PAONon ci credevo più, uomo di poca fede. E difatti mi sono infilato il pigiama. Panathinaikos a più  sedici. Meglio metterci una pietra sopra o, meglio,  al collo e buttarsi a letto maledicendo Sky che i soldi li spende per Fiorello e la Champions League, mentre non scuce più mezzo euro per quei poveri cristi di Geri De Rosa e Frank Casalini che devono commentare in studio una partita che si gioca ad Atene e non proprio del tubo, ma la più delicata, la numero 2, dei quarti di finale di Eurolega. Mi dicono che Sky voglia chiudere anche la redazione di Roma e ricicciare tutti nel retrobottega di Cologno Monzese. Un piatto di minestra ci sarà comunque sempre a casa mia per Rupert Murdoch e persino per Flavio Tranquillo che ho visto l’altra sera: sfondava con tutto il suo faccione lo schermo del televisore a 16 noni e mi sembrava sul serio eguale alla sorella (minore) di Platinette. Non si sarà mica mangiato pure Davide Pessina? Mi auguro proprio di no. Ma torniamo a bomba che sarà il caso. Grande Siena. Di più: grandissima, immensa, unica, mitica, ciclopica, spaziale. Scrivo a caldo e in pigiana. Lo giuro. E godo da morire. Perchè al Mps stavolta – come dice Mario Boni – è riuscita un’impresa che passerà alla storia della nostra misera pallacanestro che solo Siena è riuscita ancora a tenere in vita in Europa. Ha vinto contro tutto e tutti: i diciottomila demoni ateniesi che ti vomitavano addosso il peggio di loro, quell’odioso di un Obradovic che non potevo vedere neanche quando allenava a Treviso e soprattutto quei tre arbitri vergognosi. In totale malafede. Ha ragione da vendere Mario Boni, sempre il numero uno se in diretta ha trovato di nuovo  il coraggio di dire: ” Siena in cinque, con Lavrinovic per giunta con una mano rotta, ha asfaltato nel quarto quarto  il Panathinaikos che ha giocato per tutto il match in otto: cinque giocatori più tre inguardabili direttori di gara”. Domani Tranquillo gli tirerà le orecchie: scommettiamo? “Certe cose sugli arbitri non si devono nemmeno pensare” lo rimprovererà schiumando veleno. Lo sanno infatti tutti gli addetti ai lavori che la sorella (minore) di Platinette odia il Montepaschi anche più della Fortitudo e dell’Ellisse messe insieme, ma il livore sa mascherarlo bene nel suo cocktail penoso di gridolini isterici e di parole senza amore. Domani  sulla Gazzetta non si parlerà ovviamente di fischietti scandalosi, ma soprattutto della grande impresa che stavolta, o mai più, stramerita un bel titolone in prima pagina. Ci conto e ci spero. Altrimenti m’incazzo sul serio. Mentre rivedo ad uno ad uno i canestri della magnifica rimonta di McIntyre e Kaukenas esaltati dallo stoicismo di Lavrinovic.  E adesso posso andare a dormire sereno. Pensando ad una squadra perfetta. E penso a Siena. Il Mps di Simone Pianigiani e di chi l’ha promosso primo allenatore: Ferdinando Minucci. O forse ho sparato un’altra delle mie eresie? Stavolta assolutamente non credo.

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