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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Balotelli</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Se Siena non merita la prima pagina il giorno in cui piega il Barcellona, andate tutti a quel paese e per favore restateci</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 18:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                                di CLAUDIO PEA
Quando mi ci metto, sono odioso. Lo dico io prima che lo strillino gli altri in coro. Però sarei bugiardo, che è molto peggio di bastardo, se non confessassi che non me ne può fregare di meno se Tony Parker ha fatto le corna a Eva Longoria con la moglie del suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                                <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Quando mi ci metto, sono odioso. Lo dico io prima che lo strillino gli altri in coro. Però sarei bugiardo, che è molto peggio di bastardo, se non confessassi che non me ne può fregare di meno se Tony Parker ha fatto le corna a Eva Longoria con la moglie del suo ex compagno degli Spurs</span></strong> e se l’attrice texana lo è venuta a sapere controllando il cellulare del marito incauto o spiando dal buco della serratura o addirittura direttamente dal suocero dell’amante che avrebbe fatto molto meglio a farsi i cavoli suoi. Dio mio, <strong>chi ci capisce</strong> <strong>qualcosa è bravo</strong>. Né me ne può importare più di un fico secco se vincono o perdono i Knicks, se il Gallo dalla schiena di cristallo ha segnato due punti o sedici dalla lunetta, <strong>se cacciano Mike D’Antoni</strong> e se i tifosi newyorchesi sono imbufaliti con <strong>Tu quoque Brute, fili mi.</strong> Vivo il basket in maniera totalmente diversa dai gazzettieri in rosa che muoiono se non ci inondano tutti i santi giorni di bufale sulla squadra della Grande Mela e che <strong>saltano il pranzo se Danilo</strong>, prima d’addormentarsi, sì è dimenticato di inviare a uno di loro almeno l’sms della buonanotte. Primula rossa o mosca bianca, scegliete voi, non ho mai invero sbrodolato per la Nba, soprattutto durante la regular season, e <strong>posso sopravvivere benissimo anche senza sapere se i Knicks hanno perso</strong> sei o sette partite di fila prima di andare a vincere a Sacramento o dove cristo hanno giocato ieri. Al massimo posso essere contento <strong>se Bargnani è il miglior realizzatore</strong> degli scassatissimi Raptors e se Belinelli recita un ruolo sempre più importante nei sorprendenti Hornets perché sono straconvinto che a entrambi ha fatto molto meglio <strong>un’estate in azzurro con Simone Pianigiani</strong> di una stagione intera a Toronto o a New Orleans. E comunque di certo non mi sparo se i compagni di squadra di Gallinari ce l’hanno a morte con il cocco di Tu quoque: <strong>anche a me il numero 8,</strong> che ha scritto un libretto fotografico con il boss della Banda Osiris, <strong>è diventato insopportabile<span id="more-1978"></span></strong> come il suo coach da quando l’uno e l’altro, cioè Danilo e Mike, hanno avuto il coraggio di <strong>girare le spalle a Dino Meneghin</strong> che a occhi chiusi era sicuro di poter contare sul “sì” del Gallo in nazionale nel momento del vero bisogno.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Da zero a otto, voto quattro. E soltanto perché dei genitori, Marilisa e Vittorio, ho un ottimo ricordo ai tempi della grande Milano di Peterson e Cappellari che faceva più fatica a rinnovare il contratto a suo padre</span></strong> che a Roberto Premier che pure aveva la moglie avvocato. Da uno a dieci, voto dieci invece a Simone Pianigiani per il capolavoro con il Barcellona e per il pieno di forti e belle emozioni che mi ha regalato mercoledì sera la sua MensSana in Europa League. O kappa, un po’ esagero, ma lasciatemi <strong>esultare al massimo dei massimi</strong> per una squadra di appena due mesi e mezzo che meglio non avrebbe potuto giocare in difesa e in attacco contro quella che è la più forte squadra di basket del vecchio continente. <strong>Un Montepaschi che avrebbe meritato</strong> <strong>come minimo l’onore di un richiamo in prima pagina</strong> che gli è stato invece negato dai capiredattori ignoranti del quotidiano sportivo più letto nel Belpaese che si nutrono solo di calcio anche nella notte in cui, uscendo dal Palaextra in delirio, a nessuno è venuto in mente nemmeno di <strong>domandare cosa avesse mai fatto la nazionale</strong> del pallone nell’amichevole Klagenfurt contro non ricordo bene quale avversario. Avevamo ancora tutti negli occhi un McCalebb molto vicino alla perfezione e un Rakovic quasi eroico, ma anche <strong>un Carraretto che</strong> dopo due palloni persi in malo modo nel primo quarto ha sparato nel momento decisivo del match tre canestri deliziosi, <strong>zucchero e miele</strong>, che avrebbero fatto gola anche a Navarro. E figuratevi allora cosa poteva a noi importare di Balotelli, Ranocchia e Santon, ma pure di Balzaretti, <strong>Viviano e Ledesma</strong>. O dei gossip della Nba?</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Giusto di Navarro adesso però vi voglio parlare. A Siena lui non c’era e molti dunque pronti subito a dire, ipocriti e farisei, che con Navarro sul parquet sarebbe stata tutta un’altra musica</span></strong>. Questa, cari i miei signori, è solo enorme malafede. Perché anche a Siena, se è per questo, manca dall’inizio della stagione un certo <strong>Malik Hairston</strong> che a Pianigiani avrebbe fatto comodo da morire non soltanto l’altra sera. Di più, Pietro Aradori, <strong>il Fenomeno al quale SuperBasket</strong> nel numero <strong>50</strong> dello scorso dicembre dedicò pagine e pagine intere, è ancora latitante, o quasi, e <strong>Andrea Michelori</strong>, da quel che mi è dato sapere, partecipa ogni settimana alla trasmissione di Federica Sciarelli e da queste parti <strong>non si è fatto mai vedere</strong>. Eppure al Montepaschi nessuno piange e si dispera per queste cose, ma lo stesso <strong>Pianigiani finge di non farci caso</strong> e intanto lavora di gomito per coprire anche queste falle. Così come è davvero curioso che la squadra che ha vinto per quattro anni di fila lo scudetto tricolore sia maltrattata dagli arbitri <strong>non solo in Italia</strong>, perché la gente è stufa di vederla sempre imperare, ma <strong>pure in Europa</strong>, perché Barcellona è Barcellona e guai a chi la tocca e osa irritarla. Ora nessuno dice che il club di Ferdinando Minucci debba essere aiutato da <strong>Jungebrand o da Cicorino Cicoria</strong>. Per carità, sia mai, ma credo che Siena meriti comunque d’essere trattata alla pari almeno con quei club che pure possono disporre di un budget a lei nettamente superiore. <strong>Addirittura di quattro volte se vogliamo</strong> parlare dei poveri catalani di Pascual. Compresi Navarro e Basile. O no?</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>José Mourinho, l&#8217;unico che rendeva sopportabile l&#8217;Inter degli onesti e degli ipocriti: ci mancherai. E non poco&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/05/22/mourinho-lunico-che-rendeva-sopportabile-linter-degli-onesti-e-degli-ipocriti/</link>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 17:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                           di FRANCESCO SARTI 
Se José Mourinho l’anno prossimo allenerà il Real Madrid ci dispiacerà molto, perché era l’unico che ci rendeva sopportabile l’Inter degli onesti e degli ipocriti. Perché, in questo calcio che ha smarrito la poesia del bianco e nero e rumina la brutta prosa dei “riflessi filmati”, è il solo personaggio [...]]]></description>
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<p><strong>Se José Mourinho l’anno prossimo allenerà il Real Madrid ci dispiacerà molto, perché era l’unico che ci rendeva sopportabile l’Inter</strong> <strong>degli onesti e degli ipocriti</strong>. Perché, in questo calcio che ha smarrito la poesia del bianco e nero e rumina la brutta prosa dei “riflessi filmati”, è il solo personaggio fuori dalle righe, incorreggibile, strano. Variabile impazzita del dopogara, vandalo delle conferenze infrasettimanali. A tratti <strong>arrogante, impulsivo, sbruffone e permaloso</strong>. Perfino irridente e provocatorio. Ma anche <strong>ironico e spietato</strong>, in faccia ai falsi perbenismi delle interviste calcistiche. Ben presto etichettato come<strong> grande</strong> <strong>comunicatore</strong>, che è un altro modo di esorcizzare chi non cede alle dichiarazioni precotte e alla <strong>narcolessia</strong> di certi opinionisti. Sempre preparato sul tema del giorno, in grado di rispondere a tono (da ultimo, scomodando <strong>Sartre </strong>per dare addosso a <strong>Ranieri,</strong> sua vittima preferita) con una dovizia di particolari troppo sospetta per non essere frutto di un efficientissimo ufficio stampa.<strong> Ma anche per questo speciale</strong>, al di là dell’aggettivo che si è dato da sè. <strong>Mourinho ci piace perché non ha paura</strong> <strong>nemmeno delle proprie debolezze</strong>: quando deve segnare, mette in campo cinque attaccanti, se deve difendere il vantaggio, eccolo rinfoltire in un amen il centrocampo. <strong>Banale? No,</strong> <strong>pragmatico</strong>. In grado cioè di sfruttare i propri punti di forza senza preoccuparsi eccessivamente dei fronzoli. Capace di passare dalla monomania di <strong>Ibrahimovic</strong> alla coralità di <strong>Sneijder, Eto’o e Milito</strong>. Camaleonte del campo, senza dover per forza innovare nel gioco. Ulteriore stereotipo: gran motivatore. Ma solo perché, a dire della stampa specializzata, avrebbe incattivito la sua squadra a suon di manette mimate e parole incendiarie. Piuttosto, è bravo a gestire,<strong> bravo a</strong> <strong>scegliere</strong>, bravo, soprattutto, <strong>a escludere</strong>. Sostituendo <strong>Balotelli<span id="more-1746"></span> </strong>perché anziché tornare in difesa cercava la lente a contatto, tenendo i titolari fino allo sfinimento in barba alle insidie del turnover. <strong>Maniaco,</strong> sì, <strong>dei dettagli</strong>. L’unico a poter sostenere che se un portiere fa un errore non è colpa sua ma del preparatore. Preso dall’impellente necessità di precisare, annotare, scrivere tutto. <strong>Ma non metallico, anzi passionale</strong>. Emblematica la scena al rientro in campo per il secondo tempo di <strong>Chelsea-Inter</strong>: arriva prima dei giocatori, afferra l’inseparabile taccuino e lo sbatte su un cartellone pubblicitario davanti a sé, neanche fosse un professionista di hold’em, come a dire: &#8220;Ecco, <strong>questo è il mio poker di assi</strong>, <strong>e adesso mostratemi la vostra</strong> <strong>cazzo di scala reale&#8221;.</strong> Ci mette la faccia, sempre. Benchè, a scanso di equivoci, non sia affatto uno sprovveduto, ma invece il prodotto esemplare del calcio moderno: <strong>smodatamente ricco, smodatamente</strong> <strong>personaggio,</strong> smodatamente consapevole. <strong>Libero di farsi crescere la barba</strong> <strong>a rate</strong>, di presentarsi con la cravatta allentata sulla divisa d’ordinanza, di esibire, perfino, <strong>le occhiaie da maudit</strong>. Vero da condividere, senza concessioni al pubblico, la propria ricorrente <strong>noia</strong> e gli <strong>scatti d’ira</strong>. <strong>Il solo che possa discettare di prostituzione intellettuale</strong> e aree di rigore da 25 metri, o insolentire i rivali con lo smacco degli zero titoli. <strong>Mourinho che non è un pirla, e neanche Harry Potter</strong>. Che confronta il suo stipendio con quello dei giornalisti con la stessa improntitudine di un fuorilegge del west che spara ai federali. <strong>Brigante</strong> <strong>del sistema, artista ineducato</strong>. Da odiare o amare, senza mezzi termini. Paragonato a <strong>Herrera</strong> per indole, alchimie e destino, ma in realtà confrontabile esclusivamente con se stesso. <strong>Peccato averlo visto perdere</strong> <strong>così poco</strong>: il meglio lo ha sempre dato quando, impagabile, fingeva di complimentarsi con gli avversari, come un bambino a cui la madre ha spiegato, senza successo, che non sempre si può vincere ed esistono perfino le strette di mano. Ma è <strong>lo stesso che</strong> <strong>confonde a bella posta Beretta con</strong> Barnetta, che per non nominare Lo Monaco dice di conoscere solo il <strong>Bayern</strong>, che relega <strong>Rosella Sensi</strong> a una culla d’oro, pur parlando da una trincea milionaria. Certo, capita pure di sentir dire, nell’immaginario collettivo, che sia un mediocre, un fortunato, un pallone gonfiato. Per noi, che ci curiamo del calcio non al punto da capirlo, è soprattutto un motivo d’interesse, perché <strong>squilibra il suo mondo</strong> e lo trascina con sé. <strong>Come tutti i</strong> <strong>mostri che si rispettino</strong>.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Beppe Boggio, lo zio brontolone che raccoglieva le gocce di sudore nella chiesa di via Caltanisetta che non c&#8217;è più</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 18:00:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[OSCAR ELENI  da una stanza dove Beppe Boggio ha scritto che non si vive se non per il tempo in cui si ama e lui lo ha fatto per i suoi &#8220;ragazzi&#8221; dell’Olimpia, quelli che non lo hanno mai dimenticato, quelli a cui piaceva anche se borbottava, anche se non si vestiva bene. Giuseppe detto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline">OSCAR ELENI</span></em></strong>  <strong>da una stanza dove Beppe Boggio ha scritto che non si vive se</strong> <strong>non per il tempo in cui si ama e lui lo ha fatto per i suoi &#8220;ragazzi&#8221;</strong> <strong>dell’Olimpia, quelli che non lo hanno mai dimenticato, quelli a cui piaceva anche se borbottava, anche se non si vestiva bene. Giuseppe detto Beppe</strong>, eh sì un tipo stravagante, un uomo per tutte le stagioni di una grandissima società che nascondeva il suo <strong>Quasimodo nella</strong> <strong>chiesa di via Caltanisetta</strong>, che lo ha perduto nello stesso momento in cui ha lasciato nei giardini, come ferri vecchi, certe coppe, i trofei di una grande storia. Lo zucchero ha perso sapore, era veleno e quel malessere lo ha distrutto. Avevano provato in tanti a mandarlo verso una montagna diversa, ma lui<strong> dormiva ai piedi della &#8220;sua società&#8221;</strong>, quella di cui parlava, giorno e notte, soltanto con gli amici veri, con il <strong>Pupo Pastori</strong> che un giorno convinse <strong>Cappellari</strong> a trovargli un lavoro diverso visto che la sua fabbrica aveva chiuso e si era trasferita in<strong> Valtellina</strong>. Tagliare i fiori. Fatto con amore. Ordinare la sede. Fatto con impegno. Stare dietro ai ragazzi. <strong>Diventarono la</strong> <strong>sua vera famiglia</strong> e lui, per loro, <strong>era lo zio brontolone</strong> che raccoglieva le gocce di sudore, ma non si dimenticava mai che erano, pure loro, dei ricercatori della musica che si deve avere nel cuore quando si viaggia per passione dentro la testa degli uomini. Ha resistito a tutto. <strong>Li ha conosciuti</strong> <strong>tutti i presidenti e i proprietari della società</strong> <strong>più titolata d’Italia</strong>. Ha resistito anche quando gli sembravano inadeguati al ruolo. Per la verità lui, Quasimodo, con i jeans che non stavano mai al posto giusto, sapeva di non essere un nobile da parata, ma gli piaceva preparala, quella parata, anche per chi veniva da tanto lontano e lo guardava con indifferenza. <strong>Il primo giorno di</strong> <strong>ogni presidenza il Boggio doveva essere cacciato via.</strong> Non ci riuscirono mai <span id="more-1647"></span>perché la famiglia faceva squadra e lui, nella squadra, era indispensabile. Certo non poteva piacere al Bogos, ma in lui c’era qualcosa che al fondatore ricordava il signor Bassi, eh sì, un altro che brontolava, ma apriva i cuori, consolava le nostalgie dei fuggiaschi, per questo Mastro Ci., nato per espiare le malefatte di un avo che diventò persino Papa, s’inventava un ruolo diverso per ogni stagione e il Boggio rifioriva. <strong>La prima domanda dei</strong> <strong>nuovi proprietari, dei presidenti, persino il naif Cavalli, era sempre la</strong> <strong>stessa: &#8220;Scusi Cappellari, ma quel Boggio…&#8221;.</strong> Già quel Boggio era in fondo alla cantina, in fondo allo spogliatoio, in fondo al Palalido, in fondo alla vita degli altri, ma riusciva a capirla e poi, con la sua ironia faceva ridere persino i professori, i cardiologi di fama, i bellimbusti da quattro lire, insomma tutti quelli che giravano intorno alla grande isola. <strong>Ci ha lasciato e</strong> <strong>sembrava che nessuno se ne dovesse accorgere</strong>. Non è vero. Magia di chi riusciva a spiegarti con gli occhi, mai con le parole, che sarai triste solamente se sarai solo. Lui aveva scelto d&#8217;essere la speranza dei meno fortunati, di queli che per avere il pane se lo dovevano sudare. Sarà per questo che <strong>Michelori</strong>, ormai affermato, ormai lontano, <strong>ha battuto il tamburo</strong> <strong>nella foresta di internet chiamando a raccolta tutti quelli che erano stati la famiglia di Boggio</strong>, che avevano Beppe come nonno, come zio, come sior Todaro brontolon, come spalla sui cui piangere.</p>
<p><strong>Meditate gente prima di fare del male agli umili</strong> che vi chiedono soltanto di potere lavorare per voi nel rispetto della storia che hanno conosciuto in un garage. Mentre Beppe va a lucidare le coppe perdute, quelle abbandonate, quelle che non valgono i gatti delle case principesche, noi andiamo nel paese dei luoghi comuni per registare <strong>le scosse sul nero Real.</strong> <strong>Ettore Messina ha voluto andare in bocca ai leoni del Barca perdendo contro il</strong> <strong>Pinoi Gershon</strong> che ci stupisce ogni volta. Intasati dai concetti dei finti profeti avevamo dimenticato che il vero allenatore allena le teste e non è un petulante disegnatore di schemi abortiti dal primo fischio sbagliato. <strong>Sarà un tormentone per Ettorre,</strong> <strong>ma lui si diverte nel mare</strong> <strong>tempestoso.</strong> Lo salva il fatto che anche i semi galattici del calcio hanno preso<strong> la porta in faccia dal Lione</strong> che con tre stipendi merengues fanno la squadra. Insurrezione del mondo che avanza non soltanto per i buoni bilanci. <strong>Il Partizan è un esempio, forse anche il Prokom, lo sarebbe stato più di tutti il</strong> <strong>Maroussi</strong>. Cercare i giocatori prima che diventino troppo cari o siamo circondati come i <strong>Balotelli. Fa bene Pianigiani</strong> <strong>ad essere</strong> <strong>orgoglioso delle sue 200 vittorie</strong>, fa bene a credere in tutto quello che fa, ma se ammettesse anche di aver peccato per ingordigia da record, allora sarebbe perfetto. Speriamo lo diventi e <strong>con Azzurra ci dia uomini e non</strong> <strong>burattini di gesso. Settimana del ricordo: torna Raga e Varese s’infiamma</strong> come ai bei tempi. <strong>Settimana della paura: Tonino Zorzi cade in</strong> <strong>casa, resta a terra per cinque ore senza poter chiedere</strong> <strong>aiuto.</strong> Lo salvano, ma la cosa ci mette in agoscia. Può succedere a tutti, quando s’invecchia e si pensa di non essere mai vecchi, preferendo la libertà a prescindere. <strong>Stiamo legati, ogni tanto telefoniamoci per averer una conferma</strong>. <strong>Con Boggio lo facevano i suoi ragazzi</strong> e, purtroppo, questa volta, proprio quando si era deciso ad andare in ospedale, hanno trovato libero, una libertà che era anche canto per vedersi in un&#8217;altra vita.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=o" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Non voglio più leggere ancora certe cose</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 17:43:55 +0000</pubDate>
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Ci sono cose che non voglio leggere. Per esempio, non voglio leggere che all&#8217;indomani dell&#8217;acquisto di Poulsen, un giocatore che passa la palla solo in orizzontale, il presidente della Juve ha il coraggio di affermare, tra un saltello e l&#8217;altro, che i tifosi ameranno il guerriero. Non voglio leggere che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/29048029@N04/3112874116/"><span class="flickr-image"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3178/3112874116_72955aeacd.jpg?v=0" alt="" width="219" height="191" /></span></a> <strong><em>di FRANCESCO SARTI </em></strong></p>
<p><strong>Ci sono cose che non voglio leggere</strong>. Per esempio, non voglio leggere che all&#8217;indomani dell&#8217;acquisto di <strong>Poulsen,</strong> un giocatore che passa la palla solo in orizzontale,<strong> il presidente della Juve</strong> ha il coraggio di affermare, tra un saltello e l&#8217;altro, che i tifosi ameranno il guerriero. Non voglio leggere che il suo allenatore ha realmente creduto si potesse vincere lo scudetto schierando <strong>Camoranesi e Nedved</strong> titolari fissi. Non voglio leggere che Nedved, anziché ritirarsi, come la sua storia imporrebbe, giocherà ancora per anni. E che <strong>Nesta</strong>, purtroppo, rinuncerà a farlo per problemi alla schiena. Non voglio leggere che <strong>Gallinari</strong> si è operato e non è ancora tornato quello che era, e che sarà. Non voglio leggere di <strong>Bargnani, Belinelli e Hackett</strong> prima che abbiano buttato fuori dagli Europei <strong>la Francia</strong>, quella di <strong>Tony Parker e Boris Diaw</strong>. Non voglio leggere che magari ci ha fatto fessi <strong>Turiaf </strong>con un canestro di tabella all&#8217;ultimo secondo. Non voglio leggere che quella partita la commenterà <strong>Franco Lauro,</strong> con le sue difese a presepe e i movimenti &#8220;in da peint&#8221;, perché lo so già. O che, insospettabilmente, tornerà <strong>Gianni Decleva</strong>, con la sua voce rotonda e i canestri dalla linea dei seimetrieventicinque. Sarebbe un&#8217;utopia, come quella di vedere chiaramente il punteggio sul televisore durante una partita di basket <strong>trasmessa dalla Rai</strong>. D&#8217;altra parte, non vorrei mai leggere che <strong>Sky</strong>, dove i punti si vedono bene, al momento di assumere <strong>Alessandro Mamoli</strong> gli ha imposto come clausola contrattuale di parlare in modo identico a <strong>Flavio Tranquillo</strong>, pause comprese. E che lui ha accettato, con entusiasmo. <strong>Non voglio più leggere</strong> che una bandiera come <strong>Javier Zanetti</strong> pensa sul serio che <strong>l&#8217;Inter</strong>, con i suoi scudetti a tavolino, possa diventare come il <strong>Grande Torino</strong>. O che <strong>sulla collina di Superga</strong> hanno contestato <strong>Rosina </strong>durante la commemorazione dei sessant&#8217;anni dello schianto, interrompendosi solo quando scandiva i nomi.<span id="more-949"></span></p>
<p>Non voglio leggere quanti nomi saranno saltati fuori dalla Procura di <strong>Reggio Calabria </strong>nell&#8217;indagine sui fischietti truccati. E che pure nel basket esistono i sistemi, le cupole e le triadi. Non voglio leggere di <strong>Cannavaro</strong>, che si può ingaggiare in un taxi, promettendogli perfino un futuro da dirigente, anche se è scappato quando la nave stava affondando, come i topi. Non voglio leggere di focacce al formaggio, di <strong>Lippi a pranzo con Blanc</strong>, di ingranaggi di spogliatoio che s&#8217;incrinano, senza che i diretti interessati giurino che hanno parlato solo di <strong>Amauri.</strong> Non voglio leggere che <strong>Dunga </strong>lo snobba, se poi al suo posto, come attaccante di peso, deve arrivare <strong>Ronaldo.</strong> O che non ha cambiato stilista, perché le sue camicie sono troppo brutte per essere vere. Non voglio leggere che, nonostante lo stile, <strong>Armani </strong>non farà la storia della pallacanestro a <strong>Milano</strong>. Che <strong>Siena</strong> continuerà a vincere, e noi a chiederci come sarebbe da un&#8217;altra parte <strong>Pianigiani</strong>. Non voglio leggere che <strong>Messina andrà ai Raptors</strong>, semplicemente perché è da anni che lo leggo. Che ce lo mandino. E già che ci sono, ci facciano pure il favore di vendere <strong>Chris Bosh</strong> per una guardia, così da mettere il Mago con le spalle al muro, e far nascere, forse, una stella. Non voglio leggere di stelle prima del tempo, come i vari <strong>Santon e Balotelli</strong>. Lasciate che lo diventino, altrimenti poi si scopre che erano morte, da tanti anni, come <strong>Adriano.</strong> Non voglio leggere sugli stessi giornali, a seconda dei giorni, ironie o rispetto sulla depressione di un uomo.</p>
<p><strong>Non voglio leggere, ancora, di doping</strong>. Di <strong>Rebellin</strong> che è andato sul podio olimpico parlando di vittoria del ciclismo pulito, e adesso, a 37 anni, è guardato con incredulità. Non voglio leggere che ci si continua a sorprendere. Che ci si indigna per il razzismo, ma non per gli auguri di morte al giocatore per terra. Che ci si può ancora rassicurare del fatto che gli insulti non c&#8217;entrano con il colore, ma con l&#8217;ignoranza. Che non sarebbe ignoranza, ma gioventù allegra, l&#8217;atteggiamento di chi scalcia il proprio avversario e gli ride dietro. Non voglio leggere che <strong>a Firenze</strong> abbattono le barriere allo stadio, mentre ad <strong>Arezzo</strong> si giudica del tifoso ucciso all&#8217;autogrill. Mi fa ridere.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Mourinho alla guida del Pd? Parliamone&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 17:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzosani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calci e veleni]]></category>
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		<description><![CDATA[di LORENZO SANI 
Non m&#8217;intendo di calcio, non m&#8217;intendo di politica e di tante altre cose. Ma una cosa da un po&#8217; di tempo mi frullava in testa e quella cosa ora è finalmente chiara. Il Pd deve arruolare immediatamente il signor Josè Mourinho. Deve farlo in fretta, prima che se ne accorga Berlusconi. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>di LORENZO SANI </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non m&#8217;intendo di calcio, non m&#8217;intendo di politica e di tante altre cose. Ma una cosa da un po&#8217; di tempo mi frullava in testa e quella cosa ora è finalmente chiara. Il Pd deve arruolare immediatamente il signor <strong>Josè Mourinho</strong>. Deve farlo in fretta, prima che se ne accorga Berlusconi. Questo è un appello serio. Mourinho è l&#8217;unica possibilità di salvezza per il <strong>Pd.</strong><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-611" style="border: 1px solid black; margin: 3px;" title="mourinho" src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/files/2009/03/mourinho.jpeg" alt="mourinho" width="123" height="128" />Quanto meno di giocarsi la partita. Ha le carte in regola, è un&#8217;occasione irripetibile. Se scendiamo nei dettagli, poi, sicuramente <strong>Mourinho</strong> è cattolico. E&#8217; anche di sinistra? Se lo è <strong>Soru</strong> di sinistra, può esserlo tranquillamente pure Mourinho. A <strong>Mourinho </strong>piacciono le sfide, ci arriva armato di genio e non tira indietro la gamba. <strong>Mourinho </strong>è antipatico, dicono. Adesso dispiace insistere perché sembra di avercela con lui, ma è forse simpatico Soru? A me non piace prostituzione intellettuale, torno a conferenza stampa medievale, ha detto il signor <strong>Mourinho</strong>. Ritagliamo questa frase e appiccichiamola a caso in mezzo a qualsiasi altra pagina di giornale, in quella della politica, in quella dell&#8217;economia, o dove vi pare. C&#8217;è uno che parli così? Cosa succederebbe nelle pagine di politica, di economia, nel dibattito sull&#8217;etica o di quello che vi pare se uno parlasse agli altri così, come nella favola del re nudo. Meraviglioso. Ecco cosa sarebbe.<br />
Peccato che appartenga solo al calcio un testa così. Chi ama e frequenta gli altri sport, quelli schiacciati dalla pietra tombale del pallone, uomini del genere ha avuto la fortuna di incontrarli, nel rugby, nel basket, nella pallavolo, nella pallanuoto. Conosco poco pallamano e baseball, ma sicuramente ci saranno anche lì. Non spesso, ma ci sono. E sono un privilegio per pochi. Bisogna andarli a cercare. Mourino invece ti entra in casa e c&#8217;è una bella differenza. Personaggio mediatico, dicono. E che significa, se te lo dicono dalla tivù. E&#8217; un&#8217;offesa, un complimento, un luogo comune, prostituzione intellettuale? Boh. Il Partito Democratico si sta sgonfiando come la pancia di <strong>Gascoigne</strong>, solo che Gazza guarisce, se continua a rigare dritto. Per ribaltare i sondaggi di <strong>Mannheimer </strong>non basta l&#8217;esorcista.<br />
Come sarebbe un faccia a faccia in tivù <strong>Mourinho-Berlusconi</strong>? Proviamo a immaginarlo<span id="more-609"></span> ad occhi chiusi. Magari dopo un ottavo di finale <strong>Mourinho-Schifani </strong>vinto a mani basse, un quarto dominato contro <strong>Bondi</strong>, vittoria in casa e pareggio ricco di gol fuori, perché in testa aveva già la semifinale con <strong>Fini </strong>e non riusciva più a tenere fermo <strong>Balotelli</strong> che scalpitava in panchina. Dico sul serio, non sto scherzando. Qualcuno dirà che da uno scontro all&#8217;ultimo voto <strong>Mourinho-Berlusconi</strong> potrebbe uscire tanto lavoro per i comici, peraltro una delle poche categorie produttive che in tempi di recessione continua ad assumere, mentre gli altri tagliano. Sarcasmo medievale. E&#8217; vero, ma il mondo gira così: piove sempre sul bagnato. <strong>Franceschini </strong>ha fatto appello al gioco di squadra. Perfetto, si accomodi. C&#8217;è l&#8217;allenatore. Il calcio che non si è scosso dopo quello che gli è capitato negli ultimi anni si è visto ribaltare il tavolo in cinque minuti da un signore in tuta e con lo strano accento di un altro pianeta. Ha ragione <strong>Mourinho</strong>? Onestamente non saprei. Non mi intendo di calcio. Ma <strong>Mourinho</strong> fa opposizione, una bella opposizione, dice qualcosa. Non insulta, dice cose che fanno pensare, o che magari aiutano soltanto a pensare, se uno proprio non è de coccio, cose che gli altri non dicono, perché gli altri dicono tutti la stessa cosa. Lui, il signor <strong>Mourinho</strong> dice qualcosa di diverso. Una verità che si è sentita poco in giro, forse perché l&#8217;attenzione generale era troppo impegnata a stroncare Balotelli: è una testa calda, deve imparare a moderare gli eccessi, impari l&#8217;educazione e cose del genere. Poi vai a scoprire che chi glielo diceva aveva un figlio o il cognato in curva a San Siro che gli urlava &#8220;Negro di merda&#8221;.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=a" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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