Il Capitano
Ogni mattina combatto tenacemente con la Tigre che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania.¬†Fanno disordine, puzzano,¬†proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: “O loro (i ritagli) o io”, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul punto di cedere:¬† un po’ di ragione magari anche ce l’ha. La pila di carta ha infatti ormai superato il metro d’altezza e quasi quasi mi si rovescia addosso. Quando l’occhio mi √® caduto su un’intervista dell’otto gennaio scorso che Alessandro Del Piero ha rilasciato in esclusiva (o quasi) alla Gazzetta. “Attenta Inter, la mia Juve ti pu√≤ venire a prendere”. S√¨, campa cavallo che l’erba cresce. Purtroppo. Ma non √® questo il punto. E neanche mi ha interessato pi√π di tanto il fatto che Pinturicchio, come lo battezz√≤ l’Avvocato, riceva spesso e volentieri una telefonata al luned√¨ da John Elkann o da Andrea Agnelli. Ovviamente di buon mattino. Al canto del gallo. Come √® sana abitudine di famiglia. E’ stata invece una domanda che mi ha particolarmente incuriosito: “Nel¬†suo futuro bianconero si vede pi√π allenatore o dirigente”. E lui,¬†il grande Alex, a sorpresa: “Magari mi dar√≤ al golf”. Come? Al¬†golf? “Mass√¨. Potrebbe essere la nuova sfida della mia vita. Anche se nessuno¬†in questo caso scommetterebbe un euro su di me. E sapete perch√®?”. Nooo. “Perch√® dicono che¬†mi sono avvicinato troppo tardi ai green e ai fairway, al putt e allo swing”. Ora non so bene quando Del Piero si sia¬†dato anima e cuore al golf. Saranno tre o quattro anni. Al massimo cinque. Forse proprio nel periodo nel quale lo allenava Capello e don Fabio lo faceva giocare poco. Di¬†sicuro aveva gi√† passato i trent’anni. N√® so¬†con certezza quale sia il suo attuale handicap.¬†Intorno al dodici, mi dicono. Di certo il golf gli piace da impazzire e, quando pu√≤, ci s’immerge dalla testa ai piedi. Sfidando magari Nedved o Rampulla o¬†Mauro. Se non Manninger o¬†Mellberg, che √® bravo sul serio. Al Royal Park o a¬†La Mandria. Nove buche.¬†Ma anche diciotto. Lontano da occhi e orecchie indiscrete. Giorgio Grillo, che gli ha dato qualche lezione a Asolo, garantisce che ha talento pari alla passione. Cio√® un sacco.¬†E di questo non dubitavo.¬†N√® dubito che, qualora Alex decida di dare¬†a¬†fine carriera la scalata al paradiso golfistico, ovvero al professionismo, che non ci riesca. Come ci sono riusciti altri grandissimi campioni dello sport. Come Ivan Lendl. O Michael Jordan. O Nigel Mansell. E chi pi√π ne ha pi√π ne metta. Anche se non si sono avvicinati al golf in giovane et√†. Come il piccolo Julien Paltrinieri di Villa Condulmer che a Natale ha vinto al Doral di Miami, che ospiter√† dal 12 al 16 marzo il World Golf Championship 2009, il The Publix Junior International Golf Classic, in pratica una sorta di campionato del mondo¬†della categoria dagli otto ai nove anni. Il suo mestro √® anche il mio: Enrico Trentin. E Julien, ragazzo prodigio,¬†ha pi√π o meno¬†il mio handicap: diciotto. Ma anche qualche anno di meno. Diciamo cinquanta?

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This entry was posted on Venerdì, Febbraio 6th, 2009 at 20:15 and is filed under Calci e veleni, I puntini sul tee. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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