Appunti di viaggio. Davanti alla tivù. Vince Teramo. Nella ripresa dopo il 31-31 dell’intervallo. Partita bruttina, secondo quarto addirittura inguardabile. Non basta Chris Warren ad Avellino che così esce alla prima partita della Final Eight da quella Coppa Italia che pure aveva vinto l’anno scorso con Boniciolli e il Paron. Altro giro, altra corsa. Non gli dai una lira, ma Jacob Jaacks è importante e decisivo nel finale. A lampi anche Andrea Crosariol riesce ad essere convincente. L’Air è tutta qui o poco altro, eppure ha gli stessi punti in classifica di Milano. Misteri della scienza. O per caso ci sono troppi scienziati nel nostro basket? Sposo decisamente la seconda ipotesi. Non è un mistero invece che mi piaccia il Poeta. A patto che non scimmiotti troppo il Poz. Che spesso e volentieri esagera e esagerava: oggi su Sky, ieri sul parquet. Tra Trottolone Amoroso e Mason Rocca mi sbaglierò, ma tutta la vita scelgo ad occhi chiusi il primo. Sperando che il manager del secondo non mi chiami domani al cellulare. Complimenti al caliente Andrea Capobianco: poche storie, è lui l’allenatore dell’anno. Trascurando ovviamente il Simone Pianigiani mago di Siena (fuori classifica). Teramo non è solo Giuseppe Poeta e David Moss o, se preferite, Moss e Poeta, ma è anche squadra. Con cuore, carattere, difesa, sostanza, entusiasmo. Applausi anche a Din Don Dan Peterson che indovina entrambi i pronostici della prima giornata di Casalecchio. Difatti prima di domenica nevica. A Cortina senz’altro. Sull’Appennino emiliano forse pure. Roma è deludente: da lei ti aspetti ogni volta chissà che e poi niente. Come ormai da vent’anni dalla Banda Osiris di Tranquillo e soci. In troppi sono rimasti a Trastevere e non sono mai sbarcati al Futurshow Station. Ma perchè la gente non parla come mangia? Intanto l’occhio mi cade su SB (Super Basket) special Final 8 e su una sfortunata intervista a Sani Becirovic che sa tanto di presa in giro al mondo intero. “Per aiutare la Lottomatica ho rinunciato al biennale del Panathiniakos. Perchè voglio essere leader. Anche alle Final Eight”. Peccato che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare. O il male? Anzi, il peggio del peggio. Al punto da augurarmi per il bene che voglio a Sani che stesse davvero male e che per questo Nando Gentile l’abbia tenuto seduto in panca dopo averlo fatto entrare nel primo quintetto. O l’ha proprio messo in castigo? Presto sapremo. Certo è che Becirovic preferiva Repesa, ma se Repesa non piaceva a Bodiroga, non ci capisco più una mazza. Come non capisco tutte le lodi a Frates perchè ha battuto Treviso: se perdeva, non sarebbe uscito vivo dal Palamaggiò. Nè lui, nè i suoi americani che gli remavano chiaramente contro. Così come mi fa ancora strano vedere Matteo Boniciolli, con Paron Zorzi e Christian Fedrigo, sull’altra sponda. Quella virtussina. Ed esultare pure. Stringendo stretto stretto il suo presidente Claudio Sabatini. Ma bravo. Per questo chiudo qui: s’è fatto tardi e m’infilo a letto. Sognando magari i canestri da favola di Dusan Vukcevic che, se non erro, un giorno giocava a Milano ed era contestatissimo…
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