Ve l’avevo promesso e per una volta sono di parola. La cena di pesciolino (lagunare) alla Trattoria Castellana di Zelarino (Venezia) √® stata ieri sera davvero super (e abbondante). “Il mare in terra”, come dice il mio amico Nico. Dolcissimi gli scampi (crudi) e le sogliole (ai ferri). Notevoli le “schie” con polenta. E poi gamberetti, granseola, cappe lunghe e canestrelli… Due spaghetti con le telline (al pomodoro). Sublimi le “masanete” all’aglio. Pesce nostrano, di prima qualit√†, freschissimo. Buon prezzo, cio√® non esagerato. Si pu√≤ bere un miglior prosecco e comunque: provare per credere. Bene, bravo (Andrea), sette pi√π. Pubblicit√† occulta, per√≤ meritata. Ma torniamo a noi. Dicevo dell’intervista di Superbasket a Sergio Tavcar che non ha perso il coraggio di dire (ancora e sempre) pane al pane e vino al vino. “Capisco che una tv commerciale come Sky debba vendere un prodotto anche magnificando o sopravvalutando cose che non valgono. Penso per√≤ che cos√¨ facendo si crei una sorta di schizofrenia per cui non credo che in fondo si faccia del bene al basket dando la convinzione che le cose siano migliori di quanto in realt√† non siano. Ritengo invece che sarebbe meglio avere il coraggio di raccontare le cose come stanno, anzich√® pompare eventi che in realt√† non sono poi di cos√¨ alto livello e interesse…”. Parole sante che sottoscrivo in pieno e che sono in fondo da anni la mia donchisciottesca battaglia contro la Banda Osiris. O no? Perch√® se Sanremo √® Sanremo, √® pure vero che Vitali non sar√† mai Delibasic o che Bellinelli non sfonder√† mai nella Nba come ha fatto Kukoc. Perch√® Drazen Petrovic era Drazen Petrovic, Cosic era Cosic, Dalipagic era Dalipagic e nessun giocatore italiano √® mai stato pi√π grande di loro. Insomma, come conclude l’amico Sergio, “non possiamo prendere in giro nessuno, tanto meno noi stessi”. O no? Aspettando comunque che l’Armani torni a vincere almeno con l’Efes, mi sono sparato (non in vena, ma alla tempia) la prima della Nba. Fuori pioveva che Dio la mandava e quindi non avevo proprio niente, ma niente, di meglio da fare che vedere Boston-Cleveland. Un tempo tifavo Celtic Read The Full Story…
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Se vi fa piacere, figli miei, che vi racconti le favole del piffero, cosa ci vuole? Nulla. C’era una volta dunque il lupo cattivo: si chiamava Giorgio Corbelli, aveva le orecchie lunghe lunghe, come antenne televisive, vendeva quadri, tappeti e molto fumo, ed era il presidente di Milano Basket dopo essere finito in galera per salvare il Napoli Calcio. Ogni qual volta Milano perdeva, e capitava assai¬†spesso, specie un anno fa, giusto di questi tempi, era ovviamente ed esclusivamente colpa del Lupo cattivo. Mentre le rare volte in cui Gallinari e soci vincevano per sbaglio una partita su mille, il merito era solo¬†- chiss√† perch√® – di Giorgino Armani che di¬†pallacanestro invero non ne ha mai capito pi√π di un tubo. Alla quinta sconfitta (su sei match) Corbelli decide allora di cambiar manico: un calcio sul sedere a Markovski e di nuovo la panchina a Caja. Apriti cielo. Tuoni e fulmini. Via anche¬†Gino Natali, per lui quasi un grande fratello, e via¬†pure lo Squalo e¬†il suo irrequieto figliolo (Gallianino). Ebbene non ci crederete, ma l’Armani di Caja bene o male torna a vincere e a convincere. Spazzolando la Scavolini e asfaltando la¬†Benetton al Palaverde. Ma soprattutto risalendo dal fondo¬†della classifica sino al quinto posto in regular season e al quarto nei playoff che¬†vale un’altra partecipazione in Eurolega.¬†Comunque sia, Corbelli deve togliere il disturbo e regalare (o quasi) la squadra al 74enne stilista piacentino la cui ricchezza, valutata da Forbes, √® di circa 4,5 miliardi di dollari: lo vuole il popolo delle scarpette rosse, lo strillono i media (dalla Gazza a Sky), lo esige la Banda Osiris che gi√† pregusta di poter finalmente mettere le mani (in pasta) nella mitica societ√† di via Caltanissetta attraverso i suoi adepti Djordjevic (gm e dg),¬†Lardolino (coach) e Pittis (team manager).¬†Il Lupo cattivo vende dunque per una pipa di tabacco (o quasi)¬†l’Armani Jeans a Giorgio Armani che soltanto per mettere in mutande Beckham sui manifesti del suo Emporio ha scucito a David 28 milioni di euro. Evviva. Chiss√† quanti ne butter√† via ora per riportare in auge la Milano del basket? Detto tra noi, pochi e rigorosamente mal spesi. Tralasciando il fatto che non √® riuscito a trattenere il Gallo dalle uova d’oro, come ce l’aveva fatta invece Corbelli, e che al posto di Attilio Caja non √® arrivato Ettore Messina, ma Piero Bucchi che √® fuor di dubbio¬†un bravo ragazzo, ma che senz’altro non vale pi√π del mio amico allenatore¬†pavese. Morale della favola: a parte Lucio Zanca e Gianluca Pascucci, che zitti zitti hanno messo a tacere Sasha e i suoi compari di merende, che avevano gi√† fatto i conti senza l’oste, il che li rende meritevoli ai miei occhi per i prossimi quattro o cinque lustri, io dico che¬†quasi quasi si stava meglio quando si stava peggio. Ovvero quando 

