By peaclaudio | Maggio 9, 2009 - 6:43 pm - Posted in Calci e veleni, Sarti poeti e navigatori

di FRANCESCO SARTI

Ci sono cose che non voglio leggere. Per esempio, non voglio leggere che all’indomani dell’acquisto di Poulsen, un giocatore che passa la palla solo in orizzontale, il presidente della Juve ha il coraggio di affermare, tra un saltello e l’altro, che i tifosi ameranno il guerriero. Non voglio leggere che il suo allenatore ha realmente creduto si potesse vincere lo scudetto schierando Camoranesi e Nedved titolari fissi. Non voglio leggere che Nedved, anziché ritirarsi, come la sua storia imporrebbe, giocherà ancora per anni. E che Nesta, purtroppo, rinuncerà a farlo per problemi alla schiena. Non voglio leggere che Gallinari si è operato e non è ancora tornato quello che era, e che sarà. Non voglio leggere di Bargnani, Belinelli e Hackett prima che abbiano buttato fuori dagli Europei la Francia, quella di Tony Parker e Boris Diaw. Non voglio leggere che magari ci ha fatto fessi Turiaf con un canestro di tabella all’ultimo secondo. Non voglio leggere che quella partita la commenterà Franco Lauro, con le sue difese a presepe e i movimenti “in da peint”, perché lo so già. O che, insospettabilmente, tornerà Gianni Decleva, con la sua voce rotonda e i canestri dalla linea dei seimetrieventicinque. Sarebbe un’utopia, come quella di vedere chiaramente il punteggio sul televisore durante una partita di basket trasmessa dalla Rai. D’altra parte, non vorrei mai leggere che Sky, dove i punti si vedono bene, al momento di assumere Alessandro Mamoli gli ha imposto come clausola contrattuale di parlare in modo identico a Flavio Tranquillo, pause comprese. E che lui ha accettato, con entusiasmo. Non voglio più leggere che una bandiera come Javier Zanetti pensa sul serio che l’Inter, con i suoi scudetti a tavolino, possa diventare come il Grande Torino. O che sulla collina di Superga hanno contestato Rosina durante la commemorazione dei sessant’anni dello schianto, interrompendosi solo quando scandiva i nomi.

Non voglio leggere quanti nomi saranno saltati fuori dalla Procura di Reggio Calabria nell’indagine sui fischietti truccati. E che pure nel basket esistono i sistemi, le cupole e le triadi. Non voglio leggere di Cannavaro, che si può ingaggiare in un taxi, promettendogli perfino un futuro da dirigente, anche se è scappato quando la nave stava affondando, come i topi. Non voglio leggere di focacce al formaggio, di Lippi a pranzo con Blanc, di ingranaggi di spogliatoio che s’incrinano, senza che i diretti interessati giurino che hanno parlato solo di Amauri. Non voglio leggere che Dunga lo snobba, se poi al suo posto, come attaccante di peso, deve arrivare Ronaldo. O che non ha cambiato stilista, perché le sue camicie sono troppo brutte per essere vere. Non voglio leggere che, nonostante lo stile, Armani non farà la storia della pallacanestro a Milano. Che Siena continuerà a vincere, e noi a chiederci come sarebbe da un’altra parte Pianigiani. Non voglio leggere che Messina andrà ai Raptors, semplicemente perché è da anni che lo leggo. Che ce lo mandino. E già che ci sono, ci facciano pure il favore di vendere Chris Bosh per una guardia, così da mettere il Mago con le spalle al muro, e far nascere, forse, una stella. Non voglio leggere di stelle prima del tempo, come i vari Santon e Balotelli. Lasciate che lo diventino, altrimenti poi si scopre che erano morte, da tanti anni, come Adriano. Non voglio leggere sugli stessi giornali, a seconda dei giorni, ironie o rispetto sulla depressione di un uomo.

Non voglio leggere, ancora, di doping. Di Rebellin che è andato sul podio olimpico parlando di vittoria del ciclismo pulito, e adesso, a 37 anni, è guardato con incredulità. Non voglio leggere che ci si continua a sorprendere. Che ci si indigna per il razzismo, ma non per gli auguri di morte al giocatore per terra. Che ci si può ancora rassicurare del fatto che gli insulti non c’entrano con il colore, ma con l’ignoranza. Che non sarebbe ignoranza, ma gioventù allegra, l’atteggiamento di chi scalcia il proprio avversario e gli ride dietro. Non voglio leggere che a Firenze abbattono le barriere allo stadio, mentre ad Arezzo si giudica del tifoso ucciso all’autogrill. Mi fa ridere.

convert this post to pdf.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

This entry was posted on Sabato, Maggio 9th, 2009 at 18:43 and is filed under Calci e veleni, Sarti poeti e navigatori. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Comment