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	<title>The Venice Golf Experience &#187; Puntini sul tee</title>
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	<description>giocare e imparare il golf a Nordest</description>
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		<title>Sapete chi ha vinto l&#8217;Open d&#8217;Italia? Io no, prima di ieri pomeriggio&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 09:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="vancsik italian open" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3550412647/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3412/3550412647_4a4fcc36f1_m.jpg" alt="vancsik italian open" width="240" height="115" /></a>Non mi crederete mai, ma giuro che è vero. Solo oggi sono venuto a sapere come sono andate realmente le cose nell&#8217;ultimo giro dell&#8217;Italian Open di Torino. Ovvero dieci giorni dopo che il titolo è stato vinto dall&#8217;argentino Daniel Vancsik che si è metto in  tasca 216 mila euro. Neanche male. D&#8217;accordo, mi ero registrato su My Sky l&#8217;evento dei Roveri e ho atteso invano che qualcuno prima o poi me ne parlasse dicendomi magari: &#8220;Non male il 65 di Chicco Molinari grazie al quale ha chiuso l&#8217;Open al sesto posto pari merito a Thomas Bjorn a due colpi da John Daly&#8230;&#8221;. E invece, se oggi pomeriggio non mi fossi seduto in poltrona davanti al televisore, chissà quando mai lo sarei venuto a sapere. Eppure non è che sia rimasto chiuso in casa per dieci giorni interi. Anzi, ho frequentato più d&#8217;un circolo del Veneto, ho giocato<span id="more-649"></span> due o tre gare la scorsa settimana, ho partecipato a diverse trasmissioni del pallone e non ho mai tenuto spento il telefonino se non la notte per ricaricarlo. Ora insorgerete: non ce la dai a bere. E obietterete: possibile che tu non abbia letto i giornali? Tutti li ho letti, tranne (volutamente) le ultime pagine della Gazzetta del lunedì, dove ero sicuro che avrei trovato almeno il risultato finale più qualche riga di Federica Cocchi, ma mi sarei tolto il piacere della suspance e dei commenti di Mario Camicia e Silvio Grappasonni. Ma perchè l&#8217;hai fatto?, vi domanderete. Un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per perversione. E comunque cavalcando l&#8217;idea che quello del golf italiano sia ancora un piccolo mondo antico che non può vivere di solo Sky (peraltro meritevole) o di una modesta paginetta (a pagamento) su un quotidiano sportivo. E men che meno può reggersi sulle spalle di neanche centomila tesserati la cui più grande e unica preoccupazione è quella di vincere il piattino d&#8217;argento nel fine settimana ignorando spesso e volentieri tutto ciò che ruota attorno al loro e al nostro aberrante swing. Detto questo e non approfondendo oltre il problema, tanto non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire, sono proprio contento d&#8217;aver finalmente saputo che Daniel Vancsik aveva trionfato al Royal Park di Torino perchè mi è dolce volare col ricordo all&#8217;estate del 2003 (23 luglio) quando insieme al tranquillo (e sconosciuto) argentino d&#8217;origini slave e alla pazientissima Alessandra Zucconi, che Daniel definì &#8220;un&#8217;eccezionale macchina da golf&#8221;, vincemmo la pro am che precedette il Challenge di Padova a Valsanzibio. Ero fresco di handicap e pensavo allora, cioè a quei tempi di entusiasmo (già) senile, che sarebbe stato un gioco da ragazzi abbassarmi sino alla prima categoria. Difatti oggi sono precipitato in terza e ho smesso da un pezzo di contare le virgole.</p>
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		<title>Ascoltando le voci dei fenomeni dopo la doccia mi è venuta voglia di scrivere un libello di golf</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 17:07:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="pea 2" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3314931172/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3387/3314931172_58a2f414cb_t.jpg" alt="pea 2" width="87" height="99" /></a>Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, più o meno, sono in fondo tutti eguali. Lamentosi quanto basta. &#8220;Avrò sbagliato almeno cinque o sei putt da un metro. Che dico? Da mezzo metro&#8221;. Spacconi. &#8220;Ho sparato un drive alla quindici così lungo che per poco la pallina non finiva in green&#8221;. Ed è volata invece in acqua. Bugiardi con loro stessi. &#8220;Se non avessi approcciato male, non mi sarei beccato la virgola&#8221;. L&#8217;ennesima &#8211; mi permetto d&#8217;aggiungere &#8211; di una interminabile serie. Fastidiosi e infastiditi: &#8220;Ho giocato con un cane che non alzava palla e così il mio swing è andato a puttane&#8221;. Insieme ovviamente alla gara. Per non parlare dei fenomeni: &#8220;Ho mancato un eagle al par cinque delle blu che grida ancora vendetta&#8221;. E non dice che ha sbagliato poi anche il facile putt del birdie. Smemorati: &#8220;Non mi ricordo se ho fatto sei o sette par&#8221;. E quante ichs? Meglio lasciar perdere. Per non parlare degliimbroglioni che raccontano le malefatte degli altri per nascondere le proprie. Un bel mondo davvero: ascoltatelo, ne resterete incantanti.<span id="more-618"></span>E magari anche imparerete che quelli che di solito si rivestono in silenzio e in grande fretta sono probabilmente proprio quelli che hanno giocato meglio e non vedono l&#8217;ora di correre a sapere se per caso sono andati a premio. A meno che non abbiano la moglie che li aspetta a casa per la cena e prima non debbano fare un salto veloce dall&#8217;amante. Di queste e altre storie sono pieni gli spogliatoi di tutti i circoli d&#8217;Italia. E difatti, se mi date un po&#8217; di tempo, e se intanto mi cercate una piccola casa editrice, non è detto che non ve le racconti in un libello di golf che magari comincerò a scrivere quest&#8217;estate nella (mia) stanzetta al piano terra del nuovo castello da favola degli Heinrich al Lido. Cominciando, perchè no?, dal giovin bergamasco in carriera, quarant&#8217;anni o anche meno, che ho incontrato fuori dalla doccia dell&#8217;Albenza al termine del debutto stagionale dell&#8217;Hotel Nazionale Venezia al Corporate. E qui dovrei dirvi che l&#8217;Albenza si merita abbondantamente il decimo posto nella top ten dei migliori campi del Belpaese. O parlarvi dell&#8217;esibizione della squadra degli Heinrich (e mia) a metà strada tra l&#8217;oscenità e lo scandalo.  O dell&#8217;unica buca che mi ricordo d&#8217;aver giocato, la sei del giallo, un par cinque di 469 metri, dogleg a destra, acqua a sinistra: driver &#8211; legnetto 5 &#8211; ferro 9 &#8211; data ovvero quattro colpi per l&#8217;unico birdie di giornata. Sarà per un&#8217;altra volta: va bene? Intanto il giovanotto di Bergamo, un telo in vita e l&#8217;altro per asciugarsi i capelli, riceve una telefonata alla quale evidentemente non può non rispondere. &#8220;Scusami tanto&#8221;, fa coprendo con la mano il cellulare dai possibili rumori dello spogliatoio intorno. &#8220;Ma ho avuto una giornata tremenda: una riunione dopo l&#8217;altra e poi quel consiglio d&#8217;amministrazione subito dopo pranzo. Sono a pezzi, ma adesso dimmi: sono tutto orecchie&#8221;. Magnifico bugiardo. Aveva appena finito di giocare diciotto buche. Pare pure bene. E aveva in faccia il colore del primo sole di primavera&#8230; Un&#8217;ultima cosa ancora che mi è venuta in mente cammin scrivendo e della quale vi devo subito informare. E&#8217; assolutamente inutile che le segreterie di tutti i club di golf appendano quel cartello accanto agli scaffali degli asciugamani bianchi e candidi: &#8220;Per favore, fate uso di un solo telo&#8221;. Tanto io non mi asciugherò mai e poi mai  il viso e i capelli con lo stesso telo con il quale mi sono appena asciugato i genitali. Faccio male? Non credo. E, se la pensate come me, ribelliamoci insieme ai nostri circoli che ci credono tutti maiali. O quasi.</p>
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		<title>Venezia, il più bel campo che ci sia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:42:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="flickr-image" title="venezia golf club" href="http://www.flickr.com/photos/27793354@N04/3398239134/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3549/3398239134_4008c2a68b_m.jpg" alt="venezia golf club" width="240" height="164" /></a>L&#8217;ho già detto mille volte, ma una ancora non mi farà certo male. Sono tutti belli i campi di golf del Nordest, ma quello di Venezia, agli Alberoni, ha una marcia in più. Non so, ha un fascino tutto speciale. A primavera come d&#8217;autunno. Peccato che sia così scomodo da raggiungere anche per chi, come me, ha la fortuna &#8211; si fa per dire &#8211; d&#8217;abitare a Mestre. Cioè in fin dei conti ad un ponte e &#8216;na cae (calle), il Ponte della Libertà, ex Littorio, lungo magari anche quattro chilometri, per la precisione 3.850 metri, ma pur sempre un ponte. Però una volta arrivati all&#8217;isola del Tronchetto, ovvero alla lingua di terra che si stacca da Piazzale Roma, si è appena all&#8217;inizio dell&#8217;avventura. C&#8217;è un ferryboat ancora da prendere e l&#8217;attesa è spesso lunga, snervante, anche di un&#8217;ora,  specie al mattino, se non hai prenotato il biglietto il giorno prima e i tir che devono scaricare al Lido non sono più di quattro o cinque. Altrimenti campa cavallo che l&#8217;erba cresce. Insomma per farvela breve, tra una palla e l&#8217;altra, ti va via  una giornata intera tra andata e ritorno, diciotto buche e due spaghetti con le vongole nel sottoportico della club house. Sia chiaro, il campo degli Alberoni si merita questo e altro.  Anche di raggiungerlo a piedi o a nuoto. E magari si farebbe pure prima. Però resta il fatto che per esempio Gardagolf, che è anche un fior di par 72, <span id="more-558"></span>è molto, ma molto più facile per me da acciuffare&#8230; Il  problema tuttavia è già risolto. O meglio me l&#8217;ha risolto quella splendida creatura che è il mio amico Topo Heinrich che ha messo su casa (con l&#8217;Antonella) al Lido e ha riservato una stanzetta tutta per me. Basta che me la dipinga di bianco e di nero. E così sarà per i prossimi (lieti) fine settimana di maggio e giugno. In pratica al venerdì cena di pesciolino da Memo o da Nane a San Piero in Volta. Un grappino in più, il battello, il sonno dei giusti e al sabato, con comodo, senza nessuna fretta, diciotto buche tutte da sparare in vena tra fagiani reali e svolazzanti gazze ladre. Già mi viene l&#8217;acquolina in bocca. O no? Intanto anche la classifica di Mondo del Golf mi dà ragione. Venezia infatti è collocata al nono posto nella Top ten del 2008 ed è sempre il primo (e unico) tra tutti i green del Nordest. La leadership è sempre di Biella. Poi Castelconturbia, Villa d&#8217;Este, Torino,  Royal Park, Roma, Le Querce, Olgiata, appunto Venezia e infine Bergamo. Fa specie che chissà per quale ragione il Royal Park di Andrea Agnelli è stato retrocesso dal secondo posto del 2007 al quinto. Proprio quest&#8217;anno che ospiterà l&#8217;Open d&#8217;Italia, ma non ho voglia d&#8217;indagare. Piuttosto mi spiace, ma La Margherita (diciasettesimo) non è meglio di Valsanzibio (Padova) che non compare in classifica neanche tra i primi venti campi del Belpaese. Nè di Verona o Asolo o Udine. Ma questo è &#8211; giusto appunto &#8211; il Belpaese dove si sa come normalmente si vota. Cioè male. Anzi, malissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">httpvhd://www.youtube.com/watch?v=FJ2IhNK8wJ4</p>
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		<title>Al nostro golf serve un Tiger. E Belen</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 19:59:56 +0000</pubDate>
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provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L&#8217;aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Datemi le mie mazze da golf, un po&#8217; d&#8217;aria fresca e una bella ragazza. E potete anche tenervi le mazze e l&#8217;aria fresca. Carina, no? Stamattina ci ho <a class="flickr-image" title="Tailor James - Playboy Golf VIP Party" href="http://www.flickr.com/photos/7671591@N08/2740390266/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3195/2740390266_0c60fd342a_m.jpg" alt="Tailor James - Playboy Golf VIP Party" width="160" height="240" /></a><br />
provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L&#8217;aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando mi sono anche infreddolito. Mezz&#8217;ora di lezione con <strong>Enrico Trentin</strong>. Il tempo per correggere il grip. S√¨, l&#8217;impugnatura insomma. Tenevo il pitch troppo sul palmo della mano. E lo swing? Meglio lasciar perdere. Del resto, √® da fine novembre che la mia sacca poltriva in cantina. Ho anche puttato e provato qualche chip. Il putter mi ha salvato la mattinata. E sarei andato volentieri anche in campo. Magari con quella bella ragazza che praticava. Ma i fairway erano inzuppati d&#8217;acqua. Sar√† per domani. O al massimo venerd√¨. Pioggia e il buon Dio permettendo. Le previsioni del tempo sono buone. Sole al nord, dicono e voglio crederci. Leggo che <strong>Francesco Molinari</strong> e <strong>Alessandro Tadini</strong> saranno impegnati da domani a Kuala Lumpur in Malesia. Chicco pu√≤ far bene, gli avversari non sono impossibili, un milione e mezzo d&#8217;euro di montepremi sono pur sempre tre miliardi delle vecchie lire. Cos√¨ la Gazzetta dello sport avr√† domenica qualcosa di meglio da scrivere delle solite storie trite e ritrite come il tesseramento libero per sfondare il muro dei centomila  tesserati. Non discuto che il tesseramento libero, voluto e sostenuto da Franco <span id="more-509"></span>Chimenti, non sia una buona cosa. Anzi. Non √® cio√® necessario associarsi ad un circolo per avvicinarsi al golf: basta compilare un modulo e richiedere direttamente la tessera federale presso un qualsiasi club affiliato alla Fig. Ma serve ben altro per incuriosire i pi√π giovani e catturarli al golf. Servono soprattutto un paio di campioni, nati e cresciuti nel Belpaese, delle cui imprese in giro per i green del mondo s&#8217;interessino le cronache sportive. E non solo queste. Non sarebbe difatti male se una Belen Rodriguez o una velina qualsiasi, bionda o mora, fa lo stesso, s&#8217;innamorasse (?) perdutamente di un nostro golfista di grido. Tanto pi√π che ai tempi d&#8217;oro della Ryder di Costantino Rocca non c&#8217;era Sky. Adesso invece s√¨. E il golf su Sky √® oggi abbastanza seguito. Sono un&#8217;utopista? Forse s√¨. Specie se mi viene in mente che la settimana scorsa in Thailandia il numero due d&#8217;Italia, il buon Emanuele Canonica, si √® classificato 90esimo e quindi non ha superato (di ben tre colpi) nemmeno il taglio dell&#8217;Asian Tour di Bangkok. E allora che si fa? Datemi almeno una bella ragazza. E se, chiedo troppo, almeno le mie mazze da golf e un po&#8217; d&#8217;aria pura. (foto di Stephen Dvargas)</p>
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		<title>E ora Alessandro Del Piero lancia l&#8217;ultima sfida: &#8220;A fine carriera potrei darmi al golf&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 09:52:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni mattina combatto tenacemente con la Tigre che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania.&#160;Fanno disordine, puzzano,&#160;proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: &#34;O loro (i ritagli) o io&#34;, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni mattina combatto tenacemente con la <b>Tigre </b>che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania.&nbsp;Fanno disordine, <img vspace="2" hspace="2" border="1" align="left" alt="" src="http://tbn3.google.com/images?q=tbn:_QZ7GUKC8P41YM:http://cache.daylife.com/imageserve/01TAbEu3K5df2/610x.jpg" />puzzano,&nbsp;proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: &quot;O loro (i ritagli) o io&quot;, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul punto di cedere:&nbsp; un po&#8217; di ragione magari anche ce l&#8217;ha. La pila di carta ha infatti ormai superato il metro d&#8217;altezza e quasi quasi mi si rovescia addosso. Quando l&#8217;occhio mi &egrave; caduto su un&#8217;intervista dell&#8217;otto gennaio scorso che <b>Alessandro Del Piero</b> ha rilasciato in esclusiva (o quasi) alla <b>Gazzetta</b>. &quot;Attenta <b>Inter</b>, la mia <b>Juve </b>ti pu&ograve; venire a prendere&quot;. S&igrave;, campa cavallo che l&#8217;erba cresce. Purtroppo. Ma non &egrave; questo il punto. E neanche mi ha interessato pi&ugrave; di tanto il fatto che Pinturicchio, come lo battezz&ograve; l&#8217;Avvocato, riceva spesso e volentieri una telefonata al luned&igrave; da <b>John Elkann</b> o da <b>Andrea Agnelli</b>. Ovviamente di buon mattino. Al canto del gallo. Come &egrave; sana abitudine di famiglia. E&#8217; stata invece una domanda che mi ha particolarmente incuriosito: &quot;Nel&nbsp;suo futuro bianconero si vede pi&ugrave; allenatore o dirigente&quot;. E lui,&nbsp;il grande Alex, a sorpresa: &quot;Magari mi dar&ograve; al golf&quot;. Come? Al&nbsp;golf? &quot;Mass&igrave;. Potrebbe essere la nuova sfida della mia vita. Anche se nessuno&nbsp;in questo caso scommetterebbe un euro su di me. E sapete perch&egrave;?&quot;. Nooo. &quot;Perch&egrave; dicono che&nbsp;mi sono avvicinato troppo tardi ai green e ai fairway, al putt e allo swing&quot;. Ora non so bene quando Del Piero si sia&nbsp;dato anima e cuore al golf. Saranno tre o quattro anni. Al massimo cinque. Forse proprio nel periodo nel quale <span id="more-404"></span>lo allenava <b>Capello</b> e don Fabio lo faceva giocare poco. Di&nbsp;sicuro aveva gi&agrave; passato i trent&#8217;anni. N&egrave; so&nbsp;con certezza quale sia il suo attuale handicap.&nbsp;Intorno al dodici, mi dicono. Di certo il golf gli piace da impazzire e, quando pu&ograve;, ci s&#8217;immerge dalla testa ai piedi. Sfidando magari <b>Nedved </b>o <b>Rampulla</b> o&nbsp;<b>Mauro</b>. Se non <b>Manninger </b>o&nbsp;<b>Mellberg</b>, che &egrave; bravo sul serio. Al <b>Royal Park</b> o a&nbsp;<b>La Mandria</b>. Nove buche.&nbsp;Ma anche diciotto. Lontano da occhi e orecchie indiscrete. <b>Giorgio Grillo</b>, che gli ha dato qualche lezione a <b>Asolo</b>, garantisce che ha talento pari alla passione. Cio&egrave; un sacco.&nbsp;E di questo non dubitavo.&nbsp;N&egrave; dubito che, qualora Alex decida di dare&nbsp;a&nbsp;fine carriera la scalata al paradiso golfistico, ovvero al professionismo, che non ci riesca. Come ci sono riusciti altri grandissimi campioni dello sport. Come <b>Ivan Lendl</b>. O <b>Michael Jordan</b>. O <b>Nigel Mansell</b>. E chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta. Anche se non si sono avvicinati al golf in giovane et&agrave;. Come il piccolo <b>Julien Paltrinieri</b> di <b>Villa Condulmer</b> che a Natale ha vinto al <b>Doral di</b> <b>Miami</b>, che ospiter&agrave; dal 12 al 16 marzo il World Golf Championship 2009, il The Publix Junior International Golf Classic, in pratica una sorta di campionato del mondo&nbsp;della categoria dagli otto ai nove anni. Il suo mestro &egrave; anche il mio: <b>Enrico Trentin</b>. E Julien, ragazzo prodigio,&nbsp;ha pi&ugrave; o meno&nbsp;il mio handicap: diciotto. Ma anche qualche anno di meno. Diciamo cinquanta? (foto di Trilly Sands)</p>
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		<title>Tre buone ragioni per non essere allegri&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 09:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;&egrave; poco da stare allegri. Anche se la Gazzetta di domenica scorsa ha dedicato una pagina intera al golf. Ed infatti &egrave; nevicato. E pure di brutto al Nord. Un&#8217;intervista al numero uno europeo, <b>Robert Karlsson</b>, che parla anche sin troppo bene del nostro <b>Chicco Molinari</b>. Poi Carolina Durante che illustra la nuova stagione di Giulia e Silvia, Diana, Veronica, Stefania, Federica, Margherita e Isabella, le nostre proette. Otto in tutto: non moltissime. Dicevo: c&#8217;&egrave; poco da stare allegri. Anche se sul Corrierone il buon <b>Marco Dal Fior</b>, ora presidente dell&#8217;Assogiornalistigolfisti, di cui un tem<img width="133" vspace="2" hspace="2" height="177" border="1" align="right" class="size-medium wp-image-426 alignleft" style="border: 1px solid black; margin: 2px;" mce_style="border: 1px solid black; margin: 2px;" title="Franco Chimenti" src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/files/2009/02/chimenti_franco-226x300.jpg" mce_src="http://venicegolfexperience.net/claudiopea/files/2009/02/chimenti_franco-226x300.jpg" alt="Franco Chimenti" />po facevo parte, mi ha aperto il cuore rivelando che il dolcissimo <b>Toto Bulgheroni</b> ha&nbsp;tutte le carte in regola per sedere a brevissimo termine sulla poltrona che&nbsp;<b>Franco Chimenti</b> ben volentieri gli lascerebbe se dovesse davvero battere&nbsp;<b>Gianni&nbsp;Petrucci</b> nella corsa alla presidenza&nbsp;del Coni. Detto tra noi, e senza che la notizia faccia subito il giro del&nbsp;mondo, non basterebbe neanche che nevicasse ad agosto sulle montagne intorno a Palermo per vedere il professor Chimenti prossimamente al <span id="more-401"></span>vertice del Palazzo romano del Foro Italico: il mio vecchio amico Gianni, che ho visto recentemente in gran forma alla Coppa del Mondo di sci a Cortina d&#8217;Ampezzo,&nbsp;&egrave; ancora troppo forte per essere scalzato dal Coni. Mi ripeto: c&#8217;&egrave; poco da stare allegri o, meglio, non ho buone ragioni per essere di buon umore visto che sabato riapre il mio circolo del golf, mi ero gi&agrave; prenotato un&#8217;ora di lezione con <b>Enrico Trentin</b>, ma le previsioni del tempo annunciano nel prossimo weekend acqua a catinelle e nevicate abbondanti sulle Dolomiti oltre i 700 metri. Insomma dovr&ograve; rinviare ancora di qualche giorno il mio ritorno al golf dopo mesi e mesi di digiuno pi&ugrave; o meno forzato, di vacche molto ma molto magre e di green (bianchi e ghiacciati) visti col binocolo.</p>
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		<title>Sarà finalmente tornato il sereno nel Veneto?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 19:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il golpe fallito dai soliti noti, un po&#8217; bulgari e un po&#8217; cialtroni, dopo la caduta di Massimo Cataruzzi, che tanto male non aveva poi fatto, e il commissario Filippo Sassoli de Bianchi, che Franco Chimenti aveva d&#8217;urgenza spedito da Bologna, pare finalmente essere tornato il sereno nel Comitato regionale veneto della Federgolf. Pare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="129" height="50" alt="" src="http://www.venetogolftour.com/Images/Federazione-Italiana-Golf-Comitato-regionale-del-veneto.gif" style="margin: 5px 10px" class="alignleft" />Dopo il golpe fallito dai soliti noti, un po&#8217; bulgari e un po&#8217; cialtroni, dopo la caduta di Massimo <strong>Cataruzzi</strong>, che tanto male non aveva poi fatto, e il commissario Filippo <strong>Sassoli de Bianchi</strong>, che Franco <strong>Chimenti</strong> aveva d&#8217;urgenza spedito da Bologna, pare finalmente essere tornato il sereno nel Comitato regionale veneto della Federgolf. Pare, sottolineo pare, perch&egrave; anche nel nuovo direttivo mi sbaglier&ograve;, ma non tutti i sei componenti del consiglio, eletto alla fine del mese di ottobre, sembrano gi&agrave; marciare nella stessa direzione dietro al solco tracciato dal neo presidente <strong>Stefano Mazzi</strong> e dal suo braccio destro, <strong>Giuseppe</strong> <strong>Pea</strong>, che solo io mi posso permettere di chiamare pubblicamente Beppi. Essendo &#8211; ahim&egrave; &#8211; suo fratello maggiore. Scherzi a parte, del precedente consiglio sono rimasti a galla per fortuna i due soli uomini di buon senso del precedente comitato: il presidente, per l&#8217;appunto il veronese Stefano Mazzi, e, in rappresentanza dei giocatori professionisti, il maestro di Asolo, <strong>Giorgio Grillo</strong>. Nuovi sono infatti i consiglieri <strong>Emilio Abra</strong>mi (Asolo Golf), <strong>Fernando Lora </strong>(Asiago) e Giampiero <strong>Becherucci,</strong> presidente del Golf Club Padova. Anche <strong>Liliana Carraro,</strong> in rappresentanza dei dilettanti, &egrave; patavina (credo) doc e comunque pare in perfetta sintonia con Becherucci nononostante la grande rivalit&agrave; che &egrave; sempre esistita tra i circoli quasi confinanti di Valsanzibio e di Frassanelle. Staremo a vedere. Infine per i tecnici professionisti, &egrave; stato da loro eletto Marcello Barzan, il maestro che cos&igrave; bene sta operando a Jesolo.</p>
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		<title>Aveva un tumore, ora ha vinto il Masters</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 10:12:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono proprio incontentabili questi golfisti. E non lo dico tanto perch&#232; sono dei bambini eternamente lamentosi. &#34;Se alla cinque non avessi sbagliato quel putt da un metro. Che dico? Da trenta centimentri. E se la pallina alla otto non mi fosse finita proprio ai piedi del pino secolare&#34;. Quante volte nella club house abbiamo sentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img vspace="2" hspace="2" border="1" align="left" alt="" style="width: 153px; height: 153px;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:6DIpyKSeSsEupM:http://i40.photobucket.com/albums/e220/mommakelly06/Trevor_Immelman_1001_L.jpg" />Sono proprio incontentabili questi golfisti. E non lo dico tanto perch&egrave; sono dei bambini eternamente lamentosi. &quot;Se alla cinque non avessi sbagliato quel putt da un metro. Che dico? Da trenta centimentri. E se la pallina alla otto non mi fosse finita proprio ai piedi del pino secolare&quot;. Quante volte nella club house abbiamo sentito questi discorsi? Sino alla noia. Ma sono incontentabili anche davanti alla tiv&ugrave; quando ascoltano Mario Camicia e Silvio Grappasonni. Che, detto tra noi, sperando che non ci sentano, sono bravi sul serio. Forse Silvio anche meglio di Mario, per&ograve; senza Camicia non ci sarebbe il golf su Sky. Quindi teniamocelo ben stretto. Incontentabili al punto che prima gufano a pi&ugrave; non posso perch&egrave; Tiger Woods con la (sua) pallina faccia dei bei cerchi in acqua negli incantevoli laghetti di Augusta, poi, una volta che al Fenomeno non &egrave; riuscita la rimonta nei confronti di Trevor Immelman, ci tengono in fretta a sottolineare che il primo Major della stagione &egrave; stato &#8211; fa anche rima &#8211; una grossissima delusione. E allora fatemi capire: non vi va bene che vinca sempre Tiger, ma quella volta che Woods&#8230;<span id="more-94"></span> eccezionalmente finisce secondo, ve ne dispiacete un sacco e rimpiangete i suoi fantastici birdie? Ma andate tutti a quel paese. Che sar&agrave; meglio. Quanto al 29enne sudafricano che ha indossato la famosa giacca verde dei vincitori del Masters dell&#8217;Augusta National con un 75 all&#8217;ultimo giro che non &egrave; proprio un granch&egrave; neanche in quel percorso di green impossibili e di trappole infernali, mi basta solo ricordare che Trevor Immelman &egrave; stato operato di tumore, per fortuna benigno, non meno di quattro mesi fa e per questo &#8211; lasciatemelo dire &#8211; ho tremato quando domenica alla 16 la sua pallina &egrave; schizzata in acqua e si &egrave; salvato con un doppio bogey. Sono davvero contento che abbia vinto lui. Anche se non ha il carisma, la fantasia e i colpi di Tiger. E se magari al prossimo Major non passer&agrave; nemmeno il taglio. Ma quello &quot;sbrego sulla schiena&quot;, come ha ricordato Mario Camicia, &egrave; una cicatrice che adesso fa molto meno male. E spero resti solo un ricordo.</p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/rottinam/">Rottinam</a>)</p>
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		<title>Augusta, uno spettacolo unico al mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 18:02:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img width="190" vspace="2" hspace="2" height="142" border="1" align="left" alt="" src="http://tbn2.google.com/images?q=tbn:kkkG-sOiXRMLAM:http://www.britannica.com/blogs/wp-content/uploads/2008/04/masters.jpg" />Con Tiger Woods a sette colpi dal primo, il sudafricano Trevor Immelman, c&#8217;&egrave; ancora pi&ugrave; gusto: non vi pare? Gi&agrave; il Masters di Augusta National, in Georgia, &egrave; il massimo dei massimi che il golf possa offrire sulla terra. Se poi ci si mette un Tiger che nei primi due giri non &egrave; proprio nulla di fenomenale, 72 e 71, un solo colpo sotto il par in totale, anche cinque bogey, tre venerd&igrave; addirittura nelle prime dieci buche, e allora lo spettacolo del Master, il primo Major del 2008, diventa davvero sublime. Ad Augusta tutto &egrave; una favola: i colori, i fiori, l&#8217;atmosfera, i ponti, i laghi, i green bestiali, i particolari. Un quadro botticelliano. E i nostri? A parte Costantino Rocca, solo il pap&agrave; di Silvio Grappasonni, molto bravo su Sky, e altri tre italiani in 72 edizioni hanno potuto accarezzare quei fairway commoventi. Anche Dodo Molinari, che gioc&ograve; con Tiger e lo potr&agrave; raccontare ai suoi nipotini&#8230;Nel 2005 Woods dopo due giorni di Masters era a sei colpi dal leader e riusc&igrave; a rimontare. Stavolta sar&agrave; pi&ugrave; dura ancora, ma ce la pu&ograve; fare. Immeman, sinora molto regolare, 68 colpi a giro, 136 in totale, non so quanto potr&agrave; durare. Ieri &egrave; saltato in aria Justin Rose, il simpatico inglese, che la pallina, alla 15, ha buttato in buca con un triplo bogey. E in acqua quella prima. Semmai fa paura Phil Mickelson, terzo con 139, assieme ad un altro mancino terribile, Steve Flesch, e a Ian Poulter, il migliore degli europei. Tiger &egrave; tredicesimo ed in buona compagnia: Vijay Singh e Jim Furyk. Non hanno passato il taglio Els, Couples e Pablo Garcia. Non so se mi spiego.</p>
<p>(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/8268257@N04/">Winkman</a>)</p>
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		<title>I nostri veneti con onore nel Pga italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 12:56:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci eravamo lasciati prima dell&#8217;ultimo giro di Margara, provincia d&#8217;Alessandria, dove quattro anni fa ho vinto anche un titolo italiano. Di cosa? Il primo degli ubriaconi molesti? No, il primo dei giornalisti di golf seniores. Dopo 54 buche Alessandro Tadini precedeva di tre colpi Emanuele Canonica, Massimo Scarpa e Lele Lattanzi, leader nel primo giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img vspace="2" hspace="2" border="1" align="left" alt="" style="width: 225px; height: 131px;" src="http://tbn1.google.com/images?q=tbn:FVQ1ZhBjTk5_HM:http://www.alessandriaturismopiemonte.it/multimedia/128/margara01.jpg" />Ci eravamo lasciati prima dell&#8217;ultimo giro di Margara, provincia d&#8217;Alessandria, dove quattro anni fa ho vinto anche un titolo italiano. Di cosa? Il primo degli ubriaconi molesti? No, il primo dei giornalisti di golf seniores. Dopo 54 buche Alessandro Tadini precedeva di tre colpi Emanuele Canonica, Massimo Scarpa e Lele Lattanzi, leader nel primo giorno del Pga italiano. Ebbene ieri Tadini si &egrave; presentato al tee di partenza delle Fubine di buzzo buono e con gli dei del golf a favore: quattro birdie nelle prime sei buche e buonanotte suonatori, 269 colpi in totale (68 69 66 66) e meritatissimo titolo italiano nel carniere per il 34enne professionista di Borgomanero, provincia di Novara, insomma l&igrave; vicino. Al secondo posto un altro piemontese, Emanuele Canonica, a sette lunghezze (276) e al terzo il mio amico Lattanzi (277) che s&#8217;&egrave; fatto crescere il pizzetto da alpino e che ormai parla in bolognese. Anche se Lele &egrave; fiuggino doc, e ci tiene a dirlo, ma Dio solo sa i miracoli che riescono a fare le donne con gli uomini&#8230; Quinto Duncan Muscroft (281), lo scozzese che insegna alla Montecchia di Padova e non ha il bernoccolo solo per il golf, davanti al neo pro, il trevigiano Andrea Signor, e al venezianissimo Massimo Scarpa, sesti con 282 colpi conclusivi. Nono Costantino Rocca (284). Pi&ugrave; indietro, ma non di molto, gli altri veneti: 10. Andrea Zanini (285), 14. Giorgio Grillo (288), 20. Francesco Parisella (292). Questo &egrave; tutto. Anche troppo rispetto a quello che offrir&agrave; tra due giorni, se vi andr&agrave; ancora bene, il copia-incolla del Gazzettino che del resto, come ripeteva sempre mio zio, &egrave; un giornale da leggere tutto d&#8217;un fiato in ascensore. E lui, buonanima, abitava al terzo piano.</p>
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