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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; fucka</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>I bidelli di via Vitorchiano, i tromboncini televisivi e i menestrelli senza anima&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.lavezzi.eu/wp-content/uploads/2010/01/coppafrica.jpg" alt="" width="178" height="145" /><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>, <strong><span style="text-decoration: underline">o almeno quella che resta di lui dopo aver ascoltato l’ultima predica in tutù, da una vasca piena di rose nel centro del Cairo, mentre intorno infuria la bufera per la vittoria dei calciatori alla Coppa d&#8217;Africa,</span></strong> convinto a non usare il trucco della regina Nefertiti perché gli americani, sempre loro che mangiano volentieri plastica, hanno scoperto che era tossico e, se ti lasciavi andare, non c’era protezione garantita né dal dio Horus, né dal dio Ra. I truccatori, però, insistono. Hanno la voce e le facce dei <strong>tromboncini televisivi</strong> che seguono la corrente del Nilo azzurro nella valle dell’eco, dove i piccoli faraoni ordinano una nuova piramide, intimando agli schiavi di dare un calcio al passato. Non lo faremo, ma non per nostalgia dei tempi in cui il basket italiano era quello che indicava la strada, non per il rimpianto di sentirsi magari snobbati da questi poveri menestrelli, ma soltanto perché era davvero tutto molto più bello e a conciarlo così sono questi nuovi profeti. <strong>Quando decidi di risparmiare sugli stipendi agli</strong> <strong>allenatori dei giovani, quando vai dietro alle statistiche e non cerchi nell’anima di un giocatore</strong>, quando credi a tutte le bugie di questi finti centurioni del lavoro, quando non segui il sacro concetto veneto dove si invitano allenatori, presidenti, giocatorini con il braccio corto e la mente coinfusa, a tacere prima di parlare, allora il calcio nel sederone lo diamo a questi fasuli che fingono di commuoversi appena cercano di celebrare maestri che non hanno mai avuto e che, quando questi maestri erano in vita, imitavano nelle cose peggiori, mai in quelle che avrebbero aiutato la loro crescita. <strong>Ci siamo fatti prestare gli occhi da James Ellroy</strong>, il grande scrittore americano a cui piace raccontare la violenza, il Male, ma con ottimismo, dice lui, anche se la sua lama taglia proprio dove vorremmo tagliare noi adesso che abbiamo visto naufragare, senza tanta dolcezza, la barca del presidente federale, accompagnato da Peterson, nel furore generale della fureria federale, dentro il mare grande del basket americano. <strong>Dino accolto con gli onori dovuti ad uno che è nella Casa della</strong> <strong>Gloria a Springfield</strong> <span id="more-1548"></span>( come da noi? come hanno fatto certi sapientoni della casa cantiniera di Lega) mentre i topolini nel formaggio saltellavano intorno a <strong>Petrucci</strong> in visita pastorale a Biella. Lui, il numero uno del nostro basket, a guardare in faccia i tre ragazzi d’oro che fingono di ascoltarlo, ma che hanno già le scuse pronte per saltare fuori dalla maglia azzurra, gli altri, i numeri zero del consiglio federale, <strong>scatenati nel fare i dispetti</strong> <strong>a Simone</strong> <strong>Pianigiani,</strong> con la speranza che perda la testa. Il nuovo commissario tecnico dice un nome e<strong> i bidelli di via Vitorchiano</strong> , in coro, ne dicono un altro. Gli hanno fatto passare, come assistenti,<strong> Dalmonte e Capobianco</strong>, ma chiusa lì. Su<strong> Caja</strong> ci sarà da discutere, mentre noi prigionieri del sogno ci chiediamo come sia possibile che il capo allenatore, quello che deve riformare tutto, non abbia in mano anche le scelte tecniche per il settore giovanile, quello dove un tempo si costruivano giocatori, quello che oggi serve soprattutto per fabbricare consensi e nuovi voti. Certo che le <strong>povere creature</strong> sono sempre state prese in ostaggio da chi cercava voti, così come era importante andare anche in posti dove era più facile farsi male che allenarsi, ma se esageravano trovavano contro non un muro di coristi, non la gomma di questa<strong> Lega</strong> scorporata che cede sempre con fermezza, ultimo il caso della coppa Italia, ma gente tosta. Certo non riusciamo ad immaginare <strong>il Tony Manero Vacirca</strong> che, da assente ingiustificato nell’assemblea di Lega dove si decideva la sede, dopo aver ricevuto tutte le lezioni dal solito <strong>Sabatini</strong>, si alza in piedi urlando addirittura che il sorteggio è stato fasullo. Lui lascia la delega a Biella, si fida prima, ma poi non si fida più. Non diciamo <strong>ai tempi di Porelli</strong>, perché l’avvocatone sarebbe andato a comprare scarpe chiodater in <strong>Montegranaro </strong>per poi inseguire sul vialone principale il “ bravo manager”, ma in un periodo qualsiasi della storia societaria questa finta ribellione non sarebbe davvero passata. Come si può convivere con chi sospetta che si trucchino anche sorteggi banali, perché, banalmente, a qualcuno, Siena, prima o poi, dovrà toccare? <strong>Prima di parlare taci diceva il pilone della mischia al fringuello</strong> che dai trequarti gli saletellava intorno, pronto a scappare, mentre lui era già all’inferno, anche se credeva di essere nato per rivoluzionarlo questo inferno. Non ce la fanno. Parlano, straparlano e la famosa scuola italiana del tiro a segno vive di gloria se il tiro da tre va dentro e poi sussurra nel bagno degli spogliatoi che ci vorrebbero anche palle dentro, palle sotto,palle vere in difesa. Ma non conta. Braghette corte, calze lunghe, ma, come dicevano <strong>sotto i portici a Bologna</strong>, <strong>almeno si vedevano i maroni</strong> e non si ascoltavano le marronate di questi paggi Fernando che fanno i corifei, che ripetono banalità per giocate straordinarie, stagioni straordinarie, per uno straordinario e ricercato spiraglio nelle parole più false per far sapere che non saranno mai ripetitivi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">PAGELLE </span>e mantieni la calma nel bagno di rose, ma non dire che sei lucido dopo aver visto come <strong>Milano e Varese</strong> hanno ridotto la loro super sfida, come il mondo attorno a noi fa in fretta a prendere in giro<strong> Boniciolli o Repesa oggi</strong> <strong>e Pianigiani domani</strong> se dovesse andargli male l’Eurolega perché ci sono molte possibilità che una squadra invincibile da noi non lo sia nel grande basket continentale. <strong>Il figlio della Lupa senese</strong> deve fare attenzione a tutto e, per adesso, può soltanto consolarsi (?), sapendo che <strong>Di Bella</strong> è meglio di tutti gli altri presunti registi in circolazione, che <strong>Causin</strong> ha più cose dentro del <strong>Crosariol amletico</strong>, che sui tre americani sarebbe meglio non fare conto, che sul programma di allenamenti e sedi deve decidere in proprio e al più presto senza entreare nella santa barbara frederale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">10 al MINUCCI machiavellico</span></strong> che ha mandato i ragazzi del suo vivaio contro i viandanti dell’avvocato (?) Papalia. Dovevano farlo tutti, ma non tutti hanno un viavaio decente come direbbero molti davanti a progetti di facciata. Questa potrebbe essere la soluzione. Affidate a Caja una squadra di under ventuno, pagata dalla Lega, che gioca nel nome di questa Napoli che fa azionariato popolare sempre in ritardo, che ha campi fatiscenti, ma se ne accorge soltanto quando deve scaricare le colpe su altri.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">a Secondo TRIBOLDI, proprietario di Cremona</span></strong>, per aver resistito quando la squadra sotto di venti dava fiato ai soliti infelici che vorrebbero soltanto ricchi scemi alla guida di società dove invece serve una sana aministrazione per non finire come Napoli, come Rieti, come tanti altri posti. Coraggioso e paziente e ora non ascolti quelli che fanno il tiro al bersaglio su un buon allenatore.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">a Sani BECIROVIC che, da paziente pastore del basket pensato,</span></strong> indica la strada ai peripatetici che sfuggono di mano al povero Bucchi nello stesso momento in cui il povero Proli si è convinto che il suo calcione al passato avrà il conenso della gente, farà davvero tremare le tribune del Forum dove soltanto la musica è sempre motlo alta, mai il livello dello spettacolo: loro amano che la gente veda ma non senta e, soprattutto, non si possa scambiare in pace qualche idea, magari prpprio sul narcisismo dei nuovi pascià.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline">a Fabrizio FRATES che ha messo in buca anche la Virtus Solare</span></strong> rimontandola quando già i giocatori di Lardo facevano i pavoni pur sapendo di essere, al massimo, uccelli del coro in un paradiso lontano dal loro talento. Ci vuole il braccio forte, la mente lucida per risolvere situazioni difficili. Se prendi Frates sai che non devi avere intorno fighette permalose.</p>
<p><strong>6<span style="text-decoration: underline"> al nano dorato GREEN che ha ridato sorriso al Dalmonte</span></strong> ancora confuso da questa investitura azzurra. Ora, nel caso del piccolo principe di Filadelfia, vorremmo chiedervi se valgono di più i suoi 12 assist o il 5 su 6 nel tiro da 3? Non fate i furbi dicendo che va bene la miscela. Non fate i furbi andando nel sacrilego ovile dove qualcuno pensa che un Aldo Ossola non avrebbe saputo far andare in cielo i saltimbanchi di oggi, i ragazzi con il passaggio dietro la schiena incluso nel prezzo.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">a Dan PETERSON e Dino MENEGHIN</span></strong> che, tornati dagli Stati Uniti, non hanno fatto una volatona per raggiungere il Forum, per vedere quello che è rimasto della sfida Milano-Varese. Il nano ghiacciato non ci dica che non gli hanno dato una tessera omaggio, il presidente non ci venga a raccontare che non aveva voglia di polvere ad Assago dopo essersi goduto il caramellato del Madison.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Luca VITALI che ha fatto la scelta giusta</span></strong> nell’assurdo finale di Cremona dove Roma, come la vera Salomè, dopo aver chiesto la testa del Battista Gentile, si era denudata di nuovo, ma che si è messo anche a ridere quando gli hanno chiesto come potevano accadere cose del genere. Lui faceva la faccia di quello furbo che non aveva colpe, proprio come quando era a Mailano. Una maschera unica nel circo del povero Toti.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline">al TOLA che dirige il subbuglio del settore arbitrale</span></strong> perché se facesse attenzione non manderebbe certa gente a rovinare gli arbitraggi di Facchini o Sahin, non manderebbe per i campi di A2 i soliti noti, quelli pagano sempre i dividendi delle maialate di chi va in attacco a testa bassa, di chi considera il fattore campo una sua assicurazione per fischi sempre applauditi come diceva il povero Fucka tormentato ad Imola.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al commisioner della Nba, David STERN</span></strong>, che, ascoltanto il grido di dolore del presidente Meneghin, gli ha fatto capire che all’Italia lui pensa sempre in modo positivo: ci manderà i Knicks, li manderà a Milano, ma proprio questi?, ma vuole che la scuola produca altri ragazzi da servire al popolo migrante in serate da funiculì funiculà, quelle dove ci starebbero bene anche i designati dal Poz per un futuro al di là? Già. Al di là.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">a Barak OBAMA, presidente degli Stati Uniti, che va volentieri a vedersi anche il basket colleggiale,</span></strong> che scherza in televisione su suo futuro da telecornista, che si gode Geoprgedtown mentre silura Duke per il piacere di tutti noi, cominciando dal Marchese Della Valle, che in casa di coach Key, ehi ragazzi se non state al passo con la questa generazione di pappagalli vi silurano perchè quelli prendono a calci il passato e qualsiasi cosa gli rammenti che fanno fatica ad essere credibili, autorevoli e simpatici, insomma nella tana di quello squadrone universitario avevamo visto i mostri di una difesa che non lasciava scampo al palming, all’hooking, a quel cavolo che volete voi.</p>
<p><strong>0</strong> tondo tondo <strong><span style="text-decoration: underline">alla LEGA</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">per non aver risposto</span></strong> subito e in maniera decisa alle accuse di Montegranaro, per essersi illusa di averci convinto dopo aver aggiustato il peperone nel forno di chi voleva cucinarselo alla sua maniera. Come diceva Totò qui siamo davanti a caporali che conitnuano a recitare da uomini, o, come suggeriva Sascia, davanti ad ominicchi e quaqquaraqua che recitano la parte del super dirigente ispirato che pre4ndno a calci il passato mette lka testa nel bugliolo del suo greve futuro.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Una tranquilla domenica a tutto basket tra il Palaverde e Roma riscoprendo che di Siena ce n&#8217;è purtroppo sempre una sola</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/una-tranquilla-domenica-di-basket-tra-tv-e-tivu/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 20:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                          di CLAUDIO PEA
Una domenica di basket  esagerato dopo tanto calcio-panettone. Sin troppo. Un mezzogiorno di sole dopo tanto gelo. Già troppo. Al Palaverde di Villorba. Così, tanto per vedere che effetto (mi) fa Siena. Da bordo parquet. Dopo tanta pallacanestro in televisione. Mai troppa, come direbbe il Grande Orso Eleni che mi ha appena spedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.benettonbasket.it/images/palaverde.jpg" alt="" width="222" height="145" />                          <strong><em><span style="text-decoration: underline">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Una domenica di basket  esagerato dopo tanto calcio-panettone</strong>. Sin troppo. Un mezzogiorno di sole dopo tanto gelo. Già troppo. <strong>Al Palaverde di</strong> <strong>Villorba.</strong> Così, tanto per vedere che effetto (mi) fa Siena. Da bordo parquet. Dopo tanta pallacanestro in televisione. Mai troppa, come direbbe<strong> il Grande Orso Eleni </strong>che mi ha appena spedito il primo pezzo del 2010, lungo dieci cartelle, che divoro goloso e mando subito geloso in rete. Respirando l&#8217;aria della campagna intorno. Gustando sapori antichi e cari anche ai barbagianni della Serenissima Repubblica dei miei avi. Frugando nei ricordi per cercare di capire se quello sia ancora il nostro,  il mio mondo. Aiuto, rileggendomi già m&#8217;annoio. E allora m&#8217;affretto, corro, entro al calduccio. Non c&#8217;è <strong>Superbone</strong> <strong>Tranquillo </strong>ed è questo già un sollievo.<strong> </strong>Cerco <strong>Tonino Zorzi trombato </strong><strong>dall&#8217;ecumenico Boniciolli.</strong> Pensavo ci fosse. E invece niente. Peccato,  avrei visto volentieri la partita accanto al mio saggio Paron parlando anche d&#8217;altro. Di golf e dei fratelli Molinari per esempio. Ma l&#8217;avrei visto soprattutto ancora bene a Roma a fianco di quel Matt(e)o di Trieste che ha troppi amici fasulli  che gli ruotano attorno. Per carità,  posso sempre anche sbagliarmi, ma non credo. Non c&#8217;erano soldi per entrambi, mi dicono.<span id="more-1421"></span> Per <strong>Ginettaccio Natali</strong> invece sì. O per<strong> Luca Vitali</strong> pure. E assai m&#8217;adombro. A proposito di Roma, c&#8217;è <strong>Nando Gentile</strong> al Palaverde con signora: è spaesato, ammutolito, strano. Si capisce che c&#8217;è rimasto molto male, ma neanche provo a consolarlo.<strong> Penso a quel che fecero a Repesa prima che al Bonsai di Caserta e allora cerco spensierato una seggiola accanto a Bicio Pungetti </strong>che sabato era a Pistoia, adesso è qui a Treviso e alla sei di sera sarà a Faenza per <strong>Imola-Venezia </strong>finita 92-88. La nona sconfitta della <strong>Reyer</strong> in quattordici giornate: vogliamo parlarne? Magari più tardi. Pungio mi dà gioia, entusiasmo, voglia di basket come pochi altri sulla terra. Da quando c&#8217;è lui in Legadue non perdo di vista neanche quel campionato che ha in <strong>Marco Bonamico</strong> un sorprendente presidente e in <strong>Attilio Caja</strong> un narratore sapiente. Tifo ovviamente per <strong>Myers, il nuovo Evangelista</strong>, e per la sua Rimini, che è un <strong>Sacco </strong>bella in attacco, ma in difesa non punge, non graffia, fa flanella. Eppure sono sicuro che prima o poi risorgerà con lo spirito giusto del meraviglioso <strong>Renzo Vecchiato</strong>. Ho visto in tv <strong>San Gregorio</strong> <strong>Fucka</strong> prendere per manina Pistoia e indicargli la strada della vittoria proprio contro Rimini. Ed è qui allora che vi chiedo come sia possibile che per lui non si sia trovata un&#8217;altra cittadinanza nella massima serie. Coraggio, rispondete, <strong>sciagurati manager</strong> ai quali è stata data la combinazione per aprire <strong>le cassaforti di Milano e Roma</strong>, ma non per spendere e spandere senza neanche arrossire di fronte a Siena che vi saluta piantandovi in asso <strong>ancor prima che arrivi la</strong> <strong>Befana </strong>con le calze piene di carbone tutto per voi. Almeno a Treviso hanno fatto le cose (abbastanza) per bene rivelando subito con chiarezza programmi non più faraonici e ambizioni non più esagerate. Puntiamo ad un posto tra le prime quattro, disse in autunno l&#8217;orgoglioso <strong>Giorgione Buzzavo</strong> e, visto che <strong>Siena, Milano e Roma</strong> hanno speso più della Benetton, in pratica puntiamo alla quarta piazza. I tifosi con orgoglio strillano &#8220;Benetton&#8221; anche quando la squadra di <strong>Frank Vitucci</strong> è sotto di un ventello, o giù di lì, comprendendo che la Mens Sana è comunque di un&#8217;altra categoria. Forse ho corso troppo. D&#8217;accordo, mi scuso e torno indietro. Dunque dicevo, già, mi siedo accanto a Pungetti, alle spalle del buon <strong>Simone Fregonese</strong> in focosa telecronaca diretta e di <strong>Andrea Tosi</strong>, cuore fortitudino ma non raccontatelo in giro, che sabato ha fatto una gran bella intervista a <strong>Carletto Myers</strong> nella quale il migliore realizzatore italiano di Legadue, che perderà magari il pelo ma mai il vizio di strapazzare i canestri, ha infilato anche perle su perle di saggezza riuscendo a riscaldare persino la minestrina insipida che da qualche anno è diventato il primo piatto di basket sulla <strong>Gazzetta.</strong> Riconoscendo soprattutto che da <strong>Bianchini, Tanjevic e Caja</strong> ha avuto tantissimo. Non schemi fatui, ma veri insegnamenti di vita. Non<strong> l&#8217;insopportabile lavagnetta</strong> dei Tranquillo o il pic and roll esasperato dai mediocri allenatori, ma ricette buone per crescere prima come uomo e poi come campione.  Anche la mia compagnia a bordo parquet è ottima e abbondante, prendo dunque appunti leggeri. Il  primo è che la Benetton è diventata a me e a molti fuori le Mura una squadra simpatica come lo è il <strong>Chievo</strong> e come non lo era mai stata in passato se non negli anni difficili del <strong>Barone Sales</strong> o delle giovanili acrobazie di<strong> Toni</strong> <strong>Kukoc.</strong> La gente di Treviso applaude <strong>Zisis</strong> e questo è molto bello. Poi magari anche sbaglia ad offendere ripetutamente la moglie di <strong>Minucci,</strong> ma il palasport è quasi pieno e quattro o cinque imbecilli si possono anche tollerare tra quattro o cinquemila persone normali. Un veloce esame finestra pure alle due panchine: su quella di Frank Vitucci stanno seduti <strong>De Nicolao</strong> (1991), <strong>Sandri </strong>(1990), <strong>Motiejunas </strong>(1990), <strong>Hukic</strong> (mai visto) e <strong>Hackett </strong>(1987, inguardabile). Non bastasse  non c&#8217;è neanche il rampollo di Nando cresciuto più del padre, il talentuoso <strong>Alessandro Gentile</strong> (1992) che s&#8217;è infortunato e starà fuori un paio di mesi. Sull&#8217;altra fremono <strong>Zisis, Domercant, Carraretto, Lavrinovic, Marconato e</strong> <strong>Ress.</strong> Non so se mi spiego. Dico solo che solamente con il ritorno di Zisis in maglia biancoverde la Benetton potrebbe sul serio come minimo centrare il quarto posto. Del resto lo vedrebbe anche un cieco che a questa squadra <strong>manca</strong> soprattutto <strong>un playmaker</strong> che le possa garantire con continuità gioco e sicurezza. L&#8217;avrei detto anche a <strong>Gilberto Benetton</strong> se non fosse rimasto in vacanza. Forse a <strong>Cortina </strong>d&#8217;Ampezzo. Sforare il budget a volte si deve e si può. Innamorarsi del <strong>Monte Paschi Siena</strong> è invece molto più facile ancora. Non tanto per il suo forziere e la sua forza d&#8217;urto, ma per quel ragazzo che è diventato grande e ora finalmente anche cittì. <strong>Un tesoro di</strong> <strong>ragazzo</strong> del quale tutti dobbiamo essere orgogliosi come lo siamo di <strong>Ettore Messina</strong> e di pochi altri che abbiamo visto crescere in casa senza perdersi per strada. Come Messina il nostro <strong>Simone Pianegiani</strong>, che non facevo<strong> juventino al mio pari</strong>, sa parlare agli arbitri e farsi rispettare da loro. Pure questa è una qualità che magari può fare arrabbiare Buzzavo che ogni tanto fa capolino dal sottopassaggio della tribuna e urla di tutto mostrando la faccia cattiva al mondo. Lo capisco, sarei eguale anch&#8217;io nei suoi panni (d&#8217;avversario), ma tale e quale era anche <strong>l&#8217;Ettore fiero-zitti-e-mosca</strong> quando allenava Treviso e non è che la cosa dispiacesse poi molto al <strong>presidente nei secoli dei secoli benettoniano</strong> che ama comunque più gli allenatori stranieri dei nostrani. E allora teniamocelo ben stretto <strong>il </strong><strong>Paggio della contrada della Lupa</strong>. Lo dico con il cuore in mano rivolgedomi soprattutto a <strong>Dino Meneghin</strong>, del quale sono fratello maggiore per qualche mese: aiutiamolo, se occorre, a scegliersi  i compagni d&#8217;avventura in nazionale <strong>senza inciuci politici e raccomandazioni craxiane</strong>. Non lo nascondo: al suo fianco ci vedrei bene <strong>Attilio Caja</strong>, come il Paron stava ad hoc vicino a Boniciolli, ma qui sono troppo di parte e quindi mi ritiro in buon ordine aggiungendo appena un paio d&#8217;altre osservazioni ancora sulla bontà di Siena e del suo giovane principesco trascinatore. Da quando è al Monte dei Paschi persino <strong>Hawkins, che non mi ha mai fatto impazzire</strong>, è diventato un giocatore che m&#8217;appassiona per l&#8217;acquisita concretezza estrema. Infine non so se ci abbiate fatto caso, ma Siena ha punito <strong>la generosa Treviso</strong> nello stesso momento in cui la Benetton, negli ultimi minuti del primo tempo, aveva in campo il suo miglior quintetto, mentre Pianigiani s&#8217;era affidato a <strong>Carraretto, Domercant, Ress e Marconato più l&#8217;imbarazzante McIntyre</strong> del primo quarto d&#8217;ora. Meditate gente, meditate e intanto me ne vo dal Palaverde sotto un cielo che già macina neve augurando buon anno a chi non vedevo da tempo e mi fa comunque capire di volermi ancora bene anche se ho sempre la fissa &#8211; dice &#8211; per <strong>Milano</strong>. Niente di meno vero. Solo Superbone Tranquillo può essere ancora orbo di una squadra costruita con i piedi per arrivare seconda e<strong> tenuta insieme con lo scotch da sette</strong> <strong>successi consecutivi</strong> contro sei squadre, esclusa Bologna, che avrei potuto battere anch&#8217;io standomene all&#8217;ora della partita comodamente sprofondato in pantofole sul sofà davanti alla televisione. O bisogna essere fenomeni per vincere in casa con <strong>Cantù, Pesaro</strong> (al supplementare), <strong>Napoli e Cremona</strong> e per grazia ricevuta a Teramo? Non credo. Bisogna piuttosto essere molto bravi a segnare <strong>la bellezza di ventun punti in venti minuti a Roma</strong> e fare pena come <strong>Mancinelli</strong> e<strong> Hall</strong> per tutta la gara. O avere gli stessi punti in classifica della <strong>diabolica Cantù</strong> che con gli stipendi di <strong>Mordente</strong> e <strong>Bulleri</strong> non solo ha costruito una signora squadra, ma le sarebbero avanzati pure i quattrini per pagare da bere alla <strong>Brianza </strong>intera. D&#8217;accordo, non sono i soldi a dare la felicità nemmeno nel piccolo mondo della palla nel cestino. Altrimenti il buon <strong>Gigi Brugnaro</strong>, opulento <strong>presidente della Reyer</strong>, si sarebbe già dovuto sparare a fronte delle<strong> misere</strong> <strong>cinque vittorie</strong> che gli ha sinora regalato una squadra che gli è costata una fortuna e che anche Dan <strong>Peterson</strong> avrebbe giurato che sarebbe volata in serie A a occhi chiusi sulle ali di <strong>Garris e Janicenoks</strong>. <strong>Con il Tigre nel motore</strong>. E invece.</p>
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		<title>I lunedì da Oscar con gli occhi del geco&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 14:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> <a href="http://www.flickr.com/photos/esteve1/2567679817/"><span class="flickr-image"><strong><em><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3097/2567679817_76e52caf4e.jpg?v=0" alt="" width="237" height="206" /></em></strong></span></a><span class="flickr-image"><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>  <strong>dall&#8217;università svedese di</strong> <strong>Lund dove stanno studiando le</strong> <strong>maraviglie del</strong> <strong>Geco</strong>, l&#8217;unico animale che in estate vorresti sempre sul muro di casa tua, perché lui vede tutto, vede anche dietro la testa, non dà speranza alle zanzare e , se lo fai arrabbiare, ti assale e quindi andrebbe bene anche in certe sale stampa dove gli allenatori straparlano, spingono più in là colpe che sono soltanto loro, dei giocatori e della società. </span><strong>Viva il geco che saltava per la banda di Ocean</strong>, viva questo animaletto di origini preistoriche che non se la prende se qualcuno scambia le amichevoli per vere partite di campionato come è accaduto a Milano, se chi non ha più niente da dire per salvarsi scopre che<strong> &#8220;tutto è</strong> <strong>strano&#8221;,</strong> che bisogna assolutamente fare ricorso, se chi ha vissuto una stagione grama, con giocatori in fuga tenuti insieme da un grande allenatore come è avvenuto <strong>a Rieti</strong>, ci piange sopra e giura di voler iscrivere la squadra al prossimo campionato sapendo che davanti alla sua porta c&#8217;è già una lunga fila di acquirenti, una colonna berciante che, invece, manca davanti agli uffici della<strong> Lega</strong> dove si prova quasi vergogna a rendere bello chiaro e pubblico il calendario dei play off con la minestra da scaldare per le ventuno, scaricando così su <strong>Sky</strong> anche le ultime colpe adesso che i puffi dell&#8217;iperbole si morsicano fra loro sapendo che del domani non può esserci certezza se a governare, grazie al <strong>Franco Lauro</strong> smanioso, tornerà ad essere la Rai bicamerale, quella del campo lungo e dalla grafica informativa, se possibile, anche peggiore e più difficile da leggere di quella dei ragazzi che erano in un cielo tranquillo e adesso sono una ellisse vagante fino allo sballo del 2012, dove ci aspettano gli atzechi che già sapevano di una eventuale fine del mondo. Sarà per questo che <strong>Pianigiani continua a voler vincere ogni maledetta domenica</strong> e nei giorni comandati per il basket che da questa settimana ha deciso di giocare quasi tutti i giorni. Lui vuole ogni tipo di record cantabile dagli statistici, per cui quando il mondo tornerà a vivere, dopo la collisione cosmica, si troveranno <strong>una stele in piazza del Campo</strong> con il record di vittorie sopra il 90 per cento. Finale atroce, dice qualcuno, perché <strong>a Roma</strong> i giocatori di <strong>Cantù</strong> sono stati inseguiti dai loro tifosi, perché <strong>a</strong> <strong>Teramo</strong> la disperazione <strong>Fortitudo</strong> ha scatenato la rabbia di chi <span id="more-961"></span>si accontentava anche di una pena minima per giocatori già processati in curva, per una società già fotografata nel parco delle stelle. Certo le cose sono andate malamente, il <strong>blocco illegale di Brown</strong> che manda fuori posto <strong>la spalla di Gordon</strong> dopo 22&#8243;, o <strong>Cerebuch</strong> che vedi i nanosecondi come è sfuggito il colpo?, i tiri sulle sirene, ma anche le troyadas variadas in un gruppo dove hanno continuato a credere che <strong>Huertas </strong>potesse davvero guidare un attacco, dove si è preferito, troppe volte,<strong> Cittadini a Fu</strong>cka, dove non hanno lavorato abbastanza sull&#8217;ego del <strong>Mancinelli </strong>che anche a<strong> Teramo</strong> ha voluto fare il tiro da tre che è diventato condanna, dove hanno creduto a tutte le promesse che arrivavano persino da americani in fuga che, come hanno confessato poi, facevano banda e se ne sbattevano delle lacrime di chi oggi piange in A1 la perdita di una grande società come quella che si erano inventati<strong> Tesini,</strong> <strong>Lamberti e Parisini</strong>, come quella che <strong>Giorgio Seragnoli</strong> ha portato alla gloria nazionale ed europea.</p>
<p>Caro Geco aiutaci tu a sopportare <strong>le feste di Pesaro</strong> perché una stagione così balorda, mettiamoci pure infortuni gravi, è nata soltanto dalla cattiva coscienza di giocatori che si guardavano in cagnesco e non avevano nessun rispetto per un allenatore alla <strong>Pino Sacripanti</strong> che ti dà tutto e in cambio non vuole neppure essere ringraziato. Fino a giugno tutte le sere insieme mandando a quel paese chi sputa a <strong>Bonamico</strong>, come è successo a Scafati, mandando un telegramma di adesione a <strong>Claudio Sabatini</strong> quando dice &#8221; siamo un gruppo di fasulli&#8221; riferendosi alla <strong>Virtus</strong> che, come ogni stagione, a fine campionato, perde conoscenza di se stessa, della sua storia, nella speranza che siano sempre gli altri a salvarla come ha tentato di fare <strong>Cazzo</strong>la scatenando la rivolta di chi sapeva e di chi sa che tipo di Virtus è passata da <strong>Porelli a Gualandi</strong> e poi al candidato sindaco, di chi conosceva il patrimonio ideale e non soltanto immobiliare delle vere Vu nere. A proposito di politica siamo sbalorditi sapendo che <strong>Magnifico </strong>giocherà nel Pdl contro Giorgio Giommi, la voce Vuelle, schierato col PD. E&#8217; tempo di nespole politiche, ci giocano in tanti, peccato che nessuno abbia peso per aiutare il basket a scegliere bene il suo partner televisivo adesso che in Rai potrebbe essere messo da parte il De Luca che era amico sincero, anche se non gli permettevano di dimostrarlo sempre. Dicono che il nuovo sia un altro De legato altri Fidipu. Vigilate gente.</p>
<p>Prima del pagellarrium finale voci dal sen fuggite in base alla classifica: Siena è furente perché ancora non sa come organizzare la squadra del futuro attacco europeo, ma appare certo che si rinforzerà nei lunghi e quindi punterà su italiani da centro campo. Roma ha visto tutte le carte che può giocarsi Gentile, forse farebbe bene a confermarlo, ma prima deve avere garanzie che gli faranno una squadra equilibrata e forte dove Siena è forte. Teramo in festa, allenatore dell&#8217;anno, americano Moss che ora vogliono tutti, si tratta soltanto di ragionare adesso che per Poeta si sveneranno da Milano in giù. Treviso è squadra strana perché reagisce sempre quando diventa quasi sicuro che Mahmuti non sarà l&#8217;allenatore dell&#8217;anno prossimo visto che sono stati allertati Vujosevic e Perasovic e forse anche Repesa.Virtus Bologna con il mal di denti, già separata in casa da un allenatore che vorrebbe sostituire con Valli o, cosa forse più logica, con Lino Lardo altro allenatore da premio, ma lo era anche Bonicciolli prima di smarrire il bigino per salvarsi dalla creatività e dalla passione smisurata di chi crede di poter sempre spiegare come funzionano le cose nello sport e in questo gioco. Su Milano una nube tossica permanente che dovrebbe essere liberata con alcune variazioni sullo spartito del primo anno vero della firma Armani. Si annuncia Crippa come manager in arrivo da Mosca e allora perché non credere anche in un Messina di ritorno? Basta colori tenui, meglio quelli forti. Da collezione primavera-estate. Biella tutto bene, Bechi da confermare, americani da sostituire meglio, spogliatoi da riverniciare e allargare perché il palazzo nuovo è meraviglioso, ma carente dove fumano le docce. Pesaro davanti al dilemma: chi resta e con chi. Come sempre. Il play off ha rimandato al largo i mosconi, ma durerà poco. Nel sottoscala senza playoff sicura la partenza da Caserta del Frates, insultato dal primo all&#8217;ultimo minuto nelle ultime partite, dell&#8217;allenatore che forse tornerà a Reggio Emilia dove ancora si chiedono chi è il genio che ha cacciato Marcelletti via telefono. Certa la fuga di Markovski da Avellino con destinazione probabile Venezia, anche se un uccellino federale ha spiegato che il Meneghin prigioniero della riconoscenza ottica, non potendo garantire un rinnovo di contratto a Recalcati, perché poi sarebbe imbarazzante spiegare la mossa in caso di eliminazione europea, di limbo internazionale, ha forse trovato una via d&#8217;uscita con il part-time, liberando quindi l&#8217;allenatore per eventuali agganci e Venezia potrebbe pure pensarci. L&#8217;agente è già in movimento. Difficile capire quanto è successo a Montegranaro, speriamo che Finelli si riprenda, speriamo che non vengano fuori altri maghi con giocatori fasulli da mettere in vetrina. Chi si prende la Fortitudo? Repesa lo farebbe in A2? Lo farebbe con Savic? Ma ci sarà ancora una Fortitudo se non troverà la finestra per rientrare in A1? Bella scommessa. A Udine tutti in piedi per ringraziare la famiglia Snaidero, ma forse era meglio farlo prima, dai giorni in cui una bella squadra venne smantellata per gelosia.</p>
<p><strong>Pagelle al pistacchio:</strong></p>
<p><strong>10 a CAPOBIANCO</strong> allenatore di Teramo, allenatore dell&#8217;anno: non ci riferiamo soltanto al meraviglioso terzo posto, ma a quella febbre che sembra guidarlo in panchina come succede al rabdomante che va alla scoperta dell&#8217;acqua santa. Lavagne al rogo.</p>
<p><strong>9 a Lino LARDO</strong> che meritava di poter guidare la rinascita di Milano, che merita una grande panchina, che ha fatto un capolavoro nel nome della passione di una città come Rieti che ora dovrebbe mobilitarsi per davvero.</p>
<p><strong>8 al greco KALAMPOKIS</strong>, nuova gioia della Benetton, perché ci ha dimostrato che in certe squadre, con determinati allenatori, è sempre l&#8217;ultimo arrivato a fare bella figura, perché non ha pregiudizi, non ha ricordi del passato, non conosce ancora bene le gerarchie interne.</p>
<p><strong>7 a Denis MARCONATO</strong> che era davvero emozionato per il suo esordio con la maglia Armani. Certo un bel ritorno per uno che si è goduto la vera Spagna di Barcellona e quella splendida di San Sebastiano, anche se ci ha sempre lasciato perplessi sentire il cammellone che si lamentava perché fra i baschi la pizza è diversa da quella di Treviso. Speriamo che a Milano capisca la differenza fra il risotto e la&#8230;.</p>
<p><strong>6 a Pino SACRIPANTI</strong> uscito bello rubicondo da una trappola dove sarebbero caduti in tanti, uscito bello come il sole anche se non era lo stesso che scaldava i cuori di certi giocatori infidi.</p>
<p><strong>5 a MARKOVSKI e FRATES</strong> che dovevano prendersi a braccetto per andarsene insieme lontano da chi li insultava, da chi non li ha mai potuto sopportare e, quindi, non gli ha mai fatti lavorare come volevano, senza nascondere che molte colpe sono anche degli allenatori testardi.</p>
<p><strong>4 alla NGC Cantù</strong> che è andata verso il suicidio sportivo senza potersi difendere perché è facile scoprire i giocatori che hanno fretta di vacanze, sono quelli che ti dicono di essere preoccupati, sotto pressione e con un parente da operare in America, una multa stratosferica da pagare in Svizzera.</p>
<p><strong>3 a Matteo BONICIOLLI</strong> per non aver trovato la collina del silenzio sotto San Luca, per non essersi accorto che sarebbe stato nudo molto presto, per non aver valutato che certe verità sarebbero tornare indietro per tagliargli la lingua e non soltanto quella: se avvicinarsi a Siena vuol dire perdere 5 partite in fila, allora era meglio restare distanti e magari al secondo posto.</p>
<p><strong>2 a Zoran SAVIC</strong> che pensa di potersela cavare con il reclamo per errori arbitrali mentre la Bolgona Fortitudo ha pronto un verbale lungo come il Navile, mentre al processo contro incapacità gestionale i testimoni superano il numero degli abbonati di oggi e, purtroppo, anche quelli di domani.</p>
<p><strong>1 alla RAI</strong> che non ci può riconquistare con le sue dirette tipo la finale scudetto femminile vinta da Taranto, con la baraonda della A2, che non può farci vedere un orizzonte migliore di questa SKY permalosa, verbosa, da vedere con rigoroso spegnimento dell&#8217;audio, di questa televisione a pagamento che ammazza le notti e pensa di farti un favore. Si è ribellata persino la Gazza degli orgasmi che non ha neppure lo spazio per il calendario play off.</p>
<p><strong>0 alla LEGA</strong> che deve battere colpi forti in questi pochi giorni prima della mattanza play off. Troppe voci fuori dal coro, troppe anomalie, troppe notturne senza senso. Il Renzi che andava così bene in A2 non può essere cambiato a contatto con questi della A1 che pensano di vivere con luce propria quando, per la maggioranza, invece, sono soltanto pianeti senza sole.</p>
<p><a><span><br />
</span></a></p>
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		<title>Vengo anch&#8217;io pur rischiando la doppia&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 16:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[               di LEONARDO IANNACCI       
 Anche se è matematicamente inattaccabile il vecchio teorema del bar, inventato da quel gran genio di Mirko Lanzi, detto l&#8217;Ugo Tognazzi della bassa (&#8220;Non è così grave quando per la prima volta non fai la seconda, lo è quando per la seconda volta non fai la prima&#8230;&#8221;), una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">               <span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/32165283@N03/3379308186/"><img class="alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="MIhajlovic" src="http://farm4.static.flickr.com/3603/3379308186_e6f5f8b2d9.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a></span><em><strong>di LEONARDO </strong><strong>IANNACCI</strong></em>       </p>
<p style="text-align: justify;"> Anche se è matematicamente inattaccabile il vecchio teorema del bar, inventato da quel gran genio di <strong>Mirko Lanzi</strong>, detto <strong>l&#8217;Ugo Tognazzi</strong> della bassa (&#8220;Non è così grave quando per la prima volta non fai la seconda, lo è quando per la seconda volta non fai la prima&#8230;&#8221;), una certezza la posso candidamente confessare: da parecchio non concedo il bis. Il sipario &#8211; diciamo così &#8211; si alza una sola volta e, al fin della licenza, si chiude, senza più dar segni di vita. L&#8217;esibizione è unica e secca. In talune occasioni robusta e vitaminica (ehm&#8230;), in altri casi ben più sofferta: fate conto di vedere un marine, visibilmente appesantito, che cerca di raggiungere la sua buca sulla spiaggia di <strong>Okinawa</strong>. Arranca, suda come una bestia, si aiuta con i gomiti. Ce la fa, non ce la fa, alla fine ce la fa. Ma il bis, a quel punto, diventa fugace, francamente impossibile. Questione di anagrafe? Il prossimo luglio sono 47, mica 90. Ma come ricordava il grande <strong>Totò,</strong> a questa età è più facile imbattersi in un morto che parla una sola volta, più che in un fringuello in forma clamorosa. Tant&#8217;è. I giorni ormonici di un tempo sono passati da troppe primavere e, così, il sottoscritto &#8211; povero disgraziato &#8211; si appresta a vivere una &#8220;doppia&#8221; di ben altro tenore: quella della possibile <strong>retrocessione in parallelo</strong> delle sue squadre del cuore:<strong> il Bologna calcio e la Fortitudo </strong><strong>basket</strong>. Si scherza e si ride per non piangere. Ovvero, scherzo e rido per non piangere.<span id="more-862"></span> Ma se il vecchio Bologna è sotto la tenda d&#8217;ossigeno (terz&#8217;ultimo dopo l&#8217;umiliante 1-4 subito contro il <strong>Siena </strong>(non contro il <strong>Manchester United</strong>) e se l&#8217;Aquila è spennacchiata più che mai dopo il blitz bolognese della burrosa <strong>Armani Jeans</strong> (mica il <strong>Panathinaikos di Mago</strong> <strong>Obradovic</strong>&#8230;), pure io non sto tanto bene. E rischio la doppia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AL PARCO DELLE STALLE</strong> &#8211; Morire così, per l&#8217;ennesima volta in casa, con una squadra costruita (?) in questi mesi dall&#8217;irriconoscibile <strong>Zoran Savic</strong> con la parte del corpo chenon vede mai il sole, è irritante.<strong> La G-Mac</strong> delle 7 vittorie e 18, avete capito bene, <strong>18 ko</strong>, sei dei quali consecutivi, ha un piede e altre quattro dita in <strong>Lega Due</strong>. <strong>Cesare Pancotto</strong>, un uomo e un allenatore onesto che per mesi ha vissuto a Bologna in hotel perché la società non gli aveva messo a disposizione neppure un appartamento (!), pare imbananito pure lui: non è riuscito ancora a capire che <strong>Fucka </strong>è un ex, che <strong>Huertas</strong> un playmaker che non ragiona, che <strong>Mancinelli </strong>non ha il cuore da capitano, che di cinque lunghi non se fa uno, che i mori del roster sono da appendere al muro e non da lisciare. Che gli altri italiani vanno inseguiti con un randello nodoso. <!--more-->Non si può giocare i minuti finali di partite che valgono una vita come ha fatto la <strong>Fortitudo </strong>nel derby e contro Milano. Ora i casi sono due: o <strong>Rieti (</strong>16 punti) le perde tutte mentre gli aquilotti (14 ma -4 per lo scontro diretto) portano nel nido due vittorie da qui alla fine. Oppure la F sprofonderà. Altrochè Parco delle Stelle, come promesso dai vertici del club. <strong>Il signor Sacrati</strong> potrà aspirare a centrare un altro obiettivo: quello di costruire il Parco delle Stalle. Il letame non manca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MAI FIDARSI DI UN SERBO &#8211; </strong>Ce la buttò lì una volta, ridacchiando, il grande violinista di Belgrado <strong>Sale Djordjevic</strong>, quando era il faro della Fortitudo: &#8220;Mai fidarsi di un serbo!&#8221;. Il fatto è che <strong>Sinisa Mihajlovic</strong>, ex terrificante leader in campo di <strong>Sampdoria, Roma, Lazio e Inter</strong>, l&#8217;allenatore che a sette giornate dalla fine è riuscito a portare <strong>il Bologna</strong> in zona retrocessione dopo aver vivacchiato per mesi nella terrificante e illusiva zona vicina al quart&#8217;ultimo posto, è un serbo sui generis. E&#8217; un furbacchone di sette cotte, amico di <strong>Roberto Mancini</strong> e di qualche giornalista che crede di essere influente e invece non ne combina una buona. E&#8217; un mister che non sa ancora come si allena una squadra che deve salvarsi. Questa è la verità. Potrà anche diventare un grande condottiero, ma ora ha dimostrato di non avere le stigmate tattiche nè il mestiere per gestire uno spogliatoio come quello del Bologna. Dopo la terribile bastonata contro il Siena e il faccia a faccia con i tifosi fuori dallo stadio (&#8220;Tutta colpa mia&#8221;, ha detto Sinisa. <strong>&#8220;E allora </strong><strong>sparisci&#8221;</strong> hanno replicato i nerboruti della curva) tutti si attendevano il colpo di scena: via il serbo. O no? E così è stato dopo Pasqua e Pasquetta e tre notti insonni. <strong>Francesca Menarini,</strong> la Presidentessa subentrata all&#8217;ex mister <strong>Motor Show</strong> e ex patron della <strong>Virtus di Danilovic</strong>, <strong>l&#8217;Alfredo Cazzola</strong> che adesso vorrebbe persino fare il sindaco a Bologna, avrebbe per la verità ancora voluto concedere a Sinisa l&#8217;ultima sigaretta. Anche a costo di sfidare una città che non lo voleva più vedere neanche col binocolo e che soprattutto non gli perdonava l&#8217;indecorosa campagna acquisti di gennaio che il serbo aveva suggerito alla padrona: <strong>Cesar </strong>si è difatti praticamente già ritirato dal calcio; <strong>Mutarelli</strong> è ridicolo; <strong>Belleri </strong>sta a sedere in panca; <strong>Osvaldo</strong> è un cavallo che scalcia e sbuffa. Risultato: la squadra ha subito 53 reti facendo peggio di tutte in difese del campionato di A. Nel girone di ritorno ne ha vinte tre e perse una marea. Ma per fortuna in famiglia c&#8217;è anche chi parla poco e non vuol passare per il Pantalone di turno che rischia il flop proprio quando il club &#8211; fondato nel 1909 &#8211; si appresta a festeggiare i suoi cento anni di vita. E&#8217; il geometra <strong>Renzo Menarini</strong>, padre della signorina Francesca, che da buon patriarca ha preso, anche se non proprio su due piedi, la decisione di licenziare Mihajlovic e d&#8217;affidare la squadra a un vecchio mestierante come Giuseppe Papadopulo, ex Lecce. E adesso? Staremo a vedere. Intanto noi, forse prossimi alla famigerata &#8220;doppia&#8221;, non rinunciamo a continuare a sperare (e a tifare). E così domenica lo stesso si va a <strong>Palermo,</strong> non dietro l&#8217;angolo. Noi ci saremo, alla Favorita. Insieme al nostro amico <strong>Gianni Morandi</strong>, un tifoso vero, non finto come i tanti Vip o presunti tali che sfilano da anni a &#8220;Quelli che il calcio&#8221; e s&#8217;inventano una fede calcistica soltanto per apparire o presentare il prossimo film. Bologna, noi domenica saremo davvero in ginocchio da te. E ci toccheremo. Molto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P.S.</strong> Ho rubato il titolo di questa rubrica &#8220;Vengo anch&#8217;io&#8230;&#8221; ispirandomi a una canzone del grandissimo <strong>Enzo Jannacci</strong>. Un quasi omonimo. Un genio, un intellettuale delle sette note che presto tornerà in tour a deliziarci con le sue meravigliose poesie.</p>
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		<title>I lunedì da Oscar: un mondo fluttuante</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 17:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/43686206@N00/25827602/"><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm1.static.flickr.com/22/25827602_e9c9c80f1a.jpg?v=0" alt="Pellegrini" width="153" height="217" /></strong></a><strong>OSCAR ELENI</strong> dal mondo fluttuante del maestro Hiroshige nell&#8217;accademia delle arti alle <strong>Hawaii </strong>perché non bastano le opere esposte a Roma per toglierci la sete, la voglia di stare in un posto dove esiste ancora acqua limpida, un bel prato, dove puoi sdraiarti sull&#8217;erba e maledire, come diceva il <strong>Celentano</strong>, chi ha deciso di liberare le licenze per cementificare tutto, per sparare a tutto. Un quadro di Hirosoghe per sentire il suono vibrato del sassofono di Charlie<strong> Yelverton </strong>nel suo miglio verde, andatavelo a leggere sul Giornale, per ascoltare le storie vere e quelle finte del basket italiano dove devi essere della vecchia scuola, come dicono i dottori delle nuove bibbie, per farti una domanda che in questo momento stordisce gli aquilotti <strong>Fortitudo</strong> e tutti quelli che sperano davvero di vederli salvi: come mai il migliore in campo è sempre l&#8217;ultimo arrivato? Si cominciò con <strong>Forte,</strong> si andò avanti con <strong>Strawberry,</strong> poi vennero <strong>Fucka</strong> e il gigantone greco e adesso questo <strong>Scales.</strong> Non vi sembra strano che poi, col passare dei giorni in città, dentro la squadra, questi peggiorino, invecchino precocemente, vengano cacciati, finiscano in fondo alla panchina come mister fragola. Chi era esperto di truffe scolastiche spiega che, da sempre, i cambi, di maestro, allenatore, presidente, compagno, creano l&#8217;illusione della purezza ritrovata, del sollievo per poter ricominciare senza pregiudizio. Se lo augurano tutti quelli che hanno dovuto cambiare e a <strong>Ferrara</strong> dopo aver visto l&#8217;Allan <strong>Ray</strong> di Caserta tremano perché ci avevano creduto, alla conversione da cappellaccio profumato, sentendo il ragazzo triste che raccontava la nuova vita lontano dall&#8217;orco <strong>Repesa</strong>, dalla <strong>Roma </strong>ingrata, come direbbe l&#8217;<strong>Hawkins </strong>dalla nuvola dove cadde per aver fumato sbagliato, avevano la certezza che l&#8217;abbaglio fosse degli altri. Esiste un cinema dove ripropongono l&#8217;Horror Picture Show a tutte le ore. Qui potete trovarlo quando andate a cercare i soliti noti che fanno le solite bizze, le solite partitacce quando ti aspetteresti di vederli finalmente liberi e felici come direbbe il povero Zare <strong>Markovski</strong> che ad un certo punto era così esasperato con i ragazzi sciagura, da <strong>Diener</strong> a <strong>Slay</strong>, da <strong>Porta</strong> a <strong>Warren</strong>, per non parlare di <strong>Radulovic</strong>, che ha scelto una strada sicura nel cuore del Pallido per fingere di avercela con Spartaco <strong>Tola</strong> che, sicuramente, vale più come sindacalista che come arbitro<span id="more-697"></span>, che, ora più che mai, deve tenere compatta la categoria perché si avvicina la primavera e i nostri fischietti, finalmente liberi di raccontarci la loro vita, i loro sogni, di giocare con noi con la stessa allegria dei giocatori, non sembrano più i migliori d&#8217;Europa come diciamo sempre adesso che la <strong>Fiba</strong> ha rimesso le mani sui direttori di gara e nelle coppe abbiamo scoperto che non esiste più vergogna, anche se con le nuove regole, i ragazzi col fischio al naso arrivano in segreto, si muovono &#8220;segretamente&#8221;, non sfiorano le sirene di un tempo, non scartano nessun regalo, non sentono freddo da cachemire, non sbagliano orario per colpa di orologi che andrebbero rinnovati con energia solare. Commovente scoprire ancora oggi che esistono giocatori come Omar <strong>Thomas </strong>che sanno riconoscere un allenatore, un uomo, e quando ci fa le lodi del Lino <strong>Lardo</strong> che tiene <strong>Rieti </strong>all&#8217;onore del mondo e dello sport, anche senza la certezza dello stipendio dovrebbe anche obbligare tutti noi, vecchia o nuova scuola che sia, a garantire a questi ragazzi che se il titolo della Sebastiani verrà ceduto a fine anno in A1, perché se la sono cavata, allora tutti i protagonisti dell&#8217;impresa del cavalier Alatriste delle terre liguri dovranno essere ingaggiati da chi acquisterà quel bene prezioso che non è nelle statistiche, nei sottopancia televisivi, ma soltanto nelle facce, nei muscoli, nei nervi di quei ragazzi che magari adesso crolleranno di schianto, magari già domenica, proprio quando a Rieti arriverà l&#8217;<strong>Armani </strong>che doveva essere di Lino Lardo e invece è del Piero <strong>Bucchi</strong> degli allenamenti a porte chiuse soltanto per ex amici ed ex colleghi, dell&#8217;Olimpia che, con Alatriste, era arrivata alla finale scudetto, ma adesso sogna in grande se vede reazioni positive in un supplementare contro l&#8217; <strong>Avellino</strong> di pelo corto arrivata senza testa, perchè <strong>Best</strong> è la sua unica guida, e partita con la sesta sinfonia della sconfitta da cantare in coro dopo aver regalato di tutto e di più.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image">Mondo fluttuante ascoltando il furente ruggito del Piemonte dove il comitato regionale sembra arrivato in zona ciclonica come succede a tutte le organizzazioni locali, quelle che vorrebbero governare le Federazioni, il grande movimento professionistico, appena devono fare qualcosa d&#8217;intelligente. Ora <strong>Meneghin</strong> avrà la relazione del Ragnolini sul caso Piemonte, del rogo appena spento dove volevano bruciare uno del valore di Federico Danna, sperando che sia una relazione fatta bene e non rivista con occhi speciali da chi non doveva esserci più nel palazzo, ma che ha trovato una sistemazione nella casa del custode, poco lontano da dove si decide e si dovrebbe pensare, non tanto lontano da far cadere le connessioni. Gloria alla base quando, come a <strong>Varese</strong>, coinvolge ventimila persone, poco meno degli spettatori che sono andati a vedere il <strong>Partizan Belgrado </strong>in coppa, per i tornei giovanili Rizzi e Garbosi, quando il pilota è il Paolo <strong>Vittori </strong>che, come tutti noi, si chiede dove sarà mai questa Casa della gloria del basket italiano dove lui è entrato già al primo giorno e che ora deve pensare ai grandi dirigenti tipo Bogoncelli, ad onorare i tre allenatori americani che hanno fatto storia come <strong>Van Zandt</strong>, <strong>McGregor</strong> e <strong>Peterson</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>Pagelle</strong> e tortillas brindando all&#8217;America dei liberi anche se <strong>D&#8217;Antoni</strong> ha chiuso a<strong> Cleveland</strong> la striscia vincente, anche se i semplificatori della nuova scuola fanno sempre notare che i <strong>Knicks</strong> perdono quando il <strong>Gallo</strong> gioca pochi minuti, pur sapendo che questo succede perché purtroppo non sta bene e, purtroppo, come dice il caro Arsenio, non può essere il migliore giocatore di <strong>New York </strong>anche se ne ha le qualità mentali: per fisico e tecnica serve ancora qualcosa, serviva ancora un anno di tirocinio, ma chi doveva e poteva spiegarglielo bene non è risultato credibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>10 a Daniel HACKETT</strong> il peperino che ha fatto la stroria con i suoi Trojans nel torneo della PAC 10 guadagnandosi un posto per le follie di marzo. Ci serviva per la nazionale, ci servirebbe moltissimo, ma nessuno riesce a convincerlo perché, caso strano, è più facile fare la voce grossa con le società qui in Italia perché non danno fiducia ai ragazzi di talento, ma poi non si hanno armi, né si riesce a scuotere la nuova fibra professionistica dei ragazzi d&#8217;oro, quando vanno guadagnare di più altrove, quando hanno fatto il grande salto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>9 ad Antonello RIVA</strong> che ancora non capisce perché esistono giocatori che non vogliono andare in nazionale e perché un Nowizki si paga personalmente le altissime cifre chieste dalle assicurazioni e dai club per partecipare alla vita europea. Bisogna essere davvero sognatori, avere anima candida per non rendersi conto che i conti non quadrano per chi deve faticare tanto a trovare un posto dove tutti, a parte certi grandissimi come Bodiroga, vorrebbero essere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>8 al SACRATI della Fortitudo</strong> che insiste con il Parco delle stelle, mentre la sua squadra attraversa il fiume infernale dove potrebbe trovare i diavoli della retrocessione, perché si dice che potrebbe riportare nel basket il Corbelli, uno che, come il Gaucci appena rientrato dall&#8217;esilio, un giorno disse: mai più con voi. Sarebbe interessante vedere la reazione generale, sarebbe meraviglioso sentire il motivo del ritorno a Canossa senza stare ore sulla neve, in ginocchio, sarebbe tutto speciale, come direbbe chi magari lo ritroverà in qualche aula dove si spiega il danno d&#8217;immagine.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>7 a Marko JARIC</strong> se eviterà di portare in tribunale chi lo ha messo in prima pagina come stupratore prima ancora di avere delle prove certe. Meglio affidarsi al suo buon cuore, ammesso che sia diventato tenero, una volta non lo era di certo, piuttosto che farsi accusare della solita perfida superficialità visto che è stato subito scoperto che era tutta una bufala. Certo quell&#8217;accanimento sull&#8217;ex giocatore di Bologna era qualcosa che faceva davvero venire il nervoso, ma, si sa, il basket da noi, per certe teste, conta soltanto se è a luci rosse, se è da galera, se è da manicomio. Basta che siano personaggi marginali, perché quelli veramente da galera, si sa, non li sfioriamo neppure.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>6 a Luigi DATOME</strong> che si arrampica con eleganza sull&#8217;albero della cuccagna dove i giocatori che hanno qualcosa da mostrare troveranno fiducia, contratti, gloria. Come il Gigli che risale forte era partito bene con Repesa, si è fatto male, ha ripreso lentamente con l&#8217;orco e poi è migliorato con Gentile, adesso sembra pronto a fare il primo grande passo perché ha già sulla pistola le tacche per due o tre buone partite in fila. Il problema con i talenti in progresso sembra sempre questo come vi direbbero quelli che rischiano sull&#8217;americano tracotante, mai sull&#8217;italianuzzo petulante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>5 a Romain SATO</strong> che ha reagito subito appena ha sentito dire in giro che Siena poteva essere interessata a David MOSS l&#8217;immenso. Non si fa così. Da noi si va a chiamare il giornalista compiacente, si mette il muso, si fa diventare matto l&#8217;allenatore, si fanno i capricci, si chiama l&#8217;agente perché svegli di notte proprietà e tecnici. Questo modo di reagire da grandissimo principe, quale è sempre stato, crea un precedente che sarà sicuramente stigmatizzato dall&#8217;associazione giocatori, soprattutto adesso che deve stare un po&#8217; zitta.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>4 al professor MARCELLETTI</strong>, altro cattivo esempio di professionista esemplare, che non ha mai aperto bocca sulla scelta geniale di Reggio Emilia di mandarlo via dopo aver scoperto che con lui non ci sarebbe stata promozione. Non si fa così. Certo faranno fatica alla Trenkwalder a spiegare bene questa rivoluzionaria scoperta che invece di portare alla sicura promozione sta trascinando la squadra nella probabile caienna della retrocessione visto che è soltanto a due punti la Venezia rivitalizzata dal sorriso di un Rombaldoni, siamo sicuri che in A1 hanno italiani così forti come questo pittore urbinate che viene da Sant&#8217;Elpidio, che le ultime sono a 4 punti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>3 a WILLIAMS</strong> l&#8217;omone e <strong>HALL</strong> il gattino per essere venuti alle mani togliendoci il piacere di scoprire se il pivottone di Avellino era davvero così invisibile per i suoi compagni impegnati nel focoso tiro alla volpe di paglia, se l&#8217;amletico Robin Hood del Pianella era davvero l&#8217;uomo per risolvere i finali complessi dell&#8217;Armani prima che l&#8217;anima dell&#8217;Olimpia venisse fuori nel supplementare della quaresima.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>2 ai GIUDICI FIP</strong> che ancora rimuginano sul finale della partita fra Fortitudo e Montegranaro perché quei due punti diventano la chiave nel territorio delle squadre che bussano al pianeta Montepaschi senza avere il diritto di cittadinanza, sono fondamentali per sapere chi dovrà retrocedere. Ora non vogliamo fare come quelli che se la prendono con l&#8217;ex Maifredi anche adesso, per tutto quello che va male o andrà male, non ce la sentiamo di dire che le dormite negli uffici federali hanno portato al disastro Lorbek, ma questa mancanza di coraggio è un brutto segno.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>1 ai TERRORISTI </strong>che mandano filmati sulle dirette basket della Rai adesso che anche i ragazzi d&#8217;oro di Ski, quelli che, bisogna ammetterlo, contano come il due di briscola, temono che la passione della Lega per il ritorno in chiaro, in chiaro?, possa far morire l&#8217;accordo per i prossimi anni, riportandoci i tempi in cui eravamo costretti a viaggiare pur di vedere il meglio. Il problema non sono i telecronisti, in Rai se la cavano bene, sono bravi a dire quasi le stesse cose dei preferiti da Maometto, ma regia e numero di telecamere. Una catastrofe per chi si era abituato bene, scoprendo che senza audio migliora tutto, persino il gioco, anche se abbiamo sempre trovato difficile condividere i balli del qua qua tipo partite come Armani-Avellino che non sono e non saranno l&#8217;essenza di questo gioco come ha detto giustamente il tifoso Bergomi prima di correre verso San Siro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><strong>0 a Matteo BONICIOLLI</strong> per aver detto con tanta chiarezza agli imbecilli che sono soltanto imbecilli. Ma che maniere. Doveva fare un bel giro di parole, stare alla larga dalla vendetta dei frustrati, dei miseri che non gli concedono neppure la giustificazione della fatica mentale, non diciamo fisica, quando gioca, viaggia, rigioca, riviaggia e, in più, deve decodificare l&#8217;alfabeto Sabatini sull&#8217;impegno nelle coppe. Caro il mio bel Candido dall&#8217;entusiasmo a prova di quasi tutto, come racconta la sua vita da Trieste in sù, da Udine ad Avellino, passando per Ostenda, se non ti lasciano in pace anche dopo una stagione come il 2008 della coppa Italia, se non ricordano il salto Snaidero dal nulla alla serie A, come potrebbero essere meno imbecilli oggi che sanno benissimo come la Virtus resti comunque la sacra polveriera d&#8217;Italia perché le grandi storie obbligano, sempre, a grandi risultati, grandi fatiche e non tutti hanno la leggerezza della Milano di Proli.</span></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I lunedì da Oscar: in volo con Beckham</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 21:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/29126266@N00/2371126915/"><strong><em><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://farm3.static.flickr.com/2361/2371126915_d9ab8ef2ce.jpg?v=0" alt="" width="300" height="200" /></em></strong></a><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>¬†con un biglietto per viaggi a basso prezzo regalatogli dalla comunit√† Armani che pensa di aver finalmente fondato la nuova Ilio delle scarpette rosse mandando <strong>Ettore Messina</strong> al bar, al capolinea, dove insomma lo vogliono i ragazzi del cielo rimasti senza parole davanti al corridoio riservato al volo del falco <strong>Hawkins</strong>. Volo rapido come quello per passare da Auckland dopo aver saputo che<strong> David Beckham</strong> si √® buttato dal ponte appeso ad un elastico, prova generale, dicono, per quello che poi far√† a Milanello aspettando che anche il ponte sullo Stretto vada largo ai bilanci dello Stato e del suo nuovo mecenate. Sosta senza toccare cibo, il maiale irlandese alla diossina gira senza passaporto per il mondo, ma forse non √® soltanto il maiale irlandese ad avere via libera, perch√© dalla capanna solitaria di <strong>Lorenzo Sani</strong>, uno che ama nascondere il talento nell&#8217;ironia, tifoso poco appariscente da quando ha capito che con le tre carte non si va lontano, arriva un messaggio per andare anche in Lapponia. Ne ha scritto parlando dei quesiti assurdi e ridicoli che devi risolvere se vuoi un posto all&#8217;ombra. Cosa si pratica in Lapponia? Questo chiede lo Stato a chi vuole fare il funzionario amministrativo. Visto che non si sa cosa scegliere fra renne, fiori, manghi, patate, ghiaccioli, chiediamo di poter tornare in fretta verso casa. Il basket impazza anche se il padrone di questo sito, come tanti altri, √® convinto che non si tira avanti. Certo che le spese sono alte e le entrate sono piccole, ma se guarda bene le presenze si accorger√† che almeno la B del calcio la si pu√≤ contrastare e che a qualcuno √® venuto il dubbio che il campionato non sia poi cos√¨ brutto, pur ammettendo che qualcosa non quadra fra le prediche di chi vorrebbe pi√π italiani e gli urli di chi avendo in mano un lenzuolo con sopra le macchie degli stipendi assurdi per i ragazzi della scuola italiana maledice chi non ha bloccato le retrocessioni. Incoerenze di chi sventola bandierine da fissare su montagne di tapioca. Se volevano dare un incentivo alle societ√† per andare fino in fondo con la gente di casa allora sarebbe stato meglio non far girare questo spiedo che ora coinvolge tanta gente con la paura di finire in A2. Guardate cosa spendono per salvarsi quelle che stanno in fondo, guardate come si litiga per avere un azzurro in leasing, da pagare met√† per uno. Bastava questo per capirsi un po&#8217; meglio. Non √® stato fatto. Colpa nostra che non amiamo tutti questi ometti dalla schiena dritta. A proposito, prima di tuffarsi sul campionato tormentato da qualche fallimento importante, estasiato da resurrezioni della carne e della mente che ci fanno felici, vorremmo chiedere alla nostra hostess Belem di decodificare il pensiero del commissario <strong>Meneghin </strong>quando ci dice che <strong>Recalcati</strong> rester√† allenatore della nazionale fino al 2009 e anche oltre, se dipendesse da lui. Qualcuno aveva avuto dei dubbi? Chi urlava per portare <strong>Messina </strong>alla fonte del piacere azzurro. Ne abbiamo letto, sappiamo che esistono sogni e progetti, ma poi ci √® venuto in mente che qualcosa non quadra sul sentiero che porta alle elezioni: qualcuno forse teme che Recalcati chieda ed ottenga anche un posto come consigliere federale, passando dal ruolo del dipendente a quello del datore di lavoro. Certo devono stare attenti a costruire le nuove liste, troppa gente pensa di avere consensi che ha trovato soltanto perch√© non ci vuole niente a fare la rivoluzione contro chi combatte usando i fiori di Bach. Vengano allo scoperto, dicano cosa vogliono fare e poi si conteranno davvero. Lo chiede <strong>Bianchini</strong> che √® stanco di far la guardia ai monumenti e agli arbitri dell&#8217;Uleb che sono peggiorati in poco tempo, tornando agli usi e costumi dei giorni in cui per politica internazionale si favorivano le nefandezze vestite da capolavoro tattico. Lo chiediamo tutti. E&#8217; l&#8217;ora, caro Dino, di farci sapere come<span id="more-258"></span>¬†si andr√† avanti se tutti resteranno uniti. Avanti considerando tutti tutti o soltanto i giocatori pastorelli?Restando ancora un po&#8217; nel borgo di Azzurra, scherzi a parte, vorremmo dire che se proprio l&#8217;ultima spiaggia √® la qualificazione europea allora sarebbe meglio dare un ‚Äòocchiata a chi serve davvero, senza illudersi di avere il cuore dei ragazzi NBA, pensate che <strong>Belinelli</strong>, mentre d√† del bugiardo a<strong> Nelson</strong>, spiega anche che per la Nazionale non ha ancora avuto tempo per decidere. Insomma fate un po&#8217; come a Bologna dove sembra che <strong>Chiacig </strong>e <strong>Fucka</strong> non siano poi gli ultimi della pista: il primo ha trovato la coppia dei visionari perduti <strong>Boniciolli-Zorz</strong>i, quelli che credono che si possa sempre migliorare lavorandoci un po&#8217; sopra, pallone e anima; il secondo che <strong>Repesa</strong> chiamava ormai il &#8221; mio adorato foss√¨le&#8221;, approfittando del periodo passato a lavorare ancora come ai tempi di Trieste, lavoro da disoccupato nell&#8217;inferno <strong>Fortitudo </strong>dove si bruciavano mani come castagne, √® tornato fuori alla grande. Ora non diciamo di passare al vintage medagliato, ma insomma se <strong>Basile</strong> e <strong>Galanda</strong> ce la fanno, se tutti stanno dalla parte di Azzurra allora perch√© fidarsi di questi conigli bagnati che girano adesso in serie A, gente che non sorride mai per davvero, gente che fa paura soltanto quando manda gli agenti in sede a discutere compensi assurdi, garantiti dall&#8217;associazione giocatori, ora e per molto tempo, la stessa che si far√† un sacco di risate dopo aver scoperto che persino la Gazza degli orgasmi si √® accorta che mettere regole di presenze sul campo per giocatori con passaporto e scuola italiana porta l&#8217;allenatore in manicomio, porta a dei venti a zero che gridano vendetta. Voi pensate che qualcuno ci rifletta su tutto questo? No di certo. Allora andate in Lapponia e se non state bravi vi tolgo l&#8217;audio dalla radio Virtus dove <strong>Nino Pellacani</strong> ha deliziato la gente nei giorni mai uguali per arrivare al derby del grande freddo fortitudino, lui che adesso si compiace d&#8217;avere un occhio di riguardo per gli amici veri, da Willy al commissario Pi, dall&#8217;avvocatone <strong>Porelli </strong>che abbiamo visto in prima fila alla Futurstation, battagliero come sempre, da Lori che in alcuni casi √® molto lontano da tutti noi e confessa gente instabile.</p>
<p style="text-align: justify">Dunque il campionato. Troppe teste che rotolano, troppe teste che fingono di pensare. <strong>Milano</strong> voleva e doveva cambiare, ma dopo il filotto al caldo, quattro vittorie in casa, ci sta ripensando e sarebbe un peccato perch√© non √® il caso di esagerare anche dopo aver saltato a Cheronea sulla testa dei persiani del <strong>CSKA</strong>. Bucchi che non sfata la leggenda dei Bruto allevati troppo bene, degli allievi che, prima o poi, prendono a calci i maestri. Peccato non aver tenuto la registrazione del peana sul gioco <strong>CSKA</strong> al Forum semideserto nei primi 20 minuti, peccato non poterlo confrontare con quella rimonta che ha steso i campioni imbattuti. Per il <strong>Bucchi</strong> beffato dalla zona Virtus ci fu il rogo. Per <strong>Messina</strong> soltanto i tortellini di casa. Cosa vuol dire essere padrone della materia, degli uomini, padroni di se stessi. Lo capirebbero persino i ragazzi della televisione lecca lecca, quelli del coro, quelli dell&#8217;eco, che non √® sulle lavagne che costruisci davvero una vittoria. Era il dubbio che prendeva spesso <strong>Bariviera</strong> quando guardava gelosamente l&#8217;Ignis intorno a <strong>Nikolic,</strong> mentre lui doveva sorbirsi il minuto intorno al <strong>Cesare Rubini</strong> che leggeva cos√¨ bene nella sua anima. Certo che esiste l&#8217;evoluzione tecnica della specie, certo che servono tracce, ma prima di tutto bisogna arrivare alla testa dei giocatori. <strong>Repesa</strong> non ci √® riuscito e adesso si √® trovato addirittura quattro ammutinati quattro, tutti americani. <strong>Sakota</strong> non poteva riuscirci perch√© ogni settimana ha dovuto sistemare qualcosa e il fatto di avere come migliori in campo gli ultimi arrivati spiega tutto della Fortitudo che ha perso la sua vena goliardica come diceva giustamente Angelino sul Resto del Giorno. Bucchi ci sta riuscendo, ma non pu√≤ credere che sia tutto oro quello che luccica e le prossime settimane ci diranno se dovr√† tornare al salto del Qua qua. <strong>Dalmonte</strong> √® lontano dalla felicit√†, come del resto <strong>Udine</strong>, dove non hanno nemmeno fortuna, come sicuramente il povero Lino <strong>Lardo</strong> che a dicembre potrebbe trovarsi ancora con meno punti in classifica se non troveranno i soldi per pagare il pregresso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>LE PAGELLE</strong> adesso che viene freddo cominciando da:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>10 </strong>a Mykal <strong>RILEY</strong>, il giustiziere di Roma nell&#8217;ultima partita giocata con Ferrara. Lo sostituiscono con uno pi√π alto e pi√π grosso. Questi ragazzi che vivono alla giornata e si baciano con l&#8217;allenatore che li deve cambiare sono personaggi che la gente ricorder√† comunque, diciamo come certi stranieri che sono stati &#8221; eroi&#8221; di una stagione, di un giorno, perch√© avevano qualcosa da trasmettere. Di sicuro non capiter√† mai questo a gente tipo gli scafisti NBA che ci mandano qui per toglierseli di torno, per fingere di credere che impareranno qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>9</strong> a Keith <strong>LANGFORD</strong> il drago della Virtus che ha mangiato le fragole Fortitudo, che ha completato il giro di chiglia del sesto uomo dove il pi√π applaudito nel ruolo era diventato Kaukenas. Un tipo strano dicevano, ma uno che accetta il ruolo, che vuole contare, che si arrabbia pure se lo sfidano.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>8</strong>¬†a Giuseppe <strong>POETA</strong> perch√© questa Teramo che vola gli deve tantissimo, perch√© ci fa sperare che possa essere lui una delle salvezze azzurre, certo miscelato con i veterani sparsi per il mondo, un po&#8217; come i matti dicevano al manicomio di San Colombano quando giuravano che tutti i malati non stavano dentro le mura tristi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>7</strong>¬†a Terryl <strong>McIntyre</strong> che √® diventato cos√¨ carismatico, maturo, da farsi applaudire anche quando mette la sua stoccata soltanto alla fine di una partita, dopo aver preso tante cornate, dopo essere stato seduto a lungo. Con Siena, ormai, √® cos√¨: ne vedi una debolezza mentre ti assale l&#8217;onda della sua forza che si chiama collettivo e con questo comprendi tutto: la societ√† che gli altri non riescono a fare, il pubblico che non riescono a fidelizzare, i giocatori che non riescono ad educare alla nuova terra. Terra aspra, ma terra.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>6 </strong>a<strong> TREVISO </strong>e<strong> PESARO</strong> perch√© nell&#8217;anticipo del sabato ci siamo quasi commossi vedendo tanta passione, tanta dedizione, tanto buon lavoro, anche se sul campo c&#8217;erano i soliti noti che forzavano la ragione e il buon sentimento. Abbiamo bisogno della Benetton e della Scavolini con quella faccia, con quella fede. Il resto verr√†.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>5 </strong>alla <strong>FEDERAZIONE</strong> sostenuta dai ragazzi con la schiena quasi dritta per aver bocciato la candidatura di Torino che voleva la prima festa internazionale per gli under 17. Pensiamo che la spinta a farsi pi√π in l√† sia venuta per non intasare la strada che porta al Mondiale del 2014 dove, abbiamo scoperto, pi√π della Cina comanda la Spagna.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>4 </strong>a<strong> SKY </strong>e non perch√© aumenter√† il canone per i poveri abbonati al suo basket, non per averci ormai obbligato a non sentire, ma per la risposta che ha dato a Pesaro giustamente preoccupata di spostare alle 17 il derby con Mentegranaro nella serata di Juventus-Milan. Sono stati gentili, persino educati, ma quelle scuse ci hanno detto che ogni sospetto su quei cuori e quei convitati di pietra alle nostre feste non arriver√† mai la primavera per ammettere: s√¨, scusate, avete ragione. Con gli orari e certe scelte toppiamo alla grande.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>3</strong>¬†a Alex <strong>RIGHETTI</strong> se non spiega bene al colto e all&#8217;inclita cosa gli succede quando entra in contatto con la voce di certi allenatori: a Rimini era dolcissimo per Bucchi e si vedeva, a Roma, con Caja, era bravissimo e si vedeva, poi ha cominciato a non sopportare la parlata slava e si √® visto, poi ci ha detto che con la Nazionale ha chiuso, e si √® capito, poi √® risorto con il pazzo Boni Ci e il Paron Merlino e possiamo anche spiegarci il motivo. Per√≤ √® lui che deve raccontarsi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>2 a</strong>lla <strong>LEGA femminile</strong> che non trova il modo per cambiare le sanzioni davanti ad errori banali che portano ad assurdi 20-0, che mandano in rovina allenatori senza assistenti pronti con il pallottoliere, che non trova una bottiglia per avvisare i naviganti sull&#8217;assurdit√† di certe regole. Ribellarsi subito per evitare che altri cadano nella stessa stupida palude alla russa.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>1</strong> al ragazzo <strong>JENNINGS</strong> che non illumina Roma, che non fa vendere biglietti come si diceva, se non si fa prendere per mano da chi vorrebbe che lui diventasse davvero un giocatore importante, ma senza saltare le stazioni dell&#8217;apprendimento e tutti dobbiamo ammettere la nostra malafede quando sosteniamo che a fallire, in questo caso, √® l&#8217;allenatore dopo aver detto che il livello del gioco europeo era gi√† difficile per chi usciva da quattro anni di universit√†. Si, vero, ma Lebron. Ma andate a quel paese.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>0</strong> a <strong>ERCOLINO</strong>, il simpatico e vulcanico presidente di Avellino che dopo la sconfitta con Siena ha tirato in ballo l&#8217;arbitraggio, prendendosela con Taurino, Sardella e Capurro. Certo qualche fischio sar√† andato storto, ma sentirselo dire da lui, che l&#8217;anno scorso ammetteva candidamente di non sapere nulla di basket, di non sapere neppure se la palla era pi√π grande o pi√π piccola di quella usata per il calcio, ci fa venire un po&#8217; di paura. Lo diciamo per la tutela dal troppo entusiasmo di allenatori e giocatori che prima o poi finiscono nella graticola e pagano la nuova competenza, per non parlare delle polveriere che si possono far saltare anche prima che arrivi il caldo, il play off, prima che si debba camminare sul ponte dei sospiri chiedendo allo specchio perch√© altri sono i pi√π belli del reame.</p>
<p style="text-align: justify">¬†</p>
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		<title>Una volta per tutte Snaidero si decida: vuole la botte piena o la moglie ubriaca?</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 17:01:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/giando/3017030191/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3279/3017030191_590117a2be.jpg?v=0" alt="" width="300" height="200" /></a>A bocca aperta. Ma non per le esibizioni esaltanti del <strong>Montepaschi</strong>, che pi√π lo guardi e pi√π ti incanta. Ovvero ti lascia proprio a bocca aperta e t&#8217;autorizza a sognare che possa anche vincere l&#8217;ultimo duello con il Cska del fiero Ettore Messina e conquistare l&#8217;Eurolega otto anni¬†dopo la¬†<strong>Kinder </strong>Bologna<strong> </strong>di¬†<strong>Emanuel Ginobili</strong>. A proposito, ho sentito¬†giusto ieri l&#8217;<strong>Ellisse</strong> (di luna) dire: &#8220;Non ho parole per¬†definire la prestazione di <strong>Mason Rocca</strong> autore di una esagerata doppia doppia con i greci del Panionios: √® un giocatore grandissimo,¬†davvero¬†enorme, grandissimo&#8221;.¬†E Riccardo <strong>Pittis,</strong> il nuovo pappagallo di Sky: &#8220;Paola hai proprio ragione: √® davvero un giocatore fantastico!&#8221;. Ora non ho nulla con Rocca. Al contrario, lo vorrei nella mia squadra del cuore assieme a <strong>Stonerook </strong>e <strong>Mc Intyre</strong>, e perch√® no a <strong>Sato</strong> e <strong>Eze</strong>, <strong>Becirovic </strong>e <strong>Tonolli,</strong> <strong>Gordon </strong>e <strong>Marcelinho</strong>, <strong>Spinelli</strong> e <strong>Giovannoni.</strong> N√® men che meno con la cara Ellisse, non fosse altro perch√® √® il capo (o la capa?) di Cicciobello Tranquillo e non pu√≤ vedere come me nessuno della Banda Osiris, ma se un giorno la Baronessa dovesse parlare di Ginobili, quali aggettivi dovrebbe usare? Come minimo: immenso, galattico, incantevole, stupefacente, delirante. E nel delirio, perch√® no, dovrebbe anche fumarsi una canna assieme ad Acciughino. A bocca aperta, dicevo, tre ore e mezza sotto i ferri del dentista che, per farmi coraggio, mi ripeteva: &#8220;Avessi un dente normale, ti pagherei da bere&#8221;. Non tutti i mali comunque¬†vengono per nuocere, perch√® per non pensare al trapano e a quel nervo scoperto, sotto anestesia da cavallo, ho pensato fortissimamente al mio amico <strong>Attilio Caja</strong> che a Udine¬†la signora <strong>Sandra</strong> <strong>e</strong> il signor¬†<strong>Edi Snaidero</strong> hanno licenziato in quattro e quattr&#8217;otto. Cos√¨ ora¬†dovranno pagare¬†tre allenatori (<strong>Pancotto-Caja-Sacchetti</strong>) in una stagione sola quando con gli stessi soldi (pi√π o meno 250-280 mila euro) avrebbero potuto benissimo ingaggiare un paio di giocatori buoni buoni, ad esempio <strong>Janicenoks</strong> (ex <strong>Fortitudo</strong>) o <strong>Gregor Fucka</strong>, per rinforzare una squadra con il tetto-salari pi√π basso di tutta la serie A e un presidente che ogni tre per quattro con una mano presenta le dimissioni e con l&#8217;altra le ritira. Ad onor del vero ho un debole anche per <strong>Romeo Sacchetti</strong> sin dai tempi dell&#8217;Europeo di¬†Limoges e <strong>Nantes</strong> che l&#8217;Italia dell&#8217;amato citt√¨, <strong>Sandro Gamba</strong>, vinse nel 1983 soprattutto per merito suo, ma qui il discorso √®¬†completamente diverso. Qui c&#8217;entra solo il buonsenso. Okay, non ci sono soldi, i tempi sono quelli che sono, gli operai temono la cassa integrazione e qualcuno ci √® gi√† finito pure a Udine, rimbocchiamoci dunque le maniche e sar√† quel che sar√†, anche la retrocessione in Legadue, non morir√† nessuno. Per√≤¬†Edi Snaidero non si deve poi arrabbiare se un giornalista del <strong>Messaggero Veneto</strong>, alla vigilia dell&#8217;improbabile sfida (vinta!) con la Lottomatica, scrive che tutta la Snaidero costa come l&#8217;ingaggio di un milione d&#8217;euro (e spiccioli) di <strong>Allan Ray</strong>.¬†Ora, a parte il fatto che √® tutto verissimo, non mi risulta¬†che i coniugi <strong>Pozzo</strong> si siano offesi quando il mondo intero ha scritto che tutta l&#8217;Udinese guadagna come <strong>Kak√†</strong> e meno di <strong>Ibrahimovic</strong>. Anzi. E comunque non capisco cosa voglia Snaidero: la botte piena e la moglie ubriaca? O forse solo qualche aiutino dal suo amico <strong>Renzo Tondo</strong>, neo governatore del Friuli? Il quale potrebbe sempre dirgli: caro il mio Edi, un contributo dalla Regione io te lo posso anche dare, ma almeno non prendermi per i fondelli sostenendo che la tua palla nel cestino quest&#8217;anno ti √® costata l&#8217;occhio della testa. E poi chi mi dice che anche i pochi quattrini che ti far√≤ avere non li butterai di nuovo fuori dalla finestra? Nessuno.¬†</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Bodiroga, il Michael Jordan bianco</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 11:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/uploads/2008/04/32611048_5f6b3bf525_m.jpg" align="right" height="220" hspace="15" width="208" />Ho sentito proprio ieri Dejan Bodiroga. Stava andando a Torino. Giusto. Al Palavela, credo si chiami ancora cos√¨, ovviamente niente sponsor, neanche per tre euro, si stanno disputando &#8211; dicevo &#8211; le finali della Uleb Cup che gi√† non fregano niente a nessuno, figuriamoci adesso che Treviso e Fortitudo sono state eleminate al primo giro. Prevedo un altro buco nell&#8217;acqua in quel di Torino che, se non avesse la Juve e il Toro, potrebbe anche annegare che ugualmente non importerebbe un fico, secco o maturo, allo sport italiano. Per la cronaca, comunque, in semifinale oggi s&#8217;affronteranno Joventut Badalona e Galatasay Istanbul alle 18.30 e due ore (e mezza) dopo Dinamo Mosca e Girona. Sono previste code ai botteghini. Anche perch√® alle 20.30, non molto lontano da Parco Ruffini, c&#8217;√®, se non sbaglio, Juventus-Milan. E sempre stasera, alle 20, si gioca la bella tra Venezia e Priolo per i quarti di finale dei playoff di basket femminile che non mi posso assolutamente perdere. E che vada pure al diavolo la Juve&#8230; <span id="more-43"></span>A Torino, nel 1979, lo ricordo bene, si disputarono gli Europei di pallacanestro. L&#8217;Italia era allenata da Giancarlo Primo con Sandro Gamba gran suggeritore. Finimmo quinti perdendo quasi con tutti, anche coi cechi, e facendo parecchio ridere. Non avevo neanche trent&#8217;anni e gi√† scrivevo per il Diario di Venezia-Padova-e-Treviso una pagina di basket al giorno, a volte anche due. Quindi, prima di poter parlare seriamente con me di palla nel cestino, fate pure domanda in carta bollata e fra qualche mese magari vi dar√≤ udienza in Calle Sconta, dove fanno dei &#8220;cichetti&#8221; che farebbero impazzire Oscar Eleni. In verit√† sono un povero vecchio trombone che nessuno ha pi√π voglia di stare a sentire. Dice sempre le solite cose, dicono quelli della Banda Osiris. E&#8217; vero. Dunque cambiate pure blog. Tanto sono duro a morire. E mi diverto pi√π oggi di ieri. A Torino, durante gli Europei del &#8216;79, dividevo il letto matrimoniale di un alberghetto a due stelle con Paolo Brussato e la sera andavo in pizzeria con Massimo Mangano che allora allenava la Superga Mestre di Pieraldo Celada. Paolo, Massimo e Pieraldo se ne sono andati da un pezzo. A tutti e tre volevo bene, ovviamente a modo mio. E ricordarli tutti e tre insieme, mi d√† ancora un sottile piacere. Oltre che tanta nostalgia. La stessa che ho per Tanjevic e per Bodiroga. Un giorno, forse di venti anni fa, anno pi√π anno meno, il Boscia che era appena sbarcato a Trieste da Caserta, mi indic√≤ un ragazzino col ciuffo ribelle, color latte, pi√π di Gregor Fucka, e mi disse: quello diventer√† il nostro Michael Jordan bianco. E io lo scrissi sul Giorno dopo aver convinto il Grigo che non era la solita sparata di Tanjevic. Molti della sparata di Boscia risero. A crepapelle. Gli stessi della famosa Banda che adesso, quando passa Bodiroga, si stenderebbero ai suoi piedi. Mentre io, se fossi al posto di Dejan, li prenderei per la coda e li spedirei tutti a quel paese. Chiusi in un canile.</p>
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<p align="left">(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/vedia/">Vedia</a>)</p>
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 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=+" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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