di FRANCESCO SARTI
Se José Mourinho l’anno prossimo allenerà il Real Madrid ci dispiacerà molto, perché era l’unico che ci rendeva sopportabile l’Inter degli onesti e degli ipocriti. Perché, in questo calcio che ha smarrito la poesia del bianco e nero e rumina la brutta prosa dei “riflessi filmati”, è il solo personaggio fuori dalle righe, incorreggibile, strano. Variabile impazzita del dopogara, vandalo delle conferenze infrasettimanali. A tratti arrogante, impulsivo, sbruffone e permaloso. Perfino irridente e provocatorio. Ma anche ironico e spietato, in faccia ai falsi perbenismi delle interviste calcistiche. Ben presto etichettato come grande comunicatore, che è un altro modo di esorcizzare chi non cede alle dichiarazioni precotte e alla narcolessia di certi opinionisti. Sempre preparato sul tema del giorno, in grado di rispondere a tono (da ultimo, scomodando Sartre per dare addosso a Ranieri, sua vittima preferita) con una dovizia di particolari troppo sospetta per non essere frutto di un efficientissimo ufficio stampa. Ma anche per questo speciale, al di là dell’aggettivo che si è dato da sè. Mourinho ci piace perché non ha paura nemmeno delle proprie debolezze: quando deve segnare, mette in campo cinque attaccanti, se deve difendere il vantaggio, eccolo rinfoltire in un amen il centrocampo. Banale? No, pragmatico. In grado cioè di sfruttare i propri punti di forza senza preoccuparsi eccessivamente dei fronzoli. Capace di passare dalla monomania di Ibrahimovic alla coralità di Sneijder, Eto’o e Milito. Camaleonte del campo, senza dover per forza innovare nel gioco. Ulteriore stereotipo: gran motivatore. Ma solo perché, a dire della stampa specializzata, avrebbe incattivito la sua squadra a suon di manette mimate e parole incendiarie. Piuttosto, è bravo a gestire, bravo a scegliere, bravo, soprattutto, a escludere. Sostituendo Balotelli Read The Full Story…
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Quanto meno di giocarsi la partita. Ha le carte in regola, è un’occasione irripetibile. Se scendiamo nei dettagli, poi, sicuramente Mourinho è cattolico. E’ anche di sinistra? Se lo è Soru di sinistra, può esserlo tranquillamente pure Mourinho. A Mourinho piacciono le sfide, ci arriva armato di genio e non tira indietro la gamba. Mourinho è antipatico, dicono. Adesso dispiace insistere perché sembra di avercela con lui, ma è forse simpatico Soru? A me non piace prostituzione intellettuale, torno a conferenza stampa medievale, ha detto il signor Mourinho. Ritagliamo questa frase e appiccichiamola a caso in mezzo a qualsiasi altra pagina di giornale, in quella della politica, in quella dell’economia, o dove vi pare. C’è uno che parli così? Cosa succederebbe nelle pagine di politica, di economia, nel dibattito sull’etica o di quello che vi pare se uno parlasse agli altri così, come nella favola del re nudo. Meraviglioso. Ecco cosa sarebbe.