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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; pagelle</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Pasqua di resurrezione per pochissimi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 15:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/sparkytheneoncat/2973713754/"><img class="alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="vulcano la cumbre" src="http://farm4.static.flickr.com/3193/2973713754_d5a6d7a5ff.jpg?v=0" alt="" width="200" height="140" /></a></span><strong>OSCAR ELENI costretto a seguire Conopo</strong>, la stella piÃ¹ luminosa a Sud del Cane, per sfuggire al fiume di miele che accompagna finti giocatori travestiti da registi che stanno portando al fosso le loro squadre, guardare classifica e non comprare piÃ¹ quel cammello, per stare lontano dalla mattanza dell&#8217;agnello che Ã¨ in noi. La base di osservazione giusta Ã¨ alle <strong>Galapagos,</strong> meglio, era alle Galapagos, almeno fino a quando il vulcano La Cumbre non ha reso impossibile la vita sull&#8217;isola disabitata Fernandina dove le partite di campionato si giocano in ora decente alla vigilia di Pasqua, dove il re dei ramarri ha mandato a casa tutti quelli che volevano fare il consigliere federale, dopo aver messo in trappola il <strong>Dinosauro Meneghin</strong>,<span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/zona131/86969274/"><img class="alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Dinosauro Meneghin" src="http://farm1.static.flickr.com/37/86969274_953bcc5f9e.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a><strong>il regno Nba</strong> benedetto nei secoli, dove si valutano le categorie dei giocatori professionisti, perchÃ© non Ã¨ vero che andare di lÃ , come squittiscono alla televisione lecca lecca, vuol dire emancipazione, vuol dire successo. Che successo sarÃ  mai quello di giocare nei <strong>Knicks </strong>penultimi a Est? Quale ricordo storico ci potrÃ  mai essere se hai avuto gloria nei <strong>Raptors </strong>tredicesimi sui quindici squadre? Che senso avrÃ  mai avuto l&#8217;estate torrida del povero <strong>Belinelli</strong>, rimbalzato sulla milza di un allenatore crudele, se quei guerrieri hanno vinto 30 partite in tutto e sono nello stesso lago artificiale delle altre deluse dal campionato dove le trote costano un dollaro? Lo stesso lago dove hanno finalmente scoperto che mandare via gli allenatori Ã¨ uno sfizio costoso, ammesso che poi tutti paghino e non mandino a casa tua il gaglioffo di turno che consiglia il trasloco immediato senza avanzare pretese per il nero firmato in bianco, dove si sono resi conto che l&#8217;allenatore senza societÃ  alle spalle Ã¨ una vittima predestinata. Eh sÃ¬, se tu cominci risparmiando sugli stipendi degli assistenti, lo hanno fatto, lo fanno, lo faranno, se prendi il primo che passa e mandi a spasso chi ha studiato davvero, se costruisci un grande progetto giovanile, almeno per i lucci della stampa, e poi ti affidi a chi neppure conosce il territorio, o, peggio, se agli allenatori delle giovanili dai soltanto un buono spesa, allora non avrÃ  piÃ¹ senso aspettare la rivoluzione Meneghin di maggio. Cosa conta cambiare le formule, dare possibilitÃ  e spazi ai giocatori italiani, anche quelli che meriterebbero di essere lasciati fuori dalla porta di una palestra secondaria, se poi si permetterÃ  di sprecare tutto, di perdere talenti, di avere bestie da minibasket che non prendono un ragazzo di 10 anni perchÃ© sono giÃ  avanti con il programma? La bonifica, cari <strong>Recalcati </strong>e soci, va fatta cominciando dal campo dove si fa la semina<span id="more-851"></span>, dal vostro campo, bella gente. Se trovi i bacarozzi e non li bruci sei rovinato. In questa <strong>Pasqua</strong> di resurrezione per qualche giocatore italiano, preferito a certi <strong>Barabba </strong>dell&#8217;altro mondo, abbiamo celebrato tre eventi che dovrebbero farci sentire molto arzilli perchÃ© la base esiste, la passione Ã¨ tanta, la gente con buona volontÃ  superiore a quella che ti guarda con occhio cattivo. Al <strong>Memorial Garbosi</strong> sono state coinvolte 20 mila persone, nel tre contro tre scolastico che aveva sviluppato l&#8217;organizzazione di Meneghin sono stati regitstrati 100 mila partecipanti, la festa per la generazione basket del <strong>Montepaschi </strong>ha portato migliaia di ragazzi nelle palestre. Ora per questa nuova generazione come si Ã¨ organizzata la Federazione alla porta di accoglienza? Il problema sembra soltanto questo dicono i fuggiaschi da La Cumbre, quelli che hanno trovato casa all&#8217;isola Isabella, dove ci sono allenatori cresciuti nel mito del <strong>signor Darwin</strong>, quello che considerava fondamentale l&#8217;evoluzione della specie. Da noi come si evolve la specie allenatore, quella che Ã¨ giusto onorare nei giorni di paga? Come cresce la specie dirigente? Come migliora la specie giocatore? Ai posteri le solite sentenze, anche se, lo ripetiamo, sarebbe meglio radunarsi prima di maggio, prima del diktat Meneghin sul futuro assetto del basket professionistico per capire se puÃ² esistere un legame fra mondi cosÃ¬ distanti, in lite per un una faraona, mondi diversi, cosÃ¬ vanagloriosi da non capire e non vedere, ma certo siamo nel paese che accetta tutto e se uno arriva dalla <strong>Spagna </strong>di Rubio e dice che stranamente qui non rende mentre dagli Iberi era considerato il miglior play, allora qualcuno mente e <strong>all&#8217;Hidalgo Scariolo</strong> diciamo mandaci la conferma di quello che dicono i fanatici del tuo convento televisivo. Vedete come corrono le notizie fasulle, le stesse che fanno girare i soliti noti, quelli che ti mandano un giocatore tipo <strong>Holland </strong>pregandoti di prenderlo perchÃ© il passato Ã¨ passato e perchÃ© se lo tesseri tu lo togli agli avversari. Ragionamenti a pene di segugio che avviliscono come direbbero quelli di <strong>Udine</strong>, come vanno urlando quelli che <strong>in via San Felice</strong> stanno preparando una <strong>marcia verso San Luca</strong> per essere perdonati con tutti quelli che un tempo prendevano in giro<strong> Giorgio Seragnoli</strong>, con la gente di <strong>Rimini </strong>che ha riscoperto il piacere della compagnia pubblica sul progetto corbelliano, con quelli di <strong>Rieti</strong> che si domandano cosa servono tanti costosi studi se poi non ci sono i soldi per pagare chi deve essere ricompensato.<br />
Peccatori che stanno anche bene in questi giorni ed Ã¨ stato un piacere vedere l&#8217;<strong>Atripaldi</strong> uscire in trionfo dalla Treviso che lo aveva considerato da panchina segata, come insegna <strong>Gentilini</strong>, l&#8217;ex sindaco, ma sindaco per sempre, ha un valore, soprattutto perchÃ© <strong>Biella </strong>si Ã¨ messa comoda a guardare il mondo sopra di lei, lasciando perdere quello che c&#8217;Ã¨ sotto, visto che lo scudetto grande Ã¨ giÃ  stato vinto con il nuovo Palazzo, che noi dedicheremmo al professor<strong> Bonali</strong>, un palazzo che <strong>CantÃ¹</strong> continua a sognare, che Milano non avrÃ  mai, che Roma avrÃ  in aggiunta all&#8217;Eur , senza sapere come riempire una tribuna perchÃ© per avere grandi palazzi servono societÃ  che sono grandi dentro. Atripaldi e il <strong>suo Gaines</strong> che a <strong>Treviso</strong>, guarda un po&#8217;, ha giocato anche per gli altri. Ora se si passa sopra a questa metamorfosi negata a <strong>Milano </strong>e alla stessa Treviso, alle molte partite della Biella disperata che cercava salvezza fino a qualche giorno fa, fino alla fiesta trevigiana, se non si prende nota che certi giocatori fanno dispetti in nome del loro smisurato ego da difendere nelle province dell&#8217;impero Nba, allora non riusciremo a decifrare bene il prossimo cartellone play off che premia i virtuosi e caccia all&#8217;inferno i peccatori, quelli che secondo i manifesti apparsi nella Bologna tormentata di questi giorni, calcio e basket, <strong>Virtus </strong>a parte, per ora?, fanno sapere attraverso la fantasia di <strong>Andrea Ruggeri</strong> che ci sono in giro personaggi vampiro capaci di segare i canestri, di mettere piombo ai piedi del baloncesto.<br />
A proposito ecco una sfera per leggere il finale del gioco a quattro turni dalla fine, con tanti recuperi da aspettare, ma non cosÃ¬ vincolanti: <strong>1. Siena</strong> <strong>56, 2. Virtus Bologna e Milano 38, 4. Roma e Teramo 36, 6. CantÃ¹ </strong><strong>e</strong> <strong>Treviso 32</strong>, <strong>8. Avellino e Ferrara 28</strong>. E in coda? <strong>Fortitudo 18, Udine</strong> <strong>e Rieti 16</strong>. SarÃ  vero ? Una settimana fa avremmo detto di sÃ¬, ma l&#8217;ultimo turno criptato alle 20.30 ci ha fatto sballare su almeno tre partite e allora perchÃ© immergersi nel fiume dei pesci pernacchia?<br />
<strong>Le pagelle</strong> con preghiera all&#8217;associazione allenatori di chiarire subito questa storia dei tecnici benemeriti perchÃ© il <strong>Corsolini canaglia</strong> fa sapere che l&#8217;ultima nomina arriva almeno quattro anni dopo la vera nomina fatta da chi ruminava sui futuri padri della patria conoscitiva. Burocrazia maiala.<br />
<strong>10 al Piero BUCCHI</strong> che non fa una piega se la gente ancora non si Ã¨ convinta che Ã¨ davvero lui l&#8217;uomo per la resurrezione della cara Olimpia che ha lasciato tutti i fantasmi in via Caltanisetta e ora brinda sull&#8217;autostrada del Sole, si apre all&#8217;America dove certo sanno tutto delle minors milanesi, si espande ballando con le stelle e puÃ² pensare davvero al secondo posto avendo resistito alle epurazioni invernali che volevano in tanti.<br />
<strong>9 a Allan RAY</strong> perchÃ© se da Boston ci avessero fatto sapere prima che il ragazzo amava le cittÃ  d&#8217;arte, ma quelle un po&#8217; meno dispersive di Roma, quelle dove esistono societÃ  che sanno fare stare al caldo i loro campioni, allora ci saremmo risparmiati tante domande assurde sui peana Sky, avremmo forse salvato il metabolismo del povero <strong>Repesa </strong>giÃ  messo a dura prova da certi nazionali croati in fuga come il Bagaric a cui nessuno sembra voler chiedere cosa ci fa in una squadra piena di peccatori.<br />
<strong>8Â a</strong> <strong>Joe SMITH</strong> la piÃ¹ bella realtÃ  nel sistema biellese di Luca Bechi. Lo preferiamo a Gist, che pure elettrizza quando non fa incazzare, non lo consideriamo neppure parente di Gaines, mentre Ã¨ sicuramente la guida per Jerebko, forse anche il modello da imitare per Spinelli, Garri e l&#8217;Aradori a calza lunga.<br />
<strong>7 a Zare MARKOVSKI</strong> per essersi pentito in tempo quando voleva fare fuori <strong>Williams</strong>, che in silenzio sta risalendo la montagna e potrebbe trovarsi anche nel giardino play off dopo averne viste e sentite di tutti colori.<br />
<strong>6Â a Sani BECIROVIC</strong> che sembra aver ritrovato almeno la salute per la consolazione del povero <strong>Nando Gentile</strong> che non scherzava davvero quando faceva Amleto perchÃ© guidare quella Roma dove non sai mai con che tipo di giocatori hai a che fare, con che tipo di societÃ  devi muoverti, insomma essere sopra questa onda non Ã¨ proprio facile per un esordiente come potrebbero spiegare altri ex campioni che hanno cercato subito la bella panchina con il rischio zeru tituli.<br />
<strong>5 a Dino MENEGHIN</strong> se si fa prendere dall&#8217;ansia adesso che lo tirano tutti per la giacchetta, adesso che molti fingono di non avergli fatto certe promesse, adesso che tutti sembrano distratti perchÃ© il santo Ã¨ stato gabbato nella festa elettiva dove la tribÃ¹ della schiena dritta ha mandato i suoi vassalli convinta che poi avrebbe potuto rientrare dalla finestra, magari una Lega, femminile o quasi. Tenga duro e dica a voce alta come stanno le cose, subito, senza aspettarsi consigli da chi Ã¨ giÃ  mal consigliato.<br />
<strong>4Â a Valentino RENZI</strong>, nuovo reggente della Lega, perchÃ© pensavamo che avrebbe ridato una logica alle nottrune del basket e se Ã¨ nel gruppo di quelli che chiedono visibilitÃ , lontano dalla ricchezza di una parabola e di un decoder Sky come dice il <strong>Bianchini </strong>che cambia sito, ma non lo dice, allora dovrebbe essere anche nella dozzina di teste pensanti che hanno compreso l&#8217;importanza della carta stampata, perchÃ© se si andrÃ  avanti nel conflitto presto le redazioni avranno soltanto esperti Nba, come del resto succede anche adesso, perchÃ© i direttori che danno pagine al poker se ne fottono se voi cestomanti siete alla ricerca del pallino con la lente dei poveri.<br />
<strong>3 al giovane SANDRI di Treviso</strong> perchÃ© vedere un giocatore di scuola italiana che difende sul serio, che usa gambe e braccia e non beve di tutto, non dice troiate su tutto, vederlo aiutare anche compagni che neppure sprecano la voce per avvisarlo che lo aspetta un posto di blocco, fa venire il dubbio che se hai buoni tecnici nelle giovanili Ã¨ molto meglio che urlare alla luna americana dei barlafus che impestano uno spogliatoio come diceva il Galleani prima di mandare al diavolo i fenomeni che lo irridevano guardando le loro statistiche e fregandosene della retrocessione imminente. Troppo virtuoso e di talento questo ragazzo per essere veramente nostro.<br />
<strong>2 al galletto HACKETT</strong> che ha deciso di entrare nelle scelte Nba anche se tutti gli dicono che sarÃ  da secondo giro, uno da rivedere nelle kermesse estive. L&#8217;Italia ne ha bisogno, prima la nazionale poi il campionato, perchÃ© non accettare questa come scuola di vita? Aiutatelo a non sbagliare.<br />
<strong>1 al crudele FACCHINI</strong> che ha colpito con il solito anatema il povero <strong>Giorgio Buzzavo</strong> che brontolava nella buca del suggeritore al Palaverde. Un mese di squalifica, molto piÃ¹ di quello che tocca alle bestie lanciatrici, a chi usa fischietti, a chi entra in campo per sputare i minacciare. Va bene assecondare un bravo arbitro, ma non un bravo e basta.<br />
<strong>0 a Mario BLASONE</strong> per aver accettato l&#8217;ibrido friulano, lui che sa come vanno le cose del mondo, lui che era al corrente delle risatine ghiacciate quando furono altri a proporlo come senior assistant, lui che dovrebbe avere la libertÃ  di parlare con Snaidero per spiegargli che il futuro non Ã¨ nella fuga, ma nella costruzione solida in una regione dove con i disastri di <strong>Gorizia</strong>, i tentennamenti di <strong>Trieste</strong>, ci fanno dimenticare che la culla vera dei talenti era proprio quella. Anche questo sarebbe un caso da discutere in una Federazione dove il professionismo si discute con i professionisti e dove gli eterni volontari del pennino devono assolutamente farsi carico delle regioni estinte, cercando di rimettere pianete dove un tempo c&#8217;era aria buona.</span></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=S" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: aspettando nuovi angeli</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 14:02:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/ze_baldo/481135551/"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm1.static.flickr.com/168/481135551_7940b6286f.jpg?v=0" alt="" width="300" height="224" /></a><strong>Oscar Eleni</strong> dal colle Ardizio, sopra Pesaro, per trovare i fiori da portare verso il mare nel ricordo della Tina, la madre di <strong>Alceo </strong>Rapa. Avremmo voluto esserci nel giorno dell&#8217;addio perchâˆšÂ© quella donna aveva sempre rappresentato la speciale magia di Pesaro quando ci si andava per lavoro, quando si viveva la notte per litigare davvero, ma anche per volersi un po&#8217; piâˆšÏ€ bene. La Tina sapeva delle rivalitâˆšâ€  fra i giornalisti, forse piâˆšÏ€ di Alceo, ma ci metteva il peperoncino soltanto quando serviva. Il colle Ardizio ci âˆšÂ® venuto in mente vedendo la <strong>Scavolini</strong>, quella che adesso i clonati Sky chiamano <strong>Scavo-Spar</strong> senza sentirne lo stridio musicale come il famoso <strong>Unicaca</strong>, scappare di mano al suo eccellente allenatore con l&#8217;egoismo che nei tempi aveva rovinato tanti bei progetti prima d&#8217;arrivare a risolvere tutto con la spada di Valerio il Bianchinissimo. Ci âˆšÂ® venuto in mente Alceo perchâˆšÂ© al telefono, dalla fattoria ducale in Toscana, ci ha chiamato il conte <strong>Guido Carlo Gatti</strong>, uno di quelli che aveva un debole per EccâˆšÂ¨, il Campana gazzettiero, molto eccitato dal progetto di Stefano Olivari e di Specchia per far rivivere, almeno in un libro, la storia della <strong>Pallacanestro Milano</strong>, gli &#8220;Straccioni&#8221; che animavano la grande cittâˆšâ€ , che diedero una spinta forte al movimento nei 16 anni di vita e battaglia, di lotta dura dietro a Jura, dopo quella dietro a Joe Isaac. La veritâˆšâ€  âˆšÂ® che se Milano ha aspettato gli angeli di <strong>Giorgio Armani</strong>, scoprendo che parlano tutti un linguaggio incomprensibile alla grande cittâˆšâ€ , che non sembrano adatti alla ribalta dove ti bevi tutto, anche la feccia, bisogna dire che âˆšÂ® venuto il momento per aspettare altri angeli con in mano le carte e i permessi per far giocare in cittâˆšâ€  una seconda squadra di basket. Speriamo che gli angeli non passino prima dai simil Corbelli, auguriamoci che <span id="more-316"></span>ci sia competizione per distrarci da tutto il resto, tipo questo campionato che fa scoprire invidie e gelosie di vecchia data.</p>
<p style="text-align: justify">Eh sâˆšÂ¨, questa Siena che vince, stravince, insegna una strada, picchia duro, crea il sublime, scatena campioni che non dimenticano mai di essere in una squadra, fa venire l&#8217;orticaria come ai tempi in cui il Simmenthal di <strong>Rubini</strong> e <strong>Bogoncelli </strong>sembrava insopportabilmente padrone di tutto, dal campo alla stanza degli arbitri. Poi âˆšÂ® venuta l&#8217;Ignis dove se entravi nella tonnara difensiva vestito con l&#8217;abito della festa ti trovavi alla fine bello stracciato, nudo e verme domandandoti perchâˆšÂ© mai gli arbitri non erano intervenuti. Stessa storia con l&#8217;Olimpia sotto varie etichette, ma cresciuta bene davvero dalla coppia Peterson-Cappellari. Anche per loro inchini, ma tanti sputi ed insulti. Poi <strong>Messina</strong>, oh sâˆšÂ¨, quante ne hanno dette sulla <strong>Virtus </strong>che <strong>Porelli</strong> aveva portato verso i grandi oceani dello sport moderno, che <strong>Cazzola </strong>ha fatto diventare fortezza molto diversa da quella che si vede oggi negli uomini che indossano la maglia bolognese con questo marchio. Regni differenti, ma sempre un dominio che nasceva dal talento, dalla qualitâˆšâ€  degli uomini, dall&#8217;organizzazione. Adesso siamo tornati a quei giorni e quando vedi Siena puoi anche chiudere gli occhi e aspettare il suono del campo. Tutto avviene come lo avevi previsto e lo vedi dalle facce rassegnate di chi alza gli occhi al tetto e si chiede se c&#8217;âˆšÂ® davvero paritâˆšâ€  competitiva. No, non c&#8217;âˆšÂ®, non ci sarâˆšâ€  per molto tempo, almeno fino a quando chi sfida la Mens Sana vivrâˆšâ€  nell&#8217;illusione che l&#8217;obiettivo âˆšÂ® sconfiggerla. Ci sono riusciti in Coppa Italia, ma ditemi voi dove sono andate quelle squadre di Pirro e dove âˆšÂ® invece arrivata l&#8217;astronave del Capitan <strong>Minucci</strong>. <strong>Roma </strong>âˆšÂ® stata forse la piâˆšÏ€ vicina al sole, ma chi la governa non ha mai capito che serviva mettere basi piâˆšÏ€ solide piuttosto che divertirsi in una tensostruttura. Succede anche oggi perchâˆšÂ© bisogna proprio essere ciechi per non comprendere che, se <strong>Nando Gentile</strong> ha trovato la soluzione per togliere peso mentale alla Roma che scalciava con <strong>Repesa</strong>, salvo vincere sul campo del <strong>Tau</strong>, nessuno sa dirci come la troveremo in fondo questa squadra che si âˆšÂ® tolta il dente <strong>Allan Ray</strong>, ma si trova ancora con qualche problema da risolvere se deve anche rispondere a tipi come Sonny Vaccaro, l&#8217;agente di <strong>Jennings</strong> che chiede perchâˆšÂ© il suo pupillo gioca cosâˆšÂ¨ poco, proprio adesso che in America tante famiglie lo chiamano perchâˆšÂ© hanno scoperto che gli euro possono risolvere i problemi molto prima della<strong> NBA </strong>per tanti giovani convinti di aver studiato abbastanza e di dover guadagnare in fretta. O tempi, o costumi dove <strong>Beckham</strong> chiede 500 mila euro per una apparizione televisiva<!--more-->, dove chi sbaglia tanto in societâˆšâ€ , lo vedi dalle squadre che mette insieme, dagli uomini che promuove e boccia, poi sale in cattedra e pontifica su come dovrebbe essere la <strong>Lega</strong> domani adesso che persino nel regno di Lecca Lecca hanno scoperto che ci manca uno come <strong>Stern</strong>, come se un <strong>Dorigo</strong> ( Kinder vi dice niente?), ad esempio, lasciando perdere i tanti personaggi perduti in un cammino fra egoismi urticanti, fosse cosâˆšÂ¨ lontano da questa figura mitica della NBA. Per chiudere e passare ancora a prendere rose da spargere sul mare, salutando dal colle Ardizio vi diciamo subito che abbiamo scelto Andrea Capobianco come allenatore dell&#8217;anno. Lui o <strong>Lino Lardo</strong>, per adesso, sono gli unici che vanno oltre Pianigiani, anche se non âˆšÂ® mai facile essere Rubini, Peterson, Nikolic, Gamba o Ettore Messina.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>PAGELLE</strong> del nuovo anno cosâˆšÂ¨ uguale a quello vecchio al punto da farci premiare subito il Guerini di Tuttosport che, brindando al 2009, si augura che sia il 2010 l&#8217;anno della vera resurrezione. Bella trovata. Bella amarezza.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10</strong> a Carlo <strong>ANTONETTI</strong>, la mente del progetto Teramo che ha attraversato tutti i campi minati della massima serie fino a trovare il suo allenatore ideale in Capobianco, la sua squadra ideale in questo gruppo dove Poeta e Amoroso sono un fattore, ma dove âˆšÂ® bello avere anche gente come Moss o Brown. Resista alla sirena di Lega.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> a Vincenzo <strong>ERCOLINO</strong> che fa bene a prendersela con i tifosi di Avellino che trattano Markovski come un tempo facevano con il Boniciolli oggi rimpianto. Possibile che prevalga sempre il gruppo di quelli che hanno fatto tutto molto meglio prima di queste stagioni vissute alla grande, con una coppa in bacheca, l&#8217;Europa esplorata e lasciata con una certa dignitâˆšâ€ ? Non siamo dalla sua parte quando dice che vorrebbe spostarsi a Scafati, ma per il resto ha ragione, basta che tenga a freno anche qualcuno in famiglia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8</strong> alle lacrime di LINO <strong>LARDO</strong> che in fondo ad una classifica, dove lui non dovrebbe stare di certo, prova di tutto per arrivare ad una salvezza che sembra impossibile. Lo ha fatto spesso in carriera, a Verona, a Reggio Calabria, diciamo pure a Milano dove âˆšÂ® stato anche finalista scudetto, ma mai come con questa Rieti ci fa piangere insieme a lui. Dalla commozione, certo, le lacrime tristi spettano ad altri, magari a chi gli ha fatto interrompere le vacanze americane.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong> a Ciccio <strong>TUSEK</strong> che sembra aver ritrovato la sua fantasia di grande orso con mano dorata. Un tipo strano, ma un tipo che ti puâˆšâ‰¤ dare una mano se non gli permetti di andare a cercare cose astruse sulla tavola di una partita e non solo su quella.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6 a</strong>l<strong> DIXON</strong> trevigiano che lotta per tenersi il suo posto in squadra servendo palloni importanti a tutti i ragazzi Benetton che devono assolutamente approfittare di questo periodo in cui il BUZZAVO da dieci e lode sta dicendo a tutti, e in faccia cara gente, quello che pensa dei pallavolisti della Sisley che non hanno piâˆšÏ€ fame. Il Buzzavo da combattimento âˆšÂ® meglio tenerlo lontano, basta non fare come i ragazzi che saltano e non si toccano.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6 a</strong>l<strong> JAABER </strong>bulgaro che Roma ha ritrovato appena si âˆšÂ® fatta chiarezza sul modo di slegare la vela maestra, lasciando andare alla deriva chi non voleva proprio guadagnarseli i soldi romani, mettendo i marinai al loro posto, tenendo i giovani apprendisti vicino ala timone per farli crescere, ma abbastanza lontano per non toccarlo ancora quel timone perchâˆšÂ© poi, magari, ti capita di sbattere sulle giornate strane del Becirovic che quando sbaglia, sbaglia davvero alla grande e questo, purtroppo, lo sanno tutti, compreso Repesa, sicuramente compreso Gentile.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5</strong> a Dejan <strong>BODIROGA</strong> perchâˆšÂ© la soluzione allenatore âˆšÂ® semplice: Gentile pagato da vice non vuole bruciarsi le penne perchâˆšÂ© sa bene che, finita la benzina, bisognerâˆšâ€  davvero lavorarci sopra a questa Lottomatica che puâˆšâ‰¤ crescere ancora tanto, ma senza nascondere niente. Soldi e progetti altro che baie nascoste dove tenere altri allenatori di pronto intervento. Un Gentile motivato e meglio educato. Ecco cosa serve.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4 </strong>allo <strong>STANIC</strong> che dovrebbe pilotare la Scavolini e che alla fine di una partita perduta per egoismo, oltre che per le buone scelte finali di Avellino, denuncia quello che hanno visto tutti nella squadra di Sacripanti: troppo personalismo. Eh sâˆšÂ¨, ma come diceva un tale il pesce puzza dalla testa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3 </strong>al <strong>BOYKINS</strong> che ha chiesto scusa, che dovrebbe aver pagato una multa, ma che ancora non ci ha convinto per questa fuga americana, per questa finta umiltâˆšâ€ , perchâˆšÂ© lo sciopero contro Ferrara âˆšÂ® stata il massimo degli insulti alla gente Virtus che dovrebbe essere la prima a chiedere un rimborso e non soltanto delle scuse. Contro Siena, poi, guardava sempre troppo in alto mentre lui aveva contribuito a tenere quella Virtus molto in basso dove non si ride piâˆšÏ€ tanto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2 a</strong>l tenace<strong> VALLI</strong> che cerca di salvare Ferrara se darâˆšâ€  ancora ascolto a chi gli domanda se il salto in A1 non âˆšÂ® stato troppo alto, se non dirâˆšâ€  chiaramente a tutti che la squadra era stata fatta per salvarsi in un torneo a 18 squadre, che certi giocatori, soprattutto italiani, imparano poco e dimenticano in fretta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong> alla coppia <strong>VITALI-BULLERI</strong> che avrebbe dovuto far sapere subito che non poteva esserci un filo capace di unire personaggi cosâˆšÂ¨ diversi, cosâˆšÂ¨ egocentrici. Milano che cerca un regista vero sa di mentire perchâˆšÂ© un costruttore di gioco non puâˆšâ‰¤ inventare nulla se al centro vede il vuoto, ma dovrebbe anche aver capito che nella mischia, dove si âˆšÂ® perduto il vero Mordente, inteso come giocatore, ma anche come spirito di una squadra nata per lottare, anche se messa insieme bussando soltanto al catasto dei canestri, salvo il David Hawkins che non poteva rinforzarla perchâˆšÂ© il suo gioco destabilizza a prescindere, a meno che non si occupi soltanto della difesa, dell&#8217;attacco al canestro ricevendo per colpire, non per costruirsi da solo ciâˆšâ‰¤ che non conosce, insomma in una squadra dove tutto âˆšÂ® diventato ancora piâˆšÏ€ grigio appena la gente ha capito che piatto gli avevano portato al Forum non puâˆšâ‰¤ sbocciare nessun fiore per un grande futuro e questo âˆšÂ® il pericolo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong> a Sonny <strong>VACCARO</strong>, agente del bambino quasi prodigio Jennings, che si lamenta per il minutaggio in diminuzione del suo pupillo proprio adesso che negli Stati Uniti lo chiamano tante famiglie per sapere se davvero in Europa hanno ancora bisogno di collanine e vivono nell&#8217;ansia di ricevere cioccolato, sigarette e anelli per il naso o per i capezzoli.</p>
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 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=<" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: dall&#8217;isola del tesoro</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 14:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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Dall&#8217;isola del tesoro dove offrono due alternative per le feste di fine anno: il male e il bene, il perfido e il pane di ieri che âˆšÂ® buono anche domani. Da una parte la capanna dei bastardidentro, un sito che potrebbe aiutarvi se non sapete cosa scrivere sopra il biglietto di auguri, [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify">Dall&#8217;isola del tesoro dove offrono due alternative per le feste di fine anno: il male e il bene, il perfido e il pane di ieri che âˆšÂ® buono anche domani. Da una parte la capanna dei bastardidentro, un sito che potrebbe aiutarvi se non sapete cosa scrivere sopra il biglietto di auguri, che potrebbe servire alla Lega per scegliere il nuovo presidente giâˆšâ€  contestato nella placenta, che sarebbe utile a <strong>Dino Meneghin</strong> per avere la mappa reale sui pretoriani del pennino, quelli dei musini, dei saluti messaggio minaccioso, che oggi fingono di volerlo Cesare, sapendo che a loro serve, al massimo, un Tigellino. Dall&#8217;altra, lontano da tutto il convento di <strong>Enzo Bianchi</strong>, frate contro, frate da combattimento nel nome dei poveri veri, uno che non puâˆšâ‰¤ piacere alla curia. Lui ti lascerâˆšâ€  sul comodino il libro che ha scritto spiegando bene ai sacrestani di oggi, quelli che fanno la fila nella corte della maga anoressica, come sia importante sedersi intorno ad una tavola. Non per mangiare di tutto e di piâˆšÏ€, ma per raccontarsi le cose spiluccando il pane di ieri che âˆšÂ® buono anche per domani, perchâˆšÂ© certi valori superano il tempo, le bufere, gli affanni del presente. Cari legaioli andate in quel convento a passare le vacanze, caro Meneghin vacci anche tu, cosâˆšÂ¨ li ascolti e li misuri, ma portato dietro anche quelli che fingono di essere sulla tua carrozza soltanto per evitare di fermarsi nel posto sbagliato, pronti ad andarsene appena vedrai il sole dell&#8217;avvenire. Bugiardoni tutti, ma se vengono sulla nostra isola sarâˆšâ€  facile capire che, prima o poi, finito il pane, i pennini andranno nel castello dei bastardi dentro dove puoi avere anche l&#8217;oroscopo 2009, dove ti daranno un buono valido per due persone, da sfruttare con Long Silver detto Barbecue, il perfido che trovi in tutte le storie, quella federale, quella di lega, quella di certe societâˆšâ€ , buono per sedersi davanti alla montagna calva urlando quello che pensano da sempre: fanculo tutti.<span id="more-301"></span></p>
<p style="text-align: justify">Prima di cercare saggezza nei pacchi dono che a Milano si comprano da <strong>Pietro Paolo Virdis</strong>, per avere un po&#8217; di Sardegna a domicilio, per avere un po&#8217; di ricordi speciali da vendere alla tavola dove metti olio sul pane di ieri e vino nella garganta, per ricordarsi del Milan di <strong>Rivera </strong>e <strong>Liedholm</strong>, andiamo al castello dei bastardi per farci consegnare i prigionieri da portare al villaggio dei famosi in malafede, quelli che sanno perchâˆšÂ© mentono, ma tirano avanti nella speranza che nessuno se ne accorga. Dire che Roma âˆšÂ® cambiata dopo averla vista soffocare contro una Lubiana certo piâˆšÏ€ debole di quella battuta in Slovenia, parlare di coraggio per il rilancio del Giachetti che la stagione precedente era diventato un quasi regista vero prima dell&#8217;infortunio, ammettendo che alla scuola di Gelsomino aveva imparato ripartendo da zero, insomma vedere il sole dove piove fa una certa impressione. La malattia era ben visibile e non dipendeva soltanto dalla stanchezza mentale di Repesa spremuto da una stagione usurante finita alle Olimpiadi. Dire che <strong>Giachetti</strong> finalmente gioca vuol dire non sapere che nelle rotazioni serie avrebbe potuto entrare se poi non dovevi rispondere ai ragazzi di Flavio e Paola sull&#8217;accantonamento di <strong>Allan Ray</strong>, sulla giusta permanenza ai corsi pomeridiani di recupero del ragazzo Jennings che, secondo loro, quando sarâˆšâ€  un grande nella NBA, ricorderâˆšâ€  con piacere questa gita romana. Certo che la ricorderâˆšâ€ , ma sarebbe meglio se lo potesse fare pensando alle ore che gente di buona volontâˆšâ€  ha sprecato per lui. Roma âˆšÂ® nata male su un pivot molle e fasullo come <strong>Brezec</strong>, con rotazioni rese impossibili dall&#8217;egoismo dei giocatori e della societâˆšâ€ . Alla <strong>Virtus Bologna</strong> l&#8217;arrivo di <strong>Boniciolli</strong> e <strong>Zorzi</strong> ha cambiato tante cose, si sono viste, ma pensare che le colpe fossero tutte e soltanto di <strong>Pasquali</strong> e che il nuovo corso era cominciato perchâˆšÂ© la squadra aveva ritrovato il sorriso sapeva tanto di bufala. Va bene inventarsene una ogni giorno, ma non si puâˆšâ‰¤ pensare d&#8217;essere davvero piâˆšÏ€ furbi quando, magari, si arriva ad essere soltanto piâˆšÏ€ fortunati. Parlare di <strong>Fortitudo</strong> rigenerata in poco tempo dalla mano e dalla saggezza di <strong>Pancotto</strong> ha un senso se pensiamo che l&#8217;allenatore di <strong>Porto San Giorgio</strong>, come <strong>Boniciolli</strong>, âˆšÂ® diventato all&#8217;improvviso <strong>Padre Pio</strong> e anche il sempliciotto del villaggio che crede agli stessi che alla prima scivolata gli diranno siete cretini integrali. Le aquile volano senza sapere dove andare perchâˆšÂ© non hanno uno capace di pilotarle e vale ancora adesso la domanda di molti su Huertas: lo hanno presentato come uno dei migliori registi dell&#8217;ultimo campionato spagnolo, allora diteci come erano i peggiori. <strong>Milano </strong>ha raccontato ai nuovi nipotini, usando la voce fuoricampo dei nuovi Tutor, perchâˆšÂ© dei vecchi zii e dei nonni brontoloni di un tempo quasi si vergogna, che era arrivata la cicogna portando qualcosa di nuovo in cittâˆšâ€ , che per il Babbo Natale <strong>Armani </strong>i fieri guerrieri avevano inventato il cuscino giusto, salvo poi scoprire che non tutte le volate finiscono in gloria, che quelle piâˆšÏ€ difficili sono state perdute sempre alla stessa maniera, perchâˆšÂ© certa gente non la cambi anche se la confermi quando tutti erano pronti a congedarla, certa gente non cambia natura da Roma a Milano, da dove volete voi al Forum.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>PAGELLE</strong> Â¬â€ nel silenzio del convento:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10</strong> a Gigi <strong>TERRIERI</strong>, mitica voce della Virtus, per aver visto cose che noi umani non potremmo immaginare quando ha raccontato la storia di una societâˆšâ€  che lui ha visto risorgere dalla cenere ai tempi di Porelli, che lui ha visto diventare grande seguendola dal 1971, senza mai sbagliare angolo. Ci vuole orecchio per essere sempre sintonizzati anche quando non ci sono piâˆšÏ€ i Porelli e devi misurarti su altre frequenze, alte e forti, basse e sconclusionate, belle da difendere, povere da proteggere quando prevale la maleducazione.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> a Fabrizio <strong>FRATES</strong> per aver trovato le soluzioni giuste in una reggia casertana dove pensavamo che prendere certi giocatori sarebbe stato rischioso. Certo i conti si fanno alla fine, ma quando vedi giocare la Eldo provi un certo piacere e forse esistono ancora allenatori che sono in grado di ordinare ai giocatori di fare quello che serve alla squadra e non ai loro agenti.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8</strong>Â¬â€ a Sylena JOHNSON <strong>GARRIS</strong>, la moglie del pilota di una Montegranaro che, nella serata dove tutti avrebbero dovuto essere piâˆšÏ€ allegri, accompagnati dalle note e dalla voce di una vera artista, si âˆšÂ® trovata sola sul parquet di Porto San Giorgio perchâˆšÂ© nessuno dei compagni di suo marito ha sentito quell&#8217;armonia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7 a</strong>l<strong> PAPALIA</strong>, proprietario di Rieti, non tanto perchâˆšÂ® cerca disperatamente sostegni economici per non trovarsi con altri punti di penalizzazione, per non rubare a giocatori con l&#8217;anima di un Patricio Prato il sogno di potersi salvare davvero, ma per l&#8217;intervento sugli idioti che pensavano di fiacchare Facchini tirandogli delle monete. Questa gente andrebbe individuata e in crisi economica spetterebbe a loro pagare le multe salatissime che arriveranno.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6</strong>Â¬â€ a Dan <strong>PETERSON</strong> e Valerio <strong>BIANCHINI</strong> che nel libro ricordo sulla vita e le opere di Maurizio Martolini, arbitro emerito, hanno detto le cose che andavano ricordate, con il loro stile, con la fantasia che li rende speciali in ogni occasione, sarâˆšâ€  per questo che nessuno dei due serve a questo basket a cui piacciono di piâˆšÏ€ i venditori porta a porta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5</strong> a chi progetta le <strong>NUOVE ARENE</strong> dello sport dicendoci che la verâˆšâ€  novitâˆšâ€  non âˆšÂ® tanto dentro il palazzo o lo stadio, ma in quello che verrâˆšâ€  costruito intorno. Ci dicono che avere negozi, ristoranti, cinema âˆšÂ® un segnale di vita nuova, anche se a noi sembra difficile che in questo modo possa cambiare l&#8217;educazione della gente, migliorare la cultura se poi si fa finta di non vedere e sentire quello che certi dicono quando sono a bordo campo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4</strong>Â¬â€ a Attilio <strong>CAJA</strong> se non sgrida i suoi amici del Corsport che gli hanno dato il merito della vittoria di Avellino che spetta a Romeo Sacchetti. Ma questo succede quando si âˆšÂ® nel cuore di tutti quelli che soffrono vedendo Artiglio fuori gioco. Si vari allora subito la regola che gli allenatori esonerati possono rientrare almeno in altre categorie.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3 </strong>a<strong> GORDON </strong>se pensa di essere diventato davvero il nuovo Flash per lanciare la Fortitudo, perchâˆšÂ© lui puâˆšâ‰¤ fare progressi soltanto se segue la pista tracciata dall&#8217;allenatore, se si convince che quelli con la stessa maglia, tipo Mancinelli, possono avere il pallone importante nel momento giusto. A Milano ha fatto il capolavoro, ma dietro c&#8217;âˆšÂ® il resto. E&#8217; giovane, dicono, allora aiutiamolo crescere senza troppo incenso. In questlo modo la Fortitudo crescerâˆšâ€  davvero e con gli uomini che ha non âˆšÂ® detto che alla fine sia soltanto spettatrice.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2</strong> a Carlton <strong>MYERS</strong> che nelle pagelle del Carlino Pesaro viene definito imbarazzante. Uno del suo livello puâˆšâ‰¤ non essere in giornata, puâˆšâ‰¤ andare male, ma essere addirittura imbarazzante vuol dire ben altro. Speriamo che sia stato il vento caldo di Siena a stordirlo e non il tempo inesorabile che passa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1 a</strong>gli<strong> ARBITRI</strong> alberi di Natale visti a Milano, visti in Eurolega, certo quelli a livello internazionale sono peggio dei nostri, ma non di tutti i nostri. Evitiamo sviolinate senza senso a gente che lavora in un terreno difficile ma, come i giocatori, deve allenarsi bene e sempre se vuole essere creduta, ma soprattutto deve essere fermata o tenuta a sedere se non âˆšÂ® all&#8217;altezza.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0 </strong>alla <strong>LEGA</strong> che divora i suoi presidenti, che doveva essere compatta per contare davvero nel prossimo consiglio federale e che invece si troverâˆšâ€  spiazzata. Essere arroganti o maleducati non vuol dire anche essere gli unti del Signore come sapete bene. Certo fino a quando la gente dirâˆšâ€  non ci vado perchâˆšÂ© tanto comandano in due, non ci vado perchâˆšÂ© non li capisco piâˆšÏ€, ci vado e mi inginocchio perchâˆšÂ© senza di loro non si farâˆšâ€  nulla, avremo questo papocchio per la festa dei grandi elettori che giâˆšâ€  si fregano le mani perchâˆšÂ© il prossimo appalto saranno 80 giorni di raduno azzurro.</p>
<p style="text-align: justify">Â¬â€ </p>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: il basket delle schiene dritte e il team del Toti dal cavallo basso</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 14:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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Dal museo di Basilea dove tolgono la luce all&#8217;improvviso mangiandosi piâˆšÏ€ della metâˆšâ€  di questa mattinata che volevamo dedicare al Boccale di vetro con limone di Van de Velde e al basket delle schiene dritte, basta che non siano di scuola slava, basta che non ti dicano che il tuo modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3001/3065203053_2c011a2c44.jpg?v=0" alt="" width="300" height="199" />Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€  di <em><strong>OSCAR ELENI</strong>Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€  </em></p>
<p style="text-align: justify">Dal museo di Basilea dove tolgono la luce all&#8217;improvviso mangiandosi piâˆšÏ€ della metâˆšâ€  di questa mattinata che volevamo dedicare al Boccale di vetro con limone di <strong>Van de Velde</strong> e al basket delle schiene dritte, basta che non siano di scuola slava, basta che non ti dicano che il tuo modo di pensare palla al cesto âˆšÂ® proprio da norcino. Giornata balorda per mastro <strong>Repesa </strong>che non ha voluto ascoltare chi gli diceva che se non era riuscito <strong>Pesic</strong> a far diventare societâˆšâ€  vera la squadra di <strong>Toti</strong> dal cavallo basso, allora sarebbe stato difficilissimo anche per lui che adesso scopre di avere piâˆšÏ€ di un Bruto in casa e sulla panchina, che si âˆšÂ® reso conto di essere circondato da santi, navigatori, fabbri, con l&#8217;appoggio esterno di qualche furiere che si vendica a distanza dopo aver dovuto ingoiare persino uno scudetto repesiano ai tempi della <strong>Fortitudo</strong>. Gli allenatori, come tutti, passano e trovano altre spiagge. Peccato che <strong>Repesa</strong> sia cosâˆšÂ¨ nei guai adesso pur sapendo che ha sbagliato prima quando non ha stabilito subito chi era architetto e chi muratore, quando ha dato spazio a gente che soltanto nella vita tranquilla a bordo campo puâˆšâ‰¤ far squittire i <strong>Pittis</strong> che pure avevano imparato a distinguere, pagandone il prezzo di persona, mettendoci un po&#8217; di tempo per passare da acciuga a squalo, fra i giocatori veri e quelli che farebbero vendere i biglietti, ma aumentano pure le spese dallo psicanalista. Roma e i bruschi risvegli come potrebbero spiegare <strong>Capello</strong>, <strong>Spalletti</strong>, come diceva <strong>Liedholm</strong>, ma come non âˆšÂ® permesso dire a Gelsomino Repesa che adesso sentirâˆšâ€  stringere ancora di piâˆšÏ€ il nodo della cravatta dopo l&#8217;attacco diretto che gli arriva persino dai giornali del profondo Nord. Tutti sanno che soltanto a febbraio si raccoglie in questo basket, per molti anche a marzo, Â¬â€ visto che ci saranno elezioni federali e la gente scherza sull&#8217;idea di una <strong>Lega </strong>che saluta e s&#8217;organizza da sola, sapendo che per fare certe cose ci vogliono palloni a spicchi piâˆšÏ€ grossi di quelli che usano in campionato. Comunque vedremo. Ed âˆšÂ® inutile dire a <strong>Meneghin</strong> fai attenzione che il patrimonio nazionale non âˆšÂ® costituito soltanto dai giocatori e che, se tutto deve ruotare intorno a loro, allora âˆšÂ® venuto anche il momento di chiarire come ci si procura il denaro per campare, <span id="more-234"></span>come si tira avanti se davvero sono le grandi societâˆšâ€  le uniche colpevoli di uno sfascio che, guardando bene, non sembra tale. Certo se i 1000 ragazzi della basket genaration li porta in campo a Moncalieri, Piemonte, il <strong>Montepaschi</strong> senese campione d&#8217;Italia, qualcosa non torna. Guardiamo proprio le cittâˆšâ€  dove non esiste la serie A, quelle dove si porta soltanto farina al mulino del comitato provinciale o regionale, domandandoci se in quel territorio vergine hanno costruito qualcosa, salvo vendere subito il prodotto ancora non finito come vi direbbero a Siena, Bologna e Treviso. Volersi bene, per i giocatori, âˆšÂ® parlare soltanto di soldi, non di minuti sul campo. <strong>Carlo Recalcati</strong> âˆšÂ® sicuramente fra i piâˆšÏ€ attivi, con il <strong>Mattioli</strong> in veste di suggeritore senza portafoglio, senza volontâˆšâ€  di nuove cariche come giurato insieme a <strong>Tronca </strong>e a <strong>Smiro </strong>nei giorni delle defenestrazione dal piano terra di <strong>Maifredi</strong>, nella ricerca di buoni consiglieri per il governo <strong>Meneghin</strong>, ma, vi diciamo la veritâˆšâ€ , saremmo piâˆšÏ€ tranquilli se si occupasse a fondo del suo lavoro di capo dei tecnici, perchâˆšÂ© se ci sono veri nemici del giocatore italiano li troviamo sulle panchine e sui campi con il fischietto in bocca. Spietati con i ragazzi, gli uni e gli altri. I primi dicendo che senza risultati si perde la pagnotta, per cui meglio farsi ridere in faccia da qualche mercenario scaricato da ogni parte e fatto rientrare dalla finestra, i secondi perchâˆšÂ© temono di avere contro le grandi societâˆšâ€  e allora preferiscono dimostrarsi duri e puri con i ragazzetti dalla faccia smorta.</p>
<p style="text-align: justify">Giornata di sollievo per il <strong>Piero Bucchi</strong> milanese, allenatore da quattro salti in padella che sembra uscire sempre dalla centrifuga dopo ogni vittoria dell&#8217;Armani dove, a sentire il proprietario, non tutti hanno capito come funziona il nuovo corso dirigenziale. Per il pubblico non possiamo rispondere, la gente, lo dovrebbe sapere l&#8217;artista, segue l&#8217;emozione, va dove ne trova e non vuole una lunga linea grigia sulla quale fare equilibrismo, ma per quanto ci riguarda lo abbiamo detto il primo giorno che una squadra senza regista e senza pivot era destinata a camminare quando doveva correre, ad andare a cento all&#8217;ora quando avrebbe dovuto pensare. Ora ci dicono che <strong>Bulleri</strong>, ancora una volta, verrâˆšâ€  mandato lontano dalla cittâˆšâ€  che, secondo lui, me âˆšÂ® un opinione contestabile con i fatti, non âˆšÂ® stata capace di comprenderlo. Dicono che possa servire a Pesaro a cui, probabilmente, non basta dove indagare ogni volta sull&#8217;umore del <strong>Carlton Myers</strong> che magari fa strage contro Roma, ma poi non si trova sul campo di Teramo dove certo fa piâˆšÏ€ freddo e ci sono meno riflettori. Comunque sia nella finestra sul mercato si vorrebbe che Lucio Zanca andasse a comperare un vero regista, un vero pivot, un vero manuale per scoprire che i trofei nella casa Olimpia non sono arrivati per caso, ma qualcuno ci ha lavorato tanto per farli arrivare e per mantenerli lucidi. Questa idea di entrare in cittâˆšâ€  alla Napoleon e dire adesso vi spiego non funziona da nessuna parte, perchâˆšÂ© Napoleon capiva la gente e cercava di conquistarla, facendosi aiutare ad esplorarne il territorio e la carrareccia tutta curve da far tornare dritta come dice Enne al Germano furente di VirzâˆšÂ¨. Siamo felici per il ritorno di <strong>Fucka</strong> nel nostro campionato, ma pensare che sia lui a risolvere i problemi di una squadra nata male come la <strong>Fortitudo </strong>sarebbe davvero da cinici, certo meglio affidarsi a tipi concreti come <strong>Strawberry</strong> che a certi brutti ceffi a cui, come succedeva in passato per altri, si presentano nuovi contratti perchâˆšÂ© l&#8217;importante non âˆšÂ® mai la dignitâˆšâ€ , ma la salvezza che giustifica ogni nefandezza. Ci risiamo con i saltimbanchi che fanno 40 punti e poi scappano in discoteca, con la gente che in spogliatoio si cambia nello stanzino a parte per non dividere il sudore con i plebei del borgo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>PAGELLE </strong>prima che salti di nuovo la luce in attesa di capire cosa succede sulla montagna dove una scimmia grida disinvolta spiegando a noi quello che non âˆšÂ® mai riuscita a spiegare ai lettori quasi scomparsi:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10Â¬â€ </strong>a <strong>CAPOBIANCO</strong>, allenatore di Teramo, per essere arrivato giâˆšâ€  cosâˆšÂ¨ in alto, per aver cavalcato sui prati delle giovanili, per aver mangiato il pane duro, per essere quello che âˆšÂ® oggi, anche se dovrâˆšâ€  fare attenzione che il turibolo non sfugga dalle mani dei soliti chierici.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> al povero<strong> HUTSON</strong> vittima dello tsunami romano, giocatore che ha fatto il gregario, ha fatto l&#8217;uomo di fatica, uno che ha dato punti e difesa quando serviva, uno che non doveva essere nessuno visto che il biglietto si doveva vendere per i tipi alla Jennings, per andare dietro al fuocherello di Allan Ray l&#8217;infelice, uno che Repesa farebbe bene a tenere come protezione del suo tallone ormai scoperto e vulnerabile.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8</strong> al lunatico <strong>LANGFORD </strong>guardia scelta della Virtus di Boniciolli che avanza con il sorriso, che ha fatto buoni risultati, ma deve ancora trovare armonia completa e soprattutto salute, dove hanno fatto bene a scaricare il Blizzard irrequieto, capita in periodi di mercato aperto, dove se hai una promessa come Malagoli lo rischi anche e non lo tieni in panchina per far capire che sei un duro e ai ragazzi parli chiaro come succede dove non hanno neppure gli occhi per piangere.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong> a Giorgio<strong> ARMANI</strong> per essere stato il primo ad abbracciare Lino Lardo osannato dai pochi presenti del Forum di Assago, ricordato con affetto da tutti meno da quelli che lo hanno fatto tornare dagli Stati Uniti per dirgli che avevano scelto un altro allenatore.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6</strong> alla coppia trevigiana <strong>RENZI-RULLO</strong> che ci conforta e dâˆšâ€  speranza, che fa capire che la ricerca del giocatore italiano mentre si mangia fango puâˆšâ‰¤ continuare lo stesso, basta avere un po&#8217; di coraggio, basta lavorare molto in palestra e poco al bar o in sacrestia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5</strong> all&#8217;arbitro<strong> SAHIN</strong> che consideriamo bravissimo perchâˆšÂ© a Roma, per un attimo, ha pensato con troppo buon senso e con meno impeto facchiniano. Da noi âˆšÂ® meglio andare giâˆšÏ€ pesanti, sai che baldoria in sezione, sai che racconti in postazione, se ti fingi intransigente.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4</strong> alla <strong>LEGA </strong>che non fa una piega nella baraonda degli orari, che finge di non sentire e si arrocca soltanto nella fortezza per far capire che se non avrâˆšâ€  posto in consiglio federale avremo la rivolta. Sanno che il solletico agli elefanti non lo fai neppure con le modelle del calendario Pirelli e nei comitati ci sono piâˆšÏ€ elefanti che modelle.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3</strong>Â¬â€ a Edy<strong> SNAIDERO</strong> che non puâˆšâ‰¤ friggere ogni volta che il Boniciolli fa qualcosa di buono. Se proprio non resiste telefoni a chi non lo puâˆšâ‰¤ vedere neppure dipinto, ce ne sono, li trovi in uno sito o nell&#8217;altro, su un giornale o nell&#8217;altro, ma intanto ci dica davvero se puâˆšâ‰¤ pensare che il buon Sacchetti cambierâˆšâ€  del tutto certi giocatori, anche se siamo d&#8217;accordo che l&#8217;ultimo posto non sembra logico.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2</strong> a Massimo <strong>BULLERI</strong> se dovrâˆšâ€  fare le valige anche questa volta, se lascerâˆšâ€  Milano da insoddisfatto, certo avrebbe fatto bene a chiarire subito cosa voleva nella squadra che Bucchi aveva affollato proprio nel settore piccoli indiani creando giâˆšâ€  tensioni quando ancora non era cominciata davvero la stagione della neo Olimpia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong>Â¬â€ a Ferdinando <strong>MINUCCI</strong> perchâˆšÂ® vorrebbe sapere cosa serve ancora come prova, dopo le giornate gioiose di Moncalieri, per far capire che il Montepaschi pensa al debito nazionale e a quello europeo, pensa a costruire anche se tutto quello che âˆšÂ® accaduto negli ultimi mesi sembra fatto apposta per intossicare l&#8217;unico fiume dove ci sono ancora trote. Non perda il sonno dietro a questa gente con il fucilino a tappo, tiri dritto e spieghi chiaramente chi fa e che cosa fa e chi non fa e che cosa non ha mai fatto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong> A Gelsomino <strong>REPESA</strong> che per essersi accorto troppo tardi di avere intorno piâˆšÏ€ nemici che amici, per non aver badato bene a certi particolari e ora scoprire, proprio a Roma, che Bruto esiste, che non puoi fidarti di chi finge pentimento, di chi parla con te e con gli agenti nello stesso tempo, prendendo ordini e suggerimenti opposti, vuol dire essere un po&#8217; stanco e allora meglio sedersi sul fiume ed aspettare perchâˆšÂ© âˆšÂ® il colmo sentirsi criticare da certa gente, stuzzicare da certa critica miope e dal passo incerto.</p>
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		<title>I lunedÃ¬ da Oscar: l&#8217;ultimo rifugio</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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Oscar Eleni dalla spiaggia dove passa l&#8217;ultimo volo per lasciare il confino, sulla sella del cavallo che si dirige dove gli uccelli cantano. Poco bagaglio, memoria quasi azzerata, la fretta di dire le cose in fretta, in modo che il titolare di questo sito si senta ancora felice, come accadeva nei tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.basketnet.it/art/E/Eleni_BN.jpg" alt="" width="126" height="194" />Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€ Â¬â€  <em><strong>Â¬â€ </strong></em>di<em><strong> OSCAR ELENI</strong></em>Â¬â€ </p>
<p><strong>Oscar Eleni</strong> dalla spiaggia dove passa l&#8217;ultimo volo per lasciare il confino, sulla sella del cavallo che si dirige dove gli uccelli cantano. Poco bagaglio, memoria quasi azzerata, la fretta di dire le cose in fretta, in modo che il titolare di questo sito si senta ancora felice, come accadeva nei tempi in cui eravamo in viaggio permanente sulla stessa scopa, perchâˆšÂ© era convinto di pensare molto di piâˆšÏ€ e quindi di lasciare qualcosa di piâˆšÏ€. Forse âˆšÂ® accaduto. Pochi, penso, se ne sono accorti. Borsa tedesca da viaggio, sembra non esistere, la apri e capisci che qualcosa puoi infilarci, basta non avere la presunzione di essere anche ordinato. Onore ai vendicativi. <strong>Caja </strong>sistema<strong> Roma</strong> come l&#8217;imbalsamatore della famiglia Corleone: la fa sembrare bella nella morte della prima sconfitta, ma ci sono piâˆšÏ€ di cento buchi sulla tenera carne dei nemici. <strong>Zare Markovski</strong> bacia tutti, ma ha la lingua nera, velenosa e la <strong>Virtus </strong>che gli aveva fatto del male, mandandolo via dopo tre finali paga di nuovo il suo non essere squadra, soprattutto in difesa, il suo vagare fra le onde sapendo giâˆšâ€  dal primo giorno che se ci sarâˆšâ€  da pagare lo farâˆšâ€  l&#8217;allenatore. PerchâˆšÂ© a <strong>Bologna</strong> le cose vanno cosâˆšÂ¨, in qualsiasi sport e lo capisci andando a vedere certe valutazioni sui giocatori <strong>Fortitudo</strong> rimasti come carta da parati sul campo di Siena. La Bologna virtussina si chiedeva, non tanti giorni fa, se uno bravo come <strong>Boykins </strong>si era mai visto in Italia, adesso si domanda se non âˆšÂ® colpa degli altri, allenatore? compagni?, se il genietto ogni tanto si confonde se dall&#8217;altra parte trova un Best bestiale nella concentrazione e nella resistenza alla fatica. La Bologna fortitudina accetta ogni tipo di scusa, finge di non sentire il suono della sirena nella fabbrica del grano, si accontenta di ammettere che i giocatori, presi uno a uno, sono anche belli da vedere, peccato che perdano sempre un giro nei ritorni difensivi, peccato che in una partita contro avversari sicuramente provati abbia scelto la strategia del ventre molle, cioccolata dalla colazione alla cena per farli conoscere questi giocatori dell&#8217;aquila che sembrano estranei. Stiamo ancora ridendo dopo aver sentito <strong>Piero Bucchi</strong> che elogia l&#8217;Armani brutta, sporca e cattiva perchâˆšÂ© se avevamo dei dubbi<span id="more-133"></span>Â¬â€ su certe cose adesso tutto âˆšÂ® chiaro: l&#8217;ansia di piacere ha mandato tutti fuori giri, perchâˆšÂ© la realtâˆšâ€  âˆšÂ® ben visibile, soprattutto in un successo all&#8217;ultimo tiro, avendo sperpretato di nuovo, contro Ferrara neopromossa, facendosi mangiare la solita dote. Certo che servono ritocchi, ma se il peccato âˆšÂ® ricorrente allora vuol dire che qualcuno non la racconta giusta. Stiamo ancora piangendo sentendo <strong>Lino Lardo</strong> ringraziare la sua squadra mentre il proprietario va in giro a chiedere se la gestione dell&#8217;ultimo pallone aveva un senso, non tante ore dopo aver fatto sapere che non ce la fa piâˆšÏ€ economicamente. Scatenando chi si fa abbindolare nel gioco delle tre carte e continua a vedere nelle societâˆšâ€  il male assoluto, nella federazione, se gestita dai cartai preferiti, il bene primario, senza rendersi conto che il male sarâˆšâ€  anche dove se sbagli si vede subito, perchâˆšÂ© paghi tutto di persona, ma il bene che dicono loro adesso dovrâˆšâ€  venir fuori virtuoso se davvero le societâˆšâ€ , accusate di ogni malvagitâˆšâ€ , a parte alcune gestite da maestri cantori, decideranno di non cominciarlo il prossimo campionato e di non pagare per 80 giorni di raduno. Contenti che a <strong>Montegranaro</strong> abbiano smesso di accusarsi l&#8217;uno con l&#8217;altro, felici che abbiano ritrovato una strada, anche se cosâˆšÂ¨ diversa da quella che li distingueva in passato.</p>
<p>Per il primo giorno di aria, lontani dal confino, forse âˆšÂ® abbastanza. Se gradite possiamo servire ancora <strong>PAGELLE </strong>e amari dove non apparirâˆšâ€ , purtroppo, una nota speciale per il figlio di Lorenzo Sani, amico dei naufraghi, emarginato dal basket per editti che erano oltre il meridiano bulgaro, che ha segnato 4 gol al Bologna, nella trasferta con il suo San Lazzaro ( non lo dite in giro, ma i genitori, si sa, diventano la prima rovina anche per figli talentuosi):</p>
<p><strong>10</strong> a <strong>Attilio CAJA</strong> per aver commosso i coniugi Snaidero, per trovato in una sola notte quello che gli era stato negato nelle settimane precedenti. Averlo fatto contro Roma deve essere stato sublime e lo sentiranno tutti quelli che ascoltano, via satellite, Radio Radio del Fallucca immenso, l&#8217;unico che ancora si ricorda che Veltroni âˆšÂ® pur sempre presidente onorario di Lega.</p>
<p><strong>9</strong> a <strong>Zare MARKOVSKI</strong> per come ha trovato la prima vittoria europea, per come ha sistemato la Virtus, per come vive la sua nuova esperienza con Avellino che âˆšÂ® terra di lupi gentili, che magari ringhiano, ma almeno non ti pugnalano alle spalle come âˆšÂ® capitato a Bologna e Milano.</p>
<p><strong>8</strong> a <strong>Shaun STONEROOK</strong>, dieci fisso nel nostro cuore, per quel tuffo e il pallone toccato verso il compagno che andava in contropiede. Essenza del gioco, essenza della stessa vita nello sport di squadra.</p>
<p><strong>7 </strong>al <strong>FINELLI </strong>di<strong> Montegranaro</strong> perchâˆšÂ© l&#8217;anno scorso dicevano che viveva sulla ereditâˆšâ€  lasciata dal grande Pilla, ma quella non era vera farina del suo sacco. Beh, adesso il sacco âˆšÂ® proprio suo e hanno anche tentato d&#8217;infilarci la bufala Kemp.</p>
<p><strong>6</strong> ai <strong>RESISTENTI </strong>della brigata &#8220;vedo Sky ma senza audio&#8221; perchâˆšÂ© arriverâˆšâ€  il premio anche per loro, magari portando via lo dotazione di lecca lecca che viene fornita, in perfetta paritâˆšâ€ , come dicono loro facendoci venire il dubbio che esista anche una paritâˆšâ€  imperfetta, fra prima voce cantante e opinionista con il turibolo.</p>
<p><strong>5Â¬â€ a </strong><strong>Mike D&#8217;ANTONI</strong> che non puâˆšâ‰¤ pentirsi ogni volta che fa stare seduto il Gengis Gallinari mandato in campo troppo presto, il talento che mai avrebbe dovuto andare nella NBA senza avere la certezza che il suo fisico era giâˆšâ€  pronto a reggere l&#8217;urto.</p>
<p><strong>4 a</strong>lla <strong>rassegna stampa di Lega</strong> che, nei titoli, divide il merito della frase sui mezzi giocatori che non vanno in nazionale, fra Meneghin, che l&#8217;ha pronunciata davvero, e Recalcati che invece ha deciso autonomamente di non far sapere al volgo chi erano i giocatori a cui aveva chiesto impegno sentendosi dire che avevano altro da fare nell&#8217;estate, anche se non tutti sono andati a Formentera a sbloccarsi la testa.</p>
<p><strong>3</strong>Â¬â€ a <strong>SKY</strong> intesa come provincia grande di questo basket che deve tanto a chi lo fa vedere cosâˆšÂ¨ bene, perchâˆšÂ© nessuno, anche con la lavagnetta, ci ha spiegato, con la stessa sicumera dei giorni in cui si parlava delle ore 21 come orario perfetto per fidelizzare i tifosi, perchâˆšÂ© domenica prossima per Roma-Siena i riflettori della diretta si accenderanno alle 17. Voi dite perchâˆšÂ© alla sera c&#8217;âˆšÂ® il derby di calcio? Ma, in altre occasioni fingevano di non accorgersene e andavano avanti con i loro nani und ballerino.</p>
<p><strong>2</strong>Â¬â€ a <strong>Gianni PETRUCCI</strong> che ancora non ha spiegato i motivi del commissariamento federale, che ancora non ha trovato una soluzione professionale per tenere davvero Meneghin alla presidenza federale, che ancora non ci ha detto perchâˆšÂ© questo Chimenti, che fra i sostenitori ed ispiratori ha sicuramente il Toto Bulgheroni a cui il golf ha dato una carica mentre il basket lo irritava, âˆšÂ® diventato cosâˆšÂ¨ amico di chi vorrebbe farlo cadere.</p>
<p><strong>1 a </strong><strong>Gelsomino REPESA</strong> per aver lasciato crescere l&#8217;erba dell&#8217;ingordigia in una squadra che magari farâˆšâ€  anche soffrire Siena piâˆšÏ€ dell&#8217;anno scorso, ma dopo la sconfitta di Berlino, quella di Udine, dopo aver accettato presuntuosamente di andare in campo ad Udine 48 ore dopo aver vinto a Lubiana, ci sono tante cose da rivedere e se Jennings merita attenzione, cure di un vero maestro, non siamo sicuri che Allan Ray diventerâˆšâ€  un uomo nuovo.</p>
<p><strong>0</strong> a <strong>Claudio SABATINI</strong> che ha ceduto subito nel processo all&#8217;allenatore Pasquali come se davvero avessero ragione gli Arnold, i Righetti, i Koponen e compagnia cantante fino al povero Chiacig. La Virtus che ha illuminato gli intervalli del grande basket con iniziative che obbligavano a riaccendere la luce ora spegne la speranza che, come âˆšÂ® si âˆšÂ® detto, dopo il sacco di Pesaro, fossero davvero i giocatori a pagare i danni.</p>
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