OSCAR ELENI dal mondo fluttuante del maestro Hiroshige nell’accademia delle arti alle Hawaii perché non bastano le opere esposte a Roma per toglierci la sete, la voglia di stare in un posto dove esiste ancora acqua limpida, un bel prato, dove puoi sdraiarti sull’erba e maledire, come diceva il Celentano, chi ha deciso di liberare le licenze per cementificare tutto, per sparare a tutto. Un quadro di Hirosoghe per sentire il suono vibrato del sassofono di Charlie Yelverton nel suo miglio verde, andatavelo a leggere sul Giornale, per ascoltare le storie vere e quelle finte del basket italiano dove devi essere della vecchia scuola, come dicono i dottori delle nuove bibbie, per farti una domanda che in questo momento stordisce gli aquilotti Fortitudo e tutti quelli che sperano davvero di vederli salvi: come mai il migliore in campo è sempre l’ultimo arrivato? Si cominciò con Forte, si andò avanti con Strawberry, poi vennero Fucka e il gigantone greco e adesso questo Scales. Non vi sembra strano che poi, col passare dei giorni in città, dentro la squadra, questi peggiorino, invecchino precocemente, vengano cacciati, finiscano in fondo alla panchina come mister fragola. Chi era esperto di truffe scolastiche spiega che, da sempre, i cambi, di maestro, allenatore, presidente, compagno, creano l’illusione della purezza ritrovata, del sollievo per poter ricominciare senza pregiudizio. Se lo augurano tutti quelli che hanno dovuto cambiare e a Ferrara dopo aver visto l’Allan Ray di Caserta tremano perché ci avevano creduto, alla conversione da cappellaccio profumato, sentendo il ragazzo triste che raccontava la nuova vita lontano dall’orco Repesa, dalla Roma ingrata, come direbbe l’Hawkins dalla nuvola dove cadde per aver fumato sbagliato, avevano la certezza che l’abbaglio fosse degli altri. Esiste un cinema dove ripropongono l’Horror Picture Show a tutte le ore. Qui potete trovarlo quando andate a cercare i soliti noti che fanno le solite bizze, le solite partitacce quando ti aspetteresti di vederli finalmente liberi e felici come direbbe il povero Zare Markovski che ad un certo punto era così esasperato con i ragazzi sciagura, da Diener a Slay, da Porta a Warren, per non parlare di Radulovic, che ha scelto una strada sicura nel cuore del Pallido per fingere di avercela con Spartaco Tola che, sicuramente, vale più come sindacalista che come arbitro Read The Full Story…
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Quanto meno di giocarsi la partita. Ha le carte in regola, è un’occasione irripetibile. Se scendiamo nei dettagli, poi, sicuramente Mourinho è cattolico. E’ anche di sinistra? Se lo è Soru di sinistra, può esserlo tranquillamente pure Mourinho. A Mourinho piacciono le sfide, ci arriva armato di genio e non tira indietro la gamba. Mourinho è antipatico, dicono. Adesso dispiace insistere perché sembra di avercela con lui, ma è forse simpatico Soru? A me non piace prostituzione intellettuale, torno a conferenza stampa medievale, ha detto il signor Mourinho. Ritagliamo questa frase e appiccichiamola a caso in mezzo a qualsiasi altra pagina di giornale, in quella della politica, in quella dell’economia, o dove vi pare. C’è uno che parli così? Cosa succederebbe nelle pagine di politica, di economia, nel dibattito sull’etica o di quello che vi pare se uno parlasse agli altri così, come nella favola del re nudo. Meraviglioso. Ecco cosa sarebbe.