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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; caserta</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Il basket petulante day di Sky è ora finalmente approdato sull&#8217;isola dei fumosi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 16:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla casa sbagliata dove mi ha fatto andare il Tarozzi, collega bolognese che ricorda Amici Miei, per cercare le origini di John Kociss Fultz. Spinto dalla passione sono arrivato in Nuova Zelanda, a Marlborough, dove l’azienda vinicola Framingham attirava di più della cittadina del Massachusets dove oltre sessant’anni fa è nato appunto John [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>OSCAR ELENI </em><span style="text-decoration: underline;">dalla casa sbagliata dove mi ha fatto andare il Tarozzi, collega bolognese che ricorda Amici Miei, per cercare le origini di John Kociss Fultz. Spinto dalla passione sono arrivato in Nuova Zelanda, a Marlborough, dove l’azienda vinicola Framingham attirava di più della cittadina del Massachusets</span></strong> dove oltre sessant’anni fa è nato appunto <strong>John Kociss Fultz</strong>. Diciamo che la scusa per bere molto l’abbiamo presa dal famoso <strong>Basket petulante day di Sky</strong>, quello dove ti fanno venire il mal di testa e un sacco di rimorsi perché non vedi quello che loro stravedono, perché non ti sembra possibile l’assoluzione a prescindere per certi<strong> giocatori che fanno porcate da licenziamento in tronco</strong>, molto prima degli allenatori che mettono su una strada, eh sì la maggioranza di quelli che abbiamo visto sul campo il 2 gennaio aveva alle spalle notti senza sonno, bevute esagerate, <strong>con la testa persa ben oltre l’ultimo petardo</strong>. Certo la Nuova Zelanda non ci ha curato, mentre nella culla dei Fultz hanno un centro per lo studio sulle malattie cardiovascolari, sulla chiururgia per il cuore che potrebbe aiutare quando batte troppo forte per certe emozioni. Eh sì ci siamo persi e siamo anche <strong>rinati leggendo la vita di Fultz</strong>, passata attraverso l’età dell’oro varesina, diventata epica <strong>nel regno di Torquemada</strong> Porelli, ragionando a posteriori sulle cose che ci ha detto quando lo incontrammo a Domegge in uno dei camp che <strong>Ottorino Flaborea</strong> organizzava per<strong> Dino Meneghin</strong>, guardandolo insegnare, lo fa anche adesso a Napoli, ma su una cattedra, non sul campo. Dicevamo del tavolo neozelandese scolpito da Pirilampe di Atene: ci siamo alzati con la testa che girava. Troppo di tutto. Troppo bello per sembrare vero, troppo brutto<span id="more-2044"></span> per dirci che era proprio vero.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Pensieri del nuovo anno ai piedi del basket melenso day:</span></strong></p>
<p><strong>Guardare Roma è proprio irritante e viene da piangere a pensare che hanno</strong> <strong>coinvolto uno come Tanjevic</strong>, che la setta degli allenatori estinti <strong>spara sul pianista Boniciolli</strong> e non su quei mezzi giocatori che il progetto Italia impone di tenere sul campo. Vero che anche gli americani fanno spesso schifo perché non hanno niente dentro da regalare agli altri, ma il Vitali e il Datome di Caserta erano la fotografia sulle utopie di regole che danno <strong>perle ai porci</strong>. Siamo sicuri anche noi, come Recalcati, che gli arbitri lo abbiano preso di mira, ma anche <strong>la sua Cimberio fa acqua difensiva</strong>, proprio come Roma: torna indietro dopo un azione offensiva con il passo del Galanda influenzato e del <strong>Crosariol che non sorride a nessuno</strong>. L’energia Bechi <strong>ha fatto del bene a Brindisi</strong>, ma, cara gente, se il Perdichizzi della promozione non riusciva a scuotere i ragazzi, sono sempre ragazzi i giocatori, allora sarà meglio rivedere tutto e al momento di dare gli stipendi detrarre la parte per la gnagnera sapendo che un capro espiatorio l’Italietta dello sport di squadra, in fallimento da anni e non soltanto nel basket, lo trova sempre nell’allenatore.</p>
<p><strong>Piacevole vedere i ragazzini della Virtus impegnare Siena nell’amichevole di gennaio, ma la domanda che si fanno in tanti</strong> è perché un amichevole in pieno campionato? Perché il Sabatini che si è dato tanto da fare per rilevare il Bologna calcio non ha capito che <strong>questa Virtus</strong> <strong>aveva bisogno subito di un ritocco</strong>, anche prima del <strong>caso Kemp</strong> che lascia perplessi, non perché siamo tutti insensibili davanti al lutto, alle faccende famigliari come è accaduto negli anni scorso, ma perché restiamo sempre sbalorditi davanti al professionismo sportivo che pretende tutti i privilegi, pensate alla baraonda dei calciatori per le feste natalizie da passare in casa, con la famiglia, ma poi, davanti ai doveri, dimenticano tutto e fanno il broncio. Sulla partita di Siena si potevano costruire tante belle storie, tipo quella di <strong>Gaddefors lo scandinavo</strong>, tipo<strong> il chirurgo che ha messo in piedi</strong> <strong>Pianigiani in poche</strong> <strong>ore</strong> dopo l’intervento sul menisco, ma ci siamo accontetati del sonno beato e giusto del nipotino di Minucci. La ninna nanna la suona il Lavrinovic che incanta nel momento in cui i campioni stanno pensando di cambiare l’alettone posteriore Moss con quello anteriore Hairston, <strong>in attesa di vedere l’effetto che farà il nigeriano Akindele</strong> sul mondo europeo che ora dovrà proprio considerare Siena come avversaria per le finali a Barcellona, anche se sappiamo, per aver già vissuto quella esperienza <strong>ai tempi di Pesic</strong> e dei blaugrana al primo titolo continentale, che sarà durssima digerire poi il tutto.</p>
<p><strong>L’occhio vitreo di Livio Proli al Pianella per capire che l’Armani ha perso la beata sponda del tutto va bene, tanto stiamo imparando</strong>, per approdare sull’isola dei fumosi dove tutto si confonde e dove Piero Bucchi prende fischi e anche qualche fiasco. Lo abbiamo sempre detto che per allenare a Milano, Roma, Bologna, <strong>serve gente speciale, gente che buca il</strong> <strong>video, che prende tutti i fulmini</strong>, ma te li spara anche indietro, non certo chi è permaloso, chi vede ombre anche dove c’è soltanto polvere di stelle e grande storia, ma, stabilito questo, bisogna anche dire a Proli e, pensiamo, speriamo, a Pascucci, che non si può avere una idea di squadra e poi trovarsi con i resti del magazzino. <strong>Certo che Finley regista lo ha voluto Bucchi</strong> facendo dire a Proli che era il migliore play del decennio milanese, certo che su Petravicius qualcuno deve aver datto il nulla osta per dargli l’occasione perduta per infortunio l’anno scorso, ci saranno delle relazioni del nuovo staff di medici che in presentazione è stato glorificato come se in passato, quello vero, <strong>Milano</strong> non avesse già avuto i migliori senza dover ricorrere, come pensava il Zanca bevuto in una stagione, a gente che veniva da lontano, ma, tornando al soggetto della questione, cioè allenatore e squadra, prima di <strong>colpirne uno per educarne altri quindici</strong>, assistenti compresi, bisogna dare almeno la possibilità di ricreare le stesse situazioni di Mosca e Valencia, ammesso che già in quei giorni non ci fossero <strong>i sintomi della malattia</strong> della valutazione esagerata di tutto, un po’ come il precampionato fatto mostrando solo la faccia brutta di chi “ vuol fartela vedere”. <strong>Treviso è meno irritante di Roma, c’è qualcosa che fermenta nel tino di</strong> <strong>Repesa,</strong> ma sono anche questi dei frilli che si prendono tutto il bene della terra verde e poi ricambiano soltanto se hanno smaltito la loro voglia di sguazzare dove stanno i coetanei “ più fortunati”. Tornare al<strong> metodo Buzzavo</strong> sembra doloroso, ma altre strade hanno portato alla clinica Sky, quella dove medici-cronisti così pietosi, così affratellati ai poveri milionari del campo, continuano a fare fiorire piaghe purulente che ti fanno svenire.</p>
<p><strong>10<span style="text-decoration: underline;"> a John FULTZ</span></strong> e la suo libro Mi chiamavano Kociss. Da leggere, da meditare, con tutti i rimpianti nella Bologna che era dei Porelli, ma anche dei Germano Gambini, che era Virtus, ma anche Fortitudo, che era basket city con passione e cultura.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">al BANCHI senese</span></strong>, assistente di Pianigiani, il Taylor nella saga del nostro Brian Clough, il Sales che fu oro per Gamba, il Frates che fu diamante per Recalcati, il Zorzi che ha servito tutte le bandiere tecniche più importanti dopo la sua meraviglia veneziana dove oggi la gen te sventola bandiere oro granata nel segno della nuova Reyer da promozione. Voto alto perché lui stà il più nascosto possibile ed è un grande pregio.</p>
<p><strong>8<span style="text-decoration: underline;"> al VITUCCI</span></strong> che fa pentole e coperchi nella terra dei lupi avellinesi insieme al paron Zorzi. Sapere che che hanno i punti di chi riceve molto di più fa pensare ed anche applaudire. Dai Ercolino, resisti.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">agli spinaci di Tomo MAHORIC</span></strong> che al primo faccia a faccia con Repesa lo ha stesso per il conto totale. Cremona meglio di Roma e Treviso, ma ci pensate?.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">a Lino LARDO</span></strong> perché non si spaventa davanti a certi burroni e a certi burloni, perché non si domanda cosa può aver fatto di male per non veder riconosciuti i capolavori di Verona, Reggio Calabria, Milano, Rieti e con la stessa Virtus.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">al GREEN di Cantù</span></strong> che alla fine è stato persino valutato più di sciagura Finley, a proposito per i medici Sky è un grande quando segna, ma è uno sfortunato con ginocchio urlante quando fa troiate variate, dopo una partita giocata con la testa nel sacco. Gli è andata bene.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">a German SCARONE</span></strong> che lascia Caja, Corbelli, Rimini, per andare a guadagnare nel regno di Piacenza, in una serie inferiore dove hanno progetti ambiziosi. Ci dispiace non vederlo ancora al vertice, forse chi cercava un play poteva rivolgersi a lui o, magari, a Rombaldoni. Avercene rispetto a certi fusibili sempre in avaria.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">a REYER e SNAIDERO</span></strong> perché ad un certo punto, mentre Cantù e Milano se la tiravano in faccia, ci hanno quasi convinto che era più divertente seguire la festa del Taliercio, seguire Lauro e poi il Zancanella che spiegava il pasticciaccio brutto del Forum. Il capo degli arbitri alla Rai e non a Sky. Ma che strano.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">al GINOCCHIO di Gallinari</span></strong> che adesso ci farà stare in ansia più della sua schiena e del suo polso pensando all’Europeo.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">alla NAZIONALE</span></strong> che Milano dovrebbe vedere il 13 febbraio nella partita fra polveri di stelle. Metterla insieme adesso è da neurodeliri, a meno che Pianigiani non abbia voglia di stupirci convocando soltanto uomini e rinunciando agli ominicchi.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">a Carlo RECALCATI</span></strong> che non può essere un problema per Varese per ciò che è stato in Federazione ed ora non è più. Pensare a vendette postume di chi, magari, soffriva la dittatura nata nell’ottica del siamo padroni e voi dovete soltanto ubbidirci, non ha senso. Meneghin, sul campo, le dava volentieri al Recalcati giocatore, ma poi lo ha amato e non ha memoria corta. O no?</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>I ragazzi della via Paal e quelli di Sky Icaro Mancinelli e lo sceriffo Perdichizzi</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 20:56:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da Portorose, Slovenia, ospite ideale, presente soltanto con lo spirito e con il corpo già pronto a nuove anestesie, un centro ayurvedico dove forse riusciremo a capire perché l’italbasket non trova i quattrini, le garanzie che invece permettono a questo paradiso verde, grande come la Puglia, 2 milioni d’abitanti, più o meno come Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">da Portorose, Slovenia, ospite ideale, presente soltanto con lo spirito e con il corpo già pronto a nuove anestesie, un centro ayurvedico dove forse riusciremo a capire perché</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">l’italbasket non trova i quattrini</span></strong>, le garanzie che invece permettono a questo paradiso verde, grande come la <strong>Puglia</strong>, 2 milioni d’abitanti, più o meno come <strong>Milano</strong>, di avere scuole cestistiche capaci di produrre, ogni anno eccellenti giocatori, hanno progetti che sembrano portare all’assegnazionae dell’Europeo 2013 che l’Italia voleva avere, senza poterselo permettere, a quanto pare. <strong>Slovenia e Tomo Mahoric che</strong> <strong>da esordiente fa tremare Tutankamen Pianigiani</strong> <strong>con la Veroli</strong> <strong>Cremona</strong> che cambia generale, giocatori, fantini, ma si spegne sempre sulla linea del traguardo. L’anno scorso fu il fegato di<strong> Attilio Caja</strong> a perdere bile in quantità non controllabile, questa volta è andata anche peggio perché prendere <strong>16 punti a Siena</strong>, anche in nuova versione, vuol dire avere qualcosa dentro. A proposito di esordienti diciamo che il <strong>Cancellieri</strong> che è andato a sbancare <strong>Caserta </strong>ci ha preso davvero quando, definendo la sua banda biellese, scoprì di avere <strong>lo spirito dei</strong> <strong>ragazzi della via Paal.  </strong><strong>Sembra</strong> <strong>un personaggio da film di Nanni Moretti o anche Salvatores</strong>, questo teramano che porta gloria alla scuola abruzzese esaltata, nel primo turno, da<strong> Icaro Mancinelli</strong> che se starà lontano dal sole delle facili adulazioni arriverà davvero più in alto di quanto avremmo scommesso guardandolo da lontano. Ha tenuto bene la stagione di Azzurra, <strong>si è fatto uomo</strong> e si è convinto che i veri giocatori non hanno spazi privilegiati dove soffrire, ci devono dare dentro ovunque vengono chiamati a mettere la faccia. Adesso non venite a menarcela con la storia che, se lui avesse voluto, gli avrebbero fatto posto anche nella<strong> Nba</strong>. Cosa conta? Diciamo che sta diventando bravo per questo basket che lo accetta spesso anche numero quattro e l’Eurolega ci dirà se <strong>in Lituania</strong>, al campionato continentale, potremo contare su un quarto asso da mettere sulla tavola, anche se ci resta sempre il dubbio che per avere davvero quattro assi<strong> il Simone Pianigiani dovrà almeno barare.</strong></p>
<p><strong>Prima giornata per far urlare il coro:</strong> <strong>finalmente un campionato senza una</strong> <strong>squadra padrona</strong>, perché Siena, a metà strada fra lo splendore aggressivo della Super Coppa e il quasi ammaraggio di Cremona, senza avere sotto l’aereo verde il liquido primordiale che ne faceva una cosa speciale, sempre, ci ha messo i brividi anche per la corsa europea che parte in settimana, anche se il più dificile, all’esordio spetta a Milano che va trovare il Cska reduce dalla vittoria, diciamo pure storica, sui cavalieri di <strong>Cleveland</strong> rimasti senza la sella di <strong>Lebron James. </strong>Andiamo piano, certo <strong>Milano </strong>ha gli uomini<span id="more-1902"></span> e la panchina abbastanza lunga per poter arrivare dentro l’accampamento senese, ma non basta il carattere se, come a Teramo, i quintetti diventano mistero logico. Diamo tempo a tutti di assestarsi, anche a Siena che certo non immaginava di trovare debiti nel vecchio gruppo, cominciando dallo <strong>Zizis</strong> che avevamo difeso dalla in <strong>Super Coppa</strong>, ma che sembra battere in testa, all’improvviso. Lui che è l’alternativa al ritmo <strong>Mc Calebb.</strong></p>
<p><strong>Non è contento della sua gioventù da veri trevisi benettoniani il Repesa che ha dovuto chiedere a Bulleri le diapositive che l’uomo di Cecina si</strong> <strong>porta sempre dietro</strong> quando ha paura che qualcuno non riesca a ricordare che fra il<strong> Bullo d’oro</strong> della vera <strong>Treviso</strong> e quello di cartone, sballottato fra Milano e il nulla, resta sempre l’abisso se lui non ricorda bene perché era super Bullo. <strong>Boniciolli</strong> confessa di non aver dormito <strong>per tre notti aspettando Brindisi</strong> che in precampionato aveva ingannato un po’ tutti:<strong> lo sceriffo Perdichizzi</strong> ha una squadra corta soprattutto se uno come<strong> Radulovic</strong> va al contrario, se altri fingono di non capire il salto. Gli è andata bene al Matteo quasi pronto per villaggi arancioni,anche se i tifosi di Brindisi erano almeno come quelli romani all’Eur, sicuramente più caldi e fiduciosi di quelli che nel tempo si erano trovati <strong>senza l’anima</strong> della Roma sognata sempre e sempre scoperta come delusione dopo la prima disavventura. Ora il <strong>Bonjevic </strong>butta in campo la fame dei giovani slavi, la ferocia di chi ha qualcosa da dire davvero, scoprendo che questo <strong>Crosariol </strong>ha lavorato proprio bene e sta crescendo, ma poi, chissà per quale mania masochistica ci viene a dire che la vera Roma si vedrà quando torneranno in squadra<strong> Gigli e Datome</strong> che finiranno per escludere, ad esempio, <strong>Dasic</strong>, uno che ha fame di tutto. Stranezze della vita in panchina: ma come, trovi gente che si passa la palla, che capisce persino <strong>Vitali </strong>e la sua idiosincrasia per la difesa, e ci parli di un futuro tutto Italia che non vorremmo avesse la stessa faccia dell’ultima Roma, del <strong>Giachetti </strong>che, nella festa di squadra, sembrava quasi irritato vedendo che non era necessario nessun volo fra i campetti e le postazioni dei <strong>cronisti Sky</strong> per sentirci raccontare le solite baggianate. <strong>Hanno ricominciato i ragazzi del cielo che la Lega vuole liquidare, hanno ripreso da dove si erano fermati con la scusa che, parlando sempre</strong> <strong>bene</strong> <strong>di tutti, si salva il posto</strong>, senza capire che quelli il posto te lo fanno perdere lo stesso perché amano il rischio e il tuffo sulla sabbi. Vedono sempre il clima del playoff, vedono il tormento nell’estasi della prima giornata. E allora? Perché dovrebbero tuffarsi di meno, soffrire di meno? Soltanto perché siamo al primo giorno di scuola? <strong>Dateci un taglio, diteci quello che non vediamo</strong>, diteci pure la verità, ce ne faremo una ragione se lascerete viva l’idea che lo spettatore è un vedente e non un radio ascoltatore da calamitare con peperoncino artificiale.</p>
<p><strong>Pagelliam pagelliamo orsù dunque avvocati nostri:</strong></p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline;">allo Stefano MANCINELLI</span></strong> che ha fatto una bella sfida contro il suo amico Hall, anche se questi benedetti ragazzi ci devono dire perché fra loro esiste amicizia nel nome dell’odio comune verso l’allenatore che era obbligato a scegliere e a dividere il tempo fra di loro.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">a CANCELLIERI e MAHORIC</span></strong> due allenatori esordienti in serie A che si sono fatti conoscere bene dai loro colleghi.</p>
<p><strong>8</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">al micione RECALCATI</span></strong> che, in tempi dove molti si lodavano, finendo nel brodo dell’illusione, sa benissimo cosa può dare questa Varese e che, soprattutto, i conti veri si fanno soltanto alla fine.</p>
<p><strong>7</strong> <span style="text-decoration: underline;"><strong>al PUBBLICO della prima giornata</strong></span>, più di 35 mila spettatori soltanto in A1, perché quando si ragiona sulla debolezza mediatica del basket bisognerebbe anche spiegare perché, da dove arrivano tutti questi e pregheremmo i presidente delle Leghe, in riunion e congiunta, di mettere sul tavolo la cifra complessiva, anche se questo non cambierà la testa di chi schiaccia il basket dopo mezzanotte, per chi finge che non esista un campionato.</p>
<p><strong>6</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">al CAVALIERO</span></strong> che indica la strada a Montegranaro, perché quasi tutti i ragazzi del gruppo Italia, Poeta, Crosariol e Mancinelli in testa, stanno andando proprio bene dimostrando che, se il lavoro estivo è fatto bene, poi nei hai dei vantaggi come direbbe Stefano Michelini che al suo specialissimo camp per professionisti vede tanti ragazzi lavorare seriamente, rinunciando ad andare dietro alle falene dell’estate. Noi restiamo scettici, ma c’è davvero chi lavora d’estate.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">all’EUROLEGA</span></strong> che misteriosamente è partita ieri mettendo di fronte Olympiakos e Real Madrid, perché ci sembra così difficile sintonizzarsi e avere devozione con chi rende così complicato il cammino per avere notizie subito, in fretta, insomma come succede alla domenica con il sito della Lega basket, quasi sempre impallato. Non è colpa della cattiva attitudine dei pochi soci rimasti al Rincosur per le tecnologie. Migliorate voi e noi toglieremo il pannolone al monitor.</p>
<p><strong>4</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">alla CASERTA</span></strong> caduta, ancora una volta, nella sua casa, perché questa attesa per il solito Williams che l’anno scorso fece deragliare Pesaro, che quest’anno ha già sballato i piani di Brindisi, ci sembra pericolosa quasi più della cattiva attitudine alla difesa.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">agli ARBITRI</span></strong> che ancora cercano un pilota per la loro macchina già messa sotto pressione da nuove regole, da nuovi attori dalla lingua lunga. Possibile che si possa rimandare ancora la sistemazione del settore più delicato di ogni sport? A proposito cosa succede con Barnaba, la Puglia, con le giovanili cheviaggiano senza senior assistant che almeno diano un senso al tempo perduto con la scuola con il tempo guadagnato nella conoscena se questa avviene in America.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">a Fabrizio FRATES</span></strong>, eccellente commentatore TV, per Sport Italia, perché vedere fuori dal ring uno come lui, o anche come il Michelini che rende preziose le telecronache Rai, ci fa venire dubbi su troppe cose, ci spiega bene perché andiamo male.</p>
<p><strong>1</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">a VENEZIA e UDINE</span></strong> che guidano la serie A2 perché ci obbligano a tifare soltanto per una di loro considerando la regola della promozione dal bucoi più piccolo della serratura di A1. Speriamo che qualcuno riesca ad essere chiaro molto prima che arrivi primavera. Ci serve un campionato tosto in Legadue, ma è anche giusto dire che la protgezione per chi affronta seriamente la primna serie toglie almeno l’angoscia di dover dar retta ai piccoli Zamparini che crescono pure nel basket.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">alla FEDERBASKET</span></strong> che ha dovuto rinunciare alla candidatura europea perché ci eravamo illusi che con lo sposalizio RCS sarebbe stata nuova vita, perchè eravamo convinti che di avere una spinta per andare sull’astronave Armani al Palalido e per atterrare su arene diverse da quelle dove anche oggi si fa fatica a domare i cronometri, a sistemare bene la gente, a vivere un avvenimento senza farsi martoriare da sedili sadomaso e senza dover ammettere che con la prostata in fiamme si deve stare a casa e non nei palazzi.</p>
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		<title>Da Siena a Sassari, smentendo Pianigiani</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 12:59:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da Tomellosso, Spagna, Villa Real, perché contrariamente a quello che pensa Simone Pianigiani preferiamo il sistema spagnolo al nostro, ma su questo torneremo camminando insieme a Francisco Garcia Pavon e al suo commissasrio Plinio che ha tanto da dire sulla visione e le lapidi degli anziani. Comincia l’ottantanovesimo campionato di basket. Comincia tardi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">da Tomellosso, Spagna, Villa Real, perché contrariamente a quello che pensa Simone Pianigiani</span> <span style="text-decoration: underline;">preferiamo il sistema spagnolo al nostro</span></strong>, ma su questo torneremo camminando insieme a Francisco Garcia Pavon e al suo commissasrio Plinio che ha tanto da dire sulla visione e le lapidi degli anziani. Comincia <strong>l’ottantanovesimo campionato di basket</strong>. Comincia tardi e ce ne pentiremo a giugno. Comincia scuotendo campanellini di madreperla, sprecando tempo e denaro per raduni senza una vera anima, senza la scintilla della novità ed è per questo che non ci siamo sentiti in colpa quando <strong>Dino Meneghin</strong> ci ha chiesto perché non avevamo avuto <strong>neppure una riga per la presentazione</strong> <strong>all’Arena del Sole</strong>. Cercare formule nuove, sedersi a tavola, magari, per bere vino nuovo, vino giovane, ma anche per cercare di copiare quello che gli altri fanno meglio di noi. La Spagna lo fa e non è vero che hanno soltanto due squadre importanti perché<strong> il titolo è andato a Vitoria</strong>, perché <strong>i loro palazzi</strong> <strong>sono moderni e sempre pieni</strong>, mentre i nostri fanno quasi tutti pena e nelle grandi città ci sono dei vuoti che fanno male al bilancio e pure all’anima dei mortacci nostri. <strong>Certo si poteva cavalcare la polemica</strong> innescata dall’allenatore numero uno quando ha cercato di far capire che i successi di Siena nascono dal lavoro e dalle idee, ma non volevamo dare la tromba in mano ai colleghi<span id="more-1898"></span> del nuovo prence che facevano gli offesi davanti ai loro presidenti cercando di spiegare che pure loro pasano tante ore in palestra, per la verità c’è il dubbio che molti si sentano con la coscienza a posto perché stanno tanto tempo al video per studiare i punti deboli dei nemici, ma nella sostanza, e lo diciamo a tutti, dal primo all’ultimo, <strong>sono i fatti quelli che chiariscono tutto</strong>: cercate di giocarte meglio e fate crescere davvero i giovani talenti che avete per le mani. Il sistema non permette di sperimentare perchè se sbagli trovi la valigia pronta sulla porta ? Una verità, ma esiste anche la voglia di tuffarsi dalle rocce più alte e questo dovrebbe ispirare la carriera di tanti buoni allenatori che sembrano però <strong>prigionieri nella biblioteca tipo quella del Nome della Rosa dove nessuno osava andare a cercare quello</strong> <strong>che avrebbe potuto rivoluzionare il sistema</strong>. Bella la scuola tecnica italiana,ma, accidenti, cosa dire allora di quelle proposte da Spagna, Croazia, Serbia, Lituania, Francia, Grecia, Turchia, Germania tanto per restare su quelle europee che al mondiale si sono battute più o meno bene, ma loro c’erano, e nei campionati giovanili arrivano sempre davanti all’Italia?</p>
<p><strong>Presentazione con l’obbligo di fare anche pronostici, una fase delicata,</strong> necessaria, la famosa zona d’ombra del &#8220;qui lo dico e qui lo nego” perché come suggeriva <strong>Ferdinando Minucci</strong>, vero numero uno del sistema, bisogna aspettare almeno tre mesi di campionato per capire chi ha pescato bene, chi ha lavorato meglio, chi ci farà alzare in piedi come è accaduto l’anno scorso guardando Cantù, Caserta e Montegranaro. Comunque sia andiamo con la griglia di partenza:</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Prima fila</span></strong>: <strong>SIENA </strong>perché ha cambiato uomini, ma sotto lo scudetto porta sempre lo stesso cilicio e per batterla si dovrà andare a cento all’ora senza perdere troppi palloni. <strong>MILANO</strong> perchè, come dice il presidente Proli, i dolori e le finali hanno fatto capire gli errori commessi, perché il gruppo è più sano, più forte fisicamente, perché lo scudetto è l’obiettivo, ma non sarà inseguito facendosi prendere dall’isterismo. Ora bisogna vedere se tutti quelli coinvolti nel progetto avranno nervi saldi e testa lucida.<strong> ROMA</strong> perché arriverà più tardi, visti gli infortuni del precampionato, ma se hai nove giocatori sopra i due metri e Tanjevic nel pensatoio allora puoi aspettare e crescere bene. <strong>TREVISO </strong>perché Repesa è un maestro, perché in casa Benetton si sono rimessi tutti a tagliare gli alberi del Montello per una nave da dogi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Seconda fila</span>: CANTU&#8217;</strong> se non si fa prendere dall’angoscia di essere tornata società faro, se non si aspetterà di soprendere tutti come l’anno scorso perché ora sono gli altri ad avere il forcone in mano. <strong>BRINDISI </strong>dove c’è tutto per fare bene, peccato che manchi un palazzo adatto, ma gli uomini che la guidano sono tutti di prima qualità anche se la panchina sembra un po’ corta. Virtus <strong>BOLOGNA</strong> nella speranza che nessuno parli al mannovratore Lardo prima che possa mettere insieme un gruppo con dentro tante buone qualità, forse non il massimo del talento, ma è presto per dirlo. <strong>MONTEGRANARO  </strong>che in mano a Pillastrini può fare altri passi avanti perché ha una rosa molto competitiva e l’ambiente inventa eroi anche se appaiono un po’ logori. <strong>AVELLINO</strong> perché ha ricreato la famiglia dopo essersi liberata dell’egoismo, perché ha dentro il fuoco di casa Ercolino.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Terza fila:</span> </strong><strong>PESARO</strong>, un altro posto dove prima è stata ricostruita la casa e poi la squadra. Potrebbe fare la mina vagante se al palazzo andranno amici, tifosi e non supercritici insoddisfatti e con la testa voltata sempre indietro.<strong> BIELLA</strong> perché hanno idee, hanno giovani talenti, hanno quell’entusiasmo che serve per non dimenticare i pasticci dell’ultima stagione dopo le maraviglie di due anni fa.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Quarta fila:</span> </strong><strong>VARESE</strong> se i nuovi capiranno l’affetto di Masnago, se non ci sarà la voglia del tutto e subito, se, come dice Recalcati, la gente aspetterà a fare i conti alla fine e non dopo le prime partite. <strong>TERAMO</strong> perché ha un grande allenatore, perché non ha mai avuto paura di mangiare pane e cicoria.<strong> CREMONA</strong> affidata ad un giovane tecnico sloveno che sa scavare nella miniera. L’importante è che la società non si faccia prendere dal panico. <strong>SASSARI </strong>una neo promossa che cerca amore, ma anche qualche bella sorpresa. Bravo merlo, ma la griglia cosa vuol dire? Niente, cari amici, era soltanto una scusa per dire quello che ci passa per la testa oggi, molto prima che gli arbitri alzino la palla al centro del campo.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=j" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Nella reggia di Caserta ha vinto soprattutto Re Giorgio, poi quella ricca signora finalmente con un&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 18:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>OSCAR ELENI</strong></em> <strong>dalla reggia di Caserta dove Giorgio Armani beve alle</strong> <strong>cascatelle dedicate a Venere e Adone</strong></span>, purificando la mente, lo spirito, dopo essere stato nella reggia del basket. Diciamo che<strong> è stato lui a</strong> <strong>rigenerare le cellule grige della ciurma Armani</strong> con l’aperitivo giusto, sicuramente la sua spalla, tonificata alle terme di Ischia, <strong>ha dato conforto al maresciallo Proli</strong> che magari sbaglia, ma sa riprendersi dalla sfortuna e poi trova anche combinazioni giuste quando gli avversari non sanno più dove cercare ossigeno: <strong>l’anno scorso con Biella, quest’anno con la</strong> <strong>Pepsi</strong> che avrà pure fatto una stagione straordinaria, ma ha mancato tutte le porte d’entrata. <strong>In Coppa Italia fuori contro la Virtus</strong> a pochi chilometri da casa, in campionato<strong> meno</strong> <strong>41 contro Siena</strong>, nei plaoff due sconfitte in casa contro la Milano che sembrava <strong>prigioniera del caporale</strong> <strong>Bucchi </strong>prima di liberarsi dal cerchio di ferro che la legava come gruppo, che la faceva sembrare una <strong>bella senza l’anima</strong>, una ricca signora, perché bisognerà pure ricordare che <strong>questa Armani costa come</strong> <strong>Siena,</strong> che la squadra buttata fuori dall’Europa e dalla Coppa Italia ha fatto cose discrete, ma sul discorso qualità prezzo soltanto questa finale, la seconda consecutiva, <strong>vale davvero per differenziarla da Roma</strong> che ha speso altrettanto raccogliendo in pratica solo il titolo di signora omicidi per i grandi record della <strong>Mens Sana</strong> fermata nei giorni in cui<strong> Boniciolli</strong> si era illuso di avere in squadra italiani con la stessa fame e la stessa rabbia di <strong>un Michelori, un Di Bella, un Mordente. </strong>A Caserta la quinta partita è stata <strong>vinta non da chi è stato perfetto</strong>, perché se Bucchi trova perfetta una squadra che ha perduto <strong>18 palloni</strong> e si è trovata sul velluto perché gli altri, sfiniti, facevano poco più del 50 per cento ai tiri liberi, un 14 su 27 che dice abbastanza a chi non ama imbrodarsi autolodandosi, allora siamo davvero davanti a quella parete casertana dove <strong>nel 1876 i delegati sabaudi</strong> <strong>scoprirono il bidet. </strong>Eh sì, nel rapporto a casa Savoia<span id="more-1837"></span> fecero sapere di aver trovato bacili a forma di chitarra dall’uso sconosciuto dentro la Reggia del <strong>Vanvitelli</strong> dove è passata tanta storia. Diciamo che il Bucchi si è sentito uno dei grandi esploratori del <strong>pianeta Naboo</strong>, quello dove <strong>il regista Lucas</strong> faceva nascere il mondo di Star Trecks ispirandosi al barocco italiano di Caserta. Lui che fino alla bella vittoria di giovedì notte sembrava più adatto ad interpretare un film diventato famoso e girato sempre a Caserta: <strong>un po’ Papocchio di Arbore, un po’ Speriamo che io me la cavo</strong>. Gli è andata bene e, come diceva Napoleone, se hai al servizio gente che se la cava a prescindere allora è giusto che ora Milano vada verso le finali di Siena con questo slogan mourignano: &#8220;La pressione è tutta sulle loro spalle&#8221;.</p>
<p><strong>E’ proprio vero che sul carro delle vittorie salgono in tanti, è verissimo che il</strong> <strong>successo fa straparlare e stupisce che Mordente</strong>, proprio lui che un tempo ciondolava la testa pensando alla sua vita in quella Milano dove era tornato dopo l’esilio a cui lo avevano obbligato i Corbelli’s boys, si sia sfogato nel dopo gara <strong>contro la Milano che sputava addosso alla squadra</strong>. E’sicuro che sputassero a lui, a Rocca, in certi giorni a Bulleri, ultimamente a Maciulis? Momenti di luce e di ombra mentale come direbbe <strong>il re Giorgio</strong> che ha dato una bella prova a tanti proprietari presentandosi ovunque, anche dove sapeva che lo avrebbero insultato o preso in giro. <strong>Gli piace la battaglia e poi a Caserta lo hanno</strong> <strong>trattato proprio come devono essere omaggiati gli artisti</strong>. Comunque sia questa vittoria e questa seconda finale consecutiva, la terza da quando ha deciso di occuparsi del basket milanese, dovrebbe garantire tutti sul futuro dell’Olimpia. Dopo emozioni del genere, dopo aver scelto i suoi uomini e condiviso con loro critiche e festeggiamenti non ci sono più dubbi: resterà per sempre. <strong>Una fortuna per tutti</strong>, così come non meriterebbe una Lega che avrà sicuramente fatto i conti su come rimbalza nel mondo intorno a lei questa programmazione demenziale che ora tocca il suo <strong>Everest </strong>con le finali notturne alla stessa ora e in pieno mondiale calcistico. Per fortuna l’Italia non incrocia, ma <strong>Brasile, Francia, Inghilterra</strong>,<strong> Spagna, Argentina purtroppo sì.</strong> Pazienza dicono i fedelissimi di chi ha scoperto i bacili a forma di chitarra e prima <strong>non si era mai lavato a fondo e in</strong> <strong>fondo.</strong></p>
<p><strong>Pagelle di fretta per lasciari i direttori dei siti alle loro buche:</strong></p>
<p><strong>10<span style="text-decoration: underline;"> a AVELLINO</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>che rimette in pista il Paron ZORZI</strong></span> “ rubandolo” alla sua Reyer. Una bella scelta per chi dovrebbe entrare nella porssima Hall of Fame italiana che festeggerà i suoi grandi, quelli scelti nel 2009, a Monza quando sarà presentata la Nazionale.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">al presidente CAPUTO</span></strong> di Caserta perché quando ha capito che i suoi avevano dato proprio tutto, quando ha visto Jones andare in sala rianimazione, lontano da elogi esagerati, si è messo in trincea, ha aspettato il gong, si è battuto e, alla fine, ha ringraziato, meditando sul domani che sarà senza il muro di ferro del Coldebella che in una stagion e ha co nvinto Treviso di essere l’uomo giusto.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">a Mike HALL</span></strong> tornato nel mondo delle parabole giuste uscendo dalla sua personalisasima guerra delle stelle. Glielo auguravamo dal giorno in cui lui e Michelori accompagnarono Beppe Boggio al camposanto. Pazientare con lui, sperare con lui è stato il segreto del Bucchi che ora se la ride.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">al SABATINI</span></strong> che gira per le grandi chiese del basket avendo accettato adesso di tesserarsi finalmente come presidente del Gira. Se va in porto questa operazione alla spagnola, con la società satellite che prepara davvero i giocatori per la serie A avrà vinto molto più di tanti altri suoi avversari, anche se l’operazione è già avanti nella solita Siena. Quando agisce, crea e non straparla ha pochi rivali.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">a Barbapapà SACRIPANTI</span></strong> per la bellissima stagione, per aver finalmente tirato un calcione ad una sedia quando ha visto i suoi re magi sbagliare di tutto e di più nella partita dove, forse, sarebbe bastato sbagliare di meno per uscire a raccontarci la storia del basket visto dal monte Ida.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">agli ALLENATORI</span></strong> se riusciranno a spiegarci, come se avessimo dei anni direbbe l’avvocato di Filadelfia che se la prende con Peterson appagato dal successo nell’hockey della sua Chicago, cosa succede visto che le società liquidano anche quelli che hanno fatto bene. Una questione di soldi? Di pelle? Di palle? Ce lo spiegherà Virginio Bernardi nella convention dei suoi assistiti a Siena fra la prima e la seconda finale? Speriamo.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">al MONTENEGRO di Vujosevic</span></strong>, avversario durissimo di Azzurra, che vorrebbe spaventarci arruolando tutti i migliori, dal naturalizzato Cook e Pekovic. Non sanno che noi abbiamo ragazzi armati dal sacro fuoco. Non si sono allenati anche se erano sotto contratto, ma si sono finalmente riposati e vedrete che faranno strage.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">a Simone PIANIGIANI</span></strong> per averci fatto sapere che in nazionale vuole soltanto gente che sappia farlo vincere perché in questo modo i suoi colleghi diranno che è troppo facile, perché dovrà davvero spiegare tante cose a chi pensava che si alzasse al mattino e guardasse verso la Val Montone aspettando la paga di Minucci.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">al leone MORDENTE</span></strong> che non vedeva l’ora di schiacciare in faccia a chi era stato troppo critico con l’Armani. Secondo lui Eurolega, Coppa Italia e campionato erano stati momenti di purificazione incompresi da chi, negli anni, sapeva valutare i Rocca, i Mordente, ma anche i McAdoo e i Meneghin. Da chi non riesce ancora a credere che sia questo il massimo per una squadra che costa così tanto e che è amata così tanto, ma non a prescindere.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">ai &#8220;PRODIGI&#8221; </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">dei campionati giovanili</span></strong> che vanno in campo con la faccia da Kobe Bryant e non fanno niente per aiutare compagni sfigati costretti a chiudere la loro carriera nel rimpianto che imprigiona i non talentuosi. Dire che certa gente tira come nessun altro, succede per Balotelli, per Ale Gentile, non vuol dire aiutarli a crescere. Il campo pretende anche tante altre cose e anche la vita.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">a superleone MICHELORI</span></strong> che davanti al microfono, dopo l’eliminazione, ha fatto sapere che a 32 anni si sente vecchio per andare a faticare in nazionale. Lo capiamo, ma non può lasciarci coi cicisbei capaci di illudere soltanto i Petrucci, gli agenti petosi e lucragnosi, i presidenti esposti ogni giorno al canto dei loro dirigenti Circe, alle bande cantanti di tuttta Italia. Quando venne per l’ultimo viaggio di Beppe Boggio, uno che era niente, ma sicuramente era tutto in una società, ci sembrava di ferro. Non vogliamo essere delusi.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=-" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Minucci rinchiuso nello sgabuzzino dove Repesa manda Gentile a far la sauna&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 17:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                   di CLAUDIO PEA
Fatemi capire perché mi potrò anche sbagliare ma non ci capisco più un tubo. O quasi. Ferdinando Minucci, il signore del Montepaschi Siena, e la sua signora Rosanna sono coperti eufemisticamente d’improperi mentre prendono posto alle mie spalle sui banchetti di scuola della tribuna-stampa del Palaverde qualche minuto prima della palla a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                   <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fatemi capire perché mi potrò anche sbagliare ma non ci capisco più un tubo. O quasi. Ferdinando Minucci, il signore</strong> <strong>del Montepaschi Siena,</strong> <strong>e la sua signora Rosanna sono coperti</strong></span> <strong><span style="text-decoration: underline;">eufemisticamente d’improperi</span></strong> mentre prendono posto alle mie spalle sui banchetti di scuola della tribuna-stampa del <strong>Palaverde</strong> qualche minuto prima della palla a due <strong>tra Nicevic e Eze</strong> di gara tre dei quarti di finale. Il tempo neanche di sedersi che si devono già alzare e di lì sloggiare su due piedi perché l’atmosfera intorno è a dir poco greve o, come direbbero quelli della<strong> Banda Osiris</strong>, il clima è più da corrida che salottiero. Succede. Magari non nelle migliori famiglie, ma può succedere. Segnalare comunque lo sgradevole episodio mi pare il minimo che dovesse fare<strong> chi fa il mestiere del</strong> <strong>cronista e non dell’incensatore</strong>. Così come mi sarei aspettato le pronte scuse dei benettoniani a Minucci <strong>rinchiuso a vedere la partita in uno</strong> <strong>sgabuzzino della soffitta del custode dove Repesa</strong> manda di solito <strong>Alessandro Gentile</strong> per far la sauna e dimagrire di quei chili che il bravo figliolo di Nando sta mettendo insieme sui fianchi ma anche sul sedere. E<strong> invece a Treviso fanno addirittura gli offesi</strong> precisando sul sito del mio amico<strong> Hruby</strong> che i tifosi beceri sono dalla parte opposta della tribuna dei giornalai, mentre in quella curva siedono vecchi abbonati e persone per bene. Sì, è vero, ma con le vene del collo gonfie a dismisura, gli <strong>sputi dei lama</strong> ed un linguaggio più da camionista d’osteria che da sagrestano della parrocchia di <strong>Carità</strong>, frazione di <strong>Villorba</strong>, dove <strong>Gilberto Benetton</strong> ha costruito la sua chiesa consacrata al basket e alla pallavolo.</p>
<p><strong>Fatemi capire perché mi è difficile comprendere perché Cremona non ha</strong> <strong>confermato Caja</strong> alla guida di una squadra che era già con un piede in<strong> Legadue</strong> (8 punti in 16 partite) quando l’Artiglio pavese l’ha presa per i capelli e l’ha salvata dal gorgo dei dannati vincendo sei volte su dodici ed espugnando proprio il <strong>Palaverde </strong>e addirittura il tempio delle <strong>V nere di</strong> <strong>Claudio Sabatini</strong> con il <strong>Milic</strong> che nessuno più poteva vedere. Ora non ho il piacere di conoscere il presidente <strong>Secondo Triboldi della Vanoli</strong> e quindi non ho la confidenza di chiedergli cosa gli abbia mai fatto <strong>Caja</strong> di così tremendo per mandarlo via e pagargli lo stipendio per un’altra stagione, ma ho letto una sua dichiarazione che mi ha fatto strabuzzare gli occhi e capire molte cose: <strong>“Mi dispiace non aver vinto a Siena così ci saremmo potuti</strong> <strong>salvare prima dell’ultima di campionato&#8221;</strong>. Come no? Difatti al <strong>PalaMensSana </strong>ha vinto in quattro anni di regular season solo <strong>la Benetton</strong> <strong>di Repesa</strong> flagellando il canestro di Siena anche dall’oratorio della <strong>contrada della Tartuga</strong>. Evviva! <span id="more-1795"></span>E’ che dovremmo farci tutti una bella scorpacciata di pastiglie al fosforo per la memoria e ricordarci come stavamo male prima di aver dato retta al medico che ci consigliava di buttar via le <strong>Marlboro</strong>. Adesso infatti che scoppiamo di salute potremmo anche riprendere a fumare: tanto a smettere che ci vuole?</p>
<p><strong>Aspettando la bella tra Cantù e Bologna per sapere chi affronterà il</strong> <strong>Montepaschi in semifinale</strong>, credo il team di <strong>LardoLino,</strong> anche se più se lo meriterebbe la <strong>Ngc di Andrea Trinchieri</strong>, <strong>l’Ivan Basso</strong> si veste di rosa <strong>sull’Aprica,</strong> il Belpaese della bici sventola i tricolori e si dimentica di quando lo pizzicarono con le dita nella marmellata. Fatemi capire pure questa che dopo potrò anche impazzire. Oppure vogliamo parlare dell&#8217;<strong>ecumenico Boniciolli</strong> che riceve consensi dalla destra e dalla sinistra del basket nel cestino e non è messo in discussione nemmeno se becca nei quarti <strong>un secco 3-0 da Caserta</strong>? Quando arrivò nella capitale per sostituire <strong>Nando Gentile</strong> disse a <strong>Claudio Toti</strong> davanti a fidati consiglieri: “Io con questa squadra arrivo in semifinale a occhi bendati”. Difatti. Ed ebbe il coraggio pure d’aggiungere: <strong>“Se non sono poi un coglione, mi gioco lo</strong> <strong>scudetto con</strong> <strong>Siena”.</strong> Sì, a tressette col morto. Quando riuscì a mettere sotto Siena, sparò convinto e serio: “Oggi è probabilmente finito il ciclo vincente del Montepaschi ed forse è iniziata la nuova era romana sotto il segno della<strong> Lottomatica</strong>”. O kappa, ma intanto <strong>Giachetti e Gigli</strong> sono già al mare e aspettano ansiosi solo la chiamata di <strong>Pianigiani </strong>per spararsi nelle vene anche un po’ d’aria pura di montagna <strong>nel ritiro di Bormio</strong> con la nazionale. Dove spero Simon Mago chiami <strong>Marco Carraretto</strong> e lasci perdere <strong>Superbone Vitali</strong> che ha saltato la terza sfida dei playoff con la Pepsi, ma che non è servito neanche in questa occasione a <strong>Boniciolli</strong> almeno come alibi per giustificare l’incredibile e<strong> ingiustificata resa a Caserta.</strong> Sarebbe stato il massimo dei massimi che forse neanche <strong>Cicciobello Tranquillo e l’Orso Eleni</strong> gli avrebbero stavolta fatto passare per una scusa buona.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Se fossi foco brucerei la Gazzetta dei coriandoli che ride con Severgnini&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 18:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI ai piedi della scalinata Potemkin nel cuore di Odessa, vedendo la carrozzina di Ejzenstein scendere inesorabilmente verso il mare del silenzio, quello dove vorresti immergerti cercando l’abisso che serve per isolarti dal dolore. Paola Porelli che ha cercato in tanti modi di farci dimenticare la storiella suu chirurghi con mano dolce, ma pensiero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://image.guardian.co.uk/sys-images/Film/Pix/pictures/2008/01/31/potemkin2460.jpg" alt="" width="250" height="178" /><strong><em>OSCAR ELENI</em><span style="text-decoration: underline"> ai piedi della scalinata Potemkin nel cuore di Odessa,</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">vedendo la carrozzina di Ejzenstein scendere inesorabilmente verso il mare del silenzio, quello dove vorresti immergerti cercando l’abisso che serve per</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">isolarti dal dolore.</span></strong> <strong>Paola Porelli</strong> che ha<span style="text-decoration: underline"> </span>cercato in tanti modi di farci dimenticare la storiella suu chirurghi con mano dolce, ma pensiero debole sulla filosofia dello stare bene senza i pezzi del tuo corpo che si sono presi, ha deciso che senza l’avvocatone non aveva quasi più senso guardare persino i nuovi ragazzi della sua<strong> famiglia Virtus. </strong>Con l’ironia di sempre ha deciso prima di chiudere la finestra sul mondo, poi, dopo aver salutato i fedelissimi Matteo, Mario, Lorenzo, ha deciso che aveva voglia di andare a scoprire se anche in un’ altra dimensione deve esserci<strong> un</strong> <strong>pianeta Porelli</strong> dice la scienziata Margherita Hack, il suo <strong>Gigi Torquemada</strong> aveva trovato il modo di macchiarsi la cravatta, la camicia, la giacca, il maglione, urlando al capo degli angeli, o, magari, anache al capo dei diavoli, che la macchia è libertà.</p>
<p><strong>- Ma dai, Gigi, non vedi che state esagerando con la vodka di Odessa, guarda la camica, guarda che macchia.</strong></p>
<p><strong>- Nando</strong> ( lui la chiamava così dopo aver confessato che quando si erano incontrati gli piaceva quella grinta in sorriso con velluto) <strong>non mi rompere, le</strong> <strong>camice si lavano, le giacche si puliscono, ma vuoi mettere come si sta bene</strong> <strong>quando si è liberi.</strong></p>
<p>Va bene, cara Paola, si prenda pure le nostre lacrime<span id="more-1595"></span> da coccodrilli di palude e vada avanti a sentire se l’Avvocato ha già deciso che la prima suite sul mare della tranquillità la daranno sempre a voi. Noi siamo ancora nell’isola di chi vola sospeso, preoccupati che <strong>Dan Peterson</strong>, questa volta, si rialzerà con fatica perché adesso abbiamo scoperto che <strong>all’Avvocato doveva tutto</strong>, lo rispettava, lo seguiva, lo considerava il suo guru in Eurolandia, ma era nel collegio famiglia della Virtus, quello che era scuola di vita ed aveva una regina come madre di tanti ragazzi in viaggio senza sapere dove sarebbero andati a finire dopo la gloria sportiva, dove lui, viaggiatore avido di capire altri mondi, partendo da<strong> Evanston</strong>, si sentiva protetto, dove ascoltava la musica di parole che ora non ci saranno più. Con questo stato d’animo, sapendo che la <strong>Virtus </strong>sarebbe andata ad un partita farsa in quel di<strong> Napoli</strong>, senza che molti si potessero accorgere del lutto che aveva sulle maglie, ci è venuta la rabbia del <strong>contradaiolo senese della Civetta</strong>, quel <strong>Cecco Angiolieri</strong> <strong>che se fosse</strong> <strong>stato fuoco avrebbe bruciato lo mondo</strong>. Lo prendiamo in parola e lo preghiamo di aiutarci a fare la stessa cosa adesso che abbiamo scoperto <strong>sulla</strong> <strong>Gazza dei coriandoli</strong> che tira più una farsa Nba  di tutto questo campionato al traino di <strong>Siena che ora si sente accusare anche di essere la rovina per gli</strong> <strong>altri</strong>, da quando, sono quattro anni, vince e lascia soltanto qualche briciola, ma anche di se stessa perché, dicono i soloni, non avendo competizione seria nel suo campionato poi è impreparata al basket fisico dell’<strong>Eurolega </strong>dove adesso svernano arbitracci da colonna infame. La Gazza degli orgasmi ci fa tenerezza, ma ricorda tanto il povero basket che fa di tutto pur di non affidarsi a gente competente della materia: <strong>dopo Cannavò un bel</strong> <strong>filotto con direttori che non vengono dallo sport</strong>. Tanto, dicono, quelli dello sport si accontentano di tutto se hanno sopportato certa gentaglia, se ridono con <strong>Severgnini </strong>e se hanno <strong>beatificato persino Biscardi</strong> e le tragiche maschere proposte nel tempo. Anche questa pallacanestro italiana, che finge di rimpiangere dopo averli scacciati, combattuti, ignorati, umiliati, <strong>i Porelli,gli Allievi, i Bogoncelli, i Bulgheroni, i Dorigo, i Parisini, i Cappellari, i</strong> <strong>Giancarlo Sarti, i Crovetti, i Peterson, i Rubini, i Tracuzzi, i</strong> <strong>Corsolini,</strong> insomma questo nuovo generone di furbetti del quartiere, ha una grande abilità nel promuovere chi non ha quasi niente da proporre nel torneo delle idee.</p>
<p><strong>Se fossimo foco dovremmo bruciare chi pensa di animare uno spettacolo</strong> <strong>sportivo</strong>, una partita importante, mandando musica al massimo volume, inventandosi per la centesima volta, la formula al di là e al di sopra del gioco. Tutta gente che va in uno spogliatoio, prima di partite determinanti, di spareggi, urlando ai giocatori &#8220;Mi raccomando, concentrati&#8221;. Roba da ridere, da impalamento, ma così vanno le cose. <strong>Se fossimo foco bruceremmo</strong> il <strong>contrallo dell’Armani con Mike Hall</strong>, ma anche con chi lo ha preso e lo protegge, manderemmo sul rogo chi si è inventato l’insulto per l’ex di turno, <strong>Cotani </strong>preso a pernacchie nella <strong>Biella</strong> dove era convinto di aver lasciato qualcosa,<strong> Boniciolli</strong> insultato dalla stessa <strong>Avellino</strong> che gli aveva promesso monumento equestre dopo la vittoria, l’unica nella loro storia, in <strong>Coppa Italia</strong>. Bruciare chi ha convinto <strong>Pianigiani</strong> ad accettare <strong>questa nazionale</strong> perché ogni volta che vedi i candidati all’azzurro ti viene un freddo nelle ossa da gita in<strong> Groenlandia</strong> in maniche di camicia. Beno male che<strong> il presidente del Coni Petrucci</strong> <strong>è a Vancouver</strong> per ballare quando<strong> il</strong> <strong>segretario Pagnozzi canta nella Casa Italia</strong> così accogliente, perché non sapremmo spiegargli cosa succede a Roma quando ha tutti gli italiani disponibili: nel bosco di Avellino, davanti ai lupi di Pancotto, i ragazzi d’oro hanno fatto strage di <strong>4 in pagella</strong>, ma, si sa, loro sono superiori, poi vanno a parlare con i sostenitori della scuola italiana dell’obbligo e si rasserenano. Noi ci teniamo ancora stretti a<strong> Basile, Marconato, Galanda, Mordente, Michelori</strong>, <strong>Di Bella</strong>, ma sappiamo che non andremo lontano neppure con il loro modo di vivere questo sport, pronti a scommettere che in agosto non vedremo in Italia i tre della Nba . Da cosa lo abbiamo capito? Istinto. Animalesco istinto, ma, come dice<strong> Ettorre Messina</strong> che è già in quaresima sulla pradera di san Isidro, inutile mettersi fuori dall’aeroporto con il cappello in mano e la limoujsine pronta per giovanotti che già si divertono nell’atmosfera della notti stellate Nba. <strong>Se fossimo fuoco andremmo ad</strong> <strong>Avellino per scaldare una Coppa Italia che sembra nata focomelica</strong>, fra sorteggi sospetti, con un programma demenziale, con alleanze che diventeranno odio appena le luci saranno spente. Se fossimo foco diremmo ai senesi di respirare profondo e di regalarla questa Coppa Italia, così avremo l’illusione che chi comanda nella città dei canestri ha deciso di scegliersi sfidanti con la goccia d’oro. Non è così anche se <strong>Caserta</strong> rappresenta qualcosa di speciale e non soltanto perché <strong>dopo 19 anni è tornata vincere sul</strong> <strong>campo di Milano</strong> dove con la maglia taroccata Olimpia giravano<strong> i</strong> <strong>fringuelli</strong> <strong>dell’ornitologo Bucchi</strong>, del tenero<strong> Livio Proli</strong> che sembra soffocare quando intorno c’è soltanto il sottofondo del bisbiglio di chi sfrutta le fasi morte di una partita per poter parlare con il vicino chiedendo quasi sempre la stessa cosa: ma sono davvero i secondi o i terzi del campionati quei tipi lì con la casacca Armani? Certo che lo sono, anche se le rivelazioni dell’anno sono a Caserta e a Montegranaro, in attesa di capire tutto il resto mentre Boniciolli finge di essere diventato capo minatore con anima dolce dopo lo schianto di Avellino, il magone irpino, dove <strong>Repesa </strong>chiede scusa ad <strong>Esposito,</strong> il Vincenzo che ha scoperto di odiare i giocatori simili a lui e ai suoi amici più cari di un tempo che fu, perché ha scoperto dal Diablo, allenatore in Trento, che <strong>il male vero del basket italiano sono gli allenatori stranieri</strong>. Lui è l’unico rimasto, è rientrato in corsa, ma non sapeva di aver avvelenato la fonte. Confusione del cronista coriandolo che non ha neppure fatto notare il peccato di voce? Forse si riferiva agli stranieri che, come uccelli di rovo, passano, lucrano e migrano.</p>
<p><strong>Volete anche le pagelle? Peggio per voi:</strong></p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">al MICHELORI</span></strong> che ha sdrumato il povero Mike Hall, che ci ha messo tutto quello che aveva per ricordare bene chi era e cosa avrebbe potuto dare prima di scontrasrsi con mastro volpe nella Milano con memoria, non quella astiosa di oggi dove un piccolo borosauro affronta ex giocatori, negandogli omaggi, con la domanda: ma tu cosa hai fatto per l’Olimpia? Quelli, sbalorditi, umiliati, indicano le due stelle dei 25 scudetti sulle maglie, quello non capisce. Avevate dei dubbi? Chiedere all’ufficio turistico modenese.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">al BRUNNER</span> di Montegranaro</strong> che avrebbe fatto davvero comodo a questa Biella in caduta libera. Sono tipi come lui, come il Rocca sano, come Kenney, come Sojourner che resteranno per sempre nel cuore, come Raga festeggiato nel suo ritorno a Varese per il Ponte del sorriso.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">a GALANDA</span> e</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">CHILDRESS</span></strong> che hanno pilotato Varese in una vittoria fuori casa che potrebbe valere oro, che è diventata sollievo per il dolore del Gianfranco Castiglioni che al basket andava sempre con il suo fedele Diego che adesso lo ha lasciato solo.</p>
<p><strong>7<span style="text-decoration: underline"> ai MATURI BASKETTARI</span></strong> di Magnoni e Dal Pozzo che hanno deciso di radunarsi nella terra magica di Castrocaro, il feudo dell’indimenticato Battistini che ai tenori cani consigliava il pareggio quando stonavano nelle albe vincenti, adesso ne troverebbe tanti fra i dirigenti dell’italbasket. Appuntamento ad Aprile. Speriamo di farcela proprio tutti, potrebbe essere l’occasione giusta per i riconoscimenti dei nuovi entrati nella Hall of Fame dopo le rinunce ad Avellino. Affidatevi a Raffoni ed avrete qualità e affetto.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">all’indomito ex arbitro SIDOLI</span></strong> che ha portato a Quattro Castella gente nobile da premiare, gente giusta, ma il suo capolavoro è stato quello di essersi ricordato del Pedro FERRANDIZ hidalgo gentile, raffinato, intelligente, ex rivale del suo amico Rubini quando era al Real, l’uomo che nel museo di Alcobendas ha la storia di questo sport.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">ai TRUCIDI</span></strong> che vorrebbero impedirci di celebrare il campionato italiano dei filippini, quello vinto dal gruppo di San Felice, Milano zona Forlanini, città giardino dicevano una volta, forse lo dicono ancora, sul mitico campo bolognese dello Sferisterio, quello del basket femminile ai tempi di Baratti, quello dell’epopea legata al Civola.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Mike D’ANTONI</span></strong> un po’ perché i suoi<strong> KNICKS</strong> ci fanno passare delle brutte notti, ma anche per non aver dato nessuna assicurazione sul Gallo azzurro. Che fosse imbarazzato lo si è capito nella scarna storia americana del duo <strong>DAN e DINO</strong>. Mondi diversi, come quando erano re di Milano, magari si stimavano, ma non era proprio uguale la condivisione della vita intorno al gioco. L’unica cosa che li univa, sempre, era la voglia di successo.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline">ai CRITICI</span></strong> che hanno trattato male l’ultimo lavoro di <strong>Federico MOCCIA</strong>, l’artista che ha legato il suo marchio AMORI alla Fortitudo sempre in pericolo di estinzione se tutti i suoi innamorati veri non faranno un assemblea permanente con il responsabile dei tifosi Pellacani per arrivare alla soluzione antifallimento. Soltanto per questo gesto tutto quello che scrive, canta, produce, merita dieci.</p>
<p><strong>2</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">ad Andrea BARGNANI</span></strong> che per spiegarci la nuova dimensione raggiunta con i Raptors racconta in questo modo la scoperta della serenità:  &#8220;Io tiro appena vedo luce, se segno bene, altrimenti pazienza&#8221;. Già.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">al CROSARIOL</span></strong> che sul campo di Avellino cercava di far capire a tutti, meno che all’allenatore, cosa gli stava passando per la testa mentre gli avversari passavano sul suo fantasma. Certo era impegnato nel famoso ciapa no esoterico con Vitali poco vitale, con Gigli poco candido, con Datome vicinissimo a dacome?, con Giachetti rimasto senza alamari sulla spalla che faceva male ogni volta che giocava male.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">alla LEGA</span></strong> come premio speciale per la Coppa Italia che sta per partire. Mettere le due squadre campane alla prima giornata, lasciare il vuoto per la seconda, è un capolavoro che qualifica tutto il resto, calendari, soste, orari, accidia nel caso Napoli, ignavia in tutto quello che avrebbe dovuto essere il bene comune.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=;" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Da Bucchi a Wallace: i Beati del basket</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 17:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://www.basketcaffe.com/wp-content/uploads/cj-wallace-benetton-basket.jpg" alt="" width="178" height="250" /><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">da Vicchio, nel Mugello, dove è nato Guido Di Pietro,</span> <span style="text-decoration: underline">meglio</span></strong><span style="text-decoration: underline"> <strong>conosciuto come il pintore Beato Angelico</strong>. <strong>Camminata sui</strong> <strong>marroni rimasti dopo aver visto i Santi di New Orleans prendersi la</strong></span> <strong><span style="text-decoration: underline">Super Coppa del football</span></strong>, dopo aver girovagato nei chiostri del convento di San Domenico, zona di <strong>Fiesole,</strong> per capire se il blu di lapislazzuli del nostro artista, se il suo oro in foglia, possono aiutarci a comprendere meglio la sua Annunciazione che si presenta sempre come primo incanto se entri al <strong>museo madrileno del Prado</strong> dove <strong>Ettore Messina</strong> va a disintossicare l’anima quando<strong> il Real</strong> le prende e si fa male <strong>come a Tel Aviv</strong>, quando si ferma meditando nella sala degli impressionisti chiedendo al povero<strong> Molin</strong> se sogna o se è sveglio adesso che deve andare <strong>a Siena</strong> per capire cosa resta del sogno europeo dei campioni d’Italia. Viaggio nella beatitudine e scusate se è poco, cominciando dalla <strong>partita d’addio di Gus Binelli</strong> a cui vorrebbe partecipare persino il presidente federale <strong>Dino Meneghin</strong> che avrebbe tanta voglia di spintoni onesti , stanco di questi sgambetti alla carbonara, <strong>sfinito come succedeva al Beato</strong> mentre lo obbligavano alla povertà e all’ascetismo nell’ordine dei domenicani osservanti. <strong>Beato Fabrizio Frates</strong> <strong>che ha scoperto di avere una squadra vera</strong>, d&#8217;avere intorno uomini giusti, gente che <strong>gli ha curato con una grande partita la cirrosi</strong> per quei fischi di chi l’anno scorso a <strong>Caserta</strong> lo tomentava, destino da Alatriste che, però, si toglie anche sassoloni dagli scarponi. <strong>Beato Manero Vacirca</strong> per aver portato nel borgo delle tomaie nobili il bulgaro <strong>Ivanov,</strong> uno che giura di saltare bene a rimbalzo d’attacco perché lo vuole il dio di Varna. <strong>Beato Boniciolli</strong> <span id="more-1569"></span><strong>che scopre come si possa avere il massimo dalla fascite di</strong> <strong>Giachetti,</strong> come l’aroma <strong>Repesa</strong> dia vitalità a tutti, salvo le facce dei tipi come <strong>Winston </strong>che ancora non hanno scoperto che in città <strong>è arrivato un nuovo sceriffo</strong>. Deve essersene accorto anche<strong> il presidente Toti</strong> confrontando il poeta <strong>Tourè</strong> con questo <strong>Dragicevic</strong> che va comunque preso con le molle perché dobbiamo ancora capire come ha organizzato<strong> la fuga dalla Stella Rossa. Beato Repesa</strong> che, contrariamente a Frates, quando torna nei posti dove ha lavorato, lo applaudono, lo baciano, gli regalano fiori, ma poi sono legnate: <strong>alla Fortitudo non giocarono mai così bene come contro Gelsomino</strong> per la gioia delle vedove bugiarde, alla <strong>Lottomatica</strong> non vedevano da tempo una Roma così armonica, certo non avevano da portarsi dietro le promesse del <strong>marinaio Nicevic</strong>, quello che all’arrivo di <strong>Rep </strong>assicurò il mondo verde per una nuova era. Non aveva aggiunto che lui avrebbe fatto soltanto lo spettatore. Certo <strong>alla Benetton</strong> non farà in fretta a capire tutti quei ragazzi che guardano per terra, che senza palla non si muovono, cominciando dal giovane <strong>Gentile </strong>che sarà anche convalescente, ma deve almeno provare a graffiare.</p>
<p><strong>Beato Wallace, nome da eroe scozzese,</strong> <strong>che ha scoperto come si viva nel</strong> <strong>mondo dei due pesi e delle due misure prendendosi due intenzionali</strong> che non erano niente di più di quello che facevano i difensori del Lotto pontificio. Stessa scoperta <strong>dell’Amoroso chiaccherone di</strong> <strong>Varese,</strong> del Minucci che ad Istanbul si è reso conto che girano le palle se gli arbitri hanno la bilancia truccata a <strong>Brazauskas</strong>, più del solito finlandese, è un tipo da sorrisino carogna e da fischiata punitiva. <strong>Beato Capobianco</strong> che perdona la sua<strong> Teramo</strong> ingolfata sapendo che se ci sarà salute, ma soprattutto difesa seria, se tutti salteranno nel tempo giusto, i playoff non saranno chimera, ma, per favore non date per certa la presenzas in nazionale dei suoi allievi prediletti. Devono sudarsela e migliorare tanto. <strong>Beato Bucchi</strong>, l’unico che riesce a godere se la sua corazzata milionaria fa segnare meno di 60 punti alla penultima in classifica, felice del secondo posto in solitudine ora <strong>che aspetta Caserta al Palalido visto che al Forum canta Vasco Rossi</strong>. Una sfida importante nella piccola arena dei sospiri, ma questa è Milano, questa è la vera realtà della città meno europea che ci sia, come del resto sapete dopo aver visto gli allenamenti in Eurolega. <strong>Beato Sacripanti </strong>che ieri ha radunato la under 20 a Caserta, ma ancora non aveva bruciato il ramo dove la sua Pepsi si era appesa per bere in santa pace la gioiosa festa dei complimenti anticipati lasciando soltanto <strong>il povero Michelori </strong>in mezzo alla tonnara di santo <strong>Brunner</strong>, di santo <strong>Maestranzi</strong>, di santo <strong>Cavaliero.</strong> Meglio se si torna alla politica dove i santi bevitori, avidi di tutto, dimenticano le mozzarelle sontuose e si adattano al pane dei pastori. <strong>Beati italiani in giro per l’Italia senza che nessuno riesca a spiegarci perché, ad esempio, uno come</strong> <strong>Antonutti non fa mai passi decisivi</strong> per essere vero zogador, perché Macigno <strong>Lechthaler</strong> si intestardisce a voler fare<strong> Nureyev</strong> quando andrebbe bene anche se soltanto decidess e di essere il doganiere nella difesa <strong>Montegranaro. </strong></p>
<p><strong>Beato Pianigiani</strong> che si trova nel momento più delicato con Lavrinovic in pezzi. Dire che si dovevano centellinare le forze quando era più facile perdere qualche partita sembra brutto, ma quella smania di voler sempre essere spietato adesso gli sta arrivando contro perché da via Vitorchiano il boomerang sta tornando e vedrete che presto avremo la solita corale guelfa per farci sapere che il basket italiano è in quarta fascia come nazionale, ma anche come club rischia di essere persino fuori dalle prime otto europee, anche se per adesso, fa più impressione la crisi del Panathinaikos dove i tifosi pregano Obradovic di restare comunque. Che ci sia connessione sulla chiantigiana. <strong>Beato Vujosevic, beata Belgrado, beato Partizan</strong>. Diciamo che quando vai dove i maestri si chiamavano <strong>Novosel, Nikolic, Zeravica</strong>, <strong>da Belgrado</strong> <strong>a Zagabria</strong>, passando per <strong>Lubiana </strong>e la <strong>Bosnia,</strong> allora scopri che non ti serve soltanto la potenza economica. Si lavora, gente, certo hanno più fame di questi bamboccioni, ma se poi andate a vederli in palestra, in certe palestre piene di lustrini, di progetti a voce, allora capirete la differenza e scoprirete perché far giocare i ragazzi della corale oratoriana è così difficile. <strong>Beata gente</strong> <strong>che ancora date ascolto ai Papalia</strong>. Quello che finge persino di rifiutare la A dilettanti per uscirsene senza troppi danni per la società, insomma un lodo Fortitudo allargato. A proposito di Fortitudo Bologna.<strong> Beato Forino</strong> <strong>che lavora sempre come se le Aquile fossero pronte a tornare</strong> <strong>nel grande nido</strong>. Chi conosce regole e bilancia trema e vorrebbe sfregare una lampada per trovare in <strong>Seragnoli</strong> qualcosa che pure deve essergli rimasto dopo gli anni splendidamente sofferti con quella società. Tutti dicono che non avremo miracoli, ma soltanto processioni e proteste. Dolore. <strong>Beato Bonamico, presidente della Legadue,</strong> che a dispetto degli altri consiglieri federali, diavoli dentro e fuori, diavoli ma non cervelloni da machiavellico certame, se ne sbatte se gli organizzano un consiglio quando lui è costretto altrove dalla sua carica nella seconda lega. Lui tira dritto e se avrà qualcosa da dire vedrete che troverà la cassa di risonanza per far saltare tutte la case matte dove si annidano i fedeli della confraternita gomme e pennini.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE </span>per la gola:</strong></p>
<p><strong>10 <span style="text-decoration: underline">ai NUOVI ELETTI</span></strong> nella casa della gloria che sono riusciti a vincere la battaglia del decentramento.Non andranno ad Avellino, ma aspettano fiori e spumante nella prima occasione dove all’anziano campione, alla gente che fatica a viaggiare sarà offerto un trasferimento comodo, un atterraggio semplice.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">a Fabrizio FRATES</span></strong> e alla sua bella squadra perché quello che ha fatto a Caserta è un capolavoro del gruppo. Non dite che vi ha sorpreso, non dite che avete dimenticato quello che ha fatto quando non doveva litigare col mondo. Persino in nazionale ha dovuto travestirsi.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">al GIACHETTI</span> rivisitato</strong> dall’ispirazione quando doveva confermare sul campo quello che aveva detto del suo ex allenatore a cui riconosce il merito di avergli almeno cambiato la testa, cosa che si rifiutano di capire soltanto quelli che vanno dietro alla corale del cielo, quella dove la superbia non lascia spazio, quela dove le malie di Amelia vorrebbero far diventare principi anche i rospi che , magari, segnano tanto, ma usano il piumino in difesa.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline">a LE BRON JAMES</span></strong> che per una partita ha accettato anche di giocare come regista, distributore di gioco e caramelle in quel circo dove si può tutto. Bel segnale per Pianigiani e Bucchi: se proprio non sanno come risolvere il problema architetto in nazionale all’Armani provino a fare sondaggi nella testa di Mancinelli, potrebbe essere una soluzione interessante, nuova, basta convincerlo che il tiro non è nel suo dna.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline">a Mike HALL</span></strong> perché non esiste giocatore capace di far venire i sudori freddi nello stesso momento in cui si preparano feste per celebrare il suo ritorno nella casa del sidro, quella dove tutti si sentono principi perché pensano di aver ereditato qualcosa da chi fu veramente grande, veramente re del sistema costruito in città e non prendendo braccianti da fuori.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">alla GAZZETTA</span></strong> <strong>degli orgasmi</strong> che ulula contro i record fasulli delle partita dove i bambini di Papalia si fanno sculacciare e poi gli spara un bel titolo di taglio a tutta pagina sui 172 gnocchi del crudele Pancotto, sui 102 di scarto dei lupi affamati di gloria effimera.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Jasmin REPESA</span></strong> perché scoprire adesso che la Benetton ha problemi fisici e psicologici è un po’ come andare in un ospedale e scoprire che c’è gente in sofferenza. Certo Vitucci avrà avuto la colpa di non rendere subito difficile la vita ai ragazzi d’oro, ma quello che non torna è il conto sulla voglia di lasciare un po’ di pelle sul campo e i primi a far ridere sono quelli del gruppo slavo che certo fa fatica a capire i tormenti di Daniel Hackett perduto nel suo mare di presunzione, ora che dovrebbe ricominciare tutto dal principio.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">alla GIBA</span>, associazione giocatori</strong> (spalla armata degli agenti famelici) se non riconosce che lo studio del diacono Chiabotti sull’utilizzazione degli italiani con le nuove regole si è rivelata una bella denuncia davanti a certe battaglie demagogiche: giocano di meno, si sentono poco, come sempre. Chiediamo in giro perché restano sempre allo stesso punto ragazzi che pure hanno minuti e responsabilità, chiediamo come fingono di allenarsi sempre: certo che vanno in palestra ma ascoltando altra musica.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al FALLO INTENZIONALE</span></strong> che è diventato stricnina nelle mani di arbitri che amano il due pesi e due misure, che sanno benissimo di decidere il destino di una partita e fingono di essere stati costretti alla mannaia perché lo impone il regolamento.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">all’IPOCRISIA</span></strong> di chi insiste, microfono all’altezza dell’ombelico, forse più sotto e più indietro, a spiegare la dura vita degli arbitri, il tremendo impatto con il fischio senza avere la moviola a disposizione. Nessuno lo ha mai negato, ma non esiste neppure un ordine dei grandi dottori nella comunicazione, da Caressa in giù, che obbligano chi commenta ad andare oltre la pura sensazione, lasciando anche chi guarda a casa faccia lo stesso. Fare come con i vigili nel giorno della Befana, dopo averli maledetti tutta le vita , è patetico. O dite che quello ha sbagliato in malafede o state zitti.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">a CREMONA e FERRARA</span></strong> che continuano a cercare salvatori della patria, prima Anderson, adesso Schultze, per evitare la retrocessione, per sfuggire al destino di chi è comunque partito con qualcosa in meno. La formula ha quella crudeltà che la Nba si è tolta da tempo, ma da noi dicono che non è possibile e forse è vero: se notate la gente sulle tribune fischia, insulta, urla contro, vuole il rogo, non si diverte quasi mai e se vince male è più contenta di quando domina. Andare in fondo con quello che si ha, pensando a costruirsi qualcosa di diverso in casa, considerando il Partizan Belgrado non come chimera, ma come vero modello. Cari presidenti, la strada è quella, ma da noi la gente come Vujosevic voi la mandate via.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=!" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Pomodori acerbi per Frates a Caserta</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 11:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                         di OSCAR ELENI
Ti svegliano per dirti che i re magi del basket italiano, Messina, Scariolo, Pianigiani, hanno sbattuto il muso sulle onde europee, ma non prendi paura. Succede. I giocatori sono come i topi e le lucciole e nelle case dei buoni allenatori devono vivere spesso insieme. Per farli andare bene devi avere orecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://webstorage.mediaon.it/media/2009/06/71305_865869_Trinchieri_8063944_medium.jpg" alt="" width="178" height="200" /><strong><em>                         <span style="text-decoration: underline">di OSCAR ELENI</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">Ti svegliano per dirti che i re magi del basket italiano, Messina, Scariolo,</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">Pianigiani, hanno sbattuto il muso sulle onde europee, ma non prendi paura</span></strong>. Succede. I giocatori sono come i topi e le lucciole e nelle case dei buoni allenatori devono vivere spesso insieme. Per farli andare bene devi avere orecchio e, magari, il formaggio o la pianta giusta. Chiedete a <strong>Trinchieri</strong> se non stava bene fra i profumi cremonesi dove torrone torrazzo e tettazze hanno un significato metafisico.<strong> Per il giovane Custer</strong> domani <strong>contro</strong> <strong>Cremona</strong> è giornata difficile. Diciamo che questo è il turno dei sentimenti violati. <strong>Repesa va a Roma</strong> dove ha fatto la fine del cardinale Colombo nel Papa Re. Ci porta la <strong>Treviso</strong> un po’ sorda al nuovo guidatore, ma incontra una squadra che sembra sentire poco anche le poesie di <strong>Boniciolli, l’anarchico testabalorda</strong>, buono come il <strong>Grignolino</strong>. A <strong>Caserta </strong>hanno raccolto pomodoro acerbi per ricevere il <strong>Fabrizio Frates</strong> che guida i pirati di <strong>Montegranaro</strong>. Dipendesse da <strong>Sacripanti </strong>e dall’architetto sarebbe sfida fraterna. Sarà invece una battaglia durissima. Tanto per restare in <strong>zona Cantuki</strong> perché non tifare <strong>Dalmonte che osa</strong> <strong>sfidare Siena</strong>, appena uscita dal bagno turco, che va a trovare il suo ex assistente che ora lo vuole come<strong> aiuto per la nazionale insieme a Capobianco</strong>. Ci vuole cuore per stare su questo mare vi direbbe <strong>Capitan Ventura</strong>, <strong>l’allenatore del Bari</strong> <strong>sette bellezze che</strong> <strong>a 61 anni</strong> <strong>ha molto da</strong> <strong>insegnare ai giovani fringuelli del pallone</strong>, che sia da calcio o da basket poco interessa. Lo sa Trinchieri, lo sa Stefano<strong> Cioppi</strong> dopo aver scoperto che <strong>alla Vanoli</strong> vedono il cielo blu anche quando<span id="more-1561"></span> tende al nero. Questo<strong> la Ngc</strong> dovrà ricordarlo senza girare intorno al problema raccontandovi favole su zona oro e zona retrocessione: dopo le ultime quattro giornate, velenose e ingiuste, perdere sarebbe doloroso. Ve lo potrebbe dire il <strong>Kim Hughes</strong> che ora guiderà <strong>i Clippers di Los Angeles</strong>, uno che che in Italia ha visto di tutto e regalato molto, anche se a Roma il <strong>Bianchini</strong>, filosofo dell’uovo oggi da preferire alla gallina di domani come ricordano a <strong>Cantù</strong>, lo inserì nella lista infortunati per fare posto al due ante <strong>Clarence Kea</strong> che era adatto, più di quel mancino lungo e filiforme, ad entrare in collisione con il presidente <strong>Dino Meneghin</strong> che ora crede di essere nel mare di quiete e non sa che <strong>sotto il materasso</strong> <strong>federale </strong>ci sono <strong>vipere </strong>in servizio permanente effettivo.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Dai, su, forza! non basta più, ma adesso spiegateci perchè l&#8217;Armani ha ripudiato Coldebella che ha reinventato Caserta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 15:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://2.bp.blogspot.com/_a_XhMeHPzQ0/Swe_ZMsAdJI/AAAAAAAAB4w/O9QTJ7jvkUI/s1600/jura1.bmp" alt="" width="178" height="243" /></strong></em><span style="text-decoration: underline"><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> </span><strong>dalla cantina del basket dove Gianni Petrucci consiglia e scomunica, adesso lo ha fatto a Scauri sputando su una</strong> <strong>serie A</strong> <strong>che comunque incassa e fa</strong> <strong>pubblico</strong>, ultimo rifugio per dimenticare le cicatrici di un corpo invecchiato dopo aver inseguito, purtroppo soltanto con la mente, <strong>Chuck Jura</strong> nel suo viaggio del ricordo, lui che gioca ancora per vincere titoli da over 50 e che sfida volentieri <strong>Bucci e i veterani di Natucci</strong> e de l mio cerusico <strong>Max Barbieri</strong>. Eravamo idealmente con lui quando si è seduto al tavolo <strong>del Camionista di Forte Marghera</strong> dove lo festeggiavano <strong>gli amici di Mestre</strong> che per quella mano sinistra de deus avevano ritrovato lo slancio dei tempi in cui <strong>Villalta filava e Augusto Giomo</strong> <strong>sentiva musica celestiale in palestra</strong>. Abbiamo lasciato l’allegra compagnia incuriositi dal fatto che su una strada del Nord Est, <strong>al Baraonda</strong>, <strong>l’ex arbitro Zancanella ci proponeva i migliori</strong> <strong>tramezzini del Nord Est</strong>, ma non volevamo più mangiare o bere, eravamo in spedizione sensoriale per poter rispondere ad <strong>un tifoso</strong> <strong>Fortitudo</strong> che legge queste righe, incuriosito dal fatto che il commissario che oggi siede al tavolo dei giudici di campo, bello rubizzo, bello rotondo, bello e basta, <strong>altro che Brunetta</strong>, tiene nel suo locale dove lo vedi sorridere, lo vedi brindare alla vita con il suo grembiulone da oste, mentre crea i famosi tramzan, le foto di una carriera arbitrale onoratissima e fra queste c’è <strong>la famosa finale scudetto</strong> <strong>Virtus- Fortitudo</strong>, <strong>quella della beatificazione di Messina e</strong> <strong>Danilovic,</strong> quella del tiro da tre tramutato in vino da quattro <strong>per il fallo-non fallo di Wilkins</strong>, per l’azione che ha cambiato la vita di tantissima gente, <strong>dal Seragnoli che ha cominciato ad odiare davvero il basket, al Pero Skansi che era vicino alla gloria</strong> <strong>eterna, al Dominique fanfaron</strong>. <span id="more-1382"></span>Quel tifoso non riesce a capire che cosa ci sia da ricordare con quel fischio, salvo le lacrime di chi ha vinto e di chi ha perduto. Mistero, ma eravamo sullo stradone soltanto con il pensiero perché si doveva tornare a <strong>Milano </strong>perché dall’ex Mico <strong>gli amici di Chuck</strong>, quelli con la maglietta Jura is back erano pronti a brindare nelle vecchie sale dove un tempo<strong> Giordani</strong> aveva aperto la sua università della vita, la casa dell’altra Milano. <strong>Grande mangiata</strong>, brindisi stupendi <strong>con Zanatta, Caspani,</strong> <strong>Farina, Maccheroni,Pampana, Brambilla</strong>, <strong>Crippa</strong> che organizza tornei giovanili stupendi, il dottor <strong>Papetti,</strong> dottore oggi, giocatore ieri, <strong>Dante Gurioli</strong> con la stessa faccia angelica della sera in cui il <strong>Chuck furente</strong> con tutti aveva fatto inventare al professor<strong> Guerrieri</strong> la scenetta:  &#8220;Ma con chi se la prende?” avendo come risposta serafica e risolino ironico: “Sicuramente non con lei o caro professore”. Nel gruppo anche il fisio dalle mani a cento gradi <strong>Natale Redaelli </strong>che aveva mancato il primo raduno straccionato, il <strong>Guidali </strong>sempre vivace con <strong>Veronesi,</strong> un gruppo che faceva festa sul serio e non sapeva della goffa comparsata <strong>Armani al Palalido</strong>, quando senza avvisare nessuno, quindi giocandosi almeno 200 persone in più nel Lido ancora da ritoccare ( speriamo ci riescano davvero visto che la Milano da bere e non da mangiare ha soltanto il Forum per i grandi artisti), <strong>è stato omaggiato il grande avversario spesso preso a pallate e fischi, ma salutato in piedi anche dai giovani della curva</strong> che avevano appena emozionato <strong>Giorgio Armani</strong> e si erano almeno documentati sul <strong>figlio dello sceriffo</strong>, cosa che certo non potevano fare i pendolari dell’autostrada, quelli che ieri hanno portato <strong>Bucchi ad Urbino</strong> per una lezione che sicuramente farà epoca perché <strong>non capita spesso di ricevere consigli da chi ancora sembra averne</strong> <strong>tanto bisogno</strong> per fare dell’Olimpia una squadra con una testa e una sostanza. <strong>Cattiveria gratuita per chi vince da quattro partite</strong> <strong>in fila? </strong>Può darsi, ma tanto a loro cosa può interessare eppure il Pierino bolognese una volta accettava di parlare con la gente e non chiudeva le porte spaventato. Sono voci che arrivano dalla cantina dove devi nasconderti inseguito da quel sommelier che offre una insalata di erbe aromatiche con pinoli tostati e burro all’ olio( vacca boia anche questo dice il fauno colesterolo) e pretende pure che al posto del vino tu ci beva sopra un Tè verde cinese con note di cioccolato bianco e leggero aroma di ginger.</p>
<p><strong>A proposito di cioccolato perché Meneghin non si ferma a casa Bulgheroni e chiede al Toto se gli può dare una mano anche col</strong> <strong>basket dopo il capolavoro nel golf delle donne e dei fratelli</strong> <strong>Molinari</strong>. Forse si può partire da lui, più che da altri soggetti non identificabili e non dia ascolto a chi suggerisce il tempo pieno soltanto per arrivare al conflitto con <strong>Siena</strong>. Certo che è meglio il tempo pieno, ma non puoi neppure andare in casa d’altri a dettare legge, anche perché, come si è visto, certe simpatie portano al disastro. Lo stesso disastro della riunione di <strong>Lega finita</strong> <strong>con tanto odio</strong> <strong>bruciato per</strong> <strong>scegliere la sede della finale ad otto di Coppa Italia</strong>. Era l’occasione per far diventare la manifestazione un brigantino da far volare nel cuore della passione. Non ci sono riusciti anche perché amano farsi dispetti, andare in Rcs per dire che gli altri sono tutti fessi, per far sapere che al pubblico bisogna raccontare la bugia del bilancio in rosso, ma nella sostanza non è vero e guarda caso l’ultima scaramuccia sul fiume è avvenuta proprio per poter bussare alla porta di chi organizzando il Giro, il grande rugby e si è degnato di prestare attenzione anche al basket. Giornata per rompere l’argine, lasciando passare <strong>il fiume Mens Sana</strong>. Gli altri chiedendo aiuto, avendo scoperto che si sbaglia tanto, si sbaglia troppo se davvero Milano vince e fa il meglio senza poter utilizzare i due grandi acquisti dell’estate <strong>Acker e Petravicius</strong>, se gli viene bene ogni cosa con <strong>Rocca, Mordente e quel che resta di Bulleri</strong>, se scopre<strong> l’orgoglio</strong> <strong>di Hall il peccatore</strong>, se al regista <strong>Finley</strong> chiede una scialuppa , senza passare e pensare più agli altri, per mettere sotto<strong> il mare di Pesaro</strong> il povero <strong>Luca Dalmonte</strong> che farà bene a chiedere qualche danno a chi gli garantiva un tale <strong>Cvtekovic da 1 su 10</strong>, anche se all’esordio non è cosa nuova quando sei costretto a rimediare agli errori. A proposito di errori qualcuno sa spiegare perché <strong>il manager Coldebella</strong> <strong>ha fatto</strong> <strong>diventare Caserta la seconda forza</strong> <strong>del campionato</strong>, mentre Milano lo allontanava dopo averlo allevato con l’illusione che avrebbe potuto continuare come dirigente se non come assistente allenatore? <strong>Anche qui mistero</strong>, ma è lo stesso mistero che devono risolvere a Pesaro dove hanno mandato via <strong>Pino Sacripanti</strong> che ora da Caserta sventola il vessillo della Brianza non alcolica, felice di aver messo un tarlo nella testa, anche nostra, per quella candidatura al dopo Recalcati che lasciava un po’ storditi, che ha portato confusione anche in terra di lavoro. Ultima nota vellutata, emozionante <strong>i ragazzi visti in campo a</strong> <strong>Biella</strong>: <strong>Capobianco con Marino e Poeta in panca</strong> è arrivato alla volata vincente, <strong>Bechi con Aradori</strong>, super fino a quando non è tornato l’ego letale, con <strong>Chessa molto bravo</strong> anche se non doveva avere in mano lui il cerino nelle ultime due azioni. Questo è voler rischiare, voler lanciare giovani talenti, il resto è fufferia petrucciana. Lo dicono i giocatori stessi: fateci andare in campo se ce lo siamo meritato in allenamento e <strong>gli Amoroso piacciono</strong> <strong>se usano la testa e</strong> <strong>mai i piedi.</strong></p>
<p><strong>PAGELLE </strong>accidenti che sul ponte del Camionista sventola la bandiera che una volta a Mestre era <strong>il regno dei Veterani:</strong></p>
<p><strong>10 a Toto BULGHERONI</strong> che, da quando si occupa come responsabile tecnico nella federgolf del Chimenti che ha fatto infuriare in tempo elettorale il pontefice del Foro Italico, forse potrebbe essere utile anche al basket, alla Nazionale, ma che, per adesso, se la gode e non pontifica.</p>
<p><strong>9 a Pino SACRIPANTI</strong> per il suo capolavoro a Bologna dove come braccio armato ha scatenato il Di Bella che non ha mai smesso di essere l’elettrino portafortuna delle squadre dove ha giocato, che non ha mai voluto rispondere al proprietario delle Vu nere che avrà inventiva, ma ancora non sa distinguere la gente vera da quella che fa soltanto notizia.</p>
<p><strong>8 al CAPOBIANCO</strong> uscito vincitore da giornate difficili, da una partita dura come quella di Biella tenendo seduto in panchina, nel finale, il figlioccio Poeta che parla benissimo, che incanta la sciura Ellisse, ma che dal periodo di Azzurra ha perso il senso del ritmo e del sacrificio per diventare un giocatore al servizio degli altri.</p>
<p><strong>7 a Gian Matteo SIDOLI</strong>, ex arbitro di serie A, generazione d’oro del basket reggiano, per la sua fede nel premio Riverberi-Quattro Castella che va a cercare i personaggi dove si devono trovare, ma che non dimentica la base se deve dire alla federazione che certe regole, certi risultati a tavolino dimostrano che chi comanda non ha mai messo piede sui campi giovanili, sui campi in generale.</p>
<p><strong>6 alla memoria di Red ROBBINS</strong> guerriero dell’epoca d’oro nel Simmenthal scippato di una Coppa Campioni a Madrid nel 1967, vecchio pirata che nell’intervallo considerava la birra l’unica vitamina utile per avere ancora energie nella Cinzano retrocessa in A2 nello stesso anno in cui, però, con Silvestre straniero extra, vinse la coppa delle coppe a Torino. Per lui il canto di una curva che doveva onorarlo, di una società che doveva almeno mettersi il lutto.</p>
<p><strong>5 a Paolo MAZZOLENI</strong>, arbitro di calcio, che si è fatto contestare dal solito Zamparini proprio nella settimana in cui avremmo voluto dargli un dieci per questa passione verso il basket. Pazienza, direte voi, se tifa Fortitudo e come tanti al rivede in A dilettanti con lo spirito di un tempo, dove la palla gira e non ti girano le palle, per avere più informazioni sulle partitelle del gruppo Aquila, composto anche dal designatore Collina e da Romero contro Rizzoli ( Virtus), Trefoloni ( Siena) e dal segretario Marinelli ( Brindisi).</p>
<p><strong>4 a Lino LARDO</strong> per non aver ascoltato chi lo invitava a non esaltarsi mai per i risultati Virtus perché nell’euforia qualcosa va sempre perduto, perché nelle ultime stagioni appena usciva il turibolo c’era intossicazione. Chieda in giro e non soltanto al Boniciolli che sembra dimenticato.</p>
<p><strong>3 a Gregor FUCKA</strong> che vedevamo ancora bene in Auno, ma che da quando è andato a Pistoia dall’amico Moretti conosce soltanto domeniche tristi. Speriamo si riprenda e faccia venire il rimorso a chi ha lasciato scendere i di categoria lui e Chiacig.</p>
<p><strong>2 alla SCAVO SPAR</strong> che non trova la strada per uscire dalla crisi di risultati, che ha fatto venire dubbi a Valter Scavolini, che ha fatto piangere la mascotte Andrea Rinaldi, l’Ape che vola sulla passione e che non ne poteva più delle contestazioni.</p>
<p><strong>1 alla RAI</strong> che insiste con la grafica peggiore e con le luci più basse. Certo anche Sky non fa molto per chi ci vede poco, mentre Sport Italia sta migliorando tutto, anche se per la A dilettanti serve ancora uno sforzo e un vocabolario non prestato dall’eco di Sky o dal Bagattino che considera l’argento europeo di Messina un cattivo risultato.</p>
<p><strong>0 a Nando GENTILE</strong> che non può continuare a fingere di non essere addolorato per le contestazioni, che fa bene a battersi perché certe polemiche danneggiano una squadra dove, lo dovrebbe sapere lui meglio di altri, i giocatori regrediscono cominciando dal Jaaber che non era e non sarà mai un vero regista. Era la stessa malattia dei giorni in cui Repesa insegnava, seminava, aveva un vero progetto e sapeva dire qualcosa di più concreto del solito dai, su, forza.</p>
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		<title>Le pagelle di Oscar e un basket criminale che lascia ai margini Caja e Boniciolli&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 00:44:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.basketground.it/public/images/pagine/8963/Caja2003001153813763255.jpg" alt="" width="141" height="225" /></strong></em><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> <strong>per spiegarvi che quando sei sotto anestesia vengono in mente tante belle cose, ti assillano tanti cattivi pensieri, ti viene</strong> <strong>l’angoscia che qualcuno abbia già dimenticato</strong> che avevi pur scritto pagine indimenticabili usate troppo presto per la famosa paper cù che costa meno della Vouitton. Usando il battito delle ciglia per restare in contatto con Wertherone, operato più in là, più in giù, vorrei soltanto far sapere che siamo stati <strong>colpiti, ma, per ora, non ancora affondati</strong> anche se esiste la possibilità che la crisi arrivi e non si risolva per la gioia del permaloso spinto che non ti prenderebbe mai in azienda con lui, ma ti sputa in faccia se soltanto ti fai venire il dubbio che forse lo sport ha altre regole di forza e di onore, di rispetto e di collaborazione. <strong>Pagelle e pensieri rapidi</strong> perché, anche stando seduti<strong>,</strong> le cicatrici urlano<strong>: </strong></span><strong>10 a Simone PIANIGIANI</strong> per aver dimostrato con i fatti come si gestisce una squadra di primattori, come si convince un tipo alla <strong>Hawkins</strong> ad adattarsi al concetto che senza gruppo si può soltanto andare a sbattere sulle lavagnette. <strong>Roma non credeva a Repesa</strong> quando cercava di far capire certe cose sul falco e anche sul <strong>Jaaber </strong>delle meraviglie di oggi che non va ingolosito. <strong>Milano doveva ripartire</strong> <strong>da questa idea</strong>, altro che cambiare progetto e personale. <strong>9 a Lino LARDO</strong> per come è arrivato al cuore della partita che<strong> ha</strong> <strong>vinto a Teramo con una Virtus</strong> che, se avesse <strong>Collins</strong>, potrebbe davvero chiedere una tregua al suo presidente<span id="more-1322"></span>, lasciando spazio a tutti quelli che vedono in questa squadra qualcosa d’interessante. Chissà perché ci diverte di più <strong>una Virtus</strong> da combattimento, bella, divertente, piuttosto che tutto il contorno.</p>
<p><strong>8 al meraviglioso ERCOLINO di Avellino</strong> che ha ridato il sorriso ad uno come <strong>Pancotto</strong> che sembrava bastonato dalle ultime stagioni professionali, che alla fine della partita <strong>vinta con la Benetton</strong> pensava al pareggio come giudizio più giusto. Le sue lasagne faranno altri miracoli.</p>
<p><strong>7 al TRINCHIERI</strong> che ha sfidato i fantasmi del passato canturino mettendo nei guai una<strong> Pesaro</strong> dove la gente ha smesso di essere paziente. Grande lui, ma <strong>grandissimo Mian</strong> che agli insulti di chi non lo ha mai amato rispondeva senza mai sbagliare un colpo.</p>
<p><strong>6 a Manero VACIRCA</strong> che nel giorno del tracollo contro<strong> l’ex</strong> <strong>Pillastrini,</strong> osannato dalla gente, è finalmente esploso con la stessa furia di <strong>Cassano</strong>: insieme avevano resistito abbastanza, ora fanno sapere di essere comunque pronti ad andarsene. Non lo facciano. Stanno bene dove sono e daranno felicità anche a chi li disturba.</p>
<p><strong>5 a  Piero BUCCHI</strong> che considera prevenuto chi critica <strong>Finley </strong>come regista. Una permalosità che non ha senso perché se è vero che non esistono tanti costruttori di gioco, se è vero che si può anche costruire qualcosa <strong>senza fosforo in regia</strong>, non si può reagire sempre alla stessa maniera, pensando di essere infallibili dietro alle porte chiuse. <strong>La critica esiste per far migliorare</strong>. Quando <strong>Milano</strong> vinceva anche <strong>McAdoo, Meneghin e D’Antoni</strong> passavano sotto i ponti della <strong>Ghisolfa </strong>per sentirsi dire che non tutto andava bene e <strong>Dan Peterson</strong> non si nascondeva mai dietro a progressi inesistenti. La partita contro <strong>Siena </strong>ha dimostrato che si doveva costruire su quello che era costato tanto nell’ultima stagione.</p>
<p><strong>4 al MONTEPASCHI imbattibile</strong> che non capisce quando è il momento di lasciare spazio anche alle illusioni degli altri. Perdere a Milano avrebbe fatto del bene alla causa, certo è difficile convincere gente che non vuole lasciarti neppure un raggio nella <strong>briscola chiamata</strong> a pensare anche per gli altri. Però l’occasione era buona e dobbiamo anche riconoscere che più regali di quelli fatti <strong>al Forum</strong> non ci si poteva aspettare, anche se poi chi le ha prese ha capito tutto il contrario.</p>
<p><strong>3 alla tempesta</strong> <strong>che sta facendo vacillare</strong> <strong>le torri di Pesaro.</strong> Come accade a Milano chi si stacca troppo da una storia che ha dato felicità prova qualche problema. Vero anche che senza certi aiuti poi si arriva alla chiusura che è bene peggio della crisi. Gli appassionati veri sopportino, pur vigilando, sapendo che <strong>del domani non esiste certezza</strong>.</p>
<p><strong>2 a Attilio CAJA</strong> che comincia a piacerci troppo come opinionista televisivo facendoci dimenticare che è davvero <strong>criminale un basket</strong> che lascia ai margini gente come lui o <strong>Boniciolli,</strong> che era pronto a bruciare sul primo falò uno come <strong>Pancotto.</strong></p>
<p><strong>1 a SPORTITALIA</strong> che, dopo averci ridato il piacere della poesia alla Peterson, ci costringe a meditare sul domani, sul pensiero debole che senza chiamate pugno e canestri che sputano non si possa più vivere. <strong>Questo Bogarelli</strong> che si prepara al chiaro di luna semigratuito entro il 2012 è una bella mina vagante contro la quale andranno a sbattere in troppi.</p>
<p><strong>0 alla LEGA</strong> per quello che viene concesso a <strong>Napoli,</strong> per lo spettacolo del <strong>derby campano contro Caserta</strong>, per quella partita che appariva godibile soltanto alla zia di Biancaneve. Ora Papalia, o chi per lui, annuncia altri arrivi, altre novità, ma intanto ci sono quattro giornate di campionato non regolari. <strong>Renzi </strong>pensa a questo, non a <strong>Sabatini.</strong></p>
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