Non dovete arrabbiarvi se oggi piove e se, già infastiditi dall’ora legale, non potete giocare a golf. E’ brutto dappertutto e dovevate saperlo. Sarebbe bastato infatti dare un’occhiata svelta solo ieri alle previsioni del tempo di www.atuttogolf.com e, quanto meno, avreste potuto rimanere a letto tranquillamente anche sino a mezzogiorno. Io invece mi sono svegliato alle 8, che erano poi le 7, e mi sono visto il Gran Premio di Melbourne in diretta-tv senza prendere sonno come mi succede abitualmente d’estate quando la Formula Uno va in pista di primo pomeriggio. Sapevo che non sarei potuto andare al golf, neanche per praticare o puttare un’oretta, e quindi non avevo alcun motivo d’essere d’umore nero. Tanto più che domani potrei giocare a Udine, martedì a Trieste e mercoledì a Grado nel prestigioso Cinque Nazioni della Logos. E invece sono riuscito a rovinarmi la mattinata lo stesso perchè la Gazzetta, così sensibile a sentire il parere di Rocco Siffredi, definito tifoso hot di motocross, e a tirare le orecchie al povero Santacroce: “Ci ricasca, ritirata la patente”, solo perchè, sottoposto al test dell’etilometro, è risultato che il difensore del Napoli aveva sì e no bevuto un bicchierino in più assieme alla fidanzata, la showgirl Barbara Petrillo. La Gazzetta ha invece – dicevo – completamente ignorato la notizia di Adriano, riportata con grande evidenza da Repubblica, che mi sembrava in verità degna d’essere ripresa persino in prima pagina. Ma si sa: la Gazzetta più che rosa è da qualche anno faziosamente nerazzurra. Come il suo direttore Claudio Verdelli e più della metà della sua redazione di calcio. Rocco Siffredi dichiara: “Mi piacciono tre cose: la famiglia, il cross e la …”. Ma va? Non lo si era capito. Santacroce ha superato di 0,26 g/l il limite (0,50) consentito dalla legge e gli si dà quasi dell’ubriacone molesto. E Adriano niente? Adriano del quale Patricia Aranjo, noto travestito di Rio de Janiero, lascia capire d’essere il suo nuovo fidanzato. Nè una parola del festino che il giocatore dell’Inter ha organizzato a Barra de Tijuca lunedì notte (sino alle 5 del mattino) prima del ritiro della nazionale brasiliana per la partita odierna con l‘Ecuador. Un party al quale sono state “chiamate prostitute della casa d’appuntamenti Centauras e diversi travestiti”. Dove si è fatto molto sesso orgiastico. A casa d’Adriano: non so se l’avevate capito…

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By peaclaudio | Marzo 19, 2009 - 7:47 pm - Posted in I puntini sul tee

Phil MickelsonMa dov’è la notizia? Già, dov’è? Che al Wgc Ca Champions di Miami di nuovo Tiger Woods non abbia incantato ,finendo in nona posizione a otto colpi dal vincitore Phil Mickelson, o che proprio Phil Mickelson ora metta addirittura in discussione a Tiger Woods la sua leadership nel ranking mondiale? In effetti adesso la differenza tra i due campioni è di appena 52 centesimi di punto. Una vera inezia. Però se è vero che Tiger sta esageratamente pagando la lunga assenza forzata dai green (otto mesi), per me-per voi-per tutti il numero uno del golf resta-era-e-sarà sempre e comunque Tiger Woods. Chissà per quanto tempo ancora. Tiger è Tiger. Come Pelè era Pelè. Piuttosto per spezzare una lancia, e non un’arancia, come dice il mio vicino d’armadietto al circolo, in favore del mancino di San Diego, è passata quasi in silenzio, eppure a me è parsa straordinaria, la notizia (delle notizie) che nei primi due giri del Doral Golf Resort & Spa (par 72) Phil Mickelson abbia messo mano al putter solo 42 volte. Ora, tanto per capire il valore e lo spessore dell’impresa dell’antipatico o, meglio,  del non proprio simpatico californiano di pelle bianca anche a chi ne mastica poco di golf, è forse meglio dire che in un totale di 36 green (e che green!) Mickelson ha imbucato 30 volte al primo colpo e solo in sei occasioni ha dovuto utilizzare il secondo putt. Incredibile, ma vero. Così come la settimana scorsa è stato più incredibile che Milano abbia perso in casa coi modesti polacchi del Sopot di 24 punti (72-96) l’ultima partita della Top 16 di Eurolega o che nessuno all’Armani si sia vergognato al punto solo di ipotizzare che in certi casi bisogna avere anche il coraggio di dare le dimissioni e togliersi dai piedi per manifesta incapacità nelle scelte degli uomini a fronte di oltre sedici milioni spesi al mercato stagionale? O  forse sono io a pensar sempre male?

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By peaclaudio | Febbraio 26, 2009 - 6:38 pm - Posted in I puntini sul tee

Tiger Woods Worship SimplyDuecentocinquantaquattro giorni sono lunghi da morire. O almeno lo sono stati per il golf delle grandi firme con Tiger Woods lontano dai fairway e dai green. Senza di lui non c’è stata vittoria che abbia avuto un valore assoluto. Sì, d’accordo, bravo, ma non c’era Tiger. Perchè, se ci fosse stato Tiger, il sospetto che sarebbe stata comunque tutta un’altra storia è diventato dall”inzio della scorsa estate quasi o più di una certezza. Il 16 giugno Woods vinse l’Us Open trascinandosi su una gamba sola: aveva il crociato (anteriore) sinistro a pezzi e due microfratture da stress alla tibia. Eppure conquistò lo stesso il suo quattordicesimo titolo Major con un fantastico birdie alla 18 nel palpitante playoff con Rocco Mediate. Smorfiando e soffrendo. Ricordate? Diventando buca dopo buca più umano e, insieme, più extraterrestre per tutti. Anche per quelli (moltissimi) che tifavano davanti ai teleschermi di casa nostra per il sorprendente e simpatico Rocco, il Paisà. Da allora è passata un’eternità. Con conseguente crollo dell’audience, dello spettacolo, delle sponsorizzazioni milionarie. Tutti orfani del Fenomeno. Offesi e umiliati gli altri. Anche chi, come Padraig Harrigton, ha pure nel 2008 trionfato nel British Open e nel Pga Championships. O come Sergio Garcia, il più amato dai latini, che è pure risalito al secondo posto nel World Racing. E’ stato un po’ come ai tempi di Tomba la Bomba, l’Eti di Castel de’ Britti che vinceva anche quando non si presentava al cancelletto di partenza di uno slalom o di un gigante perchè qualsiasi altro campione s’imponesse in quella gara avrebbe comunque perso nel raffronto con l’abilità e la prepotenza del nostro fuoriclasse. Dopo quattro operazioni al ginocchio Tiger è tornato e ovviamente ha vinto ieri il primo match play del World Gold Championship Accenture di Tucson, in Arizona, ricominciando con un birdie e chiudendo il duello con l’australiano Brendon Jones alla 16. Come se negli ultimi otto mesi nel golf non sia successo (e cambiato) proprio niente. Tanto più che, manco farlo apposta, i più attesi tra i suoi sfidanti, che nessuno tuttavia più si sogna di chiamare neanche per scherzo (probabili) suoi eredi, e cioè Harrigton e Garcia, sono subito usciti di scena nei loro match-play inaugurali. Stasera comunque Tiger Woods torna anche in diretta tv (alle 20) su Sky. Grazie Sky. Per la precisione su Sky Sport Extra (canale 204). E non ci sarà Milan-Werder o Udinese-Lech di Coppa Uefa o Roma-Panathinaikos d’Eurolega che tengano: il ritorno del Fenomeno non si può perdere. Per nessuna ragione al mondo. O quasi.

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By peaclaudio | Febbraio 11, 2009 - 4:55 pm - Posted in I puntini sul tee

Datemi le mie mazze da golf, un po’ d’aria fresca e una bella ragazza. E potete anche tenervi le mazze e l’aria fresca. Carina, no? Stamattina ci ho provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L’aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando mi sono anche infreddolito. Mezz’ora di lezione con Enrico Trentin. Il tempo per correggere il grip, l’impugnatura insomma. Tenevo il pitch troppo sul palmo della mano. E lo swing? Meglio lasciar perdere. Del resto, è da fine novembre che la mia sacca poltriva in cantina. Ho anche puttato e provato qualche chip. Il putter mi ha salvato la mattinata. E sarei andato volentieri anche in campo. Magari con quella bella ragazza che praticava. Ma i fairway erano inzuppati d’acqua. Sarà per domani. O al massimo venerdì. Pioggia e il buon Dio permettendo. Le previsioni del tempo sono buone. Sole al nord, dicono e voglio crederci. Leggo che Francesco Molinari e Alessandro Tadini saranno impegnati da domani a Kuala Lumpur in Malesia. Chicco può  far bene, gli avversari non sono impossibili, un milione e mezzo d’euro di montepremi sono pur sempre tre miliardi delle vecchie lire. Così  la Gazzetta dello sport avrà domenica qualcosa di meglio da scrivere delle solite storie trite e ritrite come il tesseramento libero per sfondare il muro dei centomila tesserati. Non discuto che il tesseramento libero, voluto e sostenuto da Franco Chimenti, non sia una buona cosa. Anzi. Non è necessario associarsi ad un circolo per avvicinarsi al golf: basta compilare un modulo e richiedere direttamente la tessera federale presso un qualsiasi club affiliato alla Fig. Ma serve ben altro per incuriosire i pi√π giovani e catturarli al golf. Servono soprattutto un paio di campioni, nati e cresciuti nel Belpaese, delle cui imprese in giro per i green del mondo s’interessino le cronache sportive. E non solo queste. Non sarebbe difatti male se una Belen Rodriguez o una velina qualsiasi, bionda o mora, fa lo stesso, s’innamorasse (?) perdutamente di un nostro golfista di grido. Tanto più che ai tempi d’oro della Ryder di Costantino Rocca non c’era Sky. Adesso invece sì. E il golf su Sky è oggi abbastanza seguito. Sono un’utopista? Forse sì. Specie se mi viene in mente che la settimana scorsa in Thailandia il numero due d’Italia, il buon Emanuele Canonica, si √® classificato 90esimo e quindi non ha superato (di ben tre colpi) nemmeno il taglio dell’Asian Tour di Bangkok. E allora che si fa? Datemi almeno una bella ragazza. E se, chiedo troppo, almeno le mie mazze da golf e un po’ d’aria pura.

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Il Capitano
Ogni mattina combatto tenacemente con la Tigre che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania.¬†Fanno disordine, puzzano,¬†proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: “O loro (i ritagli) o io”, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul punto di cedere:¬† un po’ di ragione magari anche ce l’ha. La pila di carta ha infatti ormai superato il metro d’altezza e quasi quasi mi si rovescia addosso. Quando l’occhio mi √® caduto su un’intervista dell’otto gennaio scorso che Alessandro Del Piero ha rilasciato in esclusiva (o quasi) alla Gazzetta. “Attenta Inter, la mia Juve ti pu√≤ venire a prendere”. S√¨, campa cavallo che l’erba cresce. Purtroppo. Ma non √® questo il punto. E neanche mi ha interessato pi√π di tanto il fatto che Pinturicchio, come lo battezz√≤ l’Avvocato, riceva spesso e volentieri una telefonata al luned√¨ da John Elkann o da Andrea Agnelli. Ovviamente di buon mattino. Al canto del gallo. Come √® sana abitudine di famiglia. E’ stata invece una domanda che mi ha particolarmente incuriosito: “Nel¬†suo futuro bianconero si vede pi√π allenatore o dirigente”. E lui,¬†il grande Alex, a sorpresa: “Magari mi dar√≤ al golf”. Come? Al¬†golf? “Mass√¨. Potrebbe essere la nuova sfida della mia vita. Anche se nessuno¬†in questo caso scommetterebbe un euro su di me. E sapete perch√®?”. Nooo. “Perch√® dicono che¬†mi sono avvicinato troppo tardi ai green e ai fairway, al putt e allo swing”. Ora non so bene quando Del Piero si sia¬†dato anima e cuore al golf. Saranno tre o quattro anni. Al massimo cinque. Forse proprio nel periodo nel quale lo allenava Capello e don Fabio lo faceva giocare poco. Di¬†sicuro aveva gi√† passato i trent’anni. N√® so¬†con certezza quale sia il suo attuale handicap.¬†Intorno al dodici, mi dicono. Di certo il golf gli piace da impazzire e, quando pu√≤, ci s’immerge dalla testa ai piedi. Sfidando magari Nedved o Rampulla o¬†Mauro. Se non Manninger o¬†Mellberg, che √® bravo sul serio. Al Royal Park o a¬†La Mandria. Nove buche.¬†Ma anche diciotto. Lontano da occhi e orecchie indiscrete. Giorgio Grillo, che gli ha dato qualche lezione a Asolo, garantisce che ha talento pari alla passione. Cio√® un sacco.¬†E di questo non dubitavo.¬†N√® dubito che, qualora Alex decida di dare¬†a¬†fine carriera la scalata al paradiso golfistico, ovvero al professionismo, che non ci riesca. Come ci sono riusciti altri grandissimi campioni dello sport. Come Ivan Lendl. O Michael Jordan. O Nigel Mansell. E chi pi√π ne ha pi√π ne metta. Anche se non si sono avvicinati al golf in giovane et√†. Come il piccolo Julien Paltrinieri di Villa Condulmer che a Natale ha vinto al Doral di Miami, che ospiter√† dal 12 al 16 marzo il World Golf Championship 2009, il The Publix Junior International Golf Classic, in pratica una sorta di campionato del mondo¬†della categoria dagli otto ai nove anni. Il suo mestro √® anche il mio: Enrico Trentin. E Julien, ragazzo prodigio,¬†ha pi√π o meno¬†il mio handicap: diciotto. Ma anche qualche anno di meno. Diciamo cinquanta?

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By peaclaudio | Febbraio 5, 2009 - 2:07 pm - Posted in I puntini sul tee

C’√® poco da stare allegri. Anche se la Gazzetta di domenica scorsa ha dedicato una pagina intera al golf. Ed infatti √® nevicato. E pure di brutto al Nord. Un’intervista al numero uno europeo, Robert Karlsson, che parla anche sin troppo bene del nostro Chicco Molinari. Poi Carolina Durante che illustra la nuova stagione di Giulia e Silvia, Diana, Veronica, Stefania, Federica, Margherita e Isabella, le nostre proette. Otto in tutto: non moltissime. Dicevo: c’√® poco da stare allegri. Anche se sul Corrierone il buon Marco Dal Fior, ora presidente dell’Assogiornalistigolfisti, di cui un temFranco Chimentipo facevo parte, mi ha aperto il cuore rivelando che il dolcissimo Toto Bulgheroni ha¬†tutte le carte in regola per sedere a brevissimo termine sulla poltrona che¬†Franco Chimenti ben volentieri gli lascerebbe se dovesse davvero battere¬†Gianni¬†Petrucci nella corsa alla presidenza¬†del Coni. Detto tra noi, e senza che la notizia faccia subito il giro del¬†mondo, non basterebbe neanche che nevicasse ad agosto sulle montagne intorno a Palermo per vedere il professor Chimenti prossimamente al vertice del Palazzo romano del Foro Italico: il mio vecchio amico Gianni, che ho visto recentemente in gran forma alla Coppa del Mondo di sci a Cortina d’Ampezzo,¬†√® ancora troppo forte per essere scalzato dal Coni. Mi ripeto: c’√® poco da stare allegri o, meglio, non ho buone ragioni per essere di buon umore visto che sabato riapre il mio circolo del golf, mi ero gi√† prenotato un’ora di lezione con Enrico Trentin, ma le previsioni del tempo annunciano nel prossimo weekend acqua a catinelle e nevicate abbondanti sulle Dolomiti oltre i 700 metri. Insomma dovr√≤ rinviare ancora di qualche giorno il mio ritorno al golf dopo mesi e mesi di digiuno pi√π o meno forzato, di vacche molto ma molto magre e di green (bianchi e ghiacciati) visti col binocolo.

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By peaclaudio | Novembre 15, 2008 - 11:11 pm - Posted in I puntini sul tee

Oggi mi sono svegliato presto, mi sono infilato i pantaloni e vestito pigramente: avevo una gran voglia di tornare a letto. Mi sono preparato il caffè, ho preso la sacca da golf e sono sceso in strada dove avevo parcheggiato la Bmw. Pioveva che Dio la mandava e, per infilare tutte le mazze nel portabagli, mi sono bagnato dalla testa ai piedi. Ma testardo più di mulo non ho desistito: avevo promesso a Ninetto di raggiungerlo al golf e ho ugualmente sfidato quell’acqua torrenziale. Ma le strade erano tutte allagate e un vento gelido e forte le prendeva di traverso. Ho acceso così la radio e, sentendo che le previsioni del tempo non prevedevano proprio nulla di meglio (e di buono) per tutto il resto del giorno, ho deciso di tornare a casa. Maledizione! Ho riposto mestamente la sacca in garage, ho telefonato a Ninetto dicendogli che avevo rinunciato a giocare e sono risalito in ascensore a casa. Mi sono rispogliato e piano piano, silenziosamente, sono scivolato di nuovo a letto. Mia moglie ancora dormiva su un fianco. L’ho allora stretta a me, anche per riscaldarmi, e, allungando un mano sul suo sedere, le ho languidamente sussurrato all’orecchio: “Il tempo fuori è orribile”. E lei, mezza addormentata: “Sì, lo so. Ma pensa a quel cretino di mio marito che è andato a giocare a golf”.

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