di OSCAR ELENI    
Dal museo di Basilea dove tolgono la luce all’improvviso mangiandosi pi√π della met√† di questa mattinata che volevamo dedicare al Boccale di vetro con limone di Van de Velde e al basket delle schiene dritte, basta che non siano di scuola slava, basta che non ti dicano che il tuo modo di pensare palla al cesto √® proprio da norcino. Giornata balorda per mastro Repesa che non ha voluto ascoltare chi gli diceva che se non era riuscito Pesic a far diventare societ√† vera la squadra di Toti dal cavallo basso, allora sarebbe stato difficilissimo anche per lui che adesso scopre di avere pi√π di un Bruto in casa e sulla panchina, che si √® reso conto di essere circondato da santi, navigatori, fabbri, con l’appoggio esterno di qualche furiere che si vendica a distanza dopo aver dovuto ingoiare persino uno scudetto repesiano ai tempi della Fortitudo. Gli allenatori, come tutti, passano e trovano altre spiagge. Peccato che Repesa sia cos√¨ nei guai adesso pur sapendo che ha sbagliato prima quando non ha stabilito subito chi era architetto e chi muratore, quando ha dato spazio a gente che soltanto nella vita tranquilla a bordo campo pu√≤ far squittire i Pittis che pure avevano imparato a distinguere, pagandone il prezzo di persona, mettendoci un po’ di tempo per passare da acciuga a squalo, fra i giocatori veri e quelli che farebbero vendere i biglietti, ma aumentano pure le spese dallo psicanalista. Roma e i bruschi risvegli come potrebbero spiegare Capello, Spalletti, come diceva Liedholm, ma come non √® permesso dire a Gelsomino Repesa che adesso sentir√† stringere ancora di pi√π il nodo della cravatta dopo l’attacco diretto che gli arriva persino dai giornali del profondo Nord. Tutti sanno che soltanto a febbraio si raccoglie in questo basket, per molti anche a marzo, ¬†visto che ci saranno elezioni federali e la gente scherza sull’idea di una Lega che saluta e s’organizza da sola, sapendo che per fare certe cose ci vogliono palloni a spicchi pi√π grossi di quelli che usano in campionato. Comunque vedremo. Ed √® inutile dire a Meneghin fai attenzione che il patrimonio nazionale non √® costituito soltanto dai giocatori e che, se tutto deve ruotare intorno a loro, allora √® venuto anche il momento di chiarire come ci si procura il denaro per campare, come si tira avanti se davvero sono le grandi societ√† le uniche colpevoli di uno sfascio che, guardando bene, non sembra tale. Certo se i 1000 ragazzi della basket genaration li porta in campo a Moncalieri, Piemonte, il Montepaschi senese campione d’Italia, qualcosa non torna. Guardiamo proprio le citt√† dove non esiste la serie A, quelle dove si porta soltanto farina al mulino del comitato provinciale o regionale, domandandoci se in quel territorio vergine hanno costruito qualcosa, salvo vendere subito il prodotto ancora non finito come vi direbbero a Siena, Bologna e Treviso. Volersi bene, per i giocatori, √® parlare soltanto di soldi, non di minuti sul campo. Carlo Recalcati √® sicuramente fra i pi√π attivi, con il Mattioli in veste di suggeritore senza portafoglio, senza volont√† di nuove cariche come giurato insieme a Tronca e a Smiro nei giorni delle defenestrazione dal piano terra di Maifredi, nella ricerca di buoni consiglieri per il governo Meneghin, ma, vi diciamo la verit√†, saremmo pi√π tranquilli se si occupasse a fondo del suo lavoro di capo dei tecnici, perch√© se ci sono veri nemici del giocatore italiano li troviamo sulle panchine e sui campi con il fischietto in bocca. Spietati con i ragazzi, gli uni e gli altri. I primi dicendo che senza risultati si perde la pagnotta, per cui meglio farsi ridere in faccia da qualche mercenario scaricato da ogni parte e fatto rientrare dalla finestra, i secondi perch√© temono di avere contro le grandi societ√† e allora preferiscono dimostrarsi duri e puri con i ragazzetti dalla faccia smorta.
Giornata di sollievo per il Piero Bucchi milanese, allenatore da quattro salti in padella che sembra uscire sempre dalla centrifuga dopo ogni vittoria dell’Armani dove, a sentire il proprietario, non tutti hanno capito come funziona il nuovo corso dirigenziale. Per il pubblico non possiamo rispondere, la gente, lo dovrebbe sapere l’artista, segue l’emozione, va dove ne trova e non vuole una lunga linea grigia sulla quale fare equilibrismo, ma per quanto ci riguarda lo abbiamo detto il primo giorno che una squadra senza regista e senza pivot era destinata a camminare quando doveva correre, ad andare a cento all’ora quando avrebbe dovuto pensare. Ora ci dicono che Bulleri, ancora una volta, verr√† mandato lontano dalla citt√† che, secondo lui, me √® un opinione contestabile con i fatti, non √® stata capace di comprenderlo. Dicono che possa servire a Pesaro a cui, probabilmente, non basta dove indagare ogni volta sull’umore del Carlton Myers che magari fa strage contro Roma, ma poi non si trova sul campo di Teramo dove certo fa pi√π freddo e ci sono meno riflettori. Comunque sia nella finestra sul mercato si vorrebbe che Lucio Zanca andasse a comperare un vero regista, un vero pivot, un vero manuale per scoprire che i trofei nella casa Olimpia non sono arrivati per caso, ma qualcuno ci ha lavorato tanto per farli arrivare e per mantenerli lucidi. Questa idea di entrare in citt√† alla Napoleon e dire adesso vi spiego non funziona da nessuna parte, perch√© Napoleon capiva la gente e cercava di conquistarla, facendosi aiutare ad esplorarne il territorio e la carrareccia tutta curve da far tornare dritta come dice Enne al Germano furente di Virz√¨. Siamo felici per il ritorno di Fucka nel nostro campionato, ma pensare che sia lui a risolvere i problemi di una squadra nata male come la Fortitudo sarebbe davvero da cinici, certo meglio affidarsi a tipi concreti come Strawberry che a certi brutti ceffi a cui, come succedeva in passato per altri, si presentano nuovi contratti perch√© l’importante non √® mai la dignit√†, ma la salvezza che giustifica ogni nefandezza. Ci risiamo con i saltimbanchi che fanno 40 punti e poi scappano in discoteca, con la gente che in spogliatoio si cambia nello stanzino a parte per non dividere il sudore con i plebei del borgo.
PAGELLE prima che salti di nuovo la luce in attesa di capire cosa succede sulla montagna dove una scimmia grida disinvolta spiegando a noi quello che non è mai riuscita a spiegare ai lettori quasi scomparsi:
10 a CAPOBIANCO, allenatore di Teramo, per essere arrivato già così in alto, per aver cavalcato sui prati delle giovanili, per aver mangiato il pane duro, per essere quello che è oggi, anche se dovrà fare attenzione che il turibolo non sfugga dalle mani dei soliti chierici.
9 al povero HUTSON vittima dello tsunami romano, giocatore che ha fatto il gregario, ha fatto l’uomo di fatica, uno che ha dato punti e difesa quando serviva, uno che non doveva essere nessuno visto che il biglietto si doveva vendere per i tipi alla Jennings, per andare dietro al fuocherello di Allan Ray l’infelice, uno che Repesa farebbe bene a tenere come protezione del suo tallone ormai scoperto e vulnerabile.
8 al lunatico LANGFORD guardia scelta della Virtus di Boniciolli che avanza con il sorriso, che ha fatto buoni risultati, ma deve ancora trovare armonia completa e soprattutto salute, dove hanno fatto bene a scaricare il Blizzard irrequieto, capita in periodi di mercato aperto, dove se hai una promessa come Malagoli lo rischi anche e non lo tieni in panchina per far capire che sei un duro e ai ragazzi parli chiaro come succede dove non hanno neppure gli occhi per piangere.
7 a Giorgio ARMANI per essere stato il primo ad abbracciare Lino Lardo osannato dai pochi presenti del Forum di Assago, ricordato con affetto da tutti meno da quelli che lo hanno fatto tornare dagli Stati Uniti per dirgli che avevano scelto un altro allenatore.
6 alla coppia trevigiana RENZI-RULLO che ci conforta e d√† speranza, che fa capire che la ricerca del giocatore italiano mentre si mangia fango pu√≤ continuare lo stesso, basta avere un po’ di coraggio, basta lavorare molto in palestra e poco al bar o in sacrestia.
5 all’arbitro SAHIN che consideriamo bravissimo perch√© a Roma, per un attimo, ha pensato con troppo buon senso e con meno impeto facchiniano. Da noi √® meglio andare gi√π pesanti, sai che baldoria in sezione, sai che racconti in postazione, se ti fingi intransigente.
4 alla LEGA che non fa una piega nella baraonda degli orari, che finge di non sentire e si arrocca soltanto nella fortezza per far capire che se non avrà posto in consiglio federale avremo la rivolta. Sanno che il solletico agli elefanti non lo fai neppure con le modelle del calendario Pirelli e nei comitati ci sono più elefanti che modelle.
3¬†a Edy SNAIDERO che non pu√≤ friggere ogni volta che il Boniciolli fa qualcosa di buono. Se proprio non resiste telefoni a chi non lo pu√≤ vedere neppure dipinto, ce ne sono, li trovi in uno sito o nell’altro, su un giornale o nell’altro, ma intanto ci dica davvero se pu√≤ pensare che il buon Sacchetti cambier√† del tutto certi giocatori, anche se siamo d’accordo che l’ultimo posto non sembra logico.
2 a Massimo BULLERI se dovrà fare le valige anche questa volta, se lascerà Milano da insoddisfatto, certo avrebbe fatto bene a chiarire subito cosa voleva nella squadra che Bucchi aveva affollato proprio nel settore piccoli indiani creando già tensioni quando ancora non era cominciata davvero la stagione della neo Olimpia.
1¬†a Ferdinando MINUCCI perch√® vorrebbe sapere cosa serve ancora come prova, dopo le giornate gioiose di Moncalieri, per far capire che il Montepaschi pensa al debito nazionale e a quello europeo, pensa a costruire anche se tutto quello che √® accaduto negli ultimi mesi sembra fatto apposta per intossicare l’unico fiume dove ci sono ancora trote. Non perda il sonno dietro a questa gente con il fucilino a tappo, tiri dritto e spieghi chiaramente chi fa e che cosa fa e chi non fa e che cosa non ha mai fatto.
0 A Gelsomino REPESA che per essersi accorto troppo tardi di avere intorno pi√π nemici che amici, per non aver badato bene a certi particolari e ora scoprire, proprio a Roma, che Bruto esiste, che non puoi fidarti di chi finge pentimento, di chi parla con te e con gli agenti nello stesso tempo, prendendo ordini e suggerimenti opposti, vuol dire essere un po’ stanco e allora meglio sedersi sul fiume ed aspettare perch√© √® il colmo sentirsi criticare da certa gente, stuzzicare da certa critica miope e dal passo incerto.
Tag:Armani, bucchi, buleri, campionato, carlton myers, fortitudo, langford, lega, mattioli, meneghin, montepaschi, pagelle, Repesa, sahin, voti
This entry was posted on Lunedì, Dicembre 1st, 2008 at 15:09 and is filed under I lunedì da Oscar. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
