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	<title>The Venice Golf Experience &#187; grappasonni</title>
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	<description>giocare e imparare il golf a Nordest</description>
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		<title>Sapete chi ha vinto l&#8217;Open d&#8217;Italia? Io no, prima di ieri pomeriggio&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="vancsik italian open" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3550412647/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3412/3550412647_4a4fcc36f1_m.jpg" alt="vancsik italian open" width="240" height="115" /></a>Non mi crederete mai, ma giuro che è vero. Solo oggi sono venuto a sapere come sono andate realmente le cose nell&#8217;ultimo giro dell&#8217;Italian Open di Torino. Ovvero dieci giorni dopo che il titolo è stato vinto dall&#8217;argentino Daniel Vancsik che si è metto in  tasca 216 mila euro. Neanche male. D&#8217;accordo, mi ero registrato su My Sky l&#8217;evento dei Roveri e ho atteso invano che qualcuno prima o poi me ne parlasse dicendomi magari: &#8220;Non male il 65 di Chicco Molinari grazie al quale ha chiuso l&#8217;Open al sesto posto pari merito a Thomas Bjorn a due colpi da John Daly&#8230;&#8221;. E invece, se oggi pomeriggio non mi fossi seduto in poltrona davanti al televisore, chissà quando mai lo sarei venuto a sapere. Eppure non è che sia rimasto chiuso in casa per dieci giorni interi. Anzi, ho frequentato più d&#8217;un circolo del Veneto, ho giocato<span id="more-649"></span> due o tre gare la scorsa settimana, ho partecipato a diverse trasmissioni del pallone e non ho mai tenuto spento il telefonino se non la notte per ricaricarlo. Ora insorgerete: non ce la dai a bere. E obietterete: possibile che tu non abbia letto i giornali? Tutti li ho letti, tranne (volutamente) le ultime pagine della Gazzetta del lunedì, dove ero sicuro che avrei trovato almeno il risultato finale più qualche riga di Federica Cocchi, ma mi sarei tolto il piacere della suspance e dei commenti di Mario Camicia e Silvio Grappasonni. Ma perchè l&#8217;hai fatto?, vi domanderete. Un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per perversione. E comunque cavalcando l&#8217;idea che quello del golf italiano sia ancora un piccolo mondo antico che non può vivere di solo Sky (peraltro meritevole) o di una modesta paginetta (a pagamento) su un quotidiano sportivo. E men che meno può reggersi sulle spalle di neanche centomila tesserati la cui più grande e unica preoccupazione è quella di vincere il piattino d&#8217;argento nel fine settimana ignorando spesso e volentieri tutto ciò che ruota attorno al loro e al nostro aberrante swing. Detto questo e non approfondendo oltre il problema, tanto non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire, sono proprio contento d&#8217;aver finalmente saputo che Daniel Vancsik aveva trionfato al Royal Park di Torino perchè mi è dolce volare col ricordo all&#8217;estate del 2003 (23 luglio) quando insieme al tranquillo (e sconosciuto) argentino d&#8217;origini slave e alla pazientissima Alessandra Zucconi, che Daniel definì &#8220;un&#8217;eccezionale macchina da golf&#8221;, vincemmo la pro am che precedette il Challenge di Padova a Valsanzibio. Ero fresco di handicap e pensavo allora, cioè a quei tempi di entusiasmo (già) senile, che sarebbe stato un gioco da ragazzi abbassarmi sino alla prima categoria. Difatti oggi sono precipitato in terza e ho smesso da un pezzo di contare le virgole.</p>
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		<title>Aveva un tumore, ora ha vinto il Masters</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 10:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono proprio incontentabili questi golfisti. E non lo dico tanto perch&#232; sono dei bambini eternamente lamentosi. &#34;Se alla cinque non avessi sbagliato quel putt da un metro. Che dico? Da trenta centimentri. E se la pallina alla otto non mi fosse finita proprio ai piedi del pino secolare&#34;. Quante volte nella club house abbiamo sentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img vspace="2" hspace="2" border="1" align="left" alt="" style="width: 153px; height: 153px;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:6DIpyKSeSsEupM:http://i40.photobucket.com/albums/e220/mommakelly06/Trevor_Immelman_1001_L.jpg" />Sono proprio incontentabili questi golfisti. E non lo dico tanto perch&egrave; sono dei bambini eternamente lamentosi. &quot;Se alla cinque non avessi sbagliato quel putt da un metro. Che dico? Da trenta centimentri. E se la pallina alla otto non mi fosse finita proprio ai piedi del pino secolare&quot;. Quante volte nella club house abbiamo sentito questi discorsi? Sino alla noia. Ma sono incontentabili anche davanti alla tiv&ugrave; quando ascoltano Mario Camicia e Silvio Grappasonni. Che, detto tra noi, sperando che non ci sentano, sono bravi sul serio. Forse Silvio anche meglio di Mario, per&ograve; senza Camicia non ci sarebbe il golf su Sky. Quindi teniamocelo ben stretto. Incontentabili al punto che prima gufano a pi&ugrave; non posso perch&egrave; Tiger Woods con la (sua) pallina faccia dei bei cerchi in acqua negli incantevoli laghetti di Augusta, poi, una volta che al Fenomeno non &egrave; riuscita la rimonta nei confronti di Trevor Immelman, ci tengono in fretta a sottolineare che il primo Major della stagione &egrave; stato &#8211; fa anche rima &#8211; una grossissima delusione. E allora fatemi capire: non vi va bene che vinca sempre Tiger, ma quella volta che Woods&#8230;<span id="more-94"></span> eccezionalmente finisce secondo, ve ne dispiacete un sacco e rimpiangete i suoi fantastici birdie? Ma andate tutti a quel paese. Che sar&agrave; meglio. Quanto al 29enne sudafricano che ha indossato la famosa giacca verde dei vincitori del Masters dell&#8217;Augusta National con un 75 all&#8217;ultimo giro che non &egrave; proprio un granch&egrave; neanche in quel percorso di green impossibili e di trappole infernali, mi basta solo ricordare che Trevor Immelman &egrave; stato operato di tumore, per fortuna benigno, non meno di quattro mesi fa e per questo &#8211; lasciatemelo dire &#8211; ho tremato quando domenica alla 16 la sua pallina &egrave; schizzata in acqua e si &egrave; salvato con un doppio bogey. Sono davvero contento che abbia vinto lui. Anche se non ha il carisma, la fantasia e i colpi di Tiger. E se magari al prossimo Major non passer&agrave; nemmeno il taglio. Ma quello &quot;sbrego sulla schiena&quot;, come ha ricordato Mario Camicia, &egrave; una cicatrice che adesso fa molto meno male. E spero resti solo un ricordo.</p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/rottinam/">Rottinam</a>)</p>
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		<title>Augusta, uno spettacolo unico al mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 18:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img width="190" vspace="2" hspace="2" height="142" border="1" align="left" alt="" src="http://tbn2.google.com/images?q=tbn:kkkG-sOiXRMLAM:http://www.britannica.com/blogs/wp-content/uploads/2008/04/masters.jpg" />Con Tiger Woods a sette colpi dal primo, il sudafricano Trevor Immelman, c&#8217;&egrave; ancora pi&ugrave; gusto: non vi pare? Gi&agrave; il Masters di Augusta National, in Georgia, &egrave; il massimo dei massimi che il golf possa offrire sulla terra. Se poi ci si mette un Tiger che nei primi due giri non &egrave; proprio nulla di fenomenale, 72 e 71, un solo colpo sotto il par in totale, anche cinque bogey, tre venerd&igrave; addirittura nelle prime dieci buche, e allora lo spettacolo del Master, il primo Major del 2008, diventa davvero sublime. Ad Augusta tutto &egrave; una favola: i colori, i fiori, l&#8217;atmosfera, i ponti, i laghi, i green bestiali, i particolari. Un quadro botticelliano. E i nostri? A parte Costantino Rocca, solo il pap&agrave; di Silvio Grappasonni, molto bravo su Sky, e altri tre italiani in 72 edizioni hanno potuto accarezzare quei fairway commoventi. Anche Dodo Molinari, che gioc&ograve; con Tiger e lo potr&agrave; raccontare ai suoi nipotini&#8230;Nel 2005 Woods dopo due giorni di Masters era a sei colpi dal leader e riusc&igrave; a rimontare. Stavolta sar&agrave; pi&ugrave; dura ancora, ma ce la pu&ograve; fare. Immeman, sinora molto regolare, 68 colpi a giro, 136 in totale, non so quanto potr&agrave; durare. Ieri &egrave; saltato in aria Justin Rose, il simpatico inglese, che la pallina, alla 15, ha buttato in buca con un triplo bogey. E in acqua quella prima. Semmai fa paura Phil Mickelson, terzo con 139, assieme ad un altro mancino terribile, Steve Flesch, e a Ian Poulter, il migliore degli europei. Tiger &egrave; tredicesimo ed in buona compagnia: Vijay Singh e Jim Furyk. Non hanno passato il taglio Els, Couples e Pablo Garcia. Non so se mi spiego.</p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/8268257@N04/">Winkman</a>)</p>
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