di CLAUDIO PEA
Quando mi ci metto, sono odioso. Lo dico io prima che lo strillino gli altri in coro. Però sarei bugiardo, che è molto peggio di bastardo, se non confessassi che non me ne può fregare di meno se Tony Parker ha fatto le corna a Eva Longoria con la moglie del suo ex compagno degli Spurs e se l’attrice texana lo è venuta a sapere controllando il cellulare del marito incauto o spiando dal buco della serratura o addirittura direttamente dal suocero dell’amante che avrebbe fatto molto meglio a farsi i cavoli suoi. Dio mio, chi ci capisce qualcosa è bravo. Né me ne può importare più di un fico secco se vincono o perdono i Knicks, se il Gallo dalla schiena di cristallo ha segnato due punti o sedici dalla lunetta, se cacciano Mike D’Antoni e se i tifosi newyorchesi sono imbufaliti con Tu quoque Brute, fili mi. Vivo il basket in maniera totalmente diversa dai gazzettieri in rosa che muoiono se non ci inondano tutti i santi giorni di bufale sulla squadra della Grande Mela e che saltano il pranzo se Danilo, prima d’addormentarsi, sì è dimenticato di inviare a uno di loro almeno l’sms della buonanotte. Primula rossa o mosca bianca, scegliete voi, non ho mai invero sbrodolato per la Nba, soprattutto durante la regular season, e posso sopravvivere benissimo anche senza sapere se i Knicks hanno perso sei o sette partite di fila prima di andare a vincere a Sacramento o dove cristo hanno giocato ieri. Al massimo posso essere contento se Bargnani è il miglior realizzatore degli scassatissimi Raptors e se Belinelli recita un ruolo sempre più importante nei sorprendenti Hornets perché sono straconvinto che a entrambi ha fatto molto meglio un’estate in azzurro con Simone Pianigiani di una stagione intera a Toronto o a New Orleans. E comunque di certo non mi sparo se i compagni di squadra di Gallinari ce l’hanno a morte con il cocco di Tu quoque: anche a me il numero 8, che ha scritto un libretto fotografico con il boss della Banda Osiris, è diventato insopportabile Read The Full Story…
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Quanto meno di giocarsi la partita. Ha le carte in regola, è un’occasione irripetibile. Se scendiamo nei dettagli, poi, sicuramente Mourinho è cattolico. E’ anche di sinistra? Se lo è Soru di sinistra, può esserlo tranquillamente pure Mourinho. A Mourinho piacciono le sfide, ci arriva armato di genio e non tira indietro la gamba. Mourinho è antipatico, dicono. Adesso dispiace insistere perché sembra di avercela con lui, ma è forse simpatico Soru? A me non piace prostituzione intellettuale, torno a conferenza stampa medievale, ha detto il signor Mourinho. Ritagliamo questa frase e appiccichiamola a caso in mezzo a qualsiasi altra pagina di giornale, in quella della politica, in quella dell’economia, o dove vi pare. C’è uno che parli così? Cosa succederebbe nelle pagine di politica, di economia, nel dibattito sull’etica o di quello che vi pare se uno parlasse agli altri così, come nella favola del re nudo. Meraviglioso. Ecco cosa sarebbe.