By peaclaudio | Aprile 12, 2008 - 12:14 pm - Posted in Il basket nel cestino

Ho sentito proprio ieri Dejan Bodiroga. Stava andando a Torino. Giusto. Al Palavela, credo si chiami ancora cos√¨, ovviamente niente sponsor, neanche per tre euro, si stanno disputando – dicevo – le finali della Uleb Cup che gi√† non fregano niente a nessuno, figuriamoci adesso che Treviso e Fortitudo sono state eleminate al primo giro. Prevedo un altro buco nell’acqua in quel di Torino che, se non avesse la Juve e il Toro, potrebbe anche annegare che ugualmente non importerebbe un fico, secco o maturo, allo sport italiano. Per la cronaca, comunque, in semifinale oggi s’affronteranno Joventut Badalona e Galatasay Istanbul alle 18.30 e due ore (e mezza) dopo Dinamo Mosca e Girona. Sono previste code ai botteghini. Anche perch√® alle 20.30, non molto lontano da Parco Ruffini, c’√®, se non sbaglio, Juventus-Milan. E sempre stasera, alle 20, si gioca la bella tra Venezia e Priolo per i quarti di finale dei playoff di basket femminile che non mi posso assolutamente perdere. E che vada pure al diavolo la Juve… A Torino, nel 1979, lo ricordo bene, si disputarono gli Europei di pallacanestro. L’Italia era allenata da Giancarlo Primo con Sandro Gamba gran suggeritore. Finimmo quinti perdendo quasi con tutti, anche coi cechi, e facendo parecchio ridere. Non avevo neanche trent’anni e gi√† scrivevo per il Diario di Venezia-Padova-e-Treviso una pagina di basket al giorno, a volte anche due. Quindi, prima di poter parlare seriamente con me di palla nel cestino, fate pure domanda in carta bollata e fra qualche mese magari vi dar√≤ udienza in Calle Sconta, dove fanno dei “cichetti” che farebbero impazzire Oscar Eleni. In verit√† sono un povero vecchio trombone che nessuno ha pi√π voglia di stare a sentire. Dice sempre le solite cose, dicono quelli della Banda Osiris. E’ vero. Dunque cambiate pure blog. Tanto sono duro a morire. E mi diverto pi√π oggi di ieri. A Torino, durante gli Europei del ‘79, dividevo il letto matrimoniale di un alberghetto a due stelle con Paolo Brussato e la sera andavo in pizzeria con Massimo Mangano che allora allenava la Superga Mestre di Pieraldo Celada. Paolo, Massimo e Pieraldo se ne sono andati da un pezzo. A tutti e tre volevo bene, ovviamente a modo mio. E ricordarli tutti e tre insieme, mi d√† ancora un sottile piacere. Oltre che tanta nostalgia. La stessa che ho per Tanjevic e per Bodiroga. Un giorno, forse di venti anni fa, anno pi√π anno meno, il Boscia che era appena sbarcato a Trieste da Caserta, mi indic√≤ un ragazzino col ciuffo ribelle, color latte, pi√π di Gregor Fucka, e mi disse: quello diventer√† il nostro Michael Jordan bianco. E io lo scrissi sul Giorno dopo aver convinto il Grigo che non era la solita sparata di Tanjevic. Molti della sparata di Boscia risero. A crepapelle. Gli stessi della famosa Banda che adesso, quando passa Bodiroga, si stenderebbero ai suoi piedi. Mentre io, se fossi al posto di Dejan, li prenderei per la coda e li spedirei tutti a quel paese. Chiusi in un canile.

 

 

 

(foto di Vedia)

 

 

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1 commento

  1. Ottobre 23, 2008 @ 18:23

    A Trieste si ricordano anche di quando Boscia arriv√≤ in A2 promettendo lo scudetto nello stesso anno e poi invece fecero due anni di B1 perdendo la promozione in finale contro Gorizia…

    Posted by Matteo R.

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