By oscareleni | Novembre 24, 2008 - 3:04 pm - Posted in I lunedì da Oscar

                                            di OSCAR ELENI

Oscar Eleni dal camerino di Stefano Masciarelli, nel cuore del teatro Smeraldo a Milano, angolo del peccato dove se fai la guardia vedi passare tutti gli eroi sportivi della movida, gli sciampagnini alla Poz, dopo aver applaudito il “Musical ciccione”, dopo aver dimenticato tutto quello che ci √® toccato sentire sull’incontro fra Dino Meneghin e queste Leghe che legano quando vogliono diventare meno popolari, ma forse hanno ragione loro perch√© si sono accorti tutti che si vorrebbe cambiare per non cambiare nulla. Giusto mettere il giocatore al centro di ogni problema, ma persino quelli che hanno un ottico di fiducia si sono resi conto che minuti in campo se ne trovano se tu hai dentro qualcosa, perch√© altrimenti rischi di essere un Garri o un Aradori qualsiasi. Vedrete che insorgeranno i difensori dei ragazzi stuprati dal sistema, ma allora meglio mandarli sul palcoscenico di Hairspray cos√¨ si divertono e possono raccontare la loro verit√†. Seguano l’esempio del grande menestrello, il Poz che troviamo su Sky, il palazzo di vetro-cemento dove il basket √® tenuto in una prigione dorata, oggetto del loro feticistico amore per le cifre che non tornano mai quando √® l’ora di tirare fuori un lecca lecca per raccontarci cose che sembrano evidenti, per stordirci con parole che non servono nelle didascalie ben fatte, dove c’√® competenza, ironia. Ma a Sky non sembrano rendersene conto e adesso dovranno risolvere anche una bega interna perch√© agli ascoltatori sembra piacere pi√π De Rosa, l’archeologo, che Tranquillo,il grande dantista che ogni tanto ti porta sulla sedia del dentista con lavagna e ti strappa urli come se davvero i molari fossero in pericolo. Ma non era questo l’argomento, tanto poi sulla cosa si sfogher√† il titolare del sito, quello che va a Parigi mentre gli altri lavorano, sbagliano, perch√© lavorano, sperando nelle sante correzioni. Il problema, sollevato dagli stessi gnomi che poi danno al basket dei calcioni negli stinchi se soltanto parli male dei loro piccoli amici, √® che

la professionalit√† nell’informazione, sportiva e non, passa nelle mani di persone che, non avendo niente da guadagnare e nulla da perdere, visto che il mondo a spicchi si lacera all’interno e non apre bocca all’esterno, non offre settimane bianche, fingono di non sapere che almeno i risultati vanno dati e non ci dicano che mancano i mille euro al minuto per mettere insieme qualche immagine come li ha accusati il Pedrazzi che sembra l’ultimo a resistere nella lotta alla banalit√†, anche se gli viene prposta da chi √® amico soltanto quando ha bisogno di aiuto. Insomma siamo alla resa dei conti. Il basket si ostina a giocare in orari demenziali, mette in crisi le redazioni, non stuzzica l’appetito di chi non ” ha i diritti”, pensa di avere luce da chi vede soltanto mani educatissime e di chi spaccia un passaggio dovuto per un gesto tecnico di bellezza a cento strati. Cari legaioli fate bene a non farvi prendere in giro da chi manda avanti i monumenti e si nasconde in attesa dell’agguato della seggiolina, quanto avremmo pagato per ascoltare il dialogo di Sabatini a Cant√π con Ragnolini e Recalcati, pagheremmo anche se ci dicessero che si sono fatti gli auguri di Natale, della diaria maggiorata, ma pensate un po’ anche a quello che avete seminato intorno all’attivit√† societaria e non fatevi spaventare da chi pensa che siate tutti allocchi minacciando di andare ad avvertire i grandi proprietari sul niente intorno al tutto.

Giornata di campionato dove, finalmente, Pianigiani, dominatore assoluto, imbattuto, dichiara di non essere soddisfatto. Figurarsi gli altri allora. Prendete Repesa che dovr√† pur domandarsi perch√© contro le sue squadre, sin dai tempi della Fortitudo, gli avversari tirano fuori la prestazione migliore dell’anno o, addirittura, della carriera. Da Antonutti, poi sparito, ai 5 di Pesaro che ora Sacripanti spera di ritrovare gi√† nella prossima partita. Qualcosa non funziona. Gli era stato detto che troppa gente presuntuosa in una citt√† che non fa pressione, che non giudica, diventa un boomerang appena le cose non funzionano. Ora per Gelsomino vengono gli esami difficili, col pericolo che il cavallo di Toti lo scalci, perch√© prima trova Tanjevic e i ragazzi del Fener, poi dovr√† risolvere la questione con la Virtus del Boniciolli inseguito dagli avellinesi, tormentato dai nescio nomen che lo fanno perdere anche quando non allena, tipo Trieste, e lo non lo fanno mai vincere da solo. Curiosa la situazione di Milano, dove il gattino Bucchi copre ogni deiezione biancorossa con sabbia nera, rigorosamente armanica. Dicono che in questo filotto di partite in casa avremo le ultime risposte. Se lo augurano un po’ tutti come del resto hanno cantato quelli della Fortitudo vedendo tornare in societ√† il carissimo Gregor che anni fa aveva perso la Effe e si chiava soltanto Ucka come dicevano da Ugo prima che Lorenzo Sani scoprisse che la squadra di Sakota gioca sempre meglio quando perde certi pezzi da novanta. Povero Ugo, gi√† stressato dal Pastori che adesso incolperanno anche se i nuovi acquisti non potranno giocare subito in coppa, gi√† stremato dalle confessioni degli ex ballerini che vanno da lui per il solito tango, le solite tigelle, la solita fratellanza oscura.

PAGELLE, accidenti che viene ora del cotechino:

10 a Zare Markovski che si è preso la bella rivincita su quella Milano dove lo hanno calpestato dopo averlo obbligato a portare in giardino i cani del vecchio condominio. Sulla rivolta di Tusek chiedere a chi non lo ha mai capito, ma il ciccio bello ammetterà che ci ha messo anche del suo.

9 a Tonino ZORZI che, fra baci ed abbracci nel Cantuki, ha masticato di nuovo il dolce della vita che pi√π gli piace, prendendo anche le pinze per far sorridere il Matteo sempre alla ricerca di qualcosa in pi√π, masticando gomma come soltanto fanno i portatori di dentature non mobilissime, tenendo la cravatta fuori dal pullover come schiaffo al povero Arrigoni che √® ancora convinto di essere un maestro d’eleganza, seppure a due piazze, che ha scoperto di aver fatto una squadra che non funziona nell’anima.

8 a Lino LARDO per aver raggiunto il quinto posto nella lista degli allenatori vincenti di Rieti. Si mette di fianco a Claudio Vandoni che abbiamo perduto di vista, come del resto il suo grande guru Eccì, si mette sulla scia del grande Elio Pentassuglia che, come Sojurner, meriterà, prima o poi una dedica della città e del nostro basket.

7 a Nicolò MELLI che rappresenta la nuova bella speranza del nostro basket, diciassettenne che deve ancora lavorare molto, ma, per fortuna sua, lo potrà fare a reggio Emilia con il professor Marcelletti e questo lo dovrebbero ammettere persino i sapientoni dalla schiena quasi diritta. Diciotto rimbalzi sul campo di Brindisi ed ecco che torna in mente altra storia. Sempre zio Elio, Puglisi, una città appassionata che ha dato persino giornalisti importanti.

6 a Pino SACRIPANTI per aver fatto vibrare nuovamente il palazzo pescarese come ai tempi belli. Chi lavora seriamente conquista la gente, anche se poi ti capitano giornate balorde, anche se devi guidare dei balordi che un giorno ci sono con la testa e quello dopo attraversano gli incroci con il rosso, anche se devi fingere di credere a tutti quelli che dicono di remare con te.

5 a Maurizio GHERARDINI che da Toronto fa sapere di aver compreso bene cosa sta accadendo in questa finta rivoluzione federale: una operazione di lifting, tanto per cancellare qualche ruga, indurire qualche bella tetta, rassodare qualche didietro afflosciato.

4¬†a Davide LAMMA che si √® iscritto al partito dei pentiti, quelli che ti dicono ora non abbiamo pi√π scusanti, quelli come il direttore generale della Snaidero Ghiacci che davanti a certe sfortunate coincidenze ripete la litania gi√† ascoltata nell’ultima stagione: siamo tutti in discussione. E ci mancherebbe altro.

3¬†a Piero BUCCHI non perch√© gli vogliamo creare problemi in un momento dove ne ha gi√† tanti, ma soltanto per invitarlo a non dichiarare mai pi√π che l’Armani ad Avellino ha giocato per vincere. Non per il pari?

2¬†a Dan PETERSON che urlando ” te la do io l’America” s’insinua nella tua vita ogni volta che vai a guardare la progressione dei risultati sul sito della Lega. Non gli basta la televisione per deliziarci?

1¬†a Reece GAINES, l’uomo che ha fatto delirare il primo anno a Biella, che ha fatto imbufalire il primo anno a Milano, che ha fatto perdere la speranza il primo anno a Treviso, il giocatore che Biella ha rimesso nel motore, perch√© scoprire che non ha mai preso un rimbalzo offensivo da quando √® in questo bel paese ci tormenta e ci manda in estasi.

0¬†a Gelsomino REPESA perch√© si √® convinto troppo presto d’avere la macchina giusta, di essere nel posto giusto al momento opportuno. Lui √® nato per soffrire e per esaltare giocatori che abbiano la sua stessa voglia. Se si accontenta del primo sole romano quando gli altri hanno la neve far√† una brutta caduta e questo √® il paese sportivo dove passi da re degli allenatori a quello degli ignoranti appena si alza il vento del nano pensiero che accende televisioni e radio, non rigorosamente locali.

 

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2 commenti

  1. Novembre 24, 2008 @ 19:03

    Non mi risulta che Scavolini-Lottomatica si sia giocata nel palazzo pescarese. A Pesaro c’√® al limite il palazzo pesarese. Sia meno distratto. La saluto con immutata stima.

    Posted by Filippo
  2. Novembre 26, 2008 @ 19:12

    babbo…….stai attento che qui se scrivi una virgola sbagliata ti becchi dell’icompetente da gente che forse non vi legge nemmeno e per il gusto di denigrarvi si attacca alla virgoletta come tranquillo alla sua lavagnetta…..:)……con affetto il tuo figlioccio matteo…….1abbraccio anche all’illustrissimo Dottor Pea……:)

    Posted by teo069

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