di FRANCESCO SARTI
Ha ragione Trinchieri (nuovo Bianchini, almeno nell’eloquio). Si può benissimo giocare una partita con soli cinque uomini, è solo che ci si stanca un po’di più. Ah, che musica. E che nostalgia per le squadre di qualche lustro fa, con soli dieci nomi nel roster, e otto (al massimo nove, se andava di lusso) a referto. Il resto vivaio, a stropicciarsi gli occhi e il culo sulle panchine. Altro che le comitive odierne, allargate a dodici potenziali titolari, in cui bisogna dosare col bilancino ogni minuto, ogni scampolo di gara, per far contenti tutti e non dimenticare nessuno. Una perversione. Mi viene in mente perché è dell’altro giorno la notizia dell’exploit di Brandon Jennings, che al suo anno da matricola coi Bucks ne ha messi 55, superando Kareem Abdul Jabbar nel record di franchigia per un rookie e insidiando quello all-time di Wilt Chamberlain. Nomi altisonanti, certo, ma solo per dirci che il ventenne americano, l’altr’anno, avrebbe impiegato dieci partite con la Lottomatica Roma per segnare gli stessi punti. Era un viziato? Un imberbe? L’ennesimo rebel without a cause? No, niente James Dean. E niente gioco del pollo, per cortesia. Jennings non è finito con la decappottabile nell’abisso, dove forse l’avremmo pronosticata, ma si è fermato sul ciglio di un basket più sciolto, dove le isolation sono religione e il playground una promessa. Non migliore del nostro, non l’abbiamo mai detto, anzi finanche più noioso, soprattutto in certe sonnacchiose esibizioni di regular season. Ma evidentemente più adatto alle sue corde di tiratore, di improvvisatore. Ci si dirà forse che non meritava il minutaggio, che c’era di più e di meglio nell’urgenza di Repesa prima e Gentile poi di allestire una squadra solida ed efficace, senza fronzoli e paillettes. Read The Full Story…
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OSCAR ELENI dal set romano di Pedro Almodovar per dimenticare etere e punti incrociati sulla pelle, per non scordarsi che se vai in un ospedale pubblico, tipo il San Paolo a Milano, se trovi una squadra come quella di Franco Disperati, allora puoi anche soffrire, ma sei sicuro d’essere in buone mani e il chirurgo meriterebbe un premio, ma, per adesso, deve tenersi le maledizioni di chi ogni mattina si alza e vede nero, di chi risponde con la voce che arriva da molto lontano, dai giardini della disperazione anziana, da chi magari sembra più scortese del solito con i pochi amici che lo hanno chiamato dopo essersi allarmati per le notizie non buonissime dal fronte della chirurgia dove l’uomo diventa cicatrice. Scusa Santi, scusa Sandro, scusa Toto, anche se la digressione sul golf ci ha fatto venire i brividi. Sono giorni di abbracci rotti nel basket che non ha una Penelope Cruz da stringere fra le braccia, ma soltanto gente che ha voglia di litigare senza averne la forza intellettuale per reggere l’urto. Carlo Recalcati conferma che soltanto il suo avvocato ha rapporti con Meneghin e La Guardia, ormai il vicepresidente vicario, bisogna citarlo sempre perché sembra lui il pilota del barcone federale, come dicono nel generone romano che riabbraccia Gino Natali, tornato a casa Toti da dove era uscito, se ricordiamo bene, sbattendo la porta. Milano respira. Recalcati, invece, non conferma le cifre sopra gli 800 mila euro dell’ultimo contratto perché, come sanno bene all’ufficio imposte di Cantù dove lui è il quinto contribuente, non va oltre i 512 mila lordi, quindi restando sotto quello che invece incassa al netto qualche suo collega. Abbracci rotti fra Pesaro e una proprietà che non ha mai voluto credere al valore delle tradizioni, ma questo sembra un malessere che prende tanti per la gola. Spezzatino d’affetti anche a Milano dove i maligni avevano persino visto David Blatt gironzolare intorno alla piscina vuota del Palalido 


Dalla prima pagina della Gazzetta dello Sport: la lista della spesa di Mourinho, la solita minestra, la Coppa Italia, la Juve col Genoa, la samba di Ronaldinho, Maradona che gi√† litiga, ancora su Mou, “non ci lasciare” (supplica Boban), il Rompipallone di Gene Gnocchi (notevole), persino la maratona di Milano con Fragomeni e Messaggio. Se non sbaglio Giacobbe Fragomeni √® un campione del mondo di pugilato un po’ avanti con gli anni, ma questa Susanna Messaggio da dove salta fuori? L’ho chiesto a mia moglie e neanche lei ha saputo dirmi granch√®. Verr√† da qualche isola televisiva e comunque la maratona da Piazza Castello all’Arco della Pace, che non pensavo mai fosse cos√¨ tanta strada, √® organizzata dalla Rcs Sport per conto della Gazzetta. E cos√¨ ora tutto torna e vi apparir√† molto pi√π chiaro. Ugualmente per√≤ √® clamoroso, oltre che scandaloso, che nello stesso momento in cui all’interista (sfegatato) Carlo Verdelli viene assegnato il premio Coni Ussi 2008 per la grafica (e non per la scrittura, almeno questo!) il giornale da lui diretto becca il buco pi√π grosso e tremendo dell’anno non riservando una sola riga all’uscita ieri in libreria della biografia “Dico tutto” di Antonio Cassano, scritta per la Rizzoli da Pierluigi Pardo di Sky, che gi√† stamattina √® stata la notizia pi√π ripresa dai tg (succhiaruote) di tutte le tv di Berlusconi e del resto (invero poche) del reame. “Ho avuto 600-700 donne: le facevo entrare di nascosto a Trigoria”. “Gentile √® un viscido e Capello √® pi√π falso