Spesso la notte porta consiglio. Qualche volta anche bruttissime notizie, come quella della morte a soli 50 anni di Michael Jackson, tormentoso e tormentato divo del pop stroncato da un infarto a Los Angeles. L’uomo che volle farsi zombie per stupire e alla fine per morire se ne è andato così, troppo giovane per spiegarci le sue debolezze intrise in un talento musicale raro. Il dramma si è consumato in California, a pochi chilometri dallo Staple Center dei Lakers, nelle ore in cui nel piccolo mondo antico dei canestri di Bologna, Claudio Sabatini, annunciava la rottura delle trattative per la vendita della Virtus. E nel giorno in cui, dopo un turbinio di notizie sconsolanti per la Fortitudo, alcuni manager di ex allenatori e giocatori annunciavano che il club dell’Aquila non aveva ancora adempiuto a pagamenti arretrati. Una figuraccia secolare per la società dell’Emiro Giorgio Seragnoli che negli anni ‘90 aveva virilmente infilato dieci finali scudetto e vinto due scudetti, diventando l’alter-ego nobile della Virtus. Direte voi, ma che c’azzecca Michael Jackson con le due squadre di basket bolognese? Poco, forse, se non il fatto che questo genio della musica ha incarnato la quintessenza di una triste decadenza, artistica e umana: dalle 110 milioni di copie vendute di “Thriller”, il suo album più famoso, è precipitato in una crisi personale che ha fatto il paio con la sua trasformazione facciale, vittima d’innumerevoli operazioni e sbiancature della pelle. Al contempo, Virtus e Fortitudo, soltanto dieci anni fa regine del basket italiano e presenti, anno di grazia 1999, entrambe alle Final Four di Monaco di Baviera, hanno vissuto negli ultimi anni una recessione senza pari. Salvato dal fallimento, il club bianconero si sta faticosamente ritirando su anche se il suo patron vulcanico e furbissimo, Claudio Sabatini, ha annunciato ai quattro venti intenzioni di cedere la mano dopo essere stato tradito dai suoi giocatori (out nei quarti dei playoff contro la Benetton) e soprattutto dagli abbonati. Un acquirente l’aveva trovato, l’imprenditore riminese Stefano Tonelli. Ma nelle ultime ore i soldi promessi da costui non sono arrivati nelle tasche di Sabatini, che una ne pensa e cento ne fa… Anzi, tra i portici bolognesi circolava pure la barzelletta che con i soldi della cessione della Virtus avrebbe acquistato la Fortitudo! Ma va là. Un giorno vi racconteremo anche una curiosa storiella su questo strano rapporto tra Sabatini e il club dell’Aquila, ma intanto il Vulcano ha fatto marcia indietro e presentato il nuovo allenatore Lino Lardo. Sull’altra sponda, Gilberto Sacrati, dopo aver speso parole e promesse per la realizzazione del Parco delle Stelle, ha portato il club dell’Aquila a una vergognosa retrocessione. Ora, soltanto una rinuncia della povera Rieti, che non ha soldi neppure per un cappuccino, potrebbe portare a un clamoroso, ma altrettanto vergognoso, ripescaggio.
Mala tempora currunt, dicevano quelli che avevano studiato. Chi ricorda le magie di Danilovic e Myers, il palasport di Casalecchio di Reno pieno per le incendiarie finali-derby del 1998, le sfide incredibili che queste due squadre avevano portato all’Europa dei canestri negli anni in cui le radio di tutto il mondo mandavano gli hit del grande Michael, non può che arrendersi all’evidenza. La chirurgia plastica ha fatto malino alla Virtus e malissimo alla Fortitudo. Dalle Stelle alle Stalle, il passo è stato troppo breve. E si è trasformato in un angosciante Thriller.
Tag:benetton, danilovic, Fortitudo. Virtus Bologna, Lardo, Los Angeles, Michael Jackson, Myers, Rieti, Sabatini, Sacrati, seragnoli
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