa che possa aiutare l’uomo a non diventare obeso. Ci sentivamo chiamati direttamente in causa dopo aver ascoltato la musica del bosco, in California</span></strong>, nella Muir Wood National Monument dove potevamo giurare di essere scesi sotto i 100 chili senza perdere appetito, ma soltanto qualche pezzo di un corpo non certo destinato al futuro in medicina. Perché tanto lontano? Per poter dire a voce alta che<strong> il falso è tutto</strong>, come suggeriva Giorgio Gaber. Falsa la nazionale che vedremo a Milano, false le stelle che vedremo al Forum, falsa la magia di Peterson che è riuscito a modellare facce più brutte di quelle che fecero saltare i nervi al povero Livio Proli e <strong>fecero saltare la panchina di Piero Bucchi</strong> che poi si è sentito tradito da tutta la quadrglia Armani. <strong>False le dimissioni di Ettore Messina</strong> se davvero sta già lavorando per Milano, falso credere che sia vero questo gambetto alla Real casa del nostro allenatore numero uno,<strong> falsi certi americani</strong> come Allan Ray che dal primo giorno, era la povera Roma a doverlo sopportare, ha la faccia della vittima di chi non è in grado di capirne il genio cestistico, falsi i centri dell’Armani, <strong>falso il commento Sky</strong> sulla bolgia romana, ma ormai ci siamo abituati<span id="more-2142"></span> e quando loro dicono straordinario vuol dire che stanno vendendo un oggettino di plastica spacciandolo per avorio. Falso avere tanta fiducia nelle formule liberatorie per avere finalmente giocatori italiani più bravi: quando possono giocare fanno<strong> strage</strong>, ma non di avversari, <strong>solo dei cuori deboli</strong> di chi li sostiene e non vale se poi si scusano, dovevano pensarci molto prima,magari in allenamento.<strong> Falso questo progetto Treviso</strong>, ormai non più Benetton?, se arrivati in cima alla collina i virgulti mandano nei matti il povero Repesa, se questi talentoni parlano bene e, magari, razzolano male. <strong>Falso pensare che Milano può guarire prima dei playoff.</strong> Falso essere sintonizzati su radio cadena sur per immaginare che insieme a Messina <strong>arriverà anche Maurizio Gherardini</strong> da Toronto mentre cercano di spaventarci con la notizia che potrebbero muoversi molti general manager e, cosa ancora più grave, che qualcuno già ampiamente bocciato dai fatti, possa tornare in pista.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Non crediamo alla nazionale sperimentale di Pianigiani perché contestiamo la presenza di almeno tre o quattro di questi azzurri marzolini. Vero che nel ruolo c’è il vuoto, ma perché premiare chi ha dato il peggio? Le facce dei giocatori Armani: dal triste allocco Pecherov al buio fosco del Mordente che aspettava un rinnovo di contratto alle condizioni attuali</span></strong>, quindi molto alte, e non trova mai chi dovrebbe firmare le carte importanti, del combattente che con Peterson non trova sintonia perché il Nano vive nell’iperuraneo dove tutto è perfetto: allenamenti, collaboratori, giocatori. Peccato che il campo e gli avversari dicano esattamente il contrario. <strong>La rabbia di Repesa è quella di troppi dopo partita</strong> di una squadra che forse sarà in una finale europea, ma rischia di stare fuori dai playoff italiani: meglio così, dirà qualcuno in casa Benetton, i ragazzi onoreranno la nostra ultima festa e poi ci pensino quelli che verranno dopo. Già. Ma chi viene dopo? Gherardini invece di pensare a Milano, tanto all’Armani non cambierà mai niente fino a quando <strong>chi guida il camion</strong> è convinto di non aver bisogno di un aiuto serio e non di gente che tace e acconsente su tutto, perché non <strong>coinvolgere</strong> <strong>i Colangelo</strong> spiegando che in stile Capicchioni si potrebbe fare una semifranchigia sperimentale per chi sogna la Nba, ma non è ancora pronto. Bella idea, ma la gente capirà? Quale gente? Quei pochi che hanno fatto scendere all’ultimo posto, come presenze, la gloriosa arena del Palaverde? Lasciamo perdere le stelle americane nella settimana dove in città<strong> gironzolano pure gli Harlem</strong>. La partita delle stelle è un falso storico che il buon senso aveva cancellato, ma che il cattivo senso ha riesumato a prezzi esagerati. <strong>Il tamburo batte sulla rosea degli orgasmi che organizza</strong>, ma sarà davvero doloroso vedere Peterson come attore nel teatro dei No, con quella faccia cerea che sembra non trasmettere più nulla, impegnato a far soffrire <strong>il Pianigiani che ha fatto due</strong> <strong>capolavori</strong> nella stagione,<strong> Belgrado e Madrid</strong>, che ha cambiato tre volte la faccia dei campioni, che ha in testa lo spareggio crudele con l’Olimpyakos. Ci riuscirà di sicuro se tutti avranno l’entusiasmo dei tre stranieri di Sassari, ma sarà Pirro nella Pianura Padana, nella puzzolente area di servizio del Forum.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Pagelle alla sosta biblica:</span></strong></p>
<p><strong>10<span style="text-decoration: underline;"> a SIENA</span></strong>, intesa come squadra, come società, come posto per vivere, come tutto quello che ci emoziona quando canta Gianna Nannini. Vedere questa luce acceca soltanto gli invidiosi spocchiosi. Ivkovic, Atene e una eliminazione possibile? Forse, ma sarebbe comunque ingiusto pagare un solo peccato, quella mancanza d’energia contro il Real.</p>
<p><strong>9<span style="text-decoration: underline;"> a AVELLINO</span></strong> che amavamo per le torte della signora Ercolino, per la Coppa Italia ai tempi di Boniciolli e Zorzi, per questa stagione straordinaria con Vitucci, Zorzi e pochi giocatori. Certo che il paron c’è sempre. Lui si arrabbia se dimentichi che non esiste giocatore su questo suolo capace di crescere senza ricordarsi di aver incontrato Tonino almeno una volta e non certo in ascensore come capitò al povero Oscar Scmidt che contruibuì al tarocco brasiliano per far passare l’Australia nel Mondiale argentino al posto dell’Italia di Gamba e del nostro caro goriziano che non esplode più neppure davanti ad arbitraggi come quello di Cantù: una strage per il gioco inteso in senso almeno moderno. Da noi non sai mai che tipo di appoggio puoi fare sull’avversario. Non raccontateci la minchiata dello sport no contact perché quello è tiro a segno e si fa nelle fiere e nelle partite di esibizione. Sul campo ci vogliono maroni, pazienza se ora sono nascosti dietro bragoni. Con certi arbitraggi anche chi ha grandi idee e progetti tipo Cantù o Siena, sbanda, va in confusione e per il Montepaschi questo diventa zavorra in Europa dove l’amico Rigas manda dei nessuno alla ricerca del fischio sensazionale, gente che rovina il lavoro di un anno.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">proprio al sciur GAMBA</span></strong> citato nella casella di sopra che nella commemorazione per Rubini sotto il cielo artificiale del Pirellone governato dal Formigoni che al basket va sempre volentieri, ha detto le cose giuste, che poi anche <strong><span style="text-decoration: underline;">PIERI</span></strong> ha confermato, mentre intorno vedevi tante facce sbagliate e tante poltrone lasciate vuote da inviti spediti nei posti sbagliati, amareggiando chi meritava di esserci, chi doveva esserci, un parente non sarebbe stato meglio dell’aninimo manager Armani?, al Gamba lallenatore in pensione che ha il coraggio di svelare l’arcano Armani a Pollicino.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">a CANTU’</span></strong> perché gioca bene, perché ha quello spirito antico che non cambia mai anche se i tempi dicono che ci vorrebbe molto di più e un palazzo molto più grande per tornare ad arricchire il tetto della casa dove giocano i Bennet.</p>
<p><strong>6<span style="text-decoration: underline;"> a Lino LARDO e Romeo SACCHETTI</span></strong> che fanno bambini con i baffi in terre diversamente promese dove la “tosta” del ligure che non teme la rumenta, lo sporco, la cattiveria pur amando l’arte, fa opinione in mezzo ai galletti del basket che fu, dove la voglia di verità che ha sempre accompagnato la vita del Meo coinvolge tutti e persino un genio come Diener gli deve almeno una stagione di allegrias insieme a White e Hunter, un trio che sarebbe stato bene ovunque, ma, non per caso, è in Sardegna.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">a Niccolò MELLI</span></strong> che gioca male, lo confessa e in questo modo sbugiarda tanti giocatorini italiani che, invece, fanno il muso, scaricano sui compagni e l’allenatore le loro colpe. In questo modo diventa mosca bianca e allora sai l’invidia.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">alla PARTITA DELLE STELLE</span></strong> che farà ballare i bambini al Forum, ammesso che i padri abbiano i soldi per portarli prima sul ponte traballante che dal metrò porta nella caverna e poi sulle tribune di un palazzo che non conosce più la gioia, che sperava nel miracolo Peteron e adesso teme sempre che salti fuori lo striscione per ricordargli, come hanno argutamente fatto i tifosi romani, il doppio che in coppa, tanto per capire, che la mamma dei canestri ha già buttato la pasta e lui è ancora attardato al bar a ricordare che ci vuole più circolazione di palla, più palle in difesa. Non siamo in sala registrazione ad ascoltare le facezie di un Bagatta, gli strilli dei ragazzi del coro, siamo in direta, caro DAN, e il tempo stringe, una morsa che useremmo per mettere sotto aceto qualche cervello armanifero.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">allo SMITH</span></strong> romano che torna a rendere famoso il soprannome del Ragno che noi tenevamo segretamente nascosto nel nostro altarino al Rinco Sur per ricordarci che in Italia il vero ragno era Franco Bertini genio pesarese rubatoci dalla passione per le cose troppo serie.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">al PILLASTRINI</span></strong> che per difendere l’indifendibile Allan Ray rompe con il pubblico della Sutor già angosciato dal fatto che per tenere dietro alla passione, al cuore, dovrà cambiare ancora abitudini lasciando Montegranaro per destinazioni ignote e sempre infide.</p>
<p><strong>1</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">a TREVISO e BIELLA</span></strong> che stanno rovinando la digestione di due progetti intriganti. Non cerchiamo colpevoli oltre le righe del campo. E’ nell’anima, anima?, di certi giocatori, deludere chi più lavora per farli crescere, per farli sentire felici. Un po’ come gli italiani protetti nello zoo delle regole per tutelare chi ama più le vacanze dell’allenamento e i più pericolosi sono quelli che svaccano sempre, che ti giurano di stare in palestra a tutte le ore: meglio di sera, in un rave party.</p>
<p><strong>0</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">allo SBARCO NBA</span></strong> nella bella Londra che ospiterà le Olimpiadi. Se due fra le squadre peggiori del pianeta professionistico fanno il pienone, se per loro i giornali che ignorano il campionato si svenano cercando spazio, se arrivano persino inviati, allora vuol dire che il Meneghin deciso ad andare in pellegrinaggio votivo in tutte le redazioni troverà soltanto foccace profumate, magari un vino tinto, ma non la sincerità della risposta: serve dinero, serve qualcosa che vada oltre il banale, questo è il Paese del processo alle moviole, alle intenzioni, del fantasport, questo è il regno dove diventi santo anche quando non lo sei e, soprattutto, campione quando sei tanto distante dalla vetta. Basta dirlo e il resto lo fanno i baristi come dice Paolo Rossi, un genio del teatro che al vigile intenzionato a perdonarlo, se avesse confessato di esere fratello del calciatore, ha giurato che il padre aveva questa idea fin dal concepimento: chiamare alla stessa maniera i due figli. Sai che burla per il fisco.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=^" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/03/11/false-le-stelle-del-forum-e-falsa-la-magia-di-peterson-il-falso-e-tutto-come-cantava-gaber/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perchè no allora Bianchini a Roma?</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/01/05/dan-a-milano-e-perche-no-bianchini-a-roma/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/01/05/dan-a-milano-e-perche-no-bianchini-a-roma/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2011 10:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Caputo]]></category>
		<category><![CDATA[Crosariol]]></category>
		<category><![CDATA[Datome]]></category>
		<category><![CDATA[Don Matteo]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pittis]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[tanjevic]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[Trinchieri]]></category>
		<category><![CDATA[Vitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=2056</guid>
		<description><![CDATA[                                                                                di CLAUDIO PEA 
Ho aspettato tutto l’After Day del basket prima di mettermi solo oggi a scrivere. Mi avevano detto infatti che nel tardo pomeriggio di ieri la Lottomatica avrebbe licenziato Matteo Boniciolli e assunto Valerio Bianchini, che oltretutto ha sette anni e mezzo meno di Dan Peterson, ma Claudio Ciglione Toti non ha trovato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                                <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ho aspettato tutto l’After Day del basket prima di mettermi solo oggi a scrivere. Mi avevano detto infatti che nel tardo pomeriggio di ieri la Lottomatica avrebbe licenziato Matteo Boniciolli e assunto Valerio Bianchini, che oltretutto ha sette anni e mezzo meno di Dan Peterson, ma Claudio Ciglione Toti</span></strong> non ha trovato il tempo di telefonare al Vate di Torre Pallavicina dopo aver incassato un no secco, cioè dray, e sgarbato proprio dall’inacidito Nano Ghiacciato <strong>(“Io alleno solo Milano:</strong> <strong>okay?)</strong> ed essersi giocato anche la carta Boscia Tanjevic <strong>(“Io non posso</strong> <strong>tradire mio figlio Matteo”).</strong> Ho provato invano anche a chiamarlo all’ora di cena, ma la segretaria mi ha detto che non poteva disturbare il presidente che si era rinchiuso dalle sedici nella mansarda del suo hotel e, invece di buttarsi giù dal terrazzo che domina tutta la capitale con <strong>una pietra (preziosa)</strong> al collo come gli consiglia di fare da qualche tempo l’amico e <strong>consigliere Walter Veltroni</strong>, stava esaminando insieme ai legali la possibilità di presentare ricorso all’alta corte della Fiba perché non gli era andata ancora giù d’aver perso in quel modo con Treviso la finale per il settimo e ottavo posto del concentramento romano dell’under 19 d’Eurolega. <strong>Povero Toti</strong>, dal giorno in cui Boniciolli gli aveva garantito che avrebbe vinto lo scudetto a mani basse con <strong>il Big Three de noialtri, Datome-Crosariol-Vitali</strong>, non ha più avuto pace e vede nemici dappertutto. Non solo infatti ce l’ha con gli arbitri che secondo lui favoriscono sfacciatamente la Benetton anche nelle partite del settore giovanile, ma soprattutto con il general manager Piergiorgio Bottai che pure le ha tentate tutte per convincere Boniciolli a dare spontaneamente le dimissioni, ma non c’è stato verso.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Certo è che Ciglione ha proprio delle belle pretese. In fondo la Lottomatica ha pur sempre conquistato le Top 16 dell’Eurolega suonando gli svizzeri, pardon i belgi dello Charleroi, e i wuersteloni del Bamberg</strong>,</span> sì del titolatissimo Bamberg, e prima di cadere a Caserta, dove è pure inciampata Cantù, aveva vinto tre partite di fila con squadre della portata di Teramo, Biella e Sassari. O no? E poi sul conto di Boniciolli si potranno anche dire tutte le cattiverie di questo mondo, come quella del <strong>doppio lavoro Roma-Trieste</strong> o della sua allergia allo stacanovismo perverso di Simone Pianigiani, oltre al fatto d’essere un raccomandato di ferro del <strong>Partito democratico</strong>, che non mi pare poi una cosa da nascondere<span id="more-2056"></span> e men che meno da censurare, ma di sicuro nessuno potrà mai obiettare che il nostro <strong>Ecumenico non abbia un cuore più grande di una casa</strong>. Difatti rivivendo stanotte come un incubo i quaranta minuti, per fortuna senza supplementari, altrimenti <strong>mi sarei già sparato</strong>, della partita di mezzogiorno del Basket Day, non venitemi a raccontare che Don Matteo non ci abbia messo il massimo del suo impegno per evitare che<strong> il presidente Rosario Caputo</strong> prendesse finalmente il coraggio a due mani e licenziasse su due piedi, in caso di una nuova sconfitta con Roma, <strong>Stefano Sacripanti</strong> come sogna ormai di fare dalla prima giornata di questo campionato. “Il fratello va salvato costi quel che costi”, era stato <strong>l’ordine perentorio partito dall’alto</strong> e Boniciolli, fedelissimo seguace di Cicciobello Tranquillo, contravvenendo persino al dictat da Trieste di Boscia Tanjevic, ha obbedito come del resto aveva fatto tempo fa <strong>un altro adepto alla Banda Osiris</strong>, il grande Andrea Trinchieri che pure lui ha lasciato deliberatamente le penne <strong>sulla piana del Volturno</strong>. Tra gli ulivi e i noci dove nascono anche i bonsai.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ce ne vuole infatti per fare giocare ancora Superbone Vitali che si palleggia la palla tra i piedi, rallenta il gioco, perde palla e, quando tira, è grasso che cola se prende il ferro dei canestri. E qui non scherzo più</span></strong>, anche perché la mia satira da tre soldi sconfina spesso nell’umorismo sciocco e frana in un mare di “cazzate” che Acciughino Pittis proprio non riesce a capire e ancor meno a digerire. E c’ha ragione da vendere, ma è più forte di me: preferisco ridere per non piangere. Pensando per esempio ai <strong>62.092 telespettatori</strong>, non uno di più, che hanno seguito su Sky la partita delle partite dell’anno, Siena contro Milano, del 5 dicembre scorso. <strong>Numeri ridicoli, audience da TeleLecco</strong>, poche balle. E viva la Rai, o no? E allora torno sui miei passi e chiudo rotolandomi sul tappeto, tenendomi la pancia, come fece mio cugino più piccolo quando mia madre gli disse che mi sposavo. E<strong> avevo appena vent’anni, Peterson allenava in Cile</strong> e solo tre stagioni dopo sarebbe sbarcato a Bologna, suonava la chitarra ed era un capellone. Come ho fatto ieri pomeriggio quando mi hanno detto che Dan sarebbe tornato ad allenare Milano e ho guardato subito il calendario: non era il primo di aprile. Sorpreso, ma anche felice. Di nuovo bambino <strong>con lo</strong> <strong>zucchero filato pasticciato sulla faccia</strong>. Già pregustando i titoli in prima pagina, le belle penne della nostra pallacanestro che rientrano all’ovile, <strong>pecorelle smarrite</strong>, le conferenze stampa affollate e lui, meraviglioso nonno, che spara “cazzate” come mi ha detto Acciughino e dicevano quelli della Banda Osiris che lo fecero fuori da Sky perché lo giudicavano ormai lesso e rincoglionito. <strong>Ringraziando Livio Proli del suo colpo di genio, ma anche da matto, e sognando che il Ciglione faccia lo stesso</strong>: via Don Matteo e di nuovo il Vate. Peterson contro Bianchini: sarebbe una favola. Con lo stesso lieto fine degli ultimi quattro anni: sempre lo scudetto a Siena.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2011/01/05/dan-a-milano-e-perche-no-bianchini-a-roma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A Milano mancano un leader e un play</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/12/17/a-milano-mancano-un-leader-e-un-play/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/12/17/a-milano-mancano-un-leader-e-un-play/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 21:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Bartezzaghi]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[bulleri]]></category>
		<category><![CDATA[Carù]]></category>
		<category><![CDATA[Datome]]></category>
		<category><![CDATA[Finley]]></category>
		<category><![CDATA[Maciulis]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[My Sky]]></category>
		<category><![CDATA[Pascucci]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Reverberi]]></category>
		<category><![CDATA[Sales]]></category>
		<category><![CDATA[Zisis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=2039</guid>
		<description><![CDATA[                                                                         di CLAUDIO PEA  
Brucia a me che adoro Siena. Figuratevi quanto può scottare ai tifosi dell’Armani e a Livio Proli questa caporetto di Milano in Eurolega. Una sconfitta con i valenciani senza scusanti tanto per cominciare. E tanto per parlar chiaro. A Biella o al Forum o al Palalido sarebbe stata l’identica cosa quando perdi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                         <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA  </span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Brucia a me che adoro Siena. Figuratevi quanto può scottare ai tifosi dell’Armani e a Livio Proli questa caporetto di Milano in Eurolega. Una sconfitta con i valenciani senza scusanti tanto</span></strong> <span style="text-decoration: underline;"><strong>per cominciare. E tanto per parlar chiaro. A Biella o al Forum o al</strong> </span><strong><span style="text-decoration: underline;">Palalido sarebbe stata l’identica cosa quando </span><span style="text-decoration: underline;">perdi</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>non per un canestro, ma di quindici punti, non salti a rimbalzo nè in difesa né in attacco, pasticci anche nelle rimesse laterali e tremi come il mendicante all’angolo della strada piegato in due dal gelo di questi giorni polari. Un valido appiglio potrebbe essere l’assenza di Jonas Maciulis e in effetti il ragazzo di Kaunas è l’unico giocatore di Giorgio Armani che<strong> farebbe comodo anche a Simone Pianigiani se non costasse il doppio di David</strong> <strong>Moss</strong> e se il Treccine di Chicago non avesse giocato la partita che ha dipinto e infiocchettato ieri sera al Fenerbahce. Però è anche vero che nessun dottor di Milano, neanche l’amatissimo professor Carù che pure mi ha cambiato la vita e al quale sarò riconoscente in eterno, ha proibito a Proli e al general manager Pascucci d’acquistare <strong>a gettone un sostituto</strong> <strong>di Maciulis</strong>. Non so, magari spendendo anche gli stessi soldi che sono serviti per prendere a nolo un Van Den Spiegel che ormai piace solo a Franco Casalini anche se<strong> il lungagnone belga</strong> è diventato più instabile di un fenicottero che sta in piedi per scommessa su una zampa sola.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Una disfatta che la </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">Gazzetta, madre di tutti noi, avrà la bontà di spiegarci almeno domani visto che oggi non l’ha fatto con il suo inviato a Biella che ha incipriato la partita d’Eurolega come una bella donna un po’ avanti con gli anni fa di solito per nascondere invano</span></strong> le pieghe della pelle. Non ho il piacere di conoscere Paolo Bartezzaghi che da quel che mi risulta, ma potrei sempre sbagliare, è il fratello di Stefano, l’enigmista e scrittore per il quale va letteralmente <strong>pazza la mia Tigre.</strong> Ora magari il nostro ne capirà di pick and roll <span id="more-2039"></span>mille volte più del sottoscritto e, contrariamente a me, presto vincerà, se non l’ha già ritirato, <strong>un premio Reverberi che non si nega mai</strong> a nessuno a patto che il giornalista di basket in oggetto sia allineato e coperto e non metta in discussione il sistema per nessuna ragione al mondo. Però, caro il mio Paolo, detto da collega a collega e senza offesa, se io non mi fossi registrato il match tra Milano e Valencia grazie a<strong> quel gioiello che è My Sky</strong>, secondo te avrei quanto meno intuito i motivi per i quali l’Armani non si è inaspettatamente qualificata alle Top 16? Detto terra terra: col cavolo. Dal momento che il titolo al tuo pezzo non ammette equivoci di sorta: <strong>“Milano ko: un’Aj inguardabile”,</strong> ma poi non emerge dall’articolo quali sono stati i veri colpevoli della caporetto biellese. E chi ha fatto schifo e chi flanella nelle file della squadra di Piero Bucchi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Okappa, allora te lo dico io. Partendo dal peggio del peggio sino al meno peggiore: Finley, Pecherov, Hawkins, Van der Spiegel, Mancinelli, Melli e Rocca. Salvando solo Jaaber e Mordente, sufficienti per grazia ricevuta</span></strong>. Così mi sono giocato anche l’ultima possibilità, se ne avevo una, di vincere il Reverberi per i prossimi venti anni di fila. Che poi anche l’allenatore abbia le sue colpe, non ci piove, ma <strong>se gettate addosso la croce solo al buon Pierino siete completamente</strong> <strong>fuori strada</strong> e avete torto da morire. D’accordo, Milano ha fallito miseramente i due primi veri test della stagione, quello di ieri al pari di quello del 5 dicembre con Siena. E questo è assai grave. Perdere infatti di 15 e di 32 quando sei chiamato alla prova del fuoco cancella le vittorie con il Cska di Mosca o con l’Efes Pilsen e<strong> azzera quasi</strong> <strong>tutti i sogni tricolori</strong>. Però c’è anche da dire, e non è una banalità, che sul parquet ci vanno i giocatori e, se questi non hanno le palle, Bucchi non ci può far nulla <strong>per quanto urli e s’incazzi</strong>. Piuttosto è di nuovo emerso, come già col Montepaschi, che Milano non ha un leader e nemmeno un playmaker da grande club. Finley può andare bene contro Washington o Bulleri, ma come è stato sempre messo sotto da McIntyre in passato non è neanche all’altezza oggi del fantastico McCalebb e dello stesso Zisis. Quanto alla leadership, <strong>né Finley né Hawkins né Mancinelli</strong> sanno cosa sia e purtroppo non possono nemmeno acquistarla nella boutique di Armani o, come si dice, al supermercato sotto casa. Prendete per esempio Siena, così tanto per restare in tema: quest’estate Ferdinando Minucci ha ceduto tutte le sue stelle, da Sato a Eze, ma si è tenuto ben stretto Stonerook che, se giocasse in nazionale, <strong>darebbe carisma anche all’Italia dei Datome</strong> e, per volerla buttare proprio in vacca, anche dei Crosariol e dei Vitali. Scommettiamo?</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Se avevo un fratello maggiore nella pallacanestro, questo era il Barone Sales che mi manca sempre da morire. Ebbene il Barone mi avrebbe tirato di nuovo le orecchie perché avevo e ho ancora il vizietto</span></strong> di correre più dietro alle cose che non funzionano nel nostro basket che a quelle che invece sono comunque da elogiare. Ecco allora che prima di parlar male di Milano, avrei dovuto cantare le lodi di Siena magnifica anche col Fenerbahce. Come è vero, anzi verissimo, che prima di scrivere che, se Mordente e Rocca sono i trascinatori dell’Armani, al massimo <strong>Milano può sperare d’arrivare in</strong> <strong>finale di Coppa Italia</strong>, avrei dovuto raccontare l’impatto con “mamma li turchi” che ha avuto l’altra sera il mio Cespuglio Stonerook: subito un canestro da tre punti, poi un palla recuperata e un rimbalzone, infine una bella sberla sulle braccia dello strafottente avversario. Perché quando ci vuole, ci vuole. E intanto il Montepaschi è volato via bello come il sole: 12-2 in un amen e 27-14 alla fine del primo quarto. Faccenda sbrigata o quasi. E <strong>primo posto garantito nel girone terribile di</strong> <strong>Eurolega.</strong> Altro che quello della Lottomatica con i belgi e i wuersteloni. Altro che Milano quinta in un girone a sei squadre. E Stonerook sugli scudi, <strong>più grande ancora di McCalebb e Kaukenas</strong>. Perché è lui il vero signore e padrone sul parquet di Siena. O mi sbaglio, Simone?</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/12/17/a-milano-mancano-un-leader-e-un-play/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Special One, tacchi a spillo, il Livido Proli e quel pallone a forma di coglione&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/02/special-one-tacchi-a-spillo-il-livido-proli-e-quel-pallone-a-forma-di-coglione/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/02/special-one-tacchi-a-spillo-il-livido-proli-e-quel-pallone-a-forma-di-coglione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 08:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calci e veleni]]></category>
		<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Arrigoni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Celtics]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Leunen]]></category>
		<category><![CDATA[Milito]]></category>
		<category><![CDATA[Mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[Mura]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi]]></category>
		<category><![CDATA[Pianella]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Rivers]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[Sneijder]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[Trinchieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1801</guid>
		<description><![CDATA[                                                                    di CLAUDIO PEA
Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho che da Madrid ci fa sapere all’ora di pranzo d’essere il più bravo allenatore al mondo. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho </span><span style="text-decoration: underline;">che da Madrid ci fa sapere all’ora di</span> <span style="text-decoration: underline;">pranzo</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>d’essere il più bravo allenatore al mondo</strong></span>. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe il caso che lo lasciasse dire al resto del mondo. Lui invece ha appena affermato nella conferenza-stampa del <strong>Bernabeu</strong> che, se<strong> l’Inter</strong> ha potuto giocare con tre punte <strong>(Milito-Eto’o-Pandev)</strong> più <strong>Sneijder</strong> e ha vinto tutto, è perché aveva un grande allenatore in panchina. E non un pirla. Ora, come ha scritto <strong>Gianni Mura su Repubblica</strong>, lo Special One è pari in autostima solo al nostro Silvio: in effetti non basta il <strong>Giro d’Italia</strong> per contornare il perimetro del loro ego, ma la differenza tra i due personaggi è invero abissale. Mourinho è da oggi al Real e già ci manca come giustamente sostiene <strong>Mario Boni</strong> che è un interista suo genere, cioè simpatico e gradevole, al contrario di quasi tutti i suoi fratelli nerazzurri. <strong>Berlusconi</strong> è invece in politica da oltre sedici anni, ma se andasse in vacanza a <strong>Villa Grazioli in Sardegna</strong> e vi rimanesse per qualche lustro, giuro che io di lui non sentirei la mancanza nei secoli dei secoli. Amen. E comunque devono essere gli altri a stabilire se sei davvero tu il più bravo al mondo. Altrimenti non vale e fai come <strong>quelli del rugby</strong> che considerano il loro sport una spanna superiore a tutti gli altri. Non solo, pure s’arrabbiano se non la pensi come loro. E dunque, siccome sono un attaccabrighe o, se preferite, un guerrafondaio, li faccio subito imbufalire sostenendo che in uno sport di squadra che si rispetti la palla è quanto meno rotonda e non sicuramente bislunga, cioè <strong>somigliante più a un coglione che a una pera</strong>. O mi sbaglio?<span id="more-1801"></span></p>
<p><strong>Anch’io vado matto per la palla nel cestino, però non mi sentirete mai dire, come ripete ogni due per tre Flavio Tranquillo, che il basket è sicuramente la cosa più bella</strong> che è stata inventata dopo <strong>Adamo e Eva</strong> dal Padreterno col quale per la verità <strong>Cicciobello </strong>ha un rapporto molto stretto e direi quasi fraterno. Personalmente preferisco le donne, meglio se coi <strong>tacchi a spillo</strong> e appassionate di<strong> golf</strong>, così non rompono se ti perdi dietro a una pallina butterata e a diciotto piccolissime buche, e comunque magari in <strong>Australia e Nuova Zelanda</strong> è un’altra cosa, come in <strong>Francia</strong> <strong>o in Gran Bretagna</strong>, ma nel Belpaese il rugby è proprio sottostimato se per la finale-scudetto di sabato a <strong>Padova</strong>, cioè in una delle culle venete della palla ovale,<strong> il Gazzettino</strong> ha parlato di flop organizzativo e di minimo storico di spettatori (poco più di quattromila) quando ieri per <strong>Padova-Brescia di serie B</strong> di calcio ne sono stati contati almeno tre volte e mezzo tanti. In più leggo che ai giornalisti al seguito è stata staccata la corrente mentre ancora stavano scrivendo al computer poche righe di una partita tra <strong>Treviso e Calvisano</strong> con <strong>una sola meta</strong> in tutto, però trasformata. E allora sapete che vi dico? Tenetevi pur stretta la vostra collezione di cucchiai di legno (e non d’argento) del <strong>Sei Nazioni</strong>, ma per favore smettetela almeno di dire che siete i numeri uno al mondo. Coi suoi guai e i quattro gatti al <strong>Forum, i Sabatini e i Frates, i Vitali e gli altri Alvaro</strong> <strong>azzurri, il Livi(d)o Proli o l’Atripaldi intrippato</strong>, il nostro basket non è comunque tanto peggio del vostro grande rugby. Così come <strong>Fabio Capello o Carletto Ancelotti</strong> non sono in fondo molto peggio del mitico Mourinho. O <strong>Simone Pianigiani dell’intoccabile Mike D’Antoni</strong> che a <strong>New York</strong> teneva in naftalina il Nano <strong>Robinson</strong> che invece da giovedì si giocherà l’anello <strong>Nba</strong> (al dito) coi <strong>Celtics contro i Lakers.</strong> O mi sbaglio?</p>
<p><strong>Tiferò Boston: mi pare ovvio. A patto che Doc Rivers non dichiari: sono il più bravo allenatore al mondo. Magari lo è come da quattro anni il Montepaschi in Italia</strong>, ma avete mai sentito <strong>Ferdinando</strong> <strong>Minucci</strong> sbandierarlo ai quattro venti? Non mi risulta. Così come non mi ricordo che si sia a muso duro mai lamentato di un arbitraggio del nostro convento. Quanto a <strong>Claudio Sabatini</strong>, rovesciatemi pure addosso il peggio del peggio, ma a me non dispiace sempre il suo modo di fare spesso strafottente e provocatorio. <strong>Alla Mourinho</strong>. Perché tutto sommato non è poi sistematicamente dalla parte del torto. Come quando ha accusato i dirigenti canturini d’essere stato costretto a vedere l’eliminazione dai<strong> playoff</strong> della sua <strong>Virtus </strong>protetto da dieci guardie del corpo in un <strong>Pianella </strong>esagitato e li ha minacciati di provare ad ingaggiare dopo il primo luglio i pezzi migliori raccolti con tanto amore da <strong>Brunetto Arrigoni</strong>. Ebbene, se lo farà, e cioè se porterà sul serio a Bologna<strong> Markoishvili-Micov</strong>-<strong>e-Leunen</strong>, oltre a mettere insieme un’ottima squadra, sarà davvero un grande. O mi sbaglio? E lo diremo noi, non lui. Oggi  intanto cominciano le semifinali dei playoff partendo da<strong> Siena-Cantù</strong>, ma ora per favore non chiedetemi un pronostico: lo sapete benissimo chi tra le due andrà in finale. Piuttosto dico di cuore, più che di testa: <strong>Pepsi 3-2 sull’Armani</strong>. E, già che ci sono, concludendo vi confesso che terrò d’occhio anche <strong>l’Andrea Trichieri</strong> come mi ha consigliato di fare un aficionado senese. A pelle l’erede (nel suo piccolo) del <strong>Vate Bianchini</strong> mi fa tenerezza e quindi non credo che ci sia <strong>più spocchia che sostanza</strong> nella sua pallacanestro. Ovvero più fumo che arrosto. Ma se trovassi tra i suoi pannolini davvero più boria che talco, tranquillo: non esiterei a chiamarlo <strong>Boriatalco</strong>. Senza offesa. E amici come prima. Più di prima.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=	" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/02/special-one-tacchi-a-spillo-il-livido-proli-e-quel-pallone-a-forma-di-coglione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sgranando il rosario di San Petrucci</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/24/la-faccia-di-datome-e-le-paturnie-di-vitali/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/24/la-faccia-di-datome-e-le-paturnie-di-vitali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 16:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[bulleri]]></category>
		<category><![CDATA[Crosariol]]></category>
		<category><![CDATA[Datome]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[giachetti]]></category>
		<category><![CDATA[Knicks]]></category>
		<category><![CDATA[Lapo Elkan]]></category>
		<category><![CDATA[McAdoo]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[Michelori]]></category>
		<category><![CDATA[Mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzecco]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco]]></category>
		<category><![CDATA[rubini]]></category>
		<category><![CDATA[Sacchi]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[Vitali]]></category>
		<category><![CDATA[Zoncolan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1755</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI rifugiato nella stazione antartica Concordia per non sentirsi chiedere perché il basket dei playoff ha così poco spazio, perché le tribune sono spesso semivuote. Infelicità del sistema che propone verdetti scritti prima da arbitraggi super casalinghi? Non proprio anche se l’arbitro casero esiste da sempre e quando vuoi far capire come vorresti la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><em>OSCAR ELENI</em> rifugiato nella stazione antartica Concordia per non sentirsi </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">chiedere perché il basket dei playoff ha così poco spazio, perché le tribune sono spesso semivuote</span></strong>. Infelicità del sistema che propone verdetti scritti prima da arbitraggi super casalinghi? Non proprio anche se <strong>l’arbitro casero esiste da sempre</strong> e quando vuoi far capire come vorresti la storia del playoff, quello dove devi essere debole coi potenti e potente con i deboli, allora se scopri che i duri te li mandano quando giochi in casa allora prepara le valige per il mare. Debolezza dell’offerta: paghi tanto vedi poco? Può essere, ma siamo distanti dalla verità anche se <strong>la Lega</strong> non può vigilare su questo considerando che le uniche entrate arrivano dagli incassi e non dagli inviti come direbbero <strong>quelli della Nba che ai giocatori</strong> <strong>e dirigenti Armani hanno fatto sapere che per la partita contro i Knicks</strong> <strong>avranno assicurati due biglietti a testa, basta che se li paghino</strong>. Poco spazio sui giornali perché la concorrenza con eventi più importanti uccide? Questo è sicuro e poi chiudere la gente in palestra con il caldo è un esercizio sadomaso, come direbbero gli alpini che facevano catena sullo Zoncolan, dove almeno centomila persone si godevano la giornata respirando l’aria che manca in pianura. <strong>Zoncolan, angeli e demoni del</strong> <strong>ciclismo</strong>, l’unico sport che manda al rogo il campione appena bagnato di lacrime fintemente gioiose, accusandolo di avere sangue-benzina truccati, ma poi lo idealizza, lo perdona, ci mancherebbe altro, ma avete presente cosa vuol dire scalare Zoncolan e <strong>Mortirolo</strong>, cosa serve per andare spesso a più di 50 all’ora in pianura e oltre i 100 in discesa?, insomma sta dalla sua parte. <strong>Noi del basket, purtroppo, non riusciamo a stare dalla parte di nessuno</strong> perché non vediamo facce da Zoncolan<span id="more-1755"></span>, ma solo dei grandi zoccolon, gente da Mortirolo, se anche fossero peccatori, e alcuni lo saranno certo nelle notti bianche a bere vino tinto, faremmo fatica ad accorgercene mentre sgraniamo <strong>il rosario di San Petrucci</strong> <strong>sul giocatore italiano</strong> da proteggere, lanciare, esaltare a prescindere <strong>anche se ha la faccia di Datome</strong>, <strong>le paturnie di Crosariol e Vitali</strong>, la cadute adrenaliniche di molti assi pronti per <strong>Azzurra-Barnaba</strong>, quella squadra nazionale che <strong>Meneghin</strong> aveva garantito di dare a <strong>Pianigiani </strong>senza interferenze della Croce unita di chi ha bisogno del potere, dalle giovanili in su, per poter avere le sue case senza sapere chi gliele paga.</p>
<p><strong>Sei crudele perché nella stessa mischia hai visto Di Bella, Michelori, Giachetti, Mordente, persino Bulleri. Vi ho detto prima</strong> <strong>che bisogna accontentarsi sperando di non fare la fine dei pallavolisti in Turchia. </strong>Certo il Pianiagiani da quarto scudetto farebbe effetto persino a <strong>Lapo Elkan</strong> se desse le dimissioni adesso, dopo aver visto cosa gli stanno mettendo intorno, un reticolato utile al viperario nazionale. Perché citi il Lapo Lapers? Perché si è visto <strong>nel deserto del Forum </strong>attirato da Manero Vacirca che ha sposato la sua creatività senza farlo capire ad arbitri che gli hanno portato via il miele quando sembrava pronto da spalmare sul pane. <strong>Vederlo abbracciato al solito Pozzecco</strong>, quello che ha stravinto il titolo di baciantino negli ultimi anni del precedente secolo e in quelli di questo guazzabuglio di molecole perdute, dove lo lasciano attaccare persino sul sito di uno dei suoi tanti Pig(s) maglioni , faceva alzare il tasso d’indignazione, ma certo meglio quella festa fasulla del funereo sguardo del <strong>solito Livio Proli</strong>, lo sceriffo di Modena che deve avere comunque qualcosa di segretamente affascinante se ha questo successo, se può credere persino nella squadra che il sole di maggio spinge verso l’alto premiando chi merita così poco per aver scelto così male. Di sicuro con Lapo non avrà avuto una discussione profonda, quello era già in volo e lui già si morsicava le pelliccine delle dita, per le unghie servono denti veri, cercando di capire cosa aveva spinto <strong>12 mila fortunati a mettersi in fila per avere il biglietto per la sfida di ottobre, il tre gente, sarà il tre, contro</strong> <strong>i Knicks</strong>, fra gli ultimi nel circo Nba, ma ultimi che portano dentro storia milanese importanate, <strong>da Bradley a Gengis Gallo</strong>, <strong>passando per McAdoo e Mike</strong> <strong>D’Antoni,</strong> cosa avevano pensato i 65.000 che si sono trovati davanti un certello con sopra scritto:<strong> tutto esaurito</strong>. Sarà che la città matrigna, quella che comicamente viene pubblicizzata come capoluodo della Lombardia <strong>&#8220;Land of the sport&#8221;</strong> ( ma per piacere) nell’angolino alto del Forum che servirà come cassa di Paperone per stipare i soldi promessi dai compratori dei terreni per l’Expo al magico cavalier Cab, quella dove non si capiscono tifosi di calcio e di musica, dove non si amano inquilini sfigati e amanti del rumore (al Forum avrete tutto il rumore che cercate, per il resto stanno provvedendo).</p>
<p><strong>Insomma nella Milano che era, che è, che sarà, piacciono gli eventi, piace il</strong> <strong>grande rischio</strong>, <strong>piace ancora Peterson</strong>, <strong>si venera ancora</strong> <strong>Rubini, piace Herrera</strong> ed è diventato <strong>santo Mourinho come Rocco</strong>, come <strong>Sacchi o Ancelotti</strong>. Insomma gente di spessore, gente che ti dava brividi. Per veder timbrare la posta si va appunto nell’ufficio di posta. Come mai vi scriviamo in pieno playoff? Per avvisarvi che quando parlano bene degli arbitri italiani lo fanno soltanto per contratto, un po’ come <strong>quelli di Sky</strong> che vedono capitani coraggiosi ovunque, fenomeni dove al massimo trovi del fieno fumante, gente che dovrebbe chiedere sempre permesso, ma può non farlo perché l’imbonitore sulla piazza lo vende come talento autentico. Scriviamo anche perché andando verso lo Zoncolan, prima dell’Antartico, ci siamo fermati <strong>a Padova per il Petrarca day alla Mandria</strong>, per capire cosa hanno in mente Benini e Boniolo pronti a ricominciare con la grande storia di una società che ancora manda in campo 500 ragazzi, che ha in panchina <strong>il vecchio guru Fabiano</strong>, che può contare sulla creatività di un<strong> Jessi</strong>, di un <strong>Tonzing</strong>, sulla forza di un <strong>Peroni,</strong> sulla simpatia di <strong>Justo Bonetto</strong>, l’unico casanovologo che abbiamo conosciuto, ce ne sono 200 soltanto nel mondo di studiosi del grande peccatore-amatore-filosofo e artista, l’unico che, se insistesse un po’, ci convicerebbe a mangiare un prodotto indigeribile perché ci fidiamo della sua competenza e delle sue lauree. <strong>Passateci anche voi nella casa del Petrarca</strong>, vi farà bene e, se trovate i resti scartati dall’Olimpia Milano, non fateci caso, quelli sono personaggi inseriti nella liste da proteggere da parte del <strong> Wwf- Basket</strong> che è a <strong>Monaco</strong>, che è a <strong>Barcellona</strong>, che è ovunque si possa dire &#8220;peccato che l’Italia sia finita così, e in certe mani”. Voi dite?</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/24/la-faccia-di-datome-e-le-paturnie-di-vitali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Milano sarà anche criticabile, ma Treviso fa ridere e Biella è finita giù nel fosso&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/11/milano-sara-criticabile-ma-treviso-fa-ridere/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/11/milano-sara-criticabile-ma-treviso-fa-ridere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 14:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Angelico]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[atripaldi]]></category>
		<category><![CDATA[basile]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[Bercy]]></category>
		<category><![CDATA[bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[Borgotaro]]></category>
		<category><![CDATA[Childress]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolino]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[Pasini]]></category>
		<category><![CDATA[pellacani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1737</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal borgo medioevale di Compiano, quello in provincia di Parma, non di Treviso o Reggio Emilia, città che col basket litigano, quel paese dove hanno sopportato una signoria come quella dei Landi per oltre 400 anni dopo i Malaspina, quella dei Visconti, quella che fece del Castello una prigione per carbonari, ma anche la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline"><em>OSCAR ELENI</em> dal borgo medioevale di Compiano, quello in provincia di Parma, non di Treviso o Reggio Emilia, città che col basket litigano</span></strong>, quel paese dove hanno sopportato una signoria come quella dei Landi per oltre 400 anni dopo i <strong>Malaspina,</strong> quella dei <strong>Visconti,</strong> quella che fece del Castello una prigione per carbonari, ma anche la capitale del territorio libero della <strong>Valtaro,</strong> perché la nostra meta è fra <strong>Borgotaro e</strong> <strong>Bedonia</strong>. Compiano per nostalgia di vite precedenti perché se avete pazienza troverete il Museo degli Orsanti, i girovaghi dell&#8217;Ottocento che andavano per l’Europa con orsi e scimmie ammaestrati a fare danze e pirolette. Troverete, in<strong> Compiano</strong>, alla fine di questo mese anche una esposizione di opere dell’artigianato <strong>dedicate alla figura dell’orso</strong>, mentre nelle strade i teatranti faranno sorridere i più tristi con<strong> burattini e tacabanda</strong>, nella speranza che non ci trattengano come orsi ammaestrati quali ci rifiutiamo d&#8217;essere da sempre, anche se appare difficile dimostrarlo, soprattutto adesso che si parla al vento, voce nella valle del Taro senza un eco, perché la compagnia di Barnabò, che domina le feste di questo secolo, ha ben altro a cui pensare e dei nostalgici rompiglioni si fa volentieri a meno. <strong>Nell’ultima scivolata a valle ci è stato detto che eravamo davvero illeggibili ed incomprensibili. Forse era meglio</strong> <strong>dire noiosi</strong>. Pazienza. Succede se invecchi con rabbia e le ciglia diventano più bianche in un Paese che non è più il tuo, non soltanto sportivamente parlando, senza mettersi in ginocchio ascoltando musiche lontane. Come diceva l’avvocato <strong>Washington in Filadelfia</strong> mentre difendeva l’ammalato di Aids? Spiegami le cose come se avessi sei anni. Va bene. <strong>L’orso e gli orsanti applaudono</strong>.<span id="more-1737"></span></p>
<p><strong>Perché tutti tifavamo per il Partizan a Parigi? </strong>Perché quel modo di reclutare giocatori, allevarli, quel bilancio da 3 milioni di euro per chi porta in tribuna anche 22 mila spettatori, sembrano una strada giusta, percorribile anche in Italia. Non lo fanno, non sanno farlo i vecchi, figurarsi questi che per diventare dirigenti <strong>devono leggere il manuale del perfetto idiota</strong> inventato da qualche borosauro federale convinto che i giocatori crescano sugli alberi, indeciso sul fatto se sia più importante conoscere la casistica dei regolamenti astrusi o la parte essenziale dei fondamentali di un gioco che diventa semplice se lo sai insegnare senza lo schema corna. <strong>Perché Siena ha</strong> <strong>già in mente la squadra che tenterà di vincere il quinto scudetto consecutivo,</strong> per il quarto nessun problema come potrebbero dirvi gli allenatori delle famose &#8220;seconde&#8221; in tutto, mentre gli altri grufolano cercando di essere porci con le ali o, almeno, con il pelo come hanno scoperto i vetertani australiani? Perché ha il vantaggio di sapere cosa cerca per se stessa, per il suo allenatore, per un pubblico che smania per l’Europa e <strong>considera lo scudetto una ribollita</strong> con un sapore che diventa sempre meno gradedvole, anche se piace ancora come la prima volta che te la sei mangiata, anche se hai voglia di caio e pepe, di tavolate lunghe al Mugolone. Senti bene orsante col piffero ma cosa ti hanno fatto <strong>questi dell’Armani</strong> che ora pensano al succedaneo Monroe per la volata finale da fare quasi in prima fila? Niente, ma è proprio questo il problema. Non esiste contatto con questo nuovo che avanza perché è una minestrina con pasta glutinata, roba da sacrestie. Hanno giocatori con anima e huevos, ma sono appena tollerati perché hanno salvato la faccia di <strong>Proli, lo sceriffo di Modena</strong> che va a caccia di <strong>tutti i Robin con scarpette rosse</strong>, e del <strong>Bucchi</strong>, <strong>maestrino dalla penna blu che sembra avere soltanto la rabbia del rancore, spaventato dalle critiche come capita a chi</strong> <strong>è troppo permaloso</strong> per considerarsi uno dei tanti discreti allenatori di questa scuola, ma senza essere diverso o migliore di altri, una cosa che Milano non accetta perché, va ricordato, ci si diverte con i <strong>Rubini e i Peterson</strong>, non con i bravi artigiani del borgo. Non ci convinci perché poi questi arrivano proprio dietro a Siena e magari ancora alla finale. Certo che non siamo convincenti e neppure imparziali. Non è colpa del bilancio esagerato e sprecato, non è colpa loro se tutto quello che fanno sembra adatto a qualcosa che è al di là e oltre il giardino del Partizan o del Montepaschi. Insomma a loro piace la musica alta perché uno non possa scambiare un parere con il vicino di sedia, <strong>a loro piace tutto quello che a noi</strong> <strong>non è mai piaciuto</strong> <strong>neppure quando Milano era quella degli scudetti</strong>, quella che fece innamorare, lo sospettiamo, anche se ora non ne siamo più sicuri, il <strong>Giorgio Armani</strong> che poi decise di entrare in proprio nella gestione, fortunatamente per una città matrigna dove non puoi neppure organizzare una finale del campionato di rugby, dove <strong>tutto quello che non è calcio diventa carne da macello.</strong></p>
<p><strong>Te la prendi adesso che hanno spezzato le reni alla Montegranaro esaurita</strong> <strong>dalle frittelle con miele che piacciano agli orsi prima del letargo?</strong> Proprio adesso perché se non pensano al domani in maniera convincente saranno sempre davanti agli allenamenti in coppa del dolce Livio e al fronton pelotero del campionato dove si rimbalza per finire nella cesta senese. Va bene, allora passiamo oltre. <strong>Bologna, già cosa dire di Bologna</strong>? Che non la sentiamo più come vera città dove andare anche soltanto per fare quattro risate. <strong>Certo c’è il Commissario P., c’è Lorenzaccio in esilio dalla sua</strong> <strong>ironia, sfinito dall’imbecillità del contorno</strong>, <strong>c’è Ugo</strong>, <strong>ci sono</strong> <strong>Willy e Sarcastico Pellacani</strong>, ci sono tanti bei ricordi, ma non esiste più sintonia dopo aver visto andare sulla grat anche <strong>Lino Lardo</strong> che ora capirà perché non si va mai in certi posti accettando di essere pagati meno di certi giocatori. <strong>Vi dice niente il fatto che Proli e Sabatini siano spesso sulla</strong> <strong>stessa lunghezza d’onda?</strong> Sì, però, la giovanile Virtus al carnevale di Piombino si è bevuta Siena nel classico per tornei con ragazzi di nuova generazione. Voi dite che Consolini resisterà ancora se, per caso, dovesse diventare più popolare di chi lo paga? Vai avanti con le cose semplici. <strong>Il Gallo che non può curarsi la schiena e giocare per la Nazionale? Una dolorosa</strong> <strong>perdita</strong> perché avremmo rinunciato alle conferenze nel cinema del foro Italico con <strong>Bargnani e Belinelli</strong> per sentire invece qualcosa di meno stucchevole dal Gengis Gallo che gira per<strong> New York</strong> <strong>su una</strong> <strong>carrozza trascinata da topolini</strong> ciechi.</p>
<p><strong>Te la prendi con Proli e Milano e poi fai finta che Atripaldi non sia finito nel fosso con la stessa Biella che l’anno scorso meritava la finale? </strong>Non è vero che facciamo finta di niente, ma se le scuse di Milano valgono, allora ha ragione anche <strong>il presidente dell’Angelico</strong> a chiedere pietà al campo nell’ultima sfida senza domani, anche se ci dispiace che sia <strong>tutto finito con Bechi</strong> che forse non ha mai sentito la fiducia di chi ama poco il ruvido livornese di certe decisioni. <strong>Milano sarà criticabile, ma Treviso fa ridere</strong>, o magari piangere, adesso che tutti urlano per avere una piazza dove alzare il capestro? Disastri mentali di chi pensa di risolvere le cose cacciando tutti. Non si rifanno le squadre ogni anno e agli allenatori si deve dare il tempo di lavorare: noi i Vujosevic li mandiamo via. Come si può giudicare <strong>la nuova infornata di stranieri?</strong> Come l’uva andata male in un campionato dove <strong>la legge di Stonerook e Sato vale sempre</strong>, dove un <strong>Childress </strong>può ancora dare lezioni magistrali a 37 anni, dove un <strong>Bianchini </strong>lo prendono come assistente nel settore femminile al Geas, ma non lo ascoltano là dove avrebbero più bisogno di personaggi che ancora hanno dentro qualcosa da raccontare o da dire agli orsanti del sistema.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Voti tacabanda</span></strong>:</p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">a Luca BASILE</span></strong> che ci ricorda come dovrebbe essere un giocatore di scuola italiana allevato fra le zolle, che ha finalmente la sua coppa da esibire, che ha una storia bellissima che non dovrebbe finire perché dentro non è vecchio e non è storto come tanti suoi ex compagni in azzurro a Sydney, quelli che diedero un calcio alla gloria e alla vita per fare i finti ribelli golosi. E’ l’unico italiano in gloria europea. Teniamocelo caro.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">al professor CHILDRESS</span></strong> che in Italia, dovunque abbia giocato, sarà ricordato come uno dei grandissimi artisti del gioco: anche quando i tempi di recupero diventano difficili lui non dimentica l’arte.</p>
<p><strong>8</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">all’ ULEB</span></strong>, la Lega europea non ha risparmiato sulla fantasia organizzando le finali di Parigi e quelle copie del trofeo consegnate ai vincitori sono stato un tocco di classe in più, ma perché stupirsi che certe cose fioriscano in Spagna? Avete visto i famosi calciatori del Barca in tribuna a Bercy ? Canotta e semplicità. Avete visto i salti del presidente Laporta che nel giorno in cui i suoi fenomeni del calcio sbatterono sul muro interista non fece una piega perché sedeva di fianco a Moratti e aveva il dovere di essere diverso dal tifoso visto a Parigi. Da noi quando succederà una cosa del genere? No, non è la malattia della pietra per tutto quello che è bello soltanto altrove.</p>
<p><strong>7</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al presidente ERCOLINO</span></strong> per come ha cercato di proteggere i suoi due americani che sono andati vicino all’arresto. In America se Gallinari, Bargnani, Belinelli, se uno spagnolo, uno slavo, ma anche un americano avessero avuto una esperienza del genere si sarebbero trovato con le manette e senza sostegno. La difesa dei “ figli” va premiata perché ci aiuta a capire meglio chi siamo e dove andiamo. Ironia? Anche.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">a Valter SCAVOLINI</span></strong> che ha battuto i pugni sul tavolo nello stesso momento in cui ha capito che a Pesaro si stava creando una situazione dove l’unico a dover sempre pagare era lui. Costruire una nuova Pesaro non dovrebbe essere tanto difficile: basta avere i mezzi per sostenere un progetto che copi in tutto quello che è stata la società nei tempi degli scudetti, delle Coppe, della gestione unica di chi pagava e parlava certo meno di un Palazzetti da cui fu rilevata la società.</p>
<p><strong>5</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al Topone Piero PASINI</span></strong> esonerato nelle minors dalla signora Somma perché con la sua storia alle spalle non si può cadere in pieno playoff facendosi congedare da un comunicato che dice tutto, ma, purtroppo, non dice nulla.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">alla TORINO del basket</span></strong> se non si ribella dopo la figuraccia di Parigi dove aspettavano qualcuno degli organizzatori della finale di Eurolega del 2011 assegnato alla città prima di sapere del disatro Juventus, prima ancora che il museo egizio diventasse la sede dove nascondersi per non andare a firmare un contratto che dovrebbe essere valido anche se sono cambiate le teste politiche.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a PIANIGIANI</span></strong> se non chiarisce subito questa situazione degli allenatori per le squadre giovanili azzurre che dovranno crescere seguendo gli stessi principi della squadra che dovra ridarci la dignità europea. Questa tensione che nasce nel solito covo non può andare bene. Si faccia chierezza pubblica e a dire le cose come stanno non deve essere solo il cittì.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al SABATINI</span></strong> che deve pensare una notte prima di decidere sul destino del suo allenatore Lardo colpevole di non aver perso con uno scarto sufficiente per farsi scavalcare in classifica da Roma, in modo da mandare la squadra di Toti nel girone infernale di Siena. Capite a che punto siamo. Il Montepaschi da affrontare soltanto alla fine per potersela raccontare. Questo hanno fatto le rivali dei campioni.</p>
<p><strong>1</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">ai DUBBIOSI</span></strong> che ancora si domandavano come facessero i greci in grave crisi a riempire le tribune del palazzo di Bercy a Parigi? Non era soltanto la passione del basket, era Parigi. In certi paesi, forse anche il nostro, la crisi si sente, ma non si vede mai fino a quando ci tocca la cicoria.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">agli ARBITRI</span></strong> che continuano nella caccia al Tola e alle facce di tola dimenticando che l’entrata nella fase critica porta già tensione. Certo poi se siamo così fragili e deboli capita di vedere relegato Facchini alla finale europea del terzo posto per lasciare spazio a gente che si è dimostrata davvero incapace, ma questo Brazauskas chi lo sostiene e protegge? Non diteci Minucci.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/11/milano-sara-criticabile-ma-treviso-fa-ridere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se fossi foco brucerei la Gazzetta dei coriandoli che ride con Severgnini&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/16/se-fossi-foco-brucerei-la-gazza-dei-coriandoli/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/16/se-fossi-foco-brucerei-la-gazza-dei-coriandoli/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Allievi]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cappellari]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cecco Angiolieri]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Corsolini]]></category>
		<category><![CDATA[dan peterson]]></category>
		<category><![CDATA[Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Dorigo]]></category>
		<category><![CDATA[galanda]]></category>
		<category><![CDATA[Marconato]]></category>
		<category><![CDATA[Michelori]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Hall]]></category>
		<category><![CDATA[montegranaro]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[Pagnozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Porelli]]></category>
		<category><![CDATA[Parisini]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[rubini]]></category>
		<category><![CDATA[Sarti]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>
		<category><![CDATA[virtus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1595</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI ai piedi della scalinata Potemkin nel cuore di Odessa, vedendo la carrozzina di Ejzenstein scendere inesorabilmente verso il mare del silenzio, quello dove vorresti immergerti cercando l’abisso che serve per isolarti dal dolore. Paola Porelli che ha cercato in tanti modi di farci dimenticare la storiella suu chirurghi con mano dolce, ma pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://image.guardian.co.uk/sys-images/Film/Pix/pictures/2008/01/31/potemkin2460.jpg" alt="" width="250" height="178" /><strong><em>OSCAR ELENI</em><span style="text-decoration: underline"> ai piedi della scalinata Potemkin nel cuore di Odessa,</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">vedendo la carrozzina di Ejzenstein scendere inesorabilmente verso il mare del silenzio, quello dove vorresti immergerti cercando l’abisso che serve per</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">isolarti dal dolore.</span></strong> <strong>Paola Porelli</strong> che ha<span style="text-decoration: underline"> </span>cercato in tanti modi di farci dimenticare la storiella suu chirurghi con mano dolce, ma pensiero debole sulla filosofia dello stare bene senza i pezzi del tuo corpo che si sono presi, ha deciso che senza l’avvocatone non aveva quasi più senso guardare persino i nuovi ragazzi della sua<strong> famiglia Virtus. </strong>Con l’ironia di sempre ha deciso prima di chiudere la finestra sul mondo, poi, dopo aver salutato i fedelissimi Matteo, Mario, Lorenzo, ha deciso che aveva voglia di andare a scoprire se anche in un’ altra dimensione deve esserci<strong> un</strong> <strong>pianeta Porelli</strong> dice la scienziata Margherita Hack, il suo <strong>Gigi Torquemada</strong> aveva trovato il modo di macchiarsi la cravatta, la camicia, la giacca, il maglione, urlando al capo degli angeli, o, magari, anache al capo dei diavoli, che la macchia è libertà.</p>
<p><strong>- Ma dai, Gigi, non vedi che state esagerando con la vodka di Odessa, guarda la camica, guarda che macchia.</strong></p>
<p><strong>- Nando</strong> ( lui la chiamava così dopo aver confessato che quando si erano incontrati gli piaceva quella grinta in sorriso con velluto) <strong>non mi rompere, le</strong> <strong>camice si lavano, le giacche si puliscono, ma vuoi mettere come si sta bene</strong> <strong>quando si è liberi.</strong></p>
<p>Va bene, cara Paola, si prenda pure le nostre lacrime<span id="more-1595"></span> da coccodrilli di palude e vada avanti a sentire se l’Avvocato ha già deciso che la prima suite sul mare della tranquillità la daranno sempre a voi. Noi siamo ancora nell’isola di chi vola sospeso, preoccupati che <strong>Dan Peterson</strong>, questa volta, si rialzerà con fatica perché adesso abbiamo scoperto che <strong>all’Avvocato doveva tutto</strong>, lo rispettava, lo seguiva, lo considerava il suo guru in Eurolandia, ma era nel collegio famiglia della Virtus, quello che era scuola di vita ed aveva una regina come madre di tanti ragazzi in viaggio senza sapere dove sarebbero andati a finire dopo la gloria sportiva, dove lui, viaggiatore avido di capire altri mondi, partendo da<strong> Evanston</strong>, si sentiva protetto, dove ascoltava la musica di parole che ora non ci saranno più. Con questo stato d’animo, sapendo che la <strong>Virtus </strong>sarebbe andata ad un partita farsa in quel di<strong> Napoli</strong>, senza che molti si potessero accorgere del lutto che aveva sulle maglie, ci è venuta la rabbia del <strong>contradaiolo senese della Civetta</strong>, quel <strong>Cecco Angiolieri</strong> <strong>che se fosse</strong> <strong>stato fuoco avrebbe bruciato lo mondo</strong>. Lo prendiamo in parola e lo preghiamo di aiutarci a fare la stessa cosa adesso che abbiamo scoperto <strong>sulla</strong> <strong>Gazza dei coriandoli</strong> che tira più una farsa Nba  di tutto questo campionato al traino di <strong>Siena che ora si sente accusare anche di essere la rovina per gli</strong> <strong>altri</strong>, da quando, sono quattro anni, vince e lascia soltanto qualche briciola, ma anche di se stessa perché, dicono i soloni, non avendo competizione seria nel suo campionato poi è impreparata al basket fisico dell’<strong>Eurolega </strong>dove adesso svernano arbitracci da colonna infame. La Gazza degli orgasmi ci fa tenerezza, ma ricorda tanto il povero basket che fa di tutto pur di non affidarsi a gente competente della materia: <strong>dopo Cannavò un bel</strong> <strong>filotto con direttori che non vengono dallo sport</strong>. Tanto, dicono, quelli dello sport si accontentano di tutto se hanno sopportato certa gentaglia, se ridono con <strong>Severgnini </strong>e se hanno <strong>beatificato persino Biscardi</strong> e le tragiche maschere proposte nel tempo. Anche questa pallacanestro italiana, che finge di rimpiangere dopo averli scacciati, combattuti, ignorati, umiliati, <strong>i Porelli,gli Allievi, i Bogoncelli, i Bulgheroni, i Dorigo, i Parisini, i Cappellari, i</strong> <strong>Giancarlo Sarti, i Crovetti, i Peterson, i Rubini, i Tracuzzi, i</strong> <strong>Corsolini,</strong> insomma questo nuovo generone di furbetti del quartiere, ha una grande abilità nel promuovere chi non ha quasi niente da proporre nel torneo delle idee.</p>
<p><strong>Se fossimo foco dovremmo bruciare chi pensa di animare uno spettacolo</strong> <strong>sportivo</strong>, una partita importante, mandando musica al massimo volume, inventandosi per la centesima volta, la formula al di là e al di sopra del gioco. Tutta gente che va in uno spogliatoio, prima di partite determinanti, di spareggi, urlando ai giocatori &#8220;Mi raccomando, concentrati&#8221;. Roba da ridere, da impalamento, ma così vanno le cose. <strong>Se fossimo foco bruceremmo</strong> il <strong>contrallo dell’Armani con Mike Hall</strong>, ma anche con chi lo ha preso e lo protegge, manderemmo sul rogo chi si è inventato l’insulto per l’ex di turno, <strong>Cotani </strong>preso a pernacchie nella <strong>Biella</strong> dove era convinto di aver lasciato qualcosa,<strong> Boniciolli</strong> insultato dalla stessa <strong>Avellino</strong> che gli aveva promesso monumento equestre dopo la vittoria, l’unica nella loro storia, in <strong>Coppa Italia</strong>. Bruciare chi ha convinto <strong>Pianigiani</strong> ad accettare <strong>questa nazionale</strong> perché ogni volta che vedi i candidati all’azzurro ti viene un freddo nelle ossa da gita in<strong> Groenlandia</strong> in maniche di camicia. Beno male che<strong> il presidente del Coni Petrucci</strong> <strong>è a Vancouver</strong> per ballare quando<strong> il</strong> <strong>segretario Pagnozzi canta nella Casa Italia</strong> così accogliente, perché non sapremmo spiegargli cosa succede a Roma quando ha tutti gli italiani disponibili: nel bosco di Avellino, davanti ai lupi di Pancotto, i ragazzi d’oro hanno fatto strage di <strong>4 in pagella</strong>, ma, si sa, loro sono superiori, poi vanno a parlare con i sostenitori della scuola italiana dell’obbligo e si rasserenano. Noi ci teniamo ancora stretti a<strong> Basile, Marconato, Galanda, Mordente, Michelori</strong>, <strong>Di Bella</strong>, ma sappiamo che non andremo lontano neppure con il loro modo di vivere questo sport, pronti a scommettere che in agosto non vedremo in Italia i tre della Nba . Da cosa lo abbiamo capito? Istinto. Animalesco istinto, ma, come dice<strong> Ettorre Messina</strong> che è già in quaresima sulla pradera di san Isidro, inutile mettersi fuori dall’aeroporto con il cappello in mano e la limoujsine pronta per giovanotti che già si divertono nell’atmosfera della notti stellate Nba. <strong>Se fossimo fuoco andremmo ad</strong> <strong>Avellino per scaldare una Coppa Italia che sembra nata focomelica</strong>, fra sorteggi sospetti, con un programma demenziale, con alleanze che diventeranno odio appena le luci saranno spente. Se fossimo foco diremmo ai senesi di respirare profondo e di regalarla questa Coppa Italia, così avremo l’illusione che chi comanda nella città dei canestri ha deciso di scegliersi sfidanti con la goccia d’oro. Non è così anche se <strong>Caserta</strong> rappresenta qualcosa di speciale e non soltanto perché <strong>dopo 19 anni è tornata vincere sul</strong> <strong>campo di Milano</strong> dove con la maglia taroccata Olimpia giravano<strong> i</strong> <strong>fringuelli</strong> <strong>dell’ornitologo Bucchi</strong>, del tenero<strong> Livio Proli</strong> che sembra soffocare quando intorno c’è soltanto il sottofondo del bisbiglio di chi sfrutta le fasi morte di una partita per poter parlare con il vicino chiedendo quasi sempre la stessa cosa: ma sono davvero i secondi o i terzi del campionati quei tipi lì con la casacca Armani? Certo che lo sono, anche se le rivelazioni dell’anno sono a Caserta e a Montegranaro, in attesa di capire tutto il resto mentre Boniciolli finge di essere diventato capo minatore con anima dolce dopo lo schianto di Avellino, il magone irpino, dove <strong>Repesa </strong>chiede scusa ad <strong>Esposito,</strong> il Vincenzo che ha scoperto di odiare i giocatori simili a lui e ai suoi amici più cari di un tempo che fu, perché ha scoperto dal Diablo, allenatore in Trento, che <strong>il male vero del basket italiano sono gli allenatori stranieri</strong>. Lui è l’unico rimasto, è rientrato in corsa, ma non sapeva di aver avvelenato la fonte. Confusione del cronista coriandolo che non ha neppure fatto notare il peccato di voce? Forse si riferiva agli stranieri che, come uccelli di rovo, passano, lucrano e migrano.</p>
<p><strong>Volete anche le pagelle? Peggio per voi:</strong></p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">al MICHELORI</span></strong> che ha sdrumato il povero Mike Hall, che ci ha messo tutto quello che aveva per ricordare bene chi era e cosa avrebbe potuto dare prima di scontrasrsi con mastro volpe nella Milano con memoria, non quella astiosa di oggi dove un piccolo borosauro affronta ex giocatori, negandogli omaggi, con la domanda: ma tu cosa hai fatto per l’Olimpia? Quelli, sbalorditi, umiliati, indicano le due stelle dei 25 scudetti sulle maglie, quello non capisce. Avevate dei dubbi? Chiedere all’ufficio turistico modenese.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">al BRUNNER</span> di Montegranaro</strong> che avrebbe fatto davvero comodo a questa Biella in caduta libera. Sono tipi come lui, come il Rocca sano, come Kenney, come Sojourner che resteranno per sempre nel cuore, come Raga festeggiato nel suo ritorno a Varese per il Ponte del sorriso.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">a GALANDA</span> e</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">CHILDRESS</span></strong> che hanno pilotato Varese in una vittoria fuori casa che potrebbe valere oro, che è diventata sollievo per il dolore del Gianfranco Castiglioni che al basket andava sempre con il suo fedele Diego che adesso lo ha lasciato solo.</p>
<p><strong>7<span style="text-decoration: underline"> ai MATURI BASKETTARI</span></strong> di Magnoni e Dal Pozzo che hanno deciso di radunarsi nella terra magica di Castrocaro, il feudo dell’indimenticato Battistini che ai tenori cani consigliava il pareggio quando stonavano nelle albe vincenti, adesso ne troverebbe tanti fra i dirigenti dell’italbasket. Appuntamento ad Aprile. Speriamo di farcela proprio tutti, potrebbe essere l’occasione giusta per i riconoscimenti dei nuovi entrati nella Hall of Fame dopo le rinunce ad Avellino. Affidatevi a Raffoni ed avrete qualità e affetto.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">all’indomito ex arbitro SIDOLI</span></strong> che ha portato a Quattro Castella gente nobile da premiare, gente giusta, ma il suo capolavoro è stato quello di essersi ricordato del Pedro FERRANDIZ hidalgo gentile, raffinato, intelligente, ex rivale del suo amico Rubini quando era al Real, l’uomo che nel museo di Alcobendas ha la storia di questo sport.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">ai TRUCIDI</span></strong> che vorrebbero impedirci di celebrare il campionato italiano dei filippini, quello vinto dal gruppo di San Felice, Milano zona Forlanini, città giardino dicevano una volta, forse lo dicono ancora, sul mitico campo bolognese dello Sferisterio, quello del basket femminile ai tempi di Baratti, quello dell’epopea legata al Civola.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Mike D’ANTONI</span></strong> un po’ perché i suoi<strong> KNICKS</strong> ci fanno passare delle brutte notti, ma anche per non aver dato nessuna assicurazione sul Gallo azzurro. Che fosse imbarazzato lo si è capito nella scarna storia americana del duo <strong>DAN e DINO</strong>. Mondi diversi, come quando erano re di Milano, magari si stimavano, ma non era proprio uguale la condivisione della vita intorno al gioco. L’unica cosa che li univa, sempre, era la voglia di successo.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline">ai CRITICI</span></strong> che hanno trattato male l’ultimo lavoro di <strong>Federico MOCCIA</strong>, l’artista che ha legato il suo marchio AMORI alla Fortitudo sempre in pericolo di estinzione se tutti i suoi innamorati veri non faranno un assemblea permanente con il responsabile dei tifosi Pellacani per arrivare alla soluzione antifallimento. Soltanto per questo gesto tutto quello che scrive, canta, produce, merita dieci.</p>
<p><strong>2</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">ad Andrea BARGNANI</span></strong> che per spiegarci la nuova dimensione raggiunta con i Raptors racconta in questo modo la scoperta della serenità:  &#8220;Io tiro appena vedo luce, se segno bene, altrimenti pazienza&#8221;. Già.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">al CROSARIOL</span></strong> che sul campo di Avellino cercava di far capire a tutti, meno che all’allenatore, cosa gli stava passando per la testa mentre gli avversari passavano sul suo fantasma. Certo era impegnato nel famoso ciapa no esoterico con Vitali poco vitale, con Gigli poco candido, con Datome vicinissimo a dacome?, con Giachetti rimasto senza alamari sulla spalla che faceva male ogni volta che giocava male.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">alla LEGA</span></strong> come premio speciale per la Coppa Italia che sta per partire. Mettere le due squadre campane alla prima giornata, lasciare il vuoto per la seconda, è un capolavoro che qualifica tutto il resto, calendari, soste, orari, accidia nel caso Napoli, ignavia in tutto quello che avrebbe dovuto essere il bene comune.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=;" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/16/se-fossi-foco-brucerei-la-gazza-dei-coriandoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I bidelli di via Vitorchiano, i tromboncini televisivi e i menestrelli senza anima&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/02/i-bidelli-di-via-vitorchiano-e-i-tromboncini-tivu/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/02/i-bidelli-di-via-vitorchiano-e-i-tromboncini-tivu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Becirovic]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[Cremona]]></category>
		<category><![CDATA[Crosariol]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmonte]]></category>
		<category><![CDATA[Della Valle]]></category>
		<category><![CDATA[Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Filadelfia]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[fucka]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[legabasket]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Stern]]></category>
		<category><![CDATA[Tola]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[Triboldi]]></category>
		<category><![CDATA[Vitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1548</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI, o almeno quella che resta di lui dopo aver ascoltato l’ultima predica in tutù, da una vasca piena di rose nel centro del Cairo, mentre intorno infuria la bufera per la vittoria dei calciatori alla Coppa d&#8217;Africa, convinto a non usare il trucco della regina Nefertiti perché gli americani, sempre loro che mangiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.lavezzi.eu/wp-content/uploads/2010/01/coppafrica.jpg" alt="" width="178" height="145" /><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>, <strong><span style="text-decoration: underline">o almeno quella che resta di lui dopo aver ascoltato l’ultima predica in tutù, da una vasca piena di rose nel centro del Cairo, mentre intorno infuria la bufera per la vittoria dei calciatori alla Coppa d&#8217;Africa,</span></strong> convinto a non usare il trucco della regina Nefertiti perché gli americani, sempre loro che mangiano volentieri plastica, hanno scoperto che era tossico e, se ti lasciavi andare, non c’era protezione garantita né dal dio Horus, né dal dio Ra. I truccatori, però, insistono. Hanno la voce e le facce dei <strong>tromboncini televisivi</strong> che seguono la corrente del Nilo azzurro nella valle dell’eco, dove i piccoli faraoni ordinano una nuova piramide, intimando agli schiavi di dare un calcio al passato. Non lo faremo, ma non per nostalgia dei tempi in cui il basket italiano era quello che indicava la strada, non per il rimpianto di sentirsi magari snobbati da questi poveri menestrelli, ma soltanto perché era davvero tutto molto più bello e a conciarlo così sono questi nuovi profeti. <strong>Quando decidi di risparmiare sugli stipendi agli</strong> <strong>allenatori dei giovani, quando vai dietro alle statistiche e non cerchi nell’anima di un giocatore</strong>, quando credi a tutte le bugie di questi finti centurioni del lavoro, quando non segui il sacro concetto veneto dove si invitano allenatori, presidenti, giocatorini con il braccio corto e la mente coinfusa, a tacere prima di parlare, allora il calcio nel sederone lo diamo a questi fasuli che fingono di commuoversi appena cercano di celebrare maestri che non hanno mai avuto e che, quando questi maestri erano in vita, imitavano nelle cose peggiori, mai in quelle che avrebbero aiutato la loro crescita. <strong>Ci siamo fatti prestare gli occhi da James Ellroy</strong>, il grande scrittore americano a cui piace raccontare la violenza, il Male, ma con ottimismo, dice lui, anche se la sua lama taglia proprio dove vorremmo tagliare noi adesso che abbiamo visto naufragare, senza tanta dolcezza, la barca del presidente federale, accompagnato da Peterson, nel furore generale della fureria federale, dentro il mare grande del basket americano. <strong>Dino accolto con gli onori dovuti ad uno che è nella Casa della</strong> <strong>Gloria a Springfield</strong> <span id="more-1548"></span>( come da noi? come hanno fatto certi sapientoni della casa cantiniera di Lega) mentre i topolini nel formaggio saltellavano intorno a <strong>Petrucci</strong> in visita pastorale a Biella. Lui, il numero uno del nostro basket, a guardare in faccia i tre ragazzi d’oro che fingono di ascoltarlo, ma che hanno già le scuse pronte per saltare fuori dalla maglia azzurra, gli altri, i numeri zero del consiglio federale, <strong>scatenati nel fare i dispetti</strong> <strong>a Simone</strong> <strong>Pianigiani,</strong> con la speranza che perda la testa. Il nuovo commissario tecnico dice un nome e<strong> i bidelli di via Vitorchiano</strong> , in coro, ne dicono un altro. Gli hanno fatto passare, come assistenti,<strong> Dalmonte e Capobianco</strong>, ma chiusa lì. Su<strong> Caja</strong> ci sarà da discutere, mentre noi prigionieri del sogno ci chiediamo come sia possibile che il capo allenatore, quello che deve riformare tutto, non abbia in mano anche le scelte tecniche per il settore giovanile, quello dove un tempo si costruivano giocatori, quello che oggi serve soprattutto per fabbricare consensi e nuovi voti. Certo che le <strong>povere creature</strong> sono sempre state prese in ostaggio da chi cercava voti, così come era importante andare anche in posti dove era più facile farsi male che allenarsi, ma se esageravano trovavano contro non un muro di coristi, non la gomma di questa<strong> Lega</strong> scorporata che cede sempre con fermezza, ultimo il caso della coppa Italia, ma gente tosta. Certo non riusciamo ad immaginare <strong>il Tony Manero Vacirca</strong> che, da assente ingiustificato nell’assemblea di Lega dove si decideva la sede, dopo aver ricevuto tutte le lezioni dal solito <strong>Sabatini</strong>, si alza in piedi urlando addirittura che il sorteggio è stato fasullo. Lui lascia la delega a Biella, si fida prima, ma poi non si fida più. Non diciamo <strong>ai tempi di Porelli</strong>, perché l’avvocatone sarebbe andato a comprare scarpe chiodater in <strong>Montegranaro </strong>per poi inseguire sul vialone principale il “ bravo manager”, ma in un periodo qualsiasi della storia societaria questa finta ribellione non sarebbe davvero passata. Come si può convivere con chi sospetta che si trucchino anche sorteggi banali, perché, banalmente, a qualcuno, Siena, prima o poi, dovrà toccare? <strong>Prima di parlare taci diceva il pilone della mischia al fringuello</strong> che dai trequarti gli saletellava intorno, pronto a scappare, mentre lui era già all’inferno, anche se credeva di essere nato per rivoluzionarlo questo inferno. Non ce la fanno. Parlano, straparlano e la famosa scuola italiana del tiro a segno vive di gloria se il tiro da tre va dentro e poi sussurra nel bagno degli spogliatoi che ci vorrebbero anche palle dentro, palle sotto,palle vere in difesa. Ma non conta. Braghette corte, calze lunghe, ma, come dicevano <strong>sotto i portici a Bologna</strong>, <strong>almeno si vedevano i maroni</strong> e non si ascoltavano le marronate di questi paggi Fernando che fanno i corifei, che ripetono banalità per giocate straordinarie, stagioni straordinarie, per uno straordinario e ricercato spiraglio nelle parole più false per far sapere che non saranno mai ripetitivi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">PAGELLE </span>e mantieni la calma nel bagno di rose, ma non dire che sei lucido dopo aver visto come <strong>Milano e Varese</strong> hanno ridotto la loro super sfida, come il mondo attorno a noi fa in fretta a prendere in giro<strong> Boniciolli o Repesa oggi</strong> <strong>e Pianigiani domani</strong> se dovesse andargli male l’Eurolega perché ci sono molte possibilità che una squadra invincibile da noi non lo sia nel grande basket continentale. <strong>Il figlio della Lupa senese</strong> deve fare attenzione a tutto e, per adesso, può soltanto consolarsi (?), sapendo che <strong>Di Bella</strong> è meglio di tutti gli altri presunti registi in circolazione, che <strong>Causin</strong> ha più cose dentro del <strong>Crosariol amletico</strong>, che sui tre americani sarebbe meglio non fare conto, che sul programma di allenamenti e sedi deve decidere in proprio e al più presto senza entreare nella santa barbara frederale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">10 al MINUCCI machiavellico</span></strong> che ha mandato i ragazzi del suo vivaio contro i viandanti dell’avvocato (?) Papalia. Dovevano farlo tutti, ma non tutti hanno un viavaio decente come direbbero molti davanti a progetti di facciata. Questa potrebbe essere la soluzione. Affidate a Caja una squadra di under ventuno, pagata dalla Lega, che gioca nel nome di questa Napoli che fa azionariato popolare sempre in ritardo, che ha campi fatiscenti, ma se ne accorge soltanto quando deve scaricare le colpe su altri.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">a Secondo TRIBOLDI, proprietario di Cremona</span></strong>, per aver resistito quando la squadra sotto di venti dava fiato ai soliti infelici che vorrebbero soltanto ricchi scemi alla guida di società dove invece serve una sana aministrazione per non finire come Napoli, come Rieti, come tanti altri posti. Coraggioso e paziente e ora non ascolti quelli che fanno il tiro al bersaglio su un buon allenatore.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">a Sani BECIROVIC che, da paziente pastore del basket pensato,</span></strong> indica la strada ai peripatetici che sfuggono di mano al povero Bucchi nello stesso momento in cui il povero Proli si è convinto che il suo calcione al passato avrà il conenso della gente, farà davvero tremare le tribune del Forum dove soltanto la musica è sempre motlo alta, mai il livello dello spettacolo: loro amano che la gente veda ma non senta e, soprattutto, non si possa scambiare in pace qualche idea, magari prpprio sul narcisismo dei nuovi pascià.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline">a Fabrizio FRATES che ha messo in buca anche la Virtus Solare</span></strong> rimontandola quando già i giocatori di Lardo facevano i pavoni pur sapendo di essere, al massimo, uccelli del coro in un paradiso lontano dal loro talento. Ci vuole il braccio forte, la mente lucida per risolvere situazioni difficili. Se prendi Frates sai che non devi avere intorno fighette permalose.</p>
<p><strong>6<span style="text-decoration: underline"> al nano dorato GREEN che ha ridato sorriso al Dalmonte</span></strong> ancora confuso da questa investitura azzurra. Ora, nel caso del piccolo principe di Filadelfia, vorremmo chiedervi se valgono di più i suoi 12 assist o il 5 su 6 nel tiro da 3? Non fate i furbi dicendo che va bene la miscela. Non fate i furbi andando nel sacrilego ovile dove qualcuno pensa che un Aldo Ossola non avrebbe saputo far andare in cielo i saltimbanchi di oggi, i ragazzi con il passaggio dietro la schiena incluso nel prezzo.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">a Dan PETERSON e Dino MENEGHIN</span></strong> che, tornati dagli Stati Uniti, non hanno fatto una volatona per raggiungere il Forum, per vedere quello che è rimasto della sfida Milano-Varese. Il nano ghiacciato non ci dica che non gli hanno dato una tessera omaggio, il presidente non ci venga a raccontare che non aveva voglia di polvere ad Assago dopo essersi goduto il caramellato del Madison.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Luca VITALI che ha fatto la scelta giusta</span></strong> nell’assurdo finale di Cremona dove Roma, come la vera Salomè, dopo aver chiesto la testa del Battista Gentile, si era denudata di nuovo, ma che si è messo anche a ridere quando gli hanno chiesto come potevano accadere cose del genere. Lui faceva la faccia di quello furbo che non aveva colpe, proprio come quando era a Mailano. Una maschera unica nel circo del povero Toti.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline">al TOLA che dirige il subbuglio del settore arbitrale</span></strong> perché se facesse attenzione non manderebbe certa gente a rovinare gli arbitraggi di Facchini o Sahin, non manderebbe per i campi di A2 i soliti noti, quelli pagano sempre i dividendi delle maialate di chi va in attacco a testa bassa, di chi considera il fattore campo una sua assicurazione per fischi sempre applauditi come diceva il povero Fucka tormentato ad Imola.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al commisioner della Nba, David STERN</span></strong>, che, ascoltanto il grido di dolore del presidente Meneghin, gli ha fatto capire che all’Italia lui pensa sempre in modo positivo: ci manderà i Knicks, li manderà a Milano, ma proprio questi?, ma vuole che la scuola produca altri ragazzi da servire al popolo migrante in serate da funiculì funiculà, quelle dove ci starebbero bene anche i designati dal Poz per un futuro al di là? Già. Al di là.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">a Barak OBAMA, presidente degli Stati Uniti, che va volentieri a vedersi anche il basket colleggiale,</span></strong> che scherza in televisione su suo futuro da telecornista, che si gode Geoprgedtown mentre silura Duke per il piacere di tutti noi, cominciando dal Marchese Della Valle, che in casa di coach Key, ehi ragazzi se non state al passo con la questa generazione di pappagalli vi silurano perchè quelli prendono a calci il passato e qualsiasi cosa gli rammenti che fanno fatica ad essere credibili, autorevoli e simpatici, insomma nella tana di quello squadrone universitario avevamo visto i mostri di una difesa che non lasciava scampo al palming, all’hooking, a quel cavolo che volete voi.</p>
<p><strong>0</strong> tondo tondo <strong><span style="text-decoration: underline">alla LEGA</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">per non aver risposto</span></strong> subito e in maniera decisa alle accuse di Montegranaro, per essersi illusa di averci convinto dopo aver aggiustato il peperone nel forno di chi voleva cucinarselo alla sua maniera. Come diceva Totò qui siamo davanti a caporali che conitnuano a recitare da uomini, o, come suggeriva Sascia, davanti ad ominicchi e quaqquaraqua che recitano la parte del super dirigente ispirato che pre4ndno a calci il passato mette lka testa nel bugliolo del suo greve futuro.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/02/i-bidelli-di-via-vitorchiano-e-i-tromboncini-tivu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chiudeteli nel bagno e buttate la chiave</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/19/chiudeteli-nel-bagno-e-buttate-via-la-chiave/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/19/chiudeteli-nel-bagno-e-buttate-via-la-chiave/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[aradori]]></category>
		<category><![CDATA[Armani Jeans]]></category>
		<category><![CDATA[Bocconi]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[Bottai]]></category>
		<category><![CDATA[Cavaliero]]></category>
		<category><![CDATA[fortitudo]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Koponen]]></category>
		<category><![CDATA[Lottomatica]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Manero]]></category>
		<category><![CDATA[McIntyre]]></category>
		<category><![CDATA[Melli]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[Poeta]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzecco]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[recalcati]]></category>
		<category><![CDATA[Righetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rubio]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1527</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da un posto che non esiste, quello dove si taglia la lingua agli allenatori che trovano fiori dove hanno coltivato soltanto ortiche, Roma e Milano sono le nuove serre della pruriginosa su grandi labbra, quello dove chi legge sembra capire, dove i consiglieri di chi ha sbagliato tanto sono appesi per le palline [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.maracana.it/img/NENCINI/impianto_basket_mod_usa.jpg" alt="" width="178" height="145" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span> da un posto</em></strong> <strong>che non esiste, quello dove si taglia la lingua</strong> <strong>agli allenatori che trovano fiori dove hanno coltivato soltanto ortiche</strong>, <strong>Roma e Milano</strong> sono le nuove serre della pruriginosa su grandi labbra, quello dove chi legge sembra capire, dove i consiglieri di chi ha sbagliato tanto sono appesi per le palline sul ponte Milvio, sul ponte della <strong>Ghisolfa,</strong> su ogni ponte dove ci sia la possibilità di leggere oggi, domani, quello che ieri ci faceva godere, ad esempio, nei giorni in cui la<strong> Lega</strong> era qualcosa di speciale e non questa nebulosa che si fa stangare in pubblico dai suoi associati, che sbaglia quasi tutto, che non comunica, non si commuove, non fa più tenerezza, a parte i samaritani che ci lavorano dando tutto quello che hanno per avere in cambio ringhi scomposti. <strong>Scoprendo che il male non ti</strong> <strong>lascia anche se provi a tagliarlo</strong> abbiamo provato a farci chiudere nella stanza dei giochi, al sole, scegliendo il giallo ravvivante con accenti al color gelato, vaniglia o lampone, aggiungendo blu navy e blu ceramica, anche se, dicono, sarebbe bello svegliarsi al mattino in una stanza dove non vedi<strong> i</strong> <strong>fantasmi di Proli, Bottai, Papalia</strong>, degli arbitri infelici, dei giocatori italiani sostenuti da <strong>Petrucci</strong>, ma non più dai poveri allenatori che puntano su di loro, <strong>speriamo che Pianigiani cambi il mondo intorno a noi</strong>, dove non senti cazzate sui prossimi ragazzi da mandare nella Nba se <strong>nell’elenco del Poz ci mettono Mancinelli e Poeta, su Aradori muovetevi più piano,</strong> dove non tutti quelli che dovrebbero cambiare il nostro destino di nazionale con la quarta fascia scritta in faccia hanno il colore del Crocus e delle Primule che abbiamo visto sul volto di<strong> Nicolò Melli</strong>. Che la fortuna lo salvi dalla piaggeria, che sia protetto bene dalla famiglia, gente tosta, madre americana, argento olimpico di pallavolo, padre a gomiti larghi come quando giocava, che la testa, una bella testa, gli serva per schivare la slavina dei leccaculi che ai talenti prospettano <strong>soltanto veline<span id="more-1527"></span></strong>, auto veloci, serate in discoteca, agenti sbrodoloni, un confuso misto di colori fasulli quando invece a questa generazione nuova servirebbe l’avorio, il color menta vivace o il verde felce da accarezzare con pennellate color pesca.</p>
<p><strong>Anatemi del giorno</strong>, nel sessantesimo compleanno di un presidente federale che si chiama<strong> Dino Meneghin</strong>. Sulla solita torta federale, crema acida, scaduta, ha trovato di tutto e non soltanto il Barnaba che dal ponte dei sospiri ascolta il messaggio dal minareto degli ottici: fatti sentire, urlano al navigatore pugliese, contano i dirigenti, non gli allenatori, quelli, se gli va bene, si prendono un ricco stipendio e trottano nella direzione che diciamo noi. <strong>Recalcati è vero?, </strong>o lo dicono soltanto perché se sceglieranno lui come futuro presidente sono convinti di riavere gli stessi locali dei giorni oscuri?Loro pensano così dai tempi di <strong>Tanjevic</strong>, noi pensiamo così da quando abbiamo capito che con la nazionale vai a sbattere anche se sei bravissimo. <strong>Chiedere a Messina</strong>, che pure era protetto da grandi dirigenti, vi bastano <strong>Petrucci e Porelli</strong> come garanzia, giganti veri in confronto a questo pigmei, <strong>Meneghin e Bonamico</strong> esclusi, si capisce, nei giorni dell’europeo in Germania, quello dove il nostro Tancredi si rovinò le notti pensando che con Azzurra manca il potere di coercizione che esiste in una società ben organizzata. Lo disse in faccia tutti e oggi lo dimentica spesso<strong> il Pittis che</strong> <strong>confonde ancora McAdoo</strong> con il resto degli americani d’Italia, pur sapendo che si rivolgeva anche a lui. Non pensate subito a Roma per mettervi a ridere. Caro Simone sarà così anche per la tua<strong> nazionale</strong>, ma se bisogna affondare, lo diciamo al presidente sessantenne, all’allenatore quarantenne, allora fatelo da grandi quali siete: una botta al muro, avanti diritti, pazienza se intorno ci sarà il deserto dei sorrisi, se i professionisti di un gioco che <strong>Rubini </strong>chiamava ruba pennino si raduneranno in sala mensa per contare i voti del dopo Londra.</p>
<p><strong>Quelli non cadono mai, ti fanno terra bruciata intorno e ti silurano</strong>. Succede in ogni organizzazione mal nata. Bocciarono persino Rubini, persino Porelli, non hanno voluto Bulgheroni, fanno finta di non sapere che esiste nel giardino delle pensioni attive un certo <strong>Dorigo.</strong> Schivano tutto, dopo aver mandato fuori dal loro bosco morto quelli che potevano ridargli la vita. Invidiosi al potere, nullafacenti sull’aia dove gli altri fanno balli celtici e loro si tolgono il pidocchio dell’incapacità, convinti che non abbia lasciato le uova. <strong>Chiudeteli nel bagno e buttate via la chiave.</strong> Non succederà. Così come non avremo il ritiro della Napoli poveraccia dal gioco dove il Papalia ci fa sapere di essere comunque un laureato, anche se alla <strong>Bocconi di Milano</strong> spiegano che giurisprudenza non è certo una delle loro specialità, meglio, negano che esista. Studiare bene Dan Peterson che non vuole guardare chi porta a spalla la bara di <strong>John Mc Millen</strong> dentro la chiesa bolognese dove lo hanno salutato quelli che gli volevano davvero bene, erano tanti, pazienza se altri hanno preso scuse banali per non esserci, accadde anche quando portarono via <strong>Riccardo Sales</strong>. Lo interroghi con gli occhi e lui si perde verso via Ugo Bassi. Risponderà soltanto sull’auto di <strong>Tony Cappellari</strong> tornando verso Milano: &#8220;Se non guardi quando portano la bara puoi sempre illuderti che non sia accaduto niente. Io la vivo così e John resterà sempre con me. Era più di un figlio. Perché non sono entrato in chiesa? Perché mi è bastata la rabbia accumulata sentendo quel prete che parlava del Barone Sales senza saperne niente. No, quando me ne andrò io la camera ardente la farete al Palalido, mi va bene anche la secondaria. Fate parlare chi volete, nel bene e nel male, ma dite chi ero e non fermatevi al numero dei caffè mai offerti&#8221;.</p>
<p><strong>Grande Dan</strong>, ma sul sogno <strong>Palalido</strong>, che passerà in gestione al gruppo gnocco fritto e tigella appassita, siamo pessimisti perché nella <strong>Armani </strong>nova, quella che si fida di tutti, basta che vengano da fuori, meno di quelli che hanno fatto davvero grande la più titolata delle società, il nome del grande capo indiano con origini irlandesi non viene preso in considerazione. Lo abbiamo capito quando avrebbe dovuto presentare<strong> Jura</strong> al suo vecchio popolo. Stranezze della vita. Lo capiranno in futuro <strong>Repesa, Boniciolli</strong>, lo stesso <strong>Lino Lardo, magari Bechi e Capobianco</strong>, forse anche Pianigiani appena troverà sulla strada una mina blaugrana come quella delle settimana appena trascorsa al cimitero del basket italiano cacciato dall’Europa. <strong>Non esiste la memoria</strong>, quelli guardano in cagnesco <strong>persino Gamba</strong> che sulla <strong>Repubblica dice</strong> spesso la verità e, molto più spesso, si commuove ancora vedendo quei colori, perdonando tutto, fingendo di non capire che certe cose non cambiano se fai la faccia di quelli duri, puri, di quelli bravi sul serio e dentro sei un rispetta come direbbero alla Bovisa. Manca la comunicazione interna a Roma, come a Milano. Quella esterna la garantiscono benissimo la ragazza Mei e Mantica, ma dentro, fra i giocatori, c’è un gelo che non si può nascondere mangiando insieme al cinese, all’Emporio, dalla sora Lella, dal buiacaro. <strong>Ve lo immaginate Hall in sciopero nelle mani della squadra di</strong> <strong>Peterson?</strong> Riuscite a pensare come sarebbe uscito dallo spogliatoio Crosariol dopo aver urlato contro il suo compagno Gigli che gli “ rubava” due punti, convinto, come tanti, che quel tiro asfittico non avrebbe trovato il canestro. Ecco dove esiste la malattia. Cambi il vestito, provi a truccare tutto, ma la pelle resta quella e certi giocatori non andrebbero mai incoraggiati ad essere più brutti di quello che sono. Eppure lo fanno in tanti e ora aspettiamo di capire come <strong>Meneghin e Pianigiani</strong> risolveranno il “ni” alla nazionale dei tre americani che hanno consigliori Nba, ma anche in Italia, gente che ricatta: loro vengono se ci saranno nella quadriglia quelli che diciamo noi. Speriamo non sia così.</p>
<p><strong>PAGELLE e andate a friggervi sul lago</strong> dove l’aurora boreale vi fa credere che vivrete per sempre nel cuore degli amici e anche degli sciattoni che neppure allungano la mano unta per paura di essere smascherati:</p>
<p><strong>10 a Tyrrel MCINTYRE</strong> che tuffandosi sul campo di Cantù, avanti di oltre venti punti, sconvolge l’orianone in rosa, il più fanatico dei sostenitori di Boston e quindi dello stile Bird, così distante dallo stile dei giullari fanfaroni che invece sono nei suoi sogni giornalieri. Siena non è quella che è soltanto per un fortunate combinazioni astrali. Devi leggere nella testa della gente prima dio prenderla, poi farai la tua squadra vi direbbe Stonerook che, non per caso, si teneva lontano da Azzurra.</p>
<p><strong>9 al CAVALIERO</strong> testa fina che ha piantato una banderillas sulla schiena della mucca carolina Armani, ricordando che lui doveva rimanere in città, che lui ha mani piccole, ma cervello grande come dicevano i suoi allenatori quando è nato.</p>
<p><strong>8 al Pino SACRIPANTI</strong> che tiene Caserta nel cielo alto se riuscirà a non soffrire troppo scoprendo che a Pianigiani piacciono di più altri tipi di allenatore. Può accadere. Chieda in giro e non soltanto a Boniciolli che in questa settimana di purghe avrà già pensato a mandare dolci a chi proprio non lo può vedere.</p>
<p><strong>7 al Tony MANERO di Montegranaro</strong> che commosso è andato verso Lechthaler per abbracciarlo, per fargli sapere che se resisti in campo, anche con 4 falli, hai già fatto un passo avanti per diventare quasi giocatore. Ci voleva fede per resistere, ci vuole fede per stare ancora in sella dopo aver letto che a Porto San Giorgio la Sigma, che pure ha battuto Milano, ha avuto un incasso di 8000 euro. Roba dal pallavolo minore.</p>
<p><strong>6 a Ricky RUBIO,</strong> meraviglia del Barcellona e della Nazionale spagnola, perché ha rifiutato la NBA del basso impero, perché ha voluto godersi le ramblas e non i fast food, perché impara ogni giorno qualcosa per diventare uno a cui la NBA chiederà davvero di accettare una buona offerta e in una buona squadra. Magari giocasse con i Knicks del futuro, non certo in questi che sono da angoscia. Guardare tipi come lui è il consiglio che diamo a Nicolò Melli, felici che abbia deciso di andare in palestra alle 6 del mattino per combinare bene scuola e basket. Un tempo a Trieste si inventò la cosa il Boniciolli e lo stanno ancora perseguitando.</p>
<p><strong>5 a Petteri KOPONEN</strong> che migliora dopo ogni partita, che ha trovato un ruolo, che ha trovato una dimensione giusta, che, purtroppo, andrà avanti così fino ad agosto quando ce lo troveremo contro nelle qualificazioni all’europeo e qualcuno urlerà che non possiamo allevare noi i giocatori che poi, con gli altri, ci faranno del male. Basta cercare la gente giusta per i giocatori giusti.</p>
<p><strong>4 ai RIGHETTI</strong> della situazione che non trovano più un posto dove giocare. Sono italiani, sono stati azzurri, hanno fatto anche bene, ma adesso sono fuori da tutto, persino nell’emergenza stanno a guardare eppure sognano di tornare indietro. Questo è il sistema, ma per fortuna ci sono ancora in giro tipi come Fucka che, come i gatti, sanno dove trovare conforto: un amico allenatore bravo come Moretti, un posto dove c’è entusiasmo come Pistoia. Sì, in A2, ma cara gente quello è il campionato dove si sta meglio e dove non devono sorbirsi un giorni sì e l’altro pure l’anatema del Sabatini che vuole davvero vestirsi da Sansone nel tempio dei filistei che lui stesso ha puntellato ogni volta che voleva mandare via un presidente scomodo.</p>
<p><strong>3 a Matteo BONICIOLLI</strong> per la gioia di chi non vedeva l’ora di trovarlo impiccato, ancora una volta, nel posto giusto al momento sbagliato. Dire che Roma è bene organizzata, anche da aziendalista, fa ridere, dire che bisogna salvare il soldato Totti ha un senso se, prima, allo stesso soldato si dice la verità e soltanto quella.</p>
<p><strong>2 a Mike HALL</strong> che secondo il suo presidente Proli è stato davvero fastidioso sul campo di Montegranaro. Sarà stato l’unico davvero fastidioso in quel gruppo dove in molti vanno per la tangente, una enormità pensando al cambio quasi totale della squadra rispetto all’ultimo anno?</p>
<p><strong>1 alla FORTITUDO Bologna</strong> prima in classifica nella A dilettanti perché ogni volta che pensiamo a questo bene popolare svenduto e perduto ci viene la nausea, soprattutto dopo aver sentito, da gente che non imbroglia sugli affetti e su certe cose, un bollettino dei disastri fin troppo accurato che porta verso il fallimento. Gente di piazza Azzarita è l’ora dello sciopero da incatenati, è ora di cercare uno che sia disponibile a soffrire con voi. Non accettate il verdetto dei ragionieri e degli insolventi.</p>
<p><strong>0 agli ITALIANI della LOTTOMATICA</strong>, la speranza del Petrucci che considerava coraggiosa la scelta di Roma confondendola con quella di Treviso, perché sul campo della Virtus li avete potuti pesare e valutare, perché fra di loro scorre il veleno che non si nasconde su una vettura capace di frenare da sola davanti all’ostacolo. Quelli non hanno dentro niente, cominciando dal Vitali che, come a Milano, vorrebbe sempre cavarsela pensando di essere incompreso, lui che ancora si illude di passare inosservato se fa lo spettatore in difesa. Non è questo il problema. Conti quanti amici veri si è fatto da Montegranaro in poi e tiri le somme, senza illudersi che la gente sia minchiona e non sappia dove metterlo nel presepio delle squadre sbagliate.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/19/chiudeteli-nel-bagno-e-buttate-via-la-chiave/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hanno costretto Meneghin a diventare presidente e adesso vogliono frustarlo&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/18/hanno-costretto-meneghin-a-diventare-presidente-e-adesso-vogliono-frustarlo/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/18/hanno-costretto-meneghin-a-diventare-presidente-e-adesso-vogliono-frustarlo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Barlera]]></category>
		<category><![CDATA[Bogoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[Brumatti]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Gavagnin]]></category>
		<category><![CDATA[Iellini]]></category>
		<category><![CDATA[Maroussi]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Palalido]]></category>
		<category><![CDATA[Persi]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[rubini]]></category>
		<category><![CDATA[Tracuzzi]]></category>
		<category><![CDATA[veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[Vigevano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1407</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI in una giornata di sole marcio dove ci hanno detto di stare in casa per allarme neve, con il ghiaccio nel cuore per dover salutare Paolo Barlera sconfitto dalla leucemia, con la rabbia dentro per aver visto ferire Dino Meneghin dall’artiglio del diavolo, capita con quelli che giurano di pregare molto, con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://images.gazzetta.it/Media/Foto/2009/02/07/meneghin--346x212.jpg" alt="" width="222" height="145" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>in una giornata di sole marcio dove ci hanno detto di</strong> <strong>stare in casa per allarme neve</strong>, <strong>con il ghiaccio nel cuore</strong> <strong>per dover salutare Paolo Barlera sconfitto dalla leucemia</strong>, <strong>con la rabbia dentro per aver visto ferire Dino Meneghin</strong> dall’artiglio del diavolo, capita con quelli che giurano di pregare molto, con la felicità di scoprire che <strong>la Hall of Fame del basket</strong> <strong>italiano</strong> ha buona memoria, con l’orgoglio di aver resistito fino a quando si è ribellato Super Dino, una Super Nova nel cielo nuvoloso del basket, dove imperano villani attaccati alla politica del pennino da portare sempre a casa, <strong>come diceva un giorno Cesare</strong> <strong>Rubini a cui auguriamo feste meravigliose</strong> <strong>pur sapendo che non</strong> <strong>ci riconoscerebbe se ci presentassimo con un panettone e la</strong> <strong>perfida lacrima sul viso. </strong>Venerdì di magro per chi sperava di trovare silenzioso il presidente federale dopo avergli scatenato addosso i soliti molossi con il tutù rosa che erano già stati serviti di barba, capelli e dossier calabresi da almeno un mese. Meneghin ha reagito bene, ha spiegato perché la situazione contrattuale di <strong>Pianigiani </strong>meritava una rivisitazione per capire cosa aveva in mente: <strong>anche part time saprà lavorare bene e con entusiasmo</strong>, anche perché dagli ultimi quattro anni con allenatore e seguito a tempo pieno, gente silvestre, gente con vista acuta, gente che troncava rapporti in tribunale, non abbiamo avuto tanti regali da scartare in questa stagione che è stata disastrosa per la nazionale di basket. <strong>Tempo pieno per cosa?</strong> Politica<span id="more-1407"></span>, costruzione di una base nuova? Ah saperlo, ma qui stiamo parlando con gente che va in prima serata per dire che è tornato lo sport nella scuola elementare da cui in verità non era mai uscito, salvo non poterlo praticare per mancanza di attrezzature. Presi dal furore <strong>avremmo chiesto a Pianigiani di salutare tutti cordialmente e di</strong> <strong>ritirarsi nel feudo senese</strong>: tenetevela la vostra nazionale. Ma, per fortuna, è anche la sua e non farà caso a questo attacco concentrico che non finirà tanto presto perché, se tirano in ballo Colucci, vuol dire che hanno deciso di circondare le mura senesi e sarà per questo che <strong>Minucci, in questi giorni, sembra pronto alla guerra più che a pranzi di</strong> <strong>Natale come era previsto. </strong></p>
<p>Meneghin e la sua chiara visione del bene comune ha ammesso di aver parlato a lungo con Petrucci per avere un allenatore a tempo pieno, ma poi si è reso conto che doveva stare sulla sponda del fiume dove esiste una scuola tecnica italiana. Noi la conosciamo e non siamo convinti che siano tutti bravi come dicono, però ce ne sono di buonissimi, comunque sia <strong>ha ammesso di aver &#8220;tradito&#8221; Petrucci</strong>, ma è anche riuscito a liberarsi dalla catena e gli ha detto chiaro quello che doveva far sapere: <strong>lo hanno costretto a diventare presidente e ora vorrebbero</strong> f<strong>rustarlo</strong> perché si dichiara autonomo, pur avendo a che fare con un consiglio federale che trama, che finge, di gente che minaccia le dimissioni se non la porti in viaggio premio verso la Baviera. Bella reazione di <strong>SuperDino, altro che minchione alla corte di re Artù</strong> come dicono sghignazzando gli usceri di via Vitorchiano. Stiano attenti al blocco cieco. Prima di andarsene Meneghin li servirà a dovere anche se ora deve tremare perché con <strong>la storia del suo socio al marketing gli faranno il contropelo</strong>, anche se <strong>Tolomei</strong> è un grande professionista, anche se gli ex amici che il presidente aveva in federazione vanno a sbattere le alucce nel giardino di Petrucci gridando allo scandalo, proprio loro, anche quelli che pensavamo puri e duri marciatori in montagna.</p>
<p><strong>Tornando al sereno variabile dopo le porcadas variadas del caso</strong> <strong>Napoli</strong>, la cosa buffa è che per punirla questa società mai nata la citano parlando della povera<strong> Rieti</strong> defraudata del suo amore. Meneghin ammette tutto: errori e vomitino appena sente le novità calabresi sugli arbitri. Ha fatto quello che doveva e poteva, ma la giustizia è ancora autonoma, in federazione, almeno così pensava Dino, per cui <strong>la Gazza</strong> degli orgasmi che sbraitava sapeva bene di non poterlo tirare nel gorgo, ma ci hanno provato lo stesso e lo faranno anche in futuro. <strong>Resistere almeno fino a Londra, caro Meneghin, poi che si</strong> <strong>fottano. </strong>Settimana triste per aver perso Paolo Barlera rubatoci dalla leucemia. Era dolcissimo anche dentro l’area, era una bella persona, era una speranza, ma la natura che gli aveva dato tanto per uno sport che amava gli ha chiesto troppo presto la restituzione del prestito e ce lo ha rubato. Speriamo che trovi amici come a Bologna e come a Biella là dove è andato e dove ci sono già grandi del basket con idee brillanti come <strong>il professor Vittorio Tracuzzi</strong> entrato nella casa della gloria nazionale, una casa ancora senza il tetto, purtroppo, come <strong>Adolfo Bogoncelli</strong>, <strong>anima grande</strong> <strong>dell’Olimpia che non assomiglia proprio a quella di Proli</strong> come si vede girando fra le tribune fredde del <strong>Forum,</strong> nelle sale finte del <strong>Palalido</strong>. Speriamo che domenica con il natale Armani al campo piccolo ci si ricordi che nella casa della gloria insieme a Gianni Corsolini, altra supernova, Nicoletta Persi e il grande Gavagnin, sono entrati proprio il fondatore della società con più scudetti, sono stati ammessi <strong>Pino Brumatti</strong> anima grande e <strong>Giulio Iellini</strong> anima poetica condiviso con<strong> Varese</strong> più che con <strong>Vigevano</strong>, condiviso con la grande storia della nazionale. Tornando al gelo eccoci nell’eurolega dove abbiamo visto i puffi della Lottomatica naufragare nel mare non troppo dolce dove sparava il sottomarino del <strong>Maroussi </strong>e dove <strong>Zapata Boniciolli</strong> ha dovuto sentirsi persino dire che era stato <strong>raccomandato da Veltroni</strong> per passione anche politica e amicizie paterne. <strong>Calunniatori dell’Urbe</strong> <strong>unitevi</strong>, siete malvagi, ma sapete farci anche ridere perché questo allenatore ha qualche titolo da sbattervi in faccia, anche ai tipi smemorati come finge d&#8217;essere <strong>il nostro caro Dan sfinito da troppe</strong> <strong>telecronache.</strong> Boniciolli è un temerario che ora spera di curare la grande malata portandola in ritiro durante la sosta natalizia e le feste. Si assicuri che in sede non resti nessuno a borbottare, si garantisca con un patto leale che lo dovrebbe legare al presidente disperato, perché in quel bosco ci sono <strong>lupi incompetenti, ma sempre affamati anche</strong> <strong>quando stanno per emigrare verso il calcio</strong>.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/18/hanno-costretto-meneghin-a-diventare-presidente-e-adesso-vogliono-frustarlo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

