<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Mors Tua Vita Pea</title>
	<atom:link href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea</link>
	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 01 Jul 2010 08:32:52 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Storie di Coca Cola, Banda Osiris, Bossi e Acciughino nel basket delle nostre follie</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/26/storie-di-coca-cola-banda-osiris-bossi-e-straordinarie-follie-nella-vecchia-milano/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/26/storie-di-coca-cola-banda-osiris-bossi-e-straordinarie-follie-nella-vecchia-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[La Banda Osiris]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi]]></category>
		<category><![CDATA[Cappellari]]></category>
		<category><![CDATA[chiabotti]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[Ferracini]]></category>
		<category><![CDATA[frates]]></category>
		<category><![CDATA[Galliani]]></category>
		<category><![CDATA[gamba]]></category>
		<category><![CDATA[Grigoletti]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Lippi]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Pedrazzi]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[pittis]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[Slovacchia]]></category>
		<category><![CDATA[Storari]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1873</guid>
		<description><![CDATA[                                                                di CLAUDIO PEA
Ce l’ho qui da un pezzo. Qui, sul gozzo, cosa avevate capito? Precisamente dalla sera della terza finale scudetto, quella che appena cominciata era già finita. Elegantissimo canestro di Romain Sato, luce dei miei occhi: 20-6 (ovviamente) per il Montepaschi, il Forum imbufalito con Pierino Bucchi, che di nuovo non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                               <strong><em><span style="text-decoration: underline;"> di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ce l’ho qui da un pezzo. Qui, sul gozzo, cosa avevate capito? Precisamente dalla sera della terza finale scudetto, quella che appena cominciata era già finita. Elegantissimo canestro di Romain Sato, luce dei miei occhi: 20-6 (ovviamente) per il Montepaschi</span></strong>, il Forum imbufalito con <strong>Pierino Bucchi</strong>, che di nuovo non ci aveva capito un tubo, e più ancora <strong>Luca Chiabotti e Werther Pedrazzi</strong> in mezzo ai quali stavo seduto in prima fila. “<strong>Passami gli steno</strong>”, mi è venuto allora da esclamare sfrontatamente come si diceva una volta, quando non esistevano ancora i cellulari e i personal computer, si dettavano i pezzi a braccio appunto agli stenografi, le rotative già scalpitavano e il redattore di turno la notte aveva solo fretta di chiudere la prima edizione per andare finalmente a mangiare in mensa. Ce l’avevo qui sul gozzo, dicevo, e adesso la sputo. E’ l’intervallo, 36-57, la scorta di <strong>Giorgio Armani</strong> accompagna il patron a fare la pipì, a volte scappa anche a lui, <strong>Adriano Galliani</strong> è assalito dai cronisti in caccia di notizie più sul <strong>decadente Milan</strong> che sulla confusa <strong>Milano del basket</strong>, “Storari resta con noi”, difatti <strong>Storari</strong> è passato alla Juve, <strong>Dino Meneghin</strong> mi avvolge in un abbraccio fraterno e mi fa ad un orecchio: “Adesso che sei tornato tra noi, non ti mollo più”, carino davvero,<strong> Dan Peterson</strong> nella sua giacchetta a quadri che deve avere più anni della coperta di Linus, <strong>Sandro Gamba e la sciura Stella</strong>, splendida creatura, amici che non vedi da una vita, come <strong>Toio Ferracini e Toni</strong> <strong>Cappellari</strong>, ho la golla secca: massì, mi sparo una Coca Cola. “Tre euro e cinquanta”. Non ci posso credere, ma pago e penso: me ne daranno un litro. No, solo un bicchiere di carta. E neanche di<strong> Coca Cola</strong>, ma di Pepsi. Che non è proprio la stessa cosa. All’osteria del Camionista al mio paese con tre euro e mezzo ti danno un piatto di rigatoni al sugo, fidatevi abbondanti e gustosi, e pure un buon bicchier di vino rosso che fa sempre bene al cuore. Però è anche vero che l’altro mese ho comprato<strong> la carrozzina per mio nipote Edoardo</strong>. “Mille e cinquecento euro: carta di credito o bancomat?”, mi ha chiesto la cassiera. “Carta di credito, ma adesso mi tolga lei una curiosità: la carrozzina va a benzina o a gasolio?”.</p>
<p><strong>La Banda Osiris è riuscita ad infiltrare uno dei suoi scagnozzi persino in nazionale: sarà vero? Così pare, ma anche qui non ci posso credere.</strong> In primis perché la Banda Osiris l’ho inventata io qualche anno prima che si entrasse nel Duemila e quindi solo io posso <strong>insindacabilmente </strong>decidere chi fa parte o meno di questa loggia<span id="more-1873"></span> che tanti danni faceva, ha fatto e prova ancora a fare alla pallacanestro italiana. “Sarebbe a dire?”, ho allora domandato, curioso e sereno, ai commensali con me seduti a cena nel dopo partita in quella osteria in zona (ex) <strong>Fiera </strong>dove ci sarò passato davanti un centinaio di volte, quando ancora abitavo a Milano, lavoravo al Giorno, quando <strong>il Giorno</strong> aveva una super redazione sportiva con <strong>Franco Grigoletti</strong> capo ed era il gran giornale <strong>dell’Eni,</strong> e non mi ispirava d’andarci a mangiare. E male facevo. E’ difficile, ma mi posso anch’io sbagliare. Dunque dicevo, ah già: “Chi mai sarebbe l’intruso nella nazionale di <strong>Simone Pianigiani</strong>?” ho chiesto fingendo la più totale indifferenza possibile mentre ci servivano le sei cotolette alla milanese più pestate (quella sera) di <strong>Bulleri e Mordente</strong> messi insieme. “Come, non lo sai che il tuo Acciughino in una bollente riunione di <strong>Sky-basket</strong> è stato l’unico a difendere Flavio a spada tratta e con un calore tale che neanche<strong> Giorgione</strong> <strong>Buzzavo</strong> aveva quando si prendeva a cuore le scelte del suo signore e padrone?”. In effetti che <strong>Riccardo Pittis</strong> sia un po’ cambiato dai tempi in cui aveva l’Angiolini come morosa e <strong>Dino Meneghin</strong> che gli insegnava a vivere, questo è ormai appurato. Ma che fosse saltato sull’altra sponda o, se preferite, sull’altro carro, quello targato <strong>BO, cioè Banda Osiris</strong>, assieme alle oche e ai buoi dei paesi suoi, stento ancora a crederlo. Anche perché un tempo vedeva <strong>Cicciobello Tranquillo e Bicio Frates</strong> come fumo negli occhi. Okappa, facciamo così: parlerò a quattro occhi con Acciughino e gli chiederò spiegazioni. Magari già lunedì nel raduno azzurro di <strong>Monza in</strong> <strong>Villa Reale</strong>. E poi vi farò sapere se ho dovuto davvero inserire a malincuore nella lista nera anche il mio pupillo che è diventato persino un fiero sostenitore della <strong>Lega </strong>del senatore. E pure questo non è certo un punto a suo favore.</p>
<p><strong>Il senatore Umberto Bossi, anzi il Senatur, se ricordate, aveva dichiarato che</strong> <strong>l’altra nazionale, quella di Macello Lippi, sarebbe andata avanti</strong> <strong>nel Mondiale sudafricano</strong> perché le avrebbero comprato la partita con la <strong>Slovacchia</strong>. Difatti stamattina è rientrata in Italia con la coda fra le gambe. Se ne dicono tante nel Belpaese che non sai più chi ascoltare. E se ne scrivono di peggio ancora. Come che Siena sia in guerra con Milano sul mercato della palla nel cestino quando lo sanno anche i somari che<strong> Ferdinando Minucci </strong>ha le idee molto chiare sul futuro di Siena e ha programmato da tempo uscite ed entrate a suo piacere, mentre <strong>il Livi(d)o Proli</strong> non sa quali pesci pigliare se è vero che si è ingolosito di <strong>Marko Jaric</strong>, vorrebbe riprendersi <strong>David Hawkins</strong> e non ha mai pensato a <strong>Eze e McIntyre</strong>. Staremo a vedere. Intanto trovatemi un piccolo editore perché questo benedetto libricino sulla Banda Osiris lo voglio scrivere sul serio vincendo la mia secolare pigrizia al di là del timore che mi piovano sulla testa <strong>centinaia e centinaia di maledizioni</strong>. Così saprete una volta per tutte chi fa parte di questa congrega che si vanta di aver fatto fuori Peterson da Sky perché era <strong>più</strong> <strong>DinDonDan che Dan</strong>. In parole povere un rincoglionito, ma questo non era e non è assolutamente vero. Averne di DinDonDan come Dan. O mi sbaglio? Stavolta assolutamente non credo. Confessandovi per finire quel che ho sussurrato io <strong>all’orecchio di Meneghin</strong> in quel baccano del <strong>Forum:</strong> “Complimenti, ti sei scelto proprio un gran bel allenatore per rifondare la nazionale: <strong>Simone Pianigiani</strong> è davvero speciale”. E lui ridacchiando felice: “Vuoi forse ammettere che ne ho indovinata finalmente una di giusta anche come <strong>presidente di Federazione</strong>?”. Sì. Paragonabile ad un canestro da metà campo più tiro libero aggiuntivo. Ma adesso non me lo tacere: è veramente <strong>Pittis uno della Banda Osiris?</strong> Non ci posso credere…</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Q" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/26/storie-di-coca-cola-banda-osiris-bossi-e-straordinarie-follie-nella-vecchia-milano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Viggiano l&#8217;idolo di Milano, i 91 punti di scarto da Siena e l&#8217;Armani comunque felice: c&#8217;è qualcosa che non ci quadra&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 16:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Audisio]]></category>
		<category><![CDATA[bianchini]]></category>
		<category><![CDATA[boniciolli]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[caja]]></category>
		<category><![CDATA[Eze]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Fuochi]]></category>
		<category><![CDATA[Mc Intyre]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Repesa]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[tanjevic]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1859</guid>
		<description><![CDATA[                                                                  di CLAUDIO PEA
Non so se ci avete fatto caso. Io sì, curiosando tra la pila di giornali che la Tigre vorrebbe scaricare fuori dalla finestra nel cortile, dove una volta c’era un tabellone in plexiglas e un canestro con la retina a brandelli e ora ci sono le cucce e le scodelle per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                  <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Non so se ci avete fatto caso. Io sì, curiosando tra la pila di giornali che la Tigre vorrebbe scaricare fuori dalla finestra nel cortile, dove una volta</strong> <strong>c’era un tabellone in plexiglas e un canestro con</strong> <strong>la retina a brandelli</strong> e ora ci sono le cucce e le scodelle per i pointers e i bracchi di mio fratello che non so neanche come si chiamino. Caccia e basket, odio e amore. Succede. Anche nelle stesse famiglie. Un pallino di quattro righe su <strong>Repubblica</strong> di sabato: “Oggi a Siena gara 4 della finale scudetto. Se <strong>Siena batte Milano</strong> sarà il quarto scudetto consecutivo dei toscani”. E così è stato. Peccato che si sia giocato al <strong>Forum di Assago</strong> e non nella città del Palio al <strong>PalaMensSana di viale</strong> <strong>Sclavo</strong>. Può capitare, ci mancherebbe altro, specie nella redazione dove non c’è più amore per la palla nel cestino come quando le penne del basket erano quelle (preziose) di <strong>Walterino Fuochi e Emanuela Audisio</strong>, che magari pendeva dalle labbra del <strong>Vate Bianchini</strong>, ma alla quale era sempre un piacere rispondere per le rime. E come l’anno scorso, canticchiando il vecchio motivetto dell’estate, <strong>“sul mare col patino”,</strong> il <strong>Montepaschi</strong> ha festeggiato in casa di <strong>Giorgio Armani</strong> un altro secco e vaporoso 4-0 tricolore. Una finale che è durata poco: una settimana appena. Peccato sul serio. <strong>Da domenica a sabato.</strong> Tra un temporale e un acquazzone di giugno. Con una serie di risultati da non dimenticare soprattutto a Milano: 100-80, 81-59, 88-75 e 93-69 sempre per la magnifica armata di <strong>Sato e McIntyre, Eze e Stonerook</strong>, ma anche di <strong>Hawkins e Lavrinovic</strong>, <strong>Domercant e Zisis</strong>, <strong>Ress e Carraretto</strong> che sarà convocato in nazionale. Fatti due conti, in totale <strong>372-283</strong>. Uno scarto di 91 punti in quattro gare. Una voragine, un abisso, un’esagerazione. E comunque troppi perché l’Armani possa essere lo stesso felice di un secondo posto che può fare molto ma molto comodo a <strong>Pierino Bucchi</strong>, che solo così poteva e probabilmente ha potuto salvare la panchina, ma che non può piacere al padrone del vapore che ha scucito gli stessi soldi, euro più euro meno, della <strong>Banca che esiste dal 1472</strong> senza riuscire manco con un’unghia a graffiare lo strapotere senese. Come invece <span id="more-1859"></span>è riuscito almeno una volta quest’anno alla<strong> Benetton di Repesa</strong> e alla <strong>Lottomatica di Boniciolli</strong>. Anche questo può accadere nella pallacanestro italiana.</p>
<p><strong>Boniciolli confermato a Roma, Bucchi all’Armani, Repesa alla Benetton, ma nessuno crede al comunicato di Treviso</strong>. Tanto più il neo manager <strong>Claudio Coldebella</strong>, che stimo, non mi ha nascosto tra gli ulivi delle colline senesi, dove c’era mezza Italia d’allenatori nostrani tranne <strong>Giuda</strong>, che non ha alcuna intenzione di far prigioniero un allenatore che sogna il <strong>Topkapi</strong> e non vuol rimanere all’ombra del salice piangente sul <strong>Sile.</strong> <strong>Artiglio Caja o un altro slavo?</strong> Ne riparleremo. Intanto brindo al ritorno di <strong>Tanjevic</strong> nel Belpaese dove ha molti più amici di quel che crede e dove dovrà fare da balia all’ecumenico che va d’accordo con la <strong>Banda Osiris e l’Orso Eleni</strong> facendogli magari capire che, quando si sale le scale, bisogna rispondere al saluto anche di chi le sta scendendo e non girarsi dall’altra parte facendo finta di niente. Non vi pare? <strong>A Roma il Boscia</strong> <strong>troverà un sacco di superboni</strong> ai quali preferirebbe dar fuoco prima ancora di conoscerli, ma ne ha viste talmente tante di cose brutte e turche negli ultimi mesi, come l’acquisto di <strong>Quaresima Quaresma dall’Inter</strong> per sette milioni di euro, che non gli mancherà il coraggio, se serve, di far piazza pulita intorno a lui. Maestro Boscia, mi mancavi. Così come <strong>mi mancherà Romain Sato se dovesse davvero ascoltare le sirene</strong> <strong>della Nba</strong>. Lo capisco, quella è la sua terra cestistica, ma qui lo tratteremo sempre come si merita. Cioè come un papa. <strong>Parola di Ferdinando Minucci</strong>. Che ha una parola sola. Perderemmo invece tempo a trattenere<strong> Eze</strong> che a Siena ha già dato in proporzione eguale a quel che ha ricevuto, cioè moltissimo, ma che ora deve far spazio a Milovan <strong>Rakovic</strong>, il serbo di scuola americana, 2.08 per una montagna di chili, arrivato <strong>dalla Russia con amore</strong> e con la voglia di spaccare anche lui il mondo in due.</p>
<p><strong>Se Milano non fosse fessa e presuntuosa come invece purtroppo è, lo ho</strong> <strong>pensato, ripensato e lo riscrivo, si sarebbe già incartata Eze</strong> e non l’avrebbe lasciato andare via dal Forum prima che non avesse firmato il nuovo contratto milionario con l’Armani. Ricominciare da Eze non sarebbe stato male. Invece dal<strong> Livido Proli</strong> ho appreso con raccapriccio, e un cicinin di sconcerto, che grosso modo così com’è Milano può andare anche bene. Forse a lui. “Al massimo ha bisogno di un paio di ritocchi”, <strong>ha dichiarato a Sky</strong>. Ma dai! Dare di nuovo fiducia a <strong>Hall </strong>significa una cosa: dollari e tempo persi. O no? E poi ancora <strong>Finley e Bulleri</strong> insieme quando non fanno un playmaker in due? Di più: <strong>Maciulis e</strong> <strong>Petroviciu</strong>s vedono Bucchi come fumo negli occhi. E non solo loro. Anche il Forum ha espresso sabato sera coi fischi di migliaia di tifosi contrarietà al piccolo coach che non tutte le ha tentate ad essere sinceri, specie in gara tre, per rendere più difficile la strada verso lo scudetto a Siena. <strong>“Viggiano</strong> <strong>idolo di Milano&#8221;</strong>, diceva per la verità un cartello bene in vista tra gli ultras longobardi. Gli idoli di Milano un tempo erano altri: <strong>D’Antoni e</strong> <strong>Meneghin</strong> per esempio. Per non dire di <strong>Bob McAdoo o Joe Barry Carroll.</strong> E allora si capisce perché in fondo un secondo posto può andare bene all’Armani e al suo popolo pure per l’anno venturo. <strong>Farebbero tre di</strong> <strong>fila</strong>. Evviva! L’importante è che a <strong>quelli di Sky</strong> diciate che stasera alle 20.30 non si gioca gara cinque a Siena come è apparso anche ieri mattina sulla sua guida tv. Altrimenti il rischio è che di nuovo ai botteghini del PalaMensSana qualche lettore di Repubblica che non vede la Rai (e men che meno Mediaset) faccia stasera ancora la fila come sabato per vedere la quinta finale tricolore. Volete mettervelo in testa o no che <strong>il Montepaschi ha già vinto lo scudetto numero cinque della sua storia</strong>? <strong>Vi piaccia o meno.</strong> Fischiettando con le mani affondate in tasca: “E come l’anno scorso, sul mare col patino…”.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=C" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/21/viggiano-lidolo-di-milano-i-91-punti-di-scarto-da-siena-e-larmani-comunque-felice-ce-qualcosa-che-non-ci-quadra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Wada a quel paese chi vuole dare una palla buona agli invidiosi di SuperSiena</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/20/wada-a-quel-paese-chi-vuole-dare-una-palla-buona-agli-invidiosi-di-supersiena/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/20/wada-a-quel-paese-chi-vuole-dare-una-palla-buona-agli-invidiosi-di-supersiena/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 10:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calci e veleni]]></category>
		<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Forum]]></category>
		<category><![CDATA[McIntyre]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Monza]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[sato]]></category>
		<category><![CDATA[scudetto]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[stonerook]]></category>
		<category><![CDATA[Wada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1853</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI  dalla tana dello sceriffo, un angolo di meditazione affidato ad un simpatico egiziano dove un tempo c’era la Milano craxiana. Il musicista che sventra la sua pizza ha in mente una musica che noi non sentiamo, sembra pazzo, ma forse siamo noi fuori di testa dopo aver visto al Forum, nell’epilogo della stagione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>OSCAR ELENI</em>  dalla tana dello sceriffo, un angolo di meditazione affidato ad un simpatico egiziano dove un tempo c’era la Milano craxiana.</strong></span> Il musicista che sventra la sua pizza ha in mente una musica che noi non sentiamo, sembra pazzo, ma forse siamo noi fuori di testa dopo aver visto al Forum, nell’epilogo della stagione dove <strong>Siena ha vinto il suo</strong> <strong>quarto scudetto consecutivo</strong>, quinto della storia, la scena madre degli inquisitori del doping, la fila di bambini per avere un autografo da Peterson, <strong>la muraglia del tifo verde così vivace rispetto a quella della Milano che per difendere Bucchi ha bisogno del suggeritore</strong>. Dicevamo dei catecumeni inviati da Roma, ma non dite che Petrucci lo ha fatto apposta perché quelli del doping annusano piscio ad ogni ora, senza bisogno di mandanti vendicativi, tipi che al cinema abbiamo visto nella trasposizione del Nome della Rosa, i feroci ricercatori di verità nel convento dove Umberto Eco ha raccontato la vita di ieri e anche di oggi. <strong>Erano rabbiosi ed insensibili perché pretendevano che i sorteggiati</strong> <strong>per le provette, cominciando da McIntyre il mago, rinunciassero ad andare sotto la curva dei tifosi per festeggiare lo</strong> <strong>scudetto </strong>perché loro avevano fretta di andarsene via da quella baraonda. Il medico di Siena che vedeva così agitato il più truce dei due, un tipo da <strong>Wada a quel paese</strong>, gli ha detto di fare rapporto spiegando bene che alla fine di una partita che dava il massimo trionfo sportivo nel campionato i giocatori preferivano abbracciarsi, festeggiare, saltare e ballare con tifosi, mogli, figli, piuttosto che seguire i<strong> Mabusen</strong> dell’antidoping. Quelli non sanno proprio cosa sia lo sport e la sua fatica, a loro piacciono le carni rosolate sul rogo e non è vero che lo fanno per la salute dei campioni, <strong>lo fanno per la paghetta</strong>, <strong>lo fanno perché non vedono l’ora di dare una</strong> <strong>palla buona agli invidiosi</strong>. Certo che i bari vanno smascherati, ma esistono anche tempi e maniere per farlo. Dicevamo del <strong>Peterson</strong> assalito per farsi firmare un autografo. <strong>Come mai?</strong> Già, bisognerebbe chiederlo a quelli che invece distribuivano <strong>volantini contro il Bucchi</strong> <strong>che si è riparato dietro il Forum dell’assurdo</strong> <strong>dicendo che era contestato perché non faceva giocare</strong> <strong>Becirovic</strong>. Noi ci saremmo fermati al gioco perché era quello a non dare mai emozioni.<span id="more-1853"></span> Lui come tanti altri discreti allenatori di scuola italiana, non certo il tipo di uomo che piace alla stessa piazza dove si ricordano gli allenatori personaggio non quelli abbastanza bravi. Crudeltà della nuova era per i circenses, non senso, dirà qualcuno, perché se non lasci crescere non avrai mai la pianta e i suoi frutti. Può essere, ma<strong> la storia</strong> <strong>va studiata anche da chi mette 18 milioni di euro, proprio come Siena, per arrivare a venti punti dai campioni sul campo e nella classifica</strong>. Epilogo al Forum portando ancora oltre <strong>9000 spettatori</strong>. Viene rabbia pensando che basterebbe davvero poco per averli sempre in tribuna, soprattutto adesso che con i ritardi per i lavori al <strong>PalaLido</strong> si scopre che non esiste un campo disponibile in città e, in caso di <strong>Forum</strong> occupato, si dovrà chiedere ospitalità a <strong>Desio o Monza.</strong></p>
<p><strong>Siena che ha vinto sa già come rinnovare e sa benissimo che se tiene Sato con Stonerook la sua pianta sarà ancora la più bella perché McIntyre</strong> <strong>era magico</strong>, ma lo ha capito lui stesso che sul palco per il premio al migliore voleva portarsi il <strong>Principe africano</strong> e anche <strong>Cespuglione </strong>che, ci hanno confermato, non sarà nell’elenco dei sedici che <strong>Pianigiani</strong> presenterà il 28 e il 29 a Monza come i prescelti per la sua prima avventura con la nazionale, una figlia che, metafora da filosofo di v<strong>erità bugiarde</strong>, ti dà gioia quando nasce, ma poi diventa un tormento perché nella stessa foresta federale ci sarà chi la porterà a bere troppo presto, chi cercherà di deviarla, per non parlare dei ragazzi che cercheranno di vestire i suoi colori. Su Milano il mistero della genialità di chi nelle sue cose vorrebbe fare tutto rischiando d’inciampare sulla coda. <strong>Da confermare sicuramente Maciulis, Rocca, Mordente e Mancinelli</strong>, <strong>da valutare meglio Petravicius</strong>, o almeno la sua schiena, per il resto andremmo a cercare un vero regista, un’ala forte da battaglia europea e non da battaglia alla neuro e se davvero si sta trattando per un talento come il giovane <strong>Nicolò Melli</strong> allora ci dovranno essere garanzie che potrà imparare perché non è pronto per il grande salto, perché ha bisogno di spazio e lezioni serie. Su <strong>Monroe</strong>, l’unico davvero interessante nella pesca finale, si potrebbe fare anche un discorso serio se il suo fisico darà garanzie, tanto per non cominciare <strong>con la scusa degli infortunati che intralcia quando si cerca la verità e Milano questa verità non l’ha mai</strong> <strong>cercata </strong>e forse non la cercherà neppure domani. Per adesso ci lasciamo, chiudiamo sul discorso scudetto e magari amplieremo quando ci sarà la lista degli azzurri dove, purtroppo, ci dicono, devono entrare i pochi che abbiamo, anche quelli che non fanno squadra, che sono impostori, tromboni e ignoranti come dicono oggi dei giocatori di calcio francesi quei cronisti che non li possono proprio sopportare. Anche se la pantera senese <strong>Cappelli</strong> ci aveva tirato nella trappola per odio verso <strong>l’Aquila</strong>, per una vendetta che non meritavamo. Anche se la colpa di quella previsione per un <strong>4-1</strong> finale con Milano vittoriosa in gara tre è tutta della nostra voglia di amarlo ancora il basket e quella smania ci ha fatto andare oltre la logica del <strong>meno 20</strong>, la logica dei grandi di <strong>Pianigiani</strong>, sperando che<strong> l’Armani</strong> trovasse Arianna prima del Minotauro.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post==" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/20/wada-a-quel-paese-chi-vuole-dare-una-palla-buona-agli-invidiosi-di-supersiena/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Si fa a cazzotti e poi si va a bere insieme</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/16/si-fa-a-cazzotti-e-poi-si-va-a-bere-insieme/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/16/si-fa-a-cazzotti-e-poi-si-va-a-bere-insieme/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[cerebuch]]></category>
		<category><![CDATA[Facchini]]></category>
		<category><![CDATA[gazzetta]]></category>
		<category><![CDATA[inter]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[montepaschi]]></category>
		<category><![CDATA[Moretti]]></category>
		<category><![CDATA[Palio]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Varese]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1849</guid>
		<description><![CDATA[                                                                di CLAUDIO PEA
Mi sarebbe piaciuto nascere a Siena. Ed essere battezzato alla fonte della Lupa. Questo pensavo mentre scendevo la scalinata di Santa Maria dei Servi, la chiesa della contrada del Montone, tanto cara al caro Orso Eleni, e la vista delle vecchie case che s’arrampicano una sull’altra per salire al Duomo mi hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Mi sarebbe piaciuto nascere a Siena. Ed essere battezzato alla fonte della Lupa. Questo pensavo mentre scendevo la scalinata di Santa Maria dei</strong> <strong>Servi, la chiesa della contrada del Montone, tanto cara al</strong> <strong>caro Orso Eleni</strong>, e la vista delle vecchie case che s’arrampicano una sull’altra per salire al Duomo mi hanno aperto il cuore a ricchissime emozioni e a piacevolissime sensazioni. <strong>Mi piace tutto di Siena</strong>: i sapori e gli odori, i silenzi e i rumori, le strade nelle quali ti perdi coi pensieri e nelle quali ti perdi sul serio, lo spirito delle contrade che i padri tramandano ai figlioli per farli diventare prima uomini, dove si fa a cazzotti e poi si va a bere insieme, le mura che chiudono la città per custodirne gelosa i ricordi e le tradizioni, <strong>la taverna del Capitano</strong> ai quattro cantoni dove ho gustato i pici all’aglione e lo spezzatino di cinghiale anche se non è magari stagione, il chianti e <strong>Niccolò Moretti, il magnifico barbaresco</strong> <strong>dell’Aquila che accompagnerà il cavallo al Palio del due luglio</strong> e per il quale mi ha chiesto di tifare. Ora non so se posso, mi dovrò informare, ma non mi pare che la <strong>Lupa</strong> sia <strong>nemica dell’Aquila</strong>. No, mi fan sapere: è la Pantera. Eppure sono nato a Venezia e non me ne dovrei lamentare, però io lo so perché mi piacerebbe essere di Siena. Perché in verità, ma non ditelo in giro, sono nato a Mestre proprio nella casa dove ora vivo e sto preparando la stanza per il <strong>mio nipotino Edoardo</strong> che il 10 ha fatto un mese. E Mestre con Venezia c’entra poco, converrete, anche se Mestre non fa comune e sulla carta d’identità ho scritto nato a Venezia. E così sulla patente che ho dimenticato a casa. Assieme ai documenti e alle carte di credito. <strong>Senza quattrini, povero in canna, morso dal panico</strong>. Per fortuna mi è venuto in soccorso <strong>Riccardo Caliani</strong>, che è un amore di ragazzo, oltre che <strong>l’addetto-stampa impagabile della MensSana</strong>. Però se pensate che sia un po’ rincoglionito, lo ammetto: è vero. E pure un po’ romantico. Oltre che permaloso e rompicoglioni, ma se vi faccio queste confessioni mi raccomando: tenetele per voi<span id="more-1849"></span> o, al massimo, non fatele uscire dai confini d’Europa.</p>
<p><strong>Altrimenti m’arrabbio sul serio e, quando mi salta la mosca al naso, anche</strong> <strong>questo lo sapete, non conosco le mezze misure. Come</strong> <strong>stamattina aprendo il giornale rosa</strong>. Ora non ho la pretesa di insegnare il mestiere a nessuno e men che meno ho avuto nella vita l’ambizione di fare il <strong>culo di pietra</strong> in redazione. Mi piaceva troppo girare, conoscere e curiosare. E ho girato, grazie al cielo, il mondo correndo dietro ad un pallone di basket, ma anche di calcio e di pallavolo. Libero come il sole, ho lasciato volentieri agli altri <strong>la libido di comandare</strong>. Anche perché in questo Paese, salvo rare eccezioni, i migliori nei giornali non sono i più bravi, ma quelli che servono i padroni con l’arte dell’adulazione e della genuflessione. Però non si può nemmeno far finta di non vedere che la Gazzetta di lunedì non aveva un richiamo di basket in prima pagina. Eppure si era giocata domenica a Siena la prima partita della serie tricolore. <strong>Una buona finale. Arbitri a parte. </strong>E una buona Milano sino a quando il Montepaschi non si è rimboccato le maniche in difesa e l’Armani non ci ha capito più un cavolo. O quasi. Un richiamo per Varese e Pescara che ritornano<strong> in serie B</strong> magari ci può stare nell’Italia che ha solo il calcio nelle vene, ma che<strong> Benitez</strong> dica: <strong>“Guidare questa Inter non mi preoccupa”</strong> non credo che scateni una<strong> coda alle edicole</strong> più della fantastica prestazione di <strong>Mc Intyre</strong> nel primo e nel terzo quarto. Anche perché questi sono e saranno gli ultimi colpi di coda del piccolo grande <strong>T-Mac</strong> a Siena. Potrebbe rimanere invece Sato, fosse vero, ma ne riparleremo. Adesso riapro la Gazzetta di oggi e stavolta un rettangolino rosa di pallacanestro lo trovo in fondo alla (prima) pagina, ma non mi sta bene che il titolino sia dedicato tutto alla Nba, ai<strong> Celtics</strong> che conducono 3-2 sui <strong>Lakers</strong>, mentre solo un occhiellino si merita il secondo duello di stasera tra<strong> Siena e Milano</strong> che sarà importantissimo per stabilire se lo scudetto<strong> il Montepaschi lo vincerà per 4-0 o 4-1 </strong>o al massimo, ma non credo, per 4-2.</p>
<p><strong>Sbollita la rabbia per certe scelte che faccio fatica a digerire, torno a</strong> <strong>perdermi tra i vicoli di Siena che somigliano un po’ alle mie calli:</strong> sembrano tutti eguali e non lo sono. “<strong>Siena è piccina”,</strong> mi dice un contradaiolo al quale chiedo la strada più breve per <strong>Piazza del Campo</strong>. “Ci arriva in un lampo”. E così è stato. Come non ci piove che Siena sia piccina davvero. Tant’è che non capisco tutta questa storia sul <strong>PalaMensSana</strong> mezzo vuoto nella prima partita della serie finale. Intanto non c’erano tifosi da Milano o, se c’erano, nessuno li ha sentiti. E poi 4.469 paganti in un impanto da 5.000 posti a sedere rappresentano un dodicesimo degli abitanti di tutta Siena. Ovvero una famiglia su tre ha nel cuore la sua diciottesima contrada, le è vicina e la sostiene: una cosa non da poco, non vi pare? Quanto al <strong>mio amore per la Lupa</strong> ne ho compreso finalmente la ragione: mescolando il sacro al profano, porta gli stessi colori della nostra Juve, mia e di <strong>Simone Pianigiani</strong>: il bianco e il nero a fiamma (e non a righe). Evviva! <strong>La Lupa è la nonna di tutte le contrade</strong>. Ovvero è quella che non vince un Palio da più tempo. Un altro n buon motivo allora per stare dalla sua parte affinché non si dica che mi trovo a mio agio solo sul carro dei vincitori. Più difficile è semmai capire per chi non è di Siena come possano <strong>Pianigiani e Minucci</strong> andare perfettamente d’accordo sul parquet, mentre le loro contrade, cioè <strong>la Lupa e l’Istrice</strong>, siano storicamente nemiche. Ve l’ho già detto: qui <strong>si fa a cazzotti e poi si va</strong> <strong>a bere insieme</strong>. Sperando che stasera Facchini, Mattioli e Chiari fischino meglio di Cerebuch, Paternicò e Sardella. Ci vuol poco e dunque ci potrei anche scommettere sopra. Ma non abbiamo dato la quota.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=9" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/16/si-fa-a-cazzotti-e-poi-si-va-a-bere-insieme/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nella reggia di Caserta ha vinto soprattutto Re Giorgio, poi quella ricca signora finalmente con un&#8217;anima</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/nella-reggia-di-caserta-ha-vinto-soprattutto-re-giorgio-poi-quella-ricca-signora-finalmente-con-unanima/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/nella-reggia-di-caserta-ha-vinto-soprattutto-re-giorgio-poi-quella-ricca-signora-finalmente-con-unanima/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 18:57:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[avellino]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardi]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Caputo]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Armani]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Lucas]]></category>
		<category><![CDATA[mens sana]]></category>
		<category><![CDATA[Michelori]]></category>
		<category><![CDATA[Montenegro]]></category>
		<category><![CDATA[Mordente]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[sacripanti]]></category>
		<category><![CDATA[Vanvitelli]]></category>
		<category><![CDATA[Zorzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1837</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla reggia di Caserta dove Giorgio Armani beve alle cascatelle dedicate a Venere e Adone, purificando la mente, lo spirito, dopo essere stato nella reggia del basket. Diciamo che è stato lui a rigenerare le cellule grige della ciurma Armani con l’aperitivo giusto, sicuramente la sua spalla, tonificata alle terme di Ischia, ha dato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>OSCAR ELENI</strong></em> <strong>dalla reggia di Caserta dove Giorgio Armani beve alle</strong> <strong>cascatelle dedicate a Venere e Adone</strong></span>, purificando la mente, lo spirito, dopo essere stato nella reggia del basket. Diciamo che<strong> è stato lui a</strong> <strong>rigenerare le cellule grige della ciurma Armani</strong> con l’aperitivo giusto, sicuramente la sua spalla, tonificata alle terme di Ischia, <strong>ha dato conforto al maresciallo Proli</strong> che magari sbaglia, ma sa riprendersi dalla sfortuna e poi trova anche combinazioni giuste quando gli avversari non sanno più dove cercare ossigeno: <strong>l’anno scorso con Biella, quest’anno con la</strong> <strong>Pepsi</strong> che avrà pure fatto una stagione straordinaria, ma ha mancato tutte le porte d’entrata. <strong>In Coppa Italia fuori contro la Virtus</strong> a pochi chilometri da casa, in campionato<strong> meno</strong> <strong>41 contro Siena</strong>, nei plaoff due sconfitte in casa contro la Milano che sembrava <strong>prigioniera del caporale</strong> <strong>Bucchi </strong>prima di liberarsi dal cerchio di ferro che la legava come gruppo, che la faceva sembrare una <strong>bella senza l’anima</strong>, una ricca signora, perché bisognerà pure ricordare che <strong>questa Armani costa come</strong> <strong>Siena,</strong> che la squadra buttata fuori dall’Europa e dalla Coppa Italia ha fatto cose discrete, ma sul discorso qualità prezzo soltanto questa finale, la seconda consecutiva, <strong>vale davvero per differenziarla da Roma</strong> che ha speso altrettanto raccogliendo in pratica solo il titolo di signora omicidi per i grandi record della <strong>Mens Sana</strong> fermata nei giorni in cui<strong> Boniciolli</strong> si era illuso di avere in squadra italiani con la stessa fame e la stessa rabbia di <strong>un Michelori, un Di Bella, un Mordente. </strong>A Caserta la quinta partita è stata <strong>vinta non da chi è stato perfetto</strong>, perché se Bucchi trova perfetta una squadra che ha perduto <strong>18 palloni</strong> e si è trovata sul velluto perché gli altri, sfiniti, facevano poco più del 50 per cento ai tiri liberi, un 14 su 27 che dice abbastanza a chi non ama imbrodarsi autolodandosi, allora siamo davvero davanti a quella parete casertana dove <strong>nel 1876 i delegati sabaudi</strong> <strong>scoprirono il bidet. </strong>Eh sì, nel rapporto a casa Savoia<span id="more-1837"></span> fecero sapere di aver trovato bacili a forma di chitarra dall’uso sconosciuto dentro la Reggia del <strong>Vanvitelli</strong> dove è passata tanta storia. Diciamo che il Bucchi si è sentito uno dei grandi esploratori del <strong>pianeta Naboo</strong>, quello dove <strong>il regista Lucas</strong> faceva nascere il mondo di Star Trecks ispirandosi al barocco italiano di Caserta. Lui che fino alla bella vittoria di giovedì notte sembrava più adatto ad interpretare un film diventato famoso e girato sempre a Caserta: <strong>un po’ Papocchio di Arbore, un po’ Speriamo che io me la cavo</strong>. Gli è andata bene e, come diceva Napoleone, se hai al servizio gente che se la cava a prescindere allora è giusto che ora Milano vada verso le finali di Siena con questo slogan mourignano: &#8220;La pressione è tutta sulle loro spalle&#8221;.</p>
<p><strong>E’ proprio vero che sul carro delle vittorie salgono in tanti, è verissimo che il</strong> <strong>successo fa straparlare e stupisce che Mordente</strong>, proprio lui che un tempo ciondolava la testa pensando alla sua vita in quella Milano dove era tornato dopo l’esilio a cui lo avevano obbligato i Corbelli’s boys, si sia sfogato nel dopo gara <strong>contro la Milano che sputava addosso alla squadra</strong>. E’sicuro che sputassero a lui, a Rocca, in certi giorni a Bulleri, ultimamente a Maciulis? Momenti di luce e di ombra mentale come direbbe <strong>il re Giorgio</strong> che ha dato una bella prova a tanti proprietari presentandosi ovunque, anche dove sapeva che lo avrebbero insultato o preso in giro. <strong>Gli piace la battaglia e poi a Caserta lo hanno</strong> <strong>trattato proprio come devono essere omaggiati gli artisti</strong>. Comunque sia questa vittoria e questa seconda finale consecutiva, la terza da quando ha deciso di occuparsi del basket milanese, dovrebbe garantire tutti sul futuro dell’Olimpia. Dopo emozioni del genere, dopo aver scelto i suoi uomini e condiviso con loro critiche e festeggiamenti non ci sono più dubbi: resterà per sempre. <strong>Una fortuna per tutti</strong>, così come non meriterebbe una Lega che avrà sicuramente fatto i conti su come rimbalza nel mondo intorno a lei questa programmazione demenziale che ora tocca il suo <strong>Everest </strong>con le finali notturne alla stessa ora e in pieno mondiale calcistico. Per fortuna l’Italia non incrocia, ma <strong>Brasile, Francia, Inghilterra</strong>,<strong> Spagna, Argentina purtroppo sì.</strong> Pazienza dicono i fedelissimi di chi ha scoperto i bacili a forma di chitarra e prima <strong>non si era mai lavato a fondo e in</strong> <strong>fondo.</strong></p>
<p><strong>Pagelle di fretta per lasciari i direttori dei siti alle loro buche:</strong></p>
<p><strong>10<span style="text-decoration: underline;"> a AVELLINO</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>che rimette in pista il Paron ZORZI</strong></span> “ rubandolo” alla sua Reyer. Una bella scelta per chi dovrebbe entrare nella porssima Hall of Fame italiana che festeggerà i suoi grandi, quelli scelti nel 2009, a Monza quando sarà presentata la Nazionale.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">al presidente CAPUTO</span></strong> di Caserta perché quando ha capito che i suoi avevano dato proprio tutto, quando ha visto Jones andare in sala rianimazione, lontano da elogi esagerati, si è messo in trincea, ha aspettato il gong, si è battuto e, alla fine, ha ringraziato, meditando sul domani che sarà senza il muro di ferro del Coldebella che in una stagion e ha co nvinto Treviso di essere l’uomo giusto.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">a Mike HALL</span></strong> tornato nel mondo delle parabole giuste uscendo dalla sua personalisasima guerra delle stelle. Glielo auguravamo dal giorno in cui lui e Michelori accompagnarono Beppe Boggio al camposanto. Pazientare con lui, sperare con lui è stato il segreto del Bucchi che ora se la ride.</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">al SABATINI</span></strong> che gira per le grandi chiese del basket avendo accettato adesso di tesserarsi finalmente come presidente del Gira. Se va in porto questa operazione alla spagnola, con la società satellite che prepara davvero i giocatori per la serie A avrà vinto molto più di tanti altri suoi avversari, anche se l’operazione è già avanti nella solita Siena. Quando agisce, crea e non straparla ha pochi rivali.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">a Barbapapà SACRIPANTI</span></strong> per la bellissima stagione, per aver finalmente tirato un calcione ad una sedia quando ha visto i suoi re magi sbagliare di tutto e di più nella partita dove, forse, sarebbe bastato sbagliare di meno per uscire a raccontarci la storia del basket visto dal monte Ida.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">agli ALLENATORI</span></strong> se riusciranno a spiegarci, come se avessimo dei anni direbbe l’avvocato di Filadelfia che se la prende con Peterson appagato dal successo nell’hockey della sua Chicago, cosa succede visto che le società liquidano anche quelli che hanno fatto bene. Una questione di soldi? Di pelle? Di palle? Ce lo spiegherà Virginio Bernardi nella convention dei suoi assistiti a Siena fra la prima e la seconda finale? Speriamo.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">al MONTENEGRO di Vujosevic</span></strong>, avversario durissimo di Azzurra, che vorrebbe spaventarci arruolando tutti i migliori, dal naturalizzato Cook e Pekovic. Non sanno che noi abbiamo ragazzi armati dal sacro fuoco. Non si sono allenati anche se erano sotto contratto, ma si sono finalmente riposati e vedrete che faranno strage.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">a Simone PIANIGIANI</span></strong> per averci fatto sapere che in nazionale vuole soltanto gente che sappia farlo vincere perché in questo modo i suoi colleghi diranno che è troppo facile, perché dovrà davvero spiegare tante cose a chi pensava che si alzasse al mattino e guardasse verso la Val Montone aspettando la paga di Minucci.</p>
<p><strong>2 <span style="text-decoration: underline;">al leone MORDENTE</span></strong> che non vedeva l’ora di schiacciare in faccia a chi era stato troppo critico con l’Armani. Secondo lui Eurolega, Coppa Italia e campionato erano stati momenti di purificazione incompresi da chi, negli anni, sapeva valutare i Rocca, i Mordente, ma anche i McAdoo e i Meneghin. Da chi non riesce ancora a credere che sia questo il massimo per una squadra che costa così tanto e che è amata così tanto, ma non a prescindere.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">ai &#8220;PRODIGI&#8221; </span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;">dei campionati giovanili</span></strong> che vanno in campo con la faccia da Kobe Bryant e non fanno niente per aiutare compagni sfigati costretti a chiudere la loro carriera nel rimpianto che imprigiona i non talentuosi. Dire che certa gente tira come nessun altro, succede per Balotelli, per Ale Gentile, non vuol dire aiutarli a crescere. Il campo pretende anche tante altre cose e anche la vita.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">a superleone MICHELORI</span></strong> che davanti al microfono, dopo l’eliminazione, ha fatto sapere che a 32 anni si sente vecchio per andare a faticare in nazionale. Lo capiamo, ma non può lasciarci coi cicisbei capaci di illudere soltanto i Petrucci, gli agenti petosi e lucragnosi, i presidenti esposti ogni giorno al canto dei loro dirigenti Circe, alle bande cantanti di tuttta Italia. Quando venne per l’ultimo viaggio di Beppe Boggio, uno che era niente, ma sicuramente era tutto in una società, ci sembrava di ferro. Non vogliamo essere delusi.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=-" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/nella-reggia-di-caserta-ha-vinto-soprattutto-re-giorgio-poi-quella-ricca-signora-finalmente-con-unanima/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amico Sky, Mammoletta e l&#8217;Avvocato</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/amico-sky-mammoletta-e-lavvocato/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/amico-sky-mammoletta-e-lavvocato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 10:37:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Allen]]></category>
		<category><![CDATA[Auerbach]]></category>
		<category><![CDATA[Black Jesus]]></category>
		<category><![CDATA[Buffa]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Fisher]]></category>
		<category><![CDATA[gallinari]]></category>
		<category><![CDATA[Iverson]]></category>
		<category><![CDATA[Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Lakers]]></category>
		<category><![CDATA[Larry Bird]]></category>
		<category><![CDATA[limardi]]></category>
		<category><![CDATA[Mamoli]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1831</guid>
		<description><![CDATA[                                                                  di CLAUDIO PEA
Già albeggiava ormai da un’ora. O quasi. E le prime luci del nuovo giorno filtravano anche negli studi milanesi di Sky dove in diretta da Boston (col tubo!) i nostri Alessandro Mamoli e Federico Buffa stavano finendo di sferruzzare a maglia come di solito amorevolmente fanno Rino Tommasi e Gianni Clerici da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                  <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Già albeggiava ormai da un’ora. O quasi. E le prime luci del nuovo giorno filtravano anche negli studi milanesi di Sky dove in diretta da Boston (col tubo!) i nostri Alessandro Mamoli e Federico Buffa stavano finendo di sferruzzare a maglia come di solito amorevolmente fanno Rino Tommasi e Gianni Clerici da Wimbledon</strong>. Una telecronaca piacevole, lo devo ammettere, nel cuore di una notte calda e insonne.<strong> Quelli di Sky</strong> sono tutti bravi: c’è poco da fare. Specie se raffrontati ai tromboni della Rai. E se non fossero anche permalosi, sarebbero più in gamba ancora. Per questo mi diverto a punzecchiarli, ma la prova che non ce la faccio ormai più a vivere senza di loro è che ho due My Sky in casa, uno in salotto e l’altro in camera, così mi posso anche registrare quattro partite di calcio o basket in contemporanea senza che la Tigre rinunci a vedere <strong>Bruno Vespa o la Mole Antonelliana</strong>, al secolo Antonella Clerici, o altri personaggi del genere che io invece non riesco proprio a sopportare. Dunque dicevo, ah già: ora ricordo. Dicevo di <strong>Mammoletta e l’Avvocato</strong> che erano andati bene sin quasi alla fine di Boston-Los Angeles, finale tre della Nba, nonostante mi desse l’idea, ma mi potrei sempre sbagliare, che tifassero per i Lakers come fanno abitualmente (e pure un po’ sfacciatamente) per Milano. E per questo forse è il caso che girino sempre molto lontano dal PalaMensSana. Del resto <strong>Mamoli</strong> <strong>ha giocato con le scarpette rosse di Mike D’Antoni</strong>: due minuti, non di più, contro la <strong>Robedikappa Torino</strong>, e CosaBuffa veste tale e quale a Giorgio Armani. Io invece non ho mai fatto mistero d’avere un debole per i Celtics sin dai tempi di <strong>Red Auerbach e Bill Russel</strong>. E poi di <strong>Larry Bird</strong> col quale ho avuto il piacere di parlare a quattr’occhi un giorno a <strong>Parigi </strong>arrossendo come un peperone. Mio Dio, quanto vecchio sono! Ma prima che lo pensiate voi lo dico io: e pure un po’ rincoglionito…</p>
<p>Difatti ho di nuovo perso il filo. Okappa, l’ho ritrovato. <strong>L’avvocato Buffa, 51</strong> <strong>suonati,</strong> pensavo meno, racconta spesso delle storie alle quali fai fatica a credere, ma che è altrettanto difficile stabilire se poi siano o non siano vere. Non so, narra del padre (senza nome) di <strong>Allen Broughton</strong>, “the Fucking Boss”, che ebbe da <strong>Ann Iverson, figlia di Willie Lee</strong>, un figlio concepito senza penetrazione, così almeno scrive Federico sul suo &#8220;<strong>Black Jesus”</strong> facendo invero parecchio casino, il quale tutte le mattine non era felice se non s’ingozzava con <strong>cinque sei uova al bacon</strong> e se, uscendo di casa, non sparava tre quattro ruttini affinché lo sentissero bene sino in fondo alla strada che (ovviamente) saliva verso la chiesa anglicana dove il pastore Brown pregava Nostro Signore perché<strong> i 76ers</strong> vincessero il titolo e perché il nipote di Willie Lee, Dio mio che confusione, “desse l’ultimo colpo di pennello a un affresco chiamato 2001 <strong>Nba Eastern Conference Finals</strong>”. Dio mio, scusami di nuovo, ma sono andato anch’io nel pallone. Dunque tutto bene sino a quando Cosa Buffa, anzi <strong>Mistero Buffa</strong>, <strong>da Berto a Fo il</strong> <strong>passo è breve</strong>, non tira in ballo <strong>Derek Fisher</strong> che chiude gara tre a favore dei Lakers con “l’ultimo colpo di pennello – e ridagliela – ai suoi girasoli” <span id="more-1831"></span>e Mammoletta Mamoli non si congeda ringraziando “<strong>Flavio Tranquillo</strong> per l’opportunità lasciatagli di commentare una partita delle finali della Nba”. No, questo è troppo: Cicciobello all’alba. Un incubo. E non ho più preso sonno…</p>
<p>Da quando, obietterete, parli di playoff Nba prima di quelli nostrani? Da quando ho dato un piccolissimo consiglio a <strong>Pierino Bucchi</strong> e lui mi ha ascoltato. Ma non diteglielo: permaloso com’è, più del sottoscritto e di tutti i cronisti del basket di Sky messi insieme, potrebbe prenderla molto ma molto male. Gli avevo suggerito infatti di togliersi la benda dagli occhi e di smetterla di giocare a mosca cieca quando pesca un giocatore dalla sua interminabile panchina. E così ha fatto: ha tolto in gara quattro <strong>Mike Hall</strong>, la solita palla al piede, e finalmente ha dato fiato alle trombe di Mancio <strong>Mancinelli </strong>che ha suonato la carica e si è bevuto tutta di un sorso la Pepsi trascinando l’<strong>Armani </strong>stasera alla bella delle belle di semifinale. Tanto ci voleva? Ma d’ora in avanti Pierino s’arrangi. Uno perché voglio bene a Caserta più che a (questa) Milano. Due perché ho presentato il conto al <strong>Livi(d)o Proli</strong> e il presidente modenese non mi ha pagato neanche un cappuccino. Peggio di quello scozzese di <strong>Dan Peterson</strong> che non aveva un rublo in tasca nemmeno per comprarsi una mela <strong>ai Magazzini Gum di Mosca</strong> e ho dovuto “prestarglielo”. Tre perché lo so anch’io che una finale tra il <strong>Montepaschi</strong> e l’Armani a livello di media sarebbe tutta un’altra cosa rispetto ad un duello tricolore con una Pepsi già alla frutta, ma chi se ne frega in fondo dell’audience…</p>
<p>Tanto lo scudetto non se ne andrà comunque da <strong>Siena </strong>e le partite di finale saranno al massimo cinque. O esagerando sei. Come ha scritto assennatamente <strong>Claudio Limardi su SuperB</strong> a proposito della quinta serie consecutiva vinta per 3-0 dal Montepaschi nei playoff: la grandezza della squadra di <strong>Simon Mago Pianigiani</strong> è stata di aver saputo trasformare lo straordinario in routine. Ma questa non è una colpa. Al contrario è un grossissimo merito. Del quale tutti, io compreso, dovremmo parlarne un sacco di più. Perché può anche capitare altrove che <strong>Ray Allen </strong>infili otto triple nel cestino dei Lakers e due giorni dopo, stesso avversario, stesso parquet, non centri neanche una piscina di dieci metri per tre. O che <strong>Jumaine Jones</strong> martedì non regali alla sua Donna e ai quattro figli neanche un francobollo e una cartolina dal Forum. Col risultato però che i celtici di Boston e gli juventini di Caserta perdano insieme la strada di quel traguardo che solo quarantott’ore prima pensavano di aver già nel mirino e che ora invece vedono quasi col binocolo. Capita infatti anche a<strong> Mc Intyre</strong> o a <strong>Hawkins</strong> di svegliarsi con la luna storta. O a<strong> Stonerook e Eze</strong>. Con la differenza che Siena ha comunque vinto sempre lo stesso. Ma evidentemente fa più notizia il <strong>Danilo Gallinari</strong> che si pavoneggia su Sky senza che nessuno gli dica che è un po’ da maleducati masticare la gomma in tivù o almeno gli chieda di grazia cosa ha vinto sinora. Neanche una Coppetta del nonno. O forse sì: se non sbaglio un pesciolino rosso alle giostre di Casalpusterlengo. Lo so, con lui sono un po’ cattivello, ma tornerò a fare il bravo solo quando il Gallo dalle uova d’oro, disubbidendo a D’Antoni, si rivestirà d’azzurro e Paternicò, che stasera arbitrerà <strong>Caserta-Milano</strong>, non farà di nuovo all’Armani un regalino di appena “cinque secondi” che l’anno scorso segò le gambe a Teramo. O no?</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post='" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/11/amico-sky-mammoletta-e-lavvocato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se a Pierino Bucchi magari togli le bende dagli occhi e gli proibisci di giocare a mosca cieca, forse l&#8217;Armani va in finale</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/08/se-a-pierino-bucchi-magari-togli-le-bende-dagli-occhi-e-gli-proibisci-di-giocare-a-mosca-cieca-forse-larmani-va-in-finale/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/08/se-a-pierino-bucchi-magari-togli-le-bende-dagli-occhi-e-gli-proibisci-di-giocare-a-mosca-cieca-forse-larmani-va-in-finale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 16:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Allen]]></category>
		<category><![CDATA[Angiolini]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[Cant√π]]></category>
		<category><![CDATA[Carrà]]></category>
		<category><![CDATA[carraretto]]></category>
		<category><![CDATA[Celtics]]></category>
		<category><![CDATA[Del Pero]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Jones]]></category>
		<category><![CDATA[Lippi]]></category>
		<category><![CDATA[maifredi]]></category>
		<category><![CDATA[Maradona]]></category>
		<category><![CDATA[moratti]]></category>
		<category><![CDATA[Ostellino]]></category>
		<category><![CDATA[Parisi]]></category>
		<category><![CDATA[Pessina]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Rondo]]></category>
		<category><![CDATA[Schiavone]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[Zaccheroni]]></category>
		<category><![CDATA[Ziegler]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1825</guid>
		<description><![CDATA[                                                                          di CLAUDIO PEA
Chi Diego Armando Maradona insulterà per primo ai Mondiali di calcio che venerdì andranno ad iniziare? Queste le quote sulla lavagnetta dei bookmaker inglesi: 2,38 l’arbitro, che per Argentina-Nigeria di sabato sarà il povero tedesco Stark, 3 e mezzo il Sudafrica come Paese organizzatore, 4 i giornalisti della carta stampata o della televisione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                          <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong>Chi Diego Armando Maradona insulterà per primo ai Mondiali di calcio che venerdì andranno ad iniziare? Queste le quote sulla lavagnetta</strong> <strong>dei bookmaker inglesi</strong>: <strong>2,38</strong> l’arbitro, che per Argentina-Nigeria di sabato sarà il povero tedesco Stark, <strong>3 e mezzo</strong> il <strong>Sudafrica</strong> come Paese organizzatore, <strong>4 i giornalisti</strong> della carta stampata o della televisione, tutto fa brodo,<strong> 9 la Fifa di Blatter</strong> e la sua cricca. Non sapendo bene su cosa puntare, ho chiamato allora il mio fido allibratore londinese e gli ho chiesto per favore di darmi una buona quota sul<strong> Pibe de Oro</strong> che, prima che finisca il Mondiale, ha già vaffanculato arbitri, Sudafrica, media e Fifa, tutti insieme. <strong>E pure Raffaella Carrà e Heater Parisi</strong>, oltre a suo genero <strong>Sergio Aguero</strong>, che si è mangiato un gol grande come una casa, e <strong>la figlia</strong> <strong>Giannina</strong> perchè si è sposata un cabron del genere. Ebbene il bookmaker amico mi ha risposto se l’avevo preso per scemo dal momento che questo tipo di scommessa nessuno nel<strong> Regno Unito</strong> l’ha mai presa in considerazione: è troppo facile da azzeccare, mi ha detto irretito e mi ha buttato giù il telefono mandandomi a quel paese. Peccato perché dieci euro me li sarei giocati volentieri anche su <strong>Marco Carraretto da Treviso</strong> che non mi tradisce mai al picchetto: mette il piede sul parquet e fa canestro, ovviamente da tre punti, entro un minuto, al massimo due, e spesso al primo tentativo. Come è successo <strong>al Palaverde </strong>nei quarti di finale e sabato al <strong>Pianella</strong> proprio nell’unico momento in cui Cantù è stata avanti nel punteggio (15-14) e poi mai più dopo la tripla del caro e fedele soldatino senese.</p>
<p><strong>Provando a fare i seri, se mi riesce, ma è dura, petto in fuori e pancia in dentro, Carraretto è dell’armata Montepaschi il mio preferito.</strong> Tant’è che se <strong>Simon Mago Pianigiani</strong> non me lo convoca in nazionale, giuro che non gli racconto più nulla della nostra<strong> Juve</strong> che mi sbaglierò anche, ma sta facendo una gran confusione al mercato dei pani e dei pesci dove, sia chiaro, nessuno può inventarsi i miracoli, ma se un po’ di <strong>Pepe</strong> mi sta anche bene, la prima cosa che doveva fare <strong>Marotta</strong> era vendere Palla-al-piede Diego<span id="more-1825"></span> che, come diceva il professor <strong>Faina </strong>di Davide <strong>Pessina</strong>, è la mozzarella di bufala più cara della terra e poi, già che c’era, poteva pure spedire <strong>Del Piero</strong> in America o negli Emirati Arabi insieme a <strong>Cannavaro</strong>. Sia chiaro, di calcio possono parlare tutti, anche Piero <strong>Ostellino</strong> (oggi) sulla Gazzetta dello sport. Di basket un po’ meno. L’ex direttore del Corriere ha scritto che <strong>De Ceglie</strong> non è inferiore a <strong>Ziegler</strong> e che <strong>Diego</strong> potrebbe essere utilizzato da Delneri come<strong> Cassano</strong>. E ha dato del “vecchio saggio” a <strong>Zaccheroni </strong>che è stato il peggior allenatore di tutta la storia bianconera. Peggio anche di Bollicine<strong> Maifredi</strong> e di <strong>Heriberto Herrera</strong>. Difatti stasera che non c’è pallacanestro in televisione avevo pensato di andare al cinema per vedermi un filmettino leggero-leggero. Invece mi rileggerò il pezzo di Ostellino e sono sicuro che andrò a letto divertito e felice come un bambino al quale la nonna ha raccontato una favola a lieto fine.</p>
<p><strong>Non so come finirà piuttosto tra Caserta e Milano. Penso e spero che vada in finale Caserta perché se lo merita sul serio </strong>e comunque più dell’<strong>Armani </strong>che, a conferma di quanto ho scritto in tempi non sospetti, è una squadra pensata male, figlia più dell’improvvisazione che di un progetto vero, però la <strong>Pepsi </strong>non è nemmeno il demonio e, se a <strong>Pierino Bucchi</strong> magari togli le bende dagli occhi e gli proibisci di giocare a mosca cieca quando deve pescare un giocatore dalla panchina, non è detto che alla quinta partita Milano non possa andare a vincere sulla piana del <strong>Volturno</strong> tra i noci e gli ulivi. Soprattutto se avrà lasciato a casa <strong>Mike Hall</strong> che è una palla-al-piede come Diego alla Juve e nessuno glielo ha ancora detto a Bucchi. Il quale ha affidato a Hall addirittura l’ultimo tiro nella gara tre di ieri sera dopo che <strong>l’indisponente di Chicago</strong> aveva infilato per sbaglio un canestro in tutta la partita su sette tentativi. E l’ha ovviamente fallito. Al contrario di <strong>Jumaine Jones</strong> che, piaccia o non piaccia a Hall, è tutta un’altra storia. Lui infatti può anche spadellare fuori nove o dieci palloni di fila, ma l’ultimo, quello che vale una finale dei playoff, può metterlo nel cestino anche se lo spara <strong>dalla Bovisa nel Forum</strong>. Perché ha soprattutto un cuore.</p>
<p><strong>Stamane comunque il basket è ritornato in prima pagina sul giornale in rosa</strong> come non accadeva, non ricordo bene, se dalla prima o dalla seconda guerra punica. Uno scacchetto, per carità, non montiamoci la zucca (“Gioia Caserta: vince a Milano e conduce 2-1”) tra tanta Inter <strong>(Benitez, Mou, Mascherano, Maicon, Moratti, Cavani)</strong> e un cicinin di Juve (Criscito, ma non era già bianconero?), calcio mercato e calcio degli orrori, <strong>Lippi e la Schiavone</strong> e la “gran finale”, pensate un po’, di serie B tra <strong>Torino e Brescia</strong>. Mentre il giorno prima, cioè sulla Gazzetta di domenica, non ho letto neanche un rigo del <strong>Montepaschi </strong>che ancora per 3-0 ha conquistato la finale della palla nel cestino per il quarto anno di fila. Ah già, questa non è più una notizia. Mica è vero, ma vaglielo a spiegare. E allora fate come me, brava gente senese: andate diritti per la vostra strada e se anche vi capita, come è successo a me, nel cuore della notte d’imbattervi nella telecronaca dei fratelli De Rege, al secolo <strong>Cicciobello Tranquillo-CosaBuffa</strong>, togliete l’audio e godetevi lo stesso la nostra beneamata pallacanestro, la tripla doppia di<strong> Rondo</strong> (19 punti, 12 rimbalzi, 10 assist) e i trentadue di <strong>Ray Allen</strong> (otto triple a 34 anni) , la vittoria dei <strong>Celtics </strong>(103-94) a Los Angeles e <strong>un altro titolo che ha preso la strada di Boston</strong>. Evviva! E in bocca al lupo a <strong>Paron Zorzi</strong> che è tornato ad <strong>Avellino con</strong> <strong>Frank Vitucci</strong>. Venezia ingrata? Sicuro che sì risponderebbe <strong>Acciughino Pittis</strong> sempre sull’attenti quando lo interroga <strong>Claudia Angiolini</strong>. Che debba farsi perdonare qualcosa? Sicuro che sì, ma era ancora un ragazzino…</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=!" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/08/se-a-pierino-bucchi-magari-togli-le-bende-dagli-occhi-e-gli-proibisci-di-giocare-a-mosca-cieca-forse-larmani-va-in-finale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prima di parlare a vanvera meglio tacere</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/07/prima-di-parlare-a-vanvera-meglio-tacere/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/07/prima-di-parlare-a-vanvera-meglio-tacere/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 21:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[I lunedì da Oscar]]></category>
		<category><![CDATA[Colombo]]></category>
		<category><![CDATA[Consolini]]></category>
		<category><![CDATA[Galleani]]></category>
		<category><![CDATA[Marzorati]]></category>
		<category><![CDATA[meneghin]]></category>
		<category><![CDATA[messina]]></category>
		<category><![CDATA[peterson]]></category>
		<category><![CDATA[Porelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzecco]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[siena]]></category>
		<category><![CDATA[Yelverton]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1815</guid>
		<description><![CDATA[OSCAR ELENI dalla casa varesina di Sandro Galleani, “l’uomo che ce lo è ancora bandiera” (citazione dal suo libro, citazione presa dal monumento del professor Aza Nikolic), fisioterapista dell’anima per tantissimi giocatori, per tanti di noi, per chi ascoltava il tamburo dello spogliatoio che con lui non batteva mai lentamente. Lascia la nazionale dove era arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">OSCAR ELENI</span></em></strong> <strong>dalla casa varesina di Sandro Galleani, “l’uomo che ce lo è ancora bandiera” (citazione dal suo libro, citazione presa dal monumento</strong> <strong>del professor Aza Nikolic</strong>), fisioterapista dell’anima per tantissimi giocatori, per tanti di noi, per chi ascoltava il tamburo dello spogliatoio che con lui non batteva mai lentamente. <strong>Lascia la nazionale</strong> dove era arrivato ai tempi di <strong>Giancarlo Primo</strong> per sostuire il dolcissimo Crispi, il mister dal caffè magico che non poteva più sudare sui “muscolacci” di un <strong>Flaborea </strong>o di un <strong>Meneghin.</strong> Siamo nell’altro secolo del basket dove<strong> i</strong> <strong>bambini facevano oh per vedere Simmenthal , Virtus e Ignis</strong> in battaglia, già la Ignis dove lui era entrato lasciando il talento purissimo di <strong>Gianni Motta</strong>, il suo ciclismo sfregando sella prima dei muscoli, per scoprire uno sport che ancora non gli piaceva del tutto. <strong>Casa di Sandro</strong>, della sua dolcissima moglie, <strong>la vera santa</strong> come dicevamo tutti quando i giocatori, di notte, suonavano il campanello perché avevano bisogno di conforto più che di medicine o massaggi. <strong>Yelverton e il suo sassofono</strong>, ma ci sono passati tutti, i saggi e i mattocchi, vi lasciamo immaginare come è cresciuto <strong>Claudio Galleani</strong>, oggi fisiochinetico della <strong>Cimberio</strong>, ascoltando <strong>il canto di</strong> <strong>Pozzecco o di Andrea Meneghin</strong>, ascoltando di tutto, imparando quello che serviva per continuare la tradizione famigliare perché nel territorio basket, sponda canturina nei tempi del veleno puro e della felicità massima, era passato anche <strong>Terenzio Galleani</strong>, fratello di Sandro, uno che ha scavalcato la grande muraglia della conoscenza e ora sistema uomini che hanno perso la postura, l’assetto, la salute, la felicità.</p>
<p><strong>Con questa notizia un po’ freddina del comunicato federale abbiamo deciso d’interrompere il silenzio playoff</strong> perché a bocce in movimento vale la tesi prima di parlare (a vanvera) meglio tacere. Comunque <strong>sia una finalista l’abbiamo</strong> <strong>già.</strong> Non indovinate. Accidenti, ma questa<strong> Siena</strong> è davvero fatta da pirati<span id="more-1815"></span> senza pietà: ti abbordano e non puoi neppure pregare per avere un trattamento di favore, per il bene comune, il bene della grande casa basket, quelli sono stati educati alla <strong>smaniosità difensiva</strong>, se comincia uno ad arpionare la nave nemica gli altri fratelli gli vanno dietro e allora assisti al fenomeno della glaciazione degli egoismi nell’avversario. Insomma tutti decidono di fare un passaggio in più del solito, pasaggio sgembo, inatteso, robaccia. Si chiama panico come quel panino al burro nei tre giorni del Condor. <strong>Questi condor che calano</strong> <strong>dalla torre del Mangia</strong> ti arrivano in casa e ti tolgono patente, libretto e anche il passaporto. Dazio pagato da tutti, salvo che nei giorni della merla scoperti, per caso, dalla Rometta che forse sta virando verso la costruzione di una società seria se<strong> Boscia Tanjevic</strong> avrà l’energia di arrivare fino a <strong>Trastevere </strong>adesso che si gode <strong>lo scudetto del suo Ulker</strong>, anche se alla fine la panchina era occupata dai fidi assistenti mentre lui discuteva con il responsabile della chemio per essere in battaglia al Mondiale in agosto. Giorni particolari come potrebbe testimoniare <strong>Gelsomino Repesa</strong> che sapeva bene come trovare almeno un punto debole <strong>nell’Alhambra di</strong> <strong>Pianigiani </strong>che comincia ad essere importantissimo (citazione dal<strong> Rubini</strong> pensiero: <strong>se ti insultano conti, sei bravo davvero, quando c’è silenzio allora è la fine) </strong>perché i cori, i soliti cori italiani contro e mai a favore che hanno esaperato <strong>Capello, Messina, il Tancredi</strong> nostro uscito fra le clave di Votoria con quei cicsbei che si è trovato nella <strong>Real casa</strong>, fanno da colonna sonora alle sue ultime fatiche nel club prima di poterci presentare a Monza ( corona ferrea proteggici tu), alla fine del mese la nazionale che vorrebbe, lo staff che gli piacerebbe avere se non si metteranno in mezzo<strong> i papaveri e le papere del sistema</strong>: intanto sul campo si è capito che anche i giocatori generosi, coraggiosi, quando la pressione si alza diventano giocatorini, ma è pur vero che nelle avversarie della qualificazione europea non troveremo solo giocatoroni.</p>
<p><strong>Boscia e Galleani. Ah che coppia</strong>. A proposito di Azzurra vi giriamo la circolare breve del ministero dei giocatori fannulloni, quella dove i  papabili si sono ribellati quando hanno scoperto che c’erano in giro allenatori testardi disposti a tenerli in buona condizione prima del raduno. Alla fine del gioco vi faremo l’elenco di questi giocatori e delle società che li hanno appoggiati. Tanto per capire e capirsi <strong>caro avvocato Cassì</strong>. Insomma se per avere più minuti in campo si mandano avanti gli agenti, se per non faticare si va dai presidenti, se per guadagnare due oselle d’argento si fanno straordinari nei posti più strani, allora hai già capito con che tipini da spiaggia devi lavorare e quindi li valuti per quello che erano, che sono e <strong>non saranno mai nel cuore della gente</strong> che, non per caso, ricorda molti grandi di ieri, ma pochi grandi di oggi e non è proprio un caso che il più conosciuto sia sempre e soltanto <strong>Meneghin,</strong> il più amato magari <strong>Marzorati</strong>, i più venerati quelli dei tempi in cui il patanloncino non ascondeva huevos e gioielli di famiglia. Zona franca dei playoff per andare alla <strong>Futur Station</strong> nel giorno d’apertura delle finali under 19 vinte poi dalla<strong> Virtus di Giordano Consolini</strong>, benedetto sia il suo lavoro e la sua scelta di vita, contro Siena con squadra in costruzione, ma comunque bella, bella come la <strong>Stella Azzurra</strong> resa dinamica da una società che ha dentro tante cose speciali e non soltanto elettrino Falcomer che è uguale ai tempi in cui faceva impazzire tutti sul campo. Giardino under per rivedere amici, per riscoprire <strong>Saturnino Niccolai</strong> che vuoloe fortemente fare l’allenatore e che ci riuscirà se avrà la fortuna meritata, ragazzi con dentro il fuoco, per sentirsi ancora a casa in quel palazzo che ci ricordava tante storie belle e tese fra <strong>Casalecchio e piazza Azzarita</strong>. Seduti nel buio, ecco la Futurstation ha soltanto questo difetto della luce , ma lo noti quando le tribune non sono piene, abbiamo ascoltato una musiuca che arrivava da molto lontano: era il rullare dei <strong>&#8220;non passa&#8221; dell’avvocatone Porelli che in quell’arena ci andava per amore Virtus, ma sempre rimpiangendo</strong> <strong>la qualità della</strong> <strong>vita del</strong> <strong>Madison</strong> di piazza Azzarita e tutto quello che venne fatto prima di vedere sbriciolarsi la grande casa sotto le ingiunzioni. Galleani, Tanejvic, Porelli, Messina, ah che gente sposa certa gente.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Pagelle con zenzero e peperoncino:</span></strong></p>
<p><strong>10 e lode <span style="text-decoration: underline;">a Sandro GALLEANI</span></strong> perché adesso possa diventare davvero l’istruttore federale nel delicato settore dove i giocatori tornano bambini. Confessionale per anime grandi e piccole, per cialtroni e giganti. Lui li ha ascoltati tutti e a tutti ha indicato una strada.</p>
<p><strong>9 <span style="text-decoration: underline;">a TANJEVIC</span></strong> perché lo scudetto in Turchia lo consideriamo suo a tutti gli effetti e in culo alla chemio.</p>
<p><strong>8 <span style="text-decoration: underline;">a Dante GURIOLI</span></strong> e a quei pazzi di Rho perché sono stati promossi in C1 per una notte brava del “Canaglia club” che considera questo allenatore testardo, ancora fissato sui fondamentali e sul fatto che più delle lavagne contano le acute esplorazioni nella testa dei giocatori, un guru del sistema sommerso, lui che avrebbe potuto essere un eccellente capo in serie A se non fosse caduto nelle rete dove tanti hanno sofferto, quella dei pescatori di gloria senza portafoglio. Società sull’orlo di fallimenti, società deboli, società non società, presidenti che agli allenatori danno le briciole. Ci ha pensato un minuto, si è tenuto la sua passione con Rho e ha cercato un lavoro vero. Ha fatto male?</p>
<p><strong>7 <span style="text-decoration: underline;">a  Claudio SABATINI</span></strong> per aver dichiarato dopo la vittoria della under 19 della sua Virtus di aver vissuto unoi dei giorni più belli come proprietario. Gli crediamo, lo applaudiamo quando lo vediamo sulla barricata del fare basket nel senso completo, ma adesso ci dica che se hai i Consolini, i Lardo e, prima ancora, eccellenti allenatori, è perché riconosci il loro lavoro non potrai mai fare a meno di chi insegna l’arte dell’origami cestistico, molto più utile dello starnazzare col tiro da tre dei picchi e dei rolli anche se Boston sbanca Los Angeles con il tiro da casa loro ( citazione da SKY), ma non può insegnarla per una tigella e poco strutto.</p>
<p><strong>6 <span style="text-decoration: underline;">a Dan PETERSON</span></strong> che ricordando John WOODEN ha chiarito perché l’uomo della grande piramide resterà maestro per generazioni di tecnici: cercate l’uomo nel vostro giocatore, limitate al massimo quegli assurdi minuti di sospensione che diventano cancro per l’anima se 99 volte su 100 l’azione che avete disegnato viene conclusa male o da un giocatore diverso da quello che pensavate dovesse prendere il rischio.</p>
<p><strong>5 <span style="text-decoration: underline;">a Dario COLOMBO</span></strong>, tornato finalmente fra noi dopo aver lasciato chiese da giallo svedese, per averci ricordato, a 10 anni dalla morte di Tullio Lauro l’immenso, che siamo davvero gente con la sabbia nel cuore. Tullio era tanto, era forse tutto nella prima parte della nostra vita randiagia, perché aveva quel tipo di umanità che non trovi più, quel tipo di coraggio che ci faceva camminare nel vento anche se sapevamo che ci avrebbe spazzato via. Avevamo rimosso per troppo dolore, per la rabbia di avere perso lui che doveva parlare di noi quando fosse venuta l’ora. Sono cose che ti tieni dentro come quando se ne andò Gianni Menichelli, come nei giorni in cui la musica dei Beatles accompagnava Silvio Trevisani verso il suo Valhalla. Pura ipocrisia, bravo Dario ad averci ricordato chi siamo: degli zero che camminano.</p>
<p><strong>4 <span style="text-decoration: underline;">alla NBA</span></strong> se non fa circolare subito il filmato capace di aprire gli occhi ai frilli di casa, quelli che amano il circus e poi si stupiscono se ai play off i contatti diventano veri, belli, sani. Questa, bellezze, è la pallacanestro rubata a chi invita gli arbitrini ad esserlo per sempre, senza mai andare oltre un regolamento che valeva quando il gioco serviva per allenare campioni di altri sport che non dovevano mai farsi male, ma ora il gioco è diverso, ha un’anima diversa: duro, ma fiero.</p>
<p><strong>3 <span style="text-decoration: underline;">al FACCHINI</span></strong> numero uno dei nostri arbitri con <strong><span style="text-decoration: underline;">SAHIN </span></strong>e <strong><span style="text-decoration: underline;">LAMONICA</span></strong>, se non darà subito alle stampe un diario sull’esperienza russa, in mezzo alle macerie degli arbitri corrotti, se avrà la pazienza di spiegarci certi falli tecnici che lui fa arrivare sulla testa di giocatori e squadre che si sono abituate a non credere a certi avvertimenti. Certo viene più facile tagliare cojones in campi grandi.</p>
<p><strong>2</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">al povero TOLA</span></strong>, capo degli arbitri, che si trova nelle stesse acque con petrolio dove nei giorni della sua scalata voleva buttare Meneghin e altri sfiduciati. Ora tocca a lui e noi tremiamo pensando che le prime cose da fare nel settore, oltre al reclutamento, sono proprio quelle per blindare i migliori, anche fino ai 60 anni.</p>
<p><strong>1 <span style="text-decoration: underline;">a quel BOROSAURO federale</span></strong> che si è inventato, per i ragazzini, regolamenti viariabili da regione a regione. Possibile che li abbia imbarcati tutti questo consiglio federale gli uomini capaci di complicare la cosa più semplice, cioè il reclutamento, cioè l’attività giovanile per godere del gioco, senza impedimenti? Troppe regole, troppi divieti fanno diventare una serra anche i giardini sul mare.</p>
<p><strong>0 <span style="text-decoration: underline;">alla LOMBARDIA</span></strong>, difesa benissimo peraltro dalla medaglia di bronzo della Comark Bergamo di Andrea Schiavo e del piccolo Toscanini Roberto Marulli, nelle finali under 19, perché vedere tre squadre romane, vedere bei grupopi che arrivavano da altre regioni ci ha fatto capire come è stata ridotta la regione nell’ottica di chi pensa ai vivai come danno. Varese, Cantù, Milano hanno moltissimi titoli giovanili da ricordare, ma oggi dove sono? Forse è da questa riva che deve partire la barca per salvare il sistema e non veniteci a dire che la vittoria del Pavia del figlio del mitico Rochlitzer nel campionato under 19 del gruppo B può bastare o che Casalpustarlengo ha dato un giocatore alla NBA ed uno alla Nazionale, non raccontateci che tutto viene fatto con amore e saggezza. Non ci crediamo più.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/07/prima-di-parlare-a-vanvera-meglio-tacere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La lettera del presidente alla mamma</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/05/la-lettera-del-presidente-alla-mamma/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/05/la-lettera-del-presidente-alla-mamma/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 09:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Armani]]></category>
		<category><![CDATA[Brugnaro]]></category>
		<category><![CDATA[bucchi]]></category>
		<category><![CDATA[bulleri]]></category>
		<category><![CDATA[Casalini]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[hall]]></category>
		<category><![CDATA[Ivanov]]></category>
		<category><![CDATA[Markoishvili]]></category>
		<category><![CDATA[Mazzarino]]></category>
		<category><![CDATA[minucci]]></category>
		<category><![CDATA[montegranaro]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[rocca]]></category>
		<category><![CDATA[Vitucci]]></category>
		<category><![CDATA[Zorzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1809</guid>
		<description><![CDATA[                                                                 di CLAUDIO PEA
Soft o strong? Tranquilli, parto lieve. Anzi, lievissimo. Come griderebbe Reinhold Messner. “Ma quanto parla questo Casalini?”, mi fa mia moglie alzando per un secondo lo sguardo dalle parole crociate che sono la sua passione mentre io mi nutro di basket una sera sì e l’altra pure e non c’è verso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>                                                                 <span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Soft o strong? Tranquilli, parto lieve. Anzi, lievissimo. Come griderebbe Reinhold Messner. “Ma quanto parla questo Casalini?”, mi fa mia moglie alzando per un secondo lo sguardo dalle parole crociate che sono </strong></span><strong><span style="text-decoration: underline;">la sua passione</span></strong> mentre io mi nutro di basket una sera sì e l’altra pure e non c’è verso che lei mi convinca a cambiar canale. In effetti non posso dar torto alla Tigre, ma conosco Franco da quando ancora s’infilava le dita nel naso a casa dell’Orso Eleni e <strong>Mike D’Antoni</strong> mi diceva che preferiva spararsi <strong>otto uova sode</strong> di Laurel piuttosto che digerire uno dei logorroici sermoni di Casalini pre-gara. E allora provo a convincerla che non è poi vero. Semmai sono critico con lui per il suo <strong>esagerato buonismo</strong> <strong>alla Veltroni</strong>. Come ha fatto mercoledì sera al termine della prima semifinale tra Caserta e Milano finita con un risultato facile da ricordare: 80-90, la gallina canta&#8230; “Questa vittoria dell’Armani non cambia in fondo di molto l’equilibrio della serie”. Come no? <strong>Adesso a Milano basterà</strong> <strong>vincere le due prossime partite al Forum</strong> e sarà in finale come l’anno scorso con Siena. Mi spiace, ma <strong>la Pepsi</strong> è spacciata. O quasi. E comunque ora l’ago della bilancia si è spostato decisamente dalla parte della squadra di Pierino Bucchi che, strada facendo, ha trovato in <strong>Jamie Arnold e</strong> <strong>Chris Monroe</strong>, cioè proprio dagli ultimi arrivati, la soluzione a moltissimi problemi che si era trascinata dietro <strong>da Natale a Pasqua</strong>. Per non dire sino a quindici giorni fa quando l’ho vista, asfaltata dalla <strong>Benetton,</strong> non fare una piega.</p>
<p><strong>A basket si gioca in cinque. Come a poker in quattro e a tressette anche in tre, ma col morto. Il basket è un gioco di squadra. </strong>Niente da dire: s’attacca in cinque e si difende pure in cinque. A meno che il quinto non sia <strong>Superbone Vitali<span id="more-1809"></span></strong>. Però se in due, Arnold e Monroe, piovuti dalla panchina, oltre che dal cielo, mettono insieme quarantun punti, ovvero sette in più di tutti quelli raccolti dall’intero quintetto-base milanese, allora i conti faticano a tornare e c’è qualcosa che non mi quadra. Tutto questo per dire che, se fossi al posto di <strong>Giorgio Armani</strong>, cioè dalla parte del padrone, mi chiederei se per caso non mi abbiano preso in giro quando mi parlavano di un progetto molto serio che avrebbe prima o poi portato i suoi frutti esaltando il made in Italy: <strong>Bulleri, Mancinelli, Mordente e Rocca. Più il Sani</strong> <strong>Becirevic </strong>che non si capisce bene cosa l’abbiano comprato a fare. <strong>Questa Milano è invece figlia dell’improvvisazione e, a voler essere ancora</strong> <strong>più crudeli, della disperazione o della frustrazione</strong>. La stessa che ieri sera ha provato<strong> Cantù</strong> quando ha alzato gli occhi al tabellone luminoso e li ha stralunati quando si è accorta d’aver beccato un trentello di nuovo da <strong>Siena</strong>. Eppure non abbiamo giocato da cani. Raccontava <strong>Micov a Markoishvili</strong>. Al contrario: ci abbiamo messo molto coraggio e furore. E dopo 13 minuti e 24 secondi eravamo ancora pari: 38-38. Diceva <strong>Green a Mazzarino</strong> che scuoteva la testa e ricordava che quest’anno poche squadre erano state capaci di segnare 44 punti nel primo tempo al Montepaschi. A memoria direi nessuna, ma mi posso sempre anche sbagliare. Chiederò in giro.</p>
<p><strong>Intanto vi racconto questa che non è male. Gira voce che Ferdinando</strong> <strong>Minucci, il signore di Siena, faccia il tifo per incontrare Milano in finale.</strong> La ragione? Una finale con Caserta non farebbe rumore sui giornali e men che meno in televisione. Io invece vi garantisco da quel po’ che lo conosco, ossia da vent’anni, che Minucci oggi come oggi ha per la testa una cosa sola e cioè che la stagione finisca il prima possibile perché deve programmare, subito e bene, quella futura. Magari prima che arrivi l’estate. E magari ricominciando da <strong>Pietro Aradori</strong> che non ho ancora ben capito se sia un fenomeno, come strilla <strong>Cicciobello Tranquillo</strong> sempre in televisione, o se sia uno dei tanti che si è perso poi per strada correndo dietro alle sirene della <strong>Banda Osiris</strong>. Lo stabilirà presto <strong>Simone Pianigiani</strong>. Con la Nba ci andrei comunque piano. Piuttosto vogliamo parlare del sassolino dalla scarpa che si è tolto <strong>Sacripanti de Sacripantibus</strong> sostenendo che forse sarebbe il caso che gli arbitri tutelassero di più<strong> Jumaine Jones</strong> dai provocatori facendo il nome di <strong>Mike Hall</strong> e risparmiando <strong>Schizzo Bulleri</strong> solo forse perché è italiano? Ora non riesco proprio a dar torto all’allenatore dei casertani: Hall lo conosciamo bene tutti, ma, se volete prendere altre informazioni, rivolgetevi pure a <strong>Dejan Ivanov da Montegranaro</strong> che ne sa qualcosa in materia. Ve ne racconto un’altra, l’ultima, però questa vi giuro che è vera. Pensavo ormai di averle viste tutte. O quasi. E invece apro il giornale e leggo che <strong>Gigi Brugnaro</strong>, <strong>presidente della Reyer e della Confindustria veneziana, ha scritto una lettera aperta a sua madre, che il Gazzettino</strong> ha indecentemente pubblicato in prima pagina, nella quale dice “basta con le donne”. Bravo. Così si fa: le donne sono state spesso la rovina di molti uomini. Ma cosa avete capito? Brugnaro ha rinunciato a partecipare al campionato di<strong> A1 femminile con l’Umana</strong> e la prima a saperlo doveva essere sua mamma che da piccolo gli ha insegnato a essere umile e a non sbrodolarsi addosso. Senza parole, ma intanto consiglio a <strong>Paron Zorzi</strong>, se davvero lo vogliono <strong>Frank Vitucci e Avellino</strong>, di tornare di corsa in Irpinia lasciando perdere la cara ingrata laguna dove, come avrà capito, quando <strong>DiGiulioMaria</strong> infila la palla nel cestino, il buon Gigi Brugnaro <strong>Fassotuttomi</strong> salta in piedi e urla gol. Sorry, volevo dire canestro. Okay.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/05/la-lettera-del-presidente-alla-mamma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Special One, tacchi a spillo, il Livido Proli e quel pallone a forma di coglione&#8230;</title>
		<link>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/02/special-one-tacchi-a-spillo-il-livido-proli-e-quel-pallone-a-forma-di-coglione/</link>
		<comments>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/02/special-one-tacchi-a-spillo-il-livido-proli-e-quel-pallone-a-forma-di-coglione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 08:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calci e veleni]]></category>
		<category><![CDATA[Il basket nel cestino]]></category>
		<category><![CDATA[Arrigoni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Celtics]]></category>
		<category><![CDATA[d'antoni]]></category>
		<category><![CDATA[Leunen]]></category>
		<category><![CDATA[Milito]]></category>
		<category><![CDATA[Mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[Mura]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi]]></category>
		<category><![CDATA[Pianella]]></category>
		<category><![CDATA[pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Proli]]></category>
		<category><![CDATA[Rivers]]></category>
		<category><![CDATA[Sabatini]]></category>
		<category><![CDATA[Sneijder]]></category>
		<category><![CDATA[tranquillo]]></category>
		<category><![CDATA[Trinchieri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://venicegolfexperience.net/claudiopea/?p=1801</guid>
		<description><![CDATA[                                                                    di CLAUDIO PEA
Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho che da Madrid ci fa sapere all’ora di pranzo d’essere il più bravo allenatore al mondo. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>                                                                    <strong><em><span style="text-decoration: underline;">di CLAUDIO PEA</span></em></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Sono come il prezzemolo, confessa Mario Boni ai microfoni di Sky Sport 24, e per questo con me si può parlare di tutto. Sì, certo, anche di José Mourinho </span><span style="text-decoration: underline;">che da Madrid ci fa sapere all’ora di</span> <span style="text-decoration: underline;">pranzo</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>d’essere il più bravo allenatore al mondo</strong></span>. Probabilmente è anche vero, ma forse sarebbe il caso che lo lasciasse dire al resto del mondo. Lui invece ha appena affermato nella conferenza-stampa del <strong>Bernabeu</strong> che, se<strong> l’Inter</strong> ha potuto giocare con tre punte <strong>(Milito-Eto’o-Pandev)</strong> più <strong>Sneijder</strong> e ha vinto tutto, è perché aveva un grande allenatore in panchina. E non un pirla. Ora, come ha scritto <strong>Gianni Mura su Repubblica</strong>, lo Special One è pari in autostima solo al nostro Silvio: in effetti non basta il <strong>Giro d’Italia</strong> per contornare il perimetro del loro ego, ma la differenza tra i due personaggi è invero abissale. Mourinho è da oggi al Real e già ci manca come giustamente sostiene <strong>Mario Boni</strong> che è un interista suo genere, cioè simpatico e gradevole, al contrario di quasi tutti i suoi fratelli nerazzurri. <strong>Berlusconi</strong> è invece in politica da oltre sedici anni, ma se andasse in vacanza a <strong>Villa Grazioli in Sardegna</strong> e vi rimanesse per qualche lustro, giuro che io di lui non sentirei la mancanza nei secoli dei secoli. Amen. E comunque devono essere gli altri a stabilire se sei davvero tu il più bravo al mondo. Altrimenti non vale e fai come <strong>quelli del rugby</strong> che considerano il loro sport una spanna superiore a tutti gli altri. Non solo, pure s’arrabbiano se non la pensi come loro. E dunque, siccome sono un attaccabrighe o, se preferite, un guerrafondaio, li faccio subito imbufalire sostenendo che in uno sport di squadra che si rispetti la palla è quanto meno rotonda e non sicuramente bislunga, cioè <strong>somigliante più a un coglione che a una pera</strong>. O mi sbaglio?<span id="more-1801"></span></p>
<p><strong>Anch’io vado matto per la palla nel cestino, però non mi sentirete mai dire, come ripete ogni due per tre Flavio Tranquillo, che il basket è sicuramente la cosa più bella</strong> che è stata inventata dopo <strong>Adamo e Eva</strong> dal Padreterno col quale per la verità <strong>Cicciobello </strong>ha un rapporto molto stretto e direi quasi fraterno. Personalmente preferisco le donne, meglio se coi <strong>tacchi a spillo</strong> e appassionate di<strong> golf</strong>, così non rompono se ti perdi dietro a una pallina butterata e a diciotto piccolissime buche, e comunque magari in <strong>Australia e Nuova Zelanda</strong> è un’altra cosa, come in <strong>Francia</strong> <strong>o in Gran Bretagna</strong>, ma nel Belpaese il rugby è proprio sottostimato se per la finale-scudetto di sabato a <strong>Padova</strong>, cioè in una delle culle venete della palla ovale,<strong> il Gazzettino</strong> ha parlato di flop organizzativo e di minimo storico di spettatori (poco più di quattromila) quando ieri per <strong>Padova-Brescia di serie B</strong> di calcio ne sono stati contati almeno tre volte e mezzo tanti. In più leggo che ai giornalisti al seguito è stata staccata la corrente mentre ancora stavano scrivendo al computer poche righe di una partita tra <strong>Treviso e Calvisano</strong> con <strong>una sola meta</strong> in tutto, però trasformata. E allora sapete che vi dico? Tenetevi pur stretta la vostra collezione di cucchiai di legno (e non d’argento) del <strong>Sei Nazioni</strong>, ma per favore smettetela almeno di dire che siete i numeri uno al mondo. Coi suoi guai e i quattro gatti al <strong>Forum, i Sabatini e i Frates, i Vitali e gli altri Alvaro</strong> <strong>azzurri, il Livi(d)o Proli o l’Atripaldi intrippato</strong>, il nostro basket non è comunque tanto peggio del vostro grande rugby. Così come <strong>Fabio Capello o Carletto Ancelotti</strong> non sono in fondo molto peggio del mitico Mourinho. O <strong>Simone Pianigiani dell’intoccabile Mike D’Antoni</strong> che a <strong>New York</strong> teneva in naftalina il Nano <strong>Robinson</strong> che invece da giovedì si giocherà l’anello <strong>Nba</strong> (al dito) coi <strong>Celtics contro i Lakers.</strong> O mi sbaglio?</p>
<p><strong>Tiferò Boston: mi pare ovvio. A patto che Doc Rivers non dichiari: sono il più bravo allenatore al mondo. Magari lo è come da quattro anni il Montepaschi in Italia</strong>, ma avete mai sentito <strong>Ferdinando</strong> <strong>Minucci</strong> sbandierarlo ai quattro venti? Non mi risulta. Così come non mi ricordo che si sia a muso duro mai lamentato di un arbitraggio del nostro convento. Quanto a <strong>Claudio Sabatini</strong>, rovesciatemi pure addosso il peggio del peggio, ma a me non dispiace sempre il suo modo di fare spesso strafottente e provocatorio. <strong>Alla Mourinho</strong>. Perché tutto sommato non è poi sistematicamente dalla parte del torto. Come quando ha accusato i dirigenti canturini d’essere stato costretto a vedere l’eliminazione dai<strong> playoff</strong> della sua <strong>Virtus </strong>protetto da dieci guardie del corpo in un <strong>Pianella </strong>esagitato e li ha minacciati di provare ad ingaggiare dopo il primo luglio i pezzi migliori raccolti con tanto amore da <strong>Brunetto Arrigoni</strong>. Ebbene, se lo farà, e cioè se porterà sul serio a Bologna<strong> Markoishvili-Micov</strong>-<strong>e-Leunen</strong>, oltre a mettere insieme un’ottima squadra, sarà davvero un grande. O mi sbaglio? E lo diremo noi, non lui. Oggi  intanto cominciano le semifinali dei playoff partendo da<strong> Siena-Cantù</strong>, ma ora per favore non chiedetemi un pronostico: lo sapete benissimo chi tra le due andrà in finale. Piuttosto dico di cuore, più che di testa: <strong>Pepsi 3-2 sull’Armani</strong>. E, già che ci sono, concludendo vi confesso che terrò d’occhio anche <strong>l’Andrea Trichieri</strong> come mi ha consigliato di fare un aficionado senese. A pelle l’erede (nel suo piccolo) del <strong>Vate Bianchini</strong> mi fa tenerezza e quindi non credo che ci sia <strong>più spocchia che sostanza</strong> nella sua pallacanestro. Ovvero più fumo che arrosto. Ma se trovassi tra i suoi pannolini davvero più boria che talco, tranquillo: non esiterei a chiamarlo <strong>Boriatalco</strong>. Senza offesa. E amici come prima. Più di prima.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=	" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://venicegolfexperience.net/claudiopea/2010/06/02/special-one-tacchi-a-spillo-il-livido-proli-e-quel-pallone-a-forma-di-coglione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
