Sono nato il 20 giugno 1977. Gemelli ascendente gemelli. Un casino. Credo sia per quello che devo ancora capire cosa fare da grande, e soprattutto cosa ho fatto da piccolo. Il mio nome lo trovate in un albo degli avvocati e sulla copertina di un libro di poesie, dal titolo “Guardati dal gatto” (accento sulla prima ‘a’). È la stessa persona, anche se non sembra. Da qualche parte, risulterà pure che ho scritto alcuni pezzi su dei quotidiani, tipo “il Gazzettino” o il “Corriere dello Sport”. Ma non chiedetemi nulla né di cronaca locale né di pallavolo: non ho mai detto che conoscevo la materia. Invece ho collaborato parecchio, per lo più parlando a vanvera, con “Sportincampo.it”. Volendo mi sarei anche occupato di filosofia del diritto, benchè sia roba piuttosto esoterica. Ora, comunque, stronco brutti film su una rubrica di servizio, chiamata “Prima ti guardo Poi ti rovino” (www.primatiguardopoitirovino.blogspot.com). Sono sposato con la Juve sin dai tempi di Platini, e amo il basket da più di un quarto di secolo. Anzi, ci gioco ancora, soprattutto in ufficio: conservo la percentuale di uno specialista NBA nel tiro dall’angolo. Ho varie ambizioni: vincere un Oscar per la miglior sceneggiatura originale, imparare a suonare la chitarra, abitare a Parigi nel quartiere degli artisti. Punti di riferimento: Kubrick, Schopenhauer, Larry Bird. Non necessariamente in quest’ordine. Se non avete smesso di leggere, e vi chiedete cosa faccio su questo sito, sappiate che è un gesto di riconoscenza del fondatore. Una volta, suo ospite a Milano per Olimpia-Benetton Treviso (la partita dove Pittis mise 29 punti in faccia a Kukoc), riuscii in un’impresa che considerava proibitiva: programmargli la videoregistrazione della “Domenica sportiva”. Da allora, va in giro a dire che ho talento.

 

 

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