Ho deciso: Mario Boni √® uno di noi. Anche se come giocatore non √® che mi facesse sempre andare via di testa: dalla lunetta magari, dove sbagliava un tiro libero ogni morte di Papa, ma in difesa era un pianto assoluto.¬† E lui lo sa benissimo.¬†Perch√® non √® uno stupido. Anzi. Ricordo un anno in cui lui e Saturnino segnarono insieme quasi la met√† dei punti di tutta la Panapesca nell’intero campionato: Mario Boni 634 (23,5 di media a¬†partita!), Andrea Niccolai 596 (19,9). E gli altri li fece il grande Andro Knego (502). Eppure Montecatini retrocesse lo stesso in A2. Perch√® nessuno si preoccupava di difendere. Invero quella (1989-90) fu una stagione molto particolare. E non tanto perch√® il titolo lo vinsero i miei amici di Pesaro con¬†il neo citt√¨ di¬†Spagna sul ponte di comando e Giampiero Hruby vice allenatore del giovanissimo Scariolo.¬†Battendo¬†in finale la Varese di Toto¬†Bulgheroni, Stefano Rusconi e Meo¬†Sacchetti.¬†Quanto perch√®¬†la Milano di Casalini,¬†D’Antoni e Mc Adoo, o, se preferite, di Meneghin, Pittis e Antonello Riva,¬†fu eliminata agli ottavi dei playoff dalla Viola del¬†Paron¬†Zorzi. La Benetton gioc√≤ addirittura i playout e¬† l’Irge Desio perse tutte le partite: trenta su trenta. Un record. Ma torniamo a Mario Boni vent’anni dopo. O quasi. Adesso fa l’opinionista a Sky. Ed √® per me il numero uno. Perch√® almeno dice pane al pane e vino al vino. E ha soprattutto il coraggio di dire quello che pensa e che il pi√π delle volte tutti pensano, ma hanno la paura di confessarlo. Chiaro no? Facciamo finta di s√¨. Lavorando nella redazione sportiva di Murdoch, non escludo nemmeno che¬†sia innamorato della lavagnetta di Ciccio Tranquillo, ma ugualmente non me lo vedo con la tessera in tasca della Banda Osiris. ¬†Comunque sia, prima di Prokom-Armani, una delle pi√π brutte partite della storia dell’Eurolega, Mario Boni √® andato ben al di l√† delle solite banalit√† che¬†seriamente ci raccontano i quaquaraqu√† della pallacanestro su Sky arrivando invece a discutere¬† “le scelte di Milano che non mi convincono troppo” e domandandosi semmai¬†”qual √® la linea di demarcazione¬†tra una buona¬†e una cattiva stagione per una squadra che ha speso, come l’Armani, quest’estate quindici milioni di euro¬†e non ha centrato neanche l’obiettivo delle¬†final eight di Coppa Italia. Soprattutto se¬†paragonata ai tre milioni spesi da Teramo che pure ha sei punti pi√π in classifica di Milano”. Conclusione? Facile¬†facile: “L’Armani √® una squadra in grande confusione che vince poco e convince ancora meno”. Anche se poi ha battuto i¬†polacchi¬†del Sopot con¬†un punteggio da femminucce (62-60) e un insostituibile (?) Luca Vitali (due canestri su sedici tentativi!).
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