By oscareleni | Dicembre 29, 2008 - 3:45 pm - Posted in I lunedì da Oscar

Oscar Eleni dall’Osteria dei Vespri dove con la tartara di tonno fanno resuscitare il pirata Long John Silver, dove sembra merce rara dirsi in faccia la verit√† in modo che poi non si faccia confusione quando andiamo a mettere le mani nel barile di acciughe sotto sale per spedirle sull’altipiano di Asiago al traditore che non vuole pi√π sapere cosa succede alla Fortitudo perch√© secondo lui, vista con un occhio di riguardo, come direbbe Nino Pellicani, prendendo per il naso noi disperati davanti alla sua gigantesca forza di battere luoghi comuni, piagnistei, non si riesce proprio a salvare, anche se qualcuno ci prova, perch√© l’anima di una squadra la vedi subito e se devi mandarla in sala operatoria per due, tre o quattro restauri, allora vuol dire che hai sbagliato tutto come direbbe il giglio del compianto professor Klinger. Dovrebbero rendersene conto anche a Milano dove il sciur Gamba, finalmente, manda un messaggio a Piero Bucchi: non lasciate in mano ad Hawkins il pallone per l’ultimo attacco. Merce rara trovare gente con buona memoria e allora perdonare sempre gli sbalzi d’umore del genietto Vitali, irritante in difesa, debole di concentrazione, fa soltanto del male ad un giocatore che ha grandi qualit√† offensive, che trova belle linee di passaggio, anche se non sempre stordenti come dicono i clavicembalisti di Sky, ma che non pu√≤ crescere se prima non risolve i problemi per stare con gli altri, vivere per gli altri. Con Mordente dovrebbe imparare, con Bulleri dovrebbe capire che esiste una strada opposta da prendere subito. Lo dicevano gi√† ai tempi di Azzurra scherzi a parte, quella che non ha trovato la qualificazione europea, ma non hanno creduto a quei poveri profeti di sventura e allora, mentre Piero Bucchi ci parla sempre degli stessi episodi che hanno condannato la sua squadra in grigio perla, si capiscono anche tante altre cose e, come si diceva ai tempi delle prima finestra sul mercato, ci voleva coraggio per dire: siamo andati troppo sotto il livello del mare meneghino, abbiamo scelto di non emozionarci, ma cos√¨ non abbiamo neppure emozionato. Sembriamo la chiatta delle Scimmie davanti al Torchietto. Altro che fare la guerra ai Corrado. Altro che prendersi piccole vendette sul territorio. Certo non entrare fra le otto per la coppa Italia sarebbe gravissimo e non tanto per le risate del Galliani, di Iggino Natali che pure dovrebbero avere altri problemi in rosso e in nero, non tanto per il lamento di Portnoy Corbelli che torna al basket aiutando la pubblicazione del libro ricordo su Maurizio Martolini, facendoci ritrovare anche la firma del Campana che hanno trovato pure sul giornaletto Virtus edito dal Morandotti e distribuito persino fra i dentisti fortitudini, ma per la delusione del Giorgio Armani che deve aver esaurito la pazienza dopo aver tirato una scarpa sul televisore a mezzogiorno, vedendo la sconfitta di Treviso, senza ritrovare il sorriso neppure alla sera quando Teo Teocoli gli ha fatto alzare il naso per accarezzare uno splendido gatto nero che di certo non c’√® nella sua squadra di basket Read The Full Story…

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By oscareleni | Dicembre 22, 2008 - 3:59 pm - Posted in I lunedì da Oscar

                      di OSCAR ELENI 

Dall’isola del tesoro dove offrono due alternative per le feste di fine anno: il male e il bene, il perfido e il pane di ieri che √® buono anche domani. Da una parte la capanna dei bastardidentro, un sito che potrebbe aiutarvi se non sapete cosa scrivere sopra il biglietto di auguri, che potrebbe servire alla Lega per scegliere il nuovo presidente gi√† contestato nella placenta, che sarebbe utile a Dino Meneghin per avere la mappa reale sui pretoriani del pennino, quelli dei musini, dei saluti messaggio minaccioso, che oggi fingono di volerlo Cesare, sapendo che a loro serve, al massimo, un Tigellino. Dall’altra, lontano da tutto il convento di Enzo Bianchi, frate contro, frate da combattimento nel nome dei poveri veri, uno che non pu√≤ piacere alla curia. Lui ti lascer√† sul comodino il libro che ha scritto spiegando bene ai sacrestani di oggi, quelli che fanno la fila nella corte della maga anoressica, come sia importante sedersi intorno ad una tavola. Non per mangiare di tutto e di pi√π, ma per raccontarsi le cose spiluccando il pane di ieri che √® buono anche per domani, perch√© certi valori superano il tempo, le bufere, gli affanni del presente. Cari legaioli andate in quel convento a passare le vacanze, caro Meneghin vacci anche tu, cos√¨ li ascolti e li misuri, ma portato dietro anche quelli che fingono di essere sulla tua carrozza soltanto per evitare di fermarsi nel posto sbagliato, pronti ad andarsene appena vedrai il sole dell’avvenire. Bugiardoni tutti, ma se vengono sulla nostra isola sar√† facile capire che, prima o poi, finito il pane, i pennini andranno nel castello dei bastardi dentro dove puoi avere anche l’oroscopo 2009, dove ti daranno un buono valido per due persone, da sfruttare con Long Silver detto Barbecue, il perfido che trovi in tutte le storie, quella federale, quella di lega, quella di certe societ√†, buono per sedersi davanti alla montagna calva urlando quello che pensano da sempre: fanculo tutti. Read The Full Story…

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By peaclaudio | Dicembre 19, 2008 - 7:06 pm - Posted in Il basket nel cestino

La Gazzetta esulta: Becirovic e Hutson portano Roma alle Top 16 per la prima volta nella storia. Repubblica invece ignora completamente l’evento: manco un pallino, solo colpa del supplementare?¬†Non credo. Al massimo avrebbe dato il risultato: 74-69 dts. E comunque la Lottomatica ha battuto l’Olimpia Lubiana. Viva la Lottomatica di Nando Gentile. Che poi gli sloveni di Zdovc, un giocatore (della Virtus) che adoravo, siano poca cosa, questo √® un altro paio di maniche. Cos√¨ come √® pacifico che Roma sia sempre sull’orlo di una grave crisi esistenziale, nella quale non √® risprofondata solamente perch√® le¬†vittorie sulla Benetton (netta) e su Lubiana (striminzita) le hanno dato un po’ di pace almeno sui giornali. In verit√† non¬†avrei mai immaginato lo scorso settembre, durante il raduno di Folgaria, che la squadra di¬†Repesa potesse cadere cos√¨ in basso.¬†Anche se le lacune societarie erano (e sono) evidenti. E se chiaramente Giorgione Bottaro non poteva fare tutto lui, pur facendosi in quattro.¬†Anche se Dejan Bodiroga, luce dei miei occhi, non si √® mai visto e sentito da quelle parti del Trentino. Anche se un cieco si sarebbe facilmente¬†accorto che il caro Gelsomino, come lo chiama Oscar, vedeva come fumo negli occhi Allan Ray e l’avrebbe (a ragione) rispedito subito¬†negli States con un bel calcio sul sedere. E se Gigi Datome, impalpabile ieri sera,¬†doveva ancora essere aggregato ad una panchina che era gi√† lunga e pareva pure solida. Becirovic-Brezec inseparabili, Gabini-Gigli sempre insieme, Tonolli-Giachetti ottimi collanti, Jennings spaziale, De La Fuente intelligente, Hudson in rampa di lancio. E invece… In molti senz’altro gi√† remavano Read The Full Story…

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By oscareleni | Dicembre 15, 2008 - 3:22 pm - Posted in I lunedì da Oscar

                        di OSCAR ELENI

Dal nido del cuculo dove i giornalisti tirano le scarpe in faccia a chi li ha presi un po’ in giro. Dovrebbe accadere anche qui, mentre l’ondata contro la scuola slava porta alla vendetta sommaria, i nani e le ballerine che non riconoscono i meriti per risultati acquisiti, visibili su qualsiasi annuario, persino sulle pubblicazioni che erano diventate quasi clandestine, neppure ai Pesic, ai Repesa, a Markovski s√¨, basta che sia lontano da loro. Meritato il rogo. Hanno pensato a tutto meno alla difesa del buon senso e per Gelsomino Repesa il castigo doppio √® sentir dire ad uno come Jennings, uno che viene dalle elementari, che finalmente la testa dei giocatori era libera. Avessero mandato via prima Allan Ray, avessero chiarito prima il ruolo di finto pivot, avessero parlato tutti pi√π chiaro, forse non saremmo arrivati alle dimissioni farsa. Ora tutto riparte e sembra che Nando Gentile, accusato da molti di non aver difeso abbastanza Jasko con i giocatori, giura che, come promesso in estate, non sieder√† sulla panchina che ora Bodiroga vorrebbe dare a Djordjevic. Le botte che si √® preso faccia d’angelo sono quasi simili a quelle di Repesa e allora capisci cosa √® accaduto davvero nella Roma bella che si parla via radio. Bodiroga, come Savic, sul rogo, ma pi√π grande perch√© Dejan √® un gentile e non √® vero che parla soltanto serbo come potrebbero giurare in Spagna, nella stessa Italia, come sanno gli americani, come testimoniano i greci. Certo Zoran picchia pi√π duro, poi lo si vede pi√π spesso dove pi√π spesso se la prendono con qualcuno perch√© il colpevole a prescindere piace tantissimo e questo lo denuncia gentilmente Markovski a Diego Costa, uno che non ha partecipato al linciaggio degli aquilotti smarriti, che ha dovuto ammettere che Avellino aveva qualcosa, anzi, aveva molto di pi√π, e si vedeva. Festa nel borgo milanese perch√© le cose sembrano funzionare bene anche con la squadra in grigio sostenuta fino alla notte con il CSKA, nata in quella serata speciale, vista bene da chi ne pensava gi√† bene alla nascita, pazienza se non √® quella che molti si aspettavano e adesso, se dovesse arrivare un nuovo periodo di dubbi, non veniteci a dire che la pazienza dell’inverno era obbligatoria perch√© in certe situazioni, si dice, devi fare di necessit√† virt√π. Mah nooo: e al diavolo i luoghi comuni. Dicevamo delle scarpe tirate in faccia e sembra che nelle elezioni dei comitati regionali importanti non sia avvenuto. Festa a Bologna, lacrime e applausi a Milano dove il rieletto Enrico Ragnolini, candidato alla presidenza federale fino al giorno in cui Meneghin ha detto ci st√≤, ha ringraziato l’ex numero uno relegato nelle file di coda al Leonardo da Vinci, prima di rendere omaggio al Mattioli schiena dritta e al Valsecchi che non √® stato ancora radiografato dai sostenitori del nuovo corso che pure conoscevano i suoi salti sulla pertica quando si fece eleggere consigliere federale in quota atleti prima di pentirsi e dimettersi. Scarpe in faccia a Boniciolli che cos√¨ la smette di propagandare questa odiosa storia del basket col sorriso perch√© certi giocatori, poi, abusano e se telefona all’Inter spiegheranno quanto hanno riso seguendo Vieri, Adriano e compagnia cantante. Scarponi sulla testa a chi tirer√† ancora in ballo Ettore Messina che ha capito in quale trappola lo volevano portare. Scarpe sul muso a Meneghin se non la smette di fare il piacione Read The Full Story…

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By peaclaudio | Dicembre 12, 2008 - 6:15 pm - Posted in Calci e veleni, Il basket nel cestino

Schiacciato dal mondo del calcio e turbato dai suoi drammi esistenziali, provo a ritagliarmi uno spicchio di lunetta in quello del basket, ma √® un’impresa (quasi) disperata.¬†Come si fa infatti ad ignorare il dramma, e parlo sul serio, per esempio di Adriano e della sua dipendenza all’alcol? Non gli manca niente per vivere da miliardario ed essere strafelice:¬†no, deve¬†disperatamente complicarsi la vita ogni tre per due.¬†La gente non capisce e lo demonizza cacciandolo fariseicamente dal tempio. Anche Mourinho per me sbaglia: invece di proteggerlo, lo emargina. Invece di cercare di comprenderlo, l’offre in pasto agli avvoltoi. Adriano √® probabilmente un etilista-dipendente, quindi va solo curato e la miglior soluzione al grave problema potrebbe essere forse quella d’affidarlo in cura ad una clinica svizzera. O no? Gigi Buffon √® caduto in depressione ed √® stato subito capito.¬†Come¬†il mio caro Pessotto. Adriano no. Neanche sia l’unico divo degli stadi ad aver affogato tutto il suo malessere nell’alcol. Recentemente Serse Cosmi, che ho incontrato ad una simpatica cena perugina dopo “Luned√¨ gol“, facendomi molto ricredere sul suo conto, mi ha amaramante confessato d’aver¬†sbagliato non tanto come allenatore quanto pi√π ancora come uomo quando ha¬†trovato un suo giocatore completamente ubriaco,¬†nudo e riverso sul pavimento del bagno¬†accanto alla vasca strapiena di¬†lattine¬†(vuote) di birra. Quel ragazzo aveva un grande talento, al punto che Lucianone Moggi lo aveva strappato al Cagliari e lo aveva dato alla Juve di Carlo Ancelotti nell’anno dell’ultimo scudetto giallorosso. Anch’io avevo un debole per l’uruguagio di Paso de Los Toros, Fabian Alberto O’Neill Dominguez. Semplicemente Fabian O’Neill. Ricordate? Aveva tutti i numeri per diventare una stella, doveva essere l’erede annunciato di Zidane. E adesso: chiss√† che fine avr√† mai fatto dopo aver fallito nel Perugia di Cosmi. Perso nell’oblio in qualche squadra di poco conto del Sudamerica. Ancora Read The Full Story…

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By oscareleni | Dicembre 8, 2008 - 10:44 pm - Posted in I lunedì da Oscar

OSCAR ELENI¬†con un biglietto per viaggi a basso prezzo regalatogli dalla comunit√† Armani che pensa di aver finalmente fondato la nuova Ilio delle scarpette rosse mandando Ettore Messina al bar, al capolinea, dove insomma lo vogliono i ragazzi del cielo rimasti senza parole davanti al corridoio riservato al volo del falco Hawkins. Volo rapido come quello per passare da Auckland dopo aver saputo che David Beckham si √® buttato dal ponte appeso ad un elastico, prova generale, dicono, per quello che poi far√† a Milanello aspettando che anche il ponte sullo Stretto vada largo ai bilanci dello Stato e del suo nuovo mecenate. Sosta senza toccare cibo, il maiale irlandese alla diossina gira senza passaporto per il mondo, ma forse non √® soltanto il maiale irlandese ad avere via libera, perch√© dalla capanna solitaria di Lorenzo Sani, uno che ama nascondere il talento nell’ironia, tifoso poco appariscente da quando ha capito che con le tre carte non si va lontano, arriva un messaggio per andare anche in Lapponia. Ne ha scritto parlando dei quesiti assurdi e ridicoli che devi risolvere se vuoi un posto all’ombra. Cosa si pratica in Lapponia? Questo chiede lo Stato a chi vuole fare il funzionario amministrativo. Visto che non si sa cosa scegliere fra renne, fiori, manghi, patate, ghiaccioli, chiediamo di poter tornare in fretta verso casa. Il basket impazza anche se il padrone di questo sito, come tanti altri, √® convinto che non si tira avanti. Certo che le spese sono alte e le entrate sono piccole, ma se guarda bene le presenze si accorger√† che almeno la B del calcio la si pu√≤ contrastare e che a qualcuno √® venuto il dubbio che il campionato non sia poi cos√¨ brutto, pur ammettendo che qualcosa non quadra fra le prediche di chi vorrebbe pi√π italiani e gli urli di chi avendo in mano un lenzuolo con sopra le macchie degli stipendi assurdi per i ragazzi della scuola italiana maledice chi non ha bloccato le retrocessioni. Incoerenze di chi sventola bandierine da fissare su montagne di tapioca. Se volevano dare un incentivo alle societ√† per andare fino in fondo con la gente di casa allora sarebbe stato meglio non far girare questo spiedo che ora coinvolge tanta gente con la paura di finire in A2. Guardate cosa spendono per salvarsi quelle che stanno in fondo, guardate come si litiga per avere un azzurro in leasing, da pagare met√† per uno. Bastava questo per capirsi un po’ meglio. Non √® stato fatto. Colpa nostra che non amiamo tutti questi ometti dalla schiena dritta. A proposito, prima di tuffarsi sul campionato tormentato da qualche fallimento importante, estasiato da resurrezioni della carne e della mente che ci fanno felici, vorremmo chiedere alla nostra hostess Belem di decodificare il pensiero del commissario Meneghin quando ci dice che Recalcati rester√† allenatore della nazionale fino al 2009 e anche oltre, se dipendesse da lui. Qualcuno aveva avuto dei dubbi? Chi urlava per portare Messina alla fonte del piacere azzurro. Ne abbiamo letto, sappiamo che esistono sogni e progetti, ma poi ci √® venuto in mente che qualcosa non quadra sul sentiero che porta alle elezioni: qualcuno forse teme che Recalcati chieda ed ottenga anche un posto come consigliere federale, passando dal ruolo del dipendente a quello del datore di lavoro. Certo devono stare attenti a costruire le nuove liste, troppa gente pensa di avere consensi che ha trovato soltanto perch√© non ci vuole niente a fare la rivoluzione contro chi combatte usando i fiori di Bach. Vengano allo scoperto, dicano cosa vogliono fare e poi si conteranno davvero. Lo chiede Bianchini che √® stanco di far la guardia ai monumenti e agli arbitri dell’Uleb che sono peggiorati in poco tempo, tornando agli usi e costumi dei giorni in cui per politica internazionale si favorivano le nefandezze vestite da capolavoro tattico. Lo chiediamo tutti. E’ l’ora, caro Dino, di farci sapere come Read The Full Story…

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By peaclaudio | Dicembre 5, 2008 - 1:31 pm - Posted in Il basket nel cestino

Cosa deve mai fare il basket per finire in prima pagina sulla Gazzetta dello sport? Chi mi segue anche saltuariamente su questo blog, sa che me lo vado chiedendo con angoscia ormai da un sacco di tempo senza riuscire a capacitarmene. Ma come? Basta che un ciclista qualsiasi si doppi, la qual cosa √® d’estate quasi all’ordine del giorno, ecco che si ritrova facilmente sbattuto in prima pagina sul giornale che organizza il Giro d’Italia e che per la prossima corsa a tappe¬†si √® gi√† garantito la straordinaria partecipazione del chiacchieratissimo Lance Armstrong. Ma soprattutto non riesco a darmi pace quando invece vedo che Belen Rodriguez ce la fa ad ogni capezzolo offerto al vento. Cio√® sempre. E’ bastato infatti che la sviluppatissima modella argentina rivelasse con grande intuito: “Pensavo che Marco fosse pi√π intelligente” o soltanto che confessasse col cuore in mano: “Sogno ancora d’avere un figlio con Marco” perch√® prima Chi e poi Oggi le offrissero subito le loro copertine e Gene Gnocchi le dedicasse addirittura una pillola rosa del suo preziosissimo Rompipallone. Ovviamente Marco √® Marco Borriello, il bomber – si fa per dire – del Milan, che ha rotto il fidanzamento con Belen dopo che all’Isola dei famosi – scrive Repubblica - Luxuria aveva denunciato una presunta storia di sesso tra l’argentina e Rossano Rubicondi, diventato nel frattempo ex marito di Ivana Trump. E comunque, ringraziando il cielo,¬†il¬†mio tormento √® finito giusto ieri mattina quando in un piedino (arancio) della prima¬†pagina della Gazzetta dello Sport mi √® balzata all’occhio una foto-fotina di Massimo Bulleri che s’accompagnava a questo titoletto su due righe: “Impresa Milano: il Cska va ko”. Alleluja, brava gente.¬†Me ne ero ormai fatta una ragione, non ci speravo proprio pi√π. Ed √® per questo, cospargendomi di cenere il capo, che imploro in ginocchio, e a mani giunte, il perdono dell’Armani Jeans per aver¬†di recente dubitato della sua bont√† e della sua magnificenza.¬†Una forza della natura David Hawkins. In¬†grazia di Dio il tiro da tre, ma solo quello, di Luca Vitali. La rinascita del Bullo che, solamente quando √® con l’acqua alla gola,¬†la smette di far capricci e di contare i minuti nei quali √® impiegato da Pierino Bucchi. E poi la difesa e la¬†voglia di vincere di Milano che¬†sono riuscite non tanto nel miracolo di battere l’invincibile Armata Rossa di Ettore Messina, quanto¬†in quello di rubare alla Gazzetta un francobollo di spazio in prima pagina come non accadeva ormai da secoli e secoli. Amen.¬†Appagatissimo, non ho altro da aggiungere se non¬†segnalare l’arrivo (imminente) di Alessandro Ramagli alla guida tecnica della Reyer dopo che Fassotuttomi Brugnaro ha dato un calcio nel sedere al povero Dalmasson che solo tre mesi fa aveva riportato in auge il basket a Venezia dopo anni e anni d’acqua alta e di lacrime amare. Ma lo si sa bene: la rinoscenza non √® di questo mondo. E forse neanche dell’altro…

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