Spesso la notte porta consiglio. Qualche volta anche bruttissime notizie, come quella della morte a soli 50 anni di Michael Jackson, tormentoso e tormentato divo del pop stroncato da un infarto a Los Angeles. L’uomo che volle farsi zombie per stupire e alla fine per morire se ne è andato così, troppo giovane per spiegarci le sue debolezze intrise in un talento musicale raro. Il dramma si è consumato in California, a pochi chilometri dallo Staple Center dei Lakers, nelle ore in cui nel piccolo mondo antico dei canestri di Bologna, Claudio Sabatini, annunciava la rottura delle trattative per la vendita della Virtus. E nel giorno in cui, dopo un turbinio di notizie sconsolanti per la Fortitudo, alcuni manager di ex allenatori e giocatori annunciavano che il club dell’Aquila non aveva ancora adempiuto a pagamenti arretrati. Una figuraccia secolare per la società dell’Emiro Giorgio Seragnoli che negli anni ‘90 aveva virilmente infilato dieci finali scudetto e vinto due scudetti, diventando l’alter-ego nobile della Virtus. Direte voi, ma che c’azzecca Michael Jackson con le due squadre di basket bolognese? Poco, forse, se non il fatto che questo genio della musica ha incarnato la quintessenza di una triste decadenza, artistica e umana: dalle 110 milioni di copie vendute di “Thriller”, Read The Full Story…
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