Vivo proprio tra le nuvole. O in un altro mondo. Fate un po’ voi. Ho scoperto solo oggi che Franco Montorro non √® pi√π il direttore di Super Basket. Ne ha dato l’annuncio quasi due mesi fa. Non me ne ero assolutamente accorto. E’ grave? Forse s√¨. Oscar Eleni lo chiamava Monthorror: evidentemente non gli andava a fagiolo. Io non posso dire altrettanto. Al contrario. Franco mi¬†ha fatto scrivere su Super Basket quando tutti gli¬†chiedevano se sapeva che si tirava in casa un matto pericoloso. CompresoSome Basketball Game qualche suo¬†(misero) sottopancia che¬†pensava, e ancora pensa,¬†di¬†far ridere: forse i polli, ma probabilmente neanche quelli. Per due anni mi sono divertito: avevo la mia settimanale rubrichetta (Peanuts),¬†carina dicevano,¬†in pi√π¬†andavo a bussare alle porte dei potenti¬†(o ex) del basket e li intervistavo a modo mio. O forse come solo piaceva a me.¬†Non guadagnavo male: centomila lire (pulite) a pezzo. Che mi andavano per√≤ spesso tutte in spese.¬†Ma volete mettere la libidine di farmeli tutti? O quasi.¬†Dal buon Gilberto Benetton a Walter Scavolini, da Claudio Toti all’avvocato Pierluigi Porelli. Solo Giorgio Seragnoli disse prima s√¨ e poi no.¬†Ma l’Emiro era l’Emiro. Mi sarebbe piaciuto chiedergli se era vero¬†di quella volta che, se non sbaglio nel maggio del 1998, la sua Fortitudo perse¬†3-2 la sfida dei playoff-scudetto con la Virtus di¬†Messina, Danilovic, Savic e Rigaudeau e lui scomparve per tre giorni e tre notti. Si disse che li pass√≤ barricato in una camera d’albergo a Rimini. Solo e disperato. Senza contatti col resto del mondo. Macerandosi a¬†domandarsi perch√® Dominique Wilkins e Carlton Myers avessero potuto fargli un torto simile. Lo ritrov√≤ la sorella. Ma forse √® soltanto una leggenda metropolitana. Anche se mi piace ancora pensare che sia andata proprio cos√¨: il ricco Emiro che si strugge¬†per le pene d’amore¬†che gli aveva¬†dato l’infedele¬†Teamsystem di Pero Skansi e Gregor Fucka. Montorro tifava Virtus¬†ovviamente. E io Fortitudo.¬†Ma si riusciva ad andare Read The Full Story…

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By oscareleni | Gennaio 26, 2009 - 3:21 pm - Posted in I lunedì da Oscar

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                        di OSCAR ELENI  

in un letto sistemato da nessuna parte, come hanno ordinato quelli che ci hanno messo al collo la pietra della “vecchia scuola”, i fenomeni che festeggiano quando il ragazzino americano dice troiadas variadas, quando si valuta una squadra in base ai prezzi e non in base ai famosi maroni che si vedevano molto meglio ai tempi del pantaloncino Schull, quando si fa finta di non vedere che la scelta Armani di avere Pozzecco come luce per un settore giovanile quasi da rifondare non vuol dire nascondere al genio che ci sono cose importanti da fare e da imparare per evitare che il solito fesso dica che hanno portato Dracula all’Avis, come se il nostro Gianmarco non sapesse che per lui √® il tempo di nuove mele e non di vecchie birre. Un letto sotto l’acero saccarino che sembra pi√π bello di quello dalla gemma rossa per dare respiro a polmoni intasati da troppo fumo, appesantiti da troppo alcool, esauriti da troppi respiri profondi per sopportare di tutto e di pi√π adesso che ci sentiamo cos√¨ lontani, mentre vorremmo essere cos√¨ vicini.

Pensieri in libert√†:¬†a Piero Bucchi che corre in Europa, che mette in squadra un’altra guardia, nel caso Price, il sogno di Voltaire: Tutti i generi di squadra vanno bene, tranne il genere noioso. Per Matteo Boniciolli che doveva chiedersi, molto prima di iniziare la politica del sorriso, cosa poteva esserci di vero dentro una squadra capace di tradire uno indifeso come Pasquali, vorremmo un intervento con scimitarra di Tanjevic per salvarlo dagli attacchi feroci di chi colpisce tanto per nascondere le colpe di chi ha scambiato persino Arnold per un giocatore integro e vero: L’invidia √® come una palla di gomma che pi√π la spingi sotto pi√π ritorna a galla. A Simone Pianigiani che continua imbattuto: L’arte di guidare la gente √® magia liberata dalla menzogna di dover dire sempre la verit√†. Al ragazzo Jennings, croce e delizia, pi√π croce che delizia, che viene smascherato persino dalla Gazza degli orgasmi che, per una volta, si √® accorta, delle bufale dei pifferai, vorremmo ricordare che l’arte della smentita √® stata inventata qui dopo aver tirato il sasso. Ha sputtanato chi lo ha persino pagato per imparare a giocare, a governare il suo talento che sembra alto, ma dipende dai collegamenti fra corpo e cervello: quale cuore di giocatore pu√≤ disprezzare l’oro, a quale gatto non piace il pesce? Agli allenatori che si lasciano dominare dalle manie dei giocatori, ai giocatori che vogliono essere al centro dell’attenzione fregandosene Read The Full Story…

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By oscareleni | Gennaio 19, 2009 - 5:10 pm - Posted in I lunedì da Oscar

Oscar Eleni dalla casa dello sceicco tentatore che vuole l’anima del diavolo, quella di Kak√† e di suo padre Bosco, dal giardino delle delizie petrolifere dell’uomo che ha scoperto quanto si pu√≤ essere deboli, dalla segreteria della reggia dove una avvenente baiadera ci regala il biglietto per un isola che finalmente c’√®, un’altra di quelle dove sarebbe bello essere presidente, allenatore, commissario unico. Si chiama Himeshima, Giappone, dove si pu√≤ lavorare meno, ma lavorare tutti, dove non hanno ancora sentito un coro decente dei tifosi che si allineano sugli stessi toni, persino quelli imbattuti ed imbattibili di Siena che invece di arrivare al sublime partendo dalla Verbena si sono fermati al capolinea dell’ovvio, quello dove i capi del coro girano le spalle al campo. Roba da mangiarsi il biglietto con tutte le barre energetiche antiviolenza. In casa dell’emiro abbiamo anche provato a porre quesiti che vanno oltre il pallone, a lui piace quello del calcio, a tutti noi che siamo sull’isola di Meneghin e Renzi, darebbe un grande piacere se avesse le stesse manie per il basket, ma certo andrebbe prima a comperarsi i Lakers, i Celtics, i Knicks, ma non si sa mai, magari qui da noi, nascosto da qualche parte, c’√® un figlio che ha scoperto il basket, la danza dei giganti in una montagna. Basterebbe poco. Con i 120 milioni di euro per Ricardo Leite potrebbe dare la felicit√† ad almeno 16 squadre su 16. Voi dite che con la stessa cifra si potrebbe dare felicit√† alla gente che ne ha bisogno, ma certo che capiamo e ci vergognamo, noi parlavamo tanto per stare in linea con il nuovo partito nato per combattere le schiene curve e l’overcoaching, sapendo di meritare palle di neve, palle di carta, palle con quello che volete voi adesso che vi hanno chiesto di considerare un allenatore in base all’utilizzo dei giocatori secondo salario. Non vanno tutti bene quelli che sono pagati molto bene, ma la colpa √® di chi non li capisce al volo, di chi non si piega alla Fantozzi per farsi prendere a calci. Strano partito quello che difende gente che ha mangiato e stramangiato, fingendo di fare il bene comune, strano mondo quello che un giorno premia un allenatore e il giorno dopo vorrebbe bruciarlo. Tempi cupi se non sei Nando Gentile che manda tutti a quel paese Read The Full Story…

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By oscareleni | Gennaio 5, 2009 - 3:02 pm - Posted in I lunedì da Oscar

Oscar Eleni dal colle Ardizio, sopra Pesaro, per trovare i fiori da portare verso il mare nel ricordo della Tina, la madre di Alceo Rapa. Avremmo voluto esserci nel giorno dell’addio perch√© quella donna aveva sempre rappresentato la speciale magia di Pesaro quando ci si andava per lavoro, quando si viveva la notte per litigare davvero, ma anche per volersi un po’ pi√π bene. La Tina sapeva delle rivalit√† fra i giornalisti, forse pi√π di Alceo, ma ci metteva il peperoncino soltanto quando serviva. Il colle Ardizio ci √® venuto in mente vedendo la Scavolini, quella che adesso i clonati Sky chiamano Scavo-Spar senza sentirne lo stridio musicale come il famoso Unicaca, scappare di mano al suo eccellente allenatore con l’egoismo che nei tempi aveva rovinato tanti bei progetti prima d’arrivare a risolvere tutto con la spada di Valerio il Bianchinissimo. Ci √® venuto in mente Alceo perch√© al telefono, dalla fattoria ducale in Toscana, ci ha chiamato il conte Guido Carlo Gatti, uno di quelli che aveva un debole per Ecc√¨, il Campana gazzettiero, molto eccitato dal progetto di Stefano Olivari e di Specchia per far rivivere, almeno in un libro, la storia della Pallacanestro Milano, gli “Straccioni” che animavano la grande citt√†, che diedero una spinta forte al movimento nei 16 anni di vita e battaglia, di lotta dura dietro a Jura, dopo quella dietro a Joe Isaac. La verit√† √® che se Milano ha aspettato gli angeli di Giorgio Armani, scoprendo che parlano tutti un linguaggio incomprensibile alla grande citt√†, che non sembrano adatti alla ribalta dove ti bevi tutto, anche la feccia, bisogna dire che √® venuto il momento per aspettare altri angeli con in mano le carte e i permessi per far giocare in citt√† una seconda squadra di basket. Speriamo che gli angeli non passino prima dai simil Corbelli, auguriamoci che Read The Full Story…

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