di FRANCESCO SARTI
Oggi, mentre rimbalzavamo tra gli ufficiali giudiziari di Dolo (uno di quei paesini ripresi dall’alto durante la diretta della Venice Marathon) e il bivio autostradale Venezia – Milano, abbiamo ascoltato alla radio una microintervista del Trio Medusa a Marco Belinelli. Ragione dell’iniziativa, un sondaggio d’opinione per trovargli un soprannome adeguato da esibire nelle arene della Nba. Sottotesto: è pur sempre il recente autore di un canestro da venti metri nella vittoria degli Hornets contro i Bucks (è stupefacente come, per i non addetti ai lavori, il basket meriti gli onori della cronaca solo quando succede qualcosa d’insolito). In più, la sua squadra ha infilato un percorso netto di vittorie dall’inizio del campionato. Sette su sette. E quindi… Apre il collegamento la voce impastata del Nostro (a New Orleans sono le tre e mezza del mattino), che tra un saluto biascicato e un attacco d’amnesia per il prossimo avversario (“… Portland, scusate, ho il ritorno lento”) deve giudicare quale dei quattro nickname sopravvissuti al contest gli si adatti meglio.
Alla fine opta per Mister B. (o Big? O è il nome di un rapper? Non abbiamo capito ma l’intento era di creare un’assonanza con un motivo di questo tizio), scartando Bel Boa, nonostante l’indiscussa somiglianza con lo Stallone attor giovine Read The Full Story…
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