FRANCESCO SARTI
Run for cover. Lo diceva Alfred Hitchcock, ogni volta che era in difficoltà con un soggetto. Significava appunto correre ai ripari, andare sul sicuro, usare uno script di successo. Era vero al cinema, è ancor più vero nel basket, in cui implica, tradizionalmente, stringere la difesa, costruire le azioni, evitare di buttare palloni al cesso. Sembra banale, è difficilissimo. Andrea Mazzon lo sa bene. Per risollevare la Reyer, con l’aiuto di Tonino Zorzi, ormai il Tex Winter italiano, è dovuto correre ai ripari, scritturando nuovi attori (Young e Grant: Camata, al momento, è uno stuntman da allenamento) e chiamando le controfigure per quelli ammalati (Hafnar per Janicenoks, Robinson per Garris, pur se, nel secondo caso, si è infortunato anche il ricambio). In più col gusto della suspense, del disorientamento. Come Hitchcock, ama colpire già dalle scene iniziali. Mette giù un quintetto base totemico, intimidatorio: due lunghi come Grant e DiGiuliomaria sotto, uno più leggero come Allegretti da ala piccola. Ti dici che giocherà solo con l’alto-basso, solo sopra il ferro, come in effetti nel primo quarto del match contro Casalpusterlengo, la prima delle due vittorie casalinghe scacciacrisi. Già dai minuti successivi, però, ti accorgi che si tratta di un effetto speciale: Mazzon rimescola le carte, e rimpicciolisce i personaggi neanche usasse lo zoom, piantando il solo Rinaldi, sgraziato ma efficace, a sgomitare in mezzo all’area. Intorno, gli saltellano i Causin, i Meini, i Rombaldoni. E soprattutto il vero killer della situazione: l’irrefrenabile Alvin Young, che contro Brindisi si è esercitato nel tiro in corsa alla Navarro, avanzando sulle punte e infilando canestri a raffica. Però, non lasciatevi ingannare: non è solo un fatto statistico se il protagonista silenzioso del film è sempre un lungo: Grant contro Casalpusterlengo, Rinaldi contro Brindisi. È la sceneggiatura preferita dall’allenatore: mai esagerare con la transizione, mai affrettare, cercare sempre una soluzione ragionata. Senza concedere, dall’altra parte, tiri puliti o giocate fluide. La difesa, del resto, è il vero termometro della Reyer: se si abbassa per un attimo d’intensità, anche l’attacco diventa improvvisamente insicuro. Per non parlare della circolazione di palla nelle battute finali: una sequenza da incubo, in cui, contro il pressing avversario, la regia rivive le proprie paure e perde il filo del copione. Ci sarà da lavorarci, consapevoli che questo lascito del periodo nero non riguarda la squadra di Dell’Agnello ma buona parte degli attuali interpreti: già domenica, anzi, c’è un test critico implacabile al Festival di Pavia, scontro diretto determinante per chi, come i team appena rifondati, sente particolarmente gli umori e l’estemporaneità. Mazzon, comunque, ha molte incognite davanti, soprattutto in fase di montaggio: deve reinserire Janicenoks (che era il terminale principale ed ora dovrà convivere con le scorribande di Young) e il futuro sostituto di Garris. Arrangiandosi, nell’emergenza, con Meini e Rombaldoni, due giocatori agli antipodi: fisico e operaio il primo, mentale ed estroso il secondo. Gli sorride, peraltro, il responso del botteghino. Abilissimo, ringrazia appena può il pubblico del Taliercio: rumoroso, incessante, benchè intontito dalle pestifere trombette dispensate a piene mani prima del match. Bolgia d’antan, nonostante i pessimi tuoni finti da sala di doppiaggio. Si ha però la sensazione che questa squadra possa capire le virtù della continuità, cioè esaltarsi a turno, cogliere il momento, portare il mattone. Aspettando se del caso. Non tutti, infatti, hanno la sfrontatezza di Causin, ma all’occorrenza ognuno può tirar fuori il colpo di scena: leggasi Allegretti, che forse ha più talento di quanto non creda, e soprattutto Rinaldi, contro Brindisi un autentico rapinatore delle correzioni a canestro. Se questo sia il film che continueremo a vedere fino alla fine dell’anno, oppure solamente un trailer delle illusioni perdute, lo si scoprirà presto. Per intanto, però, meglio andare sul sicuro. Run for cover, per quattro rulli da dieci minuti.
Tag:Allegretti, Brindisi, Casalpusterlengo, Causin, DiGiuliomaria, Garris, Grant, Hafnar, Hitchcock, Janicenoks, Meini, Paron Zorzi, Pavia, Reyer, Rinaldi, Rombaldoni, Young


OSCAR ELENI
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