<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; caja</title>
	<atom:link href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/tag/caja/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea</link>
	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Mar 2011 18:32:17 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Viggiano l&#8217;idolo di Milano, i 91 punti di scarto da Siena e l&#8217;Armani comunque felice: c&#8217;è qualcosa che non ci quadra&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 16:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Audisio]]></category>
		<category><![CDATA[bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[Mc Intyre]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[tanjevic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1859</guid>
		<description><![CDATA[                                                                  di CLAUDIO PEA
Non so se ci avete fatto caso. Io sì, curiosando tra la pila di giornali che la Tigre vorrebbe scaricare fuori dalla finestra nel cortile, dove una volta c’era un tabellone in plexiglas e un canestro con la retina a brandelli e ora ci sono le cucce e le scodelle per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                  <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Non so se ci avete fatto caso. Io sì, curiosando tra la pila di giornali che la Tigre vorrebbe scaricare fuori dalla finestra nel cortile, dove una volta</strong> <strong>c’era un tabellone in plexiglas e un canestro con</strong> <strong>la retina a brandelli</strong> e ora ci sono le cucce e le scodelle per i pointers e i bracchi di mio fratello che non so neanche come si chiamino. Caccia e basket, odio e amore. Succede. Anche nelle stesse famiglie. Un pallino di quattro righe su <strong>Repubblica</strong> di sabato: “Oggi a Siena gara 4 della finale scudetto. Se <strong>Siena batte Milano</strong> sarà il quarto scudetto consecutivo dei toscani”. E così è stato. Peccato che si sia giocato al <strong>Forum di Assago</strong> e non nella città del Palio al <strong>PalaMensSana di viale</strong> <strong>Sclavo</strong>. Può capitare, ci mancherebbe altro, specie nella redazione dove non c’è più amore per la palla nel cestino come quando le penne del basket erano quelle (preziose) di <strong>Walterino Fuochi e Emanuela Audisio</strong>, che magari pendeva dalle labbra del <strong>Vate Bianchini</strong>, ma alla quale era sempre un piacere rispondere per le rime. E come l’anno scorso, canticchiando il vecchio motivetto dell’estate, <strong>“sul mare col patino”,</strong> il <strong>Montepaschi</strong> ha festeggiato in casa di <strong>Giorgio Armani</strong> un altro secco e vaporoso 4-0 tricolore. Una finale che è durata poco: una settimana appena. Peccato sul serio. <strong>Da domenica a sabato.</strong> Tra un temporale e un acquazzone di giugno. Con una serie di risultati da non dimenticare soprattutto a Milano: 100-80, 81-59, 88-75 e 93-69 sempre per la magnifica armata di <strong>Sato e McIntyre, Eze e Stonerook</strong>, ma anche di <strong>Hawkins e Lavrinovic</strong>, <strong>Domercant e Zisis</strong>, <strong>Ress e Carraretto</strong> che sarà convocato in nazionale. Fatti due conti, in totale <strong>372-283</strong>. Uno scarto di 91 punti in quattro gare. Una voragine, un abisso, un’esagerazione. E comunque troppi perché l’Armani possa essere lo stesso felice di un secondo posto che può fare molto ma molto comodo a <strong>Pierino Bucchi</strong>, che solo così poteva e probabilmente ha potuto salvare la panchina, ma che non può piacere al padrone del vapore che ha scucito gli stessi soldi, euro più euro meno, della <strong>Banca che esiste dal 1472</strong> senza riuscire manco con un’unghia a graffiare lo strapotere senese. Come invece <span id="more-1859"></span>è riuscito almeno una volta quest’anno alla<strong> Benetton di Repesa</strong> e alla <strong>Lottomatica di Boniciolli</strong>. Anche questo può accadere nella pallacanestro italiana.</p>
<p><strong>Boniciolli confermato a Roma, Bucchi all’Armani, Repesa alla Benetton, ma nessuno crede al comunicato di Treviso</strong>. Tanto più il neo manager <strong>Claudio Coldebella</strong>, che stimo, non mi ha nascosto tra gli ulivi delle colline senesi, dove c’era mezza Italia d’allenatori nostrani tranne <strong>Giuda</strong>, che non ha alcuna intenzione di far prigioniero un allenatore che sogna il <strong>Topkapi</strong> e non vuol rimanere all’ombra del salice piangente sul <strong>Sile.</strong> <strong>Artiglio Caja o un altro slavo?</strong> Ne riparleremo. Intanto brindo al ritorno di <strong>Tanjevic</strong> nel Belpaese dove ha molti più amici di quel che crede e dove dovrà fare da balia all’ecumenico che va d’accordo con la <strong>Banda Osiris e l’Orso Eleni</strong> facendogli magari capire che, quando si sale le scale, bisogna rispondere al saluto anche di chi le sta scendendo e non girarsi dall’altra parte facendo finta di niente. Non vi pare? <strong>A Roma il Boscia</strong> <strong>troverà un sacco di superboni</strong> ai quali preferirebbe dar fuoco prima ancora di conoscerli, ma ne ha viste talmente tante di cose brutte e turche negli ultimi mesi, come l’acquisto di <strong>Quaresima Quaresma dall’Inter</strong> per sette milioni di euro, che non gli mancherà il coraggio, se serve, di far piazza pulita intorno a lui. Maestro Boscia, mi mancavi. Così come <strong>mi mancherà Romain Sato se dovesse davvero ascoltare le sirene</strong> <strong>della Nba</strong>. Lo capisco, quella è la sua terra cestistica, ma qui lo tratteremo sempre come si merita. Cioè come un papa. <strong>Parola di Ferdinando Minucci</strong>. Che ha una parola sola. Perderemmo invece tempo a trattenere<strong> Eze</strong> che a Siena ha già dato in proporzione eguale a quel che ha ricevuto, cioè moltissimo, ma che ora deve far spazio a Milovan <strong>Rakovic</strong>, il serbo di scuola americana, 2.08 per una montagna di chili, arrivato <strong>dalla Russia con amore</strong> e con la voglia di spaccare anche lui il mondo in due.</p>
<p><strong>Se Milano non fosse fessa e presuntuosa come invece purtroppo è, lo ho</strong> <strong>pensato, ripensato e lo riscrivo, si sarebbe già incartata Eze</strong> e non l’avrebbe lasciato andare via dal Forum prima che non avesse firmato il nuovo contratto milionario con l’Armani. Ricominciare da Eze non sarebbe stato male. Invece dal<strong> Livido Proli</strong> ho appreso con raccapriccio, e un cicinin di sconcerto, che grosso modo così com’è Milano può andare anche bene. Forse a lui. “Al massimo ha bisogno di un paio di ritocchi”, <strong>ha dichiarato a Sky</strong>. Ma dai! Dare di nuovo fiducia a <strong>Hall </strong>significa una cosa: dollari e tempo persi. O no? E poi ancora <strong>Finley e Bulleri</strong> insieme quando non fanno un playmaker in due? Di più: <strong>Maciulis e</strong> <strong>Petroviciu</strong>s vedono Bucchi come fumo negli occhi. E non solo loro. Anche il Forum ha espresso sabato sera coi fischi di migliaia di tifosi contrarietà al piccolo coach che non tutte le ha tentate ad essere sinceri, specie in gara tre, per rendere più difficile la strada verso lo scudetto a Siena. <strong>“Viggiano</strong> <strong>idolo di Milano&#8221;</strong>, diceva per la verità un cartello bene in vista tra gli ultras longobardi. Gli idoli di Milano un tempo erano altri: <strong>D’Antoni e</strong> <strong>Meneghin</strong> per esempio. Per non dire di <strong>Bob McAdoo o Joe Barry Carroll.</strong> E allora si capisce perché in fondo un secondo posto può andare bene all’Armani e al suo popolo pure per l’anno venturo. <strong>Farebbero tre di</strong> <strong>fila</strong>. Evviva! L’importante è che a <strong>quelli di Sky</strong> diciate che stasera alle 20.30 non si gioca gara cinque a Siena come è apparso anche ieri mattina sulla sua guida tv. Altrimenti il rischio è che di nuovo ai botteghini del PalaMensSana qualche lettore di Repubblica che non vede la Rai (e men che meno Mediaset) faccia stasera ancora la fila come sabato per vedere la quinta finale tricolore. Volete mettervelo in testa o no che <strong>il Montepaschi ha già vinto lo scudetto numero cinque della sua storia</strong>? <strong>Vi piaccia o meno.</strong> Fischiettando con le mani affondate in tasca: “E come l’anno scorso, sul mare col patino…”.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=C" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Minucci rinchiuso nello sgabuzzino dove Repesa manda Gentile a far la sauna&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/01/minucci-rinchiuso-nello-sgabuzzino-dove-repesa-manda-gentile-a-far-la-sauna/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/01/minucci-rinchiuso-nello-sgabuzzino-dove-repesa-manda-gentile-a-far-la-sauna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 17:52:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Basso]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[carraretto]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[eleni]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Hruby]]></category>
		<category><![CDATA[Milic]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[Nicevic]]></category>
		<category><![CDATA[PalaMensSana]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[Tartuga]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Trinchieri]]></category>
		<category><![CDATA[Vanoli]]></category>
		<category><![CDATA[Villorba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1795</guid>
		<description><![CDATA[                                                                   di CLAUDIO PEA
Fatemi capire perché mi potrò anche sbagliare ma non ci capisco più un tubo. O quasi. Ferdinando Minucci, il signore del Montepaschi Siena, e la sua signora Rosanna sono coperti eufemisticamente d’improperi mentre prendono posto alle mie spalle sui banchetti di scuola della tribuna-stampa del Palaverde qualche minuto prima della palla a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                   <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Fatemi capire perché mi potrò anche sbagliare ma non ci capisco più un tubo. O quasi. Ferdinando Minucci, il signore</strong> <strong>del Montepaschi Siena,</strong> <strong>e la sua signora Rosanna sono coperti</strong></span> <strong><span style="text-decoration: underline;">eufemisticamente d’improperi</span></strong> mentre prendono posto alle mie spalle sui banchetti di scuola della tribuna-stampa del <strong>Palaverde</strong> qualche minuto prima della palla a due <strong>tra Nicevic e Eze</strong> di gara tre dei quarti di finale. Il tempo neanche di sedersi che si devono già alzare e di lì sloggiare su due piedi perché l’atmosfera intorno è a dir poco greve o, come direbbero quelli della<strong> Banda Osiris</strong>, il clima è più da corrida che salottiero. Succede. Magari non nelle migliori famiglie, ma può succedere. Segnalare comunque lo sgradevole episodio mi pare il minimo che dovesse fare<strong> chi fa il mestiere del</strong> <strong>cronista e non dell’incensatore</strong>. Così come mi sarei aspettato le pronte scuse dei benettoniani a Minucci <strong>rinchiuso a vedere la partita in uno</strong> <strong>sgabuzzino della soffitta del custode dove Repesa</strong> manda di solito <strong>Alessandro Gentile</strong> per far la sauna e dimagrire di quei chili che il bravo figliolo di Nando sta mettendo insieme sui fianchi ma anche sul sedere. E<strong> invece a Treviso fanno addirittura gli offesi</strong> precisando sul sito del mio amico<strong> Hruby</strong> che i tifosi beceri sono dalla parte opposta della tribuna dei giornalai, mentre in quella curva siedono vecchi abbonati e persone per bene. Sì, è vero, ma con le vene del collo gonfie a dismisura, gli <strong>sputi dei lama</strong> ed un linguaggio più da camionista d’osteria che da sagrestano della parrocchia di <strong>Carità</strong>, frazione di <strong>Villorba</strong>, dove <strong>Gilberto Benetton</strong> ha costruito la sua chiesa consacrata al basket e alla pallavolo.</p>
<p><strong>Fatemi capire perché mi è difficile comprendere perché Cremona non ha</strong> <strong>confermato Caja</strong> alla guida di una squadra che era già con un piede in<strong> Legadue</strong> (8 punti in 16 partite) quando l’Artiglio pavese l’ha presa per i capelli e l’ha salvata dal gorgo dei dannati vincendo sei volte su dodici ed espugnando proprio il <strong>Palaverde </strong>e addirittura il tempio delle <strong>V nere di</strong> <strong>Claudio Sabatini</strong> con il <strong>Milic</strong> che nessuno più poteva vedere. Ora non ho il piacere di conoscere il presidente <strong>Secondo Triboldi della Vanoli</strong> e quindi non ho la confidenza di chiedergli cosa gli abbia mai fatto <strong>Caja</strong> di così tremendo per mandarlo via e pagargli lo stipendio per un’altra stagione, ma ho letto una sua dichiarazione che mi ha fatto strabuzzare gli occhi e capire molte cose: <strong>“Mi dispiace non aver vinto a Siena così ci saremmo potuti</strong> <strong>salvare prima dell’ultima di campionato&#8221;</strong>. Come no? Difatti al <strong>PalaMensSana </strong>ha vinto in quattro anni di regular season solo <strong>la Benetton</strong> <strong>di Repesa</strong> flagellando il canestro di Siena anche dall’oratorio della <strong>contrada della Tartuga</strong>. Evviva! <span id="more-1795"></span>E’ che dovremmo farci tutti una bella scorpacciata di pastiglie al fosforo per la memoria e ricordarci come stavamo male prima di aver dato retta al medico che ci consigliava di buttar via le <strong>Marlboro</strong>. Adesso infatti che scoppiamo di salute potremmo anche riprendere a fumare: tanto a smettere che ci vuole?</p>
<p><strong>Aspettando la bella tra Cantù e Bologna per sapere chi affronterà il</strong> <strong>Montepaschi in semifinale</strong>, credo il team di <strong>LardoLino,</strong> anche se più se lo meriterebbe la <strong>Ngc di Andrea Trinchieri</strong>, <strong>l’Ivan Basso</strong> si veste di rosa <strong>sull’Aprica,</strong> il Belpaese della bici sventola i tricolori e si dimentica di quando lo pizzicarono con le dita nella marmellata. Fatemi capire pure questa che dopo potrò anche impazzire. Oppure vogliamo parlare dell&#8217;<strong>ecumenico Boniciolli</strong> che riceve consensi dalla destra e dalla sinistra del basket nel cestino e non è messo in discussione nemmeno se becca nei quarti <strong>un secco 3-0 da Caserta</strong>? Quando arrivò nella capitale per sostituire <strong>Nando Gentile</strong> disse a <strong>Claudio Toti</strong> davanti a fidati consiglieri: “Io con questa squadra arrivo in semifinale a occhi bendati”. Difatti. Ed ebbe il coraggio pure d’aggiungere: <strong>“Se non sono poi un coglione, mi gioco lo</strong> <strong>scudetto con</strong> <strong>Siena”.</strong> Sì, a tressette col morto. Quando riuscì a mettere sotto Siena, sparò convinto e serio: “Oggi è probabilmente finito il ciclo vincente del Montepaschi ed forse è iniziata la nuova era romana sotto il segno della<strong> Lottomatica</strong>”. O kappa, ma intanto <strong>Giachetti e Gigli</strong> sono già al mare e aspettano ansiosi solo la chiamata di <strong>Pianigiani </strong>per spararsi nelle vene anche un po’ d’aria pura di montagna <strong>nel ritiro di Bormio</strong> con la nazionale. Dove spero Simon Mago chiami <strong>Marco Carraretto</strong> e lasci perdere <strong>Superbone Vitali</strong> che ha saltato la terza sfida dei playoff con la Pepsi, ma che non è servito neanche in questa occasione a <strong>Boniciolli</strong> almeno come alibi per giustificare l’incredibile e<strong> ingiustificata resa a Caserta.</strong> Sarebbe stato il massimo dei massimi che forse neanche <strong>Cicciobello Tranquillo e l’Orso Eleni</strong> gli avrebbero stavolta fatto passare per una scusa buona.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/01/minucci-rinchiuso-nello-sgabuzzino-dove-repesa-manda-gentile-a-far-la-sauna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le visioni di Vitali che può piacere solo a Pittis e i tagli della crudele Cremona&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/30/le-visioni-di-vitali-che-puo-piacere-ormai-solo-a-pittis/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/30/le-visioni-di-vitali-che-puo-piacere-ormai-solo-a-pittis/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 May 2010 08:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Allievi]]></category>
		<category><![CDATA[Ario Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Cremona]]></category>
		<category><![CDATA[Crosaril]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmonte]]></category>
		<category><![CDATA[Datome]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[nikolic]]></category>
		<category><![CDATA[pancotto]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Vitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1760</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dal Paguro Metanifero di Cesenatico dove al posto del petrolio trovi una barriera corallina, o almeno così ce la vendono, ammesso che la si voglia comprare. Posto ideale per guardare i playoff seguendo la filosofia di quel cantautore a cui dispiaceva di morire, ma si sentiva comunque contento, uno che ha trovato l’anima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">OSCAR ELENI dal Paguro Metanifero di Cesenatico dove al posto del petrolio trovi una barriera corallina, o almeno così ce la vendono, ammesso che la si voglia comprare. Posto ideale per guardare i playoff seguendo la filosofia</span></strong> di quel cantautore a cui dispiaceva di morire, ma si sentiva comunque contento, uno che ha trovato <strong>l’anima negra</strong> dei nostri uomini di basket che amano il gioco vacanza, che stipendiano giocatori anche nel periodo estivo quando gente che avrebbe bisogno di lavorare duramente sui difetti tecnici, sulle carenze fisiche, va a guadagnare qualche euro per insegnare cose che non sanno a ragazzini che non conoscono i loro difetti e fanno fatica a pagare i loro pregi. <strong>Era una</strong> <strong>massima del professor Aza Nikolic</strong>, benedetto sia il suol nome, per sempre, quando si alzava alle sei del mattino per istruire gli insegnanti dei campi estivi diretti da lui:  &#8220;Non bisogna organizzare per dare alle famiglie la scusa di parcheggiare un ragazzo due o tre settimane, non è serio pensare soltanto al guadagno&#8221;. <strong>Quando lo diceva i più onesti arrossivano, ma</strong> <strong>tiravano avanti, gli altri vanno avanti come adesso</strong>.  Mentre ci avvicianiamo alle <strong>semifinali senza una notte libera</strong>, almeno per le prime tre partite, leggiamo il diario di un allenatore appena trombato, di uno appena lasciato libero senza fare tanto rumore, di uno che vorrebbe stare, ma non sa ancora capire perché a <strong>Bologna, Roma, Avellino, Cremona,</strong> <strong>Varese, Biella</strong> non tutti la pensano alla stessa maniera e, purtroppo, i primi ad essere riconfermati sono gli stessi che dovevano essere presi per il bavero e scaricati dalla <strong>rupe Tarpea. </strong>Per fortuna <strong>resta Scavolini a Pesaro</strong> e speriamo che non gli facciano venire il nervoso<span id="more-1760"></span> come l’ultimo in cordata, quello che ad un certo punto lo voleva trascinare giù nel fondo, dove c’è il metano e non la passione. Dicevamo del <strong>diario di Argo</strong>, un cane da combattimento inventato dalla crudeltà di uno scrittore tedesco che ha ambientato i suoi gialli a <strong>Trieste</strong>. &#8220;Sono fuori di me per la rabbia, i tagli, le frustate bruciano sulla pelle, la droga mi fa impazzire. Odio e sono disperato, umiliato. Ma lui è il mio padrone. Gli obbedisco”. <strong>Pensieri di un cane in una</strong> <strong>vita da cani</strong> che ci vuole rubare <strong>don Aldo Allievi</strong> e questo ci fa urlare di rabbbia come Argo nella notte dove <strong>Cantù ha visto le nuove stelle</strong> <strong>eliminando Bologna. </strong></p>
<p><strong>Fretta di servirvi il rafano col maiale dopo quarti di finale finiti troppo presto</strong> <strong>per almeno tre squadre</strong> che meritavano di andare un po’ più avanti, perché <strong>Treviso </strong>si è fatta eliminare dando l’impressione di avere qualcosa su cui costruire un bel futuro, perché <strong>Montegranaro</strong> si è trovata tutto contro e non certo il carattere da vendere di cui si parla a <strong>Milano</strong> senza sapere di cosa si sta parlando, anche se la cosa non stupisce perché poi sono gli stessi delle porte chiuse, delle corde vocali tagliate a chi vorrebbe mettere sempre un po’ di storia nei racconti e nei vestiti, perché<strong> Roma ha</strong> <strong>scoperto di aver sbagliato tutto</strong> anche nei presunti rinforzi facendosi prendere in giro persino da chi difende <strong>le tristezze dei Datome</strong>, <strong>le crisi</strong> <strong>mistiche dei Crosariol</strong>,<strong> le paure dei Gigli</strong>, <strong>le visioni del Vitali che può</strong> <strong>piacere soltanto ai Pittis</strong>. <strong>Tre buonissimi allenatori alla gogna, </strong>tre società con una idea sbagliata del domani se deve essere costruito sulle macerie di questo campionato. <strong>Cosa dicevamo a Caja quando andò a salvare</strong> <strong>la Cremona che addirittura infierisce su un gentiluomo</strong> <strong>e un grande personaggio come Ario Costa? </strong> Non ha saputo ascoltare, meglio, ha sentito il brusio, ma si era messo in testa che avrebbe salvato i già condannati mentre toglieve le castagne azzurro dal fuoco di Barnaba l’incompreso. Ci è riuscito. Premio? <strong>Grazie e arrivederci</strong>. <strong>Doloroso il non</strong> <strong>rinnovo di Avellino a Pancotto</strong>, ma le cose vanno così quando c’è l’opzione giusta e allora si capiscono, magari, anche tanti altri divorzi che hanno fatto rizzare il pelo a chi deve pettinerselo ogni mattino sullo stomaco. <strong>Sulla serie Cantù-Bologna, ammettiamolo, ci siamo divertiti tutti più che in</strong> <strong>ogni altra sfida</strong>. Allenatori freschi e interessanti, qualche buon giocatore portato alla vita nova, le solite scoperte che lasciano aperto il canile per quelli che, non avendo mai imbroccato un giocatore, mai visto più in là del loro nasino all’insù, bagnato dagli umori del tiro da tre punti, si sono visti riconfermare nelle cariche e nelle discariche. Ci consoliamo sentendo che <strong>Udine</strong> avrà una Polisportiva seria e una serie di impianti sportivi veri dove anche il basket potrà rifiorire. Alleluia. Consiglio non richiesto: se avessimo come allenatori <strong>Boniciolli, Bechi, Lardo, Repesa, Dalmonte, Frates</strong>, andremmo dirittti verso il rinnovo per partire da una base più seria, per essere sicuri di non aver sprecato altro tempo <strong>inseguendo</strong> <strong>Siena.</strong></p>
<p><strong>Voce nella notte delle semifinali che si giocano rigorosamente in orario</strong> <strong>proibito per i giornali</strong>, in giorni dove si tiene conto soltanto dei commercianti, che devono essere l’unica fonte di risorsa negli incassi del Paese critico e un po’ cretino. <strong>Premio dell’anno al solito Sabatini</strong> che vendeva i biglietti per la partita contro Siena sapendo che<strong> l’orso di Cantù</strong> era difficile da stanare con giocatori sfiniti, zoppi, confusi da troppa gramigna senza salsicce. Sabatini e la settimana bolognese dei giovani che dovrebbe essere il teatro per una festa di tutti, non solo dei ragazzi sul campo. Quando organizza, inventa gli vogliono tutti bene e sarà per questo che viene perdonato quando, invece, va oltre il metanifero. Dicevamo delle <strong>semifinali: una è scritta e Cantù fa bene a pensare già al domani</strong>, anche se tenersi il poco veleno rimasto per la terza partita contro Siena è un buon segno; <strong>l’altra promette di essere lunga</strong>, ma sulle debolezze caratteriali di<strong> Caserta</strong>, misurata e pesata in Coppa Italia, in certe partite perdute nel <strong>PalaMaggiò</strong>, facevano conto anche i soloni, tipo <strong>il Peterson</strong> che ti dà favorito e poi ti accompagna sorridendo anche alla garrota come un franchista mascherato, tipo noi che pensavamo almeno ad un tre a due perché non ci eravamo messi la cera nelle orecchie come doveva fare <strong>Matteo</strong> M<strong>att Boniciolli</strong> mentre intorno dicevano che qualcosa stava rifiorendo dove avevano tagliato le radici a troppe cose logiche. <strong>Bucchi ci</strong> <strong>dice che Milano ha carattere da vendere</strong>. Verificheremo tutti insieme, i primi a capirlo dovrebbero essere i latitanti delle tribune nella speranza che sia almeno ripulito l’unico campo con aria condizionata, <strong>il Forum di Assago</strong>, pensate un po’ dove può andare il basket italiano che cerca gli stessi consensi del calcio per l’Europa e rischia di prendersi in faccia le medesime ortiche anche se ha messo a dirigere il comitato uno che, giustamente, andava bene a Cinecittà e, forse, del basket non conosce molto più di quello che <strong>ci raccontano con ellissi profonde i ragazzi di Sky</strong>. Caldo e granite per notti magiche. Ci vuole la calma dei forti pur avendo scoperto da tempo che <strong>questa Montepaschi da quarto titolo ha qualcosa in meno delle altre che l’hanno preceduta al Pantheon</strong> <strong>della gloria</strong> perché i santi non esistono e allora bisogna convivere anche con chi tende a peccare perché non ha più fame.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/30/le-visioni-di-vitali-che-puo-piacere-ormai-solo-a-pittis/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il guaio di chi crede d&#8217;essere un numero 1</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/03/02/il-guaio-di-chi-crede-dessere-un-numero-1/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/03/02/il-guaio-di-chi-crede-dessere-un-numero-1/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Asteo]]></category>
		<category><![CDATA[Bechi]]></category>
		<category><![CDATA[Belinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Bonamico]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[Cavaliero]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[gamba]]></category>
		<category><![CDATA[giachetti]]></category>
		<category><![CDATA[Kostner]]></category>
		<category><![CDATA[Lamberti]]></category>
		<category><![CDATA[Lardo]]></category>
		<category><![CDATA[maifredi]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Modena]]></category>
		<category><![CDATA[montegranaro]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Palalido]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Poeta]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzecco]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[Scavolini]]></category>
		<category><![CDATA[Soragna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1640</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI in fuga da Vancouver, dai tranquillanti per le notti nella sempre troppo affollata Casa Italia dove cominciano le vere sconfitte, dalla città dove acqua vetro e vento aiutano a dimenticare le cadute sul ghiaccio di Carolina, le cadute di stile verso l’angelica Kostner del presidente Petrucci, il numero uno del Coni che, come sappiamo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>in fuga da Vancouver, dai tranquillanti per le notti nella sempre troppo affollata Casa Italia dove cominciano le vere sconfitte, dalla</strong> <strong>città dove acqua vetro e vento aiutano a dimenticare le</strong> <strong>cadute sul ghiaccio di Carolina</strong>, le cadute di stile verso <strong>l’angelica Kostner</strong> del presidente <strong>Petrucci, il numero uno del Coni</strong> che, come sappiamo, quando lo fai arrabbiare, non porge mai l’altra guancia e ti aspetta al varco per darti una stangata. In <strong>Canada</strong> ha colpito una stella caduta e forse cadente, oltre al presidente federale dello sci che gli fece la guerra, nel basket lo trovammo crudele ed esagerato anche con<strong> Sandro</strong> <strong>Gamba,</strong> poi ha continuato e non si è fermato neppure quando ha visto i &#8220;suoi uomini&#8221; dalla schiena dritta, lo dicono loro però, tormentare il povero <strong>Maifredi</strong> che aveva osato, per una volta, non essere d’accordo su certe scelte che puzzavano di greggio, di maso, di stallatico. <strong>Venuta l’ora d&#8217;abbandonare</strong> <strong>West Broadway e il sushi di Tojo Hidekazu</strong>, ci siamo chiesti, come sempre, perché le luci della ribalta, una volta ogni quattro anni, accecano ragazzi che si vantano di essere diversi da quelli del calcio, ma poi fanno le stesse cose appena vedono un microfono, una ballerina, un dollaro: la verità è che anime semplici si complicano tutte le volte che provi a studiarle, a giustificarle, a cercare una motivazione più forte del pecorino toscano. Siamo nati per le imprese, partire da sfavoriti aiuta sempre, il coraggio oltre l’ostacolo, ma se non mi autorizzate a perdere allora sbrago. <strong>Succede anche</strong> <strong>nel piccolo mondo del nostro basket</strong> dove nel pensatoio per la riforma campionati <span id="more-1640"></span>devono aver fatto entrare un cameriere “ briao” che, sul vassoio, aveva oltre alla hierba buena anche sostanze che poi hanno fatto nascere questa idea delle squadre da mettere insieme non per meriti tecnici, per doti morali, per qualità fisiche, ma soltanto sommando l’età dei giocatori. Roba arcaica <strong>nel paese deell’imbroglio</strong> dove, come abbiamo visto si ride sui terremotati, si fanno statistiche sulle stragi degli innocenti, in questo caso vedi Napoli e poi li fai morire tutti quelli che non hanno trovato una regola per lasciare sotto la torre di Londra la testa di chi ha fatto il disastro. <strong>Non bisogna</strong> <strong>essere scienziati per capire cosa manca al giocatore italiano medio</strong> quando esce dalle giovanili, non serve avvilire la passione vera di molti per assecondare l’avidità di pochi, la faccia da cartongesso di chi giura di avere progetti per i giovani e poi fa strage. Insomma rendiamoci conto che siamo al punto in cui <strong>l’Armani</strong>, diciamo un colosso, una società che sbandiera su ogni muro il suo progetto per la propaganda del gioco e il reclutamento, <strong>un gruppo che si affida ai Pozzecco</strong>, <strong>non ai Zagharia del</strong> <strong>Palalido,</strong> ha dovuto fare allenamento con 8 giocatori nella settimana prima di andare a<strong> Siena</strong> perché non aveva ragazzi presentabili nella prima squadra giovanile, gente che potesse almeno prendersi schiaffi come capitava un tempo a tutti prospetti nelle maggiori società di serie A, <strong>dai Pittis in giù. </strong>Questo capitolo lo abbiamo chiamato manifesta inferiorità, in opposizione ai verdetti del pugilato quando un artista del ring veniva riconosciuto campione per manifesta superiorità. No, qui <strong>siamo davanti alla gleba infelice che</strong> <strong>domanda pane a Siena</strong> e, pur ricevendo perle, come è capitato all’Armani sul campo degli invincibili, <strong>dura da un anno in Italia questa striscia senza veri</strong> <strong>peccati del Montepaschi</strong> sfinito da una golosità che, lo dicemmo in tempi non sospetti, poteva costare anche cara, insomma con queste meraviglie da mettersi al collo <strong>i ragazzi del Bucchi</strong>, che cerca sempre l’illuminazione lontano dalle origini del sistema <strong>Olimpia</strong>, hanno pianto sulle loro disgrazie, non si sono accorti del regalo e hanno lasciato l’impresa che sicuramente avrebbe allargato le solite bocche da &#8220;fuoco mediatico&#8221; quelle che bastano ed avanzano, <strong>nel paciugo del giornalismo</strong> <strong>sportivo malvestito</strong>, <strong>presuntuoso, invidioso e inginocchiato</strong>, per nascondere errori di base nella costruzione della nuova casa che ricordano tanto la casa dello studente dell’Aquila.</p>
<p><strong>Milano avrebbe potuto scrivere un paginetta in più nella nuova storiella da</strong> <strong>lupo Artusio, ma non ci è riuscita</strong>. Siena fuori di testa, Milano fuori dal mondo. Occhi febbricitanti quelli della <strong>Mens Sana in un</strong> <strong>corpore non tanto sano, consumato</strong>, ma se guardavi gli occhi dei giocatori Armani c’era da spaventarsi: <strong>ragazzi col pigiama a strisce</strong>. Eppure dicono che in settimana ci sarà il ritorno alla gioia, al divertimento negli allenamenti, una spinta forte per staccare di nuovo <strong>la Virtus dell’ex Lino</strong> <strong>Lardo</strong> che già aveva regalato sali nella partita di andata. Il mezzogiorno al <strong>Forum </strong>sarà aperto alle famiglie, prezzi stracciati. Poi non veniteci a dire che mancano iniziative per far amare le scarpette di vetro che oggi sono sotto i piedi dei ragazzi Olimpia. Ci sarà reazione, certo bisognerà anche studiare molto perché il marinaio che ora guida il brigantino del <strong>Sabatini </strong>perfidamente ispirato dalla pochezza dei suoi avversari, parliamo dei dirigenti con le palle gol che, purtroppo, continuano a passargli <strong>la Lega e la Fortitudo</strong>, quel Lino Lardo, dicevamo, fatto tornare dall’America e poi lasciato nell’isola che non c’è dal<strong> Tito Livio Proli della Modena</strong> <strong>swinging</strong>, ha conoscenze per creare problemi, magari non uomini forti come quelli di Bucchi, ma il sistema di gioco funziona. Come funziona tutto nel giardino <strong>dell’architetto Fabrizio Frates</strong> che ora dovrà spiegarci cosa succede alle squadre di <strong>Repesa</strong> che sembrano sempre subire il massimo pur impegnandosi per subire il minimo. C’è qualcosa nell’aria che confonde i giocatori quando un allenatore insiste su certi principi difensivi? Si apra una inchiesta. <strong>Montegranaro meravigliosa, Scavolini più bella che mai</strong> e per fortuna in tempo utile a far <strong>diventare cicuta il caffè dei soliti che a Pesaro</strong> risolvono tutto preparando un moscone su cui caricare allenatori e giocatori che non vincono abbastanza. Ma siamo sempre nella retroguardia e la lotta per la retrocessione diventerà qualcosa di tormentato da non affidare, certo, ad <strong>arbitrini che fischiano i sospiri</strong>, come abbiamo visto nell’ultima settimana italiana, così diversa, purtroppo, dall’ultima settimana europea. <strong>Basket gioco di contatto? Deve esserlo per non farlo diventare palla</strong> <strong>prigioniera o tiro</strong> (da tre, tiro che ora maledicono tutti) <strong>al bersaglio</strong> sul quale si costruiscono carriere nobili e vassallaggi umilianti. Non ne possiamo più dei falli fischiati sui palleggiatori, dipende se sono in casa o fuori, dipende da certe simpatie, dal solito bajon, che girano le spalle alla difesa e avanzano a mezze culate, pronti a sbracciare appena vengono sfiorati. Stessa cosa nella battaglia per prendere posizione vicino al canestro. <strong>Tutta una recita</strong> da mini cestisti. Certo fidarsi degli arbitri è dura e in Italia, come in Europa, certe cose fanno capire che il pesce puzza sempre dalla testa se, ad esempio, anche questa volta, i prescelti per la grande manifestazione sono <strong>Cerebuch e Lamonica,</strong> certo direttori di gara di valore, mentre restano a casa i migliori in assoluto e cioè <strong>Sahin</strong> (conta il fatto che è di scuola turca?) e quel<strong> Facchini</strong> che continua ad essere il fra Bastiano (il super prete spretato del <strong>Marchese del</strong> <strong>Grillo interpretato</strong> <strong>dal Bucci attore</strong>, anche se <strong>l’Albertone della Virtus</strong> tricolore, ai suoi tempi, sarebbe stato magnifico su qualsiasi palcoscenico) del sistema, con questa mania di scartare le caramelle per i <strong>telecronisti</strong> che ne sanno una più del diavolo, quelli che decifrano per la <strong>sora Maria</strong> ogni chiamata corna, ogni linguaggio del corpo statistico dello sport fatto <strong>di numeri e mai di uomini, ominicchi e quaqquaraqua</strong>. La peste a tutte e due le famiglie (della <strong>Roma beona</strong> dicisa nel basket da piccole idee molto confuse) <strong>gridava Mercuzio</strong> mentre <strong>Boniciolli ci diceva che questo Giachetti vale Poeta</strong>. Il suo concittadino <strong>Nereo Rocco</strong> davanti ai pavidi che sussurravano &#8220;vinca il migliore&#8221; rispondeva secco: Speremo de no. Ecco.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">PAGELLE</span> e andate voi sul ring a farvi dire che non potete mai vincere per</strong> <strong>manifesta inferiorità:</strong></p>
<p><strong>10</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a Giancarlo ASTEO</span></strong>, un grandissimo allenatore, un uomo di basket che ci manca come Aido Fava, Mario Borella, Beppe Lamberti, come tutti i veri maestri, uno che, per fortuna, hanno deciso di ricordare con una manifestazione per squadre giovanili del Sud. Se cercate esempi, maestri, non vi mancano cari federalotti. Basta rileggere non credete ai fessi che danno soltanto calci al passato.</p>
<p><strong>9 al genietto CAVALIERO </strong>che ispira, con Maestranzi, le rotte di Montegranaro facendo le scarpe a chi credeva e crede che le squadre si possono fare con le figurine. La scelta di rinunciare ad uno straniero per dare spazio e fiducia alla gente con fosforo è un capolavoro e pensate che è riuscita al Manero Vacirca che, ogni tanto, si domanda, se non avrebbe fatto meglio a continuare nel tennis: no, meglio resti col basket, ricordando, appunto, che non è tennis e non si gioca mai da soli come pensano e pensavano alcuni “ grandi” giocatori, come ci urlano quelli che hanno l’aggettivo prontoi appena uno fa canestro dopo un elemntare arresto e tiro per inciucchire difensori dalle gambe torpide.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">alla SQUADRA SERBATOIO</span></strong>, progetto spagnolo che vorrebbero adottare anche molte società italiane (Milano e Bologna, oltre a Siena hanno già il piano sopra la scrivania) per mandare i migliori giovani a farsi le ossa nel campionato sotto quello del presunto spettacolo per ciechi che propinano al piano superiore. Snellire la burocrazia, mandare in palude il genio che sta inventando una serie B con squadre che non superano i 245 anni. Fermateli voi che potete. Meneghin non farti bacchettare da tutti ne i vedovi delle peggiori gestioni di questo sport.</p>
<p><strong>7</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a quel testone di Attilio CAJA</span></strong> che si è stancato di aspettare l’investitura federale e ha accettato l’impresa difficile, non impossibile, caro Artiglio, di salvare Cremona, i progetti di Cremona, la nuoa fede di una città che ama il gioco persino dai tempi in cui Gusman e De Mattei svernavano fra cotechini e canestri ben fatti.</p>
<p><strong>6</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a Marco BONAMICO</span></strong>, presidente della Lega due, se riuscirà a difendere il territorio dai lupi che vanno nelle sue città perché nelle loro li prendono a sassate. Settimana di Coppa Italia a Sassari, di cari ricordi, di frontiera nuova per Meo Sacchetti e la Sardegna che ha tanto desiderio di massima serie, pur sapendo che servono banche e Regioni amiche per farcela, ma lo dicano subito e non scoprano dopo che era troppo lungo il passo da fare.</p>
<p><strong>5</strong> <span style="text-decoration: underline"><strong>al MANCINELLI</strong></span> mumero uno, lui ci credeva ed è stato un guaio, che ogni tanto ritarda nel ricreatorio Armani, che perde concentrazione e ferocia nel momento in cui stava convincendo tutti. Ora arriva la Virtus nella sua casa fredda del Forum e lui potrebbe riscattarsi. Certo l’Armani lo dice da molte settimana e, magari, questa volta, le andrà bene.</p>
<p><strong>4</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">a CAPOBIANCO e BECHI</span></strong>, allenatori che, pur per strade diverse e filosofie differenti, ci sono sempre piaciuti perché la crisi delle loro squadre finirà per darla vinta a chi già storceva il naso per il Capo vice capo, con Dalmonte, del Pianigiani sulla strada di Damasco, per chi ha fatto molto bloccando la candidatura del livornese da Ovo Sodo.</p>
<p><strong>3</strong> <strong><span style="text-decoration: underline">al veterano SORAGNA</span></strong> che ha buttato giù dal letto i cicisbei del sistema ricordando che quando le cose vanno male in attacco allora bisogna lasciare la pelle delle ginocchia in difesa e, quando si torna verso il canestro nemico, si cerca di passare la palla per trovare tiri facili e non mortaretti da capodanno cinese. Caro “Ciglione” ti sei fatto dei nemici, e già in Nazionale ti guardavano storto se dicevi queste verità anche al tuo amicone Bargnani.</p>
<p><strong>2<span style="text-decoration: underline"> al Marco BELINELLI</span></strong> che ha perso qualche giro nelle rotazione dei Raptors, che sembra un po’ sperduto nel sistema Triano: non ci dica che dobbiamo rimandare in America l’unità di crisi per consolarlo e presentargli un programma personalizzato da svolgere nella dolcezza di casa Pini a Bormio, programma furbo e rigenerativo come si farà per lo &#8220;svogliato&#8221; Gallinari, inciucchito da luci fasulle delle Gazze con coriandoli, per il Bargnani a cui si garantirà il preparatore atletico di fiducia. Voi direte che sono soldi buttati tanto quelli all’Azzurro pensano come quelli che raccolgono sempre fondi per gli altri, mai per il povero che hanno vicino a casa. Ma dai.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">alle SCHIENE LITUANE</span></strong>, per non parlare delle teste da bosco verde, per non ricordare la loro cattiva attitutine difensiva, perché Lavrinovic e Petravicius stanno complicando molto i progetti di Siena, progetti da grande squadra, e quelli dell’Armani, progetti che non prevedono una visita nelle 1679 partite vinte dall’Olimpia, fra campionato e coppe. Avanti con il chiropratico, magari quello che ha miracolato lo slalomista Razzoli.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline">ai Sacrati, ai PAPALIA</span></strong>, a quelli furbi , ai vecchi marpioni che hanno portato al fallimento società gloriose, se non riusciranno a spiegarci cosa li spinge a rovinare e rovinarsi la vita, a cercare luce dove, al massimo, trovano delle pile quasi scariche. Non può essere la stessa passione dei pionieri, dei tanti volontari che mandano avanti il basket di frontiera, non può esserlo perché, ad esempio, se la Fortitudo vincesse il campionato di A nazionale poi non potesse salire di categoria allora sarebbe sacrilegio, profanazione. Stiamo già molto male come quando leggiamo su sito di Lega i punti segnati contro le “creature” della Napoli che non c’è della Rieti che fu.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=h" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/03/02/il-guaio-di-chi-crede-dessere-un-numero-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I bidelli di via Vitorchiano, i tromboncini televisivi e i menestrelli senza anima&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/02/i-bidelli-di-via-vitorchiano-e-i-tromboncini-tivu/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/02/i-bidelli-di-via-vitorchiano-e-i-tromboncini-tivu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Becirovic]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Capobianco]]></category>
		<category><![CDATA[Cremona]]></category>
		<category><![CDATA[Crosariol]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmonte]]></category>
		<category><![CDATA[Della Valle]]></category>
		<category><![CDATA[Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Filadelfia]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[fucka]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[legabasket]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nba]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Stern]]></category>
		<category><![CDATA[Tola]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[Triboldi]]></category>
		<category><![CDATA[Vitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1548</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI, o almeno quella che resta di lui dopo aver ascoltato l’ultima predica in tutù, da una vasca piena di rose nel centro del Cairo, mentre intorno infuria la bufera per la vittoria dei calciatori alla Coppa d&#8217;Africa, convinto a non usare il trucco della regina Nefertiti perché gli americani, sempre loro che mangiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.lavezzi.eu/wp-content/uploads/2010/01/coppafrica.jpg" alt="" width="178" height="145" /><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong>, <strong><span style="text-decoration: underline">o almeno quella che resta di lui dopo aver ascoltato l’ultima predica in tutù, da una vasca piena di rose nel centro del Cairo, mentre intorno infuria la bufera per la vittoria dei calciatori alla Coppa d&#8217;Africa,</span></strong> convinto a non usare il trucco della regina Nefertiti perché gli americani, sempre loro che mangiano volentieri plastica, hanno scoperto che era tossico e, se ti lasciavi andare, non c’era protezione garantita né dal dio Horus, né dal dio Ra. I truccatori, però, insistono. Hanno la voce e le facce dei <strong>tromboncini televisivi</strong> che seguono la corrente del Nilo azzurro nella valle dell’eco, dove i piccoli faraoni ordinano una nuova piramide, intimando agli schiavi di dare un calcio al passato. Non lo faremo, ma non per nostalgia dei tempi in cui il basket italiano era quello che indicava la strada, non per il rimpianto di sentirsi magari snobbati da questi poveri menestrelli, ma soltanto perché era davvero tutto molto più bello e a conciarlo così sono questi nuovi profeti. <strong>Quando decidi di risparmiare sugli stipendi agli</strong> <strong>allenatori dei giovani, quando vai dietro alle statistiche e non cerchi nell’anima di un giocatore</strong>, quando credi a tutte le bugie di questi finti centurioni del lavoro, quando non segui il sacro concetto veneto dove si invitano allenatori, presidenti, giocatorini con il braccio corto e la mente coinfusa, a tacere prima di parlare, allora il calcio nel sederone lo diamo a questi fasuli che fingono di commuoversi appena cercano di celebrare maestri che non hanno mai avuto e che, quando questi maestri erano in vita, imitavano nelle cose peggiori, mai in quelle che avrebbero aiutato la loro crescita. <strong>Ci siamo fatti prestare gli occhi da James Ellroy</strong>, il grande scrittore americano a cui piace raccontare la violenza, il Male, ma con ottimismo, dice lui, anche se la sua lama taglia proprio dove vorremmo tagliare noi adesso che abbiamo visto naufragare, senza tanta dolcezza, la barca del presidente federale, accompagnato da Peterson, nel furore generale della fureria federale, dentro il mare grande del basket americano. <strong>Dino accolto con gli onori dovuti ad uno che è nella Casa della</strong> <strong>Gloria a Springfield</strong> <span id="more-1548"></span>( come da noi? come hanno fatto certi sapientoni della casa cantiniera di Lega) mentre i topolini nel formaggio saltellavano intorno a <strong>Petrucci</strong> in visita pastorale a Biella. Lui, il numero uno del nostro basket, a guardare in faccia i tre ragazzi d’oro che fingono di ascoltarlo, ma che hanno già le scuse pronte per saltare fuori dalla maglia azzurra, gli altri, i numeri zero del consiglio federale, <strong>scatenati nel fare i dispetti</strong> <strong>a Simone</strong> <strong>Pianigiani,</strong> con la speranza che perda la testa. Il nuovo commissario tecnico dice un nome e<strong> i bidelli di via Vitorchiano</strong> , in coro, ne dicono un altro. Gli hanno fatto passare, come assistenti,<strong> Dalmonte e Capobianco</strong>, ma chiusa lì. Su<strong> Caja</strong> ci sarà da discutere, mentre noi prigionieri del sogno ci chiediamo come sia possibile che il capo allenatore, quello che deve riformare tutto, non abbia in mano anche le scelte tecniche per il settore giovanile, quello dove un tempo si costruivano giocatori, quello che oggi serve soprattutto per fabbricare consensi e nuovi voti. Certo che le <strong>povere creature</strong> sono sempre state prese in ostaggio da chi cercava voti, così come era importante andare anche in posti dove era più facile farsi male che allenarsi, ma se esageravano trovavano contro non un muro di coristi, non la gomma di questa<strong> Lega</strong> scorporata che cede sempre con fermezza, ultimo il caso della coppa Italia, ma gente tosta. Certo non riusciamo ad immaginare <strong>il Tony Manero Vacirca</strong> che, da assente ingiustificato nell’assemblea di Lega dove si decideva la sede, dopo aver ricevuto tutte le lezioni dal solito <strong>Sabatini</strong>, si alza in piedi urlando addirittura che il sorteggio è stato fasullo. Lui lascia la delega a Biella, si fida prima, ma poi non si fida più. Non diciamo <strong>ai tempi di Porelli</strong>, perché l’avvocatone sarebbe andato a comprare scarpe chiodater in <strong>Montegranaro </strong>per poi inseguire sul vialone principale il “ bravo manager”, ma in un periodo qualsiasi della storia societaria questa finta ribellione non sarebbe davvero passata. Come si può convivere con chi sospetta che si trucchino anche sorteggi banali, perché, banalmente, a qualcuno, Siena, prima o poi, dovrà toccare? <strong>Prima di parlare taci diceva il pilone della mischia al fringuello</strong> che dai trequarti gli saletellava intorno, pronto a scappare, mentre lui era già all’inferno, anche se credeva di essere nato per rivoluzionarlo questo inferno. Non ce la fanno. Parlano, straparlano e la famosa scuola italiana del tiro a segno vive di gloria se il tiro da tre va dentro e poi sussurra nel bagno degli spogliatoi che ci vorrebbero anche palle dentro, palle sotto,palle vere in difesa. Ma non conta. Braghette corte, calze lunghe, ma, come dicevano <strong>sotto i portici a Bologna</strong>, <strong>almeno si vedevano i maroni</strong> e non si ascoltavano le marronate di questi paggi Fernando che fanno i corifei, che ripetono banalità per giocate straordinarie, stagioni straordinarie, per uno straordinario e ricercato spiraglio nelle parole più false per far sapere che non saranno mai ripetitivi.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">PAGELLE </span>e mantieni la calma nel bagno di rose, ma non dire che sei lucido dopo aver visto come <strong>Milano e Varese</strong> hanno ridotto la loro super sfida, come il mondo attorno a noi fa in fretta a prendere in giro<strong> Boniciolli o Repesa oggi</strong> <strong>e Pianigiani domani</strong> se dovesse andargli male l’Eurolega perché ci sono molte possibilità che una squadra invincibile da noi non lo sia nel grande basket continentale. <strong>Il figlio della Lupa senese</strong> deve fare attenzione a tutto e, per adesso, può soltanto consolarsi (?), sapendo che <strong>Di Bella</strong> è meglio di tutti gli altri presunti registi in circolazione, che <strong>Causin</strong> ha più cose dentro del <strong>Crosariol amletico</strong>, che sui tre americani sarebbe meglio non fare conto, che sul programma di allenamenti e sedi deve decidere in proprio e al più presto senza entreare nella santa barbara frederale.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline">10 al MINUCCI machiavellico</span></strong> che ha mandato i ragazzi del suo vivaio contro i viandanti dell’avvocato (?) Papalia. Dovevano farlo tutti, ma non tutti hanno un viavaio decente come direbbero molti davanti a progetti di facciata. Questa potrebbe essere la soluzione. Affidate a Caja una squadra di under ventuno, pagata dalla Lega, che gioca nel nome di questa Napoli che fa azionariato popolare sempre in ritardo, che ha campi fatiscenti, ma se ne accorge soltanto quando deve scaricare le colpe su altri.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline">a Secondo TRIBOLDI, proprietario di Cremona</span></strong>, per aver resistito quando la squadra sotto di venti dava fiato ai soliti infelici che vorrebbero soltanto ricchi scemi alla guida di società dove invece serve una sana aministrazione per non finire come Napoli, come Rieti, come tanti altri posti. Coraggioso e paziente e ora non ascolti quelli che fanno il tiro al bersaglio su un buon allenatore.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline">a Sani BECIROVIC che, da paziente pastore del basket pensato,</span></strong> indica la strada ai peripatetici che sfuggono di mano al povero Bucchi nello stesso momento in cui il povero Proli si è convinto che il suo calcione al passato avrà il conenso della gente, farà davvero tremare le tribune del Forum dove soltanto la musica è sempre motlo alta, mai il livello dello spettacolo: loro amano che la gente veda ma non senta e, soprattutto, non si possa scambiare in pace qualche idea, magari prpprio sul narcisismo dei nuovi pascià.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline">a Fabrizio FRATES che ha messo in buca anche la Virtus Solare</span></strong> rimontandola quando già i giocatori di Lardo facevano i pavoni pur sapendo di essere, al massimo, uccelli del coro in un paradiso lontano dal loro talento. Ci vuole il braccio forte, la mente lucida per risolvere situazioni difficili. Se prendi Frates sai che non devi avere intorno fighette permalose.</p>
<p><strong>6<span style="text-decoration: underline"> al nano dorato GREEN che ha ridato sorriso al Dalmonte</span></strong> ancora confuso da questa investitura azzurra. Ora, nel caso del piccolo principe di Filadelfia, vorremmo chiedervi se valgono di più i suoi 12 assist o il 5 su 6 nel tiro da 3? Non fate i furbi dicendo che va bene la miscela. Non fate i furbi andando nel sacrilego ovile dove qualcuno pensa che un Aldo Ossola non avrebbe saputo far andare in cielo i saltimbanchi di oggi, i ragazzi con il passaggio dietro la schiena incluso nel prezzo.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline">a Dan PETERSON e Dino MENEGHIN</span></strong> che, tornati dagli Stati Uniti, non hanno fatto una volatona per raggiungere il Forum, per vedere quello che è rimasto della sfida Milano-Varese. Il nano ghiacciato non ci dica che non gli hanno dato una tessera omaggio, il presidente non ci venga a raccontare che non aveva voglia di polvere ad Assago dopo essersi goduto il caramellato del Madison.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline">a Luca VITALI che ha fatto la scelta giusta</span></strong> nell’assurdo finale di Cremona dove Roma, come la vera Salomè, dopo aver chiesto la testa del Battista Gentile, si era denudata di nuovo, ma che si è messo anche a ridere quando gli hanno chiesto come potevano accadere cose del genere. Lui faceva la faccia di quello furbo che non aveva colpe, proprio come quando era a Mailano. Una maschera unica nel circo del povero Toti.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline">al TOLA che dirige il subbuglio del settore arbitrale</span></strong> perché se facesse attenzione non manderebbe certa gente a rovinare gli arbitraggi di Facchini o Sahin, non manderebbe per i campi di A2 i soliti noti, quelli pagano sempre i dividendi delle maialate di chi va in attacco a testa bassa, di chi considera il fattore campo una sua assicurazione per fischi sempre applauditi come diceva il povero Fucka tormentato ad Imola.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline">al commisioner della Nba, David STERN</span></strong>, che, ascoltanto il grido di dolore del presidente Meneghin, gli ha fatto capire che all’Italia lui pensa sempre in modo positivo: ci manderà i Knicks, li manderà a Milano, ma proprio questi?, ma vuole che la scuola produca altri ragazzi da servire al popolo migrante in serate da funiculì funiculà, quelle dove ci starebbero bene anche i designati dal Poz per un futuro al di là? Già. Al di là.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline">a Barak OBAMA, presidente degli Stati Uniti, che va volentieri a vedersi anche il basket colleggiale,</span></strong> che scherza in televisione su suo futuro da telecornista, che si gode Geoprgedtown mentre silura Duke per il piacere di tutti noi, cominciando dal Marchese Della Valle, che in casa di coach Key, ehi ragazzi se non state al passo con la questa generazione di pappagalli vi silurano perchè quelli prendono a calci il passato e qualsiasi cosa gli rammenti che fanno fatica ad essere credibili, autorevoli e simpatici, insomma nella tana di quello squadrone universitario avevamo visto i mostri di una difesa che non lasciava scampo al palming, all’hooking, a quel cavolo che volete voi.</p>
<p><strong>0</strong> tondo tondo <strong><span style="text-decoration: underline">alla LEGA</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline">per non aver risposto</span></strong> subito e in maniera decisa alle accuse di Montegranaro, per essersi illusa di averci convinto dopo aver aggiustato il peperone nel forno di chi voleva cucinarselo alla sua maniera. Come diceva Totò qui siamo davanti a caporali che conitnuano a recitare da uomini, o, come suggeriva Sascia, davanti ad ominicchi e quaqquaraqua che recitano la parte del super dirigente ispirato che pre4ndno a calci il passato mette lka testa nel bugliolo del suo greve futuro.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/02/02/i-bidelli-di-via-vitorchiano-e-i-tromboncini-tivu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una tranquilla domenica a tutto basket tra il Palaverde e Roma riscoprendo che di Siena ce n&#8217;è purtroppo sempre una sola</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/una-tranquilla-domenica-di-basket-tra-tv-e-tivu/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/una-tranquilla-domenica-di-basket-tra-tv-e-tivu/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 20:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[benetton]]></category>
		<category><![CDATA[Bonamico]]></category>
		<category><![CDATA[Brugnaro]]></category>
		<category><![CDATA[Buzzavo]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fregonese]]></category>
		<category><![CDATA[fucka]]></category>
		<category><![CDATA[Garris]]></category>
		<category><![CDATA[gentile]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Mancinelli]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[Myers]]></category>
		<category><![CDATA[pesaro]]></category>
		<category><![CDATA[Pistoia]]></category>
		<category><![CDATA[Pungetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Sacco]]></category>
		<category><![CDATA[Sales]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Tosi]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[Vecchiato]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Vitucci]]></category>
		<category><![CDATA[Zisis]]></category>
		<category><![CDATA[Zorzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1421</guid>
		<description><![CDATA[                          di CLAUDIO PEA
Una domenica di basket  esagerato dopo tanto calcio-panettone. Sin troppo. Un mezzogiorno di sole dopo tanto gelo. Già troppo. Al Palaverde di Villorba. Così, tanto per vedere che effetto (mi) fa Siena. Da bordo parquet. Dopo tanta pallacanestro in televisione. Mai troppa, come direbbe il Grande Orso Eleni che mi ha appena spedito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.benettonbasket.it/images/palaverde.jpg" alt="" width="222" height="145" />                          <strong><em><span style="text-decoration: underline">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Una domenica di basket  esagerato dopo tanto calcio-panettone</strong>. Sin troppo. Un mezzogiorno di sole dopo tanto gelo. Già troppo. <strong>Al Palaverde di</strong> <strong>Villorba.</strong> Così, tanto per vedere che effetto (mi) fa Siena. Da bordo parquet. Dopo tanta pallacanestro in televisione. Mai troppa, come direbbe<strong> il Grande Orso Eleni </strong>che mi ha appena spedito il primo pezzo del 2010, lungo dieci cartelle, che divoro goloso e mando subito geloso in rete. Respirando l&#8217;aria della campagna intorno. Gustando sapori antichi e cari anche ai barbagianni della Serenissima Repubblica dei miei avi. Frugando nei ricordi per cercare di capire se quello sia ancora il nostro,  il mio mondo. Aiuto, rileggendomi già m&#8217;annoio. E allora m&#8217;affretto, corro, entro al calduccio. Non c&#8217;è <strong>Superbone</strong> <strong>Tranquillo </strong>ed è questo già un sollievo.<strong> </strong>Cerco <strong>Tonino Zorzi trombato </strong><strong>dall&#8217;ecumenico Boniciolli.</strong> Pensavo ci fosse. E invece niente. Peccato,  avrei visto volentieri la partita accanto al mio saggio Paron parlando anche d&#8217;altro. Di golf e dei fratelli Molinari per esempio. Ma l&#8217;avrei visto soprattutto ancora bene a Roma a fianco di quel Matt(e)o di Trieste che ha troppi amici fasulli  che gli ruotano attorno. Per carità,  posso sempre anche sbagliarmi, ma non credo. Non c&#8217;erano soldi per entrambi, mi dicono.<span id="more-1421"></span> Per <strong>Ginettaccio Natali</strong> invece sì. O per<strong> Luca Vitali</strong> pure. E assai m&#8217;adombro. A proposito di Roma, c&#8217;è <strong>Nando Gentile</strong> al Palaverde con signora: è spaesato, ammutolito, strano. Si capisce che c&#8217;è rimasto molto male, ma neanche provo a consolarlo.<strong> Penso a quel che fecero a Repesa prima che al Bonsai di Caserta e allora cerco spensierato una seggiola accanto a Bicio Pungetti </strong>che sabato era a Pistoia, adesso è qui a Treviso e alla sei di sera sarà a Faenza per <strong>Imola-Venezia </strong>finita 92-88. La nona sconfitta della <strong>Reyer</strong> in quattordici giornate: vogliamo parlarne? Magari più tardi. Pungio mi dà gioia, entusiasmo, voglia di basket come pochi altri sulla terra. Da quando c&#8217;è lui in Legadue non perdo di vista neanche quel campionato che ha in <strong>Marco Bonamico</strong> un sorprendente presidente e in <strong>Attilio Caja</strong> un narratore sapiente. Tifo ovviamente per <strong>Myers, il nuovo Evangelista</strong>, e per la sua Rimini, che è un <strong>Sacco </strong>bella in attacco, ma in difesa non punge, non graffia, fa flanella. Eppure sono sicuro che prima o poi risorgerà con lo spirito giusto del meraviglioso <strong>Renzo Vecchiato</strong>. Ho visto in tv <strong>San Gregorio</strong> <strong>Fucka</strong> prendere per manina Pistoia e indicargli la strada della vittoria proprio contro Rimini. Ed è qui allora che vi chiedo come sia possibile che per lui non si sia trovata un&#8217;altra cittadinanza nella massima serie. Coraggio, rispondete, <strong>sciagurati manager</strong> ai quali è stata data la combinazione per aprire <strong>le cassaforti di Milano e Roma</strong>, ma non per spendere e spandere senza neanche arrossire di fronte a Siena che vi saluta piantandovi in asso <strong>ancor prima che arrivi la</strong> <strong>Befana </strong>con le calze piene di carbone tutto per voi. Almeno a Treviso hanno fatto le cose (abbastanza) per bene rivelando subito con chiarezza programmi non più faraonici e ambizioni non più esagerate. Puntiamo ad un posto tra le prime quattro, disse in autunno l&#8217;orgoglioso <strong>Giorgione Buzzavo</strong> e, visto che <strong>Siena, Milano e Roma</strong> hanno speso più della Benetton, in pratica puntiamo alla quarta piazza. I tifosi con orgoglio strillano &#8220;Benetton&#8221; anche quando la squadra di <strong>Frank Vitucci</strong> è sotto di un ventello, o giù di lì, comprendendo che la Mens Sana è comunque di un&#8217;altra categoria. Forse ho corso troppo. D&#8217;accordo, mi scuso e torno indietro. Dunque dicevo, già, mi siedo accanto a Pungetti, alle spalle del buon <strong>Simone Fregonese</strong> in focosa telecronaca diretta e di <strong>Andrea Tosi</strong>, cuore fortitudino ma non raccontatelo in giro, che sabato ha fatto una gran bella intervista a <strong>Carletto Myers</strong> nella quale il migliore realizzatore italiano di Legadue, che perderà magari il pelo ma mai il vizio di strapazzare i canestri, ha infilato anche perle su perle di saggezza riuscendo a riscaldare persino la minestrina insipida che da qualche anno è diventato il primo piatto di basket sulla <strong>Gazzetta.</strong> Riconoscendo soprattutto che da <strong>Bianchini, Tanjevic e Caja</strong> ha avuto tantissimo. Non schemi fatui, ma veri insegnamenti di vita. Non<strong> l&#8217;insopportabile lavagnetta</strong> dei Tranquillo o il pic and roll esasperato dai mediocri allenatori, ma ricette buone per crescere prima come uomo e poi come campione.  Anche la mia compagnia a bordo parquet è ottima e abbondante, prendo dunque appunti leggeri. Il  primo è che la Benetton è diventata a me e a molti fuori le Mura una squadra simpatica come lo è il <strong>Chievo</strong> e come non lo era mai stata in passato se non negli anni difficili del <strong>Barone Sales</strong> o delle giovanili acrobazie di<strong> Toni</strong> <strong>Kukoc.</strong> La gente di Treviso applaude <strong>Zisis</strong> e questo è molto bello. Poi magari anche sbaglia ad offendere ripetutamente la moglie di <strong>Minucci,</strong> ma il palasport è quasi pieno e quattro o cinque imbecilli si possono anche tollerare tra quattro o cinquemila persone normali. Un veloce esame finestra pure alle due panchine: su quella di Frank Vitucci stanno seduti <strong>De Nicolao</strong> (1991), <strong>Sandri </strong>(1990), <strong>Motiejunas </strong>(1990), <strong>Hukic</strong> (mai visto) e <strong>Hackett </strong>(1987, inguardabile). Non bastasse  non c&#8217;è neanche il rampollo di Nando cresciuto più del padre, il talentuoso <strong>Alessandro Gentile</strong> (1992) che s&#8217;è infortunato e starà fuori un paio di mesi. Sull&#8217;altra fremono <strong>Zisis, Domercant, Carraretto, Lavrinovic, Marconato e</strong> <strong>Ress.</strong> Non so se mi spiego. Dico solo che solamente con il ritorno di Zisis in maglia biancoverde la Benetton potrebbe sul serio come minimo centrare il quarto posto. Del resto lo vedrebbe anche un cieco che a questa squadra <strong>manca</strong> soprattutto <strong>un playmaker</strong> che le possa garantire con continuità gioco e sicurezza. L&#8217;avrei detto anche a <strong>Gilberto Benetton</strong> se non fosse rimasto in vacanza. Forse a <strong>Cortina </strong>d&#8217;Ampezzo. Sforare il budget a volte si deve e si può. Innamorarsi del <strong>Monte Paschi Siena</strong> è invece molto più facile ancora. Non tanto per il suo forziere e la sua forza d&#8217;urto, ma per quel ragazzo che è diventato grande e ora finalmente anche cittì. <strong>Un tesoro di</strong> <strong>ragazzo</strong> del quale tutti dobbiamo essere orgogliosi come lo siamo di <strong>Ettore Messina</strong> e di pochi altri che abbiamo visto crescere in casa senza perdersi per strada. Come Messina il nostro <strong>Simone Pianegiani</strong>, che non facevo<strong> juventino al mio pari</strong>, sa parlare agli arbitri e farsi rispettare da loro. Pure questa è una qualità che magari può fare arrabbiare Buzzavo che ogni tanto fa capolino dal sottopassaggio della tribuna e urla di tutto mostrando la faccia cattiva al mondo. Lo capisco, sarei eguale anch&#8217;io nei suoi panni (d&#8217;avversario), ma tale e quale era anche <strong>l&#8217;Ettore fiero-zitti-e-mosca</strong> quando allenava Treviso e non è che la cosa dispiacesse poi molto al <strong>presidente nei secoli dei secoli benettoniano</strong> che ama comunque più gli allenatori stranieri dei nostrani. E allora teniamocelo ben stretto <strong>il </strong><strong>Paggio della contrada della Lupa</strong>. Lo dico con il cuore in mano rivolgedomi soprattutto a <strong>Dino Meneghin</strong>, del quale sono fratello maggiore per qualche mese: aiutiamolo, se occorre, a scegliersi  i compagni d&#8217;avventura in nazionale <strong>senza inciuci politici e raccomandazioni craxiane</strong>. Non lo nascondo: al suo fianco ci vedrei bene <strong>Attilio Caja</strong>, come il Paron stava ad hoc vicino a Boniciolli, ma qui sono troppo di parte e quindi mi ritiro in buon ordine aggiungendo appena un paio d&#8217;altre osservazioni ancora sulla bontà di Siena e del suo giovane principesco trascinatore. Da quando è al Monte dei Paschi persino <strong>Hawkins, che non mi ha mai fatto impazzire</strong>, è diventato un giocatore che m&#8217;appassiona per l&#8217;acquisita concretezza estrema. Infine non so se ci abbiate fatto caso, ma Siena ha punito <strong>la generosa Treviso</strong> nello stesso momento in cui la Benetton, negli ultimi minuti del primo tempo, aveva in campo il suo miglior quintetto, mentre Pianigiani s&#8217;era affidato a <strong>Carraretto, Domercant, Ress e Marconato più l&#8217;imbarazzante McIntyre</strong> del primo quarto d&#8217;ora. Meditate gente, meditate e intanto me ne vo dal Palaverde sotto un cielo che già macina neve augurando buon anno a chi non vedevo da tempo e mi fa comunque capire di volermi ancora bene anche se ho sempre la fissa &#8211; dice &#8211; per <strong>Milano</strong>. Niente di meno vero. Solo Superbone Tranquillo può essere ancora orbo di una squadra costruita con i piedi per arrivare seconda e<strong> tenuta insieme con lo scotch da sette</strong> <strong>successi consecutivi</strong> contro sei squadre, esclusa Bologna, che avrei potuto battere anch&#8217;io standomene all&#8217;ora della partita comodamente sprofondato in pantofole sul sofà davanti alla televisione. O bisogna essere fenomeni per vincere in casa con <strong>Cantù, Pesaro</strong> (al supplementare), <strong>Napoli e Cremona</strong> e per grazia ricevuta a Teramo? Non credo. Bisogna piuttosto essere molto bravi a segnare <strong>la bellezza di ventun punti in venti minuti a Roma</strong> e fare pena come <strong>Mancinelli</strong> e<strong> Hall</strong> per tutta la gara. O avere gli stessi punti in classifica della <strong>diabolica Cantù</strong> che con gli stipendi di <strong>Mordente</strong> e <strong>Bulleri</strong> non solo ha costruito una signora squadra, ma le sarebbero avanzati pure i quattrini per pagare da bere alla <strong>Brianza </strong>intera. D&#8217;accordo, non sono i soldi a dare la felicità nemmeno nel piccolo mondo della palla nel cestino. Altrimenti il buon <strong>Gigi Brugnaro</strong>, opulento <strong>presidente della Reyer</strong>, si sarebbe già dovuto sparare a fronte delle<strong> misere</strong> <strong>cinque vittorie</strong> che gli ha sinora regalato una squadra che gli è costata una fortuna e che anche Dan <strong>Peterson</strong> avrebbe giurato che sarebbe volata in serie A a occhi chiusi sulle ali di <strong>Garris e Janicenoks</strong>. <strong>Con il Tigre nel motore</strong>. E invece.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/una-tranquilla-domenica-di-basket-tra-tv-e-tivu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ultimo capolavoro della Lega di Renzi e quello indecente della Napoli di Papalia</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/lultimo-capolavoro-della-lega-di-renzi-e-del-papalia-che-ha-portato-il-basket-allindecenza/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/lultimo-capolavoro-della-lega-di-renzi-e-del-papalia-che-ha-portato-il-basket-allindecenza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 17:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Casalini]]></category>
		<category><![CDATA[Chiacig]]></category>
		<category><![CDATA[Dalmonte]]></category>
		<category><![CDATA[De Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Grignolino]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[Montanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[Parisini]]></category>
		<category><![CDATA[Perrotta]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Roggero]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Rovati]]></category>
		<category><![CDATA[Sama]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[virtus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1440</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI da Portacomaro, nel Grignolino, come diceva Veronelli, parlando di un vino che lui considerava anarchico testabalorda, come ci sentiamo anche noi prendendo ispirazione dal titolo di un libretto scritto bene e con passione da Nicola Roggero, una delle belle voci di Sky. Purtroppo gli fanno fare il calcio, ma ora andrà ai Giochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://img.bnit.webpont.com/art/mini150/Papalia_BN.jpg" alt="" width="145" height="154" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>da Portacomaro, nel Grignolino, come diceva Veronelli,</strong> <strong>parlando di un vino che lui considerava anarchico testabalorda</strong>, come ci sentiamo anche noi prendendo ispirazione dal titolo di <strong>un libretto scritto bene</strong> e con passione <strong>da Nicola Roggero</strong>, una delle belle voci di Sky. Purtroppo gli fanno fare il calcio, ma ora andrà ai Giochi invernali, spera nell’atletica, uno con passione sportiva autentica e quando lo conoscemmo noi era a Roma, nel carrozzone del <strong>Messaggero Basket</strong>, quello dove gli juniores venivano trattati come principi, quello dove <strong>Bianchini</strong> spostava pullman vuoti per punizione. Voce per quel mondo che affascinò persino <strong>il commissario Parisini, </strong>sceso nella capitale per far portare via le piante dei fiori superflue, per sequestrare telefonini che aveva anche la sora Marcella, per rimettere a posto, su ordine di <strong>Angelone Rovati</strong>, i conti di <strong>una società finanziata fin troppo bene da Sama e Gardini</strong> con i soldi degli altri, per purificare l’aria, bonificare il territorio, perché il nostro vero Papa lo sapeva e lo saprebbe fare ancora. <strong>E’ uno dei</strong> <strong>tanti, il Parisini, a cui il basket deve tantissimo</strong>, a cui la Lega dovrebbe ancora ispirarsi nell’organizzazione<span id="more-1440"></span> del personale e risorse economiche, ma, come sapete, nessuno è profeta nella sua patria, soprattutto se in giro vagolano barlafusi invidiosi, si preferiscono altri personaggi dalla bocca larga, gente che andrebbe sfidata a dimostrare d&#8217;essere davvero il meglio di questo sistema e dispiace che i più bravi, ci sono anche adesso accidenti, si imbrachino, come diceva <strong>quel giudice al processo di Norimberga</strong> prima di essere condannato all’ergastolo, con certa gentaglia. Questo è il mondo che si sono scelti per fingere di contare qualcosa e la fine di certe avventure, come sanno bene a Pesaro o alla Fortitudo, è un po’ <strong>quella triste della Napoli</strong> <strong>che al basket non aveva dato niente</strong>, diciamo quasi niente, neppure quando poteva sognare ed era in grado di vincere una Coppa Italia con tre fuoriclasse e molta gente ordinaria in ogni posizione della società, una città che ora si agita, veramente erano in 150, perché <strong>indignata col Papalia</strong> che, <strong>dopo aver illuso e poi abbandonato Rieti,</strong> che pure gli dava il cuore, l’affetto, certo non tanti quattrini perché forse in città non c’era tanto da sperperare, <strong>ha provato a riaccendere le luci sui campi fatiscenti della</strong> <strong>Napoli che aveva già fatto scappare uno come Maione</strong>, ma lo ha fatto pensando che ci fosse ancora l’illuminazione a gas. Almeno questa è l’idea dopo il licenziamento di <strong>Marcelletti</strong> che aveva capito tutto subito, la fuga di giocatori che non vedendo il primo stipendio si erano rimessi in viaggio. <strong>Gaetano Papalia ha camminato nel vuoto</strong> senza che in Lega facessero una piega, senza che la Federazione si accorgesse del disastro annunciato. <strong>Ora siamo alla farsa delle partite affrontate con giocatori under</strong> <strong>21 presi proprio da Rieti</strong>, con statistiche mandate in malora, con una credibilità yemenita. Vergogna per tutti e non ci aiuta a sorridere neppure<strong> Manfredo Fucile</strong>, uno che sul campo, una volta, era proprio bravo, uno che fuori dal campo era divertentissimo, perché la sua richiesta pubblica a Papalia come presidente regionale (&#8220;Quanto vuoi per andartene&#8221;) doveva essere diversa: <strong>quanto ci dai prima di andartene</strong> per sempre nella lega dove potrete accordarvi con quel tipo che mandò in fallimento Pesaro e con quell’altro che aveva provato ad incantare la Bologna fortitudina?</p>
<p><strong>Ci scusi Nicola Roggero se siamo andati così avanti e non abbiamo messo la</strong> <strong>luce giusta sul libro edito da Scritturapura</strong>, <strong>storie di sport e</strong> <strong>di vino controcorrente</strong>, storie che si capiscono bene ascoltando il calciatore Matthew le Tissier: &#8220;Facciamo così, io faccio gol per il Southampton e voi non mi rompete le balle&#8221;.  Magari potesse dire così anche <strong>Matteo Boniciolli</strong> che si è immerso, tutto nudo, come piace alla gente de mar, alla gente di Trieste, nella fossa dei serpenti romani, quella denunciata così bene <strong>dall’Attilio Caja che, ci dicono, ma nessuno conferma, potrebbe essere uno</strong> <strong>degli artigli giusti per Simone Pianigiani</strong>. Comunque sia a Roma c’è uno sceriffo nuovo che non ha bisogno di consigli dal parterre, sa bene come affrontare le curve, anche se spesso le sue Dakar sono finite male, nella polvere, perché gli piaceva sempre esagerare un po’ nel dire la verità e ci sta provando anche questa volta con l’ossessionante ritornello su Siena che considera avvicinabile, battibile. <strong>Una febbre che ha rovinato spesso la vita di</strong> <strong>questo bell’anarchico testabalorda</strong>, di uno che si alzava all’alba per provare a far allenare i giovani cestisti come quelli del nuoto, prima e dopo la scuola, uno che soffre le catene, l’ipocrisia, uno che sbaglia con piacere se può metterci la faccia, uno che anche vincendo, lo ha fatto a Udine, ad <strong>Avellino</strong>, con la <strong>Virtus</strong>, senza contare le zingarate con <strong>Fortitudo e</strong> <strong>Ostenda</strong>, non ha trovato amici, ma soltanto reso più folto l’esercito dei quaqquaraqua che sono suoi nemici cronici. <strong>Gente da balera con molta brillantina addosso</strong>. Per fortuna, ogni tanto, gli capita di trovare hierba buona in Lombardia e prima <strong>Varese e poi Milano</strong> <strong>gli hanno almeno dato la</strong> <strong>possibilità di masticare un pezzo di</strong> <strong>vita</strong> in questo campionato che lo tormenterà ancora perché certi giocatori non li cambi portandoli tanto in palestra, certa gente andrebbe presa a calci e mandata sui campetti dove troverebbe <strong>i ragazzi</strong> di<strong> Sky</strong> pronti a ridere con loro, gli stessi che annunciavano un gran pubblico all’Eur e si sono trovati poco più di 4000 spettatori. <strong>Non ne possiamo più</strong> <strong>delle statistiche nei momenti chiave di una partita</strong>: i numeri invece delle facce, certe sviolinate al muro invece di provare ad ascoltare verità che non si nascondono nello zucchero del post partita dove soltanto uno come <strong>Bucchi</strong> può raccontare alla gente di Milano che <strong>l’Armani, a Roma, ha in pratica sbagliato soltanto 20 minuti dopo</strong> <strong>un periodo dorato</strong>. Dorato lo pensano loro, quelli che hanno fatto sapere alla gente di Milano come l’Eurolega debba essere considerata soltanto un territorio per buoni allenamenti. Qualcuno ha reagito (&#8220;Se sono allenamenti allora fateli a porte chiuse come vuole il vostro allenatore&#8221;), qualche altro ha parlato <strong>di volpe e di uva</strong>, in molti si sono chiesti il motivo di tante spese se l’Euro è nulla, se il campionato si gioca soltanto per arrivare secondi. Sono nuovi, gente che va in pellegrinaggio ovunque, ma non nella città che dovrebbe amarli e che si dimostra <strong>gelida anche quando ti</strong> <strong>inventi il Natale a 10 euro nel Palalido senza riscaldamento. </strong></p>
<p><strong>PAGELLE e Grignolino ricordando</strong> <strong>al Roggero</strong> piemontardo che ci siamo sentiti traditi quando, nella breve storia della sua vita sull’ultima di copertina, si è vergognato di far scrivere che aveva cominciato a fare il giornalista sul brigantino della <strong>Voce di Montanelli, </strong>dove l’avventura finì male, ma in gloria della mente, anche se sulla stessa barca c’erano i tipo Severgnini. Dunque eccoci ai remi:</p>
<p><strong>10 al trio Medusa FUCKA, MYERS, CHIACIG</strong>, 25 anche domenica, che giocano in A2, che hanno la fortuna d&#8217;avere un cantore come il Pungetti che allaga il mondo sul torneo dove almeno la gente sembra ancora vera perché Bonamico ispira simpatia ed è bravo, perché sanno cosa vogliono e dove possono andare anche se al piano di sopra fanno i citrulli perché è la cosa che gli viene meglio.</p>
<p><strong>9 a DE ROSSI e PERROTTA</strong>, calciatori curiosi,che hanno resistito fino alla fine nella tonnara dell’Eur dove la Roma capitona prima ha illuso di aver trovato la lampada per fare miracoli e poi si è sporcata le braghe, salvandosi soltanto perché Milano ha spezzato le solite catene quando sembrava troppo tardi e certi litigi interni venivano mascherati nella totale anarchia del gioco offensivo.</p>
<p><strong>8 ad elettrino DALMONTE</strong> che ha rimesso in marcia Pesaro appena il Nettuno di baia Flaminia ha liberato i giocatori sui quali era stata costruita una squadra che ha sempre giocato bene, anche quando non trovava la vittoria, anche nel periodo dove tutto e tutti erano contro. Faccia da tigre incazzata nella più bella delle partite Sky della giornata dedicata al baloncesto, uno spettacolo in campo perché Teramo è anima di tutti, una bella postazione per ascoltare <strong>un Casalini quasi recuperato alla sua vera</strong> <strong>ironia</strong> senza cancelli da chiudere al passaggio di chi crede davvero di essere numero uno, pur sapendo che <strong>il numero uno resta a Sport Italia</strong> <strong>ed è il Peterson</strong> che solleva la testa anche a chi meriterebbe di tenerla nel bugliolo, il nano ghiacciato che faceva la elle e che regalò al Casalini borbottando anche lo scudetto di Livorno con la stessa meravigliosa tattica d’attacco ispirata da Mike e Dino.</p>
<p><strong>7 a Simone PIANIGIANI</strong> che ha già indossato i vestiti di chi sfiderà le colonne d’Ercole di questo basket italiano dove i ragazzi nostri fanno a pugni per uscire dalla palestra, non per entrarvi. Ora la mentalità di gruppo è quella delle vacanze lunghe. Lunghissime in estate per chi non è nei giri delle nazionali, esagerate d’inverno quando si dovrebbe lavorare per la pagnotta perché i padroncini del vapore hanno bisogno di euro. Recalcati, il predecessore del Piccolo Principe lupaiolo, ha spiegato che questa sosta farà bene, ma pure lui si è accorto che è stata una puttanata e ce lo ha detto dai microfoni di Sky, voce tecnica nella prima delle dirette, quella di Treviso, dove la Benetton ha fatto bella figura, ma dove certo non doveva uscire dal campo dicendo che era comunque soddisfatta: ehi gente, al Palaverde ci sono bandiere e scudetti che dicono come sia difficile accettare la legge dei più forti.</p>
<p><strong>6 a MAGGIOLI e FORMENTI</strong> protagonisti italiani nella partita di Cremona dove la Virtus ha salutato con un successo importante il nuovo sponsor Canadian Solar, dove abbiamo scoperto che la testa è l’unica cosa che si deve allenare vedendo Collins entrare ed uscire dai suoi incubi con un tormento interiore che non può aiutare la sua squadra a sognare in grande, o almeno a sognare come tutte quelle che fanno da damigelle al gran ballo della Siena che già rosola il quarto scudetto anche adesso che il gufo dissente. A proposito gente di Cremona e di Ferrara non esagerate nel pretendere ciò che non potere avere.</p>
<p><strong>5 al maramaldo GARRI</strong> che ha fatto il suor record stagionale contro i ragazzini di Napoli. Ci vuole altro per far perdonare questo talento che se avesse lavorato di più e parlato di meno ci avrebbe aiutato a coprire un ruolo che era molto importante agli albori della storia Azzurra del Recalcati che, comunque, da lui, ha succhiato quasi il meglio.</p>
<p><strong>4 al presidente del comitato arbitri TOLA</strong> che non è riuscito a convincerci spiegando come la situazione nella categoria, dopo lo tsunami calabrese, sia da considerarsi tranquilla anche se molti pensavano che ci sarebbero state altre sospensioni. Lui ha smentito e siamo contenti per Paternicò, Capurro e Sabetta, i primi due visti a Roma nella partita più attesa della 12^ giornata e quindi considerati fra i migliori, per Beneduce e Perretti che, invece, venivano indicati, dai media malvagi, come indiziati di rosso cartone come diceva Tanjevic.</p>
<p><strong>3 al PAPALIA</strong> che ha portato il basket nel giardino dell’indecenza. Doveva lasciar perdere, anche se aveva il diritto di vantarsi per essere riuscito a trovare la salvezza con Rieti quando già il sintomo del campionato irregolare portava il suo nome. Speriamo di non doverlo più ascoltare mentre si lamenta, speriamo che nessuno gli dia più credito, ma in terra di ciechi, spesso, gli orbi dettano legge, come direbbero a Roseto.</p>
<p><strong>2 all’ UFFICIO TESSERAMENTI</strong> chiuso per ferie natalizie che ha impedito alla Ngc Cantù di far giocare il nuovo giocatore serbo al posto del fuggitivo Jeffers. Una cosa che s&#8217;accoppia bene con il caso Napoli, una vergogna non nuovissima che lascia aperto il discorso sull’autonomia gestionale dei campionati, anche se conoscendo i personaggi a cui dovrebbe essere data questa responsabilità già tremiamo.</p>
<p><strong>1 alla NAZIONALE</strong> che ancora deve nascere perché se ci dicono che Poeta è il miglior regista e Crosariol il miglior pivot, se dobbiamo dare retta alle liste Myers, alle liste che sembrano così logiche, dove entra persino Hackett, allora prepariamoci a soffrire e sentir sbraitare il Petrucci che stranamente non era all’Eur di fianco a Veltroni, ma le vacanze sono sacre, sperando che non sia sempre per colpa dell’anatema al Meneghin a gomiti larghi.</p>
<p><strong>0 alla LEGA</strong> e grazie per essere sempre pronta a prenderti il voto peggiore perché questa lunga vacanza natalizia è stata davvero una sciagura, soprattutto perché richiesta dalle stesse società. Siamo sicuri, caro Renzi, che sia una cosa saggia aver abolito la partita delle stelle? Certo non puoi fare festa quando gli associati, con stile oxfordiano, urlano ai microfoni che sodomizzeranno il collega che non accetta i loro ricatti, quando si parla di querele e processi, quando si litiga su tutto, ma avendo idee magari non si perdono altri amici considerando che solo il basket ha perso uno sponsor mentre altri giurano che i marchi tipo Tim hanno dato e hanno ricevuto solo vantaggi. Inoltre, e la cosa ha stupito persino i giornali sportivi che godono quando possono dedicarsi soltanto alla Nba con pistole fumanti, vi sarete pure accorti che le finali scudetto inizieranno esattamente quando comincia il Mondiale di calcio. Ma a voi cosa importa. Belle finali, già scritte a 40 gradi senza aria condizionata obbligatoria, mentre la gente ulula aspettando di capire se Lippi è davvero un santo. Un capolavoro gestionale.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/01/04/lultimo-capolavoro-della-lega-di-renzi-e-del-papalia-che-ha-portato-il-basket-allindecenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le pagelle di Natale: 10 a Siena e Cantù</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/22/le-pagelle-di-natale-10-a-siena-e-cantu/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/22/le-pagelle-di-natale-10-a-siena-e-cantu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[Bottai]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Eur]]></category>
		<category><![CDATA[Le pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Porelli]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<category><![CDATA[Scavolini]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Teramo]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[treviso]]></category>
		<category><![CDATA[virtus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1412</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI incantato da Paolo Rumiz che, volendo fuggire dal mondo, ha finito per trovarne uno a sorpresa, una epifania nell’Italia vitale e segreta, quella che Simone Pianigiani dovrà esplorare con pazienza, seguendo le tracce di vomito lasciate da Meneghin ( grande Dino sparagliele in faccia a quei sepolcri imbiancati) quando si è accorto che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 5px 10px" src="http://static.blogo.it/booksblog/Paolo_Rumiz.jpg" alt="" width="137" height="191" /><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>incantato da Paolo Rumiz che, volendo fuggire dal mondo,</strong> <strong>ha finito per trovarne uno a sorpresa, una epifania nell’Italia vitale e segreta, quella che Simone</strong> <strong>Pianigiani dovrà esplorare con pazienza</strong>, seguendo le tracce di vomito lasciate da Meneghin ( grande Dino sparagliele in faccia a quei sepolcri imbiancati) quando si è accorto che i naufraghi sperduti <strong>nell’isola di Circe</strong>, quelli che sono<strong> Proci</strong> a prescindere, erano gli stessi disperati arrivati a casa sua per chiedere aiuto, per obbligarlo a coprire la lettiera federale sporcata dal tradimento di chi sapeva, ma taceva, di chi non voleva vedere, di chi ha scelto il veleno delle parole e della calunnia, la stessa che ora monta in una federazione dove chi sognava il posto di un Bertea e di altri gingilli romani sta facendo il diavolo a quattro, su e giù per le montagne <strong>inventandosi persino lettere</strong> <strong>di rinuncia alla nazionale di Stonerook in inglese</strong>, no sembra aramaico ai calunniatori, forse lo hanno preso per un russo e hanno letto niet, forse hanno sbagliato cinema e si sono trovati davanti al gran rifiuto di un giocatore che da Siena aveva fatto sapere di non essere pronto per una stagione completa (<strong>parola di Recalcati</strong> quando volle giustificare la non chiamata per la<strong> Spagna</strong> dopo l’infortunio di <strong>Rocca </strong>ad inizio preparazione europea), questione di età e fisico, ma che nascondeva anche tensioni antiche e chi frequentava Azzurra doveva ben saperlo. <strong>Fiabesca bellezza dei paesaggi, umani e naturali,</strong> dice Rumiz nel suo libro edito da <strong>Feltrinell</strong>i, rabbia per il potere che lo ignora perché bisogna partire dai monti naviganti per scoprire un paese diverso e , forse, bisogna partire dai ragazzini che in un angolo del palazzotto di <strong>Brescia</strong>, serie A dilettanti, inseguivano felici un palloncino da buttare nel canestro appeso al muro, mentre sul campo i “ grandi” si davano da fare <strong>per la gloria di un campionato</strong> <strong>minore dove quasi tutti sembrano divertirsi più che nelle gelide arene</strong> <strong>della serie A.</strong> Per solidarietà con <strong>Avellino</strong> hanno spento le caldaie al Palalido<span id="more-1412"></span> costringendo persino <strong>Armani </strong>a guanti, sciarpa e vino speziato, hanno reso gelide le tribune che non dovevano essere ripulite dalla neve, ma soltanto dalla polvere.</p>
<p><strong>Dal mare alla Drava, dal Tagliamento al Vajont, dal Piave all’Adige e poi</strong> <strong>all’Inn,Valtellina, Chiavenna, Ticino, dal Rosa al</strong> <strong>Bianco, da Savona al Trebbia, dal Sannio all’Ofanto, dagli Alburni al</strong> <strong>Pollino. </strong>Bel giro, belle visioni, lontano da tutto dagli arbitri superuomini che fischiano da dietro, vedono quello che altri non possono individuare e poi scatenano tempeste come quella di <strong>Bologna</strong>, anche se <strong>Treviso </strong>aveva dominato e la Virtus ha scoperto di essere una squadra con poco talento offensivo che avrebbe bisogno, sempre, di super mastini difensivi per salvare le sue partite quando entra soltanto il tiro di Vukcevic. Monti Naviganti per le tattiche “ ripugnanti” di<strong> Matteo Boniciolli</strong> uno che alla fine della corsa, speriamo il più tardi possibile, ci racconterà davvero cosa lo spinge a cercare l’anima di giocatori e di società che non sanno nemmeno da che parte si comincia e, come urla l’amareggiato Attilio Caja, faccia attenzione all’incompetenza che circonda <strong>Toti</strong> (lui, <strong>Artiglio,</strong> cita il solito avvocato che comincia per Ti, ma questo lo ha aggiunto l’autore dell’articolo sul giornale romano, e <strong>il Bottai che guarda gelido la</strong> <strong>prateria dell’Eur</strong>, ma che non sembra avere la competenza, anche se la bocciatura alla Virtus non dovrebbe fare testo). Siamo felici per il ritorno sulla sabbia dorata di baia Flaminia della <strong>Scavolini </strong>che ha resistito sull’orlo del burrone di Monte Ardizio e aspettando Williams, credendo ancora in Van Rossom, è uscita dalla buca portandosi dietro anche il sorriso di Green. Non avendo voglia di aspettare l’assemblea di Lega, dove non hanno portato un maestro Muti per cambiare certe facce e certi umori, legati, parlando di organizzazione delle società, soltanto <strong>alla cena del Diana dove Paola Porelli non ha voluto</strong> <strong>dimenticare chi aveva voluto davvero bene all’avvocatone</strong>, soltanto a quei personaggi che brindavano nell’ultimo tavolo in fondo, vi serviamo le pagelle per la sosta infame, quella che il basket non avrebbe mai dovuto fare perché i calciatori hanno un motivo per fermarsi, considerando la neve ed il resto, mentre chi gioca nelle palestre aveva il dovere di rendere meno noiose le feste come direbbe il commissario Adamsberg che faceva il turno di notte fra il 24 e il 25 ottobre, giornate per litigi, omicidi e suicidi. Per fortuna i peccatori andranno comunque in palestra, peggio per noi se non abbiamo alternative e certo non perdoneremo mai chi ci propone dal solito trespolo il grande sport di <strong>Sky</strong> partendo dall’amichevole per beneficenza della <strong>Miccoli All Star</strong> contro non sappiamo cosa. <strong>Roba da</strong> <strong>matti, da restituzione di una quota dell’abbonamento</strong>. Certo, direte voi, in certe palazzi l’inverno si sente e come, ma la rabbia viene pensando che soltanto il basket regala tante vacanze spesate ai suoi professionisti tutelati dalla <strong>Giba</strong>, a proposito abbiamo fatto il conto degli italiani obbligatori in squadra e della loro <strong>targa più nota</strong> <strong>come n.e.,</strong> un bel gruppo accidenti, tanta gente da pagare ogni mese per fare la controfigura in allenamento. Per i cestisti non da nazionale esiste un’estate bella lunga, quella dove in tanti hanno organizzato campi di non istruzione per bambini incanti dal nome e non in grado di farsi restituire, nella maggioranza dei casi <strong>come tuonava il professor</strong> <strong>Nikolic</strong>, la quota lasciata nell’ufficio reclutamento. L’inverno doveva essere soltanto di piacere agonistico. Pazienza. Ci si rivede a gennaio anche se <strong>Biella </strong>ha organizzato per <strong>il 30 dicembre</strong> una <strong>amichevole con il Maccabi</strong> che farà bene ad una squadra andata fuori giri appena l’incenso è arrivato nella nuova arena.</p>
<p><strong>PAGELLE di squadra</strong>, scegliendo l’uomo della prima parte nella stagione, segnalando il voto all’allenatore in base alla formula <strong>Peterson</strong>, dieci a prescindere da certe ripetizioni in telecronaca, dieci a lui, a <strong>Caja e Boni</strong>, <strong>vere novità catodiche</strong>, una formula che considera zero e quindi ben fatto il lavoro senza sorprese, per questo <strong>Pianigiani </strong>avrà poco più di zero, mentre si andrà su più o meno uno e due per chi sbraca quando deve fare il suo. <strong>Pagelle, </strong>cari amici, ma noi ci sentiremo ogni settimana, a meno che i titolari dei siti che ospitano queste lacrime di Allah non vadano in vacanza godendosi le peggiori feste possibili, alla ricerca dell’angolo oscuro che un giorno ci proposero da Treviso e che mai abbiamo visto illuminato.</p>
<p><strong>SIENA 10</strong>, meglio 11 come le vittorie in un campionato dove chi doveva sfidarla ha preferito ignorare l’ostacolo, insomma in giro non c’è stato nessun presidente con il coraggio di Ettore per scendere davanti alle porte di Ilio affrontando il pelide Achille che, come sappiamo aveva un tallone da colpire, ma sembra che al Montepaschi non abbiano talloni adesso che hanno domato persino il tipo Hawkins. Per Pianigiani il più 5 petersoniano che nel suo caso è il massimo dei massimi. Adesso gli toccherà fingere di essere felice per la fatica con Azzurra, almeno fino al giorno in cui scoprirà che non abbiamo un regista ed un pivot decenti.</p>
<p><strong>CASERTA 9</strong> alla società, 8 alla squadra, più 5 a Sacripanti, una lode per la coppia italiana Di Bella- Michelori, con tanti saluti a chi li ha scaricati in passato.</p>
<p><strong>MILANO 8</strong> perché è uscita dalla buca dove non sentiva gli ordini del maestro Bucchi ( più 4), perché pur non regalando emozione si è scoperta comunque squadra appena la natura ha eliminato il doppione più pericoloso, quell’Acker che ora aspettano, ma che non aggiungerà niente se toglierà qualcosa al Bulleri appena ritrovato. Uomini della squadra Mordente, altro ripudiato da chi non ha mai meritato niente, e il Mason Rocca che ci avrebbe aiutato con Azzurra se soltanto i tornei internazionali non si giocassero senza pause.</p>
<p><strong>AVELLINO 7</strong> alla squadra, 9 ad Ercolino e al suo eterno sorriso che non vuol dire essere sempre contenti, un applauso al veterano Pancotto ( +1), un bentornato ad Akyol che è la chiave navigante.</p>
<p><strong>CANTU’ 10</strong> al Trinchieri (+4) coraggioso, al solito Arrigoni che borbotta, ma sa dove mettere la pila per scoprire il sommerso. Lode al Mazzarino speciale.</p>
<p><strong>TREVISO 9</strong> al progetto, 9 ai ragazzi buttati nella mischia partendo da Alessandro Gentile, 6 al Vitucci (-1) che non deve avere pietà per chi sgarra, per chi è troppo bambino anche da grande. Uomo chiave Neal e ci ha smentito, così come Kus.</p>
<p><strong>VIRTUS 6</strong> per la fatica di mettere insieme arte e sudore, bravo come sempre Lino Lardo (0 petersoniano). Bravissimo Vukcevic, ma per questo gruppo occorre un ritocco per la nuova annata, altrimenti saranno dolori e non ci vengano a dire che manca il pubblico per poi investire.</p>
<p><strong>BIELLA 5</strong> globale per le cadute e le risalite, Bechi (+2) torni ad usare il rostro anche con quelli che non lasciano tranquilli i giocatori attesi dalla fatica prima che dalle belle copertine. Voto Chessa più di Aradori, ma certo Soragna insegna ancora a stare al mondo.</p>
<p><strong>TERAMO 7</strong> e un bel 9 a Capobianco (-1) che ha resistito a tutto, anche alla tentazione di prendere per il collo i ragazzi d’oro. Il suo uomo chiave è stato Hoover o, forse, Carlo Antonetti.</p>
<p><strong>MONTEGRANARO 6</strong> per la dura digestione del sistema Frates (-2), di situazioni complicate dal dolore fisico. Ci leghiamo a Brunner a farebbero bene a farlo anche i suoi compagni.</p>
<p><strong>ROMA 3, 5</strong> e a Gentile 5- per non aver capito subito che le cose si sarebbero messe male dopo lo slancio in partenza, perché gli manca ancora l’arte per insegnare, non certo quella per farsi seguire. Solo Winston ha retto l’urto, ma che pena. Per Boniciolli un + 2 conquistato a Varese, ma anche un più 10 sulla fiducia.</p>
<p><strong>CREMONA 7</strong> per l’entusiasmo che spinge una squadra amante dell’attacco, con un allenatore come Cioppi (+2) che non si è fatto spaventare dalla nuova arena. Bene gli americani, ma del Cusin da 0 su 6 a Milano cosa dire? Già caro Pianigiani.</p>
<p><strong>VARESE 6</strong> per il lavoro di ricostruzione tenendo presente la varesinità, bravo Pillastrini ( &#8211; 1) anche se qualcosa gli sfugge e gli manca da quando Slay è diventato un fantasma nell’opera dove difendiamo Childress dalla vecchiaia.</p>
<p><strong>PESARO 6</strong> perché anche quando perdeva non giocava mai male, resistente il Dalmonte (-3) cocciuto che non ha mai fatto un passo indietro anche quando tutto andava male. La sorpresa Van Rossom come bibita per andare al mare con Williams.</p>
<p><strong>FERRARA 4</strong> come i punti accumulati, anche se crediamo sempre in Valli (-7) che è lo stesso della promozione e dell’ultima stagione. Gli aut aut presidenziali hanno fatto davvero male, forse come il Jackson che nascondeva la debolezza mentale del gruppo senza un vero regista.</p>
<p><strong>NAPOLI</strong> ci asteniamo da qualsiasi commento, questa è proprio gente da <strong>meno 8</strong>, a parte l’allenatore giovane che ha resistito, a parte quelli che sono andati in campo a Teramo evitando la farsa.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/22/le-pagelle-di-natale-10-a-siena-e-cantu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il torero Escamillo e Gelsomino Shrek</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/07/il-torero-escamillo/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/07/il-torero-escamillo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[aradori]]></category>
		<category><![CDATA[Blatt]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Di Bella]]></category>
		<category><![CDATA[Federbasket]]></category>
		<category><![CDATA[Mahmuti]]></category>
		<category><![CDATA[markovski]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Papalia]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Poeta]]></category>
		<category><![CDATA[recalcati]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[Shaw]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1393</guid>
		<description><![CDATA[
OSCAR ELENI dalle quinte del teatro milanese della Scala, intontito dal fumo dei sigari cubani che rilassano il maestro brasiliano Barenboim e non certi presidenti, certi allenatorini, invidioso per il costume di scena del torero Escamillo, felice di sapere che molti tecnici in difficoltà con la gente, con i presidenti, non hanno intenzione di mollare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://www.corrieredellosport.it/images/20/C_3_Media_527020_immagine_det.jpg" alt="" width="222" height="145" /></strong></em></p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong><em>OSCAR ELENI</em></strong> </span><strong>dalle quinte</strong> <strong>del teatro milanese della Scala,</strong> <strong>intontito dal fumo dei</strong> <strong>sigari cubani che rilassano il</strong> <strong>maestro brasiliano Barenboim</strong> e non certi presidenti, certi allenatorini, invidioso per il costume di scena del torero Escamillo, felice di sapere che molti tecnici in difficoltà con la gente, con i presidenti, non hanno intenzione di mollare, dimettersi, pronti a chiudersi ancora di più con la squadra in spogliatoio dove, si sa, tutti dicono di esserti fedeli salvo poi dimenticarsi, <strong>vedi Roma</strong>, che se lasci 17 rimbalzi d’attacco al nemico vuol dire che il cuore oltre l’ostacolo non sei riuscito a trovarlo nel nome della fedeltà e della lealtà. <strong>Poca attenzione, pochi marones, poco di tutto</strong>, altro che solidarietà al tecnico e, carissimi allenatori, per favore, non tirate fuori dall’armadio la solita frase:  <strong>&#8220;Purtroppo in campo non ci vado io&#8221;. </strong>Il mestiere prevede questo ed altri ostacoli, ma il fatto di non essere sul campo a dirigere obbliga gli interessati a pretendere che gli ordini siano rispettati e questo avviene se ti allenai duramente, se ripeti cento e una volta tutto dal primo movimento degli archi come direbbero <strong>i musicisti</strong> <strong>della Scala quando comincia la Carmen</strong>. <strong>Tutti toreri</strong> <strong>Escamillo, alla faccia del disperato Don Josè e del suo coltello</strong>. Pensieri brevi fermandosi alla stazione Azzurra: per l’allenatore ci va tutto bene, part time e full time, ma, per favore <strong>caro Pianigiani, caro Meneghin</strong>, non veniteci a dire che la decisione sarà presa dopo l’incontro del presidente federale con l’agente del tecnico. No, <strong>questa è una cosa che si discute fra uomini che stanno nello stesso</strong> <strong>campo,</strong> che respirano la medesima aria, che amano davvero il lavoro<span id="more-1393"></span> per cui sono persino pagati. Per il contratto va bene l’agente, ma sul resto devono essere d’accordo i due uomini nati da generazioni diverse, cresciuti in un basket che non si assomiglia, gente che anche vedendo i progressi a tempo di certi giocatori italiani si sbrodola e parla di futuro roseo <strong>per una nazionale che non ha un regista</strong> <strong>decente</strong>, <strong>un pivot di sicuro affidamento</strong>, ma soltanto succedanei del ruolo da mascherare con una ferrea disciplina nel gioco, nella difesa, nell’abbattimento dell’ipocrisia sulla famiglia azzurra che stava benissimo con <strong>Recalcati.</strong></p>
<p><strong>Per favore lasciate stare Repesa</strong> a cui si fanno dire troppe cose: anche lui dubbioso sul part time sussurra di essere per il tempo pieno al cronista che gli ha sparato con pallettoni incatenati <strong>quando era alla</strong> <strong>guida della Roma tenebrosa del Toti disperato</strong>, nello stesso momento in cui sembra la sigaraia Carmen pronto a fare l’amore con tutti: <strong>lo vorrebbe</strong> <strong>Treviso,</strong> qualcuno pensa che potrebbe ridare una dimensione a Roma, altri sperano che possa aiutarli a guarire, dalla Turchia alla Russia. In realtà <strong>Gelsomino Shrek ci manca</strong> <strong>perché era</strong> <strong>ed è un eccellente maestro</strong>, un grande allenatore per la difesa, per la costruzione di uomini e giocatori come si sente dire in giro proprio dai ragazzi che lo hanno avuto come guida e non date retta ai soliti giullari, ai ragazzi che amano il dolce, ma poi ti dicono che erano pronti a fare come i ciclisti d’inverno, sottoponendosi alla vita dura che impone una preparazione seria. Con lui si deve spendere, ma è giusto che sia così e ci viene il sospetto che anche in serie A, non soltanto nelle giovanili, si vada al risparmio proprio sullo stipendio che conta di più, quello di chi deve impostare un programma, fare un progetto. Tanto per gradire vorremmo far notare che nei Paesi dove ancora si lavora sui giocatori i progressi li vedi ogni giorno: in Croazia anche se sono nei guai con le squadre più forti, in Serbia dove il<strong> Partizan</strong>, saccheggiato ogni anno, torna ad essere pericoloso dopo tre mesi della stagione europea. Escamillo e la sua muleta per guardare in faccia i legaioli spezzati che litigano su tutto e rischiano il rogo sul bilancio, dove nessuno ha il coraggio di replicare al solito contestatore Sabatini che se ha ragione va ascoltato subito, ma se ha torto deve ricevere risposte serie non soltanto <strong>dal povero Renzi</strong> diventato vaso di coccio come i suoi predecessori. <strong>Sul caso Jennings</strong> e i suoi prodigi americani dovrebbero meditare quelli che adesso hanno scoperto che <strong>Boykins gli tiene testa</strong>, che il povero<strong> Jaaber gira confuso per Roma</strong> dal giorno in cui è arrivata la notizia dei 55 punti del ragazzo che gli doveva fare da riserva. Un po’ come il <strong>caso Cassano</strong>: prosciugato dalla lotta a distanza con <strong>Lippi</strong>, deluso da tutto e anche da se stesso appena ha sentito dire che a qualcuno piaceva di più quando non era &#8220;sedato&#8221;. La gente fa poca attenzione alle parole che usa e poi non si spiega certe crisi. Esistono per motivi tecnici, ma è la testa che spesso va per conto suo, chiedere in giro. Attenti ai lupi dell’antidoping: per adesso hanno preso soltanto uno della <strong>Snaidero,</strong> ma in serie A bisogna fare molta attenzione come direbbe Nadal.</p>
<p><strong>PAGELLE PER TORERI:</strong></p>
<p><strong>10 a Meo SACCHETTI</strong> che guida il campionato di A2 con la Sassari dalle cento vite e fa sapere che sarebbe stato un buon pilota anche al piano superiore, ma bisogna fare attenzione come direbbero i delusi dal Tigre Dell’Agnello immerso fino al mento nella crisi Reyer che sembra un po’ la crisi della “ famiglia allargata” di Boscia Tanjevic: il capostipite sul rogo Ulker, Marcelletti disoccupato, Dell’Agnello, Gentile, che almeno si consola con i bravissimi figli, ed Esposito non proprio felicissimi.</p>
<p><strong>9 al vorace ARADORI</strong> che balla da protagonista in un mondo dove i soliti esagerati lo vorrebbero interessato anche alla Nba, ma per fortuna il tipo va in palestra ogni giorno, anche nelle feste senza partite, perché si è reso conto a Roma, più che a Milano, che soltanto il lavoro paga e beato lui che con Bechi ha trovato un maestro paziente che nei primi giorni, quando il ragazzo pensava di aver fatto un favore a Biella, ha sopportato quell’aria un po’ così del genio incompreso. Poi lui ha abbassato le gambe, la cresta e ora si vede fiorire un bel giocatore.</p>
<p><strong>8 a Beppe POETA</strong> che finalmente ha ritrovato il turbo perduto nell’estate dei giocatori tentennanti che amano la provincia dove sono diventati qualcuno, ma sentono il richiamo della grande squadra, salvo poi pentirsi come Vitali che adesso straparla sulle meraviglie romane in contrapposizione alla Cajenna milanese. Non esistono isole della felicità, esistono le miniere dove si lavoro d’inverno e d’estate.</p>
<p><strong>7 al DI BELLA</strong> scatenato che non finisce più di stupire, che fa innamorare la gente perché è su questi giocatori, cari presidenti, che nasce la fidelizzazione del pubblico pagante, non degli adoratori delle minchiate. Piace ruvido, piace spontaneo, piace e basta.</p>
<p><strong>6 al sottostimato SHAW</strong> che si è inventato la partita dell’anno per dare finalmente la prima vittoria stagione alla Scavolini. Bravo nella lotta, ai liberi, bravo in tante cose. Un tipo che , magari, la prossima partita tornerà a sparare sui ferri, contro i tabelloni, però dove è andato ha sempre lavorato bene e merita almeno un giorno da primo della ciurma.</p>
<p><strong>5 al presidente della Lottomatica TOTI</strong> che a Porto San Giorgio non ha resistito quando gli avversari, da Cinciarini in su, trasformavano in oro anche giocate impossibili: se l’emotività impedisce di nascondersi meglio stare a casa, tanto lui si è sempre fatto consigliare da chi non meritava neppure di essere ammesso alla portineria.</p>
<p><strong>4 alle DIFESE ALLEGRE</strong> che sono diventate il marchio di fabbrica della nona giornata. Dicono, lo afferma anche il Recalcati bello florido, sereno, pronto al ritorno in battaglia, che la gente si diverte di più, ma non siamo convinti, non lo saremo mai e chi ha segnato tanto farebbe bene a non illudersi perché ogni maledetta domenica, ogni fetentissima partita, l’umore dei tiratori cambia, ma se hai una porta solida allora gli avversari ci sbatteranno contro.</p>
<p><strong>3 a Simone PIANIGIANI</strong> che manderà il suo agente a parlare e trattare con Meneghin. Vero che adesso nessuno si muove più senza un legale e un fiscalista, vero che gli agenti hanno visioni non sentimentali sul gioco, vero che anche Messina, Capello o altri come loro mandano avanti il rappresentante che conosce i risvolti legali di ogni trattativa, ma in questo caso saremmo stati più felici se l’accordo fosse nato da una virile stretta di mano.</p>
<p><strong>2 a CAJA, BONICIOLLI, REPESA, BLATT, MAHMUTI, MARKOVSKI</strong>, <strong>disoccupati eccellenti</strong> che vengono utilizzati come la muleta di Escamillo per far eccitare spettatori che non possono dire di amare le loro squadre se torturano allenatori che non ammetteranno mai di essere sulla strada sbagliata. Il campo decide per tutti e l’umore della gente, dicono a Roma come a Milano, persino dopo 5 vittorie, non cambierà i piani concordati quando è cominciata la corsa al secondo posto dietro Siena perché la cosa buffa di questi allenatoroni, dirigentoni è che partono già da rassegnati fingendo di non capire perché le loro squadre indossano così facilmente l’abito grigio degli sconfitti, abiti che spesso costano milioni di euro.</p>
<p><strong>1 al tenace PAPALIA</strong> se non riuscirà a spiegare, prima a Rieti, poi a tutti noi, quindi a Napoli, cosa lo ha spinto ad affrontare questo strano viaggio in una serie A che lo ha fatto partire ad handicap e che vive nel terrore aspettando che vinca anche una partita.</p>
<p><strong>0 alla FEDERAZIONE</strong> che si è fatta trovare scoperta quando sono stati rinviai a giudizio i protagonisti della “ sogliola connection” quelli che arbitravano peggio del solito per favorire gli amici degli amici che aspettavano al ristorante. Dicono che, spiegano che, ma intanto hanno fatto annusare il profumo della rete smagliata alla solita barca dei disperati costretti a seguire persino il basket italiano, loro che ne sanno una più del diavolo sulla Nba, loro che tremano aspettando il flop di calciopoli, smaniosi di avventarsi sui peccati degli altri, loro che non sentono e non vedono negli stadi dell’infamia, ma hanno antenne speciali per arrivare dove esiste il male, dove ci si inventa la ginnastica nelle elementari che già c’era, anche se nascosta in aule utilizzate come palestre.</p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=q" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/12/07/il-torero-escamillo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Zero a Giannino Petrucci che tifa Treviso e Roma, ma non può vedere Super Siena</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/16/zero-a-giannino-petrucci-che-tifa-treviso-e-roma-e-non-puo-vedere-siena/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/16/zero-a-giannino-petrucci-che-tifa-treviso-e-roma-e-non-puo-vedere-siena/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 16:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oscareleni</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Allan Ray]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Boni]]></category>
		<category><![CDATA[Brunamonti]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Cimberio]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Hackett]]></category>
		<category><![CDATA[Hawkins]]></category>
		<category><![CDATA[jennings]]></category>
		<category><![CDATA[Lavrinovic]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[Mens Sana Siena]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Hall]]></category>
		<category><![CDATA[milan]]></category>
		<category><![CDATA[Pepe Schiaffino]]></category>
		<category><![CDATA[petrucci]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[superbasket]]></category>
		<category><![CDATA[toti]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Scavolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1339</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla festa del tartufo che combatte le ferite, dalla sala macchine del vaporetto che risale un fiume qualsiasi della vita dove il capitano invita la gente, salita a bordo nella notte delle streghe, al pentimento, meglio, intima all’ospite interdetto: pentiti, Barabba, se vuoi guarire le tue cicatrici anche se ogni giorno è dolore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="text-decoration: underline"><strong><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://blogsicilia.it/wp-content/uploads/gianni-petrucci.jpg" alt="" width="178" height="134" /></strong><strong>OSCAR ELENI</strong></span> <strong>dalla festa del tartufo che combatte le ferite, dalla sala macchine del vaporetto che risale un fiume qualsiasi della vita dove il</strong> <strong>capitano invita la gente</strong>, salita a bordo nella notte delle streghe, <strong>al pentimento</strong>, meglio, intima all’ospite interdetto: pentiti, Barabba, se vuoi guarire le tue cicatrici anche se ogni giorno è dolore.</em> Dobbiamo farlo assolutamente per aver dubitato di troppe persone, soprattutto adesso che nella piana di Agincourt il coro ci urla noi <em>pochi,</em> noi pochi felici. Siamo pentiti di non aver capito Brandon Jennings <strong>che dalla luna Nba ci saluta dopo aver segnato 55 punti</strong> mandando in delirio <strong>il povero Toti</strong>, povero? beh, si fa per dire, che l’anno scorso doveva pagarlo per vederlo masticare pop corn con la stessa furia di <strong>Allan Ray.</strong> Maledetti allenatori, maledetti consiglieri. Deve essere andata così in questi giorni a Roma dove è tornato nella squadra anche <strong>Roberto Brunamonti</strong> che si occuperà dei giovani. Certo l’abbaglio è stato enorme, ma bisogna ammettere che con<strong> quelli di</strong> <strong>Sky </strong>che frantumavano la costa selvaggia dei maroni estinti, con tutti quegli urletti e quelli previsioni sul futuro dall’altra parte dell’Oceano, eravamo intontiti, anche se continuiamo a chiederci che tipo di passero è stato questo Jennings e che tipo di avversari si troverà contro<strong> nel</strong> <strong>&#8220;campionato più bello del mondo&#8221; </strong>se qui <strong>in Europa</strong> <strong>faceva spesso</strong> <strong>fatica a portare la palla da una metà campo all’altra.</strong> E&#8217; perché &#8220;ve manca la propetiva&#8221;  <strong>diceva Pepe Schiaffino</strong>, professore del calcio, tutte le volte che veniva in negozio da mio padre, cercando stoffa buona, provando a spiegare perché <strong>il Milan non aveva vinto</strong> e per questo in molti erano costretti al digiuno. Sì, <strong>probabile che ci manchi</strong> <strong>la prospettiva</strong> quando vediamo questi ragazzi su cavalli troppo alti, ma noi tiriamo avanti perché allora dovremmo pentirci tutte le volte che si mette in discussione uno come <strong>Mike Hall</strong> che adesso è tornato <strong>fra i santi sull’altarino di Pierino Bucchi</strong>, anche se non siamo proprio convinti che la vittoria <strong>contro Cantù</strong> abbia detto tutta la verità <strong>sullo squadrone Armani</strong>, squadrone come numeri, come peso specifico, come ingaggi, vale sempre questo discorso quando si perde in coppa <span id="more-1339"></span>e si vince in campionato, <strong>in attesa che il sorriso di</strong> <strong>Afef </strong>renda tutto più bello intorno alla squadra di basket che ha scoperto d&#8217;avere tifosi accecati dal pregiudizio, che è stata costretta dal <strong>presidente Proli</strong> a fare due conti sui quasi playmaker ingaggiati negli ultimi dieci anni senza riuscire a convincersi che<strong> Finley</strong> sia davvero il migliore come direbbe persino<strong> il bistrattato Bulleri</strong> che era sull’orlo della solita crisi di nervi quando ha deciso che gli conveniva chiudere bene la stagione<strong> a Milano</strong>, pensando al domani, piuttosto che girare ancora come una trottola, anche se a Treviso si devono essere già <strong>stancati del giovane Hackett</strong> che ha scelto come <strong>bersaglio Vitucci</strong> per giustificare un&#8217;altra delle sue giornate senza dentro niente, ma qui ci verranno in soccorso quelli che dal cielo televisivo, <strong>a parte Mario Boni,</strong> hanno una spiegazione su certi fallimenti Nba: il ragazzo non andava bene, non aveva santi in paradiso, <strong>ma con la Benetton</strong> <strong>camminerà per pascoli lontani e raggiungerà la mecca. </strong>Intanto dovrebbe raggiungere il bancomat per lasciare una parte dello stipendio, lui come tanti altri che vanno a farfalle. E pure borbottano.</p>
<p><strong>Pentiti, Barabba, che avevi previsto una crisi di rigetto senese per il falco</strong> <strong>Hawkins, un pentimento per le giocate di Zizis.</strong> I due viaggiano forte e sembrano integrati bene nel gruppo anche se adesso resta aperta la porta della terrazza sull’orrido dell’eurolega dove<strong> la Mens</strong> <strong>Sana</strong> deve ancora capire <strong>se vale più del Barca o del Real</strong> che cambierà ancora qualcosa, dopo aver valutato la leggerezza di <strong>Bullock,</strong> <strong>del Vitoria e del Panathinaikos, perché siamo sicuri che è più forte di Maccabi, Olympiakos</strong>, <strong>Malaga e Cska</strong>, ma non siamo certi che abbia i chili giusti per reggere al grande scontro, pur dovendo ammettere che fin quando non <strong>tornerà Lavrinovic </strong>bisognerà aspettare. Intanto godiamoci questo testa a testa con <strong>Avellino </strong>che potrebbe già sparigliare domenica in casa della <strong>Virtus</strong>, ma che poi attende nella sua tana i campioni per la fine del mese. Restando su Siena e sulle voci romane che <strong>danno per certo l’ingaggio di Simone Pianigiani</strong> <strong>come allenatore della nazionale</strong> bisognerà cominciare a chiedersi chi sarà il sostituto del migliore sulla panchina della Mens Sana? Perché sul part time non credo che si arriverà a patteggiare. A Roma, per la verità, speravano che <strong>Cantù </strong>spingesse più in là Milano per potergli offrire <strong>un Recalcati d’annata</strong>, ma non se ne parla ed è giusto che <strong>Proli e Bucchi</strong> vadano avanti insieme, soprattutto adesso che hanno scoperto la felicità per aver tenuto sulla corda il peccatore Hall, avendo in mente qualcosa di speciale per sostituire Acker con qualcosa di grosso al centro, anche se l’eurolega è sempre in bilico, pur sapendo che nel minigirone con tedeschi e polacchi si può stravincere.</p>
<p><strong>PAGELLE  dalla collina nera</strong> dove abbiamo visto aggravarsi la crisi di Pesaro, dove se critichi sei fuori, pazienza se per anni sei stato la voce al palazzo. Triste, tutto molto triste e il messaggio di <strong>Valter Scavolini</strong> in difesa dell’attuale presidente ci fa capire che qualcosa d’irreparabile potrebbe accadere perché se il più grande di tutti dice che è pronto ad andarsene bisogna fare molta attenzione.</p>
<p><strong>10 ai ragazzini VIRTUS</strong>, il Negri che entrò in prima squadra perché era il migliore a scuola, il Fontecchio nato da lombi nobilissimi, una campionessa di basket, un grande dell’atletica, per come hanno vissuto l’esperienza sul campo di Varese dove avranno anche imparato che la gente dice di amarti, ma poi se ti lasciano il cerino in mano, come a Passera, allora ti senti fischiare.</p>
<p><strong>9 a Niccolò MELLI</strong> che ha fatto sapere di non voler lasciare Reggio Emilia, la sua squadra, prima di finire il liceo. Certo Milano val bene un sacrificio, ma è giusto che questi ragazzi facciano le cose un passo alla volta, con più saggezza di chi vorrebbe guadagnare tutto e subito, pur sapendo che si corrono rischi enormi se dall’altra parte non ci sono garanzie tecniche che permettano uno sviluppo equo e solidale con il gruppo.</p>
<p><strong>8 a Fabrizio PUNGETTI</strong> perché da quando Bonamico gli ha ridato il sorriso, chiamandolo come responsabile della comunicazione nella bella Lega di A2, abbiamo scoperto che se dentro hai passione, il sacro fuoco, allora non passa giorno senza una invenzione, senza uno sforzo leale per dare visibilità ad un torneo che meriterebbe dalla Rai almeno una grafica decente.</p>
<p><strong>7 a Stefano MANCINELLI</strong> per aver trovato lo spazio che gli serviva nella grande Milano, per aver soltanto accarezzato le mani di Alessia Donati, la pornodiva che nel derby contro Cantù tifava per l’Armani. Il giocatore adesso si è svelato in maniera completa, sa dove stare, sa anche stare insieme a Mike Hall. Forse la Nazionale ha cominciato a sbandare quando i dubbi su Mancio e Corsariol hanno tolto le tegole dal tetto di sughero di un gruppo sbagliato.</p>
<p><em><strong>6 al CIOPPI che tiene la Vanoli Cremona</strong> oltre il torrone, il torrazzo e le tettazze del campionato. Dicevano che erano troppo teneri, ma si sbagliavano e chi non vuole retrocedere deve fare i conti con questa società che comunque ci ha aperto un nuovo mondo.</em></p>
<p><em><strong>5 al famoso ARBITRO AMERICANO</strong> processato per corruzione perché nel suo libro non pubblicato, per intervento Nba, ci dice verità che avevamo già ben chiare nella mente e che <strong>il servizio di SB</strong> ci ha confermato: prima delle partite nello spogliatoio degli arbitri si decide sempre su chi privilegiare in caso di chiamate dubbie. Chiamatela sudditanza, convenienza, ma noi diciamo che è la realtà dal primo giorno in cui non ci avevano ancora sfrucugliato con i canestri che profumano di cotone e poi anche di nylon.</em></p>
<p><em><strong>4 alla CIMBERIO</strong> intesa come società se tarderà ancora ad intervenire dopo essersi trovata nuda in mezzo al grande lago per colpa degli infortuni. Serve un sacrificio per un grande pubblico, serve subito, senza ritardi. Serve ridare fiducia ai giovani che possono stare in campo se di fianco hanno uomini veri e non caporali che mollano il cerino quando ormai sta bruciando le dita.</em></p>
<p><em><strong>3 ad Attilio CAJA e Mario BONI</strong> perché ci fa star male aver ritrovato in televisione gente che dice le cose come sono in realtà, senza piaggeria, senza tanta ipocrisia, senza fare l’eco, senza pretendere di avere soltanto ragione, senza raccontarci storie a puntate come succedeva ai venditori del balsamo contro ogni male. Insomma con loro abbiamo ritrovato il famoso circolo Taucer ed era tanto che non ci divertivamo più ad ascoltare una telecronaca, ma sappiamo che presto li manderanno in cantina con una lavagna di sughero. Una cosa che addolora.</em></p>
<p><em><strong>2 a SKY</strong> che, con l’aiuto vero della Lega, sarebbe ora che dopo troppe parole ci fossero fatti, potrebbe rendere davvero bellissimo l’ultimo collegamento in diretta, montando un basket minuto per minuto che possa non dipendere dalle bizze del computer che domenicalmente va nel pallone più di certi arbitri. Caro Tola tutto bene il nuovo corso, ma noi andremmo anche oltre se ci sono le telecamere, facendoci aiutare nei casi dubbi.</em></p>
<p><em><strong>1 a Marques GREEN</strong> che dopo l’epopea avellinese ha vissuto la tristezza turca e adesso non riesce a pilotare Pesaro oltre le sabbie mobili dove finiscono le squadre che giocano con la paura e nei cinque minuti finali avrebbero bisogno di energia positiva.</em></p>
<p><em><strong>0 a Gianni PETRUCCI</strong> per aver aperto una polemica assurda con Siena, per averci fatto sapere che tiferà Treviso e Roma perché puntano sugli italiani. Sull’argomento potrebbero obiettare in tanti, dalla Milano che pure ha tre azzurri più Rocca e tale Viggiano, alla Biella del ruspante Aradori, dalle società come Teramo che s’inventano un capolavoro al giorno, alla Virtus che i ragazzi li manda in campo e li vede pure segnare. Questo basket ha bisogno di concordia e non d’invidia ed incitare la gente contro la migliore delle società italiane, l’unica che forse avremo alle finali europee di Bercy sembra un controsenso, così come non ha senso che Dino Meneghin stia in silenzio quando uno come Ettore Messina gli chiede soltanto di essere il super Dino dietro al quale ci siamo rifugiati in tanti, convinti che anche l’ultimo sacrificio sarebbe stato premiato.</em></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=;" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2009/11/16/zero-a-giannino-petrucci-che-tifa-treviso-e-roma-e-non-puo-vedere-siena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

