OSCAR ELENI da Saletto, Veneto Nord orientale, il paese dove è nato Tiziano Zancanella nuovo presidente degli arbitri, un omone simpatico che sul campo diventava tutto rosso inseguendo quelle ballerine che lo facevano impazzire.Bella carriera, bella storia sportiva, bellissimo anche il dopo perché chi viaggia nel Nord va spesso a cercare i famosi tramezzini del diavolo Tiziano che ospita tutti, brinda con tutti, anche con quelli che non gli perdoneranno mai certi fischi in partite importanti, ma per lui sono amici del basket gente del suo mondo, gente che ha onorato comunque ad alto livello, arbitrando nelle grandi manifestazioni. Perché il Veneto, perché la casa dei Zancanella? Così, tanto per capire cosa succederà domani visto che tutti davano per vincente nella corsa al papato arancione il Porcari dalla storia ugualmente interessante e che piaceva tantissimo al nostro amico Fallucca a cui dobbiamo una bella intervista con il Maifredi che resta appassionato di basket e che sa leggere ancora fra le righe del puttanaio dei comitati. Si comincia con facce contuse e questo dovrebbe preoccupare, a meno che Zancanella non scelga l’arbitraggio allargato e chieda collaborazione a chi ha battuto nella elezione. Meneghin gli ha telefonato per congratularsi e non per ricordargli che sul campo, spesso, non erano d’accordo, ma ora deve sostenerlo in tutte le maniere per non arrivare al deserto Tola Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,

                                                                                di CLAUDIO PEA

Sarò improvvisamente ingrassato dai tre ai quattro chili, forse anche cinque, quando ho sentito Giorgio Armani, intervistato da Guido Bagatta nell’intervallo di Milano-Cska, dire né più e né meno le stesse cose che io vado ripetendo ormai da anni annorum su questa pallacanestro che non piace e non interessa più agli italiani, come invece continuerebbe a meritare, semplicemente perché abbandonata e bistrattata dai media. Cioè dai giornali e dalle televisioni, ma soprattutto dai quotidiani politici. Ovviamente parole al vento, le mie al pari delle sue. Le mie di giornalista irrequieto, fissato con la Banda Osiris, come Travaglio con Berlusconi, brontolone più di una pentola di fagioli e soprattutto tremendo rompicoglioni. Ma anche le sue di stilista garbato, affermato e stimato nel mondo. Beh, non credo che debba essere io adesso a spiegarvi chi sia Giorgio Armani: probabilmente lo sa anche Cassano al quale però per favore non chiedete mai chi sia Schopenhauer. No, caro Antonio, non è la giovane di Loius Van Gaal nel Bayer Monaco. E comunque se arrivo anche a capire che non possa fare né caldo né freddo a nessuno se scrivo che è una vergogna che Repubblica giovedì abbia sbrigato la pratica-basket ghettizzandola di nuovo tra le brevi: Eurolega: Cholet-Siena 61-70, Milano-Cska Mosca 71-65, almeno qualcuno dovrebbe dar bada all’entusiasta patron dell’Armani Jeans quando l’altra sera si è lamentato del totale disinteresse dei media nei confronti della sua, ma anche delle altre squadre di basket italiane che vanno per la maggiore. Né si è fatto pregare da Guido Bagatta per confessare sgomento: “Purtroppo i giornali trascurano la pallacanestro al punto da dedicarle al massimo tre righe anche dopo importantissime vittorie in Europa”. Tre righe? Magari, caro Armani: anche due di numero spesso su Repubblica sono tutto grasso che cola.

Delle parole di Giorgio Armani, musica solo per le mie orecchie, dovrebbe far tesoro almeno la Lega di Valentino Renzi che invece mi sembra ultimamente più assonnata della Bella Addormentata nel bosco. Ma li leggono i giornali al diciottesimo piano della torre bolognese in viale Aldo Moro al civico 64 o credono ancora alla favola del principe azzurro che passa di lì e le dà un bacio sulla guancia per rianimarla? Mi dicono che non è proprio così, ma a me non pare se non si sono accorti che il basket sta scomparendo dalle pagine sportive Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , ,

By peaclaudio | Novembre 25, 2010 - 2:05 pm - Posted in Il basket nel cestino

                                                                     di CLAUDIO PEA

Non so se quando David Hawkins tornerà tra una decina di giorni a giocare a Siena il primo vero test-match della nuovo campionato lo seppelliranno di fischi e d’insulti come gli succede ogni qual volta mette piede sul parquet di Roma. Francamente penso (e spero) di no. Anche perché non ne vedrei una sola buona ragione. Con la città del Palio si è lasciato bene e col Montepaschi ha vinto finalmente a giugno quello scudetto che invece a Roma e a Milano aveva perso nelle due precedenti finali. Né il Falco di Washington può avere il dente avvelenato con Siena perché Ferdinando Minucci non l’ha fatto prigioniero: all’Armani, più che in verità nel Montepaschi, è diventato un pass par tout micidiale per aprire le difese avversarie, specie se non sono chiuse a doppia mandata come quelle della Lottomatica dell’Ecumenico. Piuttosto Hawkins ce l’ha con Roma e col suo presidente, Ciglione Toti, che non l’hai mai tenuto in palmo di mano. E non l’ha nascosto né prima, né durante la sfida di domenica al Forum. Al contrario ha prima confessato a Sky che nella capitale non c’era, e quindi non c’è, “una perfetta organizzazione ai vertici” e poi, una volta sceso in campo, ha preso d’assalto la Lottomatica con un tale furore che sembrava sul serio avesse con Roma un conto in sospeso. E comunque, t’amo o non t’amo, credo che Treccina abbia solo da ringraziare Siena e in particolare Pianigiani che in un anno gli ha fatto fare un bel salto di qualità e conseguentemente di categoria.

Non me ne vogliano Messina e Scariolo, di cui ho una stima infinita, ma credo che Mastro Simone sia, oggi come oggi, il miglior allenatore italiano al punto che i boyscout della Nba, se non si fossero addormentati cercando con il lanternino del talento in Niccolò Melli che, se c’è, è ancora molto in fieri, sono sicuro che avrebbero già consigliato per esempio ai Knicks di mandare a quel paese il vostro D’Antoni e di prendersi ad occhi chiusi Pianigiani. L’ho sparata grossa? Forse, ma non credo perché, al contrario di voi che avete già rovinato Superbone Vitali e stavate facendo lo stesso con Gel Aradori, vi dimostro coi fatti come nelle mani del mio giovane Mozart senza riccioloni siano cresciuti e diventati bravi e vincenti mezze calzette come Carraretto e Ress e mezzi campioni come McIntyre, Sato e adesso Dawkins. Né me ne voglia Recalcati, che pure ha portato all’argento olimpico una nazionale che non era certo inferiore solo a quella Argentina di Manuel Ginobili Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , ,

OSCAR ELENI  tornato dall’inferno per cercare di scoprire se ci sarà un dopo per tipi come lui o per majstore Boscia, per capire come si possono inventare profumi artificiali con i quali andare a dormire pensando di essere Marilyn Monroe. Seguendo le tracce di Chanel numero 5 siamo arrivati nel New Jersey, nel villaggio di Hoboken dove è nato Frank Sinatra, dove hanno girato il capolavoro Fronte del Porto. Dove gli snob della Grande Mela scracciano pensando che il fiume Hudson possa purificare tutto. Il profumo che pensavamo fosse prodotto a Parigi veniva invece confezionato ad Hoboken. Storia lunga di un marchio venduto e mai più riconquistato dalla sarta delle meraviglie che aveva scelto un tipo molto vicino a Pasqualino Sette Bellezze che a Mosca aveva inventato un profumo che non sapesse di gelsomino o di rosa. Perché siamo affascinati da una storia del genere? Perché se prima dell’anestesia vai a dormire pensando che non ti sveglierai più e non potrai mandare al diavolo i grafici delle televisioni che trasmettono basket, allora hai bisogno di scoprire se questo profumo non veste la notte e anche le giornate di molti allenatori che fingono di lavorare sul serio e poi, alla prima slavina fisica, scaricano sugli altri i loro problemi.

Le notti in ospedale, quando pensi di essere diventato anche cieco perché non distingui le cifre sullo schermo, ci ha fatto venire in mente che forse i presidenti delle Leghe potrebbero trovarsi per studiare un piano contro questo tormento. Fate Lega per servire un prodotto che permetta a chi, fortunatamente, non deve seguire l’audio, per stare comunque nella partita. Questi giannizzeri mandano informazioni coniglio sullo schermo: o vedi subito o ciccia. Il silenzio sarebbe d’oro, anche per i malati vicini, se bastasse guardare lo schermo. Niente. Sky ha migliorato la grafica, ma anche per loro il mordi e fuggi sembra regola e poi non distrubateli Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , ,

                                                                                di CLAUDIO PEA

Quando mi ci metto, sono odioso. Lo dico io prima che lo strillino gli altri in coro. Però sarei bugiardo, che è molto peggio di bastardo, se non confessassi che non me ne può fregare di meno se Tony Parker ha fatto le corna a Eva Longoria con la moglie del suo ex compagno degli Spurs e se l’attrice texana lo è venuta a sapere controllando il cellulare del marito incauto o spiando dal buco della serratura o addirittura direttamente dal suocero dell’amante che avrebbe fatto molto meglio a farsi i cavoli suoi. Dio mio, chi ci capisce qualcosa è bravo. Né me ne può importare più di un fico secco se vincono o perdono i Knicks, se il Gallo dalla schiena di cristallo ha segnato due punti o sedici dalla lunetta, se cacciano Mike D’Antoni e se i tifosi newyorchesi sono imbufaliti con Tu quoque Brute, fili mi. Vivo il basket in maniera totalmente diversa dai gazzettieri in rosa che muoiono se non ci inondano tutti i santi giorni di bufale sulla squadra della Grande Mela e che saltano il pranzo se Danilo, prima d’addormentarsi, sì è dimenticato di inviare a uno di loro almeno l’sms della buonanotte. Primula rossa o mosca bianca, scegliete voi, non ho mai invero sbrodolato per la Nba, soprattutto durante la regular season, e posso sopravvivere benissimo anche senza sapere se i Knicks hanno perso sei o sette partite di fila prima di andare a vincere a Sacramento o dove cristo hanno giocato ieri. Al massimo posso essere contento se Bargnani è il miglior realizzatore degli scassatissimi Raptors e se Belinelli recita un ruolo sempre più importante nei sorprendenti Hornets perché sono straconvinto che a entrambi ha fatto molto meglio un’estate in azzurro con Simone Pianigiani di una stagione intera a Toronto o a New Orleans. E comunque di certo non mi sparo se i compagni di squadra di Gallinari ce l’hanno a morte con il cocco di Tu quoque: anche a me il numero 8, che ha scritto un libretto fotografico con il boss della Banda Osiris, è diventato insopportabile Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , ,

                                                                        di CLAUDIO PEA

Questo è il Paese. Un Paese nel quale un suo ministro, Roberto Calderoli, chiede la testa di Luca Cordero di Montezemolo soltanto perché alla Rossa hanno sbagliato la strategia del pit stop e Alonso ha perso il Mondiale. Direbbe Totò: “Ma mi faccia un piacere”. Un Paese dove il governatore del Piemonte, un altro pronipote di Alberto da Giussano, Roberto Cota, regge il portacenere a Umberto Bossi nel salone della prefettura di Vicenza, mentre gli alluvionati fuori, nel fango e nella miseria, chiedono la testa di Re Silvio, e il neoleghista non si sogna di dirgli almeno: “Veramente, senatur, qui non si potrebbe fumare”. Un Paese nel quale ormai tutti chiamano affettuosamente Zio Michele il mostro di Avetrana, neanche fosse lo Zio Tom, o dove Belen Rodriguez va al Festival di Sanremo con la Canalis e nessuno si ricorda più del sindaco della città dei fiori che quest’estate minacciò: “Alzerò io stesso delle barricate affinché quelle due non facciano parte della manifestazione se è vero che sniffavano cocaina nella toilette dell’Hollywood a Milano”. E l’inchiesta è ancora aperta. Un Paese, che forse non si dovrebbe più scrivere con la pi maiuscola, nel quale il direttore di una delle tivù del Cavaliere è indagato assieme a Lele Mora per favoreggiamento della prostituzione e non gli salta manco in mente di abbandonare (solo temporaneamente) la conduzione di quel tigì della sera. Anzi, s’indigna e s’accalora. Un’Italia dove nessuno si domanda come abbia fatto Nicole Minetti, l’igienista del premier di questo paese alla quale era stata affidata l’escort Ruby Rubacuori, sì proprio lei, la nipotina di Mubarak, a diventare consigliere regionale della Lombardia senza passare per il voto. Mistero gaudioso.

Ma che razza di paese è questo dove tutti volano alto e i furbini la fanno spesso franca? Un Paese nel quale gli arbitri di Montegranaro-Avellino, i signori Fabio Facchini da Massalombarda, Roberto Begnis da Crema e Maurizio Biggi da Cavenago di Brianza, si dimenticano che è stato da tempo inventato il replay e che la partita in oggetto, valida per il campionato di basket di serie A e non di quarta serie, dove giocano invece la Fortitudo e il Roncade, prime a pari merito Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , ,

                                                                                di CLAUDIO PEA

La Repubblica si è sprecata oggi con un pallino: Eurolega, Valencia-Milano 69-80. Tutto qui. E’ inutile riparlarne: sarebbe una battaglia persa. Tanto più che, se per la Lega di serie A è un falso problema che i giornali politici snobbino scandalosamente il basket, figuriamoci se non dovrei farmene una ragione io. In questo si sbatte molto di più la Legadue, quella di Marco Bonamico, pur coi scarsi mezzi (e i pochi soldi) che ha a disposizione. Alla Lega di Renzi interessano invece solo le tivù essendosi accorta che Sky fa un ottimo lavoro, ma che le sue tre dirette nel weekend le vediamo al massimo io e il mio cane (che neanche ho), quattro gatti e qualche volta, se non hanno proprio niente di meglio da fare, la zia di Acciughino Pittis e la sorella di Mammoletta Mamoli, che – tanto per dire – non so nemmeno se ne abbia una. M’informerò. Intanto l’assemblea della Lega ha votato lunedì scorso lo “spacchettamento dei diritti audiovisivi” offrendo separatamente quelli del digitale terrestre, del satellite e del web. Okay, ma alla Rai interessano davvero le partite del campionato italiano di pallacanestro? Pare proprio di no se non gratis amore dei. Nel qual caso s’incazzerebbe Sky e allora, come è facilmente intuibile, non resta che rassegnarsi e accontentarsi di SportItalia che, per la verità, è una tivù molto ma molta dignitosa. Dove gli strilli li lasciano fare a quelli del folber e dove c’è bene o male Dan Peterson che, per la Banda Osiris sarà anche Din Don Dan, per me invece è sempre il numero uno Read The Full Story…

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , ,