OSCAR ELENI dall’isola di Creta, cercando di scoprire che tipo di filo ha regalato Arianna al bel Teseo per farlo uscire dal labirinto. Personalmente, non essendo un bel Teseo, sarei riconoscente anche soltanto per una piccola indicazione che permetta alla gente in là con gli anni di non soccombere davanti alla labirintite, di non sentirsi perseguitato da tutti quelli che danno consigli, dieta compresa, di non dover rispondere a domande di medici farfuglioni come dei poveri Renzo Tramaglino davanti al latinorum di chi non sa spiegarti un bel niente, ma ti svuota il portafoglio con esami su esami, spesso inutili, spesso semplici come quelli che potrebbe fare il primo erborista non venduto alle aziende che si sono inventate i fitofarmaci. Eleni è tornato, un po’ tardi, approposito scusate il ritardo, ma dopo la notte scudetto di Siena nel catino incrostato del Forum di Assago, abbiamo dovuto combattere con il sole di notte, con stanze che si ribaltavano, facendoti cadere dal letto. Scudetto scritto, gloria a chi meritava tutto e di più. Siena è Siena e voi non siete nulla avrebbe potuto cantare il marchese Pianigiani che ha peccato una volta soltanto nell’ora del trionfo, non un trionfo scontato per manifesta superiorità degli uomini, ma di tutto il progetto, sia chiaro, ha commesso un peccatuccio di memoria che non è piaciuto tanto alla Virtus Bologna, insomma a quello che ne resta, prima di scoprire se il gruppo di Stefano Tonelli potrà mantenere la parola con il popolo della Vu Nera che non ha uguali quando si devono tirare fuori quattrini per essere i numeri uno.
Quel zeru tituli strappato a forza proprio da un cronista bolognese al lupacchiotto senese ha tolto all’Italia l’unico trofeo europeo dell’anno, ha tolto la soddisfazione d’aver pagato tantissimo quella vittoria in coppa, ha cancellato la stagione di Matteo Boniciolli che ora prepara le valige se davvero avesse voglia di freddo alla corte dei grandi di Russia, oltre che di bora triestina. Non lo avremmo dimenticato nel riassumere la stagione perché bisogna anche dire che nessuno, più della Virtus, è andato così vicino al cuore del Montepaschi nella finale di Coppa Italia, che nessuno ha perso tanto come Bologna dopo aver visto così da vicino la Calì senese: chi l’ha battuta è retrocesso, chi l’ha tormentata fino all’ultimo secondo ha visto la società dissolversi, l’allenatore cacciato, il capitano lasciato andar via, il miglior straniero venduto a Scariolo. Labirinto che sei in noi liberaci
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Ho sentito proprio ieri Dejan Bodiroga. Stava andando a Torino. Giusto. Al Palavela, credo si chiami ancora cos√¨, ovviamente niente sponsor, neanche per tre euro, si stanno disputando – dicevo – le finali della Uleb Cup che gi√† non fregano niente a nessuno, figuriamoci adesso che Treviso e Fortitudo sono state eleminate al primo giro. Prevedo un altro buco nell’acqua in quel di Torino che, se non avesse la Juve e il Toro, potrebbe anche annegare che ugualmente non importerebbe un fico, secco o maturo, allo sport italiano. Per la cronaca, comunque, in semifinale oggi s’affronteranno Joventut Badalona e Galatasay Istanbul alle 18.30 e due ore (e mezza) dopo Dinamo Mosca e Girona. Sono previste code ai botteghini. Anche perch√® alle 20.30, non molto lontano da Parco Ruffini, c’√®, se non sbaglio, Juventus-Milan. E sempre stasera, alle 20, si gioca la bella tra Venezia e Priolo per i quarti di finale dei playoff di basket femminile che non mi posso assolutamente perdere. E che vada pure al diavolo la Juve…