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	<title>The Venice Golf Experience &#187; Claudio Pea</title>
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	<description>giocare e imparare il golf a Nordest</description>
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		<title>Del Chervò pensavo molto meglio&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:08:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adesso vi faccio morire d&#8217;invidia: sto giocando a golf come un pazzo. Anche quattro, cinque volte a settimana. E per questo tiratemi pure le orecchie, ve lo concedo, se ultimamente ho di conseguenza un po&#8217; trascurato questo blog. Non lo farò più. Lo giuro. Anche se i giuramenti ormai ai giorni nostri valgono meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="flickr-image alignleft" title="chervò foto aerea" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3640771149/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2430/3640771149_46f51b7584_m.jpg" alt="chervò foto aerea" width="185" height="91" /></a>Adesso vi faccio morire d&#8217;invidia: sto giocando a golf come un pazzo. Anche quattro, cinque volte a settimana. E per questo tiratemi pure le orecchie, ve lo concedo, se ultimamente ho di conseguenza un po&#8217; trascurato questo blog. Non lo farò più. Lo giuro. Anche se i giuramenti ormai ai giorni nostri valgono meno di un due di spade con briscola a danari. Il cavalier Berlusconi docet. O mi sbaglio? Spergiuri a parte, ho giocato al <a id="aptureLink_k66drDnL2C" href="http://www.youtube.com/watch?v=nXsPtC5Y7bQ">Paradiso del Garda</a> (Peschiera), a <a id="aptureLink_CDQZerqSE0" href="http://www.youtube.com/watch?v=9M2jvSKlTDI">Frassanelle </a>(Padova), a <a id="aptureLink_AsmyCYtxdA" href="http://www.youtube.com/watch?v=FJ2IhNK8wJ4">Venezia</a>(sempre il numero uno) e persino &#8211; udite udite! &#8211; a <a id="aptureLink_OkLCTMhyUK" href="http://www.1golf.eu/images/golfclubs/golf-club-cadella-nave_005201_full.jpg" rel="lightbox[745]">Ca&#8217; della Nave (Martellago)</a>. Ovviamente a <a id="aptureLink_yizCZ1iV8w" href="http://www.youtube.com/watch?v=jj2UrnJugNs">Villa Condulmer</a> (il mio circolo) e, scollinando oltre i confini del Veneto, sono stato in Lombardia, all&#8217;<a id="aptureLink_Kv2cHBHCjJ" href="http://static.flickr.com/3226/3156025371_b10976fba4.jpg" rel="lightbox[745]">Albenza (Bergamo)</a> e al Chervò (San Vigilio-Pozzolengo, Brescia) e due volte in Friuli, a <a id="aptureLink_zV4QiRLaSy" href="http://www.youtube.com/watch?v=Ih8XeFXOIxw">Fagagna </a>(Udine), sempre in hit parade. Praticamente, finito il campionato di calcio e ora pure quello di basket, queste sono le mie vacanze che, se vanno bene alla mia terribile consorte, la mitica Tigre, non vedo perchè dovrebbero schifare voi, golfisti gelosi? E così in pochi giorni ho perso tre o quattro chili di troppo, mi sono abbronzato al punto da far paura a un moro e ho persino vinto una Pro Am a <a id="aptureLink_rksmTTSCA0" href="http://www.golfclub-frassanelle.de/logo.jpg" rel="lightbox[745]">Frassanelle </a>con Lele Lattanzi. Che volete di più? Lo so bene io cosa adesso vorreste da me: come minimo un voto sui campi sui quali ho recentemente sparacchiato a vuoto il driver. Mica sono scemo. Ho già tanta gente che mi guarda storto, cominciando da <a id="aptureLink_L49ezO3xnF" href="http://www.youtube.com/watch?v=-duMOWD1Z8w">Valsanzibio </a>(Padova), dove i soci, per la maggior parte ex vecchi gerarchi di provincia, seguono le direttive del nuovo regime e per questo non tollerano la satira e men che meno la minima critica. Figuriamoci allora se cado nel (vostro) tranello. Lo ripeto, mica son fesso. Però non sarebbe da me se mi mordessi la lingua e tacessi solo per il quiete vivere. Sia mai e così qualche giudizio, anche severo, ve lo regalo ugualmente. Per esempio non vi nego che il nuovo ventisette buche dei fratelli Chervò mi ha un po&#8217; deluso. Me l&#8217;ero immaginato molto meglio e comunque non ha nulla a che vedere nel confronto con i vicini Gardagolf e Arzaga che sono di una qualità nettamente superiore. Ma è un campo giovane che si farà. Col tempo. Dicono sperando nel buon vento. In verità il disegno di Kurt Rossknecht non è male. Anzi. Specie delle seconde nove (percorso giallo) quando spesso entra in gioco l&#8217;acqua ai bordi del fairway. Però non vorrei che si facesse anche qui lo stesso discorso che sento da anni ormai ripetere sul conto di Ca&#8217; della Nave del quale tutti parlano un gran bene, ma chissà perchè non ha neanche la metà dei soci di Villa Condulmer nonostante la quota associativa costi quasi  la metà e la distanza da casa mia (il centro di Mestre) sia pure parecchio inferiore. Ci sarà qualcosa che non va. O no? Cominciando da qualche socio al quale, per scrivere un paio di righe caramellose sui giornali, si regala il green fee stagionale. E pure alla gentil signora&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;infida POA dei green di Asolo</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 06:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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Scusate la (mia) grassa ignoranza, ma pensavo che la poa fosse un modo dialettale, e ovviamente veneto, per definire e disprezzare quell&#8217;erbetta dispettosa, e a volte pure infida, che cresce sottile sui green rendendo il putt un vero e proprio terno al lotto. Tanto per cominciare la poa si scrive con la pi maiuscola in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="golf club in the grass" href="http://www.flickr.com/photos/alcomm/217097890/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm1.static.flickr.com/73/217097890_80229c1b65_m.jpg" alt="golf club in the grass" width="144" height="108" /></a><br />
Scusate la (mia) grassa ignoranza, ma pensavo che la poa fosse un modo dialettale, e ovviamente veneto, per definire e disprezzare quell&#8217;erbetta dispettosa, e a volte pure infida, che cresce sottile sui green rendendo il putt un vero e proprio terno al lotto. Tanto per cominciare la poa si scrive con la pi maiuscola in quanto &#8211; leggo sul fedele Devoto &#8211; la Poa &#8220;appartiene al genere di piante delle Graminacee comprendente numerose specie erbacee o cespugliose, ottime foraggere, diffuse nei pascoli e nei boschi delle regioni temperate&#8221;. O kappa. E ancora: &#8220;Ne fanno parte le fienarola, la sciammica e la strappalana&#8221;. Ora non so se quella che ha infestato di questi tempi il green di Asolo Golf fosse (e sia) una poa fienarola, scimmica o <span id="more-670"></span>strappalana. Di certo mi piacebbe che qualcuno mi aiutasse comunque a scoprirlo. Così la prossima volta magari proverò ancora più gusto, chiamandola col suo vero nome, a mandarla definitivamente a quel paese. Se infatti ho un colpo discreto nel mio imbarazzante e povero golf è il putt. Ebbene giovedì ad Asolo, nella seconda prova del Pentagonale seniores, non c&#8217;è stato verso che imbucassi in green al primo colpo se non alla nove del giallo, un par tre di 180 metri in discesa che ho chiuso con uno dei miei due unici par di giornata. La palla saltellava e cambiava direzione all&#8217;improvviso disconoscendo qualsiasi pendenza. Insomma: maledetta Poa. O, meglio, benedetta. A ben pensarci infatti, cioè a mente fredda, mi ha fornito un ottimo alibi: quello d&#8217;aver puttato male solo per colpa della perfida gramigna che ha in verità strizzato l&#8217;occhio ai golfisti di casa che hanno stravinto la tappa asolana del Pentagonale con 126 punti davanti a Villa Condulmer (116), Padova (113), Venezia(107) e Verona (105). Tutto qui. Anzi no. Post scriptum: Poa deriva dal greco poa che significa proprio &#8220;erba&#8221;. E almeno questo avrei dovuto ricordarlo anche se gli studi classici li ho finiti quarant&#8217;anni fa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">(foto <a title="Attribution-NonCommercial-NoDerivs License" rel="license" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/" target="_blank"><img src="http://www.venicegolfexperience.net/wp-content/plugins/wordpress-flickr-manager/images/creative_commons_bw.gif" alt="Attribution-NonCommercial-NoDerivs License" /></a><span style="font-size: xx-small;"> by </span><a href="http://www.flickr.com/people/70748390@N00/" target="_blank"><span style="font-size: xx-small;">alcomm</span></a>)</p>
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		<title>Ascoltando le voci dei fenomeni dopo la doccia mi è venuta voglia di scrivere un libello di golf</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 17:07:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="pea 2" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3314931172/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3387/3314931172_58a2f414cb_t.jpg" alt="pea 2" width="87" height="99" /></a>Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, più o meno, sono in fondo tutti eguali. Lamentosi quanto basta. &#8220;Avrò sbagliato almeno cinque o sei putt da un metro. Che dico? Da mezzo metro&#8221;. Spacconi. &#8220;Ho sparato un drive alla quindici così lungo che per poco la pallina non finiva in green&#8221;. Ed è volata invece in acqua. Bugiardi con loro stessi. &#8220;Se non avessi approcciato male, non mi sarei beccato la virgola&#8221;. L&#8217;ennesima &#8211; mi permetto d&#8217;aggiungere &#8211; di una interminabile serie. Fastidiosi e infastiditi: &#8220;Ho giocato con un cane che non alzava palla e così il mio swing è andato a puttane&#8221;. Insieme ovviamente alla gara. Per non parlare dei fenomeni: &#8220;Ho mancato un eagle al par cinque delle blu che grida ancora vendetta&#8221;. E non dice che ha sbagliato poi anche il facile putt del birdie. Smemorati: &#8220;Non mi ricordo se ho fatto sei o sette par&#8221;. E quante ichs? Meglio lasciar perdere. Per non parlare degliimbroglioni che raccontano le malefatte degli altri per nascondere le proprie. Un bel mondo davvero: ascoltatelo, ne resterete incantanti.<span id="more-618"></span>E magari anche imparerete che quelli che di solito si rivestono in silenzio e in grande fretta sono probabilmente proprio quelli che hanno giocato meglio e non vedono l&#8217;ora di correre a sapere se per caso sono andati a premio. A meno che non abbiano la moglie che li aspetta a casa per la cena e prima non debbano fare un salto veloce dall&#8217;amante. Di queste e altre storie sono pieni gli spogliatoi di tutti i circoli d&#8217;Italia. E difatti, se mi date un po&#8217; di tempo, e se intanto mi cercate una piccola casa editrice, non è detto che non ve le racconti in un libello di golf che magari comincerò a scrivere quest&#8217;estate nella (mia) stanzetta al piano terra del nuovo castello da favola degli Heinrich al Lido. Cominciando, perchè no?, dal giovin bergamasco in carriera, quarant&#8217;anni o anche meno, che ho incontrato fuori dalla doccia dell&#8217;Albenza al termine del debutto stagionale dell&#8217;Hotel Nazionale Venezia al Corporate. E qui dovrei dirvi che l&#8217;Albenza si merita abbondantamente il decimo posto nella top ten dei migliori campi del Belpaese. O parlarvi dell&#8217;esibizione della squadra degli Heinrich (e mia) a metà strada tra l&#8217;oscenità e lo scandalo.  O dell&#8217;unica buca che mi ricordo d&#8217;aver giocato, la sei del giallo, un par cinque di 469 metri, dogleg a destra, acqua a sinistra: driver &#8211; legnetto 5 &#8211; ferro 9 &#8211; data ovvero quattro colpi per l&#8217;unico birdie di giornata. Sarà per un&#8217;altra volta: va bene? Intanto il giovanotto di Bergamo, un telo in vita e l&#8217;altro per asciugarsi i capelli, riceve una telefonata alla quale evidentemente non può non rispondere. &#8220;Scusami tanto&#8221;, fa coprendo con la mano il cellulare dai possibili rumori dello spogliatoio intorno. &#8220;Ma ho avuto una giornata tremenda: una riunione dopo l&#8217;altra e poi quel consiglio d&#8217;amministrazione subito dopo pranzo. Sono a pezzi, ma adesso dimmi: sono tutto orecchie&#8221;. Magnifico bugiardo. Aveva appena finito di giocare diciotto buche. Pare pure bene. E aveva in faccia il colore del primo sole di primavera&#8230; Un&#8217;ultima cosa ancora che mi è venuta in mente cammin scrivendo e della quale vi devo subito informare. E&#8217; assolutamente inutile che le segreterie di tutti i club di golf appendano quel cartello accanto agli scaffali degli asciugamani bianchi e candidi: &#8220;Per favore, fate uso di un solo telo&#8221;. Tanto io non mi asciugherò mai e poi mai  il viso e i capelli con lo stesso telo con il quale mi sono appena asciugato i genitali. Faccio male? Non credo. E, se la pensate come me, ribelliamoci insieme ai nostri circoli che ci credono tutti maiali. O quasi.</p>
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		<title>Memorial Scafa: quando il golf è una gran festa e una gran meraviglia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 14:18:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="flickr-image" title="Duncan Mushcroft" href="http://www.flickr.com/photos/27793354@N04/3411526323/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3623/3411526323_b20e0b30d5_m.jpg" alt="Duncan Mushcroft" width="126" height="168" /></a>La Francesca ha detto che ha fatto tutto Ugo, suo padre. E ha alzato gli occhi lucidi al cielo. Duncan ha parlato di lui come si parla a un padre: &#8220;Incontrarlo e conoscerlo in Italia è stata la mia fortuna&#8221;. E si vedeva che aveva il cuore in lacrime. Guido fiero e commosso: &#8220;Ho vinto il lordo di squadra&#8221; raccontava al primo che incrociava in club house. Per far capire quanto ci teneva l&#8217;allievo a ricordare il suo grande maestro, Ugo Scafa. Una bella festa di golf  con una ricca grigliata finale. Una giornata meravigliosa senza nuvole. Una pro am tutta da incorniciare. E da raccontare. Per il Memorial, giunto alla dodicesima edizione, si sono dati venerdì appuntamento in Villa i migliori professionisti del Nordest e non solo. Con le loro squadre di dilettanti molto qualificate e calorosamente in palla. Trentacinque team e centoquaranta giocatori: un record. La Francesca Scafa meglio non avrebbe potuto fare. Una giornata meravigliosa vi dicevo. Tanto che si è giocato in maniche di camicia. E senza pulloverino. Su un campo che tutti hanno definito sbalorditivo per quanta pioggia era caduta i giorni prima. Green eccezionali, quasi tirati a mano. E i fairway che <span id="more-565"></span>sorridevano finalmente alla primavera. Sergio e Abramo che gongolavano. Un gran bel clima davvero. E Villa Condulmer, vestita di nuovo, che arrossiva per i complimenti che riceveva. O, meglio, che ha ricevuto anche durante la premiazione nella terrazza della club house sulla quale era ed è ogni volta un piacere stare. Specie quando il sole pigramente va a tramontare dietro gli alberi secolari e di tutte le sfumature del rosso li colora. &#8220;Siete il più bel circolo del Veneto&#8221;, ha pensato ad alta voce a cena l&#8217;abbronzatissimo Michele Pironti che pur viene da Valsanzibio Padova perchè la moglie di Ugo Scafa, l&#8217;impagabile Egle, bene lo sentisse e ingrassasse, Dio volendo, di qualche chilo. Mentre la più piccola delle sue figlie, la dolce Barbara, si coccolava  l&#8217;amico campione, il Duncan Muscroft di cui all&#8217;inizio vi raccontavo. Anche stavolta l&#8217;inglese di Leeds che gioca a fare l&#8217;orso, ma non sempre gli riesce bene, è stato di gran lunga il migliore: ha vinto l&#8217;individuale con quattro colpi (67) sotto il par di Villa Condulmer e pure il premio speciale per il maggiore numero di birdie (6). Il suo team, rigorosamente di Montecchia Padova, si è dovuto invece &#8211; si fa per dire &#8211; accontentare del secondo posto di squadra preceduto abbastanza nettamente da Giorgio Grillo, il timido genero del terremoto Renzo Trentin che insegna ad Asolo, e i tre Antoniutti di Villa Condulmer, padre moglie e figlia, cioè Guido, di cui vi ho già parlato, l&#8217;adorabile Maria Rosa e la promettente Anna, campionessa d&#8217;Italia under 16 nel 2007. Tutti e tre allievi dell&#8217;amato Enrico Trentin che deve farmi un altro favore, quello di smetterla di vincere titoli con le sue ragazze, l&#8217;ultimo dei quali conquistato dalla bolognese Alessia Knight agli Europei per nazioni di Sotogrande in Spagna: altrimenti di questo passo supera il grande padre che stavolta se lo mangia. Scherzi a parte, di fiore in fiore tra le ortensie di tutti i colori della Villa napoleonica: primo netto alla squadra di Federico Framgiamore (Lignano) con i cugini e la zia Loretta e primo seniores a quella di Eugenio Ridolfi (Verona Sommacampagna) assieme a Luigi Giuffrè, già presidente dello storico club scaligero, e ai fratelli Castagnara, Giulio e Alberto, ai quali Ugo insegnò i primi segreti del golf. Come a Guido Antoniutti che, se lo incontrate per i viottoli di Condulmer, provate a chiedergli: &#8220;Come è andata la pro am di Scafa?&#8221;. Vi risponderà: &#8220;Ho vinto il lordo di squadra&#8221;. Giustamente fiero e comprensibilmente commosso.</p>
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		<title>Venezia, il più bel campo che ci sia</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 07:42:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ho già detto mille volte, ma una ancora non mi farà certo male. Sono tutti belli i campi di golf del Nordest, ma quello di Venezia, agli Alberoni, ha una marcia in più. Non so, ha un fascino tutto speciale. A primavera come d&#8217;autunno. Peccato che sia così scomodo da raggiungere anche per chi, come me, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="flickr-image" title="venezia golf club" href="http://www.flickr.com/photos/27793354@N04/3398239134/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3549/3398239134_4008c2a68b_m.jpg" alt="venezia golf club" width="240" height="164" /></a>L&#8217;ho già detto mille volte, ma una ancora non mi farà certo male. Sono tutti belli i campi di golf del Nordest, ma quello di Venezia, agli Alberoni, ha una marcia in più. Non so, ha un fascino tutto speciale. A primavera come d&#8217;autunno. Peccato che sia così scomodo da raggiungere anche per chi, come me, ha la fortuna &#8211; si fa per dire &#8211; d&#8217;abitare a Mestre. Cioè in fin dei conti ad un ponte e &#8216;na cae (calle), il Ponte della Libertà, ex Littorio, lungo magari anche quattro chilometri, per la precisione 3.850 metri, ma pur sempre un ponte. Però una volta arrivati all&#8217;isola del Tronchetto, ovvero alla lingua di terra che si stacca da Piazzale Roma, si è appena all&#8217;inizio dell&#8217;avventura. C&#8217;è un ferryboat ancora da prendere e l&#8217;attesa è spesso lunga, snervante, anche di un&#8217;ora,  specie al mattino, se non hai prenotato il biglietto il giorno prima e i tir che devono scaricare al Lido non sono più di quattro o cinque. Altrimenti campa cavallo che l&#8217;erba cresce. Insomma per farvela breve, tra una palla e l&#8217;altra, ti va via  una giornata intera tra andata e ritorno, diciotto buche e due spaghetti con le vongole nel sottoportico della club house. Sia chiaro, il campo degli Alberoni si merita questo e altro.  Anche di raggiungerlo a piedi o a nuoto. E magari si farebbe pure prima. Però resta il fatto che per esempio Gardagolf, che è anche un fior di par 72, <span id="more-558"></span>è molto, ma molto più facile per me da acciuffare&#8230; Il  problema tuttavia è già risolto. O meglio me l&#8217;ha risolto quella splendida creatura che è il mio amico Topo Heinrich che ha messo su casa (con l&#8217;Antonella) al Lido e ha riservato una stanzetta tutta per me. Basta che me la dipinga di bianco e di nero. E così sarà per i prossimi (lieti) fine settimana di maggio e giugno. In pratica al venerdì cena di pesciolino da Memo o da Nane a San Piero in Volta. Un grappino in più, il battello, il sonno dei giusti e al sabato, con comodo, senza nessuna fretta, diciotto buche tutte da sparare in vena tra fagiani reali e svolazzanti gazze ladre. Già mi viene l&#8217;acquolina in bocca. O no? Intanto anche la classifica di Mondo del Golf mi dà ragione. Venezia infatti è collocata al nono posto nella Top ten del 2008 ed è sempre il primo (e unico) tra tutti i green del Nordest. La leadership è sempre di Biella. Poi Castelconturbia, Villa d&#8217;Este, Torino,  Royal Park, Roma, Le Querce, Olgiata, appunto Venezia e infine Bergamo. Fa specie che chissà per quale ragione il Royal Park di Andrea Agnelli è stato retrocesso dal secondo posto del 2007 al quinto. Proprio quest&#8217;anno che ospiterà l&#8217;Open d&#8217;Italia, ma non ho voglia d&#8217;indagare. Piuttosto mi spiace, ma La Margherita (diciasettesimo) non è meglio di Valsanzibio (Padova) che non compare in classifica neanche tra i primi venti campi del Belpaese. Nè di Verona o Asolo o Udine. Ma questo è &#8211; giusto appunto &#8211; il Belpaese dove si sa come normalmente si vota. Cioè male. Anzi, malissimo.</p>
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		<title>Dov&#8217;é la notizia? Tiger o Mickelson?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 21:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Masnata</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ma dov&#8217;è la notizia? Già, dov&#8217;è? Che al Wgc Ca Champions di Miami di nuovo Tiger Woods non abbia incantato, finendo in nona posizione a otto colpi dal vincitore Phil Mickelson, o che proprio Phil Mickelson ora metta addirittura in discussione a Tiger Woods la sua leadership nel ranking mondiale? In effetti adesso la differenza tra i due campioni è di appena 52 centesimi di punto. Una vera inezia. Però se è vero che Tiger sta esageratamente pagando la lunga assenza forzata dai green (otto mesi), per me-per voi-per tutti il numero uno del golf resta-era-e-sarà sempre e comunque Tiger Woods. Chissà per quanto tempo ancora<span id="more-556"></span>. Tiger è Tiger. Come Pelè era Pelè. Piuttosto per spezzare una lancia, e non un&#8217;arancia, come dice il mio vicino d&#8217;armadietto al circolo, in favore del mancino di San Diego, è passata quasi in silenzio, eppure a me è parsa straordinaria, la notizia (delle notizie) che nei primi due giri del Doral Golf Resort &amp; Spa (par 72) Phil Mickelson abbia messo mano al putter solo 42 volte. Ora, tanto per capire il valore e lo spessore dell&#8217;impresa dell&#8217;antipatico o, meglio, poco simpatico californiano di pelle bianca anche a chi ne mastica poco di golf, è forse meglio dire che in un totale di 36 green (e che green!) Mickelson ha imbucato 30 volte al primo colpo e solo in sei occasioni ha dovuto utilizzare il secondo putt. Incredibile, ma vero. Così come la settimana scorsa  è stato più clamoroso che Milano abbia perso in casa coi modesti polacchi del Sopot di 24 punti (72-96) l&#8217;ultima partita della Top 16 di Eurolega o che nessuno all&#8217;Armani si sia vergognato al punto solo d&#8217;i cominciare a ipotizzare che in certi casi bisogna avere anche il coraggio di dare le dimissioni e togliersi dai piedi per manifesta incapacità nelle scelte degli uomini a fronte di oltre sedici milioni spesi al mercato stagionale? O forse sono io a pensar sempre male?</p>
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		<title>L&#8217;Alpen Adria della Logos a Asolo</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 14:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="flickr-image" title="logos sede" href="http://www.flickr.com/photos/27793354@N04/3353909344/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3462/3353909344_f9cc47ff03_m.jpg" alt="logos sede" width="192" height="144" /></a>Si torna a giocare. Magari quelli di <strong>Jesolo </strong>potranno dire: &#8220;E chi ha mai smesso&#8221;. E&#8217; vero. Ma in linea di massima i circoli del Triveneto hanno riaperto i cancelli ai primi di febbraio. E febbraio è stato pessimo: neve e pioggia, campi pesantisimi e attività agonistica ridotta all&#8217;osso. Cioè riservata ai campi pratica e alle lezioni col maestro. Ovviamente <strong>Bepi Puggina</strong> ha anticipato tutti. E di nuovo ha fatto centro. Bepi Puggina è il presidente della <strong>Logos</strong>. Sett&#8217;anni o quasi. Padovano doc, ora ha tutto a <strong>Grado</strong>: casa, moglie, figli, nipoti, lavoro, amici. Tra i quali, sempre in prima fila, i vecchietti terribili della Libera organizzazione golfisti senjores non più solo friulana e giuliana, ma da un paio di stagioni allargata anche ai club di <strong>Villa Condulmer</strong> e <strong>Ca&#8217; della Nave</strong>,<strong> </strong> <strong>Cansiglio</strong> e <strong>Jesolo</strong> e da quest&#8217;anno pure di <strong>Zerman</strong>, <strong>Prà delle Torri </strong>e <strong>Asolo. </strong>Una famiglia molto<strong> </strong>numerosa e plurietnica che si è data appuntamento giovedì proprio al Golf Club di <strong>Gilberto Benetton,</strong> alle falde di Cavaso del Tomba, per la gara d&#8217;apertura di un 2009 ricchissimo di manifestazioni. Cominciando dalla prima tappa del triangolare dell&#8217;Alpen Adria (<strong>Austria</strong>, <strong>Slovenia</strong> e <strong>Italia</strong>) che ha visto al tee di partenza (shot gun) ben 108 golfisti, ovvero quanti di più non avrebbero potuto partecipare alla sfida di Asolo sui percorsi giallo e blu.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-554 alignright" style="border: 1px solid black; margin: 3px;" title="mappa-asolo" src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/files/2009/03/mappa-asolo-300x286.gif" alt="mappa-asolo" width="210" height="200" />Devo dire la verità: non avrei mai pensato che i green e i fairway, soprattutto i green, di Asolo fossero così in ordine a questo punto della stagione dopo tutta l&#8217;acqua che è venuta giù anche nella prima settimana di marzo e la neve ancora ad un tiro di schioppo dalle buche.  E poi si sa: se c&#8217;è un campo di golf dove non ci si può mai dimenticare a casa l&#8217;ombrello questo è proprio quello che sorge ai piedi del <strong>Monte Grappa</strong>. Il successo della manifestazione l&#8217; hanno poi completato  una splendida giornata di sole senza nuvole e l&#8217;impeccabile  organizzazione di uno dei circoli più prestigiosi del Nordest. Insomma una volta di più Bepi Puggina c&#8217;ha visto giusto ed è stato premiato dalla sua proverbiale fortuna. Venendo alla gara, la formazione italiana ha vinto a mani basse la prima tappa del Tour Alpen Adria grazie al primo netto (39 punti stableford) di <strong>Giuseppe Zanatta</strong>, il celebre baffone di Asolo, e al primo lordo di <strong>Rino Bubola</strong>, uno dei giocatori in assoluto più forti e regolari di Villa Condulmer. La rivincita il 5-6 maggio a <strong>Seltenheim </strong>(in Austria) e il 2-3 giugno a <strong>Bled</strong> (Slovenia), mentre mercoledì prossimo inizia da <strong>Trieste</strong> il circuito Logos (a squadre) che farà anche tappa a Gorizia, Villa Condulmer, Grado, Udine, Castel d&#8217;Aviano, Tarvisio e Ca&#8217; della Nave per concludersi il 21 ottobre a <strong>Lignano</strong>.</p>
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		<title>Stasera su Sky il ritorno di Tiger&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 16:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Duecentocinquantaquattro giorni sono lunghi da morire. O almeno lo sono stati per il golf delle grandi firme con Tiger Woods lontano dai fairway e dai green. Senza di lui non c&#8217;è stata vittoria che abbia avuto un valore assoluto. Sì, d&#8217;accordo, bravo, ma non c&#8217;era Tiger. Perchè, se ci fosse stato Tiger, il sospetto che sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="flickr-image" title="Tiger Woods Worship Simply" href="http://www.flickr.com/photos/25654510@N00/2368238302/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3056/2368238302_4d9f3e3d0d_m.jpg" alt="Tiger Woods Worship Simply" width="240" height="162" /></a>Duecentocinquantaquattro giorni sono lunghi da morire. O almeno lo sono stati per il golf delle grandi firme con <strong>Tiger Woods</strong> lontano dai fairway e dai green. Senza di lui non c&#8217;è stata vittoria che abbia avuto un valore assoluto. Sì, d&#8217;accordo, bravo, ma non c&#8217;era Tiger. Perchè, se ci fosse stato Tiger, il sospetto che sarebbe stata comunque tutta un&#8217;altra storia è diventato dall&#8221;inzio della scorsa estate quasi o più di una certezza. Il 16 giugno Woods vinse <strong>l&#8217;Us Open</strong> trascinandosi su una gamba sola: aveva il crociato (anteriore) sinistro a pezzi e due microfratture da stress alla tibia. Eppure conquistò lo stesso  il suo <strong>quattordicesimo titolo Major</strong> con un fantastico birdie alla 18 nel palpitante playoff con <strong>Rocco Mediate</strong>. Smorfiando e soffrendo. Ricordate? Diventando buca dopo buca più umano e, insieme, più extraterrestre per tutti. Anche per quelli (moltissimi) che tifavano davanti ai teleschermi di casa nostra per il sorprendente e simpatico <strong>Rocco, il Paisà</strong>. Da allora è passata un&#8217;eternità. Con conseguente crollo dell&#8217;audience, dello spettacolo, delle sponsorizzazioni milionarie. Tutti orfani del Fenomeno. <span id="more-519"></span>Offesi e umiliati gli altri. Anche chi, come <strong>Padraig Harrigton</strong>, ha pure nel 2008 trionfato nel <strong>British Open</strong> e nel <strong>Pga Championships</strong>. O come <strong>Sergio Garcia</strong>, il più amato dai latini, che è pure risalito al secondo posto nel World Racing. E&#8217; stato un po&#8217; come ai tempi di <strong>Tomba la Bomba</strong>, l&#8217;Eti di Castel de&#8217; Britti che vinceva anche quando non si presentava al cancelletto di partenza di uno slalom o di un gigante perchè qualsiasi altro campione s&#8217;imponesse in quella gara avrebbe comunque perso nel raffronto con l&#8217;abilità e la prepotenza del nostro fuoriclasse.  Dopo quattro operazioni al ginocchio Tiger è tornato e ovviamente ha vinto ieri il primo match play del <strong>World Gold Championship Accenture</strong> di <strong>Tucson,</strong> in Arizona, ricominciando con un birdie e chiudendo il duello con l&#8217;australiano <strong>Brendon Jones</strong> alla 16. Come se negli ultimi otto mesi nel golf non sia successo (e cambiato) proprio niente. Tanto più che, manco farlo apposta, i più attesi tra i suoi sfidanti, che nessuno tuttavia più si sogna di chiamare neanche per scherzo (probabili) suoi eredi, e cioè Harrigton e Garcia, sono subito usciti di scena nei loro match-play inaugurali. Stasera comunque Tiger Woods torna anche in diretta tv (alle 20) su Sky. Grazie Sky. Per la precisione su <strong>Sky Sport Extra</strong> (canale 204). E non ci sarà <strong>Milan-Werder</strong> o <strong>Udinese-Lech</strong> di Coppa Uefa o <strong>Roma-Panathinaikos</strong> d&#8217;Eurolega che tengano:<strong> il</strong> <strong>ritorno del Fenomeno</strong> non si può perdere. Per nessuna ragione al mondo. O quasi.</p>
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		<title>Al nostro golf serve un Tiger. E Belen</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 19:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L&#8217;aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Datemi le mie mazze da golf, un po&#8217; d&#8217;aria fresca e una bella ragazza. E potete anche tenervi le mazze e l&#8217;aria fresca. Carina, no? Stamattina ci ho <a class="flickr-image" title="Tailor James - Playboy Golf VIP Party" href="http://www.flickr.com/photos/7671591@N08/2740390266/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3195/2740390266_0c60fd342a_m.jpg" alt="Tailor James - Playboy Golf VIP Party" width="160" height="240" /></a><br />
provato di nuovo. Con una bella ragazza? No, cosa avete capito? Ci ho provato di nuovo con il golf. L&#8217;aria era pure fresca. Anche troppo. E puttando mi sono anche infreddolito. Mezz&#8217;ora di lezione con <strong>Enrico Trentin</strong>. Il tempo per correggere il grip. S√¨, l&#8217;impugnatura insomma. Tenevo il pitch troppo sul palmo della mano. E lo swing? Meglio lasciar perdere. Del resto, √® da fine novembre che la mia sacca poltriva in cantina. Ho anche puttato e provato qualche chip. Il putter mi ha salvato la mattinata. E sarei andato volentieri anche in campo. Magari con quella bella ragazza che praticava. Ma i fairway erano inzuppati d&#8217;acqua. Sar√† per domani. O al massimo venerd√¨. Pioggia e il buon Dio permettendo. Le previsioni del tempo sono buone. Sole al nord, dicono e voglio crederci. Leggo che <strong>Francesco Molinari</strong> e <strong>Alessandro Tadini</strong> saranno impegnati da domani a Kuala Lumpur in Malesia. Chicco pu√≤ far bene, gli avversari non sono impossibili, un milione e mezzo d&#8217;euro di montepremi sono pur sempre tre miliardi delle vecchie lire. Cos√¨ la Gazzetta dello sport avr√† domenica qualcosa di meglio da scrivere delle solite storie trite e ritrite come il tesseramento libero per sfondare il muro dei centomila  tesserati. Non discuto che il tesseramento libero, voluto e sostenuto da Franco <span id="more-509"></span>Chimenti, non sia una buona cosa. Anzi. Non √® cio√® necessario associarsi ad un circolo per avvicinarsi al golf: basta compilare un modulo e richiedere direttamente la tessera federale presso un qualsiasi club affiliato alla Fig. Ma serve ben altro per incuriosire i pi√π giovani e catturarli al golf. Servono soprattutto un paio di campioni, nati e cresciuti nel Belpaese, delle cui imprese in giro per i green del mondo s&#8217;interessino le cronache sportive. E non solo queste. Non sarebbe difatti male se una Belen Rodriguez o una velina qualsiasi, bionda o mora, fa lo stesso, s&#8217;innamorasse (?) perdutamente di un nostro golfista di grido. Tanto pi√π che ai tempi d&#8217;oro della Ryder di Costantino Rocca non c&#8217;era Sky. Adesso invece s√¨. E il golf su Sky √® oggi abbastanza seguito. Sono un&#8217;utopista? Forse s√¨. Specie se mi viene in mente che la settimana scorsa in Thailandia il numero due d&#8217;Italia, il buon Emanuele Canonica, si √® classificato 90esimo e quindi non ha superato (di ben tre colpi) nemmeno il taglio dell&#8217;Asian Tour di Bangkok. E allora che si fa? Datemi almeno una bella ragazza. E se, chiedo troppo, almeno le mie mazze da golf e un po&#8217; d&#8217;aria pura. (foto di Stephen Dvargas)</p>
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		<title>E ora Alessandro Del Piero lancia l&#8217;ultima sfida: &#8220;A fine carriera potrei darmi al golf&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 09:52:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni mattina combatto tenacemente con la Tigre che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania.&#160;Fanno disordine, puzzano,&#160;proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: &#34;O loro (i ritagli) o io&#34;, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ogni mattina combatto tenacemente con la <b>Tigre </b>che vorrebbe buttar via tutta la pila di giornali e riviste che ho accatastato ai piedi della scrivania.&nbsp;Fanno disordine, <img vspace="2" hspace="2" border="1" align="left" alt="" src="http://tbn3.google.com/images?q=tbn:_QZ7GUKC8P41YM:http://cache.daylife.com/imageserve/01TAbEu3K5df2/610x.jpg" />puzzano,&nbsp;proprio non ti capisco: ti servissero almeno a qualcosa. Non arriva a dire: &quot;O loro (i ritagli) o io&quot;, ma poco ci manca. Stamane ero sfinito e stavo sul punto di cedere:&nbsp; un po&#8217; di ragione magari anche ce l&#8217;ha. La pila di carta ha infatti ormai superato il metro d&#8217;altezza e quasi quasi mi si rovescia addosso. Quando l&#8217;occhio mi &egrave; caduto su un&#8217;intervista dell&#8217;otto gennaio scorso che <b>Alessandro Del Piero</b> ha rilasciato in esclusiva (o quasi) alla <b>Gazzetta</b>. &quot;Attenta <b>Inter</b>, la mia <b>Juve </b>ti pu&ograve; venire a prendere&quot;. S&igrave;, campa cavallo che l&#8217;erba cresce. Purtroppo. Ma non &egrave; questo il punto. E neanche mi ha interessato pi&ugrave; di tanto il fatto che Pinturicchio, come lo battezz&ograve; l&#8217;Avvocato, riceva spesso e volentieri una telefonata al luned&igrave; da <b>John Elkann</b> o da <b>Andrea Agnelli</b>. Ovviamente di buon mattino. Al canto del gallo. Come &egrave; sana abitudine di famiglia. E&#8217; stata invece una domanda che mi ha particolarmente incuriosito: &quot;Nel&nbsp;suo futuro bianconero si vede pi&ugrave; allenatore o dirigente&quot;. E lui,&nbsp;il grande Alex, a sorpresa: &quot;Magari mi dar&ograve; al golf&quot;. Come? Al&nbsp;golf? &quot;Mass&igrave;. Potrebbe essere la nuova sfida della mia vita. Anche se nessuno&nbsp;in questo caso scommetterebbe un euro su di me. E sapete perch&egrave;?&quot;. Nooo. &quot;Perch&egrave; dicono che&nbsp;mi sono avvicinato troppo tardi ai green e ai fairway, al putt e allo swing&quot;. Ora non so bene quando Del Piero si sia&nbsp;dato anima e cuore al golf. Saranno tre o quattro anni. Al massimo cinque. Forse proprio nel periodo nel quale <span id="more-404"></span>lo allenava <b>Capello</b> e don Fabio lo faceva giocare poco. Di&nbsp;sicuro aveva gi&agrave; passato i trent&#8217;anni. N&egrave; so&nbsp;con certezza quale sia il suo attuale handicap.&nbsp;Intorno al dodici, mi dicono. Di certo il golf gli piace da impazzire e, quando pu&ograve;, ci s&#8217;immerge dalla testa ai piedi. Sfidando magari <b>Nedved </b>o <b>Rampulla</b> o&nbsp;<b>Mauro</b>. Se non <b>Manninger </b>o&nbsp;<b>Mellberg</b>, che &egrave; bravo sul serio. Al <b>Royal Park</b> o a&nbsp;<b>La Mandria</b>. Nove buche.&nbsp;Ma anche diciotto. Lontano da occhi e orecchie indiscrete. <b>Giorgio Grillo</b>, che gli ha dato qualche lezione a <b>Asolo</b>, garantisce che ha talento pari alla passione. Cio&egrave; un sacco.&nbsp;E di questo non dubitavo.&nbsp;N&egrave; dubito che, qualora Alex decida di dare&nbsp;a&nbsp;fine carriera la scalata al paradiso golfistico, ovvero al professionismo, che non ci riesca. Come ci sono riusciti altri grandissimi campioni dello sport. Come <b>Ivan Lendl</b>. O <b>Michael Jordan</b>. O <b>Nigel Mansell</b>. E chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta. Anche se non si sono avvicinati al golf in giovane et&agrave;. Come il piccolo <b>Julien Paltrinieri</b> di <b>Villa Condulmer</b> che a Natale ha vinto al <b>Doral di</b> <b>Miami</b>, che ospiter&agrave; dal 12 al 16 marzo il World Golf Championship 2009, il The Publix Junior International Golf Classic, in pratica una sorta di campionato del mondo&nbsp;della categoria dagli otto ai nove anni. Il suo mestro &egrave; anche il mio: <b>Enrico Trentin</b>. E Julien, ragazzo prodigio,&nbsp;ha pi&ugrave; o meno&nbsp;il mio handicap: diciotto. Ma anche qualche anno di meno. Diciamo cinquanta? (foto di Trilly Sands)</p>
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