di CLAUDIO PEA

Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho che da Madrid ci fa sapere all’ora di pranzo d’essere il più bravo allenatore al mondo. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe il caso che lo lasciasse dire al resto del mondo. Lui invece ha appena affermato nella conferenza-stampa del Bernabeu che, se l’Inter ha potuto giocare con tre punte (Milito-Eto’o-Pandev) più Sneijder e ha vinto tutto, è perché aveva un grande allenatore in panchina. E non un pirla. Ora, come ha scritto Gianni Mura su Repubblica, lo Special One è pari in autostima solo al nostro Silvio: in effetti non basta il Giro d’Italia per contornare il perimetro del loro ego, ma la differenza tra i due personaggi è invero abissale. Mourinho è da oggi al Real e già ci manca come giustamente sostiene Mario Boni che è un interista suo genere, cioè simpatico e gradevole, al contrario di quasi tutti i suoi fratelli nerazzurri. Berlusconi è invece in politica da oltre sedici anni, ma se andasse in vacanza a Villa Grazioli in Sardegna e vi rimanesse per qualche lustro, giuro che io di lui non sentirei la mancanza nei secoli dei secoli. Amen. E comunque devono essere gli altri a stabilire se sei davvero tu il più bravo al mondo. Altrimenti non vale e fai come quelli del rugby che considerano il loro sport una spanna superiore a tutti gli altri. Non solo, pure s’arrabbiano se non la pensi come loro. E dunque, siccome sono un attaccabrighe o, se preferite, un guerrafondaio, li faccio subito imbufalire sostenendo che in uno sport di squadra che si rispetti la palla è quanto meno rotonda e non sicuramente bislunga, cioè somigliante più a un coglione che a una pera. O mi sbaglio? Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , ,

By peaclaudio | Maggio 24, 2010 - 5:46 pm - Posted in I lunedì da Oscar

OSCAR ELENI rifugiato nella stazione antartica Concordia per non sentirsi chiedere perché il basket dei playoff ha così poco spazio, perché le tribune sono spesso semivuote. Infelicità del sistema che propone verdetti scritti prima da arbitraggi super casalinghi? Non proprio anche se l’arbitro casero esiste da sempre e quando vuoi far capire come vorresti la storia del playoff, quello dove devi essere debole coi potenti e potente con i deboli, allora se scopri che i duri te li mandano quando giochi in casa allora prepara le valige per il mare. Debolezza dell’offerta: paghi tanto vedi poco? Può essere, ma siamo distanti dalla verità anche se la Lega non può vigilare su questo considerando che le uniche entrate arrivano dagli incassi e non dagli inviti come direbbero quelli della Nba che ai giocatori e dirigenti Armani hanno fatto sapere che per la partita contro i Knicks avranno assicurati due biglietti a testa, basta che se li paghino. Poco spazio sui giornali perché la concorrenza con eventi più importanti uccide? Questo è sicuro e poi chiudere la gente in palestra con il caldo è un esercizio sadomaso, come direbbero gli alpini che facevano catena sullo Zoncolan, dove almeno centomila persone si godevano la giornata respirando l’aria che manca in pianura. Zoncolan, angeli e demoni del ciclismo, l’unico sport che manda al rogo il campione appena bagnato di lacrime fintemente gioiose, accusandolo di avere sangue-benzina truccati, ma poi lo idealizza, lo perdona, ci mancherebbe altro, ma avete presente cosa vuol dire scalare Zoncolan e Mortirolo, cosa serve per andare spesso a più di 50 all’ora in pianura e oltre i 100 in discesa?, insomma sta dalla sua parte. Noi del basket, purtroppo, non riusciamo a stare dalla parte di nessuno perché non vediamo facce da Zoncolan Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

                                                           di FRANCESCO SARTI 

Se José Mourinho l’anno prossimo allenerà il Real Madrid ci dispiacerà molto, perché era l’unico che ci rendeva sopportabile l’Inter degli onesti e degli ipocriti. Perché, in questo calcio che ha smarrito la poesia del bianco e nero e rumina la brutta prosa dei “riflessi filmati”, è il solo personaggio fuori dalle righe, incorreggibile, strano. Variabile impazzita del dopogara, vandalo delle conferenze infrasettimanali. A tratti arrogante, impulsivo, sbruffone e permaloso. Perfino irridente e provocatorio. Ma anche ironico e spietato, in faccia ai falsi perbenismi delle interviste calcistiche. Ben presto etichettato come grande comunicatore, che è un altro modo di esorcizzare chi non cede alle dichiarazioni precotte e alla narcolessia di certi opinionisti. Sempre preparato sul tema del giorno, in grado di rispondere a tono (da ultimo, scomodando Sartre per dare addosso a Ranieri, sua vittima preferita) con una dovizia di particolari troppo sospetta per non essere frutto di un efficientissimo ufficio stampa. Ma anche per questo speciale, al di là dell’aggettivo che si è dato da sè. Mourinho ci piace perché non ha paura nemmeno delle proprie debolezze: quando deve segnare, mette in campo cinque attaccanti, se deve difendere il vantaggio, eccolo rinfoltire in un amen il centrocampo. Banale? No, pragmatico. In grado cioè di sfruttare i propri punti di forza senza preoccuparsi eccessivamente dei fronzoli. Capace di passare dalla monomania di Ibrahimovic alla coralità di Sneijder, Eto’o e Milito. Camaleonte del campo, senza dover per forza innovare nel gioco. Ulteriore stereotipo: gran motivatore. Ma solo perché, a dire della stampa specializzata, avrebbe incattivito la sua squadra a suon di manette mimate e parole incendiarie. Piuttosto, è bravo a gestire, bravo a scegliere, bravo, soprattutto, a escludere. Sostituendo Balotelli Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , ,

By peaclaudio | Aprile 15, 2009 - 11:20 am - Posted in Calci e veleni, Sarti poeti e navigatori

            di FRANCESCO SARTI  

Una volta ci si raccoglieva meglio. Non c’era bisogno di stare abbracciati in mezzo al campo, come prima dei calci di rigore di una finale, per simulare unità e sgomento. Ognuno era fermo al proprio posto, nel ruolo che gli avrebbe esaltato la partita, compreso nel pensiero o nella preghiera.  Oggi no. Oggi lo spettacolo ha i suoi rituali. Ed esige partecipazione simbolica, innanzitutto. Pazienza se il minuto di silenzio dura in realtà venti o trenta secondi, per poi sciogliersi in un non richiesto applauso, come se si avesse paura di tutta quella quiete, di tutta quella gente immobile. Ciò che conta è il gesto. Così, anche sabato di Passione, abbiamo avuto la nostra razione d’appelli alla moderazione e al fair play. Come se la lealtà nello sport si misurasse dall’incombenza del lutto o la sensibilità dall’episodio di cronaca. Fu lo stesso per i tifosi ammazzati, che da corpo sacrificale avrebbero dovuto svelenire gli animi, indurre i polemisti alla concordia. È tutta una burla, ovviamente. Chè, se davvero si volesse rispettare il dolore, non si dovrebbe giocare nemmeno. Lasciare i circenses all’oblio, anziché infarcirli, come ogni settimana, di paillettes. Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , ,

By oscareleni | Aprile 6, 2009 - 3:37 pm - Posted in I lunedì da Oscar

OSCAR ELENI dal palazzo Bricherasio di Torino, così distante dall’Isozaki dove il basket europeo ha scelto i rossoneri del Lietuvos Rytas, i lituani di Vilnius per la seconda Coppa Uleb, così diverso dal palazzo fiorito fra la piscina dei tuffi che esplode con Tania Cagnotto e lo stadio per un calcio dai misteriosi posteggi come diceva il nostro Virgilio, dove le beghe nostrane ci hanno tolto il piacere di ritrovare i vecchi leoni del periodo Guerrieri e anche gran parte del mondo che l’anno scorso aveva contribuito alla prima festa europea nel Palazzo Vela. Molti di loro sono dei cocciuti colpevoli, ma ci sono mancati lo stesso. Meglio andare da Amenofi IV, il faraone eretico e, forse, anche rivoluzionario come ci sia augura possa essere Meneghin I, meglio godersi la mostra Akhenaton piuttosto che guardare la faccia di Sergio Scariolo che sperava di arrivare al primo trofeo europeo senza passare dalla sede della Federspagna, piuttosto che andare dietro ai prestigiatori del black berry, quelli che hanno vissuto il tormentato rapporto Portela-Bertomeu che ora non hanno più il bel sorriso di un tempo, un legame che faceva del bene a tutti, non soltanto al basket, un’intesa che ci garantiva spettacolo, ma non servilismo totale agli ” affari” anche se è di pane che hanno bisogno i grandi club. Orgia di collegamenti, guardare la difesa Benetton diventare pan di zucchero, ma intanto fingere di smaniare per Siena, salvo poi mettersi già a ricostruire la squadra campione d’Italia che questa volta non ha trovato gli uomini giusti per assaltare l’Europa. Eurolega crudele nel sorteggio, spietata per chi aveva commesso un grave errore a Zagabria, ma certo qualcosa Minucci dovrà fare per tornare all’assalto lui che è l’unico con la licenza triennale in tasca, con un palazzo nuovo da far costruire, lui che ha certo le idee più chiare di chi voleva consolare il Montepaschi urlando che era uscito a testa alta contro uno squadrone. C’erano dei dubbi sul fatto che i nostri campioni avrebbero dato tutto e di più in una serie dove il sole ha scaldato soltanto la tenda di Zelimir Obradovic che ha davvero preso paura e ancora si domanda se avrebbe potuto farcela contro Siena se Lavrinovic non si fosse rotto Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

By peaclaudio | Marzo 5, 2009 - 5:56 pm - Posted in Calci e veleni, Il basket nel cestino

Di tutto un po’. Cominciando dalla nota (mattiniera) di Lorenzaccio Sani: “Cari amici e fratelli di sventura, mi sa tanto che si è mosso prima Berlusconi di Franceschini“. Non lo escluderei a priori. Mourinho può piacere o non piacere: di sicuro è un genio. Mourinho può essere un bravo o un cattivo allenatore di calcio: di certo è una persona intelligente che parla (da pochi mesi) l’italiano meglio del 51 per cento dei giornalisti sportivi della Rai-radiotelevisione-italiana. Soprattutto non dice mai nulla di scontato. Stuzzica e si diverte. La sua strizzatina d’occhio ieri sera al monello Cassano (nella foto) è stato uno spettacolo. Magari ci fosse un leader come lui al vertice del Pd. Non è solo una provocazione. Ma Franceschini non sa ridere. Come D’Alema e Fassino: è triste. D’accordo, c’è poco da ridere di questi tempi. Ma non si può nemmeno sempre piangere. Alla fin fine, anche se dici cose vere, stufi. E annoi più dei pagliacci in doppio petto che sono al potere. Sino a qualche mese fa Antonio Cassano dava ai nervi. Dicevano di lui: un talento buttato in pasto ai porci. Adesso piace. E non sarebbe male se lo prendesse la Juve. Dicono: non è nella tradizione della Real Casa Agnelli avere un giocatore così. Perchè Sivori, il grande Omar, era forse uno stinco di santo? O il Barone Causio prima che Boniperti gli mettesse la testa a posto? A volte un po’ di trasgressione non fa male. Anzi. E’ il pepe della vita. Finirà invece che lo prenderà Berlusconi. Al posto di Kakà che si è già promesso al Real Madrid. A meno che non lo voglia Mourinho. Cassano e Balotelli alla corte di Josè Mario Dos Santos Felix: sarebbe sin troppo divertente. Così come non sarebbe male se ai nerazzurri capitasse quello che successe nel 1967 all’Inter del Mago Herrera che in pochi giorni perse la finale di Coppa Campioni con il Celtic, la Coppa Italia (eliminata in semifinale) e lo scudetto all’ultima di campionato in quel di Mantova a vantaggio della Juve di Heriberto Herrera (HH2), Anzolin-Gori-Leoncini, Bercellino-Castano-Salvadore, Favalli-Del Sol-Depaoli-Cinesinho-Menichelli. Tra parentesi Zigoni che neanche lui, se non sbaglio, era farina da far ostie. A proposito, Lorenzo Sani va via come il pane. Non ne avevo dubbi. Morstuavitapea con lui ha fatto un bel salto in lungo. Alla Beamon. Adesso voglio catturare anche Mario Boni e Piero Mei. Altri due fuoriclasse. E all’Orso Eleni, nel giorno del suo compleanno, auguri!, ho chiesto che per favore mi contatti il preziosissimo Piero Parisini. Sembreremo (un po’) combattenti e reduci, come mi ha scritto Piero Mei su Facebook. Già. Ma anche mai domi e sazi. Due cose ancora di basket. Anzi, di pallacanestro. E poi mi vado a vedere l’Armani che perderà ad Atene e Siena che batterà il Cibona. Ieri sera, nell’intervallo di Samp-Inter, mi è caduto l’occhio in tv sul derby tra l’Umana Venezia e la Famila Schio, appaiate al secondo posto in classifica di A1. Ebbene nel secondo quarto la Reyer è stata capace di mettere insieme la miseria di quattro punti. E nel terzo? Appena sette. Solo undici punti in venti minuti. Laurito ha commentato: “Una grande difesa di Schio”. E chi lo può negare? Peccato non abbia però aggiunto com’era l’attacco di Venezia. Ve lo dico io: una cacchetta. E comunque non venitemi più a chiedere perchè chiamo pallacanestro quella che giocano le donne. Semplicemente perchè il basket è tutta un’altra roba. Buona o cattiva. Non è questo il punto: vero Piero?

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

By lorenzosani | Marzo 4, 2009 - 6:39 pm - Posted in Calci e veleni, Sani da slegare

di LORENZO SANI

Non m’intendo di calcio, non m’intendo di politica e di tante altre cose. Ma una cosa da un po’ di tempo mi frullava in testa e quella cosa ora è finalmente chiara. Il Pd deve arruolare immediatamente il signor Josè Mourinho. Deve farlo in fretta, prima che se ne accorga Berlusconi. Questo è un appello serio. Mourinho è l’unica possibilità di salvezza per il Pd.
mourinhoQuanto meno di giocarsi la partita. Ha le carte in regola, è un’occasione irripetibile. Se scendiamo nei dettagli, poi, sicuramente Mourinho è cattolico. E’ anche di sinistra? Se lo è Soru di sinistra, può esserlo tranquillamente pure Mourinho. A Mourinho piacciono le sfide, ci arriva armato di genio e non tira indietro la gamba. Mourinho è antipatico, dicono. Adesso dispiace insistere perché sembra di avercela con lui, ma è forse simpatico Soru? A me non piace prostituzione intellettuale, torno a conferenza stampa medievale, ha detto il signor Mourinho. Ritagliamo questa frase e appiccichiamola a caso in mezzo a qualsiasi altra pagina di giornale, in quella della politica, in quella dell’economia, o dove vi pare. C’è uno che parli così? Cosa succederebbe nelle pagine di politica, di economia, nel dibattito sull’etica o di quello che vi pare se uno parlasse agli altri così, come nella favola del re nudo. Meraviglioso. Ecco cosa sarebbe.
Peccato che appartenga solo al calcio un testa così. Chi ama e frequenta gli altri sport, quelli schiacciati dalla pietra tombale del pallone, uomini del genere ha avuto la fortuna di incontrarli, nel rugby, nel basket, nella pallavolo, nella pallanuoto. Conosco poco pallamano e baseball, ma sicuramente ci saranno anche lì. Non spesso, ma ci sono. E sono un privilegio per pochi. Bisogna andarli a cercare. Mourino invece ti entra in casa e c’è una bella differenza. Personaggio mediatico, dicono. E che significa, se te lo dicono dalla tivù. E’ un’offesa, un complimento, un luogo comune, prostituzione intellettuale? Boh. Il Partito Democratico si sta sgonfiando come la pancia di Gascoigne, solo che Gazza guarisce, se continua a rigare dritto. Per ribaltare i sondaggi di Mannheimer non basta l’esorcista.
Come sarebbe un faccia a faccia in tivù Mourinho-Berlusconi? Proviamo a immaginarlo Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , ,