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	<title>Mors Tua Vita Pea &#187; Vengo anch&#8217;io&#8230;</title>
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	<description>le acide penne di Claudio Pea, Oscar Eleni &#38; Co.</description>
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		<title>Il declino delle bolognesi, dalle Stelle alle Stalle, ricordando Michael Jackson&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 10:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di LEONARDO IANNACCI
Spesso la notte porta consiglio. Qualche volta anche bruttissime notizie, come quella della morte a soli 50 anni di Michael Jackson, tormentoso e tormentato divo del pop stroncato da un infarto a Los Angeles. L&#8217;uomo che volle farsi zombie per stupire e alla fine per morire se ne Ã¨ andato cosÃ¬, troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><em><strong><a href="hhttp://www.flickr.com/photos/artwerk/3674744581/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2437/3674744581_af5bbc1fe6.jpg?v=0" alt="" width="153" height="180" /></a> </strong></em></span><strong><em>di LEONARDO IANNACCI</em></strong></p>
<p><strong>Spesso la notte porta consiglio. Qualche volta anche bruttissime notizie, come quella della morte a soli</strong> <strong>50 anni di Michael Jackson</strong>, tormentoso e tormentato divo del pop stroncato da un infarto a <strong>Los Angeles</strong>. L&#8217;uomo che volle farsi zombie per stupire e alla fine per morire se ne Ã¨ andato cosÃ¬, troppo giovane per spiegarci le sue debolezze intrise in un talento musicale raro. <strong>Il dramma si Ã¨ consumato in California</strong>, a pochi chilometri dallo <strong>Staple Center dei Lakers</strong>, nelle ore in cui nel piccolo mondo antico dei canestri di Bologna, <strong>Claudio</strong> <strong>Sabatini,</strong> annunciava la rottura delle trattative per<strong> la vendita della</strong> <strong>Virtus.</strong> E nel giorno in cui, dopo un turbinio di notizie sconsolanti per la <strong>Fortitudo</strong>, alcuni manager di ex allenatori e giocatori annunciavano che <strong>il club dell&#8217;Aquila non aveva ancora adempiuto a pagamenti arretrati</strong>. Una figuraccia secolare per la societÃ  <strong>dell&#8217;Emiro Giorgio</strong> <strong>Seragnoli</strong> che negli anni &#8216;90Â aveva virilmente infilato dieci finali scudetto e vinto due scudetti, diventando l&#8217;alter-ego nobile della Virtus. Direte voi, ma che c&#8217;azzecca <strong>Michael Jackson </strong>con <strong>le</strong> due squadre di basket bolognese? Poco, forse, se non il fatto che questo genio della musica ha incarnato la quintessenza di una triste decadenza, artistica e umana: dalle 110 milioni di copie vendute di <strong>&#8220;Thriller&#8221;,</strong> <span id="more-1122"></span>il suo album piÃ¹ famoso, Ã¨ precipitato in una crisi personale che ha fatto il paio con la sua trasformazione facciale, vittima d&#8217;innumerevoli operazioni e sbiancature della pelle. Al contempo, Virtus e Fortitudo, soltanto dieci anni fa regine del basket italiano e presenti, anno di grazia 1999, entrambe alle <strong>Final Four di Monaco di Baviera, </strong>hanno vissuto negli ultimi anni una recessione senza pari. Salvato dal fallimento, il club bianconero si sta faticosamente ritirando su anche se il suo patron vulcanico e furbissimo, Claudio Sabatini, ha annunciato ai quattro venti intenzioni di cedere la mano dopo essere stato tradito dai suoi giocatori (<strong>out nei quarti dei</strong> <strong>playoff contro la Benetton</strong>) e soprattutto dagli abbonati. Un acquirente l&#8217;aveva trovato, <strong>l&#8217;imprenditore riminese Stefano Tonelli</strong>. Ma nelle ultime ore i soldi promessi da costui non sono arrivati nelle tasche di Sabatini, che una ne pensa e cento ne fa&#8230; Anzi, tra i portici bolognesi circolava pure la barzelletta che con i soldi della cessione della Virtus <strong>avrebbe acquistato la Fortitudo</strong>! Ma va lÃ . Un giorno vi racconteremo anche una curiosa storiella su questo strano rapporto tra Sabatini e il club dell&#8217;Aquila, ma intanto il VulcanoÂ ha fatto marcia indietro e presentato<strong> il nuovo allenatore Lino Lardo</strong>. Sull&#8217;altra sponda, <strong>Gilberto Sacrati, </strong>dopo aver speso parole e promesse per la realizzazione del <strong>Parco delle Stelle,</strong> ha portato il club dell&#8217;Aquila a una vergognosa retrocessione. Ora, soltanto una rinuncia della <strong>povera Rieti</strong>, che non ha soldi neppure per un cappuccino, potrebbe portare a un clamoroso, ma altrettanto vergognoso, ripescaggio.<br />
<strong>Mala tempora currunt</strong>, dicevano quelli che avevano studiato. Chi ricorda <strong>le magie di Danilovic e Myers</strong>, il palasport di <strong>Casalecchio di</strong> <strong>Reno</strong> pieno per le incendiarie finali-derby del 1998, le sfide incredibili che queste due squadre avevano portato <strong>all&#8217;Europa dei canestri</strong> negli anni in cui le radio di tutto il mondo mandavano <strong>gli hit del grande Michael</strong>, non puÃ² che arrendersi all&#8217;evidenza. La chirurgia plastica ha fatto malino alla Virtus e malissimo alla Fortitudo. <strong>Dalle Stelle alle Stalle</strong>, il passo Ã¨ stato troppo breve. E si Ã¨ trasformato in un angosciante <strong>Thriller.</strong></p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=b" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>In un film di Calopresti le imprese di Adriano Panatta dimenticato dal Belpaese</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 14:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ di LEONARDO IANNACCIÂ  
Sono incazzato come una pantera nera finita in una rete tesa dai guerrieri Masai e, tutte le sere, costretta a guardare Porta a Porta. Sono incazzato e non per i tre motivi che vado a elencare. Primo motivo: nessuna commessa con jeans a vita bassa e quinta di reggiseno mi saluta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3515281844/"><span class="flickr-image"><strong><em><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3353/3515281844_facf5db3f8.jpg?v=0" alt="" width="264" height="180" /></em></strong></span></a><span class="flickr-image"><strong><em> di</em></strong> <strong><em>LEONARDO IANNACCI</em></strong>Â  </span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sono incazzato come una pantera nera</strong> finita in una rete tesa dai guerrieri Masai e, tutte le sere, costretta a guardare <strong>Porta a Porta</strong>. Sono incazzato e non per i tre motivi che vado a elencare. <strong>Primo motivo</strong>: nessuna commessa con jeans a vita bassa e quinta di reggiseno mi saluta piÃ¹ con un sorriso dandomi del &#8220;tu&#8221;, come accadeva un tempo. Il &#8220;lei&#8221; Ã¨ di prammatica e, quando entro in un negozio, vengo guardato come un signore di mezza etÃ , un po&#8217; imbolsito. <strong>Secondo motivo</strong>: da due mesi seguo una dieta e mangio un pisello scondito a pranzo e mezza mela verde a cena, bevendo acqua naturale a temperatura ambiente. Risultato: in 60 giorni ho perso un etto e mezzo di massa grassa! Sto soffrendo come una bestia ma, in compenso, sogno tutte le notti le tagliatelle ragÃ¹ e cipolla del <strong>Biacchese</strong>, ristorante dove martedÃ¬ riporterÃ² Claudio Pea giÃ  pronto a divorarne tre piatti senza prendere peso. Nel sogno queste tagliatelle mi vengono servite da una cameriera con i jeans a vita bassa e la settima (!) di reggiseno che somiglia molto a <strong>Cristina Dal Basso</strong>, la concorrente maggiorata del <strong>Grande Fratello 8</strong>. <strong>Terzo motivo</strong>: ieri mio figlio di dodici anni, cintura marrone di karate, ha detto chiaro e tondo: &#8220;Babbo, domenica ho invitato a casa MIA gli amici e soprattutto le amiche. Tu e mamma potreste sparire?&#8221;. Difatti siamo andati mestamente al cinema. Dicevo: non sono incazzato per questi tre motivi. Oggi ce l&#8217;ho con chi continua a tenere alcuni nostri campioni del passato lontano dalle vicende terrene dello sport italiano. <strong>Il Coni Â di Giannino Petrucci</strong> ha sÃ¬ arruolato facce note e vecchi satanassi/e come <strong>Ottoz, Antonio Rossi, la Di</strong> <strong>Centa</strong>&#8230; Ma prendete <strong>Gianni Rivera</strong>, un talentissimo sul campo e un uomo che ha le celluline grigie tutte al loro posto: <strong>nemico del Berlusca</strong> Ã¨ stato tenuto fuori per anni dal Milan e nessuno lo fa avvicinare alla sede della Federcalcio dove governa (sic!) <strong>Abete.</strong> L&#8217;ex Golden-boy della pedata farebbe cose troppo intelligenti nella stanza dei bottoni del pallone. Oppure prendete <strong>Adriano Panatta</strong>, il piÃ¹ grande tennista italiano (insieme a <strong>Nicola Pietrangeli</strong>) Ã¨ tenuto in disparte dalla Federazione Italiana Tennis.</p>
<p><span id="more-971"></span>Quasi fosse un lebbroso. Da atleta ha colto i frutti piÃ¹ prelibati nell&#8217;anno di grazia 1976 quando conquistÃ² gli <strong>Internazionali di</strong> <strong>Roma </strong>(battendo un tal <strong>Bjorn Borg</strong>), poi il <strong>Roland Garros</strong> (mettendo nuovamente ko l&#8217;imbattibile orso svedese) e la <strong>Coppa Davis</strong>. Quest&#8217;ultima la vinse insieme a <strong>Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli</strong> nella tribolata finale di <strong>Santiago del Cile</strong> quando la cecitÃ  politica di una parte della sinistra avrebbe voluto vietare ai quattro moschettieri italiani e al suo gran capo Pietrangeli di recarsi nel Cile dei colonnelli per disputare la finale. La squadra se ne sbattÃ¨ giustamente gli zebedei, andÃ², vide e vinse. Verso i 30 anni il nostro Adrianone ha, poi, perduto match che avrebbe potuto vincere: secondo taluni perchÃ© la sera preferiva vivere piuttosto che morire come altri suoi colleghi che facevano vita da asceti. Fatto Ã¨ che da quel lontanissimo 1976 nessun tennista italiano ha vinto un torneo del cosiddetto <strong>Grande Slam</strong>. NÃ¨ la squadra italiana di Davis ha riconquistato l&#8217;insalatiera d&#8217;argento. Da allora l&#8217;Azzurra tennistica Ã¨ precipitata in serie B e Adriano Panatta, dopo una valorosa esperienza da capitano di Davis, Ã¨ stato via via allontanato dalle segrete stanze dei bottoni della <strong>FIP.</strong> Non gradito al potere costituito, Panattone Ã¨ ritenuto forse troppo intelligente &#8211; quindi pericoloso &#8211; oltre che divertente, fin dai tempi in cui era fidanzato con <strong>Loredana BertÃ¨</strong>. La Lori dei 20 anni, non il rottame odierno. Quella, per intenderci, che deteneva <strong>il miglior Lato B d&#8217;Italia</strong>. Questo eterno fanciullone che conduce quotidianamente una lotta contro la bilancia fa lavorare il cervello e, pertanto, secondo il sillogisma vigente nel mondo dello sport italiano, non puÃ² occupare poltrone destinate a burocrati. CosÃ¬ <strong>l&#8217;ex Cristo dei Parioli</strong> (era chiamato cosÃ¬ per l&#8217;aspetto sofferente che aveva da tennista, forse causate da incandescenti e bonarie nottate prepartita&#8230;) fa mille altre cose: Ã¨ imprenditore attento, si Ã¨ inventato persino un ruolo di testimonial per un&#8217;azienda che produce cibi dietetici, poi corre nel <strong>Mondiale off-shore</strong>, <strong>gioca a golf</strong> e, dallo scorso anno, ha aperto una bella scuola di tennis per ragazzini a Roma dove lavorano anche <strong>il fratello Claudio e Omar Camporese</strong>. In queste settimane il regista <strong>Mimmo Calopresti </strong>sta girando un film sulla vita e le imprese del nostro Panattone. Tutte belle cose per essere piÃ¹ che felice, ma il piÃ¹ grande tennista degli ultimi 50 anni non puÃ² dare altri consigli nÃ¨ aiutare il suo tennis a evitare lo sfascio. Gli Ã¨ vietato. Ãˆ tenuto alla larga dal potere. A questo obiettivo Ã¨ stato deputato, con risultati imbarazzanti, tal <strong>Angelo Binaghi</strong>. Il numero 1 della FIP. Un politicante, un servo del potere, uno che non mai incrociato le racchette con gente come Borg nÃ¨ vinto partite importanti. Non, quindi, un ex atleta di valore mondiale come il nostro carissimo Adriano. Uno che consigliamo a tutti d&#8217;avere come compagno di cena per una sera. Ma anche uno che sarebbe l&#8217;uomo giusto per gestire il dramma del nostro povero tennis sprofondato all&#8217;inferno. Ecco perchÃ©, oggi, c&#8217;Ã¨ da essere incazzati come pantere. Nere.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Ë" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Morandi, Superpippo e le superpippe&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 18:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Â Â Â Â Â  di LEONARDO IANNACCIÂ  
Un fastidioso sibilo, un fischio al naso, un giramento di testa, un principio di labirintite. Poi rabbia, impotenza e la voglia d&#8217;impugnare uno sfollagente e rincorrere quei finti miti, quelle figurine quaquaraquÃ , quei bei tomi che, quando scendono in campo, si sentono come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie. PerchÃ© la vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3467762497/"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" title="Gianni e Leonardo" src="http://farm4.static.flickr.com/3500/3467762497_c18cf476cb.jpg?v=0" alt="" width="200" height="140" /></a></span>Â Â Â Â Â  <strong><em>di LEONARDO IANNACCIÂ  </em></strong></p>
<p><strong>Un fastidioso sibilo,</strong> un fischio al naso, un giramento di testa, un principio di labirintite. Poi rabbia, impotenza e la voglia d&#8217;impugnare uno sfollagente e rincorrere quei finti miti, quelle figurine quaquaraquÃ , quei bei tomi che, quando scendono in campo, si sentono come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie. <strong>PerchÃ© la vita si divide in</strong> <strong>Superpippo e in Superpippe</strong>? Anzi in superpippe con l&#8217;esse minuscola visto che non meritano neppure l&#8217;attenuante della maiuscola. Superpippo, vi piaccia o non vi piaccia &#8211; a noi gusta da matti, anche se teniamo al derelitto Bologna &#8211; Ã¨ <strong>Filippo Inzaghi</strong>. Il quale a 36 anni suonati e dopo un tremendo incidente che lo aveva tenuto lontano dai campi di calcio per quasi un anno, si Ã¨ recentemente specializzato in triplette. Entra in campo, tocca, segna e corre verso la bandierina del calcio d&#8217;angolo con la stessa felicitÃ  egoistica che avevamo noi da bambini al campetto parrocchiale. Il <strong>fratellino Simone</strong>, piÃ¹ noto per aver copulato a suo tempo con <strong>Alessia Marcuzzi</strong> che per essere (stato) un giocatore di calcio, appartiene inesorabilmente alla seconda schiera. Quella delle superpippe. Major invecchia a suon di gol, mangia come un uccellino e s&#8217;alimenta da vero professionista. Minor, invece, Ã¨ il migliore amico del barman del Pacifico, il privÃ¨ del <strong>Pineta di Milano Marittima</strong>. Basta vederli assieme, in <strong>Riviera</strong>, a luglio. Pippo prende il sole, butta un occhio al figlio di Simone e Alessia, si sbatte in spiaggia e sbatte pure la signorina al suo fianco (ultimamente quel gran pezzo di <strong>Alessia Ventura</strong>). PerÃ² non esagera mai, beve il giusto e si controlla a tavola. Sa di possedere un corredo tecnico soltanto normale e s&#8217;aiuta con la disciplina sacchiana. Otto ore di sonno sono sacre per il bomber dal labbro leporino. Forse si allena anche quando Ã¨ nelle braccia di Morfeo. L&#8217;altro dorme di giorno e vive di notte.<br />
Il risultato complessivo Ã¨ stato mortifero: Inzagone ha vinto tutto (<strong>Mondiale</strong>, <strong>Champions</strong> due volte, <strong>Coppa Intercontinentale</strong> e scudetti con <strong>Juve e Milan</strong>). L&#8217;altro ha trionfato al <strong>torneo della Caipirinha</strong>. Ovvero, due differenti modi di invecchiare e di affrontare la professione. Bene o male: fate voi e scegliete quale dei due Inzaghi Ã¨ calcisticamente corretto. Pippo che fa vita da atleta e segna ancora, a 36 anni, micidiali triplette oppure Simone, un ex del prato verde, che di anni ne ha quattro di meno eppure ne dimostra quindici di piÃ¹, se confrontato con il piÃ¹ celebre fratello.<span id="more-906"></span><br />
Da troppo tempo seguiamo lo sport per accorgersi che il mondo si divide in queste due categorie: nei &#8211; diciamo cosÃ¬ &#8211; <strong>Maldini,</strong> Inzaghi, <strong>Cannavaro</strong>. Oppure nelle superpippe, nate oppure divenute tali.<strong> Bobone</strong> <strong>Vieri</strong>, il bollitissimo 2009 della porta accanto, Ã¨ la sacra sindone di questa seconda categoria, con i suoi occhialoni da sole, il borsino <strong>Fendi </strong>portato a tracolla, l&#8217;iPod all&#8217;orecchio e lo sguardo acquatico. Ha la stessa etÃ  di Pippo, ma Ã¨ divenuto <strong>una Pippa</strong> dopo essere stato uno dei centravanti piÃ¹ forti in Italia. Lo abbiamo ammirato quando si tirava dietro l&#8217;intera difesa avversaria. Ora sembra un concorrente del <strong>Grande Fratello</strong> (quello presentato dalla Marcuzzi) e dovrebbe auto-eliminarsi dal lotto. Che aspetta? Non siamo milanisti e mai lo diventeremo. PerÃ² l&#8217;Inzagone che tanta ammirazione desta anche nei tifosi avversari, ci sveglia antichi pruriti. E vampate d&#8217;ammirazione. Abbiamo visto <strong>D&#8217;Antoni e Meneghin</strong> giocare fino a 40 e passa anni, gustandosi con cattiveria e piacere infantile la rincorsa all&#8217;ultima, estrema vittoria. Abbiamo ammirato <strong>Zoff </strong>vincere un Mondiale a quell&#8217;etÃ , <strong>Myers</strong> scendere in campo a 38 con le cartilagini delle ginocchia mangiate, mentre il suo vecchio nemico <strong>Sasha Danilovic</strong> era in borghese giÃ  da otto anni (ehm&#8230;). E poi <strong>Mario Boni</strong> (45 primavere) che continua a far canestri a raffica per la gioia di Piacenza: trenta partite, trenta vittorie in serie C!Â  Tutto il mondo Ã¨ paese. La professionalitÃ  Ã¨ una dote rara in ogni campo e vi facciamo un altro, ultimo esempio perchÃ© lo abbiamo vissuto da vicino mille volte: il signor <strong>Gianni Morandi</strong>, oltre 3600 concerti tenuti in carriera &#8211; in pratica dieci anni sul palco! &#8211; si presenta nel teatro o nel palasport con cinque ore d&#8217;anticipo sull&#8217;inizio dello show. Potrebbe anche sbattersene, e invece no. Sale sul palco, prova il microfono, le luci, rifinisce la canzone venuta male la sera prima, fa mille fotografie con i ragazzi handicappati che lo stavano aspettando da ore, quindi interviste, strette di mano e una parola dolce per tutti e tutte&#8230;. Poi massaggi in camerino, ginnastica e, in talune occasioni, anche una corsetta defatigante. Prima di ripassare la scaletta, salire sul palco e conquistare la folla per la 3601esima volta. Oggi come nel 1962. Quando ha iniziato con <strong>&#8220;Fatti mandare dalla mamma&#8221;.</strong> E quando Superpippo non era ancora nato. Altri cantantucoli da strapazzo non provano neppure. Arrivano nel retropalco mezz&#8217;ora prima dello spettacolo, non fumano nessuno e via. Una stecca dietro l&#8217;altra. Da vere <strong>superpippe dell&#8217;ugola</strong>. Nessuno tra 40 anni, si ricorderÃ  di loro, questo Ã¨ certo. Capito quale e dove Ã¨ la differenza tra un campione e una schiappa della vita? Superpippo, sei tutti noi.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Š" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Vengo anch&#8217;io pur rischiando la doppia&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 16:40:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Â Â  Â  Â  Â  Â  Â  Â Â <span class="flickr-image"><a href="http://www.flickr.com/photos/32165283@N03/3379308186/"><img class="alignright" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="MIhajlovic" src="http://farm4.static.flickr.com/3603/3379308186_e6f5f8b2d9.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a></span><em><strong>diÂ LEONARDO </strong><strong>IANNACCI</strong></em>Â Â Â Â Â Â Â </p>
<p style="text-align: justify;">Â Anche se Ã¨ matematicamente inattaccabile il vecchio teorema del bar, inventato da quel gran genio di <strong>Mirko Lanzi</strong>, detto <strong>l&#8217;Ugo Tognazzi</strong> della bassa (&#8220;Non Ã¨ cosÃ¬ grave quando per la prima volta non fai la seconda, lo Ã¨ quando per la seconda volta non fai la prima&#8230;&#8221;), una certezza la posso candidamente confessare: da parecchio non concedo il bis. Il sipario &#8211; diciamo cosÃ¬ &#8211; si alza una sola volta e, al fin della licenza, si chiude, senza piÃ¹ dar segni di vita. L&#8217;esibizione Ã¨ unica e secca. In talune occasioni robusta e vitaminica (ehm&#8230;), in altri casi ben piÃ¹ sofferta: fate conto di vedere un marine, visibilmente appesantito, che cerca di raggiungere la sua buca sulla spiaggia di <strong>Okinawa</strong>. Arranca, suda come una bestia, si aiuta con i gomiti. Ce la fa, non ce la fa, alla fine ce la fa. Ma il bis, a quel punto, diventa fugace, francamente impossibile. Questione di anagrafe? Il prossimo luglio sono 47, mica 90. Ma come ricordava il grande <strong>TotÃ²,</strong> a questa etÃ  Ã¨ piÃ¹ facile imbattersi in un morto che parla una sola volta, piÃ¹ che in un fringuello in forma clamorosa. Tant&#8217;Ã¨. I giorni ormonici di un tempo sono passati da troppe primavere e, cosÃ¬, il sottoscritto &#8211; povero disgraziato &#8211; si appresta a vivere una &#8220;doppia&#8221; di ben altro tenore: quella della possibile <strong>retrocessione in parallelo</strong> delle sue squadre del cuore:<strong> il Bologna calcio e la Fortitudo </strong><strong>basket</strong>. Si scherza e si ride per non piangere. Ovvero, scherzo e rido per non piangere.<span id="more-862"></span>Â Ma se il vecchio Bologna Ã¨ sotto la tenda d&#8217;ossigeno (terz&#8217;ultimo dopo l&#8217;umiliante 1-4 subito contro il <strong>Siena </strong>(non contro il <strong>Manchester United</strong>) e se l&#8217;Aquila Ã¨ spennacchiata piÃ¹ che mai dopo il blitz bolognese della burrosa <strong>Armani Jeans</strong> (mica il <strong>Panathinaikos di Mago</strong> <strong>Obradovic</strong>&#8230;), pure io non sto tanto bene. E rischio la doppia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AL PARCO DELLE STALLE</strong> &#8211; Morire cosÃ¬, per l&#8217;ennesima volta in casa, con una squadra costruita (?) in questi mesi dall&#8217;irriconoscibile <strong>Zoran Savic</strong> con la parte del corpo chenon vede mai il sole, Ã¨ irritante.<strong> La G-Mac</strong> delle 7 vittorie e 18, avete capito bene, <strong>18 ko</strong>, sei dei quali consecutivi, ha un piede e altre quattro dita in <strong>Lega Due</strong>. <strong>Cesare Pancotto</strong>, un uomo e un allenatore onesto che per mesi ha vissuto a Bologna in hotel perchÃ© la societÃ  non gli aveva messo a disposizione neppure un appartamento (!), pare imbananito pure lui: non Ã¨ riuscito ancora a capire che <strong>Fucka </strong>Ã¨ un ex, che <strong>Huertas</strong> un playmaker che non ragiona, che <strong>Mancinelli </strong>non ha il cuore da capitano, che di cinque lunghi non se fa uno, che i mori del roster sono da appendere al muro e non da lisciare. Che gli altri italiani vanno inseguiti con un randello nodoso. <!--more-->Non si puÃ² giocare i minuti finali di partite che valgono una vita come ha fatto la <strong>Fortitudo </strong>nel derby e contro Milano. Ora i casi sono due: o <strong>Rieti (</strong>16 punti) le perde tutte mentre gli aquilotti (14 ma -4 per lo scontro diretto) portano nel nido due vittorie da qui alla fine. Oppure la F sprofonderÃ . AltrochÃ¨ Parco delle Stelle, come promesso dai vertici del club. <strong>Il signor Sacrati</strong> potrÃ  aspirare a centrare un altro obiettivo: quello di costruire il Parco delle Stalle. Il letame non manca.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MAI FIDARSI DI UN SERBO &#8211; </strong>Ce la buttÃ² lÃ¬ una volta, ridacchiando, il grande violinista di Belgrado <strong>Sale Djordjevic</strong>, quando era il faro della Fortitudo: &#8220;Mai fidarsi di un serbo!&#8221;. Il fatto Ã¨ che <strong>Sinisa Mihajlovic</strong>, ex terrificante leader in campo di <strong>Sampdoria, Roma, Lazio e Inter</strong>, l&#8217;allenatore che a sette giornate dalla fine Ã¨ riuscito a portare <strong>il Bologna</strong> in zona retrocessione dopo aver vivacchiato per mesi nella terrificante e illusiva zona vicina al quart&#8217;ultimo posto, Ã¨ un serbo sui generis. E&#8217; un furbacchone di sette cotte, amico di <strong>Roberto Mancini</strong> e di qualche giornalista che crede di essere influente e invece non ne combina una buona. E&#8217; un mister che non sa ancora come si allena una squadra che deve salvarsi. Questa Ã¨ la veritÃ . PotrÃ  anche diventare un grande condottiero, ma ora ha dimostrato di non avere le stigmate tattiche nÃ¨ il mestiere per gestire uno spogliatoio come quello del Bologna. Dopo la terribile bastonata contro il Siena e il faccia a faccia con i tifosi fuori dallo stadio (&#8220;Tutta colpa mia&#8221;, ha detto Sinisa. <strong>&#8220;E allora </strong><strong>sparisci&#8221;</strong> hanno replicato i nerboruti della curva) tutti si attendevano il colpo di scena: via il serbo. O no? E cosÃ¬ Ã¨ stato dopo Pasqua e Pasquetta e tre notti insonni. <strong>Francesca Menarini,</strong> la Presidentessa subentrata all&#8217;ex mister <strong>Motor Show</strong> e ex patron della <strong>Virtus di Danilovic</strong>, <strong>l&#8217;Alfredo Cazzola</strong> che adesso vorrebbe persino fare il sindaco a Bologna, avrebbe per la veritÃ  ancora voluto concedere a Sinisa l&#8217;ultima sigaretta. Anche a costo di sfidare una cittÃ  che non lo voleva piÃ¹ vedere neanche col binocolo e che soprattutto non gli perdonava l&#8217;indecorosa campagna acquisti di gennaio che il serbo aveva suggerito alla padrona: <strong>Cesar </strong>si Ã¨ difatti praticamente giÃ  ritirato dal calcio; <strong>Mutarelli</strong> Ã¨ ridicolo; <strong>Belleri </strong>sta a sedere in panca; <strong>Osvaldo</strong> Ã¨ un cavallo che scalcia e sbuffa. Risultato: la squadra ha subito 53 reti facendo peggio di tutte in difese del campionato di A. Nel girone di ritorno ne ha vinte tre e perse una marea. Ma per fortuna in famiglia c&#8217;Ã¨ ancheÂ chi parla poco e non vuol passare per il Pantalone di turno che rischia il flop proprio quando il club &#8211; fondato nel 1909 &#8211; si appresta a festeggiare i suoi cento anni di vita. E&#8217; il geometra <strong>Renzo Menarini</strong>, padre della signorina Francesca, che da buon patriarca ha preso, anche se non proprio su due piedi, la decisione di licenziare Mihajlovic e d&#8217;affidare la squadra a un vecchioÂ mestierante come Giuseppe Papadopulo, ex Lecce. E adesso? Staremo a vedere. Intanto noi, forse prossimi alla famigerata &#8220;doppia&#8221;, non rinunciamo a continuareÂ aÂ sperare (e a tifare). E cosÃ¬ domenica lo stesso si va a <strong>Palermo,</strong> non dietro l&#8217;angolo. Noi ci saremo, alla Favorita. Insieme al nostro amico <strong>Gianni Morandi</strong>, un tifoso vero, non finto come i tanti Vip o presunti tali che sfilano da anni a &#8220;Quelli che il calcio&#8221; e s&#8217;inventano una fede calcistica soltanto per apparire o presentare il prossimo film. Bologna, noi domenica saremo davvero in ginocchio da te. E ci toccheremo. Molto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P.S.</strong> Ho rubato il titolo di questa rubrica &#8220;Vengo anch&#8217;io&#8230;&#8221; ispirandomi a una canzone del grandissimo <strong>Enzo Jannacci</strong>. Un quasi omonimo. Un genio, un intellettuale delle sette note che presto tornerÃ  in tour a deliziarci con le sue meravigliose poesie.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=^" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span>]]></content:encoded>
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