By peaclaudio | Aprile 13, 2009 - 5:40 pm - Posted in Vengo anch'io...

               di LEONARDO IANNACCI       

 Anche se è matematicamente inattaccabile il vecchio teorema del bar, inventato da quel gran genio di Mirko Lanzi, detto l’Ugo Tognazzi della bassa (“Non è così grave quando per la prima volta non fai la seconda, lo è quando per la seconda volta non fai la prima…”), una certezza la posso candidamente confessare: da parecchio non concedo il bis. Il sipario – diciamo così – si alza una sola volta e, al fin della licenza, si chiude, senza più dar segni di vita. L’esibizione è unica e secca. In talune occasioni robusta e vitaminica (ehm…), in altri casi ben più sofferta: fate conto di vedere un marine, visibilmente appesantito, che cerca di raggiungere la sua buca sulla spiaggia di Okinawa. Arranca, suda come una bestia, si aiuta con i gomiti. Ce la fa, non ce la fa, alla fine ce la fa. Ma il bis, a quel punto, diventa fugace, francamente impossibile. Questione di anagrafe? Il prossimo luglio sono 47, mica 90. Ma come ricordava il grande Totò, a questa età è più facile imbattersi in un morto che parla una sola volta, più che in un fringuello in forma clamorosa. Tant’è. I giorni ormonici di un tempo sono passati da troppe primavere e, così, il sottoscritto – povero disgraziato – si appresta a vivere una “doppia” di ben altro tenore: quella della possibile retrocessione in parallelo delle sue squadre del cuore: il Bologna calcio e la Fortitudo basket. Si scherza e si ride per non piangere. Ovvero, scherzo e rido per non piangere. Read The Full Story…

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By oscareleni | Aprile 6, 2009 - 3:37 pm - Posted in I lunedì da Oscar

OSCAR ELENI dal palazzo Bricherasio di Torino, così distante dall’Isozaki dove il basket europeo ha scelto i rossoneri del Lietuvos Rytas, i lituani di Vilnius per la seconda Coppa Uleb, così diverso dal palazzo fiorito fra la piscina dei tuffi che esplode con Tania Cagnotto e lo stadio per un calcio dai misteriosi posteggi come diceva il nostro Virgilio, dove le beghe nostrane ci hanno tolto il piacere di ritrovare i vecchi leoni del periodo Guerrieri e anche gran parte del mondo che l’anno scorso aveva contribuito alla prima festa europea nel Palazzo Vela. Molti di loro sono dei cocciuti colpevoli, ma ci sono mancati lo stesso. Meglio andare da Amenofi IV, il faraone eretico e, forse, anche rivoluzionario come ci sia augura possa essere Meneghin I, meglio godersi la mostra Akhenaton piuttosto che guardare la faccia di Sergio Scariolo che sperava di arrivare al primo trofeo europeo senza passare dalla sede della Federspagna, piuttosto che andare dietro ai prestigiatori del black berry, quelli che hanno vissuto il tormentato rapporto Portela-Bertomeu che ora non hanno più il bel sorriso di un tempo, un legame che faceva del bene a tutti, non soltanto al basket, un’intesa che ci garantiva spettacolo, ma non servilismo totale agli ” affari” anche se è di pane che hanno bisogno i grandi club. Orgia di collegamenti, guardare la difesa Benetton diventare pan di zucchero, ma intanto fingere di smaniare per Siena, salvo poi mettersi già a ricostruire la squadra campione d’Italia che questa volta non ha trovato gli uomini giusti per assaltare l’Europa. Eurolega crudele nel sorteggio, spietata per chi aveva commesso un grave errore a Zagabria, ma certo qualcosa Minucci dovrà fare per tornare all’assalto lui che è l’unico con la licenza triennale in tasca, con un palazzo nuovo da far costruire, lui che ha certo le idee più chiare di chi voleva consolare il Montepaschi urlando che era uscito a testa alta contro uno squadrone. C’erano dei dubbi sul fatto che i nostri campioni avrebbero dato tutto e di più in una serie dove il sole ha scaldato soltanto la tenda di Zelimir Obradovic che ha davvero preso paura e ancora si domanda se avrebbe potuto farcela contro Siena se Lavrinovic non si fosse rotto Read The Full Story…

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By peaclaudio | Aprile 1, 2009 - 3:37 pm - Posted in Il basket nel cestino, La Banda Osiris, Pea Nuts

Non me ne intenderò di basket come Barack Obama che ha pronosticato North Carolina quando le squadre in lizza per il titolo Ncaa erano ancora sessantacinque. E vuoi vedere che c’azzecca? Sinceramente lo spero. Ho sempre avuto un debole per la squadra universitaria di Michael Jordan e Bob McAdoo, allenata dal mitico Dean Smith che un giorno (di qualche lustro fa) Sandro Gamba, in tournée con la nazionale azzurra negli States, mi presentò dopo l’allenamento del mattino. E ci sparammo anche poi un hotdog tutti e tre insieme. North Carolina nelle final four di Detroit affronterà sabato notte Villanova, che ha eliminato la favoritissima Pittsburgh, e poi lunedì, toccando ferro, la vincente tra Connceticut e Michigan State. Dai, Presidente, che pure questa volta ce la fai. Però, detto tra noi, non ne capirò anche niente di pallacanestro, ma un fallo su un virtussino qualsiasi a dieci secondi dalla sirena o anche sullo stesso Vukcevic, prima che tentasse la tripla e infilasse il fantastico canestro della vittoria nel derby di Bologna, io al posto di Cesare Pancotto durante il time out l’avrei anche ordinato di fare. O no? Male che andasse, la Virtus avrebbe segnato due tiri liberi e la Fortitudo se la sarebbe ancora potuta giocare con l’ultimo possesso o comunque aggrappandosi al paracadute del supplementare. Così invece ha perso e buttato via una furiosa, appassionante e generosa rimonta. A Pancotto, viva Dio, non si può che voler bene, e io gliene voglio, ma tre partite vinte su quattordici, anche se a Milano e con Siena, mi sembrano tanto tanto poche. Dragan Sakota aveva fatto assai meglio: quattro vinte e cinque perse. E non vorrei dire, ma fu mandato in quattro e quattr’otto al diavolo. Cambiando temporaneamente discorso, che poi arriva la bomba, che scoppia e rimbomba, l’Orso Eleni mi ha tolto la parola di bocca. Avrei voluto infatti magnificare la telecronaca senza urli e lavagnette da Pesaro di Luca Corsolini e Mario Boni, ma l’ha già fatto lunedì Oscar e quindi non posso fare pure io il pappagallo come Acciughino Pittis, mia croce (su Sky) e delizia (quando era un bambino e vinceva le Coppe Campioni). Dirò allora che mi è piaciuta anche Chiara Baroni, abbastanza disinvolta nel prepartita di Scavolini-Benetton: una donna finalmente in uno spogliatoio di soli uomini. Peccato che sia poi scivolata su una buccia di banana Read The Full Story…

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By lorenzosani | Marzo 11, 2009 - 1:05 pm - Posted in Sani da slegare

Pellegrinidi LORENZO SANI

La faccenda è piuttosto nota e ha avuto una meritata risonanza in tutto il pianeta: due giorni dopo un attacco di panico Federica Pellegrini ha stabilito il record del mondo sui 200 stile libero. Meno noti sono gli “effetti collaterali” che ha prodotto questa notizia. Per gli esperti di cose militari gli “effetti collaterali” sono semplicemente le vittime civili dei conflitti: furono l’8-10% durante la Grande Guerra, oggi la cifra oscilla attorno all’80-85%. E dire che nel corso del secolo le bombe sono diventate pure intelligenti. Se fossero rimaste stupide chissà che avrebbero combinato.  Il record mondiale che la Pellegrini ha stabilito durante gli Assoluti di Riccione è stato preso molto sul serio e non solo perché sembra che Federica abbia anche battuto Juri Chechi agli anelli durante il riscaldamento.  Il panico, se usato in giuste dosi, può rivelarsi un additivo straordinario. L’uomo lo ha scoperto prima di scoprire il fuoco. La Storia è piena di gente che ci ha fatto una fortuna così col panico. Grazie a Dio, però, gli “effetti collaterali” di una notizia non sempre seminano morte a tappeto come quelli delle guerra. Dj Fargetta, dopo un attacco di Panicucci, è stato visto polverizzare il record di traversata a nuoto dei Navigli. A poche ore di distanza da un attacco di Pandev, nella partita di Coppa Italia con la Juve, Tommaso Rocchi ha piazzato la doppietta in campionato. Fare due gol al Napoli di questi tempi non varrà un record mondiale. C’è comunque di peggio. Subirli.
Dall’altra parte del mondo, in Brasile, Ronaldo, ribattezzato Ronaldone dal presidente Lula, dopo un attacco di pane (si capiva male, la linea era disturbata) ha fatto un gol clamoroso, di testa, sollevandosi, macché, addirittura volando più in alto di tutti. Per molti sarà dura ammetterlo, ma di calcio Lula non capisce un cazzo. Ne capisce di più Berlusconi. Read The Full Story…

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A bocca aperta. Ma non per le esibizioni esaltanti del Montepaschi, che pi√π lo guardi e pi√π ti incanta. Ovvero ti lascia proprio a bocca aperta e t’autorizza a sognare che possa anche vincere l’ultimo duello con il Cska del fiero Ettore Messina e conquistare l’Eurolega otto anni¬†dopo la¬†Kinder Bologna di¬†Emanuel Ginobili. A proposito, ho sentito¬†giusto ieri l’Ellisse (di luna) dire: “Non ho parole per¬†definire la prestazione di Mason Rocca autore di una esagerata doppia doppia con i greci del Panionios: √® un giocatore grandissimo,¬†davvero¬†enorme, grandissimo”.¬†E Riccardo Pittis, il nuovo pappagallo di Sky: “Paola hai proprio ragione: √® davvero un giocatore fantastico!”. Ora non ho nulla con Rocca. Al contrario, lo vorrei nella mia squadra del cuore assieme a Stonerook e Mc Intyre, e perch√® no a Sato e Eze, Becirovic e Tonolli, Gordon e Marcelinho, Spinelli e Giovannoni. N√® men che meno con la cara Ellisse, non fosse altro perch√® √® il capo (o la capa?) di Cicciobello Tranquillo e non pu√≤ vedere come me nessuno della Banda Osiris, ma se un giorno la Baronessa dovesse parlare di Ginobili, quali aggettivi dovrebbe usare? Come minimo: immenso, galattico, incantevole, stupefacente, delirante. E nel delirio, perch√® no, dovrebbe anche fumarsi una canna assieme ad Acciughino. A bocca aperta, dicevo, tre ore e mezza sotto i ferri del dentista che, per farmi coraggio, mi ripeteva: “Avessi un dente normale, ti pagherei da bere”. Non tutti i mali comunque¬†vengono per nuocere, perch√® per non pensare al trapano e a quel nervo scoperto, sotto anestesia da cavallo, ho pensato fortissimamente al mio amico Attilio Caja che a Udine¬†la signora Sandra e il signor¬†Edi Snaidero hanno licenziato in quattro e quattr’otto. Cos√¨ ora¬†dovranno pagare¬†tre allenatori (Pancotto-Caja-Sacchetti) in una stagione sola quando con gli stessi soldi (pi√π o meno 250-280 mila euro) avrebbero potuto benissimo ingaggiare un paio di giocatori buoni buoni, ad esempio Janicenoks (ex Fortitudo) o Gregor Fucka, per rinforzare una squadra con il tetto-salari pi√π basso di tutta la serie A e un presidente che ogni tre per quattro con una mano presenta le dimissioni e con l’altra le ritira. Ad onor del vero ho un debole anche per Romeo Sacchetti sin dai tempi dell’Europeo di¬†Limoges e Nantes che l’Italia dell’amato citt√¨, Sandro Gamba, vinse nel 1983 soprattutto per merito suo, ma qui il discorso √®¬†completamente diverso. Qui c’entra solo il buonsenso. Okay, non ci sono soldi, i tempi sono quelli che sono, gli operai temono la cassa integrazione e qualcuno ci √® gi√† finito pure a Udine, rimbocchiamoci dunque le maniche e sar√† quel che sar√†, anche la retrocessione in Legadue, non morir√† nessuno. Per√≤¬†Edi Snaidero non si deve poi arrabbiare se un giornalista del Messaggero Veneto, alla vigilia dell’improbabile sfida (vinta!) con la Lottomatica, scrive che tutta la Snaidero costa come l’ingaggio di un milione d’euro (e spiccioli) di Allan Ray.¬†Ora, a parte il fatto che √® tutto verissimo, non mi risulta¬†che i coniugi Pozzo si siano offesi quando il mondo intero ha scritto che tutta l’Udinese guadagna come Kak√† e meno di Ibrahimovic. Anzi. E comunque non capisco cosa voglia Snaidero: la botte piena e la moglie ubriaca? O forse solo qualche aiutino dal suo amico Renzo Tondo, neo governatore del Friuli? Il quale potrebbe sempre dirgli: caro il mio Edi, un contributo dalla Regione io te lo posso anche dare, ma almeno non prendermi per i fondelli sostenendo che la tua palla nel cestino quest’anno ti √® costata l’occhio della testa. E poi chi mi dice che anche i pochi quattrini che ti far√≤ avere non li butterai di nuovo fuori dalla finestra? Nessuno.¬†

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