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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Hawkins</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Ha poco da raccontare Dan Peterson senza difesa non vai da nessuna parte</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 13:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI indeciso sulla direzione da prendere nell’ultima vita, confuso da questo malessere che ci devasta. Ci sono due posti dove vorrei portarvi. Il primo è la casa Depero a Rovereto, una scusa, buona come un&#8217;altra cercando cultura ed artisti, per andare a trovare Franco Grigoletti, senza fargli capire che siamo andati in montagna soltanto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <span style="text-decoration: underline;"><strong>indeciso sulla direzione da prendere nell’ultima vita, confuso da questo malessere che ci devasta. Ci sono due posti dove</strong> <strong>vorrei portarvi. Il primo è la casa Depero a Rovereto, una</strong> <strong>scusa, buona come un&#8217;altra cercando cultura ed artisti, per andare a trovare Franco Grigoletti</strong></span>, senza fargli capire che siamo andati in montagna soltanto per lui e la Franca, tanto per farci raccontare dove aveva trovato la giacca che ha indossato a Roma per la stella d’oro del Coni smemorato. Un incontro che potrebbe farci anche bene se nel triangolo <strong>attirassimo pure il Boscia</strong> e si potesse brindare insieme a <strong>Gianni Menichelli</strong>, mandando in mona gli assetati di sangue della Roma cestistica che non deve essere tanto diversa da quella calcistica se tutti sanno tutto, anche non sapendo niente. Vedremo di farlo prima che i chirurghi infieriscano, le chemio facciano appassire, gli anni si vendichino delle nostre notti senza fine, <strong>delle nostre esplorazioni oltre la</strong> <strong>cirrosi</strong>, magari ci si ritrova per <strong>la mostra di Paolo Conti,</strong> grande cestista, grande artista che esporrà i suoi lavori all’ex Conceria del Tabacco dove accenderemo, stando fuori, si capisce, i nostri sigari, portando le nazionali nel sacrario del primo <strong>Grigolitri</strong> del mondo. Se non vi va bene Rovereto, seguiteci invece nella Marsiglia di Jean Claude Izzo e nel suo Casino Totale per cercare <strong>una bouillabesse</strong> degna del ricordo delle<strong> zingarate con l’avvocato Porelli</strong> che si divertirà un mondo vedendo come si comportano i suoi presunti eredi sportivi, anche se <strong>Torquemada li brucerebbe tutti</strong> e subito<span id="more-2023"></span> quelli che nel nome delle sinergie, del progresso, della multimedialità, si dimenticano che l’Avvocatone per difendere i colori della Virtus mandò a quel paese miliardari con bollicine, <strong>gente da brodo</strong>, si sono scordati che la difesa della bolognesità, dove era compresa anche <strong>la tribù Fortitudo</strong>, veniva prima di ogni altra cosa e, come disse all’ex <strong>sindaco Guazzaloca</strong> che chiedeva il suo aiuto per una ricandidatura, i soldi si trovano, ma prima bisogna avere delle idee e delle certezze da non tradire mai.</p>
<p><strong>Forse è meglio se stiamo nel Churmo marsigliese per capire questa conversione quasi generale alla difesa. Era ora, anche se il tredicesimo</strong> cavaliere aveva già segnalato che il messaggio forte arrivava, come sempre, da Siena, per la super coppa.<strong> Senza difesa non vai</strong> <strong>da nessuna parte </strong>e il Peterson che ci vorrebbe convincere a credere al benefico aiuto dell’attacco per dare anima alla difesa gli ricordiamo lo scudetto del 1982 quando dopo la vittoria a Pesaro si ritrovò <strong>spiazzato dalla “ mossa” di Skansi </strong>che, tenendo fuori Kicanovic dal quintetto, costrinse il Billy a pensare soltanto all’attacco, salvo svegliarsi sotto i colpi di <strong>Boni,</strong> quello grosso, non quello che a Sky, per fortuna, <strong>non ha pietà per le troiate, non risparmia nessuno e non ci spacca i maroni con le giocate da raccontare ai nipotini.</strong> Ci volle una bella dose di veleno per quel 73-72 che dava il titolo, ci volle un recupero della ferocia difensiva perduta. Ora tutti cantano le lodi della difesa e lo fa persino Claudio Toti che poi dovrebbe spiegare come si può avere ferocia difensiva se hai comperato certi giocatori, se hai dato spago a certa gente, se<strong> la confusione Lottomatica</strong> nasce proprio dalla mancanza di un mansionario che ha mandato nel pallone fior di allenatori e di giocatori: vai in campo se difendi, altrimenti ti siedi. Gloria alla difesa anche per chi perde e questo è un buon segno. Una base sicura direbbero a Biella <strong>dopo aver mandato Repesa ad ululare sul Montello</strong> contro il Pozzana che deve averne subite tante <strong>ai tempi in cui regnava Buzzavo</strong> se ha potuto decidere una partita andando dietro all’istinto persecutorio di chi esagera nell’interpretare un ruolo, un po’ come nella <strong>barzelletta dove</strong> la madre schiaffeggia il figlio e poi si giustifica con le amiche sconvolte: è un presuntuoso, vuole scoreggiare come suo padre e poi si caga addosso. Evviva per noi che siamo sempre stati nel porto delle nebbie dove una sana difesa ha dato la gloria alle grandi squadre.</p>
<p><strong>Pagelliamo insieme</strong> prima della bouoillabesse marsigliese, prima di sentire il cannone di Rovereto, prima del canto libero per lo sfondamento preso da Gallinari sull’entrata di Carmelo Anthony che ha deciso per la vittoria Knicks su Denver, alla faccia di chi voleva lo scambio, alla faccia di chi, come tanti di noi erano già pronti a tradire D’Antoni:</p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline;">a Gino Nini BURCOVICH</span></strong> un grande arbitro che ci ha appena lasciato, uno della scuola veneta arrivata al culmine con Cazzaro e Zanon, arrivata, finalmente, a comandare con Zancanella presidente della ciurma in costante ammutinamente, loro che dovrebbero aver sposato la legge, perché salutando lui sappiamo di trovarci di fianco i fratelli dell’altra grande scuola arbitrale, quella toscana che il nuovo presidente CIA farà bene a tenersi stretta più della curia norcina.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">a Matteo SORAGNA</span></strong> perché fra tutti gli ex in cerca di una vendetta, lui, per la verità, sapeva che Treviso avrebbe dovuto congedarlo per camminare su sentieri diversi, ha scelto la lama del cavaliere temerario che ha costretto Rercalcati a parlar male di chi, buttando bambino e acqua azzurra, si è dimenticato del ciglione. Un colpo decisivo, l’ultimo, in una partita normale. Ma tutti sapevano che sarebbe stato lui a completare l’opera iniziata da altri e non tutti dentro il campo.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">al falco HAWKINS</span></strong> che dopo essere passato nella centrifuga senese ha deciso di tornare ad essere Rodomonte per l’Armani che adesso gli affida tutti i suoi beni, nella speranza che il mondo diventi più bello visto dal perimetro visto che al centro si fanno soltanto male e Rocca non può diventare mastrolindo per tutte le battaglie.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">al Gigi DATOME</span></strong> che non si è fatto incantare dalla intervista al miele dopo il partitone di Teramo perché è il primo a sapere che il piacere d’amore dura un attimo, pena d’amore dura tutto un campionato.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">al VACIRCA</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>che ha capito per primo cosa succede in squadre come Montegranaro se la gente che la vive e la fa vivere dimentica di allacciarsi le belle scarpe che porta e non ricorda i chilometri fatti dal ciabattino per trovare la pelle e confezionarle.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">al presidente di Teramo</span></strong>, il lungimirante<strong><span style="text-decoration: underline;"> ANTONELLI</span></strong> che, prima di farsi processare da chi non capisce cosa accade nelle società di provincia se mancano certi aiuti, deve ammettere che non poteva essere una mossa alla calciaiola, come quella di cacciare l’allenatore, la salvezza per una squadra a cui mancano i mezzi tecnici e fisici per reggere l’urto, perché non sempre può essere Avellino alle prese con Marquis Green.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">a Daniel HACKETT</span></strong> se non spiega a tutti quali sono gli effetti di una sana alimentazione con pesce adriatico, se non fa attenzione al furore del Cusin, stranamente sorpreso dai fischi di chi una volta lo amava, come se scoprisse adesso il livello di cultura sportiva nazionale, che si ferma spesso al palo per infortuni somatizzati.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">allo strano ERE di Caserta</span></strong> che ogni tanto esce dalla reggia dove pensava di poter vivere beato fra mozzarelle di bufala e partite che sembravano bufale perché la sua serie nel tiro da 3 ci dirà che la Pepsi è guarita, mentre tutti sanno che lo sarebbe stata da tempo se tutti avessero avuto pazienza.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">alle ASSOCIAZIONI giocatori</span></strong> ed allenatori se non manderanno subito una circolare ai loro amministrati per far sapere che ogni intervista, ogni pisciatina fuori dal vaso, ogni copertina, per gente fragile, per gente che ama il Narciso dentro la piccola anima, può diventare un boomerang e ci sono fiori di risultati a dimostrarlo.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">ai NIPOTINI</span></strong> che non tireranno la pappa in faccia a tutti quei poveracci che terranno nella nastroteca di famiglia quelle telecronache fotocopiate, a SportiItalia ad esempio, invece di copiazzare gli skayoloni perché non uniformano la grafica?</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">alla mente diabolica</span> del programmatore<span style="text-decoration: underline;"> SKY</span></strong> che per la terza volta mette in contrapposizione il basket di una città con la squdra di calcio della stessa. Dopo Siena e Bologna eccoci a Roma. Milano freme e chi considera zero il basket in TV si sganascia.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Hawkins deve solo ringraziare Mozart</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 13:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                     di CLAUDIO PEA
Non so se quando David Hawkins tornerà tra una decina di giorni a giocare a Siena il primo vero test-match della nuovo campionato lo seppelliranno di fischi e d’insulti come gli succede ogni qual volta mette piede sul parquet di Roma. Francamente penso (e spero) di no. Anche perché non ne vedrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                    <strong><em><span style="text-decoration: underline;"> di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Non so se quando David Hawkins tornerà tra una decina di giorni a giocare a Siena il primo vero test-match della nuovo campionato lo seppelliranno di fischi e d’insulti come gli succede ogni qual volta mette piede sul parquet di Roma.</span></strong> Francamente penso (e spero) di no. Anche perché non ne vedrei una sola buona ragione. Con la città del Palio si è lasciato bene e col Montepaschi ha vinto finalmente a giugno quello scudetto che invece a Roma e a Milano aveva perso nelle due precedenti finali. Né il Falco di Washington può avere il dente avvelenato con Siena perché <strong>Ferdinando Minucci non l’ha</strong> <strong>fatto prigioniero: all’Armani</strong>, più che in verità nel Montepaschi, è diventato un pass par tout micidiale per aprire le difese avversarie, specie se non sono chiuse a doppia mandata come quelle della Lottomatica dell’Ecumenico. Piuttosto <strong>Hawkins ce l’ha con Roma</strong> e col suo presidente, Ciglione Toti, che non l’hai mai tenuto in palmo di mano. E non l’ha nascosto né prima, né durante la sfida di domenica al Forum. Al contrario ha prima confessato a Sky che nella capitale non c’era, e quindi non c’è, “una perfetta organizzazione ai vertici” e poi, una volta sceso in campo, <strong>ha preso d’assalto la Lottomatica</strong> con un tale furore che sembrava sul serio avesse con Roma un conto in sospeso. E comunque, t’amo o non t’amo, credo che Treccina abbia solo da <strong>ringraziare Siena e in particolare Pianigiani </strong>che in un anno gli ha fatto fare un bel salto di qualità e conseguentemente di categoria.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Non me ne vogliano Messina e Scariolo, di cui ho una stima infinita, ma credo che Mastro Simone sia, oggi come oggi, il miglior allenatore italiano al punto che i boyscout della Nba, se non si fossero addormentati cercando con il lanternino del talento in Niccolò Melli</span></strong> che, se c’è, è ancora molto in fieri, sono sicuro che avrebbero già consigliato per esempio ai Knicks di mandare a quel paese il vostro D’Antoni e di prendersi ad occhi chiusi Pianigiani. L’ho sparata grossa? Forse, ma non credo perché, al contrario di voi che <strong>avete </strong>già <strong>rovinato Superbone Vitali</strong> e stavate facendo lo stesso con Gel Aradori, vi dimostro coi fatti come nelle mani del <strong>mio giovane Mozart</strong> senza riccioloni siano cresciuti e diventati bravi e vincenti mezze calzette come Carraretto e Ress e mezzi campioni come McIntyre, Sato e adesso Dawkins. <strong>Né me ne voglia Recalcati</strong>, che pure ha portato all’argento olimpico una nazionale che non era certo inferiore solo a quella Argentina di Manuel Ginobili<span id="more-1996"></span>, ma sono sotto gli occhi di tutti i progressi che hanno fatto <strong>in un’estate in azzurro Belinelli e Bargnani</strong> che con il buon Carletto proprio non si capivano e probabilmente in nazionale non ci avrebbero più giocato.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Un Peana per qualcuno non è nel mio dna, ma credo che a Simone Pianigiani non lo potessi più negare. Così come non posso fare a meno di nascondere che l’intervista di Paola Ellisse all’immenso Boscia Tanjevic</span></strong>  è stata da accapponare la pelle e per questo l’ho ringraziata con il cuore in mano e l’emozione di essermi sentito tanto piccolo davanti a un uomo così grande che parla del suo tumore e confessa serenamente:<strong> “Embè, è chiaro che ho un po’ di paura </strong>e che sarà il destino a decidere per me, ma sono altrettanto fiducioso perché <strong>non conosco cosa voglia dire arrendersi</strong>. Per la prima volta ho sentito nella mia vita la stanchezza di non voler più allenare un club e così mi sono chiesto cosa fosse mai successo: probabilmente c’era, l’ho capito solo dopo, “quello” che lavorava sotto. <strong>Sono state la guerra in Jugoslavia a mangiarmi lo stomaco e lo stress di vent’anni di sofferenza per la distruzione del mio Paese</strong> che andava contro la mia idea del mondo e che si è poi espressa in me con un cancro. E’ il corpo che si rifiuta e si disamora di questo inganno e di questo tradimento: una volta eravamo tutti fratelli, all’improvviso è scoppiato tra di noi l’odio… Una notte un tremendo pensiero mi è passato per la testa e cioè che <strong>tutta questa bellezza del mondo</strong> potesse per me anche finire. E così da allora sono diventato un personaggino modesto che lotta e vuole rivivere altri notti bellissime<strong> sotto il cielo di stelle di</strong> <strong>Sarajevo</strong>. Senza rimpianti perché il passato è una selva di pietra dove nessuno può entrare e può cambiare niente. Così come è però certo che <strong>sono rimasto un sognatore</strong> che egoisticamente vuole continuare ad essere sempre amato…”.</p>
<p><strong>La splendida e toccante intervista di Paola Ellisse a Tanjevic non è durata più di duecento secondi ed è stata mandata in onda nell’intervallo di Milano-Roma soffocata dalle scelte non tutte condivisibili</strong> tra un tempo e l’altro di Matteo Boniciolli che nel primo quarto ha dato fiducia a <strong>Datome e a Heytvelt</strong> (ed è stato da entrambi assai ben ripagato), mentre nell’ultimo l’ha mal riposta in <strong>Giachetti e Vitali</strong> che non gli hanno invece regalato neanche un misero punto, ma solo una montagna di palle perse. Per questo penso che persino il Boscia si sarà <strong>incazzato &#8211; spero non troppo</strong> <strong>- col suo figliol prodigo</strong>, ma non ve lo verrà mai a raccontare come è giusto che nella sua posizione debba oggi fare. Però non si può nemmeno far finta che il bicchiere sia sempre mezzo pieno mentre<strong> la moglie è ubriaca</strong> e l’Armani ha intanto il triplo dei punti in classifica della Lottomatica. Né posso condividere la decisione di Teramo che<strong> ha girato le spalle ad Andrea Capobianco</strong> che, a ben guardare l’infido calendario d’inizio campionato, cosa poteva fare nelle prime sei giornate in casa con <strong>Milano, Sassari e Pesaro</strong> e in trasferta a <strong>Biella, Cantù e Treviso?</strong> Avrebbe dovuto battere Sassari, è vero, ma per una sola sconfitta inattesa lo si caccia cancellando tutto il buono da lui fatto in passato a Teramo? Via, <strong>non scherziamo</strong> e come avrebbe detto Totò: ma mi faccia un piacere…</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Continuate pure a chamarlo Din Don Dan ma almeno da lui imparate lo stile&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 23:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                                di CLAUDIO PEA
La Repubblica si è sprecata oggi con un pallino: Eurolega, Valencia-Milano 69-80. Tutto qui. E’ inutile riparlarne: sarebbe una battaglia persa. Tanto più che, se per la Lega di serie A è un falso problema che i giornali politici snobbino scandalosamente il basket, figuriamoci se non dovrei farmene una ragione io. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                                <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La Repubblica si è sprecata oggi con un pallino: Eurolega, Valencia-Milano 69-80. Tutto qui. E’ inutile riparlarne: sarebbe una battaglia persa. Tanto più che, se per la Lega di serie A è un falso problema che i giornali politici snobbino scandalosamente il basket, figuriamoci se non dovrei farmene</span></strong> <strong>una ragione io.</strong> In questo si sbatte molto di più la Legadue, quella di <strong>Marco Bonamico</strong>, pur coi scarsi mezzi (e i pochi soldi) che ha a disposizione. Alla <strong>Lega di Renzi</strong> interessano invece solo le tivù essendosi accorta che Sky fa un ottimo lavoro, ma che le sue tre dirette nel weekend le vediamo al massimo<strong> io e il mio cane (che neanche ho), quattro gatti </strong>e qualche volta, se non hanno proprio niente di meglio da fare, la zia di Acciughino Pittis e la sorella di Mammoletta Mamoli, che &#8211; tanto per dire &#8211; non so nemmeno se ne abbia una. <strong>M’informerò</strong>. Intanto l’assemblea della Lega ha votato lunedì scorso lo “spacchettamento dei diritti audiovisivi” offrendo separatamente quelli del digitale terrestre, del satellite e del web. Okay, <strong>ma alla Rai interessano</strong> <strong>davvero le partite del campionato italiano di pallacanestro?</strong> Pare proprio di no se non <strong>gratis amore dei</strong>. Nel qual caso s’incazzerebbe Sky e allora, come è facilmente intuibile, non resta che rassegnarsi e accontentarsi di SportItalia che, per la verità, è una tivù molto ma molta dignitosa. Dove gli strilli li lasciano fare a quelli del folber e dove c’è<strong> bene o male Dan Peterson</strong> che, per la Banda Osiris sarà anche <strong>Din Don Dan</strong>, per me invece è sempre il numero uno<span id="more-1965"></span> anche in questa materia. O no?</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Prima cosa: Dan non usa l’insopportabile linguaggio (gridato) di alcuni di quelli di Sky scopiazzato a volte anche da Laurito: “ce n’è per tre”, “sino in fondo”, “ nel traffico”, “fanno a sportellate”, “il tiro dell’Ave Maria” e via</strong> <strong>blaterando</strong></span>, semplicemente perché ha il suo stile brillante che lo rende simpatico a tutti e comprensibile al mondo. Obiettivo e, quando ci vuole, anche critico, eccolo dunque ieri sera al microfono di <strong>SportItalia 2</strong> commentando con <strong>Nicolò Trigari</strong> (in crescita, voto 6.5) la splendida e tranquilla passeggiata di Milano tra i ruderi di Valencia. Per poco a <strong>Mason Rocca</strong> non riesce un numero da circo e lui: “Fosse entrato anche questo canestro, avrei cacciato un urlo di <strong>Tarzan nella giungla</strong>”. Ancora Rocca impegnato ai tiri liberi: “La lunetta non è certo casa sua”. Il valenciani vanno a picco: “Mi domando cosa ci fanno loro in Eurolega”. Hawkins gela la rimonta degli spagnoli: “Come direbbero negli States, <strong>l’ultimo chiodo per chiudere la bara</strong>”. Una tripla persino di Melli. “Bravo bambino, puoi anche sorridere ancora due secondi, poi basta”. Insomma non solo <strong>“mamma, butta la pasta&#8221;.</strong> Ma molto e molto di più. O no?</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Vi dico la verità: non ho visto mercoledì il Montepaschi cadere ai piedi dell’Ulker. Ero corso a Brescia dietro alla mia Juve e il registratore mi è andato in tilt sfinito forse anche dall’ennesima figuraccia della Lottomatica stavolta a Malaga</span></strong>. Mi devo allora fidare di quel che ha scritto Massimo Oriani, l’unico inviato al seguito dei campioni d’Italia presente a Istanbul: “E’ un’altra storia perché è un’altra Siena”. To’!, finalmente l’ha capito anche lui. “Quella dei quattro scudetti in fila non c’è più e questa non è ancora in grado di competere a questi livelli”. Beh, staremo a vedere: tempo al tempo. Perché <strong>di Simone</strong> <strong>Pianigiani mi fido ad occhi chiusi</strong> e per lui arriverei anche a mettere una mano sul fuoco. Si fa per dire: è ovvio. Mica sono fesso come <strong>Muzio Scevola</strong>. E’ piuttosto quello zero nella casella dei punti di Moss e di Michelori che fa paura, ma se il primo può essere anche tagliato, al secondo non so cosa stia capitando. Eppure mi piacciono entrambi. <strong>Quanto all’Oriani dico che</strong>, se continua a fare il bravo, <strong>lo cancello</strong> <strong>d’ufficio dalla lista della Banda Osiris</strong> con la quale invero non ha granchè da spartire se non quell’amore cieco per il Milan di Berlusconi, la Nba, D’Antoni, Gallinari e <strong>l’America del ketchup</strong>. Hai detto poco?</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Scusate se insisto e se mi ripeto, ma SuperBasket è troppo serio per essere un settimanale di pallacanestro e non di economia ai massimi livelli. Mi sbaglierò anche, ma fateci caso</span></strong>: per strapparmi sull’ultimo numero di<strong> 84</strong> pagine (copertina compresa) un piccolo sorriso ho dovuto leggere le ultime righe dell’articolo della rubrica di Stefano Valenti sulle tv: “…vi ricorderete tutti quest’estate la vicenda di LeBron James, nato ad Akron, Ohio, che giocava per i Cleveland Cavaliers e poi ha deciso di lasciare la sua città organizzando una diretta televisiva su Espn per annunciare che sarebbe andato ai Miami Heat? Ebbene sarebbe stato l’uomo giusto per i Knicks, <strong>se i Knicks giocassero ancora nella Nba</strong> (<strong>David Letterman</strong>, 28 ottobre)”. Non male, peccato che satira e ironia poi non stiano più qui di casa. Sì proprio come Mason Rocca sulla lun(ett)a. Ho capito: sono tutti bravi e buoni. Da Krystof Lavrinovic a Marques Green, da Ron Slay a Travis Diener, da Tomo Mahoric a Maarty Leunen, da Edgar Sosa a Jasmin Perkovic. <strong>E gli italiani? Garri e Causin</strong> finalmente a pagina 34. Del resto per trovare il primo dei nostri marcatori in serie A bisogna scendere al 29esimo posto, cioè a <strong>Icaro Mancinelli</strong>: 54 punti, 13.5 di media a partita. Evviva. E poi la nazionale di Pianigiani dovrebbe andare alle Olimpiadi di Londra. Come no? <strong>Sarà come bere un bicchier</strong> <strong>d’acqua</strong>. Ma attenti a non ubriacarvi.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Zero a Giannino Petrucci che tifa Treviso e Roma, ma non può vedere Super Siena</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 16:22:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="text-decoration: underline"><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://blogsicilia.it/wp-content/uploads/gianni-petrucci.jpg" alt="" width="178" height="134" /></strong><strong>OSCAR ELENI</strong></span> <strong>dalla festa del tartufo che combatte le ferite, dalla sala macchine del vaporetto che risale un fiume qualsiasi della vita dove il</strong> <strong>capitano invita la gente</strong>, salita a bordo nella notte delle streghe, <strong>al pentimento</strong>, meglio, intima all’ospite interdetto: pentiti, Barabba, se vuoi guarire le tue cicatrici anche se ogni giorno è dolore.</em> Dobbiamo farlo assolutamente per aver dubitato di troppe persone, soprattutto adesso che nella piana di Agincourt il coro ci urla noi <em>pochi,</em> noi pochi felici. Siamo pentiti di non aver capito Brandon Jennings <strong>che dalla luna Nba ci saluta dopo aver segnato 55 punti</strong> mandando in delirio <strong>il povero Toti</strong>, povero? beh, si fa per dire, che l’anno scorso doveva pagarlo per vederlo masticare pop corn con la stessa furia di <strong>Allan Ray.</strong> Maledetti allenatori, maledetti consiglieri. Deve essere andata così in questi giorni a Roma dove è tornato nella squadra anche <strong>Roberto Brunamonti</strong> che si occuperà dei giovani. Certo l’abbaglio è stato enorme, ma bisogna ammettere che con<strong> quelli di</strong> <strong>Sky </strong>che frantumavano la costa selvaggia dei maroni estinti, con tutti quegli urletti e quelli previsioni sul futuro dall’altra parte dell’Oceano, eravamo intontiti, anche se continuiamo a chiederci che tipo di passero è stato questo Jennings e che tipo di avversari si troverà contro<strong> nel</strong> <strong>&#8220;campionato più bello del mondo&#8221; </strong>se qui <strong>in Europa</strong> <strong>faceva spesso</strong> <strong>fatica a portare la palla da una metà campo all’altra.</strong> E&#8217; perché &#8220;ve manca la propetiva&#8221;  <strong>diceva Pepe Schiaffino</strong>, professore del calcio, tutte le volte che veniva in negozio da mio padre, cercando stoffa buona, provando a spiegare perché <strong>il Milan non aveva vinto</strong> e per questo in molti erano costretti al digiuno. Sì, <strong>probabile che ci manchi</strong> <strong>la prospettiva</strong> quando vediamo questi ragazzi su cavalli troppo alti, ma noi tiriamo avanti perché allora dovremmo pentirci tutte le volte che si mette in discussione uno come <strong>Mike Hall</strong> che adesso è tornato <strong>fra i santi sull’altarino di Pierino Bucchi</strong>, anche se non siamo proprio convinti che la vittoria <strong>contro Cantù</strong> abbia detto tutta la verità <strong>sullo squadrone Armani</strong>, squadrone come numeri, come peso specifico, come ingaggi, vale sempre questo discorso quando si perde in coppa <span id="more-1339"></span>e si vince in campionato, <strong>in attesa che il sorriso di</strong> <strong>Afef </strong>renda tutto più bello intorno alla squadra di basket che ha scoperto d&#8217;avere tifosi accecati dal pregiudizio, che è stata costretta dal <strong>presidente Proli</strong> a fare due conti sui quasi playmaker ingaggiati negli ultimi dieci anni senza riuscire a convincersi che<strong> Finley</strong> sia davvero il migliore come direbbe persino<strong> il bistrattato Bulleri</strong> che era sull’orlo della solita crisi di nervi quando ha deciso che gli conveniva chiudere bene la stagione<strong> a Milano</strong>, pensando al domani, piuttosto che girare ancora come una trottola, anche se a Treviso si devono essere già <strong>stancati del giovane Hackett</strong> che ha scelto come <strong>bersaglio Vitucci</strong> per giustificare un&#8217;altra delle sue giornate senza dentro niente, ma qui ci verranno in soccorso quelli che dal cielo televisivo, <strong>a parte Mario Boni,</strong> hanno una spiegazione su certi fallimenti Nba: il ragazzo non andava bene, non aveva santi in paradiso, <strong>ma con la Benetton</strong> <strong>camminerà per pascoli lontani e raggiungerà la mecca. </strong>Intanto dovrebbe raggiungere il bancomat per lasciare una parte dello stipendio, lui come tanti altri che vanno a farfalle. E pure borbottano.</p>
<p><strong>Pentiti, Barabba, che avevi previsto una crisi di rigetto senese per il falco</strong> <strong>Hawkins, un pentimento per le giocate di Zizis.</strong> I due viaggiano forte e sembrano integrati bene nel gruppo anche se adesso resta aperta la porta della terrazza sull’orrido dell’eurolega dove<strong> la Mens</strong> <strong>Sana</strong> deve ancora capire <strong>se vale più del Barca o del Real</strong> che cambierà ancora qualcosa, dopo aver valutato la leggerezza di <strong>Bullock,</strong> <strong>del Vitoria e del Panathinaikos, perché siamo sicuri che è più forte di Maccabi, Olympiakos</strong>, <strong>Malaga e Cska</strong>, ma non siamo certi che abbia i chili giusti per reggere al grande scontro, pur dovendo ammettere che fin quando non <strong>tornerà Lavrinovic </strong>bisognerà aspettare. Intanto godiamoci questo testa a testa con <strong>Avellino </strong>che potrebbe già sparigliare domenica in casa della <strong>Virtus</strong>, ma che poi attende nella sua tana i campioni per la fine del mese. Restando su Siena e sulle voci romane che <strong>danno per certo l’ingaggio di Simone Pianigiani</strong> <strong>come allenatore della nazionale</strong> bisognerà cominciare a chiedersi chi sarà il sostituto del migliore sulla panchina della Mens Sana? Perché sul part time non credo che si arriverà a patteggiare. A Roma, per la verità, speravano che <strong>Cantù </strong>spingesse più in là Milano per potergli offrire <strong>un Recalcati d’annata</strong>, ma non se ne parla ed è giusto che <strong>Proli e Bucchi</strong> vadano avanti insieme, soprattutto adesso che hanno scoperto la felicità per aver tenuto sulla corda il peccatore Hall, avendo in mente qualcosa di speciale per sostituire Acker con qualcosa di grosso al centro, anche se l’eurolega è sempre in bilico, pur sapendo che nel minigirone con tedeschi e polacchi si può stravincere.</p>
<p><strong>PAGELLE  dalla collina nera</strong> dove abbiamo visto aggravarsi la crisi di Pesaro, dove se critichi sei fuori, pazienza se per anni sei stato la voce al palazzo. Triste, tutto molto triste e il messaggio di <strong>Valter Scavolini</strong> in difesa dell’attuale presidente ci fa capire che qualcosa d’irreparabile potrebbe accadere perché se il più grande di tutti dice che è pronto ad andarsene bisogna fare molta attenzione.</p>
<p><strong>10 ai ragazzini VIRTUS</strong>, il Negri che entrò in prima squadra perché era il migliore a scuola, il Fontecchio nato da lombi nobilissimi, una campionessa di basket, un grande dell’atletica, per come hanno vissuto l’esperienza sul campo di Varese dove avranno anche imparato che la gente dice di amarti, ma poi se ti lasciano il cerino in mano, come a Passera, allora ti senti fischiare.</p>
<p><strong>9 a Niccolò MELLI</strong> che ha fatto sapere di non voler lasciare Reggio Emilia, la sua squadra, prima di finire il liceo. Certo Milano val bene un sacrificio, ma è giusto che questi ragazzi facciano le cose un passo alla volta, con più saggezza di chi vorrebbe guadagnare tutto e subito, pur sapendo che si corrono rischi enormi se dall’altra parte non ci sono garanzie tecniche che permettano uno sviluppo equo e solidale con il gruppo.</p>
<p><strong>8 a Fabrizio PUNGETTI</strong> perché da quando Bonamico gli ha ridato il sorriso, chiamandolo come responsabile della comunicazione nella bella Lega di A2, abbiamo scoperto che se dentro hai passione, il sacro fuoco, allora non passa giorno senza una invenzione, senza uno sforzo leale per dare visibilità ad un torneo che meriterebbe dalla Rai almeno una grafica decente.</p>
<p><strong>7 a Stefano MANCINELLI</strong> per aver trovato lo spazio che gli serviva nella grande Milano, per aver soltanto accarezzato le mani di Alessia Donati, la pornodiva che nel derby contro Cantù tifava per l’Armani. Il giocatore adesso si è svelato in maniera completa, sa dove stare, sa anche stare insieme a Mike Hall. Forse la Nazionale ha cominciato a sbandare quando i dubbi su Mancio e Corsariol hanno tolto le tegole dal tetto di sughero di un gruppo sbagliato.</p>
<p><em><strong>6 al CIOPPI che tiene la Vanoli Cremona</strong> oltre il torrone, il torrazzo e le tettazze del campionato. Dicevano che erano troppo teneri, ma si sbagliavano e chi non vuole retrocedere deve fare i conti con questa società che comunque ci ha aperto un nuovo mondo.</em></p>
<p><em><strong>5 al famoso ARBITRO AMERICANO</strong> processato per corruzione perché nel suo libro non pubblicato, per intervento Nba, ci dice verità che avevamo già ben chiare nella mente e che <strong>il servizio di SB</strong> ci ha confermato: prima delle partite nello spogliatoio degli arbitri si decide sempre su chi privilegiare in caso di chiamate dubbie. Chiamatela sudditanza, convenienza, ma noi diciamo che è la realtà dal primo giorno in cui non ci avevano ancora sfrucugliato con i canestri che profumano di cotone e poi anche di nylon.</em></p>
<p><em><strong>4 alla CIMBERIO</strong> intesa come società se tarderà ancora ad intervenire dopo essersi trovata nuda in mezzo al grande lago per colpa degli infortuni. Serve un sacrificio per un grande pubblico, serve subito, senza ritardi. Serve ridare fiducia ai giovani che possono stare in campo se di fianco hanno uomini veri e non caporali che mollano il cerino quando ormai sta bruciando le dita.</em></p>
<p><em><strong>3 ad Attilio CAJA e Mario BONI</strong> perché ci fa star male aver ritrovato in televisione gente che dice le cose come sono in realtà, senza piaggeria, senza tanta ipocrisia, senza fare l’eco, senza pretendere di avere soltanto ragione, senza raccontarci storie a puntate come succedeva ai venditori del balsamo contro ogni male. Insomma con loro abbiamo ritrovato il famoso circolo Taucer ed era tanto che non ci divertivamo più ad ascoltare una telecronaca, ma sappiamo che presto li manderanno in cantina con una lavagna di sughero. Una cosa che addolora.</em></p>
<p><em><strong>2 a SKY</strong> che, con l’aiuto vero della Lega, sarebbe ora che dopo troppe parole ci fossero fatti, potrebbe rendere davvero bellissimo l’ultimo collegamento in diretta, montando un basket minuto per minuto che possa non dipendere dalle bizze del computer che domenicalmente va nel pallone più di certi arbitri. Caro Tola tutto bene il nuovo corso, ma noi andremmo anche oltre se ci sono le telecamere, facendoci aiutare nei casi dubbi.</em></p>
<p><em><strong>1 a Marques GREEN</strong> che dopo l’epopea avellinese ha vissuto la tristezza turca e adesso non riesce a pilotare Pesaro oltre le sabbie mobili dove finiscono le squadre che giocano con la paura e nei cinque minuti finali avrebbero bisogno di energia positiva.</em></p>
<p><em><strong>0 a Gianni PETRUCCI</strong> per aver aperto una polemica assurda con Siena, per averci fatto sapere che tiferà Treviso e Roma perché puntano sugli italiani. Sull’argomento potrebbero obiettare in tanti, dalla Milano che pure ha tre azzurri più Rocca e tale Viggiano, alla Biella del ruspante Aradori, dalle società come Teramo che s’inventano un capolavoro al giorno, alla Virtus che i ragazzi li manda in campo e li vede pure segnare. Questo basket ha bisogno di concordia e non d’invidia ed incitare la gente contro la migliore delle società italiane, l’unica che forse avremo alle finali europee di Bercy sembra un controsenso, così come non ha senso che Dino Meneghin stia in silenzio quando uno come Ettore Messina gli chiede soltanto di essere il super Dino dietro al quale ci siamo rifugiati in tanti, convinti che anche l’ultimo sacrificio sarebbe stato premiato.</em></p>
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		<title>Le pagelle di Oscar e un basket criminale che lascia ai margini Caja e Boniciolli&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 00:44:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.basketground.it/public/images/pagine/8963/Caja2003001153813763255.jpg" alt="" width="141" height="225" /></strong></em><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>per spiegarvi che quando sei sotto anestesia vengono in mente tante belle cose, ti assillano tanti cattivi pensieri, ti viene</strong> <strong>l’angoscia che qualcuno abbia già dimenticato</strong> che avevi pur scritto pagine indimenticabili usate troppo presto per la famosa paper cù che costa meno della Vouitton. Usando il battito delle ciglia per restare in contatto con Wertherone, operato più in là, più in giù, vorrei soltanto far sapere che siamo stati <strong>colpiti, ma, per ora, non ancora affondati</strong> anche se esiste la possibilità che la crisi arrivi e non si risolva per la gioia del permaloso spinto che non ti prenderebbe mai in azienda con lui, ma ti sputa in faccia se soltanto ti fai venire il dubbio che forse lo sport ha altre regole di forza e di onore, di rispetto e di collaborazione. <strong>Pagelle e pensieri rapidi</strong> perché, anche stando seduti<strong>,</strong> le cicatrici urlano<strong>: </strong></span><strong>10 a Simone PIANIGIANI</strong> per aver dimostrato con i fatti come si gestisce una squadra di primattori, come si convince un tipo alla <strong>Hawkins</strong> ad adattarsi al concetto che senza gruppo si può soltanto andare a sbattere sulle lavagnette. <strong>Roma non credeva a Repesa</strong> quando cercava di far capire certe cose sul falco e anche sul <strong>Jaaber </strong>delle meraviglie di oggi che non va ingolosito. <strong>Milano doveva ripartire</strong> <strong>da questa idea</strong>, altro che cambiare progetto e personale. <strong>9 a Lino LARDO</strong> per come è arrivato al cuore della partita che<strong> ha</strong> <strong>vinto a Teramo con una Virtus</strong> che, se avesse <strong>Collins</strong>, potrebbe davvero chiedere una tregua al suo presidente<span id="more-1322"></span>, lasciando spazio a tutti quelli che vedono in questa squadra qualcosa d’interessante. Chissà perché ci diverte di più <strong>una Virtus</strong> da combattimento, bella, divertente, piuttosto che tutto il contorno.</p>
<p><strong>8 al meraviglioso ERCOLINO di Avellino</strong> che ha ridato il sorriso ad uno come <strong>Pancotto</strong> che sembrava bastonato dalle ultime stagioni professionali, che alla fine della partita <strong>vinta con la Benetton</strong> pensava al pareggio come giudizio più giusto. Le sue lasagne faranno altri miracoli.</p>
<p><strong>7 al TRINCHIERI</strong> che ha sfidato i fantasmi del passato canturino mettendo nei guai una<strong> Pesaro</strong> dove la gente ha smesso di essere paziente. Grande lui, ma <strong>grandissimo Mian</strong> che agli insulti di chi non lo ha mai amato rispondeva senza mai sbagliare un colpo.</p>
<p><strong>6 a Manero VACIRCA</strong> che nel giorno del tracollo contro<strong> l’ex</strong> <strong>Pillastrini,</strong> osannato dalla gente, è finalmente esploso con la stessa furia di <strong>Cassano</strong>: insieme avevano resistito abbastanza, ora fanno sapere di essere comunque pronti ad andarsene. Non lo facciano. Stanno bene dove sono e daranno felicità anche a chi li disturba.</p>
<p><strong>5 a  Piero BUCCHI</strong> che considera prevenuto chi critica <strong>Finley </strong>come regista. Una permalosità che non ha senso perché se è vero che non esistono tanti costruttori di gioco, se è vero che si può anche costruire qualcosa <strong>senza fosforo in regia</strong>, non si può reagire sempre alla stessa maniera, pensando di essere infallibili dietro alle porte chiuse. <strong>La critica esiste per far migliorare</strong>. Quando <strong>Milano</strong> vinceva anche <strong>McAdoo, Meneghin e D’Antoni</strong> passavano sotto i ponti della <strong>Ghisolfa </strong>per sentirsi dire che non tutto andava bene e <strong>Dan Peterson</strong> non si nascondeva mai dietro a progressi inesistenti. La partita contro <strong>Siena </strong>ha dimostrato che si doveva costruire su quello che era costato tanto nell’ultima stagione.</p>
<p><strong>4 al MONTEPASCHI imbattibile</strong> che non capisce quando è il momento di lasciare spazio anche alle illusioni degli altri. Perdere a Milano avrebbe fatto del bene alla causa, certo è difficile convincere gente che non vuole lasciarti neppure un raggio nella <strong>briscola chiamata</strong> a pensare anche per gli altri. Però l’occasione era buona e dobbiamo anche riconoscere che più regali di quelli fatti <strong>al Forum</strong> non ci si poteva aspettare, anche se poi chi le ha prese ha capito tutto il contrario.</p>
<p><strong>3 alla tempesta</strong> <strong>che sta facendo vacillare</strong> <strong>le torri di Pesaro.</strong> Come accade a Milano chi si stacca troppo da una storia che ha dato felicità prova qualche problema. Vero anche che senza certi aiuti poi si arriva alla chiusura che è bene peggio della crisi. Gli appassionati veri sopportino, pur vigilando, sapendo che <strong>del domani non esiste certezza</strong>.</p>
<p><strong>2 a Attilio CAJA</strong> che comincia a piacerci troppo come opinionista televisivo facendoci dimenticare che è davvero <strong>criminale un basket</strong> che lascia ai margini gente come lui o <strong>Boniciolli,</strong> che era pronto a bruciare sul primo falò uno come <strong>Pancotto.</strong></p>
<p><strong>1 a SPORTITALIA</strong> che, dopo averci ridato il piacere della poesia alla Peterson, ci costringe a meditare sul domani, sul pensiero debole che senza chiamate pugno e canestri che sputano non si possa più vivere. <strong>Questo Bogarelli</strong> che si prepara al chiaro di luna semigratuito entro il 2012 è una bella mina vagante contro la quale andranno a sbattere in troppi.</p>
<p><strong>0 alla LEGA</strong> per quello che viene concesso a <strong>Napoli,</strong> per lo spettacolo del <strong>derby campano contro Caserta</strong>, per quella partita che appariva godibile soltanto alla zia di Biancaneve. Ora Papalia, o chi per lui, annuncia altri arrivi, altre novità, ma intanto ci sono quattro giornate di campionato non regolari. <strong>Renzi </strong>pensa a questo, non a <strong>Sabatini.</strong></p>
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		<title>I lunedì da Oscar: senza più munizioni</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 16:23:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/44086533@N00/2841750711/"><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3019/2841750711_ac1bd4efab.jpg?v=0" alt="" width="180" height="153" /></strong></em></a></span><strong><em>OSCAR ELENI </em>alla scoperta del sale</strong> <strong>tanto per far dispetto alla pressione</strong>, ma anche per gustare spezie che diano un gusto all&#8217;estate adesso che il basket, questo nostro basket, ci lascia quasi senza munizioni. Avete mai provato il sale blu di Persia dal sapore speziato o, magari, il rosa australiano dal gusto delicato? Non importa. <strong>Se avrete pazienza potrete</strong> <strong>trovarli nella bottega dove almeno vendono il sale e non l&#8217;aria fritta</strong>. Bastava la bravata dei bravi di Lega, nascosti dietro al carretto che porta i ragazzini al patibolo dei vari agenti, per movimentare l&#8217;ambiente, ma nessuno ci ha marciato sopra. Dieci righe in rosa, dieci sui giornali che dicono di essere sportivi, poca roba davvero eppure l&#8217;occasione per confrontarsi, far scoppiare tutto il bubbone era bella e succulenta. Niente. Meglio il silenzio, le briciole di un mercato disattivato dalla<strong> solita crisi di</strong> <strong>idee e progetti</strong>, mentre si sprecano le fiere dove il banditore annuncia che esiste un padiglione dove se entri diventi come Siena. Un padiglione per allocchi, perché <strong>Siena </strong>non è una fiera, non è un dolce, non è un frutto, è una bella idea portata avanti dal cavaliere solitario <strong>Ferdinando Minucci</strong> che per lezioni antiche sa come trasformare il carbone in diamante. Certo che vanno imitati i migliori, non ci sono dubbi che se vuoi contrastare Siena devi cominciare a verificare come ti metterai in campo e se ci sono i mezzi per avere giocatori più forti di quelli che presentano i campioni nel rodeo scudetto. Altre strade non ce ne sono. <strong>In attesa di</strong> <strong>sapere chi e come farà la serie A</strong> prendiamo il coriandolo in grani macinato, la curcuma in polvere, il curry forte e quello medio, riduciamo in borotalco pure il dragoncello e facciamoci tenere al fresco le foglie di erba cipollina. Aspettando di sapere perché uno come <strong>Renzi</strong>, persona stimabile, si mette davanti ai legaioli <span id="more-1132"></span>confusi urlando che vuole la testa di <strong>Meneghin,</strong> ci domandiamo se un giorno potremmo davvero <strong>mettere sulla</strong> <strong>stessa bilancia Dino e lorsignori. Ma non scherziamo</strong>. Certo ha ragione il Renzi quando sbraita perché nel consiglio federale sono rappresentati tutti quelli che ci guadagnano senza mettere un quattrino, quelli che fingendosi eletti dalla base la intossicano con la demagogia, ma non le società professionistiche che portano spesso alla bancarotta i loro proprietari. Lo si sapeva ai tempi del commissariamento, la sappiamo da sempre. Per cambiare tutto servono soldi, coraggio, idee, progetti sostenuti da chi vuole il bene comune e non soltanto quello per i suoi passaportati, per poter dominare fingendo di non capire che la competizione esiste se esiste eguaglianza competitiva, se c&#8217;è il dubbio della sconfitta. <strong>Basta mandare allo scoperto</strong> <strong>randellatori</strong> che hanno perduto ogni credibilità, gente che vende, svende, che ti manderebbe a battere pur di avere la luce accesa sul suo altarino, gente che imbocca una critica rimasta senza munizioni tanto tempo fa, nata per parlare bene dei propri e male degli altri, nata non per aiutare a crescere, ma per accompagnare i signorotti nelle visite alle varie sagre.<br />
Venite con noi nel negozio delle spezie domandandovi perché il <strong>Taugres </strong>Victoria sta battendo tutti nella corsa a <strong>Dario Sarijc</strong>, il quindicenne fenomeno di <strong>Sebenico</strong> che può finalmente rendere felice chi crede anche ai registi superiori ai 2 metri, basta che non abbiano la presunzione secca di <strong>Vitali,</strong> <strong>un talentino che a parole la racconta</strong> <strong>sempre bene</strong>, ma nei fatti manca gli appuntamenti e, soprattutto, sembra un tipo con cui è difficile convivere. E ora ci spieghino <strong>nel centro vacanze di Azzurra</strong> se sono false le voci dei brindisi nel gruppo quando l&#8217;anno scorso il <strong>Caravaggio</strong> bolognese lasciò la nazionale. Certo che sono false dirà <strong>Recalcati</strong>, visto che lo ha convocato ancora, ma un conto è convocare, lo ha fatto anche con <strong>Stonerook</strong> sapendo di non poterlo avere, un altro utilizzare, portare alla maturità internazionale.<br />
<strong>Già, Milano. Si stanno svenando per Hawkins</strong>. Eppure la storia dice che sia a Roma che a Milano il falco non ha davvero disturbato le difese nella fortezza di Siena. <strong>Repesa</strong> glielo diceva spesso: non abbiamo bisogno del salvatore della patria, ma di un giocatore intenso sia in attacco che in difesa. Lui si è offeso. Milano gli crede, lo bacia in fronte e lo arricchisce. Benissimo. Con <strong>Bucchi </strong>c&#8217;è bisogno di attaccanti che vanno diritti al bersaglio, che creano in proprio, ma poi non venite a lamentarvi dei troppi finali finiti male e sempre con lo stesso copione. A proposito di Milano <strong>il Sascia nostro</strong>, l&#8217;unico che fra Prealpina e Superbasket tiene vivo il mondo delle anime spente, conferma l&#8217;arrivo di <strong>Flavio Portaluppi</strong>, uno nato nell&#8217;Olimpia, cresciuto nella società, uno che ha imparato a vivere dove un tempo si costruiva pensando anche al bene degli altri, dove la fiducia era garantita a chi conosceva territorio, mestiere, chi veniva da dentro e non necessariamente da fuori. La cosa è misteriosa perché un giorno<strong> Soresina</strong> lo ringrazia per il lavoro, un altro lui parla del mercato della neopromossa che finalmente <strong>ridarà vita al</strong> <strong>Trofeo Lombardia</strong> per quattro squadre di serie A, un altro ancora si giura sull&#8217; annuncio imminente, restando stupiti soltanto davanti alla distribuzione del lavoro nell&#8217;interno della società che ora farà diventare il <strong>Palalido</strong> un&#8217;arena da 5000 posti per tutto quello che non sarà eurocompatibile. Con il Lupo si riprenderà un discorso interrotto quando giurò di non leggere certi giornali.<br />
Aspettiamo conferma anche per l&#8217;atterraggio morbido del <strong>Paron Zorzi</strong> <strong>nel feudo di Treviso</strong> dove hanno deciso di scrivere una storia diversa da tutti gli altri, una scelta intrigante nello stile<strong> Benetton</strong>, anche se si resta confusi davanti a certe prese di posizione tipo la televisione, tipo accettare la gabella di Lega per non mandare i giovani in nazionale di categoria e poi smentirsi due giorni dopo. Siamo alle solite. Se i migliori continuano a farsi la guerra, pensate un po&#8217; cosa faranno i peggiori e queste giornate senza munizioni <strong>vi danno già un&#8217;idea del mar Morto</strong> retrocesso a meraviglia di serie B e non più meraviglia del mondo. L&#8217;<strong>Eurolega</strong>, birichina, premia Dule <strong>Vujosevijc </strong>come miglior allenatore dopo un&#8217;altra meravigliosa stagione del <strong>Partizan </strong>che ogni anno viene saccheggiato, ma ogni stagione indica la strada ai non miliardari. Dule il gentiluomo, il maistore, lo avevamo qui in Italia. Poteva aiutare una generazione, ma secondo voi lo hanno capito, lo hanno lasciato lavorare?<br />
Scopriamo dalla biografia del nuovo manager di Pesaro, l&#8217;architetto <strong>Alessandro Barzalich</strong>, che nelle società entra gente molto ben preparata, che sa le lingue, che conosce il gioco e i giocatori. Ora vedremo come lo faranno produrre per il bene comune e, soprattutto, se lo lasceranno creare sul serio, senza se e senza ma, perché <strong>Pesaro, intesa</strong> <strong>come Scavolini</strong>, ci manca anche se quel titolo giovanile appena vinto ci dice che Aido Fava ha lasciato gocce d&#8217;argento sull&#8217;arenile.<br />
<strong>Da Udine ci fanno sapere che il Pozzo</strong>, inventore di una bella società di calcio, ha deciso di scuotere <strong>Snaidero</strong> riportandolo all&#8217;antico amore, dandogli garanzie di sostegno, ma con un progetto comune che possa essere sviluppato nel tempo. Visto che anche <strong>Trieste</strong> si sta impegnando vuoi vedere che il basket ritrova la sua frontiera più affascinante. <strong>Non</strong> <strong>fateci sognare soltanto d&#8217;estate</strong>. Una preghiera per il sito della Lega dove appena accendi il computer di viene sparata nella pupilla l&#8217;immagine dell&#8217;ultima partita di finale quella finita <strong>47 per gli sfidanti 82 per i</strong> <strong>campioni</strong>. Il tempo per meditare è passato, quello per arrossire non c&#8217;è mai stato, perché il giorno dopo sembrava che fossero stati davvero Bucchi e l&#8217;Armani i dominatori della stagione, perché una nuova generazione di gente che sembra nata per dare lezioni a quelli del vecchio sistema, dell&#8217;antico regime, ha già iniziato a rimuovere. Allora toglietelo anche dal sito. Sappiamo come è andata, sappiamo come potrebbe andare. Liberate la linea. Tornando a <strong>Milano</strong> che sarebbe matura per una seconda squadra, ma i tempi sono balordi, e anche <strong>Verona, Torino</strong>, la stessa <strong>Trieste, la Fortitudo, magari Udine,</strong> tutti sperano che altri cadano, altri finiscano nel lodo del mar Morto, sperano di riavere la massima serie, per cui inutile fermarsi ai desideri, prendiamo invece le cose per come dovrebbero essere: cioè valutiamo i fatti. Dunque nella città dell&#8217;Olimpia dai 25 scudetti, della storia infinita, dove si chiudono le sedi storiche senza neppure una lacrima, una festa, una commemorazione degna, ecco che dei pazzi, uno è anche il motore culturale del sito dove ogni tanto ci leggete, hanno deciso di <strong>scrivere un libro sull&#8217;altra Milano, quella dell&#8217;All&#8217;Onestà,</strong> <strong>della Mobilquattro</strong>, insomma <strong>degli straccioni</strong> della lotta con <strong>Jura </strong>senza paura. Ne siamo felici e mercoledì non mancheremo al &#8220;4-2-4&#8243; di via Procaccini neppure se alla visita definitiva sul labirinto dovessero dirci che è necessario il ricovero nello stile tragico del Fischio al naso.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=l" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Il buon predicatore di Charlotte che vola ben oltre le lune di Saw, Hawkins e Vitali</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 11:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                       di OSCAR ELENI 
Ci voleva un giardiniere ostinato come Jobey Thomas per togliere dalle spalle dell&#8217;Armani la scimmietta delle scelte superficiali: lui ha bagnato il giardino ogni giorno della sua vita milanese, anche quando la gente gli gridava cose incredibili, anche quando Bucchi lo teneva fuori, anche quando Livio Proli taceva dopo aver dichiarato, all&#8217;inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://static.sky.it/static/images/sezioni/sport/Basket_Ita/jobey_thomas_armani_jeans_milano.jpg" alt="" width="153" height="180" />                       </strong></em></span><strong>di <em>OSCAR ELENI </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci voleva un giardiniere ostinato come</strong> <strong>Jobey Thomas</strong> per togliere dalle spalle dell&#8217;<strong>Armani</strong> la scimmietta delle scelte superficiali: lui ha bagnato il giardino ogni giorno della sua vita milanese, anche quando la gente gli gridava cose incredibili, anche quando<strong> Bucchi</strong> lo teneva fuori, anche quando <strong>Livio Proli</strong> taceva dopo aver dichiarato, all&#8217;inizio della stagione, che avrebbe voluto avere in squadra tutta gente come questo <strong>predicatore di Charlotte</strong>. Ci voleva fede, bisognava essere tosti, ma il tipo deve essere proprio così se ha resistito a tutto, alle <strong>lune di Saw</strong>, alle <strong>lune dell&#8217;allenatore</strong> che non ha mai voluto tirare sotto con l&#8217;automobile, alle lune di una squadra che doveva ascoltare <strong>prima Hawkins, poi Vitali</strong>, che ancora non sapeva di aver avuto dalla sorte il regalo di una buona base sotto canestro perché se a <strong>Marconato e Taylor</strong> aggiungete <strong>Beard e Rocca</strong> potrebbe venir fuori una miscela esplosiva anche per le partite contro il <strong>Montepaschi </strong>che vede all&#8217;orizzonte <strong>un quattro a zero bello rotondo</strong>, ma, se dovesse avere un dubbio, tanto per rendere più affascinante la finale, potrebbe farselo venire pensando che il solo <strong>Eze</strong> è poco in una battaglia giocata con il senso di Thomas per il basket e la neve che c&#8217;era intorno a lui. A proposito del <strong>Jobey </strong>scoperto a <strong>Imola,</strong> allevato bene a F<strong>errara,</strong> diventato idolo a <strong>Montegranaro,</strong> vi diciamo che è un tipo speciale perché parla persino l&#8217;italiese in mezzo a tanti <strong>american beoti</strong> che pur con il passaporto della Repubblica ancora fingono di non riuscire a dire buon giorno e buona sera.<br />
<strong>Ci lascia Biella e allora applausi a scena aperta</strong> per la società che ci ha dato tanto ed un palazzo nuovo, per il <strong>Luca Bechi</strong> che ha camminato nella grande valle dei sospiri facendo cose che qualificano un vero allenatore, un buon allenatore<span id="more-1059"></span> e adesso vediamo se <strong>Atripaldi </strong>ci ripensa, anche se è pur vera questa storia dell&#8217;usura nei rapporti, se è scritto che questo livornese, da otto anni, vive nella contrada biellese. La sua <strong>Angelico</strong> è stata bella quando è diventata squadra, quando è riuscita a convincere gli egoisti del gruppo che forse sarebbe stato meglio giocare insieme prima di separarsi a schiaffoni. Lo hanno fatto resistendo fino a quando le gambe tenevano, poi è venuto fuori il malessere, quello che ha fatto stravedere persino uno in gamba come il <strong>Guerrini </strong>di <strong>Tuttosport </strong>che nelle ultime pagelle ha perdonato i peccatori della difesa, tipo <strong>Aradori</strong>, ed è andato a prendersela persino con <strong>Sangarè </strong>che è diventato inutile all&#8217;Armani soltanto perché chi guida non vede tanto lontano, ma avendo anche fortuna come il dottor <strong>Magoo</strong>, non è andato a sbattere, anzi, adesso vola nelle curve senesi, sulle Crete del <strong>Minucci. </strong>Semifinali che congedano una che ha respirato vivo dopo tanto tempo, che ha trovato un progetto e ora vuole cavalcarlo. Deve decidere presto, però, il nome dell&#8217;allenatore se è vero che il pilota di oggi sembra già accasato in <strong>Turchia.</strong><br />
<strong>Progetto verde, progetto giovani</strong>, ma se gli stranieri saranno giusti vedremo anche spuntare dalla terra un fiore capace di resistere alle crisi di vocazione. Su Biella vi diciamo subito che soltanto <strong>Jonas Jerebko</strong> ci ha incanto davvero, che <strong>Smith</strong> è stato l&#8217;uomo chiave e, infatti, quando è saltato in aria lui, terza di Milano, quarta in casa, l&#8217;Angelico ha perso le ali, che <strong>Brunner </strong>è un mastinaccio di vecchia generazione da tenere sempre se puoi permettertelo, che Aradori si è mosso dalla casella dove i giocatori dell&#8217;oca, quelli che pensano sempre e soltanto a tirare, sbevazzano e si fossilizzano. Ora può diventare un vero giocatore e la difesa deve entrargli in testa anche se il <strong>ciclone Thomas</strong> lo ha investito. Lui, come <strong>James Gist, </strong>ha ancora tanti antipasti da digerire, molti primi, prima di chiedere il conto per salire di categoria. <strong>Garri e Spinelli</strong> hanno dato più di quello che ci aspettavamo da due giocatori che in passato avevano scelto strade dissestate, il primo borbottando fuori la sua concentrazione labile, il secondo andando a cento all&#8217;ora contro ogni muro, anche quando c&#8217;era da far lievitare il gioco degli altri. Su <strong>Jurak </strong>vale il discorso Brunner, uno che si batte sempre, non uno per cui perdere la testa, ma contro il quale puoi anche perderla. Unica vera delusione annunciata il <strong>Reece Gaines</strong> che soltanto alla fine ha pensato al basket come gioco di squadra, ma di sicuro si è pentito se pensiamo alle ultime uscite quelle dove a Milano brindavano due volte: una per averlo mandato via, ingolfando <strong>Treviso</strong>, un&#8217;altra per averlo avuto come avversario con in mano i palloni importanti.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=#" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I lunedì da Oscar: in volo con Beckham</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 21:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/29126266@N00/2371126915/"><strong><em><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm3.static.flickr.com/2361/2371126915_d9ab8ef2ce.jpg?v=0" alt="" width="300" height="200" /></em></strong></a><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>¬†con un biglietto per viaggi a basso prezzo regalatogli dalla comunit√† Armani che pensa di aver finalmente fondato la nuova Ilio delle scarpette rosse mandando <strong>Ettore Messina</strong> al bar, al capolinea, dove insomma lo vogliono i ragazzi del cielo rimasti senza parole davanti al corridoio riservato al volo del falco <strong>Hawkins</strong>. Volo rapido come quello per passare da Auckland dopo aver saputo che<strong> David Beckham</strong> si √® buttato dal ponte appeso ad un elastico, prova generale, dicono, per quello che poi far√† a Milanello aspettando che anche il ponte sullo Stretto vada largo ai bilanci dello Stato e del suo nuovo mecenate. Sosta senza toccare cibo, il maiale irlandese alla diossina gira senza passaporto per il mondo, ma forse non √® soltanto il maiale irlandese ad avere via libera, perch√© dalla capanna solitaria di <strong>Lorenzo Sani</strong>, uno che ama nascondere il talento nell&#8217;ironia, tifoso poco appariscente da quando ha capito che con le tre carte non si va lontano, arriva un messaggio per andare anche in Lapponia. Ne ha scritto parlando dei quesiti assurdi e ridicoli che devi risolvere se vuoi un posto all&#8217;ombra. Cosa si pratica in Lapponia? Questo chiede lo Stato a chi vuole fare il funzionario amministrativo. Visto che non si sa cosa scegliere fra renne, fiori, manghi, patate, ghiaccioli, chiediamo di poter tornare in fretta verso casa. Il basket impazza anche se il padrone di questo sito, come tanti altri, √® convinto che non si tira avanti. Certo che le spese sono alte e le entrate sono piccole, ma se guarda bene le presenze si accorger√† che almeno la B del calcio la si pu√≤ contrastare e che a qualcuno √® venuto il dubbio che il campionato non sia poi cos√¨ brutto, pur ammettendo che qualcosa non quadra fra le prediche di chi vorrebbe pi√π italiani e gli urli di chi avendo in mano un lenzuolo con sopra le macchie degli stipendi assurdi per i ragazzi della scuola italiana maledice chi non ha bloccato le retrocessioni. Incoerenze di chi sventola bandierine da fissare su montagne di tapioca. Se volevano dare un incentivo alle societ√† per andare fino in fondo con la gente di casa allora sarebbe stato meglio non far girare questo spiedo che ora coinvolge tanta gente con la paura di finire in A2. Guardate cosa spendono per salvarsi quelle che stanno in fondo, guardate come si litiga per avere un azzurro in leasing, da pagare met√† per uno. Bastava questo per capirsi un po&#8217; meglio. Non √® stato fatto. Colpa nostra che non amiamo tutti questi ometti dalla schiena dritta. A proposito, prima di tuffarsi sul campionato tormentato da qualche fallimento importante, estasiato da resurrezioni della carne e della mente che ci fanno felici, vorremmo chiedere alla nostra hostess Belem di decodificare il pensiero del commissario <strong>Meneghin </strong>quando ci dice che <strong>Recalcati</strong> rester√† allenatore della nazionale fino al 2009 e anche oltre, se dipendesse da lui. Qualcuno aveva avuto dei dubbi? Chi urlava per portare <strong>Messina </strong>alla fonte del piacere azzurro. Ne abbiamo letto, sappiamo che esistono sogni e progetti, ma poi ci √® venuto in mente che qualcosa non quadra sul sentiero che porta alle elezioni: qualcuno forse teme che Recalcati chieda ed ottenga anche un posto come consigliere federale, passando dal ruolo del dipendente a quello del datore di lavoro. Certo devono stare attenti a costruire le nuove liste, troppa gente pensa di avere consensi che ha trovato soltanto perch√© non ci vuole niente a fare la rivoluzione contro chi combatte usando i fiori di Bach. Vengano allo scoperto, dicano cosa vogliono fare e poi si conteranno davvero. Lo chiede <strong>Bianchini</strong> che √® stanco di far la guardia ai monumenti e agli arbitri dell&#8217;Uleb che sono peggiorati in poco tempo, tornando agli usi e costumi dei giorni in cui per politica internazionale si favorivano le nefandezze vestite da capolavoro tattico. Lo chiediamo tutti. E&#8217; l&#8217;ora, caro Dino, di farci sapere come<span id="more-258"></span>¬†si andr√† avanti se tutti resteranno uniti. Avanti considerando tutti tutti o soltanto i giocatori pastorelli?Restando ancora un po&#8217; nel borgo di Azzurra, scherzi a parte, vorremmo dire che se proprio l&#8217;ultima spiaggia √® la qualificazione europea allora sarebbe meglio dare un ‚Äòocchiata a chi serve davvero, senza illudersi di avere il cuore dei ragazzi NBA, pensate che <strong>Belinelli</strong>, mentre d√† del bugiardo a<strong> Nelson</strong>, spiega anche che per la Nazionale non ha ancora avuto tempo per decidere. Insomma fate un po&#8217; come a Bologna dove sembra che <strong>Chiacig </strong>e <strong>Fucka</strong> non siano poi gli ultimi della pista: il primo ha trovato la coppia dei visionari perduti <strong>Boniciolli-Zorz</strong>i, quelli che credono che si possa sempre migliorare lavorandoci un po&#8217; sopra, pallone e anima; il secondo che <strong>Repesa</strong> chiamava ormai il &#8221; mio adorato foss√¨le&#8221;, approfittando del periodo passato a lavorare ancora come ai tempi di Trieste, lavoro da disoccupato nell&#8217;inferno <strong>Fortitudo </strong>dove si bruciavano mani come castagne, √® tornato fuori alla grande. Ora non diciamo di passare al vintage medagliato, ma insomma se <strong>Basile</strong> e <strong>Galanda</strong> ce la fanno, se tutti stanno dalla parte di Azzurra allora perch√© fidarsi di questi conigli bagnati che girano adesso in serie A, gente che non sorride mai per davvero, gente che fa paura soltanto quando manda gli agenti in sede a discutere compensi assurdi, garantiti dall&#8217;associazione giocatori, ora e per molto tempo, la stessa che si far√† un sacco di risate dopo aver scoperto che persino la Gazza degli orgasmi si √® accorta che mettere regole di presenze sul campo per giocatori con passaporto e scuola italiana porta l&#8217;allenatore in manicomio, porta a dei venti a zero che gridano vendetta. Voi pensate che qualcuno ci rifletta su tutto questo? No di certo. Allora andate in Lapponia e se non state bravi vi tolgo l&#8217;audio dalla radio Virtus dove <strong>Nino Pellacani</strong> ha deliziato la gente nei giorni mai uguali per arrivare al derby del grande freddo fortitudino, lui che adesso si compiace d&#8217;avere un occhio di riguardo per gli amici veri, da Willy al commissario Pi, dall&#8217;avvocatone <strong>Porelli </strong>che abbiamo visto in prima fila alla Futurstation, battagliero come sempre, da Lori che in alcuni casi √® molto lontano da tutti noi e confessa gente instabile.</p>
<p style="text-align: justify">Dunque il campionato. Troppe teste che rotolano, troppe teste che fingono di pensare. <strong>Milano</strong> voleva e doveva cambiare, ma dopo il filotto al caldo, quattro vittorie in casa, ci sta ripensando e sarebbe un peccato perch√© non √® il caso di esagerare anche dopo aver saltato a Cheronea sulla testa dei persiani del <strong>CSKA</strong>. Bucchi che non sfata la leggenda dei Bruto allevati troppo bene, degli allievi che, prima o poi, prendono a calci i maestri. Peccato non aver tenuto la registrazione del peana sul gioco <strong>CSKA</strong> al Forum semideserto nei primi 20 minuti, peccato non poterlo confrontare con quella rimonta che ha steso i campioni imbattuti. Per il <strong>Bucchi</strong> beffato dalla zona Virtus ci fu il rogo. Per <strong>Messina</strong> soltanto i tortellini di casa. Cosa vuol dire essere padrone della materia, degli uomini, padroni di se stessi. Lo capirebbero persino i ragazzi della televisione lecca lecca, quelli del coro, quelli dell&#8217;eco, che non √® sulle lavagne che costruisci davvero una vittoria. Era il dubbio che prendeva spesso <strong>Bariviera</strong> quando guardava gelosamente l&#8217;Ignis intorno a <strong>Nikolic,</strong> mentre lui doveva sorbirsi il minuto intorno al <strong>Cesare Rubini</strong> che leggeva cos√¨ bene nella sua anima. Certo che esiste l&#8217;evoluzione tecnica della specie, certo che servono tracce, ma prima di tutto bisogna arrivare alla testa dei giocatori. <strong>Repesa</strong> non ci √® riuscito e adesso si √® trovato addirittura quattro ammutinati quattro, tutti americani. <strong>Sakota</strong> non poteva riuscirci perch√© ogni settimana ha dovuto sistemare qualcosa e il fatto di avere come migliori in campo gli ultimi arrivati spiega tutto della Fortitudo che ha perso la sua vena goliardica come diceva giustamente Angelino sul Resto del Giorno. Bucchi ci sta riuscendo, ma non pu√≤ credere che sia tutto oro quello che luccica e le prossime settimane ci diranno se dovr√† tornare al salto del Qua qua. <strong>Dalmonte</strong> √® lontano dalla felicit√†, come del resto <strong>Udine</strong>, dove non hanno nemmeno fortuna, come sicuramente il povero Lino <strong>Lardo</strong> che a dicembre potrebbe trovarsi ancora con meno punti in classifica se non troveranno i soldi per pagare il pregresso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LE PAGELLE</strong> adesso che viene freddo cominciando da:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10 </strong>a Mykal <strong>RILEY</strong>, il giustiziere di Roma nell&#8217;ultima partita giocata con Ferrara. Lo sostituiscono con uno pi√π alto e pi√π grosso. Questi ragazzi che vivono alla giornata e si baciano con l&#8217;allenatore che li deve cambiare sono personaggi che la gente ricorder√† comunque, diciamo come certi stranieri che sono stati &#8221; eroi&#8221; di una stagione, di un giorno, perch√© avevano qualcosa da trasmettere. Di sicuro non capiter√† mai questo a gente tipo gli scafisti NBA che ci mandano qui per toglierseli di torno, per fingere di credere che impareranno qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> a Keith <strong>LANGFORD</strong> il drago della Virtus che ha mangiato le fragole Fortitudo, che ha completato il giro di chiglia del sesto uomo dove il pi√π applaudito nel ruolo era diventato Kaukenas. Un tipo strano dicevano, ma uno che accetta il ruolo, che vuole contare, che si arrabbia pure se lo sfidano.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8</strong>¬†a Giuseppe <strong>POETA</strong> perch√© questa Teramo che vola gli deve tantissimo, perch√© ci fa sperare che possa essere lui una delle salvezze azzurre, certo miscelato con i veterani sparsi per il mondo, un po&#8217; come i matti dicevano al manicomio di San Colombano quando giuravano che tutti i malati non stavano dentro le mura tristi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong>¬†a Terryl <strong>McIntyre</strong> che √® diventato cos√¨ carismatico, maturo, da farsi applaudire anche quando mette la sua stoccata soltanto alla fine di una partita, dopo aver preso tante cornate, dopo essere stato seduto a lungo. Con Siena, ormai, √® cos√¨: ne vedi una debolezza mentre ti assale l&#8217;onda della sua forza che si chiama collettivo e con questo comprendi tutto: la societ√† che gli altri non riescono a fare, il pubblico che non riescono a fidelizzare, i giocatori che non riescono ad educare alla nuova terra. Terra aspra, ma terra.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6 </strong>a<strong> TREVISO </strong>e<strong> PESARO</strong> perch√© nell&#8217;anticipo del sabato ci siamo quasi commossi vedendo tanta passione, tanta dedizione, tanto buon lavoro, anche se sul campo c&#8217;erano i soliti noti che forzavano la ragione e il buon sentimento. Abbiamo bisogno della Benetton e della Scavolini con quella faccia, con quella fede. Il resto verr√†.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5 </strong>alla <strong>FEDERAZIONE</strong> sostenuta dai ragazzi con la schiena quasi dritta per aver bocciato la candidatura di Torino che voleva la prima festa internazionale per gli under 17. Pensiamo che la spinta a farsi pi√π in l√† sia venuta per non intasare la strada che porta al Mondiale del 2014 dove, abbiamo scoperto, pi√π della Cina comanda la Spagna.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4 </strong>a<strong> SKY </strong>e non perch√© aumenter√† il canone per i poveri abbonati al suo basket, non per averci ormai obbligato a non sentire, ma per la risposta che ha dato a Pesaro giustamente preoccupata di spostare alle 17 il derby con Mentegranaro nella serata di Juventus-Milan. Sono stati gentili, persino educati, ma quelle scuse ci hanno detto che ogni sospetto su quei cuori e quei convitati di pietra alle nostre feste non arriver√† mai la primavera per ammettere: s√¨, scusate, avete ragione. Con gli orari e certe scelte toppiamo alla grande.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3</strong>¬†a Alex <strong>RIGHETTI</strong> se non spiega bene al colto e all&#8217;inclita cosa gli succede quando entra in contatto con la voce di certi allenatori: a Rimini era dolcissimo per Bucchi e si vedeva, a Roma, con Caja, era bravissimo e si vedeva, poi ha cominciato a non sopportare la parlata slava e si √® visto, poi ci ha detto che con la Nazionale ha chiuso, e si √® capito, poi √® risorto con il pazzo Boni Ci e il Paron Merlino e possiamo anche spiegarci il motivo. Per√≤ √® lui che deve raccontarsi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2 a</strong>lla <strong>LEGA femminile</strong> che non trova il modo per cambiare le sanzioni davanti ad errori banali che portano ad assurdi 20-0, che mandano in rovina allenatori senza assistenti pronti con il pallottoliere, che non trova una bottiglia per avvisare i naviganti sull&#8217;assurdit√† di certe regole. Ribellarsi subito per evitare che altri cadano nella stessa stupida palude alla russa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong> al ragazzo <strong>JENNINGS</strong> che non illumina Roma, che non fa vendere biglietti come si diceva, se non si fa prendere per mano da chi vorrebbe che lui diventasse davvero un giocatore importante, ma senza saltare le stazioni dell&#8217;apprendimento e tutti dobbiamo ammettere la nostra malafede quando sosteniamo che a fallire, in questo caso, √® l&#8217;allenatore dopo aver detto che il livello del gioco europeo era gi√† difficile per chi usciva da quattro anni di universit√†. Si, vero, ma Lebron. Ma andate a quel paese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong> a <strong>ERCOLINO</strong>, il simpatico e vulcanico presidente di Avellino che dopo la sconfitta con Siena ha tirato in ballo l&#8217;arbitraggio, prendendosela con Taurino, Sardella e Capurro. Certo qualche fischio sar√† andato storto, ma sentirselo dire da lui, che l&#8217;anno scorso ammetteva candidamente di non sapere nulla di basket, di non sapere neppure se la palla era pi√π grande o pi√π piccola di quella usata per il calcio, ci fa venire un po&#8217; di paura. Lo diciamo per la tutela dal troppo entusiasmo di allenatori e giocatori che prima o poi finiscono nella graticola e pagano la nuova competenza, per non parlare delle polveriere che si possono far saltare anche prima che arrivi il caldo, il play off, prima che si debba camminare sul ponte dei sospiri chiedendo allo specchio perch√© altri sono i pi√π belli del reame.</p>
<p style="text-align: justify">¬†</p>
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		<title>Clamoroso: Armani sotto braccio a Belen</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 12:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/zona131/94736150/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://farm1.static.flickr.com/28/94736150_41d2ce2fce.jpg?v=0" alt="" width="160" height="240" /></a>Cosa deve mai fare il basket per finire in prima pagina sulla <strong>Gazzetta dello sport</strong>? Chi mi segue anche saltuariamente su questo blog, sa che me lo vado chiedendo con angoscia ormai da un sacco di tempo senza riuscire a capacitarmene. Ma come? Basta che un ciclista qualsiasi si doppi, la qual cosa √® d&#8217;estate quasi all&#8217;ordine del giorno, ecco che si ritrova facilmente sbattuto in prima pagina sul giornale che organizza il Giro d&#8217;Italia e che per la prossima corsa a tappe¬†si √® gi√† garantito la straordinaria partecipazione del chiacchieratissimo <strong>Lance Armstrong</strong>. Ma soprattutto non riesco a darmi pace quando invece vedo che <strong>Belen Rodriguez</strong> ce la fa ad ogni capezzolo offerto al vento. Cio√® sempre. E&#8217; bastato infatti che la sviluppatissima modella argentina rivelasse con grande intuito: &#8220;Pensavo che Marco fosse pi√π intelligente&#8221; o soltanto che confessasse col cuore in mano: &#8220;Sogno ancora d&#8217;avere un figlio con Marco&#8221; perch√® prima <strong>Chi</strong> e poi <strong>Oggi </strong>le offrissero subito le loro copertine e <strong>Gene Gnocchi</strong> le dedicasse addirittura una pillola rosa del suo preziosissimo Rompipallone. Ovviamente Marco √® <strong>Marco Borriello</strong>, il bomber &#8211; si fa per dire &#8211; del Milan, che ha rotto il fidanzamento con Belen dopo che all&#8217;Isola dei famosi &#8211; scrive <strong>Repubblica</strong> -<strong> Luxuria</strong> aveva denunciato una presunta storia di sesso tra l&#8217;argentina e <strong>Rossano Rubicondi</strong>, diventato nel frattempo ex marito di <strong>Ivana Trump</strong>. E comunque, ringraziando il cielo,¬†il¬†mio tormento √® finito giusto ieri mattina quando in un piedino (arancio) della prima¬†pagina della Gazzetta dello Sport mi √® balzata all&#8217;occhio una foto-fotina di <strong>Massimo Bulleri</strong> che s&#8217;accompagnava a questo titoletto su due righe: &#8220;Impresa <strong>Milano</strong>: il<strong> Cska</strong> va ko&#8221;. Alleluja, brava gente.¬†Me ne ero ormai fatta una ragione, non ci speravo proprio pi√π. Ed √® per questo, cospargendomi di cenere il capo, che imploro in ginocchio, e a mani giunte, il perdono dell&#8217;<strong>Armani Jeans </strong>per aver¬†di recente dubitato della sua bont√† e della sua magnificenza.¬†Una forza della natura <strong>David Hawkins</strong>. In¬†grazia di Dio il tiro da tre, ma solo quello, di <strong>Luca Vitali</strong>. La rinascita del <strong>Bullo </strong>che, solamente quando √® con l&#8217;acqua alla gola,¬†la smette di far capricci e di contare i minuti nei quali √® impiegato da <strong>Pierino Bucchi</strong>. E poi la difesa e la¬†voglia di vincere di Milano che¬†sono riuscite non tanto nel miracolo di battere l&#8217;invincibile Armata Rossa di <strong>Ettore Messina</strong>, quanto¬†in quello di rubare alla Gazzetta un francobollo di spazio in prima pagina come non accadeva ormai da secoli e secoli. Amen.¬†Appagatissimo, non ho altro da aggiungere se non¬†segnalare l&#8217;arrivo (imminente) di <strong>Alessandro Ramagli</strong> alla guida tecnica della <strong>Reyer </strong>dopo che<strong> Fassotuttomi Brugnaro</strong> ha dato un calcio nel sedere al povero <strong>Dalmasson</strong> che solo tre mesi fa aveva riportato in auge il basket a <strong>Venezia </strong>dopo anni e anni d&#8217;acqua alta e di lacrime amare. Ma lo si sa bene: la rinoscenza non √® di questo mondo. E forse neanche dell&#8217;altro&#8230;</p>
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		<title>Alla prima si è divertito solo Tranquillo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 17:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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David Hawkins


Ho cominciato male. Sbagliando il pronostico di Scavolini-Armani. Spernacchietemi pure. Mi ero fidato di Repesa che mi aveva indicato Pesaro come una delle possibili mine vaganti del campionato. D&#8217;accordo, una partita, specie se la prima, si pu√≤ anche sbagliare, ma questa (contro Milano) la squadra del buon Sacripanti l&#8217;ha sbagliata davvero in toto. Inguardabile [...]]]></description>
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<dt><a href="http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/10/12/0K8ML43G--346x212.jpg"><img style="margin: 1px" src="http://images.gazzetta.it/Hermes%20Foto/2008/10/12/0K8ML43G--346x212.jpg" alt="hawkins" width="208" height="127" /></a></dt>
<dd>David Hawkins</dd>
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<p style="text-align: justify">Ho cominciato male. Sbagliando il pronostico di Scavolini-Armani. Spernacchietemi pure. Mi ero fidato di <strong>Repesa </strong>che mi aveva indicato <strong>Pesaro</strong> come una delle possibili mine vaganti del campionato. D&#8217;accordo, una partita, specie se la prima, si pu√≤ anche sbagliare, ma questa (contro <strong>Milano</strong>) la squadra del buon <strong>Sacripanti </strong>l&#8217;ha sbagliata davvero in toto. Inguardabile <strong>Stanic</strong>. E peggio ancora <strong>Shaw</strong>. Per non parlare di <strong>Zukauskas</strong>, inesistente. Mi √® piaciuto il Niger <strong>Akindele.</strong> Pensavo meglio <strong>Curry</strong>, mi aspettavo molto di pi√π dal decantatissimo <strong>Hicks</strong>, pupillo della Banda Osiris. Il resto √® quasi tutto da dimenticare, se non gi√† da buttare. E l&#8217;Armani? Strepitoso David <strong>Hawkins</strong> che ha vinto il match da solo. Cos√¨ ora qualcuno potr√† dire: come ha fatto Roma a farselo soffiare da Milano? Dubbio pertinente, ma ricordiamoci anche per favore quante volte Hawkins nella Lottomatica ha sbagliato l&#8217;ultimo tiro. Un&#8217;infinit√† di volte. S√¨, va bene, ma l&#8217;Armani? Solo il tempo di andare a prendere la mannaia e gi√π: se questa √® la squadra che deve grattare la pancia al Montepaschi, mettetevi il cuore in pace: non riuscir√† a fargli il solletico sotto ai piedi neanche nel sonno. Qualitativamente i quattro italiani da un miliardo (ciascuno) delle vecchie lire non valgono il Gallo fuggito nella Nba su una gamba sola. Montato <strong>Vitali</strong>, anche se, poveretto, ha una mano che gli duole. Opaco <strong>Mordente</strong>, timido <strong>Bulleri</strong>, caotico <strong>Rocca</strong>. Ma questo purtroppo √® il livello (penoso) del nostro basket. Zero <strong>Thomas</strong>, due (punti) <strong>Hall</strong>. E dunque? Siena √® tutta un&#8217;altra cosa. Quanto a Flavio <strong>Tranquillo</strong>, supertifoso delle scarpette rosse, √® partito fortissimo arrivando testualmente a dire a trequarti di partita con un punteggio da femminucce e queste spaventose percentuali milanesi al tiro (Thomas 0 su 8, Hall 1 su 8, Vitale 0 su 6, Mordente 0 su 4): &#8220;Qui non si segna mai, ma questa √® la pallacanestro: una partita divertentissima da vedere&#8221;. Per favore, rinchiudetelo in cantina. Anche se √® astemio e beve solo (ruttando) Coca Cola. E buttate via la chiave. Per sempre.¬†Ve ne saremo infinitamente grati.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=?" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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